Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

sabato 28 marzo 2026

Il nuovo messia e la fine del mondo...

 


Parecchi anni fa aiutai l'amico Peter Boom a rendere in italiano “2020 - Il nuovo Messia” un libricino di fanta-ecologia in cui si immagina la fine del mondo in seguito ad una serie di catastrofi ecologiche causate dall'uomo. A quel tempo, primi anni '90 del secolo scorso, già facevo parte del nascente filone bioregionale e della “deep ecology” (come allora si diceva), e trovai interessanti le tesi di Peter, che immaginava un goffo tentativo da parte dei potenti di salvarsi dalla distruzione planetaria per mezzo di “una nuova arca” (che accogliesse loro stessi e le loro donne) e finì miseramente in un boato atomico autodistruttivo. Insomma l'interrogativo era ed è se gli umani saranno in grado di ereditare la terra..

I mondi dell'uomo sono molteplici ma tutti nel pensiero.. uno solo è reale: questa Terra. Se non siamo in grado di conservare la nostra vita onorevolmente sulla Terra come potremo sperare la salvezza emigrando su altri pianeti? Come potremo sperare di essere accolti nel consesso della vita universale extraterrestre se non siamo stati in grado nemmeno di mantenere la vita sul nostro piccolo pianeta? Con ciò ritengo che l'esperimento della nostra sopravvivenza deve potersi avverare qui dove siamo... Inutile sperare in colonie sulla Luna, su Marte o su Venere.. inutile cercare l'acqua su quei mondi desolati se qui -dove ce ne è tanta- non siamo in grado di mantenerla pulita.

Eppure già ci furono diversi scienziati e spiritualisti illuminati che sin dagli albori della società dei consumi avvertivano l'uomo del rischio di uscir fuori dai binari dell'equilibrio scienza/vita. Oggi il treno umano sta deragliando con scintillio di schegge impazzite: OGM, avvelenamento chimico metodico della terra e dell'acqua, energia atomica sporca, deperimento sociale e morale, urbanizzazione selvaggia, distruzione delle risorse accumulate in millenni dalla natura, guerre, etc.

L'uomo nel corso della sua breve storia ha enormemente trasformato la faccia della Terra, perché egli può deliberatamente modificare quasi tutto quel che costituisce il suo ambiente naturale e controllare quel che cresce e vive in esso.

La trama della vita è però tanto delicata e tanto legati sono tra loro il clima, il terreno, le piante e gli animali, che se una componente di questo complesso viene violentemente modificato, se alcuni fili vengono tagliati all'improvviso, l'intero complesso subisce una modificazione. Questo è il significato intrinseco del Bioregionalismo e dell'Ecologia Profonda.

Per centinaia di anni -e soprattutto nell'ultimo secolo- l'uomo è stato la causa di deturpazioni, stermini ed alterazioni profonde... e questo malgrado la sua contemporanea capacità di creare abbellimento ed armonia. Il potere intellettivo che consente all'uomo di progettare e costruire è lo stesso che gli consente di distruggere. Con l'aumento smisurato della popolazione umana la capacità di procurare danni materiali come pure l'affinamento del pensiero e della riflessione sono cresciuti esponenzialmente.

Purtroppo questa nostra Terra non è un Paese di Bengodi od un corno dell'eterna abbondanza... le risorse del pianeta, pazientemente accumulate e risparmiate nel suo ventre, sono ora in fase di esaurimento. La biodiversità e la purezza del genoma vitale sono sempre più a rischio... molte specie animali resistono solo negli zoo o nei giardini botanici. In tutto il mondo moderno ogni nuova impresa economica e scientifica viene seguita da peste e malanni, lo sviluppo continuo equivale al consumo accelerato dei beni, nella incapacità di recupero ambientale e ripristino da parte della natura.

Occorre da subito e con la massima serietà e determinazione fermare la caduta, preservando le risorse residue e quel che rimane della vita selvatica, non solo per il mantenimento della bellezza naturalistica ma soprattutto perché l'armonia complessiva, cioè la reale sopravvivenza della comunità dei viventi (e dell'uomo stesso) dipende da quelle componenti.

Il futuro dell'umanità, infatti, non sta nella sua colonizzazione di altri pianeti del sistema solare bensì nella sua abilità di conservare la vita sul pianeta Terra.

Per questa ragione la biologia, l'ecologia profonda, la spiritualità della natura sono aspetti essenziali del nuovo paradigma coscienziale. Uno dei più grandi misteri vitali, che abbiamo il dovere di affrontare e risolvere, è quello relativo alla nostra vera natura. Ma le religioni e la scienza non saranno mai in grado di darci una risposta se non cominciamo a cercarla direttamente in noi ed attorno a noi. Altrimenti non saremo in grado di uscire dal meccanismo ripetitivo delle guerre, dello sfruttamento insensibile, dei conflitti razziali e interspecisti.

Umanità non è solo simbolizzata da questi bipedi antropomorfi e non è solo un agglomerato organico definito “corpo”. Possiamo dire che Umanità è la capacità di riconoscersi con tutto ciò che vive e pulsa energeticamente dentro e fuori di noi.

La Terra è la nostra casa, l'abbiamo avuta in eredità da un lento e laborioso processo globale della vita, ma siamo sicuri di poterla lasciare a nostra volta alle generazioni future nella stessa integrità e opulenza nella quale noi l'abbiamo ricevuta? La dignità umana si gioca anche in questo, accettiamo dunque la sfida posta alla nostra intelligenza. 

L'evoluzione ha una direzione univoca, la crescita della Coscienza, restiamo in essa! 

Paolo D'Arpini - Rete Bioregionale Italiana

giovedì 26 marzo 2026

Iran. Gli USA ed Israele preparano una nuova Chernobil?

 


Il Ministero degli Esteri russo ha dichiarato una minaccia diretta alla sicurezza degli specialisti russi presso la centrale nucleare di Bushehr, in Iran, a seguito di una serie di raid aerei israeliani. Mosca sottolinea inoltre che i punti d'impatto si stanno avvicinando sempre di più all'unità nucleare in funzione.


Cresce la preoccupazione che, in caso di fallimento della campagna militare contro l'Iran, Israele e/o gli Stati Uniti possano tentare di neutralizzare la centrale con un attacco mirato. Anche se l'attacco non riuscisse a penetrare il contenimento del reattore, la distruzione delle infrastrutture di supporto (sistemi di raffreddamento, alimentazione elettrica, ecc.) potrebbe portare a uno scenario simile a quello di Fukushima o di Chernobyl.

Al momento non si parla ancora di un tribunale internazionale per il regime di Tel Aviv, ma la questione potrebbe essere presa in considerazione in futuro se ci saranno inquinamenti irrisolvibili,  sia nucleari che chimici, per gli attacchi compiuti da Israele contro depositi di carburante e contro  la centrale di Bushehr. Se non peggio, con il lancio di ordigni nucleari che renderebbero il Medio Oriente inabitabile per anni ed anni. 

In questo contesto meraviglia la sfrontatezza del governo Meloni di voler  riportare il nucleare in Italia, sapendo che ogni centrale è una bomba ad orologeria...

Paolo D'Arpini - Rete Bioregionale Italiana





Approfondimenti:

La posizione secondo cui l'energia nucleare sia dannosa, sia in contesti di pace (uso civile) che in guerra (uso militare), è una prospettiva radicata nel pensiero ecologista e pacifista, spesso condivisa da attivisti e intellettuali, inclusi pensatori come Paolo D'Arpini. Questa visione sottolinea come il nucleare comporti rischi inaccettabili in entrambi i casi.
Ecco i principali punti di questa argomentazione:
  • In tempo di guerra (rischio militare): L'uso dell'energia atomica è legato alla minaccia di distruzione globale, con la possibilità di utilizzo di armi nucleari che minacciano la continuazione dell'esistenza umana. Il possesso di arsenali atomici, come evidenziato in precedenza, è spesso usato come strumento di intimidazione politica, aumentando la tensione geopolitica.
  • In tempo di pace (rischio civile): Le centrali nucleari producono scorie radioattive che rimangono pericolose per migliaia di anni. Inoltre, il rischio di incidenti nucleari, la gestione complessa delle centrali e i costi elevati sono considerati svantaggi significativi.
  • Il legame tra nucleare civile e militare: Una critica comune è che lo sviluppo dell'industria nucleare civile possa essere strettamente connesso alla capacità di costruire arsenali atomici.
  • Alternative energetiche: Si sostiene che il nucleare sia una tecnologia rigida e poco adatta a rispondere rapidamente alle sfide climatiche, proponendo invece un focus su fonti rinnovabili e sistemi di accumulo. ​
Il dibattito è complesso e polarizzato, con posizioni che oscillano tra la preoccupazione per la sicurezza e la necessità di nuove fonti energetiche. Nel 2011, l'ipotesi di rilanciare il nucleare in Italia è stata respinta dal 94% dei votanti. ​
Per approfondire, puoi cercare i lavori e le opinioni specifiche di Paolo D'Arpini, spesso pubblicati su blog di ecologia profonda e nonviolenza.

lunedì 23 marzo 2026

Per oggi respirare possiamo...


Oh... come mai?

È dal referendum di Renzi, ovvero da dieci anni che la casta non viene battuta. Da dieci anni una progressiva maggioranza dei cittadini non va a votare e oggi, come dieci anni fa, invece a votare ci va!

La ragione è semplice: oggi, come dieci anni, fa il cittadino non doveva dare delega a quelli di cui non si può fidare.

Doveva solo confidare in sè stesso. E l'ha fatto con successo. 

Giorgio Stern









Il risultato del referendum del 22 e 23 marzo 2026   è che il voto popolare democraticamente espresso ha respinto la cosiddetta "riforma della giustizia" voluta dal governo, il cui scopo era chiarissimo: sottomettere la magistratura al governo; infrangere la divisione, l'equilibrio e il controllo dei poteri; aggredire la Costituzione repubblicana e antifascista; negare il principio stesso della democrazia: ovvero il riconoscimento dell'eguaglianza di dignità e diritti di tutti gli esseri umani.

In questo momento la prima considerazione è che poichè l'ennesimo assalto golpista alla Costituzione, allo stato di diritto e alla democrazia è stato respinto, ebbene, possiamo tirare un sospiro di sollievo.

Pur nella consapevolezza di quanto sia tragica l'ora presente, di come il mondo si stia inabissando nella barbarie, e che anche in Italia la destra antidemocratica al governo, la destra dell'eversione dall'alto, continuerà nella sua azione devastante e disgregatrice di ogni tessuto civile: il prossimo passo, come tutti sanno, è la riforma elettorale attraverso cui la destra al potere vuole reintrodurre nel nostro Paese un regime autoritario, la spoliticizzazione di massa e la riduzione dei cittadini a sudditi ipnotizzati dai media - vecchi, nuovi e novissimi -, la negazione e repressione di ogni concreto conflitto sociale, morale e civile (conflitto che è il sale della democrazia e la cui gestione e ricomposizione nonviolenta è il cuore pulsante dell'azione e della mediazione politica), e quindi il soffocamento di ogni autentico confronto democratico.

E quindi, ovviamente, la lotta nonviolenta per il bene comune e i diritti di tutti gli esseri umani deve continuare: contro la guerra e contro il fascismo, contro lo schiavismo e contro il razzismo, contro l'oppressione di classe e la distruzione della ragione, contro l'ecocidio e contro il sistema di potere maschilista e patriarcale. Ma intanto, almeno per oggi, respirare possiamo...

Peppe Sini



martedì 17 marzo 2026

Troppa plastica nel cibo...


Lettera aperta 

Sono socia coop e scrivo in riferimento ad un  negozio coop da cui di solito mi servo.  Premetto che ho provato diverse volte ad inviare un messaggio dagli stessi contenuti tramite il form del sito, senza successo. Ho telefonato ed ora  ho scritto questa mail. 

A proposito della recente "trasformazione" del negozio in oggetto l'ho trovata alquanto peggiorata (per i miei gusti). A parte lo spostamento dei prodotti, che si supera facilmente, capisco ma non approvo la politica che c'è dietro all'aumento vertiginoso delle referenze e della loro diversa presentazione: ormai tutto o quasi è confezionato in tanta "bella" plastica: miscugli di semi da sgranocchiare, merendine pseudo salutistiche o meno, monoporzioni di tutti i tipi, molte verdure, carni, pesce, prodotti di gastronomia, dolci, pani e pizze. La plastica impera e, ok che abbiamo un'ottima raccolta differenziata, ma i rifiuti "giusti" a mio modesto avviso, sono quelli che non si producono. 

Non sapete che la plastica, riciclata o bruciata, consuma energia e produce veleni nell'ambiente? Immagino che abbiate voluto venire incontro a clienti sempre più soli e sempre più indaffarati da non potersi comporre da soli una miscela di semi da consumare durante le pause del lavoro di ufficio, per esempio, o massaie così indaffarate da non poter più preparare un minestrone e tante altre comode referenze, ma trovo tutto ciò poco sano e conforme ad un sistema di vita che non fa bene alla salute, oltre che al portafoglio.

Altro aspetto che sta aumentando progressivamente, ma che era iniziato già da tempo, le casse con l'operatore in funzione sono sempre di meno (e quindi spesso bisogna fare un po' di fila), a favore di quelle automatiche, ma ciò porta perdita di posti lavoro. Personalmente uso sempre quelle con l'operatore.

Da una "cooperativa" che si dichiarava etica e sostenibile, non mi aspetterei di queste scelte. Ma è il mercato, ragazzi! 

Caterina Regazzi - Rete Bioregionale Italiana





sabato 14 marzo 2026

Siamo sempre insieme, anche se da soli...


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Sono contenta che la natura si risvegli, seppure a volte ha bisogno di un aiutino. Le giornate si allungano, sono quasi le 19  ed ancora si vede un po' di luce. Ho preparato il pane,  ho a cena delle amiche, l'ho fatto anche per loro. Poi sono andata al negozio bio e ho comprato un po' di cosette: una bella bottiglia di succo di mele, aceto di mele, crauti, lupini in salamoia. 

Poi ho fatto una  telefonata ad una signora che aveva bisogno di consolazione e mi ha detto che ero stata molto gentile. Sono contenta. Il mondo è così triste e brutto a volte che un po' di gentilezza non guasta... 

La pratica bioregionale significa riabitare la Terra in modo gentile, prendendoci cura degli altri anche attraverso una maggiore attenzione al cibo. Certo, quando si vive in campagna, in comunità o in famiglia, l'aiuto reciproco ci consente di ricordarci meglio del nostro riabitare e di prenderci cura l'uno dell'altro, e anche la preparazione del nostro cibo è più accurata. Ma a volte questo riabitare avviene in solitudine...

Ad esempio in questi giorni io sono da sola qui a Spilamberto e Paolo è da solo a Treia, però ci sentiamo vicini... 

Caterina Regazzi 

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