Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

martedì 29 maggio 2018

Mattarella, biforcuto strumento d‘occhiuta rapina



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Andando indietro nella nostra storia incontriamo situazioni di malcontento contro l’occupazione straniera, simili a quelle che contraddistinguono l’attuale atteggiamento della maggioranza degli italiani verso l’Europa.

Quando il mattarello dell’impero asburgico colpì la popolazione lombarda con nuovi balzelli, il popolo comprese che bisognava immaginare e imporre nuove regole di convivenza.

È stato interessante istruttivo assistere alla lezione di economia impartita al volgo a mezzo della televisione dal presidente della repubblica per tentare di giustificare il suo irrituale intervento a gamba tesa contro il governo (in fieri) eletto dal 60% dei nostri concittadini.

Egli ha dimostrato la propria lungimiranza politica spiegando, alle vittime, il funzionamento dei meccanismi economici che vigono in Europa.

E lo ha fatto con la sicumera di un ragioniere che giura sulla verità assoluta della propria “scienza”. Ma che dico? Per le “prestigiose” personalità che formano la ristretta élite che ci comanda, non si tratta di una “scienza”, quanto piuttosto di una nuova “religione”, nel cui nome possiamo/dobbiamo accettare vengano consumati i peggiori crimini.

Quanti suicidi sono stati consumati in Grecia e in Italia sull’altare di questa nuova religione?

Sostenuto dai propri valletti di corte, oltre che dalla “libera” stampa, Mattarella non esiterà a invalidare anche il risultato delle nuove elezioni che si preannunciano diventare un vero e proprio trionfo plebiscitario a favore di 5 stelle e soprattutto della Lega.

I fatti ci insegnano dunque questa lezione:
La democrazia viene rispettata e i risultati del voto popolare vengono accettati soltanto a condizione che il popolo accetti di votare i propri aguzzini…

Giuseppe Zambon -   zambon@zambon.net

lunedì 28 maggio 2018

Che cosa è la "Grazia"?


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"Che cos'è la grazia? Le persone la confondono con il favore divino, come se Dio potesse essere comprato o indotto con le lusinghe a fare qualcosa che altrimenti non farebbe.
Conoscevo un uomo che, una domenica mattina, mise una banconota da $100 nel piattino delle elemosine in una chiesa e poi si infastidì perché Dio non rispose alle preghiere che aveva accompagnate quell'offerta. E bene, Dio era già quell'offerta! Dio guarda il cuore, non il piattino delle elemosine!


È quasi altrettanto sbagliato affermare che per essere salvati, bisogna credere! Credere! Credere! Pensiamo forse che Dio abbia bisogno di essere rassicurato attraverso la nostra fede in lui? Egli vede ciò che siamo nel nostro intimo, non le nostre opinioni esteriori.


A volte, in effetti, una persona che si considera atea può essere più vicina a dio, a causa del suo amore per gli altri, di molti che credono in Dio con la mente ma si comportano in modo poco caritatevole verso i propri simili. Ancora una volta, Dio guarda le azioni, non le parole.

Ovviamente, è sempre bene offrire denaro a una causa spirituale, poiché ciò crea buon karma. È anche meglio credere in Dio piuttosto che negare la sua esistenza, perché senza Fede non si farà lo sforzo di trovarlo. Tuttavia, non immaginare che Dio possa essere comprato o indotto con le lusinghe a donarti la sua grazia. L'unica cosa che può conquistarlo è il tuo amore.


La grazia di Dio fluisce in noi quanto più ci apriamo a Lui. Non viene a noi dall'esterno, ma è l'operato, dall'interno, della nostra più elevata realtà. La Grazia viene quanto più viviamo nella coscienza dell'anima e quanto meno poniamo il nostro centro nell'ego.

P.  Yogananda


(GPY lettura tratta da "la realizzazione del sé")

domenica 27 maggio 2018

Montebelluna. Cercasi educatrice montessoriana per scuolina in ecovillaggio


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Ciao siamo Simone e Emanuela, viviamo in quella che fino a poco tempo fa era il progetto di ecovillaggio La Casa di Spino. Con altre 3-4 famiglie, stiamo iniziando ad organizzare nei pressi di Montebelluna (Treviso) per i nostri cuccioli (bambini di circa 2 anni) un percorso educativo che dovrebbe partire da settembre 2018, e siamo alla ricerca di 1 accompagnatore/trice interessati e che abbiano alcuni requisiti:
- una base di esperienza educativa con bambini di quest'età (preferibilmente montessoriana e con interesse al metodo libertario-democratico; siamo disponibili ad occuparci della formazione se necessario e la/il candidata/o sarà molto motivata/o);
- esperienza di attività nella Natura;
- possibilmente qualche conoscenza di forme di comunicazione empatica (CNV, o simili) per la comunicazione delle Emozioni e la gestione creativa dei conflitti.

Organizzativamente, si tratta di almeno 3 mezze giornate, con 4-5 bambini, che ruoteranno su diverse case private con la presenza dell'educatore/educatrice e di un genitore a turno per supportare negli aspetti più di accudimento (cambio pannolini, merendine, pasti, nanne...).
Possibilità di accoglienza iniziale con vitto e alloggio.

Se interessati rispondete  a  manistefani@hotmail.com
Grazie!

Emanuela

L'immagine può contenere: una o più persone, albero, pianta, bambino, spazio all'aperto e natura

"Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo"
Gandhi

sabato 26 maggio 2018

"Educare alla pace... nelle scuole" - La vicenda di Antonio Mazzeo

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“Aver più volte denigrato l’operato di codesta istituzione scolastica, screditando la figura dirigenziale e danneggiando l’immagine il decoro della scuola sui social networks”. Queste le motivazioni della contestazione di addebito e avvio del procedimento disciplinare nei miei confronti da parte della dirigente dell’Istituto Comprensivo “Cannizzaro-Galatti” di Messina, dove insegno ininterrottamente da 34 anni. Un’accusa grave, che mi ferisce dolorosamente, scaturita dalle mie prese di posizioni in una lettera aperta alla dirigente e in successivi articoli giornalistici, relativamente all’adesione (mai formalizzata dagli organi collegiali) all’evento-progetto “Studenti e Militari uniti nel Tricolore” che la Brigata Meccanizzata “Aosta” dell’Esercito italiano, reparto d’elite e di pronto intervento NATO negli scacchieri di guerra internazionali, ha promosso in alcuni istituti scolastici della provincia di Messina.
Le “ragioni” delle contestazioni addebitatemi sono così elencate: “aver definito tale evento iniziativa gravissima ed in palese contrasto con i valori didattici-educativi della nostra istituzione scolastica”; “aver definito tale attività didattica uno pseudo-progetto, illegittimo perché mai discusso ed approvato dal collegio dei docenti”; “aver definito il suddetto evento una parata bellico-musicale con la partecipazione obbligatoria di bambini e preadolescenti della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria”; “aver definito una doppia mistificazione storico-sociale, quella dell’Esercito e di quei dirigenti scolastici che in violazione del dettato costituzionale e con ordini di servizio palesemente illegittimi hanno imposto le attività musico-militare ai propri docenti ed alunni”; “aver paragonato l’attività didattica svoltasi nel cortile alle parate fasciste del 1942, scrivendo pubblicamente Era perlomeno dal 1942 che nel cortile dell’Istituto Comprensivo Cannizzaro-Galatti di Messina non si teneva una parata bellico-musicale, dando adito e seguito a commenti indecorosi senza alcuna Sua replica o diniego”; “aver definito tale attività didattica vergognosi spettacoli di manipolazione della verità e delle coscienze”; “Aver scritto gli atti del tutto illegittimi della dirigenza impediscano de facto l’obiezione di tanti insegnanti e ha definito ancora una volta la manifestazione illegittimo e indegno evento-attività obbligatoria di ‘formazione’ per alunni delle terze classi della scuola media… 
Al peggio non c’è mai fine”. In conclusione, si rileva nei miei confronti che “in più di un’occasione ed in più di un contesto, aver tenuto in pubblico comportamenti integranti violazione dei doveri fondamentali ed elementari di fedeltà e correttezza che gravano al lavoratore” e che le “esternazioni in pubblico riguardanti l’istituzione scolastica e la figura dirigenziale non possono essere ricondotte ad una legittima critica dell’operato del datore del lavoro e ciò sia per la loro offensività e per i termini utilizzati con potenziale gravissimo pregiudizio per l’istituto scolastico stesso”.
Non è questa la sede per rispondere alle contestazioni; di certo, quanto da me affermato, risponde a ciò che ho sempre espresso relativamente ad ogni attività di “militarizzazione” delle istituzioni scolastiche e del sapere e di manipolazione a fini bellici delle coscienze di alunni e studenti. Ciò che si dimentica o si omette di ricordare in tutta questa triste vicenda, è che la mia opposizione ad ogni progetto tra forze armate e scuola è stata espressa da sempre in iniziative pubbliche, incontri, seminari, riunioni di collegi e consigli di classe, assemblee studentesche e di insegnanti, finanche corsi riconosciuti dal MIUR e in cui ho pure ricoperto il ruolo di formatore o relatore. 
Si dimentica e si omette il mio impegno di sempre di attivista pacifista e antimilitarista; di peace researcher, giornalista e blogger specializzato proprio sui temi della pace, della guerra e dei processi di militarizzazione del territorio; nonché di saggista proprio sul tema specifico della crescente e pericolosissima “occupazione” da parte delle forze armate italiane, USA e NATO delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.
Continuerò a battermi in ogni modo al processo di aziendalizzazione, privatizzazione e militarizzazione della scuola, nel pieno rispetto dei principi costituzionali. Continuerò ad oppormi, ad obiettare e disertare, qualsivoglia attività di “relazione” tra forze armate e studenti, a difesa delle sacrosante prerogative didattico-pedagociche che spettano solo agli insegnati e agli educatori. 
Continuerò a sostenere ed argomentare in tutte le sedi che ogni attività o programma che vede “cooptare” i minori in ambito bellico-militare rappresenta una grave violazione dell’art. 38 della Convenzione internazionale a difesa e protezione dei diritti del fanciullo, così come viene fatto da anni a livello internazionale da giuristi e pedagogisti o dalle organizzazioni sindacali degli insegnanti e degli educatori di numerosi paesi europei e latinoamericani.
Antonio Mazzeo
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giovedì 24 maggio 2018

RAPPORTI TRA SURREALISMO E PENSIERO LIBERTARIO di Gianni Donaudi


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Una ventina di anni fa, l'intellettuale PIETRO FERRUA (classe 1930), residente nel Ponente Ligure, dette alle stampe il breve ma denso  opuscolo "Surrealismo e Anarchismo" (la collaborazione dei Surrealisti al "Libertaire" e a "Le Monde Libertaire"). Il libretto, stampato a cura delle Ed. Oasi di Bordighera di VITTORIO LELLI, offrì un interessante spunto di documentazione sui rapporti  di Breton e altri con l'ambiente libertario francese.

Il Ferrua (autore, tra l' altro di "Anarchici nella rivoluzione messicana" (La Fiaccola, Ragusa, 1976), di "Avanguardia Cinematografica Letterista (Tracce, Piombino, 1984) e del monumentale "Italo Calvino a Sanremo" (scritto in collaborazione con il compianto MORENO MARCHI - 1951/1997 -  per "Famija Sanremasca", Sanremo 1991), descrisse i rapporti che "Unknow" ebbe con l' ambiente libertario francese.

Rapporti a volte conflittuali e a volte di confronto. Alcuni libertari erano anche Surrealisti e viceversa , anche se i Surrealisti venivano malvisti da quegli anarchici più prettamente politicizzati e meno "intellettuali", i quali rimproveravano ai Surrealisti stessi un "certo esoterismo", oltre alla convivenza surrealista con alcuni ambienti vicini a Trosky, che per essi restava sempre il macellaio dell' eccidio di Kronstadt.

Alcuni surrealisti tuttavia, tra cui lo stesso Breton, collaborarono alle due maggiori testate della Francia libertaria, nella lotta contro il lavoro salariato, la famiglia borghese e qualsiasi forma di statalismo ( poco importa si trattasse di democrazia liberalborghese o di totalitarismo nazista o staliniano).

Prese di posizione vennero anche prese in comune nel 1956, in occasione dei fatti d' Ungheria, quando su "Le Monde libertaire" appare il Manifesto Surrealista del quale Breton paragona i rivoltosi ai Comunardi del 1871.

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Alla morte di "Unknow", avvenuta nel 1966, "Le Monde Libertaire" pubblica " André Breton è morto. Aragon è vivo... è una duplice sventura per il pensiero onesto".

Alla morte di colui che teorizzava di "sparare in faccia ai passanti" (visti, nel suo immaginario come uomini d'affari, industriali, banchieri e usurai parigini con la cartella sotto il braccio) il Movimento Surrealista subirà diverse scissioni (come in contemporanea accade col Situazionismo), tutte comunque di ispirazione libertaria.


 PIETRO FERRUA girò mezzo mondo, frequentando archivi, biblioteche, accademie italiane, francesi, americane, portoghesi, inglesi e brasiliane e dimostra che, a partire dagli anni '30, il Surrealismo non rimase circoscritto alla sola Francia, ma si estese in diversi paesi, tra cui la Spagna repubblicana...


Gianni Donaudi

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sabato 19 maggio 2018

Trattato bando nucleare - Già 10 significative ratifiche: Palestina, Cuba, Venezuela, Santa Sede, Austria, Vietnam.....


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Al 19 maggio 2018, dieci paesi hanno terminato l'iter di ratifica del Trattato per il bando nucleare approvato dall'Assemblea ONU il 7 luglio 2017, mentre 58 sono i membri ONU che finora hanno firmato il trattato.

Per entrare in vigore l'accordo deve raggiungere le 50 ratifiche, ma nell'Assemblea ONU per il Disarmo, che si riunisce periodicamente a Ginevra, hanno dichiarato il loro sostegno al Trattato sia l' assemblea dei paesi non-allineati sia il delegato della Nigeria a nome di tutta l' Unione Africana.

Altri paesi inoltre hanno già iniziato l'iter della ratifica e arriveranno presto all'atto finale.

Tra i 122 paesi che nell'assemblea dell' ONU hanno votato a favore del trattato e tra i 58 paesi che hanno firmato l' accordo nel Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, spicca l' adesione quasi totale dei paesi del Sud America e dell' Africa.

Ma è significativo anche vedere quali sono i dieci paesi che hanno già ratificato ufficialmente l' accordo. Non sono grandi, a parte il Mexico,  ma i loro nomi dimostrano l' enorme valenza politica e simbolica del trattato.

Ecco i dieci paesi:

Palestina, Cuba, Città del Vaticano, Venezuela, Vietnam, Austria, Mexico, Taylandia, Guyana e Palau

L' Austria è il primo paese  dell' Unione Europea a ratificare l' accordo.

L' UE  non si è pronunciata ufficialmente sul Trattato, aiutata dalla assenza di un suo ambasciatore nell' assemblea ONU, ma partecipa sempre alle iniziative nella sede delle Nazioni Unite. L' Alto Commissario agli Affari Esteri Mogherini era presente nel Palazzo di Vetro il 20 settembre 2017 quando sono state poste le prime firme al trattato in occasione della sessione annuale dell' Assemblea ONU.

Il "non pronunciamento" dell' Unione Europea è quindi da sottolineare con forza,  facendo notare la differenza con l' atteggiamento della NATO che ai suoi membri, compresi Grecia e Portogallo a guida progressista, ha addirittura impedito di partecipare ai lavori sul trattato dell' Assemblea.

Marco Palombo

venerdì 18 maggio 2018

Vaccini - Burioni versus Arrigoni... e gli "irresponsabili"


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“Si comincia a leggere di possibili modifiche alla vigente legge che impone l’obbligo di vaccinazioni per frequentare asili e scuole dell’infanzia. Sarebbe davvero un peccato se questo avvenisse”. A schierarsi espressamente contro la proposta di legge per la modifica della legge Lorenzin, lanciata in primis dal Senatore Lecchese Paolo Arrigoni, è uno dei medici più noti d’Italia, il dottor Roberto Burioni.  (http://giornaledilecco.it/attualita/burioni-si-scaglia-contro-la-proposta-di-arrigoni-oscurantisti-irresponsabili/).

“Lo stato non stia con gli oscurantisti irresponsabili”

“Sono di natura ottimista. Spero che nessuno abbia interesse a vanificare una legge che sta funzionando. E che sta proteggendo i più deboli solo per strizzare l’occhio alla parte peggiore – quella oscurantista, ignorante ed egoista, fortunatamente minoritaria, del nostro Paese. Non possiamo sperare che lo Stato riesca a cancellare gli oscurantisti irresponsabili dalla popolazione italiana. Però possiamo pretendere che non si metta dalla loro parte”.

Parole queste di Burioni nettamente in contrasto con quelle della senatrice a vita, biologa dr. Elena Cattaneo che nell’intervista rilasciata a Calabresi 
video.repubblica.it/.../..., a 5,30’ ca, afferma:

“chi reagisce contro i vaccini sono genitori benestanti (ndr ne ho conosciuto di ben poco abbienti) sono genitori informati (questo è vero) sono genitori tardivi (ma anche molti giovani), tardivi nel senso che sono diventati genitori tardi, a tarda età, verso i quarant’anni e quindi sono protettivi (lo sono anche genitori molto giovani) anche perché sanno che la loro chance riproduttiva è finita o quasi finita, quella è la loro unica chance”  

Cattaneo ritiene che genitori con meno chance riproduttiva, -   quelli più giovani  se muore un figlio ne possono avere un altro - ,  non  si possano permettere di essere poco   attenti alla salute dei propri figli?   Ed è per questa maggior attenzione alla salute dei propri figli che Burioni li ritiene degli egoisti ?

Paola Botta Beltramo
 
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mercoledì 16 maggio 2018

“Sostenibilità, equità, solidarietà. Un manifesto politico e culturale” - Recensione


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“Sostenibilità, equità, solidarietà. Un manifesto politico e culturale” (Edizioni Lindau, 2018),  presentato il 13 maggio 2018 alle Scuderie Estensi di Tivoli.

Come riporta Alessandro Lauro il libro di Maurizio Pallante si offre come uno spiraglio di luce e si pone in dialogo con tutti coloro che non vogliono farsi avvolgere dal pessimismo e dalle varie ideologie che oggi si coniugano in slogan blandi e populisti.

Scopo del libro è di suscitare ed indicare piste di approfondimento per la nascita di un nuovo soggetto Politico che sia basato su una forte base culturale. Solo un vero e reale cambiamento di paradigma culturale può accompagnare un vero e reale cambiamento economico riconvertito all’ecologia vera.

Del resto l’autore è noto per il suo approfondire bene gli argomenti che tratta e di non scadere in facili banalizzazioni a buon mercato. Ed anche per questo, il lavoro di Pallante si rivela come “scomodo”.

La tesi di fondo è che l’attuale situazione politica ed economica sia figlia di retaggi del secolo scorso dove il mantra e l’idolo indiscusso è la crescita economica.

Destra e sinistra, fin quando sono rimaste abbastanza distinte, hanno – con strade diverse – perseguito sempre lo stesso obbiettivo: sviluppo e crescita senza tener conto di alcuni parametri importanti,quali la capacità del pianeta di sostenere tali scelte. Obiettivo comune con scarsi risultati. Disoccupazione alta, bassi salari, ambiente disastrato. E’ evidente che qualcosa di grosso non va.

La strada del cambiamento non può che partire dalla presa di coscienza di quanto scritto sopra ed è corroborato dal dato di fatto del disamore dei cittadini verso la politica. Da qui la necessità di recuperare questa partecipazione alla democrazia e di farlo usando parametri nuovi che escano dagli steccati ideologici della destra e della sinistra così come li abbiamo intesi fino ad oggi.

“Ci stiamo avviando alla fine dell’epoca storica iniziata nella seconda metà del ‘700 con la Rivoluzione Industriale. La “crisi economica” continua a far sentire i suoi effetti negativi da quasi un decennio. Nei Paesi industrializzati i livelli della “disoccupazione” aumentano soprattutto tra i giovani. La “corruzione politica” invade tutti i gangli del potere in forme sempre più spregiudicate e sempre più spesso impunite. Allo stesso tempo tutti i fattori della “crisi ambientale” continuano ad aggravarsi, anche perché i partiti non sono in grado di affrontarli. Non hanno un programma politico incardinato sui valori della sostenibilità ambientale, dell’equità estesa alle generazioni future e ai viventi non umani e della solidarietà.

A loro interessa soltanto conquistare la maggioranza dei voti per governare nel modo che considerano più rispondente alle esigenze dei propri elettori, disinteressandosi della sostenibilità da cui dipende la continuità della vita sulla Terra.

E del resto non si può pensare che un programma politico radicalmente nuovo possa essere gestito costituendo un partito con le stesse caratteristiche di quelli esistenti. Perché, come ricordava qualcuno, non si può mettere vino nuovo in otri vecchi. Il vino nuovo va messo in otri nuovi (Luca 5,37-38).” ci ammonisce Pallante.

Il libro è molto pratico, nel senso che affronta temi scottanti ed urgenti e fornisce non la soluzione specifica ma indubbiamente delle chiavi di lettura validissime per il nostro tempo e delle piste di soluzione che solo un soggetto politico e culturale – che parte dal basso può portare realmente a compimento.

I temi trattati da Maurizio Pallante infatti sono quelli che ogni giorno ascoltiamo in tv e sui giornali ma visti attraverso una lente nuova. L’autore non si ferma in superficie ma scende nei dettagli e propone cammini per uscirne.

Esempi importanti sono i capitoli dedicati al lavoro, austerità, debiti pubblici. Oppure quelli approfonditi sulla riconversione economica dell’ecologia.

Molto interessante anche il capitolo dedicato ai concetti di progresso, cambiamento, innovazione e modernità; mentre il capitolo sulla riconversione delle tecnologie dovrebbe smontare una volta per tutte il luogo comune che vuole la decrescita felice come un ideale ritorno all’età della pietra.

Un capitolo che forse creerà rumore è quello dedicato alle migrazioni. Qui l’autore mostra tutta la sua onestà intellettuale ed esprime concetti forti ma reali per affrontare un fenomeno che ha a monte problemi enormi.

Non sveliamo ai lettori anche gli altri capitoli ma aggiungiamo solo apprezzamento anche per l’appendice dedicato al referendum costituzionale.

Insomma l’ultima fatica di Pallante si prospetta ancora una volta come qualcosa che stimolerà la riflessione e metterà in discussione parecchi luoghi comuni e molte anime adagiate su false sicurezze avranno l’occasione di farsi qualche domanda scomoda ma utile.

Italo Carrarini


Con il fondatore del Movimento per la decrescita felice Maurizio Pallante, il Presidente ASA S.p.A. Francesco Girardi e l’amico Carlo De Sanctis in chiusura dell’incontro pubblico e presentazione del libro. 

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

venerdì 11 maggio 2018

L'era della grande menzogna.... e Maria Montessori


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Byo  Blu: “L’era della grande menzogna” web  talk    con   Claudio Messora,   Paolo  Maddalena,    Mauro Scardovelli e    Marco  Guzzi  *) - 
A 40’ ca dall’inizio  dell’intervista  Scardovelli cita  Maria  Montessori: “Mi chiedono perché sono ottimista: lo sono per forza,  per la semplice ragione che in Italia è nata Maria Montessori; lo sappiamo che Montessori ha scoperto delle cose sui  bambini che ancora adesso sono lontanissime dalla diffusione per cui le nostre scuole si allontanano sempre più dalla comprensione di che cos’è un bambino” .
Maria Montessori ha avuto un rapporto intenso con la Società Teosofica come risulta  da questa presentazione:   http://www.teosofica.org/it/news/notizie/una-donna-straordinaria-maria-montessori,3,816.  
Maddalena  - a 17’ ca -  afferma:  “Un altro fatto nuovo, in virtù della tecnocrazia, è la globalizzazione dell’economia. Il giurista si trova di fronte ad un’economia globalizzata ma in modo non istituzionalizzato. C’è un’economia globale ma un diritto parziale.  La soluzione giuridica di questo fenomeno può arrivare solo attraverso un processo che deve essere necessariamente lungo, di passaggio dagli stati nazionali agli stati federali fino a prospettare in un futuro lontano uno stato federale mondiale” L’antropologo-teosofo Bernardino del Boca condivise fin da dopo la seconda guerra mondiale l’idea di costituire stati federali fino ad arrivare ad uno stato federale mondiale proprio per arginare i danni derivanti dalla globalizzazione dell’economia, come si rileva dalla presentazione del sito “Teosofia – Bernardino del Boca” e da quanto trascritto  nello stesso sito nell’argomento  scienze economico/finanziarie in particolare riguardo all’Hallesismo:    //www.teosofia-bernardino-del-boca.it/categorie/scienze-finanziarie-economiche/
Un  caro saluto.   Paola  Botta Beltramo

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+) -  Video menzionato: 
 https://www.youtube.com/watch?v=Vcjsxo0rR20

martedì 8 maggio 2018

Bioregionalisti in campagna (contadina)... Discorso di Giuseppe Finamore per il Collettivo Bioregionale Ecologista del 23 e 24 giugno a Treia



Considerando il periodo di tempo che stiamo attraversando, il richiamo ad un modo di vivere e di concepire il nostro nutrimento, attraverso la sinergia con i luoghi, i terreni e le piante ad esso destinati, si sente il piacevole dovere di impegnarsi nella creazione di un fulcro attorno al quale accendere le nostre fiammelle, che unite, saranno in grado di mostrare che il vero sistema per risolvere tutti i problemi intorno alle coltivazioni per il nostro sostentamento bioregionale, ai modi, sostanze da usare o non usare e varietà, consistendo innanzitutto nel rispetto di ciò che si lavora e con il quale ci si nutre.


Rispetto perché genera un sentimento di far parte di ciò che si svolge, anzi di essere quello che si fa e perciò, amore per la vita. È proprio ciò che ho trovato a Mondeggi, esperienza che spero di rivivere a breve anche per dare crescita alla vita  bioregionalista...

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Gente, giovani che si danno da fare in mezzo a piantagioni di ulivi e viti abbandonate che con impegno, fatica e tanto amore sono state recuperate e danno di nuovo frutti quasi tutte. Non dimentichiamo che per un bioregionalista recuperare un luogo equivale a recuperare una parte del tessuto ambientale di cui facciamo parte, quindi di noi stessi... E conseguire cosi la sua evoluzione.... Ma succede anche il contrario cioè quell'interazione che nasce dal sentimento spontaneo di fare il proprio bene e quello altrui; ecco proprio in queste situazioni i luoghi ci sono alleati e ci indicano cosa e come fare. 

L'ambiente, lo sappiamo, è un'entità vivente, solo se riusciamo ad ascoltarlo siamo in grado di riceverne i messaggi: e quanti ne manda ultimamente; terremoti, maremoti, eruzioni, siccità, alluvioni e ghiacciai che sciolgono.... la terra ce li sta gridando i suoi messaggi ma restiamo sordi... È perciò  urgente cominciare a dare messaggi concreti anche noi, in pace, per la nostra vita e quella di tutti. 

Giuseppe Finamore

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Un precedente incontro  tenuto a  Mondeggi sull'agricoltura contadina



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Questo discorso verrà ripreso durante il Collettivo Bioregionale Ecologista, dedicato all'Agricoltura Contadina, che si tiene il 23 e 24 giugno 2018 a Treia (Mc):   http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2018/03/bioregionalismo-treia-23-e-24-giugno.html


domenica 6 maggio 2018

Martin Luther King - La nonviolenza occidentale del sessantotto americano



A mezzo secolo dal suo assassinio ricordiamo la figura, al pensiero e all’opera di Martin Luther King (MLK: Atlanta, 15 gennaio 1929 – Memphis, 4 aprile 1968). Purtroppo gran parte della sua produzione letteraria non è ancora stata tradotta in italiano. Ne conosciamo solo una minima porzione. Eppure MLK, per capacità di analisi, per profondità di pensiero, per originalità di elaborazione, è certamente pari a Gandhi, che fu il suo Maestro. Il pastore battista MLK andò in India sulle sue tracce. Quando tornò disse che l’ispirazione gli veniva da Gesù, ma il metodo lo prendeva da Gandhi.

Però mentre il Mahatma ha attinto ad una fonte ancora ottecentesca, come  il pensiero dello scrittore Lev Tolstoj, MLK ha saputo interpretare una nonviolenza pienamente moderna, occidentale, immersa nella cultura del novecento. Il suo pensiero è molto più vicino alla nostra sensibilità di quello  di Gandhi (ancorato alla tradizione orientale, indiana, induista).

E così abbiamo due diverse iconografie: Gandhi che indossa il khadi, tessuto da se stesso, e MLK sempre elegante, in giacca e cravatta, con soprabiti di sartoria. Il Mahatma va a piedi tra i villaggi rurali dell’India, MLK in automobile nelle città degli States.

Entrambi profondamente credenti, legati ai propri culti, induista ed evangelico, Gandhi fa prevalere il lato religioso, MLK evidenzia il suo laicismo. Due campioni politici, uno per l’indipendenza, l’altro per i diritti civili. Furono più volte incarcerati,  disobbedienti civili per amore delle leggi che riuscirono a migliorare.

MLK porta per la prima volta in America l’utilizzo delle tecniche della nonviolenza: fa un largo uso del boicottaggio, dei picchetti, delle marce, dei sit-in, degli scioperi, ma non attua mai il digiuno, strumento molto utilizzato invece da Gandhi, forse perchè egli cercava un linguaggio immediatamente comprensibile ed il digiuno poteva apparire troppo orientale per gli americani.

Sia Gandhi che MLK hanno amato la propria nazione, si sono definiti patrioti: l’uno ha saputo essere profondamente indiano, l’altro profondamente americano, ma hanno combattuto la stessa battaglia per affrancare India e America dal cancro della violenza, del militarismo, della guerra.

MLK è stato una delle personalità più influenti della storia d’America. Si può forse dire che il sessantotto americano (cioè la rivoluzione culturale che ha fatto irrompere sulla scena mondiale i giovani come protagonisti ed artefici del cambiamento), sia iniziato il 28 agosto 1963 a Washington con la sua visione “I have a dream”, e sia finito il 4 aprile 1968 a Memphis con la pallottola che ha interrotto il sogno. Quei cinque anni hanno trasformato il volto degli Stati Uniti, basti pensare alle canzoni di Dylan e Baez, ai concerti dei Beatles nelle tre tournée americane (compreso il concerto dell’11 settembre 1964 al Gator Bowl Stadium di Jacksonville dove i fan bianchi e neri trovavano posti rigorosamente separati; i Fab Four riuscirono ad abbattere la barriera razziale imponendo il mescolamento del pubblico, diversamente non avrebbero suonato; vollero avvalersi della Civil Rights Act, la legge conquistata da King due mesi prima dell’arrivo della band in Florida, che dichiarava illegale la segregazione razziale in ogni luogo pubblico. A garanzia della loro volontà, i quattro ragazzi di Liverpool da allora inserirono il divieto di segregazione come clausola nei contratti dei loro successivi concerti americani del 64, 65, 66).

MLK ha saputo utilizzare al meglio i media, efficace nelle apparizioni televisive, oratore insuperabile. Ha conquistato la copertina del Time, e poi il Nobel per la pace. Ha incontrato e trattato alla pari i tre Presidenti USA, Eisenhower, Kennedy, Johnson, ha avuto un’udienza con papa Paolo VI, ricevendone pieno appoggio. La sua nonviolenza era il potere dell’amore.

Gandhi e MLK hanno lo stesso destino, che avevano previsto, fermati da uno sparo: “ma se non hai amore, il tuo sangue è stato versato invano“.

Mao Valpiana

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Azione nonviolenta, 2 – 2018
(Anno 55, n. 626 – marzo-aprile)

sabato 5 maggio 2018

Religione - igienismo naturale - condizionamenti. Abbiamo scelto consapevolmente?


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Un avvicinamento all'igienismo naturale, in tutti i suoi concetti fondamentali,  probabilmente non si può fare se ad un certo punto non si sono presentati dubbi su alcune cose che ci sono state inculcate.  Parliamo quindi dei dogmi, dei condizionamenti avuti e di una possibile tendenza a riesaminare l'essenza delle idee e  dei concetti che ci sono stati trasmessi per valutare con mente aperta, oggettiva, quindi tendenzialmente più libera: concetti, credi, tradizioni, convinzioni, abitudini e informazioni diffuse massivamente.

Siamo spesso inconsapevolmente schiavi di culture locali. Per esempio, se tu fossi nato in Cina o in Indonesia, forse avresti  mangiato i cani tranquillamente, mentre se nato altrove ti apparirebbe una cosa demenziale. Per i cinesi, almeno fino a poco tempo fa, era improponibile il consumo di latticini, perché per la loro cultura e tradizione il formaggio è latte andato a male, mentre in altri posti è normalità.

Ci sono persone che si pongono domande anche sulle religioni che ci hanno inculcato. 
Ci sono persone, studiosi, storici e traduttori di testi sacri antichi che negano l'esistenza storica di Gesù Cristo.
Vedi il lavoro di Emilio Bossi, Avvocato e storico nella sua opera: "Gesù Cristo non è mai esistito".  e il libro di Giuseppe Cascioli  "La favola di Gesù Cristo". 
Interessante il lavoro di Mauro Biglino, che per anni fu traduttore per le edizioni Paoline, che nelle sue conferenze e nei suoi libri ci spiega che quello che effettivamente è scritto su quei testi in aramaico e in greco antico è assai diverso da quello che hanno tradotto e che ci hanno raccontato. Il titolo di uno dei suoi lavori è: La bibbia non parla di dio. Non si sa chi ha scritto quei testi, le loro interpretazioni sono cambiate, stanno ancora cambiando e ancora cambieranno.
Ora non ricordo il nome di un altro docente di storia dell'università la sapienza di Roma che ha pubblicato recentemente un volume in cui afferma che gli storici hanno appurato che vari luoghi descritti nelle scritture bibliche in realtà non sono mai esistiti.
Ma senza andare tanto lontano, basta osservare che anche i credenti non conoscono i loro stessi testi di riferimento. Troppo spesso, ci si accontenta a credere le stesse cose che fin dall'infanzia ci vengono ripetute a voce e infilate in testa, per cui quando per esempio domando loro: esiste nei vangeli, una parabola dove Gesù interpretando se stesso dice ai suoi discepoli: "andate, prendete coloro che non credono in me e uccideteli davanti a me". Puntualmente mi viene risposto che nessuna frase di questo tipo, neppure vagamente somigliante, si trova nei vangeli canonici....eppure è proprio li, nel vangelo secondo Luca, nella famosa parabola delle mine. Potete verificare.
Trovo interessante anche la visione del documentario "Zeitgeist the movie"..il primo Zeitgeist.

Io provengo da una famiglia e da una società cattolica e convenzionale, ma le circostanze oltre alla mia indole, mi hanno letteralmente imposto fin da ragazzino, di tentare di analizzare scrupolosamente ogni comune e accettato concetto e valutarne con la mia testa la verità, la qualità, la falsità o inesattezza. Senza questo processo originato dalle circostanze non credo sarei mai stato così poco allineato e forse mai sarei approdato all'ambientalismo, al vegetarismo all'igienismo e ad altre scelte di vita. Francamente, senza questo processo a 360 gradi di riflessione, di riesame, di ricerca, dubito che sarei sopravvissuto fino ad ora.

Riguardo alla religione che mi è stata imposta, per un periodo ho perfino accarezzato l'idea del sacerdozio, ma in seguito ho iniziato un percorso di vera e propria liberazione.
Quando il nonno di mio figlio mi chiese il motivo per cui non volevo battezzarlo io gli risposi che non volevo neppure rischiare che la religione arrecasse anche a lui il danno che ha arrecato a me. Il nonno rifletté un istante e poi mi disse: "hai ragione".
Ad un certo punto, il mio stupore più grande, anche rispetto alla religione fu dato dalla percezione di ingenuità e fragilità delle masse e come sia frequente e profonda la sua manipolazione. 
Per me è difficile immaginare qualcosa di più incredibile di come una storia, come quella di Gesù possa essere creduta.
Presto compresi che il grosso dei credi, convinzioni, abitudini e pensieri sono solo il frutto di condizionamenti, insomma il risultato di veri e propri lavaggi del cervello da cui per fortuna ci si può anche liberare.
In questo scritto, quando si menziona una persona dal nome Gesù, ci si riferisce precisamene ed esclusivamente al personaggio biblico che sarebbe figlio di dio, che fa i miracoli, che resuscita i morti, che cammina sulle acque, che muore e risorge. 
Non mi riferisco quindi a quello che sappiamo bene, avrebbe potuto essere forse autentica, l'esistenza di persona con nome Gesù, uno dei tanti "maestri di giustizia" di quel tempo, magari particolarmente dotato, sulla quale si è costruita una storia con fini poco confessabili.
Lessi i vangeli e nella mia coscienza e dalla mia voce interiore non ebbi la benché minima percezione che quel libro fosse sacro e che fosse basato sulla verità.
Mi sono domandato a che serve avere una coscienza se non la si ascolta, se non la si adopera? ----Osservavo i religiosi e non mi sono mai sembrati molto diversi dai morti che camminano, dalle marionette. Poi piano piano, mi divenne più chiaro. La religione permette di dare un po di pace, perché da risposte sull' inquietante mistero della morte. Poi la religione permette anche di appendere nell'armadio la propria coscienza. Una volta rispettarti  piu o meno i precetti della propria confessione religiosa, la coscienza è a posto! E' comodo.
Inoltre fare parte di un gruppo apporta un certo senso di sicurezza e anche questo è naturale e comprensibile considerato che l'uomo è un animale di branco e che nella maggior parte dei sistemi sociali si soffre a causa di una disgregazione e solitudine eclatante. 
Tuttavia le religioni perdono l'appuntamento con la storia nel senso che il pianeta è al collasso ambientale, socioeconomico e geopolitico, bellico, ma nelle congregazioni religiose non brillano tendenze particolarmente ambientaliste o antimilitariste.
Non capivo che differenza vi fosse tra la consapevolezza di un ateo e quella di un religioso. Quest'ultimo parla del precetto "ama il tuo prossimo", ma l'ambiente che cosa è? Nessun problema si pone il religioso a far carriera e accumulando beni materiali vendendo diserbante che uccide ambiente , animali e persone come mosche e come il diserbante o le sigarette, si potrebbero citare una gran quantità di cose assurde eppure accettate come "normali" che non andrò ora ad elencare. 
A mio parere, tra i cercatori della verità, si incontrano più maturità, consapevolezza ed equilibrio che tra i religiosi che credono di averla già trovata.
Ho fatto esperienze con vari generi di confessioni religiose e mi sono fatto l'idea che (a parte le dovute eccezioni), è proprio presso le persone che abbracciano una religione che troviamo più frequentemente individui con limitata consapevolezza e sopratutto PRIVE DI UNA FEDE INTERIORE. Succede quindi che la religione è l'appiglio a cui aggrapparsi, il "sedativo"  per lenire l'angoscia di quel vuoto interiore, dal disorientamento, dalla mancanza di senso, insomma, un surrogato della vera fede, un palliativo alla mancanza della consapevolezza.
Talvolta il religioso rimane legato alla propria confessione, mentre in altri casi si passa da una confessione religiosa all'altra, ma in comune vi è il terrore del solo immaginare che si possa mettere in discussione la religione costituita, per paura di vedere saltare le sicurezze, di veder cadere i miti e di dover trovare nuovi equilibri. Si tratta di schiavitù.

Mi si domanda talvolta: perché dovremmo indagare se Gesù è esistito e perché tanto accanimento nei confronti della religione?...
Ma si, perché ci sono giusto due o tre cosucce millenarie e queste si che sono documentate storicamente, di cui paghiamo ancora oggi le amare conseguenze e che continueranno per un bel pezzo, per esempio: con la bibbia in mano si sono calpestati i corpi di milioni di persone, ci sono gli storicamente documentati stermini di popoli con la conversione sul filo di spada, ci sono le sacre inquisizioni, i roghi di persone arse vive colpevoli solo di essere vive, quindi pensanti, le torture, le divisioni tra i popoli/divisioni tra religioni/divisioni tra individui, i conflitti bellici di origine religiosa, le pulizie etniche, la divisione tra uomo e donna, la repressione sessuale e il conseguente danno alla vita umana (vedi anche solo l'opera di Wilhelm Reich "La rivoluzione sessuale")  leggi anche di Enrico Cheli l'articolo "LA COMUNICAZIONE DEL CUORE Per un recupero del contatto corporeo e dell'abbraccio", il ritorno alla sporcizia all'epoca in cui l'igiene che era già in uso al tempo dell'impero romano con la distruzione, per opera della chiesa, di quasi tutti i bagni pubblici (sempre a causa del peccato che comportava il corpo nudo),   il "soggiogare" gli altri animali terrestri e l'ambiente, l'oscurantismo...che tuttavia continua.
Per documentare tutto questo non basterebbe una piccola biblioteca.

Non vogliamo ferire i sentimenti di nessuno, ma non possiamo nascondere il nostro pensiero e i nostri dubbi. e neppure reprimere il nostro bisogno ci cercare e approfondire la verità. Qualcuno dice: "cercate la verità e la verità vi farà liberi".
La religione tende a creare società sottomesse e poco pensanti, composta da individui sottomessi e poco reattivi.

I dogmi religiosi hanno fortemente condizionato in modo nefasto anche l'arte medica. Un esempio tra tutti..l'assurda pratica sostenuta per lungo tempo da eminenti medici di punire, reprimere, torturare psicologicamente bimbi e bambine, fino ad intervenire e mutilare chirurgicamente i genitali di bambine solo perché sorpresi a masturbasi....a quel tempo si inculcò ai popoli e quindi ai genitori che la masturbazione era una causa primaria di molte malattie! La cosa ancora più stupefacente è che luminari della medicina si vantavano di essere intervenuti chirurgicamente per i motivi sopra citati,  sui genitali dei corpicini di bambine fino al 1915!

Se al giorno d'oggi ci sono ancora tante persone che credono che la medicina ufficiale sia una scienza, che credono che i vaccini abbiano debellato le epidemie, che pensano che una madre che allatta al seno il suo bambino in un luogo pubblico stia offrendo uno spettacolo indecente, che credono che accumulare beni materiali sia indispensabile e che ciò renda felici, che pensano che produrre e vendere armi, tabacco, alcolici ecc, ecc, sia un mestiere ragionevole e accettabile, (l'elenco di esempi possibili sarebbe infinito) a mio parere significa che siamo alla pura follia di cui non ci rendiamo conto tanto siamo dormienti. 

Come diceva una mia anziana amica "è tutto da rifare". E' un percorso obbligato..il cambiamento..questa parola terrificante!
Di fatto non  possiamo andare avanti così, non vi pare?
Attuando il cambiamento nel microcosmo, prima di tutto dentro noi stessi e poi conseguentemente nel macrocosmo, fuori di noi, vedremo, opereremo grandi cambiamenti sociali e civili.
Lo possiamo fare solo se umilmente e lucidamente riconosciamo di essere stati raggirati e decidiamo di imparare ad usare la nostra testa, il che sarà possibile solo se prima di tutto comprendiamo e riconosciamo veramente l'influenza dei condizionamenti sulle nostre scelte e convinzioni. Solo dopo si potrà parlare di scelte che iniziano ad essere più consapevoli e fondate.

Daniele Bricchi

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venerdì 4 maggio 2018

Simboli, didattica empatica e viceversa di Ferdinando Renzetti


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Il maestro zen convocò i suoi discepoli, pose una brocca sul pavimento e disse loro: “Sceglierò chi saprà descrivere questa brocca senza nominarla”. Allora si alzò un semplice inserviente. Egli prese la brocca in mano e la mostrò a tutti senza dire nulla. Una sera di plenilunio, il maestro chiamò i suoi allievi e disse loro: "chi ha capito l'insegnamento zen dev'essere in grado di spiegare che cos'è la luna senza nominarla". Come ognuno dei racconti lascia intravedere la trasformazione senza nominarla, ma solo alludendovi, creando echi e risonanze cosi nella didattica empatica si spiegano gli argomenti senza parlarne direttamente. Difficile farlo o almeno riuscirci sempre, bisogna lasciarsi andare all'improvvisazione, alla spontaneità e all'intuizione e ci vuole pure un po di fortuna. 

Qualche anno fa una maestra per una lezione di educazione ambientale ci chiese di parlare della paglia. Ci pensammo un po nel gruppo di lavoro e decidemmo di montare nel giardino della scuola cinque sei balle di paglia in cerchio. Il giorno dopo portammo i ragazzi e ci sedemmo tutti in cerchio semplicemente ad esprimere ciò che sentiva in quel preciso momento. 

Usammo il bastone della parola e sarà stato per la sicurezza e la morbidità delle balle di paglia, sarà stato per la carica energetica del cerchio, sara stato per il bastone della parola che assicurava a chi lo aveva in mano l’ascolto ed il silenzio di tutti gli altri che i ragazzi si sentirono così rinfrancati e rassicurati che vollero fare diversi giri della parola. 

Il passaggio successivo fu l'introduzione di alcuni suoni con voci e percussioni con materiale riciclato cartoni e scatole o con il semplice battito delle mani e iniziammo una session musicale di corpo e voce perché tra i temi che erano usciti dal feed back preventivo c era l' hip hop, molti di loro praticavano questo ballo, anzi alcuni a turno si lanciarono nel cerchio trasformato in piccola arena ballando e recitando alcuni versi nella forma della poesia ritmica urbana o letteratura ritmica metropolitana. 

Tutti volevano danzare e a un certo punto una delle balle si ruppe e l interno del cerchio si riempi di paglia, così come impazziti di gioia iniziarono tutti a tuffarsi e a nuotare nella piscina di paglia che si era creata. Nella doppia azione sensoriale con i cinque sensi avevano sperimentato l’odore forte e dolciastro il colore giallo oro il tatto e il gusto con gli steli e il suono, lo scricchiolio delle balle, nella fase emozionale si erano lasciati andare al gioco e all'improvvisazione attraverso il canto la danza e l’aggrovigliasi tutti assieme nella paglia Alla fine fu una esperienza bellissima e senza mai parlarne avevano trasmesso l’idea che la paglia è profumata, morbida, resistente, rassicurante, comoda anche che pizzica fa arrossare la pelle, provoca orticaria e che fa pure starnutire.  Resistente flessibile e leggera, una delle fibre più perfette che ci son in natura. 

C'è da dire che nella lezione successiva ci ritagliammo uno spazio per parlare dell ecologia della pianta del grano, del seme: il tegumento, la protezione del chicco (la crusca), l endosperma (la farina) la riserva di energia che nutre la piantina embrionale fino allo sviluppo dell apparato radicale e delle prime foglioline per attivare il processo di fotosintesi, del germe o embrione all'interno del quale è conservato il corredo genetico della futura pianta e i sensori che si attivano in presenza di luce calore e acqua dando il via al processo vitale. 

Parlammo pure del grano come pianta che ha modificato in modo sostanziale la morfologia di tutti i paesaggi della civiltà occidentale perché il grano impoverisce i terreni in cui e’ coltivato, ha una bassa resa produttiva quindi occorrono grandi aree di terreno per coltivarlo, con notevoli disboscamenti ogni volta che nello corso della storia l'umanità si è trovata davanti a uno sviluppo demografico. Il grano ha poche qualità nutrizionali quindi per ogni uomo come razione giornaliera ce ne vuole tanto, quasi un chilo di pane al giorno, in compenso e’ molto buono e si conserva a lungo. Alcuni termini di ecologia vegetale furono usati dai ragazzi poi per fare hip hop nel giardino tra le balle. 

Lasciammo da parte in quella occasione il discorso sulla magia della farina dell amido, della coltivazione del grano in rapporto ai cicli dell anno nella cultura rurale e soprattutto di tutti i miti storie e leggende legati alla sacralità della pianta del grano, riconosciuta in tutte le culture che lo coltivano. In un altro laboratorio di educazione ambientale usammo come facilitatore un burattino fatto con giornali riciclati che si esibiva all'interno di un piccolo teatrino di cartone anch’esso riciclato che rappresentava proprio un seme e spiegava tutto quel che ho appena raccontato con evidente attenzione da parte dei ragazzi che si presentarono nella lezione successiva tutti con un teatrino di cartone riarrangiato e riadattato da ognuno con la propria fantasia e espressività. 

Nell'incontro successivo fu un piacere stare tutto il tempo ad ascoltare da spettatore le storie che avevano preparato e ai personaggi che avevano inventato, alcuni pure fuori tema perché molti di loro erano stati più attratti dal medium riproduttivo che dall'argomento trattato che era la biodiversità...

Ferdinando Renzetti