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martedì 17 marzo 2026

Troppa plastica nel cibo...


Lettera aperta 

Sono socia coop e scrivo in riferimento ad un  negozio coop da cui di solito mi servo.  Premetto che ho provato diverse volte ad inviare un messaggio dagli stessi contenuti tramite il form del sito, senza successo. Ho telefonato ed ora  ho scritto questa mail. 

A proposito della recente "trasformazione" del negozio in oggetto l'ho trovata alquanto peggiorata (per i miei gusti). A parte lo spostamento dei prodotti, che si supera facilmente, capisco ma non approvo la politica che c'è dietro all'aumento vertiginoso delle referenze e della loro diversa presentazione: ormai tutto o quasi è confezionato in tanta "bella" plastica: miscugli di semi da sgranocchiare, merendine pseudo salutistiche o meno, monoporzioni di tutti i tipi, molte verdure, carni, pesce, prodotti di gastronomia, dolci, pani e pizze. La plastica impera e, ok che abbiamo un'ottima raccolta differenziata, ma i rifiuti "giusti" a mio modesto avviso, sono quelli che non si producono. 

Non sapete che la plastica, riciclata o bruciata, consuma energia e produce veleni nell'ambiente? Immagino che abbiate voluto venire incontro a clienti sempre più soli e sempre più indaffarati da non potersi comporre da soli una miscela di semi da consumare durante le pause del lavoro di ufficio, per esempio, o massaie così indaffarate da non poter più preparare un minestrone e tante altre comode referenze, ma trovo tutto ciò poco sano e conforme ad un sistema di vita che non fa bene alla salute, oltre che al portafoglio.

Altro aspetto che sta aumentando progressivamente, ma che era iniziato già da tempo, le casse con l'operatore in funzione sono sempre di meno (e quindi spesso bisogna fare un po' di fila), a favore di quelle automatiche, ma ciò porta perdita di posti lavoro. Personalmente uso sempre quelle con l'operatore.

Da una "cooperativa" che si dichiarava etica e sostenibile, non mi aspetterei di queste scelte. Ma è il mercato, ragazzi! 

Caterina Regazzi - Rete Bioregionale Italiana





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