Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

mercoledì 11 febbraio 2026

Prossimo passo evolutivo: "Superare le religioni..."

 

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Per mettere qualche puntino sulla i nel discorso sulle religioni:  forse il dato più importante da tener presente è che è fuor di dubbio che ad ogni insegnamento spirituale o quasi vi sia un aspetto essoterico, cerimoniale, dottrinale, dogmatico, impostato su criteri del tutto fideistici, quello che le masse seguono.
Ma vi è, più importante e sostanziale, l’aspetto esoterico, che corrisponde al significato profondo degli insegnamenti; ed esso, il cuore di ogni spiritualità, si manifesta di necessità con modalità differenti accordandosi con le culture locali e gli sviluppi e le mentalità di un dato popolo, senza per questo cadere in contraddizione nei suoi vari aspetti.
Per spiegare questa universalità di senso, e per restituire al tempo stesso un’identità e una connotazione superiore alle varie espressioni delle correnti spirituali (meglio che religioni) allora si può ipotizzare che nelle religioni formali, essoteriche ha ampio spazio di agire l’inganno e la manipolazione, mentre sul versante esoterico si riscontra la radice di insegnamenti veritieri che rimangono intatti, intoccati da interventi dei non addetti, perché appartengono a un piano che esula dalla sfera puramente umana o psichica.
Allora il tutto si riduce a una differenza di percezione della stessa cosa.
In altre parole, gli ottusi, in qualunquisti, i conformisti, il gregge, seguiranno solo gli aspetti esteriori di un religione, e ad essa si conformeranno, mentre coloro che hanno una predisposizione “spirituale” ne coglieranno gli aspetti essenziali, quelli universalmente veri e validi, a cui attingere ed arricchirsi, a cui fare capo.
Questi allora sono in grado di “vedere” anche attraverso l’aspetto formale di una religione per coglierne l’essenza, il vero senso spirituale occultato dall’apparato teologico, istituzionale e clericale per opera degli “dèi” di cui si parlava l’altro giorno (e naturalmente dei loro accoliti umani).
Il tutto perciò rimanda alla diversità di percezione dell’essere umano, del ricevente; coloro che hanno la mente ottenebrata ricevono segnali ambigui, indistinti, mistificanti, depistanti, mentre chi ha lo sguardo “oltre” ne vede la pura sostanza.
A questo punto il sapiente vede in ogni religione un senso che in qualche modo le accomuna alle altre, riconoscendo che la loro fonte è unica, e riconosce quindi – al di là del loro aspetto formale e della loro strutturazione dottrinale/dogmatica – la validità di ognuna; mentre lo psichico vede solo il caos delle diversità e delle contrapposizioni, e fa di ogni erba un fascio: o le condanna tutte in blocco, o si stringerà ancora più tenacemente alla “sua” religione. E’ la differenza fra lo sguardo sacro e quello profano.
A questo punto diventa fondamentale disgiungere il concetto di “corrente spirituale” da quello di “religione” – stando il primo ad indicare la sostanza spirituale e veritiera del sacro, della Trascendenza, dei Principi, qualunque forma essi possano prendere; mentre il secondo implica tutto un apparato fideistico volto a ingannare l’uomo, con il fine ultimo di soddisfare l’appetito psichico degli dèi oltre che a quello materiale dei loro ministri di culto.
Dunque abbiamo due modi di vedere la stessa cosa: il profano vede le religioni, il seguace del sacro le correnti spirituali.
Lo psichico, il profano, vede solo la molteplicità è ne è disturbato e scandalizzato.
Ma il sapiente, lo spirituale, il vero adepto al sacro, sa vedere oltre la molteplicità e ne coglie l’Unità retrostante. E, soprattutto, dopo aver integrato in sé ed aver fatto propri gli insegnamenti fondamentali di una corrente spirituale (o più di una), sa trascendere al momento opportuno, una volta effettuate le necessarie operazioni di trasformazione anche la simbologia mediatrice delle correnti spirituali, per rivolgersi direttamente alla fonte.
Simon Smeraldo

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venerdì 30 gennaio 2026

Fermare la Terza guerra mondiale... - Assemblee nazionali a Milano e Napoli

 


Milano, 31 gennaio 2026, ore 14.30: c/o Circolo Familiare di Unità Proletaria, viale Monza n.140

Napoli, 21 febbraio 2026, ore 14.30: c/o Circolo culturale ex Asilo Filangieri, vico G. Maffei n.4

Il 2025 è stato un anno di grandi e significativi passi avanti nella lotta per farla finita con la Terza guerra mondiale. Significativi non significa che i lavoratori sono riusciti ad imprimere a questo paese un indirizzo politico differente, ma che la loro mobilitazione, unita a quella degli studenti e degli altri settori della società, ha segnato un salto di qualità nella mobilitazione popolare, nel rendere di massa, diffuse, parole d’ordine che prima erano appannaggio di alcuni gruppi e reti e ha avuto la capacità di mostrare al resto della società che è possibile costruire un futuro fatto di pace tra i popoli, di solidarietà, di riconquista di diritti. Ha avuto la capacità di mostrare che le scelte politiche del governo Meloni, supino agli imperialisti USA e NATO, leccapiedi dei criminali sionisti e scodinzolante verso l’UE, non sono le scelte politiche della classe lavoratrice di questo paese.

Ha mostrato inoltre che la Terza guerra mondiale a pezzi e sempre più estesa, parte da qui: dai porti e aeroporti italiani, dalle fabbriche che producono armi, dalle basi USA e NATO dedite allo stoccaggio di munizionamento, allo spionaggio e al coordinamento delle operazioni militari USA e NATO all’estero e in cui si addestrano gli eserciti NATO.

Oggi si tratta di fare un salto di qualità nella lotta per fermare la Terza guerra mondiale. Questo salto consiste innanzitutto nel fare più precisamente i nomi e i cognomi di chi sono i promotori della guerra mondiale. È sempre più palese agli occhi di larga parte della popolazione del nostro Paese la responsabilità dei gruppi imperialisti USA-NATO e UE nella promozione della Terza guerra mondiale, in particolare per quanto riguarda il sostegno al regime di Kiev e ai sionisti d’Israele (in ultimo, non per importanza, l’aggressione al Venezuela e il rapimento del presidente Maduro, in continua e aperta violazione di ogni legge internazionale e le minacce e pressioni per l'acquisizione della Groenlandia e delle manovre ed aggressioni  contro l'Iran).

La spinta verso il riarmo si manifesta  anche in termini di guerra interna alla società.  Per mantenere la guerra nel mondo c’è bisogno di tagli alle risorse pubbliche destinate a soddisfare i bisogni collettivi e aumentando le prebende per speculatori e guerrafondai.  Il sistema ha bisogno di aumentare la repressione verso i movimenti ecologisti  e i gruppi e organismi pacifisti e nonviolenti che si oppongono alla guerra, e lo fa occupando militarmente la società (scuole e università, eventi pubblici, ecc.).

A ciò si affianca la sempre più  capillare occupazione militare del Paese: basi, caserme, antenne e radar, poligoni di tiro, depositi di munizioni, ecc. che prosciugano risorse, impoveriscono e inquinano i territori, fanno si che intere porzioni del nostro Paese siano appannaggio dei guerrafondai e degli imperialisti e non di chi in quei territori ci vive e ci lavora.

È necessario quindi organizzarsi e ancora organizzarsi, fare rete e coordinare tutte le realtà che già oggi lottano contro la guerra, il riarmo e la NATO e via via animare e sviluppare un’iniziativa sempre più unitaria. 

Non esiste pace che verrà dalla bontà e dal benestare degli imperialisti e dal "buon cuore" del governo Meloni, ad essi sempre più sottomesso.

L’unica strada percorribile è quella di mettere insieme le forze e sviluppare ad un livello superiore la lotta per liberare il Paese dalla nefasta presenza delle basi USA e NATO, spezzare le catene della collaborazione e partecipazione del nostro Paese alle guerre di aggressione USA e NATO.

Pertanto facciamo appello ad ogni comitato, rete e organismo, ad ogni gruppo di lavoratori che si organizza e lotta contro guerra, NATO e riarmo a portare la propria esperienza, il proprio contributo, le proprie proposte alle assemblee programmate il 31 gennaio 2026 a Milano ed il 26 febbraio 2026 a Napoli.

Le assemblee saranno inoltre occasione per presentare il dossier, a cura del Coordinamento Nazionale No Nato, sulle installazioni militari USA e NATO in Italia.


Coordinamento Nazionale No Nato

Telegramhttps://t.me/CoordNazNoNATO

Contatto mailcoordinamentonazionalenonato@proton.me



giovedì 22 gennaio 2026

I Ching mensile. Dal 22 gennaio al 19 febbraio...

 


Dal 22 gennaio al 19 febbraio, “Esagramma 19, Lin – l’Avvicinamento” – Archetipo della Tigre. 

Il segno è caratterizzato da due linee chiare (intere) alla base che spingono verso l’alto 4 linee spezzate. Per I Ching è “La Terra sopra il Lago”. Si avvicina la primavera, si allungano le giornate, si vedono i primi segni di rinascita. Dopo il Solstizio invernale, la forza luminosa è nuovamente in fase crescente, portando con sé un sentimento di gioia, una spinta a perseverare nell’impegno per raggiungere i propri obiettivi. La primavera, come la giovinezza, non dura in eterno; se si affronterà il male prima che sia del tutto manifesto, lo si potrà padroneggiare e combattere, ma occorrerà prestare attenzione e non perdersi nelle correnti del tempo ed essere nel giusto: nel destino c’è anche il regresso, ma suscitando in tempo un movimento di ascesa, prendendo cioè la giusta direzione, individuando da subito gli errori, si potrà diventare abbastanza forti per contrastare anche momenti di destino avverso.

Consiglio dell’esagramma

Che abbia inizio un vero e proprio cambiamento! Muoviti, incontra, apri la strada alle novità e sarai così capace di sormontare qualsiasi ostacolo si frapponga sulla via, e di essere un esempio positivo per gli amici e per tutti coloro che ti seguiranno!

Alcune caratteristiche della Tigre

Dotata di una personalità complessa, sincera, sfacciata, autoritaria, ma anche dotata di un particolare fascino e magnetismo.

Previsioni

Il 4 febbraio 2026 inizia il nuovo anno dedicato al Cavallo di Fuoco (che termina il 3 febbraio 2027).  In generale tutti i segni ne saranno influenzati con  la sensazione di essere circondati da un tafferuglio. Il Cavallo di Fuoco è il più temuto dai cinesi per la sua tendenza ad uscire fuori dai canoni per affermare la propria personalità in tutta libertà. Ne soffriranno soprattutto i nativi della Tigre, della Lepre e del Drago che hanno il Legno come elemento costituente. 

– È il momento di ripulire il fegato, per ristabilire l’equilibrio dei liquidi e far fluire l’energia  che si avvicina.


Approfondimenti

Per approfondimenti sulla storia dell' I Ching e di questo metodo archetipale si può consultare il libro "Chi sei tu?" di Paolo D'Arpini - oppure contattare direttamente l'autore alla email: spiritolaico@gmail.com






lunedì 5 gennaio 2026

Epifania della natura! Memoria storica sulla “befana”...

 

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Conosciamo tutti il significato che la religione cattolica ha dato alla festività dell’Epifania, ma forse non tutti sappiamo che dietro la presunta storpiatura che ha trasformato il termine Epifania in “Befana”, c’è una serie di tradizioni antiche che sono riuscite, faticosamente, a sfidare i millenni ed a giungere fino a noi.
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L’origine della Befana è nel mondo agricolo e pastorale. Anticamente, infatti, la dodicesima notte dopo il solstizio invernale, si celebrava la morte e la rinascita della natura, attraverso la figura di Madre Natura. In questa notte Madre Natura, stanca per aver donato tutte le sue energie durante l’anno, appariva sotto forma di una vecchia e benevola strega, che volava per i cieli con una scopa. Oramai secca, Madre Natura era pronta ad essere bruciata come un ramo, per far sì che potesse rinascere dalle ceneri come giovinetta Natura, una luna nuova.
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Per meglio capire questa figura dobbiamo andare fino al periodo dell’antica Roma. Già gli antichi Romani celebravano l’inizio d’anno con feste in onore al dio Giano (e di qui il nome Januarius al primo mese dell’anno) e alla dea Strenia (e di qui la parola strenna come sinonimo di regalo). Queste feste erano chiamate Sigillaria; ci si scambiavano auguri e doni in forma di statuette d’argilla, o di bronzo e perfino d’oro e d’argento. Queste statuette erano dette “sigilla”, dal latino “sigillum”, diminutivo di “signum”, statua. Le Sigillaria erano attese soprattutto dai bambini che ricevevano in dono i loro sigilla (di solito di pasta dolce) in forma di bamboline e animaletti. Questa tradizione di doni e auguri si radicò così profondamente nella gente, che la Chiesa dovette tollerarla e adattarla alla sua dottrina.
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In molte regioni italiane per l’Epifania si preparano torte a base di miele, proprio come facevano gli antichi Romani con la loro focaccia votiva dedicata a Giano nei primi giorni dell’anno. 
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Usanza antichissima e caratteristica è l’accensione del ceppo, grosso tronco che dovrà bruciare per dodici notti. E’ una tradizione risalente a forme di culto pagano di origine nordica: essa sopravvive l’antico rito del fuoco del solstizio d’inverno, con il quale si invocavano la luce e il calore del sole, e si propiziava la fertilità dei campi. E non è un caso se il carbone che rimane dopo la lenta combustione, che verrà utilizzato l’anno successivo per accendere il nuovo fuoco, è proprio tra i doni che la Befana distribuisce (trasformato chissà perché in un simbolo punitivo).
La tradizione è ancora conservata in alcune regioni d’Italia, con diverse varianti: a Genova viene acceso in alcune piazze, e l’usanza vuole che tutti vadano a prendere un tizzone di brace per il loro camino; in Puglia il ceppo viene circondato da 12 pezzi di legno diversi. In molte famiglie, il ceppo, acceso la sera la sera della Vigilia, deve ardere per tutta la notte, e al mattino le ceneri vengono sparse sui campi per garantirsi buoni raccolti.
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In epoca medioevale si dà molta importanza al periodo compreso tra il Natale e il 6 gennaio, un periodo di dodici notti dove la notte dell’Epifania è anche chiamata la “Dodicesima notte”. È un periodo molto delicato e critico per il calendario popolare, è il periodo che viene subito dopo la seminagione; è un periodo, quindi, pieno di speranze e di aspettative per il raccolto futuro, da cui dipende la sopravvivenza nel nuovo anno. In quelle dodici notti il popolo contadino credeva di vedere volare sopra i campi appena seminati Diana con un gruppo più o meno numeroso di donne, per rendere appunto fertili le campagne.
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Nell’antica Roma Diana era non solo la dea della luna, ma anche la dea della fertilità e nelle credenze popolari del Medioevo Diana, nonostante la cristianizzazione, continuava ad essere venerata come tale. All’inizio Diana e queste figure femminili non avevano nulla di maligno, ma la Chiesa cristiana le condannò in quanto pagane e per rendere più credibile e più temuta questa condanna le dichiarò figlie di Satana! Diana, da buona dea della fecondità diventa così una divinità infernale, che con le sue cavalcate notturne alla testa delle anime di molte donne stimola la fantasia dei popoli contadini. Diana, Dea della Caccia, della Luna, delle partorienti. La Befana è spesso ritratta con la Luna sullo sfondo.
Di qui nascono i racconti di vere e proprie streghe, dei loro voli e convegni a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno. Nasce anche da qui la tradizione diffusa in tutta Europa che il tempo tra Natale ed Epifania sia da ritenersi propizio alle streghe. E così presso i tedeschi del nord Diana diventa Frau Holle mentre nella Germania del sud, diventa Frau Berchta. Entrambe queste “Signore” portano in sé il bene e il male: sono gentili, benevole, sono le dee della vegetazione e della fertilità, le protettrici delle filatrici, ma nello stesso tempo si dimostrano cattive e spietate contro chi fa del male o è prepotente e violento. Si spostano volando o su una scopa o su un carro, seguite dalle “signore della notte”, le maghe e le streghe e le anime dei non battezzati.
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La Festa della Dodicesima Notte ispirò tra gli altri William Shakespeare che scrisse la omonima commedia che ebbe la prima rappresentazione il 6 Gennaio del 1601 al Globe Theatre di Londra. Daniel Maclise: La Dodicesima Notte, Malvolio e la Contessa.
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Strenia, Diana, Holle, Berchta,… da tutto questo complesso stregonesco, ecco che finalmente prende il volo sulla sua scopa una strega di buon cuore: la Befana. Valicate le Alpi, la Diana-Berchta presso gli italiani muta il suo nome e diventa la benefica Vecchia del 6 gennaio, la Befana, rappresentata come una strega a cavallo della scopa, che, volando nella dodicesima notte, lascia ai bambini dolci o carbone. Come Frau Holle e Frau Berchta, la Befana è spesso raffigurata con la rocca in mano e come loro protegge e aiuta le filatrici.
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Nella Befana si fondono tutti gli elementi della vecchia tradizione: la generosità della dea Strenia e lo spirito delle feste dell’antica Roma; i concetti di fertilità e fecondità della mite Diana; il truce aspetto esteriore avuto in eredità da certe streghe da tregenda (spostamento); una punta di crudeltà ereditata da Frau Berchta. Ancora oggi un po’ ovunque per l’Italia  si eseguono diversi riti purificatori simili a quelli del Carnevale, in cui si scaccia il maligno dai campi grazie a pentoloni che fanno gran chiasso: il 6 gennaio si accendono i falò, e, come una vera strega, anche la Befana viene qualche volta bruciata…

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martedì 23 dicembre 2025

Dov'è la libertà dell'occidente e dov'è la persecuzione russa contro il dissenso?...



In Gran Bretagna Greta Thumberg viene arrestata mentre, da sola, seduta per terra, esibisce un cartello con sopra scritto: "Sostengo i prigionieri palestinesi e mi oppongo al genocidio in Palestina".

"Greta stava protestando pacificamente fuori dalla sede di Aspen, compagnia assicurativa del più grande produttore di armi israeliano, Elbit Systems. I detenuti di Palestine Action in sciopero della fame per protesta ieri sono stati portati all’ospedale. Alcuni di loro nei giorni scorsi avevano denunciato il trattamento inumano ricevuto in carcere dove gli sono state negate le cure mediche necessarie. Lo Stato di apartheid non è più confinato in un solo territorio..." (Federica D'Alessio)

Per fare un paragone tra la presunta libertà di espressione esibita dall'occidente e l'accusa di coercizione contro i dissidenti russi  Vladimir Putin risponde ad una insinuante domanda di un giornalista della BBC britannica a proposito della persecuzione russa contro gli oppositori interni.

In questo passaggio, Vladimir Putin rispondendo al corrispondente della BBC, dà vita a uno scambio trasparente sui temi del dissenso politico, della libertà di informazione, dell’espansione della NATO e del futuro dei rapporti tra Russia ed Europa. Putin respinge le accuse britanniche rivolte a Mosca, difende la legislazione sugli “agenti stranieri” e accusa i governi occidentali di costruire l’immagine di un nemico esterno per coprire errori interni di politica economica e sociale: https://www.youtube.com/watch?v=qFYpKRw-T-g (Estratto da “I risultati dell’anno con Vladimir Putin” del 19 dicembre 2025, l’evento annuale in formato ibrido che unisce la Linea Diretta con i cittadini russi e la conferenza stampa con i media internazionali.

Commento di Carlo Rovelli: "Si può non credere a tutto quello che Putin dice, si può criticarlo per vari motivi, e non essere d'accordo, ovviamente. Ma non ascoltare quello che dice è un errore , sia dal punto di vista razionale, sia dal punto di vista morale. La prima cosa che serve per uscire da un conflitto è rispetto reciproco, come dice in questa intervista, come dice il papa, come dice la ragione. Se lo censuriamo (come ahimè fanno tutti, e per primo il giornale su cui scrivo), se lo chiamiamo costantemente "zar" con disprezzo siamo piccoli di mente, piccoli di morale, e piccoli di ragione, perché accecati dal conflitto e dai giochi di potere, camminano come sonnambuli verso il peggio per tutti. (...) Per questo, per il bene nostro nel futuro, per evitare guerre, penso bisogna innanzitutto ascoltare il punto di vista di chi chiamiamo nemico".



sabato 20 dicembre 2025

Da ogni fine sorge un nuovo inizio: il Ritorno...



Ricominciare da dove si è finito. I cambiamenti stagionali erano di vitale importanza per l'agricoltura e la sussistenza in ogni cultura dell'emisfero nord. Il ritorno dell'allungarsi delle ore di luce, che giunge con il solstizio invernale, è anche un segnale di carattere spirituale, in tutte le religioni è visto come il momento più propizio dell'anno.

Così fu per tutte le popolazioni di origine indoeuropea, per i nativi nord americani e non poteva essere diverso in Cina. Anzi è proprio in Cina che esiste la tradizione più antica e confermata storicamente sulla sacralità del solstizio invernale.

Nel Libro dei Mutamenti (I Ching), il testo più antico  non solo della Cina ma dell'umanità intera, il solstizio invernale è collegato all'esagramma "Fu", che significa "Il Ritorno".

Il segno è caratterizzato da una linea chiara che ritorna dal basso e sale verso l’alto. Esso significa radice e tronco del carattere. Il bene che compare in basso è all’inizio, quasi insignificante, ma è abbastanza forte per affermarsi durevolmente, nella sua peculiarità (come gli è congeniale), di fronte a ogni tentazione dell’ambiente.

La parola “ritorno” suggerisce anche l’idea di una continua inversione di rotta dopo gli errori, nonché l’idea della conoscenza di sé e dell’autocritica occorrente per correggersi.

In riferimento alla formazione del carattere si intende che il principio chiaro si dirige di nuovo verso la luce interiore voltando le spalle alla confusione dell’esteriorità. Nel fondo dell’anima, allora, si scorge il divino (l’Uno).

Questa coscienza è ancora allo stato germinale, appena un inizio, ma come tale chiaramente distinto da tutti gli oggetti esterni.

Riconoscere questo Uno significa riconoscere la propria natura nella forza ascendente della vita.

Nel commento all'esagramma  Confucio dice: “Nel segno Il Ritorno si vede il senso del Cielo e della Terra”. Qui si esprime l’idea che la forza luminosa è il principio creativo del Cielo e della Terra.

E’ un ciclo eterno, dal quale, l’esistenza scaturisce sempre di nuovo, proprio nel momento in cui può sembrare completamente sconfitta. Da questo si traggono le conclusioni che indicano il giusto comportamento in questo tempo.

Paolo D'Arpini - Rete Bioregionale Italiana



mercoledì 26 novembre 2025

Trieste. Se la Palestina è "tabù"...

 


Da 11 anni mi onoro di collaborare con l’Università delle Terza Età “Danilo Dobrina” di Trieste. Un’esperienza della quale sono debitore all’Università nel suo insieme, Presidenza, Direzione, Segreteria, ed alle e ai partecipanti agli incontri.  Un’esperienza che a malincuore concludo e che non si ripeterà per le ragioni che spiego.


Avevo proposto e programmato tre argomenti per l’anno accademico in corso, due sono stati ammessi, il terzo “Lampi di Storia sulla Palestina”, approfondimento di un tema già altre volte da me trattato nella stessa Sede, è stato escluso. 


Ho chiesto per iscritto le ragioni di ciò e mi è stato risposto a voce che non era il momento per tale trattazione. Una esclusione, che considero censura, dalla quale non posso prescindere.


Viviamo tempi in cui parlare di tante cose è difficile, ma, nel solco dell’interrogativo posto da Primo Levi, “Se non ora, quando?”, penso che proprio per questo si debba parlarne.


Un’ultima considerazione, posso immaginare che Codesta Università, come accade oramai ad altre Università, Istituzioni, editoria ecc., possa essere stata oggetto di pressioni nel prendere la decisone che ha preso.


Qual’ora così fosse, quale occasione migliore per non badarci. Avrebbe ricordato il gesto che il Rettore dell’Università di Padova, Concetto Marchesi *, compì il primo dicembre 1943. Gesto che segnò un’epoca non molto diversa dalla nostra.


Giorgio Stern


Lettera Aperta - Trieste 21 novembre 2025



 Concetto Marchesi fu latinista, intellettuale e politico, e Rettore dell'Università di Padova dal 1943. Divenne noto per il suo appello antifascista agli studenti nel novembre 1943, in cui li esortava a opporsi alla guerra e a ricostruire il Paese dopo il conflitto. Dopo la guerra, fu eletto all'Assemblea Costituente, contribuendo alla stesura della Costituzione italiana.


Articolo in sintonia: Parla il Rabbino Ahron Cohen del Movimento Ebraico Neturei Karta: “Noi restiamo orripilati di fronte a questo spargimento di sangue in Palestina. L’unica vera soluzione per porre termine a tutto questo sarebbe un accordo per la dissoluzione pacifica e totale dello Stato illegittimo conosciuto col nome di “Israele” e la sua sostituzione con un governo accettabile per i Palestinesi” - Continua: https://riciclaggiodellamemoria.blogspot.com/2025/11/il-movimento-ebraico-neturei-karta.html