Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

venerdì 29 novembre 2013

Lettera ai futuri conduttori, facilitatori Biodanzanti..... di Paola Cuoghi

Vi auguro una buona giornata con questo intensa riflessione di Paola Cuoghi, la biodanzatrice

foto di Groovy Dancers.


Lettera ai futuri conduttori, facilitatori Biodanzanti:

Tesoro, visto il mio difficile periodo, sono rimasta in ballo un mese con una “pulce”stillata dentro in una possibilità, quella che le mie cellule “navigassero contro di me”, questa biopsia e attesa di un esito, mi porta a riapprendere come sempre a danzare nella Vita. Come ci ha ricordato la nostra Susanna io voglio essere una cellula sana, e creare il minor impatto possibile negativo sull’ambiente. Allora quello che mi sento di dirti cara Caterina, ma così ad Angela, Stefania e Katia, Heidi, Graziella Monica e Giovanna, Cinzia e Ippolita ....e tutti coloro che stanno iniziando,  è , non aspettiamo che le nostre cellule facciano marcia indietro, non aspettiamo che la nostra armonia sia messa in discussione, creiamo con QUELLO CHE C’E’ subito, ora, non c’è tempo da perdere, DIAMO A NOI STESSE, AL NOSTRO AMORE, A CHI AMIAMO, FIGLI, COMPAGNI E COMPAGNE A TUTTI COLORO CHE SI ASPETTANO DA NOI QUALCOSA......

Ci vediamo sabato 30 novembre 2013 care Amiche e Amici, è  il mio compleanno e sono felice di passarlo con Voi, il venerdì 29 andrò a danzare tra i Groovy Dancers, Senza Paura, dove portiamo energia di luce e altre-alte vibrazione dove è possibile per me vivere insieme in un mondo pieno di colori. Questa è una foto che sento mi rappresenta ORA nel mio desiderio di trans-formarmi sempre e comunque...in tutto quello che ancora sta per essere riconosciuto, sta per prendere una forma. grazie a Stefania Alberti, che ha colto questo momento....

Non vi ho detto che dopo un mese in cui sono stata in balia delle attese, ieri mattina ho “visto” il referto della biopsia, non sono una cellula clandestina, ma sono una cellula sana di questo grande immenso Universo che ci Ama.

Anche io Vi Amo, Vi Abbraccio
e Ringrazio con tutta l'Umiltà che posso.

Paola

giovedì 28 novembre 2013

Donne violentate per legge - Afghanistan. Dopo 12 anni di "democrazia" americana arriva la lapidazione



La nota attivista afghana per i Diritti Umani Malalai Joya, in Italia per un tour politico, ha diffuso un breve comunicato su questa allucinante proposta del Ministero della Giustizia afghano.


Proposta di legge che arriva dopo 12 anni di occupazione USA/NATO (DA  LORO definita "democratizzazione") in Afghanistan.

Vi preghiamo di veicolare le sue parole, cerchiamo di fermare questa ennesima aberrazione contro le donne afghane, nel giorno in cui a Roma si svolge un Convegno in cui si vorrebbero celebrare i successi della presenza italiana in Afghanistan!


CISDA: cisdaonlus@gmail.com
sito: www.osservatorioafghanistan.org


Messaggio al Mondo:

Da poco è stata celebrata  (il 25 novembre) la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Purtroppo nell'occupato Afghanistan i criminali che sono al potere stanno lavorando per reintrodurre la pena della lapidazione e della fustigazione nel sistema penale afgano.
Il mondo forse sarà scioccato da questo, ma certamente non io che da dieci anni in nome del popolo afgano e specialmente delle oppresse donne afgane,
denuncio i signori della guerra al potere, affratellati con i talebani. Si presentano nelle loro vesti occidentali ma il loro pensiero e' uguale a quello talebano.
Adesso, per l'ennesima volta dimostrano all'opinione pubblica mondiale quale sia la loro reale natura, danno semaforo verde all'ingresso nel governo dei talebani.
Stati Uniti e i suoi alleati sono responsabili di questa drammatica situazione di fronte agli occhi del popolo afgano: hanno avviato i negoziati di pace con i talebani; gli hanno aperto l'ufficio di rappresentanza nel Qatar. E adesso, siamo arrivati a questo, si riparla di lapidazione.
Mi rivolgo a tutte le donne e uomini liberi del mondo, e difensori della giustizia perché sollevino la propria voce prendendo una ferma posizione contro
i fondamentalisti al potere in Afghanistan e non permettano che cali di nuovo il sipario sulla sorte del popolo afgano e soprattutto delle donne.

Finché il fondamentalismo islamico sarà al potere nessun diritto sarà garantito alle donne.
D'altra parte, sono certa che le donne afgane ben più consapevoli di un tempo di se stesse e dei propri diritti, non resteranno passive in silenzio
ma si opporranno con forza e tenacia contro l'approvazione di questa legge disumana.
Malalai Joya


mercoledì 27 novembre 2013

Praga - ROMEO and JULIET - Recensione di Sara Di Giuseppe


Visualizzazione di Immagine 107.jpg

ROMEO and JULIET
Musica Sergej Prokofjev
Coreografia e regia Petr Zuska
Orchestra della Státní OperaSolisti e Corpo di ballo del Teatro Nazionale
Praga, Státní Opera  - 17 novembre 2013


      Tanto rutilante l’interno “secondo rococò” del Teatro dell’Opera di Praga, splendente di oro e porpora, quanto minimalista e quasi nuda è la scena su cui si alza il sipario di questo “Romeo and Juliet” di Prokofjev, coreografia e regia di Petr Zuska, direttore del Corpo di ballo del Teatro Nazionale di Praga.

      La lettura che Zuska ci porge della tragedia shakespeariana gioca sugli opposti o, come recita la brochure, sulla polarità (“Romeo, Juliet and… polarity ”): uomo e donna, morte e vita, odio e amore. L’essenzialità della cornice prepara già, per contrasto, il gioco potente delle passioni in campo. La figura di Lorenzo apre il primo quadro: il frate è solo, su una scena nuda, apparentemente al di là del tempo e dello spazio; l’ombra della tragedia aleggia nell’aria, egli avverte che qualcosa sta per accadere, qualcosa che lo sovrasta e che non è in grado di controllare. Alle sue spalle una nera parete che nell’aprirsi disegna una silhouette femminile quasi in stile cubista: incede da quell’apertura, figura ieratica e lucente nel bianco di cui è vestita, Queen Mab, regina del regno dei Sogni e delle Ombre. Evocata nel testo shakespeariano da Mercuzio (I, 4), all’inizio di uno dei più lunghi e immaginifici monologhi (Oh, then I see Queen Mab hath been with you…), essa diviene figura concreta nella realizzazione di Zuska: fin dal suo ingresso in scena è lei protagonista e motore di ciò che seguirà. Dopo un maestoso assolo carico di simbolismo,  Mab torna nell’oscurità e la parete si chiude dietro di lei: Lorenzo è solo nel vuoto, intorno ogni cosa è sparita, si protende ad afferrare l’inafferrabile, poi, schiacciato dal peso della sua premonizione, cade sulle ginocchia.

      L’originalissima intuizione di Zuska  addensa le diverse polarità che permeano il dramma shakespeariano intorno alle figure di Lorenzo e di Mab: sono queste le vere protagoniste (fin quasi a mettere in ombra i due giovani amanti), prototipi di un’opposizione in cui Lorenzo è simbolo della fede umana in Dio, nella Bontà, nell’Ordine, forze a cui affida la speranza in un piano che potrà alla fine soddisfare tutti. Mab, ci dice lo stesso Zuska nell’ “Introductory word”, è la sua avversaria, regina delle ombre, entità astratta in cui si concentra l’irrazionalità della vita e dell’essere: nè cattiva né buona e unione di tutto questo al tempo stesso, Mab personifica tutto ciò che è imprevedibile e incontrollabile e, benché appaia come figura eterea e invisibile all’occhio umano (solo chi sta per morire può vederla: la vedranno Mercuzio e Tebaldo, la vedrà Paride, e poi Romeo, e infine Giulietta) è lei sola a reggere i fili della storia.

     Lorenzo è tra i due la figura più tragica: la sua bontà è causa indiretta della tragedia finale, e la condanna è il sopravviverle. Potremmo anche spingerci, aggiunge Zuska, a vedere nel conflitto tra Frate Lorenzo e la Regina Mab il contrasto tra l’umano e il divino, nel quale all’Uomo non è offerta alcuna chance. Nell’odio tra le parti, che chiude ogni altro orizzonte, non fede religiosa, non pietà, non clemenza possono far breccia: solo l’amore, il grande escluso, sradica I giovani amanti dall’ ”aiuola triste” che li stringe, ma essi possono afferrare solo un bagliore di quella luce: Romeo, Giulietta, lo stesso Lorenzo, nell’affrettarsi ciascuno verso il compimento, sentono che “l’attimo dopo li scaglia in un tempo che essi devono solo temere”.

      I bravissimi Romeo (Francesco Scarpato) e Giulietta (Andrea Kramešová) hanno ali di leggere farfalle mentre danzano incontro alla catastrofe. Un costante simbolismo permea il dipanarsi della storia: a cominciare dalle maschere, tutte uguali fra loro - solo differenziate in maschile e femminile - che dal ballo in casa Capuleti pervadono le scene successive: presenza costante nei quadri corali in cui i Montecchi sono originalmente interpretati da soli uomini, i Capuleti da sole donne; poi la mano di Mab (Miho Ogimoto), coperta da un lungo guanto bianco che si posa sul volto di colui o colei che sta per abbandonare la vita e solo in quell’attimo si rende visibile; infine Lorenzo (Alexandre Katsapov), nella sacerdotale tunica nera, quasi sempre solo all’interno di uno spazio vuoto: è solo nella scena d’apertura, è solo nell’epilogo con la sua finale capitolazione, con il suo Dio che lo ha perduto, così come egli ha perduto ogni sua fede.

       “Andiamo a parlare ancora di queste cose tristi.
       Alcuni saranno perdonati altri puniti.
       Perché mai vi fu storia più dolorosa
       Di questa di Giulietta e del suo Romeo

Sara Di Giuseppe
                                               

martedì 26 novembre 2013

Vignale di Nociglia (Lecce) - No al taglio degli alberi per far posto ad una pista ciclabile


Visualizzazione di cittadini legati agli alberi. FOTO di Antonio Baldari, Nociglia 25 11 2013.jpg
Nociglia - Salviamo gli alberi  

I CITTADINI SI LEGANO AGLI ALBERI E CHIEDONO L' INTERVENTO SALVIFICO DELLA MAGISTRATURA PER FERMARE GLI OSCENI TAGLI ! UN' ORDINANZA COMUNALE DA MERCOLEDì 27 NOVEMBRE 2013 PARLA DEL TAGLIO E DELLA RIMOZIONE DEGLI AMATI PINI del Belvedere del Vignale di Nociglia (Lecce).

 I CITTADINI SI INCATENANO AGLI ALBERI CONTRO IL TAGLIO DEI PINI
E SI FA APPELLO AI MAGISTRATI TUTTI PERCHE' FERMINO L' OSCENITA' IN PROGRAMMA. MANCANO POCHISSIME ORE E IL CONTO ALLA ROVESCIA E' INIZIATO! LE ISTITUZIONI SONO CHIAMATE A DARE L' ESEMPIO DI EFFICIENZA E RESPONSABILITA' INTERVENENDO D'URGENZA PER IMPEDIRE QUESTO PALESE OLTRAGGIO! 

Da questa mattina anche si stanno presentando diversi esposti in Procura da parte dei cittadini per chiedere un intervento urgentissimo, contro il tempo, dei magistrati tutti, per non permettere la cancellazione di un tale bene ambientale e paesaggistico di alto valore paesaggistico. Nonché diffide alla Regione Puglia e a tutti gli enti e funzionari che stanno consentendo questo biocidio a fondi pubblici, di beni pubblici di alto rilievo.  
Vi alleghiamo alcune Foto di questa mattina 25 nov 2013 che stanno giungendo sui social network e stanno avendo ampissima diffusione in tutt' Italia. LO SCANDALO E' GRANDE ED EVIDENTISSIMO.

INTANTO UN IMPORTANTE COMUNICATO E GIUNTO NELLE SCORSE ORE DAI PARLAMENTARI SALENTINI PERCHE' SIANO FERMATI I FOLLI TAGLI, TAGLI CON FONDI PUBBLICI PER LA COSTRUZIONE DI UNA PAZZESCA CONTRADDITTORIA PISTA CICLABILE A NOCIGLIA.

UN SENTITO PROFONDO RINGRAZIAMENTO AI TANTI PARLAMENTARI SALENTINI DELLA CAMERA E DEL SENATO CHE HANNO INVIATO QUESTO COMUNICATO LETTERA APERTA URGENTE AGLI ENTI ISTITUZIONALI PERCHE' SIA FERMATA LA FOLLIA DI NOCIGLIA CHE STA FACENDO INORRIDIRE L' ITALIA INTERA!

Grazie ai Senatori Maurizio Zizio BuccarellaBarbara LezziDaniela Donno, e al Deputato Diego de Lorentis

Ma anche Grazie a tutti i cittadini che spontaneamente, da ogni parte, da questa mattina stanno confluendo sul luogo, e che oggi hanno iniziato ad incatenarsi agli alberi per chiedere, con quell'estremo gesto denso di significati profondissimi ed alti, che i MAGISTRATI intervengano d'urgenza per fermare l'aggressione di orrifica violenza contro quel bene pubblico ambientale e paesaggistico di prim'ordine, un luogo del cuore minacciato per la più paradossale e contraddittoria pertanto pista ciclabile del mondo iperpagata da noi tutti! 


Riportiamo il testo della lettera odierna dei parlamentari che già avevano presentato al Governo un interrogazione parlamentare per salvare i Pini del belvedere del Vignale di Nociglia (qui anche in allegato):
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Nociglia - Lettera aperta dei parlamentari del Movimento 5 Stelle Maurizio Buccarella, Daniela Donno, Barbara Lezzi, Diego De Lorenzis, contro abbattimento di 22 pini a Nociglia :

"Mercoledì 27 novembre 22 pini rischiano d’essere abbattuti nei lavori per una pista ciclabile. Buon senso sarà ritirare l’ordinanza per la loro rimozione.

Siamo stati informati in queste ore da numerosi cittadini allarmati per l’ ordinanza (n. 51 del 21/11/2013) comparsa il 22 novembre sul sito internet ufficiale del Comune di Nociglia, in cui si parla esplicitamente della chiusura al traffico di corso On. Manfredi, per le operazioni di taglio e rimozione di ventidue grandi Pini italici del Vignale di Nociglia, a partire dalle prime ore di mercoledì 27 novembre, per la realizzazione di una pista ciclabile intercomunale a finanziamento regionale. Un luogo del cuore caro anche a tantissimi nocigliesi, e non solo, che hanno espresso via mail e sui social network in queste ore tutta la loro amarezza.

Abbiamo presentato al Governo, un’ interrogazione parlamentare, pubblicata in data 7/8/2013, al fine di intervenire per la modifica del progetto a salvataggio degli alberi. Chiediamo pertanto che si dia alle istituzioni modo e tempo per approntare tutte le necessarie modifiche al progetto, e che si esca ora dal buio vicolo cieco verso cui quell’ordinanza indirizzerebbe, attraverso la sua urgente responsabile e saggia sospensione.

E’ questo il mese in cui si festeggia “La nazionale Festa degli Alberi” ed in tutt’Italia si stanno ripiantando, nuovi giovani alberi. Proprio quest’anno tra l’altro dovevano essere realizzati i censimenti da parte dei comuni, e far scattare i conseguenti vincoli, per le alberature urbane di pregio, quale ovviamente anche quella dei Pini in questione, in ottemperanza alla Legge dello Stato n. 10 del 2013 "Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani". Diversi agronomi dopo gli appositi sopralluoghi ci hanno poi informato dello stato di ottima salute degli alberi, esponendo innumerevoli soluzioni e/o varianti atte alla migliore realizzazione della pista ciclabile nel rispetto della natura e delle esigenze di fruizione del luogo.

Potature sagge e minimali, rifacimento rispettoso dei manti stradali e marciapiedi, son gli interventi perseguiti in altre realtà simili, identiche, ad esempio nella vicine Poggiardo come nella città di Caprarica di Lecce, lungo strade alberate di pini mediterranei. Assolutamente nulla impedisce pertanto che lo stesso avvenga a Nociglia! Di fronte ai grandi budget pubblici stanziati per la pista ciclabile, si può adeguare il progetto creando grandi aiuole sterrate sotto i pini, rimuovendone il cemento preservando i loro apparati radicolari che ben imbrigliano anche i suoli del terrapieno del corso On. Manfredi.

Facciamo pertanto appello a tutti gli Enti cui indirizziamo d’urgenza questa lettera aperta, a partire dal medesimo Comune di Nociglia, perché si blocchi e sospenda ogni ordinanza di taglio, al fine della saggia necessaria e virtuosa modifica del progetto. Quegli alberi non possono diventare biomassa da ardere, dato il loro grande valore ambientale ed urbanistico, nonché per il loro legame paesaggistico con il Vignale. Da Istituzioni dello Stato Italiano, e da loro rappresentanti, abbiamo il dovere civile e morale di dare il buon esempio, tutti quanti e tutti insieme, ciascuno secondo i propri ruoli e competenze, ascoltando innanzitutto i cittadini, ed agendo di conseguenza, senza bracci di ferro vuoti e tali da creare inutili ferite sociali, storiche e paesaggistiche, ma con la forza di saper distinguere con fermezza il Vero Bene Pubblico, che oggi passa dalla massima tutela e preservazione di quei 22 alberi.

Siamo certi verrà da tutti un intervento ispirato dalla massima responsabilità, contemperando come ben possibile tutte le istanze senza sacrificarne alcuna. Abbiamo il dovere di operare per la massima cura delle suggestioni del bel Vignale, e dei suoi bellissimi odorosi Pini, alberi Italici per eccellenza, simboli nazionali e di romanità, che ricordano tantissimo, almeno per la loro forma ad ombrello, proprio l’albero che è nello stemma civico della loro Città di Nociglia"."



Allegati

-) Link: ordinanza del Comune di Nociglia n. 51 del 21/11/2013, data affissione 22/11/2013 http://www.mapweb.it/nociglia/albo/albo_dettagli.php?id=1916
-) Link: interrogazione parlamentare Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00745, Pubblicato il 7 agosto 2013, nella seduta n. 91

lunedì 25 novembre 2013

Incontro Collettivo Ecologista 2014 - Intenti e proposte bioregionali da portare sul tavolo di confronto


Montesilvano - Giardino di Olis


Oh, oh.... La continuità della nostra società, in quanto specie umana, richiede una chiave evolutiva, una visione globale, per mezzo della quale aprire la nostra mente alla consapevolezza di condividere con l’intero pianeta l’esperienza vita.

Questa è la visione dell'ecologia del profondo, la scienza dell’inscindibilità della vita.

Ne consegue che sia la politica che l’economia umana  devono tener conto dell’ecologia per avviare un progresso tecnologico che non si contrapponga alla vita e che sia in sintonia con i processi vitali del pianeta. La scienza e la tecnologia in ogni campo di applicazione dovranno rispondere alla domanda: E ciò ecologicamente compatibile? I macchinari, le fonti energetiche, lo smaltimento dei sottoprodotti, la produzione di alimenti, il rapporto con gli animali, dovranno essere realizzati in termini di sostenibilità ecologica.

Deve essere avviato un rapido processo di riconversione e riqualificazione industriale ed agricola che già di per se stesso sarà in grado di sostenere l’economia. Infatti la sola riconversione favorirà il superamento dell’attuale stato di enpasse economico e sociale. Una grande rivoluzione umana comprendente il nostro far pace con la vita globale del pianeta.

La chiave evolutiva da noi proposta sta nel cambio radicale di visione, passando dal criterio di destra-sinistra (ormai superato dalla situazione) ad una coscienza di compresenza e compartecipazione del contesto vitale, una coscienza priva di ipocrisia e furbizia, tesa all’approfondimento dei valori della vita (nella società e nell’habitat).   La consapevolezza di essere parte integrante del tutto l’unica strada per uscire dal vortice di una ripetitiva e rovinosa barbarie.

Questi e simili  temi verranno trattati durante l'Incontro Collettivo Ecologista 2014, che si tiene in occasione del Solstizio Estivo, il 21 e 22 giugno 2014 - Presso Associazione Olis, Via Toscanini, 14 - Montesilvano (Pescara),


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Richiesta di chiarimenti e risposte



Rosaria: " ..io sono d'accordo con i contenuti di quello che dovrebbe essere un imperativo ed invece è un aspirazione ... però vorrei che mi si chiarisse qualcosa nello specifico post:
1 - quando c'è scritto
"La chiave evolutiva da noi proposta sta ..." quel NOI da CHI è costituito? come ci si identifica nel Gruppo "NOI"?
2 - Una volta eliminata l'ETICHETTA destra-sinistra ci dovrà essere comunque un Amministrazione delle POLIS prima che quel NOI - (comunque esso si chiami, perché un nome identificativo dovrà pur avere) - possa Crescere in modo Totale nel MONDO fino a raggiungere la Totale Autocoscienza di Convivenza Sociale ed aspirare ad una Anarchia, ottima forna di auto governo che prevede però indispensabile la Coscienza Sociale...
FINO ad allora Chi siamo NOI e Chi sono gli altri? ... ci chiameremo con due etichette "NOI" e "NON-NOI" che sostituiranno destra-sinistra per capire chi siamo?


Risposta: ".... "noi" allorché non ci sono altri, nel senso che non si percepisce la differenza fra noi e gli altri. Quindi si può definire un "noi" assoluto. Di fatto è già così dal punto di vista "biologico" occorre realizzarlo nel pensiero. Questo non implica l'omologazione bensì si riconosce che il "noi" si manifesta nelle differenze di nome e forma. Nella ricchezza biologica della vita. Il modo di governo anarchico proposto è quello "bioregionale" - Vedi: http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/?r=28856

Sei invitata a partecipare


Rosaria: "Prima di collegarmi al Blog che mi indichi vorrei capire meglio con parole semplici di cosa parliamo di effettivamente REALIZZABILE e non solo AUSPICABILE:
1 - si parla di Regionale ... quindi scompaiono Tutti gli Stati del Mondo?
2 - All'interno del Regionale solo se vi è la Totalità delle Condivisioni di Pensiero si potrà parlare di Governo Anarchico Regionale del BIOREGIONALISMO ... Se invece in quella regione ci sono 1 o più persone che - nonostante la bontà della Proposta Bioregionale - non è d'accordo significa che il Bioregionalismo diventa un Parito Politico (ovvero di Amministrazione delle Polis) che avrà all'Opposizione gli stolti Dissenzienti ... quindi per poter operare senza gli Stolti Dissenzienti che Boicottano la Realizzazione dovrebbe divenire NON Anarchia Locale bensì Dittatura Locale ... SI TRATTA di capire bene come certe parole possono divenire efficaci oppure scomparire come Grilli in Inverno ...
Premetto che tutto il discorso sulla Bioecologia delle scelte per la sopravivenza dell'Imanità mi trova d'accordo ...VOGLIO però capire le strategie di realizzazione ... alla mia età cio sono state fin troppe strumentalizzazioni di BUONE IDEE fallite per mancanza di strategia prospettica!"

Risposta: "Se non sei familiare con l'idea "bioregionale" c'è il rischio di fare confusione. Le spiegazioni diventano forme astratte di discussione. Dovresti in ogni caso acquiescere e cercare di "conoscere" prima e "praticare" dopo, il bioregionalismo e l'ecologia profonda. Che in verità non sono altro che la consapevolezza di vivere in un sistema di relazioni ed inter-connessioni inestricabili. L'idea bioregionale ha un valore solo se messa in pratica. Ma non può essere imposta o divulgata come una ideologia, religione o simili.. Può essere fatta propria e vissuta nel quotidiano nella comprensione che noi non possiamo essere altro che una parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati. L'astrazione filosofica serve a creare immagini, forme pensiero, che spesso sono disgiunte dalla realtà. Nell'ecologia profonda si riconosce invece di far parte integrante di questa realtà e ci si adatta in conseguenza, vivendo in armonia con essa. E' una presa di coscienza .... ed una attuazione conseguenziale. Se senti di vibrare in sintonia con tutto l'esistente automaticamente hai raggiunto il centro dell'esistenza ed a quel punto scompaiono i dubbi sul fare e non fare.. Tutto avviene come una risposta spontanea alle situazioni."


Paolo D'Arpini 




Referente Rete Bioregionale Italiana
bioregionalismo.treia@gmail.com - Tel. 0733/216293

domenica 24 novembre 2013

La lobby del farmaco chimico contro il metodo "Stamina"



Chi attacca il metodo Stamina casualmente fa parte di quel
mondo pseudo-scientifico-intellettuale-salottiero che è
inserito nel mondo del business della menzogna dove imperano
le Cankropoli, Telethon, le Mafie della Salute e le Lobbies
del Farmaco.

E' quel sistema di potere che oggi ci considera non più
pazienti o malati ma solo clienti o cavie.

La medicina dovrebbe basarsi sull'osservazione clinica
attenta e rispettosa, ed infatti un vero medico è chi
dedica tempo al suo assistito, chi lo aiuta e lo prepara a
trovare in sé le forze che lo guariranno, chi ha
pazienza e sa aspettare il momento migliore e sopratutto chi
ha un certo intuito.

La Ricerca invece si basa sul metodo sperimentale che quando
ci sono test su animali diventa rapida scorciatoia per far
arrivare il ricercatore a fama, guadagno e carriera (per le
baronie mediche questi esperimenti portano a veloci
pubblicazioni su Nature, Science, Scientific American, The
Lancet ecc. rendendo famosi gli scienziati che hanno
effettuato la “scoperta”).

E' quello stesso sistema che ha messo sul patibolo il Prof.
Di Bella, togliendolo di mezzo e delegittimandolo
definitivamente quando iniziava ad essere troppo seguita la
sua cura e poco conta se esiste un dossier che ha
smascherato le falsità adoperate nei confronti della
sua terapia; è lo stesso potere che ha radiato
dall'albo dei medici il Dr. Tullio Simoncini perchè ha
osato affermare che una terapia anti-cancro poteva farsi
utilizzando il bicarbonato anzichè i metodi ben
più costosi (e non solo in senso di denaro se pensiamo
alle condizioni penose e umilianti in cui si finisce con la
chemioterapia) dichiarati dalla cosidetta "Scienza
Ufficiale" mentre stranamente, è notizia recente, che
il National Institute of Healt ha asssegnato un
finanziamento di 2 milioni di dollari al dottor Mark Pagel,
del Cancer Center dell’Università dell’Arizona, per
affinare la sua ricerca sull’uso del bicarbonato di sodio
nella terapia del cancro al seno.

Per non parlare poi dell'arsenale della Ricerca, quella
attuale fatta di farmaci e vaccini, tutti sperimentati su
animali, che sono il tradimento della vera medicina
tradizionale e del suo fondatore Ippocrate, figura a cui si
chiede di giurare sempre più ipocritamente.

La verità che va conosciuta è che questa è
cresciuta senza rispetto per il paziente, per l’uomo
malato considerato semplice numero, cavia utilizzata per
consumare veleni.

Sono circa 13.000 le “specialità farmaceutiche”, di
cui migliaia ritirate ogni anno, cause anche di catastrofi
molto gravi e di cui solo 400 sono ritenute indispensabili
dagli esperti.

I motivi?

Si utilizzano animali sani per farli ammalare trasformandoli
da ciò che sono in Natura in modelli di base
inattendibili alla nostra salute.

Gli animali sono immuni dalle più gravi infezioni a cui
siamo soggetti noi umani.

Ma con una prova su animali si può dimostrare qualsiasi
cosa, dalla tossicità all’innocuità di una
sostanza, basta semplicemente trovare la specie adatta e
variare in base al caso richiesto le condizioni
sperimentali.

È un gioco sporco di una falsa scienza che pensa che la
salute dell’uomo si possa fabbricare a nostra scelta o su
misura, senza chiederlo alla Vis Suprema Guaritrix: la
Natura.

Per esempio l'utilizzo "scientifico" dei topi nelle cure del
cancro e delle malattie genetiche derica dal fatto che
questi roditori sono piccoli, facilmente gestibili, costano
poco, hanno una durata della vita media di circa 3 anni,
ideale per fare rapidi studi di carcinogenesi ed in più
sono molto poco amati dalla gente!

Queste sono solo alcune delle motivazioni che ci faranno
scendere in piazza a Montecitorio Lunedì 25 novembre
alla manifestazione pro Stamina.

Rimaniamo uniti tutti pur mantenendo le proprie
specificità ma ricordiamoci che combattiamo contro lo
stesso nemico!

Articolo Quotidiano.net - 23 Novembre 2013

http://qn.quotidiano.net/lifestyle/2013/11/23/986785-animali-stamina-metodo-pae-fuccelli.shtml

link al sito
http://www.mementonatura.org/notizie/notizia.php?id=128


Riccardo Oliva
Presidente Associazione Memento Naturae

Volontari a Difesa di Ciò che è Vita!!!

sabato 23 novembre 2013

Emilia Romagna da difendere - Presidio Paesistico del Medio Panaro - Incontri e progetti


Fiume Panaro - Foto di Caterina Regazzi


Venerdì sera, 22 novembre 2013,  sono stata ad una conferenza dell'architetto Mazzoni del Coordinamento Regionale per la difesa dei fiumi dell'Emilia Romagna. 

Era stata organizzata  dall’Associazione del Presidio Paesistico Partecipativo del Medio Panaro e si trattava  della prima manifestazione indetta da questo gruppo che si propone la tutela e la salvaguardia del maggior corso d’acqua modenese. Già l'anno scorso, mi pare (o forse più) eravamo stati con Paolo ad una riunione di questa allora costituenda Associazione e mi era sembrata una cosa molto importante partecipare, essendo il fiume Panaro una componente fondamentale del mio vivere in questo paese, Spilamberto. 

Appena possibile, quando il tempo è clemente (non come, purtroppo in questi ultimi giorni) vado a passeggiare sul sentiero natura ed ho l'impressione di stare in un altro piccolo - grande mondo, più pulito e silenzioso, più a misura d'uomo e dove la natura può tentare almeno di rigenerarsi, a fronte di tutti i danni che l'uomo, negli ultimi decenni, ha creato.

In realtà mi aspettavo di più un resoconto sulla qualità chimica e batteriologica delle acque, ma si sa, uno vede e capisce quello che è già predisposto a capire, come pure che la sede della conferenza fosse a Magazzino (frazione di Savignano) in una vecchia scuola in disuso, dove eravamo stati con Paolo la volta scorsa, ed invece era alle scuole elementari di Mulino (altra frazione di Savignano). 

Per fortuna, la provvidenziale Maria (la Bifolca) aveva controllato su internet ed aveva trovato la giusta indicazione, strada facendo ci siamo sentite, ci siamo incontrate e siamo andate là insieme, dopo aver cercato per un po' questa scuola. Siamo arrivate così un po' in ritardo, la sala era già piena ed il relatore aveva già sviluppato le premesse. Ha continuato però a parlare per un paio d'ore veramente appassionato e appassionante, nonostante la mia stanchezza (si occupa da 30 anni di queste cose), facendo notare a noi profani, tanti particolari della situazione "fisica" dei nostri fiumi, delle opere umane che a volte aiutano e a volte danneggiano, e la situazione attuale della Sardegna, aleggiava sinistramente e angosciosamente nell'aria. 

Ha parlato e ci ha mostrato immagini di fiumi col letto deviato, di strade, passerelle, fabbriche, depuratori costruiti nel letto di fiumi, campeggi costruiti sulle sponde, ponti moderni che quasi si incrociano con ponti antichi e bellissimi, mostrandoci anche vecchie cartoline del tempo che fu, dove il paesaggio era decisamente più armonioso e bello, manufatti come briglie e centraline elettriche , magari utili (anche se qualcuno ha avanzato dubbi), per la produzione di energia elettrica "pulita" costruiti senza nessun accorgimento "estetico, chiedendosi dove fossero quando sono state progettate, gli enti deputati alla tutela del'ambiente e le Belle Arti. Ci ha mostrato una briglia con a fianco un corridoio per la risalita dei pesci, dove l'acqua non ci arriva e quindi, ovviamente, è inutilizzabile allo scopo.

Ha detto anche che bisogna assolutamente lavorare per il ritorno alla balneabilità delle acque, come era ai suoi tempi, in cui l'abitare vicino ad un fiume offriva tante più occasioni di svago, tra cui quella di fare il bagno, tenendo presenti le insidie che un fiume riserva. Diversi ragazzi sono morti annegati e lui stesso ha rischiato di annegare. 

Alla fine ho lasciato la mia mail alla signora Anna, che fa parte (ed è molto attiva) dell'Associazione; mi piacerebbe farne parte e poter fare la mia parte. Vedremo.

Caterina Regazzi

venerdì 22 novembre 2013

Basta droni usa assassini - Lettera al Letta




Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri,
riferiscono i mass-media di una nuova strage di studenti provocata da un attacco missilistico effettuato da un drone statunitense in Pakistan.

La guerra afgana continua a produrre i suoi frutti scellerati. Da un lato i poteri mafiosi che gestiscono il business dell'eroina (connesso, e' ben noto, a quello delle armi ed a quello del traffico schiavista di esseri umani) sono sempre piu' ricchi e potenti: la produzione aumenta, la guerra li favoreggia all'ennesima potenza. Dall'altro le stragi e le devastazioni stanno quotidianamente massacrando un'intera popolazione e disumanizzando l'intera umanita'.

La guerra afgana - come tutte le guerre - e' un crimine contro l'umanita'.
E la partecipazione italiana alla guerra afgana e' ed e' sempre stata del tutto illegale sia per il diritto internazionale, sia per la Costituzione della Repubblica Italiana.

Glielo chiediamo una volta ancora: il suo governo decida - e chieda al parlamento di deliberare - la cessazione immediata della illegale e folle partecipazione italiana alla guerra afgana; ed impegni finalmente l'Italia ad adoperarsi per la pace con mezzi di pace, per il disarmo, la smilitarizzazione dei conflitti, l'aiuto umanitario concreto e coerente alle vittime sopravvissute, la difesa della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani, la legalita' che promuove la civile convivenza e salva le vite.

Distinti saluti,
Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani"

giovedì 21 novembre 2013

Afghanistan terra d'oppio e di guerra




Gentilissima Presidente della Camera dei Deputati,
Gentilissimo Presidente del Senato della Repubblica,

Giorni addietro l'Onu ha reso noto l'enorme incremento della produzione di oppio in Afghanistan, il cui esito sara' un tragico aumento delle vittime dell'eroina in tutto il mondo ed un ulteriore enorme arricchimento dei poteri mafiosi.

Si evidenzia una volta di piu' come la guerra afgana lungi dal portare pace, legalita', benessere e rispetto dei diritti umani, abbia provocato immani stragi, inenarrabili distruzioni ed il rafforzamento ed arricchimento dei poteri assassini, totalitari e mafiosi a livello mondiale.

Voi sapete che la sciagurata partecipazione italiana alla guerra afgana viola l'articolo 11 della Costituzione della Repubblica Italiana.

Voi sapete che la guerra e' un crimine contro l'umanita'.

Voi vedete quale mostruosa ed insensata carneficina sia la guerra afgana, quali esiti abominevoli essa abbia.

Vi rivolgiamo la richiesta di un impegno di sensibilizzazione del Parlamento italiano, affinche' esso riconosca la catastrofe e prenda coscienza del suo dovere: affinche' esso deliberi la cessazione immediata della illegale e folle partecipazione italiana alla guerra afgana; affinche' esso impegni l'Italia ad adoperarsi per la pace con mezzi di pace, per il disarmo, la smilitarizzazione dei conflitti, l'aiuto umanitario concreto e coerente alle vittime sopravvissute, la difesa della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani, la legalita' che promuove la civile convivenza e salva le vite.

Vogliate gradire distinti saluti,

Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani"

mercoledì 20 novembre 2013

Giacomo Revelli: "Nel tempo dei lupi"

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Recensione: "NEL TEMPO DEI LUPI: Una storia sul confine"
di Giacomo Revelli (Pentagora, Savona 2013)

 
E' un lungo racconto che ha per protagonista un vecchio pastore delle Alpi liguri, in terra brigasca, al confine tra l'Italia e la Francia.

Un vecchio misantropo, scontroso, disabituato alla presenza degli uomini, ma non a quelli degli animali, delle ombre, del freddo e della paura.

Quando l'ho letto, ancora non conoscevo l'autore, e sinceramente mi sono chiesto come avesse potuto dare vita a un personaggio così autentico, così credibile, così difficile e tanto simile ai vecchi che in montagna sopravvivono nei paesi spenti dove il tempo è fermo da troppi anni. Fermo che quasi pare trattenga il respiro.

Una storia sul confine tra Italia e Francia, tra due generazioni, tra l'umano e l'animale, tra il selvatico e la civiltà urbana: tra mondi apparentemente irriducibili.
Una storia bella e insolita, narrata con lingua felice, per raccontare il silenzio dei nostri monti.
Un bel personaggio.
 
Massimo Angelini
 
p.s. Il libro può essere richiesto scrivendo a ordini@pentagora.it

martedì 19 novembre 2013

"Preoccuparsi è un insulto alla vita" - Lo diceva Carla Lonzi e lo dice pure Angelo Bona



Cari amici,  ho cercato una definizione di preoccupazione su vari testi e vocabolari. Ne deduco in sintesi che la preoccupazione è uno stato d'animo, una disposizione che occupa la mente determinando inquietudine, apprensione, ansia, incertezza

Preoccupazione vuol dire “occuparsi prima”, occuparsi in anticipo di ciò che “potrebbe” accadere. e ciò diviene in questi angosciati tempi una modalità  usuale di comportamento.

Un’analisi attenta della preoccupazione cronica mostra che essa ha tutti gli attributi di un "sequestroemozionale, di una continua sottrazione del nostro diritto alla felicità. Come reagire e sottrarsi ad un potenziale pericolo o ad una minaccia diviene un compito assillante che esaspera il nostro istinto di sopravvivenza.

All'opposto della preoccupazione sperimentiamo la sicurezza che declina in fiducia del presente e dell'avvenire e che ci fa percepire il nostro essere in equilibrio con il mondo esterno.

La pre-occupazione ci pone in una condizione di "cattiva ipnosi", cioè di deconcentrazione dal presente e di funzionamento in una dimensione astratta, in un mondo nel mondo che può divenire un incubo patito nello stato di veglia.

Ci preoccupiamo per il domani, per paura di non essere all'altezza, per il lavoro, per un figlio svogliato. Ci preoccupiamo per il decorso di una malattia, per una ossessiva ipocondria, per la difficoltà di pagare un mutuo, per arrivare a fine mese, per cosa dice la gente.

Potrei continuare all'infinito stilando una lista di preoccupazioni tra le quali compaiono temi e paure esistenziali: il viaggio della nostra anima, il karma, la morte.

Susan L. McElroy, psichiatra e psicofarmacologa dell'Università di Harvard  ha per prima correlato a partire dagli anni 90 gli stati ansiosi e la preoccupazione al compulsive buying, cioè alla sindrome da acquisto compulsivo che colpisce prevalentemente le donne. Ben sanno gli scienziati del neuromarketing che elevando l'ansia sociale cresce proporzionalmente la propensione all'acquisto di beni inutili prevalentemente a costi contenuti. Ecco per quale motivo furoreggiano le multinazionali  luxury co-brandinge e  il misstige fenomeno  che permette l'acquisto di un marchio di prestigio e di alta moda associato ad una marca di consumo e low cost.

"Me lo posso permettere" diviene un mantra ossessivo che rimbomba nelle menti preoccupate di apparire e di sentirsi griffate o griffati da principesse o da principi.
La preoccupazione del vuoto, del rimanere senza nutrimento d'amore si proiettano su un desiderio compulsivo, sfociano in una bulimia non soltanto di cibo ma di tutto cio' che puo' riempire una incolmabile voragine interiore.

Esiste poi una "buona preoccupazione" che è quella responsabilità di spendere la propria vita con un senso. La ricerca interiore, la conoscenza di se', il dipanare i propri nodi karmici, la considero come una "preoccupazione" spiritualmente benefica.

Occuparsi di sé e del proprio destino animico non la interpreto come  un'ansia di anticipazione conflittuale, ma come un giustificato stimolo evolutivo verso cui orientare la propria vita.

Meditazione, yoga, ipnosi, ipnosi regressiva e pratiche dell'anima ci aiutano a crescere e sono certamente ottimi sussidi esistenziali.

Domande: Siete preoccupati o responsabili? Vi occupate di voi positivamente o vi preoccupate ossessivamente? Siete colti da preoccupazioni ossessive o compulsive? Vi occupate della vostra anima e del vostro percorso esistenziale? Vi preoccupate maggiormente del mondo interiore o del mondaccione esterno?

Buona Vita Angelo Bona

 
Per appuntamenti e informazioni: tel 3279011694

domenica 17 novembre 2013

Puglia:“mal affaire Xylella” - Guariti dalla natura gli ulivi del Salento, senza ricorrere ai veleni CE

Si ritirino e blocchino i 2 milioni di euro per il biocidio dei ruscelli, la Regione Puglia li ridestini per i rimboschimenti!


Foto Daniela Santelli

Le voci circolavano già da alcuni giorni, ma domenica 17 novembre 2013 tanti cittadini attenti hanno voluto verificare con i loro occhi, e si son recati nelle aree definite “rosse”, di massima pesantezza del fenomeno (dette anche “d'insediamento”), ma vi hanno trovato gli alberi d’ulivo, che nei mesi scorsi avevano perso le foglie, in pieno vigore rigenerativo, e non solo dalla base vi stanno spuntando innumerevoli polloni, ma anche nuovi germogli dai grandi tronchi, nelle parti alte. Tutto questo in uliveti abbandonati, che non hanno subito nessun intervento “curativo”, (potatura del secco o trattamenti specifici su piante e suolo) ed è tutto un tripudio di germogli e di nuova vivissima vegetazione! 

Le tante foto, che smascherano il bluff del “mal affaireXylella”, messe subito in rete, hanno avuto, in pochissimo tempo, un’ immensa condivisione che continua in queste ore. L’indignazione è tanta nei cittadini del Salento, e non solo! Ad accorgersi di tutto questo anche alcuni giornalisti più attenti e critici che, nei giorni scorsi, sui quotidiani locali avevano parlato di ulivi, che come dei “Lazzaro” dei Vangeli, stavano risorgendo proprio nelle aree dove gli strani tecnici, comparsi nella vicenda, avevano parlato di “cimitero” di ulivi. Dicevano, dopo solo pochissimi giorni di sopralluoghi: “le piante d’olivo si son eradicate lì da sole, sono morte e non c’è alcuna speranza!”. E, poi, persino chi diceva: “i terreni lì sono ormai contaminati e mai più vi potrà essere ripiantato l’olivo”, sebbene poi anche alcune varietà di olivo, nella “zona rossa”, non hanno mai presentato alcun disseccamento! L’area interessata comprende dagli 8.000 ai 10.000 ettari, gli uliveti su cui penderebbe lo spettro dell'eradicazione, che taluni stanno tentando di imporre, contano una numerazione che va dai 6.000 ai 600.000 alberi d'olivo, più i mandorli, e tutte le altre specie su cui potenzialmente potrebbe vivere la Xylella, oltre alla correlata flora autoctona dei canali e dei “sipali” (la macchia di vegetazione spontanea lungo i margini dei campi), delle iper-tutelate macchie, più il verde urbano, privato, pubblico e stradale! Numeri biblici, per uno scenario di devastazione da film di fantascienza! Nocivi pesticidi contro i potenziali vettori della Xylella – le cicalellidi - ( e di conseguenza contro tutti gli altri insetti) e diserbanti chimici da gettare con la scusa di eliminare tutti i definiti “serbatoi di inoculazione”, (si parlava, persino, di irrorazione dall'alto con l'uso degli aerei), e squadre, financo, di militari, lanciafiamme contro erbe e muschio, ed eradicazioni! Si è parlato, non a caso, con preoccupazione e rabbia da parte dei cittadini, di “shoah degli ulivi”, e di “olocausto chimico del Salento”, e in tanti hanno perso il sonno per via degli incubi di tutto questo assurdo scenario da guerra contro tutto ciò che vuol dire Salento! La sintomatologia degli alberi l’avevano definita, gli strani tecnici, “complesso del disseccamento rapido dell’ulivo”, forse dovremmo parlare di “indotta psicosi dell’agognato, da alcuni, disseccamento rapido degli ulivi salentini”, che tutto sono meno che disseccati e morti, ma un tripudio di vita che ritorna! E, in effetti, non nutrivamo dubbi sulla proverbiale forza rigenerativa dell’olivo, e non a caso, il suo ramoscello è a contorno di ogni stemma civico dei comuni d’Italia! 

Avevamo, per questo, anche invitato, seguendo i più attenti veri tecnici scesi in campo, a considerare e studiare il fenomeno sotto molteplici aspetti, considerando l’effetto dello stress idrico estivo, particolarmente prolungato, tanto più nella fascia occidentale salentina, ed altri fattori chimico-fisici, di natura antropica, o meno, riguardanti le falde, l’aria, i suoli, l’ inquinamento più o meno doloso che fosse, e avevamo invitato ad indagare le pratiche insane, svolte in taluni oliveti, avvelenati dalla agrochimica da troppi anni irresponsabilmente, per capire i motivi di estivazione con disseccamento di alcuni rami, o di indebolimento immunitario, con regressione vegetativa, degli alberi; fattori, che andavano studiati con rigore e serietà, e che avevano favorito l’insorgenza, infatti, non di uno solo, ma di più patogeni, come anche da tutti i tecnici riconosciuto, sugli alberi indagati presentanti la sintomatologia in questione.
Il brutto gioco messo ad arte in traballanti piedi, e che oggi crolla rovinosamente, è ormai fin troppo palese. Dopo esser stati chiamati ad intervenire per studiare la particolare sintomatologia del disseccamento di alcuni rami degli ulivi, (chiamati anche da alcuni nostri attivisti, cittadini sensibili all’ambiente), dei tecnici preposti giunti sui luoghi vi trovano sugli alberi diversi patogeni, insetti e muffe, ma anche poi un batterio, di questo i primi studi ben dimostrano essere non patogeno per alcuna coltura, e addirittura un batterio che da studi scientifici pubblicati in letteratura, inoculato, negli esperimenti condotti sull'ulivo, non ha dato mai sintomatologie patogene “Si dà il caso che le indicazioni molecolari acquisite a Bari forniscano buoni motivi per ritenere che il ceppo salentino di X. fastidiosa appartenga ad una sottospecie (o genotipo) che non infetta né la vite né gli agrumi, e che esperienze statunitensi (California) indicano come dotato di scarsa patogenicità per l'olivo” (articolo pubblicato il 30 ottobre 2013 sul sito della Accademia dei Georgofili, per l' ‘approfondimentto sul caso degli olivi salentini). 

Per cui, dai tecnici locali, si è presentato tale batterio, qui nel Salento, come concausa della sintomatologia degli ulivi; sintomatologia bollata subito come “terribile contaminante epidemia senza alcuna speranza”; finché, poi, nelle uscite sui media più nazionali, dai medesimi tecnici, il batterio trovato è stato presentato come il principale imputato responsabile, il “batterio killer”! E così, è stato anche presentato da tutti gli enti sciacallo, e politicanti, accorsi sulla scena come avvoltoi per banchettare del Salento e sui possibili lauti fondi europei, nazionali e regionali così ottenibili. Dove è il gioco allora: quel batterio è una sottospecie della Xylella fastidiosa, che per i danni fatti da altre sottospecie diverse del medesimo batterio, soprattutto in aree extra-europee, soprattutto in America, è stata inclusa come patogeno da quarantena in Europa! E, l’Europa, pertanto in sua presenza invita i paesi membri ad attivarsi per eradicare il batterio o per contenerlo! Mentre qui tutto questo lo si voleva fare, da parte dei tecnici scesi in scena, nella maniera più radicale e forsennata possibile, in forme estremiste pazzesche mai vistesi prima: eradicando la foresta degli ulivi del Salento e facendo un deserto piro-chimico avvelenato di ogni cosa! 

Per di più i cittadini mobilitatesi da subito, davanti a una sentenza troppo efferata da parte di uno studio durato pochi giorni, hanno scoperto che gli stessi enti, che oggi volevano imporre la quarantena daXylella diffondendo terrore in tutt’Europa, in Italia e nel Salento, avevano tenuto tre anni fa, un corso, e proprio in Puglia, per formare tecnici sull’applicazione della “quarantena da Xylella fastidiosa”, spiegando, allora, come si legge ancora sui loro siti internet, che di questo batterio non c’era traccia in Europa, e coinvolgendo le università d’oltreoceano, oggi, da quegli stesi enti, chiamate qui ad intervenire come novelli “salvatori”, in un clima oscurantista di nulla trasparenza scientifica! Tanti interrogativi, dunque, su tutta questa vicenda. 

Per di più l’innocuo batterio potrebbe essere persino endemico ed endofito, come anche ipotizzato da alcuni stimati docenti universitari locali, ovvero presente ovunque e da sempre nel Salento in maniera del tutto asintomatica, ergo, da qui, la possibilità di distruggere senza freni, con l'estremizzazione della quarantena, l’intero paesaggio salentino, e di emungere immense risorse statali e comunitarie a “difesa” dell’Italia e dell’Europa, da cosa dunque?! Il tutto condito da un’irresponsabile, per non dire altro, clima terroristico strumentale, mistificatorio e falso scientifico. Senza una diagnosi alcuna, o con una traballante diagnosi, vacillante e scarna, contestata anche pubblicamente da locali ricercatori universitari, si voleva procedere, o meglio, imporre con sanzioni e coercizioni, persino contro chi si sarebbe opposto: la TERAPIA FINALE, che ha richiamato alla mente i terribili filmati, (ridiffusi non a caso in rete dai virtuosi cittadini, in questa folle emergenza speculativa devastatoria!), degli americani che gettavano il diserbante “agente orange” sui bordi dei canali e sulla tropicale lussureggiante foresta vietnamita per defogliarla, disseccando ogni cosa, e avvelenando le genti locali con conseguenti e mostruosi effetti mutageni sulla prole per decenni. Il progenitore dei moderni odiosi diserbanti chimico-industriali da vietare!

Li abbiamo chiamati per osservare, analizzare e curare una sintomatologia particolare e poco nota degli ulivi, al fine di un’estate siccitosa, e di una prolungata estate dal punto di vista termico, fenomeno naturale possibile, che ha portato anche quest’anno, eccezionalmente, ad anticipate fioriture autunnali di tantissimi alberi nel Salento, e questi non solo non studiavano e curavano un bel nulla, ma si dedicavano a promuovere l'eradicazione del presunto paziente e di ogni possibilità di sua rigenerazione, avvelenando e cancellando tutto il vivente! 

Da troppo tempo, ormai, stiamo assistendo a vergognose e continue campagne di terrorismo speculativo sui naturalissimi parassiti delle piante, non ultima quella sui nostri lecci, in cui strani tecnici e politicanti, gridano al disastro, e mica per curare, ma solo per avere fondi pubblici per estirpare le piante, o potarle a morte, e per spandere tonnellate di prodotti chimici nocivi di ogni genere! Piante che diventano lucrosa biomassa. Interventi chimici che non hanno nessun effetto curativo, ma incrementano i danni a piante ed ambiente, mentre dove non giunge la mano sporca e velenifera dell’agro-chimica-speculativa i boschi di leccio son in perfetta ripresa! Così per il volgare mercato delle biomasse vengono fatti fuori con mille falsità pseudo-tecniche, falso-scientifiche e falso-forestali i nostri bellissimi e preziosissimi pini mediterranei ovunque, e non solo i pini! Un’ecatombe speculativa, immorale e intollerabile da fermare con massima urgenza, procedendo alle ripiantumazioni delle medesime specie! Ed oggi la stessa malsana macchina guarda famelica agli ulivi! Le parassitosi sono fenomeni naturalissimi e transitori, e al più effetti di squilibri in cui intervenire ricostruendo gli ecosistemi, ripiantando di più, anche proprio le piante colpite, e favorendo così anche il ritorno dei predatori naturali, quanto più autoctoni possibile, dei parassiti, per ripristinare equilibri alterati a volte dallo stesso uomo; ricreando gli habitat degli insetti insettivori, le macchie ripariali e dei “sipali”, le stesse che oggi si vorrebbero cancellare nel Salento, in preda alla follia più cupa; non, dunque, cancellando parassiti, piante parassitate o semi-parassitati, e gli eventuali insetti vettori, cancellando ogni insetto ed il loro ecosistema, come nel parossismo intollerabile raggiuntosi con il “mal affaire Xylella” ora in Puglia! 

Dobbiamo, invece, aumentare non diminuire la biodiversità! Attenti agronomi, ancora chiamabili così con onore, han ad esempio osservato come a Barcellona tante palme son sane, e sopra vi nidificano i pappagallini mediterranei ed europei della specie Parrocchetto dal collare (Psittacula krameri), questi stessi parrocchetti son stati visti predare in volo dei Punteruoli rossi (il parassita delle palme) anche nel Salento! Ma c’è persino chi, nel Salento, vede i pappagallini giunti in migrazione (come da sempre) e, anziché gioire per questa nota colorata di biodiversità comunque mediterranea da favorire, grida all’animale alloctono, sbagliando, e ne chiede lo sterminio, poveri ciechi la cui ignoranza è promotrice di intollerabili ecocidi, e poi chiede la nociva fito-chimica industriale per salvare le palme alloctone … che non ha salvato un bel nulla! Contraddizioni che nascono da una non conoscenza della Natura e dei suoi equilibri. Così si deve piantare più palme mediterranee in reazione, non smettere di piantare palme, come la Palma da dattero (Phoenix dactylifera) e la italica Palma nana (Chamaerops humilis). 

In Puglia ora, sul “mal affaire Xylella” pendono pesanti gli spettri della speculazione del mercato della biomasse, delle multinazionali della agro-chimica industriale, persino, degli OGM per produzione di biocarburanti, come quelli di mille speculazioni consuma suolo. Tutto quanto scoperto e diffuso in rete dai cittadini in pochi giorni, è impressionate. I legami di accordi e convegni di diversi enti ed associazioni di categorie, scese in scena in questi giorni, con le ditte delle industrie che speculano sulle biomasse; il finanziamento delle ricerche di università d’oltre oceano, oggi coinvolte nella questione Xylella in Puglia, da parte di multinazionali della agrochimica e degli OGM, il progetto Alellyx (che è impressionantemente l'anagramma del nome Xylella, con cui in paesi poveri i colossi mondiali delle multinazionali degli OGM e dei brevetti sulle sementi, son entrare ad egemonizzare le economie dei paesi del sud America, utilizzando la Xylella, come cavallo di Troia, per imporre varietà brevettate, presentate come ad essa resistenti, al posto della tradizione agricola delle locali genti per la produzione in prevalenza di bioetanolo); ecc. Nei dossier e comunicati dei giorni scorsi abbiamo riportato solo alcune delle tantissime contraddizioni della vicenda, per cui rimandiamo a quelle pagine già diffuse ed inoltratevi. 

Qui si osservi solo come l’altro giorno, nelle aree definite più colpite, dove i giornalisti hanno ben visto e segnalato i resuscitati olivi, (imbarazzanti per diversi di quei tecnici!), tecnici, gli esperti americani, e tantissimi giornalisti e curiosi, scorrazzavano sui presunti terreni contaminati senza alcuna protezione di profilassi, in una spettacolarizzazione oscena e ridicola, in cui si andava a caccia di insetti con i retini! Se vi fosse stata una epidemia, agire in tal modo voleva dire permettere ai giornalisti convenuti da tutta la Puglia e non solo, di infettare l’intera regione, una volta spostatisi da lì con le loro medesime suole delle loro scarpe che avevano calpestato i tanto “contaminati” terreni dal “terribile” batterio! Un’epidemia ad intermittenza, insomma, e con tante possibili deroghe alla bisogna! 

Ora dovremmo ribattezzarlo il “batterio della risurrezione”!? Di fronte agli olivi che risorgono più onorevole sarebbe un “scusate ci siamo sbagliati!”, invece crediamo sia anche possibile assistere ancora a disonorevoli arrampicate falso-scientifiche ed illogiche sugli specchi! Questa segnalazione poi degli olivi che risorgono doveva venire data con giubilo da quegli stessi tecnici, ma invece … nulla, e come sempre devono essere giornalisti attenti e cittadini a colmare queste preoccupantissime mancanze! Più d’uno, oggi, dovrebbe pensare a dare le dimissioni, di fronte a questa scandalosa vicenda, e ci auguriamo che i futuri urgenti quadri tecnici e politici sian fatti di persone responsabili, preparate e di alta onestà intellettuale e scientifica, nonché persone attente davvero alla cura dell’ambiente, e senza ombra di rapporto con le industrie della agro-chimica, delle biomasse per le agro-energie, e lobby di altri interessi consuma-suolo. Sia questa l’occasione per fare rinascere nel segno della salubrità il paesaggio pugliese, all’insegna delle pratiche virtuose e dei principi che abbiamo raccolto nel “Manifesto per l'urgente riconoscimento del vasto ecosistema dell'uliveto quale Agro-Foresta degli ulivi di Puglia!”

Vanno strappate a tutti gli “agronemici” le decisioni per il nostro futuro! Ringraziamo i tantissimi cittadini che hanno permesso, con le loro innumerevoli professionalità di smascherare il “mal affaire Xylella”. La nota più positiva, di tutta questa volgare mostruosa vicenda, è stata il loro impegno, come il loro cuore, la loro indefessa virtù, il loro Amore per il Salento! 

Ora nel segno degli ulivi che riverdeggiano dobbiamo difendere tutti insieme la nostra salute, il nostro paesaggio, la nostra storia e la nostra biodiversità, nonché la nostra salubre tradizionale economia costruttrice di paesaggio pittoresco, attraverso il coinvolgimento di tutti gli enti ancora sani della nostra Regione, Nazione e Comunità Europea, e chiedendo tutela in tutte le sedi preposte per fermare la follia speculativa della “quarantena” pro deserto piro-chimico artificiale del Salento. E dovevano essere i medesimi tecnici e amministratori a spiegare anche all’Europa che non era il caso che si applicasse la quarantena, date le caratteristiche del batterio salentino e gli studi lacunosissimi ancora in corso, invece hanno fatto l’esatto contrario! Assurdo! 

La Regione Puglia deve d’urgenza fermare i 2 milioni di euro stanziati ai consorzi di bonifica, nel quadro della quarantena, per il biocidio della flora dei canali, che son i rivi, i fiumi di Puglia, dove vi è il rischio non solo del taglio meccanico dei canneti, che rinascono, ma anche dell’uso della chimica ad avvelenamento immorale di suoli, aria, ed acqua, intollerabile, e il serio rischio di taglio eradicativo degli alberi ripariali, protetti, che con le loro radici trattengono gli argini terrosi degli stessi rivi. 

Ma in questa corsa forsennata tutto il vietato diventa possibile, in un carnevale della politica amministrativa senza alcuna logica, e suicida per il Salento ed i salentini! Quei soldi siano ridestinati ad opere di rimboschimenti con piante autoctone naturali NO OGM , magari da fare eseguire ad enti pubblici (eventualmente anche gli stessi) e privati! Come agli orti botanici universitari, e alla Forestale! Più alberi sui canali, non l’eradicazione degli esistenti che finirebbero come biomassa chissà dove, spacciati anche come lucroso rifiuto che non sono! 

La Comunità Europea deve indagare su tutto quanto stava avvenendo, a danno di ogni cittadino europeo qui in Puglia, nel “mal affaire Xylella”, e avviare inchieste urgenti perché simili manovre oscene non si ripetano mai più, né qui, né altrove! 

Il vero problema principale e precedente da risolvere è l’uso della chimica nell’olivicoltura che va risolto imponendo la conduzione dell’oliveto all’insegna delle filosofie del biologico e delle buone pratiche agricole. Ed oggi, invece, si voleva persino aggiungere chimica a chimica (quando una delle potenziali cause che può rendere un agente da endofito e innocuo a patogeno è proprio lo stress chimico!).

Il danno di immagine all’economia salentina creato da questi irresponsabili nel “mal affaire Xylella” è immenso ed inquantificabile, ma è l’ultimo dei problemi oggi, e siamo certi sarà risolto in breve tempo, ora che la stessa Natura, come sempre, dopo le copiose piogge autunnali, ha smascherato il piano di ecatombe biocida che, taluni, stavano portando avanti, progettando di fare di 10.000 ettari di Salento, e forse oltre, letteralmente “tabula rasa”! Arrivando persino a dire: “anche senza sintomi, piante da abbattere!”. Bestemmie, insomma, contro il sacro olivo ed il Salento terra di Atena dei messapi, dea dell’olivo! Un progetto inqualificabile dove ognuno ha il diritto di aggiungervi tutti gli aggettivi che ritiene più opportuno!

Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino
rete d’azione apartitica coordinativa di associazioni, comitati e movimenti locali e non, ambientalisti, culturali e socio-assistenziali
sede c/o Tribunale Diritti del Malato – CittadinanzAttiva
c/o Ospedale di Maglie "M.Tamborino"
Via N. Ferramosca, c.a.p. 73024 Maglie (LECCE) e-mail:coordinamento.civico@libero.it , coordinamentocivico@yahoo.it

Forum Ambiente e Salute del Grande Salento, rete apartitica coordinativa di movimenti, comitati ed associazioni a difesa del territorio e della salute delle persone
Lecce, c.a.p. 73100 , Via Vico dei Fieschi – Corte Ventura, n. 2
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