Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

sabato 18 settembre 2021

La Tipha, pianta utile di palude...



Typha spp. Il nome thyphe, di origine greca, significa pianta di palude. Assieme a Phragmites e Carex rappresentavano l'habitat vegetale palustre per eccellenza.

Forniva riparo a centinaia di specie animali; uccelli e anfibi tra le foglie, insetti e crostacei tra le radici sommerse, più tutti i loro predatori. Oggi é meno comune, soppiantata, nelle poche aree umide rimaste, da specie più resistenti o espansive; eppure ha un passato glorioso. Le foglie erano usate per stagnare le botti o "vestire" i fiaschi di vino. Intrecciate, diventavano cesti e borse. Nel 1900 i manufatti di Villanova di Bagnacavallo (borse, cesti e perfino vestiti) ottennero un grande riconoscimento arrivando ad essere invitati all'esposizione internazionale di Parigi.

I"sigari", cioè le spighe hanno la caratteristica di essere doppie, ossia formate da una prima spiga di fiori maschili e da una successiva di fiori femminili. Sono molto fotogeniche e molte nature morte dipinte tra gli anni 50 e 60 le ritraggono. Sono praticamente onnipresenti nelle scene di caccia all'anatra ed immancabili nei bouquet di fiori secchi. Le spighe femminili serrate non sono molto infiammabili e producono molto fumo, si usavano per fumigazioni contro le zanzare. 

Imbevute d'olio venivano usate come torce mentre dipanate producono una folta lanugine papposa usata come esca per il fuoco o per imbottiture, le ferrovie dello stato le usavano nei sedili delle vetture di prima classe. 
Dalle spighe maschili si otteneva un polline dolce usato in pasticceria, in toscana si usava come lo zucchero a velo.
Le spighe femminili giovani possono essere arrostite o consumate in purea. Anche le giovani foglie sono eduli e dalle radici si ottiene un amido già presente nella dieta dei toscani di 30.000 anni fa, diventando di fatto, la prima farina prodotta dall'uomo.

È abbastanza resistente all'inquinamento ed è un'essenza adatta a sistemi di fitodepurazione, che consiste nell'utilizzare le piante per depurare gli scarichi civili attraverso il passaggio dei liquami filtrati, attraverso stagni con coperture di piante adatte. Il passaggio alternato delle acque tra zone aerobiche ( attorno alle radici) e zone anossiche (spazi tra gli individui) produce l'aggressione delle sostanze inquinanti ad opera di organismi con caratteristiche diverse che permettono la completa assimilazione del carico inquinante, restituendo acqua depurata da immettere senza rischio nei corpi idrici recettori. Impianti monitorati, oltre ad avere gradevole aspetto e bassi impatto ambientale, hanno dimostrato che sarebbero sufficienti 4 o 5 metri quadri per abitante equivalente, a garantire la completa depurazione di uno scarico civile. Significa che un laghetto di 20 metri quadri sarebbe sufficiente a sevire una unità abitativa con 4 inquilini eliminando l'impatto degli scarichi fognari, producendo "solo" qualche tonnellata di biomassa l'anno. Se si integrasse questo sistema con un impianto per il recupero energetico a combustione si otterrebbe anche un notevole risparmio economico. 

Massimo Luciani




Commento di Caterina Regazzi: "Grazie per avermela ricordata. A mia mamma piacevano molto quei "sigari" e ne abbiamo avuti per anni, in casa, come ornamento. Quando, sempre più raramente, la vedo, penso sempre a lei."



martedì 31 agosto 2021

𝗨𝗦𝗢 𝗧𝗘𝗥𝗔𝗣𝗘𝗨𝗧𝗜𝗖𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗔𝗣𝗣𝗔𝗥𝗘𝗖𝗖𝗛𝗜𝗔𝗧𝗨𝗥𝗘 𝗢𝗥𝗚𝗢𝗡𝗜𝗖𝗛𝗘

 


 



Giovedì 2 settembre 2021, h. 20.30. Conferenza online - Un’occasione per entrare più in dettaglio sulle possibilità terapeutiche e l’uso clinico delle apparecchiature orgoniche (accumulatore, proiettore, coperte, cinturoni, dorbuster) costruite seguendo i principi scoperti dal medico Wilhelm Reich. Il loro utilizzo continua a dare prova di una coerente efficacia sia per tonificare i canali energetici in deficit sia per mobilizzare l’energia quando tende all’addensamento ed al ristagno.

Questa conferenza rappresenta il seguito di un’altra conferenza tenutasi lo scorso novembre della quale si invita a prendere previamente visione al seguente link in quanto si daranno per acquisiti alcuni concetti basilari riguardanti la medicina orgonica: https://www.youtube.com/watch?v=oem9SY_IZdc.

La conferenza è aperta a tutti come introduzione alla terapia fisica orgonica e all’orgonopuntura e può essere occasione di approfondimento per personale che lavora in ambito terapeutico con la manipolazione del corpo energetico nonché per i costruttori di apparecchiature orgoniche che potranno acquisire più dimestichezza nel relazionare le differenti patologie con l’uso dei diversi dispositivi.

La conferenza si tiene  online al link:

Relatore: Francesco D’Ingiullo, terapeuta olistico, costruttore di apparecchiature orgoniche, formatosi in prevenzione orgonomica presso il Centro Eva Reich di Roma, il C.O.R.E. di Preston, e la Escuela Española de Terapia Reichiana a Valencia. Allievo presso la Scuola Internazionale di Medicina Tradizionale “Neijing”. 


Francesco D'Ingiullo figliodelnibbio@gmail.com

sabato 28 agosto 2021

Il fiume Panaro è in secca...

 

Spilamberto,  28 agosto 2021 - Dopo aver, per alcuni giorni, contemplato prevalentemente il paesaggio dalla mia stanza da letto, stamattina ho pensato di andare ad immergermi nel paesaggio appena fuori casa e, quindi, campi e un tratto di Panaro e annesso Percorso Natura. Questo mi ha riservato una sorpresa, che non mi ha neanche tanto sorpresa. Erano settimane che non passeggiavo lungo questo percorso da me tanto amato, a causa del grande, troppo caldo di questi ultimi mesi, quindi mi aspettavo, ma speravo di sbagliarmi, che il terreno fosse riarso, che la pozza che solitamente ospita gallinelle d'acqua e germani reali, fosse quasi completamente secca e che il Panaro fosse ridotto ad un rigagnolo. La sorpresa-non sorpresa, anzi, attesa, è stata confermata.

I prugnoli attaccati alla loro pianticella sono rinsecchiti: provo ad assaggiarne uno per apprezzarne la consistenza, ma è legnoso.

Penso e mi domando se queste piante conoscono la sofferenza così come la conosciamo noi. In questa situazione possono solo cercare di affondare le radici nella terraper cercare un po' di umidità. Noi non sappiamo la fortuna che abbiamo , e che molti popoli non hanno: basta che ci spostiamo di pochi metri nelle nostre abitazioni, per trovare un rubinetto al quale poterci dissetare. Almeno per ora.

Non so il domani cosa ci riserva. Spero che questa sia un'annata eccezionale. Io non ne ricordo altre come questa ma forse è solo l'avanzare degli anni che mi fa soffrire di più le alte temperature. Dicono che ce ne siano state altre simili negli ultimi decenni, ma io, si sa, ho poca memoria.

Comunque dobbiamo accettare quello che viene? Accettiamolo sapendo che se qualcosa non cambia , ci saranno sempre più problemi in conseguenza di questo clima, soprattutto per noi esseri umani. La Natura si aggiusta sempre da sola, ha tante risorse. E noi ne abbiamo?

Caterina Regazzi


Album fotografico: 
https://www.facebook.com/photo?fbid=10224628900420419&set=pcb.10224628903140487


lunedì 23 agosto 2021

Le 5 leggi biologiche - dr. Hamer - e il crollo della virologia...

 




MAURO SARTORIO   -Le 5 leggi biologiche – dr. R.G. Hamer - 

Mauro Sartorio:  “5lb magazine -https://magazine.5lb.eu/  -   è un sito che nasce nel 2012 che divulga le 5 leggi biologiche del dr. R.G. Hamer… Studiando le cinque leggi biologiche osservavo   tutto ciò che veniva divulgato nel mondo della salute con un occhio diverso e, nel 2012, cominciai a fare le revisioni  di alcune notizie  ad esempio quella che il cancro al seno si riduce se corri o se fai sport, notizia tipica che si può trovare in molti giornali da qualche decennio. Siccome avevo una visione diversa riprendevo la notizia e la riproponevo alla luce delle 5lb…. Siamo diventati un riferimento importante  per molti ricercatori e in questo ultimo anno e mezzo anche per la situazione Covid  (a 26’ ca)

“io sono un allievo diretto di Mark Pfister : ho appreso da lui  il 90% di ciò che so  sulle 5lb ( a 36’)

“… molta gente si sta accorgendo che non c’è nessuna coerenza in quel che sta accadendo  …. anche la teoria dell’esosoma uguale a virus è una teoria che le persone stanno cominciando a cercare e che prima del 2019 non succedeva  …...    questo è il momento giusto per divulgare le 5lb”  (a 43,30) –

Alberto Medici: “uno degli ostacoli più grandi da abbattere è la teoria del contagio ….”

Mauro Sartorio:“…sulla teoria del contagio:  è un discorso complicato che non è compreso dal  paradigma odierno  ….  è vero che  in una classe di bambini che si ammalano contemporaneamente ci sono sintomi diversi ma è anche vero che ci sono situazioni che non sono semplici da comprendere …– molti  con stessa febbre, gli stessi sintomi   ecc.  …   da  tempo indago con la biologa Eleonora Meloni  nel  campo della risonanza, che  è  l’ambito di studi di Paolo Renati    (1*),  argomento che ho scritto anche  nel mio libro “Noi siamo il nostro corpo” del  2015… possiamo sintonizzarci emotivamente e quindi reagire nello stesso modo dal punto di vista biologico  e allora si comprende come in una classe di bambini un gruppo di loro abbiano lo stesso percepito che li porta ad avere gli stessi sintomi …. (a 56’ ca)

Medici e Sartorio concordano infine   che   le scoperte del dr. Hamer, che consentono di comprendere le cause delle malattie, anche pandemiche,    sono uno strumento di crescita interiore. (a 56’ ca)

………………………….

STEFANO SCOGLIO :  

Alberto Medici; “se è vero che dietro a una grande crisi c’è una grande opportunità dietro a una grande crisi come questa  la grande opportunità sarà il rivoluzionamento di tutto l’impianto della teoria virale che io ho scoperto in parte grazie a Stefan Lanka  ( 2  *) ma non avevo ancora capito bene finchè non ho ascoltato Stefano Scoglio. Ci vuoi dire ciò che hai scoperto riguardo questa  non scienza?” ( a 1,03’)

Stefano Scoglio: “Un anno e mezzo fa mi accorsi che il virus Sars-cov2  non era mai stato isolato…. Approfondendo scoprii che il CDC americano  affermava di  non avere  nessun virus  isolato quantificato  …    che è una contraddizione in termini… ( a 1,04’)

Finalmente questa storia è stata poi chiarita in maniera definitiva da una dichiarazione del CDC dove di fronte a questo FOIA  di questa mia nuova amica Cristine …    che, con un  altro cittadino americano,  hanno richiesto la documentazione sull’isolamento del virus  della covid specificando  ciò che loro intendevano per isolamento, come da vocabolario.  La  risposta del CDC è stata pe molti abbastanza scioccante perchè  ha scritto  che l’isolamento del virus nel senso del termine “è al di là delle possibilità della virologia” e che isolamento in microbiologia vuol dire coltura cellulare, il che richiama direttamente la neo lingua di Orwell… perché coltura cellulare e isolamento sono due opposti. Isolamento vuol dire separare, togliere e coltura vuol dire moltiplicare, ovvero l’esatto opposto…(a 1.06’)

Nel mio libro che uscirà a settembre riporto l’intervista a Montagnier  molto dettagliata dove lui  confessa di non aver mai isolato l’HIV …. In quell’intervista che lui sapeva che, per  essere un po’ marginale,  non sarebbe arrivata ai grandi giornali, ha confessato  che non è possibile isolare i virus.  Tutta la letteratura virologica dal 1932 in poi è tutta fuffa  e oggi sappiamo che è così perché ce l’ha detto lo stesso CDC.” (da 1,06 a 1,09’)

Alberto Medici ricorda il documento del CDC di 50 pagine nel quale , a pag. 40, hanno dichiarato che dal  momento che  non avevano a disposizione degli isolati del virus hanno proceduto con un’altra tecnica di simulazione  per poi correggere la risposta, con la classica toppa peggio del buco, perché hanno riemesso  identico documento  correggendo però la frase di prima  in : “dal momento che non erano presenti campioni di virus isolati, al momento di questo esperimento..” come dire ne  abbiamo quanti volete ma al momento dell’esperimento non ne avevamo…. Quindi si sono evidentemente contraddetti.  Prosegue Medici dicendo che a distanza di sei mesi  il CDC risponde alla richiesta ufficiale FOIA :”guardate che l’isolamento non è possibile” (a  1,10’ ca)

Scoglio precisa che di fronte ad una richiesta FOIA  il CDC non può mentire perché il personale ne risponderebbe personalmente.  Quindi dicono la verità ma sanno che non avrà un così grande impatto mediatico.  Ricorda poi che vi sono altri FOIA ai quali hanno risposto che non hanno alcuna prova di isolamento.     (1,11’) …

“…  se non c’è l’isolamento del virus di cosa si sta parlando quando si fanno i tamponi, i vaccini e tutto il resto? (a 1,17’))

E questo approccio fantasioso ai virus ha una lunga storia perché nessun virus è mai stato isolato. 

Quindi va bene occuparsi di tutte le evidenti contraddizioni del sistema e bloccare alcuni eccessi    che sono emersi in questo periodo   ma la verità è che  finchè non affrontiamo questo tema fondamentale noi rimarremo prigionieri della virologia e fra un anno, di fronte un altro virus, questi gatekeepers che accettano la teoria virale, saranno lì a rincorrere il virus, sempre in difesa. Invece se vogliamo liberarci da questa tirannia  e che ha questa lunga storia, a partire da Pasteur  e tutti gli altri, dobbiamo  veramente mettere in crisi le fondamenta della virologia. Sempre più gente si sta svegliando a questa verità, alla verità della falsa scienza, della falsa virologia. Ma non è solo la virologia. Anche tutta la batteriologia, tutta  la scienza medica moderna è basata fondamentalmente su truffe scientifiche. (a 1,18  ‘)”

Alberto Medici ricorda poi gli esperimenti del  virologo Stefan Lanka   che dimostrano che le colture cellulari muoiono lo stesso, anche  in assenza di un patogeno  perché le colture cellulari vengono avvelenate con antibiotici e con la sottrazione di nutrienti, per cui è veramente una truffa. Però è una truffa ben nascosta all’interno di papers scientifici, all’interno di procedure. E chiede: “perché quelli  che lavorano nei laboratori non si fanno queste domande?” (1,19)

Risponde Scoglio: “purtroppo, tranne quei pochi coraggiosi  come Stefan Lanka che viene dalla virologia, che è diventato noto nel campo perché  ha scoperto il primo virus batteriofago marino  e che  , dopo aver  scoperto che era tutta una truffa, ha  avuto il coraggio di  lasciarla. Quelli che studiano virologia sono pochi e quando si immettono in quella strada non hanno poi  alternative…..

Nessun medico poi sa qualcosa di virologia. E’ una pseudo scienza talmente iperspecializzata , talmente falsa he non ci capisce niente nessuno. …

La dr. Capobianchi, direttrice dell’istituto Spallanzani, quasi irritata risponde ad un FOIA italiano: “isolamento non vuol dire quello che dice lei, isolamento vuol dire coltura cellulare”   (3 *)   Ormai per loro è diventata una cosa normale…..   Non osano nemmeno pensare che che la coltura cellulare sia diversa da  isolamento   …. (a 1,20’)

Un esosoma al microscopio  elettronico è indistinguibile da quelli che chiamano virus  (1,26’) La dr. Bolgan ha riconosciuto che è vero che gli esosomi sono del tutto uguali a quelli che definiscono virus ma ritiene che  i virus si replicano e gli esosomi no. Le ho risposto in un articolo  dimostrando che quando la cellula va in apoptosi gli esosomi si moltiplicano del  500  per cento nelle prime tre ore volte esattamente come farebbero i virus …..        Attualmente c’è una grande tensione perché  gli studi sugli esosomi stanno esplodendo e diventa sempre più difficile negare questa realtà……   L’isolamento dei virus non si può fare mentre l’isolamento degli esosomi si fa. E prchè non usano lo stesso metodo per i virus? Per il semplice motivo che se isolassero quelli che considerano virus con lo stesso procedimento si accorgerebbero che non sono altro che esosomi, che non hanno nessuna patogenicità e crollerebbe tutto.”(a 1,26’)

A  conferma   Medici  ricorda che anche le ricerche del dr. Cown evidenziano che esosomi/virus non sono la causa di patologie ( a 1,28’)

Scoglio: “questa confusione tra causa e effetto  ha aspetti molto più generali. Spesso faccio l’esempio dell’helicobacter pylori  che è un batterio benefico per lo stomaco.    Quando c’è l’ulcera gastrica aumenta, aumenta  perché cerca di riparare, infatti non c’è nessun studio che dimostri che l’helicobacter pylori è causa dell’ulcera, però siccome aumenta il numero con l’ulcera, allora si ritiene che quella sia la prova che  ne sia la causa  (1.29’ ca)

Medici:  - “ i famosi pompieri che sono la causa degli incendi -    Ricordo un video di Paolo Renati nel quale citava uno studi dell’Università  di Napoli che hanno scoperto invece che l’helicobacter pylori ha un ruolo nella ricostruzione delle pareti dello stomaco”  (a 1,30’ ca)

Scoglio: “si fatica a credere che ci possano essere tutte queste falsificazioni, tutte queste manipolazioni e nessuno dice niente”  (a 1,31’)

Medici: “ un po’ di ottimismo: penso che la conoscenza sia una strada  a senso unico dalla  quale non si torna indietro.  E sulla procedura di  sequenziamento”

Scoglio: “col sequenziamento, oltre certi cicli si producono fantasmi. La cosa pazzesca è che  negli anni 90 due autori che ho citato nel mio libro, hanno cercato di  bypassare il discorso dei postulati di Koch portando l’attenzione sul sequenziamento, il sogno dei virologi, ovvero che non si parli più dei postulati di Koch, non si parli più di isolamento na  si parli solo di sequenziamenti. Praticamente danno legittimità di realtà alla fantasia virologica, perché i sequenziamenti sono fantasia virologica… si può anche stampare con la stampante a DNA come fanno con  mRna sintetico …  ma ciò non genera un organismo patogeno, genera una fantasia , mRna sintetico che  viene vissuto dal nostro corpo come una tossina, un veleno, quindi azione infiammatoria, genera trombi ecc.   …  effetti un po’ simili alle cure monoclonali con le quali vogliono curare la covid”  ( a 1,32’ ca)

A seguire  pareri  su proteina spike,  reazioni avverse da vaccino menzogne mediatiche  ecc.. Certe notizie come  quelle dei FOIA e delle risposte del CDC non sono state divulgate così come le notizie relative a tutte le manifestazioni contro l’obbligo vaccinale.

Un caro saluto.  Paola Botta Beltramo


Alberto Medici   intervista   Mauro Sartorio e Stefano Scoglio 

https://www.ingannati.it/wp-content/uploads/2021/08/18-08-2021-Alberto_Medici.mp3

https://www.ingannati.it/2021/08/15/mercoledi-18-agosto-2021-su-radio-gamma-5/

 

...........................

 (1  *)   https://playmastermovie.com/fuori-dal-virus-contagio-una-falsa-credenza-prof-paolo-renati-e-prof-stefano-scoglio - Fuori dal virus...contagio. .. una falsa credenza – Paolo Renati e Stefano Scoglio

(2  *)  https://www.youtube.com/watch?v=rEOSyaSgHFQ – Mark Pfister intervista il dr. Lanka: quale virus?

(3  *) " www.la7.it/piazzapulita/video/coronaviru...us-06-02-2020-306193 -  Istituto Spallanzani: a 3,35' ca: "noi non vediamo il virus, vediamo l'effetto che il virus provoca alla cellula"

mercoledì 18 agosto 2021

Roma. 155 m. di mobilità umana...


Nel quartiere Ludovisi-Sallustiano, cuore della Roma Città dell’auto (1), la tratta di 155 m. di via Puglie, tra via Sicilia e via Sardegna diventerà  “area scolastica-piazza pubblica” delle ScuoleBuonarroti (media); Regina Elena (elementare); Righi (scientifico) e Tasso (classico) e del Quartiere.


Grazie, grazie a quel metro al mese (di media) di carreggiata conquistata da quella popolazione scolastica con le loro Famiglie, i Corpi Docenti e gli Enti locali. La disperata inutile resistenza degli automobilisti era dovuta alla loro preoccupazione di non “creare il precedente”.


Perché, vicinissimo a via Puglie, a circa 200 m. di distanza, ci sono i 120 m. circa di via Calabria, strada a senso unico con carreggiata auto-muragliata sui lati. 


Giacchè i nuovi Bus 18 metri provenienti da piazza Fiume e diretti al centro, dopo aver effettuata la fermata in via Sicilia, trovavano difficoltà nelle manovre per proseguire su via Boncompagni, i gestori del Tpl, i tecnici e gli Amministratori dovevano realizzare - sulla tratta di via Calabria - la corsia riservata ai Bus in doppiosenso e ripristinare la fermata.


Invece, per non disturbare gli auto-muragliatori di via Calabria, inventarono l’inaudito, incredibile, inconcepibile, insulso e provocatorio dirottamento dei bus da piazza Fiume su Corso d’Italia per riprendere via Boncompagni, maltrattando, così, le migliaia e migliaia di viaggiatori di quei bus. Non ci fu la reazione delle persone maltrattate, dei loro Enti locali (I, II e III Municipio), della Consulta Sicurezza Stradale romana e/o di altre Istituzioni. 


Registrammo (e registriamo) la fotocopia comportamentale di quella cultura perseguita (e collaudata) per le 6.446 fermate bus: SILENZIO sulle aree insufficienti per le dovute e regolari fermate dei bus ai marciapiedi; SILENZIO sulla invasione abusiva delle auto in sosta (gratis e indisturbate); SILENZIO sulla ottusa ignoranza del comma 2. d) art.158 Codice della Strada; SILENZIO sulla cultura negativa che, a quelle fermate, acquisisce la popolazione scolastica che usa il TPL. 


Quei 155 m. di mobilità umana di via Puglie alimentano la speranza: chiedere i diritti non è reato e la mobilità umana è possibile. 


Vito Nicola De Russis  













(1)     Tasso di motorizzazione: 1.022 veicoli per 1.000 abitanti. Veicoli che auto-muragliano ai due lati la carreggiata della rete stradale romana di 8.752 km; la mobilità veicolare privata è di circa il 70% del totale.  



L'area, come sarà a lavori conclusi


martedì 17 agosto 2021

Afghanistan 2021. Vent’anni di guerra perduta... - Intervista di Lorenzo Merlo con Andrea Nicastro


In vent’anni migliaia di vittime civili e altrettante militari e trilioni di dollari perduti tra le montagne e i deserti d’Afghanistan, tra la corruzione, lo sperpero, l’inefficienza. Ha ancora senso l’esportazione della democrazia? Ne ha mai avuto? Tutti ora dichiarano il fallimento della politica occidentale. Sarà da insegnamento?

Anche tra i giornalisti e i politici che si occupano di politica estera si avverte spesso l’impiego di luoghi comuni, una buona dose di superficialità e soprattutto l’intento di far passare i Talebani sotto un’identità fuorviata, senza riconoscere loro alcuna dignità politica. Alcuni arrivano a parlare di spose bambine e divieto di vita sociale alle donne, nonché dell’obbligo del burqa come se fossero idee nate con i talebani, come non fosse una tradizione che si perde nella profondità della storia.

Ringrazio la disponibilità di Andrea Nicastro, inviato di guerra del Corriere della Sera – con numerose presenze in teatri bollenti, anche afghani – in queste ore sotto pressione per seguire l’attualità afghana, per la seguente intervista.



Oggi domina la legittima narrazione che le forze militari occidentali hanno abbandonato il popolo afghano. Tuttavia è opportuno ricordare che le medesime forze, inizialmente accolte come salvatrici, nel corso dei venti anni di presenza sul campo erano divenute, per il popolo afghano, “di occupazione”. La maggioranza della popolazione non vedeva l’ora lasciassero il paese. Dov’era il punto di equilibrio, ammesso lo si possa individuare?

Non c’è mai stata unanimità nell’accettare o respingere la presenza occidentale. Certo truppe straniere nel proprio Paese non piacciono a nessuno. Unico motivo per tollerarle era il vantaggio economico e politico che potevano procurare in termini di sviluppo e crescita sociale. È lì che l’Occidente ha, a mio avviso, fallito. La ricostruzione ha impiegato un centesimo delle risorse messe a disposizione della macchina militare e, ovviamente, tali risorse non sono riuscite a creare una classe media autonoma e indipendente dal potere politico che è la base essenziale per qualunque società sicura e accudente. Non parlo di proposito di democrazia. Quella è stata tradita per primo proprio da noi che abbiamo tollerato e foraggiato i governi amici di Karzai e di Ghani che non avevano il chiaro supporto della popolazione. Cos’è meglio? I brogli elettorali degli alleati Usa o le non elezioni dei talebani? Francamente non so scegliere io, perché dovrebbero gli afghani.


Al momento non è ancora del tutto chiaro come i talebani abbiano preso dominio di territori e centri urbani. Dove ci sono stati scambi a fuoco e dove rese incondizionate?

Hai ragione, è presto. Però sul Corriere ho raccontato della resistenza del 215° Corpo d’Armata ad Helmand e quella della Valle del Panshir. Sia il generale comandante sia gli abitanti della valle sono tajiki. Il fulmineo collasso dell’esercito addestrato in vent’anni è in parte dovuto al conflitto tra la presidenza Ghani di etnia pashtun e la leadership dell’esercito di etnia tajika. I comandanti sono stati sostituiti da Ghani proprio pochi mesi fa. Un suicidio se non proprio un tradimento.


Gli incontri ormai pluriennali svoltisi a Doha capitale del Qatar tra esponenti talebani e americani, organizzati proprio in prospettiva dell’uscita dal teatro afghano delle forze Nato hanno realizzato concreti e rispettati passi avanti?

Nulla. È stata una farsa, i talebani hanno semplicemente tergiversato in attesa del ritiro americano.


In cosa la modalità shariica talebana è stata ammorbidita?

Non lo sappiamo. Probabilmente poco. Però anche loro oggi conoscono il mondo. Hanno viaggiato, dormito in grandi alberghi, visto società diverse. Sanno di aver bisogno del mondo esterno per i soldi e per la tecnologia a cui nessuno vorrebbe più rinunciare. Possono imporre le preghiere a ToloTV [emittente tv afghana, ndr], ma non possono bloccare i social media. Come in Iran, mi aspetto un Afghanistan con una morale pubblica puritana e una società molto segretamente più laica.


Cosa hanno promesso gli americani?

Di andarsene in cambio di non subire attacchi e di non ospitare terroristi internazionali.


Non ho mai sentito dai media italiani precisare che il Mullah Omar aveva tutti i diritti di non consegnare Osama bin Laden quando, dopo l’11 settembre, gli americani glielo chiesero. All’epoca l’Afghanistan era in mano agli studenti coranici, e il Mullah non esercitava altro che il diritto internazionale di scelta se estradarlo o meno. Non solo. Gli americani non accettarono di rispettare il diritto internazionale e con l’uso della forza (bombardamenti massicci nella regione montuosa Spīn Ghar, a noi nota come Tora Bora) cercarono lungamente di uccidere o catturare il principe saudita, ritenuto là nascosto. L’ingerenza non fu mai denunciata dai nostri giornalisti. Ti sembra informazione?

A tutti è sembrata una risposta appropriata e doverosa all’attacco di al-Qa’ida alle Torri Gemelle”. Gli Usa erano (e in parte sono) l’iperpotenza globale. Non si discute troppo gli ordini del più forte del branco che ti protegge.


Dall’epoca talebana del Mullah Omar ad oggi, ci sono stati mutamenti di strategia militare, politica ed etica dei talebani?

Sul piano militare direi di no. Tranne il fatto che ora hanno a disposizione circa 70 miliardi di armamenti, blindati e velivoli moderni che hanno ricevuto in grazioso omaggio di questi giorni dall’esercito afghano che non ha combattuto. Sul piano politico, probabilmente sono più avveduti, più esperti, proprio grazie a questi anni di esilio in Qatar, Emirati e Pakistan.


Sui media nostrani si sente spesso, se non sempre, mescolare e identificare il movimento e gli scopi talebani con quelli di al-Qa’ida , nonostante i primi abbiano intenti nazionalisti e i secondi, all’opposto, di un califfato internazionale. È superficialità giornalistica o la mia interpretazione è in qualche modo fuorviata?

Hai ragione, ma consoliamoci con l’ignoranza internazionale. Ancora oggi, molti americani pensano che Saddam Hussein fosse alleato di Osama bin Laden.


Dopo aver parlato nel tempo con generali, diplomatici, responsabili di Ong, esponenti di forze afghane, giornalisti italiani e afghani ho sempre riscontrato una specie di realtà di Rubik: ognuno aveva ben chiara la gerarchia delle priorità sulle ragioni della situazione, su come uscirne, sugli errori compiuti. Tuttavia, messe insieme il cubo della realtà di Rubik non era mai omogeneo, anzi. Le singole prospettive arrivavano anche a contraddirsi nelle fondamenta. Qual è la tua opinione sulla complessità afghana?

L’Afghanistan è un mosaico complicato, ma secondo me è guidato da principi universali: la ricerca della sicurezza fisica, economica e familiare. Non hanno potuto avere nulla di ciò negli ultimi 40 anni durante i quali potenze straniere hanno combattuto tra loro attraverso milizie locali. Lasciati senza finanziamenti esterni, gli afghani troverebbero in breve un loro equilibrio per lo sviluppo.


E, si possono tracciare linee di condotta e azzardare epiloghi senza tener conto dei signori dell’oppio e della frangia dei servizi pakistani interessati o pagati per il mantenimento dell’instabilità. Nonché della questione dell’Area Tribale e della Frontiera del Nord Est?

No non si può.


Se non erro, nel 2008, il Generale McChrystall, comandante delle forze in campo in Afghanistan, volle ridurre l’intervento brutale della forza a favore di azioni destinate a sterminare le coltivazioni d’oppio. Tra le altre iniziative messe in campo, proposero ai contadini di sostituire i papaveri con lo zafferano. Il progetto non solo non diede risultati ma proprio in quegli anni, i signori dell’oppio, primi produttori al mondo della matrice dell’eroina e di molti farmaci, iniziarono la produzione proprio dell’eroina divenendo immediatamente anche leader mondiali del nuovo settore. Si può prendere questo episodio ad emblema del fallimento dell’opera internazionale occidentale in Afghanistan?

Sì, come vale la pena ricordare che non solo i talebani hanno commerciato oppio in questi anni. Il fratello dell’allora presidente Karzai era da Kandahar il più grande trafficante del paese. Un nostro alleato, quindi.


Vale la pena di ricordare che lo scopo ultimo della missione Nato era di peace keeping, ma di fatto è sempre stata una guerra che, ad un certo punto, anche le politiche estere dei paesi membri, hanno dovuto ammettere?

La missione era all’interno dell’articolo 5 del Trattato Nato* (4 aprile 1949) che impone agli Stati membri di soccorrere un alleato attaccato. Com’era il caso degli Usa l’11 settembre. L’imbarazzo del Peace keeping riguardava le diverse “regole d’ingaggio”. Noi italiani, ad esempio dicevamo di poter solo difenderci. Ma per anni abbiamo combattuto come britannici e australiani.


Cosa salvare del fallimento della missione internazionale e perché?

Si può salvare la nostra immagine internazionale non abbandonando l’Afghanistan economicamente. Aspettando che la società civile cresca, trovi un equilibrio con i talebani. I fondamentalisti non sono mai la maggioranza, ma sono quelli con il fucile in mano. Perché farlo? Perché se vincono i fanatici, sembrerà che l’unico modo di difendersi e vincere sarà abbracciare un’ideologia estrema e intollerante.


Ci sono quattro categorie sulle quali è necessario porre attenzione. Condizione femminile/donne; minoranze etniche, hazara in primis; persone che hanno servito gli occidentali (traduttori, autisti, camerieri, cuochi); sfollati e rifugiati. Quali rischi corrono queste categorie?

Dipenderà da quanto il governo talebano vorrà compiacere i nostri valori. Dipenderà da cosa gli daremo in cambio. La Cina certo non chiederà il rispetto dei diritti umani. Solo dei contratti di sfruttamento minerario e di transito.

L’esercito afghano, lungamente formato dalle forze internazionali, anche dagli italiani, è spesso stato deriso per la sua perdurante inefficienza. Nessuno lo riteneva idoneo a fronteggiare da solo, senza l’appoggio operativo e strategico occidentale, il nemico talebano. Oggi [15 agosto, prima della proclamazione talebana del 16 agosto dell’Emirato islamico dell’Afghanistan] è realmente da solo e i talebani stanno avanzando in molte province e Kabul è stata presa oggi. Pensi che la forza regolare possa avere qualche chance? Perché nonostante la supremazia degli armenti di ultima generazione e la forza aerea (che i talebani non hanno), tutti ritengono che non riusciranno a fermare i talebani? Si tratta di assenza di coordinazione tra vertici politici e militari?

Come dicevo testa pashtun e corpo tajiko non facevano una persona intera.


Soldato dell’Ana (Afghan National Army) di giorno e talebano di notte. La migrazione circadiana di molti uomini, messa in moto dai maggiori compensi raccolti sotto le fila talebane, è ancora un problema nodale?

Ora avranno il budget nazionale a disposizione per pagare i loro miliziani, ma dovranno anche trovare le risorse per non lasciare disoccupati quei 300mila soldati che sulla carta avrebbero dovuto combatterli. Non credo che i talebani faranno l’errore americano in Iraq quando licenziarono i militari sunniti per consegnarli alla guerriglia. Il punto è come i talebani riusciranno a dare stipendi, e evitare un crollo economico dovuto alla partenza delle agenzie umanitarie e di ricostruzione.


Ahmad Massoud – il figlio di Ahmad shah Massoud, primo ad essere a suo tempo riuscito a riunire tribù e clan nella nota Alleanza del nord – avrà qualche chance di dialogo con Yakoob, il figlio del Mullah Omar, attuale referente militare dei talebani?

L’atteggiamento dei panshiri, di cui il giovane Massoud è un esponente, sarà determinate per capire se si va verso un’altra guerra civile o se l’avanzata talebana avvenuta senza distruzioni materiali sarà l’inizio di un periodo di pace.


Ora che abbiamo lasciato il paese, che nessun esercito è mai riuscito a domare, tutti lamentano la ritirata, prima auspicata soprattutto per ragioni economiche. Come pensi si debbano muovere la Nato, l’Unione Europea e la nostra Difesa?

La Nato e l’Italia si sono mosse nella cornice dei trattati e delle alleanze necessarie alla nostra sicurezza. L’Ue semplicemente non esiste come entità militare o politica autonoma.


La Cina, che se non erro ha il diritto di sfruttamento di un giacimento di rame nel nord-ovest afghano, ha ampiamente dimostrato (vedi intervento in più paesi africani) di avere una politica estera confuciana. Potrebbe essere lei, con la Russia in modalità aggiornate, a segnare il nuovo percorso afghano?

Sì, anche se gli Usa faranno di tutto per evitare che la Cina abbia successo e anzi sperano in uno spill over dell’instabilità afghana verso la regione musulmana cinese del Xinjiang.


Afghanistan come centro nodale dell’Asia al quale tutte le potenze guardano e, giocoforza, ne condannano l’instabilità? Il Grande gioco è ancora in auge?

Senza l’interesse di Pakistan, India, Iran, Cina e l’ex area sovietica a mantenere la pace in Afghanistan, ci sarà sempre qualcuno che combatterà nel Paese al soldo dei suoi vicini. Perché? Se non hai lavoro, fare il soldato è un lavoro come un altro.


È necessario dare riconoscimento politico ai talebani o è meglio seguitare a considerarli dei semplici criminali tagliagole?

Il presidente americano non mi risulta firmi accordi con tagliagole. Trump l’ha fatto. Biden l’ha rispettato. Definire tagliagole i talebani è semplicistico. Sono una forza politica e militare e ora anche statuale con cui è obbligatorio fare i conti.


Il progetto dell’oleodotto Mar Caspio/Oceano indiano, doveva transitare anche in Afghanistan. Per realizzarlo gli americani avevano stretto accordi con i talebani, poi saltati. Quanto conta questo aspetto in merito all’intervento Usa del 2001, Enduring Freedom?

Magari era un’ipotesi in più, vista l’occasione della guerra, ma di sicuro il piano è clamorosamente saltato.


Quanto è vero l’impiego da parte americana di ordigni all’uranio impoverito e bombe non convenzionali tipo Blu-82/B?

Mi risulta siano state utilizzate dove servivano, non in modo massiccio o sistematico.


Ricordando che nessun impero, tra Britannici, Sovietici, Americani/Nato è mai riuscito a sottomettere gli afghani, l’appartenenza alla logica del Pashunwali – i talebani sono prevalentemente pashtun, la maggiore etnica del paese – del tutto estranea a quella occidentale, può essere considerata un caposaldo della resistenza afghana?

Non sono solo i pashtun ad aver combattuto i britannici o i sovietici. Mentre è sicuramente vero che i talebani/pashtun possono vantarsi di aver resistito a 20 anni di occupazione americana.



Lorenzo Merlo - ascent@victoryproject.net


Articolo 5 del Trattato Nord Atlantico. Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell'America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, e di conseguenza convengono che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell'esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, riconosciuto dall'ari. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l'azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l'uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell'Atlantico settentrionale. Ogni attacco armato di questo genere e tutte le misure prese in conseguenza di esso saranno immediatamente portate a conoscenza del Consiglio di Sicurezza. Queste misure termineranno allorché il Consiglio di Sicurezza avrà preso le misure necessarie per ristabilire e mantenere la pace e la sicurezza internazionali.


Andrea Nicastro è tra l’altro autore di Gli altri siamo noi. Perché tradire la democrazia scatena la jihad, Rubbettino, 2021. Un lavoro dedicato a riconoscere la dignità di pensieri differenti dai nostri, lungimirante nel prevedere gli sviluppi in corso in Afghanistan, l’ipocrisia internazionale su diritti umani e sviluppo economico con il conseguente prevalere di soluzioni estremiste come le talebane. L’argomento del libro è riproposto in una pièce teatrale in forma di dialoghi immersi in una avvincente scenografia fotografica. Ne sono protagonisti e autori la giornalista Francesca Mineo e lo stesso Nicastro.




sabato 14 agosto 2021

Emozioni in arte postale di Gianni Donaudi



Da molti anni "imperversa" nei quattro angoli d'Italia e del Pianeta un originale modo artistico di esprimersi.

Noi che siamo stati i promotori con la fanzine "Emozioni", lo denominiamo Arte Postale, ma data l'anglo-americo-filia imperante in tutto il globo essa viene in genere definita "Mail Art".

Questa espressione consiste nel produrre le più svariate e surreali forme di creatività : dai "c o l l a g e s " a oggetti plastificati e " demenziali" , alla poesia visiva.
I nordamericani hanno fatto risalire la loro  mail   art   al "santo fondatore "  RAY JOHNSON (1962 ).
Ma nella realtà, già nel 1954 un tranquillo impiegato francese aveva iniziato a inviare e a ricevere tale posta anomala.

Avendo noi visitato molte mostre, consultando cataloghi, producendo noi stessi diversi lavori, dichiariamo di poter riconoscere nell' Arte Postale molte similitudini con le varie correnti artistiche d' avanguardia europee a partire dagli inizi dello trascorso secolo XX.

E vi abbiamo trovato affinità col Situazionismo di GUY DE BORD, PIERO SIMONDO e PINOT GALIZIO, col Lettrismo, col Surrealismo di ABFRE' BRETON ( " Unknow" ) e di LOUIS ARAGON, nel Dadaismo di TRISTAN TZARA ( il cui unico referente italiano fu il discusso JULIUS EVOLA, considerato il "teorico della destra italiana " ) , fino al Futurismo di F. T. MARINETTI, i cui ultimi esponenti  P. F. ALTOMONTE( Reggio Calabria, 1912 ), e ARRIGO LORA TOTINO (Torino, 1928) scomparvero qualche anno fa.

Ed è proprio al Futurismo che negli anni passati si ispiravano  i veneziani GIANCARLO DA LIO e TIZIANA BARACCHI (purtroppo  scomparsa improvvisamente pochi anni fa) ,già amici della scrittrice savonese (ma da molti anni residente nella Laguna) MILENA MILANI e di MARY POUND (figlia del grande poeta americano EZRA). I DALIAO/ BARACCHI dettero vita, insieme all' abruzzese ETTORE LE DONNE e altri al Movimento Iperspazialista.

L' Arte Postale NON ha fini di lucro, NON è commerciabile (anche se negli $.U.A. qualcuno vorrebbe fare un "business" anche  di questa, subito scimmiottato da alcuni loro  fans    italioti ed europei).

L' Arte Postale ha centinaia di affiliati  nel mondo, delle più disparate tendenze artistiche, culturali, filosofiche e ideologiche.

Con un rapido sguardo, dal nord al sud del nostro paese possiamo citare diversi " mailartisti" qualcuno dei quali oggi pare disinteressarsene ma che comunque in qualche modo  ha attraversato quella  per quella strada :

CARLA BERTOLA e ALBERTO VITACCHIO ( già "allievi" del LORA TOTINO ) , MASSIMO PATTARO e ANNAMARIA GIRARDI, PAOLO CASTAGNO , GIUSEPPE BORLANDELLI(+) e MAURIZIO BOTTARO e KATIA DI STELLA  per la provincia di Torino. ANTONIO MIDURI e MARISA CORTESE per le provincie di Novara e di Verbania -

LUIGINO SOLAMITO, le sorelle UGGERI, lo scomparso LUIGI ZECCHINI, UMBERTO STAGNARO, BRUNO CASSAGLIA , ANDREA ORCINICOFF, FABRIZIO BASSO, SILVIA CINI, ALBERTO SORDI, lo scomparso  MAURO MANFREDI, FEDERICO ANDOLCETTI per la Liguria -

RUGGERO MAGGI, LIUBA, LINDA PELATI, EMILIO MORANDI, DORIANO ROTA, per la Lombardia -

LANCILLOTTO BELLINI, MONICA ANDREIS, ALBERTO RIZZI, ALESSANDRO CECCOTTO, CRISTINA CORTESE, ADOLFINA DE STEFANI, ANTONIO SASSU, MAURIZIO FOLLIN, LAURA CRISTIN, ALESSANDRA GHILARDELLI, GIUSEPPINA LESA, i già citati DA LIO/ BARACCHI per le Tre Venezie .

ANNA BOSCHI, BRUNO CAPATTI, SANDRO SERMENGHI, GIOVANNI & RENATA STRADA-DA e gli scomparsi FRANCESCO MANDRINO, ROBERTO VITALI e FEDERICA MANFREDINI per l' Emilia Romagna-

I SANTINI/ DEL PRETE, ENRICO MORI, BRUNO POLLACCI, VITTORE BARONI, PATRIZIA LANDI, IVANO VITALI, FRANCO PIRI FOCARDI, CLAUDIO FUSAI e gli scomparsi VITTORIO BACELLI e BRUNO SULLO per la Toscana -

GIANCARLO PUCCI, MARCELLO DIOTALLEVI, FULGOR SILVI, RITA VITALI ROSATI, DINO SILEONI e CAMILLA BOEMIO per le Marche-

MARIA ZAMBONI, GLORIA PERSIANI e la scomparsa LIA DREI per il Lazio -

LINO FOFFANO, MAURIZIO VITIELLO per la Campania -

ORONZO LIUZZI per la Puglia -

CLAUDIO PARENTELA e LUCIA LONGO per la Calabria -

ELSA EMMY per la Sicilia -

ANNAMARIA CARACCIOLO, ITALO MEDDA, ASSUNTA PITTALUGA per la Sardegna -

Anni fa il teorico della "n o u v e l l e    d r o i t e " francese ALAIN DE BENOIST fu oggetto di una specie di processo inquisitoriale da parte della cultura mondialista per essersi pronunciato contro le Arti Plastiche, da lui ritenute banali .

Naturalmente riteniamo  il De BENOIST  liberissimo di esprimere la propria opinione e altresì riteniamo i suoi "inquisitori" degli invasati clerico-stalinisti. Ma nel frattempo ricordiamo al De BENOIST che anche Futurismo e Dadaismo, quando nacquero ricevettero un trattamento non molto diverso da parte dell'allora arte ufficiale ed accademica.

Gianni Donaudi