Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

mercoledì 26 ottobre 2011

Padova, 29 ottobre 2011 - "Idee per un piano energetico" Nella sala congressi di Banca Etica



Ecoistituto del Veneto - Zero Energy - Federconsumatori Comitati riuniti Riciclo Totale - Rifiuti Zero

Convegno di studi IDEE PER UN PIANO ENERGETICO REGIONALE Risparmio Efficienza, Rinnovabili

Sabato 29 ottobre 2011 - Padova - Sala Convegni Banca Etica - via Tommaseo 16 (100 m da stazione FS)

Programma:

ore 10 Saluti di Comune e Provincia di Padova
Coordina Michele Boato per le associazioni promotrici

10.20 Massimo Mazzer primo ricercatore CNR-IMEM - Parma
Potenzialità attuali e a breve periodo delle fonti rinnovabili in Italia
10.40 Mario Agostinelli esperto Enea - Milano
Per una uscita dolce dalle fonti energetiche fossili
11.00 Gianni Tamino docente biologia Università di Padova
Potenzialità e limiti delle biomasse energetiche
11.20 Luca Fattambrini coordinatore di ZeroEnergy
Dati essenziali per la formulazione di un Piano energetico Veneto
Sintesi dei Piani energ. di Lombardia, Emilia Romagna e Friuli V.G.
11.40 Stefano Lorenzini, responsabile Terna
Pianificazione dello sviluppo della rete elettrica di trasmissione
12.00 Michele Boato direttore Ecoistituto del Veneto
Per un Piano en. reg. basato su risparmio, efficienza e rinnovabili
Dibattito
13.30 Pausa pranzo 15.00

15.00 Riccardo Milano Banca Etica - Come sostenere risparmio e rinnovabili
15.10 Giuseppe Rocco - Il potenziale idroelettrico del Veneto
15.20 Gianluigi Salvador, resp.Energia WWF Veneto - Altre rinnovabili
15.30 M.Rosa Vittadini e Carlo Giacomini, docenti Trasporti Univ. Venezia
15.50 Andrea Grigoletto, direttore tecnico Fondazione Fenice onlus Padova
16.00 Carlo Cotogni, amministratore Delegato X Group Monselice
16.10 Nicola Baggio, product manager Solon Padova
16.20 Andrea Sacchetto, Uff. Energia Provincia di Padova
16.30 Corrado Poli, docente Università di Bergamo
16.40 Mauro Zanini, vice presidente naz. FederConsumatori
17.00 Dibattito e Conclusioni Massimo Giorgetti Assessore Regione Veneto


Nel 1987, ad un anno da Cernobyl, il popolo italiano con tre Referendum ha detto molto chiaramente che non voleva più saperne del nucleare: furono chiuse sia le tre malandate centrali “sperimentali” sia la grande e recente centrale di
Caorso (già “fuori servizio” dal 1986). Fu anche sospesa la costruzione dell'enorme centrale di Montalto di Castro, poi
riconvertita a metano. Ma non fu perseguita l'altra via alternativa ai combustibili fossili, le fonti rinnovabili.

L'Italia aveva già una grande produzione idroelettrica, con grandi dighe a forte impatto ambientale.
La penisola, inoltre, è un'area a grandissima potenzialità geotermica, : a Larderello, in Toscana, lo sfruttamento secolare di questa fonte ha fatto scuola a tutto il mondo, dall'Islanda al Nicaragua.
Ma non si è investito in tutti gli altri settori delle rinnovabili: dal solare termico a quello elettrico, dall'energia marina (di correnti, onde, maree e gradiente salino) a quella del vento e degli scarti vegetali, nei giusti limiti del rispetto ambientale.
C'era (e c'è) ancora moltissimo da studiare e sperimentare; ma dobbiamo ricordare che già negli anni '60 l'Italia era all'avanguardia mondiale nella tecnologia solare: basta ricordare le realizzazioni solari a concentrazione assolutamente all'avanguardia realizzate a S. Ilario, sulle colline di Genova, dal prof. Giovanni Francia, lasciate poi in abbandono.
Come eravamo all'avanguardia nell'edilizia bioclimatica e nell’efficienza energetica.
Molte occasioni sono state sprecate e troppo siamo rimasti in attesa di una
pianificazione urbanistica orientata in senso energetico e ambientale, mentre
all’estero, si moltiplicavano gli esempi di comunità energetiche autosufficienti.
Per non parlare del solare termodinamico (centrali a specchi che concentrano luce e calore per far girare una turbina da parecchi MW), studiato già negli anni '80 dal premio Nobel Carlo Rubbia, ma realizzato (e solo parzialmente) a Priolo solo nel 2010, dopo che Rubbia se ne era andato a realizzarne una decina in Spagna.
Dopo il Referendum del 12 giugno 2011 ci sono tutte le premesse per non ricadere nelle spire fossili.
I ripetuti tentativi del governo di azzerare la filiera del solare con improvvisi cambi e tagli degli incentivi, hanno già creato pesanti contraccolpi al “miracolo solare” in corso in Italia dal 2009: solo nel 2010 sono stati installati e messi in produzione in Italia 4.000 MW di solare fotovoltaico, corrispondenti alla potenza di due centrali nucleari EPR che il governo voleva costruire con una spesa enorme e tra 10-15 anni... La reazione di produttori (decine di migliaia di nuovi occupati), utenti e opinione pubblica è stata fortissima e il quorum al Referendum ne è, in parte, un effetto.
Ora è il momento di fare proposte di ampio respiro, a livello regionale e realizzazioni serie nei Comuni.
Perciò è fondamentale il Convegno di Studio “Idee per un piano energetico regionale”
che ZeroEnergy-Ecoistituto del Veneto, Federconsumatori e Comitati Riciclo totale-Rifiuti zero di Tv e Ve organizzano sabato 29 ottobre a Padova presso la sala congressi di Banca Etica.

L'incontro è aperto a tutti, fino ad esaurimento dei posti, con precedenza a chi si prenota con fax all'Ecoistituto 041.935666 o mail micheleboato@tin.it

Michele Boato
presidente Ecoistituto del Veneto

martedì 25 ottobre 2011

Scenari di terza guerra mondiale a partire dal Medio Oriente

"La danza degli spiriti" di Franco Farina


L'umanità è a un bivio pericoloso. Preparativi di guerra per attaccare l'Iran sono in "uno stato avanzato di preparazione". Sistemi di armi Hi tech tra cui testate nucleari sono completamente schierati.

Questa avventura militare è sul tavolo da disegno del Pentagono dal novanta. Prima l'Iraq, poi l'Iran stando a un documento declassificato del comando centrale USA del 1995.

L'escalation è parte dell'agenda militare. Mentre l'Iran, è il prossimo obiettivo insieme con la Siria e Libano, questo dispiegamento militare strategico minaccia anche Corea del Nord, Cina e Russia.

Dal 2005, gli Stati Uniti ed i suoi alleati, compresi i partners NATO dell'America e Israele, sono coinvolti nel vasto schieramento e accumulo di avanzati sistemi di armi. I sistemi di difesa aerea degli Stati Uniti, dei paesi membri della NATO e di Israele sono completamente integrati.

Si tratta di un sforzo coordinato Pentagono-NATO-Forza di Difesa di Israele, con la partecipazione attiva di militari di diversi paesi partner non appartenenti alla NATO compresi gli Stati del fronte arabo(membri del Dialogo Mediterraneo della NATO e dell'iniziativa di cooperazione di Istanbul), Arabia Saudita, Giappone, Corea del Sud, India, Indonesia, Singapore, Australia, tra gli altri. (La NATO è costituita da 28 Stati membri NATO . Altri 21 paesi sono membri del Consiglio di partenariato euro-atlantico (EAPC), il dialogo Mediterraneo e l'iniziativa di cooperazione di Istanbul includono dieci paesi arabi più Israele.)

I ruoli di Egitto, Arabia Saudita e Stati del Golfo (all'interno dell'estesa Alleanza militare) è di particolare importanza. L'Egitto controlla il transito delle navi da guerra e petroliere attraverso il canale di Suez. L'Arabia Saudita e gli Stati del Golfo occupano le coste sud occidentali del Golfo Persico, lo stretto di Hormuz e il Golfo di Oman. Ai primi di giugno, "l'Egitto secondo quanto riferito ha consentito ad una nave sraeliana e undici navi degli Stati Uniti di passare attraverso il canale di Suez in... .un evidente segnale all'Iran. ... Il 12 giugno, fonti della stampa regionale hanno riferito che i sauditi avevano concesso a Israele il diritto di sorvolare il loro spazio aereo..." (Muriel Mirak Weissbach, L'lnsana guerra di Israele contro l'Iran deve essere evitata., Global Research, 31 luglio 2010)

Nella dottrina militare post 9/11, questo massiccio dispiegamento di armamenti militari è stato definito come parte della cosiddetta "Guerra globale al terrorismo", per colpire le organizzazioni terroristiche "non statali" compresa al Qaeda ed i cosiddetti "stati sostenitori del terrorismo". compreso l'Iran, Siria, Libano, Sudan.

La creazione di nuove basi militari, la costituzione di scorte di avanzati sistemi di armi, comprese le armi nucleari tattiche, ecc., sono state implementate come parte della dottrina militare difensiva preventiva sotto l'ombrello della "guerra globale al terrorismo".

Guerra e crisi economica

Più ampie implicazioni di un attacco di Israele-U.S.A.-NATO all'Iran sono di vasta portata. La guerra e la crisi economica sono intimamente legate. L'economia di guerra è finanziata da Wall Street, che si attesta come creditore dell'amministrazione statunitense. I produttori di armi statunitensi sono i destinatari dei contratti multimiliardari del Dipartimento della difesa USA per l'approvvigionamento di sistemi avanzati di armi. A sua volta, "la battaglia per il petrolio" in Medio Oriente e Asia centrale serve direttamente gli interessi dei giganti del petrolio anglo-americani.

Gli Stati Uniti ed i suoi alleati stanno "battendo i tamburi di guerra" al culmine di una depressione economica in tutto il mondo, per non parlare della più grave catastrofe ambientale nella storia del mondo. In un amaro risvolto, uno dei principali attori (BP) sullo scacchiere geopolitico Medio Oriente Asia Centrale , precedentemente noto come Compagnia Petrolifera anglo-persiana, è responsabile del disastro ecologico nel Golfo del Messico.

Disinformazione dei Media

L'opinione pubblica, influenzata dalla montatura dei Media è tacitamente solidale, indifferente o ignorante dei probabili effetti di quella che viene accolta come un'operazione "punitiva" ad hoc nei confronti degli impianti nucleari dell'Iran, piuttosto che come una guerra totale. I preparativi di guerra comprendono lo schieramento di armi nucleari prodotte da Stati Uniti e Israele. In questo contesto, le conseguenze devastanti di una guerra nucleare vengono banalizzate o semplicemente non menzionate.

La "crisi reale" che minaccia l'umanità, secondo i media e i governi, non è la guerra ma il riscaldamento globale. I media montano ad arte una crisi dove non c'è alcuna crisi: "un allarme globale"--la pandemia globale H1N1--ma nessuno sembra temere una guerra nucleare sponsorizzata dall'America.

La guerra contro l'Iran è presentata all'opinione pubblica come un problema tra gli altri. Essa non viene considerata una minaccia per la "Madre terra" come nel caso del riscaldamento globale. Non è una notizia da prima pagina. Il fatto che un attacco contro l'Iran potrebbe portare ad una escalation e scatenare potenzialmente una guerra"globale" non è un motivo di preoccupazione.

Il culto dell'uccisione e distruzione

La macchina di uccisione globale è sostenuta anche da un culto insito di morte e distruzione che pervade i films di Hollywood, per non parlare delle serie TV di guerra e criminalità in prime time sulla rete televisiva. Questo culto di uccisione è approvato dalla CIA e dal Pentagono che supportano (finanziariamente)anche le produzioni di Hollywood come strumento di propaganda di guerra:

"L'ex Agente della CIA Bob Baer ci ha detto,"C'è una simbiosi tra la CIA e Hollywood" e ha rivelato che l'ex direttore della CIA George Tenet è attualmente,"ad Hollywood,."a parlare agli studios (Matthew Alford e Robbie Graham, Luci, Camera… Azione coperta: La politica oscura di Hollywood, globale di ricerca, 31 gennaio 2009).

La macchina di uccisione è schierata a livello globale, nell'ambito della struttura del comando unificato di combattimento. Essa viene regolarmente sostenuta dalle istituzioni di governo, dalle corporazioni dei media e dai mandarini ed intellettuali del Nuovo Ordine Mondiale da think tanks ed istituti di ricerca e studi strategici di Washington, come uno strumento indiscusso di pace e di prosperità globale.

Una cultura di uccisione e violenza è diventata insita nella coscienza umana.

La guerra è ampiamente accettata come parte di un processo sociale: La Nazione deve essere "difesa" e protetta.

"Violenza legittimata" e uccisioni extragiudiziarie nei confronti di "terroristi" sono accolti dalle democrazie occidentali, come strumenti necessari per la sicurezza nazionale.

Una "guerra umanitaria" viene appoggiata dalla cosiddetta comunità internazionale. Non viene condannata come un atto criminale. I suoi principali architetti sono ricompensati per il loro contributo alla pace nel mondo.

Riguardo all'Iran, ciò che si sta svolgendo è la pura e semplice legittimazione della guerra in nome di un'illusoria idea di sicurezza globale.

Un attacco aereo "Preventivo" contro l'Iran porterebbe all'escalation

Attualmente ci sono tre teatri di guerra separati in Medio Oriente Asia Centrale: Afghanistan-Pakistan, Iraq e Palestina.

Se l'ran dovesse essere oggetto di un attacco aereo "preventivo" da parte delle forze alleate, l'intera regione, dal Mediterraneo orientale alla frontiera occidentale della Cina con l'Afghanistan e il Pakistan, si infiammerebbero, conducendoci potenzialmente in uno scenario da III guerra mondiale.

La guerra si estenderebbe anche a Libano e Siria.

È altamente improbabile che i bombardamenti, se dovessero essere attuati, sarebbero circoscritti agli impianti nucleari dell'Iran come sostenuto dalle dichiarazioni ufficiali U.S.-Europa-NATO. Ciò che è più probabile è un attacco aereo su infrastrutture militari e civili, sistemi di trasporto, fabbriche, edifici pubblici.



L'Iran, con un dieci per cento stimato delle riserve mondiali di petrolio e gas, si colloca al terzo posto dopo l'Arabia Saudita (25%) e l'Iraq (11%) per la dimensione delle sue riserve. In confronto, gli Stati Uniti possiedono meno del 2,8% delle riserve di petrolio a livello mondiale.

Le riserve di petrolio degli Stati Uniti sono stimate in meno di 20 miliardi di barili. La più vasta regione del Medio Oriente e Asia centrale ha riserve di petrolio che sono più di trenta volte quelle degli Stati Uniti, che rappresentano oltre il 60% della riserva totale del mondo. (Vedere Eric Waddell, la battaglia per il petrolio, Global Research, dicembre 2004).

Di rilievo è la recente scoperta in Iran delle seconde riserve di gas naturale più grandi conosciute a Soumar e Ouvéa stimate in 12,4 trilioni (milioni di milioni) di piedi cubici.
Colpire l'Iran significa non solo recuperare il controllo anglo-americano sull'economia di petrolio e gas iraniani, compresi i percorsi delle condutture, ma anche contestare la presenza e l'influenza della Cina e della Russia nella regione.


Il previsto attacco contro l'Iran fa parte di una coordinata road map militare globale. Fa parte della "lunga guerra" del Pentagono, una guerra senza frontiere guidata dal profitto, un progetto di dominazione mondiale, una sequenza di operazioni militari.

I pianificatori militari della NATO-U.S. hanno previsto vari scenari di escalation militare. Sono anche consapevoli delle implicazioni geopolitiche, vale a dire che la guerra potrebbe estendersi al di là della regione mediorientale dell'Asia centrale. Inoltre, sono stati analizzati gli impatti economici sui mercati petroliferi, ecc.

Mentre Iran, Siria e Libano sono gli obiettivi immediati, Cina, Russia, Corea del Nord, per non parlare di Venezuela e Cuba, sono anch'esse oggetto di minacce da parte degli Stati Uniti.

In gioco è la struttura di alleanze militari. I dispiegamenti militari di U.S.-NATO-Israele comprese le esercitazioni militari e le esercitazioni condotte sulla Russia e sulle immediate frontiere della Cina sono in rapporto diretto con la guerra proposta all'Iran. Queste minacce velate, compresa la loro durata, costituiscono un suggerimento evidente per le ex potenze dell'epoca della guerra fredda di non intervenire in alcun modo per ostacolare un attacco contro l'Iran guidato dagli USA.

Guerra globale

L'obiettivo strategico di medio termine è colpire l'Iran e neutralizzare gli alleati dell'Iran, attraverso una diplomazia di corvetta. L'obiettivo militare più a lungo termine è quello di colpire direttamente la Cina e la Russia.

Mentre l'Iran è l'obiettivo immediato, lo spiegamento militare non è in alcun modo limitato al Medio Oriente e all'Asia centrale. È stata formulata un'agenda militare globale.

Il dispiegamento di truppe della coalizione e sistemi avanzati di armi dagli Stati Uniti, dalla NATO e dai suoi partners avviene simultaneamente in tutte le principali regioni del mondo.

Le recenti azioni militari al largo della costa della Corea del Nord compreso lo svolgimento dei giochi di guerra USA sono parte di un progetto globale.

Dirette principalmente contro la Russia e la Cina, le esercitazioni militari di Stati Uniti, NATO e alleati, esercitazioni di guerra, distribuzioni di armi, ecc vengono condotte contemporaneamente nelle principali aree geopolitiche sensibili.

-La penisola coreana, il Mar del Giappone, lo stretto di Taiwan, la Cina meridionale per minacciare la Cina.

-La distribuzione di missili Patriot in Polonia, il centro di allarme precoce nella Repubblica ceca per minacciare la Russia.

-Dispiegamenti navali in Bulgaria, Romania, sul Mar Nero, per minacciare la Russia.

-Dispiegamenti di truppe USA e NATO in Georgia.

-Un formidabile dispiegamento navale nel Golfo Persico compresi sottomarini israeliani contro l'Iran.

Contemporaneamente nel Mediterraneo orientale, Mar Nero, Caraibi, America centrale e regione andina del Sudamerica sono aree in corso di militarizzazione. In America latina e nei Caraibi, le minacce sono dirette contro Cuba e Venezuela.

"Aiuto militare" USA


A sua volta, trasferimenti di armi su larga scala sono state intraprese sotto la bandiera degli "aiuti militari" statunitensi ai paesi selezionati, tra cui un affare di armi da 5 miliardi di dollari con l'India, che mira a costruire le capacità dell'India contro la Cina. (Enorme vendita di armi USA-India per contenere la Cina, Global Times, 13 luglio 2010).

"[La] vendita di armi migliorerà i legami tra Washington e New Delhi e, intenzionalmente o non, avrà l'effetto di contenere l'influenza della Cina nella regione." citato da Rick Rozoff, Affrontare sia la Cina che la Russia: gli Stati Uniti rischiano scontri militari con la Cina nel Mar Giallo, Global Research, 16 luglio 2010)

Gli Stati Uniti hanno accordi di cooperazione militare con un certo numero di paesi del sud-est asiatico, inclusi Singapore, Vietnam e Indonesia, che riguardano "aiuti militari", nonché la partecipazione a giochi di guerra guidati dagli USA in Oceania (luglio - agosto 2010). Questi accordi sono favorevoli al dispiegamento di armi dirette contro la Repubblica popolare cinese. (Vedere Rick Rozoff, Affrontare sia la Cina che la Russia: gli Stati Uniti rischiano scontri militari con la Cina nel Mar Giallo, Global Research, 16 luglio 2010).

Allo stesso modo e più direttamente in relazione all'attacco pianificato sull'Iran, gli Stati Uniti stanno armando gli Stati del Golfo (Bahrain, Kuwait, Qatar ed Emirati Arabi Uniti) con missili intercettori a terra, Patriot ad avanzata funzionalità-3 e Terminal High Altitude Area Defense (THAAD) come pure Missili intercettori Standard-3 sul mare installati su navi da guerra di classe Aegis nel Golfo Persico. (Vedere Rick Rozoff, ruolo della NATO nell'accerchiamento militare dell' Iran, Global Research, 10 febbraio 2010).

L'ora per i militari di immagazzinare e distribuire

Ciò che è fondamentale per quanto riguarda i trasferimenti di armi statunitensi ai paesi partners e agli alleati sono i tempi effettivi di consegna e dispiegamento. Il lancio di un'operazione militare sponsorizzata dagli USA si verificherebbe normalmente una volta che questi sistemi di armi sarebbero collocati, dispiegati in modo efficace con l'attuazione dell'addestramento del personale. (ad esempio, India).

Quello di cui ci stiamo occupando è un disegno militare globale attentamente coordinato controllato dal Pentagono, che coinvolge le forze armate unite di più di quaranta paesi. Questo dispiegamento militare globale multinazionale è di gran lunga la più grande esibizione di sistemi avanzati di armi nella storia del mondo.

A loro volta, gli Stati Uniti e i suoi alleati hanno stabilito nuove basi militari in diverse parti del mondo. "La superficie della terra è strutturata come un vasto campo di battaglia". (Vedi Jules Dufour, la rete mondiale delle basi militari statunitensi, Global Research, 1 luglio 2007).

La struttura di comando unificato divisa in comandi combattenti geografici si basa su una strategia di militarizzazione a livello globale. "L'esercito degli Stati Uniti ha basi in 63 paesi. Nuovissime basi militari sono state costruite dopo l'11 settembre 2001, in sette paesi. In totale, ci sono 255,065 unità di personale militare statunitense distribuite nel mondo." (Vedere Jules Dufour, la rete mondiale delle basi militari statunitensi, Global Research, 1 luglio 2007





Fonte: DefenseLINK-Unified Command Plan

Scenario III guerra mondiale

"Le Aree di Responsabilità dei Comandanti nel Mondo" (vedi la mappa qui sopra) definiscono il disegno militare globale del Pentagono, che è la conquista del mondo. Questo dispiegamento militare si sta verificando in parecchie regioni simultaneamente sotto il coordinamento dei comandi regionali USA, che comporta la costituzione di scorte di sistemi di armi made in USA da parte delle forze statunitensi e dei paesi partner, alcuni dei quali sono ex nemici, tra cui il Vietnam e il Giappone.

Il contesto attuale è caratterizzato da un incremento militare globale controllato da una superpotenza mondiale, che sta usando i suoi numerosi alleati per scatenare guerre regionali.
Al contrario, la seconda guerra mondiale fu un'associazione di teatri di guerra regionali separati. Date le tecnologie di comunicazione e sistemi di armi degli anni quaranta, non vi era alcun coordinamento strategico in "tempo reale" durante azioni militari tra grandi regioni geografiche

La Guerra Globale si basa sull'impiego coordinato di una sola potenza militare dominante, che supervisiona le azioni dei suoi alleati e partners.

Ad eccezione di Hiroshima e Nagasaki, la seconda guerra mondiale è stata caratterizzata dall'uso di armi convenzionali. La pianificazione di una guerra globale si basa sulla militarizzazione dello spazio. Se fosse avviata una guerra diretta contro l'iran, non verrebbero utilizzate solo armi nucleari, ma sarebbe utilizzata anche l'intera gamma di nuovi sistemi di armi avanzate, tra cui armi elettrometriche e tecniche di modificazione dell'ambiente (ENMOD).

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite

Il Consiglio di sicurezza ha adottato all'inizio di giugno una quarta serie di sanzioni contro la Repubblica islamica dell'Iran, che comprendeva un embargo espanso come pure ampi e "più severi controlli finanziari". Per un'amara ironia, questa risoluzione è passata durante i giorni in cui il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha rifiutato apertamente di adottare una mozione di condanna di Israele per l'attacco in acque internazionali contro la Freedom Flotilla diretta verso Gaza.

Cina e Russia, per le pressioni da parte degli USA, hanno approvato il regime delle sanzioni UNSCR, a loro discapito. La loro decisione all'interno del Consiglio di sicurezza contribuisce ad indebolire la loro stessa alleanza militare, l'organizzazione di cooperazione di Shanghai (SCO), in cui l'Iran ha lo status di osservatore. La risoluzione del Consiglio di sicurezza blocca le rispettive cooperazioni militari di Cina e Russia e gli accordi bilaterali di scambi con l'Iran. Ha gravi ripercussioni sul sistema di difesa aerea dell'Iran che dipende in parte dalla tecnologia e dall'esperienza russa.

La risoluzione del Consiglio di sicurezza concede de facto "luce verde" a scatenare una guerra preventiva contro l'Iran.

L'Inquisizione americana: Costruire un consenso politico per la guerra

In coro, i media occidentali hanno bollato l'Iran come una minaccia alla sicurezza globale in vista del suo programma di presunte armi nucleari (inesistente). Riecheggiando dichiarazioni ufficiali, i media ora chiedono l'attuazione di bombardamenti punitivi nei confronti dell'Iran in modo da salvaguardare la sicurezza di Israele.

I media occidentali stanno battendo i tamburi di guerra. Lo scopo è quello di instillare tacitamente, attraverso reiterati rapporti dei media, nausea, all'interno dell'inconscio popolare, la nozione che la minaccia iraniana è reale e che la Repubblica islamica dovrebbe essere "conquistata".

Un consenso alla costruzione del processo per fare la guerra è simile all'Inquisizione spagnola. Esso richiede ed esige l'accettazione dell'idea che la guerra è un impegno umanitario.

Noto e documentato, la vera minaccia alla sicurezza globale proviene dall'Alleanza U.S.-NATO-Israele, eppure la realtà in un ambiente inquisitorio viene capovolta: i guerrafondai sono impegnati per la pace, le vittime della guerra sono presentate come i protagonisti della guerra. Considerando che nel 2006, quasi due terzi degli americani erano contrari ad un'azione militare contro l'Iran, un recente sondaggio Ernst-Reuter-Zogby del febbraio 2010 suggerisce che il 56% degli americani è favorevole ad un'azione militare USA-Europa-NATO contro l'Iran.

Un consenso politico che si basa su una totale menzogna non può, tuttavia, basarsi unicamente sulla posizione ufficiale di coloro che sono la fonte della menzogna.

Il movimento anti-guerra negli Stati Uniti, che in parte è stato infiltrato e cooptato, ha assunto una posizione debole riguardo all'Iran. Il movimento anti-guerra è diviso. Ha posto l'accento sulle guerre che si sono già verificate (Afghanistan, Iraq) piuttosto che opporsi con forza alle guerre che sono in preparazione e che sono attualmente sul tavolo da disegno del Pentagono. Dopo l'inaugurazione dell'amministrazione Obama, il movimento anti-guerra ha perso molto del suo slancio.

Inoltre, coloro che si oppongono attivamente alle guerre in Afghanistan e in Iraq, non necessariamente si oppongono ai "bombardamenti punitivi" diretti contro l'Iran, né considerano questi bombardamenti come un atto di guerra, che potenzialmente potrebbe essere il preludio alla III guerra mondiale.

Il peso della protesta anti-guerra in relazione all'Iran è stato minimo rispetto alle dimostrazioni di massa che hanno preceduto il bombardamento del 2003 e l'invasione dell'Iraq.

La vera minaccia alla sicurezza globale proviene dall'Alleanza U.S.-NATO-Israele.

L'operazione Iran non viene contrastata nell'arena diplomatica dalla Cina e dalla Russia; ha il sostegno dei governi del fronte degli Stati arabi che sono integrati nel dialogo mediterraneo sponsorizzato dalla NATO. Ha anche il tacito sostegno dell'opinione pubblica occidentale.

Ci rivolgiamo alle persone su tutta la terra, in America, Europa, Israele, Turchia e in tutto il mondo perchè si ribellino contro questo progetto militare, contro i loro governi che sono a favore di un'azione militare contro l'Iran, contro i mass media, che servono a camuffare le conseguenze devastanti di una guerra contro l'Iran.

L'agenda militare supporta un profitto guidato da un distruttivo sistema economico globale che impoverisce ampi settori della popolazione mondiale.

Questa guerra è pura follia.

La Terza Guerra Mondiale è un terminale. Albert Einstein aveva capito i pericoli della guerra nucleare e dell'estinzione della vita sulla terra, che è già iniziata con la contaminazione radioattiva derivante dall'uranio impoverito. "Non so con quali armi sarà combattuta la III guerra mondiale, ma la IV guerra mondiale sarà combattuta con clave e pietre."

I media, gli intellettuali, gli scienziati e i politici, in coro, offuscano la verità indicibile, vale a dire che la guerra fatta usando testate nucleari distrugge l'umanità, e che questo complesso processo di graduale distruzione è già cominciato.

Quando la menzogna diventa verità non c'è più modo di tornare indietro.

Quando la guerra viene accolta come un impegno umanitario, la giustizia e l'intero sistema giuridico internazionale sono stravolti : il pacifismo e il movimento anti-guerra vengono criminalizzati. Essere contro la guerra diventa un atto criminale.

La menzogna deve essere svelata per quello che è e per quello che fa.

Sanziona l'abbattimento indiscriminato di uomini, donne e bambini.

Distrugge le famiglie e le persone. Distrugge l'impegno delle persone verso gli altri esseri umani.

Impedisce alle persone di esprimere la loro solidarietà per coloro che soffrono.

Sostiene la guerra e lo stato di polizia come l'unica linea di approccio.

Essa distrugge sia il nazionalismo che l'internazionalismo.

Rompere la menzogna significa rompere un progetto criminale di distruzione globale, in cui la ricerca del profitto è la forza prevalente.

Questo profitto guidato dall'agenda militare distrugge i valori umani e trasforma le persone in zombie inconscienti.

Dobbiamo invertire la marea.

Sfidare i criminali di guerra in alte cariche e i potenti gruppi di pressione corporativi che li supportano

Rompere l'Inquisizione americana.

Minare la crociata militare U.S.-NATO-Israele.

Chiudere le fabbriche di armi e basi militari.

Portare a casa le truppe.

I membri delle forze armate dovrebbero disobbedire agli ordini e rifiutarsi di partecipare ad una guerra criminale.


La Parte II di questo saggio sarà pubblicata prossimamente.

Preparazione per la terza guerra mondiale. Natura e storia dell'operazione militare programmata contro l'Iran
Include l'analisi del ruolo di Israele

Michel Chossudovsky è un premiato autore, professore di economia (Emerito) presso l'Università di Ottawa e direttore del centro per la ricerca sulla globalizzazione (CRG), Montreal. Egli è l'autore di "La globalizzazione della povertà e il nuovo ordine mondiale" (2003) e "Guerra al terrorismo dell'America" (2005). È anche un collaboratore dell'enciclopedia Britannica. I suoi scritti sono stati pubblicati in più di venti lingue. può essere raggiunto a globalresearch.ca sito Web

Fonte: Global Research
Traduzione di: Dakota Jones


Global Research Articles by Michel Chossudovsky








A selection from: "Beating the Drums of a Broader Middle East War Israel, Syria, and Lebanon Prepare the Home Fronts"

by Mahdi Darius Nazemroaya

In the scenario of a war against Iran, the reaction of Syria will be pivotal. Damascus plays a central role and how it acts and reacts will have a definitive impact on Israeli military strategy in regards to Iran. It is in this context that Israel, the U.S. and the E.U., with the help of Saudi Arabia, Jordan and Egypt, have been attempting to undermine and ultimately destroy the alliance between Syria and Iran. This is part of a geo-strategic stride to foreclose the possibility of a Mediterranean battle-front that might emerge in the Levant as a result of an attack on Iran.
The casus belli for an Israeli attack or a joint Israeli-U.S. attack, possibly involving NATO, against Syria or against both Syria and Iran could use the pretext of any form of retaliation by Hezbollah against Israel for the assassination in Damascus of one of its leaders, Imad Fayez Mughniyeh.

Hezbollah has joined Iranian officials in saying that the U.S. military is incapable of starting another war in the Middle East by launching attacks on Iran and Syria. [1] Israeli officials have also renewed calls for peace by openly mentioning that Tel Aviv is willing to return the Golan Heights back to the Syrians, while there have been strong political noises against the move in Israel. [2]

Tel Aviv is simultaneously part of a U.S. endeavour that claims Syria has a secret nuclear program aided by North Korea. [3] Strategic efforts, with strong links to war preparations, have also started with the aim of bringing temporary calm to the Palestinian Territories as part of the same track of events in the Levant.

Redrawing the Arab-Israeli Conflict as an Iranian-Israeli Conflict to justify War

Momentum is being built up against Iran in a list of growing, and more frequent, accusations against Tehran.

Iran is portrayed as the main threat against Israel. It is also accused of intervening in occupied Iraq and Afghanistan. In this sense, the Israeli-U.S. war plans in the Levant have been tied to Iran, as well as Syria. The investigative journalist Seymour M. Hersh, a Pulitzer Prize winner, reported in 2006 that the Israeli war against Lebanon was part of this Israeli-U.S. military roadmap to ultimately target Iran.

The accusations against Tehran and Damascus are part of a calculated effort to justify attacks against Iran and Syria as the only means to achieve peace in the Levant between Israel and the Arabs. They are also upheld as justification to ensure the security and success of occupation forces, for Anglo-American and NATO forces respectively in Iraq and Afghanistan.

In this regard, the Gaza Strip, alongside Lebanon, is now being described by Tel Aviv as an “Iranian base” against Israel. Israel is pointing the finger more and more towards Tehran as the source of its problems.

This argument is fabricated. It is in blatant contradiction with the history of the Palestinian struggle. The inner causes and history of the Arab-Israeli Conflict are now being brushed aside and ignored. The Arab-Israeli Conflict is now being redefined as a mere existential conflict between Israel and a few irrational and violent Arab organizations controlled by Tehran.

All players, state or non-state, have rational interests and motives. All actions are also based on these interests and motives. Any analysis without the mention of these interests seeks to sidestep specific issues. By portraying the Arabs as inherently violent, the truth is being sidestepped without explaining the full rationale for their attacks against Israel.

This brushing aside of motives is part of a disinformation campaign, which is used to camouflage the truth. The historical facts of the Arab-Israeli Conflict are being redrawn with a view to presenting Tehran as having always been in the picture as a spoiler and a source of the Arab-Israeli Conflict. The motives for this agenda are to justify the outbreak of a conflict with Iran.

The Arab-Israeli Conflict is being redrawn as an Iranian-Israeli Conflict, where the Arabs are portrayed as Iran’s foot soldiers against Tel Aviv.


(Fonte: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=8733)

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Commento speranzoso di Stella Benfatto sull'articolo soprastante: “Stanno proprio esagerando ma Dio non permetterà più questo male che sta distruggendo il mondo, Gesù arriverà presto con gloria potenza e giudicherà, basta siamo stanchi di questo sistema del demone, Vieni presto Re dei Rei Gesù è la nostra salvezza con il suo esercito angelico e ci libererà dai demoni...."

4 novembre 2011 - Ricordare le vittime e non la "vittoria" - Appello del Movimento Nonviolento




Il 4 novembre 1918 per l'Italia finì la prima guerra mondiale, quell'immensa carneficina che nella storiografia e nella memoria di ogni persona cosciente resta fissata nella lapidaria definizione che ne diede Benedetto XV: una "inutile strage".

Ma per i poteri dominanti in Italia il 4 novembre divenne la festa della vittoria guerriera, della patria in armi, delle forze armate, e come tale è stata lungamente utilizzata a fini di consenso e di propaganda, delle innocenti vittime facendo ancora uso per nuove vittime innocenti provocare. Ripugnante uso.

Come sempre hanno saputo coloro che in guerra vengono mandati a morire per gli altrui vergognosi interessi, la guerra e' un crimine contro l'umanita'; e il 4 novembre e' quindi non un giorno di festa ma un giorno di lutto, il lutto per tutti gli assassinati dalla Grande guerra, per tutti gli assassinati da tutte le guerre. "4 novembre, non festa ma lutto" e' l'incipit di uno storico manifesto del Movimento Nonviolento che da decenni ha chiarito la situazione e i compiti di ogni persona decente: l'unico modo di ricordare e onorare le vittime delle guerre e' battersi contro le guerre; e battersi contro le guerre implica anche in primo luogo l'impegno per la smilitarizzazione e per il disarmo. Il disarmo vero e immediato: unilaterale; la smilitarizzazione vera, reale: abolendo gli eserciti, cominciando noi, qui, adesso.

E' una proposta concreta, che implica ovviamente altresi' la costruzione degli strumenti adeguati ad una modalita' alternativa di gestione e risoluzione dei conflitti internazionali: e questa alternativa e' costituita, oltre che dalle modalita' consuete del diritto internazionale e della diplomazia, oltre all'espansione pacifica e solidale della democrazia e del rispetto dei diritti umani, oltre alla cooperazione internazionale nella consapevolezza che una e' l'umanita' e una la casa comune di essa - la biosfera -, soprattutto da specifici strumenti e forme organizzative e d'intervento peculiarmente e coerentemente nonviolenti: come i Corpi civili di pace (li propose molti anni fa Alexander Langer al Parlamento Europeo, ma l'Unione Europea ha fin qui disatteso quella profetica indicazione); come la Difesa popolare nonviolenta (presente da anni nella legislazione italiana, ma ancora pressoche' del tutto inapplicata dalle istituzioni anche a livello di mera sperimentazione). Molte esperienze concrete si sono ormai date di gestione e risoluzione nonviolenta dei conflitti, esperienze scaturite perlopiu' dall'azione della societa' civile: occorre che finalmente la nonviolenza diventi legge e la guerra diventi fuorilegge.

Il prossimo 4 novembre la nonviolenza in Italia sfidera' la menzogna e la violenza dominante, l'ideologia e le pratiche del sistema militarista e razzista, per fare del giorno che ricorda le vittime dell'"inutile strage" un giorno di lotta contro tutte le guerre, contro tutte le uccisioni, contro tutte le persecuzioni: e' l'unico modo per rendere autentico omaggio alle vittime. Grida il sangue degli uccisi. Le persone amiche della nonviolenza intendono raccogliere quel grido e fare del 4 novembre un giorno di lutto e di lotta.

Dopo la marcia Perugia-Assisi del 25 settembre, dopo la giornata internazionale della nonviolenza del 2 ottobre, il prossimo 4 novembre in Italia la nonviolenza sfida la guerra promuovendo in molte citta' - e se vi riusciremo, in tutte le citta' italiane - l'iniziatva "Ogni vittima ha il volto di Abele" (riprendendo questa formula di Heinrich Boll). Poiche' "ogni vittima ha il volto di Abele" adoperiamoci per far cessare tutte le guerre, subito.

E mentre mostruosamente lo stato italiano sta partecipando a due scellerate guerre e sta praticando una scellerata persecuzione razzista nei confronti di migranti e viaggianti, sia il 4 novembre un giorno di lotta nonviolenta contro questi due crimini, un giorno di lotta nonviolenta che nel ricordo delle vittime passate impedisca che si continui a mietere nuove vittime.

Un 4 novembre di azione nonviolenta con obiettivi politici precisi e concreti, che per dirlo in poche essenziali parole sono semplicemente questi: che cessi immediatamente la partecipazione dello stato italiano alle guerre assassine in Afghanistan e in Libia; che cessi immediatamente la persecuzione razzista dello stato italiano nei confronti di migranti e viaggianti; che siano abrogate immediatamente le misure legislative ed amministrative anomiche e disumane in cui si e' concretizzato il colpo di stato razzista; che cessi immediatamente il colossale infame sperpero dei pubblici denari per le armi, gli armigeri, le guerre e le stragi; che si dimetta immediatamente il governo della guerra e del razzismo, delle uccisioni e delle persecuzioni; che si torni al rispetto della Costituzione della Repubblica Italiana che ripudia la guerra e riconosce e sostiene la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani.



2. INIZIATIVE. UN APPELLO DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO, DI PEACELINK E DEL CENTRO DI RICERCA PER LA PACE DI VITERBO PER IL 4 NOVEMBRE: OGNI VITTIMA HA IL VOLTO DI ABELE


Intendiamo proporre per il 4 novembre l'iniziativa nonviolenta "Ogni vittima ha il volto di Abele".

Proponiamo che il 4 novembre si realizzino in tutte le citta' d'Italia commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre, commemorazioni che siano anche solenne impegno contro tutte le guerre e le violenze.

Affinche' il 4 novembre, anniversario della fine dell'"inutile strage" della prima guerra mondiale, cessi di essere il giorno in cui i poteri assassini irridono gli assassinati, e diventi invece il giorno in cui nel ricordo degli esseri umani defunti vittime delle guerre gli esseri umani viventi esprimono, rinnovano, inverano l'impegno affinche' non ci siano mai piu' guerre, mai piu' uccisioni, mai piu' persecuzioni.

*

Queste iniziative di commemorazione e di impegno morale e civile devono essere rigorosamente nonviolente. Non devono dar adito ad equivoci o confusioni di sorta; non devono essere in alcun modo ambigue o subalterne; non devono prestare il fianco a fraintendimenti o mistificazioni. Queste iniziative di addolorato omaggio alle vittime della guerra e di azione concreta per promuovere la pace e difendere le vite, devono essere rigorosamente nonviolente.

Occorre quindi che si svolgano in orari distanti e assolutamente distinti dalle ipocrite celebrazioni dei poteri armati, quei poteri che quelle vittime fecero morire.

Ed occorre che si svolgano nel modo piu' austero, severo, solenne: depositando omaggi floreali dinanzi alle lapidi ed ai sacelli delle vittime delle guerre, ed osservando in quel frangente un rigoroso silenzio.

Ovviamente prima e dopo e' possibile ed opportuno effettuare letture e proporre meditazioni adeguate, argomentando ampiamente e rigorosamente perche' le persone amiche della nonviolenza rendono omaggio alle vittime della guerra e perche' convocano ogni persona di retto sentire e di volonta' buona all'impegno contro tutte le guerre, e come questo impegno morale e civile possa concretamente limpidamente darsi. Dimostrando che solo opponendosi a tutte le guerre si onora la memoria delle persone che dalle guerre sono state uccise. Affermando il diritto e il dovere di ogni essere umano e la cogente obbligazione di ogni ordinamento giuridico democratico di adoperarsi per salvare le vite, rispettare la dignita' e difendere i diritti di tutti gli esseri umani.

*

A tutte le persone amiche della nonviolenza chiediamo di diffondere questa proposta e contribuire a questa iniziativa.

Contro tutte le guerre, contro tutte le uccisioni, contro tutte le persecuzioni.

Per la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.

*

Movimento Nonviolento

per contatti: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: an@nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

Peacelink

per contatti: e-mail: info@peacelink.it, sito: www.peacelink.it

Centro di ricerca per la pace di Viterbo

per contatti: e-mail: nbawac@tin.it, web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

lunedì 24 ottobre 2011

31 ottobre 2011 – Samahin a San Severino Marche – Il Ciclo della Vita nella Vigilia d’Ognissanti (Halloween)

Incontro conviviale a Casa di Lucilla Pavoni, nella foto è in piedi


Com’è nella tradizione pluriennale del Circolo Vegetariano VV.TT. anche quest’anno verrà celebrato il momento che nell’antichità segnava la fine dell’anno, e che sancisce una nuova tappa nel Ciclo della Vita.

In questo periodo dal 31 ottobre ai primi di novembre anche nella tradizione cristiana si ricordano i santi ed i morti e questo segna il collegamento fra il vecchio mondo pagano e quello nuovo conseguente all’avvento del Cristo.

La festa di Samahin è particolarmente sentita nella cultura anglosassone, infatti è una ricorrenza di origine celtica in cui si dice che in questo periodo “si apre una finestra fra la vita e la morte, fra la morte e la rinascita”. L’evento era conosciuto nell’antichità remota ed anche nel medio evo, poi in un periodo successivo fu volgarizzata nella mascherata di Halloween, orgia consumista e finto carnevale.

La vera tradizione afferma che siccome quella notte gli spiriti tornano sulla terra occorre ingraziarseli con alcune offerte che venivano lasciate sui bordi del camino, allora gli spiriti benevolmente potevano cedere un loro dono o messaggio. Se invece non trovavano alcuna offerta allora si vendicavano apparendo terrifici ai vivi. In parte la tradizione è rimasta con il famoso “dolcetto o scherzetto” di Halloween.

Comunque la cosa principale da farsi durante la giornata di Samahin, e soprattutto la sera, è quella di compiere dei riti nella natura, in particolare si apparecchiano in una radura due cerchi composti con gli ultimi fiori in modo che tutti i colori della natura siano rappresentati. A turno i partecipanti si posizionano all’interno di un cerchio, in cui si attirano i pensieri positivi verso i defunti, poi si passa all’altro dove si rinuncia a tutti i pensieri negativi nei loro confronti. In questo modo si pacifica il mondo dell’aldilà con l’aldiqua.

Quest’anno la cerimonia verrà compiuta dalla sciamana erborista di Vivere con Gioia, Sonia Baldoni, in località Ugliano, in quel di San Severino Marche. Più tardi ci recheremo nella casa accogliente, lì vicina, della scrittrice Lucilla Pavoni, dove desineremo con il cibo vegetariano da ognuno portato.

Paolo D’Arpini

......

Programma del 31 ottobre 2011:

h. 17.00 – Appuntamento da Lucilla e partenza per la passeggiata.
h. 18.00 – Cerimonia in radura con Sonia Baldoni
h. 20.00 – Accensione del fuoco e desinare conviviale
h. 22.00 – Riordino della casa e dei luoghi

Per informazioni logistiche e per confermare la presenza:
Paolo – 0733/216293
Lucilla – 338.7073857
Sonia – 333.7843462
circolo.vegetariano@libero.it

……

Ecco come raggiungere il luogo dell’appuntamento:
Da San Severino Marche seguire la strada per Apiro/Cingoli.
Superare Cesolo e Marciano, arrivati al bivio per Apiro/Cingoli prendere la direzione per Apiro.
Superare le frazioni Palazzata e Corsciano sino all’indicazione per Ugliano, dopo circa 700 metri sulla destra imboccare stradina in terra battuta seguendo la freccia che indica la casa di Lucilla.
La manifestazione è gratuita un’offerta volontaria per il mantenimento dei luoghi e di chi ci accompagna sarà gradita.

La verità su Avaaz, gli "idealisti" della NATO, secondo Alessandro Marescotti...

"Angels" di Franco Farina


Avaaz, gli "idealisti" della Nato....

"L’azione militare in Iraq fu la decisione giusta per le ragioni giuste",
disse il premier inglese Gordon Brown. Lo stesso che ha dichiarato: "Avaaz
ha portato avanti l'idealismo nel mondo".

Avaaz è un sistema di propagazione mondiale delle informazioni besato su
piattaforme web multilingue che propongono petizioni e acquisiscono così i
dati dei navigatori.

Ma Avaaz, che appare così "idealista" guardate che scrive...

Libia: fermate la repressione (24/2/2011)
"In Libia le forze armate del colonnello Gheddafi stanno usando
mitragliatrici e caccia da combattimento contro i manifestanti
pro-democrazia"
http://www.avaaz.org/it/libya_stop_the_crackdown_eu

Una clamorosa bugia quella dei caccia da combattimento sui manifestanti.
Non altrettanto ha fatto Avaaz quando a mitragliare e ad assediare sono
stati i tagliagola del Cnt e a bombardare gli aerei della Nato.

Avaaz ha fatto circolare un appello su Iman al-Obeidi (la trentenne che
dice di essere stata stuprata da quindici sondati di Gheddafi).
Gli stupri di massa in Libia si sono rivedi guerra ma le organizzazioni
umanitarie non sono riuscite a verificare la veridicità delle denunce.
Vedere
http://archiviostorico.corriere.it/2011/giugno/25/Dubbi_sugli_stupri_massa_Amnesty_co_8_110625049.shtml
Se si va a controllare, la storia di Iman al-Obeidi risulta misteriosa e
rocambolesca ma è difficile da verificare. Tuttavia la storia fa il giro
del mondo.

Fra i fondatori di Avaaz c'è Tom Perriello, parlamentare Usa democratico
che ha votato a favore della continuazione della guerra in Afghanistan, e
Tom Pravda, un diplomatico di carriera britannico che è stato anche
consulente del Dipartimento di Stato americano.

Per saperne di più
http://albertocacopardo.blogspot.com/2011/10/cose-avaaz-e-che-cosa-ce-sotto.html

Quelli di Avaaz sono professionisti della comunicazione internazionale.

Avaaz usa l'argomento dei diritti umani in modo "gridato" favorendo
un'ondata emozionale sul web che può servire a preparare il consenso alla
guerre "umanitarie".

Bisogna incominciare a spiegarlo in Italia questo gioco non del tutto
trasparente a chi si illude che Avaaz sia la rete degli idealisti che
promuovono le buone cause nel mondo, dato che si battono in Italia anche
contro il bavaglio sul web, ecc. ecc.


Alessandro Marescotti
http://www.peacelink.it

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(TA)

sabato 22 ottobre 2011

Alberto Meriggi e Treia – Storia, cultura locale e bioregionalismo nella “Lectio Magistralis” del il 15 ottobre 2011 nella Sala Consiliare Comunale

Uno degli ingressi al borgo di Treia


E' buona norma, nell'approccio bioregionale, prima di tutto tentare di conoscere l'ambito che si vuole individuare, delimitandolo attraverso lo studio geomorfologico del territorio, della flora e della fauna. Questo ho cercato di farlo compiendo varie perlustrazioni attorno Treia, visitando le colline circostanti e le adiacenze dell'abitato, e osservando fiori, arbusti, alberi da frutto, piante selvatiche, insetti, uccelli ed animali vaganti, ed ascoltando le grida ed i rumori dei piccoli allevamenti rurali, con maiali, papere, galline, mucche, etc. Una volta compiuta questa opera, ed avendo anche preso visione e studiato le varie componenti urbanistiche che contraddistinguono l'antico borgo di Treia, ho tentato di riconoscere il contesto sociale e comunitario di Treia, sia quello antico e storico che quello presente, per come si è manifestato in questa piccola bioregione, composta di un monticello con le piane circostanti.

Per quanto riguarda il presente non ho avuto molti problemi, la conoscenza fortuita di vari personaggi treiesi e l'incontro e la immediata familiarità creatasi con la gente del posto mi ha consentito di apprendere lo spirito della comunità, la sua caratteristica peculiare e le sue note culturali. Mi sono sentito a mio agio in mezzo a questa comunità che sembra molto affezionata al luogo ed alle sue tradizioni popolari. Mi mancava quindi la conoscenza degli eventi storici che hanno configurato questo tipo di società.... Questa lacuna è stata ampiamente colmata, con un colpo di fortuna che mi ha consentito, nell'arco di alcune ore, di apprendere i minuti particolari della storia di Treia, partendo dai primordi sino all'unificazione d'Italia ed al periodo attuale. L'occasione è stata la manifestazione occorsa il 15 ottobre di quest'anno, presso la splendida sala consiliare del Comune in cui si è svolta una tavola rotonda, sugli eventi e sui contributi di Treia e dei suoi abitanti alla storia patria.

L'incontro, un “talk show” com'è stato definito dal suo ideatore e conduttore Alberto Meriggi, si è svolto con sapiente mescolamento di colori e di sapori... Foto, esibizione di cimeli, canti popolari, poesie, rimembranze romantiche, etc. Ma prima di continuare nella descrizione vorrei dire alcune parole sulla persona di Alberto Meriggi. Un docente universitario ad Urbino, nativo di Treia e qui residente, che conobbi in occasione di una battaglia -da lui sostenuta e portata avanti con determinazione- per la salvaguardia del paesaggio treiese, imbrattato da lucidi e neri pannelli di silicio posizionati a migliaia nei campi del circondario. Un vero scempio paesistico.

Durante un paio di incontri avuti con lui per strada mi colpì la sua modestia e semplicità di eloquio, pur nella profondità dei temi trattati nella difesa bioregionale.

Così il pomeriggio del 15 ottobre, mentre a Roma si svolgeva la fatidica marcia contro la corruzione del sistema, purtroppo degenerata in tafferugli non voluti dagli organizzatori, qui a Treia si cantava e descriveva il vantaggio ricevuto dalla comunità locale nel ricongiungersi pienamente alla patria. Ed anche Treia ha svolto la sua parte per la ricongiunzione... Questo ha comunicato Alberto Meriggi, corroborando le sue parole con numerose testimonianze. Durante la manifestazione comunale ho notato il religioso silenzio della folla numerosa e attenta. Io stesso sono rimasto avvinto ed immobile per tutto il tempo della narrazione e delle varie performances. Potrei meglio definire questo “talk show” con il titolo di “lectio magistralis”.

Ed ora, per contestualizzare l'evento e dare un senso di presenza diretta .. ecco una cronaca rapida su quel che è avvenuto durante l'incontro.

Foto di gruppo del 15 ottobre 2011: (Da sinistra) prof. Gilberto Piccinini, prof. Alberto Meriggi, prof. Annita Garibaldi Jallet, Luigi Santalucia sindaco di Treia


“Anche Treia ha fatto l’Italia” il titolo scelto da Alberto Meriggi ha ben rispecchiato gli obiettivi dell’evento che, da quanto annunciato in precedenza, erano solo quelli di dimostrare la presenza, finora sconosciuta, di personaggi, avvenimenti, aneddoti e situazioni particolari, nella vicenda storica treiese e marchigiano, particolarmente nel periodo rinascimentale. La conoscenza e l’amicizia personale di Meriggi ha fatto si che intervenissero a Treia per l’occasione, innanzitutto la prof. Annita Garibaldi Jallet, come ospite d’onore, il prof. Gilberto Piccinini, il prof. Leone Cungi e alcuni discendenti di patrioti treiesi.

La manifestazione ha avuto inizio con il saluto del sindaco Luigi Santalucia e dell’assessore provinciale maceratese Bianchini. Meriggi ha dato il via all’evento vero e proprio dando la parola ad Annita Garibaldi Jallet, pronipote dell’eroe dei due mondi perché figlia di Sante, a sua volta figlio di Ricciotti Garibaldi. Il primo intervento della Garibaldi è stato brillante e alla mano. Lei che ha detto di aver girato tutto il mondo per queste celebrazioni, si è mostrata meravigliata, ma con soddisfazione, della partecipazione di tante persone in una piccola comunità come quella di Treia. Subito dopo ha seguito la lettura da parte di Renato Pagliari di un brano presente in un giornale del 1932, pubblicato in occasione dell’inaugurazione del Monumento ai Caduti di Treia. Poi due giovani musicisti, Matteo Ortenzi e Davide Pucci, hanno suonato e cantato la famosa Ballata del Bellente, scritta da Giuseppe Gasparrini per ricordare le gesta del brigante appignanese Pietro Masi, detto Bellente, un renitente alla leva che diventò brigante e che fu ucciso in territorio di Treia. La tragedia chiuse a Treia il periodo dell’occupazione napoleonica. Da quella vicenda, puntualizzata da una conversazione con il prof. Mario Buldorini, Meriggi ha cominciato a raccontare, utilizzando immagini inerenti al parlato, lo sviluppo del patriottismo treiese, attraverso lo svolgersi dei fatti e la vita dei vari personaggi.

E’ emerso subito che le radici del Risorgimento locale hanno visto come protagonisti il conte Andrea Massimiliano Broglio d’Ajano, che, dopo aver combattuto in zona e anche con Gioacchino Murat, andò a morire nel 1828 in Grecia per la libertà di quei popoli, il poeta Giacomo Leopardi che scrisse la canzone “A un vincitore nel pallone” dedicandola al giocatore di bracciale treiese Carlo Didimi, e lo stesso giocatore Carlo Didimi. Quest’ultimo fu il primo organizzatore a Treia di attività di cospirazione contro il governo dello Stato pontificio. Il Didimi, insieme ai suoi compagni giocatori locali Luigi Butironi (di cui Meriggi ha mostrato per la prima volta la foto inedita) e Pacifico Fortunati, approfittava delle trasferte per le partite per avvicinare altri patrioti e le associazioni carbonare. Partecipò anche ad azioni militari a causa delle quali venne anche perseguitato col rischio dell’arresto. La signora Maria Teresa Fuscà, discendente di Didimi, ha puntualizzato aspetti della vita del campione e riferito alcuni aneddoti sul personaggio e la sua famiglia. Meriggi ha mostrato per la prima volta il certificato di morte di Didimi dal quale ha ricavato diverse informazioni. Poi è stata data la parola al prof. Leone Cungi di Monte S. Savino, studioso del gioco del pallone col bracciale, il quale ha presentato una breve relazione, con immagini, sui rapporti di Didimi con altri giocatori italiani patrioti. Carlo Didimi fece a Treia molti proseliti tra i giovani, tanto che diversi di loro abbracciarono le sue idee politiche e partirono per le guerre di indipendenza per arruolarsi nell’esercito regolare o come volontari nelle file garibaldine. Il conduttore ha iniziato a parlare dell’epopea garibaldina e dei treiesi che combatterono con Garibaldi.

A questo punto sono emerse alcune novità e sorprese. Contrariamente a quanto ritenuto finora, Meriggi ha dimostrato che numerosi sono stati i patrioti treiesi che hanno combattuto nelle file garibaldine come volontari e non solo i due ricordati in una iscrizione marmorea nel palazzo comunale. Sono stati fatti i nomi di tutti, attraverso la testimonianza di fonti d’archivio, e sono stati indicati i luoghi in cui hanno combattuto. Altra sorpresa interessante è stata la presentazione della foto di Luigi Bonvecchi, assolutamente sconosciuta a Treia, il garibaldino treiese che partecipò alla spedizione dei Mille. Di lui e del garibaldino locale Giovanni Sacchi, morto a Bezzecca, sono stati presentati documenti riguardanti la loro vita, la famiglia e il mestiere che svolgevano. Garibaldini treiesi furono presenti in tutte le battaglie condotte da Garibaldi, come Filippo Pierucci che nel 1849 prese parte alla difesa della Repubblica romana e del quale il pronipote Silvano ha presentato dei curiosi documenti, come i Comandamenti del garibaldino, e la camicia rossa con cappello del suo avo, del quale Meriggi ha mostrato anche la foto finora sconosciuta. Altri treiesi furono presenti in Trentino, alla difesa di Venezia, nella battaglia di Lissa e in quella di Castelfidardo, a Mentana e alla Breccia di Porta Pia. Meriggi ha fatto i nomi di tutti e ha voluto che l’elenco completo venisse allegato nella cartella di sala distribuita a tutti gli intervenuti. Interessante è stato anche il riferimento ad intellettuali e politici treiesi che hanno contribuito all’Unità d’Italia, come il dantista Giulio Acquaticci, del quale ha parlato la discendente Stefania Acquaticci, e il deputato e senatore del primo parlamento Carlo Luzi, il cui discendente marchese Gianfranco Luzi era presente in sala.

L’exursus storico è stato alleggerito, come detto all'inizio, da brani cantati dai due musicisti, riguardanti canti contadini marchigiani dell’epoca e canzoni popolari sull’emigrazione. Il lettore ha più volte letto brani di sonetti riguardanti i costumi dell’epoca del poeta-sarto treiese Raffaele Lausdei. Alla fine Annita Garibaldi ha chiuso l’evento con un intervento interessante nel quale ha ripreso i temi trattati da Meriggi e li ha puntualizzati e sottolineati. Ha anche elogiato il lavoro svolto a Treia dicendo che la manifestazione è stata ben organizzata e condotta. Alla fine Meriggi ha letto una poesia, scritta negli anni Cinquanta del Novecento dal poeta locale Rolando Sensini, avente per tema il pianto di una madre davanti al ritratto del figlio morto in guerra e, salutando i presenti, ha auspicato un futuro migliore per l’Italia unita, riferendo parole del Presidente della Repubblica.

Per concludere, una breve considerazione... Il senso di appartenenza e l'amore per il luogo in cui si vive è una condizione essenziale per il riconoscersi ri-abitanti bioregionali. Infatti nella adesione al bioregionalismo non si chiede l'appartenenza stretta all'etnia originaria di una data bioregione ma si sottintende la piena compartecipazione all'habitat ed alla cultura che vi si manifesta, nell'agire in sintonia con i viventi e confondendosi nella storia e tradizione locale. Perciò è importante conoscere il substrato culturale in cui una società bioregionale ha trovato il suo humus. Per questa trasmissione ringrazio vivamente Alberto Meriggi.


Paolo D'Arpini

Referente P.R. Rete Bioregionale Italiana
Presidente del Circolo vegetariano VV.TT.



Carta degli intenti della R.B.I.: http://retebioregionale.go.ilcannocchiale.it/?r=28856
Sito del Circolo VV.TT.: http://www.circolovegetarianocalcata.it/

(Nota: la foto in bianco e nero è di Gustavo Piccinini)

Certi Diritti: "ASL di Terni rifiuta cure ormonali a transessuale detenuto in carcere"

GRAVE COMPORTAMENTO DISCRIMINATORIO DELLA ASL DI TERNI CHE RIFIUTA LE CURE ORMONALI A TRANSESSUALE DETENUTA. GIUDICE DI SORVEGLIANZA ORDINA ALLA ASL IL MANTENIMENTO GRATUITO DELLA CURA E L'ASL FA RICORSO.


ESPOSTO DI CERTI DIRITTI ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA

Deputati Radicali presentano il 21 ottobre 2011 interrogazione parlamentare urgente a risposta scritta:

Comunicato Stampa dell'Associazione Radicale Certi Diritti

Il comportamento della Asl di Terni che ha deciso di non dare assistenza terapeutica ad una transessuale detenuta nel carcere di Terni è gravissimo. Ancora più gravi sono le ragioni addotte dalla Asl, basate sull'ignoranza e il pregiudizio discriminatorio, per le quali è dovuto intervenire il Giudice di Sorveglianza che con un'ordinanza ha detto alla Asl di garantire la somministrazione gratuita degli ormoni.

Non soddisfatta la Asl ha annunciato un ricorso alla Corte di Cassazione perchè 'nessuna legge impone la somministrazione di ormoni agli uomini'.

La gravissima vicenda verrà segnalata alla Procura della Repubblica di Terni.

I deputati Radicali, prima firmataria Rita Bernardini, hanno oggi depositato una interrogazione parlamentare urgente sulla vicenda.

Qui di seguito il testo integrale dell'interrogazione parlamentare:


Interrogazione urgente a risposta scritta:

Al Ministero della Sanità
Al Ministero della Giustizia

Secondo informazioni di stampa il magistrato di sorveglianza di Spoleto ha, con un'ordinanza, dato indicazioni alla Asl di Terni di sostenere le spese necessarie a garantire le cure ormonali ad una persona transessuale detenuta nel carcere di Terni motivando la decisione in quanto "la sua integrità psicofisica viene garantita unicamente dalle cure già intraprese prima della detenzione";

La Asl di Terni ha annuciato che farà ricorso contro questa ordinanza perchè sostiene che 'la legge non include la prescrizione di ormoni sessuali femminili a soggetto maschile';

A seguito del ricorso dovrà esprimersi la Corte di Cassazione

Per sapere:

- In base a quali ragioni medico-scientifiche la Asl stabilisce che una persona transessuale detenuta non possa avere l'assistenza sanitaria necessaria così come previsto dalla legge?
- quali sarebbero gli articoli di legge che impediscono ad una persona transessuale di ricevere le cure ormonali necessarie al suo stato fisico e comportamentale;
- quanti sono i casi di Asl che stabiliscono al di fuori di competenze medico-sanitarie se un detenuto può ricevere assistenza sanitaria;

- quali iniziative intende prendere il Ministero della Sanità nei confronti della Asl che rifiuta l'assistenza di terapie alla detenuta transessuale?

Rita Bernardini
Marco Beltrandi
Maria Antonietta Farina Coscioni
Matteo Mecacci
Maurizio Turco
Ellisabetta Zamparutti



(Fonte Condominio Terra)