Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

lunedì 27 aprile 2020

Spillover - un libro per capire queste epidemie

Oggi, 27 aprile 2020, primo giorno di ritorno al lavoro dopo 15 e prima altri 15 giorni a casa o in part time o in ferie, causa riduzione del lavoro.
Tornata a casa ho fatto un ottimo pranzetto con polenta riscaldata che avevo preparato ieri, con un buon sughetto di pomodoro e un buon parmigiano della vicina azienda agricola Passini. La frutta l'avevo mangiata per merenda. Un bel riposino era quel che ci voleva, dopo la sveglia più mattutina dei giorni precedenti. Al risveglio ero un po' suonata quindi mi sono preparata un caffè, ho telefonato a Paolo e ho lavato il piatto e la padella. Voglia di leggere ne avevo, ormai mi sono talmente abituata..... ma cosa? Ora avevo in "lavorazione": 
1) Il meraviglioso Mago di Oz,
2) La via spirituale macrobiotica,
3) L'orto da zero (edizioni Pentagora di Massimo Angelini),
4) Spillover. Quest'ultimo l'avevo preso in mano per  leggerne un po', per l'ultima volta, ieri, ma avevo deciso di lasciarlo perdere fino a fine emergenza covid, perchè, specialmente alla sera, mi angosciava un po', trattando di malattie infettive emergenti o già emerse abbondantemente, in cui gli animali hanno un ruolo. Causate da microorganismi o virus che , dopo aver vissuto per anni o secoli negli animali, ad un certo punto fanno il salto di specie (Spillover). Parla quindi, tra l'altro di Ebola, Malaria, psittacosi, febbre Q, SARS, hendra, erpes B, malattia di Lyme, ecc. e ne parla come se parlasse di un'avventura, con scenari e interpreti, andamento e conclusioni i più vari. A volte scoperti in maniera casuale e rocambolesca, grazie a studi di tanti ricercatori sparsi per il mondo, più o meno collegati fra loro . Molto avvincente, ma, per me, anche un po' angosciante. Sono riportate alcune storie di persone che hanno contratto alcune di queste malattie nelle maniere più impensate (o forse ci potevano pensare!) , per un morsetto di scimmia o per aver toccato il guano di pipistrelli entrando in una grotta piena di questi animali in Africa. Situazioni a cui per ignoranza non pensiamo, quando magari andiamo a fare un viaggio in un paese esotico. E ne sono morti.

Ma nonostante il pensiero di abbandonare momentaneamente questo libro, oggi mi è venuta voglia di proseguire. Pomeriggio, luce viva nel cielo, uccellini che gorgeggiavano e allietavano il mio starmene sulla terrazza, in mezzo a tante piante più o meno rigogliose e che comincio ad amare quasi più che gli animali.
Beh, comincio a leggere e..... dopo appena 2 pagine il libro era finito! Si, perchè le ultime 50 pagine (è un libro di 600) sono di note e bibligrafa. Mi è dispiaciuto, ormai mi ero affezionata all'autore,al suo modo di scrivere così avvincente, alle storie raccontate. E anche all'insegnamento che rappresenta. Ma dovrò rileggermelo una seconda volta per assimilarlo a pieno. 
Per ora quello che ne ho ricavato è che l'uomo ha spadroneggiato troppo su questa Terra. Siamo troppi e troppo consumisti e distruttori dell'ambiente naturale. Certi animali selvatici vanno lasciati tranquilli nel loro habitat, senza andarli a disturbare. La distruzione delle foreste, l'occupazione di tanta parte dei territori con allevamenti, miniere, zone turisticizzate ha fatto si che la presenza degli esseri umani, assieme eventualmente a specie animali domestiche, sia stata disturbatrice di un equilibrio. Certi agenti patogeni, che hanno sonnecchiato per chissà quanti secoli nelle loro specie serbatoio, venendo a contatto con l'uomo, così abbondante su questa Terra, casualmente, senza intenzione (la Natura non è mai "cattiva" volontariamente) hanno provato a vedere se quell'individuo, nuovo per loro, poteva essere un buon terreno di coltura e, a volte, l'hanno trovato. A volte comunque si capisce che è un destino aberrante e che non ha un gran futuro. A volte invece la penetrazione nella nostra specie perdura e causa grossi danni (vedi AIDS).
Quindi: rispettare gli ambienti naturali, con le loro specie di animali selvatici, senza troppa commistione.

Il libro è stato scritto prima della pandemia di Coronavirus che stiamo vivendo, ma chissà che questa non rappresenti The Big One, paventata nel libro , scritto nel 2014. L'autore, David Quammen, ha scritto recentemente un articolo, pubblicato anche sul Manifesto, "https://ilmanifesto.it/david-quammen-questo-virus-e-piu-pericoloso-di-ebola-e-sars/, la cui lettura mi aveva stimolato ad ordinare e a leggere (e forse a rileggere) questo libro, che deve essere costato all'autore un lavoro di anni di studio, viaggi, interviste e raccolta di dati e notizie. Veramente prezioso. Lo consiglio a tutti. Specialmente a chi vuole capire.
Caterina Regazzi

sabato 25 aprile 2020

Aprile 1945...


San Martino nel Salento, tra eventi e mare - La Stampa - Ultime ...

Ecco, la guerra è finita.
Si è fatto silenzio sull’Europa.
E sui mari intorno ricominciano di notte a navigare i lumi.
Dal letto dove sono disteso posso finalmente guardare le stelle.
Come siamo felici.
A metà del pranzo la mamma si è messa improvvisamente a piangere per la gioia,
nessuno era più capace di andare avanti a parlare.
Che da stasera la gente ricominci a essere buona?
Spari di gioia per le vie, finestre accese a sterminio,
tutti sono diventati pazzi, ridono, si abbracciano,
i più duri tipi dicono strane parole dimenticate.
Felicità su tutto il mondo è pace!
Infatti quante cose orribili passate per sempre.
Non udremo più misteriosi schianti nella notte
che gelano il sangue e al rombo ansimante dei motori
le case non saranno mai più cosi ‘ immobili e nere.
Non arriveranno più piccoli biglietti colorati con sentenze fatali,
Non più al davanzale per ore, mesi, anni, aspettando lui che ritorni.
Non più le Moire lanciate sul mondo a prendere uno
qua uno là senza preavviso, e sentirle perennemente nell’aria,
notte e dì, capricciose tiranne.
Non più, non più, ecco tutto;
Dio come siamo felici


(Aprile 1945 – Dino Buzzati)


Aprile 1945 di Dino Buzzati

venerdì 24 aprile 2020

"L’epidemia sembra stia divenendo un laboratorio per sperimentare forme nuove di governo contrarie ai principi costituzionali."

Coronavirus? Effetti su economia e geopolitica. Ma la Cina può ...

“Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalle Costituzione, la resistenza all’oppressione è un diritto e un dovere del cittadino”

"L’epidemia sembra stia divenendo un laboratorio per sperimentare forme nuove di governo contrarie ai principi costituzionali."

"Dobbiamo chiedere di uscire subito da questo preteso stato di eccezione!"



La Camera Penale di Trieste, 20 Aprile 2020:

"Provvedimenti eccezionalmente limitativi delle libertà fondamentali dei cittadini."
"Dubbia costituzionalità delle forme di decretazione assunte dal Governo e assenza di logicità e proporzionalità tra le esigenze sanitarie e le limitazioni imposte ai cittadini"
"Tutto ciò non può essere più accettato. La creazione di stati di emergenza permanenti è divenuta una prassi degli Stati contemporanei che si definiscono democratici."

"Giuseppe Dossetti, giurista e uno dei componenti più attivi nell’Assemblea Costituente, propose un articolo che doveva prevedere che “quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalle Costituzione, la resistenza all’oppressione è un diritto e un dovere del cittadino”. L’articolo non fu approvato ma questo rimane un monito in uno Stato di diritto."

"La vigilanza per far rispettare queste norme si è trasformata, di ora in ora, in
 una caccia all’untore, una gara delle forze dell’ordine a contestare il maggior numero possibile di sanzioni, instaurando un inaccettabile controllo capillare di polizia che non ha precedenti nella storia repubblicana."

" Dobbiamo chiedere di uscire subito da questo preteso stato di eccezione! "



------ TESTO INTEGRALE 



Sentinella, quanto resta della notte? (Isaia 21,11)

L’Italia è alle prese con un’importante emergenza sanitaria. In modo diverso da altri paesi europei, altrettanto coinvolti dalla pandemia da Covid 19, a due mesi dalle prime notizie di un’emergenza sanitaria nel lodigiano, continuano a essere mantenuti in vigore provvedimenti eccezionalmente limitativi delle libertà fondamentali dei cittadini.


La popolazione nelle prime settimane ha accolto le nuove regole con grande senso civico. Si è dimostrata partecipe degli eventi luttuosi che stavano colpendo in particolare la Lombardia rimanendo nelle proprie abitazioni, sventolando bandiere e riorganizzando la propria vita familiare e lavorativa, in attesa di un segnale di
conclusione dell’emergenza. La dubbia costituzionalità delle forme di decretazione assunte dal Governo e l’assenza di logicità e proporzionalità tra le esigenze sanitarie e le limitazioni imposte ai cittadini, a molti sono apparse evidenti. Incomprensibili erano e sono le ragioni di impedire ai cittadini di frequentare luoghi isolati e di consentire ai genitori di accompagnare i loro figli, con i quali convivono l’intera giornata, ad esempio a fare la spesa.


Ora tutto ciò non può essere più accettato. La creazione volontaria di stati di emergenza permanenti è divenuta una prassi degli Stati contemporanei, anche di quelli che si definiscono democratici.


Vogliamo ricordare come Giuseppe Dossetti, giurista e uno dei componenti più attivi nell’Assemblea che predispose il testo della nostra Costituzione, propose un articolo che doveva prevedere che “quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalle Costituzione, la resistenza all’oppressione è un diritto e un dovere del cittadino”. L’articolo non fu approvato ma questo rimane un monito in uno Stato di diritto.
I provvedimenti più recenti che il Governo e le Regioni in queste settimane hanno adottato, invece di ripristinare le regole di vita quotidiana, hanno ulteriormente ristretto, con dettagli propri del peggiore burocratismo, le maglie dello spazio di libertà concesso agli individui, imponendo comportamenti, quali ad esempio l’obbligo di circolare, anche in assenza di altre persone, pena una pesante sanzione pecuniaria, con mascherine che le autorità si sono dimostrate persino incapaci di fornire ai cittadini. Misure incomprensibili laddove si consideri che, nel pieno dell’emergenza, non erano state ritenute necessarie e che la gran parte del mondo scientifico le ha ritenute inutili ove si mantenga l’opportuno distanziamento.


La vigilanza per far rispettare queste norme, essenzialmente a carattere di prudenza, invece di essere declinata con le forme di un orientamento o invito delle persone ad assumere comportamenti più consoni alla situazione sanitaria del paese, si è trasformata, di ora in ora, in una caccia all’untore, una gara delle forze dell’ordine a contestare il maggior numero possibile di sanzioni, instaurando un inaccettabile controllo capillare di polizia che non ha precedenti nella storia repubblicana. Un clima che ha avuto il suo epigono durante le feste pasquali che hanno visto il dispiegamento da parte delle forze dell’ordine e dell’esercito di uomini e mezzi, anche di elicotteri e droni, allo scopo di individuare persone ree solamente di essersi allontanate di qualche centinaio di metri dalla loro abitazione in città e luoghi pressochè deserti. Ciò ha fatto riemergere, in una seppur minima parte della popolazione, pruriti delatori che ci si augurava rimossi in una società incline alla solidarietà e alla convivenza, piuttosto che infestata da elementi psicologicamente turbati, e come tali funzionali al sistema di controllo. Una condizione questa che sembra essere stata artatamente favorita per celare le evidenti falle nel sistema della prevenzione, emergendo d’ora in ora, la sottovalutazione, se non il deliberato occultamento, dei luoghi di diffusione del contagio.


E’ stato fermato un intero paese, le sue attività economiche, la vita sociale in tutte le sue forme, la pubblica amministrazione, sono stati chiusi i palazzi di giustizia, interdicendo persino l’accesso ai luoghi di culto e agli spazi naturali, a conforto dell’anima e del corpo, senza che venissero adeguatamente individuate e isolate, informando la popolazione, quelle che erano le prevedibili aree di maggiore pericolosità di contagio.
L’epidemia sembra stia divenendo un laboratorio per sperimentare forme nuove di governo contrarie ai principi costituzionali. Un esempio per tutti è quello di rivedere il sistema processuale, in particolare quello più delicato che ha la funzione di accertare la responsabilità penale dell’individuo, allontanando dalle aule gli avvocati, favorendo soluzioni di partecipazione ai processi che lascino gli imputati privi di un’effettiva difesa. Società infetta, diritto penale corrotto.


La proposta di utilizzo di app volte al contact tracing, poi, deve necessariamente fare i conti con il principio di proporzionalità della misura che si vuole adottare e passa attraverso una preliminare verifica dell’insufficienza degli ordinari metodi utilizzati dalla scienza epidemiologica ove correttamente attivati, pena il pericolo di un’inutile quanto invasiva imposizione diffusa di una sorta di braccialetto elettronico.


I penalisti italiani, per il ruolo che nella storia hanno avuto, in particolare in questo momento dominato da derive populistiche e bassi opportunismi politici, devono insorgere contro regole liberticide e la brutalizzazione del sistema e dei rapporti sociali, ricordando come le ragioni di una filosofia liberale siano quelle di ogni consociato. Penalisti italiani, dobbiamo chiedere di uscire subito da questo preteso stato di eccezione!

Trieste li 20 aprile 2020


Camera Penale di Trieste
Prof. Sergio Kostoris
Presidenza
giadrossi@studiolegalegiadrossi.it
tel. 040/360232 – fax 040/660322
34122 TRIESTE Via Santa Caterina da Siena 5



Coronavirus: libertà fondamentali, privacy, diritti e limitazioni ...

giovedì 23 aprile 2020

Caterina ai tempi del Coronavirus

Oggi, 23 aprile 2020, sono qui alla mia nuova postazione "computer", allestita per l'occasione in camera di mia figlia Viola. Lei è da più di un mese che, a causa del lockdown non viene più, quindi mi sto un po' "allargando". A volte penso anche di dormire nel suo letto, più che altro perchè lì ci dorme, praticamente tutte le notti, la nostra micina, tanto dolce e che si fa fare un sacco di coccole ma che non ne vuole sapere di dormire sul mio lettone. Lì invece, spesso e volentieri, ci dorme Romeo, specialmente da quando lunedì mattina è tornato a casa con un piede malmesso e gonfio. Ho approfittato di questo per uscire e portarlo dalla veterinaria (ma ce l'avrei portato comunque), comunque, sono queste occasioni ghiotte di motivazione e scusa per prendere una "boccata d'aria" sia in senso reale che psicologico. 

Si, perchè tranne durante i primi giorni in cui stavo benissimo a casa da sola, vedendo solo i vicini passare quando mi polleggiavo sulla terrazza a leggere (quanto ho letto i primi giorni!) ora le mie "libere uscite" cominciano a mancarmi.
Ho cercato di organizzare la giornata da quando sto a casa, in maniera un po' routinaria: al mattino , per prima cosa telefonata all'amato Paolo, poi colazione, cibo ai gatti e un po' di informazione dal computer e se ne trovo di mio gradimento, meditazione, magari mindfullness, con Nicoletta Cinotti che ringrazio (anche se lei non lo sa), preparazione di un pasto semplice a base di verdure per lo più. Qualche volta, quando ho bisogno di un po' di colore e un pizzico di allegria, una bella pasta al pomodoro. I primi giorni cucinavo molto e ho messo in freezer anche alcune cosette per averle di scorta: delle verdure al forno, alcuni pezzi di pizza fatta da me, il mio pane col lievito madre, non ottimo ma decente (dovrò fare questo benedetto corso con Monica Mancini), ora, passando i giorni sto meno ai fornelli.

Dopo pranzo, che faccio sempre prestissimo, mi concedo un riposino: a volte dormo, a volte no. Anche secondo quanto e come ho dormito alla notte: all'inizio dormivo benissimo, ultimamente faccio spesso un po' fatica ad addormentarmi, nonostante la melatonina. Allora ho pensato che devo stancarmi un po' di più. Da subito ho steso il tappetino ginnico in sala e faccio spesso, quasi tutti i giorni, un po' di Yoga e per questo devo ringraziare due amiche: Barbara Rossetti che quasi ogni giorno si collega via facebook e fa o meditazioni o esercizi di yoga e Graziana Leoni che mette su youtube delle lezioni di yoga complete, un po' come quelle che facciamo nel suo studio, divise in più capitoli. Io cerco di farne uno tutti i giorni. Un pomeriggio, dopo aver letto che Nelson Mandela, ogni giorno, durante i suoi 27 anni di carcere, correva per un'ora sul posto, ho corso un po' anch'io. Questa forse sarebbe una cosa molto buona per scaricare il fisico. Anche se non mi sento affatto nervosa è ovvio che stare a casa per tanto tempo, da una parte rassicura sul fatto di non prendersi il virus, ma dall'altra infiacchisce. E deprime un po'.
Una parte importante della giornata sono le telefonate: oltre quella al mattino con Paolo, le altre due "canoniche" sempre con lui (pomeriggio e sera), più qualche altra occasionale, sempre con lui, le telefonate con le amiche e le mie tre cugine: ormai ho fatto quasi il giro, posso ricominciare. Veramente ci sono quelle più "telefonatrici" (Grazia e Rosalba), con cui ci siamo sentite più volte, altre che non mi azzardo a chiamare più spesso, per paura di disturbare (Monica, Mara,  Antonella, Valeria, Mara T., Maria M., Marinella, Nelly,  Maria B., Nina, Adriana, Lucia, Fabrizia, Maria Pia, Rossella, Fiorella, Margherita, Giancarla, Nadia....).Non voglio fare la parte della "lagnosa" che ha bisogno per forza di parlare con qualcuno. In realtà è così. Ma in questo momento sento come una inutilità della mia persona - scherzo ovviamente, ma in un periodo in cui ci sono persone che fanno veramente tanto per la nostra salute, o per alleviare le difficoltà altrui, a rischio della loro stessa salute, a me sembra di prenderla un po' troppo comoda. Così ho la fanciullesca illusione che forse ricevere una telefonata possa contribuire ad alleviare il disagio che specialmente alcune persone possono provare in questo periodo e far sentire vicini, anche se lontani. Lo so, non è molto ed è anche un po' da presuntuosi, ma di più non so fare.
Due passi se proprio ne ho voglia, o un giro a far la spesa al negozio bio (mi dispiace, ma la Coop fino a fine lockdown non mi vede più, con quelle code chilometriche di un'ora per comprare due cose....).
Un altro momento importante è la meditazione serale, dopo la frugale cena,  spesso, quasi tutti i giorni, con Daniel Lumera, che ringrazio (ma anche lui questo non lo sa.)
C'è da dire anche che è più di un mese ormai che con qualche interruzione, per un motivo o per l'altro, non vado al lavoro. Lunedì prossimo ricomincio. Vedremo come andrà. Nel frattempo spero che le linee che disegnano l'andamento dei contagi in Italia e in Emilia Romagna continuino ad abbassarsi e che le terapie che si stanno scoprendo e che sembrano via via sempre più efficaci, tanto da far si che non siano più necessari tutti questi ricoveri, siano ben diffuse e conosciute all'interno della medicina di base (MMG). A quel punto il covid potrebbe benissimo non fare più paura e si potrebbe affrontare e superare serenamente la malattia da un numero sempre più grande di persone in modo da poter avere quella immunità  di gregge che, stavolta, a mio modesto parere, sarebbe veramente utile. 
Concludendo comunque non posso che considerare questo periodo, positivo. Non purtroppo per chi è morto e per chi ha subito danni fisici, ricoveri, e per chi ha avuto e ha problemi economici, non potendo svolgere il suo lavoro.  Lascio perdere le polemiche, anche se. qualcosa contro il lockdown organizzato in questo modo, avrei qualcosa di dire.
Senza parlare di chi è morto da solo in un letto di ospedale. Terribile per chi muore e per chi rimane. Penso non sia da augurare neanche al proprio peggior nemico.
Ci siamo resi conto che si può vivere con meno, da tanti punti di vista.Ci siamo resi conto di cosa è veramente importante e delle persone che amiamo e che desideriamo vicine.
E tra le cose che sono importanti per me e fanno ormai parte del mio modo di essere ci sono la meditazione e la spiritualità, che è essere con sè stessi e col tutto contemporaneamente. Di questo ringrazio Paolo che mi sta accompagnando in questo percorso.
Tante altre cose ci sarebbero da dire e tante persone, pur nella loro lontananza, ci sarebbero da ringraziare. Solo una persona voglio citare,, che è sempre nei miei pensieri, la prima e l'ultima in questo mio breve scritto: mia figlia Viola che sta vivendo la sua vita con forza e determinazione, senza darmi pensieri, anzi, standomi vicina per quello che può. Grazie , figlia mia. A presto (a tutti)
Caterina Regazzi

lunedì 20 aprile 2020

Il Gruppo dell'8 ad un anno dalla sua creazione

Per sapere di cosa trattano i Gruppi dell'8 vedere qui: http://retedellereti.blogspot.com/2019/06/il-potere-dell8-10-minuti-di-tempo-ben.html

Cari amici/amiche del gruppo dell'8, l'incontro domenicale di marzo e la festa che avevamo pensato di fare per il nostro anno di "attività" è stata sospesa per i motivi che sappiamo.
Io sento il bisogno, anche se possiamo farlo solo via mail, di scambiarci le nostre riflessioni su cosa ha significato per ciascuno di noi questa esperienza e se siamo sempre dell'idea di portarla avanti.
Aspetto vostro riscontro.
Un abbraccio a tutti
Tiziana 


Carissimi tutti, molto sinteticamente vi dico che mi mancano i nostri incontri e non vedo l'ora di ricominciare..il gruppo ha significato molto per me, ha dato corpo a idee e pensieri che chiedevano una condivisione per realizzarsi, ha offerto stimoli interessanti, ci ha fatto conoscere nuove persone e rinsaldato vecchie amicizie, e tanto altro ancora c'è da scoprire in questa bella avventura che stiamo vivendo insieme anche a distanza.
Con affetto e sincera amicizia
Grazia


La mail di Grazia mi induce a rispondere anch'io allo stimolo di Tiziana. L'esperienza del gruppo la valuto nel complesso positiva, più che altro perchè da modo di riflettere e di stimolare l'attenzione su quelle che possono essere le nostre intenzioni sul nostro essere e sul nostro  rapporto con gli altri. Diciamo che mi stimola all'altruismo, cosa per me non indifferente. Questo effetto però lo provo prevalentemente durante gli incontri in presenza, meno in quelli in ognuno è a casa propria.  
Comunque anch'io ho la speranza di non dover attendere troppo il prossimo incontro in cui potremo parlare dal vivo di queste ed altre questioni.
Per ora auguro tanta serenità a tutti, senza dimenticare che per tante persone questo può essere, per tanti motivi che non sto qui ad elencare, un momento di difficoltà. Potrebbe essere lo spunto per un prossimo intento: "La nostra intenzione è che chi in questo momento si trova in difficoltà di salute, psicologiche, economiche, organizzative, possa trovare il proprio equilibrio e che comunque stia bene in ogni modo". Che ne dite?
Cari saluti a presto.
Caterina

Ciao a tutti, facendo una riflessione sull’esperienza dell’8, a parte i miei intenti che si sono realizzati prima ancora di proporli, ho notato che certe richieste sono state fatte all’ultima ora, come pronto soccorso da codice rosso.
In questi ultimi tempi, informati tutti della richiesta d’intenti, non è stato chiaro chi era presente e ho percepito dispersione. Per chi desidera non essere più informato può dirlo, la sincera amicizia non subirà nessun mutamento.
 Questa esperienza che tutti stiamo vivendo, credo ci dia una grande opportunità per guardarci dentro, e chiederci: QUAL’E’ IL MIO SOGNO?  possiamo scegliere di andare in quella direzione, giusta o no, a gli occhi degli altri.
Senza togliere l’attenzione a ciò che accade intorno a noi, certo, alcuni accadimenti, direste voi non possiamo farci niente, siete proprio sicuri? Abbiamo molte possibilità di scelte, ad esempio, come prenderci cura di più del nostro corpo, creare più armonia in TUTTE le nostre relazioni, e accorgerci che in noi c’è anche una parte dell’altro, che ci piaccia o no. Quando si sta bene la mente è più lucida, si fanno scelte più consapevoli, prendendoci la responsabilità delle nostre azioni.
Tornando all’intento dell’8, quando ci sarà permesso sarà una Gioia ritrovarci, magari anche per scambiarci i cambiamenti che stiamo sperimentando, e non ho dubbi porteranno ricchezza a tutti.
Con Amore fraterno.
Maria

Carissimo gruppo dell'8 :-)considero l'esperienza di quest'anno del tutto positiva, come lo sono le esperienze in cui mettiamo la nostra buona volontà per conoscerci meglio, cosa che per me è l'aspetto determinante della vita. Viviamo in un momento fortunato, in cui la conoscenza è davvero a disposizione della maggior parte di noi. Non resta che fare lo sforzo di coglierla, sforzo nel senso che è un impegno e una responsabilità, per il resto è una gioia, la gioia della conoscenza.Il gruppo dell'8 è stato per me una ulteriore possibilità, insieme ad altre che sto seguendo, come penso sia certamente per tanti di noi, di aiutarmi a restare centrata su obiettivi rinunciando al vittimismo, dunque a continuare a sviluppare chiarezza, determinazione, buona volontà, apertura al  mondo delle possibilità (perchè questo è per me il potere a cui ci apriamo). In diverse occasioni ho avuto la percezione che ci fossero effettivamente dei cambiamenti significativi dopo l'intento. Ma non dobbiamo recepire il cambiamento passivamente, come il seme della parabola deve cadere su un buon terreno per crescere, dunque bisogna perseverare nella direzione anche se tra gli inevitabili alti e bassi del caso. Credo che non avrei potuto desiderare un luogo migliore di quello che Maria e Tiziano ci hanno messo a disposizione: a loro un grazie davvero di cuore per la generosità e lo spirito di accoglienza. E' sempre stata una gioia per me ritrovarmi lì, non finisco mai di stupirmi per la sua bellezza e armonia, che d'altra parte due anime luminose e laboriose coltivano incessantemente! Anche grazie alla loro opera mi sembra che in questo luogo lo Spirito possa esser colto più facilmente ...
Voglio ringraziare tutti voi compagni di viaggio. Mi auguro di proseguire ma naturalmente lo decideremo tutti insieme. Credo che ancora per un po' non sarà possibile vederci di persona: questa è una grande opportunità di sperimentare e sentire la nostra connessione su altri piani.
Un abbraccio a tutti  Tiziana

Assemblato da Caterina Regazzi

domenica 19 aprile 2020

"Cambiare il mondo con un virus. Geopolitica di un'infezione" di Fulvio Grimaldi - Recensione




E' uscito il nuovo libro di Fulvio Grimaldi,  "Cambiare il mondo con un virus. Geopolitica di un'infezione", (Zambon Editore,160 pp, €12.00).

Viviamo nella morsa di coloro a cui è capitato di poter assumere un comando assoluto, senza precedenti, sulla nostra vita, sui nostri diritti fondamentali, violando Costituzione e ogni legge giuridica, morale, civile, umana. E’ il racconto di fatti, con relative riflessioni e analisi, che hanno alterato il nostro modo di vivere e di pensare come era successo solo nel capovolgimento che, con i successori di Costantino, a partire dal quarto secolo dopo Cristo, uccise una civiltà. Molto meno vi si può paragonare quanto abbiamo subito sotto occupazioni straniere, o nel fascismo. 

Tutta questa catastrofe nella quasi totale assenza di resistenza, come, invece, la percepiamo manifestarsi, alla faccia dei media occultatori, in altri paesi a noi vicini. Il tritapensiero, nel quale siamo stati inseriti da molti anni, ha di nuovo spurgato il dogma. Il libro annovera voci di scienziati, osservatori, pensatori liberi, che non si piegano alla terrificante manipolazione in atto. Riporta dati che smentiscono l’alluvione di propaganda intimidatrice cui ci sottopone il complesso scientifico-mediatico che si è completamente messo sotto i piedi la politica.. E, soprattutto, contiene una vasta disamina, che il lettore giudicherà azzeccata o meno, su cosa e chi ha preceduto, determinato, guidato, l’operazione coronavirus e su quali prospettive si prova a trarne sul piano dei rapporti di potere, sulle libertà individuali, collettive, nazionali e sugli assetti economici, sociali e geopolitici che ne dovranno sortire.


“Ci troviamo davanti a un vero scontro frontale tra le grandi multinazionali e gli stati. Questi subiscono gravi interferenze nelle loro fondamentali   decisioni   politiche,   economiche e militari da parte di organizzazioni mondiali che non dipendono da nessuno Stato, non rispondono delle loro attività a nessun governo e non sono sottoposte al controllo di nessun parlamento e di nessuna istituzione che rappresenti l’interesse collettivo. In poche parole, la struttura politica del mondo sta per essere sconvolta.” (Luis Sepulveda, scrittore, guardia del corpo di Allende, guerrigliero)

venerdì 17 aprile 2020

Vignola. A qualcuno non piace il verde...


Gruppo Acquisto Solidale di Spilamberto: Foto Visita Azienda ...

Carissimi vi scrivo per mettervi a parte di un mio grosso dispiacere del quale, magari, qualcuno di voi ha già avuto esperienza e ne è uscito brillantemente: di fronte a casa mia c'è un appezzamento di terra abbandonato da decenni (26 anni per la precisione). Confina con un ceraseto a cui il proprietario riserva trattamenti dall'odore a volte talmente nauseante che mi insegue attraversando le finestre chiuse (qualche volta sono andata a dormire da qualche altra parte in macchina).

Nel corso degli anni ho cercato di incoraggiare la vegetazione spontanea ed  ora ci sono tante bellissime piante, fiori ed erbe e tanti profumi.

Il proprietario del ceraseto da anni mugugna e minaccia, io cerco di evitarlo il più possibile (una volta sola all'inizio l'ho affrontato con un badile)e tengo annualmente ripulito il fosso d'irrigazione sul confine in questo pezzo davanti casa. Poi arriva ieri un contoterzista che mi dice che,visto che lui è per il mondo pulito e quelle piante selvatiche ormai sono uno scandalo ,volentieri farà quello che ha chiesto la proprietaria:spianerà tutto,abbatterà tutto arerà tutto. Contatto la proprietaria (che pur lasciandomi fare non ha mai accettato le mie reiterate proposte di affitto o comodato), che mi dice che è stata costretta a prendere questa decisione: il cerasicoltore minaccia pesanti azioni legali se non estirperà le immonde piante che gli impestano le ciliege. Quindi non ne resterà in piedi una.

Quando iniziai la riforestazione ero consapevole di non avere certezza alcuna sul suo futuro,ma adesso che ne vedo la fine mi chiedo se non ci sia proprio nessuna carta legale da giocare per salvare quello che è non solo per me un bellissimo regno di biodiversità.

ACCOLGO TUTTI I SUGGERIMENTI CHE MI POTETE DARE.


Azienda Agricola La Bifolca 

Azienda Agricola La Bifolca - Emilia Buona
GAS Vignola

domenica 12 aprile 2020

Il progetto dei Rosacroce: "Pace ed Etica..."



Per la terza volta in questo XXI secolo, l’umanità si trova ad affrontare una crisi senza precedenti. La prima risale al 2001 con l'attacco alle Torri Gemelle.
La seconda nel 2009 con il crollo del sistema bancario mondiale.
La terza nel 2020 con il Coronavirus. Sicurezza, economia e salute sono state successivamente scosse dalla violenza.

Sono tre atti di un'opera, la cui musica di sottofondo ha come ritornello il massiccio deterioramento dell'ambiente e di tutte le forme di vita.

Dopo lo shock iniziale generato dalle due crisi precedenti, l'umanità è tornata tranquillamente alle sue abitudini, alla sua voracità consumistica e al suo desiderio di divertimento costante. Solo una parte relativamente piccola dell'umanità ha sperimentato un salto di qualità nella sua presa di coscienza della precaria realtà nella quale l'umanità sviluppa la sua esistenza. E questa parte dell'umanità non ha smesso di porsi domande sul senso della vita. Questa parte dell'umanità ha proiettato la sua inquietudine nell'etere del mondo, sottolineando la necessità di porre il senso spirituale dell'esistenza al di sopra della sicurezza e dell'economia. È proprio questa parte dell'umanità che ha impedito ciò che sarebbe stata la cosa più normale da fare, e infatti sta accadendo in alcuni paesi governati da leader con un orientamento materialistico estremo: lasciare che il virus faccia il suo lavoro tranquillamente senza intaccare la produttività e le finanze, affinché dopo l'epidemia l'umanità si sbarazzi di ciò che - per quel tipo di persone - è un peso non produttivo molto costoso per le casse dello Stato: gli anziani, i malati e i disabili.

Questa parte dell'umanità, più attenta e dai valori etici molto forti, così come l'aspirazione a elevati valori spirituali, è senza dubbio la fonte di pressione psicologica sui leader mondiali affinché sacrifichino l'economia per salvare i deboli, gli anziani e le persone svantaggiate.

La domanda che ci si pone è quindi: che cosa accadrà dopo questa pandemia? Tornerà la lotta feroce delle varie tendenze politiche, ossessionate dai propri interessi e privilegi, invece di affrontare la pressante sfida di introdurre un nuovo stile di vita che non solo sia sostenibile e rispettoso dell'ambiente, ma che porti energicamente al rapido ripristino dell'equilibrio della natura?

Per la Rosacroce d'Oro e per tutti coloro che le sono uniti, queste crisi hanno anche un ulteriore vettore. C'è una prospettiva che, senza sottovalutare o indebolire tutto ciò che è stato già detto, le conferisce un carattere molto speciale.

Di che cosa stiamo parlando?

Intendiamo dire che la crisi ambientale, sociale, economica e di salute pubblica che abbiamo affrontato per 20 anni, e la cui origine si trova evidentemente nella rivoluzione industriale, non è semplicemente il risultato dell'azione sconsiderata dell'umanità, non si tratta dell'effetto chimico e biologico dell'insensatezza del comportamento ambientale dell'umanità.

Da circa un secolo la Rosacroce d'Oro annuncia che nel XXI secolo l'umanità entrerà - ed è già entrata - in una fase di cambiamento strutturale della sua atmosfera spirituale. E questo cambiamento strutturale ha a che fare con il fatto che il quinto etere, l'etere elettrico o etere di fuoco, venga attirato nella biosfera in cui si svolge anche la vita della nostra umanità.

Nel percorso settemplice dello sviluppo umano, l'afflusso di eteri ha segnato ogni tappa. E così come, ad esempio, il periodo che va dal VI secolo avanti Cristo fino al XX secolo è stato segnato dall'influenza massiccia del IV etere, l'etere del pensiero o etere riflettore, che ha portato allo straordinario sviluppo delle facoltà mentali e intellettuali dell'umanità nel suo insieme, il periodo che è iniziato a metà del XX secolo e continuerà con forza molto intensa nel XXI secolo, è caratterizzato, come abbiamo detto, dall'influenza del V etere.

Questo quinto etere ha come obiettivo lo sviluppo delle facoltà di pensiero superiori dell'essere umano, ovvero: lo sviluppo della sua intelligenza spirituale e la formazione di una condotta concreta di un'etica superiore basata su valori trascendenti rispetto alla vita materiale.

La vita mentale, sia quella attuale che quella superiore, ha un'influenza diretta sull'atmosfera che respiriamo. L'aria è il fluido attraverso il quale circolano idee e correnti di pensiero. E quindi è anche il veicolo degli eteri superiori.

E questo cambiamento atmosferico genera, come non può essere altrimenti, difficoltà respiratorie crescenti. A meno che, attraverso la nostra vita interiore e lo sviluppo di uno stato superiore dell'anima, basato sulle leggi dello Spirito, non ci apriamo al flusso della nuova ideazione che vuole prendere forma nella nostra umanità, a partire dal cuore spirituale del sistema solare.

Le implicazioni di questo stato superiore dell'anima sono:
- un distacco interiore dai valori materialistici,
- un rapporto umano basato sull'amore per il prossimo e sulla cooperazione altruistica,
- uno sforzo permanente per distinguere ciò che ha un valore transitorio, deperibile e quindi non essenziale, da ciò che è veramente duraturo, spirituale e autenticamente divino nell'essere umano, e la corrispondente intelligenza per stabilire una chiara linea di priorità.

Questo stato di superamento dell'egoismo e dell'egocentrismo, per elevare la coscienza a una percezione eliocentrica, il cui centro è il nucleo spirituale di ogni essere umano, è il fondamento del lavoro della Rosacroce, e questo sforzo acquisirà un'importanza crescente nei tempi a venire.

La pandemia passerà tra poche settimane o mesi, e poi arriverà la valutazione dei danni e delle conseguenze. E a poco a poco si attenueranno le espressioni di fratellanza e solidarietà che hanno caratterizzato queste settimane di reclusione e di crisi acuta. La cosa più probabile è che la percentuale di anime nel mondo che si sono risvegliate a una comprensione più elevata aumenti, come già accaduto nelle due crisi precedenti, unendosi nei piani sottili a coloro che già, a centinaia di migliaia, si sono risvegliati a questa crescente comprensione interiore e alla conseguente necessità di un reale cambiamento nella propria vita e poi in quella della società.

Il resto dell'umanità, per la maggior parte, tornerà alla sua routine precedente come potrà.

Ogni crisi è una contrazione in vista della nascita di una nuova umanità. Una nuova umanità è in silente gestazione, nel segreto del cuore dell'Anima del Mondo. Precedere l'umanità in questo processo di rinascita è la finalità della Rosacroce d'Oro.

Con un cordiale saluto dagli amici della
Rosacroce d'Oro
Lectorium Rosicrucianum - Wikipedia 

venerdì 10 aprile 2020

Bioregionalismo. “Stati Generali dell’Ecologia Profonda” – Tivoli, 20 e 21 giugno 2020

Ante Scriptum: Care, cari, dalle ultime disposizioni governative risulta che sino al 3 maggio 2020 permangono le limitazioni negli spostamenti, insomma si continua "a restare a casa"! Purtroppo l'evento da noi programmato qui a Treia "La Festa dei Precursori" che avrebbe dovuto tenersi dal 25 al 26 aprile 2020 è giocoforza rimandato a data da destinarsi (forse in occasione dell'equinozio autunnale). Nel frattempo speriamo di poterci incontrare almeno per il sostizio estivo, ecco a voi il programma dell'incontro solstiziale, che si terrà a Tivoli il 20 e 21 giugno 2020 salvo impedimenti... (Paolo D'Arpini)




BIOREGIONALISMO
“Stati Generali dell’Ecologia Profonda”
nel
GIARDINO DELLA NATURA PROFONDA
Casale Anio Novus
Tivoli, Strada Provinciale Empolitana, km 3,630
20 – 21 Giugno 2020

Presentazione – invito 

Nello spirito che caratterizza il Bioregionalismo e l’Ecologia Profonda sabato 20 giugno, con proseguimento nella domenica 21 giugno 2020, presso l’area archeologica del “Casale Anio Novus” a Tivoli, inaugurerò una piccola aiuola dedicata all’Ecologia Profonda al cui interno, tra moduli in travertino (la tipica pietra di Tivoli conosciuta in tutto il mondo come “Lapis Tiburtinus”) con incisi i nomi di alcuni bioregionalisti ed ecologisti, andranno ad insinuarsi nel tempo le erbe spontanee del luogo ed altri arbusti dedicati.
Si tratta di un piccolo segno del 2003 tratto da un appunto risalente al periodo del mio trasferimento dalla città alla campagna: un traccia che nel tempo andrà a fondersi con un vasto prato manutenuto a ridosso delle imponenti arcate dell’Anio Novus che, scavalcando la via Empolitana e il fosso di Empiglione, continuano a caratterizzare l’immagine del paesaggio tiburtino-trebulano. I resti dell’antico acquedotto costituiscono una delle affermazioni più alte delle avanzate tecniche ingegneristiche e del notevole livello di civilizzazione che il mondo romano esportò in tutto l’Impero, suscitando l’ammirazione non solo degli autori antichi ma anche di artisti e letterati che compirono il Grand Tour in Italia.Già da tempo con diversi amici bioregionalisti, tra cui Paolo D’Arpini ed altri, pensavamo di inaugurare detta aiuola, denominata Giardino della Natura Profonda, nell’ambito di un incontro di condivisione tra le varie anime del bioregionalismo e dell’ecologia profonda in concomitanza con il solstizio d’estate.
Per questa iniziativa, coorganizzata dalla Rete Bioregionale Italiana,  Auser Treia, Associazione Culturale L’Arca di Corrado e Slow Food Tivoli e Valle dell’Aniene, sono stati richiesti i patrocini morali ai Comuni di Tivoli, San Gregorio da Sassola e Castel Madama, Enti territorialmente competenti sull’area. A sua volta la Direzione del Casale Anio Novus, metterà a disposizione la sala conferenze per sabato 20, dalle ore 16.00 alle ore 19.00 circa, oltre agli spazi esterni prossimi ad un bio lago balneabile dove verrà svolto il programma di condivisione per l’intera giornata successiva di domenica 21 giugno, con inizio dalle ore 9.00 fino alle 19.00 circa.
Nell’attuale fase di redazione del programma, da definire non oltre il 30 aprile p.v. per consentirne la puntuale divulgazione, sia in forma cartacea (manifesti e pieghevoli), sia attraverso i canali web e mediatici, con la presente sono a richiedere conferma della tua / vostra adesione, ed in particolare se detta partecipazione potrà prevedere (come tutti auspichiamo) un tuo / vostro intervento verbale a cerchio, della durata massima di dieci minuti, nella prima giornata, o altro possibile inserimento nel programma della seconda giornata di incontro, da concordare, nei tempi e modi, in forma di  intervento di carattere esperienziale e/o creativo.
A tal fine, rimetto qui di seguito traccia embrionale di quanto ad oggi delineato, comunque suscettibile di variazioni da concordare nei limiti delle disponibilità complessive.
(Italo Carrarini)

TRACCIA DEL PROGRAMMA
Casale Anio Novus
Sabato 20 Giugno 2020

ore 16.00  ARRIVO E ACCREDITAMENTO DEI PARTECIPANTI
ore 16.30  SALUTI E PRESENTAZIONIore 17.00 TAVOLA ROTONDA, con interventi a giro  di non più di dieci minuti pro capite, alternati da brevi momenti musicali con Andrea Biondi e da letture di brani poetici con Antonio Francesco Perozzi
(Al momento  per la Tavola Rotonda, con  introduzione di Paolo D’Arpini della RBI  sul concetto di bioregionalismo ed ecologia profonda,  sono già stati confermati gli interventi:  del prof. Alessandro Camiz e della prof.ssa Ilaria Morini relativi agli aspetti archeologici del sito; di Lina Triebsch, Elisa Rami sulla Valle dell’Aniene; del prof. Luigi Tilia sul canto ed incanto di un fiume;  del prof. Eclario Barone su arte e bioregionalismo; di Marco Tiberi di European Consumers sui diritti dei consumatori. Seguiranno altri…)
ore 19.30  I GIGANTI DELL’ACQUA Visita guidata ai resti dell’acquedotto romano con l’arch. Francesco Pecchi e il dott. Stefano Del Priore dell’Associazione Archeo Tibur
ore 20.30  Inaugurazione del GIARDINO DELLA NATURA PROFONDA (installazione permanente di Italo Carrarini)
ore 20.45  Paula Caccavale cutART36
ore 21.00  CENA VEGETARIANA AL TRAMONTO con prodotti della Valle dell’Aniene, a cura della Condotta “Slow Food – Tivoli e Valle dell’Aniene”
ore 23.43  Solstizio d’Estate. Evento/Performance in via di definizione presso il “Giardino della Natura Profonda”
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Domenica 21 Giugno 2020
ore 9.00  LA VIA DELLE ERBE E LA VIA DEL PANE NEL SOLSTIZIO D’ESTATE. Ritrovo al bio lago per il riconoscimento e raccolta di erbe selvatiche a cura di Maria Sonia Baldoni “La Sibilla delle Erbe”
(Le erbe raccolte saranno servite secondo la ritualità solstiziale in degustazione nel corso del buffet campestre)
ore 11.30 Laboratorio sulla Pasta Madre con vecchie varietà di grani coltivati nella Valle dell’Aniene e rugiada solstiziale a cura di Stella Schiavon (degustazione del pane di Kore con l’eptyrum di Circe)
ore 10.00/17.00 VIAGGIO NEL PAESAGGIO. Percorsi di-segni ‘dal vero’ degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma nel Giardino della Natura Profonda con esposizione estemporanea delle opere realizzate
ore 13.00  PRANZO VEGETARIANO con prodotti della Valle dell’Aniene, a cura della Condotta “Slow Food – Tivoli e Valle dell’Aniene”
ore 15.30  CONDIVISIONE ESPERENZIALE A CERCHIO  accompagnata da momenti creativi a cura dei partecipanti. Interventi di  non più di 10 minuti ciascuno.
(Per la Condivisione  Esperenziale  al momento hanno dato la loro adesione: il geologo Stefano Panzarasa della RBI, l’avv. Nicola Nardella sui diritti di Madre Natura, la prof.ssa Maria Castronovo sul senso di presenza nel luogo, la dr.ssa Caterina Regazzi sul rapporto uomo natura animali, il prof. Giuseppe Altieri su agricoltura ecologica, il dr. Ciro Aurigemma su alimentazione e salute. Seguiranno altri…)
ore 19.00  SALUTI DI CONGEDO 


* Notizie logistiche e sulla permanenza 
La partecipazione  alla manifestazione è  libera e gratuita. Per i pasti viene richiesto da parte di Slow Food un contributo di Euro 13 a persona. Riguardo agli eventuali pernottamenti, una volta confermata l’adesione (possibilmente non oltre  il 30 aprile per assicurarvi le prenotazioni) forniremo un elenco delle strutture convenzionate all’evento presenti tra Tivoli e Castel Madama. Sarà inoltre possibile allestire delle tende presso strutture amiche.
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Il “Casale Anio Novus”, luogo di svolgimento delle due giornate dedicate agli Stati Generali dell’Ecologia Profonda, dista poco più di 3,5 km d Tivoli e circa 1,5 km dal Casello Autostradale della A24 “Roma – L’Aquila – Teramo”.
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Per adesioni e comunicazioni:     italo.carrarini53@gmail.com
cell. 334.5270299 


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Post Scriptum 
In occasione  delle due giornate dell’evento in programma  si prevede la realizzazione di una brochure, cartacea ed in PDF,  dal titolo “Quaderni di Vita Bioregionale”, nella quale vengono riportati gli abstract dei vari interventi dei partecipanti, che avranno fatto pervenire il loro scritto, entro il 30 aprile 2020, all’indirizzo:    spiritolaico@gmail.com  
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Alcune immagini dei luoghi: