Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

lunedì 23 ottobre 2017

"Le terre che parlano dal treno" di Ferdinando Renzetti


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le terre parlano su un treno sgangherato che vibra all inverosimile, rumoroso e puzzolente, due vagoni con motrice a nafta dalle parti di catanzaro sul far della sera

le terre parlano nell attesa e nel silenzio della stazione di taranto dove non sapendo che fare in mancanza di certezze ho preso il treno verso casa

parlano mentre metto in ordine le terre nella terrateca, ho pure una zolla dei calanchi di aliano all alba

le terre parlano mentre il sole brilla nello stellato cielo d autunno una canzone damore si diffonde in lontananza da un borgo antico nascosto dal tempo e dall incuria dell uomo

le terre parlano al seminasogni dove si parla di semplicità e amicizia

parlano mentre raccogliamo olive dall albero dove qualche anno fa fiordicampo si arrampico fino sulla cima così abbiamo deciso di chiamarlo col suo nome

le terre parlano dove oggi si celebra “oleum” condensato di luce di loreto aprutino

parlano di un rotondo quadrato prezioso e bello colorato in modo innaturale con rosso carminio verde ocra e blu che animano una grande vaso di fiori

le terre parlano di un idea, del contrario dell idea superamento di un idea dalla base al vertice dall istinto alla fantasia

le terre parlano da questo piccolo angolo di mondo dove sto seduto davanti allo schermo del computer poggiato su una vecchio tavolo riciclato profumato di olio antico

le terre parlano in questa giornata di pioggia parlano di noi sospesi in un tempo senza tempo e in uno spazio senza spazio, di noi che guardiamo verso un cielo di luce unica vera essenza del nostro essere domani dove il fico secco e
l uva passa...


Ferdinando Renzetti

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sabato 21 ottobre 2017

Il concetto di libertà - Estratto dal "Crepuscolo degli idoli" di Nietzsche



Paragrafo numero 38, tratto dal libro di Nietzsche "il Crepuscolo degli idoli" 

38.
Il mio concetto di libertà. ‑ Talvolta il valore di una cosa non sta in ciò che con essa si ottiene, ma in ciò che per essa si paga ‑ in quello che ci costa. Faccio un esempio. Le istituzioni liberali cessano di esser liberali non appena le si è ottenute: non esistono allora istituzioni che, più di quelle liberali, danneggino così radicalmente la libertà. Si sa quello che esse portano: minano la volontà di potenza, sono il livellamento, elevato a morale, di montagne e valli, rendono piccoli, vili e gaudenti ‑ con esse trionfa ogni volta l'animale da gregge. Liberalismo: in tedesco, trasformazione in bestie da gregge... Sinché ancora si lotta per ottenerle, queste stesse istituzioni producono effetti completamente diversi; allora promuovono davvero, possentemente, la libertà. A meglio osservare, è la guerra che produce questi effetti, la guerra per le istituzioni liberali, la quale, in quanto guerra, fa perdurare gli istinti illiberali. E la guerra educa alla libertà. Che cos'è infatti libertà? Possedere la volontà di essere autoresponsabili. Mantenere la distanza che ci separa. Diventare più indifferenti alle difficoltà, alle avversità, alla privazione, e anche alla vita. Essere pronti a sacrificare degli uomini alla propria causa, senza escludere se stessi.


Libertà significa che gli istinti virili, lieti di guerra e di vittoria, prevalgono su altri istinti, per esempio su quelli della «felicità». L'uomo diventato libero, e tanto più lo spirito diventato libero, calpesta la spregevole specie di benessere di cui sognano i bottegai, i cristiani, le mucche, le femmine, gli Inglesi e gli altri democratici. L'uomo libero è guerriero. ‑ In base a che si misura la libertà, negli individui e nei popoli? In base alla resistenza che dev'esser superata, alla fatica che costa rimanere in alto. Il tipo supremo di uomo libero lo si dovrebbe cercare là dove continuamente viene superata la massima resistenza: a cinque passi dalla tirannide, proprio sulla soglia del pericolo della schiavitù. Ciò è vero psicologicamente, se qui per «tiranni» si intendono istinti implacabili e terribili, che verso di sé esigono il massimo di autorità e disciplina ‑ il tipo più bello: Giulio Cesare ‑; ciò è vero anche politicamente, basta seguire il suo corso attraverso la storia. I popoli che avevano qualche valore, che diventarono di qualche valore, non lo diventarono mai sotto istituzioni liberali: il grande pericolo fece di essi qualcosa che merita rispetto, il pericolo che solo ci fa conoscere le nostre risorse, le nostre virtù, le nostre difese e le nostre armi, il nostro spirito, ‑ che ci costringe a esser forti... Primo principio: occorre aver bisogno di esser forti: altrimenti non lo si diverrà mai. ‑ Quelle grandi serre per la forte, la più forte specie di uomini mai esistita, le comunità aristocratiche sul tipo di Roma e Venezia, intendevano la libertà esattamente nel senso in cui io intendo la parola libertà: come qualcosa che si ha e non si ha, che si vuole, che si conquista...    

venerdì 20 ottobre 2017

Dalle terre alle lune... con Ferdinando Renzetti


L'immagine può contenere: spazio all'aperto

Dalle terre alle lune. Coltiviamo costruiamo abitiamo coltiviamo e balliamo lo scopo della ricerca nella bioregione adriaticosubcollinare e maiella nord orientale e' quello di sviluppare e diffondere un immagine forte del territorio in modo da accrescerne l appartenenza e la visibilità; le azioni mirate alla promozione del territorio si possono riassumere in alcuni punti essenziali: sviluppare un metodo di indagine per la conoscenza delle risorse diffuse ambientali economiche culturali individuando i prodotti agricoli artigianali e culturali per definire una appartenenza produttiva di qualità con immagini adatte alla loro comunicazione. valorizziamo la complessità culturale del paesaggio ambientale letterario musicale artistico segnalando la presenza promuovendo incontri rappresentazioni mostre. valorizziamo il paesaggio quale risorsa potenziando le infrastrutture e i sistemi insediativi esistenti suggerendo i modi convenienti dello sviluppo in chiave di sostenibilita e diffondendone tra gli operatori l attenzione e la cura. 

L'attività fin qui svolta ha permesso di sviluppare alcuni dei punti individuati articolando lo studio in alcune fasi operative come, ricognizione sul campo. siamo andati alla ricerca dei luoghi singolari punti panoramici percorrendo strade antiche e moderne sentieri abbandonati colture rare architetture dismesse centri di vita silenziosa creativa, eccellenze della cultura materiale nascoste capacita artigiane e conoscenze utili da tramandare. abbiamo cercato documenti negli archivi imparando a leggere in una lingua nuova passate scritture nell elaborazione dei dati e del materiale raccolto con cui abbiamo formato una banca dati organizzata secondo criteri codificati. l'analisi del paesaggio e' stata condotta secondo parametri conformi alla convenzione europea del paesaggio. per favorire una consultazione chiara e valida, i beni censiti e individuati come singoli elementi o come sistemi omogenei e integrati sono stati identificati per mezzo di schede contesti immagini riferimenti cartografici notizie storiche ed eventuali legami con esperienze culturali pubblicazioni cinema e teatro. 

La formazione di un sistema informativo territoriale permette l uso interattivo dei vari ulteriori strumenti in via di elaborazione quali il censimento dei beni culturali ed ambientali e le schede di raccolta delle informazioni. lo svolgimento della ricerca e' sempre accompagnata da adeguata comunicazione con occasioni di confronto con amministratori e rappresentanti di associazioni attive sul territorio per un aggiornamento interattivo. abbiamo sviluppato alcune pagine web per integrare il sito internet del cedterra, nelle quali inseriamo i risultati della ricerca utili per una efficace divulgazione del senso oltre che dei contenuti del nostro lavoro. 

Nel nostro territorio il sapere e la confidenza con il materiale terra attestano radici antiche ma la consapevole necessita di indagare aprocci materici e costruttivi alternativi all attuale cultura dell edificare ha mosso verso la riscoperta di un rapporto intimo tra casa ed abitante: spazi non più semplicemente fruiti ma nuovamente vissuti percepiti scelti. ecco allora farsi strada la necessita di un progetto abitativo che sia ecologicamente consapevole un progetto che fa dei prodotti in terra cruda un nuovo modo di essere in rapporto al luogo in cui viviamo; una nuova didattica come abbiamo fatto e ancora facciamo nei laboratori di educazione ambientale seminari mostre e workshop; nuova imprenditoria con ditte che fanno uso della terra per fare mattoni intonaci restauri e quanto altro esclusivamente con terra cruda. nei laboratori di ricerca del cedterra viene svolta continua sperimentazione tutto a base di argilla sabbia e fibre vegetali in diverse proporzioni. fibre vegetali diverse di volta in volta garantite dalle tradizionali lavorazioni contadine e dalle aziende legate alle attività colturali locali. nessuno stabilizzante o additivo di origine chimica compare nelle nostre ricette. 

Per offire un prodotto affidabile e di qualità tutti i risultati ottenuti sono costantemente confrontati tenuti sotto controllo con analisi test e verifiche prestazionali i laboratori: le terre i materiali e sistemi costruttivi in terra cruda sono sinonimi di qualità dell abitare. la terra cruda offre ineguagliabili proprieta igrometrie e di volano termico contribuisce a neutralizzare gli odori e ad abbattere il fenomeno dell inquinamento elettromagnetico, non rilascia esalazioni provenienti da composti e reazioni chimiche non emette radiazioni non genera ne libera polveri. di qualità del fruire: la terra cruda regala il piacere della matericita e della plasmabilita nella piena libertà creativa spinta fino all esperienza unica dell autocrostruzione. facile la sua manutenzione, garantisce quel comfort e benessere psicologico che sono alla base della bioedilizia e che ne fanno da sempre il materiale dell uomo per l'uomo. di qualita architettonica: la terra cruda permette infinite texture luminosità e colori materici naturali esprimibili anche attraverso raffinate finiture. 

Esse consentono quella libertà di forme che ne esaltano la percezione naturale rimandando a tradizioni architettoniche lontane nei luoghi e nel tempo che offrono soluzioni innovative anche per l interior design di qualità ambientale: la terra cruda nelle sue varie tecniche di messa in opera e' un materiale dal ciclo di vita chiuso controllabile durante tutto il processo costruttivo perfettamente recuperabile e riciclabile. nessun rischio o impatto per gli operatori coinvolti nessuna lavorazione o rifiuto speciale prodotto. nuove ricerche: le lune abbiamo cercato il ballo per le strade tra la gente nei mercati tra le pagine dei libri nel profondo del cuore della musica di tradizione. così come il canto il ballo il clima e l'energia della festa nello spazio del cerchio aiutano ad esprimere il ritmo gioioso della saltarella abruzzese comprendendone l'origine e l appartenenza culturale interpretandole con attenzione attraverso la conoscenza del loro significato e della loro funzione sociale passata ed attuale. 

Se comprendiamo il linguaggio e la geometria dei balli imparando i passi base riconoscendo il carattere per interpretarli con un lavoro complesso di arricchimento personale e esperienza entusiasmante del fare insieme percorriamo un modo di essere caratterizzato dallo spiccato senso di condivisione incentrato sulla ricerca e conoscenza di musiche e balli della tradizione territoriale locale. nuovo approccio alla bellezza e all intensità dei vari balli e suoni espressioni culturali delle comunità alle quali appartengono. scrive gurdijev queste danze adempivano a una funzione analoga a quella dei nostri libri come noi oggi facciamo sulla carta così una volta certe informazioni relative ad avvenimenti trascorsi da molto tempo furono riportate in queste danze e tramandate di secolo in secolo agli uomini delle generazioni future. queste danze furono chiamate danze sacre. nella scienza contemporanea, viene recuperata una antica scienza. 

Per ere è stata preservata con cura. E’ più o meno una forma d’arte ed è chiamata “geometria sacra”. Perché sacra, cosa c’è di così sacro nella geometria? Nelle scuole misteriche spirituali del passato si insegnava che la geometria è stata usata da Dio per creare l’Universo. Ora sappiamo che la geometria sacra contiene molti elementi misteriosi che descrivono elegantemente molti fenomeni come la crescita delle piante, le proporzioni del corpo umano, l’orbita dei pianeti, la luce, la struttura dei cristalli, la musica. 

La lista continua a lungo. La scienza arcaica della geometria sacra risale fino alla civiltà Egizia, ma può essere una eredità della civiltà mitica di Atlantide. alcune danze tradizionali probabilmente nelle loro forme e coreografie conservano gli antichi codici della geometria sacra di cui magari sappiamo leggere le singole lettere ma non ne comprendiamo il significato unitario totale quantico esoterico e bioenergetico.

Ferdinando Renzetti

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mercoledì 18 ottobre 2017

Autunno a Piumazzo, con i corsi olistici di Almo

buongiorno a tutti,  siamo pronti per iniziare con tutto il nuovo programma di almo: corsi, visite ed eventi.

andiamo per ordine e Vi invito domani sera alla presentazione di Carlo del corso di ENNEAGRAMMA. non mi stancherò mai di e questo corso…tutti in realtà sono belli….ma questo…

giovedì 19 ottobre alle 21, da almo spiegheremo come con questa disciplina potrete conoscervi di più e capire anche gli altri, accettare certe dinamiche di relazione ma anche le vostre interiori con la possibilità di migliorarle…certo che una volta che ne siete consapevoli perseverare…a voi la scelta, ma venite, sarà molto interessante anche se non farete il corso.

lunedì 23 ottobre ore 21:00 ci sarà la prima serata di STORIA LOCALE, con Angela affronteremo l'affascinante civiltà degli Etruschi attraverso gli straordinari reperti trovati nella necropoli di Spina: si tratta di corredi tombali costituiti da raffinati oggetti provenienti dalla Grecia classica, sapientemente esposti nel palazzo rinascimentale Costabili

Lunedì 30 ottobre ore 21 troveremo i protagonisti della favolosa stagione pittorica ferrarese nella seconda metà del '400 presso la corte estense: Cosme Tura, Ercole de Roberti, Francesco del Cossa, autori della complessa simbologia del celebre ciclo dei mesi di palazzo Schifanoia.

Domenica 5 novembre: gita a Ferrara
ore 13,20 raduno davanti alla chiesa di Piumazzo
ore 14,45 visita guidata del museo archeologico (palazzo Costabili detto anche di Ludovico il Moro); oltre alle sale con i corredi tombali si potrà ammirare la sala del Tesoro con gli affreschi del Garofalo, la sala delle canoe e il giardino con labirinto.
ore 16,45 visita guidata del palazzo Schifanoia, delizia estense; sarà l'ultima occasione per visitare gli straordinari dipinti del salone dei mesi prima della imminente chiusura per restauri
ore  19,30 circa   rientro a Piumazzo

sempre la prossima settimana partiranno tutti i corsi in calendario:
lunedì SPAGNOLO (prima serata in cui fare i gruppi di livello 1 e 2),
martedì TEATRO, MANI IN PASTA,
mercoledì INGLESE (prima serata in cui fare i gruppi di livello 1 e 2), CELLULARE,
giovedì ARTE/DISEGNO, ENNEAGRAMMA, TAGLIO E CUCITO
i dettagli come gli orari sono specificati nei volantini che trovate sul sito


il nostri contatti
spazioalmo
PiumazzoEmilia-Romagna 41013
Italy

lunedì 16 ottobre 2017

Bando delle armi nucleari. L' Italia e la UE tacciono (che la NATO ascolta...)


Nella foto il segretario della NATO Stoltenberg, il premier italiano Gentiloni e Federica Mogherini

La UE non ha preso posizione sul Trattato ONU per abolizione delle armi nucleari, l' Italia obbedisce solo alla NATO. Come Tsipras e il governo portoghese sostenuto dalla sinistra.

L' Unione Europea non ha preso posizione sul Trattato ONU per la proibizione delle armi nucleari. Tra i paesi membri, Cipro, Irlanda, Austria e Svezia nell' Assemblea ONU il 7 luglio hanno votato a favore del Trattato e Austria e Irlanda lo ha hanno gia' ratificato. I Paesi Bassi hanno votato contro mentre tutti gli altri paesi UE non hanno partecipato alla Conferenza ONU, in sostanza boicottando l' accordo internazionale per l' abolizione delle armi nucleari.
Ma l' Unione Europea in quanto tale non ha espresso alcun giudizio sul Trattato. Federica Mogherini, Alto Commissario UE per gli affari esteri, rappresenta infatti anche Austria, Irlanda, Cipro e Svezia e si e' limitata a commentare con un post Twitter il Nobel per la Pace all' Ican scrivendo di condividere l' impegno per il disarmo nucleare. Ma senza entrare nel merito del nuovo Trattato.

Mogherini interviene invece all'ONU all’ assemblea sul Trattato, quasi sconosciuto, per il bando dei test nucleari, accordo approvato nel 1996 e non ancora in vigore.

Qualcuno potrebbe obiettare che l' UE non fa parte dell' ONU e quindi la vicenda non la riguarda. Ma il 20 settembre 2017 Federica Mogherini era proprio nella sede dell' ONU a New York all' assemblea sul Trattato per il bando dei test nucleari dove è intervenuta a nome di tutti i paesi dell’ Unione.
Questo Trattato fu votato nel 1996 da 71 paesi e a settembre 2017 e' stato ratificato da 155 stati, ma non e' ancora in vigore perche' e' necessario per  questo la ratifica di tutti i 44 paesi che hanno tecnologia nucleare e per il momento Stati Uniti e altri 7 dei 44 paesi non lo hanno fatto.

La NATO l' unico vincolo che impedisce la ratifica per Italia, Grecia, Portogallo

L' Italia, come gli altri paesi UE contrari all' accordo sul bando alle armi nucleari del 7 luglio 2017, ha preso la posizione di boicottaggio del nuovo Trattato ONU solo per la sua appartenenza alla NATO. Un vincolo ferreo che impedisce atteggiamenti diversi da quello dell'Alleanza e quindi degli USA.

Anche il governo Tsipras e il governo portoghese sostenuto da Pcp e Blocco di sinistra contro il nuovo Trattato.

Anche il governo greco presieduto da Tsipras sta boicottando il Trattato per l' abolizione del nucleare. L' appartenenza della Grecia alla NATO impone questo atteggiamento al leader di Syriza e l' appartenenza della formazione politica nel Parlamento Europeo al gruppo  della Sinistra europea non influenza la politica militare del suo paese, membro della NATO e con enormi spese militari.
Contro il Trattato anche il governo portoghese sostenuto dal Partito Comunista Portoghese e dal Blocco della Sinistra, mentre la Merkel sicuramente non modificherà il suo atteggiamento ostile all' accordo del 7 luglio nonostante il probabile appoggio del partito dei verdi al suo prossimo governo.

Non ho al momento trovato prese di posizione di Corbyn sul Trattato. In occasione del premio Nobel all’ Ican il leader laburista ha ricordato la sua passata collaborazione con la Campagna, ma sull' accordo del 7 luglio non ha detto una parola. In futuro un eventuale governo del Regno Unito da lui presieduto avrà necessariamente sul Trattato una posizione precisa, ma oggi Corbyn si guarda bene dal pronunciarsi.

Nell'ottobre 2016 l' Assemblea del Parlamento Europeo aveva votato una mozione auspicando una conferenza ONU sul disarmo nucleare e la partecipazione costruttiva dell' UE.

La mozione era sostenuta anche dal gruppo socialista che ha giustificato il successivo cambio di atteggiamento da parte di tutti i partiti socialisti con il fatto che il percorso del Trattato non e' stato poi concordato con i paesi nucleari.
Dopo quell' appuntamento di ottobre 2016, a livello comunitario non c'e' piu' stato nessun pronunciamento sull' importante accordo internazionale votato dall' Assemblea ONU il 7 luglio 2017 e non si ha notizia neanche di dibattiti ufficiali sulla questione.

Sarebbe utilissimo quindi un dibattito generale sul Trattato in Europa e nel Parlamento Europeo

Un occasione per aprirlo potrebbe essere il prossimo 10 dicembre, quando ad Oslo sarà consegnato il premio Nobel per la Pace all’ Ican, un riconoscimento motivato ufficialmente anche per   per i suoi sforzi innovativi per arrivare a un trattato di proibizioni di queste armi”


Marco Palombo


sabato 14 ottobre 2017

Grottammare - Aspasia di Giacomo Leopardi - Recensione


Risultati immagini per Grottammare - Aspasia di Giacomo Leopardi 10 ottobre 2017

ASPASIA di Giacomo Leopardi

di e con Vincenzo Di Bonaventura

Associazione Culturale Blow Up
Teatro dell’Arancio  -  Grottammare Paese Alto  -  10 ottobre 2017  h21.15


“LETTURA DI FURORE”

        “Vi invito a leggere con furore questi poeti” - dice l’attore solista al suo pubblico - perché essi sono l’epoca, sono il secolo, essi sono i contemplatori dell’eterno. Leopardi, Majakovskij, Pasolini, Manzoni, Campana, Montale, Wilde e altri, indietro fino a Sofocle, avanti fino a Dimarti: protagonisti del viaggio cosmico-letterario di un anno, iniziato stasera con Di Bonaventura che quella poesia “ferocizza” e canta e reinventa, così come un sisma scuote e sovverte e riscrive i luoghi conosciuti.

        Oggi è Leopardi a parlare “dentro” l’attore, e la voce di questi frantuma stereotipi e scolastiche immaginette del poeta che nessuno ignora e pochi conoscono.
La musica sottolinea la parola, tuttavia diversa da quella pensata dall’attore/regista: la bobina prescelta ha incontrato il macchinario vecchiotto ed è saltata. C’è anche il proiettore vetusto che “crea da solo gli effetti speciali”, sfoca le diapositive (ne esistono ancora) e ogni tanto gli serve un colpetto… Affettuosa atmosfera di cose pensate con passione, amorosamente scampate alle gelide perfezioni tecnologiche.

        Ma quando su tutto si alza la voce dell’attore, ci par di essere tra i cinquemila (!) suoi spettatori in una Venezia di tanto tempo fa: dimentichiamo il teatro mezzo vuoto, l’assordante indifferenza, il deserto di pensiero di queste nostre cittadine paghe e stanche di superba satolla opulenza.
In quella voce quasi non riconosciamo i versi pur milioni di volte ascoltati e letti e saccheggiati: è come incontrare per la prima volta quel dolore, la ribellione aspra, l’esperienza di sé che diviene meditazione sul destino umano.

       “Sono così stordito dal niente che mi circonda…”: emoziona sullo schermo la grafia elegante del poeta nella lettera disperata al Giordani dopo l’inutile fuga da casa, riprecipitato a forza nell’ angustia bigotta del natio borgo selvaggio; e in quella ad Adelaide Maestri: “Quanto a Recanati […] io ne partirò, ne scapperò, subito ch’io possa”. E da Firenze, alla sorella Paolina: “Il ritratto è bruttissimo, nondimeno fatelo girare, acciocchè i Recanatesi veggano con gli occhi del corpo (che sono i soli che hanno) che il gobbo di Leopardi è contato per qualche cosa nel mondo, dove  Recanati non è conosciuto pur di nome”.

        Frammenti di vita che disegnano la storia di un’anima (quella che il poeta progettò giovanissimo) e in essa  il maturare di una “coscienza del tutto chiara del destino proprio e di tutti gli uomini” (Fubini).
Il perpetuo circuito di produzione e distruzione” con cui l’universo garantisce la propria conservazione, è del tutto indifferente alla felicità o infelicità degli uomini (“… Se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me n’avvedrei”, risponde la Natura all’Islandese che la interroga e l’accusa): ecco allora la pietà profonda per ogni individuo e per ogni specie, il rigetto delle mistificazioni antropocentriche, dello spiritualismo consolatorio, dell’ottimismo del secol superbo e sciocco, e quella filosofia, infine, “disperata ma vera” che non cerca risarcimenti, ma di cui il poeta rivendica il valore positivo e umanitario (“La mia filosofia[…] di sua natura esclude la misantropia, di sua natura tende a sanare […] quell’odio che tanti e tanti portano cordialmente ai loro simili…”).

        Ma ineliminabile nell’uomo è l’istanza di felicità, irrinunciabile il diritto ad essa: di questo anelito è l’Amore l’espressione più energica e la “suprema manifestazione vitale”. La voce dell’attore ci scaglia dentro la profondità di quella feroce ansia di vita, di quel bisogno insaziato d’amore che si fa Pensiero dominante (“Dolcissimo, possente / Dominator di mia profonda mente…”) e passione violenta, contemplazione sensuale, poi definitiva tragica disillusione. Allontanata allora nel ricordo la figura di Aspasia (“Torna dinanzi al mio pensier talora / il tuo sembiante, Aspasia”), rivolto il disprezzo verso quella parte di sé che ha ceduto agli inganni, non resta che l’infinita vanità del tutto, sola titanica certezza.

        In questo teatro “necessario e testimoniale” ascolteremo, di serata in serata, altre voci di altri poeti: rivoluzionarie come quella del Leopardi e ancora nostre compagne di strada, esse ci salvano dal clamore pubblicitario che sovrasta le coscienze; ci sottraggono alla prigione dell’oggi che confonde il desiderio di felicità con la soddisfazione dell’avere, ad una società tanto assordata dal proprio strepito che sul gigante recanatese perfino imbastisce senza imbarazzo un film e ne fa - non bastasse - occasione di marketing e di vaneggiante promozione turistica.


  Sara Di Giuseppe



venerdì 13 ottobre 2017

La magia delle cose - Terra e terre



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alcuni sanno vedere nelle cose più comuni aspetti straordinari, fantastici,
poetici. sono impressioni che proviamo anche noi se ci fermiamo ad osservare le
cose con affetto, senza pensare alla loro utilità pratica, ma solo alle loro
forme ai loro colori...e’ la magia delle cose

un giorno il suo sguardo si poso su uno straordinario oggetto, un pezzo
di ceramica simile a una stella marina, rotta per caso in cinque parti
irregolari. il colore principalmente l’azzurro che gli dava una ricchezza e un
lustro incredibili;una goccia di sole e quando vi ebbero tolto lo strato di sabbia apparve un colore verde, un pezzo di vetro così spesso da sembrare opaco, era solo un pezzo di vetro era quasi una pietra preziosa

i pesci nella palla di vetro nuotano nel gusto di impressioni del loro
corpo sodo come se venissero liberati per un grande spazio. ai lati sulle
branchie come un motivo di decorazione più astratta, strana, dalle finte dei
grandi occhi neri cerchiati doro


l intreccio di radici di fusti e di foglie delle erbe forma una foresta
in miniatura d insetti che masticano foglie vive e succhiano linfa. lunga
galleria scende sotto la superficie del suolo di fango masticato, costruiscono
enormi fortezze di fango ;ogni insetto che vi lavora costruisce i suoi mattoni masticando terra
mescolandovi cemento liquido, barbottina e portano una pallottola di fango nel
giusto punto del muro che sta sorgendo. condotti di aerazione fanno uscire aria
calda, profondi pozzi scendono e attivano le fondamenta del terreno nuovo. qui
gli operai vanno a raccogliere l acqua con cui spruzzano sulle pareti

davanti alla citta bassa c e’ il porto, conchiuso a ovest da una
centrale elettrica e ad est da uno stabilimento chimico o meglio dalle rovine
di quello che fu uno stabilimento chimico che ha smesso di funzionare da circa
venti anni;si puo passeggiare contemplando da un lato il flottio di un
mare lucente e schiumoso e da un altro l interminabile avvizzire delle lamiere
dei vetri delle assi dei muri forse dei macchinari;gli anni trascorsi
hanno depositato sullo stabilimento una coltre di terra da quella terra
fecondata dal vento e dalla pioggia nasce l erba

sembra che quando le foglie del cotone sono danneggiate e divorate da
certi insetti esse emettano nell aria una sostanza che funziona come richiamo
di aiuto. infatti altri insetti attratti dalla sostanza emessa accorrono in
massa divorando gli insetti che mangiano il cotone;gli uomini quando
sono in pericolo possono chiedere aiuto o con la voce o con la radio o con
altre segnalazioni. anche molti animali sono capaci di chiedere aiuto con suoni
movimenti o con emissioni di sostanze varie. di recente si e’ scoperto che anche
le piante sono capaci di chiedere aiuto

subito decidiamo senza esitazione di uscire e di affrontare la pioggia, all ultimo
momento non resisto alla tentazione di comprare un grosso cono di cartone pieno
di pop corn appena tostato. sara lo apre e peschiamo a piene mani dei lievi
grani canditi dorati soffiati e croccanti usciamo sotto la pioggia ridendo e
stringendoci camminando svelti tra la folla continuando a sgranocchiare pop
corn. sara improvvisamente si ferma ride si toglie le scarpe e cammina a piedi
nudi sulla erba del parco, solleva con le mani il cono più in alto che può;

apre la bocca e comincia a versarsi in gola pop corn e pioggia, pioggia
e pop corn, finché il cono e’ vuoto e lo lancia nel vuoto verso la piazza

il mondo che si presenta ai nostri occhi e’ un mondo incantato che da la
parola alle cose permettendo loro di trasmettere messaggi veicolando sensazioni
ed emozioni;viaggio iniziatico nel nucleo dell audacia e nella
morbidezza immaginifico portale che permette l accesso a mondi invisibili, non
sempre razionali che appunto vanno disgelati; l umiltà di porsi in
ascolto fa che si stabilisca un rapporto profondo e irripetibile con forma e
colore, diverso di volta in volta. siamo ben piccola cosa di fronte all armonia
universale;la vibrazione provocata dal suono consente un contatto
empatico con il se interiore e apre al momento iniziatico che induce al
silenzio e dischiude il fragile frammento posto a barriera della ragione 

retropia limite del tempo inquieto nella solitudo esistenzialis del topolino
pentasfera il geco buffalbacco il rospo belzebuffo nostro animale totemico e lo
scarabeo pentesileo con il signor chicco di grano zo’maro carosella

sono del sud più sud che ce’, sprofondo sud. ma uomo del sud non ce’ che
più a sud, più in la del suo sud, un sud non trovi più sud del sud. il sud e’ un
paese assai bello il sole e’ caldo e non si fredda mai. il mare e’ azzurro verde
sperlucente siamo genti felici e stracontente non abbiamo bisogno mai di di niente,
qua si campa d aria! il sud e’ proprio un paradiso non ce’bisogno di lavorare
co sto cielo sta luna e sto mare, qua si campa d aria;qui il giorno e’ chiaro
permanenti a che ci serve a noi questa correnti qui ci vediamo benissimo anche
di notte, ce’ la luna pe illuminazione. insomma come ve lo devo dire qui si
campa d aria, qua si campa d aria! si campa d aria, non lo sapevate??!!


Ferdinando Renzetti

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