Presentazione
In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).
sabato 28 marzo 2026
Il nuovo messia e la fine del mondo...
giovedì 26 marzo 2026
Iran. Gli USA ed Israele preparano una nuova Chernobil?
Il Ministero degli Esteri russo ha dichiarato una minaccia diretta alla sicurezza degli specialisti russi presso la centrale nucleare di Bushehr, in Iran, a seguito di una serie di raid aerei israeliani. Mosca sottolinea inoltre che i punti d'impatto si stanno avvicinando sempre di più all'unità nucleare in funzione.
Cresce la preoccupazione che, in caso di fallimento della campagna militare contro l'Iran, Israele e/o gli Stati Uniti possano tentare di neutralizzare la centrale con un attacco mirato. Anche se l'attacco non riuscisse a penetrare il contenimento del reattore, la distruzione delle infrastrutture di supporto (sistemi di raffreddamento, alimentazione elettrica, ecc.) potrebbe portare a uno scenario simile a quello di Fukushima o di Chernobyl.
- In tempo di guerra (rischio militare): L'uso dell'energia atomica è legato alla minaccia di distruzione globale, con la possibilità di utilizzo di armi nucleari che minacciano la continuazione dell'esistenza umana. Il possesso di arsenali atomici, come evidenziato in precedenza, è spesso usato come strumento di intimidazione politica, aumentando la tensione geopolitica.
- In tempo di pace (rischio civile): Le centrali nucleari producono scorie radioattive che rimangono pericolose per migliaia di anni. Inoltre, il rischio di incidenti nucleari, la gestione complessa delle centrali e i costi elevati sono considerati svantaggi significativi.
- Il legame tra nucleare civile e militare: Una critica comune è che lo sviluppo dell'industria nucleare civile possa essere strettamente connesso alla capacità di costruire arsenali atomici.
- Alternative energetiche: Si sostiene che il nucleare sia una tecnologia rigida e poco adatta a rispondere rapidamente alle sfide climatiche, proponendo invece un focus su fonti rinnovabili e sistemi di accumulo.
lunedì 23 marzo 2026
Per oggi respirare possiamo...
Oh... come mai?
È dal referendum di Renzi, ovvero da dieci anni che la casta non viene battuta. Da dieci anni una progressiva maggioranza dei cittadini non va a votare e oggi, come dieci anni fa, invece a votare ci va!
La ragione è semplice: oggi, come dieci anni, fa il cittadino non doveva dare delega a quelli di cui non si può fidare.
Doveva solo confidare in sè stesso. E l'ha fatto con successo.
Giorgio Stern
Il risultato del referendum del 22 e 23 marzo 2026 è che il voto popolare democraticamente espresso ha respinto la cosiddetta "riforma della giustizia" voluta dal governo, il cui scopo era chiarissimo: sottomettere la magistratura al governo; infrangere la divisione, l'equilibrio e il controllo dei poteri; aggredire la Costituzione repubblicana e antifascista; negare il principio stesso della democrazia: ovvero il riconoscimento dell'eguaglianza di dignità e diritti di tutti gli esseri umani.
In questo momento la prima considerazione è che poichè l'ennesimo assalto golpista alla Costituzione, allo stato di diritto e alla democrazia è stato respinto, ebbene, possiamo tirare un sospiro di sollievo.
Pur nella consapevolezza di quanto sia tragica l'ora presente, di come il mondo si stia inabissando nella barbarie, e che anche in Italia la destra antidemocratica al governo, la destra dell'eversione dall'alto, continuerà nella sua azione devastante e disgregatrice di ogni tessuto civile: il prossimo passo, come tutti sanno, è la riforma elettorale attraverso cui la destra al potere vuole reintrodurre nel nostro Paese un regime autoritario, la spoliticizzazione di massa e la riduzione dei cittadini a sudditi ipnotizzati dai media - vecchi, nuovi e novissimi -, la negazione e repressione di ogni concreto conflitto sociale, morale e civile (conflitto che è il sale della democrazia e la cui gestione e ricomposizione nonviolenta è il cuore pulsante dell'azione e della mediazione politica), e quindi il soffocamento di ogni autentico confronto democratico.
E quindi, ovviamente, la lotta nonviolenta per il bene comune e i diritti di tutti gli esseri umani deve continuare: contro la guerra e contro il fascismo, contro lo schiavismo e contro il razzismo, contro l'oppressione di classe e la distruzione della ragione, contro l'ecocidio e contro il sistema di potere maschilista e patriarcale. Ma intanto, almeno per oggi, respirare possiamo...
Peppe Sini
martedì 17 marzo 2026
Troppa plastica nel cibo...
Sono socia coop e scrivo in riferimento ad un negozio coop da cui di solito mi servo. Premetto che ho provato diverse volte ad inviare un messaggio dagli stessi contenuti tramite il form del sito, senza successo. Ho telefonato ed ora ho scritto questa mail.