Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

venerdì 26 agosto 2016

Terni, dal 23 al 25 settembre 2017 - Genuino Clandestino e progetto disinquinamento della conca


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Due righe sull'organizzazione di questo appuntamento di Genuino Clandestino  nella conca di Terni, dal 23 al 25 settembre 2016,  che tanto ci ha e ci sta tenendo impegnate tutti.


Terni è un esempio di quanto le nostre terre, tutte, siano inquinate: monnezza mossa da interessi economici e riversata ora in un camino, ora in una discarica, ora sottoterra lontana da occhi e cuori; capitali che si chiamano Pac e che distribuiscono nei campi cereali da BIOdigerire facendone aumentare i costi di quelli destinati ad alimentazione animale e/o umana; economie che tolgono l'acqua dalle profondità della terra per ovviare a disastri ambientali chiamati progresso.


Oggi è Terni, perché ci siamo dentro fino al collo e abbiamo saputo rialzarci e gridare lo schifo che stanno facendo attorno a noi, ma oggi è anche  Taranto, Avigliana o Brescia con le acciaierie, è Matera, Gubbio o Spoleto con i cementifici, è l'Emilia Romagna tra inceneritori, centrali a biogas e biodigestori, è la Val di Susa distrutta negli occhi da un treno e nel cuore dalla sottrazione di terreni agricoli, pascoli e vigneti, è Orvieto, Colleferro o ogni altro ambiente eletto discarica di un mondo usa e getta, ma oggi è tutta l'Italia.


Ebbene, potrà sembrare strano, ma a Terni non ci sarà un tavolo sulla devastazione di questo territorio! Non lo vogliamo!


Ci sarà una giornata, quella di venerdì, in cui si cercherà di fare un primo punto della situazione generale, ci si chiederà cosa possiamo fare in alternativa a quanto ci viene obbligato da asl e Comuni, ci si chiederà come Genuino Clandestino farà sua questa battaglia e come renderà pubbliche le sue posizioni, le sue scelte e le sue azioni, si parlerà di benessere umano e animale che diventa malessere quando non ci si rialza dopo una caduta, ci si chiederà quanti, dentro la rete, sono vicini a fonti inquinanti e quanti vivano in un'isola Felice, che non per questo non li faccia sentire responsabili e coinvolti, lanceremo una mappatura nuova, metteremo in piedi un osservatorio indipendente che possa analizzare i nostri prodotti.


Vi abbiamo invitato a contribuire alla giornata di venerdì inviando materiale sui vostri territori, mettendoci in contatto con esperti o studiosi, rinnoviamo l'invito anche oggi a farlo, proprio perché Terni è in ogni regione di questa italia ammalata.


Non vogliamo un tavolo specifico su Terni perché non vogliamo compassione o letture paternalistiche, non ci servono.


Vogliamo che Genuino Clandestino sia un percorso politico, dal basso: le alternative ci sono, alcune le abbiamo già trovate e altre le troveremo, e, se non ci saranno, le creeremo.


Il sabato mattina durante i tavoli "classici" di Gc si pùò pensare di farne uno tra cittadini, magari, specifico sulle domande del giorno prima, provare a confrontarci e trovare risposte pratiche.

Fede per Mercatobrado - mercatanti@gmail.com


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giovedì 25 agosto 2016

Il testamento di San Francesco d'Assisi per Santa Chiara


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Quando Francesco morì, Frate Rufino consegnò a Chiara, che restò con il Santo fino all’ultimo, la sua bisaccia. Quando Chiara l’aprì, all’interno c’era la sua ciotola di legno, il suo cucchiaio, alcuni semi, una penna, un piccolo vaso d’inchiostro, e poi una pergamena più volte ripiegata, tutta accartocciata. Con le mani che le tremavano Chiara dispiegò la pergamena e decifrò le goffe lettere che Francesco aveva faticosamente vergato negli ultimi istanti della sua vita… e non potè mai più dimenticarne il contenuto!

All’anima che sa leggere nella mia,
e che ne comprende le gioie e i dolori,
voglio confidare queste parole:
all’alba della mia dipartita, al crepuscolo del sentiero che ho scelto,
posso finalmente affermare, completamente in pace,
che la nostra ferita, in questo mondo, non sta nè nella ricchezza nè nella povertà,
ma nella nostra dipendenza da uno di questi due strati,
nel fatto di immaginare che l’uno o l’altro possano offrirci gioia e libertà.
Sta anche nel fatto di essere convinti che l’Altissimo Signore
abbia bisogno delle sofferenze di noi creature, per aprirci la porta della sua luce.
La nostra ferita, infine, è il convincimento
che Egli abbia bisogno di sacrificarSi sotto forma di suo Figlio,
o sotto forma umana al fine di salvarci.
Chi mai, tranne noi stessi,
per mezzo della purezza del cuore, potrà salvarci?
In verità il Buon Signore mi ha mostrato
che non vi era alcun riscatto,
alcun sacrificio da perpetuare.
Mi ha insegnato, in silenzio,
che sarebbe bastato uscire dall’ignoranza, dall’oblio, e amare.
Amare la vita in ogni forma,
e con tutti i mezzi che la rendono bella,
amare la sua Unità in ogni cosa e in ogni essere.
Possa tutto questo venir detto, un giorno,
tanto alle donne come agli uomini;
possa venir detto e insegnato meglio di quanto io abbia saputo fare,
senza nulla respingere dell’Acqua nè del Fuoco.
Il mio augurio è che non ci siano più nè Chiese,
nè preti, nè monaci, niente di tutto questo:
che vi sia soltanto l’Altissimo e noi,
perchè sta ad ognuno incontrarlo in se stesso…
Ora che il velo si squarcia,
voglio andarmene nudo come sono venuto al mondo.
E non parlo della nascita del mio corpo,
ma della vera nascita della mia anima,
del giorno in cui ha trovato il coraggio
di scendere più a fondo nella carne
per offrirsi all’Eterno,
così in Alto come in Basso”.

martedì 23 agosto 2016

Firenze, 16 settembre 2016: "Ildegarda di Bingen, ieri, oggi e domani"



16 settembre 2016, ore 18 - Firenze - Libreria Salvemini
presentazione del libro
"Ildegarda di Bingen, ieri, oggi e domani"
di 
Marie Noelle Urech

In che modo le intuizioni e la spiritualità di una mistica medievale possono infl
uenzare la vita degli uomini del III millennio? La divulgazione delle opere scientifiche, teologiche e musicali di Ildegarda di Bingen, monaca, medico, musicista e consigliera dei grandi d'Europa, ha conquistato un vasto pubblico, facendola diventare un simbolo dei nostri tempi. Già nel fulgido splendore del XII secolo, la sua filosofia unitaria, espressa sia con il linguaggio della donna di scienza che con il verbo infuocato della mistica, anticipano molte delle nostre conoscenze moderne, rivelandosi una “philosophia perennis “.

L’enorme interesse che si sviluppa oggi attorno alla sua figura corrisponde ad una forte esigenza di unire Spirito e Scienza nella nuova visione del mondo emergente e in cui l’eredità Ildegardiana si colloca con grande attualità rispetto alle nuove relazioni che instauriamo con il mondo, con la Natura e con lo Spirito.

L'autrice, Marie Noelle Urech, di origine belga vive a Viterbo dove ha fondato il Centro Ildegardiano Viriditas che diffonde una visione globale dell’uomo e della medicina. Counselor e scrittrice si occupa da anni dei fenomeni della coscienza e in particolare dei sogni, da cui è derivato il suo “incontro” con Ildegarda di Bingen. 


venerdì 19 agosto 2016

Buddha e buddismo in parole semplici e chiare


Nel mondo attuale conviviamo ormai con molteplici religioni e dottrine
di vita, una tra queste il Buddismo ed il suo stile di vita, che
accompagna nel cammino dell’esistenza i Monaci ed i loro seguaci. Si
narra il che Buddha nacque introno al 465 a. C. da una ricca famiglia
della stirpe degli Shakya che dominava una parte dell’India himalayana. 

Fu allevato e crebbe nel lusso principesco, si sposò ed ebbe
anche un figlio. Ma anche lui conobbe le miserie umane, un vecchio, un
cadavere ed un mendicante.

Queste tristi realtà della vita lo impressionarono notevolmente, tanto
che all’età di 30 anni abbandonò tutto e tutti per dedicarsi a
conoscere le cause della miseria, vivendo da eremita, ed alla ricerca
di una soluzione sull’enigma della vita. Capì che la salvezza poteva
trovarla solo nella meditazione personale, e si narra che a 35 anni,
dopo 49 giorni di riflessioni ai piedi di un albero di fico, in una
notte di luna piena del mese di maggio, raggiunse l’illuminazione:
comprese le quattro nobili verità sul dolore, sull’origine del dolore
sulla soppressione del dolore, e sulla via che porta alla soppressione
del dolore. Anima dalla pietà per gli uomini e dal desiderio di
salvarli, seguito da cinque discepoli, per circa quaranta anni
percorse il nord dell’India, insegnando la bellezza della sua
dottrina, il messaggio di speranza e felicità che si raggiunge, con la
conquista del proprio intelletto e della volontà.

Secondo la tradizione il Budda mori all’età di 80 anni, seguito dal
suo discepolo fedele e prediletto Ananda, alla quale lasciò i suoi
saperi ma prima di morire si rivolse ai suoi fedeli dicendo: Ricordate
o fratelli queste mie parole: tutte le cose composte sono destinate a
disintegrarsi! Attuate quindi con diligenza la vostra propria
salvezza!

I Monaci che intendono quindi praticare questa disciplina, per
raggiungere la salvezza, devono attenersi alle seguenti norme morali,
la retta parola, la retta azione, il retto comportamento. Queste
azioni possono essere estese anche ai laici che intendono porre a
motivi fondamentali della loro vita, la tolleranza e l’ amore. Ma dopo
aver appreso le tre verità con costanza e devozione, la quarta verità
indica al discepolo, la via da seguire il raggiungere la salvezza, il
Nirvana (ovvero estinzione), inteso come liberazione dal dolore, e
dalla catena dell’esistenza. Nell'apprendere i principi che regolano
il Buddismo, questa affascinante dottrina, una cosa salta agli occhi
palesemente: anche se di parla di Buddha, e non di Dio, c’ è sempre un
essere superiore sopra di noi che ci insegna ad amare il prossimo,
nella semplicità e non nella ricchezza, preoccupandoci di donare
amore, conforto e felicità senza pensare alle cose terrene, ma alla
salvezza dell’anima e dello spirito.


Rita De Angelis

giovedì 18 agosto 2016

Riflessioni bioregionali sulla spiaggia libera di Porto Recanati...



I giorni passano veloci, le previsioni meteo sono di tempo incerto ed io non ho ancora incamerato la mia dose annuale di sole e vitamina D e così stamattina io e Paolo abbiamo guardato un po' fuori dalla finestra e lui mi ha detto: "Decidi tu".

Lo so, andare al mare per lui è un mezzo sacrificio, mentre da ragazzo stava ore ed ore al sole, al lago, al mare, nei campi, al fiume, ora non lo sopporta proprio. Poi ad andare al mare si "perde" una mattinata e si resta indietro col Giornaletto di Saul, si scombina la giornata. 

Però fatti due conti e considerato che la prossima settimana, che per me non sarà nemmeno intera qui, avremo tanti impegni, ho pensato che era meglio approfittare di questa giornata anche se un po' nuvolosa. Inoltre avevo sentito parlare da più persone (Barbara, Maria Dalia) della spiaggia di Porto Potenza, che invece dei sassolini come a Porto Recanati, avrebbe la sabbia ed è sempre abbastanza vicina, così siamo partiti con "spirito da esploratori". 

Evidentemente quello spirito però non è stato sufficiente, dopo pochi chilometri, un paio di soste per chiedere e cercare e siamo ritornati alla nostra vecchia, cara, spiaggia libera di Porto Recanati. Oggi era ancora più "libera" del giorno di ferragosto, meno bagnanti, meno cani e quei pochi molto tranquilli. Un paio d'ore piacevoli, non era affatto caldo e sono persino stata un pochino al sole con le gambe. 


A Treia avevo preso in fretta prima di uscire di casa un libriccino della Rete Bioregionale Italiana, sulle mappe bioregionali, edito da AAM  Terranuova, alla cui redazione aveva partecipato anche Paolo con la mappa della Tuscia e tanti articoli e articoletti, la maggior parte dei quali erano di Giuseppe Moretti, Stefano Panzarasa e Jacqueline Fassero. Eh, altri tempi... di collaborazione ed unione.... ma ormai passati... chissà se torneranno, magari in altri modi, forme di collaborazione?

Del resto ho appena finito di leggere il libro di Kirkpatrick Sale "Le Regioni della Natura", sull'ipotesi del bioregionalismo e l'ho trovato veramente chiaro, leggibile, comprensibile e pieno di osservazioni e proposte condivisibili. 

Un americano, che racconta prevalentemente la situazione del bioregionalismo come si potrebbe applicare e come si vive là, dai gruppi che se ne occupano. Sembrerebbe facile metterlo in pratica anche qui in Italia, in Emilia, nelle Marche, ecc. Ma come si fa se è tanto difficile andare d'accordo anche con persone che seguono lo stesso percorso?

Caterina Regazzi - 18 agosto 2016



mercoledì 17 agosto 2016

La riforma costituzionale del governo renzi è uno scandalo. Al referendum votiamo No.


Baciamo le mani a voscienza


La riforma costituzionale del governo e' uno scandalo che mutila il parlamento prostituendolo all'esecutivo e distrugge la separazione e l'equilibrio dei poteri sostituendo alla repubblica democratica un regime autoritario.

Uno scandalo eguagliato forse solo dalla riforma elettorale che nega il basilare principio democratico della proporzionalita' delle rappresentanze.

Uno scandalo eguagliato forse solo dalla riforma della scuola che la sussume a logiche e fini di universale sfruttamento e narcosi.

Uno scandalo eguagliato forse solo dalla riforma del mercato del lavoro a vantaggio dei vampiri e degli schiavisti.

Uno scandalo eguagliato forse solo dalla politica (anti)sociale che distruggendo i servizi pubblici nega i diritti di tutti e pretende sostituirli con la beneficenza.

Uno scandalo eguagliato forse solo dalla politica (anti)economica che aiuta gli sfruttatori, i rapinatori, i devastatori e che toglie ai poveri per dare ai ricchi.

Uno scandalo eguagliato forse solo dalla politica estera fatta di partecipazione alle guerre e di fornitura d'armi ai regimi terroristi e stragisti.

*
La riforma costituzionale del governo e' uno scandalo. Al referendum votiamo No.



Associazione "Respirare"


Birichina!

lunedì 15 agosto 2016

Belforte di Gazzuolo - Le oche che non ti aspetti...



A Belforte, frazione di Gazzuolo, al confine tra Mantova e Cremona, è stato individuato un allevamento abusivo di oche. Gli animali, più di centocinquanta, erano – in base a quanto riportato da “La Provincia di Cremona” - detenuti all'interno di un'abitazione, in barba a qualsiasi regolamento su igiene e norme di detenzione degli animali.

Difficile immaginare in che condizioni le povere oche siano state costrette a sopravvivere. 

La scoperta di questo lager casalingo avrebbe potuto (e dovuto) significare per loro la fine di un incubo.
Ed invece quel che è accaduto è esattamente l'opposto.
Il proprietario dell'allevamento illegale ha patteggiato con il comune di Gazzuolo, ed ottenuto la ratifica di un'ordinanza, datata 14 agosto, che da il nulla osta all'uccisione immediata degli animali “in sovrannumero” rispetto al massimo consentito dalla legge per gli allevamenti domestici.
In pratica, entro domani, più di cento oche saranno massacrate.
Al solito, saranno gli animali a pagare colpe di altri.
Al solito, la risposta delle istituzioni è quella più facile. Ma più ingiusta.
Lo vediamo in ogni ambito, come a prevalere sia la politica della coercizione, dello sfruttamento, dell'uso della forza verso chi è considerato inferiore, o inopportuno, fastidioso, inutile.
Per questi animali, per queste “stupide oche”, non viene neanche presa in considerazione la possibilità di salvar loro la vita, cercare per loro un'alternativa.
E' uno scenario che si ripete. Lo abbiamo visto tante volte in passato nei tanti casi di cinghiali ed altri animali selvatici condannati a morte per il solo fatto di esistere e pervicacemente cercare di sopravvivere in un mondo sempre più antropizzato ed urbanizzato. O in quelli di animali che fuoriescono dalle gabbie, reali e ideali, in cui sono stati rinchiusi (da carne, da laboratorio, da pelliccia, da circo) e diventano per questo o inutili o pericolosi. Sono casi anche recenti, come quello delle mucche dell'allevamento di Suzzara (aiutate dalla Rete dei Santuari di Animali Liberi), o quello dei tori di Pantelleria (anche loro salvi grazie all'estesa mobilitazione). O di Scilla, il toro evaso in Sicilia e che presto verrà accolto da Agripunk Onlus.
Perché – e lo abbiamo dimostrato tante volte – un'alternativa è possibile.
E mentre lavoriamo per un cambiamento radicale, per una società nuova, possiamo provare a cambiare il destino, qui ed ora, di chi si trova al momento stritolato tra gli ingranaggi di questo sistema. Possiamo provare a dare dei segnali, a porre le basi, a gettare semi.
Possiamo provare, intanto, qui ed ora, a fermare la mattanza e salvare le cento oche condannate a morte.

Scriviamo e telefoniamo al sindaco, alla ASL, alla polizia municipale. Auguriamo loro buon ferragosto e chiediamo che intervengano prontamente per bloccare il massacro.

Campagna a cura di 
 Le Grandi Orecchie Onlus

Blocco mail:
sindaco@comune.gazzuolo.mn.itvigilanza@comune.gazzuolo.mn.itvet.viadana@aslmn.itprovincia.mn@gazzettadimantova.it ; redazione@cronacamantova.it;cronaca@vocedimantova.itinfo@newsmantova.it; redazionemantova@radiobruno.it 

Telefoni:
Sindaco di Gazzuolo, sig. Loris Contesini: 0376/924924

Vicesindaco ed assessore al territorio, sig. Enzo Benedetti: 3331031878

Polizia Municipale di Gazzuolo: 3351204155

ASL distretto veterinario di Viadana: 0375789754

Mail tipo:
Al sindaco di Gazzuolo, al responsabile ASL, al responsabile Polizia Municipale

Gent. Sig.ri,
ho appreso della scoperta, nella frazione di Belforte, di un allevamento abusivo di oche.
Gli animali erano detenuti in altissimo numero all'interno di un'abitazione, il cui proprietario era privo di qualsiasi permesso ed operava al di fuori di ogni regolamento e norma.
Ho anche appreso che è stata emessa ordinanza urgente che consente all'allevatore di uccidere tutti gli animali in sovrannumero (più di cento) entro domani.
Ma quelle oche non sono cose, sono esseri senzienti. E non hanno colpa alcuna in questa vicenda. Anzi, sono le prime vittime.
Una soluzione alternativa è possibile, che salvi loro la vita e dia un segnale, da parte vostra, di empatia e compassione nei loro confronti.
Esistono associazioni e rifugi che possono impegnarsi nel loro ritiro e allocamento.
Vi chiedo un gesto di umanità.

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