Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).
Visualizzazione post con etichetta Sathya Sai Baba. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sathya Sai Baba. Mostra tutti i post

mercoledì 23 novembre 2011

Franca Chichi: "Lettera d'amore al Maestro del mio cuore..." - Messaggio intimo per Sathya Sai Baba



Questa lettera, del tutto personale, scritta soltanto per me, poco tempo fà, oggi sento di volerla far conoscere e dedicare a tutte voi, anime che contenete l'infinito, enbrioni, quindi, dell'Amore in ogni Forma o Non Forma...

Voglio parlarti o Mio Amore, voglio parlarti e non so come iniziare... voglio parlarti, preme dentro di me un'infinità di parole, un'injfinità di sentimenti, di espressioni d'amore che non riescono ad essere espressi, se non mutamente, seguendo l'evolversi della vita, giorno per giorno, ti amo così, nel silenzio del mio cuore e nell'esplicarlo minuto dopo minuto in quel che lo scorrer del tempo mi mette davanti.

Ti cerco in ogni sguardo in ogni minuta azione in ogni cosa detta o non detta, in ogni mutuo soccorso dato al mio cuore e al cuore di chi mi capita accanto, ma ha volte, la nostalgia è così preponderante così acuta così coinvolgente...che non trovo niente di adeguato per sostenerla per incatenarla, per viverla trasformandola sublimandola in atti creativi o amorevoli.

Ho nostalgia di quell'amore infinito, dolcissimo, capace di trasformare in gioia ogni respiro, capace di rendermi piena di profonda consapevole vitalità, di onde di leggerezza e d'amore
da donare a tutti...

Apri il mio cuore, ti prego, apri il mio cuore ORA, QUI' IN QUESTA VITA , rendendomi capace di vederti ovunque comunque e in chiunque.

Che possa esser capace di trasformare questo profondo desiderio di Te in Servizio profondo e gioioso alla Vita, in tutte le sue manifestazioni.

Che possa instillare questa gioia dell'esser piena di Te a tutti coloro che, a qiualsiasi titolo mi fai incontrare, e soprattutto, visto che karmicamente me li hai messi accanto, a tutte le anime che mi sono vicino...

OH AMORE, amore profondo antico e inestinguibile che sei dentro di me, nutrimi, nutri ogni mia cellula di dolcezza e di Luce infiniti, nutrimi affinchè possa vivere abbeverandomi e nutrendomi del tuo nettare e possa completare il mio compito quì in questa vita , irradiandolo tutto intorno a me.

Che possa allontanare da me malinconia tristezza mancanza, per poter diffondere ed Essere il suo contrario consapevole profonda donata leggiadria e gioia !

Sono così poco gioiosa, mentre invece la gioia che viene dal cuore e che si nutre del niente, soltanto dell'Amore, è così contagiosa...che bellissimo sarebbe riuscire a trasmettere un moto di gioia, che porta uno spiraglio di Luce, che illumina e allegerisce ogni ombra che sembra avvolgerci, a volte, un pò tutti, quale che sia il compito che siam venuti a svolgere quì, in questo
splendido pianeta pieno di prove si, di pesantezze di dualità, ma che, proprio per questo, hanno la facoltà di trasformarsi in Luce.

Che splendida palestra è la Terra, che grande prova di trasformazione ci pone..
Io, si, " speriamo che me la cavo " con l'aiuto di Te amore mio, che sei ormai innegabilmente e stabilmente dentro di me per cui non ci sono scuse...la mancanza o la pienezza, la tristezza come la gioia, sono ciò che sento dentro di me, illusoriamente, soltanto allo scopo di cercarti, di viverti... di essere ciò che tu sei dentro di me

AI TUOI PIEDI DIVINI
sempre, Franca

domenica 30 ottobre 2011

L'anima ed il karma.. secondo Lasumira e Sathya Sai Baba

"Il karma..? Pedala, pedala e fischietta, a cavallo della bicicletta" (Saul Arpino)


Dopo tanta "vita vissuta" uno dei bellissimi pensieri di Lasumira Puraluce per riportarci nella dimensione del cuore, e da lì partire per un lungo lunghissimo viaggio... Come sempre grazie Lasumira per l'impegno costante che porta alla profonda ricerca di noi stessi.
Franca Chichi



ஐ ANIMA E KARMA ஐ

(pubblicata da Lasumira Puraluce il giorno giovedì 27 ottobre 2011 alle ore 17.51)
L'Anima è il Respiro Vitale della nostra vita,

vita che dimentica ciò che è stato,

ma *sa* esattamente ciò che è stato, e ciò che sarà.

L'Anima comprende tutto ciò che abbiamo fatto e pensato,

è la nostra vera vita

che ci fa andare avanti nella nostra evoluzione.

L'Anima registra ogni nostra azione, e quando si libera, libera la registrazione di ciò ciò abbiamo vissuto;

e lì, avviene il processo di STASI per prendere atto di ciò che abbiamo fatto ed interpretato fino a quel momento.

Una Elevata Coscienza avviene quando lo spirito è completamente LIBERO.

Prendendo coscienza del Sé, prendiamo coscienza di una nostra azione e

e cominciamo a ricostrurci la vita successiva per compiere il nostro compito e bruciare il karma per la nostra evoluzione.

Il Karma è sempre un insieme di azioni che per una mente non è concepibile decrivere,

in quanto non ha nessuna nozione in merito.

Solo un'Anima Evoluta può esprimersi a riguardo.

Karma è l'insieme delle azioni che eseguiamo.

Le azioni che sono lineari e allineate con il nostro sé,

hanno un karma più leggero rispetto ad una azione che abbiamo deciso di compiere senza ascoltare il nostro sé,

che tuttavia manifesta anche opposizione,

e quando la mente prende il comando,

l'opposizione del sé viene schiacciata,

e l'azione registrata lascia un alone nero nell'anima.

Questi aloni neri diventano sempre più intensi se non compiamo qualcosa di positivo che possa limitare il “buco nero”.

Il buco nero è la macchia rimasta "sospesa" per tanto tempo,

mai considerata,

non avendo preso coscienza di ciò che ha generato un alone nero.

Quando le azioni vengono eseguite in sintonia con la nostra coscienza,

bruciamo molto karma e attenuamo l'alone nero che , non diventando buco nero, non genera malattie...

si torna sulla terra per pareggiare il conto,

pareggiando il conto si rimargina l'alone nero e la nostra anima ricomincia ad emanare l'alito della vita.

Non esiste nessun castigo, esiste solo il Tempo per pareggiare il conto, per rimettere la Luce dentro l'alone nero.

Quando un'anima molto evoluta assume un corpo malandato,

questo non è un suo karma,

ma soltanto un'evoluzione per chi arriva sul cammino di quest'ultima,

riducendo così l'evoluzione ad un tempo molto più breve,

e con un tempo ridotto, l'evoluzione avviene in una sola vita;

contemporaneamente è anche una richiesta specifica di chi sta intorno,

di pagare il proprio karma e di evolversi assieme alla situazione creata per tale scopo.

Karma sono le nostre azioni,

più le azioni brillano,

più Luce viene data alla nostra anima,

più Luce con i suoi brillanti colori la nostra anima ha in sé,

più la nostra vita sarà una strada luminosa.

*Nell'AMORE PURO,* NON possono sorgere azioni finalizzate a rovinare o distruggere qualcosa.

Se crediamo nell'AMORE PURO, crediamo nell'IMPOSSIBILE

e diamo Forza a Dio di poter intervenire nella Nostra ESSENZA.



IL KARMA SECONDO Sathya Sai Baba

Il peccato non esiste e non c'è nessun frutto delle vostre buone azioni che potete dichiarare «vostro».

Le vostre azioni sono le sole responsabili delle conseguenze che maturano nel tempo.

Se piantate un seme particolare, l'albero sarà della natura del seme piantato.

La nascita di un individuo è il prodotto del frutto delle sue azioni.

Questo mondo è una manifestazione di Realtà Assoluta ed è governato dalla legge dell'azione o karma.

La Realtà Assoluta è la base ed il supporto per essa è il corpo.

Karma virtualmente vuol dire: la forza vitale.

Questa forza ha preso questa forma karmica che è il nostro corpo.

Qualunque cosa uno faccia, si dice che svolge karma e per ricevere i frutti di questo karma, si prende un corpo. Pertanto la vita è legata alle azioni fatte dal corpo.

Ciò che chiamate «vita» è il prodotto del bene ed il male fatto svolgendo le azioni.

Spesso incontriamo il bene ed il male, la verità ed il falso, i peccati ed i meriti.

Quando svolgiamo dei «riti» o facciamo la carità, o intraprendiamo delle austerità (come il digiuno ed altre) pensiamo di svolgere nobili azioni per scopi nobili.

In questo modo coinvolgiamo il nostro corpo, la nostra mente, il nostro intelletto ed il nostro ego e diciamo:

«Io faccio queste cose sacre!»

Ma quando invece facciamo azioni cattive o feriamo il prossimo o compiamo atti di ingiustizia, dimentichiamo che siamo noi a farli, e non diciamo più: «Io ho fatto queste cose! ».

Tuttavia, che le azioni siano buone o che siano cattive, la vita è qualcosa che appare inevitabile.

Possiamo avere una catena d'oro o una catena di ferro, ma entrambe legano.

Così, allo stesso modo, che le azioni siano buone o cattive, esse hanno il potere di farvi ritornare qui, su questa terra e non vi sbarazzerete della vostra schiavitù.

Queste azioni appartengono al vostro corpo, alla vostra mente ed al vostro intelletto.

Esse sono «esterne» e non «interne».

Quando sterminerete questo senso dell'ego, del desiderio e dell'attaccamento,

sarete in grado di volgervi al vostro interno.

Sia la Liberazione, che la vicinanza con la Realtà Assoluta, o divenire Uno con Essa,

non devono essere ricercati nello svolgimento dell'azione.

Colui che evita il senso del «mio», cercherà veramente di diventare UNO con la Realtà Assoluta.

Il giorno in cui avrete messo termine a questo senso di dualismo,

sarà il giorno in cui vi troverete faccia a faccia con questa «entità» non dualistica.

Pertanto se desiderate fare azioni altruistiche dovete incominciare ad avere in testa uno scopo chiaro.

Poi, prima di poterle svolgere, dovrete passare dal cattivo al buono e dal buono all'idea del servizio disinteressato.

Allora sarete sicuri di ottenere questa Conoscenza Suprema e la Liberazione

e ciò attraverso la Purezza delle vostre azioni.

Queste azioni sono state stabilite per purificare voi stessi,

quindi, per prima cosa é imperativo entrare nel campo del karma o dell'azione.

Gradualmente dovete cercare di fare azioni buone e nobili e non desiderarne i frutti.

Il Corpo, la Mente e l'ESSERE sono le TRE

componenti principali che costituiscono l'uomo.

Esse sono interdipendenti e inseparabili.

Il corpo deve seguire la mente e la mente deve seguire l'Essere.

Questo é il modo di portare a compimento l'esistenza.

Seguire ciecamente il corpo é vivere come animali.

Seguendo la mente, diventerete uomini,

e se seguirete l'ESSERE, diventerete la PURA REALTA'.

La Ghita ha perciò stabilito il triplice cammino del karma, upasana e jnana.

Il corpo, per svolgere il karma o l'azione con l'aiuto della mente.

Pensare al Divino per nutrire buoni pensieri, cioè l'Upasana,

nella quale l'uomo deve condurre la propria esistenza.

Come il fiume diverrà un giorno «UNO» con l'oceano, così attraverso questa upasana,

la mente s'immergerà nell'Atmajnana (la Conoscenza Suprema dell'ESSERE).

Per la mente, questi pensieri e desideri rappresentano il conducente,

quindi è necessario che siano buoni e nobili.

La mente è la responsabile del bene e del male che fate perché i pensieri ed i desideri sono responsabili delle vostre azioni. Ecco perché si dice che essa ci può dare la liberazione come la schiavitù.

L'uomo non ha queste idee e questi pensieri sacri, non pensa alla sua destinazione.

La sua vita si scioglie come un pezzo di ghiaccio, mentre il tempo scorre veloce come il vento.

Prima di conoscere il proprio dovere egli abbandona il suo corpo.

Leggere una quantità di libri e di testi sacri, svolgere una quantità di «sadhana»,

visitare una quantità di luoghi sacri sarà inutile sino a quando l'uomo non eliminerà il male nella sua mente.

Solo cosi potrà raggiungere lo scopo della propria esistenza.

L'essenza di tutte le azioni, la chiave, la pietra angolare di tutto il karma,

la destinazione di tutte le strade, è la PUREZZA del Proprio CUORE

ed è questo che noi dobbiamo anzitutto capire.

Il dire di compiere una azione senza badare ai frutti, avrà certamente un significato!

La Bhagavad Ghita fa una distinzione fra swa-dharma e para-dharma.

Lo swa-dharma trascende le limitazioni dello spazio, del tempo, della casta, della religione e del credo.

Swa vuol dire Essere (Atma) così questo dharma è relativo all'Essere.

Il Paradharma è qualcosa in relazione con il corpo.

Tutti i dharma che hanno rapporto con il corpo come tale sono para-dharma

Potete essere certi che un giorno o l'altro questi dharma vi legheranno e vi faranno cadere.

Queste azioni compiute come Paradharma vi porteranno qualche gioia e qualche conforto,

ma nel corso del tempo, vi riempiranno di timore.

Quando voi svolgete riti e cerimonie, fate la carità, fate attività benefiche, dovete farle senza uno «yota» di ego, altrimenti queste vi legheranno sempre di più al ciclo delle vite e delle morti.

Questi karma svolti con il senso di attaccamento ai frutti vi daranno nuove nascite ancora ed ancora,

così come quelli svolti con il senso dell'ego.

Anche il Paradiso che raggiungiamo, a causa di attività benefiche, non è permanente.

Una volta esauriti i meriti dovremo tornare sulla terra.

Dovremmo invece raggiungere la destinazione dalla quale NON c'è ritorno e quindi capire la nostra Vera Natura,

la Nostra Vera Forma, la Nostra Verità.

Una volta che avrete REALIZZATO Voi Stessi, non vi sarà più bisogno di cercare niente altro.

Questo Supremo Sapere si ottiene attraverso il Nishkama Karma, cioè attraverso azioni prive di ego.

Le vostre azioni, qualunque esse siano, fare rituali o pellegrinaggi o imparare le sacre scritture sono fatte per PURIFICARE il CUORE e per raggiungere lo stadio in cui potrete svolgerle senza il desiderio dei loro frutti.

Il CUORE di un uomo che riesce a purificare la sua mente dalle tendenze maligne,

DIVENTA veramente il TEMPIO della PURA REALTA'.

È stato detto che il controllo dei sensi per far volgere la mente verso l'interno non è possibile perché la mente stessa è come una scimmia pazza che lo impedisce.

Pertanto la VERITA' di come Dio può essere raggiunto ha bisogno di essere approfondita e capita.

Tutte le azioni benefiche produrranno dei frutti che dovremo mangiare un giorno.

MANAVASA vuol dire «colui che crede in se stesso».

Chi crede nella propria forma? Qual è questa forma?

Non certamente il corpo, fatto dei cinque elementi e perituro, che è solo uno strumento!

Qualunque azione fatta con questo corpo non potrà certo portarvi faccia a faccia con PURA REALTA'.

La Trasformazione della mente invece è indispensabile.

Da tempi immemori, per intere ere (Yuga) l'uomo ha compiuto azioni che lo hanno portato ad essere coinvolto in questo ciclo vita-morte. Pochi sono stati capaci di capire la VERA ESISTENZA che è Permanente ed Eterna.

Gente altamente istruita, scolastici ed intellettuali ad alto livello, hanno compiuto nobili atti e perseguito nobili scopi, ma non sono stati capaci di capire la loro destinazione.

Essi non hanno fatto nessuno sforzo per capire il segreto della vita.

Ecco ciò che deve essere fatto per prima cosa.

È risaputo che si debba tornare da dove si è partiti, ma da dove siamo partiti?

Qual è il primo luogo? Qual è la nostra destinazione?

Noi consideriamo il nostro corpo una cosa permanente ma esso è come una casa affittata.

Noi stiamo facendo un viaggio e su questo non c'è dubbio, ma dove stiamo andando?

Coloro che lo sanno conoscono l'ESSERE.

Il mondo che vedete intorno a voi non è che illusione.

Ma, dovete sapere, che in questa illusione c'è anche la VERITA'.

Fino a quando avete questo senso di dualità, questo mondo si profilerà all'orizzonte

ma quando riuscirete a vedere l'UNITA' in questa diversità, allora potrete capire la PURA REALTA'.

Ora vedete questa diversità nell'Unità ed è per questo che siete schiavi.

Dovremmo invece cercare di andare al di là e vedere il mondo dal punto di vista della PURA REALTA'.

Sia il bene che il male, andrebbero presi come doni della PURA REALTA'.



“QUANDO IO GUARDO VOI, GUARDO NELLA VOSTRA ANIMA, VEDO IL PASSATO, PRESENTE E FUTURO, VEDO LE VOSTRE AZIONI COMUNI E QUELLE EVOLUTIVE.

IO NON VEDO VOI MA IL VOSTRO SE', IL VOSTRO CUORE, LA VOSTRA ANIMA CHE FA DI TUTTO PER ARRIVARE A ME, E QUANDO NE DIVENTA COSCIENTE ANCHE SOLO MINIMAMENTE, ARRIVA IL TEMPO IN CUI DECIDE DI EVOLVERSI E TROVA COSI' IL TEMPO MIGLIORE PER FARLO.

NON ABBIATE TIMORE QUANDO SENTITE CHE QUALCOSA CHE VI SEMBRA IMPOSSIBILE E' ARRIVATO; IN REALTA' HO TOCCATO IL VOSTRO SE', E HO GIà GENERATO TUTTO CIò CHE SERVE PERCHE' TUTTO DIVENTI POSSIBILE, NON SOLO, MA HO ANCHE GENERATO LA STRADA PIU' BELLA CHE MAI POTEVATE IMMAGINARE.

LASCIATEMI LE PREOCCUPAZIONI E IO LE TRASFORMERO' IN LACRIME DI GIOIA, PERCHE' SOLO IO HO VISTO, SOLO IO SO.

BABA."

ஐ AI DIVINI PIEDI DI LOTO ஐ

AUM SHRI BHAKTA JNANA PRADIPAYA NAMAH

Gloria a Colui che Accende la Scintilla della Devozione e della Conoscenza in Noi.

SAILOVE ஐ lasu ஐ

sabato 20 agosto 2011

Discorso su libero arbitrio e destino... come s'incontrano?

"Statua" Foto di Gustavo Piccinini


Questa che segue è una corrispondenza fra Tullia Parvathi Turazzi, Sara Laurencigh e Paolo D'Arpini sul tema del libero arbitrio e destino....


Lettera di Tullia Parvathi Turazzi:

Caro Paolo,
non credo al libero arbitrio o perlomeno non nel senso comunemente inteso. i grandi Maestri come Sathya Sai Baba o Raphael e altri lo dissero chiaramente il libero arbitrio appartiene totalmente a Dio o ad un essere realizzato nel SE...quindi parlare di scelta..mi fa sorridere.. chi sceglie e cosa? Siamo liberi?? No... solo l'uomo completamente integrato completo e divino è libero. Il karma i condizionamenti e il resto rendono l'essere umano prigioniero di uno schema .. ma vi è la possibilità di elevazione integrazione liberazione... ma solo quando l'essere ha percorso e riempito tutti gli spazi esperienziali possibili. chi sceglie chi agisce... Riguardo inferni e paradisi... sono anch'essi illusori e transitori.. luoghi intermedi post mortem.. transitori e impermanenti anch'essi.. Nulla nella Maya dura per sempre... nemmeno i paradisi e inferni vari, che alla fine vivono solo dentro di noi... fuori una proiezione soltanto... Solo L'IO SONO è eterno.. La mente da cui scaturisce e si proietta tutta la giostra chiamata creazione RESTA... il resto va e viene di era in era di pralaya in pralaya... Attori di una commedia che, abbassato il sipario e fatto un bell'inchino.. se ne torneranno a CASA... chi prima chi dopo.. non credo a perdizioni eterne tuonate dai pulpiti. Credo all'Amore che tutto comprende e che a tutti i suoi frammenti, darà la chance di tornare a Casa.. come ogni Madre degna di questo nome farebbe coi propri figli.. anche col figliol prodigo...e siste solo l'infinita Coscienza eterna e beata.. che ride dei nostri paradisi come dei nostri inferni... Cosi è il mio sentire.. Shanti Om - Tullia

...........

Commento di Sara Laurencigh:

Sì sì,come dice Tullia non esiste il libero arbitrio... o meglio - secondo me - possiamo sicuramente decidere se andare a Roma piuttosto che a Milano il punto è che a parte la differenza di paesaggio, più o meno bello, le esperienze a livello di messaggi che si devono trasformare in consapevolezza saranno identiche o comunque l'insegnamento se deve arrivare.. arriva, ...se è il momento. Che poi arrivi con una carezza piuttosto che una sberla.. e vabbè dipende da quanto siamo elastici.
Per parlare di libero arbitrio bisognerebbe conoscere il percorso della propria anima e la sua voglia di sbocciare come una rosa.
Quello che voglio dire è che arriva un momento in cui le cose devono accadere per forza, sta a noi ascoltare e metterci nelle condizioni migliori.
Se conosco l'inizio (nel senso di inizio e non di nascita, perchè non è la stessa cosa) e la fine si comprende che l'unica libertà che ha l'essere umano è di decidere consapevolmente di impegnarsi a conoscere Dio.
Sara

.......

Commento di Paolo D'Arpini

Ramana Maharshi andava persino oltre dicendo che anche le più piccole azioni sono preordinate, aggiungendo che l'unica libertà che abbiamo è quella di rivolgere la mente verso il Sè... Parimenti affermava il santo Sai Baba di Shirdi..

Se vuoi puoi leggere un compendio di testi su questo argomento che ho scritto nel tempo, di cui uno è quello che segue:

Ci si pone una domanda, da dove sorge? Diamo una risposta da dove è venuta?
Ora, ad esempio, son qui che mi interrogo sulla realtà del manifestarsi della nostra vita. Essa è compiuta da un insieme di forze ed elementi congiunti che si combinano secondo loro leggi, o dettami del caso, oppure è il risultato di un agire volontario che cerca in tutti i modi di forgiarne forma e contenuti? Questo investigare è alla base di ogni concettualizzazione ed azione fisica o metafisica… Nel tentativo di capire la natura del nostro pensare ed agire si sono già interrogati gli uomini che ci hanno preceduto e sarà così per quelli a venire…. E la risposta?

Questo testo, ad esempio, che io sto scrivendo e che tu leggi (presupponendo che qualcuno lo legga..) da dove nasce? Le idee in esso contenute come hanno potuto affiorate nella mente, come sono condivise e comprese dall’ipotetico lettore? Il lettore comprende la tematica quindi significa che egualmente si è posto il dilemma… In ogni caso è codesto scritto il risultato di una libera scelta, un elaborato con un intento preciso, derivante da un processo volontario, da una decisione di mettere in atto l’azione del pensare e dello scrivere? O piuttosto è conseguenza di una serie di impulsi auto-generati che si uniscono sino a formulare quest’articolo?

Seguendo un ipotetico processo razionale, di primo acchitto, sarei portato a rispondere che sì, questo scritto è frutto della mia decisione, è il risultato di un mio personale ingegno compositorio che prende questa forma descrittiva, impiegando le figure di un ragionamento filosofico…

No, non ne sono sicuro… Non ne sono sicuro perché “capisco” od intuisco che il mio ragionamento è definibile solo dopo che spontaneamente e senza alcuna intenzione da parte mia è apparso nella mia mente. E’ “apparso” e da dove? Il meccanismo della comparsa dei pensieri è un aspetto sconosciuto ed in conoscibile, essi sorgono da un non si sa dove…. Solo in seguito al loro presentarsi dinnanzi alla nostra coscienza possiamo affermare “ho pensato a questo…”. Insomma facciamo nostri i pensieri dopo che ci son venuti incontro dal nulla, li possediamo come qualsiasi altro oggetto che chiamiamo nostro (pur essendo in realtà della terra)… ed allora il senso del possesso è solo indicazione continuata d’uso, un uso comunque limitato nel tempo e nella qualità del suo godimento… Ogni cosa che definiamo “nostra” o nella quale ci identifichiamo, come “il mio corpo” -ad esempio- o “la mia mente” è in verità nostra solo per una consuetudine di impiego e di presenza. Quando sogniamo siamo avvezzi ad identificarci con uno dei personaggi del sogno e percepiamo questo personaggio come un “me” che si rapporta con altri personaggi operanti in un mondo, tutto il sogno in realtà si presenta davanti alla nostra coscienza e su di esso non abbiamo alcun controllo operativo, anche se, come nello stato di veglia, riteniamo di agire con uno scopo, ottenendo risultati oppure fallendo nell’ottenerli.

Dico “come nella stato di veglia” per inserire una rapida analogia comparativa con la realtà del nostro operare da svegli…. Chiamiamo il nostro agire nel mondo il risultato di un libero arbitrio e ce ne facciamo, di fronte a noi stessi ed agli altri (esattamente come nel sogno), responsabili, accettiamo lo sforzo del tentativo di raggiungere uno scopo, ci sentiamo frustrati se falliamo nel conseguimento, consideriamo che le nostre azioni sono legate ad un processo di causa ed effetto, ci arabattiamo nel cercare di prefigurarci un fine, per poi eventualmente pentirci e cercare il suo contrario.

Le religioni hanno utilizzato questo processo del divenire e dell’instabilità della mente e del desiderio di un risultato (immaginato come stabile e definitivo ma vano) per ordinare la vita di ognuno in termini di “responsabilità diretta” con successivo premio finale in veste d’inferno o di paradiso.

Nel dualismo religioso, sociale, o ideologico, nella separazione dal Tutto, l’unica cosa che si può fare è cercare di ottenere buoni risultati utilizzando la propria volontà, da noi definita libera scelta, illudendoci così di pervenire a qualche esito che ingenuamente definiamo la “risposta” alla nostra ricerca materiale e spirituale. Premio e castigo sono nelle nostre mani… e con questo peso sul groppone “commerciamo” e “speculiamo” con e su Dio –se crediamo il lui- oppure con la Natura e le leggi della giungla –se siamo atei materialisti- oppure facciamo come i superstiziosi che dicono “non è vero … ma ci credo!” finendo un po’ di qua ed un po’ di là della barricata immaginaria, o magari, come spesso avviene alla maggioranza di noi, cercando tout court di dimenticare il problema immergendoci nella soddisfazione delle esigenze e necessità quotidiane.

Ma l’enigma ritorna…. È un qualcosa di sconosciuto ed in conoscibile che torna a perseguitarci… Alla fine diamo la colpa agli Dei ed alla forza del destino! Infatti noi osserviamo per esperienza diretta che alcune cose che abbiamo intenzione di raggiungere ci sfuggono, mentre altre che aborriamo accadono.

“Possiamo definire questa forza che fa accadere ogni cosa Dio oppure “swabava”, che significa l’inerente natura di ognuno – diceva Anasuya Devi quando mi trovavo a Jillellamudi – aggiungendo che “questa forza si manifesta non solo negli eventi naturali e ciclici ma anche nell’inaspettato e persino nel tentativo dell’uomo di controllare l’inaspettato, e persino nel senso di aver noi deciso di compiere un determinata azione o corso di azioni”.

Come dire che questa “forza” assume la forma di compulsione interiore e che noi, facendo nostra la formulazione, definiamo “libera scelta”… Insomma la libera scelta non è altro che lo svolgimento mentale consequenziale allo stimolo interiore ricevuto, il modo banale attraverso il quale quella “forza” o “swabava” ci fa compiere l’azione “volontariamente”.

Ciò non toglie che nel nostro io, almeno quel riflesso mentale della coscienza che definiamo “io”, siamo perfettamente convinti che l’azione compiuta è frutto di una nostra decisione, che il pensiero osservato è nostro proprio, che questo scritto è da me arbitrariamente redatto, che tu stai leggendo di tua propria opzione.

“Ma i frutti del nostro agire non sono permanenti – diceva Ramana Maharshi – ed il rincorrerne i risultati ci rende prigionieri dell’oceano del “karma” (il divenire attraverso l’azione), impedendo la comprensione della vera natura dell’Essere”

Ciò significa che le azioni da noi compiute con uno scopo, e con appropriazione identitaria del compimento, ci portano ad esperimentare piaceri e dolori. Essi sono in verità limitati nel tempo ma lasciano dei semi nella mente, causa di una successiva fatica nell’evitare o perseguire certe azioni. Questi semi (detti in sanscrito “vasana”) ci spingono in una serie apparentemente infinita di coinvolgimenti ed atti, legando la nostra attenzione al mondo esteriore ed impedendo la scoperta della nostra vera natura interiore. Perciò nell’intendimento dato all’azione non può esserci affrancamento dall’io (ego), che è limitato al corpo mente.

Si potrebbe obiettare che se non c’è intendimento nemmeno l’evoluzione è possibile, né il miglioramento della propria condizione…. Eppure accettando la crescita spontanea alla quale la vita spontaneamente tende (come è nei fatti comprenderlo) saremo “liberi” di portare a termine tutte quelle azioni che naturalmente vanno nella direzione della crescita, ad adempimento dell’ispirazione interiore, senza assumercene l’onere….

Chiamarlo “arrendersi” alla propria inerente natura o svolgimento del proprio dovere karmico (dharma) a questo punto non importa, succede e basta!

Paolo D’Arpini



.............

Altri articoli sullo stesso tema:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=libero+arbitrio+destino