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domenica 16 settembre 2012

Israele - In azione le DIME, bombe atomiche portatili, per la guerra urbana?




PREMESSO CHE TUTTO QUESTO CHE VIENE QUI SOTTO RIPORTATO NECESSITA DI VERIFICHE, MI CHIEDO: MA I COSIDDETTI MOVIMENTI PACIFICISTI, UMANITARI, ANTINUCLEARI, QUELLA SINISTRA UN TEMPO IMPEGNATA CONTRO LE GUERRE E I GENOCIDI, CHE FINE HANNO FATTO?
POSSIBILE CHE QUANDO SI TRATTA DI ISRAELE, DELLE SUE MALEFATTE, TUTTI DIVENTANO CIECHI E SORDI? E PERCHE’?

Bombe nucleari USA: in Italia destinazione Israele

Non c’è freno all’orrore che dilania la Palestina. Dopo i cecchini addestrati a menomare i bambini sparando agli occhi, dopo le bombe al fosforo, gli ordigni a grappolo e all’uranio impoverito, Tsahal sperimenta una novità sulla pelle di un milione e mezzo di palestinesi rinchiusi nei lager di nuova generazione. Causano un’esplosione radioattiva di breve raggio. In teoria limitano i danni collaterali. L’acronimo è “Dime” (Dense Inert Metal explosive). E’ un involucro in fibra di carbonio imbottito con tungsteno, cobalto, nickel o acciaio. Queste bombe rilasciano micro-schegge che tranciano tessuti molli e tendini. I feriti sono così destinati a morte sicura, poiché le schegge impercettibili restano nel corpo, provocando il cancro.


L’ atomica in miniatura - ideata e fabbricata negli Stati Uniti d’America - viene attualmente utilizzata a Gaza dall’esercito israeliano sui civili palestinesi. La notiziadel giorno è disarmante. Una gola profonda rivela: “Le Dime sono stoccate in Italia,nella base di Camp Darby in provincia di Livorno”. Una conferma indirettaall’accordo militar-commerciale stipulato dal governo Berlusconi con lo Stato israeliano. Ovviamente, dietro la regia dello zio Sam. Si attende urgente smentita del primo ministro Monti Mario, con prove alla mano verificabili dall’opinione pubblica.

In ogni caso l’Italia conferma la sua sovranità azzerata.

Le Monde - Come riporta il quotidiano francese del 13 gennaio 2009: «Due medici norvegesi presenti a Gaza affermano di “aver visto delle vittime provocate da un nuovo tipo di arma, le DIME”. Dei feriti di un tipo nuovo –adulti e bambini le cui gambe non sono altro che dei moncherini bruciati e sanguinolenti- sono stati mostrati in questi ultimi giorni dalle televisioni arabe che trasmettono da Gaza. Domenica 11 gennaio, sono stati due medici norvegesi, i soli occidentali presenti nell’ospedale della città, che ne hanno dato testimonianza. I dottori, Mads Jilbert e Erik Fosse, che intervengono nella regione da una ventina d’anni con l’Organizzazione non governativa norvegese Norwac, sono potuti uscire dal territorio della città con 15 feriti gravi, attraverso la frontiera con l’Egitto. Non senza alcuni ultimi ostacoli: “Tre giorni fa, il nostro convoglio, per di più condotto dal Comitato internazionale della Croce rossa, è dovuto tornare indietro prima di arrivare a Khan Younis, dove alcuni dei carri armati hanno sparato per stopparci”, hanno detto ai giornalisti presenti ad Al-Arish. Due giorni piu tardi, il convoglio è riuscito a passare ma i medici e l’ambasciatore norvegese venuto ad accoglierli, sono stati bloccati tutta la notte “per ragioni burocratiche” all’interno del terminal della frontiera di Rafah, semi-aperto unicamente per alcune missioni mediche (…) “All’ospedale al-Shifa, di Gaza, non abbiamo visto delle bruciature al fosforo, né dei feriti da bombe a sottomunizioni (cluster bombs). Abbiamo visto ferite di cui abbiamo tutte le ragioni di pensare che siano state provocate da un nuovo tipo di arma, sperimentato da militari americani e conosciuta sotto l’acronimo DIME –(Dense Inert Metal Explosive)” hanno dichiarato i medici. Piccole bolle di carbone contenenti una lega di tungsteno, cobalto, nichel e ferro, queste armi hanno un enorme potere esplosivo, che si dissipa nell’arco di 10 metri. “A 2 metri il corpo è tagliato in due; a 8 le gambe sono tagliate, bruciate come da migliaia di punture d’ago. Non abbiamo visto i corpi scarnificati ma molti amputati. Ci sono stati casi simili nel Libano del sud nel 2006 e ne abbiamo visti a Gaza lo stesso anno, durante l’operazione “Pioggia d’estate”. Alcuni esperimenti su dei ratti hanno mostrato che le particelle che restano nel corpo sono cancerogene” hanno spiegato i medici (…) “i feriti non hanno nessuna traccia di metallo nel corpo, ma delle strane emorragie interne. Una materia brucia i loro vasi e provoca la morte senza che noi possiamo fare nulla”.


Effetti mortali - «Siamo in contatto con medici che operano anche nella Striscia di Gaza, abbiamo visto immagini, già fatto studi approfonditi sulle armi utilizzate dagli israeliani in Libano nel 2006 e siamo arrivati alla conclusione che le ferite che vediamo oggi a Gaza sono identiche a quelle in Libano; e allora vennero utilizzate ‘Dime’ e fosforo bianco»: dichiara Paola Manduca, docente universitaria di genetica e rappresentante del ‘New weapons committee’ di Genova, un gruppo di accademici, ricercatori e studiosi di tutto il mondo che studia gli effetti degli ultimi ritrovati dell’industria bellica sugli individui e sulle popolazioni. «I Dime - confermala Manduca - sono un prodotto dell’industria americana di cui si conosce l’esistenza dal 2004 ma che teoricamente non dovrebbero essere in commercio se ci si attiene alle dichiarazioni ufficiali; in realtà il loro impiego nel 2006 da parte degli israeliani in Libano è stato accertato». La rappresentante del ‘New weapons committee’ spiega che i ‘Dime’ sono ordigni studiati per la guerra urbana e considerati dai loro ideatori ‘strumenti adeguati’ per ridurre i danni collaterali perché hanno una potenza controllabile e una forza distruttiva che in genere varia tra i cinque e i 10 metri. «I ‘Dime’ - continua la Manduca - contengono nano-particelle di materiale pesante che a seconda della foggia del contenitore vengono diffuse in maniera omogenea o secondo alcune particolari forme; i tanti casi di amputazione sono probabilmente dovuti a ‘Dime’ che rilasciano le particelle plasmandole come una lama che trancia di netto qualunque cosa trovi all’interno del suo raggio di azione; ecco perché tante persone, bambini e donne, vengono ritrovati con braccia e gambe amputate, ma senza nessun frammento nel resto del corpo; anche l’innesco può essere modificato in base alle necessità. Volendo paragonare i ‘Dime’ a qualcosa che ci è più familiare, provate a immaginare delle accette giganti lanciatevi contro a folle velocità». Sembra fantascienza, continua la docente genovese, ma sono armi reali che uccidono o lasciano con gravi disabilità chi viene colpito.

Gianni Lannes

Fonte: sulatestagiannilannes

lunedì 20 agosto 2012

ISM-Italia: "No alla licenza israeliana e occidentale di aggredire e di uccidere.."



Dovrebbe essere sufficiente ai sionisti, capaci di coprire tutte le sponde, quelle di destra, quelle di centro e quelle di sinistra, leggere quanto viene scritto sui giornali israeliani sulla minaccia, all'apparenza sempre più concreta, di un attacco all'Iran, per essere almeno più prudenti nelle manifestazioni di una islamofobia, sempre più allucinante, e nel loro cieco sostegno a un governo di criminali di guerra come quello israeliano.

Non ci interessa entrare qui nella discussione infinita sulla probabilità che un attacco israeliano si verifichi, domani, dopodomani, tra qualche mese, prima o dopo le elezioni americane. Rimane a nostro parere del tutto valido quanto scritto da Giorgio S. Frankel nel suo L'Iran e la bomba, DeriveApprodi 2010, sull'atomica più lenta della Storia, un sistema escogitato da Israele per mantenere alta la tensione, in Medio Oriente, dopo la caduta dell'Unione Sovietica.

Ci interessa invece sottolineare l'assoluto silenzio che accompagna le dichiarazioni dei sostenitori della licenza israeliana e occidentale di aggredire e di uccidere.
Il silenzio dei difensori a oltranza dei cosiddetti valori occidentali (in che cosa consistano e dove siano conservati è sempre più misterioso) sostituiti dalle killing lists di Obama, dalle numerose Guantanamo e dall'elenco senza fine delle barbarie e dei crimini che vengono commessi in nome della democrazia.

Israele è uno stato coloniale di insediamento che ha come obiettivo di completare la pulizia etnica della Palestina iniziata nel 1947. A questo scopo è necessaria una guerra del terrore permanente. Nonostante l'immagine di modernità che tenta in ogni occasione di vendere, la guerra e il terrorismo sono la base della coesione della società israeliana. Le minacce di guerra hanno sempre avuto anche una funzione interna. Sono, in questo periodo, una risposta al malessere di una piccola borghesia impoverita che ha protestato nei mesi scorsi senza mettere in discussione il regime sionista, ma che è sensibile alle sirene del nazionalismo. Il messaggio è sempre lo stesso: Israele deve difendersi da minacce esistenziali e quindi si può permettere ogni crimine.

Gideon Levy ha paragonato recentemente, sul quotidiano israeliano Haaretz, lo Stato di Israele alla mafia, sottolineando però la sua incapacità di passare dalla fase iniziale di violenza brutale alla fase in cui entra in società indossando guanti bianchi.

Lo stesso sta accadendo in Siria.

Dovrebbe essere sufficiente agli esportatori di democrazia, di destra, di centro e di sinistra, leggere l'ultimo articolo di Bernard-Henri Lévy, apparso e subito scomparso dal Corriere della Sera del 16 agosto, La fine di Assad – Aleppo come Bengasi – L'Occidente intervenga, per rendersi conto di quali siano i reali obiettivi del neocolonialismo occidentale in Medio Oriente, dopo le vicende degli ultimi anni e non solo.

In particolare dopo la liberazione della Libia.

“I dittatori non prendono vacanze!, esordisce il Lévy, per poi porsi ben 7 domande: bisogna intervenire? Come intervenire? Che tipo di intervento? Chi per questo intervento? Quale ruolo ha la Francia in tale contesto? E, al di là della Francia, L'Europa? Quello dell'iniziatore, del facilitatore, dell'architetto? La voce della Francia è ascoltata. La Francia gode, nella regione del prestigio che la sua azione in Libia le ha dato (sic!). C'è il rischio di un incendio esteso alla zona circostante? E il dopo Assad?”(1). Questo il florilegio delle intenzioni bellicose del noto intellettuale francese, che, è bene ricordarlo, è aduso a sostenere che l'esercito israeliano non è solo il più morale del mondo, ma anche il più democratico.

Ma il discorso va oltre le vicende mediorientali. Chi ha bisogno di una guerra in queste circostanze storiche? Il finanz-capitalismo non riesce a uscire dalla spirale di distruzione delle risorse mondiali, è avvitato su sé stesso in un percorso suicida e omicida. Ha bisogno di una guerra per ristabilire un equilibrio a suo favore.

Dovere morale e politico di quanto rimane della coscienza democratica del paese è di denunciare, immediatamente, i pericoli imminenti e di mobilitarsi prima, e non dopo, che una nuova guerra di dimensioni imprevedibili renda la protesta un inutile alibi.

Il coordinamento di ISM-Italia
19 agosto 2012
(1) www.lemonde.fr/idees/article/2012/08/14/des-avions-pour-alep_1745994_3232.html-

- Palestina News - voce di ISM (International Solidarity Movement) Italia http://www.ism-italia.org

sabato 11 agosto 2012

Maurizio Barozzi: "Analisi della situazione internazionale con particolare riferimento alla Siria ed all'Iran"



E’ oramai evidente a tutti che, mentre dalle parti dello stretto di Hormutz, tra una manovra aereonavale e l’altra soffiano venti di guerra, in Siria di fatto è già guerra, sia pure per ora contenuta a livello locale anche grazie alla resistenza di Assad e all’appoggio della Russia.

Molte sono le voci che paragonano la situazione attuale a quella del 1914, quando il meccanismo bellico, perversamente messo in modo da certe massonerie internazionali, portò a Serajevo e quindi alla carneficina della Grande Guerra. Maurizio Blondet, con un esemplare articolo "Siamo nel 1914", pubblicato sul Sito della Effedieffe, ne ha appunto tracciato un parallelismo storico.

Ovviamente, come allora, non tutti sono propensi a rischiare un altro macello, visto che nessuno può garantire che un attacco all’Iran possa rimanere nei limiti regionali ed oltretutto si è coscienti, anche per il fatto che l’Iran, militarmente parlando, potrebbe essere un osso duro; che il coinvolgimento di altre Nazioni e quindi l’utilizzo di armi nucleari difficilmente potrà essere evitato, con la conseguenza di apportare gravi ed irreversibili danni a buona parte del pianeta.

Negli Usa, sembrano emergere, all’interno dell’Amministrazione americana, voci discordi che magari non si espongono direttamente, ma in qualche modo, trasversale e sibillino, fanno filtrare un certo dissenso all’avventura bellica. Anche in Israele non tutte le campane suonano dalla stessa parte, quella belluina, e anche qui si riscontrano esternazioni di varie personalità, addirittura ex alti dirigenti del Mossad che denunciano i pericoli che si stanno correndo ed esprimono dissenso alla linea bellicista.

Certamente quando leggiamo queste esternazioni di ex dirigenti del Mossad dobbiamo sempre prenderle con le molle, perchè a nostro avviso recitano anche un certo gioco delle parti.

In ogni caso, tutto sembrerebbe (il condizionale è d’obbligo) andare verso la catastrofe e a quanto sembra, per la necessità di coinvolgere sul campo gli Usa, è necessario scatenarla prima delle elezioni americane.

Vari osservatori, e Blondet tra questi, infatti, hanno supposto che un Obama al secondo mandato e non più vincolato ai voti dell’elettorato ebraico, potrebbe defilarsi dall’appoggiare la “guerra a tutti i costi”. Stessa cosa per il suo avversario Romney, il quale nonostante il suo iper sionismo, potrebbe ben ripensarci a farsi trascinare in guerra non appena eletto. Tutto potrebbe essere rinviato con imprevedibili sviluppi futuri non favorevoli a chi vorrebbe oggi risolvere di forza la situaizione.

Quindi siamo alla vigilia di una guerra?

Difficile dirlo, perchè a nostro avviso, a differenza del 1914 e in un certo senso del 1939, proprio il fattore “atomico”, consiglia a tutti la massima prudenza, e non pochi ritengono che, con il tempo, sia possibile “ammorbidire” le posizioni russo – cinesi, magari attraverso un lavorio interno, in cui le grandi massonerie mondialiste sono maestre, che ne scardini o indebolisca gli attuali leader, in particolare Putin.

A questa “speranza” che la parola non passi al cannone, si oppone però la problematica situazione finanziaria internazionale.

Come noto dal 2007 la crisi finanziaria, innescata dalle grandi speculazioni finanziarie internazionali, è divenuta irreversibile e il mostruoso e gigantesco ragno che ha tessuto la sua tela su tutto il pianeta, ovverosia la International Banking Confraternity, ovverosia i Banskesters, non hanno potuto fare a meno che stringere i lacci di usura ed imporre direttamente al governo, in varie situazioni nazionali, uomini del loro entourage, disattendendo così alla loro atavica prudenza che li aveva sempre consigliati di agire dietro le quinte e operare attraverso i politici locali, i cosiddetti “camerieri delle banche”.

E’ evidente che una guerra sarebbe benvenuta per i banksters perchè gli consentirebbe di moltiplicare i guadagni, ma soprattutto gli consentirebbe di imporre certe direttive di globalizzazione finanziaria a tutto il mondo, senza troppe lungaggini di tempo. Anche una sensibile riduzione della popolazione mondiale, non dispiacerebbe a questi criminali.

Quindi la situazione internazionale è alquanto fluida, imprevedibile, ma certamente carica di pericolose incognite.

Ma a questo punto poniamoci alcune domande.

Perchè certi “Centri”, chiamiamoli così, sono disposti a rischiare un olocausto nucleare, sono propensi a rivoltare mezzo pianeta, in sostanza per impedire all’Iran forse un possibile, ma al momento non di certo reale, futuro armamento nucleare?

Perchè questa violenta e pervicace intenzione di volere a tutti i costi distruggere l’Iran e detronizzare Assad facendo della Siria un altro scempio come quello che si è appena consumato in Libia?

Possibile che il gioco valga la candela?

Tutto questo, di certo non può essere messo in relazione ad un eventuale pericolo militare che correrebbe Israele. Lo Stato ebraico, gode della sicura protezione, economica, politica e militare degli Stati Uniti, ma se questo non bastasse lo Stato ebraico è anche una potenza atomica dotata di sofisticate armi a testata nucleare. Nulla e nessuno potrebbe minacciarlo seriamente, senza contare che, più o meno in tutto il pianeta la presenza dell’ebraismo internazionale è in grado di condizionare e ricattare le amministrazioni e le classi poltiche.

Quindi, se non ci sono pericoli, almeno per i prossimi 15 anni, che questa situazione possa essere ribaltata, perchè accelerare i preparativi bellici, perchè porre tutto il mondo sul filo del rasoio, perchè questa assurda volontà di voler a tutti i costi distruggere l’Iran?

La faccenda sfugge alle normali analisi strategiche e geopolitiche e fa intuire che sotto sotto ci sia qualche altra cosa.

E questa altra “incognita”, questa variante può essere una sola: la volontà di sfruttare il momento storico favorevole al fine di imporre con la forza un Repubblica Universale con capitale a Gerusalemme, un Nuovo Ordine Mondiale che sarebbe immediatamente attuato non appena le fiamme delle guerra, con tutte le loro immani distruzioni, si siano placate.

Chi ha studiato la storia, sia dal punto di vista delle evoluzioni geopolitiche che dal punto di vista dei rapporti internazionali, non trascurando quei retroscena che si svolgono dietro le quinte degli avvenimenti storici, si rende perfettamente conto che ci sono alcune “Forze”, animate da una inimmaginabile volontà di potenza, che stanno da secoli perseguendo il miraggio di un dominio mondiale assoluto e planetario.

Dalle vecchie massonerie con grembiulino e compasso, oggi oramai relegate a reliquie storiche o mercato di scambio favori, anche perchè non ci sono più Troni o Altari o Fascismi da combattere, e quindi sostituite dalla moderne massonerie mondialiste, alle ristrette grandi Famiglie della Finanza internazionale oramai proprietarie di quasi tutto il pianeta, ai sogni messianici di un dominio su tutti i popoli della terra, come promesso da Dio alla sua “gente eletta”, chi studia la Storia si accorge come queste “forze”, steps by steps, hanno sempre operato verso il fine del dominio mondiale.

Certo ci sono stati “strappi” a questa strategia, interruzioni, deviazioni e quant’altro, del resto la stessa eterogenesi dei fini, sembrerebbe indicare che non possono essere evitate “azioni contrarie” che proprio quando tutto sembra realizzarsi come programmato, ribaltano la situazione, ma grosso modo, almeno fino ad oggi, questi programmi mondialisti si sono puntualmente realizzati: la creazioni di grandi Istituti e Organizzazioni mondialiste in grado di comandare su i singoli Stati, gli enormi passi verso una moneta unica, una polizia unica, e soprattutto la grande diffusione del pensiero modernista, neoradicale, la vera carta vincente del mondialismo, hanno oramai gettato le premesse per raccogliere i frutti ed edificare la Repubblica Universale.

Ma i rapporti internazionali, le situazioni geopolitiche non sono elementi statici, sono viceversa elementi in continuo movimento ed evoluzione, e proprio per questo, probabilmente, questo “Centro” che detta e promuove certe strategie da secoli, ritiene forse che, a tutti i costi, occorre forzare adesso la situazione, perchè nel giro di pochi anni tutto potrebbe essere rimesso in discussione.

Ecco con questi pochi appunti e considerazioni, abbiamo voluto tirare le somma della situazione attuale. A settembre – ottobre ne riparleremo.

Maurizio Barozzi

giovedì 12 aprile 2012

Hebron (Palestina) - 11 aprile 2012: Arrestati dai militari israeliani ignari pacifisti italiani - Ennesimo atto di prepotenza d'Israele



E' per l'ennesima volta Israele viola ogni diritto internazionale e assalta ed arresta persone pacifiche durante un convegno internazionale sulla resistenza pacifica popolare, è terribile ciò che sta succedendo in Palestina da quando prende inizio la lotta pacifica popolare in quanto continuano gli arresti e le uccisioni e lacrimogeni per disperdere le manifestazioni pacifiche, questo avviene solo nella Palestina Occupata da un esercito che con la forza vorrebbe che la popolazione reagisca con la violenza per avere più alibi agli attacchi indiscriminati tipo "cowboyeschi" contro i "pellerossa".

Il mondo continua a tacere ed il mondo dell'economia "vedi monti" continua a siglare accordi militari e scambi di armamenti sofisticati per distruggere ciò che rimane di un popolo che invoca "AIUTO"....

Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo Mahatma Ghandi

Amira Hass (attivista)ricorda le parole di un attivista di Solidarność: “Non avremmo mai pensato di vivere abbastanza da vedere crollare il regime – ma se lotti contro l’ingiustizia non lo fai per il risultato. Lotti perché bisogna lottare”.

Valeria Sonda - valeria.sonda@alice.it
Diritti Globali Peacelink

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Marco, Giorgio, Abdellah e Issa liberi subito – stop illigal deportation

l'11 aprile 2012, sono stati arrestati Marco e Giorgio, cittadini italiani, dalle forze di occupazione israeliane nella città di Hebron. A breve avrà luogo il processo e sembra molto probabile l'espulsione forzata in Italia, con l'accusa di manifestazione non autorizzata, sebbene non fosse in atto alcuna manifestazione.


Si tratta di un attivista impegnato in azioni nonviolente, che stava partecipando alla Conferenza Internazionale per la Resistenza Popolare. Gli arresti sono avvenuti durante la pausa pranzo. Nella stessa operazione militare sono stati arrestati Issa Amro, noto attivista nonviolento del gruppo “youth against the settlements” di Hebron, e Abdellah Abu Rahma, coordinatore della conferenza.


Riteniamo che l'avvenuto sia esemplificativo del comportamento delle forze di occupazione all'interno dei territori palestinesi, come si permettano di arrestare torturare ed ammazzare gli abitanti locali al fine di sottrarre loro la loro terra.


L'accusa di partecipazione a manifestazione non autorizzata è quantomai ridicola, infatti gli imputati si trovavano in pausa pranzo durante un'iniziativa di portata internazionale, cui erano presenti anche cariche istituzionali di livello europeo; e la possibilità che gli attivisti subiscano il rimpatrio forzato è inquietante.


Gli arresti hanno avuto luogo nella zona H2 della città, dove la schiacciante maggioranza di palestinesi vive sotto completo controllo israeliano, in balia delle angherie dei coloni ultrasionisti.


Per informazioni chiamate il numero: +070 59 2364644 oppure +970 59 7453221 oppure scrivete a italianism@inventati.org

attivisti ism - italianism@inventati.org


http://italy.palsolidarity.org/2012/04/12/marco-giorgio-abdellah-e-issa-liberi-subito-stop-illigal-deportation/

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Scrivere lettere di protesta chiedendo il rilascio degli arrestati illegalmente.

scrivere agli indirizzi sottoelencati chiedendo il rilascio immediato ed incondizionato dell'attivista, inoltrando se volete questo modello di mail (ovviamente aggiungendo il vostro nome) altrimenti scrivendone un altro:


(versione italiana)


indirizzi:


Unità di crisi
unita.crisi@esteri.it
Ambasciata israeliana in Italia
amb-sec@roma.mfa.gov.il
Consolato israeliano in Italia
cons5@roma.mfa.gov.il




Mi chiamo… (nome e cognome) e scrivo la presente perchè Marco e Giorgio, due attivisti italiani, sono stati incarcerati con due palestinesi dalla polizia israeliana in territori palestinesi senza nessuna specifica ragione.
I due attivisti non erano assolutamente coinvolti in nessuna azione violenta o in qualsiasi altra azione che potesse mettere in pericolo la vita di qualcuno, erano semplicemente nella pausa pranzo della Conferenza Internazionale della Resistenza Popolare.


Al momento sono minacciati da un ordine di deportazione senza aver avuto la possibilità di conoscere i loro diritti e la loro situazione tramite un incontro con un avvocato ne' la possibilità di informare persone che erano presenti durante l’accaduto e potrebbero partecipare a un’udienza del tribunale. Non sarebbe la prima volta che Israele applica un ordine di deportazione senza nemmeno un’udienza. Credo che questo genere di politiche che lo stato di Israele applica quotidianamente non rappresentano ciò che una democrazia dovrebbe rappresentare.


Sono sconvolto dal comportamento della Polizia e dello Stato di Israele e Vi raccomando caldamente di adoperarvi per la loro liberazione e per i Palestinesi arrestati senza ragione che sono con loro, senza nessuna condizione, perché non stavano commettendo nessun reato.






(verisone inglese)


indirizzi:
ambasciata italiana a tel aviv
amb.telaviv@cert.esteri.it
ufficioculturale.telaviv@esteri.it
stampa.telaviv@esteri.it
passaporti.telaviv@esteri.it
visti.telaviv@esteri.it
cittadinanza.telaviv@esteri.it
anagrafe.telaviv@esteri.it
consolato.telaviv@esteri.it
sportellounico.telaviv@esteri.it
info.telaviv@esteri.it


consolati israeliani
segreteria.gerusalemme@esteri.it
milano@israeltra.gov.il




ministero degli affari esteri israeliano:
pniot@mfa.gov.il
mankal@mfa.gov.il
sar@mfa.gov.il


ministero del turismo:
webmaster@tourism.gov.il
info@goisrael.com


My name is … … and I am writing because Marco and Giorgio, two Italian activists, have been imprisoned with two Palestinians from the Israeli police in the Palestinian Territories without any specific reason.


They were not involved in any violent action or in anything who could put in danger the life of anybody, they were just in the lunch break of the International Conference for the Popular Resistance.


They’re now been threatened with a deportation order without giving them to know their rights and their situation from a meeting with a lawyer and the right to inform people who witnessed the event and can participate to a court hearing. It will not be the first time that Israel applies a deportation order without a court hearing. I think that these kind of policies that Israel applies daily do not represent what a democracy should look like.


I am really shocked from the behavior of israeli Police and israeli Government, and I strongly recommend you to endeavor for their liberation and for the Palestinians arrested who were also arrested without any reason with them, without any condition, because they were not doing anything illegal.


… … (nome cognome)






Raccomandiamo vivamente, quando scrivete agli indirizzi delle ambasciate e ministeri israeliani, di mettere in cc i seguenti indirizzi di giornali per aumentare la pressione:


quotidiani@rcs.it
lettere@ilfoglio.it
info@gazzettino.it
redazione@ilmanifesto.it
posta@ilmattino.it
posta@ilmessaggero.it
redazione@ilsecoloxix.it
larepubblica@repubblica.it
lasera@tiscalinet.it
lettere@lastampa.it
ansnews@netvision.net.it
info@agenziaitalia.it
aise@uni.net
info@agenews.it
webinfo@adnkronos.com
unitaonline@unita.it
franca.ferri@quotidiano.net
culture@liberazione.it
webnews24@rai.it
info@agopress.info


(nell'ordine: Corriere della sera, Il foglio, Il gazzettino, Il manifesto, Il mattino, Il Messaggero, Il secolo XIX, La repubblica, La sera, La stampa, ANSA Israele, AGI, AISE, AGE, ADNKRONOS, L’UNITA, Il resto del carlino, Liberazione, Rainews24, Agopress)