Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).
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venerdì 18 maggio 2012

Pansessualità per superare ogni forma di emarginazione sessuale

Danza dello Spirito - Dipinto di Franco Farina

Ante Scriptum

L'amico Anthony Ceresa, di cui dabbasso potete leggere un articolo sull'omofobia, evidentemente non è al corrente della teoria della pansessualità, enunciata da Peter Boom (di cui il 26 maggio ricorre il primo anniversario della dipartita).
(vedi articolo in questo blog: http://retedellereti.blogspot.it/2011/07/la-rete-delle-reti-e-linformazione.html)

Questa teoria in cui si evidenzia come la sessualità umana, nell'arco di una vita o di epoche storiche, possa assumere diverse forme espressive, è un pensiero salvifico e scientifico attraverso il quale si riconosce come "naturale" la completa gamma sessuale dell'uomo. Le forme della sessualità umana (ma anche nel mondo animale e vegetale) non sono specificatamente ed esclusivamente indirizzate al rapporto etero (necessario comunque alla riproduzione) ma assumono diverse manifestazioni che comunque rientrano nella normalità delle pulsioni sessuali innate. Se siamo in grado di riconoscere la presenza di questa "natura" pansessuale, all'interno del bagaglio genetico e comportamentale umano, automaticamente scompare ogni negatività di giudizio nei confronti delle differenze.

Ad esempio l'omofobia, più sotto menzionata da Anthony, è il risultato di una inveterata tendenza a giudicare il comportamento umano in base ad una "morale religiosa" artificiosamente acquisita e data per buona. L'ideologia e la religione, ovvero l'astrazione dalla naturalità, ancora una volta si dimostrano elementi alieni e perversi che distruggono la spontanea morale e l'innata bontà presente in ogni essere vivente.

Paolo D'Arpini

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L’omofobia ci giunge a sorpresa, come un nuovo modo di essere di una parte sostenuta della Società Italiana, proiettata verso il cambiamento delle tradizioni millenarie, con l’apertura al riconoscimento di un terzo elemento o specie, “il diverso”.

Diverso dall’uomo e dalla donna con baffi, barba o senza . Una nuova figura che si interpone fra l’uomo e la donna, con una nuova definizione poco usata nel passato, dove qualsiasi atto differente dalla tradizione nel rapporto uomo/donna veniva soffocato, nascosto. Nei vocabolari correnti non riporta neppure il significato.
Si suppone che il “diverso” sia la conseguenza forzata delle grandi concentrazioni di uomini o donne sole in isolamento, tipiche dei Monasteri e Conventi, Oratori e Circoli, obbligati a cambiare la natura dell’essere umano, il quale crescendo scaricherà le forzate astinenze o fobie sugli innocenti, sui bambini.

Da quando siamo tempestati da citrulli che riempiono le mail di maldicenze e di pensieri contrastanti per opporsi in modo errato alle disgrazie imposte dal Potere e dalla Politica, questa novità ci giunge inaspettata con: l’invito alle veglie di preghiera per l’Omofobia. Un invito a Pregare per i “diversi” e le loro vittime.
Ho chiesto ad alcuni letterati il significato reale dell’Omofobia e quali conseguenze o pericoli futuri per la Società.

Qualcuno mi ha detto: vuol dire scappare al più presto dall’Italia ormai disfatta Economicamente, sostenuta soltanto dalle fobie di chi ci Governa e dall’odio verso i nostri Governanti, dove gli ultimi cittadini rimasti, pagheranno tutti i debiti contratti nel tempo dai nostri Politici.

Altri invece sostengono che l’Omofobo è sinonimo del Politico. Pensandoci bene anche loro forse hanno un po’ ragione. In tempo di elezioni gli Omofobi si prostituiscono promettendo l’invero simile, per andare ad occupare le poltrone del bengodi e abbuffarsi a spese della Comunità.

Nella mia più completa ignoranza in materia, pensavo che l’Omofobia come definita originariamente dal Greco, significa uomo, e fobos paura, in sostanza le paure dell’uomo.

Sino a qualche tempo fa, ero del parere che l’Omofobia fosse da ricollegare alle fobie dell’uomo, non soltanto la paura, ma anche la crudeltà innata in certi individui nel fare del male al prossimo, e si applica in toto al Potere, alla Politica, al Bullo, allo Sbruffone, al Pirla sotto ogni aspetto.

Fra i grandi mali commessi alle popolazioni del Pianeta da piccoli esseri posti nelle strutture di comando, possiamo ricordare: le fobie o cattiverie di Stalin, le fobie di Hitler contro gli Ebrei, le fobie di John Kennedy, identiche a quelle di Berlusconi schiavizzati dal sesso, le fobie di Bush Junior per la guerra, le fobie di Napolitano King of Italy, le fobie di Monti a salvataggio della Politica marcia putrida, le fobie della Germania per la guida dell’Europa, le fobie di tutti quelli che auspicano un mondo secondo i propri interessi. Le fobie in favore o contro l’Euro, le fobie del Vaticano per Governare le anime e le coscienze di tutti gli esseri a livello globale in nome di Dio. Boh.

Di fronte a tanto male e sofferenze causate da certi individui, hanno pensato bene di creare le veglie di preghiera per convincere i cuori infranti di cui il Mario Monti, più comunemente detto il Professore, il quale con il supporto incondizionato di tutti i Partiti Italiani, auspicano di indurre gli esseri di questo stivale ad un vegetale senza diritti, creando una Comunità di finocchietti cala braghe in atteggiamento di preghiera, per obbligarli a sottostare agli interessi di una manciata di Politici dal cervello fuori corso.

Pare invece che non sia così, l’Omofobia, nel significato più accentrato del lessico Italiano, successivo al linguaggio di Dante, è soggetto a diverse interpretazioni, raccogliendo in una unica parola vari significati, ed amalgama in un unico contenitore tutti coloro portati a remare contro senso: dal Potere, la Politica, Razzismo, Xenofobia, Odio, Transfobia, i Gay, gli Omosessuali, i Bisessuali, Lesbiche, i Bulli, la Paura, e tutte le restrizioni contro natura e contro i diritti dell’uomo.

L’Omofobia in senso lato abbraccia tutti i “diversi” sia di pensiero, come pure di comportamento in una società di Eterosessuali, ossia uomo / donna a formare una famiglia con figli, rispettosi degli onesti principi di osservanza dell’etica sociale.

Ma è anche vero, s’è la Società fosse costituita in maggioranza dai “diversi”, in questo caso gli Eterosessuali diverrebbero Omofobi, sollecitati da concorsi Pubblici per eleggere il miglior centro del posteriore, allo scopo di attirare milioni di Turisti da ogni parte del mondo e salvare l’Italia distrutta dalle Politiche e Politicanti Omofobi corrotti, creando il Casino Internazionale della goduria.

Il mondo ha raggiunto una fase di grandi cambiamenti per distogliere le attenzioni dagli interessi di parte della Politica, dove gli Omofobi o Politici o per intendersi meglio “i diversi”, godono di concessioni sociali e penali inverosimili, facendo pagare i danni dei loro comportamenti e delle Ingiustizie ai Cittadini, alla Comunità.

Quasi tutta l’Europa distrutta dalle fobie dei Partiti, dove la Giustizia si è persa nelle tentazioni degli interessi di parte, sino ad occupare la posizione di fondo schiena dell’apparato Politico.

Considerando che il nostro Paese si trova in una fase di profondo mutamento generale con la crescente e accertata confusione nello sviluppo a catena del male piramidale, con ladri, lupi e mercenari di elevate capacità ad occupare le Istituzioni, bisognerebbe fondare le nostre speranze nell’auspicio che si apra molto presto un varco, un piccolissimo spazio nelle coscienze della Giustizia, la quale ha perso il significato di rettitudine e di dovere verso la Comunità Civile.
Dalla realtà attuale e con grande preoccupazione ci rendiamo conto che lo Stivale ci sta un po’ stretto, occupato in gran parte da incertezze presenti e future che si prevedono estese nel tempo, Amministrato da una serie sostenuta di Omofobi intesi come persone non qualificate ed affette da fobie per le poltrone, le quali pur avendo distrutto il paese, tutti uniti fra le diverse ed infinite ideologie Politiche Partitiche, si sono chiusi in un serrato ed impenetrabile scudo, attribuendo le colpe della degenerazione dello Stato a fatti contingenti, i quali richiedono ulteriori sacrifici soltanto ai cittadini innocenti mal capitati.
Dall’altra parte, possiamo confermare inoltre che un cospicuo aiuto a proteggere gli autori del male, proviene dalle filosofie Spirituali che invitano a pagare, a soffrire e a pregare per mantenere gli angeli privilegiati del male, in attesa che il Signore volga lo sguardo punitivo verso gli autori delle ingiustizie che creano inutili sofferenze ai più deboli.

Molte Istituzioni formate e amministrate da galantuomini, sono sotto la scure della Giustizia per mancanze gravissime, dove le indagini vanno a rilento per far scadere i termini dei Procedimenti Processuali.

Fra queste le Fobie della Regione Lombardia e le sue Associate, di copertura IACP, ALER, ERP, ecc., la Provincia e Associati, a formare una combriccola di Associazioni dell’onorata Società, con i soldi espropriati ai lavoratori e ai condomini.

L’Omofobia è penetrata e si sviluppa agli alti livelli nell’era attuale, a creare un risvolto penoso della storia d’Italia, dove la Politica e la Giustizia hanno dimostrato profonde debolezze annullando la dignità e i diritti dell’essere umano.

Anthony Ceresa

lunedì 26 marzo 2012

Vivere in comunità per restare in buona salute.... ?

Esempio di vita comunitaria in un incontro del Circolo Vegetariano VV.TT.


Ante Scriptum

...sembra la pubblicità per promuovere le comuni e gli eco-villaggi... La Rive e Manuel Olivares, autore del libro "Comuni, comunità ed ecovilalggi in Italia", edito da AAM Terra Nuova)saranno soddisfatti.. Infatti sembra, almeno da quanto scritto più sotto, che la vita comunitaria giovi alla salute. Almeno queste le conclusioni a cui è giunto un istituto di ricerche finlandese. Ma la Finlandia -si sa- è terra inospitale e certo vivere da soli in mezzo ai ghiacci non deve essere piacevole (nè agevole).. Comunque è vero che da quando è decaduta la famiglia e non esiste più un tessuto sociale l'esistenza raminga e solitaria è diventata anche fonte di malessere. Inoltre con il precariato che avanza è sempre più difficile permettersi un'abitazione.. per cui la soluzione sembra quella di unire le forze e convivere in buona compagnia (si spera).... Però, però, la mia esperienza è "meglio soli che male accompagnati".. e continuo a preferire la solitudine (salvo la presenza di una compagna amorevole)..

Paolo D'Arpini



Psichiatria: +80% rischio depressione per chi vive solo rispetto a chi sceglie compagnia

La scelta di abbandonare il nido domestico e preferire una vita da soli potrebbe essere un fattore di rischio per la salute mentale, anche in persone in età lavorativa. Secondo lo studio finlandese del Finnish Institute of Occupational Health, pubblicato sulla rivista BioMed Central, l'allarme depressione aumenta dell' 80% nei soggetti che vivono da soli rispetto a chi ha preferito la vita famigliare o con altre persone. "Perchè - suggerisce la ricerca - nel periodo di 'follow up ' dello studio hanno acquistato l'80% in più di farmaci anti depressivi rispetto a chi condivide il tetto domenistico con altre persone". Tra i fattori principali evidenziati dagli autori ci possono essere "le condizioni abitative disagiate per le donne e la mancanza di sostegno sociale per gli uomini. Ma entrambi i sessi sono colpiti in ugual modo".Secondo i ricercatori "vivere con altre persone, che sono in grado di offrire un sostegno emotivo e un maggiore coinvolgimento sociale, ad esempio confidandosi o aiutandosi a vicenda, protegge contro i problemi di salute mentale. Mentre - precisa il lavoro - scegliere l'indipendenza, la discrezione e quindi anche l'isolamento domestico, potrebbe far perdere in alcuni soggetti la fiducia in se stessi e acuire fenomeni come la depressione e l'ansia". Lo studio ha monitorato l'uso di anti depressivi in 3.500 finlandesi che hanno partecipato alla ricerca. Persone in età lavorativa: 1.695 uomini e 1.776 donne. Con un età media di 44,6 anni. Dal 2000 al 2008 questi soggetti sono stati seguiti e sottoposti anche ad interviste per valutare le loro abitudini di vita, l'istruzione, il reddito e le condizioni abitative. Ebbene, i ricercatori hanno scoperto "che le persone che vivono sole avevano acquistato l' 80% in più di anti depressivi durante gli 8 anni di 'follow up', rispetto a chi aveva scelto la vita famiglia o la compagnia di qualcuno dentro casa". (fonte: Adnkronos Salute)

venerdì 20 gennaio 2012

Programma per l’Incontro Collettivo Ecologista – Solstizio Estivo – Aprilia (Latina) – 22, 23 e 24 giugno 2012

Alea iacta est


"Aprilia o morte!" (Saul Arpino)

Cari amici,

ecco, con le ultime indicazioni sul percorso ricevute da Benito, e le osservazioni di Riccardo e i consigli di Stefano, di Caterina e di qualcun altro, abbiamo redatto questo programma di massima, con alcune note generali sui temi trattati, per l’Incontro Collettivo Ecologista del solstizio estivo 2012. Grazie per l’attenzione (e per l’aiuto che vorrete dare nella divulgazione)!

Temi trattati, indirizzi comportamentali e programma per l’Incontro Collettivo Ecologista del Solstizio estivo – Aprilia (Latina) dal 22 al 24 giugno 2012

Ante Scriptum

Note introduttive sul Bioregionalismo, sull’Ecologia Profonda, sulla Biospiritualità, sull’Economia Partecipativa, sulla Biopolitica…. ed altro ancora.

Il bioregionalismo è una forma attuativa dell’ecologia profonda. Nel senso che l’ecologia profonda analizza il funzionamento delle componenti vitali e geomorfologiche ed il bioregionalismo riconosce gli ambiti territoriali in cui tali componenti si manifestano.

Per fare un esempio concreto: il funzionamento generale dell’organismo vivente viene compreso attraverso il riconoscimento e lo studio delle sue funzioni vitali e dei modi in cui tali funzioni si manifestano ed il bioregionalismo individua gli organi specifici che provvedono a tale funzionamento e le correlazioni fra l’organismo e l’insieme degli organi che lo compongono, descrivendone le caratteristiche e la loro compartecipazione al funzionamento globale. Per cui non c’è assolutamente alcuna differenza fra ecologia profonda e bioregionalismo, sono solo due modi, due approfondimenti, per comprendere e descrivere l’evento vita.

Abbiamo inserito come terzo elemento componente “l’osservatore”, cioè l’Intelligenza Coscienza che anima il processo conoscitivo. Ovvero la capacità osservativa e lo stimolo di ricerca e comprensione della vita che analizza se stessa. Anche questo processo di auto-conoscenza, ovviamente, è parte integrante del processo individuativo svolto nell’ecologia profonda e nel bioregionalismo. A volte questa intelligenza intrinseca nella vita è anche detta “Biospiritualità” – E cosa si intende per biospiritualità? Biospiritualità è l’espressione, l’odore sottile, il messaggio intrinseco, che traspira dalla materia tutta. Il sentimento di costante presenza indivisa.. la consapevolezza dell’inscindibilità della vita, riconoscibile in ogni sua forma e componente, partendo dal “soggetto” percepiente. La conoscenza “suprema” significa essere consapevoli che tutto quel che “è” lo è in quanto tale. Perché l’esistente è uno, non può esserci “altro”…

Altro aspetto importante del discorso è quello della Solidarietà al Tutto (anziché Umana) per far trasparire una visione meno antropocentrica e più rivolta al rispetto dell’Uno e Molteplice che ci circonda ed in cui siamo. Il termine più appropriato per noi sarebbe Cooperazione Attiva, quindi cooperare alla maniera del fare o dell’agire cioè del concludere e arrivare a soluzioni e propositività negli intenti, orientati sempre verso l’alto, cioè lo Spirito.

Nel discorso dell’ecologia va incluso anche quello della Biopolitica per trasmettere un messaggio che la Politica deve essere inserita sempre in Bios cioè nella Vita, che è un qualcosa che non appartiene solo all’uomo. E poi l’Economia Partecipativa, poiché l’economia deve tornare ad essere a misura delle cose reali e non dei mercati subliminali di borse e speculatori e noi dobbiamo tornare a ridiventare fruitori attivi (ecco il senso di Partecipazione) di questo mezzo di scambio che è nostro (per es. reddito di cittadinanza di auritiana memoria).

Ed ora alcune indicazioni generali per lo svolgimento dell’Incontro che si tiene al Solstizio estivo. Bisognerebbe che ognuno portasse cibo, preferibilmente vegetariano, da condividere nei tre giorni dell’assemblea, ed anche posate e piatti e canovacci personali, e che la vesseile e la cucina e la pulizia dei luoghi venisse fatta in modo democratico con la partecipazione di tutti.

Altro impegno è quello relativo alle tematiche ed agli interventi. Allora, tanto per iniziare ripetiamo lo scopo di questo Incontro Collettivo Ecologista, che è quello di creare un coordinamento efficace e di comune ausilio sulle iniziative portate avanti dai gruppi e dalle persone che in Italia si riconoscono nell’ecologia profonda, nel bioregionalismo, nella biospiritualità e nel riabitare la terra in modo gentile, armonico e solidale. Potremmo dire che lo scopo evidente è quello di definire i nodi di una Rete delle Reti degli operatori sensibili all’ambiente ed alla vita.

Quindi durante il convegno sono ben accette proposte operative, e descrizioni di progetti già avviati in chiave locale da tutti i partecipanti, insomma si parla di condivisione delle esperienze e di trasmissione delle stesse, se utili alla causa comune. La formazione di gruppi di lavoro specifici è auspicabile, per un successivo approfondimento sui temi di maggior interesse… Chiunque potrà partecipare ai gruppi di lavoro che ritiene più prossimi ai propri intendimenti e competenze. Per semplificare l’esposizione dei temi da affrontare ci siamo dati un indirizzo (già sperimentato in simili occasioni) di partecipazione diretta al dialogo in tempi stabiliti.

Per la prima sessione di sharing e proposte, ognuno è invitato a portare un suo intervento scritto in cui sintetizzare il proprio pensiero e proposta, in una lettura non superiore ai 10 minuti. Le letture avverranno a rotazione. Ovviamente ci sarà la presenza di un moderatore facilitatore scelto fra i presenti che consenta l’ordinato svolgimento degli interventi nei tempi stabiliti, e che restituisca la parola a chi vuole ribattere dopo il primo giro di condivisione. Scende la sera e si prepara quindi la cena, la sala, etc. dopo mangiato si potrà tenere una esibizione di talenti artistici per allietare i presenti, con canti, poesie, musica, etc.

Gli altri interventi durante le successive sessioni potranno essere fatti a braccio.

Tutti gli interventi scritti che preventivamente saranno stati inviati alla segreteria redazionale verranno riuniti in un dossier “Quaderni di Vita Bioregionale – edizione 2012” che sarà distribuito, come atti dell’Incontro, a tutti i partecipanti e ad altri interessati, in modo che possano tenerne memoria e divulgarne i contenuti.

Paolo D’Arpini, Riccardo Oliva, Benito Castorina

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Per adesioni all’incontro scrivere a:

saul.arpino@gmail.com –
info@mementonatura.org –
bcastorina@gmail.com

………….

Programma di massima:

Incontro Collettivo Ecologista Solstizio estivo 2012 – Tematiche: Ecologia profonda, Bioregionalismo, Biospiritualità, Alimentazione naturale, Cure naturali, Rapporto uomo natura animali, Ecologia sociale, Economia partecipativa, Solidarietà con il Tutto, Biopolitica, Risparmio energetico, Gestione ecologica delle risorse, etc.

Venerdì 22 giugno 2012: Campo del Vetiver, Via Savuto 38, Aprilia

Dalle h. 14.00 – Arrivo, sistemazione alloggi ed accoglienza. Benvenuto agli ospiti con degustazione dei prodotti del territorio e approccio al territorio “Aprilia comune rurale – Città della Terra”. Segue escursione al mare con rievocazione narrativa di Carna. (a cura di Memento Naturae)
h. 18.30 – Ritorno al Campo, preparazione della cena e riordino.
h. 20.00 – Pasto conviviale e riordino della sala.
h. 22.00 – Osservazione ad occhio nudo del cielo stellato con riconoscimento astri (a cura di Memento Naturae).
h. 23.00 – Sistemazione per la notte.

…….

Sabato 23 Giugno 2012: Campo del Vetiver, Via Savuto 38, Aprilia

h. 7.30 – Sveglia, toilette personale e colazione
h. 9.30 – Inizio dell’Incontro. Seduti in Cerchio, a rotazione (con il bastone della parola) ognuno interviene con proprie proposte sui temi trattati e con narrazione di esperienze vissute. Tempo di lettura 10 minuti per ciascuno. Al termine ripetizione del giro di interventi per ulteriori approfondimenti.
h. 12.00 – Preparazione del pasto, consumazione e successivo riordino
Dalle h. 14.00 alle 15.00 – Riposo
h. 15.00 – Visita nel bosco circostante con riconoscimento erbe (a cura di Vivere con Gioia)
h.16.30 – Riprende il Cerchio di condivisione pareri e formazione di eventuali gruppi di lavoro, su specifici temi da portare avanti successivamente.
h. 18.30 – Break per tisana e preparazione del pasto.
h. 20.00 – Consumazione della cena e riordino
h. 21.30 – Attività ludiche collegiali. Canti, danze, poesie, espressioni corporee
h. 23.30 -Sistemazione per la notte

…..

Domenica 24 giugno 2012 – Campo del Vetiver, Via Savuto 38, Aprilia

h. 7.30 – Sveglia, toilette personale e colazione
h. 9.30 – Sessione finale di condivisione in cerchio e affinamento sui progetti
h. 11.30 – Preparazione del pasto, consumazione e sistemazione del luogo, pulizia generale, riordino, etc.
h. 15.30 – Discorso sulle proprietà del cibo, basate sui colori, sapori, forma ed odori (a cura del Circolo vegetariano VV.TT.)
h. 16.00 – Discorso sull’utilizzazione e proprietà del vetiver, la pianta dai mille usi e vantaggi (a cura di Benito Castorina)
h.17.00 – Conclusioni generali, riepilogo degli argomenti trattati e ultimi avvisi ai naviganti.

……………

Durante la manifestazione verrà distribuita la brochure “Incontro Collettivo Ecologista 2012 – Quaderni di vita bioregionale” con gli interventi pervenuti preventivamente (redazione a cura di Daniela Spurio – inviare testi a: europeanconsumers.tuscia@gmail.com)

Avvertenza: Non è richiesta una quota di partecipazione ma un’offerta volontaria per l’organizzazione sarà gradita. Ognuno è invitato a contribuire con cibi e bevande (possibilmente biologici vegetariani) e a partecipare alla conduzione generale, vesseille, pulizia, cucina, etc. Sono disponibili una dozzina di posti letto (con sacco a pelo proprio) riservati a donne, bambini ed anziani. Sono inoltre a disposizione due/tre dozzine di posti al coperto (con materassino e sacco a pelo proprio). E’ possibile campeggiare con tenda e camper senza problemi. La struttura che ci ospita dispone di servizi igienici e di cucina ed ha un salone per gli incontri.

Info. e contatti:

Informazioni Generali: Rete Bioregionale Italiana – circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 0733/216293

Informazioni logistiche e sui programmi: Associazione Memento Naturae – info@mementonatura.org – Tel. 333-8902499

Informazioni per la permanenza ed accoglienza: Benito Castorina – bcastorina@gmail.com – Tel. 338.4603719

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Per giungere al luogo dell’incontro:

S. S. Pontina Km 44,300 da Roma – I Giardini del vetiver
Distributore Benzina Q8 Stazione Campo di Carne

Percorso principale:
1. SS Pontina direzione Roma – Aprilia, uscire al km 44,300 circa , poi girare direzione centro commerciale Aprilia2  rotonda  via della Riserva Nuova  via della Cogna  via Savuto (m.100 a dx dopo il distributore Q8)  continuare per via Savuto per circa km 2;
Altri percorsi:
2. chi viene dai Castelli Romani per altre vie;
3. chi viene dai Castelli Romani dalla Nettunense;
4. chi viene da Aprilia centro;
5. chi viene da Latina e dintorni: via Pontina uscita Campo di Carne  via del Genio Civile  via della Cogna  via Savuto (m.100 a dx dopo il distributore Q8)  continuare per via Savuto per circa km 2;
6. chi viene da Anzio e dintorni;
7. chi viene da Tor San Lorenzo.
8. per chi viene col treno che Parte da Roma Termini ogni ora, scende alla fermata Campo di Carne (la prima dopo la fermata Aprilia), e può chiamare per il servizio navetta gratuito della Impresa “Latium Vetiver” cell. 338.4603719.

domenica 8 gennaio 2012

Aprilia - Presentazione dell'Incontro Collettivo Ecologista del 22, 23, 24 giugno 2012 - Per un solstizio estivo di rinascita vitale e spirituale....




Abbiamo sentito nelle nostre budella il richiamo di Madre Terra, stremata per le brutture a cui viene sottoposta da noi umani...


In questa atmosfera grigia in cui si respira a fatica, con l'acqua impura, le risorse alimentari piene di veleni, le montagne, le valli, le foreste, i campi e le città cosparse da una sottile polvere di morte, con l'impossibilità di dialogare pacificamente fra esseri umani e con le altre specie viventi.... non abbiamo saputo resistere al pianto della Madre ed abbiamo perciò pensato di compiere, nei limiti del nostro possibile, un gesto di pacificazione, un tentativo di inversione di marcia, insomma di prendere coscienza che così continuando la civiltà e la nostra stessa esistenza non sarà più possibile.


Da parecchi anni compiamo un rito incontrandoci nell'occasione del Solstizio Estivo per scambiare le nostre esperienze bioregionali e per tentare nuovi approcci di vita. Stavolta però dobbiamo compiere uno sforzo ulteriore, non possiamo limitarci al piccolo gruppo di “bioregionalisti” e non possiamo limitarci a scambiare quattro chiacchiere in piacevole compagnia. In un primo momento avevamo pensato di indire una assemblea formativa di una “rete delle reti” denominata “Stati generali per l'Ecologia profonda, la biospiritualità ed il riabitare gentile della Terra”, poi qualcuno ha obiettato che la parola “stati generali” evocava qualcosa di “politicizzato e di stantio” perciò abbiamo risolto di modificare il titolo in “Incontro Collettivo Ecologista”.. Comunque il nome dell'evento ha poca importanza, quel che conta è che durante l'incontro si possano manifestare reali prospettive di un cambiamento (ormai inevitabile), sia nelle nostre vite che negli ambiti in cui siamo connessi. L'incontro dovrebbe avere una valenza che supera i confini della penisola, per abbracciare l'intera Europa ed il mondo, ma d'altronde possiamo farci portatori di una crescita solo per noi stessi e pertanto il coordinamento avviene fra ecologisti italiani, provenienti da varie bioregioni e città. Negli altri paesi ognuno farà la parte che gli compete.....


Tanto per cominciare diciamo che l'incontro si terrà in provincia di Roma, ad Aprilia, in modo che il sito sia facilmente raggiungibile dal nord e dal sud. Non sono previste spese di permanenza poiché saremo ospiti nel podere del Vetiver di Benito Castorina che rinuncia ad ogni prebenda (pur che -chi lo desidera- potrà lasciare un contributo volontario per le spese di gestione generale).


Aprilia si trova a soli sette kilometri dal mare ed è facilmente raggiungibile con mezzi pubblici da Roma. Le sistemazioni al coperto sono sufficienti per due o tre dozzine di partecipanti, invece all'aperto o sotto alcune tettoie c'è posto per molte altre persone, che potranno arrangiarsi con campers, tende, amache, sacchi a pelo, etc. La preferenza per i posti al coperto, nei limiti del possibile, verrà data ad anziani, donne e bambini.


Ognuno è invitato a portare con sé stoviglie e canovacci e cibo cotto e crudo, possibilmente biologico e vegetariano, la cucina e la vesseille sono in comune come pure la pulizia del posto. In modo da fare un esperienza conviviale di vita comunitaria alla pari.


Durante il pomeriggio del 22 giugno 2012 si potrà giungere per familiarizzarsi e sistemarsi e magari andare al mare per un bagno corroborante. Il 23 giugno si tengono due sessioni per trasmettere proposte ed esperienze, comprese le presentazione di progetti, di libri, etc. e magari la sera si farà un po' di festa con musica e canti. Ed anche il 24 giugno qualcosa di simile... ma non vogliamo ora prefigurare tutto quel che succederà, l'importante è sapere che ognuno dei partecipanti potrà dire la sua, a rotazione e con tempi accessibili a tutti.


Inoltre per facilitare la condivisione dei temi chiediamo sin d'ora alle persone che intendono partecipare di inviare un loro scritto/intervento (alquanto sintetico) che troverà spazio nel nuovo numero annuale dei Quaderni di Vita Bioregionale (quest'anno curato da Daniela Spurio), che verrà presentato contestualmente all'incontro e successivamente divulgato anche su internet a mezzo PDF. Gli argomenti che si prevede di trattare sono: ecologia profonda, bioregionalismo, biospiritualità, agricoltura contadina, cure naturali, alimentazione naturale, economia sostenibile, lavoro ecologico, produzione energetica pulita, rapporto uomo natura animali, e simili....


Preghiamo poi tutti gli aderenti di farsi loro stessi portavoce e divulgatori dell'evento.....


Paolo D'Arpini




Per info. generali ed invio interventi per i Quaderni scrivere a circolo.vegetariano@libero.it


Per info. logistiche e sul luogo dell'incontro telefonare al: 338.4603719


Altri articoli sull'Incontro Collettivo Ecologista 2012:
https://www.google.com/search?client=gmail&rls=gm&q=incontro%20collettivo%20ecologista%20solstizio%20estivo%202012

Manifesto Bioregionale e per l'Ecologia profonda: http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/?r=28856

domenica 25 dicembre 2011

Scrivono Paolo Ercolani ed Anthony Ceresa - Azzeramento democratico e buco senza fondo...




Scrive Paolo Ercolani:
"Caro Paolo D'Arpini, ti ringrazio per la citazione su colui che ha azzerato la Democrazia in Italia (sua altezza reale Giorgio Napolitano - http://www.associazionelatorre.com/2011/12/sua-altezza-reale-giorgio-napolitano/).

Ti confido che sono molto pessimista sul nostro futuro. Sono infatti sempre più disgustato della politica, specialmente quella italiana. Da sempre sono stati solo capaci di tartassare il popolo (sovrano), di calpestare i diritti del popolo (sovrano), di sfruttare il popolo (sovrano) e di fare solo i propri interessi. Questo negli anni ci ha portato alla situazione odierna. Parlano di alzare il PIL, ma poi comprano auto straniere per i servizi di Stato, per la Polizia di Stato, per gli Enti Statali e le Aziende a Partecipazione Statale. Quindi abbiamo auto blu dell'AUDI, auto e moto della polizia della BMW, auto dei VV.UU. della Toyota, autobus dell'ATAC della Mercedes, ambulanze della Mercedes, ecc... Vogliono che il popolo (sovrano) acquisti Titoli di Stato, ma loro giocano in borsa con titoli stranieri.

Sono sempre più stanco e sempre più convinto che, purtroppo, non vi sia rimedio. Nel momento in cui la politica ci ha fatto credere di aver fatto un passo indietro ma in realtà ha solo "nascosto la mano" per farci depredare a puntino senza assumersene la responsabilità, non ci resta che tenerci stretti gli affetti più cari, quelli che per fortuna nessuno ci può carpire..."

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Scrive Anthony Ceresa:

Carissimi amici,Non ho la bacchetta magica per realizzare il sogno degli Italiani, ma sono convinto che il regalo più grande per mettere fine alle sofferenze Politiche del Paese, sostituire la poltrona del Quirinale con una figura eletta dal Popolo, in modo che segua gli artigiani nel ripristino del baraccone ormai affondato. Il grave errore Italiano é focalizzato sulla dipendenza dei Partiti Politici tutti uniti nei privilegi senza meriti e non sull'uomo capace e responsabile, incaricato dagli elettori, sul quale a fine mandato si possa tirare le somme delle sue azioni. L'incarico affidato di prepotenza al Professore non dimostra competenza nel salvataggio del Paese e serve a mantenere il marciume Politico che danneggia sempre più il Paese. Mi auguro che la fine del 2011 finisca con un lutto importante per dare origine a una nuova vita per il Nuovo Anno 2012 e salvare l'Italia dalle continue ingiustizie Istituzionalizzate, le quali sono il fulcro impunito del male"

giovedì 22 dicembre 2011

Intenti per l'Incontro Collettivo Ecologista del solstizio estivo - Area Metropolitana Romana: 23 e 24 giugno 2012

Meditazione in cammino


Ecologia profonda, Bioregionalismo e Biospiritualità all’Incontro Collettivo Ecologista del solstizio estivo - Area Metropolitana Romana: 23 e 24 giugno 2012


Caro Parisi e Caro Lorenzo Merlo, forse avrei dovuto rispondere separatamente ad ognuno di voi ma -infine- perchè separare? Visto che siamo nella stessa barca.. o perlomeno diciamo di esserci?


Trovo il discorso di Lorenzo Merlo estremamente cogente ed utile alla causa ecologista -ribadisco "ecologista" poichè non mi sembra un termine diminitivo a meno che non vogliamo fare delle parole un termine di paragone per le nostre idee personali- la glottologia e soprattutto la capacità di evocare concetti attraverso le parole e di chiarirne il significato non ha nulla a che vedere -secondo me- con le discussioni sul filo di lana caprina.


La glottologia e la semantica hanno ben diritto di entrare nel discorso ecologista, soprattutto per chiarire le azioni connesse all'ecologia, ecologia profonda, e dir si voglia.. Pur tuttavia questi concetti evocati non sono nuovi all'uomo... ed i neologismi vengono usati, per fare un favore alla politica del copy right, ed è solo una concessione alla "politica", appunto...


Ecologia profonda è un fatto, una realtà, e non può essere descritta in termini filosofici se non astraendoci dal contesto dell'ecologia stessa. Vivendo nei fatti e non amando le diatribe dialettiche ma amando dire "pane al pane e vino al vino" debbo confessarvi che non mi piace sentirmi ristretto in un contesto qualsivoglia. Non amo le etichette non amo nessuna coercizione morale, politica, ideologica o religiosa.. Se si vuole fare dell'ecologia profonda una base per esprimere le norme di una "nuova religione" con tanto di sacerdoti titolati all'interpretazione e con tanto di bibbia decisa a tavolino dai sapienti, ricevete le mie distanze più cordiali.. Non che con questo intenda abbandonare l'ecologia profonda, che è la pratica sincera ed onesta della mia intera esistenza.. semplicemente mi disinteresso al novero di chi ritiene di essere depositario delle "regole" dell'ecologia profonda e sente di volerle imporre agli altri come un codice legislativo..


I tempi delle dittature intelletuali sono conclusi.. almeno per me.. e quindi preciso per l'ennesima volta che:


L'incontro collettivo ecologista, per l'ecologia profonda, il bioregionalismo, la biospiritualità e per il vivere armonico, amorevole gentile e solidale sulla Terra, non è un'etichetta bensì una descrizione di un modo di vivere nella nostra società ed in natura.


Che tale incontro sia semplicemente un'occasione di condivisione collegiale del sentire e della pratica quotidiana, nello spirito conviviale e semplice dell'avvicinamento fra amici e fratelli, è per me evidente. Se tale finalità non trova l'accordo di Enzo Parisi, malgrado il suo iniziale favore e complimento, mi spiace... magari ha cambiato idea in corso d'opera, non so... d'altronde lo stesso Enzo Parisi, che sente l'esigenza di un altro tipo di incontro con altre finalità e con altri modi, sarà ed è nel suo pieno diritto di esprimersi personalmente e collettivamente (negli ambiti a lui accetti e nei quali è accettato) nelle forme che ritiene più opportune e consone al suo pensiero...


In ogni caso, indipendentemente da quale "altro" incontro corroborativo del suo pensiero, egli intende organizzare a Roma nelle modalità e tempi da lui stesso decisi, la sua presenza è benvenuta anche all'incontro collettivo ecologista (sopra descritto) che si terrà nei giorni 23 e 24 giugno 2012 in un luogo ancora da definire dell'area metropolitana romana... Qualsiasi altro membro dell'IDEM, come quelli del CIR, degli Ecovillaggi, del Sentiero Bioregionale, della Rete Bioregionale Italiana, dell'Agribio, delle associazioni per la salvaguardia del territorio, dei gruppi che perseguono il naturismo, la tutela degli animali e dell'habitat, che seguono un pensiero laico e spirituale, etc. è parimenti benvenuto è potrà liberamente esprimere il suo parere e raccontare la sua esperienza nel consesso dei presenti, nei tempi ad ognuno consentiti....


Cordiali saluti a Tutti!

Paolo D'Arpini




Lettere menzionate:
…………………………

Lorenzo Merlo il 22 dicembre 2012 ha scritto:
A proposito dell’incontro di Roma a giugno 2012

A proposito del punto 2 chiedo: quindi idem ha un percorso che non può essere aggiornato dai suoi componenti?

Finora idem è stato promosso escludendo sistematicamente tutte le proposte che ho avuto opportunità di pronunciare (costruzione bibliografia, con modalità strumentali a provocare partecipazione attiva e a conoscersi; messa in discussione del valore del linguaggio; del valore del riconoscimento e legittimazione della storia; considerazioni critiche sul documento-manifesto, prima richieste - a tutti - e poi non messe in discussione e neppure diffusione; proposta di raccolta della concezione individuale dell'ep; e altre). Oltre al rischio che fossero tutte inaccettabili, c'è quello che la linea della triade (Parisi, Della Casa, Andreozzi) prevedesse dei veti verso idee e/o persone in quanto ciò che avrebbe dovuto essere l'ep, già era stato da loro deciso.

Per chi le volesse raccogliere, penso siano informazioni utili alla discussione in corso.

Lorenzo Merlo

…………..


Il giorno 22/dic/2011, alle ore 00:31, Enzo Parisi ha scritto:


Ancora a proposito dell’incontro di Roma.


Ho letto l’ultima nota di Paolo D’Arpini (vedi: http://retedellereti.blogspot.com/2011/12/note-aggiunte-per-lincontro-collettivo.html)

e intendo ribadire alcuni concetti.
1) Continuo a ritenere inopportuno il termine Incontro collettivo ecologista comunque sottotitolato, e credo che non debba ripetere le motivazioni già fornite nel precedente messaggio.
2) Il percorso prefigurato per il Movimento per l’ecologia profonda IDEM prevede un incontro, che era già stato indicato a Roma, per una costituzione più formale e organizzata del Movimento stesso, al termine di un percorso di presentazioni in diverse realtà regionali. Se di questo non si dovesse o non si intendesse parlare, è evidente che questo Incontro si porrebbe al di fuori del percorso di IDEM. Se invece questa fosse la visione bisogna allora che i temi e il taglio siano concordati con chi finora ha promosso e avviato IDEM. Se ciò non avvenisse, non significa che l’incontro non sia una occasione positiva, perché incontrarsi e conoscersi è sempre importante, ma che semplicemente non corrisponde all’incontro finale del percorso che si è previsto per IDEM.
3) Infine sul conoscere in anticipo il numero di partecipanti credo che dipenderà non poco sia dal taglio e dal programma che verrà proposto, sia dalle condizioni di raggiungibilità del luogo scelto, nonché dalla durata dell’evento, che, se alquanto fuori Roma, per chi viene da lontano sarebbe di almeno 3 giorni.
Cari saluti a tutti, Enzo Parisi

lunedì 12 dicembre 2011

Sassuolo (Mo), 17 dicembre 2011 - Primo abbocco organizzativo per preparare l'Incontro Collegiale Ecologista del sostizio estivo 2012

".. e divento Luce" - Dipinto di Franco Farina


Oggi ricorre la festa di Santa Lucia, di solito in questa giornata facciamo una passeggiata in uno dei luoghi consacrati alla santa.. ed anche oggi la faremo.. visitando spiritualmente un’icona della rappresentante della Luce e della chiara visione. Nel contempo il significato esoterico é anche quello della vittoria del reale che smaschera il fittizio, cioè quel che é vero, la crescita luminosa, diviene evidente mostrando così la finzione dell’apparire. In questa epoca materialista viviamo in un mondo dove, nella penombra, il falso e l’artifizio hanno preso il posto del vero e del semplice. Questo è il meccanismo dell’apparenza che prende il posto del “naturale” -dell’intrinseca verità- e che favorisce gioco sterile dell’esteriorità. La seduzione della tenebra è allusione e miraggio, con essa si mostra ciò che l’altro vorrebbe vedere, è semplice barbaglio proiettivo di una immagine costruita a misura per attrarre l’altro. E chi è l’altro? Chi svolge la funzione separativa tra l’io e l’altro? Perché si sente la necessità di appropriarsi della attenzione dell’altro L’apparenza insomma è camuffamento mentre la chiara visione, potremmo dire la “chiaroveggenza” che si accompagna alla “luce” dell’intelligenza, é rappresentata dal Sol Invictus, ovvero la capacità percettiva di scorgere il bello in ciò che è, senza orpelli, senza luminarie, senza zavorra inutile di finzione incipriata. Tra l’altro, per fondare una Rete delle Reti e fare chiarezza sul significato di ecologia profonda, bioregionalismo e biospiritualità, stiamo andando avanti nell’organizzazione dell’Incontro Collegiale Ecologista, previsto nei dintorni di Roma per il solstizio estivo (23 e 24 giugno 2012). Allo scopo abbiamo fissato un primo appuntamento organizzativo a Sassuolo, dove si troverà anche Riccardo Oliva di Memento Naturae (uno dei promotori dell’iniziativa e membro del gruppo per l’Ecologia Profonda). L’incontro è previsto per Sabato 17 Dicembre 2011, a latere di una conferenza contro la vivisezione che si tiene alle ore 18,00 al Temple Bar - Largo Bezzi 4 - Sassuolo (MO). Potremo parlare del prossimo incontro ecologista verso le h. 20.00, dopo il dialogo antivivisettorio (vedi programma: http://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2011/12/sassuolo-mo-17-dicembre-2011-apri-gli.html). Chi fosse interessato ad intervenire con proposte e programmi è pregato di prendere contatto con Riccardo al 333-8902499 oppure con Caterina al 333.6023090”

Cari saluti, Paolo D'Arpini
Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana

Per info generali scrivere a:
circolo.vegetariano@libero.it

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Altri articoli sull'incontro ecologista del solstizio estivo 2012:
https://www.google.com/search?client=gmail&rls=gm&q=incontro%20ecologista%20solstizio%20estivo%202012

lunedì 21 novembre 2011

Politica, economia e spiritualità laica non possono essere scisse.... allorché si desidera la vera “crescita”, quella personale e sociale!

"Gioia nella libertà dai preconcetti e dalle ideologie" (Saul Arpino)


“I falsi buoni sono i ladri della virtù” (Lin Yutang)

Delegare la gestione della propria esistenza ad un “governo” o ad una “chiesa” equivale ad abbandonare le proprie responsabilità basandosi sul fatto che vi sono persone altre da noi stessi che veramente sanno come fare a mandare avanti le cose.

Questo ovviamente vale in ogni campo dell'esistenza umana.. ma per il momento lasciamo da parte l'aspetto “religioso” di questo atteggiamento “rinunciatario” e di delega all'altrui.. e rivolgiamo la nostra attenzione all'aspetto politico.

Un partito politico, e di conseguenza un governo, viene apparentemente fondato per il bene del popolo.. ma in realtà diviene una corporazione che serve solo a se stessa.

Una amministrazione tiene le cose sotto il suo controllo e prolifera leggi di una sempre crescente complessità ed incomprensibilità. In effetti ostacola il lavoro produttivo domandando tanti rendiconti sicché il registrare quanto è stato fatto diventa più importante di quel che è stato realmente fatto. In questo modo, incrementando la burocrazia ed i cavilli, si può andare sempre più in là nell'astrazione... tuttavia nella crescente angoscia riguardante la sovrappopolazione, la massificazione culturale, la mistificazione negli interessi economici occulti, l'inquinamento e lo squilibrio ecologico, i disastri potenziali dell'incremento tecnologico militaresco, etc. soltanto di rado siamo in grado di riconoscere che i nostri governi sono diventati auto-distruttori delle istituzioni umanitarie.

I governi -come affermava Alan W. Watts- restano impantanati nel tentativo di soddisfare una sempre crescente alienazione dalla vita pratica e dalle esigenze primarie dell'uomo, soffocati e paralizzati, come sono, sotto montagne di complicazioni di bilanci e di scartoffie.

La considerazione successiva, per non dover ripetere gli errori del passato, è che né l'individuo né la società possono tirarsi fuori dalla situazione attuale in modo autonomo e facendo uso della forza. Pur che ancora oggi assistiamo ad uno svolgimento in tal senso della spinta al cambiamento sociale... Sino a quando faremo uso della forza, sia fisica che morale o religiosa, nel tentativo di migliorare noi stessi ed il mondo.. andremo in verità sprecando energia che potrebbe essere altrimenti usata per cose che realmente possono essere fatte..

Occorre cambiare il nostro approccio di vita e la considerazione della nostra partecipazione all'insieme delle cose. Nell'ecologia profonda e nella spiritualità laica c'è l'indicazione verso il recupero della fiducia in se stessi e negli altri. La nuova visione, il nuovo metodo, non può essere aggressivo e nemmeno passivo, non è un atteggiamento sentimentale. Occorre riconoscere che in alcuni casi l'uso della violenza può essere necessario.. ma sarà una violenza mite, educativa.. somigliante alla severità della madre che intende educare il figlio e non reprimerlo.

Ecologia profonda e spiritualità laica, attuate nel campo della politica e dell'amministrazione della cosa pubblica, conducono non alla soddisfazione di cieche rivalse popolari, non all'attuazione di una “giustizia livellatrice”, bensì a favore della “generosità umana”. Che non è semplice benevolenza e perdono, come si potrebbe supporre, ma il mantenimento dell'onestà e delle qualità “umane” nella loro pienezza. Come diceva Ezra Pound: “L'onestà è la ricchezza di una nazione”.

L'equilibrata severità e correttezza, che potremmo definire in termini matristici “intelligenza minervina”, richiede una grande capacità discriminativa e la strada verso di essa è difficile da raggiungere, abituati come siamo a delegare alla giustizia esterna (governativa e religiosa) ogni funzione emendatrice.

Perciò se un uomo integro cerca di raggiungere la maturazione spirituale e politica dovrà necessariamente riscattarsi da ogni modello coercitivo attualmente presente nella società... Non possiamo però chiamare questo processo “anarchia” in quanto si presuppone un indirizzo definito rivolto al “bene comune”. Non più misurando le cose attraverso il modello della giustizia “dei codicilli” ma portando l'umano al suo massimo livello di responsabilità. In cui le azioni non sono conseguenti a corsi precostituiti o tabù, le contingenze e la saggezza ed onestà acquisita indicano al momento quale sia la cosa giusta da fare....

In altre parole un essere umano consapevole di appartenere ad un contesto vitale e spirituale inscindibile non ha bisogno di incarnare modelli prefissati di “rettitudine”, non è un “buonista”, e nemmeno un presuntuoso, un pedante, ma riconosce che possono avvenire alcuni errori nel perseguimento della genuina natura umana. Gli errori -se non ripetuti- sono il sale della vita. Sono l'indicazione del retto percorso da seguire.

Infatti che si maschera da ligio osservante delle leggi è un ipocrita ed un falso uomo pubblico (sia in senso politico che religioso), invero è completamente privo di “umorismo”, non sa ridere di se stesso e degli altri ed allo stesso modo, e non lascia che la sua natura umana possa completarsi e giungere a maturazione. Egli, meschinello, si ferma alla “forma” e di conseguenza è condannato a trasgredire anche quella (forse in segreto) restando inconsciamente legato alle proprie ombre. Un legalista sarà semplicemente un ficcanaso ed un acquisitore di “meriti presunti”, sulla base della sua adesione ad una fede politica o religiosa. Chi basa la giustizia sulla rigorosa sottomissione a regolamentazioni lineari non sarà mai in grado di percepire la verità dietro le forme. Questi ipotetici buoni governanti, così seri e riguardosi dei loro giusti principi (o peggio ancora dei loro sordidi interessi) giustificano ogni iniquità con la forza dalle ragioni politiche o religiose. Poveretti, non saranno mai in grado di godere di un sano “spirito” libero e laico, assai meno nocivo della loro sudditanza all'ideologia (o peggio ancora all'interesse).

Ed una una delle peggiori ideologie, in questo momento storico, è quella relativa al concetto di “utile” e di “guadagno”, che persino supera ogni altra convinzione politica e religiosa.. ed è in nome dell'utile e del guadagno che la società umana va sprofondando verso la perdita dell'anima e della capacità d'intendere e di volere. Questa ideologia, chiamiamola pure “bancaria”, così amata dai ragionieri della vita, rischia di forzare sempre più l'uomo in direzione della rinuncia ad ogni umanità e capacità discriminante. E con la perdita dell'intelligenza subentra anche la perdita della capacità di sopravvivenza della specie umana.

Paolo D'Arpini


Circolo Vegetariano VV.TT.
Vicolo Sacchette, 15/a
Treia (Macerata)
Tel. 0733/216293

sabato 5 novembre 2011

Franca Chichi: "...la realtà della terra è la realtà della terra ma è anche quella dell'Universo"

"Cielo" Foto di Gustavo Piccinini


Commento di Franca Chichi all'articolo: Natura e pensiero - Le filosofie sono filosofie e la realtà della terra è la realtà della terra.... Pubblicato su:
http://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2011/11/natura-e-pensiero-le-filosofie-sono.html

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Una interessante condivisione tra il pensiero laico-spirituale-filosofico di Paolo D'Arpini e un suo commentatore Anthony Ceresa.

Ma si, la realtà della terra è la realtà della terra ma è anche "quella dell'Universo" ...E' cagione di meraviglia che, quando voi considerate le opere e le meraviglia della natura, siete sopraffatti da un potente sentimento che ha le radici nel vostro essere più intimo? E' la MENTE MADRE, al cui seno voi vi stringete come un bambino si stringe al seno della madre.

Non commettete l'errore di supporre che il piccolo mondo che vedete attorno a voi ( la terra ch'è un granello di polvere nell'universo) sia l'immenso Universo.
Vi sono milioni e milioni di tali mondi, anche più grandi. Ed esistono milioni e milioni di tali universi dentro la mente infinita del TUTTO.

E anche nel nostro piccolo sistema solare di gran lunga più alti dei nostri, ed esseri in confronto dei quali noi, avvinti alla terra, siamo come le minuscole forme di vita adagiate sul letto dell'oceano. Esistono esseri con poteri ed attributi superiori a quelli che l'uomo ha sempre sognato essere, in possesso degli Dei.
E, tuttavia, questi esseri erano una volta come voi, ed anche ad un livello più basso; e, col tempo, sarete come loro ed anche ad un piano più alto, poichè tale è il destino dell'uomo, da quanto ci fanno sapere gli Illuminati. E la morte non è reale, nemmeno in senso relativo (essa non è che la nascita ad una nuova vita ); e voi salirete sempre più in alto, a piani di vita sempre più elevati per eoni ed eoni di tempo. L'universo è la vostra dimora, e, prima che il tempo abbia termine, voi esplorerete i suoi più lontani recessi.

Voi abitate nella mente infinita del TUTTO, e le vostre possibilità ed opportunità sono infinite, tanto nel tempo quanto nello spazio.

E alla fine del grande ciclo d'eoni, allorquando il TUTTO farà rientrare in sè stesso tutte le sue creazioni, sarete nella più grande letizia, perchè sarete in grado di conoscere la piena verità di costituire un'unità col TUTTO.

Questo è quanto ci fanno sapere gli Illuminati, coloro che si sono spinti molto innanzi sul Sentiero.

Nel frattempo, restate calmi e sereni, perchè siete salvi e protetti dalla potenza infinita della MENTE (MADRE-PADRE). " ...


§§§§§§§§§§§§§§§§§

Si, forse non c'entra niente con i messaggi di Paolo d'Arpini e Anthony Ceresa (che d'altronde mi sono piaciuti entrambi ) ma sono stati i detonatori che mi hanno spinta a donare a tutti voi, a riportare alla luce, questa inimitabile verità.
Non so perchè proprio oggi...ma... "Ogni causa ha il suo effetto; ogni effetto ha la sua causa; tutto avviene conformemente alla legge; il caso non è che un nome per la legge non riconosciuta; esistono molti piani di casualità, ma nulla sfugge alla legge". (Brani tratti da Il "Kybalion").

Franca Chichi

"E' scritto nel cielo..." di Manuela Magagnini

martedì 4 ottobre 2011

Giorgio Vitali: "Due quori e qualche capanna in Vita Senza Tempo (di Caterina Regazzi e Paolo D’Arpini)"


Nell'immagine: Giorgio Vitali (a sinistra) ed il Sor Bonaventura (a destra)

Compagni di viaggio

(La kapanna non sta
in kanadà
né in città
circonfusa di lillà
ma sta quì
in Ytalì.)

La storia della letteratura amorosa concreta, basata sulle lettere d’amore, deve incominciare con la mancata trasmissione (orale) delle lettere fra Adamo ed Eva e fra Amore e Psiche. Prosegue con le mancate lettere fra Marcantonio e Kleopatràs, andate disperse ad opera dei manigoldi di Ottaviano, per arrivare ad un primo punto fermo: le lettere fra Eloisa e Abelardo. Abelardo ne scapitò dovendo, per ragioni di forza maggiore, cedere le “armi” anche senza un adeguato “consenso informato”. Quel che gli fecero subire, comunque, servì indubbiamente a sublimare il suo sentimento per la bella Eloisa, che non fu più compromesso da interferenze bassamente “carnali”, come il fatto che veniamo ad illustrare, ove la CARNE manca proprio per la PRESENZA COGENTE di una kultur e di una letteratura propriamente vegetariana.

Nel proseguire l’elencazione di lettere d’amore che potevano essere ma non furono (Ma.. la Divina Commedia è una maestosa lettera d’amore…) ricordiamo Dante e Beatrice, Petrarca e Laura… J.P. Sartre e Simone de Bauvoir, Fausto Coppi e la…. Dama Bianca, Hitler e Eva Braun… Kennedy e Marilyn… Aristotele Socrate Onassis e Maria Callas, eppoi, per rimanere nell’ambito letterario,CHE PER DEFINIZIONE è … STRANO… Paul Verlaine e Arthur Rimbaud nonché Oscar Wilde e Alfred Douglas (le lettere però sono state pubblicate nel 1962…)

Tale storiografia è stata di recente modificata da una grande storia d’amore, ( diciamo grande perché, al contrario dei precedenti, si tratta di due persone grandi, grandi in età). Un messaggio d’amore, amore autentiko perché nato fra le interferenze internettistiche, cioè attraverso lo strumento di comunicazione della contemporaneità, condito e sublimato (non corrosivo…) con il PENSIERO OLISTICO in tutte le sue infinite sfaccettature come ambiente, natura, ritologia pagana, paganitas autentica, spiriti dei boschi, cristianesimo mistico e materialistico, incontro e fusione col pensiero indiano, sincretismi vari, opzioni naturaliste fino ad arrivare alla cura e guarigione di vacche da allevamento uso parmigiano….

Ecco perché abbiamo potuto apprezzare la presentazione di questo nuovo libro, Vita Senza Tempo, durante un incontro nella piccola ma graziosa sede della “trattoria” bio-vegetariana Zuccallegra di Bracciano, domenica scorsa 2 ottobre 2011.

CONSIGLIAMO A TUTTI I NOSTRI AMICI, DESIDEROSI DI CONOSCERE I RISVOLTI dei quali si sostanzia UN AMORE CONTEMPORANEO, anche dal punto di vista dell’età, (che dimostra che l’amore NON MUORE MAI, e ciò può valere per TUTTI) di collegarsi col sito del CIRCOLO VEGETARIANO VV.TT. e chiederne una copia… NON in omaggio… per carità!

Giorgio Vitali.

Per richieste libri: caterinareg@gmail.com – circolo.vegetariano@libero.it
http://www.circolovegetarianocalcata.it/contatti/

martedì 27 settembre 2011

La “spiritualità laica” come contenitore spirituale universale, privo di etichetta

"Paolo D'Arpini in spiaggia libera"


La “spiritualità laica” come contenitore spirituale universale, privo di etichetta

Rispondevo a vari amici che mi sottoponevano questo o quel pensiero filosofico/religioso come espressione "vera" della Spiritualità Laica, spiegando loro che il significato stesso di "laicità" impedisce l'assunzione di un modello di pensiero definito e specifico. In effetti la Spiritualità Laica è sincretica nell'accettazione delle varie forme di pensiero ma non riveste i panni di alcune d'esse, si tiene in sospensione, in uno condizione di trascendenza. Ovviamente la laicità per essere genuina deve essere distaccata persino dal concetto stesso di "laicità" ovvero non deve considerare questo atteggiamento di distacco come un prerequisito di verità. Ciò è comprensibile se osserviamo la "spiritualità laica" nel dominio dell'esperienza diretta e quindi dell'indescrivibilità del suo processo conoscitivo ed esperenziale. Insomma in questo senso "spiritualità" e "laicità" sono sinonimi con i quali si tenta di significare l'assoluta libertà della pura consapevolezza, una libertà che non può essere mai racchiusa in una descrizione. E come potremmo mai descrivere il vero significato di "consapevolezza di Sé"?

Ma dal punto di vista dell'intelletto una certa "immagine" è possibile evocarla, in quanto la Spiritualità Laica è già di per se stessa un’immagine, un concetto, in cui inserire tutte quelle forme di “spiritualità” sperimentate dall’uomo. Siamo coscienti di muoverci all’interno della concettualizzazione dobbiamo perciò far riferimento all’agente primo indicato con l’idea di spiritualità.

Se partiamo dalla comprensione di ciò che viene osservato -esterno od interno- non possiamo far a meno di riscontrare che ogni “percezione” avviene per tramite della mente. La mente non può esser definita fisica, anche se utilizza la struttura psicosomatica come base esperenziale, la natura della mente è sottile, è lo stesso pensiero, ed ogni pensiero ha la sua radice nell’io. Quindi l’unica realtà soggettiva ed oggettiva attraverso la quale possiamo dire di essere presenti è questo io.

Chiamarlo “spirito” è un modo per distinguerlo dalla tendenza identificativa con il corpo, ed è un modo per ricordarci che la “coscienza” è la nostra vera natura. Quell’io – o spirito- che è la sola certezza che abbiamo, è l’unica cosa che vale la pena di conoscere e realizzare. Malgrado la capacità proiettiva della mente, capace di dividersi in varie forme, mai può scindersi quell’io radice da noi stessi. L’io è assoluto in ognuno. Allora la spiritualità è il perseguire coscientemente la propria natura, il proprio io. Spiritualità laica è il riconoscere questo processo in qualsiasi forma si manifesti.
C’è equanimità e distacco, non proselitismo sul metodo praticato (appendice marginale della ricerca). Questa visione laica ha in sé una capacità sincretica ma anche la consapevolezza dell’insignificanza della specificità della forma in cui l’indagine si manifesta. Si comprende che ogni “modo” è solo un’espressione dello stesso processo in fasi diverse. Il percorso cambia con le necessità del momento e con le pulsioni individuali.
E’ la sincerità, onestà, perseveranza, che importano. Non ci sono pensieri, gesti, riti, dottrine da privilegiare. I flussi passano la sorgente è perenne. Sii ciò che sei, diceva un saggio dell’India, ed uno dell’occidente rispose: Conosci te stesso. In questo girotondo intorno al sé ogni strada è buona per stare in cerchio. Ma per uscirne fuori..?

Allora ditemi, occorre una conferma al nostro esistere? No di certo, perché lo sappiamo senza ombra di dubbio. Questa coscienza-esistenza non è massonica, cristiana, buddista, sciamanica, zingara o chissà che, è la vera ed unica “realtà” condivisa da ognuno. A che pro quindi ricercare un riscontro - in forma di riflesso- se ci separa nello spirito? Le etichette sono inutili.

E forse lo è anche quella della Spiritualità Laica, se non sottintendesse la futilità di ogni etichetta.


Paolo D'Arpini

Comitato per La Spiritualità Laica
Via Mazzini, 27 - Treia (Macerata)

http://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2011/09/la-spiritualita-laica-come-contenitore.html

sabato 24 settembre 2011

Spiritualità Laica - Discorso fra Paolo D'Arpini e Franco Farina

"La stella che illumina l'Universo" - Immagine di Franco Farina

Paolo D'Arpini scrive a Franco Farina: “Caro Franco Farina, ricevo sempre volentieri le tue poesie e le immagini dei tuoi dipinti, ieri ho pubblicato una tua poesia sul Giornaletto. Volevo chiederti se sei contento di partecipare al gruppo di Facebook sulla Spiritualità Laica che stiamo formando oggi. Avevo pensato, con il tuo consenso, di usare quella bellissima stella da te dipinta come simbolo del gruppo. Ovviamente menzionando l'autore. Ti ringrazio e ti saluto con simpatia…”

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Risponde Franco Farina: “Grazie Paolo, bella la foto tua di quando avevi 15 anni. E lo scritto annesso. Grazie dei tuoi complimenti. Su FB ci sono e faccio parte anche di alcuni gruppi ma ti dico la verità che FB non è il mio mezzo di comunicazione preferito quindi non lo uso molto. Io tendo ad usare le e-mails. Riguardo la richiesta di usare il quadro della stella come simbolo del tuo gruppo non ho nulla di contrario. Giustamente come hai detto nomini l’autore e va bene così. Riguardo il gruppo della spiritualità laica dovresti spiegarmi un attimo cosa è e cosa si prefigge come obiettivi.
Un cordiale saluto…”

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Replica di Paolo D'Arpini: “Caro Franco, sulla spiritualità laica ci sarebbe molto da dire.. sostanzialmente si tratta della spiritualità naturale dell'uomo antecedente della concettualizzazione religiosa.. Ci sono qui alcuni articoli che forse potrebbe fornirti qualche indicazione più concreta:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/09/08/spiritualita-laica-%E2%80%9Clanima-bioregionale-ed-ecologica-delle-forme-viventi-il-senso-dellidentita-e-della-sapienza-%E2%80%9D/ “


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Scrive ancora Franco Farina:
Caro Paolo,
Anchio sono un appassionato di Fantascienza e ho letto vari libri di Hubbard scrive anche varà fantasy e ho letto anche vari libri del genere.
L’ultimo sua opera è una decalogia sono 10 volumi dal titolo “missione terra”, molto bella come fantascienza come trama e come satira nei confronti della società terrestre.
Non so se l’hai letta anche il penultimo lavoro che è “campo di battaglia terra” è molto bello e particolare, quello è un unico volume ma in italiano una casa editrice l’ha pubblicato come due volumi ed un altra l’ha pubblicata in tre volumi devo avere ingiro dei doppioni se li trovo te li spedisco.
In Scientology c’è liberta di pensiero e di religione per cui uno può professare il suo credo e fare scientology.
Tu che amici hai che fanno Scientology? Di che città sei? E’ possibile che conosca alcuni di loro essendo in Scientology dal 1978.
Ciao.

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Conclusione di Paolo D'Arpini

Caro Franco interessante il tuo percorso, mi farebbe anche piacere leggere i libri che dici...
Attualmente vivo a Treia nelle Marche (ultimo mio approdo) ma sto spesso (come oggi) in Emilia dove abita la mia compagna.. che proprio ora è andata incontro ad un altra amica che stava in Scientology si chiama Rosalba. Altri ne ho conosciuti a Roma ed in altri luoghi ma sai.. sono un po' smemorato con i nomi. Fino all'anno scorso abitavo a Calcata (Viterbo) di cui sono stato uno dei primi ri-abitanti... http://www.circolovegetarianocalcata.it/paolo-darpini/
Cari Saluti, Paolo

Ah, se vuoi vedere il gruppo è stato aperto, da oggi puoi iscriverti: http://www.facebook.com/#!/groups/195270400546639/

giovedì 8 settembre 2011

Spiritualità Laica: “L'anima bioregionale ed ecologica delle forme viventi, il senso dell'identità e della sapienza...”


Discorso sulla spiritualità laica al Circolo Vegetariano VV.TT. a Calcata


Da diversi anni sono approdato alla constatazione che il bioregionalismo e l'ecologia profonda sono due aspetti della stessa idea, due facce.


Il bioregionalismo si occupa dell'individuazione degli organi geografici e biosistemici della terra mentre l'ecologia profonda ne deduce i meccanismi funzionali, comprendendone le inter-connessioni e le reciproche dipendenze. Questo va bene per spiegare gli aspetti materiali ed organici del sistema vita.. ma in questa descrizione ho sempre sentito la mancanza dell'aspetto trascendente, o spirituale. Infatti la coscienza non può essere spiegata solo in termini di consequenzialità fisica, deve -e sicuramente ha- possedere una sua propria natura e realtà. E lo dimostra il fatto che l'osservato non può essere scisso dall'osservatore, l'immagine non può mai sostituirsi alla sostanza.


L'aspetto psichico non basta a completare il quadro della vita dandogli un interezza. Perciò alla ricerca di una matrice comune, a se stante ed allo stesso tempo onnicomprensiva, mi sono interrogato ed ho indagato sulla natura di colui che si interroga. Ho chiamato questo riflettere sulla riflessione: Spiritualità Laica.


Spiritualità Laica è un neologismo, come lo stesso Bioregionalismo e l'Ecologia profonda, non esisteva come concetto onnicomprensivo della percezione di sé finché un giorno di 15 anni fa (sarà stato il 1996..) non fu coniato dall'amico giornalista Antonello Palieri.


Accadde durante un incontro al Circolo vegetariano di Calcata, si parlava appunto di bioregionalismo ed ecologia profonda e si cercava di individuare un modo descrittivo per l'aspetto “spirituale”. Io avevo suggerito la parola “spiritualità della natura” (facendo anche riferimento al luogo così denominato che avevo dedicato alla meditazione e riflessione sulla vita naturale: il tempio della Spiritualità della Natura). Ma andando avanti nell'estrinsecazione dei concetti e delle realtà connesse a questa spiritualità naturale ci si rese conto che veniva a mancare la fisionomia concettuale, tipica del ragionamento umano, che poteva qualificare intellettualmente il processo conoscitivo della coscienza, in termini spirituali.


Quello che si voleva descrivere è il senso della spiritualità naturale, insita nell'uomo come in ogni altra creatura e cosa. Una spiritualità antecedente la religione e l'ideologia e che comunque integrasse la capacità speculativa della mente nel descrivere le sue funzioni astrattive, ma riconoscitive dell'aura sottile che permea tutte le cose e la mente stessa.


Insomma l'uomo doveva starci dentro come la natura, perciò Antonello suggerì: “Insomma potremmo definirla una spiritualità laica...”... Ed il termine risvegliò immediatamente in me e nei presenti una comprensione innata e diretta. Sì questa spiritualità è sicuramente “laica”, in quanto non appartiene al mondo della religione , di ogni religione e di ogni teismo o ateismo, ma appartiene direttamente ed incontestabilmente ad ognuno di noi. Inserendo in quel “noi” ogni essere senziente ed ogni materia organica ed inorganica componente.


Nacque così la Spiritualità Laica come sostantivo, come nome.


Ma un nome è solo un nome e non può sostituirsi all'essere che così viene evocato. Infatti come diciamo acqua o water od eau in varie lingue, con ciò non si muta la sostanza indicata. Me ne avvidi più tardi allorché, approfondendo le mie ricerche sulle radici dell'ecologia profonda e del bioregionalismo e della spiritualità laica, scoprii che questi concetti erano chiaramente espressi in varie culture. Erano presenti nella civiltà matristica del neolitico, erano individuati nella filosofia Nonduale dell'India e nel Taoismo cinese. Insomma -com'è ovvio- non può essere l'uso di un neologismo a santificare un processo pre-esistente.


Con queste premesse vorrei qui indicare alcuni aspetti “pratici” della cosiddetta “spiritualità laica”, aspetti che riguardano la corresponsione nei processi vitali e sociali. Ovviamente la accettazione di una tale spiritualità implica la non interferenza diversificativa con i processi naturali della vita, implica anzi un accompagnamento consapevole dei processi di crescita che la vita manifesta. Infatti la tendenza scientista e religiosa a mantenere le cose sotto controllo ingenera una società schematizzata in modelli prefissati, stabiliti per legge. Questo atteggiamento coercitivo ostacola l'evoluzione spontanea dello spirito umano e persino il lavoro produttivo verso il benessere materiale. Lo osserviamo con il proliferare della burocratizzazione in cui il registrare diviene più importante dell'azione stessa.


Tuttavia nell'attuale angoscia riguardante la sovrappopolazione, l'inquinamento, lo squilibrio ecologico ed i disastri potenziali e reali causati dalle guerre e dalla spoliazione delle risorse del pianeta, solo di rado si riconosce che il sistema di governo, il metodo del controllo, è la matrice stessa dell'autodistruzione a cui andiamo incontro. Il presupposto primo di tale sfacelo è la considerazione che non ci si può più fidare di una naturale e spontanea capacità dell'uomo di uniformarsi alla natura, sempre si presuppone che “il controllo” sulla natura e sull'uomo debba essere l'unico metodo di funzionamento. Finché continueremo a far uso della forza fisica (scienza) e morale (religione) per cercare di migliore il mondo (e noi stessi) vanificheremo ogni spinta naturale al riconoscimento intelligente dell'andamento vitale. Mancherà il buon senso delle piccole cose che contano rispetto ai giganteschi problemi auto-creati nella società del benessere economico e consumista.


Insomma dobbiamo compiere il primo passo verso noi stessi, aldilà del contesto sociale o della ideologia in cui crediamo, concentrando la nostra attenzione sulle cose che possono essere fatte, per noi stessi e da noi stessi, nell'immediato presente.


Per cominciare riponiamo fiducia nelle nostre personali capacità innate di riconoscerci nella grande espressione dell'esistenza. Questo non significa abbandono della comunità, anzi una tale consapevolezza corrisponde alla riscoperta dei valori della comunità, valori basati sulla propria autoresponsabilizzazione nei confronti di noi stessi -in primis- e successivamente verso i nostri consimili (i viventi nella loro totalità). Questo non può essere un atteggiamento sentimentale, bensì operativo, organico, definitivo e totale. Comprendente i vari piani dell'andamento vitale senza esclusione di modi e senza eccessi.


Qui parlo anche di “generosità umana” come la definiscono in Cina i taoisti ed anche i confuciani ed i buddisti, una generosità che non è semplice “benevolenza” (o nonviolenza) bensì la confacente espressione della propria natura umana, ivi compresa la capacità (o coraggio) di manifestare opposizione alla prevaricazione ed alla strumentalizzazione del paradigma dell'ecologia profonda, del bioregionalismo e della spiritualità laica. In quanto la “sostanza” non può essere “descrizione” e la summa teoretica non può superare la pratica.


Paolo D'Arpini


Circolo Vegetariano VV.TT.
Rete Bioregionale Italiana

sabato 20 agosto 2011

Discorso su libero arbitrio e destino... come s'incontrano?

"Statua" Foto di Gustavo Piccinini


Questa che segue è una corrispondenza fra Tullia Parvathi Turazzi, Sara Laurencigh e Paolo D'Arpini sul tema del libero arbitrio e destino....


Lettera di Tullia Parvathi Turazzi:

Caro Paolo,
non credo al libero arbitrio o perlomeno non nel senso comunemente inteso. i grandi Maestri come Sathya Sai Baba o Raphael e altri lo dissero chiaramente il libero arbitrio appartiene totalmente a Dio o ad un essere realizzato nel SE...quindi parlare di scelta..mi fa sorridere.. chi sceglie e cosa? Siamo liberi?? No... solo l'uomo completamente integrato completo e divino è libero. Il karma i condizionamenti e il resto rendono l'essere umano prigioniero di uno schema .. ma vi è la possibilità di elevazione integrazione liberazione... ma solo quando l'essere ha percorso e riempito tutti gli spazi esperienziali possibili. chi sceglie chi agisce... Riguardo inferni e paradisi... sono anch'essi illusori e transitori.. luoghi intermedi post mortem.. transitori e impermanenti anch'essi.. Nulla nella Maya dura per sempre... nemmeno i paradisi e inferni vari, che alla fine vivono solo dentro di noi... fuori una proiezione soltanto... Solo L'IO SONO è eterno.. La mente da cui scaturisce e si proietta tutta la giostra chiamata creazione RESTA... il resto va e viene di era in era di pralaya in pralaya... Attori di una commedia che, abbassato il sipario e fatto un bell'inchino.. se ne torneranno a CASA... chi prima chi dopo.. non credo a perdizioni eterne tuonate dai pulpiti. Credo all'Amore che tutto comprende e che a tutti i suoi frammenti, darà la chance di tornare a Casa.. come ogni Madre degna di questo nome farebbe coi propri figli.. anche col figliol prodigo...e siste solo l'infinita Coscienza eterna e beata.. che ride dei nostri paradisi come dei nostri inferni... Cosi è il mio sentire.. Shanti Om - Tullia

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Commento di Sara Laurencigh:

Sì sì,come dice Tullia non esiste il libero arbitrio... o meglio - secondo me - possiamo sicuramente decidere se andare a Roma piuttosto che a Milano il punto è che a parte la differenza di paesaggio, più o meno bello, le esperienze a livello di messaggi che si devono trasformare in consapevolezza saranno identiche o comunque l'insegnamento se deve arrivare.. arriva, ...se è il momento. Che poi arrivi con una carezza piuttosto che una sberla.. e vabbè dipende da quanto siamo elastici.
Per parlare di libero arbitrio bisognerebbe conoscere il percorso della propria anima e la sua voglia di sbocciare come una rosa.
Quello che voglio dire è che arriva un momento in cui le cose devono accadere per forza, sta a noi ascoltare e metterci nelle condizioni migliori.
Se conosco l'inizio (nel senso di inizio e non di nascita, perchè non è la stessa cosa) e la fine si comprende che l'unica libertà che ha l'essere umano è di decidere consapevolmente di impegnarsi a conoscere Dio.
Sara

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Commento di Paolo D'Arpini

Ramana Maharshi andava persino oltre dicendo che anche le più piccole azioni sono preordinate, aggiungendo che l'unica libertà che abbiamo è quella di rivolgere la mente verso il Sè... Parimenti affermava il santo Sai Baba di Shirdi..

Se vuoi puoi leggere un compendio di testi su questo argomento che ho scritto nel tempo, di cui uno è quello che segue:

Ci si pone una domanda, da dove sorge? Diamo una risposta da dove è venuta?
Ora, ad esempio, son qui che mi interrogo sulla realtà del manifestarsi della nostra vita. Essa è compiuta da un insieme di forze ed elementi congiunti che si combinano secondo loro leggi, o dettami del caso, oppure è il risultato di un agire volontario che cerca in tutti i modi di forgiarne forma e contenuti? Questo investigare è alla base di ogni concettualizzazione ed azione fisica o metafisica… Nel tentativo di capire la natura del nostro pensare ed agire si sono già interrogati gli uomini che ci hanno preceduto e sarà così per quelli a venire…. E la risposta?

Questo testo, ad esempio, che io sto scrivendo e che tu leggi (presupponendo che qualcuno lo legga..) da dove nasce? Le idee in esso contenute come hanno potuto affiorate nella mente, come sono condivise e comprese dall’ipotetico lettore? Il lettore comprende la tematica quindi significa che egualmente si è posto il dilemma… In ogni caso è codesto scritto il risultato di una libera scelta, un elaborato con un intento preciso, derivante da un processo volontario, da una decisione di mettere in atto l’azione del pensare e dello scrivere? O piuttosto è conseguenza di una serie di impulsi auto-generati che si uniscono sino a formulare quest’articolo?

Seguendo un ipotetico processo razionale, di primo acchitto, sarei portato a rispondere che sì, questo scritto è frutto della mia decisione, è il risultato di un mio personale ingegno compositorio che prende questa forma descrittiva, impiegando le figure di un ragionamento filosofico…

No, non ne sono sicuro… Non ne sono sicuro perché “capisco” od intuisco che il mio ragionamento è definibile solo dopo che spontaneamente e senza alcuna intenzione da parte mia è apparso nella mia mente. E’ “apparso” e da dove? Il meccanismo della comparsa dei pensieri è un aspetto sconosciuto ed in conoscibile, essi sorgono da un non si sa dove…. Solo in seguito al loro presentarsi dinnanzi alla nostra coscienza possiamo affermare “ho pensato a questo…”. Insomma facciamo nostri i pensieri dopo che ci son venuti incontro dal nulla, li possediamo come qualsiasi altro oggetto che chiamiamo nostro (pur essendo in realtà della terra)… ed allora il senso del possesso è solo indicazione continuata d’uso, un uso comunque limitato nel tempo e nella qualità del suo godimento… Ogni cosa che definiamo “nostra” o nella quale ci identifichiamo, come “il mio corpo” -ad esempio- o “la mia mente” è in verità nostra solo per una consuetudine di impiego e di presenza. Quando sogniamo siamo avvezzi ad identificarci con uno dei personaggi del sogno e percepiamo questo personaggio come un “me” che si rapporta con altri personaggi operanti in un mondo, tutto il sogno in realtà si presenta davanti alla nostra coscienza e su di esso non abbiamo alcun controllo operativo, anche se, come nello stato di veglia, riteniamo di agire con uno scopo, ottenendo risultati oppure fallendo nell’ottenerli.

Dico “come nella stato di veglia” per inserire una rapida analogia comparativa con la realtà del nostro operare da svegli…. Chiamiamo il nostro agire nel mondo il risultato di un libero arbitrio e ce ne facciamo, di fronte a noi stessi ed agli altri (esattamente come nel sogno), responsabili, accettiamo lo sforzo del tentativo di raggiungere uno scopo, ci sentiamo frustrati se falliamo nel conseguimento, consideriamo che le nostre azioni sono legate ad un processo di causa ed effetto, ci arabattiamo nel cercare di prefigurarci un fine, per poi eventualmente pentirci e cercare il suo contrario.

Le religioni hanno utilizzato questo processo del divenire e dell’instabilità della mente e del desiderio di un risultato (immaginato come stabile e definitivo ma vano) per ordinare la vita di ognuno in termini di “responsabilità diretta” con successivo premio finale in veste d’inferno o di paradiso.

Nel dualismo religioso, sociale, o ideologico, nella separazione dal Tutto, l’unica cosa che si può fare è cercare di ottenere buoni risultati utilizzando la propria volontà, da noi definita libera scelta, illudendoci così di pervenire a qualche esito che ingenuamente definiamo la “risposta” alla nostra ricerca materiale e spirituale. Premio e castigo sono nelle nostre mani… e con questo peso sul groppone “commerciamo” e “speculiamo” con e su Dio –se crediamo il lui- oppure con la Natura e le leggi della giungla –se siamo atei materialisti- oppure facciamo come i superstiziosi che dicono “non è vero … ma ci credo!” finendo un po’ di qua ed un po’ di là della barricata immaginaria, o magari, come spesso avviene alla maggioranza di noi, cercando tout court di dimenticare il problema immergendoci nella soddisfazione delle esigenze e necessità quotidiane.

Ma l’enigma ritorna…. È un qualcosa di sconosciuto ed in conoscibile che torna a perseguitarci… Alla fine diamo la colpa agli Dei ed alla forza del destino! Infatti noi osserviamo per esperienza diretta che alcune cose che abbiamo intenzione di raggiungere ci sfuggono, mentre altre che aborriamo accadono.

“Possiamo definire questa forza che fa accadere ogni cosa Dio oppure “swabava”, che significa l’inerente natura di ognuno – diceva Anasuya Devi quando mi trovavo a Jillellamudi – aggiungendo che “questa forza si manifesta non solo negli eventi naturali e ciclici ma anche nell’inaspettato e persino nel tentativo dell’uomo di controllare l’inaspettato, e persino nel senso di aver noi deciso di compiere un determinata azione o corso di azioni”.

Come dire che questa “forza” assume la forma di compulsione interiore e che noi, facendo nostra la formulazione, definiamo “libera scelta”… Insomma la libera scelta non è altro che lo svolgimento mentale consequenziale allo stimolo interiore ricevuto, il modo banale attraverso il quale quella “forza” o “swabava” ci fa compiere l’azione “volontariamente”.

Ciò non toglie che nel nostro io, almeno quel riflesso mentale della coscienza che definiamo “io”, siamo perfettamente convinti che l’azione compiuta è frutto di una nostra decisione, che il pensiero osservato è nostro proprio, che questo scritto è da me arbitrariamente redatto, che tu stai leggendo di tua propria opzione.

“Ma i frutti del nostro agire non sono permanenti – diceva Ramana Maharshi – ed il rincorrerne i risultati ci rende prigionieri dell’oceano del “karma” (il divenire attraverso l’azione), impedendo la comprensione della vera natura dell’Essere”

Ciò significa che le azioni da noi compiute con uno scopo, e con appropriazione identitaria del compimento, ci portano ad esperimentare piaceri e dolori. Essi sono in verità limitati nel tempo ma lasciano dei semi nella mente, causa di una successiva fatica nell’evitare o perseguire certe azioni. Questi semi (detti in sanscrito “vasana”) ci spingono in una serie apparentemente infinita di coinvolgimenti ed atti, legando la nostra attenzione al mondo esteriore ed impedendo la scoperta della nostra vera natura interiore. Perciò nell’intendimento dato all’azione non può esserci affrancamento dall’io (ego), che è limitato al corpo mente.

Si potrebbe obiettare che se non c’è intendimento nemmeno l’evoluzione è possibile, né il miglioramento della propria condizione…. Eppure accettando la crescita spontanea alla quale la vita spontaneamente tende (come è nei fatti comprenderlo) saremo “liberi” di portare a termine tutte quelle azioni che naturalmente vanno nella direzione della crescita, ad adempimento dell’ispirazione interiore, senza assumercene l’onere….

Chiamarlo “arrendersi” alla propria inerente natura o svolgimento del proprio dovere karmico (dharma) a questo punto non importa, succede e basta!

Paolo D’Arpini



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Altri articoli sullo stesso tema:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=libero+arbitrio+destino

giovedì 18 agosto 2011

Dolci melodie nei luoghi pubblici? No, cacofonia musicante al servizio del consumismo




Al proposito del Comitato "No all'inquinamento acustico e musicale nei locali pubblici" (http://www.facebook.com/groups/266462213379875), debbo precisare che sono un appassionato della musica, canto e suono io stesso ed ho cantato e suonato con centinaia di persone e con grande gioia ed emozione.. quindi non sono contrario a questa forma di “espressione artistica", anzi la difendo!

Per questo abbiamo fondato questo Comitato.. ma il discorso, forse per scarsa considerazione o mancanza di pazienza nella lettura del testo fondativo, ha scatenato polemiche e critiche (alcune riportate anche sul Giornaletto di Saul di ieri, vedi: http://saul-arpino.blogspot.com/2011/08/il-giornaletto-di-saul-del-18-agosto.html).

Siccome qualcuno insiste dicendo che "se non si vuole ascoltare la musica si può fare a meno di andare nei posti dove la suonano..”, rispondo che non è poi così facile.. anche perché la suonano praticamente ovunque.. E non è solo un problema di locali chiusi, ma di luoghi pubblici aperti, pure lì ci sono amplificatori a palla durante le feste.. il frastuono si ode a kilometri di distanza.. (ne so qualcosa, purtroppo..).

Insomma per non sentire la musica uno non sa più dove rifugiarsi.. ovunque si vada c'è sempre qualcuno con un aggeggio elettronico che inonda di bum bum bum l'aere. Che sia città, campagna, mare, in un parco, sulle montagne, nelle foreste... il “rumore” imperversa. Insomma per sfuggire alla “musica” ed all'inquinamento acustico bisognerebbe volarsene in cielo... ma non in un aereo perché anche lì si viene inondati da ritmi (aritmici) malefici... Insomma la poesia della musica e del canto che erano il modo più nobile e santo per esprimere spiritualità e gioia si sono trasformati in “lupi mannari”, il simbolo e l'accompagnamento del consumismo..

I nuovi “inni” non sono più significativi suoni dal vivo ma rumori elettronici cacofonici e privi di ogni melodia che dobbiamo sorbirci come rimbambente utile alla società dei consumi.

Per concludere il discorso menziono solo tre commenti ricevuti al proposito:

1) ...il problema non è musica si o musica no. Il problema è il livello acustico (decibel) con il quale si fa musica. Basterebbe mettere il volume ad un livello basso, da sottofondo e il disturbo sarebbe alleviato, almeno che si possa parlare e capire cosa gli altri ti dicono. Senza sentir rompersi i timpani e il cuore. E' una questione di buon senso e di civiltà.

2) ...ma rimane il fatto che se questa musica non fosse gradita alla maggioranza della gente i locali rumorosi sarebbero poco frequentati a tutto vantaggio di quelli silenziosi o quasi. Quindi vuol dire che al grosso dei clienti sta bene così... perciò lasciamoli musicare come gli pare.

3) ..non è una differenza fra "mi piace la musica" o "non mi piace la musica" o di alta o bassa. Il fatto è che spesso che queste musichette di sottofondo stanno lì per “distrarci”. Ma in questa epoca che stiamo vivendo non dovremmo essere piuttosto vigili e attenti? E poi se vado a un concerto di musica rock so cosa vado a sentire, ma se vado in pizzeria o al supermercato non posso scegliere tra Chopin o Vasco Rossi o il silenzio... Tu dici: allora stattene a casa! Se i locali sono pieni nonostante la musica (o forse perchè c'è la musica?) una ragione o mille ragioni ci saranno. Forse voglia di evasione? Al grosso dei clienti va bene così? E quindi va bene così!?”

Avete avuto la pazienza di leggere sino in fondo? Ora abbiate la pazienza di rifletterci sopra!

Paolo D'Arpini

domenica 14 agosto 2011

La vera identità sociale bioregionale sta nelle province e nei comuni – Le attuali regioni sono solo “carrozzoni” clientelari e fonte di corruzione...


Nell'immagine: "Paolo D'Arpini che se la canta e se la suona, in grotta!"

La vera identità sociale bioregionale sta nelle province e nei comuni – Le attuali regioni sono solo “carrozzoni” clientelari e fonte di corruzione, chiudiamole!

“L’è tutto sbagliato.. l’è tutto da rifare” Diceva Gino Bartali, ed aveva ragione… Infatti questo governo sta cercando di risparmiare, per pagare gli interessi alle banche private BCE ed FMI che strozzano la nostra economia, nel modo più antieconomico ed antinazionale. Penalizzando i comuni e le province che sono la radice della nostra identità storica.

Ecco come risparmiare sulla gestione della cosa pubblica: “Ritornare in Comune ed in Provincia.. abbandonando la Regione..”

La regione come ente amministrativo è una realtà spuria ed inesistente dal punto di vista dell’identità locale, infatti le regioni sono state create perlopiù a tavolino per soddisfare esigenze “particolari”, come ad esempio avvenuto con la formazione della Regione Lazio (che doveva essere l’entroterra di Roma capitale dell’impero fascista), attuato sottraendo Rieti all’Umbria (per via delle acque potabili) in cambio di Orvieto (che era nella Tuscia) e accorpando Formia e Gaeta (ex regno Borbonico), etc.

Insomma le regioni, allo stato attuale delle cose non rispecchiano la comunità bioregionale ma rappresentano solo un aggregato territoriale utile ad un sottogoverno. L’Italia dovrebbe ristrutturarsi amministrativamente partendo dalle identità locali bioregionali, molto simili come aggregazione agli attuali cantoni svizzeri, sia per dimensione che per numero di abitanti. Queste “bioregioni” molto spesso corrispondono alle cosiddette Province storiche. Porto l’esempio della srorica bioregione Tuscia, comprendente l’Agro Falisco (Civita Castellana), la Tuscia viterbese (Viterbo), la Tuscia romana (Civitavecchia ed area a nord di Roma) e l’Orvietano. Questa è geograficamente e geologicamente un’area omogenea che potrebbe tranquillamente essere integrata in un ente bioregionale (simbolo di una nuova aggregazione territoriale).

A questo punto le Regioni attuali potrebbero tutte essere dismesse, ricomponendo così l’Italia in nuove entità amministrative bioregionali decentrate e risparmiando miliardi di euro delle enormi spese e costi degli enti regionali (a tutti gli effetti mini-stati all’interno dello Stato). Invero quello che causa voragini ai conti dello Stato sono le regioni e non i Comuni e le Province. Ed è proprio attraverso la “statizzazione” delle Regioni che il federalismo (di matrice leghista) potrebbe fare gravi danni separando ancora di più gli Italiani tra loro e distruggendo l’Italia, già piccolissima di per sé.

Senza contare che le scelte della piccola e poco rilevante Italia in politica o commercio internazionale potrebbero essere ancor più ridotte, o addirittura contraddette o vanificate dalle scelte particolari delle singole Regioni. Tutte cose che puntualmente si sono verificate. Senza contare gli sprechi enormi (pensiamo solo ai deficit regionali nella sanità e nell’ambiente, o alle assurde rappresentanze a Roma o addirittura all’estero). Insomma, spese pazze, clientele, inefficienza per tutte le regioni italiane, e ancor più per quelle privilegiate come “Regioni a statuto speciale” (Sicilia, Val d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Sardegna…). Insomma abbiamo di fronte 2 possibili enti locali, il primo, l’attuale Regione, “utile” ma corrotto, anzi fonte di corruzione per l’intera vita politica e sociale. Il secondo, la Provincia, “inutile”, ma che non è fonte di corruzione, ma semmai un piccolo spreco, soprattutto in considerazione della mancanza di opportune e necessarie deleghe.

Che fare? Siamo sicuri che in un Paese molto piccolo come l’Italia, lo Stato, le Province bioregionali e i Comuni (o i Consorzi di di piccoli Comuni), non basterebbero?

Paolo D’Arpini
Rete Bioregionale Italiana
circolo.vegetariano@libero.it