Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

martedì 14 agosto 2012

Se i portaborse e le escort sono più importanti dei precari...



Clientelismo. Istituzionalizzato nell’Antica Roma, deve il suo nome ai clientes (dal verbo clùere, obbedire), uomini formalmente liberi, ma in condizioni economiche disagiate, che si mettevano a disposizione di un patronus che offriva loro aiuto e protezione in campo economico e giuridico, giurandogli fedeltà assoluta.

Con l’avvento della Repubblica, gli obblighi dei clientes nei confronti del patronus si estesero anche all’ambito elettorale, eseguendo le indicazioni fornite dal patronus dando a lui, o al candidato da lui prescelto, il proprio voto.

Rimasto pressoché inalterato nei secoli, il clientelismo oggi altro non è che un sistema di potere costruito intorno ad una persona molto influente (generalmente un politico), dove questa assicura privilegi, favori e vantaggi di varia natura a quegli individui che le garantiscano piena fedeltà. Mentre però nell’Antica Roma il patronus manteneva con i propri soldi i clientes, ai giorni nostri il clientelismo implica l'uso delle risorse dello Stato, quindi della collettività, per soddisfare gli appetiti della clientela del politico di turno.

Recentemente è tornato agli onori delle cronache quanto avevamo denunciato 13 mesi fa, all’indomani dell’elezione di Pisapia a Milano, ovvero il licenziamento di oltre 160 precari e l’assunzione di schiere di portaborse. A denunciarlo, con un certo ritardo, è il Corriere della Sera, che rende pubblico anche il Dossier dei Precari di Milano, nato proprio sulla scia della denuncia del fenomeno da parte nostra e di altri blog.

Un anno fa qualche portaborse in attesa di assunzione ci giurò: vi faremo chiudere il sito (a dimostrazione che aveva ragione Falcone sul fatto che non è necessario essere un criminale per avere la mentalità mafiosa). Noi, di tutta risposta, abbiamo fatto come Bertoldo e li abbiamo onorati come si meritano tutti gli arroganti prepotenti che si rispettino: con le natiche.

La vendetta, però, per il clamore suscitato dalle nostre denunce (del resto siamo tra i blog di politica più letti d’Italia) non si è fatta attendere: la nostra petizione per una Piazza ad Enrico Berlinguer a Milano fu oscurata per mesi, nonostante oltre 10mila firme fossero state raccolte tra Milano e Provincia. Quando abbiamo chiesto come inviare le firme (per comodità volevamo inviare agli uffici competenti un pdf), nessuno ci ha risposto.

Poi, sorpresa, a gennaio viene fuori che la giunta ha deciso di intitolare una piazza a Berlinguer per i suoi 90 anni, ma che nessuno sapeva della petizione (difficile, finì in prima pagina sul Corriere della Sera). Morale: l’obiettivo non dichiarato era oscurare il fatto che il merito dell’operazione era dei ragazzi di enricoberlinguer.it. Poco male, l’obiettivo è stato centrato, Bianca ci ha fatto i complimenti e la gente sa che il merito è nostro.

Ma è paradigmatico di un atteggiamento negativo e censorio nei confronti dei non allineati, di chi non applaude ad ogni occasione, di chi critica non per distruggere, ma per migliorare. Ma evidentemente a Palazzo Marino sono troppo occupati a soddisfare gli appetiti post-elettorali di gente i cui curricula saranno pure “eccellenti” come afferma l’assessore Bisconti, ma che smentiscono Pisapia stesso che parlò di Merit System e che invece sta attuando lo Spoil System (a luglio, poco prima delle vacanze, altre tre assunzioni). Il Merit System, infatti, si fa per concorso pubblico. E la garanzia che siano stati scelti i migliori, con l’assunzione a chiamata diretta, non c’è nei fatti.

Senza contare poi una cosa: di fronte ad un aumento esagerato delle tasse e alla svendita di pezzi di patrimonio pubblico per sanare il buco creato in quest’anno dalla giunta, il buon gusto e la morale imporrebbero sobrietà e rispetto, soprattutto nei confronti di quelle 160 famiglie dei precari, alcuni ultra-ventennali, lasciati a casa per far posto ai portaborse, che costano svariati milioni di euro all’anno.

Dire che si assumono meno portaborse della Moratti è una foglia di fico buona per gli sciocchi: il benchmarking (la misurazione della propria performance) in Europa si fa paragonandosi al primo della classifica, non alla peggior amministrazione che Milano abbia mai avuto. Evidentemente, però, a partire dalla giunta fatta col Manuale Cencelli, qualcuno ha voglia di sprecare un’occasione storica a Milano.
Contenti loro, contenti tutti. Poi, però, non si lamentino che al primo anniversario della vittoria di Pisapia in piazza c’erano 150 persone e non 100mila come un anno fa. Tanto da parlare di rimpasto di giunta ad ottobre.


Pierpaolo Farina

(Qualcosa di Sinistra)

lunedì 13 agosto 2012

Tanzania come Italia e Monti come Kikwete...




Tanzania come Italia e Monti come Kikwete (che vuole vendere le riserve dei Masai ai ricchi emiri, per andare a caccia....)

Da un momento all'altro un'importante multinazionale della caccia sportiva potrebbe siglare un accordo che porterebbe allo sgombero in Serengeti di fino a 48 mila membri della famosa tribù africana dei Masai dalla loro terra per fare posto a danarosi re e principi del Medio Oriente a caccia di scimmie, leoni e leopardi. Il via libera all'accordo da parte del Presidente della Tanzania potrebbe essere imminente.

L'ultima volta che la stessa multinazionale ha costretto i Masai a lasciare le loro terre per fare spazio a ricchi cacciatori, uomini e donne sono stati picchiati dalla polizia, le loro case sono state date alle fiamme e il loro bestiame è morto di fame. Ma non appena la stampa ha cominciato a parlarne in modo critico, il Presidente della Tanzania Kikwete ha cambiato posizione e ha fatto tornare i Masai nella loro terra. Questa volta non c'è stata ancora una grande copertura da parte della stampa, ma possiamo sbloccare la situazione e forzare Kikwete a bloccare l'accordo se da subito mettiamo assieme le nostre voci.

I Masai sono gruppi semi-nomadi che hanno vissuto in Tanzania e in Kenya per secoli, giocando un ruolo fondamentale nel preservare il delicato ecosistema. Ma dal punto di vista delle famiglie reali degli Emirati Arabi Uniti, sono ostacoli per i loro lussuriosi party di caccia. Un accordo per sfrattare i Masai per fare posto a ricchi cacciatori stranieri è un male tanto per la fauna protetta quanto per le comunità che verrebbero spazzate via. Mentre il Presidente Kikwete si sta rivolgendo alle elite locali a lui più vicine per convincerle dell'utilità dell'accordo per lo sviluppo, la maggior parte delle persone vorrebbe solo mantenere la terra che sanno il Presidente potrebbe confiscare per decreto.

Sergio De Prophetis

domenica 12 agosto 2012

Risposta ad Eugenio Benetazzo di Luigi Crocco



In risposta all'articolo di Eugenio Benetazzo, pubblicato qui: http://paolodarpini.blogspot.it/2012/08/italia-finanziaria-campare-di-rendita-e.html

Scrive Luigi Crocco da Verona:

Gentilissimo Eugenio Benetazzo, non so se a Malta sorseggiando un aperitivo si sia ispirato a me, poeta L.C di Verona, MA oggi leggendo il giornale l' Arena che il governo Monti rischia sul debito pubblico di essere pure Lui commissariato dal Europa come non bastasse il governo politico precedente, mi sono posto una domada ma se con tutta la sua autorità in Europa di aver messo i conti a posto sul bilancio dello stato meglio del governo che da decenni sembravano a posto.

Ho voluto darci ancora un'occhiata sul ultima soluzione politica di mettere in vendita i beni dello stato meglio i gioielli di famiglia così detti dal governo Andreotti, ma se oggi l'urgenza si è fatta più pressante dico che, qualsiasi governo che vada al potere sul potere di acquisto svalutato 72.22% dal 2001 ai bassi salari oggi di accademica universitaria ignoranza che dimenticano pure i compiti sbagliati dai politici sui governi precedenti da volerli correggere nel portarli a casa, chi è che sul Italia in crisi ha oggi voglia e possibilità di investire miliardi sui beni immobili e ancora miliardi per ristrutturali a diverse attività di ritorno socio economico , per pagare con le tasse il debito pubblico che aumenta ogni anno ?

Morale: almeno ci fosse uno dei nostri governi commissariato dal esercito o dai carabinieri che s'impegni a salvare i bassi salari dal debito PUBBLICO che gli hanno FATTO per entrare in Europa e CONTINUANO ad aumentarglielo oggi 2000 miliardi al 3% composto per la prima rata 73 miliardi nel 2008 e 80 miliardi nel 2012? per aumentare gli anni a 25 ? Basta!

Ieri ho ricevuto due telefonate forse da Jungher Kroger avendolo sentito nel 2010 pochi minuti al telefono come direttore di Italia, Malta, Sloenia.... ma non capendo l' inglese e/o il tedesco e non vedendo il suo numero al cel. gli ho risposto in lingua madre . Mah porco can chi s'elo Lu ! Non capisso un caz.. forsè l'è drio parlarme dei fondi a miliardi di luigi crocco par el me progeto in Europa sui pori salari ? E così per 2 volte ha messo giù il telefono.

In fede Luigi Crocco

sabato 11 agosto 2012

Maurizio Barozzi: "Analisi della situazione internazionale con particolare riferimento alla Siria ed all'Iran"



E’ oramai evidente a tutti che, mentre dalle parti dello stretto di Hormutz, tra una manovra aereonavale e l’altra soffiano venti di guerra, in Siria di fatto è già guerra, sia pure per ora contenuta a livello locale anche grazie alla resistenza di Assad e all’appoggio della Russia.

Molte sono le voci che paragonano la situazione attuale a quella del 1914, quando il meccanismo bellico, perversamente messo in modo da certe massonerie internazionali, portò a Serajevo e quindi alla carneficina della Grande Guerra. Maurizio Blondet, con un esemplare articolo "Siamo nel 1914", pubblicato sul Sito della Effedieffe, ne ha appunto tracciato un parallelismo storico.

Ovviamente, come allora, non tutti sono propensi a rischiare un altro macello, visto che nessuno può garantire che un attacco all’Iran possa rimanere nei limiti regionali ed oltretutto si è coscienti, anche per il fatto che l’Iran, militarmente parlando, potrebbe essere un osso duro; che il coinvolgimento di altre Nazioni e quindi l’utilizzo di armi nucleari difficilmente potrà essere evitato, con la conseguenza di apportare gravi ed irreversibili danni a buona parte del pianeta.

Negli Usa, sembrano emergere, all’interno dell’Amministrazione americana, voci discordi che magari non si espongono direttamente, ma in qualche modo, trasversale e sibillino, fanno filtrare un certo dissenso all’avventura bellica. Anche in Israele non tutte le campane suonano dalla stessa parte, quella belluina, e anche qui si riscontrano esternazioni di varie personalità, addirittura ex alti dirigenti del Mossad che denunciano i pericoli che si stanno correndo ed esprimono dissenso alla linea bellicista.

Certamente quando leggiamo queste esternazioni di ex dirigenti del Mossad dobbiamo sempre prenderle con le molle, perchè a nostro avviso recitano anche un certo gioco delle parti.

In ogni caso, tutto sembrerebbe (il condizionale è d’obbligo) andare verso la catastrofe e a quanto sembra, per la necessità di coinvolgere sul campo gli Usa, è necessario scatenarla prima delle elezioni americane.

Vari osservatori, e Blondet tra questi, infatti, hanno supposto che un Obama al secondo mandato e non più vincolato ai voti dell’elettorato ebraico, potrebbe defilarsi dall’appoggiare la “guerra a tutti i costi”. Stessa cosa per il suo avversario Romney, il quale nonostante il suo iper sionismo, potrebbe ben ripensarci a farsi trascinare in guerra non appena eletto. Tutto potrebbe essere rinviato con imprevedibili sviluppi futuri non favorevoli a chi vorrebbe oggi risolvere di forza la situaizione.

Quindi siamo alla vigilia di una guerra?

Difficile dirlo, perchè a nostro avviso, a differenza del 1914 e in un certo senso del 1939, proprio il fattore “atomico”, consiglia a tutti la massima prudenza, e non pochi ritengono che, con il tempo, sia possibile “ammorbidire” le posizioni russo – cinesi, magari attraverso un lavorio interno, in cui le grandi massonerie mondialiste sono maestre, che ne scardini o indebolisca gli attuali leader, in particolare Putin.

A questa “speranza” che la parola non passi al cannone, si oppone però la problematica situazione finanziaria internazionale.

Come noto dal 2007 la crisi finanziaria, innescata dalle grandi speculazioni finanziarie internazionali, è divenuta irreversibile e il mostruoso e gigantesco ragno che ha tessuto la sua tela su tutto il pianeta, ovverosia la International Banking Confraternity, ovverosia i Banskesters, non hanno potuto fare a meno che stringere i lacci di usura ed imporre direttamente al governo, in varie situazioni nazionali, uomini del loro entourage, disattendendo così alla loro atavica prudenza che li aveva sempre consigliati di agire dietro le quinte e operare attraverso i politici locali, i cosiddetti “camerieri delle banche”.

E’ evidente che una guerra sarebbe benvenuta per i banksters perchè gli consentirebbe di moltiplicare i guadagni, ma soprattutto gli consentirebbe di imporre certe direttive di globalizzazione finanziaria a tutto il mondo, senza troppe lungaggini di tempo. Anche una sensibile riduzione della popolazione mondiale, non dispiacerebbe a questi criminali.

Quindi la situazione internazionale è alquanto fluida, imprevedibile, ma certamente carica di pericolose incognite.

Ma a questo punto poniamoci alcune domande.

Perchè certi “Centri”, chiamiamoli così, sono disposti a rischiare un olocausto nucleare, sono propensi a rivoltare mezzo pianeta, in sostanza per impedire all’Iran forse un possibile, ma al momento non di certo reale, futuro armamento nucleare?

Perchè questa violenta e pervicace intenzione di volere a tutti i costi distruggere l’Iran e detronizzare Assad facendo della Siria un altro scempio come quello che si è appena consumato in Libia?

Possibile che il gioco valga la candela?

Tutto questo, di certo non può essere messo in relazione ad un eventuale pericolo militare che correrebbe Israele. Lo Stato ebraico, gode della sicura protezione, economica, politica e militare degli Stati Uniti, ma se questo non bastasse lo Stato ebraico è anche una potenza atomica dotata di sofisticate armi a testata nucleare. Nulla e nessuno potrebbe minacciarlo seriamente, senza contare che, più o meno in tutto il pianeta la presenza dell’ebraismo internazionale è in grado di condizionare e ricattare le amministrazioni e le classi poltiche.

Quindi, se non ci sono pericoli, almeno per i prossimi 15 anni, che questa situazione possa essere ribaltata, perchè accelerare i preparativi bellici, perchè porre tutto il mondo sul filo del rasoio, perchè questa assurda volontà di voler a tutti i costi distruggere l’Iran?

La faccenda sfugge alle normali analisi strategiche e geopolitiche e fa intuire che sotto sotto ci sia qualche altra cosa.

E questa altra “incognita”, questa variante può essere una sola: la volontà di sfruttare il momento storico favorevole al fine di imporre con la forza un Repubblica Universale con capitale a Gerusalemme, un Nuovo Ordine Mondiale che sarebbe immediatamente attuato non appena le fiamme delle guerra, con tutte le loro immani distruzioni, si siano placate.

Chi ha studiato la storia, sia dal punto di vista delle evoluzioni geopolitiche che dal punto di vista dei rapporti internazionali, non trascurando quei retroscena che si svolgono dietro le quinte degli avvenimenti storici, si rende perfettamente conto che ci sono alcune “Forze”, animate da una inimmaginabile volontà di potenza, che stanno da secoli perseguendo il miraggio di un dominio mondiale assoluto e planetario.

Dalle vecchie massonerie con grembiulino e compasso, oggi oramai relegate a reliquie storiche o mercato di scambio favori, anche perchè non ci sono più Troni o Altari o Fascismi da combattere, e quindi sostituite dalla moderne massonerie mondialiste, alle ristrette grandi Famiglie della Finanza internazionale oramai proprietarie di quasi tutto il pianeta, ai sogni messianici di un dominio su tutti i popoli della terra, come promesso da Dio alla sua “gente eletta”, chi studia la Storia si accorge come queste “forze”, steps by steps, hanno sempre operato verso il fine del dominio mondiale.

Certo ci sono stati “strappi” a questa strategia, interruzioni, deviazioni e quant’altro, del resto la stessa eterogenesi dei fini, sembrerebbe indicare che non possono essere evitate “azioni contrarie” che proprio quando tutto sembra realizzarsi come programmato, ribaltano la situazione, ma grosso modo, almeno fino ad oggi, questi programmi mondialisti si sono puntualmente realizzati: la creazioni di grandi Istituti e Organizzazioni mondialiste in grado di comandare su i singoli Stati, gli enormi passi verso una moneta unica, una polizia unica, e soprattutto la grande diffusione del pensiero modernista, neoradicale, la vera carta vincente del mondialismo, hanno oramai gettato le premesse per raccogliere i frutti ed edificare la Repubblica Universale.

Ma i rapporti internazionali, le situazioni geopolitiche non sono elementi statici, sono viceversa elementi in continuo movimento ed evoluzione, e proprio per questo, probabilmente, questo “Centro” che detta e promuove certe strategie da secoli, ritiene forse che, a tutti i costi, occorre forzare adesso la situazione, perchè nel giro di pochi anni tutto potrebbe essere rimesso in discussione.

Ecco con questi pochi appunti e considerazioni, abbiamo voluto tirare le somma della situazione attuale. A settembre – ottobre ne riparleremo.

Maurizio Barozzi

giovedì 9 agosto 2012

La Rete a Campo Carlo dal 13 al 18 agosto 2012

Dipinto di Alfredo Santella

Cara umanità splendente anche se all'ultimo istante ...si puo intraprendere il viaggio

CAMPO CARLO 13-18 agosto 2012---Le date dal 12 AL 19 AGOSTO sono state aggiunte COME POSSIBILITA' DI ESPRESSIONE DEL TERRITORIO

RINASCISENSO GLOBALE SALVAVANGUARDIA TERRITORIALE SAPENDO CHE TUTTO E' IN TRASFORMAZIONE.

12 AGOSTO-- COLOGNANDO (mostra mercArte sul lungomare di cologna con possiilità di spettacoli e performance, inoltre esposizione di articoli artigianali)
13 agosto sosta ad ITACA incontrAmiamoci nel cerchio per conoscersi dal titolo " PIU' SI SCAMBIA PIU' SI CAMBIA"
14 agosto sulla spiaggia di cologna ci sarà una festa "ALLA FINE DEL MONDO"
NELLA STESSA SERATA POSSIBILITA' DI ACCENDER UN FUOCO(sacro) e fare CABARET ALDILIST
15 agosto RIPIGLIO, le frequenze della spotpartenza
16-17-18 agosto VILLA COOLTURA ALL'ORTOPORTO ALL'INCANTO PER LA TERRAZZA MONGOLFIERA(coste di Bellante paese) accolti in una giovane fattoria gestita da un'allegra famiglia con tanti animali...fronte Mare
19 agosto Pagliaroli Monti della laga 1° festa dell'arte nel paese dove già abbiamo un luogo messo a disposizione dal comune per campeggiare.


Questo programma è indicativo e trasformativo,in quando nel momento in cui avverrà il cerchio e ci conosceremo potrebbe essere modificato nello spazio e nel tempo nell'unanime assoluto divenire......
per chi voglia arrivare prima mi puo contattare 348 7801959 Mar
luogo di partenza" Cologna spiaggia" provincia di Teramo

Partecipazione, info. info.radio.sat@gmail.com

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SALVAVANGUARDIA
SALVAGUARDIA DELL'AMBIENTE E DELLA CULTURA
AVANGUARDIA UMANA E ARTISTICA
POSITIVI E PROPOSITIVI
CONFRONTIAMOCI NELL'UNIONE
...LA RETE SORPASSA LE RATE...
EP SEP SAT TA

mercoledì 8 agosto 2012

Giancarlo Braccini Squeri: "Il crac Parmalat poteva essere scongiurato.."



Prestiti e intrallazzi nel libro di Braccini Squeri. In un volume i documenti che attestano i rapporti dei magistrati Panebianco, Brancaccio e Padula con il mondo bancario locale, strettamente legato a Parmalat.


Il crac Parmalat poteva essere scongiurato un decennio prima del default del 2003? Sì, se le inchieste non fossero state viziate da conflitti d’interesse di certi magistrati della Procura e del tribunale di Parma, legati alle banche locali e quindi al gruppo di Collecchio grazie a prestiti e agevolazioni finanziarie.

E’ quanto sostiene Giancarlo Braccini Squeri nella prima parte del libro “Crack Parmalat – corruzione giudiziaria”, una raccolta di documenti bancari e atti di procedimenti disciplinari provenienti soprattutto dal Consiglio superiore della magistratura. Reperiti in due anni di lavoro, sono ora disponibili in un volume.

Giancarlo Braccini, lo “007 parmigiano” molto noto negli anni Novanta, fu l’animatore del “Giornale di Parma”, il settimanale degli scandali chiuso all’inizio dello scorso decennio. Venne coinvolto in vicende giudiziarie per i suoi “scoop” aggressivi e finì in carcere per estorsione proprio su richiesta di uno dei magistrati attaccati nel suo libro, Francesco Brancaccio. Ora è tornato, gira la città con la sua valigetta di pelle piena di libri per piazzarli personalmente, in attesa di una proposta editoriale.

Tutto inizia il 2 dicembre 1993, spiega Braccini Squeri, quando quattro senatori del Pds (prima firmataria Giovanna Senesi) presentano un’interpellanza parlamentare per denunciare l’esposizione di Parmalat e il controllo del ceto bancario locale da parte di Calisto Tanzi. Nel mirino Cariparma e Banca Monte, grandi finanziatrici del gruppo di Collecchio nonostante il conflitto d’interessi dei rispettivi presidenti: Luciano Silingardi amico e commercialista di Tanzi, Franco Gorreri direttore finanziario di Parmalat spa.

Un riassunto dell’interrogazione finisce sulla scrivania dell’allora procuratore capo di Parma, Giovanni Panebianco, che l’affida al sostituto Francesco Saverio Brancaccio. Viene aperto un fascicolo sulle esposizioni del gruppo Parmalat, la procura chiede a Cariparma e a Banca Monte i documenti sui prestiti erogati e sugli sconfinamenti delle società del gruppo. Una perizia sullo stato debitorio affidata al ragionier Mario Valla evidenzia, il 4 aprile 1997, che “la situazione debitoria verso le banche sia di per sé eccessiva e caratterizzata da incrementi sproporzionati”. Parmalat è già in una spirale critica che va verso il fallimento. Il pm però non ravvisa elementi di reato e chiede l’archiviazione del procedimento, disposta dal gip Adriano Padula 27 giugno 1997.

E qui, spiega Braccini Squeri, entra in gioco quella che lui definisce “corruzione legalizzata”. Perché il pm Brancaccio, nel corso delle indagini e negli anni successivi, avrebbe ottenuto da Cariparma prestiti per circa 465 milioni di lire, tra cui un fido di 300 milioni rinnovato di anno in anno. Si chiudono senza condanne anche altre due inchieste per reati finanziari a carico di Tonna e Tanzi (assolti) e a carico di Franco Gorreri (indagine archiviata), trasferite alla procura di Parma rispettivamente da Firenze e da Milano. Il libro riporta anche documenti che attestano l’erogazione di un mutuo di 350 milioni di lire da Cariparma alla figlia di Panebianco e di un mutuo chirografo da 140mila euro da Banca Monte a Brancaccio.

Nel settembre 1997 viene ideata una convenzione riservata ai magistrati del tribunale di Parma (il libro pubblica la lista dei nominativi degli aderenti). In seguito a un’ispezione ministeriale presso la Procura di Parma nel 2005 vengono riscontrati debiti per oltre 12mila euro del giudice Padula con Parmatour, a cui il magistrato si era rivolto fin dal 2001 per effettuare numerosi soggiorni e anche per trasferimenti con autista privato (servizio “limousine”). Sottoposto a sanzione disciplinare del Csm nel 2006, Padula sarà trasferito d’ufficio, così come era stato disposto per Panebianco nel 2004, anche per i suoi rapporti con Silingardi.

Il libro si conclude citando una recente sentenza della Corte europea di Strasburgo del 24 novembre 2011, che condanna lo Stato al risarcimento dei danni in caso di dolo o colpa grave degli organi giudiziari nell’esercizio delle proprie funzioni. Visto il comportamento dei magistrati citati, si chiede Braccini Squeri, i risparmiatori truffati dal crac Parmalat potrebbero chiedere il risarcimento allo Stato italiano?

Andrea Cogo

(http://libri-parma.blogautore.repubblica.it

Novartis, dai pesticidi alla vivisezione.... Fermiamo l'importazione di scimmie dalle Barbados

Olocausto animale

La Novartis, nota produttrice di pesticidi, si diletta anche in queste cose.
Fermiamoli, firmate e fate girare la petizione.

Scimmie una volta in libertà vengono portate in Italia dalla Novartis. Chiedi che vengano interrotti tutti i trasporti di questi animali per la vivisezione.


Il Volo PHA n° 08021201 della Phoenix Air, che avrebbe dovuto atterrare a Roma Fiumicino alle prime ore del mattino del 1 agosto 2012, è stato annullato. Tale volo non portava in Italia normali passeggeri, ma un carico di 23 scimmie Cercopitechi Gialloverdi, catturate nelle foreste delle Barbados e destinate ad esperimenti di vivisezione nei laboratori della Novartis a Siena.

Il volo era stato annullato dalla stessa Novartis il giorno precedente. Adesso che lo scandalo di Green Hill è su tutti i giornali e il tema vivisezione è scottante, le industrie farmaceutiche hanno paura ed annullano il trasporto di animali, cercando di nascondere all’opinione pubblica la verità sul loro operato.

Firma subito la petitizione per chiedere alla Phoeniz Air di fermare qualsiasi trasposto di animali per la vivisezione.

È la seconda volta quest’anno che la Novartis annulla un ordine di primati da sperimentazione. La prima volta è accaduto a marzo, a ridosso dello scandalo Harlan. Anche in quella occasione è bastato che la notizia trapelasse e diventasse di dominio pubblico perchè la Novartis annullasse il trasporto.

È quindi importante far sapere a tutti quello che sta succedendo e chiedere adesso a Phoenix Air di fermare questo carico e tutti i trasporti di animali per la vivisezione. Firma la petizione.

Grazie per fare la differenza.

Salvatore e il team di Change.org


Per firmare la petizione:
http://www.change.org/it/petizioni/blocchiamo-l-invio-delle-scimmie-alla-novartis?utm_source=action_alert&utm_medium=email&utm_campaign=8816&alert_id=iNODGHfIoI_hiqTxfvhBv