Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

lunedì 12 novembre 2018

Firenze, 30 novembre 2018 - "Processo all'etologia"


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Firenze. Venerdì 30 novembre 2018 - "Processo all'etologia"
incontro culturale con ospite e cena nonviolenta/cruelty-free, presso l'oratorio dei Salesiani via Gioberti 33 Firenze - inizio ore 20:30
 
Perché le scienze del comportamento minacciano l'animalità? Ce lo spiegherà Francesco De Giorgio, biologo, etologo, attivista antispecista, che molto scrive e ragiona intorno al rischio di una etologia asservita allo sfruttamento e alla coercizione animale. Dietro a una maschera romantica, la cultura dell'addestramento e dell'educazione continua a proporre una sorta di " dominio nonviolento". Ma il prezzo da pagare è altissimo: il rischio è quello di avere animali senza animalità.

L'incontro si tiene  presso Oratorio dei Salesiani, via Gioberti 33, Firenze - inizio ore 20:30

Prenotazioni a restiamoanimali@gmail.com oppure via Whatzapp 3357703214

Biografia:
Francesco De Giorgio
 (1965) è un biologo, etologo, naturalista e attivista, esperto di cognizione ed etica animale, Per De Giorgio l’animalità è stata ispirazione e istinto fin dalla giovinezza: l’infanzia trascorsa al sud, in campagna, il rapporto con la terra e le sue creature, il precoce attivismo nel nome dell’animalità lo formano all’ascolto di quel “vento animale” di cui parla nel suo ultimo libro. Lasciar crescere questo vento, liberarlo e renderlo guida dei suoi passi lo conduce prima a Parma, dove incontra il professor Danilo Mainardi, suo mentore, e dove, nel 1989, si laurea in biologia, poi lo spinge a intraprendere un percorso di studio e ricerca indipendente, vissuto in favore e in nome degli animali: è qui che si interroga su come l’umano, anch’egli animale, si relazioni davvero con gli altri animali., ha scritto “Dizionario Italiano/Cavallo” (2010), “Comprendere il Cavallo” (2015), entrambi pubblicati in Italia, “Equus Lost?” (2017) pubblicato negli USA, “Nel nome dell’animalità di cavalli, cani, umani e altri animali” (2018)

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sabato 10 novembre 2018

Regione Lombardia e l'inganno dell'allodola


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Stavolta la Regione Lombardia ha provato a barare anche su un accordo ufficiale, quello sottoscritto all’interno della Conferenza Stato Regioni che ha portato al Piano di gestione nazionale dell’allodola. Ha proposto formule e numeri che non stavano in piedi pur di permettere al maggior numero possibile di cacciatori di sparare ad una “specie prossima all’estinzione”, e come risultato, oltre al pagamento delle spese di giudizio, ha incassato dal TAR l’ennesima bocciatura delle proprie politiche venatorie. I giudici amministrativi, infatti, annullando parzialmente un decreto della Regione, hanno stabilito per “ciascun cacciatore un prelievo venatorio di 10 capi giornalieri e 50 capi stagionali” di allodole, regola che “si applica a tutti i cacciatori lombardi, senza ulteriori specificazioni”. 
È successo grazie al ricorso promosso per la LAC (Lega per l’abolizione della caccia) dall’avvocato Claudio Linzola contro il decreto del 14 settembre scorso che ha finto di recepire le indicazioni del piano nazionale mettendo in campo dati carenti o inesistenti e inventando figure improbabili come i cacciatori specializzati, intendendo questi ultimi come quelli possessori di allodole vive come richiami. Peccato che gli «specializzati» sono diventati tali attraverso un’autocertificazione del possesso che nessuno ha mai controllato, anche perché i dati dell’anagrafe regionale dei richiami non sono in possesso, per esempio, delle polizie provinciali e dei carabinieri forestali. Peccato anche che, tra le condizioni per avere un parere favorevole dell’ISPRA su questo decreto, la Regione avrebbe dovuto presentare i dati sugli abbattimenti annuali ricavati dai tesserini venatori, e che dall’elenco fornito mancassero quelli degli ultimi anni. Peccato altresì che, con quelle restrizioni adottate “viene palesemente violato il numero massimo complessivo (125.735) di capi cacciabili”. E peccato infine che, sempre sulla base del carniere da spartire tra specializzati e generalisti, teoricamente si sarebbe potuti arrivare a tre milioni di abbattimenti. 
L’ennesima bufala insomma, mitigata parzialmente dal TAR con una sentenza che smaschera sì il decreto regionale definendolo illegittimo, ma che purtroppo non va nella direzione della protezione di questa specie in fortissimo declino. I giudici amministrativi hanno infatti azzerato la distinzione tra cacciatori specialisti e generalisti, e fatto riferimento al calendario ipotizzato dal piano nazionale e recepito dalla Regione, con l’apertura limitata dal 1° ottobre al 31 dicembre e la possibilità, per tutti, di abbattere 10 capi al giorno e 50 in una stagione. Una sconfitta legale per la Regione ma un successo ancora non sufficiente a tutelare questa specie (LAC, 6 novembre 2018).

Carlo Consiglio - Presidente LAC 

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martedì 6 novembre 2018

AIAB E.R. dice no ai fanghi inquinanti sui terreni agricoli


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AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) Emilia Romagna dice no  allo spandimento di fanghi tossici sui terreni agricoli previsto dal  decreto su Genova e chiede un monitoraggio trasparente sui terreni che saranno contaminati.

Aiab Emilia Romagna dice no al decreto legge su Genova che prevede  all'articolo 41 limiti più elevati di diossina nei fanghi di depurazione  da spandere sui terreni agricoli, rispetto ai limiti fissati per i  terreni contaminati da sottoporre a bonifica.

Non solo diossine ma anche PCB e toluene ed idrocarburi derivati dal  petrolio. 


Per il Toluene è previsto un limite 200 volte maggiore rispetto al dlgs
15/2006: si passa da 0,5mg per kg a 100. Per il PCB si passa da 0,006 a
0,08 mg per kg alzandolo di 13,3 volte. Per le diossine il limite passa
da 10 ng per kg a 25, ben due volte e mezzo maggiore.

Una decisioni sciagurata che contamina i terreni agricoli, inquina le
falde acquifere e la catena alimentare, accumulando inquinanti tossici e
portandoli sulle nostre tavole.

Una scelta che rende impossibile la conversione dei terreni
all'agricoltura biologica, che non c'entra nulla con l'economia
circolare e in ogni caso il loro destino non possono essere i suoli
agricoli dove si coltiva il nostro cibo, ma soprattutto siamo contrari
che si possano creare per legge tante "terre dei fuochi" sparse
legalmente lungo la nostra penisola.

Critichiamo fortemente un Ministro dell'Ambiente, Costa, che avalla una
tale mostruosità: un vero e proprio crimine ambientale che nuoce alla
salute umana considerato che il cibo prodotto su questi terreni arriverà
sulle nostre tavole e che contaminerà le acque che berremo.

AIAB Emilia Romagna sosterrà tutte le forze della società civile e
politiche, come ad esempio la Federazione dei Verdi, che si oppongono
all'avvelenamento umano e dell'ambiente chiedendo con forza che tale
norma non veda mai la luce e se nella disgraziata ipotesi che le forze
di governo intendano approvarla avvelenandoci per legge che si crei
un'anagrafe dei terreni sui quali i fanghi tossici saranno sparsi in
modo da poterci difendere dagli inquinanti che finiranno inevitabilmente
nei prodotti alimentari e nell'acqua.

AIAB  E.R. -  aiab.er@aiab.it 

lunedì 5 novembre 2018

Il senso dell'amicizia a Casa Val di Sasso di Roccamalatina


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Giorni addietro avevo visto che domenica 4 novembre 2018, a casa di una cara Amica, ci sarebbe stato un incontro di condivisione, di quelli che lei spesso organizza a casa sua, e questa volta l'argomento di cui parlare era "L'Amicizia". Ero un po' stanca, il 4 novembre ed il giorno precedente  avevo lavorato parecchio e fino a tardi, così ho aspettato il mattino per decidere. In più dovevo fare un lavoretto per Paolo, che riguardava il sito del Circolo Vegetariano VV.TT. (il pagamento  annuale ad Aruba), e la cosa mi impensieriva un po'. Quando il lavoretto, dopo vari tentativi infruttuosi, infine, è riuscito, ho deciso di premiarmi con la gita a Roccamalatina, a casa di Maria. Le ho telefonato e lei ha accolto la notizia della mia partecipazione col solito entusiasmo, precisando che, almeno fino a quel momento, saremmo state sole io e lei.


Quale migliore occasione per sviscerare un argomento tanto delicato, lasciando uscire tante emozioni, con la certezza di non essere giudicata e di ricevere parole sagge e sentite da una persona che dire che è sensibile è poco?
Ed infatti così è stato. Certo il tempo uggioso e nebbioso non ha aiutato lo spirito nella guida della strada lunga e tortuosa. Infatti mi è venuto un leggero mal di testa. Ma il viso solare di Maria ed il caminetto acceso hanno ben disposto al dialogo. Credo di essermi aperta come non sempre mi capita, esponendo le mie sensazioni ed aspettative (eh, si, purtroppo!) nei confronti dell'amicizia. 

La mia solitudine mi fa dipendere alquanto dalle amicizie, mi fa contare molto su di loro, anche se sul mio senso di solitudine devo lavorare per star bene con me stessa. Quello è un vuoto che neanche la migliore amica o amico può mai colmare. Come non devo restare male per parole o comportamenti che da un'amica o amico non vorrei sentire. 

L'accettazione dell'altro, assieme a tanti altri fattori, deve essere un fattore imprescindibile, altrimenti l'amicizia diventa un' oggetto di cristallo, che al primo piccolo urto si può incrinare ed è poi difficile ripararlo. Inoltre dobbiamo lasciare agli altri la possibilità di esprimersi liberamente, altrimenti la sincerità, che è secondo me uno dei fattori che non possono mancare in un rapporto di amicizia, dove va a finire? L'amicizia deve e può anche aiutarci a conoscerci e a crescere, insieme. Nell'affetto, nella premura per l'altro, nella disponibilità, in una parola, nell'amore.

Caterina Regazzi




Commento di Maria: 

"Tutti meritano di sentirsi amati e accettati per come sono, e come si è detto, nessuno deve cambiare per questo, ma può farlo solo per se stesso."

Frasi sull'Amicizia raccolte da Maria:

-  Non ho paura del nemico che mi attacca, ma del falso amico che mi abbraccia.
-  Un amico è colui che ti dice quando sbagli, un falso amico ti da ragione per compiacerti, ma se cadi ti molla.
-  Il successo vi farà acquisire falsi amici e veri nemici.  (Madre Teresa di Calcutta )
-  Gli amici falsi credono alle voci, gli amici veri credono in te.
-  Se perdi qualcuno perché ti mostri esattamente come sei, in realtà non hai perso nulla.
-  Non temere la solitudine, ma la falsa amicizia.
-  Un’amicizia finita non è mai stata sincera.  (S.Girolamo)
-  Le qualità che cerchi in un’amicizia, le hai anche tu, se le doni senza aspettative, osserva cosa succede, potresti piacevolmente stupirti. ( Maria Bignami)


Maria Bignami in cucina a Roccamalatina

sabato 3 novembre 2018

Progetto pacifista itinerante gratuito da realizzarsi in novembre 2018: due ore sulla fine delle guerre


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Qualcuno vuole ospitare questo progetto nel mese del centenario sulla fine della prima guerra mondiale?


Tutto sarà dimenticato?
In omaggio a chi si oppose alla prima guerra e alle successive, in ricordo delle vittime
A cento anni dalla fine del Primo macello mondiale, incontri, brani, proiezioni, riflessione sulle guerre degli ultimi anni e su come prevenirle.

La storia è un’ottima maestra, ma non ha allievi” (Antonio Gramsci)

Obiettivo: ricordare l’”inutile strage” di cento anni fa (scongiurando celebrazioni scioviniste) e le più recenti, per scongiurare i prossimi conflitti.

Date: da stabilirsi, mese di novembre

Contenuti possibili dell’evento:
* Installazione della mostra pacifista (vari pannelli) sulla prima guerra, realizzata da Napoli No War
* Letture dal testo di Ernest Friedrich (1924) Guerra alla guerra!, da lettere di soldati al fronte
* Letture da saggio La rivolta dei santi maledetti di C. malaparte
* Lettura delle proposte dell’economista gandhiano J.C. Kumarappa negli anni 1950, per un’alleanza di pace
* Lettura di una filastrocca pacifista
* Lettura della poesia di Elias, Yazida, ora scomparso nel nulla.
* Musiche di accompagnamento se in zona si trova un musicista
* Altre brevi letture sulla prevenzione economica delle guerre
* Proiezione di alcune parti del documentario Tutto sarà dimenticato? Realizzato dal progetto Verità contro le guerre, riferito alle guerre degli ultimi anni, alle scelte che le hanno permesse e ai loro esiti funesti.
* Proiezione di alcuni minuti di Uomini contro, di F. Rosi, che mette in luce la follia della guerra.
* Breve presentazione della proposta per la riabilitazione dei disertori assassinati.
* Proposte per il cambiamento della toponomastica in Italia
* Riflessione sui paesi, sulle comunità, sui popoli, sugli uomini politici che, a partire dalla prima guerra mondiale, cercarono vie per uscire dalle guerre o per prevenirle* Dibattito con i presenti

Eventualmente piccola merenda senza alcun usa e getta

Marinella Correggia


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Per informazioni: 3312053435

venerdì 2 novembre 2018

Dal 4 novembre 1918 al 4 novembre 2018 - Cento anni di guerre


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Contro le guerre di ieri, di oggi, e di domani. Per la vita, la dignità e i diritti di tutti gli esseri umani

Il 4 novembre si “festeggia” il centenario della “vittoria” della prima 
guerra mondiale, l'inutile strage, secondo la definizione del 1 agosto 
1917 di Papa Benedetto XV. Una festa, voluta dal fascismo, che si è 
rinnovata, di anno in anno dal 1922 con tutti i governi, fino ad oggi.
Dal 1949 si "festeggiano" in questo giorno anche le Forze Armate 
italiane,  con tutto il loro sperpero di risorse e spese militari.


        Ma la verità storica ci dice che quella guerra fu il più sanguinoso 
conflitto di tutti i tempi:
37 milioni di vittime: 16 milioni di morti e 21 milioni di feriti e 
mutilati, sia militari che civili. In Italia i morti furono 650.000, i 
feriti 1.250.000 di cui 675.000 mutilati. Il risultato per l'Italia fu 
poi il ventennio fascista. Queste le conseguenze di una folle decisione 
voluta dal re e governo contro la volontà del Parlamento (450 su 508 
deputati erano contrari), per conquistare all'Italia terre che si 
potevano ottenere per via diplomatica, come voleva Giolitti.
        

La “grande guerra” fu chiamata così per la capacità distruttiva su 
larga scala messa in campo dagli eserciti. Quei 4 anni di guerra 
provocarono la veloce riconversione delle moderne invenzioni tecniche in 
strumenti bellici, finalizzati al terrore di massa. Il sistema economico 
indirizzò tutte le sue risorse a sostenere l’impegno di guerra. Le nuove 
fabbriche  chimiche, meccaniche, aeronautiche e navali furono 
rapidamente piegate al servizio delle armi chimiche, dei carri armati, 
degli aerei da combattimento, dei sottomarini da guerra, moltiplicando 
la produzione in tutti i settori. La guerra diventò, per la prima volta, 
di massa e totale, segnando uno spartiacque che divide la storia e la 
memoria moderna in un prima e un dopo.
        

Dopo un secolo di guerre, fino alle attuali in Siria, Yemen, Iraq, 
Congo, Sudan, sarebbe ora di voltare pagina, e costruire le condizioni 
per affrontare i conflitti con i metodi della nonviolenza.

Per questo ci impegnano e chiediamo:
- che il Parlamento approvi finalmente la proposta di legge d'iniziativa 
popolare per l'istituzione e il finanziamento del Dipartimento per la 
difesa civile, non armata e nonviolenta;
- che l'Italia sottoscriva e ratifichi il Trattato Onu per la messa al 
bando delle armi nucleari;
- che i fondi pubblici oggi destinati a strutture e strumenti di morte 
siano invece utilizzati in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri 
umani e del mondo vivente;
- una drastica riduzione delle spese militari che oggi ci costano 
settanta milioni di euro al giorno;
- una politica di disarmo;
- un impegno particolare a contrastare la violenza maschilista, prima 
radice e primo paradigma di ogni violenza;


Movimento Nonviolento
www.azionenonviolenta.it


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giovedì 1 novembre 2018

Novembre 2018 - Il calendario delle proiezioni del film documentario “Con i piedi per terra”



Nelle campagne italiane esistono persone che hanno scelto di radicarsi sul territorio per coltivarlo in maniera autonoma, efficiente, rispettosa dell’ambiente. Sembra una favola sbarazzarsi dei metodi agroindustriali eppure oggi in Italia c’è chi vive questa favola tutti i giorni. Chi sono? Come fanno reddito? Quali tecniche adottano? E perché il loro lavoro è necessario?

Nell’autunno 2015 iniziano le riprese del documentario indipendente “Con i piedi per terra”, durante un viaggio per l’Italia intrapreso per intervistare contadini, ricercatori, medici e docenti universitari. Compiuto con lo spirito della ricerca, è un’indagine realizzata riprendendo in presa diretta le attività quotidiane nei campi, nei boschi, nelle case e nei mercati.

Con il ritmo sostenuto dell’avanscoperta, e valorizzato da musiche originali, il documentario racconta attraverso decine di storie personali come fare reddito in maniera sostenibile, onorando il senso di appartenenza al territorio e la cultura dei saperi millenari.Testimonianze che smascherando l’inganno ideologico operato dell’agro-industria lasciano affiorare un paesaggio finemente lavorato, come un pizzo fatto di attività agricole all’opera “Con i piedi per terra“.

Radici nel Cielo  - info@radicinelcielo.it


Vincitore a Cinemambiente 2017 della Menzione Speciale Legambiente con questa motivazione:
“Un bell’affresco del nuovo-antico mondo contadino italiano, spesso fatto di bizzarri visionari che stanno riscoprendo e valorizzando il suolo come bene comune. Un patrimonio per troppo tempo violentato dalla cementificazione e da un’agricoltura senza scrupoli. Ed ecco che grazie a una nuova generazione di agri-cultori l’Italia riscopre il suo pizzo di colture e culture da preservare e valorizzare. In contrapposizione alle monoculture che impoveriscono terra e sapere, gusto e vita. Un lavoro nuovo, fatto di antichi saperi e sperimentazioni inedite che il documentario fotografa in modo nitido”.

www.legambiente.it