Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

venerdì 5 settembre 2014

Olis Festival: Pescara, 5 - 7 settembre 2014 - Programma completo

OLIS FESTIVAL
5° Edizione
AUDITORIUM CASTELLAMMARE
Viale Bovio – 466
PESCARA


Programma: 5 - 7 settembre 2014


Venerdì 5 Settembre

Ore 15.30 – 17.00
Medicina cinese
Claudio Gioacchino, Presidente dell’Associazione Anima Mundi
Meditazione Trascendentale (workshop)
Giuliana Girolami, operatrice
Tarocchi introspettivi
Rachele Colella, tarologa
Risonanza e risonanze: comunicare etericamente
Patrizia Splendiani, consulente del benessere
● Intervento di Fabrizio Paluzzi, operatore olistico


Ore 17.00 – 18.30
Giuseppe Arcimboldo: il pittore della resurrezione
Expo 2015: il trionfo dell’ignoranza
Michele Proclamato, scrittore
Chirologia: la tua mano parla e mi racconta della tua anima... (workshop)
Rosy Siani, Associazione Alveare
Preparazione degli oleoliti per la cura e la bellezza del corpo
Cinzia Seddone, operatore euquantico
Costellazioni Familiari (Workshop)
Elisabetta Crescia, formazione base Accademia Stefano Silvestri
Cucina è…Stevya.it
Momento creativo di Gusto, Prevenzione e Cura. Attraverso una cucina salutistica
Antonia Luciani, associazione Stevya


Ore 18.30 – 18.50
Meditazione guidata
Alberto La Morgia, Sahaja Yoga Abruzzo


Ore 18.50 – 20.00
Attivare il cervello del cuore: La via verso l’evoluzione
Silvia Di Luzio, medico chirurgo, specialista in cardiologia, già ricercatrice alla Northwestern University di Chicago
Introduce: Alberto La Morgia


SPAZIO BENESSERE

Ore 15.30 – 19.00
Theta Healing
Matilde D’Amico, operatrice Theta Healing
Tuina
Claudio Gioacchino, presidente dell’Associazione Anima Mundi
Trattamenti Visage
Caterina La Pietra, Associazione Olis
Massaggio Shiatsu
Alessandra Di Toro, Centro Studi Ben – Essere
Trattamenti Reiki
Maria Diodato e Angela Farinaccia, operatrici Reiki



Sabato 6 Settembre

Ore 10.00 – 13.00
Yoga della risata
Lara Lucaccioni, leader e teacher di Yoga della Risata
Trattamenti e Massaggi
a cura dell'Associazione Il Fiore della Vita
Riflessologia plantare (Metodo Pancottini)
Lorena Crisante
● Intervento di Fabrizio Paluzzi, operatore olistico

Ore 15.00 – 16.30
Le Stanze dell'Immaginazione
Matteo Ficara, filosofo e scrittore

Ore 16.00 – 17.30
Colazione energetica, sana e salutare per il bambino e l’adulto
Andrea Santilli, Associazione Fili di Paglia
L’unione di corpo, anima e mente attraverso l’antica Terapeusi Essena
Rosa Mura, pranoterapeuta e operatrice olistica
Ricordati di Te
Presentazione Del Progetto Benessere Globale Tecniche di Comunicazione Emozionale
Paola Pela, divulgatrice olistica
Workshop introduttivo alla sintesi personale
Benedetta Veroni, Counselor ad orientamento Energetico, Certified Brennan Healing Science Practitioner, ideatrice e fondatrice della Sintesi Personale
Andrea Avanzini, Counselor ad orientamento Core-Energetico.


Ore 17.30 – 19.00
La Nuova Medicina Germanica del Dr. Hamer
Giancarlo Ansuini, terapeuta e consulente di Nuova Medicina
Alimentazione Olistica
Veronica Pacella, nutrizionista
Access Consciousness e i suoi strumenti e serate di chiarezza
Lucia Di Maria, presidente Associazione Raggi di Luce
Clementina Arpaia, operatrice olistica
Consulti chirologici: nella tua mano scopri le mille e una possibilità...
Rosy Siani, Associazione Alveare


Ore 19.00 – 20.00
Dal concepimento alla globalità dell’Essere (Le scintille del motore)
Gabriele Lombardozzi, dirigente medico c/o la Stroke Unit P.O. ASL Pescara
Introduce: Patrizio Minoliti

Ore 20.00 – 20.30
No Worship No Rain
Stanley Abalu

Durante la giornata
Degustazione di Birra artigianale
Roberto Caravaggio, socio dell’Associazione Olis

SPAZIO BENESSERE:

Ore 16.00 – 19.00
Massaggio Ayurveda e Riflessologia plantare
Barbara Giannatonio, Centro Yoga Manipura
Massaggio con le sfere
Rosana Crisante, operatrice olistica
Trattamenti Reiki
Barbara Di Blasio e Mauro Barca, operatori olistici
Massaggio Shiatsu
Associazione Luce & Vita
Pranoterapia e massaggio bionenergetico viso con oli bio
Patrizia Splendiani, consulente del benessere



Domenica 7 Settembre

Ore 10.00 – 13.00
Yoga
Alessandra Di Toro, Centro Studi Ben – Essere
Il debole Yogi e lo stupido Santo
Insegnamenti di alchimia trasformativa evolutiva
Rodolfo Palermo
Musica per le emozioni
Daria Cavallini, musicoterapista
Massaggio naturopatico
Verena Ferroni
Riflessologia plantare (Metodo Pancottini)
Lorena Crisante
Pranic Healing
Francesca Romana
Reiki
Marisa Cavallo
● Intervento di Fabrizio Paluzzi, operatore olistico


Ore 10.00 – 17.00
Simboli Solari d’Abruzzo
Esposizione e performance di incisione su specchio e metallo
Vladimiro Marrama, artista
Elena Morizio, artista e allieva di Lorenzo Ostuni
Ore 16.00 – 17.30
Laboratorio Medito - Creativo
Annapaola Cesarini, artista
Cucina con le spezie
Fabio Ruggeri e Alessandro Palomba, Associazione Amali
Breve meditazione - Feng Shui ed i Colori - Consigli pratici
Katia Granata
Cristalli
Velia Stoccoro

Ore 17.30 – 19.00
Il Reality Transurfing e gli Alchimisti della Nuova Generazione
Andrea Zurlini, ricercatore e artista
Intolleranze alimentari dal punto di vista naturopatico
Maria Grazia Di Russo, naturopata
I Registri Akashici: la storia delle tue incarnazioni
Cristina Vignato, Counselor Olistico Professional (S.I.A.F. LA193-COP)*, Maestra di Registri Akashici
Di Moon Mother per la benedizione del grembo di Miranda Gray
Mariella Bianco Pinto, facilitatrice Access Consciousness Bar
Costellazioni e tarot di  madre pace
Clementina Arpaia, operatrice olistica

Ore 19.00 – 19.20
Meditazione guidata : Ho’ ponopono
Andrea Giavara, operatore olistico


Ore 19.20 – 20.20
Noi siamo quello che mangiamo
Marilisa Laudadio nutrizionista, farmacista, fitoterapeuta ed esperta di omeopatia, floriterapia ed intolleranze alimentari.
Introduce: Andrea Giavara

Ore 20.20 – 20.40
Magnificat
di Andrea Diletti
AUM: Il divino suono primordiale
Andrea Diletti

SPAZIO BENESSERE
Ore 16.00 – 19.00
Massaggio Shiatsu
Germana Scafetta
Trattamenti Reiki
Rodolfo Palermo e Antonio Marignetti
Ciotole tibetane
Pino Morelli
Riflessologia Plantare
Lorella Dubini
Zero Balancing
Lino Martinelli
Massaggio con didgeridoo
Marco Ferrante

Ore 16.00 – 19.00
ANIMAZIONE AI BAMBINI
A cura dell' Associazione Luce & Vita
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ORGANIZZAZIONE:
Olis Eventi

STAFF:
Alberto La Morgia, Fabiola Serafini, Anna Paola Cesarini, Andrea Giavara, Mauro Barca, Valentina Cappello, Enrico Di Credico, Rodolfo Palermo, Marco Ferrante, Rosy Siani, Patrizia Splendiani, Barbara Di Blasio, Alessandra Del Sole, Patrizio Minoliti, Andrea Di Pietrantonio, Rosana Crisante, Anna Maria Di Leone, Marisa Cavallo, Maria Diodato, Antonio Marignetti, Caterina La Pietra, Barbara Di Cola, Antonella Capodicasa, Mihaela Stinga, Nicoletta D’Annunzio

SPONSOR:
Emporio Primo Vere, BIOPOLIS, Punta de L'Est Beach Hotel, Intercity Magazine

INFO:
Michele Meomartino ( 393.2362091)

giovedì 4 settembre 2014

Danza bioregionale ed ecologista: "Taranterra" - di Ferdinando Renzetti





taranterra di uomini e donne naturali, lavorano costruiscono coltivano cucinano e ogni giorno ringraziano la terra la luce e il sole zappando faticosamente la terra che ci da i frutti con cui ci

nutriamo e anche il materiale per costruire le nostre case. una terra buona a volte arida ma viva e brulicante di storie di gesti e opere che fanno la nostra vita, la vita dell uomo la vita della nostra casa e dell ambiente in cui viviamo. vibrazioni naturali per uomini naturali. la carica emozionale migliora la forza il coordinamento e la stabilita del corpo. l elaborazione della dimensione sensoriale percettiva e cognitiva si aggancia ad emozioni profonde per entrare in contatto con la natura dell essere e dell ambiente che lo circonda. emozioni sensazioni che oltrepassano le barriere tra reale e immaginario per leggere la natura sublimandola con i nostri gesti

[emosensazioni]


taranterra simbiotica


albero della vita cerchio o ciclo simbiotico consapevoli che ogni esperienza vissuta fa parte di un miracolo prezioso e incomparabile messo in atto per renderci parte di uno schema che si perpetua nel mondo da millenni. arte scienza del movimento come pratica di vita sorta di meditazione in movimento che segue la via della natura nella immortale arte di vivere. la natura e’ maestra di ogni soffio di ogni gesto.

il respiro della terra natural om


taranterra di bugnara


il paese di bugnara il castello circondato da impalcature di metallo, in corso di restauro. mi avvio per il sentiero tra muraglie vegetali, fioriture di caprifoglio rosa canina, asparagi che raccolgo. giungo su di un pianoro erboso, un mandorlo solitario mi accoglie silenzioso ai margini una marea di giallo fiorito, ginestre; nell aria odore fortissimo di elicriso. il mio sguardo spazia sulla valle peligna e il monte morrone. un ultimo sprazzo di luce tra le nuvole illumina parte della montagna che chiude l orizzonte alle mie spalle. chiudo gli occhi e ballo una silenziosa taranterra fra fiori gialli profumo di elicriso raggio di sole blu oltre mare.


taranterra di casalincontrada


mi sono svegliato presto questa mattina e ora sto già percorrendo la statale tiburtina che mi porta lentamente verso la costa adriatica. la mia navicella scorre fluida sul nastro d asfalto. mi piace viaggiare a bordo della navicella. e’ proprio nel rapporto ergonomici asfalto gomme. entrambi derivati dal petrolio che si perpetua il dinamismo e la leggerezza del movimento della civiltà dell automobile. i miei pensieri scorrono velocissime alle ruote sul nastro d asfalto. arrivo nella tarda mattinata a casalincontrada, incontro gianfranco al centro documentazione delle case di terra; ci rechiamo nelle vicinanze per una serie di rilievi pressouna casa di terra ormai diruta. poi di seguito a borgocapo dove gianfranco vive con la moglie stefania e la figlia simonetta. una grande casa di terra restaurata. mentre passeggio nell orto incontro flavio, sta legando le piante dei pomodori alla struttura fissa di canne. a terra trovo un doppio filo di ferro a forma di otto orizzontale, simbolo dinfinito, la testa gira pensando a tutte le persone conosciute qui a borgocapo nei laboratori delle varie edizioni della festa dell terra e di educazione ambientale. nella mia mente inizia una veloce taranterra di facce, facce nude, ricordi di terra, terra e nuvole, la terra bella dell abruzzo. mi siedo sul prato suono la campana tibetana e ringrazio…


taranterra di bucchianico


arrivo nel pomeriggio a casa di cristina gioia e luisa e tela frazione di bucchianico. io le definisco, sferzando, donne punk rurali balcaniche. sono toste e allo stesso tempo gentili e disponibili all incontro. nella loro casa un po dappertutto su tavoli credenze e ripiani foglie fiori e petali e radici di piante e erbe a seccare usati per la preparazione di creme saponi e oleoliti. nella loro campagna stanno realizzando un bellissimo orto con piante coltivate da semi prelevati all incontro di scambio dei semi svoltosi a sulmona. sfalciano a mano il trifoglio bituminoso e usano lo sfalcio come pacciamatura per le piantine di pomo oro e altri ortaggi per ovviare alla poca acqua a disposizione. hanno messo a posto il vecchio pozzo dove il meccanismo di una ruota di legno per mezzo dei secchi preleva l acqua per innaffiare l orto. nelle vicinanze una vecchia e piccolissima casupola composta d a una bella trama di pietre a secco mattoni e malta di terra impastata con acqua e paglia, la casupola e’ usata come rimessaggio attrezzi. mentre cammino per il declivio mi tolgo le scarpe allargo le braccia e ballo a occhi chiusi una taranterra di sole cielo e mare che si vede la in fondo, la vegetazione chiara e luminosa della collina rivolta con dolcezza verso sud.


taranterra di loreto aprutino


finalmente giungo a loreto aprutino dove sto portando avanti un esperimento di forest garden, un campo laboratorio di circa due ettari. da circa dieci anni faccio agricoltura naturale. campi liberi da plastica e cemento. coltivo acqua e biodiversita con pacciamatura e copertura vegetale. un campo pieno di erbe piante e fiori insetti e uccelli su alcune pietre bianche campeggia la scritta in rosso natural om, il nome che ho dato al luogo. un ambiente naturale per un uomo naturale in una casa naturale, la o ha un puntino al centro, simbolo del sole, la luce e’ fondamentale nella vita dei campi. allo stesso tempo simbolo del pensiero dell uomo connesso con il cosmo e in risonanza con l ambiente in cui vive. alcuni cartelli spiegano a passanti e vicini il mio progetto di agricoltura. scendo per i campi con la mia vecchia bicicletta, gli alberi pieni di ciliegie mi siedo sotto un albero e decido di chiamare questo luogo meditation tree sotto alcuni alberi ho posto quelle che chiamo zattere visive o lignee dove ci si può fermare a meditare riposare e guardare il paesaggio da un punto di vista ideale scelto. l erba alta e lussureggiante di maggio piena di fiori insetti e uccelli a gogo farfalle di ogni colore gli uccelli cantano richiami d amore. guardo verso l alto il cielo e ballo una taranterra di gioia tra gli ulivi e la

vegetazione spontanea.


taranterra di loreto aprutino (2)


con la bici raggiungo l abitazione di bettina enrico e figli luca e chiara. hanno costruito una grande casa con la paglia struttura fissa in legno e chiusura con pannelli poi intonacati, tecnica greb. l azienda agricola di bettina si chiama frutti doro produce olio marmellate frutta secca ortaggi sottili.negli ultimi tempi ospita numerosi wwoofer. in questo periodo ci sono nuno ragazzo portoghese e teresa australiana. ospita pure l amica nancy cinese di san francisco esperta di cucina naturale cucina etnica fusion. con bettina seguono la filosofia vegan e fanno meditazione quan yin, contemplazione del suono interiore. nel giardino piante officinali ortaggi arbusti fruttiferi.nel sottofondo il suono delle potenti tumular bells. il pranzo, numerose portate di cucina etnica si susseguono. una taranterra di sapori odori aromi colori. taranterra di cucina naturale per ascoltarsi e prendersi cura di se come un antico rito che sitramanda di generazione in generazione nella cucina luogo alchilico dove si combinano tutti i sensi e gli elementi


taranterra lunare


nutrire la terra per nutrire le piante, il segreto dell agricoltura biodinamica sta nella capacita di stimolare la formazione di sostanze nutritive nel terreno. oltre a recuperare pratiche tradizionali come il sovescio e la rotazione colturale, si basa sul metodo do una serie di preparati omeopatici che funzionano come una vera medicina per il terreno rendendolo più fertile. la luna agisce stimolando la flora battericide suolo e favorisce la crescita delle piante, seguendo il passaggio della luna attraverso lo zodiaco i ricercatori hanno scoperto che le piante sviluppano maggiormente le radici se la semina

avviene quando la luna transita nei segni di terra, toro vergine capricorno. sviluppano fiori se transita in quelli d aria, gemelli bilancia acquario; i frutti quando si tratta di segni di fuoco, ariete leone sagittario; oppure le foglie nel caso di segni d acqua, cancro scorpione pesci. i preparati biodinamici sono fitostimolatori naturali ed aiutano le piante a collegarsi con la terra e le forze della luce. altra caratteristica e’ la concimazione organica.


taranterra solare


sorpresa nel cielo il sole disegna un otto. il fotografo turco tunc texel ha ottenuto l'immagine grazie alla sovrapposizione di decine di fotografie catturate in un anno intero a mezzogiorno. la curva che disegna la nostra stella unendo deposizioni alla stessa ora e osservata sempre alla stessa località somiglia un po a un otto al simbolo dell infinito. cil e’ dovuto alla traiettoria ellittica che segue la terra nel suo moto di rivoluzione e all inclinazione del suo asse.

natural om agricoltura naturale

inerbimento controllato con sfalcio annuale delle erbe, in genere agli inizi di luglio quando le erbe sono andate a seme e gli uccelli hanno concluso il ciclo riproduttivo,

sui fiori delle erbe trovano tanti insetti di cui nutrirsi. gli insetti sono utili nell impollinazione degli alberi da frutto.

biodiversita: tante piante un tempo coltivate ora rinselvatichite si sono rifugiate in questo campo.

la regola fondamentale: osservare con attenzione il

determinismo vegetativo del terreno, l'insieme e la capacita delle piante di autoriprodursi autonomamente in un determinato terreno. si lavora al loro equilibrio.

gli alberi vengono trattati con spuntature leggere di cimali e polloni, pote da rinnovo portano gli alberi a stress vegetativo. effetto margine: in ogni azione viene dedicata particolare attenzione a valorizzare l effetto margine ecologico il confine tra i campi e il bosco. leggiamo il territorio, dalla vegetazione all architettura rurale alle relazioni sociali alle tradizioni e mettiamo assieme queste urgenze per fare rete ecologica e far nascere qualcosa che prima non cera come quando su un campo incolto il bosco si riappropria degli spazi e si sviluppano nuove piante nell intreccio tra comunità selvatica e comunità coltivata.

un respiro naturale per uomo casa e ambiente naturale


natural om


occhi di

cicoria, bocca

di fico

olive tra i

capelli e

lumache sui

fianchi

musica lo stupore

del tuo battere

di ciglia

pupille, rospi,

cachi e farfalle

natural om

om…om…om…


e’ l aria che porta il suo suono


avete fatto girare le vostre gonne rosse fino al cielo?

abbiamo fatto girare le zappe e i forconi!

ho macinato terra tutta la settimana come ho macinato chilometri di asfalto sotto il sole caldo di giugno così ho

bevuto l acqua fresca della fonte e ho respirato l aria leggera del mattino

voi zappe e forconi?

si zappa poco che fa troppo caldo.

domenica facciamo il falo, vieni?

si digiunerà si berrano infusi e si mangerà frutta di bosco come alla festa del solstizio?

poi cammineremo a piedi nudi nel silenzio della rugiada

alla luce dei primi raggi e ci rotoleremo sull erba fradici

di entusiasmo ebbri di gioia!


solstizio e luna piena coincidono, sole e luna si guardano si sorridono e si scambiano dolci sussurri d amor…


be different be


energie fiammeggianti in equilibrio creano attorno un cerchio invisibile un aura sferica libera da coordinate spazio temporali che attiva e spinge l aum , la trinità celeste il suono o mantra originario. una risonanza consonanza per staccare la spina, rallentare il ritmo e concentrarsi solamente su se stessi; un po di tempo al giorno accresce la qualità e l efficienza psicofisica. aiuta a sviluppare il controllo delle emozioni e degli stati d animo, assenza di giudizio intelligenza emotiva e migliorare le possibilità comunicative e relazionali con l obiettivo anche di esercitare empatia per accogliere le proprie e le altre vulnerabilità. sono queste le virtù che creano fiducia e stabiliscono un clima di pace e benessere nella collettività.


….leggo poco, soprattutto quotidiani e settimanali. lascio alla casualità la mia informazione quotidiana, a volte televideo, a volte giornali che trovo in giro dove capita, come in questo periodo estivo, la sera sulla spiaggia trovo trovo numerosi quotidiani abbandonati tra gli ombrelloni e io per cosiddire li adotto. dopo aver letto il giornale ne conservo alcune pagine, quelle che in qualche modo hanno suscitato il mio interesse. le letture le rumino le sedimento le consumo, avvolte conservo le pagine per lungo tempo eliminando pian piano per sottrazione quello che mi sembra superfluo, a volte di una pagina dopo un po di tempo mi restano alcune righe, a volte una frase a volte una sola parola…

Ferdinando Renzetti 

mercoledì 3 settembre 2014

Proposta ecologista conviviale: ...a settembre 2014 organizziamo Puliamo Treia!



Il 4 settembre 2014, giovedì, il giorno sacro al Maestro,  la mia adorata Caterina se ne torna a Spilamberto. Mi lascia solo solo qui a Treia. Questo sarà per me un bell'insegnamento. Non dobbiamo mai assuefarci a nulla. Però, dal punto di vista umano, la differenza fra esserci e non esserci si farà sentire. Ieri, ultimo giorno assieme a Treia, la nostra gentile con-direttrice del Giornaletto ha provveduto a compiere qualche ultima azione informativa, come ad esempio andare a fotografare lo stato dei lavori dove c'è stato il crollo delle mura (sulla circonvallazione) che tanti disagi ha causato al traffico automobilistico, rimasto interrotto da diversi mesi. Inoltre ieri, per non farmi mancare la luce visto che mi mancherà il suo calore, Caterina ha fatto venire gli elettricisti a casa per sistemare vari guasti ed implementare l'illuminazione della sala di meditazione. Ora ci si vede bene anche “al buio”. Abbiamo anche iniziato a fare la cernita e la raccolta di articoli e testi su Treia, scritti dal 2010 ad oggi, da inserire nel nuovo libro che si chiamerà “Treia: giorno per giorno – Cronache, aneddoti e storie di vita paesana”, il libro verrà presentato a Treia il 25 aprile 2015, durante la prossima Festa dei Precursori del Circolo Vegetariano VV.TT.   

Caterina aggiunge: “Stamattina mentre Paolo presiedeva al lavoro degli elettricisti in casa, ho voluto portare Magò a fare due passi. Ultimamente siamo stati poco a casa e inoltre recentemente ha piovuto, per cui lei spesso se ne è rimasta pazientemente in casa. Ho colto l'occasione per fare un giro a vedere se i lavori per il ripristino della parte di mura crollate avanzavano, ma mi pare che siamo sempre allo stesso punto. Sarebbe un lavoro da fare con una certa celerità; infatti come già segnalato da altri, uscire dal paese è diventato alquanto complicato e soprattutto per andare in certe direzioni, si raddoppia o si triplica il percorso (se uno trova la strada). Provare per credere.

Già che ero da quelle parti sono andata a dare un'occhiata al vecchio lavatoio; da qui partono stradine che si insinuano nella campagna e che spesso abbiamo percorso con Sonia Baldoni, la Sibilla delle Erbe, durante i suoi percorsi di riconoscimento con raccolta di erbe e bacche spontanee. La zona è veramente molto ricca di erbe le più varie, commestibili e non, officinali, tossiche e quant'altro, un vero laboratorio di erboristeria. Purtroppo però il vecchio lavatoio è in stato di abbandono: non dico di ripristinarlo nell'uso, ma almeno andrebbe valorizzato con una buona pulizia. Ad esempio si potrebbe anche coinvolgere la popolazione in quest'opera (e non solo in questa): organizzando una giornata -come è stato fatto anche a Spilamberto, mio paese di residenza- in cui il Comune si è faccia promotore di "Puliamo Treia", magari da organizzarsi entro settembre prima che il tempo peggiori!  

A Spilamberto i volontari non sono stati molti (tra gli altri c'ero anch'io e c'era anche il futuro sindaco) ma forse a Treia potrebbero essercene di più. L'importante è che vi partecipi anche il sindaco, Franco Capponi, per dare il buon esempio, dandoci appuntamento davanti al Comune.  L'amministrazione dovrebbe fornire sacchi per la raccolta differenziata dei rifiuti e pinze per prenderli.  La pulizia fatta in questo modo conviviale e "volontario"   risulterà  educativa e divertente, infatti si sa che fare delle cose insieme quando si condivide uno scopo utile alla collettività è molto aggregante. 
Potrebbe essere l'inizio di una collaborazione più concreta e fattiva tra cittadini di Treia e l'amministrazione...”

Paolo D'Arpini e Caterina Regazzi



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Servizio fotografico su Treia di Caterina Regazzi: 















Cagliari - Raccoglie rifiuti in spiaggia ma viene multata per averli gettati nei cassonetti comunali (in quanto non residente)





Raccogliere i rifiuti lasciati da bagnanti maleducati in spiaggia può costare caro agli amanti dell’ambiente: ne sa qualcosa Ilaria Montis, cagliaritana di 35 anni protagonista di una vicenda che ha del surreale. Qualche giorno fa, mentre gettava a Cagliari bottiglie e altri oggetti in plastica “dimenticati” a Piscinas, è stata bloccata da una solerte squadra di poliziotti che le ha verbalizzato una multa di 167 euro. Il motivo? “Non residente a Cagliari, conferiva all’interno dei cassonetti stradali buste contenenti rifiuti”.

La Montis, archeologa con un contratto di ricerca all’Università di Cagliari e una grande passione per i temi dell’ambiente e della pace, è stata fermata a Cagliari davanti a un cassonetto in viale Poetto: colta sul fatto mentre gettava la spazzatura proveniente da lontano, un reato su cui evidentemente la Polizia municipale di Cagliari non transige.
“Domenica sera con un amico ci siamo fermati a fare un tuffo a Piscinas, andando via abbiamo deciso di pulire un po’ la spiaggia, cosa che mi capita di fare spesso, e abbiamo riempito un’intera cassetta di rifiuti vari tra cui bottiglie e flaconi abbandonati da altri bagnanti sulla sabbia. Guardandoci attorno ci siamo resi conto che non c’erano contenitori o cestini, così abbiamo caricato la cassetta in macchina. Il giorno dopo la Polizia di Cagliari mi ha visto mentre gettavo tutto e mi ha fatto la multa perché utilizzavo i cassonetti del comune di Cagliari pur non essendo residente in città

E’ vero, ho la residenza nel comune di Baratili San Pietro in provincia di Oristano, ma non sapevo di non poter gettare i rifiuti a Cagliari, del resto sui cassonetti non c’è alcun divieto. Sono rimasta sconcertata, ho spiegato che era spazzatura di altri raccolta in spiaggia a Piscinas e che stavo anche differenziando la plastica ma sono stati inflessibili: ho rifiutato di firmare il verbale, uno dei vigili si è alterato e mi ha insultato minacciando di portarmi in caserma e denunciarmi. Ho ritirato la multa, 167 euro da pagare entro 60 giorni”.

Ilaria Montis, che da anni è impegnata come volontaria nell’organizzazione di eventi dedicati a pacifismo, ambiente e meditazione (l’ultimo è il Wesak del Mediterraneo, attualmente è impegnata nella giornata di Meditazione per la pace e il disarmo che si terrà a Capo Frasca il prossimo 13 settembre) ha deciso di non fare ricorso: “Non racconto questa brutta storia per narcisismo ma per far riflettere sulla questione dei rifiuti in Sardegna: la mancanza di cassonetti stradali è un grave problema in tutta l’isola perché in tanti, Sardi e turisti, spesso lasciano i rifiuti dove capita non sapendo dove buttarli, e lo vediamo da spiagge, strade e cunette sporche e piene di spazzatura. Episodi come questo fanno pensare che forse è il caso di andare oltre le divise, oltre la burocrazia, oltre le regole e oltre le ideologie per usare il nostro buon senso quando le circostanze lo richiedono. Per tornare alle cose semplici e sensate in un momento in cui tante belle iniziative che nascono dal cuore, senso etico e senso civico delle persone vengono soffocate dall’eccessiva burocrazia che le rende inattuabili”.

Francesca Mulas

martedì 2 settembre 2014

Sardegna, zona franca - Conferenza di Pace dei Popoli del Mediterraneo



Sono il Vice presidente e segretario politico del movimento Sardegna zona franca, un raggruppamento popolare di migliaia di persone che lotta per il riconoscimento della extradoganalità dell’isola posta al centro del Mediterraneo.

La Sardegna conserva le testimonianze di una delle più antiche civiltà occidentali conosciute, di cui le sculture antropomorfe di Monte Prama e i Nuraghi sono l’unica testimonianza mondiale. Proprio il Regno di Sardegna nel 1720 dava al Piemonte e poi all’Italia, la possibilità di diventare nazione nel consesso europeo. Nella prima guerra mondiale le truppe sarde della Brigata Sassari davano un contributo di valore e vite umane determinante per la conclusione della guerra. In Iraq ed in Afganistan reparti della Brigata Sassari e di sardi hanno dato ancora  un grande contributo di vite alla lotta contro il terrorismo.

Per queste ragioni la Sardegna dal 1948 ha avuto il riconoscimento  di uno statuto speciale che le conferisce la piena autonomia pur nella Repubblica Italiana. Questo riconoscimento consente alla  popolazione della Regione Sardegna di avere la possibilità di interloquire, come previsto dalla Carta ONU per le autonomie regionali e dall’art. 52 dello Statuto Sardo, nei trattati internazionali di cui è parte la Repubblica Italiana che possano interessare l’Isola.

A tale proposito, quale rappresentante del movimento Sardegna zona franca che chiede l’applicazione dello Statuto della Regione Sardegna e delle prerogative dell’autonomia, sancite nella legge italiana e nella tradizione sarda, alla vigilia di eventi tragici ed epocali, in assenza d’iniziative proficue da parte di nostre cariche istituzionali, sento l’obbligo di proporre alle SSVV di indire una conferenza internazionale di pace proprio in questa isola, sfruttando la sua autonomia speciale e la sua tradizione di crocevia di popoli e culture diverse.

Il movimento Sardegna zona franca ha l’aspirazione e l’ambizione di voler proporre a tutti i leader mondiali di organizzare in questa terra, posta al confine tra oriente e occidente ed al centro del mare Mediterraneo, una conferenza internazionale di pace da svolgersi a La Maddalena nei luoghi già allestiti per il G8 nel 2009 e che possa fermare quella che il Papa Francesco ha definito terza guerra mondiale.

Quale zona franca la Sardegna vuole rilanciare il dialogo ed i rapporti commerciali pacifici tra stati e popoli che oggi già combattono guerre inutili e fratricide.

Solo la saggezza che sorge da questa terra magnetica, dove tutti gli imperi e le popolazioni più antiche della storia occidentale sono passati, può invertire la rotta suicida in cui un sistema finanziario privo di controllo ha gettato tutti gli Stati della Terra. Noi che non siamo uno Stato ma una popolazione autonoma e fiera delle sue tradizioni chiediamo perciò a tutti i leader mondiali di organizzare una conferenza di pace internazionale.

Francesco Scifo - zonafranca2013@gmail.com

lunedì 1 settembre 2014

Viaggio musicale sul Pollino, antropoarchigroltura di Ferdinando Renzetti


Compagnia del Pacchiocchio


comunità resistenti

qualche anno fa a Caulonia ho conosciuto uno strano gruppo musicale chiamato compagnia del pacchiocchio. in quel periodo ascoltavo dub e reggamuffin in tutti dialetti dal salentino al sardo. quello che stavo ascoltando quella sera cambio in un certo senso il mio essere musicale. sul palco del tarantella festival la compagnia si presento con due zampogne del pollino con grossi otri biancastri di pelle pecora rovesciata un tamburello e la voce di severino ipnotica e catartica. qualche anno dopo a serra san bruno festival musiche meridionali ho di nuovo incontrato la compagnia che aveva trasformato il nome in totarella. paolo napoli si esibiva con una surdulina, una piccola zampogna, a fine serata pino salomone mi regalo un flauto di canna. il progetto pacchiocchio e’ stato il frutto dell unione di persone appassionate alle sonorità del proprio territorio. ora i totarella parlano di pascolo abusivo: comunemente assume il significato di reato connesso al mondo pastorale che consiste nello sconfinamento delle greggi in terre non destinate al pascolo per cui assume un significato di esplorazione di nuovi territori attraverso cui riuscire ad evocare esperienze incontri e viaggi fisici e metafisici.

una maniera per aprire un dialogo tra culture vicine e lontane nell attitudine al pascolo abusivo, alla ricerca di nuove erbe di cui nutrirsi. negli anni successivi ho incontrato i totarella ho continuato ad incontrare i totarella e le altre culture resistenti nei pascoli abusivi dove si trovano le erbe migliori più fresche e tenere, in particolare ad alessandria del carretto sul pollino, dove ogni anno si svolge radicazioni festival delle culture tradizionali. alessandria del carretto e’ un luogo straordinario in lotta con il presente. una comunità di montagna che continua a perpetuare antichi rituali rinnovandone il significato. in questo luogo si pratica quotidianamente resistenza verso una contemporaneità che vuole la montagna svuotata delle antiche genti. radicazioni e’ un invito a resistere ad incontrarsi a mettere radici. questo discorso funziona bene con la musica di tradizione che crea un ciclo di microeconomia legato alla costruzione di strumenti musicali da parte di alcuni giovani. in genere le altre attività artigianali sono quasi totalmente ferme. l agricoltura nei dintorni del paese non e’ più praticata, le case nel paese costruite in pietra locale sono quasi tutte abbandonate e si stanno perdendo le maestranze che sanno costruirle o restaurarle. la resistenza culturale e’ un atto urgente e dovuto che va praticata in tutta la sua forza coinvolgendo anche le altre pratiche tradizionali, non ancora coinvolte per non perderle per sempre. quindi giovani possono apprendere antiche tecniche di costruzione con la pietra locale, le vecchie pratiche agricole e pastorali per inserirle in una nuova economia di mercato, svincolando dall assistenzialismo queste comunità. molti lavorano nel parco nazionale del pollino nelle diverse attività soprattutto rimboschimenti. solo in questo modo la resistenza può risultare veramente efficace e dare nuova linfa al paese diventando punto di riferimento incontro per altri giovani che vorrebbero portarvi nuova energia anche dalle citta lontane per pascolare abusivamente tutti assieme liberamente.


waiting loading


parto dritto e veloce dalla mia citta pescara, al primo sottopassaggio, vicino la stazione, la mia attenzione e’ catturata da una scritta che alcuni ragazzi hanno realizzato nella notte. su un enorme manifesto celeste che copre appositamente i precedenti manifesti affissi, in rosso la scritta waiting loading con l unita di misura di riferimento dell ipotetica immagine da scaricare: lo spazio e’ in attesa del nuovo manifesto. in questo caso saranno le mani dell attacchino con colla e lunga scopa a scaricare la nuova immagine. ora anche io sono in attesa di scaricare sul sito dei neuroni del mia mente questo nuovo viaggio musicale sul pollino orientale, direzione alessandria del carretto dove si svolgerà nei prossimi giorni radicazioni, festival delle culture tradizionali.


lucania


sono già in lucania, su una strada che non ho mai percorso prima: la bradanica. un paesaggio giallo e terroso scorre ai lati del mio finestrino. percorro strade dritte lunghe e strette tra i fumi delle stoppie che bruciano: e’ un metodo antico adoperato dai contadini lucani che consiste nel bruciare le stoppie del grano dopo la mietitura, per purificare il terreno concimarlo con la cenere e prepararlo in questo modo alle successive lavorazioni. questo per dire della capacita dell uomo di alterare l equilibrio dei paesaggi naturali spesso senza rendersene conto, cambiando la geomorfologia di enormi territori e condizionando l ambiente fisico anche per le successive generazioni. infatti la lucania un tempo bosco, lucus, bosco, antiche popolazioni italiche hanno bruciato e disboscato causando lo scioglimento e il dilavamento dei terreni sabbiosi e argillosi delle colline. il materiale inerte si e’ andato a depositare nelle fiumare e sulle coste ioniche costituendo l enorme banco di sabbia dei cordoni dunali delle coste, lasciando la lucania arida e desolata. il metodo della bruciatura delle stoppie non permette ad alberi ed arbusti ripropagarsi. il fuoco viene lasciato libero bruciando alla base tutto quello che incontra sul suo lento cammino.


terra e cielo


tra i fumi delle stoppie potrei immaginare la fine di una battaglia, invece e’ la conclusione di una festa, di un matrimonio tra il cielo e la terra che ha avuto come testimone lo spirito del grano. cielo e terra si sono amati un intera stagione attraverso le spighe dorate del grano che hanno assorbito l energia del sole trasmettendola alla terra con ondate di giallo calore e redistribuendola in seguito agli uomini nei chicchi trasformati in farina e in pane. le colline ondulate e terrose, il cielo azzurro spaziano alla pari nel mio campo visivo. le piccole nuvole seguono lentamente giocando fra di loro in un intramezzarsi di sprazzi di luce e ombre. la mia navicella scorre veloce sul nastro d asfalto tra fumi e terre arse piene di sogni svaniti mai sopiti. sono i sogni delle popolazioni lucane che hanno vissuto queste terre trovandovi sostentamento nei preziosi chicchi carichi di energia solare. una vita povera piena di stenti che ha trovato forza e trova ancora la sua forza nella miriade di feste tradizionali di canti e balli legati alla raccolta dell energia del sole trasformata da una umile piantina in prezioso sostentamento vitale. che sia lo spirito del grano ad aver dato agli uomini l energia la creatività e l inventiva di creare splendide tarantelle. canti e balli come cerimonia di offerta e ringraziamento alla dea madre per il prezioso raccolto. dea madre intesa come insieme di cielo terra grano e uomo nel giro vorticoso che ci accomuna al cosmo, giro vorticoso riproposto nelle tarantelle lucane nell imitazione dei moti cosmici


case a premio


iniziano ad apparire prima sparute poi a gruppi poi a centinaia tutte in ordine sparso, casette nei diversi stili costruttivi , adeguati ai diversi materiali usati, tutte abbandonate disabitate e in pessimo stato di conservazione. sono le case della riforma agraria attuata negli anni cinquanta. le cosiddette case a premio. lo stato dava un premio, un finanziamento a fondo perduto a chi le costruiva. continuano a seguirmi lungo il tragitto. sempre con una volontà minima abitativa, c e’ sempre la stalla, spesso il portico con ingresso di casa e stalla limitrofi. il disegno degli anonimi architetti costruttori e’ stato quello di agevolare il rapporto uomini animali da lavoro come forma d insieme per la fecondità del terreno. mi chiedo per quanto tempo sono state abitate. l efficacia di tale operazione e’ sotto gli occhi di tutti. difficile quantificare i benefici apportati alle popolazioni coinvolte. alcune sembrano mai abitate o addirittura mai completate. desolante e allo stesso tempo poetico lo sguardo sulle centinaia di casette sparse nel paesaggio che si e’ fatto più verde per la vicinanza del fiume. mi piacerebbe censirle studiarne gli stili e i diversi materiali usati di zona in zona. difficile proporne e pensarne un recupero.


oriolo


oriolo tra lucania e calabria con il suo borgo antico su uno sperone roccioso proteso verso la fiumara seguito a scia dal paese nuovo adagiato nella collina retrostante come la coda di una cometa. sono tra le vie del borgo, mentre cammino nelle vie strette e scoscese intravedo dall uscio di una casa un signore che taglia e cuce, un vecchio sarto. nel suo laboratorio ingiallito i pochi attrezzi del vecchio mestiere, un tavolo il ferro da stiro il metro le forbici. esclamo, finalmente un artigiano! lui risponde, qui se ne vanno tutti, i vecchi vanno al cimitero, i giovani vanno lontano…lungo le vie piccoli giardini officinali semplici e minimali, curati dalle donne e consistenti in bidoni e contenitori di ogni genere, riciclati. le donne ci coltivano le semplici essenze per uso quotidiano, basilico sedano prezzemolo salvia peperoncino rosmarino. sono i piccoli giardini che potevano permettersi le classi più povere nella strettezza del loro abitare. a volte un arbusto di vite di uva bianca e dolce sale fino alla loggia superiore. nei pochi giardini signorili recintati l ordine sparso dei pochi alberi limoni fichi peri e mandorli tradisce una minima volontà decorative e ornamentale.


farneta


oggi e’ la festa di san rocco e al mio o arrivo trovo la banda a suonare nello spazio davanti alla chiesa dove si e’ svolto il rito greco ortodosso. qui vive una comunità di origine arberesh dalla doppia lingua, infatti indicazioni vie e insegne hanno la doppia dicitura. in fondo al paese incontro tra case basse e strette una studiosa di cultura arberesh. giriamo per il paese mi racconta i motivi e la storia di tale cultura, alla fine congedandomi dico che non c era bisogno di scomodare la banda per accogliermi, risponde che fanno sempre così quando arriva un nuovo visitatore.


san paolo albanese


sono a san paolo, l operatice del museo della cultura arberesh mi accoglie con gentilezza mostrandomi i reperti esposti. iteressanti stoffe abiti e corredi realizzati dalla lavorazione della ginestra, di cui e’ allestito tutto il ciclo della lavorazione della fibra vegetale, dalla raccolta alla filatura colorazione con tinture naturali tessitura e significasti dei vari color. giro per il paese dove le donne nei loro abiti quotidiani della tradizione albanese mi regalano immagini e scene di vita semplici ed essenziali. l impronta del paese e’ rivolta verso ovest, e nelle strette vie anch esse rivolte verso valle si aprono improvvise piazze o slarghi, spazi comuni adibii un tempo ai lavori quotidiani come grandi aie. le vie e gli spiazzi sono orientati verso la valle per accogliere la luce e le correnti calde d inverno e fresche d estate assorbiti e riflessi dalla profonda e ampia fiumara del sarmento.


vegetazione


la vegetazione, la gariga sub mediterranea esprime al massimo grado i suoi colori e i suoi profumi. il bosco antico a fustaia composto di cerri e farnie, rado nella parte più bassa si infittisce man mano che si sale diventando chiuso più in alto con l intreccio dei primi abeti bianchi. il legname degli alberi trovava uso un tempo nella fabbricazione di ogni genere botti mobili sedie. nella parte più in basso solitari cerri lasciano spazio nel sottobosco alla ginestra usata per fare tessuti, il profumato finocchietto i cui semi insaporiscono salsicce e tarallucci, mentucce e il profumato elicriso. in questa fascia le grandi querce incontrano anche alberi di origine antropica come fichi mandorli peri alcuni ulivi e piccoli vigneti. come si sale dove il bosco diventa più fitto continui cespi di giunco si sostituiscono ala ginestra. il giunco da una fibra sottile e resistente usata per i cestini dei formaggi e piccole stuoie. quando il bosco diventa più fitto il sottobosco in ombra e povero di vegetazione e’ coperto da un tappeto di foglie secche. anche la vegetazione e’ condizionata dal clima mite da colori e profumi inconsueti a queste altitudini. il mare non e’ lontano e si intravede in fondo alla fiumara. poi ancora funghi bacche frutti di bosco e altre erbe usate nell etno botanica locale.


alessandria del carretto


finalmente sono ad alessandria del carretto fervono i preparativi per il festival radicazioni che inizia domani. in fondo alla via principale del paese una mano anonima ha allestito una scenografia composta di colorati panni stesi ad asciugare e da un variopinto trattore parcheggiato nella piazzetta. su un muro un pittore locale ha appeso le sue opere: pitture naive dal segno grezzo ed elementare ma con un senso del colore immediato e spontaneo. i temi riassumono scene di vita tradizionale o episodi legati alla storia del paese. si monta il palco con gli strumenti. nei giorni successivi i partecipanti riempiranno la scuola l ostello le case e l orto botanico con le tende.



22 agosto


in questi giorni mi trovo sempre in difficoltà nella scelta degli appuntamenti musicali da seguire che si sovrappongono. questa sera c e’ la notte della taranta a melpignano, vorrei essere la, non tanto per la musica, quanto per la fantastica nottata nella piazza del piccolo paese salentino contornata dalla splendida quinta barocca, migliaia di giovani vi attendono l alba creando una enorme ed energetica vibrazione con i tamburelli suonati all unisono al ritmo di pizzica. meraviglioso! mi attraggono le chimere provenienti da cataforio vicino reggio calabria dove si svolge u stegg, altro luogo straordinario dove la mia musica preferita, le sonate delle zampogne a paro dell aspromonte, viene suonata a ballu nelle piazzette. ecco coma da diversi anni mi ritrovo ad alessandria del carretto, sia per la qualità delle sonate delle zampogne del pollino, sia perché ci si trova al centro di diverse correnti sonore. arrivano i ritmi battuti dai tamburelli del salento, il suono persistente e continuo delle castagnette e tammorre dall area campana, i suoni lunari delle chitarre battenti e delle lire calabresi fino al suono catartico delle zampogne e totarelle e alle raffiche sparate a suon di mandolino delle tarantelle lucane


lucanica


in origine la lucanica era la salsiccia creata dalle antiche popolazioni lucane, diffusa dai romani col nome di lucanica, dal luogo di provenienza, come un marchio registrato. la salsiccia di alessandria ha regalato durante le serate il suo profumo e il suo sapore a base di finocchietto selvatico peperone dolce e piccante diffondendo i suoi fumi nell aria della piazza dove hanno trovato spazio banchetti bancarelle


il sole di notte


in queste sere una stella enorme e luminosa ha illuminato dall alto la piazza i musicanti lunari e gli artisti di strada.

l enorme stella ci segue e illumina il cammino anche ora che il festival e’ terminato. ora che il loading si sta completando e ha scaricato tutte le immagini e i suoni nella mente mi sento meglio perché come sempre la musica svolge azione terapeutica rilasciando energia lentamente nella profondità dell essere anche dopo giorni. l festival e’ finito! un sole stilizzato e’ il simbolo di radicazioni, ispirato da un sole dipinto nella volta della chiesa di sant alessandro. la luce della fede che illumina i fedeli. il sole e’ una stella e anche una stella guidava gli incerti marinai nelle notti buie sulle loro piccole navi. ora come gli incerti marinai del passato la stella della ragione illumina il nostro percorso di conoscenza delle tradizioni della nostra terra, il sud, il sud come una condizione dell essere, il sud dell italia, il sud del mondo il sud della vita.


il loading e’ completato…


acqua santissima strade strette

vita di una terra alla finestra

passa un camioncino,il venditore di frutta

il vecchio sarto dice, qui la vita e’ tranquilla


note dalla terra, ancora a sud!


architettura e materiali locali


i modelli costruttivi semplici e minimali con le file dei blocchi di pietre che si alternano in file più alte e meno alte, come per seguire una trama interiore per scaricare meglio le forze di tensione delle strutture murarie. porte e finestre chiuse in sommità da architravi a vista in legno locale squadrato nella consueta misura delle lunghezze e dei spessori. scale chiuse e scale aperte. la scala aperta trova copertura in una lastra, lasciando aperto lo spazio sotto come legnaia. nelle scale a struttura chiusa le pietre assemblate a secco chiudono l intero spazio sottostante della scalinata in genere corta vista la non eccessiva altezza dei fabbricati. l architettura nei paesi di alessandria farneta e san paolo e’ simile. mi chiedo che se le etnie che li occupano di diverse origini e giunte in diversi periodi come sia nato e da chi sia stato ideato questo modulo costruttivo. a livello intuitivo dalla mia analisi emerge che ci sia stata una pianificazione territoriale ideata dai signori locali dal 1500 in poi nell intenzione di avviare a sfruttamento con tecniche appropriate che oggi definiremmo ecosostenibili, queste fasce di territorio da adibire all allevamento alla pastorizia all agricoltura e selvicoltura. valide maestranze hanno scelto la tipologia costruttiva da adottare in base all enorme quantità di roccia locale già frammentata e sfaldata. si presume quindi che non e’ una forma di architettura spontanea popolare ma progetta e pianificata. la pietra locale e’ talmente abbondante che non c era il bisogno di aprire cave bastava dissodare i campi. una pietra sfaldata e stratificata in lastre da sensazione di debolezza ma assemblata diventa forte e resistente. nel tempo i muri hanno mantenuto compattezza resistendo bene alle variazioni climatiche. sembra che sia un ottimo accumulatore di calore e buono isolante termico. le case sembrano all interno calde l inverno e fresche l estate anche se le pareti non sono tanto spesse. la scelta costruttiva dei moduli contigui e attaccati tra di loro, piccole abitazioni basse attaccate a formare lunghi caseggiati. ogni modulo abitativo e’ composto in genere da due vani con un piccolo camino rivela l intenzione di una forma di edilizia popolare, casette a schiera. la via in genere e’ esposta in modo da accogliere le correnti favorevoli. nel rapporto d insieme, unita totale, il borgo, unita media, il caseggiato, unita minima, il modulo abitativo, seguono parametri di esposizione tali da favorire il rinfrescamento estivo e la protezione invernale. oggi a noi questi semplici parametri costruttivi di architettura ecologica sembrano eccezionali visto il modo veramente scellerato con cui abbiamo costruito le nostre abitazioni. un tempo era conoscenza diffusa e consapevole. questi luoghi rivelano una intenzione da parte di illuminati signori locali che coinvolte varie maestranze hanno dato vita al progetto di una organizzazione territoriale con tecniche adeguate e appropriate alle possibilità naturali del luogo, un territorio montano disposto sulla fascia orientale del pollino in genere sugli 800 1000 metri di altitudine per agricoltura pastorizia e produzione legname. farneta e’ rivolta verso est coperta a nord, alessandria e’ rivolta verso sud e scoperta in parte a nord dove i caseggiati si chiudono a semicerchio come per ripararsi dalle correnti fredde e con le strette vie perpendicolari a quelle principali rivolte verso la fiumara che dal mare fa risalire correnti fresche l estate calde d inverno.


le fiumare sono importanti accumulatori di calore e freschezza nei diversi periodi dell anno. sono importanti scambiatori e variatori climatici, a seconda delle stagioni regolano le correnti, riflettono e amplificano la luce.


materiali costruttivi locali validi sotto il profilo termico e facili da reperire come pietre e legnami

moduli costruttivi semplici e minimali per ospitare bracciantato agricolo in modo stanziale

analisi dell esposizione di borghi e case per renderle dinamiche e attive sotto il profilo termico

climatizzazione passiva che si esplica su tre livelli

unita minima dell abitazione

unita media del caseggiato a schiera

unita totale del borgo

le tre unita sono connesse tra di loro in modo armonico



Ferdinando Renzetti - f.renzetti@casediterra.it


Viterbo, 4 settembre 2014 - Santa Rosa e la sua Macchina (dimenticata)....




Dal lontano 1457, anno in cui si celebrò il processo di canonizzazione della Beata Vergine Rosa da Viterbo, voluto da papa Callisto III, sono passati più di cinque secoli, nel frattempo è successo di tutto. I viterbesi hanno costruito la Macchina di S. Rosa, ogni anno più bella, e nella vigilia della festa, l’hanno fatta passare per le strade di Viterbo, per ricordare la straordinaria traslazione. Recentemente l’Unesco ha riconosciuto il trasporto della Macchina in onore di S. Rosa, come Patrimonio orale e immateriale dell’umanità. 

Tutto bello e tutto da celebrare, ma malgrado il riconoscimento Unesco, la nostra protettrice è ancora una santa di serie “B”. Infatti, ancora non è venerata come santa nel Martirologio Romano, libro ufficiale della Chiesa dove sono trascritti tutti i santi e i beati. Ma non basta. Non solo manca questo fondamentale riconoscimento, ma la nostra “Rosina” è stata anche inspiegabilmente cancellata dalla data del 4 settembre. Infatti, prima dell’ultima ristampa del Martirologio del 2007, essa era contemplata, (sempre come la Beata Vergine Rosa da Viterbo) per due volte, al sei di marzo (giorno della morte=dies natalis), e al quattro settembre (ricorrenza della traslazione dalla Chiesa di S. Maria in Poggio al Cenobio che oggi porta il suo nome). Adesso è presente solo alla data del sei marzo. La storia dice che al termine del processo callistiano c’erano tutte le condizioni e tutti i documenti in regola, per procedere alla sua iscrizione in qualità di santa nel Martirologio Romano. In quel tempo però né il Comune di Viterbo, e neanche il Cenobio erano nella disponibilità economica di pagare la cifra richiesta. 

E’ pur vero, come sosteneva il vescovo Lorenzo Chiarinelli, che se il papa l’appella come Santa, essa è a tutti gli effetti tale, ma per noi che amiamo la precisione, questa omissione nel libro ufficiale della chiesa, dove sono elencati tutti i santi, ha un sapore di emarginazione che non ci piace. Quando iniziammo questa battaglia, il vescovo Chiarinelli, da noi interpellato in proposito, ci fece sapere che per lui il problema non esisteva, Rosa era santa perché il papa l’aveva chiamata così, e che non era necessario altro. Poi nel 2009, venne a Viterbo in visita pastorale, papa Benedetto XVI. Quando il pontefice si recò a pregare davanti all’urna della nostra protettrice, la badessa del Monastero di S. Rosa gli consegnò una supplica scritta, affinché nel Martirologio Romano, si annotasse finalmente la nostra “Rosina”, non più come Beata ma come Santa. 

Quella richiesta non rimase lettera morta, perché dopo poco tempo il Francescano Padre Cristoforo Bove, che faceva parte della Congregazione dei Santi, ricevette l’incaricato di verificare se esistevano le condizioni di questa iscrizione. 

Da indiscrezioni in nostro possesso, sembra che padre Bove, dopo aver consultato i documenti esistenti negli archivi vaticani, stesse per dare il suo placet a questa operazione. Tutto ci diceva che finalmente eravamo giunti in porto. Invece non era così. Proprio quando tutto l’iter era quasi completato, il frate fu ricoverato in ospedale e il quattro ottobre 2010, dopo tre mesi di degenza, morì. Da quel lontano giorno tutto tace e non è stato fatto più niente. Giovanni Faperdue ha interpellato in proposito anche il nuovo Vescovo di Viterbo Lino Fumagalli, ottenendo le stesse risposte del suo predecessore. 

A questo punto lo scrittore viterbese ha preso carta e penna e il ventidue aprile ha scritto a Papa Francesco I. Nella lettera il giornalista chiede che finalmente, nel Martirologio Romano, si possa vedere trascritta la nostra protettrice come Santa alla data del quattro settembre. Infatti, la regola che vuole la trascrizione nel Martirologio Romano nella data della morte (dies natalis), ha fior di eccezioni, non ultima quella di S. Francesco che è iscritto nella data della sua traslazione. Il quattro settembre per i viterbesi tutti, è la vera festa di S. Rosa, che è anche celebrata da secoli, con il trasporto della Macchina, riconosciuto anche dall’Unesco. Il quattro di settembre, per Viterbo e per i viterbesi, è la giornata che è stata sempre dedicata a S. Rosa fin dalla notte dei tempi. Infatti, in quel giorno del 1258, papa Alessandro IV che aveva ricevuto in sogno per ben tre volte la visita della santa, guidò lui stesso la gloriosa traslazione del sacro corpo dalla Chiesa di Santa Maria in Poggio al Cenobio di San Damiano (oggi monastero di S. Rosa). 

Le suore del Cenobio sostengono che fu il papa Alessandro IV, con una sua Bolla, a stabilire la festività di S. Rosa al 4 di settembre.

Giovanni Faperdue