Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

domenica 10 dicembre 2017

Viterbo – Bullicame... dove c'era acqua calda ora c'è gelido fango


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 ....nel lontano 25 novembre 2014, a seguito di lavori sulla sorgente termale di S. Valentino in sub concessione alla Soc. Gestervit, titolare delle Terme Salus, quasi tutto il flusso termale che alimentava la sorgente naturale del Bullicame, è confluita nel nuovo pozzo S. Valentino andandosi quasi ad annullare. Da quel giorno la Regione (che certamente non brilla per velocità di esecuzione), ha emanato tutti gli atti per il rispristino delle condizioni ottimali, per restituire alla sorgente del Bullicame (la famosa “callara”), tutto il flusso che le è stato sottratto. Il primo atto di questo percorso, è stato il rinnovo della concessione trentennale di acqua termale al Comune di Viterbo, che comprendeva anche l’allargamento al pozzo S. Albino. 

Poi è stata rilasciata l’autorizzazione alla perforazione del nuovo pozzo S. Albino e infine è stata comandata la chiusura del pozzo S. Valentino, che è il colpevole dello svuotamento della “callara”. Il Comune di Viterbo, tramite il direttore di miniera Prof. Giuseppe Pagano, ha messo a punto il progetto esecutivo. Adesso manca che la Soc. Gestervit dia inizio ai lavori per la perforazione del S. Albino e la chiusura del S. Valentino. Queste due operazioni consentiranno al Bullicame di tornare all’antico splendore, con la “callara” sempre piena e in condizione di alimentare la vasche per il bagno gratuito, di cui hanno sempre goduto i nostri padri, e non solo. 

Inoltre quest’acqua servirà anche ad alimentare la vasca del rospo smeraldino che a primavera tornerà a vivere e prolificare nella vasca creata appositamente per la sua specie, che attualmente è vuota. 

Noi ci auguriamo che la Soc. Gestervit inizi subito a fare questi lavori, perché sono più di tre anni che il Bullicame è collassato e tenuto in vita da un tubo (una specie di flebo) che porta pochi litri al secondo dal S. Valentino. In queste condizioni le vasche per la balneazione sono piene di acqua gelida e tutto il Parco del Bullicame è simile ad un deserto. 

Senza acqua, senza bagnanti e senza vita per uno spettacolo indecente.

Giovanni Faperdue (ex Presidente Associazione Il Bullicame)  

  

venerdì 8 dicembre 2017

Socrate Remix di Ferdinando Renzetti

ciao paolo avrai molto da scrivere e da raccontare in questi giorni...ho visto che hai rimandato in onda la discussione su Socrate  così mi sono divertito a rimixxare quel che avevo scritto,  un saluto ferdinando moltitudine

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socrate in passamaglia che fa la maglia

care e cari apprezzo molto quello che scrivete sull argomento, vorrei esprimere
in modo empatico quello che ho da dire, vediamo se ci riesco... mmmh!
nel tempo ho fatto tanti laboratori con grandi e piccini e quindi sono entrato
in una idea mentale di un tipo di comunicazione comprensibile non solo da
adulti letterati e filosofi ma da tutti. quindi immagino un socrate in
calzamaglia che va nelle scuole a raccontare le sue storie in modo semplice
lineare ed efficace cosiccome venga il sabato a lavorare a maglia cuntando
storie con mia madre di 78 ani e le sue amiche che vengono a trovarla.
quando dico socrate intendo pure platone e aristotele e l'influenza del loro
pensiero nella sviluppo della civiltà occidentale
socrate….il contributo più importante che ha dato alla storia del pensiero
filosofico consiste nel suo metodo d indagine: il dialogo.
mi piacerebbe quindi un piccolo compendio sulla filosofia di socrate platone e
aristotele che posso usare per cuntar storie in passamaglia nelle scuole o con
gli anziani mentre lavorano a maglia.
tempo fa ero ad una festa ho chiesto ad un gruppo di ragazzi e ragazze un po del
loro vino che avevano in una boccia da cinque litri una ragazza ha risposto che
il vino sapeva di aceto. così ho detto che sicuramente era buono per curare
dolori dell anima. detto questo lei si e’ illuminata e siamo rimasti a parlar
tutta la serata e mi raccontato un aneddoto su socrate: in punto di morte con
la cicuta in mano socrate circondato dai suoi discepoli e’ invitato a esprimere
un ultimo desiderio e lui: portatemi una lira! maestro ma lei non sa suonare?!!
non e’ mai troppo tardi per imparare!
tempo dopo mi arrivo una cartolina di una amica bioniera spagnola che viaggiava
con gli asini nel sud della spagna

la sapienza inizia con la meraviglia (socrate)

ecco, in un certo senso e’ vero! qualche giorno dopo partii per la calabria e
lungo la via mo la torre aragonese, mo i loca solatiurum di federico secondo,
mo il paese antico di...mo l'ultimo costruttore di un particolare strumento
musicale, mo il pane buono di…. mo il cristo redentore.. di, mo la spiaggia
nera.. di, mo le dune di.. ecc ecc, arrivai dopo una settimana e pensai: vabbe
che la sapienza inizia con la meraviglia ma qua a forza di meravigliarmi
rischio di non arrivare mai! (ndr zenone)
e poi ancora la sapienza porta alla conoscenza?
infatti mi sembra di aver raggiunto sapienza ma conoscenza

nel film toto le moko’, nella casba di una citta del marocco toto intona questo
canto:
io non ci volevo venire...stavo così bene a napoli...!
anch io non ci volevo venire, stavo così bene nell iperuranio!
...ohi..ohi…come un olivello spinoso mi hanno messo al mondo senza istruzioni
per l uso...ahi non mi ci raccapezzo! mi sento come una foglia di lattuga
sbattuta su una lettiga!

le istruzioni sono semplici prima della nascita formiamo una unita perfetta
maschile e femminile, una sfera perfetta che separata in due parti viene
mandata sulla terra con il desiderio di ricongiungimento. qualcuno ritrova la
sua meta di sfera mancante, qualcun altro non la trova mai. e’ come la storia
di astolfo che va sulla luna a cercare il senno di orlando, trova una montagna
gigantesca degli uomini senza senno e un mucchietto piccolissimo degli uomini
col senno, così per l amore, un mucchietto piccolissimo di quelli che hanno
ricomposto l unita perfetta, la sfera, e un mucchio gigantesco delle mezze
sfere che vagano nel vuoto alla ricerca delle parti mancanti.

questa parte di racconto mischia socrate che la racconta nel simposio di platone
e l'orlando furioso di ludovico ariosto, trovo geniale l'intreccio delle due
storie perché amo tutta la filosofia socratica come reputo l'orlando il romanzo
fantastico più bello che sia mai stato scritto.

a questo punto do una buona e una cattiva notizia . quella buona e’ che la
kundalini nel tantra e’ una della condizioni di maggior leggerezza che una
donna e un uomo possano vivere, naturalmente riguarda anche la sfera sessuale,
anzi soprattutto ma non e’ solo quella. e’ una condizione di benessere che si
manifesta anche nel quotidiano quando se ne prende consapevolezza. e’ come un
aura di energia che avvolge la coppia, e’ come essere donna o uomo al massimo
grado di intensità, mo mi fermo e passo alla brutta notizia, purtroppo facciamo
parte del mucchio grande che e’ ancora alla ricerca della propria meta’ per
riformare l unita inscindibile. se la donna con la kundalini nel tantra trova
l'uomo con la stessa caratteristica può vivere una dimensione di felicita
assoluta anche nel quotidiano, e’ come vivere in una dimensione estatica
imperturbabile. tutto qua!
l amore al massimo grado dell amore

al forno il dolce odore del pane caldo sveglia i miei sensi intorpiditi dall
umido autunnale, il piacere dell incontro con le persone che attendono la loro
piccola porzione di gioia quotidiana. dai volti traspare il piacere della vista
dei prodotti esposti nei bancali di vetro. la fornarina mi da il pane, io la
ringrazio suonandole un po di note con la mbira, piccolo pianoforte africano e
salutandola esclamo: pesce fritto e baccalà! lei mi guarda un attimo pensierosa
e risponde; ti amo e ti adoro come la pizza col pomodoro! penso…: dacci oggi il
nostro pane quotidiano!…carpe diem!…chi vuol esser lieto sia!…mo!…cogli la
prima mela!…cogli la prima mela? meglio alla fiera dell est con due soldi un
topolino mio padre compro! il suono della fisarmonichetta del ragazzo balcanico
mi riporta alla realtà!

socrate diceva che la sapienza comincia con la meraviglia…ecco a forza di
meravigliarmi la conoscenza continua a sfuggirmi. emozione o sensazione?
e cosi mangio la pizza fritta allenando i sensi, vista colore dorato, tatto olio
e superficie, olfatto aroma, gusto sapore e fragranza, morbida e croccante.
entro alla libreria kappa, una ragazza mi accoglie con gentilezza, inizio un
monologo sul cavaliere inesistente di calvino astolfo e socrate poi di seguito
sulla musica minimalista americana musica aleatoria di cage quella trance
nordafricana gnawa, i mantra le ninna nanne , il punk e il grunge, le suono un
po di note di mbira esco e arrivo al mare dove incontro tre ragazzi chiedo:
avete fatto filone? loro: si! che classe fate? seconda media! allora siete
ragazzi evoluti, ce l avete la terza elica? la terza che? quelle del dna? si!
stanno nascendo ragazzi con tre eliche nel dna.! mi sa che voi ce l’avete! sono
due ragazze e un ragazzo, guardo la giovane ragazza e dico hai le stelline ai
denti (apparecchio) lei sorride e mi fa un saluto tipo agli ordini, il nostro
dovere l'abbiamo fatto, e dice ci  ha mandati lui! e io chiedo lui chi? lui, il
maestro! abbiamo portato quello che avevi richiesto, il dono della parola. la
parola e’ un dono e per averla bisogna meritarsela! giochiamo a calcio con
commenti vari io suono la mbira camminando in mezzo al chiacchiericcio degli
altri che giocano a  pallone. delirio intellettivo.

ho provato cosi tante emozioni e sensazioni che sono già a letto per la
stanchezza. quarto più quarto meno, quarto e un quarto, quarto senza quarto
sostanzialmente va bene!
la mia elica gira vertiginosamente
mille coloratissimi soli
accendi lazzurro.
clic!


Ferdinando Renzetti

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martedì 5 dicembre 2017

Sadhana Forest - Piantiamo gli alberi


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Perché piantare un albero? Perché è più facile piantare 10000 alberi che chiudere una fabbrica. Ecco perché. Da in paio di giorni ho iniziato il mio periodo da volontaria a Sadhana Forest insieme al mio bambino di 4 anni. Un esperienza meravigliosa che consiglio a tutti. Queste persone stanno davvero facendo una grossa differenza, ed e' bello fare parte di in progetto cosi serio ed importante. Consiglio vivamente di dare una occhiata al link che segue  e fare una bella ricerca su internet - I’m here at Sadhana Forest, an amazing organisation that is rehabilitating land and creating food and water security in India, Haiti and Kenya. Their work is made possible exclusively by donations, and your support will go a long way! Please share and help spread the word!...


Potete contribuire in mille maniere, a cominciare dal condividere questo video: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1958428734375477&id=1467039383514417 


(Giulietta Blu - cir.informa@gmail.com)

domenica 3 dicembre 2017

"Sophia. La Sapienza Divina, la Donna, l’Anima e il Corpo" di Vincenzo Nuzzo - Recensione


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"Sophia. La Sapienza Divina, la Donna, l’Anima e il Corpo" di Vincenzo Nuzzo

In quest’opera l’autore si è dedicato ad un’illustrazione analitica (ma anche contemplativa) quanto più completa possibile dell’eterna figura archetipica e mitica della Donna divina (il Femminile divino), così come essa compare in diversi generi di trattazioni (metafisico-religiosa e sapienziale, filosofica, teosofica, teologica). L’immagine più pregnante e tradizionale di questa Donna è stata sempre quella della Sophia, ossia la Sapienza divina stessa. E tale identificazione trova peraltro in Platone uno dei primi ed anche più profondi espositori. Egli ci indica infatti nella Sophia quella Sapienza suprema con la quale coincide poi la filosofia stessa quale Eros della conoscenza (filo-sophia).
L’autore sottolinea però più volte che la raffigurazione più completa della Sophia va senz’altro riconosciuta nella metafisica religiosa gnostica ellenica (pre-cristiana), ebraica e cristiana. E per illustrarla egli si rifà al fondamentale testo di LMA Viola (La Gnosi Cristica Integrale) ed inoltre a diversi testi gnostici (specie i Vangeli e la Pistis Sophia). La sua aspirazione alla completezza del quadro presentato lo ha spinto però a prendere in considerazione anche altre raffigurazioni della Sophia, e cioè quelle proprie della Patristica greca, della Sofiologia russa (specie di Solov’ëv e Florenskij), della teologia (Grignion de Monfort), ed infine della filosofia moderna stessa (Edith Stein). In ogni caso la valenza centrale della Donna quale Sapienza divina è apparsa essere quella di via per la conquista della divinità da parte dell’uomo. Ed in questo la Gnosi fa effettivamente da dottrina insuperabilmente paradigmatica.
Nel contesto della riflessione connessa a tale complessiva esposizione di testi e tesi, si sono comunque delineate una serie di questioni critiche di notevole importanza. La principale di esse sta in connessione con la più precisa possibile definizione della natura della Sophia. La quale appare essere ben più trascendente di quanto non venga ammesso nella Sofiologia e soprattutto nella Mariologia cristiana.
In sintesi nella Sophia va sostanzialmente vista la natura femminile che (con tutti i dovuti limiti e prudenze) è da attribuire al Dio trascendente. E qui l’autore ha fatto peraltro notare le innegabili reticenze e gli occultamenti che in queste dottrine confondono non poco la vera identità della figura illustrata. Tuttavia egli ha fatto rilevare la necessità di attribuire il suo giusto valore anche alla dimensione immanente (carnale, personologica ed ecclesiologica) della Donna divina, così come essa viene sottolineata in queste ultime dottrine (con l’accento posto sul ruolo di intermediazione tra immanente e trascendente, che essa comunque svolge). Proprio in relazione a questo, l’autore ha anche sottolineato i rischi innegabili di un intendimento troppo letterale dell’ascesa umana alla divinità (così come esso si presenta nella Gnosi più estrema).
Rischi che la concezione più immanentizzante della Sophia relativizza sensibilmente.
Oltre a ciò l’autore ha anche evidenziato e discusso i vari aspetti della valenza della Sophia quale simbolo centrale dell’animicità nella sua dimensione corporeo-spirituale, ossia in definitiva quale espressione della sostanziale spiritualità del corpo e dell’intero essere.
E proprio in relazione a questo (specie grazie alla filosofia di Edith Stein), egli ha discusso le implicazioni che ciò ha per la definizione di quella che è senz’altro definibile come la specifica “anima femminile”; e ciò con tutte le implicazioni che questo oggi ha anche in relazione alla cosiddetta «questione femminile».
Nel complesso si può dire quindi che quest’opera si sforza di offrire un contributo il più appropriato, completo ed equilibrato possibile, alla riflessione su una tematica che abbraccia una grande varietà di aspetti (da quelli più metafisico-contemplativi e mistici, a quelli più religiosi, etici, esistenziali e civili). E ciò ha importanza anche in relazione alle così fuorvianti interpretazioni della femminilità che si sono diffuse nel mondo negli ultimi secoli.

sabato 2 dicembre 2017

Rimanere pedoni... per vivere!


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Dovrebbe essere facile, semplice, doveroso, indiscutibile e politicamente redditizio, rendere efficienti ed efficaci tutti i diritti dei pedoni (a 360°) perchè è la natura che fa nascere - TUTTE le Persone, ovvero il 100x100 - con gli arti inferiori; arti che, se usati nel modo giusto, fanno vivere in buona salute.

Pertanto, qualsiasi azione compiuta per il pedone ha valore − negativo e/o positivo − per il 100x100 delle persone.

Questa rappresentazione è stata stravolta e resa irriconoscibile nel vitale quadrante della mobilità perchè le persone preferiscono ottenere efficienti ed efficaci diritti come conducenti di mezzi propri con i quali agevolano i personali bisogni di mobilità: coprire le distanze nel minor tempo possibile scegliendo il cambio di velocità (con i vari mezzi propri).

Provaci ad avviare da qui il tuo ragionamento sulla riduzione dei morti stradali (feriti, incidenti, inquinamenti, legalità, illegalità, ecc.).

Coloro i quali vogliono rimanere pedone pretendono il rispetto delle regole attraverso la cultura della sicurezza stradale per educare alla convivenza civile: sono le parole dette e ridette, ma restano "piatti" i "mortigramma pedonali".

Provaci a pensare agli attraversamenti ritenuti spazio riservato alla mobilità pedonale, tutti realizzati a livello dei marciapiedi al fine di sostenere la cultura della sicurezza stradale per educare alla convivenza civile.

Provaci a pensare al passaggio sugli attraversamenti dei pedoni, legittimati al diritto alla difesa della loro Vita.

Vito De Russis - 
v.derussis@teletu.it
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n.q. presidente ADP, soggetto privato nella CCSS romana

venerdì 1 dicembre 2017

Lettera aperta di Giuliano Bugani, operaio-poeta, versus Piero Fassino, politicante PD, sull’accordo Mirafiori


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Mussolini era un ex socialista. I suoi seguaci si chiamavano fascisti. Fassino era un ex comunista. I suoi seguaci si chiamano fasscinisti. Mussolini faceva sparare ai dirigenti della CGIL. Bruciava le Camere del Lavoro della CGIL. Mussolini non lavorava. Fassino dice di volere votare SI a Mirafiori. Fassino vuole sparare alla FIOM. Fassino non lavora in fabbrica. Fassino non lavora. Fassino non ha mai lavorato. Fassino però è ricco. Anche Marchionne non ha mai lavorato. Marchionne però è ricco. D’Alema dice le cose che dice Fassino. D’ Alema non ha mai lavorato. D’ Alema però è ricco. Io non dico le cose che dice Fassino. D’ Alema. Marchionne. Chiamparino. Fioroni. Ichino. Letta. Marini. Veltroni. Bersani. Io lavoro da un terzo di secolo. Io però non sono ricco. Io non sono un ex comunista. Io forse sono sempre stato comunista. Io devo avere sbagliato qualcosa. Nella mia vita. Io non sono una persona intelligente. Io non sono una persona ingegnosa. Io non sono una persona arguta. Io sono nato che mi hanno fatto così. Io sono una persona che non capisce delle cose. Se lavoro a Mirafiori non posso scioperare. Non posso ammalarmi. Non posso fare pause alla catena. Non posso iscrivermi al sindacato. Io allora non sono un fasscinista. Io non sono un fascista. Ecco perché non sono ricco. Ecco perché voterò NO. Ma non capisco perché Mussolini e Fassino e D’Alema e Marchionne, e Chiamparino e Fioroni e Ichino e Letta e Marini e Veltroni e Bersani ce l’ hanno con quelle persone come me. Io dico che un giorno Fassino e Mussolini e Marchionne e D’ Alema, e gli altri si ritroveranno all’ inferno di Dante. Non Dante il mio amico. All’ inferno ci vanno le persone cattive.
Mirafiori. La loro Gomorra del Nord. La loro Fontamara. Sono cani. Come i cani delle guardie del principe. Poi nulla. Poi i cafoni. Poi nulla ancora. Io morirò forse alla catena. Per fare ricco Fassino, Mussolini, Marchionne, D’Alema. E gli altri. Io morirò forse mentre sciopero. Per i miei diritti. Io morirò forse per un incidente sul lavoro di notte. Mentre la Camusso sta a casa a dormire. Ma io sono un tornitore. So costruire. So tornire. Una canna di fucile. Io forse costruirò tanti fucili. E saranno tanti fucili. Io tornirò canne di pistole. Perché io faccio il tornitore. Io sono poco intelligente. Ma io non morirò invano.

Giuliano Bugani

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operaio, giornalista, poeta
Note biografiche: 

giovedì 30 novembre 2017

Co-produzione del nostro cibo - La proposta de Le Galline Felici

Quanto vale davvero il cibo?
Quali legami possono nascere quando da semplice consumatore si decide di andare oltre, scegliendo di co-produrlo?
Quale la portata valoriale nell’affiancare il produttore, programmando insieme a lui che tipo di colture, in quali quantità e con quale contributo economico partecipare al suo rischio d’impresa?
Quanta “politica” concreta in queste scelte?
Quanto potere (collettivo) di decidere sulla destinazione delle terre, tra l’abbandono e il degrado e la coltura dei prodotti che, in modo condiviso, scegliamo di portare sulle tavole di molte famiglie, tra cui la nostra?
E quale l’incidenza sulle sorti di molti uomini, tra la disperazione e l’avvilimento da una parte e la speranza e la fiducia dall’altra?

Tanti i punti di domanda, ma unica la risposta! AGIRE INSIEME per migliorare le vite di tutti!
Alle prese con l’eterno problema della deficienza di alcuni prodotti e alla luce di un accordo concreto siglato con 14 gruppi di consumaTTori francesi e 1 gruppo belga per la co-produzione di avocado (quasi 70mila euro investiti, circa 400mila euro annui di produzione vendibile attesa a regime e 5/8 redditi ricavati che, tradotto, significano 5/8 persone occupate), vorremmo riprendere un ragionamento iniziato esattamente due anni fa, che vi invitiamo a rileggere qua.

Prima di proseguire nella lettura di questo articolo (lungo, ma importante per tentare di spiegare ogni singolo passaggio) è bene ricordare che i numeri in questi due anni sono cresciuti di circa il 40%. E 30 famiglie in più ruotano attorno all’attività del Consorzio.

Dunque, proviamo a spiegare meglio…

A partire da una criticità (il deficit di alcuni prodotti), si è innescato un circolo virtuoso (l’ampliamento della base consortile) che ha generato, al contempo, molteplici benefici per tante persone, ma anche un’ulteriore criticità:
-       l’eccedenza di alcune varietà (e, quindi, la necessità di trovare nuovi sbocchi per evitare lo spreco degli stessi e – ovviamente - la salvaguardia dei rispettivi produttori e dei loro collaboratori)
-       la deficienza di altri prodotti (e, quindi, l’opportunità di inserire nel circuito nuovi agricoltori che, con il loro ingresso, hanno coperto sì, la precedente carenza, ma, allo stesso tempo, con i loro volumi hanno creato nuova eccedenza di quegli stessi prodotti di cui prima si lamentava l’insufficienza)…
Il classico cane che si morde la coda…
Tradotto: siamo pieni di tarocchi, clementine e limoni e scarseggia tutto il resto.
Il perché è scontato…
Riceviamo richieste da un mercato più amplio, che siamo stati “costretti” ad intercettare, paradossalmente, per garantire la nostra stessa sopravvivenza e quella di altri come noi.









In questo processo, necessariamente graduale e ragionato, stiamo potenziando o riconvertendo le nostre colture mediante re-innesti e re-impianti, partendo dalla vocazione ideale dei nostri terreni e delle caratteristiche microclimatiche degli stessi.

Farlo costa tanto, sia per le energie messe in campo (che, comunque sia, significa far girare economia garantendo ulteriore lavoro), sia per la mancanza di produzione fino all’avvio a regime delle nuove colture.

Naturalmente, i vincoli economici limitano le azioni che ognuno di noi vorrebbe intraprendere in azienda. Fatichiamo non poco ad attivare piccoli passaggi migliorativi, seppur necessari. Figuriamoci grandi operazioni che richiedono grosse disponibilità economiche che non abbiamo!

Per quanto riguarda gli avogados, è bene precisare che già scarseggiavano due anni fa rispetto alle richieste.
Successivamente, un produttore abbastanza forte, non socio (ed è bene che non lo sia diventato), dopo aver usufruito del nostro aiuto nel periodo di affiancamento e conoscenza, ha deciso di farsi il suo piccolo monopolio non ragionando in rete. Nel far questo, ha scelto di non rifornirci più dei suoi avogados, puntando ad inserirsi anche nei nostri circuiti, mentre nel frattempo aumentava la richiesta rivolta al Consorzio.

E ora?

Soluzioni immediate per garantire a tutti voi dei buoni avogados, meglio se etici e bio, non ne abbiamo e non intendiamo fare patti con il “diavolo” pur di ottenerli.
Rispettosamente, attendiamo che la natura faccia il suo corso e, semmai, che qualche piccolo produttore bio e consapevole si unisca a noi perseguendo il progetto comune.
Continueremo dunque, a piantare, ad accudire e ad aspettare.

L’abbiamo fatto, lo stiamo facendo e lo faremo.
A questo punto tocca a voi…
Potete scegliere di restare semplici consumatori critici cercando e trovando - magari altrove - chi soddisfa la vostra richiesta (a che prezzi e con quali garanzie non si sa), oppure evolvervi in co-produttori che decidono cosa, come, dove coltivare e chi debba farlo per voi, magari utilizzando tecniche condivise.

I 14 gruppi francesi e il gruppo belga, come già detto, hanno optato per questa seconda soluzione che li vede protagonisti.

Con un modesto, simbolico investimento (mediamente 10 euro a famiglia), hanno contribuito a costituire un piccolo capitale che, a breve, consentirà la produzione di una quantità considerevole del prodotto da loro finanziato.
Ci siamo più volte chiesti se hanno fatto tutto ciò per garantirsi qualche kg di avogados in più. Pensandoci bene, riteniamo che la risposta non sia questa.

In realtà, hanno investito sullo sviluppo di un altro modo di fare agricoltura, di gestire le relazioni tra chi mette le mani nella terra e chi ne mangia i frutti, su un’altra idea di Sicilia e, soprattutto, sul far diventare un po’ più grande la Piccola Rivoluzione Gentile…

Ciò detto, da contratto, i nostri amici coproduttori, attualmente, hanno un diritto di preferenza sugli avogados già disponibili e su quelli che produrremo nelle LORO piantagioni.

A fronte della scelta di siglare con noi questo PATTO di fiducia, che permetterà di cambiare la vita ad un’altra decina di persone, ci è sembrato corretto ricambiare 
accordando questo privilegio.

E allora? Che facciamo?

La via è quella, è tracciata, c’è solo da seguirla ed eventualmente via via migliorarla.
E questo non vale solo per gli avogados, ma per tutte le altre produzioni deficitarie.

Consapevoli però, che la natura ha bisogno dei suoi tempi e che bisogna saper aspettare costruendo assieme.
A questa regola, che vale per le banane, i kumquat ect., fanno eccezione solo gli ortaggi.

Per cui quest’anno, alla luce di tutto ciò, i gruppi italiani riceveranno ancor meno avogados, anche se la produzione sembra leggermente superiore.

Allo stesso tempo, per una sorta di compensazione solidale, è nostra intenzione chiedere ai francesi/belgi di rinunciare a tutti gli altri prodotti di cui siamo deficitari (salvo nostro esplicito via libera), per lasciare spazio agli amici italiani ed austriaci.

La nostra proposta…

Il tentativo in corso punta alla pianificazione intelligente e condivisa delle produzioni, per avere tutti futuri, reciproci benefici.

Pensarsi assieme IN FONDO, implica gesti concreti, qualche piccola rinuncia e la costruzione di un percorso comune responsabile e visionario.

Decidere cosa mangiare, capire se è importante dare un valore al cibo a prescindere dal suo valore intrinseco e scegliere di diventare parte attiva del processo rappresenta l'alternativa possibile per contemperare le diverse esigenze e per rispondere con i fatti alle strategie globali che altri - molto più potenti di noi - cercano di imporci dall’alto.

Lo strumento, o, meglio, il "patto" che disciplina questo rapporto di scambio e di confronto rappresenta l'anello di congiunzione tra le parti, sempre più connesse e complici.

La nostra proposta, cari amici, è quella avviare molteplici processi che vadano nella direzione delle coproduzioni. L’auspicio è che l'effetto sia a catena.
Per stimolare all'azione, abbiamo in programma diverse iniziative.

Il primo appuntamento è "Gli Agrumi che spiazzano", il 2 e il 3 DICEMBRE 2017 a ROMA, presso la Stazione Tuscolana 82.

Qui la Rete romana del mondo dell'Economia solidale, insieme a molte altre, tra cui Italia che CambiaSlow Food LazioBotteghe del Mondo ect, daranno forza al nostro progetto che pone al centro del proprio agire, oltre alla produzione di qualità, l'integrazione, le biodiversità, la tutela dell'ambiente e dei territori, lo sviluppo di processi virtuosi, il coinvolgimento di altri produttori altrimenti costretti all’abbandono e un altro modo di concepirsi sulla TERRA.

Siamo fiduciosi della vostra capacità di saper dare ulteriore valore a questo giovane progetto e di affiancarci in questa nuova sfida.

Grazie a tutti per la pazienza e per l’attenzione…
Cristiana, Marina, Roberto

Le galline felici -   pennepiume@legallinefelici.bio