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mercoledì 31 luglio 2013

Vito De Russis: "Roma è una città a misura d'auto..."


Roma, città a misura d’auto;  
simbolo della mobilità veicolare privata: 1.022 veicoli x 1.000 abitanti;  
da anni, patentata “anormale” per “emergenza da traffico e da mobilità”;  
10.000.000 di metri di strade a disposizione dei veicoli privati;  
imbrigliato dal traffico privato, il TPL non dà certezze ed ha bassa mobilità;  
circa il 15% degli abitanti non esce di casa perchè “è meglio non muoversi”;  
l’inquinamento dell’aria è super, così come super è il costo sociale annuo (superiore a 2.000 milioni di euro).
In questa Roma, tra poche ore, verrà liberato dal traffico veicolare privato il piccolo pezzo di via dei Fori Imperiali; circa 300 metri di strada;  quello con il cantiere per la metro C.
Per la propaganda è la “pedonalizzazione”.  
Perchè non hanno “pedonalizzato” tutta  via dei Fori Imperiali? (cioè, anche quei rimanenti 700 metri ?)
Perchè Roma deve restare a misura d’auto, deve conservare tutto quello sopra rappresentato.
E l’Associazione Diritti dei Pedoni – ADP sbatte in prima pagina il “CAMBIAMO TUTTO: RIPRISTINIAMO LA LEGALITÀ sull'area riservata alle fermate dei mezzi pubblici liberandola dalla occupazione illegale effettuata dai mezzi privati.”
Oltre 40 m. per circa 8.000 fermate è lo spazio che va sottratto alla illegalità.
Oltre 8.000 fermate vanno ridisegnate secondo le norme (vedi All.) e consegnate al TPL per ridare rispetto, dignità, sicurezza e civiltà alle Persone che lo usano e alla Città di Roma Capitale.
È l’inizio del cammino sulla strada della “Città a misura della Persona”, della costruzione della cultura della legalità e della sicurezza stradale per educare a quella “convivenza civile” scomparsa con la violenza e la illegalità consumata sulla strada, vitale bene comune.
L’ADP ha già inviato al Sindaco di Roma, al Comandante della PLM di Roma, al Prefetto di Roma la e mail con la proposta di iniziare a ripristinare la legalità dettata dalle norme in vigore. (testo in calce)
Noi vogliamo vivere tutti insieme sulla strada, uguali e liberi, nello “spazio condiviso”; spazio liberato dal degrado, dalla barbaria e dalla violenza dell’attuale illegalità diffusa e tollerata.
Vogliamo poter far capire a quel 15% di nostri concittadini che oggi ha paura: “Vieni nella strada, la mobilità è vita: è meglio muoversi”
Invitiamo le Persone a riattivare i geni della coerenza e dell’onestà (ed addormentare quello dell’avarizia) che sono nel nostro DNA per sentirsi utili, sereni e felici.
(Il resto, è noia.)

Vito De Russis
n.q. presidente ADP
cell. 3393484370
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Signor xxx,
                                    nella recente campagna elettorale è stato sostenuto l'obiettivo dell'attività amministrativa capitolina:"CAMBIAMO TUTTO".
Slogan efficace che, onestamente, nei fatti, significa capovolgere l'attuale situazione di illegalità diffusa e non perseguita, ripristinando lostato di diritto attraverso il rispetto delle vigenti regole.
(Si può, gattopardescamente, "cambiare tutto per non cambiare niente" legalizzando l'attuale illegalità;
 difficilmente  verrà percorsa tale strada.)
"CAMBIAMO TUTTO" significa azzerare gli ultimi 20 anni di lento ed inesorabile degrado.
Attualmente, il patrimonio dei romani è quello delle tre scimmie: non vedere, non sentire e non parlare; da domani, le tre scimmie "cambiano tutto": d.lgs. n. 33 del 14.3.2013 su G.U. n. 80/5.4.2013 (in vigore dal 20 aprile 2013). 
Romani, si cambia reagendo alle ingiustizie, alle illegalità, alle disuguaglianze col "normalizzare le mobilità" sulla strada, vitale bene comune; ridando - prima di tutto - la libertà dalla paura e dal bisogno di mobilità, nonchè i diritti e la dignità a quel 15% circa di persone che, attualmente, rifiutano di uscire dalle loro case.
"CAMBIAMO TUTTO" significa
far cessare e demolire l'attuale scuola che costruisce quella cultura della "illegalità diffusa" che educa alla "violenza e avarizia dell'emergenza". 
"CAMBIAMO TUTTO" significa  rendere efficiente ed efficace la vigente normativa (legalità) per costruire la cultura della "sicurezza stradale" per educare alla "convivenza civile" ed iniziare ad "uscire dalla nota emergenza" (che da ben 7 anni attende di essere presa nella dovuta seria considerazione).
Si riconoscano ai cittadini pari diritti e dignità nella libera scelta della "mobilità pedonale"; della "mobilità ciclabile"; della "mobilità TPL" e della "mobilità dei mezzi privati".  
            Che fare.
Alla illegalità diffusa, al traffico e all'emergenza di Roma contribuisce la ricerca del posto dove sostare il proprio mezzo.
Oggi è normale occupare illegalmente, col proprio mezzo, anche lo spazio riservato ai mezzi pubblici nelle oltre 8.000 fermate .
             L'Associazione Diritti dei Pedoni di Roma e del Lazio - ADP
                        PROPONE
la immediata partenza della operazione di liberazione/normalizzazione/civilizzazione di tutte le oltre 8.000 fermate dei mezzi pubblici romani.  A tal fine, viene adoperato il fermo "gratuito" dei veicoli fuorilegge per numero .."X".. giorni. Nei casi di recidiva aumenta il numero dei giorni dei fermi successivi.  Dal 4° fermo in poi - se registrato entro 30 giorni consecutivi dal primo fermo - viene aggiunta la contravvenzione.

                  NORMA TRANSITORIA
La sede di PLM sprovvista di adeguati mezzi per operare efficacemente nella citata operazione di liberazione delle fermate dall'occupazione abusiva, eleva le contravvenzioni. Tutte le somme riscosse (da queste contravvenzioni), vengono utilizzate per l'acquisto del materiale necessario a tale operazione. Tutte le operazioni tese a ripristinare lo stato di diritto sulle strade vanno messe in rete giornalmente; viene attivata una linea telefonica unica comunale; i cittadini vengono posti nelle condizioni di partecipare segnalando gli inadempimenti e le illegalità (d.lgs. n. 33 del 14.3.2013, citato).

 L'Associazione Diritti dei Pedoni di Roma e del Lazio - ADP pre-annuncia la prossima proposta: lo "spazio condiviso" ("shared space").  E' un esperimento che stà registrando un notevole successo (forte riduzione, dal 35% all'85%, di incidenti, morti e feriti) in alcuni Paesi (GB, DK, NL, B, ecc.) della UE. Sono Paesi della UE ove è consolidata la educazione alla "convivenza civile";  Paesi che risultano piazzati ai vertici nelle statistiche della UE sulla "sicurezza stradale" (pochi incidenti, morti, feriti, inquinamenti, violenza ed illegalità).

Distinti saluti.

Vito De Russis 
n.q. presidente ADP

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