Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

venerdì 13 dicembre 2019

Lilli nel ruolo di crocerossina

Una cara amica mi ha raccontato questa sua esperienza, e desidero condividerla. Negli anni 1942-43 Lilli lavorava a Milano in zona Porta Vigentina e Porta Romana, in quel periodo gestiva un negozio di parrucchiera. Poco distante era stato ristrutturato uno stabile in economia, ma decoroso. Questo veniva utilizzato come infermeria, per accogliere e curare i feriti in guerra. Nella pausa pranzo, Lilli usciva dal negozio, passava dalla fornaia Lina, la quale le donava una pagnottella di semola dura, ringraziava, veloce la intascava e camminando ne pizzicava ogni tanto un boccone. La sua premura era di arrivare presto al capezzale dei feriti per aiutarli a mangiare, affiancata da altri che, come lei, donavano il loro sostegno.
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 In quel reparto di oculistica, la maggior parte dei ricoverati erano giovani con gli occhi bendati. Quando entrava nella stanza, il suo sguardo andava alla scodella sul comodino, se c’era un piatto sopra era segno che doveva ancora mangiare. Salutava, e riconoscendola dalla voce rispondevano con un gioioso: ciao Lilli! Lei prendeva la scodella e si spostava dalla parte più comoda del paziente e lo imboccava. Dietro suggerimento dei medici li sollecitava a parlare, si creava così un’atmosfera famigliare, e questo portava loro sollievo e in un batter d’occhio la scodella si vuotava. Ha vissuto momenti di grande commozione quando a qualcuno toglievano le bende dagli occhi, e nel poter tornare a vedere versavano lacrime di gioia, Lilli compresa. Molti di loro erano desiderosi di dare notizie ai famigliari, in particolare alla mamma. La sera prima di dormire, Lilli, alla luce di una lampada a petrolio, dietro loro suggerimento descriveva lo stato di salute, accompagnato da parole affettuose per tutti i loro cari. Una sera riuscì a scrivere diciotto lettere da spedire il giorno dopo, sperando che il treno o altro mezzo di trasporto non venisse mitragliato, disperdendo così notizie rassicuranti per i parenti. 

Purtroppo il negozio di Lilli crollò a causa di un bombardamento a tappeto. Dopo di ché trovando il lavoro molto distante dall’ospedale, fu costretta, con grande dispiacere, a rinunciare alla visita e affettuoso aiuto, in quanto non sarebbe arrivata in tempo a riaprire il negozio nell’ora stabilita. Alla mia domanda: Lilli, cosa ti ha insegnato questa esperienza? Di loro non ho più saputo nulla perché erano stati trasferiti in reparti di convalescenza. Grazie a Dio, la guerra finì, e la mia speranza era quella di saperli nelle loro case in famiglia. Ho compreso che la guerra è una cosa tremenda, ed io ero fortunata ad avere una casetta per ripararmi dal freddo e una fetta di polenta da inzuppare nel latte. AUGURO CON TUTTO IL CUORE UN FUTURO DA VIVERE NELLA PACE. 

Liliana Moro (Lilli)

Ascoltato e trascritto da Maria Bignami 

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 Guiglia settembre 2019

giovedì 12 dicembre 2019

UE. A rischio le nuove regole sulla tassonomia verde


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Francia, Gran Bretagna e altri sette Stati membri congelano l’accordo raggiunto fra Consiglio ed Europarlamento sulla classificazione degli investimenti sostenibili

Le nuove regole sulla tassonomia verde per la finanza europea potrebbero dover essere parzialmente riscritte per compiacere anche i grandi sostenitori di gas e nucleare secondo quanto rivela Euractiv. Nove Stati membri, guidati da Francia e Gran Bretagna, hanno bloccato l'11 dicembre 2019  l’accordo, raggiunto appena sei giorni fa, tra eurodeputati e presidenza finlandese del Consiglio dell’UE. L’oggetto dell’intesa era il Regolamento della tassonomia negli investimenti verdi, uno dei capitoli più ardui della nuova strategia europea sulla finanza sostenibile. Perché difficile? Perché si trattava di stabilire una volta per tutto cosa potesse essere definito “green” ai fine della transizione energetica, in maniera chiara e inequivocabile (leggi anche Tassonomia finanza sostenibile: cosa è veramente “verde”?).

Il testo aveva salvato elementi critici come l’energia nucleare e il gas naturale ma al tempo stesso aveva inserito standard di protezione ambientale da soddisfare (principio del non-danno) sono così elevati da escludere di fatto i due settori dagli investimenti sostenibili. In un’Europa sempre più orientata verso la neutralità climatica e in cui anche il budget a disposizione segue questo obiettivo, gli standard avrebbero potenzialmente ridotto i finanziamenti futuri per tali comparti.

Il campanello d’allarme è suonato subito e Gran Bretagna, Francia, Repubblica ceca, Ungheria, Polonia, Slovacchia, Romania, Bulgaria e Slovenia si sono opposte all’accordo in una riunione dei diplomatici UE a Bruxelles. Non si tratta di una vera sorpresa dal momento che il ministro delle finanze francese Bruno Le Maire aveva già esplicitato la propria posizione “L’energia nucleare dovrebbe far parte di questo marchio di qualità ecologica“, aveva dichiarato il funzionario francese lo scorso ottobre.

Oggi da Parigi fanno sapere che “si sta ancora lavorando a un accordo e pensiamo che ci siano tutte le possibilità per raggiungere un’intesa all’inizio della prossima settimana. C’è solo bisogno di un aggiornamento del testo”. Secco il commento di Bas Eickhout, il deputato relatore sulla questione “Il voto decisivo ora spetta alla Francia: se è seria riguardo al suo ruolo di leader proclamato sulla sostenibilità, deve assicurarsi di sostenere l’accordo attuale. Fino ad allora il Parlamento europeo non rinegozierà”.

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  (Fonte: Rinnovabili.it) 

lunedì 9 dicembre 2019

Legge consumo di suolo: sollecitiamo una mozione a tutti i consigli comunali


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L’iter al Senato (Commissioni congiunte Agricoltura e Ambiente) procede con ritardi e rallentamenti gravi, pare quasi essersi arenato…
E’ un “lusso” che non possiamo permetterci e che deve quindi vederci molto reattivi per sollecitare con forza la ripresa del dibattito parlamentare e una rapida approvazione della nostra Proposta di legge, l’unica che chiede alla “politica” di ARRESTARE il consumo di suolo e il riuso dei suoli urbanizzati.
Una richiesta tanto più legittima ora che anche la Corte dei Conti, nella sua Deliberazione del 31 ottobre 2019, n. 17/2019/G (Fondo per la progettazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico 2016-2018 – https://www.corteconti.it/Download?id=1588e2fb-c42f-48a2-93cd-ef9dc49ddcfa), ha espresso un forte invito a Stato e Governo a produrre “norme e azioni di radicale contenimento del consumo di suolo” (p. 16) e ricordato che è all’esame del Senato, dal 3 luglio 2019, il DDL Atto Senato n. 164 di iniziativa parlamentare (p. 19). Inoltre, ha rilevato che il peggioramento dei fenomeni di dissesto idrogeologico rappresentano per il nostro Paese un forte impegno finanziario ogni anno e che il consumo di suolo non deve superare la crescita demografica (come già definito dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals-SDGs).

Questo pronunciamento dell’Organo di rilievo costituzionale che ha il compito di vigilare sulle amministrazioni dello Stato, così da prevenire ed impedire sperperi e cattive gestioni, si aggiunge ai dati di allarme da anni indicati dall’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e da innumerevoli voci accademiche e della ricerca e rendono sempre più palese quanto richiesto a gran voce dalla cittadinanza attiva.

Corte dei Conti, scienziati e cittadini hanno le idee ben chiare: occorre – e subito – approvare il nostro DDL AS 164. Manca solo l’azione conseguente della “politica”…
Molte nostre iniziative stanno ora premendo proprio sulla “politica” affinché lo stallo parlamentare si sblocchi.
E da oggi chiediamo anche ai territori e alle amministrazioni comunali di far sentire la loro voce.
Per questo abbiamo preparato una Mozione da discutere in tutti i Consigli comunali italiani: la trovate in allegato oppure potete scaricarla da qui: http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2019/12/MOZIONE-per-consigli-comunali.pdf


Chiediamo a tutte le migliaia di persone e alle oltre 1.000 organizzazioni che costituiscono la Rete nazionale del nostro Forum Salviamo il Paesaggio, di inoltrare il testo della Mozione a tutti i Sindaci e consiglieri comunali con cui sono in contatto, richiedendo loro di formalizzarne la discussione consiliare e – ci auguriamo – a volerla approvare.
Crediamo sia un modo democratico e forte per chiedere al Parlamento di completare l’iter di approvazione di una legge necessaria e urgente.

Invitiamo, quindi, tutta la nostra Rete a provvedere rapidamente a diffondere la richiesta ai Comuni, dandocene conferma alla mail redazione@salviamoilpaesaggio.it (a cui potrete rivolgervi per ogni eventuale delucidazione necessaria).
Avanti tutta: è l’ora di moltiplicare i nostri sforzi !

Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio  - redazione@salviamoilpaesaggio.it

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NOTE OPERATIVE
Cosa ciascuno di noi deve fare nelle prossime ore/giorni:
semplicemente inviare il documento contenente la Mozione a tutti i Sindaci e consiglieri comunali con cui è in contatto o di cui dispone di indirizzo PEC o mail, con un messaggio di questo tipo:
A nome del Forum Salviamo il Paesaggio (Rete civica nazionale formata da oltre 1.000 organizzazioni e decine di migliaia di singoli aderenti individuali) Le chiedo di voler sottoporre – a sua firma – l’allegata MOZIONE per sollecitare il Parlamento alla rapida ripresa del dibattito di approvazione del DDL a contrasto del consumo di suolo, odierna emergenza nazionale ben evidenziata da Organi dello Stato quali la Corte dei Conti e l’ISPRA. Resto in attesa di Sua cortese risposta,
FIRMA
mail
telefono
indirizzo

mercoledì 4 dicembre 2019

Treia. Prove della Compagnia Italiana di Operette di Maria Teresa Nania

Maria Teresa Nania
Maria Teresa Nania

Il Paese dei Campanelli

La sera del nostro spettacolo "Caba-Zen" ci siamo incrociati, fuori dal Teatro di Treia, con l'automezzo della Compagnia Italiana di Operette che doveva scaricare il materiale di scena per la stagione di quest'anno di operette varie, tra cui la prima, che si terrà il 13  dicembre 2019,  sarà "Il Paese dei Campanelli" (*) 

Il giorno successivo, camminando per le strade di Treia, io e Paolo abbiamo incontrato la signora Maria Teresa Nania, la signora dell'Operetta (https://wsimag.com/it/spettacoli/53976-la-signora-delloperetta),  con cui Paolo aveva già precedentemente scambiato qualche parola, che ci ha raccontato di essere lei la "capa" di questa compagnia molto antica. E' stata molto cordiale con Paolo, come si fa tra "artisti", dicendogli con rammarico che, per questioni di tempo, non aveva potuto assistere al nostro spettacolo. Ci ha sollecitato ad assistere al loro di spettacolo, ma dopo aver da noi sentito che non potevamo perché allora saremmo già partiti per l'Emilia, ci ha invitato ad assistere alle prove, che si sarebbero tenute, ad esempio, mercoledì 4 dicembre pomeriggio, anche se in quell'occasione sarebbe stata assente la cantante (una soprano) protagonista.

E così, incuriositi (io non avevo mai assistito ad un'operetta), il pomeriggio della data indicata, verso le 16, ci siamo recati in teatro. Fervevano i preparativi e dopo una mezz'oretta di attesa si sono spente le luci e si è aperto il sipario. 

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La Vedova Allegra

Musica, voci squillanti e gravi, luci, colori hanno invaso la scena, creando un'atmosfera di sogno. Al termine del primo tempo, alla chiusura del sipario, io e Paolo ce ne siamo andati e, per fortuna, fuori abbiamo incontrato due persone dello staff che, alla nostra domanda su quando ancora avrebbero provato ci hanno chiarito che quella era una prova della "Vedova allegra", di cui ora mi andrò a guardare su Internet la trama fino al finale. 

E' stato anche se dimezzato, uno spettacolo piacevolissimo ed emozionante, ed infatti uno dei due signori fuori (sarà stato il regista?) ci ha detto che in questo mondo triste e scialbo, l'operetta è un momento di bellezza ed allegria. Gli ho risposto che era la prima volta che assistevo ad un'operetta e che chissà, da ora, magari ne diventerò un'appassionata.

Caterina Regazzi

    Teatro di Treia - Alle prove di operetta


(*) Recensione: "La Compagnia Italiana di Operette,  si esibirà al Teatro di Treia il giorno 13 dicembre 2019, data in cui verrà portato in scena lo spassosissimo “Il Paese dei Campanelli” di Carlo Lombardo. Ambientato su un’immaginaria isola olandese, “Il Paese dei Campanelli” è un luogo in cui ogni casa ha un piccolo campanello, che suona se una moglie tradisce il marito, svelando a tutti l’accaduto. La tranquillità del paese viene spezzata dall’attracco di una nave militare inglese; tra incroci di coppie ed equivoci, i campanelli iniziano a suonare!..." (Vivere Macerata)


Alcuni video della Compagnia Italiana di Operette:





martedì 3 dicembre 2019

Report e Solvay... Manca qualcosa?


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Report, condotto su RAI 3 da Sigfrido Ranucci, nel servizio su Solvay del 2 dicembre 2019 di Adele Grossi, al quale ho collaborato, può aver deluso se lo si considera concluso e non una prima puntata di una più ampia investigazione, tipica del giornalismo che caratterizza la trasmissione. Aver concentrato, come prologo,  in una unica serata la rappresentazione di tre territori - Alessandria, Livorno e Ferrara - devastati da Solvay, infatti non poteva evitare il rischio di superficialità e inconcludenza  soprattutto per Spinetta Marengo (AL). 

Qui, infatti, il servizio giocoforza si è limitato per grandi linee a raccontare ai telespettatori più ignari la fotografia della catastrofe sanitaria e ambientale, marcando dunque due grandi limiti di visibilità. Il primo riguarda il tragico passato: non sono emerse le responsabilità di coloro che hanno provocato il disastro, eppure esse hanno nomi cognomi precisi che per 50 anni chi scrive [1] ha, urbi et orbi su giornali e libri,  denunciato e documentato (e incassato rappresaglie), responsabilità di morti  e malattie - passate e future -  che vanno oltre Montedison/Solvay e che investono direttamente sindacati, magistratura, arpa, asl, comune, provincia e regione. Il secondo limite della trasmissione, che deriva dal primo ma che è fondamentale, concerne il tragico futuro: è un dovere etico e morale, anche dei giornalisti di Report, non solo del sottoscritto, scongiurare nuove  criminali azioni  volte a incrementare inquinamento e morti. Il buco giornalistico non dubito che verrà con urgenza colmato scovando l’Indagine epidemiologica che Solvay riesce a nascondere nei cassetti della Regione, e tramite una documentata denuncia del tentativo in corso di Solvay Speciality Polimers Italy  di far approvare dalla Provincia di Alessandria l’AIA Autorizzazione Integrata Ambientale per  “Estensione della produzione ed uso di cC6O4” nello stabilimento di Spinetta Marengo. 

Questa operazione Solvay sta cercando di concretizzare da un lato  ricattando con minacce di licenziamenti  il silenzio-assenso dei sindacati, dall’altro cercando di opporre un fantomatico “segreto industriale” ovvero chiedendo alla Provincia di censurare sulla richiesta di AIA, con 56 omissis, informazioni essenziali che ci consentirebbero  la valutazione dei potenziali effetti ambientali del cancerogeno C6O4 soprattutto per quanto riguarda il quadro emissivo. Addirittura Solvay chiede e ottiene dalla  Provincia, complici  Regione e Comune, di allontanare dalla Conferenza dei Servizi il rappresentante di Legambiente nazionale onde  occultare i drammatici dati Arpa. Stante questo scandalo, è stato annunciato esposto anche alla Procura di Vicenza dove è avviato il processo Miteni (fornitrice di Solvay) sulla catastrofe ecosanitaria in Veneto procurata dai PFAS, di cui appunto il  C6O4. [2]. Su questo pericoloso scandalo, con ricadute nazionali, attendiamo, a breve, la prossima puntata di Report. Al quale si chiede  il ruolo di investigatore, non certo di comminare sentenze: queste competono ai tribunali che, ahinoi, come confermerà prossimamente la Cassazione, per l’avvelenamento doloso delle falde di Alessandria assolvono gli imputati principali dei reati più gravi e per i reati minori condannano i piccoli imputati a lievi pene in prescrizione.

Lino Balza 

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Movimento di Lotta per la Salute “Giulio A. Maccacaro”
Via Dante 86 – 15121 Alessandria – Via Mario Preve 19/7 – 16136 Genova  cell. 3470182679  lino.balza.2019@gmail.com - lino.balza@pec.it

lunedì 25 novembre 2019

Alimentazione e ideologie alimentari... Un discorso


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Ho letto  un  articolo  di Giulia Mattioli (https://it.mashable.com/cultura/471/perche-non-sono-piu-vegana-dopo-10-anni) che  corrisponde a un cambio di bandiera o meglio, di fede. È una confessione – forse neppure autentica – di una vegana. Racconta i motivi che l’hanno costretta a tornare da dove era venuta. Ovvero a reintegrare nella dieta le tanto criminalizzate proteine di origine animali. 
«Egoistico è non attribuire a nessuna cosa un valore proprio o “assoluto”, ma cercare sempre in me il suo valore».
Lo racconta bene. Con dettagli e ragioni che tutti possiamo riconoscere nella loro autenticità e forza. Se non in contesto identico, certamente in altri di pari architettura. Nei quali noi, come l’autrice dell’articolo, abbiamo voltato le spalle a qualche fede, fornendoci autopoieutiche ragioni a sostegno. 
L’autopoiesi è la permanente produzione di verità necessarie all’equilibrio dell’io. Un’entità in permanente oscillazione di stato.
Dunque un articolo come specchio dal quale qualcuno tenterà la fuga, ma in cui è opportuno riconoscersi. Un breve testo qui strumentalizzato a favore della nostra evoluzione. Per riconoscere di aver seguito il medesimo percorso raccontato dall’ex vegana.
Noi, come tutti, al momento opportuno realizziamo quanto Max Stirner nel suo L’unico e la sua proprietà (1844) aveva affermato: che le esigenze del singolo saranno sempre più forti di qualunque ideologia. 
«Di fronte al sacro perdiamo ogni potenza e intrepidezza: nei suoi confronti siamo impotenti e trepidi. E tuttavia nessuna cosa è sacra in virtù di sé stessa, ma invece perché io la dichiaro sacra, cioè in virtù della mia sentenza, del mio giudizio, delle mie genuflessioni, insomma della mia coscienza».
Se per tanti è un’ovvietà, non lo è per gli ideologici, né per i paladini della coerenza tout court, presunto valore assoluto da ridimensionare.
Aver coscienza delle debolezze umane e della turnazione di queste entro tutti i nostri cuori e attraverso tutte le nostre morali, realizza uomini, politiche e società differenti da quelle che osserviamo. 
«Gli ideali riescono a vincere completamente solo quando non avversano più l’interesse personale, cioè quando soddisfano l’egoismo».
Lorenzo Merlo
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P.S. - Ci sono due personalità in noi. A seconda di quella prevalente si può dire che una delle due, leggendo questo post, avrà cercato più o meno determinatamente di trovare in sé i momenti in cui è stato fedele a se stesso o alla linea. È giusto. Si tratta di una dialettica di autostima alla quale è difficile sottrarsi. L’altra personalità avrà invece accettato di andare a spasso per la propria biografia in cerca delle sue contraddizioni. La prima non avrà trovato interessante il post, la seconda avrà trovato materia per proseguire la ricerca di sé e della umana condizione.

sabato 23 novembre 2019

Il veganismo non è una "dieta"

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Opinione abbastanza diffusa è che non tutti possono mangiare la stessa cosa (che è come dire che non tutte le mucche possono mangiare la stessa erba). E quando si chiede all’espero quali siano gli alimenti che non devono mai mancare sulla tavola immancabilmente vengono elencate frutta, verdura, legumi e cerali integrali. Praticamente la “dieta vegan”. Ma si guarderebbero bene dal citarla esplicitamente, rischierebbero di avvalorare ciò che noi sosteniamo da decenni.
Ma quello che disturba noi vegani è che il nostro sistema di vita venga considerato una tra le tante diete nutrizionali in voga; un qualunque improvvisato movimento  ossessionato della buona salute o gente sentimentale che, non avendo altro a cui pensare, lotta per la difesa degli animali e non quella che realmente è la nostra causa per sua essenza e natura, cioè la più grande rivoluzione socio-culturale-spirituale che l’umanità abbia mai vissuto. In essa vi sono i prodromi del rinnovamento della mente e della coscienza umana e di conseguenza consente il superamento dei più gravi problemi che da sempre prostrano l’umanità con la violenza, la malattia, e l’ignoranza. La violenza in senso lato viene superata dal fatto che una coscienza che rifiuta di nuocere ad un animale non nuocerà all’uomo. 
La malattia perché chi si nutre secondo la nostra vera natura i esseri fruttariani resta immune almeno al 90% delle malattie.  L’ignoranza viene superata perché la persona vegan, non più condizionata dalla cultura sintomatologica, acquisisce il senso critico costruttivo dei fatti, dei personaggi e della storia.  (flm)
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lunedì 18 novembre 2019

"Cambia l'abitudine di essere te stesso" di Joe Dispenza - Stralcio

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"Normalmente viviamo in maniera newtoniana, cioè viviamo pensando che ciò che noi ci aspettiamo dalla vita dipenda dal comportamento degli altri. Cioè, "io non sono felice perché mia moglie, mio marito, i miei figli, il mio vicino sono cattivi con me. Sarò felice quando loro saranno buoni con me e devo fare di tutto perché lo siano, devo cambiarli ad ogni costo". 

Con questo concetto facciamo sì che noi diveniamo sempre più infelici e che le situazioni peggiorino sempre più, dal momento che nessuno ama essere forzato a cambiare e quindi si oppone a tutti i nostri sforzi per cambiarlo.

La scienza quantistica, tramite l'osservazione al microscopio di un "quanto", che è una particella più piccola di un elettrone, ha dimostrato che lo vediamo esattamente dove noi immaginiamo che sia: se pensiamo che in una posizione non ci sia, non lo vediamo o viceversa.


Perciò, per cambiare la nostra vita, la scienza quantistica ha dimostrato e ci insegna che ci basta immaginare come vorremmo che la nostra vita fosse e, dopo un po', quando questo nuovo pensiero si sarà integrato nel corpo, reagiremo secondo i nostri nuovi desideri e non più come reagivamo prima."


Sunto da: "Cambia l'abitudine di essere te stesso" di Joe Dispenza.


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Usciamo dal concetto indottoci fin da piccoli che "siamo peccatori, che polvere ritorneremo, che dobbiamo soffrire". 

Noi siamo dei, eredi dell'Infinito!  
(Marco Bracci)

venerdì 15 novembre 2019

Azione non violenta ed i diritti dell'infanzia

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E' uscito il numero 5-2019 di "Azione nonviolenta", numero monografico sui "Diritti dell'infanzia", in occasione del 20 novembre 2019, giornata internazionale dedicata ai 30 anni della Convenzione ONU sui diritti delle bambine e dei bambini di tutto il mondo.

La Convenzione Onu sui Diritti dell'infanzia, in vigore da 30 anni, rappresenta un testo giuridico di eccezionale importanza poiché riconosce tutti i bambini e tutte le bambine del mondo come titolari di diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici (...)

La nonviolenza rovescia i ruoli. Gli adulti non hanno il compito di educare i bambini, ma devono invece portare il mondo all'altezza del fanciullo, cioè rendere il mondo degno dei bambini e della festa che solo loro sanno celebrare in pienezza (...) dove c'è guerra muoiono i diritti delle bambine e dei bambini. 


Il primo diritto è quello alla vita. Il secondo diritto è quello ad un futuro amico. Ma oggi questi diritti vengono loro negati: un mondo inquinato, la crisi ambientale, l'emergenza climatica, gli oceani invasi dalla plastica, scandalizzano i bambini (...)

Mao Valpiana 

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Fonte: https://www.azionenonviolenta.it/azione-nonviolenta-5-2019-anno-56-n-635/

mercoledì 13 novembre 2019

"Le Baccanti di Euripide", regia di Emma Dante - Recensione


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COMPAGNIA DELL’ACCADEMIA
studio da
LE BACCANTI
di
Euripide
trad. Edoardo Saguineti
regia Emma Dante

San Benedetto del Tronto – Teatro Concordia
9 Novembre 2019  h 20.45


IL DIO DELLO STREPITO

“… portami laggiù, dio dello strepito, dio dello strepito
 euòi! Tu che guidi i baccanali…


         Modernissimo Euripide, che “come tutte le avanguardie rigenera il teatro uscendo dal teatro” e paga di persona: con l’insuccesso, con l’autoesilio da un’Atene senza redenzione, da una società che non lo ama e gli tributerà omaggio tardivo e postumo, forse ipocrita.

         Tragedia totale viene definita Le baccanti, e ultima stagione del teatro politico: al tragediografo greco - così vicino al teatro moderno - sarebbe certo piaciuta la geniale regia di Emma Dante, il suo teatro che rilegge la classicità attualizzandola e i cui archetipi spesso utilizza nella denuncia sociale che è nerbo della sua produzione.
         L’arcaismo tragico delle Baccanti le è congeniale - qui esaltato dalla luminosa traduzione di Sanguineti - e il palco popolato di giovani donne e giovani uomini, martellato da musiche pop e luci psichedeliche nulla toglie alla perfezione del meccanismo teatrale euripideo, alla violenza di un intreccio - la fantasia dei Greci è spesso truce - che fu anche atto di accusa verso un corpo sociale, quello ateniese, disgregato così come smembrato è il corpo fisico del tiranno Penteo.

         Ci sono tutti, i temi eversivi di un Euripide cui Atene preferì sempre gli altri tragici: ci sono le donne, invasate dal dio e perciò libere - pur solo nell’ebbrezza dionisiaca - da un giogo sociale maschilista e opprimente, non lontano da quello che la regista rintraccia nell’humus socio-culturale della natia Sicilia; c’è il dio dalla collera vindice rivolta contro Tebe che non riconosce - unica fra le città - la sua divinità frutto della ierogamia fra Zeus e la mortale Semele; c’è il confronto col tiranno - il suo doppio - che irride il sacro e segna in questo il proprio destino tragico. 
La vendetta di Dioniso - qui sdoppiato in un corpo maschile e in uno femminile - eccede la giusta misura ma non cerca giustificazione, né la natura divina può essere discussa: le principesse cadmee e con esse tutte le donne di Tebe, possedute dall’estro dionisiaco - l’oistros, l’incontenibile follia - saranno il suo braccio armato, e ciò che il dio ha spietatamente stabilito si compirà.  
         Alle sue menadi asiatiche e alle baccanti tebane il dio dello strepito infonde così il grido di vittorioso furore nella perdita totale di sé, mentre l’azione converge verso il suo acme: lo sparagmòs, l’orribile smembramento di Penteo ad opera dalla stessa sua madre Agave, che nella follia bacchica lo crede un cucciolo di leone.

         Con il taglio della parte finale - l'esodo e il ritorno di Agave in sé, con la  terrificante coscienza dello scempio e il canto di trionfo che diviene lamento funebre - la regia sceglie una messa in scena dominata dalla dirompente bacchica sensualità dell'elemento femminile: qui musica, canto, danza disegnano geometrie convulse ed esplosioni di colore, e gli oggetti anche macabri - le teste mozzate penzolanti dalla graticcia, la croce a un certo punto innalzata - sono grumi simbolici che inchiodano l’attenzione e rendono lo spettatore parte dell’incantesimo collettivo.

         Le figure più caricaturali - l’effeminato Penteoeroe (o antieroe) della miscredenza, il saggio Tiresia, il tremebondo vecchio re Cadmo - spinti dal dio al travestimento femminile per mescolarsi ai riti bacchici - non muovono il riso, amplificano anzi il connotato tragico, la ferocia collettiva indotta dalla follia divina. Nella nitidezza della costruzione euripidea Atene non poteva non riconoscere le dinamiche stesse della propria disfatta politica e morale (il predominio degli affari, le lotte intestine, la disgregazione della società e dell’individuo… Ci ricorda qualcosa?).

         La Compagnia dell’Accademia e i suoi giovani eccellenti interpreti - “bravi da matti” - imprimono alla scena una carica passionale che è cifra del teatro di Emma Dante, sempre di attualissima denuncia. Per ricordarci, insieme con Euripide e duemilacinquecento anni dopo di lui, che per incenerire le case degli uomini, per "abbattere questa società putrescente non serve certo un dio, bastiamo noi” (L.Billi).

Sara Di Giuseppe   faxivostri.wordpress.com     letteraturamagazine.org


sabato 9 novembre 2019

Accrocco di libri... sul bioregionalismo, sull'ecologia profonda, sulla spiritualità laica... e quanto altro

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SFRONTATA GENEROSA INCOSCIENTE IMPULSIVA, 
l’acqua è fondamentale per fare il caffè e anche il tè, il noi, il voi, gli essi e tutti gli esseri, per non parlare poi dell’aperitè o dell'acqua di polipo e quanto altro di ciò che è e di ciò che era. Dicevo l'acqua è un elemento vitale, senza non si può fare il caffè, sto bene anche senza, mi piace molto il tè verde, alla scoperta del tè liquido interiore profondo profumato trasparente. preferisco leggere e rileggere un libro studiarlo e approfondirlo bene piuttosto che leggerne tanti in modo superficiale, come diceva Silone avrei amato passare la vita a scrivere e riscrivere sempre la stessa storia nella speranza se non altro di finire col capirla e farla capire, leggo di tutto e le cose più interessanti a volte le trovo casualmente. sono molto lento a passare oltre e mi abbraccio pure da solo e se come diceva Socrate la conoscenza inizia con la meraviglia, se esiste, mi sfugge sempre tra le mani come la sabbia del deserto, in compenso la lentezza mi permette di sedimentare le esperienze elaborarle ripassarle ruminarle e quindi leggo e rileggo gli stessi libri, intanto medito sulle parole sulle frasi sulla luce che colpisce la pagina, sulla grana della carta e sulla porosità della materia, sulla qualità dell’inchiostro e tanto altro ancora, così spesso dimentico pure di quel che sto leggendo o quel che significano quei simboletti neri, i caratteri grafici, sospesi nel vuoto della pagina tutti assieme, a volte li seguo nell’aria e mi si riempie la stanza come tante note musicali e io che li guardo a bocca aperta e poi sono costretto a riacchiapparli col retino delle farfalle e rimetterli uno per uno a posto nei fogli del libro. un discorso da puro sofista

ACCOCCO DI LIBRI E QUANTO ALTRO
Qualche giorno fa, un amica di FaceBook ha pubblicato un post con una foto del suo grande letto, per meta occupato da libri; ho commentato: sul mio letto al posto dei libri c’è la chitarra! Leggo tantissimo, in verità, più che leggere studio, tre ore al giorno da trent'anni,anche se ho iniziato tardi, poi non ho più smesso, nel senso che prima studiavo ugualmente solo che lo facevo con superficialità senza approfondire gli argomenti, detto questo che è l'introduzione a quello che voglio veramente fare: parlare di libri! I libri che ho letto negli ultimi tempi: ho riletto dopo tanti anni “L’avventura di un povero cristiano” di Silone, tre volte di seguito, capolavoro nella forma di dramma storico teatrale, famoso l’allestimento teatrale a L’Aquila con scene e costumi realizzati da Alberto Burri, poi “Fontanara”, “La tempesta” di Shakespeare, più di un mese, con lettura di vari saggi critici, compreso uno di Giorgio Strelher e il bellissimo “Shakespeare nostro contemporaneo” di Kott. Poi i bellissimi libri scientifici di Giorgio De Santillana “Il mulino di Amleto” e “Fato antico fato moderno” sul concetto della mitogenesi e di Pietro Laureano “La piramide rovesciata” e “Atlante d'acqua” evoluzione dell’idrogenesi nello sviluppo delle civilta, quattro libri fondamentali. Ho riletto due volte e fra un po voglio rileggerlo di nuovo, illuminante poetico ancestrale “Cristo si è fermato a Eboli” come diceva Levi le parole sono pietre. “L’ecoalfabeto” di Fritjoy Capra fondamentale per i principi dell’ecoletteratura e la nuova didattica scolastica, è un libricino di Stampa Alternativa, costa solo un euro, bellissimo. Poi alcuni manuali fotocopiati di “Introduzione alla permacultura” e “La rivoluzione del filo di paglia” di Masanobu Fukuoka, la bibbia di tutte le nuove tematiche ambientali, legate alla cura dell’uomo e alla cura dell’ambiente, al bioregionalismo alla spitualità laica e all’ecologia profonda. 

Poi due tre volte “L’anabasi” di Senofonte, altro capolavoro, sorta di viaggio avventuroso nel mondo antico, la violenza e l’aggressività nei confronti degli animali della natura e dell’uomo stesso, delle popolazioni del quarto secolo avanti cristo e poi ho iniziato la scalata del “Timeo” di Platone più volte, anche se l'impresa è ancora ardua. Ho riletto “La scomparsa di Maiorana” di Leonardo Sciascia, “Il mago dei numeri” di Hans M. Enzensbergher, “Il pensiero meridiano” di Franco Cassano, poetico e intenso, di Rocco Scotellaro “L’uva puttanella” e “Contadini del sud”, “La citta vivente” di Frank Lloyd Wright, “Mito e pensiero presso i greci” di Vernant, testo fondamentale per la comprensione del pensiero antico, solo che è pieno di termini in greco antico che non ho studiato e faccio un po difficoltà. Un libro che porto con me da una vita “La citta del sole” di Tommaso Campanella che rileggo saltuariamente e che non riesco mai a capire fino in fondo, perché esige una profonda conoscenza dell’astronomia dell’astrologia e del moto dei pianeti tutti. Un altro libro che porto sempre con me è “Sulla fiaba” di Calvino perché appunto sulla fiaba svolgo uno studio tutto particolare da tempo: leggo e rileggo “Le fiabe italiane” sempre di Calvino anche se il riferimento principale è “Lu cuntu de li cunti” o “Il pentamerone” di Giovan Battista Basile, lo shakespeare napoletano, discorso a parte per Calvino perché ho avuto la fortuna di leggere tutta la sua opera. “Collezione di sabbia” è un altro libro che ho portato a lungo con me. Calvino mi ha introdotto all’opera di Raimond Quenau “Fiori blu” “Zazie nel metro” “Esercizi di stile”. Calvino è stato fondamentale nella mia evoluzione culturale, da ragazzo ho letto “Marcovaldo” tenero e poetico, vidi pure l’adattamento in tv dei Nanni Loy. ah dimenticavo “Il piccolo principe”.

Annibale di Paolo Rumiz l’ho letto cinque sei volte e più, uno dei miei personaggi preferiti e nel libro di rumiz ci trovo sempre spunti interessanti, preferisco leggere e rileggere lo stesso libro studiarlo e approfondirlo come scriveva silone: avrei amato passare la vita a scrivere e riscrivere sempre la stessa storia nella speranza se non altro di finire col capirla e farla capire. 


Da gran parte dei libri che ho letto ultimamente, ho tratto una frase, un brano, una pagina, un riassunto, un estratto, un remix, quindi una specie di saggio critico, anche interessante, che potrei condividere, nel senso che è tutto pubblicato sulle pagine del mio profilo fb, che è una specie di grande libro, dove pubblico tutto quel che scrivo. Ho pure scritto, ultimamente, un saggio sul cinema e uno speciale su Pescara e poi un altro di arte dal titolo: “Transurbanza” transumanza urbana e un trattato di “Psicogeografia” e altri brani di antropologia del contemporaneo. Per concludere, tornando alla chitarra, dopo questo vortice di libri, lungo come un viaggio, voglio dire che in tutti questi anni, la cosa che ho studiato di più è la musica e che quindi mi sento un musicista!

Ferdinando Renzetti

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lunedì 4 novembre 2019

"Demos e Potere" di Carlo Di Marco

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Su iniziativa della Sen. Loredana De Petris, in collaborazione con l'Università degli Studi di Teramo, con il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale e con Cacucci Editore di Bari si svolgerà giovedì 21 novembre 2019  alle ore 16.00 nella sala di Santa Maria in Aquiro, Piazza Capranica 72 – Roma 
Il confronto partirà dalle proposte contenute nel volume "Demos e Potere" di Carlo Di Marco (Cacucci editore Bari 2019) per affrontare i problemi della democrazia oggi, in rapporto con la discussione al Senato delle disposizioni in materia di iniziativa legislativa popolare e referendum (S. 1089)

Per chi intendesse partecipare la iniziativa del 21 novembre, la richiesta di accredito va inviata prima possibile, poiché i posti sono limitati, e l'assegnazione avverrà sulla base della data di prenotazione.

Per l'accredito è necessario cliccare INOLTRA, INSERIRE l’indirizzo organizzazione.com.referendum@gmail.com, solo dopo compilare la scheda sotto riportata e, quindi, cliccare INVIO.

Cognome e Nome
Indirizzo
Comune
Tipo e numero del Documento
E-mail






L'accesso nella sala è concesso entro la capienza massima dei posti, per gli uomini sono necessarie giacca e cravatta.
Mauro Beschi

 


Documento collegato:   http://coordinamentodemocraziacostituzionale.img.musvc2.net/static/108160/assets/1/20191104/Presentazione%20Volume%20Demos%20e%20potere.pdf

domenica 3 novembre 2019

La "batata" americana per un'alimentazione sana...


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No, non è un errore di battuta, si tratta di Batate con la B come Bologna. Conosciute anche come patate americane o patate dolci, sono originarie delle aree tropicali del mondo ma coltivate anche in Italia, (soprattutto in Puglia e in Veneto).
Le proprietà del tubero commestibile chiamato BATATA o patata dolce sono da tempo al centro dell’attenzione della scienza. A dimostrazione di questo interesse si può chiamare in causa la classifica stilata poco tempo fa da Center of Science in the Public Interest, associazione no profit statunitense impegnata dal 1971 nella difesa dei consumatori e nella promozione dell’alimentazione sana.

La classifica appena citata è dedicata agli alimenti di origine vegetale più salutari e vede le batate o patate dolci ai primi posti.
Tra i motivi di questa scelta è possibile ricordare la presenza di sostanze benefiche importanti non solo nella polpa, ma anche nella buccia (se le patate vengono lavate bene si può tranquillamente evitare di rimuoverla). Per quel che concerne la buccia è bene sottolineare la presenza di una dose di vitamina A quattro volte superiore alla razione quotidiana consigliata per i soggetti adulti.
Le batate o patate americane o patate dolci, si distinguono anche per il colore della loro buccia che può essere rosso/arancio, ma pure arancione o tendente al viola.
Come è chiaro dal nome stesso, sono famose per il loro sapore dolce e sono caratterizzate da diverse proprietà benefiche. In merito alle proprietà, tra le più importanti è possibile ricordare la ricchezza in fibre; questa peculiarità le rende utili sia quando si tratta di contrastare la stipsi, sia per quanto riguarda il controllo dei picchi glicemici.
Le fibre, come ben si sa, aiutano a rallentare l’assorbimento degli zuccheri nel sangue. Nonostante il loro nome e il loro sapore, le patate dolci si distinguono infatti per un indice glicemico basso. 
Altrettanto contenuto è l’apporto energetico (86 calorie circa all’etto). Da non dimenticare è pure la presenza di un antiossidante portentoso come la vitamina A, per non parlare di quella della vitamina B6 e di minerali preziosi per la salute come il calcio, il manganese, il potassio, il fosforo.
E’ il caso di evidenziare che le patate dolci sono ideali per chi vuole alimentarsi in ottica antiossidante, anche per quanto riguarda la presenza di carotenoidi.
 Giuseppe Di Prima 

venerdì 1 novembre 2019

"Pane e Petrolio" al Teatro conviviale delle Ariette in Valsamoggia - Recensione di Caterina Regazzi


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Quando circa 10 giorni fa l'amica Marinella mi ha chiesto se mi interessava essere presente allo spettacolo del Teatro delle Ariette a Valsamoggia, che si teneva il 1 novembre 2019,  ho risposto subito di si entusiasticamente. Avevo assistito a due spettacoli di questa compagnia molto particolare, uno tantissimi anni fa al Teatro La Venere di Savignano e un altro, più vicino ai giorni nostri, due estati fa, nel piazzale antistante la Rocca di Spilamberto (vedi: http://retedellereti.blogspot.com/2018/07/spilamberto-io-il-cous-cous-e-albert.html).

E' una compagnia che fa "teatro esperienziale" (?) cioè la rappresentazione è un racconto di loro esperienze ed è un'esperienza anche per lo spettatore, che partecipa rivivendo sue emozioni, anche molto forti. Eravamo in tre, io, Marinella e la mia vicina di destra a farci commuovere dai ricordi degli attori, che erano poi la storia stessa inscenata, ricordi di una fanciullezza, in cui i bambini, invece di stare davanti a un computer o a uno smartphone, stavano in cucina con la nonna o la mamma ad osservarle far da mangiare (vedi http://paolodarpini.blogspot.com/2010/11/annetta-nonna-perfetta-nella-memoria-di.html). 

E a sentir parlare di sfoglie tagliate con maestria e mattarelli adoperati e mossi come fossero fuscelli, il magone si è fatto sentire dentro me. Le esperienze di vita erano alternati con letture di brani di Pasolini.


Scrivono i teatranti nel volantino di presentazione dello spettacolo: "...Abbiamo abbandonato le strade maestre del teatro per inoltrarci in sentieri lontani dai sipari e dai velluti. Grazie a questi sentieri abbiamo ritrovato le nostre radici, le umili origini di figli di quel mondo contadino e operaio, incarnato nei simboli della falce e martello" (ma anche della croce e della madonna). Se ripenso al mio di passato, ritrovo il padre comunista vicino a una madre cattolica, ma non praticante, e una nonna bigotta. 

Durante lo spettacolo gli attori preparavano il cibo, almeno in parte, che di lì a poco avremo consumato, in un clima di semplicità e di essenzialita. Solo poche semplici portate: un antipasto a base di formaggio e un hummus di zucca squisito e un primo a base di ravioli triangolari ripieni del classico ripeno di ricotta come quello che faceva mia nonna, con una sfoglia ruvida, integrale. C'era chi stendeva la sfoglia (e con quale maestrìa!), chi la tagliava con l'apposito attrezzo, chi riempiva i quadrati e chi li chiudeva. 

Veniva l'acquolina al solo guardarli. Ma bisognava attendere la fine dello spettacolo... e con un tempismo perfetto i ravioli sono stati pronti proprio con le ultime battute. Dopo aver consumato il pasto, semplice ma abbondante, c'è stata una piccola interessante discussione sul tentativo di smantellare la nostra identità e di rimuovere la memoria. Due parole, identità e memoria, ormai in disuso, obsolete, che non sono più di moda nel mondo della sinistra (e che invece magari sono da recuperare). 

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E' stato anche ricordato che noi siamo anche corpo e che questo corpo è fatto della stessa sostanza dei nostri predecessori, che non possiamo dimenticare perché fanno parte di noi (e in questi giorni si ricordano proprio i nostri defunti).

Non ho ancora citato il titolo dello spettacolo,  "Pane e Petrolio",  che è stato "spiegato" verso la fine. E' stato fatto un confronto fra il consumo procapite di pane agli inizi del 1900: più di 400 kg a testa (!), mentre ora è sceso a soli 30 kg a testa annui. Di contro è aumentato in maniera inversamente proporzionale il consumo di petrolio, nonostante tutte le "minacce" di un suo esaurimento. Dove andremo a finire?

Ci siamo alzati da tavola pieni di cibo per il corpo e per l'anima e col cuore aperto. Il paesaggio circostante, le colline attorno a Castello di Serravalle, era selvaggio e rasserenante. Dopo un po' siamo ripartite e, durante il pur breve tragitto, con Marinella si è parlato di tante cose.

A presto Marinella e a presto teatranti delle Ariette!

Caterina Regazzi


Teatro delle Ariette,  via Rio Marzatore 2781, Valsamoggia.  Info e prenotazioni 051/6704373 -  http://www.teatrodelleariette.it/index.asp

mercoledì 30 ottobre 2019

Salviamo il paesaggio - Formazione dei Gruppi di Lavoro


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Sono in corso di formazione i vari Gruppi di Lavoro che avranno il compito di trasformare in azioni quotidiane la nostra linea strategica: chiediamo a ognuno di scegliere il Gruppo o i Gruppi di suo interesse e a indicarci la sua intenzione di farne parte.

Gruppo di Coordinamento nazionale. E' l'organo del Forum che ha il compito di discutere, analizzare e decidere/condividere - a "distanza", cioè attraverso un ggroup dedicato - le azioni ufficiali a nome di tutto il Forum, ad esempio: comunicati stampa, prese di posizioni, scelta dei nostri Rappresentanti in occasione di audizioni parlamentari o convegni nazionali ecc.). Il Coordinamento nazionale è scaduto con l'assemblea del 12 ottobre e ora stiamo chiedendo ai precedenti componenti la disponibilità a continuare a farne parte assieme a quanti vorranno aggiungersi. Sarebbe importante che nel Coordinamento nazionale fossero rappresentati tutti i territori, in modo da poter condividere per ogni tema che tratteremo le esperienze locali specifiche.

Gruppo Tecnico-scientifico multidisciplinare. Già in carica dall'ottobre 2016, è formato dai 75 estensori della nostra Proposta di Legge e proseguirà il suo lavoro di analisi a sostegno della nostra norma nazionale.

Gruppo organizzativo per convegno scientifico e politico da organizzare a breve a Roma (con le forze politiche) e successivamente in tutta Italia. Oltre ad alcuni tra i componenti del Gruppo Tecnico-scientifico multidisciplinare, è necessario l'inserimento di quanti ritengano di poter offrire un contributo di studio ma anche di relazione con il mondo della politica. Come coordinatori sono stati indicati Salvatore Lo Balbo e Alessandro Mortarino.

Gruppo Suolo Europa-GSE. Invitiamo tutti i comitati e le associazioni territoriali locali a nominare al loro interno un responsabile per la dimensione europea, col ruolo specifico di congiunzione al Gruppo Suolo Europa. Se possibile tale persona dovrebbe conoscere almeno una lingua straniera e le tecniche di comunicazione moderne usate dai social networks.
Il nominativo dovrà essere inviato a suolo.europa@gmail.com

Gruppo Verde urbano e verde pubblico. Il Forum si è impegnato a sviluppare una serie di azioni, tra cui l'elaborazione di una proposta di legge nazionale per la corretta gestione degli alberi nelle città (13 organizzazioni sono già al lavoro), favorire la piena applicazione della Legge n° 10 del 14 gennaio 2013 “ Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani“, fortemente disattesa dai nostri Comuni, stimolare iniziative comunali per la messa a dimora di piante, progetti di orti, giardini ecc.. Chiunque si occupi, anche a livello locale, di questi temi è caldamente invitato a contribuire al perfezionamento di tali progetti.

Gruppo attività didattiche e strumenti di comunicazione giovanile. Il Forum ritiene indispensabile creare una nostra rete di giovani su tutto il territorio nazionale e invitiamo (i giovani e le realtà nazionali e locali aderenti) a dare la propria disponibilità a creare questa rete. Che avrà il compito di progettare strumenti di comunicazione e proposte artistiche (come video virali, musica, immagini, fumetti ecc.) con l'obiettivo di attirare l’attenzione dei cittadini e amministratori pubblici "distratti" sul tema suolo/paesaggio.

Gruppo Redazione sito web, newsletter e social network. Già formato da anni, ma si invitano i "comunicatori" locali a contribuire a potenziare ulteriormente l'efficacia della nostra comunicazione, in particolare per quanto concerne Facebook, Instagram ecc.

Attendiamo le Vostre indispensabili "candidature", il lavoro di ciascun Gruppo è immaginato in rete virtuale (attraverso googlegroups) per evitare spostamenti e impegni gravosi di tempo e energie...

Per ogni ulteriore delucidazione necessaria: redazione@salviamoilpaesaggio.it