Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

martedì 24 gennaio 2012

No Censura alla Rete.. si alle tasse al Vaticano



Care, cari,

stamattina ho ricevuta, appena spedito il Giornaletto di Saul, una mail di Stefano Panzarasa in cui mi diceva “Carissimo, ho visto le visite effettuate al video “Non sono d’accordo” che ti avevo inviato, e che tu hai segnalato sul Giornaletto, e sono state 1 o forse 2! Non è un gran risultato, ma quanta gente legge il Giornaletto? E con quale grado di attenzione?”. Al che gli ho risposto: “Ah, proprio non lo so… Bisogna accontentarsi, d’altronde quanta gente legge queste nostre mail? Una .. o forse due..”.

Il senso della mia risposta è che quando scrivo qualcosa non mi metto a pensare a quanti saranno i lettori, accrocco il tutto come se dovessi scrivere un messaggio ad un amico, e se almeno lui lo legge ecco che un risultato è stato ottenuto…

E d’altronde quanti messaggi riceviamo ogni giorno che cancelliamo senza nemmeno aprirli? Perciò diventa sempre più difficile comunicare.. la gente non legge, o perché non ha tempo, ma soprattutto perché ci si è assuefatti al sistema dispersivo in cui la comunicazione è solo pissi pissi bau bau… Vedi sms o post su facebook in cui nulla viene detto, con sequenze interminabili di commentini cretini, e pure fuori tema, ma così funziona…

E poi funziona solo finché non entrerà in vigore la nuova legge anti-internet. Ci aveva già provato il berlusca con il famoso DDL 733, quello contro la libertà d’informazione. Allora la proposta di censura proveniva da un deputato UDC (che era alla finta opposizione) ed ora che l’UDC è nel ventre del governo alla censura ci pensa la Lega (che sta all’opposizione di facciata). Beh in verità si stanno proprio specializzando in censura questi leghisti, basti vedere quel che succede con Maroni e Tosi, tacitati e minchionati.



A proporre l’ammazza blog stavolta ci pensa l’onorevole Fava (non è una battuta il nome è vero!), egli dopo essere stato negli USA, per capire come si stanno muovendo nell’amministrazione Obama per censurare ogni protesta, eccolo che torna alla carica in Italia con una proposta di legge vieppiù punitiva di quella americana e del famigerato DDL 733. Basterà una mail di disappunto di chi si ritiene offeso da un post, o da una comunicazione passata su Google, su facebook o su qualsiasi blog e sito, che immediatamente scatterà l’obbligo, per i gestori, di cancellare il post incriminato.. Come dire che, se passasse la nuova legge, sempre che il monti sia d’accordo è ovvio, questo mio post potrebbe essere cancellato immediatamente su segnalazione del Fava, del berlusca, di Obama, dell’UDC, della categoria cretini, del monti, della Lega, del.. insomma di chiunque si sentisse offeso da queste mie invereconde parole… Ah, ah, ah! Ben mi sta!

Per cui, riferendomi ancora alle lamentele di Stefano, sarà grasso che cola se una sola persona sarà poi in grado di leggere quel che scriviamo.

Per fortuna le notizie odierne non sono poi tutte brutte, ce n’è pure una carina. Il Bagnasco, pelato vaticano, ha detto che lui andrà all’inferno. Sì andrà all’inferno perché “chi evade le tasse commette peccato grave”. Il vaticano ci tiene a sostenere il buon governo e siccome questo monti è un buon governatore “cristiano” a lui bisogna pagare le tasse altrimenti c’è la scomunica!



Ma… il vaticano non paga alcuna tassa ed in più riceve dallo stato italiano fior di miliardi di euro in prebende varie, ed i vaticanardi, a cominciare dalle corna sino alla coda (l’immagine demoniaca è del tutto casuale), son quindi tutti destinati alle fiamme dell’inferno. Buon per loro che almeno staranno al caldo senza dover pagare spese di riscaldamento.

Infine, dulcis in fundo, altro notizia bellissima, in seguito alla protesta dei camionisti ed alla impossibilità di rifornire i supermercati italiani della solita immondizia chiamata cibo, la gente sta finalmente tornando ai mercatini rionali ed agli acquisti diretti in campagna. Il bioregionalismo avanza!

Paolo D’Arpini
Rete Bioregionale Italiana

Tiziano Cardosi.. il Meeting sulle Grandi Opere Inutili e le infrastrutture in vendita...



Le infrastrutture, o meglio, il giro di affari che ruota attorno alle infrastrutture è boccone molto ambito dal salotto buono italiano (ma anche da oscuri investitori); un argomento che dovrebbe diventare di dibattito pubblico, anche nei bar o dal parrucchiere.

E' con questo spirito che stiamo cercando di organizzare il "Meeting sulle Grandi Opere Inutili" a Firenze il 3 e 4 marzo 2012.
Pare si prepari un ulteriore assalto ai servizi anche degli enti locali; per chi ha seguito un po' la vicenda di Milano capirà subito che si sta continuando a svendere il patrimonio pubblico per ripianare debiti la cui natura ha aspetti molto sospetti.
Ci pare un puro furto di risorse collettive a favore dei soliti pochi.
Un saluto da Firenze

Tiziano Cardosi - tiziano.cardosi@gmail.com


Notizia:
F2i: Gamberale, compreremo infrastrutture da Regioni (Rep)

ROMA (MF-DJ)--"Stimiamo che ci siano investimenti potenziali per almeno 7 miliardi, soprattuto nelle infrastrutture di Comuni, Regioni e Province, molti dei quali ci hanno ga' contattato e vorrebbero seguire la strada del Comune di Milano, dal quale abbiamo acquisito il 30% della societa' aeroportuale Sea".
Lo afferma ad Affari & Finanza di Repubblica, Vito Gamberale, che guida il primo fondo infrastrutturale italiano, F2i, aggiungendo che "di questi 7 miliardi potenziali potremmo essere interessati a circa il 50-60%, a cui potrenmmo arrivare utilizzando anche la leva finanziaria".

F2i, partecipata da Cdp, Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo, ha quasi esaurito la dotazione di 1,8 miliardi ma sono in corso contatti per un nuovo strumento da 1-1,2 miliardi di euro, con gli stessi obiettivi del primo, ovvero l'investimento in infrastrutture. "In teoria sarebbe possibile anche attivare investimenti in greenfiel. Certo ci vorrebbe un orizzonte temporale di almeno 20-30 anni. Ma soprattutto si dovrebbero superare le lungaggini dei processi autorizzativi che oggi bloccano la realizzazione di queste infrastrutture". Per quanto riguarda i settori, aggiunge infine Gamberale, "io privilegerei le autostrade (Pedemontana Lombarda e la Tirrenica in primo luogo), piu' alcuni sviluppi del gas e delle fibre ottiche".

http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=946660&lang=it

domenica 22 gennaio 2012

Carla Corsetti: "Se anche la detenzione carceraria diventa un business..."




Onorevole Ministro Avv.Paola Severino, la lettura dell’articolo 44 del decreto privatizzazioni desta non poche perplessità.

Non è trascorso molto tempo da quando un ministro della Repubblica italiana, occupandosi del fenomeno carcerario, ne confondeva addirittura il genere grammaticale.

Con Lei abbiamo la certezza di un superiore livello culturale, oltre che grammaticale, e di una indubbia sensibilità verso la preoccupante, o per ripetere un aggettivo da Lei invocato, angosciante situazione che vivono i nostri detenuti.

Ed è per questo che ci meraviglia come la Sua relazione alle Camere sia stata priva di riferimenti ad una analisi sulle cause della tendenza antisociale del nostro Paese.

Non v’è cenno alla anomia preoccupante che non riguarda solamente le “storiche” organizzazioni criminali o le prevedibili deviazioni scaturenti dai diversi gruppi sociali, ma involge progressivamente anche le giovani generazioni.

Una corretta e completa analisi del fenomeno criminale non può ridursi alla mera elencazione dei dati, al riferimento numerico dei detenuti, delle strutture carcerarie, dei processi pendenti, delle ingiuste detenzioni e dei conseguenti risarcimenti.

L’analisi deve tener conto delle cause altrimenti le soluzioni adottate non saranno idonee a ricondurre i fenomeni antisociali nell’alveo di una percentuale “fisiologica”.

Abbiamo il fondato timore che la soluzione adottata con l’articolo 44 del cosiddetto “decreto liberalizzazioni” non abbia tenuto conto di quanto il tessuto criminale sia spesso intrecciato con il sistema bancario e la privatizzazione del sistema carcerario, proprio attraverso le fondazioni bancarie, consentirà alle organizzazioni criminali di gestire in via diretta i propri detenuti.

Se il regime carcerario italiano avesse potuto contare su criteri di correttezza e serietà, non sarebbe stato forse nemmeno necessario dover varare una norma restrittiva come il 41 bis arrivando a qualificare come norma speciale il divieto per un pericoloso criminale di continuare a organizzare i suoi traffici anche durante la detenzione.

In un Paese normale questo divieto sarebbe stato altrettanto normale.

Liberalizzando la gestione carceraria si pongono degli interrogativi legittimi.

Cui prodest? Chi avrà interesse alla gestione dei detenuti? Chi potrà pensare che occuparsi della loro riabilitazione possa costituire valido motivo di profitto? Avremo strutture carcerarie di prima classe e di seconda classe? Ci saranno strutture carcerarie con “supplemento” della retta per i congiunti delle famiglie facoltose?

E’ legittimo dubitare che siffatta privatizzazione possa risolvere il problema della conflittualità sociale, e certamente non eliminerà il problema della privazione della dignità che è comunque dovuta a chi è già stato privato della libertà, e a cui assistiamo con indegna indifferenza.

Stupri, pestaggi, ricatti, sporcizia, sono le conseguenze di una colpevole disattenzione che la privatizzazione non risolverà, posto che la finalità sarà quella del profitto.

Porre in relazione le analisi dei fenomeni con le soluzioni, rende chiare anche le finalità che si intendono realmente perseguire e con la privatizzazione del sistema carcerario è di tutta evidenza che maggiore sarà il numero dei detenuti e maggiore sarà la prospettiva di guadagno.

La scelta operata dal Governo non la condividiamo e avremmo auspicato una maggiore attenzione alla eliminazione delle cause che determinano la detenzione, ivi compresa, ad esempio, la depenalizzazione di un gran numero di reati per i quali la forza deterrente risiede più nel comminare una sanzione pecuniaria che non detentiva.

Con la mediazione obbligatoria lo Stato si è spogliato della funzione democratica della Giustizia e lo ha fatto a vantaggio del profitto.

Con la privatizzazione della gestione delle carceri lo Stato si è spogliato della funzione principale della detenzione che è quella della rieducazione e del reinserimento sociale, e lo ha fatto a vantaggio del profitto.

Non vorremmo che si alimentasse nell’immaginario collettivo la predominanza della funzione punitiva, propria delle società tribali, e riteniamo che la finalità dell’articolo 27 della Costituzione ( Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato), si ponga in direzione diametralmente opposta alla mercificazione della detenzione.

Auspico che la Sua personale sensibilità Le consentirà di prendere atto che il nostro è un crescente sentimento di indignazione rispetto a decisioni non condivise e sommamente accondiscendenti verso l’inesauribile voracità del sistema bancario cui giorno dopo giorno stiamo allegramente cedendo le fondamenta del nostro sistema democratico.

Con alta considerazione.

Carla Corsetti
Segretario Nazionale di Democrazia Atea

Fonte: Condominio Terra

sabato 21 gennaio 2012

Bundesbank - Guerra economica con infiltrazione tedesca nelle banche nazionali

roba tedesca in bilancio


Ieri la Wehrmacht, oggi lo spread

Dietro il “nein” pronunciato dalla signora Merkel si nasconde il segno inequivocabile di una volontà di egemonia tedesca nell’area dell’euro e di un espansionismo finanziario che si avvale di armi più potenti, devastanti e penetranti dei panzer, quali lo “spread”.

Si conferma in tal modo l’ipotesi secondo cui sta prevalendo chiaramente un orientamento verso una crescente e progressiva “germanizzazione” dell’euro-zona, una tendenza funzionale esclusivamente agli interessi del capitale finanziario internazionale.

Ciò che in tempi passati non riuscì al cancelliere imperiale prussiano, Otto von Bismarck, né al Führer del Terzo Reich, Adolf Hitler, sta riuscendo oggi alla signora Angela Merkel.

Il progetto egemonico tedesco era palese fin dall’inizio, ma si sta concretizzando seriamente e prepotentemente soltanto oggi. Basti pensare alle insopportabili condizioni-capestro imposte dalla Germania ai Paesi dell’euro-zona che versano in evidenti difficoltà finanziarie. Ma è un dato di fatto assolutamente innegabile che nessun Paese europeo, neppure la Francia, possa permettersi di pagare un prezzo simile.

Tuttavia, mentre le mire espansionistiche del regime hitleriano si limitavano a voler imporre un predominio militare tedesco in Europa, il capitale finanziario cosmopolita, che si ripara dentro il bunker tedesco, conquista e divora le ricchezze del mondo intero.

Recentemente, i titoli di Stato decennali tedeschi, messi all’asta, hanno dato un interesse negativo. Ciò vuol dire che gli investitori finanziano lo Stato tedesco affinché questo gli conservi i loro soldi. Non è mai successo nella storia dell’economia finanziaria: non solo ci rimettono l’inflazione, non solo perdono la mobilità dei propri capitali, ma addirittura pagano affinché i propri soldi siano assicurati dentro il bunker tedesco.

La signora Merkel sta riuscendo ad addomesticare la Francia per farne un potente vassallo della propria economia. Per il resto il povero Monti continua a chiedere che “la Germania faccia la sua parte” per l’Europa, senza capire, o (meglio) non potendo affermare, che è esattamente questa la parte della Germania, ossia solo per sé stessa.

Alludendo alla Germania, Monti ha anche affermato: “Nessun Paese europeo è talmente forte da pensare di andare avanti da solo ad affrontare l’economia globale”. Ebbene, simili dichiarazioni sono tutto quello che Monti e gli altri possono tentare di fare, cioè scombinare le carte prima che Berlino concluda il gioco. Non hanno altro a cui ricorrere.

Ora, se la Germania non può rinunciare in toto all’Europa ed isolarsi, neppure l’Europa può rinunciare alla Germania e perire. Ma Berlino non è disposta a svenarsi per sorreggere i Paesi in bilico che compromettono l’equilibrio dell’euro; vuole mollarli e restringere l’area dell’euro solo ai Paesi che reggono sul piano del debito. Quelli che vogliono rimanervi possono farlo solo all’interno della politica restrittiva fissata da Berlino e cedere parti pregiate dei loro apparati produttivi al controllo tedesco. E’ la condizione (capestro) indispensabile affinché Berlino possa giocare un ruolo stabile all’interno del mercato globale e reggere lo scontro con le superpotenze economiche.

Il potenziale di accumulo di capitali detenuto dalla Germania è impressionante; ce n’è abbastanza per mettere mano alla progressiva infiltrazione massiva all’interno delle economie di alcuni Paesi e controllare settori che le sono strategicamente convenienti.

Le leggi italiane non consentono ancora di superare certi limiti e, soprattutto, limitano la partecipazione straniera al capitale delle banche al di sotto di una soglia oltre la quale si ritiene compromesso l’interesse nazionale; ciò vale anche per le grandi industrie, le reti ferroviarie, i porti, ecc. Ma gran parte delle piccole e medie industrie del Nord lavorano già da decenni su commissioni tedesche. Inoltre, se i vincoli di protezione della ricchezza nazionale dovessero essere aboliti, o aggirati, sarebbe davvero uno scherzo per la Germania investire i ponderosi depositi di danaro che ha accumulato nelle sue banche per acquisire la ricchezza degli altri Paesi, a cominciare dal controllo delle banche di Stato. Già oggi, ad esempio, nella sola Campania, esistono 18 sportelli della Deutsche Bank localizzati nelle aree turistiche. L’imponente circuito turistico della costiera amalfinata, Capri, e così via, è da tempo sotto controllo tedesco.

In Portogallo è avvenuto qualcosa di simile ma su più larga scala. Il governo portoghese ha “liberalizzato” il Banco do Espirito Santo, la banca privata più importante del Portogallo. Il governo ha ritirato la propria partecipazione e sono subentrate, con una quota del 28%, investitori stranieri, per l’esattezza tedeschi, con dietro la Bundesbank.

Questi investitori hanno imposto subito un “rafforzamento”, cioè una ricapitalizzazione, del Banco per “permettergli di contribuire alla crescita del Paese”, in conseguenza del quale essi sono arrivati al 47%. Inoltre, comprano sottobanco quote dei soci più deboli o più disponibili. Il governo portoghese ha dato il suo placet, in deroga alla legge vigente, “per il bene del Paese”. Naturalmente sono in atto interventi di ristrutturazione e licenziamenti. Nell’immaginario collettivo dei Portoghesi il Banco rappresenta la ricchezza nazionale e si può dire che tutte le altre banche portoghesi dipendono direttamente da esso. Formalmente i tedeschi sono soci di minoranza, “aiutano il Portogallo”, non hanno leso alcun principio nazionale, ma di fatto sono i veri padroni.

Costretti dalle condizioni-capestro imposte dalla Germania, i Paesi europei non avrebbero altra scelta che consegnare le loro economie in mani tedesche e diventare tributari della Germania, come lo sono già oggi, in larga parte, il Portogallo e la Grecia, i cui governi e le cui banche centrali non possono investire senza il nulla osta della Bundesbank, che è il loro principale creditore. Hitler pensava che l’occupazione militare dell’Europa gli avrebbe permesso di divorare le loro ricchezze. Ma oggi, il capitale finanziario ha trovato armi molto più potenti e penetranti dei panzer della Wehrmacht.

Lucio Garofalo

Roma, IV Municipio - Mobilità, parcheggi, metro, TPL, B1, OPCM... E la protesta dell'Associazione Diritti dei Pedoni

Banchetti di protesta dell'Associazione Diritti dei Pedoni di Roma


Intervento di Vito De Russi in risposta alla notizia: http://montesacro.romatoday.it/conca-d-oro/iv-municipio-ecco-come-il-tpl-colleghera-la-stazione-conca-d-oro.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email

Ecco il commento inviato da Vito De Russis, n.q. presidente dell'Associazione diritti dei pedoni.

Siamo in pieno gattopardismo: sembra che cambiamo tutto per lasciare le cose come prima e, nel nostro caso, forse, peggio di prima. Sì, c'è stata la collaborazione di associazioni e comitati presenti nel IV Municipio. Sì, è stata riconosciuta la disponibilità dell'agenzia della mobilità.

Una metro che arriva su un progetto di oltre 40 anni fa ed una rete di TPL rivista e riordinata in funzione dell'attivazione di una stazione alla "periferia" del territorio municipale, dovevano ripristinarei fondamentali della mobilità - la strada è bene comune, il diritto alla mobilità nella sicurezza, la legalità e l'aria pulita (tanto per citarne alcuni) - che sono rimasti nel cassetto. Pertanto, è rimasta una mobilità orfana della sostenibilità. Perchè è stata ignorata la circolazione dei pedoni sancita nel Codice della Strada all'art. 3 - 2, 3, 4, 9, 24, 29, 33, 36 e 45; ignorata la circolazione dei velocipedi sulla "PISTA CICLABILE" (CdS art. 3 - 39); sottovalutata la dotazione al TPL della "CORSIA RISERVATA" (CdS art. 3 - 17), sconosciuta a Roma.

Si "doteranno" le stazioni di un parcheggio: autentica pazzia. Perchè la cosa seria, civile e giusta da fare è quella di ZERO posti auto. E' il TPL che deve soddisfare tutti i bisogni delle persone; è la società che deve provvedere ai bisogni di mobilità delle persone portatrici di handicap (convenzione taxi). E' pazzia dotare le stazioni (metro o ferro o gomma) del parcheggio perchè è un attrattore di traffico che invoglia a prendere il mezzo proprio e....... non trovare posto; poi, circolare circolare circolare per abbandonare quel mezzo parcheggiato in maniera non corretta; alimentando così il traffico, l'inquinamento e l'illegalità diffusa.

Ma il danno maggiore è quello culturale: si inducono le persone a risolvere i loro bisogni usando l'avarizia e rinunciando alla giusta e civile pretesa del loro diritto alla mobilità col TPL; diritto che è uguale a quello delle altre persone e, pertanto, va risolto insieme: è la politica. Sul preventivato risparmio dell'anidride carbonica: un poco di serietà non guasta. Installiamo 3 o 4 centraline (Ponte Tazio, Ponte delle valli; via Prati Fiscali e piazza Gondar), rileviamo i dati di oggi e confrontiamoli con quelli di domani. I calcoli scientifici, a tavolino, lasciamoli ai giocatori delle tre carte.

Tutto quello che avverrà con l’attivazione della B1, in assenza di quanto sopra descritto, non risolve i gravi problemi di invivibilità che hanno prodotto il DPCM 4 agosto 2006 e la OPCM 26 settembre 2006 per la nomina a Roma del "Commissario delegato alla emergenza del traffico e della mobilità" nella persona del Sindaco

p.s. ATTENZIONE. I cantieri sono ancora aperti. Il contratto sostiene che alla consegna dei lavori parte il collaudo e le prove per 180 giorni; alla scadenza di questi viene attivato il servizio alle persone. Perchè se ne parla oggi quando c’è ancora tutto questo tempo? Niente, niente, si stanno riducendo i tempi previsti a scapito della sicurezza? Siamo un popolo che sopporta, silenziosamente, una feroce carneficina sulle strade e nei cantieri ..........

Vito De Russis

venerdì 20 gennaio 2012

Regione Marche: "Lontano da Spacca... lontano dal cuore" - Liste Ciciviche Marche si dissocia da Gian Mario Spacca




Liste Civiche Marche ritiene conclusa la propria esperienza all’interno della maggioranza. La giunta del Presidente Spacca ha disatteso tutte le aspettative dei 6274 cittadini marchigiani che con il loro voto avevano delegato Liste Civiche Marche a rappresentarli esprimendo le proprie capacità progettuali, professionali e amministrative, e a portare avanti il programma che assieme agli altri partiti era stato sottoscritto.

Nessuno spazio e nessun ruolo è stato concesso ai civici all’interno dell’amministrazione, e il programma della coalizione è stato in larga parte disatteso.

Quel programma conteneva un rifiuto netto alla realizzazione di rigassificatori, l’impegno a ridurre i costi della politica, a proteggere e promuovere il lavoro, a difendere l’economia regionale, a favorire lo sviluppo delle piccole imprese e dell’occupazione, a potenziare i servizi sanitari territoriali.

Su questi specifici impegni abbiamo sempre sostenuto posizioni opposte rispetto al resto della maggioranza.

Energia: la nostra regione sta diventando una miniera d’oro per le grandi multinazionali, pronte a investire cifre enormi a fronte di ricavi assicurati da una legge assurda che garantisce l’acquisto dell’80% dell’energia prodotta. Senza tenere in alcuna considerazione il PEAR -che dimostra l’inutilità di tanta produzione, la distruzione del nostro paesaggio, l’alto rischio che comportano certe opere- Spacca ha deciso di rimangiarsi la parola sugli impegni presi e ha dato il via al progetto del rigassificatore di Falconara, in contrasto con la decisione dei comuni interessati, come Ancona e Senigallia, delle associazioni ambientaliste, degli operatori nei settori della pesca e del turismo, di tanti cittadini riunitisi in comitati di lotta.

Non soddisfatto, ha mandato l’Assessore Donati a rassicurare i cittadini di San Benedetto del Tronto sulla presunta “sicurezza” del progetto di stoccaggio del gas e di altri progetti altrettanto inutili se non devastanti o pericolosi come centrali turbogas, impianti fotovoltaici nelle campagne, inceneritori, mega pale eoliche.

Costi della politica: abbiamo ripetutamente chiesto l’abolizione dei vitalizi per i consiglieri regionali e la riduzione immediata degli emolumenti, abbiamo presentato la mozione in diversi comuni che l’hanno votata e trasmessa alla Regione. La risposta furbesca è stata rimandare tutto alla prossima legislatura, quindi tagliare sì, ma ai posteri. La maggioranza ha addirittura sposato la proposta del PDL di ridurre i consiglieri, che seppure comporterà un irrisorio risparmio, consentirà ai grandi partiti di rendere ancor più difficile ai partiti minori di essere rappresentati. Abbiamo anche chiesto la soppressione degli enti inutili, assistendo come risultato alla resurrezione di quelli aboliti per distribuire un maggior numero di posti e alla costosa e incomprensibile integrazione del cugino del Presidente nel proprio staff.

Lavoro: la vicenda della Fincantieri, dei 205 operai che volevano lasciare a casa e dei 1500 lavoratori della Ardo rimasti fuori dalla ricollocazione Porcarelli, hanno visto di nuovo la Regione prontamente schierata al fianco delle aziende e delle loro decisioni contro sindacati e lavoratori.

Imprese e occupazione: sono migliaia le piccole imprese marchigiane che hanno chiuso negli ultimi due anni e nessuna di loro ha avuto la stessa attenzione che la giunta ha dedicato ai grandi capitali, tanto da creare dissidi con la stessa Confindustria.

Economia regionale: uno dei costi determinati dalle regioni è quello della benzina, che nelle Marche è il più alto d’Italia. Questo dato parla da solo, perché riguarda i cittadini e si ripercuote sull’aumento dei prezzi, con la conseguente riduzione dei consumi.

Sanità: la voce che raccoglie la maggior parte dei fondi regionali è gestita con una politica incomprensibile, che accentra tutto sul capoluogo e chiude la strutture nei territori, promette nuovi modelli e funzionalità mentre obbliga i cittadini a interminabili code alla mobilità passiva.

Questo disastro politico è il risultato del tanto celebrato “modello Marche”, un esperimento al quale noi stessi abbiamo voluto credere e che coerentemente abbiamo sostenuto, ma che si è rivelato essere unicamente una manovra centrista e consociativa voluta dai partiti nazionali per garantirsi il controllo incontrastato del potere; un’azione che non ha nulla a che vedere né con gli ideali né con gli impegni presi con gli elettori, bensì con modalità collaudate di riciclaggio di personaggi politici usurati. Un modello che il paese non vuole più e che ha portato questa alleanza a chiudersi sempre più dentro il palazzo.

Un modello che noi civici non possiamo condividere né sostenere e che ci impone di tornare tra i cittadini.



Liste Civiche Marche

Sabato 21 gennaio, alle ore 11 conferenza stampa di Liste Civiche Marche presso la cremeria ROSA, Corso Giuseppe Mazzini, 61- Ancona.
I cittadini sono invitati a partecipare

Programma per l’Incontro Collettivo Ecologista – Solstizio Estivo – Aprilia (Latina) – 22, 23 e 24 giugno 2012

Alea iacta est


"Aprilia o morte!" (Saul Arpino)

Cari amici,

ecco, con le ultime indicazioni sul percorso ricevute da Benito, e le osservazioni di Riccardo e i consigli di Stefano, di Caterina e di qualcun altro, abbiamo redatto questo programma di massima, con alcune note generali sui temi trattati, per l’Incontro Collettivo Ecologista del solstizio estivo 2012. Grazie per l’attenzione (e per l’aiuto che vorrete dare nella divulgazione)!

Temi trattati, indirizzi comportamentali e programma per l’Incontro Collettivo Ecologista del Solstizio estivo – Aprilia (Latina) dal 22 al 24 giugno 2012

Ante Scriptum

Note introduttive sul Bioregionalismo, sull’Ecologia Profonda, sulla Biospiritualità, sull’Economia Partecipativa, sulla Biopolitica…. ed altro ancora.

Il bioregionalismo è una forma attuativa dell’ecologia profonda. Nel senso che l’ecologia profonda analizza il funzionamento delle componenti vitali e geomorfologiche ed il bioregionalismo riconosce gli ambiti territoriali in cui tali componenti si manifestano.

Per fare un esempio concreto: il funzionamento generale dell’organismo vivente viene compreso attraverso il riconoscimento e lo studio delle sue funzioni vitali e dei modi in cui tali funzioni si manifestano ed il bioregionalismo individua gli organi specifici che provvedono a tale funzionamento e le correlazioni fra l’organismo e l’insieme degli organi che lo compongono, descrivendone le caratteristiche e la loro compartecipazione al funzionamento globale. Per cui non c’è assolutamente alcuna differenza fra ecologia profonda e bioregionalismo, sono solo due modi, due approfondimenti, per comprendere e descrivere l’evento vita.

Abbiamo inserito come terzo elemento componente “l’osservatore”, cioè l’Intelligenza Coscienza che anima il processo conoscitivo. Ovvero la capacità osservativa e lo stimolo di ricerca e comprensione della vita che analizza se stessa. Anche questo processo di auto-conoscenza, ovviamente, è parte integrante del processo individuativo svolto nell’ecologia profonda e nel bioregionalismo. A volte questa intelligenza intrinseca nella vita è anche detta “Biospiritualità” – E cosa si intende per biospiritualità? Biospiritualità è l’espressione, l’odore sottile, il messaggio intrinseco, che traspira dalla materia tutta. Il sentimento di costante presenza indivisa.. la consapevolezza dell’inscindibilità della vita, riconoscibile in ogni sua forma e componente, partendo dal “soggetto” percepiente. La conoscenza “suprema” significa essere consapevoli che tutto quel che “è” lo è in quanto tale. Perché l’esistente è uno, non può esserci “altro”…

Altro aspetto importante del discorso è quello della Solidarietà al Tutto (anziché Umana) per far trasparire una visione meno antropocentrica e più rivolta al rispetto dell’Uno e Molteplice che ci circonda ed in cui siamo. Il termine più appropriato per noi sarebbe Cooperazione Attiva, quindi cooperare alla maniera del fare o dell’agire cioè del concludere e arrivare a soluzioni e propositività negli intenti, orientati sempre verso l’alto, cioè lo Spirito.

Nel discorso dell’ecologia va incluso anche quello della Biopolitica per trasmettere un messaggio che la Politica deve essere inserita sempre in Bios cioè nella Vita, che è un qualcosa che non appartiene solo all’uomo. E poi l’Economia Partecipativa, poiché l’economia deve tornare ad essere a misura delle cose reali e non dei mercati subliminali di borse e speculatori e noi dobbiamo tornare a ridiventare fruitori attivi (ecco il senso di Partecipazione) di questo mezzo di scambio che è nostro (per es. reddito di cittadinanza di auritiana memoria).

Ed ora alcune indicazioni generali per lo svolgimento dell’Incontro che si tiene al Solstizio estivo. Bisognerebbe che ognuno portasse cibo, preferibilmente vegetariano, da condividere nei tre giorni dell’assemblea, ed anche posate e piatti e canovacci personali, e che la vesseile e la cucina e la pulizia dei luoghi venisse fatta in modo democratico con la partecipazione di tutti.

Altro impegno è quello relativo alle tematiche ed agli interventi. Allora, tanto per iniziare ripetiamo lo scopo di questo Incontro Collettivo Ecologista, che è quello di creare un coordinamento efficace e di comune ausilio sulle iniziative portate avanti dai gruppi e dalle persone che in Italia si riconoscono nell’ecologia profonda, nel bioregionalismo, nella biospiritualità e nel riabitare la terra in modo gentile, armonico e solidale. Potremmo dire che lo scopo evidente è quello di definire i nodi di una Rete delle Reti degli operatori sensibili all’ambiente ed alla vita.

Quindi durante il convegno sono ben accette proposte operative, e descrizioni di progetti già avviati in chiave locale da tutti i partecipanti, insomma si parla di condivisione delle esperienze e di trasmissione delle stesse, se utili alla causa comune. La formazione di gruppi di lavoro specifici è auspicabile, per un successivo approfondimento sui temi di maggior interesse… Chiunque potrà partecipare ai gruppi di lavoro che ritiene più prossimi ai propri intendimenti e competenze. Per semplificare l’esposizione dei temi da affrontare ci siamo dati un indirizzo (già sperimentato in simili occasioni) di partecipazione diretta al dialogo in tempi stabiliti.

Per la prima sessione di sharing e proposte, ognuno è invitato a portare un suo intervento scritto in cui sintetizzare il proprio pensiero e proposta, in una lettura non superiore ai 10 minuti. Le letture avverranno a rotazione. Ovviamente ci sarà la presenza di un moderatore facilitatore scelto fra i presenti che consenta l’ordinato svolgimento degli interventi nei tempi stabiliti, e che restituisca la parola a chi vuole ribattere dopo il primo giro di condivisione. Scende la sera e si prepara quindi la cena, la sala, etc. dopo mangiato si potrà tenere una esibizione di talenti artistici per allietare i presenti, con canti, poesie, musica, etc.

Gli altri interventi durante le successive sessioni potranno essere fatti a braccio.

Tutti gli interventi scritti che preventivamente saranno stati inviati alla segreteria redazionale verranno riuniti in un dossier “Quaderni di Vita Bioregionale – edizione 2012” che sarà distribuito, come atti dell’Incontro, a tutti i partecipanti e ad altri interessati, in modo che possano tenerne memoria e divulgarne i contenuti.

Paolo D’Arpini, Riccardo Oliva, Benito Castorina

…….

Per adesioni all’incontro scrivere a:

saul.arpino@gmail.com –
info@mementonatura.org –
bcastorina@gmail.com

………….

Programma di massima:

Incontro Collettivo Ecologista Solstizio estivo 2012 – Tematiche: Ecologia profonda, Bioregionalismo, Biospiritualità, Alimentazione naturale, Cure naturali, Rapporto uomo natura animali, Ecologia sociale, Economia partecipativa, Solidarietà con il Tutto, Biopolitica, Risparmio energetico, Gestione ecologica delle risorse, etc.

Venerdì 22 giugno 2012: Campo del Vetiver, Via Savuto 38, Aprilia

Dalle h. 14.00 – Arrivo, sistemazione alloggi ed accoglienza. Benvenuto agli ospiti con degustazione dei prodotti del territorio e approccio al territorio “Aprilia comune rurale – Città della Terra”. Segue escursione al mare con rievocazione narrativa di Carna. (a cura di Memento Naturae)
h. 18.30 – Ritorno al Campo, preparazione della cena e riordino.
h. 20.00 – Pasto conviviale e riordino della sala.
h. 22.00 – Osservazione ad occhio nudo del cielo stellato con riconoscimento astri (a cura di Memento Naturae).
h. 23.00 – Sistemazione per la notte.

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Sabato 23 Giugno 2012: Campo del Vetiver, Via Savuto 38, Aprilia

h. 7.30 – Sveglia, toilette personale e colazione
h. 9.30 – Inizio dell’Incontro. Seduti in Cerchio, a rotazione (con il bastone della parola) ognuno interviene con proprie proposte sui temi trattati e con narrazione di esperienze vissute. Tempo di lettura 10 minuti per ciascuno. Al termine ripetizione del giro di interventi per ulteriori approfondimenti.
h. 12.00 – Preparazione del pasto, consumazione e successivo riordino
Dalle h. 14.00 alle 15.00 – Riposo
h. 15.00 – Visita nel bosco circostante con riconoscimento erbe (a cura di Vivere con Gioia)
h.16.30 – Riprende il Cerchio di condivisione pareri e formazione di eventuali gruppi di lavoro, su specifici temi da portare avanti successivamente.
h. 18.30 – Break per tisana e preparazione del pasto.
h. 20.00 – Consumazione della cena e riordino
h. 21.30 – Attività ludiche collegiali. Canti, danze, poesie, espressioni corporee
h. 23.30 -Sistemazione per la notte

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Domenica 24 giugno 2012 – Campo del Vetiver, Via Savuto 38, Aprilia

h. 7.30 – Sveglia, toilette personale e colazione
h. 9.30 – Sessione finale di condivisione in cerchio e affinamento sui progetti
h. 11.30 – Preparazione del pasto, consumazione e sistemazione del luogo, pulizia generale, riordino, etc.
h. 15.30 – Discorso sulle proprietà del cibo, basate sui colori, sapori, forma ed odori (a cura del Circolo vegetariano VV.TT.)
h. 16.00 – Discorso sull’utilizzazione e proprietà del vetiver, la pianta dai mille usi e vantaggi (a cura di Benito Castorina)
h.17.00 – Conclusioni generali, riepilogo degli argomenti trattati e ultimi avvisi ai naviganti.

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Durante la manifestazione verrà distribuita la brochure “Incontro Collettivo Ecologista 2012 – Quaderni di vita bioregionale” con gli interventi pervenuti preventivamente (redazione a cura di Daniela Spurio – inviare testi a: europeanconsumers.tuscia@gmail.com)

Avvertenza: Non è richiesta una quota di partecipazione ma un’offerta volontaria per l’organizzazione sarà gradita. Ognuno è invitato a contribuire con cibi e bevande (possibilmente biologici vegetariani) e a partecipare alla conduzione generale, vesseille, pulizia, cucina, etc. Sono disponibili una dozzina di posti letto (con sacco a pelo proprio) riservati a donne, bambini ed anziani. Sono inoltre a disposizione due/tre dozzine di posti al coperto (con materassino e sacco a pelo proprio). E’ possibile campeggiare con tenda e camper senza problemi. La struttura che ci ospita dispone di servizi igienici e di cucina ed ha un salone per gli incontri.

Info. e contatti:

Informazioni Generali: Rete Bioregionale Italiana – circolo.vegetariano@libero.it – Tel. 0733/216293

Informazioni logistiche e sui programmi: Associazione Memento Naturae – info@mementonatura.org – Tel. 333-8902499

Informazioni per la permanenza ed accoglienza: Benito Castorina – bcastorina@gmail.com – Tel. 338.4603719

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Per giungere al luogo dell’incontro:

S. S. Pontina Km 44,300 da Roma – I Giardini del vetiver
Distributore Benzina Q8 Stazione Campo di Carne

Percorso principale:
1. SS Pontina direzione Roma – Aprilia, uscire al km 44,300 circa , poi girare direzione centro commerciale Aprilia2  rotonda  via della Riserva Nuova  via della Cogna  via Savuto (m.100 a dx dopo il distributore Q8)  continuare per via Savuto per circa km 2;
Altri percorsi:
2. chi viene dai Castelli Romani per altre vie;
3. chi viene dai Castelli Romani dalla Nettunense;
4. chi viene da Aprilia centro;
5. chi viene da Latina e dintorni: via Pontina uscita Campo di Carne  via del Genio Civile  via della Cogna  via Savuto (m.100 a dx dopo il distributore Q8)  continuare per via Savuto per circa km 2;
6. chi viene da Anzio e dintorni;
7. chi viene da Tor San Lorenzo.
8. per chi viene col treno che Parte da Roma Termini ogni ora, scende alla fermata Campo di Carne (la prima dopo la fermata Aprilia), e può chiamare per il servizio navetta gratuito della Impresa “Latium Vetiver” cell. 338.4603719.