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sabato 15 marzo 2014

Le grandi dighe sono un'intromissione pesante nei biosistemi naturali


Grandi dighe = grandi danni

Il Brasile, negli ultimi anni balzato alle cronache per la sua espansione economica, continua a mantenere, tutt'oggi, la sua posizione di paese produttore di commodities, o meglio detto, di materie prime. Il rapido sviluppo, obiettivo anche della PAC (Politica di Accelerazione della Crescita, 2007), ha comportato una corsa al controllo delle risorse naturali e alle possibili fonti di energia. Per questo motivo, tra le altre grandi opere implementate in tutto il paese, la costruzione delle dighe per l'instaurazione di centrali idroelettriche è tra quelle che sta destando maggiore opposizione da parte di vari movimenti ed, in particolare, del MAB, Movimento Atigindos por Barragens (Movimento Colpiti dalla Dighe).

L'espansione capitalistica sta imponendo il suo modello e travolgendo anche quelle popolazioni che vivono nelle foreste o lungo i fiumi, la cui maggior fonte di approvvigionamento proviene dalla pesca. Vengono deviati corsi d'acqua (e non immaginatevi i nostri fiumiciattoli italiani), modificati i territori, messo a rischio la biodiversità e spesso esistono già progetti per future dighe lungo lo stesso fiume. Questo solo per parlare dell'aspetto ambientale, ma purtroppo tali centrali idroelettriche costringono anche le popolazioni locali e le comunità indigene alla fuga, alla perdita di legami sociali e di tradizioni culturali. Per fare un esempio, Belo Monte, la grande opera forse più discussa, produrrà energia appena sei mesi l'anno, data la stagionalità del fiume Xingù. Altamira, inoltre, una delle città più coinvolte dall'afflusso di lavoratori al progetto, si ritrova senza alcuna infrastruttura in grado di rispondere alle necessità dei cittadini e registra un aumento dei reati comuni e della prostituzione. Per questo e per tanti altri motivi, il MAB convoca tutti, il 14 marzo ad aderire alla Giornata di Lotta Contro le Dighe, per i fiumi, per l'acqua e per la vita.

Giornata Internazionale di Lotta Contro le Dighe, a favore dei fiumi, dell'acqua e per la vita

Il Movimento Atigindos por Barragens (MAB, Movimento Colpiti dalla Dighe) invita e incoraggia tutti gli enti, organizzazioni, gruppi reti, attivisti e movimenti sociali ad unirsi alle manifestazioni per celebrare la Giornata Internazionale di Lotta Contro le Dighe, per i fiumi, per l'acqua e per la vita, che si terrà nella giornata del 14 marzo 2014.
Anche in questo momento di crisi attuale del sistema, il capitale continua ad appropriarsi delle risorse naturali e del lavoro dei lavoratori attraverso il settore elettrico. In realtà, l'energia è diventata un elemento centrale nella logica della ripresa della produzione e appropriazione capitalista. Attualmente, l'intera catena di produzione dell'energia (costruzione di centrali idroelettriche, trasmissione e distribuzione) si è trasformata in una fonte di redditività elevata e di forte disputa.

Le corporazioni internazionali stanno utilizzando in modo sempre più frequente risorse pubbliche, mettendo lo Stato a suo servizio. Con questo, le nuove forme di privatizzazione, attraverso partenariati pubblico-privati, stanno depredando le nostre risorse naturali, abbondante base produttiva.

Quest'anno, ci saranno le elezioni presidenziali in diversi paesi, tra cui il Brasile. In questo scenario, queste stesse corporazioni finiscono molto spesso per definire i risultati politici o per promuovere colpi di stato nei nostri paesi, con l'obiettivo di indebolire la nostra forza attraverso la criminalizzazione delle proteste e delle lotte storiche di resistenza.

Per questo motivo, dobbiamo più che mai mantenerci fermi e organizzati per offrire continuità alla lotta locale, nazionale ed internazionale, organizzando quelli che vengono colpiti dalla costruzione delle dighe, i lavoratori dell'energia e tutta la classe lavoratrice.
Negli ultimi tempi, abbiamo assistito ad una crescita e ad un aumento delle lotte nazionali in vari paesi, nella lotta contro la violazione dei diritti umani, principalmente per ciò che riguarda gli stessi colpiti dalle dighe. Il Perù, paese con il secondo potenziale idrico dell'America Latina, riceverà quest'anno la ventesima Conferenza delle Nazioni Unite (ONU) sui Cambiamenti Climatici, che precederà la COP-21 [Conferenza sul Clima, Parigi 2015], nella quale i paesi definiranno le nuove regole per un accordo globale sul clima.

Per il capitale questo è un paese da sfruttare per la sua grande estensione territoriale e, perciò, dobbiamo essere presenti e organizzarci per fare le nostre denunce e manifestazioni che richiamino l'attenzione della società mondiale.

La giornata del 14 marzo è il momento nel quale le popolazioni colpite dalla costruzione di dighe in tutto il mondo denunciano il modello energetico che storicamente ha causato gravi conseguenze sociali, economiche, culturali ed ambientali.

Abbiamo il compito di costruire un nuovo progetto energetico popolare, dove l'acqua e l'energia non siano merce e la ricchezza da essa generata rimanga sotto il controllo popolare.

MAB


(Traduzione di Elena)

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