Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

domenica 15 maggio 2022

Dante a Nonantola... grazie a Risorgimonte



Quel manipolo di ragazzi dell'Associazione Risorgimonte di Montecorone non finisce mai di stupirmi. Già da tempo avevo ricevuto un invito molto gradito ad essere presente ad una delle loro manifestazioni culturali, sabato 14 maggio, stavolta nientepopodimeno che all'abbazia di Nonantola, invito prontamente accettato, coinvolgendo anche l'amica Mara. Purtroppo Paolo, leggermente indisposto, invece, è rimasto a riposo, a casina.

Era la seconda tappa di un percorso denominato "Luoghi dell'Anima a Modena, per tre lecturae Dantis".Il tema portante era la Libertà, espressa in tanti scritti e discorsi anche famosi, tra questi ne erano stati scelti, dai componenti, diversi. Tra questi il principale è stato il Primo Canto del Purgatorio di Dante, magistralmente parafrasato prima e declamato poi da Claudio Stefano D'Inzeo, poi tra gli altri, "Prima di tutto vennero a prendere gli zingari", di Niemoller, parte di  "Io ho un sogno" di Nelson Mandela, "La Libertà" di Trilussa, per l'occasione tradotto simpaticamente in dialetto modenese, "Sulla Libertà" di Don Tonino Bello, recitati da Antonella Giacomozzi e Vincenzo Cariani. Donatella Tocci ci ha invece deliziato con i canti di "Ave Verum" di Mozart e "Panis Angelicus", di Cesar Frank.
Il tutto molto intenso e suggestivo. Siamo usciti dall'Abbazia con gli occhi, le orecchie, ma soprattutto il cuore pieni di belle emozioni e la voglia di perseguire, come tanti prima di noi hanno fatto, ideali di bellezza e libertà.

Grazie Risorgimonte, siete nel nostro cuore e, magari, un dì, saremo ben lieti di ospitarvi a Treia.

Caterina Regazzi


sabato 7 maggio 2022

Sto scoprendo...



Sto scoprendo che per essere liberi e democratici occorre sfoderare le unghie e cominciare a scremare le amicizie.

Sto scoprendo che ci sono persone intorno a noi che hanno solo bisogno di essere cercate, apprezzate, e sono pronte a condividere la libertà di vivere in uno Stato sovrano, tra gente che la pensa diversamente, con persone che, pur non praticando i nostri antichi riti, si proclama credente e dimostra una fede più forte della nostra.

Sto scoprendo che inattese risposte, rivelano persone meravigliose che, pur rimanendo nell’ombra, ti sostengono sempre e ovunque.

Sto scoprendo che la carità e la solidarietà non sono quelle degli spot televisivi, ma sono quei gesti nascosti che non immaginavi, e che ti scaldano il cuore.

Sto scoprendo che i primi a giudicare sono coloro che non sanno accettarsi per quello che sono e pretendono di far scivolare verso il basso gli altri, per potersi sentire più in alto.

Sto scoprendo qual è la vera amicizia; è quella che non pone condizioni e che ti accetta per come sei, con le tue cadute di stile e con i vuoti di memoria.

Sto scoprendo cosa vuol dire, da cittadina comune, da donna, cercare di occuparsi della "cosa pubblica", di quei posti da sempre riservati.

Sto scoprendo che si può essere citati per quei cittadini che, con pretestuosi intenti, tentano la scalata al potere, che suscitano l’invidia di quelli che non hanno il fegato per farlo.

Sto scoprendo che c'è ancora chi osserva e critica, chi non guarda oltre e chi si permette di imporre le sue condizioni senza motivo, ma per partito preso.

Sto scoprendo che col giudizio non si procede nella crescita personale e con l’incapacità di osservare da ogni prospettiva, si perde il concetto di Unità, si vede il dito e non la luna e si perdono tante occasioni che la vita non ripropone più.

Sto scoprendo che c’è ancora chi sa aiutare senza chiedere nulla in cambio e che ti dimostra in ogni piccolo gesto il suo affetto.

Franca Oberti

mercoledì 4 maggio 2022

Stop armamenti per abolire le guerre...



            In merito alle guerre  quello che ancora continua a mancare è una lungimirante volontà politica di istituire un organismo internazionale capace di spegnere, se non altro in futuro, i focolai sul nascere. Ma come indurre il guerrafondaio a trattare? E non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Sarebbe stato inutile cercare di convincere Cesare o Attila a non invadere i popoli che volevano conquistare; ma oggi la situazione è diversa e l’alleanza tra i popoli può essere un forte deterrente per qualunque folle  invasore. In virtù di tale coalizione oggi si poteva e si doveva trovare un accordo.


            Quando due si fronteggiano in modo bellicoso il più debole è destinato a soccombere e ad accettare le condizioni del vincitore a meno che il debole non viene sostenuto dagli altri popoli in modo che le forze in campo siano bilanciate e indurre l’invasore a trattare. Questa è la situazione della guerra attuale voluta principalmente o totalmente da Putin. Quello che emerge è la mancanza di valori umani, assenti nella sua natura. Il danno incalcolabile causato, le sofferenze e la morte di centinaia di miglia di vittime innocenti non sono percepite dalla sua coscienza, ammesso che ne abbia mai avuta una. Ed è la coscienza degli uomini a fare la storia.           


            Senza armi non è possibile alcuna guerra. Il male della guerra sta proprio nel danno che producono le armi usate; se le parti in contesa fossero disarmate dovrebbero necessariamente dialogare per  risolvere i loro conflitti.


            Costruire armi per essere sempre più forti è la più grande follia umana che ha portato e che potrebbe portare alla rovina l’intero genere umano. Non sono bastati i fiumi di sangue, le sofferenze delle guerre passate, i milioni di morti. L’uomo non impara nulla dalla storia e il motivo sta principalmente nel fatto che non serve a nulla parlare di pace se non si EDUCA l’umanità alla pace. Nella drammatica realtà dell’attuale non è possibile fermare una guerra se non cercando di indebolire l’invasore aiutando il popolo invaso? Ma questo non porta il perdurare della guerra e ad aumentare il numero dei morti? Bisognerebbe chiederlo alle vittime. Come ci comporteremmo se fossimo noi ad essere stati invasi? Ogni guerra è una miserevole sconfitta per l’intero genere umano. Vergogna, mille volte vergogna per la nostra incapacità di impedire una guerra.


            In futuro per impedire che il dramma delle guerre si ripeta occorre, a mio avviso, convincersi che è indispensabile l’abolizione di ogni arsenale bellico. e di qualunque arma, facendo in modo che:

-        1)  NESSUNA NAZIONE POSSA PRODURRE E DISPORRE DI ARMI DI ALCUN TIPO E CHE SI PROCEDA ALLA LORO SISTEMATICA ERRIIREVOCABILE E PLATEALE DISTRUZIONE.

-        2) CREARE  UNA FORZA INDIPENDENTE IN GRADO DI PROTEGGERE I PAESI CHE PROCEDONO NELLA PROGRESSIVA SMILITARIZZAZIONE E DISTRUZIONE DEI PROPRI ARSENALI BELLICI.

-        3) NELLA FORMAZIONE E NELLA DIDATTICA, DALLA  SCUOLA MATERNA ALL’UNIVERSITÀ, PERORARE PROGRAMMI DI EDUCAZIONE ALLA PACE, ALLA CONDIVISIONE, AL RISPETTO DELLE DIVERSITÀ POLITICHE, CULTURALI, RELIGIOSE, AL VALORE DELLA VITA.


Franco Libero Manco       




domenica 24 aprile 2022

Per un 25 aprile che combatta il fascismo ed il nazifascismo

 


Caro Paolo, pochi giorni prima del 25 aprile di 77 anni fa, precisamente il giorno 9 aprile, pochi minuti prima delle ore 12, a Bari, stavamo a Scuola. 

In assenza dell'odiata/amata sirena arriva una improvvisa potentissima e tremenda esplosione. 
Cedono i delicati vetri delle finestre, tantissime finestre (oltre ai danni alle case). 

Una di quelle schegge colpisce la mia mano sinistra. 
Impossibile andare in Ospedale: strapieno e code esterne, 
La farmacia vicina strapiena. 

Non c'erano i medici di famiglia. 

Alcuni ci indicano un medico lì vicino e, lì, finalmente, tolto il fazzoletto inzuppato di sangue, viene medicata e cucita la mia ferita.

Quella cicatrice vive con me: è qui allegata. 

Cicatrice che da 60 giorni mi tormenta (così come ogni qualvolta sparano i cannoni, piovono le bombe sempre più assassine su persone innocenti e pacifiche). 

Cerchiamo di impedire il richiamo al dettato Costituzionale a coloro che hanno operato il massacro di quella Costituzione Repubblicana voluta e lasciataci in eredità dai VIVI e dai MORTI che hanno combattuto contro il fascismo e il nazifascismo. 

W la REPUBBLICA. 
W la COSTITUZIONE REPUBBLICANA. 
W la LIBERTA'.

Vito de Russis




martedì 12 aprile 2022

Facebook addio! Piccola storia di una storia di Massimo Angelini



Venerdì scorso, per strada, in centro, durante la pausa meridiana noto un giovane che tiene per i capelli un uomo visibilmente più anziano e lo colpisce più volte; intorno sette-otto persone adulte: due con lo smartphone riprendono la scena. Mi inserisco e li divido. Il giovane urla qualcosa e si allontana nei vicoli; l’anziano raccoglie gli occhiali e mi ringrazia. Gli chiedo come sta. Bene, poteva andare peggio – dice – comunque bene, e dopo un poco si allontana. Anche le persone che facevano corona si allontanano, ma ai due con lo smartphone faccio in tempo a dire che se hanno ripreso anche me non pubblichino la mia immagine.

Vado in un bar, ho voglia di calma, mi regalo un buon caffè al tavolo del dehors, chiudo gli occhi e mi rilasso.
Posto il fatto su facebook, più o meno come l’ho raccontato sopra, senza fotografia. Annoto che da un po’ di tempo a questa parte mi sembra di notare più nervosismo del solito, più irritabilità e chiedo se è solo una mia sensazione o se è condivisa.
Cominciano i commenti. I primi contengono complimenti generici, del tipo giusto, bravo, hai fatto bene.
Uno dei soliti noti mi fa osservare che non avrei dovuto intervenire, senza prima accertarmi delle ragioni del giovane. Per quello che so, poteva avere sacrosanti motivi per darle di santa ragione al più anziano. Lo saluto e gli chiedo come avrei potuto accertarmene. In nessun modo, chiosa, quindi sarebbe stato meglio evitare di impicciarmi.
Interviene una commentatrice per rinforzare il solito noto e dire che mi sono comportato in modo paternalista e violento, perché certamente per dividere i due li ho toccati senza averne diritto. Senza contare che per questa ragione avrebbero potuto denunciarmi.
Si fa sotto un altro e mi chiede se dopo mi sono disinfettato le mani perché, per ciò che ne sapevo, potevano essere persone malate di covid. Non gli rispondo. Un altro incalza: Avevi la mascherina?
Segue un commento a brucia pelo: La colpa è di Draghi che sta massacrando gli italiani – come si potrebbe non essere nervosi?
Si attacca il solito noto con una tirata sull’abuso dei dpcm e dell’istituto della fiducia che di fatto hanno cancellato il Parlamento e con esso l’ultimo barlume di democrazia. E insiste che forse il giovane è una vittima di questa situazione che non è più sostenibile.
Ancora un commento sul mio paternalismo perché ho limitato la loro libertà e non ho permesso che potessero sbrigarsela da soli. Potevo solo essere contento di non essere stato colpito, ma se fosse successo, me lo sarei cercato. Rinuncio a rispondere.
Maria – la chiamo così – chiede se i due avevano la mascherina, perché forse l’aggressività del giovane poteva dipendere da una sorta di avvelenamento, molto comune per chi è costretto a respirare la propria anidride carbonica per lungo tempo.
Altri giusto, bravo, hai fatto bene.
In bellezza, uno che di tanto in tanto appare, commenta che i giovani non ne possono più : i vecchi come l’altro – che, per quanto ne so, potrebbe averlo provocato, forse deriso – sono quelli della generazione che ai giovani ha scippato il futuro, il lavoro, l’ambiente, le risorse, i sogni e persino il diritto al voto e (questa proprio non l’ho capita) a un sano divertimento, e conclude che ho fatto male a intervenire senza sapere davvero cosa fosse successo tra i due e senza conoscere le ragioni del più arrabbiato e, forse solo apparentemente, aggressivo.
E’ passata mezz’ora : 22 like (tra i quali due cuori e una faccina con la lacrima), 16 commenti, 2 condivisioni.
Sono afflitto.
Pensavo di introdurre un dialogo sull’indifferenza di fronte alle piccole violenze quotidiane, sul modo attraverso il quale pare che sempre più si osservino gli eventi come attraverso uno schermo televisivo e un videogioco, e in un attimo penso che presto le cose potranno peggiorare : forse partiranno le tifoserie fino agli ultras della volgarità, gli emuli di Cruciani e Sgarbi; come in un carosello cialtrone davanti al mio sguardo sfilano Bassetti, Zelensky, il greenpass, Orsini, il Gran Reset, Speranza, Parenzo, Salvini, Vespa, il fantasma di Soros, Mario Giordano, Pappalardo e il protocollo dei Savi di Sion; sento che stanno per sbocciare le sapientine e i piazzari – ex virologi di una trincea o dell’altra, laureati su google e youtube – che ora sanno tutto del Donbass, delle condizioni di salute mentale di Putin, delle sue strategie (finora) più segrete, delle aritmetiche della geopolitica, del microchip iniettato col vaccino che rende più aggressivi o docili a comando, e pontificano su cosa dovrebbero fare i governi e chi Bearzot e Mancini avrebbero dovuto mandare in campo; penso ai prossimi commenti delle progoverno a tutti i costi e degli antisistema a prescindere, e alle solite troppe parole degli analfabeti funzionali che, incapaci di leggere, hanno solo da dire la loro, qualunque sia lo spunto che, anche solo per remota analogia, viene loro offerto.
Mi manca l’aria, cancello il post, lascio il dehors, mi riprometto di uscire da facebook una volta per tutte, torno al lavoro.

Massimo Angelini



lunedì 11 aprile 2022

Israele. La censura che oscura...



Dei giornalisti palestinesi sono stati interrogati e imprigionati da Israele per aver documentato proteste, funerali e altri eventi politici, inducendo molti di loro all’autocensura.


Questo articolo è stato pubblicato in collaborazione con Local Call e The Intercept.

Durante la violenta escalation della primavera del 2021 in Israele-Palestina Hazem Nasser ha fatto ciò che gli era stato richiesto: ha iniziato a riprendere. A quel tempo Nasser lavorava come giornalista per la rete televisiva palestinese Falastin Al-Ghad [Palestina Domani, ndtr.], in cui i filmati di Nasser documentavano le crescenti tensioni tra le marce nazionaliste ebraiche, le manifestazioni palestinesi e la brutalità della polizia israeliana a Gerusalemme.


Il 10 maggio Nasser ha deciso di riprendere uno scontro tra manifestanti palestinesi e l’esercito israeliano nella Cisgiordania settentrionale occupata. La giornata è rimasta impressa nella memoria di Nasser, non per lo scontro in sé, né per gli attacchi militari iniziati più tardi quella sera tra Hamas e Israele, ma per quello che gli è successo in seguito.

Nasser stava tornando a casa quando è stato fermato dai soldati israeliani al checkpoint di Huwara [a sud di Nablus, ndtr.] e portato via per essere interrogato. Nasser ha languito in carcere per più di un mese mentre lo Shin Bet, il servizio di sicurezza interna israeliano, lo interrogava ripetutamente.


“Tutte le domande riguardavano il mio lavoro di giornalista“, ha riferito Nasser. Mettevano sul tavolo le immagini delle mie riprese video, tra cui il funerale di un palestinese, la gente che si radunava per una protesta, una piazza che inneggiava a uno shaheed (martire), una manifestazione con le bandiere di Hamas. Chi mi interrogava mi diceva che non potevo fotografare quelle cose, perché costituivano delle istigazioni alla violenza. Gli rispondevo che sono un giornalista e questo è il mio lavoro: mostrare immagini di cose che accadono e che le testate israeliane fanno la stessa cosa. Lui mi urlava di tacere“.


 Yuval Abraham



Fonte: https://www.972mag.com/palestinian-journalists-incitement-detention/


giovedì 31 marzo 2022

”Il gioco cosmico dell’uomo” di Giuliana Conforto - Recensione




Pochi sono consapevoli dei tempi eccezionali che stiamo vivendo: pochi ma sufficienti per aiutare se stessi e l’intera umanità; sono quelli che Vangeli e film come ”Matrix” chiamano gli ”eletti”, quelli che cercano la verità. Gli eletti si sentono diversi fin dalla nascita, non si adeguano alla ”realtà” di questo mondo vorrebbero cambiarlo ma non sanno come fare.

Imboccare la via dell’ evoluzione è un ”cambiare” che è in realtà diventare se stessi; è ESSERE, ovvero: RIFLETTERE NEL MONDO IL PROPRIO MESSAGGIO GENETICO IN TUTTA LA SUA INTEGRITA’.

L’incontro fatale con un professionista, che ristabilisce il contatto con il vero sé, è il passo necessario per chi cerca la via. E’ un evento che imprime una svolta all’ esistenza del potenziale ”eletto”; l’evidenza che TUTTO CIO’ CHE HA SEMPRE SAPUTO E SENTITO E’ VERO e non solo sogno o vaga fantascienza.


Tuttavia ”per imboccare la via” dice Morpheus (il professionista di ”Matrix”), ”sapere non basta”. Bisogna aprire la porta interna, sciogliere quella barriera che è la paura di essere diversi e quindi non accettati dagli altri.


Gli ”eletti” sono pochi, ma non pochissimi: forse alcuni milioni o decine di milioni. Sparsi come il sale ovunque nel pianeta, immersi in ”realtà” familiari e sociali che negano tutto ciò che gli ”eletti” sentono. La sfida è CREDERE IN SE STESSI, OSARE ESSERE DIVERSI, RISPETTARE LE PROPRIE ABILITA’, SVILUPPARE I PROPRI TALENTI;    NON ADATTARSI quindi al sistema che organizza ogni attimo della così detta ”vita”. Gli ”eletti” sono ”enzimi” di una trasformazione planetaria che consentirà a tutti LIBERTA’, PROSPERITA’, UNITA’ e COMUNIONE CON LA NATURA.

Dal libro: ”Il gioco cosmico dell’uomo” di Giuliana Conforto