Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

sabato 19 ottobre 2019

Riconoscersi in ciò che si è

Il Risveglio  non può essere indotto negli altri con le parole, quel Risveglio  in cui il “se stesso” si  riconosce in Se stesso, l’essere come veramente è, completo, puro, reale, perfetto, senza paure e senza desideri.
 
Ma il “tendere verso” non può essere “aiutato”  reprimendo paure e desideri. La scomparsa di paure e desideri deve avvenire spontaneamente, quando scoprendo e amando il nostro vero Sé, non abbiamo più paura di nulla e non abbiamo più desideri.

Così  senza sostenere prove o sentirci stressati possiamo seguire le due vie:  quella dell’amore verso l’esterno e quella della conoscenza verso l’interno. Che poi sono una sola. 

Accompagnandoci lungo il percorso con “gli altri”, tutti gli altri, che  fanno parte di noi.  Capendo noi stessi e conoscendoci conosciamo e capiamo gli altri, e conoscendo gli altri capiamo noi stessi, nei momenti bui e in quelli luminosi, e possiamo rifletterci e far “riflettere” gli altri in noi.

Possiamo tranquillamente  ignorare il nostro ego, che ci porta sempre e comunque a contrapporci, a differenziarci, a metterci in opposizione con ciò che noi, ciecamente, vediamo diverso, ma che fa parte dello stesso Uno. A volte  l’ego viene smascherato  ed allora esce dal cuore una sonora risata: ti ho scoperto! Anche se lui spesso è ancora lì a prendersi, immotivatamente e dannosamente, di nuovo, il suo spazio. Ad ognuno compete la sua parte nel gioco della Coscienza.

E quando arriviamo a conoscerci e accettarci completamente, le nostre azioni sono consone alle circostanze ma non hanno finalità particolari, non abbiamo bisogno di combattere contro qualcuno, possiamo amare indefinitamente e senza condizioni noi stessi come il resto del mondo.
 
Manifestando le nostre vere  qualità, senza timore delle conseguenze e senza aspettative di risultati.  La vita è un gioco in cui  recitare la propria parte è essenziale.

L’evoluzione procederebbe così e può procedere così non tanto o non solo per tentativi ed errori, ma tramite quella consapevolezza intuitiva, che tira l’intero corpo cellulare e mentale in avanti…….. 
 
La complementarietà porta all’equilibrio, alla visione chiara dei due aspetti, allo spirito e alla materia, al buio e alla luce, al moto e all’inerzia, nella comprensione che siamo tutti uniti e, come dice il saggio:  “dolore e piacere sono le creste e gli avvallamenti nell’oceano della beatitudine. In profondità c’è la pienezza assoluta”  (Nisargadatta Maharaj)
 
Caterina Regazzi e Paolo D’Arpini
 

lunedì 14 ottobre 2019

Come risolvere la crisi ambientale? Fatti non parole....


Risultati immagini per Come risolvere la crisi ambientale

Davvero avete bisogno
di sapere se il clima è impazzito
se quella ragazzina è manovrata
se è vero che i ghiacciai si sciolgono
se l’Amazzonia brucia
se la plastica soffoca gli oceani
se il pianeta collasserà nel 2050
se le emissioni di Co2 sono sopra il livello di guardia?
A me basta
osservare la fila di auto al mattino sulla statale
per finire almeno otto ore al giorno in contesti tossici
costretti in ansie e doveri
vedervi fare quello che anestetizza l’anima
e non quello che vi libera
per tornare la sera cinici ingrigiti
A me basta vedere i vicini di casa
che sono più irritati dalle foglie della quercia in autunno
che dal rumore e dalla polvere dei camion
A me basta
sapere che vi sembra normale
lasciarvi imbruttire da un’altra banalità
incazzarvi per un commentino sui social
ma ignorare il continuo sperpero della vostra vita
e non cantare mai
A me basta
vedere quel ragazzino che si chiude in casa per sempre
perché non ne vuole sapere di questa infelicità
di questa burocratizzazione dell’umano
di questi adulti così marci che non comprendono
che la vera emergenza
è non saper riconoscere la meraviglia di un fiore
A me basta
vedere un esercito di depressi che bramano psicofarmaci e ansiolitici
riempiendo le tasche velenose di chi gli sta rubando la vita
e sentire dentro di me che questa depressione
è una ovvia risposta del corpo a tutto quello che non va e a cui non dico di no
A me basta
essere allergico al polline e far fatica a respirare
per l’aria tumorale di questa pianura
che cresce come il vostro Pil
A me basta
vedere i tuoi parenti che muoiono di cancro
per Augusta, per l’Ilva, per l’acqua contaminata, per il cibo guastato dal profitto
e sentire gli schiavi degli schiavi che dicono
“meglio morire di lavoro che di fame”
A me basta vedere
quanti soldi buttate per la ricerca contro le malattie
quando è questo costringersi alla falsità
che ci fa esplodere il pancreas
distrugge la cistifellea e annerisce il colon
e che le cellule diventano tumorali
perché la bellezza è oscurata e la gioia non trova spazio
Avete ancora bisogno di ascoltare i dibattiti e ragionare sui dati
per sapere che la casa è in fiamme
che l’inquinamento fuori è identico a quello dentro l’umano
che tu per primo stai bruciando
e che basta
la tua attenzione gentile
che ti fermi adesso, che respiri, che ti vedi
che basta
il tuo cuore aperto e vulnerabile
per curare tutto il mondo?
A me basta.


Giordano Ruini

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Commento di Maurizio Di Gregorio: "Jane Fonda si è fatta arrestare a Washington in una manifestazione. Jane Fonda ha lottato una vita contro le guerre e gli armamenti, per la pace. A 81 anni manifestava contro il cambiamento climatico, per l'ecologia. Jane Fonda ci ricorda che l'impegno civile, politico e morale è fatto di azioni, non solo e non tanto di parole..."


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Treia. Maurizio Di Gregorio al centro

sabato 12 ottobre 2019

Pescara. Orti urbani, permacultura e lavorazione terra cruda



Agricoltura naturale urbana: esperimento di permacultura urbana nella periferia di Pescara, talee ortaggi piante officinali oleoliti, un piccolo laboratorio dove si può impastare la terra cruda  con la paglia, coltivi anche direttamente sulle balle o sul materiale vegetale secco auto-prodotto nel giardino stesso.

La scorsa stagione coltivazioni di una varietà di grano solibam, robiglio, lupini, lino, qua e là tracce di forest garden, di orto sinergico e di giardino verticale; pacciamatura acqua e biodiversità e con l'aiuto del vento e degli uccelli da diffondere nei spazi verdi limitrofi residuali, divertente vedere quando sulla strada ai limiti dell asfalto spuntano cicoria e calendule.

Prendersi cura di un giardino è il primo tassello della felicità nel grande mosaico della biodiversità, gran tempo sulla via nell'osservazione di quel che succede nell'intreccio inestricabile della fragile architettura vegetale di piante alberi ed arbusti, effetto margine sociale ed ecologico, faticoso divertente e anche assolutamente soddisfacente.

Ferdinando Renzetti  - Info: 349.3537431


Articolo collegato: http://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2019/10/discorso-sullagricoltura-bioregionale.html

giovedì 10 ottobre 2019

Marco D’Eramo: “Il selfie del mondo”, recensione


Marco D’Eramo, Il selfie del mondo, Feltrinelli 2019Marco D’Eramo è un sociologo e giornalista che ha studiato il turismo nel libro “Il selfie del mondo” (Fetrinelli). Non tutto il libro è di pari interesse, ma la prima parte per chi come noi vive ai margini di questo mondo, anche in opposizione, ma comunque dentro, va riflettuta. In particolare c’è un argomento che volevo portarvi come spunto. Quello che secondo D’Eramo decreta la morte di città e territori: questo verdetto rilasciato dall’Unesco è il “Patrimonio dell’Umanità” o World Heritage. Molti pensano sia un grande riconoscimento, che aiuta a salvare città, territori e beni materiali e immateriali. Ma in realtà, come spiega bene D’Eramo, ne certifica la morte, trasformando un luogo vivo, in evoluzione, una città abitata da gente vera, in una disneyland per turisti. O meglio, quasi sempre il processo è già avvenuto, l’Unesco ne prende solo atto. Le città e i paesi (pensiamo a Firenze, Venezia o a San Gimignano) si trasformano, gli abitanti storici se ne vanno, per lasciar posto a b&b, affittacamere, airbnb. I negozi “veri”, che vendono beni di prima necessità, si trasformano prima i negozi di prodotti tipici, e poi in negozi di souvenir standard uguali in tutto il mondo.
pinocchietti di legnoAvete mai fatto un giro per il bel paese medievale di San Gimignano? Chi ha camminato sulla Francigena lo conosce. Gli abitanti non possono più vivere nel centro storico: prezzi alti, non c’è più un negozio vero (non si vive di soli pinocchietti di legno!) ma solo negozi di souvenir uno accanto all’altro, le strade piene di gente, insomma se ne sono andati tutti in periferia. E a proposito di pinocchietti, quando arrivano loro, si può decretare la disneylandizzazione di un luogo! Fateci caso.
“È paradossale che l’unintended consequence del voler mantenere l’unicità, l’irripetibilità di un sito, produca in realtà un “non luogo” sempre uguale a se stesso in tutti i siti heritage della terra. Come per trovare i veri sangimignanesi devi uscire e allontanarti dalle mura medievali, così per trovare dove vivono davvero i laotiani di Luang Prabang bisogna pedalare in bicicletta per un paio di chilometri su Photisalath Road per raggiungere la città vivente”.
Il turismo è l’industria più pesante, più importante e più impattante del XXI secolo, tanto che ormai si parla dell’Età del turismo riferendosi alla nostra era. Ovviamente l’etichetta Unesco non è causa del turismo, ma ne è certificato di garanzia, e copertura ideologica (istituzione “a fin di bene”).

“L’etichetta Unesco ha aperto all’industria turistica una nuova, meravigliosa, sconfinata terra di conquista: perché costruire nuove Disneyland quando disponiamo di una caterva di città viventi e di territori che aspettano (anzi chiedono disperatamente) di diventare parchi a tema, col semplice mummificarsi, e quindi svuotarsi?”. E ovviamente poi si paga il biglietto, perché stupirsi se sui sentieri delle Cinque Terre o delle Gole di Samaria da anni, a Venezia da dopodomani o in altri luoghi a seguire pian piano, si pagherà il biglietto per entrare?

Marco D’Eramo – “Il selfie del mondo”, Feltrinelli 2019 – 12 euro

Fonte: Il Cammino

lunedì 7 ottobre 2019

Guiglia a Casavaldisasso dove la convivialità è di casa...


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Non avevo aspettative riguardo alla festa per il mio compleanno (e quello di ben altri 3 amici) a casa di Maria e Tiziano, nella frazione di  Roccamalatina, a Casavaldisasso. Mi ero preparata solo facendomi preparare da una delle fornaie di Spilamberto, dove mi ero servita già in alcune occasioni trascorse, una grande crostata di amarene ed alcuni pezzi di pizza; mi ero vestita semplicemente e comoda, poi, all'orario stabilito, io ed alcune amiche tirate su strada facendo (Grazia, Patty e Gianna, mentre Rosalba alla fine ha deciso di venire con la sua macchina) siamo partite ed arrivate puntuali all'incontro, fissato per le 15 di domenica 6 ottobre 2019, a Casavaldisasso  (Guiglia - Mo). 

Lì non si sapeva con certezza chi ci sarebbe stato: alcuni erano confermati, altri sono venuti inaspettati e graditi. E quindi eravamo, oltre a quelle già nominate, e ai padroni di casa, William, Loredana, Enrica,Giorgio, Alessia, Massimo, Maria M., Tiziana, Lilli, Corrado e Diana. Spero di non aver dimenticato nessuno. Più tardi è comparso magicamente, nel pensiero ed in parole, il mio Paolo.


Dopo i saluti nel bel cortile, di fianco ai Sassi di Roccamalatina e sotto a un bel fico gigante, dove non era caldo ma neanche freddo e soprattutto non pioveva, attendendo i ritardatari, siamo entrati nella confortevole sala e ci siamo accomodati in cerchio a sedere. il programma era fare un intento per me, che ero la festeggiata, ma del quale credo e spero che abbiano beneficiato anche altri. L'intento riguardava il mio frequente stato di ansia e di rimuginamento, di cui chiedevo di liberarmi. 


Diverse persone hanno concordato che quello sarebbe stato un intento utile anche per loro e così abbiamo cominciato. Ho sentito un gran calore prima nelle mani e poi in tutto il corpo. Per fortuna che dopo poco è finito il tempo, altrimenti mi sarei messa a sudare. Una bella immagine riferita da un componente: stavano bruciando tutti i miei cattivi pensieri. C'è stata una lunga condivisione dopo con interventi di quasi tutti i partecipanti, alla quale ho collegato l'altra condivisione che era in programma, cioè quella dei nostri sogni. Il collegamento era nel fatto che il mio sogno è quello relativo all'intento, cioè quello di vivere libera dall'ansia e dai rimuginamenti, serena e positiva. Molti sono intervenuti, alcuni hanno descritto "il mondo che sogniamo", al plurale perché tutti noi sogniamo di vivere in un mondo più sereno, in un ambiente più naturale, in una intimità maggiore fra tutti gli esseri viventi come noi.

Alla fine Maria ha chiesto "come c'eravamo conosciuti io e Paolo" e, facendomi un grandissimo regalo, si è allontanata pochi minuti per tornare con un rotolo che aperto, è stato letto: una bella poesia sulla nostra storia d'amore, un dono prezioso, che denota tanto amore, un amore che solo un cuore grande come il suo può provare.

Dopo tanta emozione ci volevano un po' di generi di conforto e a quel punto abbiamo dato inizio alle libagioni: dolci, pizze. bevande in abbondanza e tante chiacchiere in un clima più che amichevole. Insomma, una bellissima festa! Grazie amici e grazie infinite a Maria e Tiziano!

Caterina Regazzi

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Filastrocca di Maria Bignami dedicata a Caterina e Paolo

L’incontro di Caterina e Paolo 

Caterina da bambina
le piaceva star da sola
dentro ai boschi camminava
e osservava lungo ai viali
piante fiori ed animali.
Altro ancora poi faceva
nella chiesa rifugiava
ed il parroco affettuoso
con dolcezza le parlava.
Poi crescendo lei leggeva
degli scritti a cui teneva
era tanto interessata
da sentirsi innamorata.
Con sorpresa s’accorgeva
quanta risonanza c’era
fino al punto di pensare
fosse lei che li scriveva.
Era intensa l’attrazione
d’incontrar chi pubblicava
e decisa e spensierata
va a raggiungerlo a Calcata.
Cosa poi abbia sentito
quando Paolo ha conosciuto
penso un forte batticuore
dando vita a un grande amore.
E da allora sempre uniti
in comune i loro sogni
con impegno a coltivare
e poterli realizzare.
Ve ne cito solo alcuni
libertà di pubblicare
quello che ci detta il cuore
viver con semplicità
nella convivialità.
Se mettiamo il puro intento
si realizza in breve tempo
il rispetto ricordare
e l’unione può aiutare.
Il sostegno l’un per l’altra
ha creato un gran legame
non esiste possessione
ma sincera relazione.
Molto spesso le esigenze
li costringe alla distanza
ma l’amore quando è vero
non conosce lontananza.
Così dopo dieci anni
questo loro stare insieme
li ha portati a convinzione
l’importanza dell’unione.
Questo breve mio riassunto
ha voluto ricordare
di sicuro Caterina
ha di più da raccontare.
Stavo per dimenticare
che siam qua per festeggiare
nella gioia tutti insieme
ti auguriamo anche quest’anno
un Felice compleanno.

Maria Bignami e tutti i presenti

6 ottobre 2019




domenica 6 ottobre 2019

Bologna, 19 ottobre 2019 - La Cina del XXI secolo, con Maria Morigi


Risultati immagini per Cina del XXI secolo 19 ottobre,  a Bologna.

All'entrata del Palazzo d'Estate a Pechino, si legge, inciso su bronzo, che il 18 ottobre 1860 (II Guerra dell'Oppio) Lord Elgin, allora Alto Commissario britannico, ordinò la distruzione del palazzo. Circa 3.500 soldati saccheggiarono e misero a ferro e fuoco padiglioni, sale e giardini. In altri avvisi di altri luoghi monumentali, si legge che lo stesso copione fu seguito nel 1900 durante la rivolta dei Boxer ad opera dei militari dell'alleanza delle otto nazioni (Austria-Ungheria, Francia, Germania, Italia, Giappone, Russia, Regno Unito e Stati Uniti). Così il visitatore straniero - con un certo disagio - mette a fuoco che furono le potenze coloniali in un'inguaribile presunzione di superiorità a saccheggiare i tesori della Cina, senza che essa avesse mai invaso territori stranieri.

Andando per luoghi sacri, il turista occidentale si accorge anche della difficoltà con cui le guide cercano di semplificare (e adattare) concetti di una saggezza millenaria, distante dalla nostra cultura per sostanza e modi di espressione. Di conseguenza, al contrario di quanto scandivano slogan degli anni '70, la Cina non appare per niente vicina, ma più lontana che mai. Appare, soprattutto, sfuggente alle banalizzazioni che la dipingono, senza mezzi termini, come potenza economica e dittatura materialista. Errori prospettici e forzature interpretative vengono alimentati dai media, che, con la complicità di inviati speciali ed economisti, sommergono di numeri sulla dilagante esportazione e sul fatto che la finanza cinese sta comprando Pireo, canale di Suez, squadra del Milan... e sta progettando nuove vie della seta marittime e terrestri. 

Purtroppo si deve riconoscere che la Cina è un mondo cui l'Occidente ancora guarda con timore e diffidenza, appena un po' attutiti dalle prospettive vantaggiose di collaborazione commerciale; si continuano, infatti, a sentire fin troppe opinioni e facili 'post-verità' - quelle che ci piacciono a conferma dei nostri pregiudizi - su una Cina nemica del cristianesimo, oltre che violatrice impenitente di diritti umani e consumatrice alimentare di innocenti cuccioli di cane.
(Da La perla del drago. Stato e religioni in Cina, di Maria Morigi, pp. 13-14)

BelzeBO invita all'incontro-dibattito con Maria Morigi, docente presso istituti scolastici di Udine e Trieste, studiosa della storia e della cultura cinesi nonché autrice, fra gli altri, di La perla del drago. Stato e religioni in Cina, Anteo Edizioni.
 
Sabato 19 ottobre 2019, alle ore 16:00, presso la Libreria Ibis, in via Castiglione 11/b a Bologna.
 
L'ingresso è libero.
Si raccomanda la massima puntualità, l'evento si concluderà alle ore 18:00.


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venerdì 4 ottobre 2019

Bioregionalismo, un sentiero senza mappe ma con tanto buonsenso

Caminante, no hay camino, se hace camino al andar" (Antonio Machado)

La nostra strada verso l'ecologia profonda, verso l'attuazione del bioregionalismo, non  è segnata, non abbiamo mappe da seguire, indicazioni che stabiliscano il cammino... ma per procedere dobbiamo iniziare a camminare.

La continuità della nostra società, in quanto specie umana, richiede una chiave evolutiva, una visione globale, per mezzo della quale aprire la nostra mente alla consapevolezza di condividere con l’intero pianeta l’esperienza vita.

Questa è la visione dell'ecologia del profondo, la scienza dell’inscindibilità della vita.


Ne consegue che sia la politica che l’economia umana devono tener conto dell’ecologia per avviare un progresso tecnologico che non si contrapponga alla vita e che sia in sintonia con i processi vitali del pianeta. La scienza e la tecnologia in ogni campo di applicazione dovranno rispondere alla domanda: E' ciò ecologicamente compatibile? I macchinari, le fonti energetiche, lo smaltimento dei sottoprodotti, la produzione di alimenti, il rapporto con gli animali, dovranno essere realizzati in termini di sostenibilità ecologica.

Deve essere avviato un rapido processo di riconversione e riqualificazione industriale ed agricola che già di per se stesso sarà in grado di sostenere l’economia. Infatti la sola riconversione favorirà il superamento dell’attuale stato di enpasse economico e sociale. Una grande rivoluzione umana comprendente il nostro far pace con la vita globale del pianeta.

La chiave evolutiva da noi proposta sta nel cambio radicale di visione, passando dal criterio di destra-sinistra (ormai superato dalla situazione) ad una coscienza di compresenza e compartecipazione del contesto vitale, una coscienza priva di ipocrisia e furbizia, tesa all’approfondimento dei valori della vita (nella società e nell’habitat).  Infatti abbandonando il concetto ormai obsoleto di destra-sinistra possiamo tranquillamente entrare nel mondo dell’appartenenza e condivisione. La consapevolezza di essere parte integrante del tutto l’unica strada per uscire dal vortice di una ripetitiva e rovinosa barbarie.

Paolo D'Arpini

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Rete Bioregionale Italiana

Fonte: 
http://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2014/12/bioregionalismo-un-sentiero-senza-mappe.html


Libro in sintonia:

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