Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

giovedì 30 ottobre 2014

No al "Rottama Italia" di renzi (eufemisticamente detto "sblocca Italia"


Rottamazione totale

Per una eco resistenza più articolata, autorganizzata e diffusa: "Ce n'est qu'un début, continuons le combat!"

Da info dell'ultima ora il decreto "Rottama Italia" avrà la seguente calendarizzazione al Senato:
Lunedi 3/11 ore 15,00 - Commissione
Martedi 4/11 ore 17,00 - Aula

Ci appelliamo a tutte/i per far girare la notizia, in questi pochi giorni che rimangono e alla massima partecipazione  ai Presidi.

Al termine dell'Incontro del 31 ottobre 2014 a Roma seguirà comunicato dettagliato.Il Governo Renzi/Lupi, dopo l'ennesima fiducia messa alla Camera dei Deputati, farà altrettanto al Senato per la definitiva conversione in legge. Per questo motivo, il Comitato No Corridoio Roma-Latina insieme ad altre realtà e co-resistenti, hanno lanciato un appello a tutti i Comitati, Forum e Associazioni che hanno a cuore la propria terra, la propria aria e il proprio mare.

La finalità è quella di decidere insieme le modalità del Presidio al Senato e altre iniziative di contrasto. Seguirà comunicato dettagliato.
Il "Rottama Italia" contiene ed è portatore insano di devastazioni, nocività e inquinamenti senza precedenti:
- impennata della cementificazione e impermeabilizzazione del territorio
- incentivi all'energia da fossile (carbone)
- decine di trivellazioni per il petrolio
- nuove grandi opere autostradali
- svendita del demanio pubblico
- privatizzazione dell'acqua pubblica, nonostante il referendum
- centralizzazione dei controlli da parte dei Ministeri e conseguente perdita di poteri degli Enti Locali
- proroghe ai concessionari autostradali, senza alcuna gara
- autocertificazione da parte dei proprietari di aver fatto le bonifiche dei siti contaminati, esautorando di fatto il potere di controllo degli Enti Locali.

  
Per contatti: nocorridoio@tiscali.it - cell. 3332152909

Tortoreto Lido, 7 - 8 - 9 novembre 2014 - "I Colori del Sole"



Gentili Signore e Signori, è un grande piacere per me presentarvi l'associazione culturale pedagogico ad indirizzo steineriano "I Colori del Sole" (Impresa Sociale senza fini di lucro) di Tortoreto Lido (Abruzzo)

Da 2 anni un piccolo gruppo di persone lavora senza sosta per creare una realtà nuova nel nostro territorio: un asilo e una scuola parentale ad indirizzo steineriano.

Oggi nella nostra scuola c’è un nutrito gruppo di bambini.

Alle attività scolastiche e pedagogiche affianchiamo una serie di corsi tenuti dai migliori insegnanti delle scuole Waldorf (italiane e non solo), rivolte ai genitori e a tutti coloro che si interessano di crescita personale.

Il prossimo seminario si terrà il 7, 8 e 9 Novembre, ed ha come titolo:

"Cosa si aspettano i bambini dagli adulti nei primi anni della scuola elementare?"

Ho ritenuto opportuno invitarvi per condividere con voi il nostro progetto e il nostro entusiasmo.

Vi aspetto, e sono sicuro che il tempo che dedicherete a questa attività sarà per voi un ottimo investimento.

Chi fosse impossibilitato a partecipare per l'intero seminario è invitato al convegno gratuito di venerdì 7 Novembre, ore 20:30.

Per le iscrizioni o per domande sono volentieri a disposizione.

Cari saluti

Giuseppe Pepe
333 86 48 985
Responsabile Immagine I Colori del Sole

Visualizzazione di locandina.jpg

mercoledì 29 ottobre 2014

Treia - Indicazioni per la manifestazione del 31 ottobre 2014 - "Riciclaggio della memoria"




Il 31 ottobre 2014 si tiene a Treia la manifestazione (di libera partecipazione) "Riciclaggio della Memoria", che si svolge durante l'intera giornata. Il clou sarà alle h. 17 con una Tavola Rotonda e spettacolo di arte varia nella Sala Consiliare del Comune (in Piazza della Repubblica).  

Ma gli eventi iniziano sin dalla mattina del 31 ottobre,  alle 10 circa partiremo per una passeggiata erboristica con Sonia, la sibilla delle erbe (ad offerta libera per l'accompagnatrice). Appuntamento in Via Sacchette 15/a al Circolo Vegetariano VV.TT..  Cominciamo dall’orto che sta sotto il Circolo che è pieno di erbe selvatiche commestibili. 

Con quanto raccolto ci faremo un pappone per il pranzo (lasciando anche qualcosa per la cena), se ognuno porta qualche pietanza vegetariana saremo tutti felici e contenti. Se il tempo è bello pranziamo nell’orto se è bruttino staremo al Circolo. Portare con sé suppellettili (piatti e posate e tovaglioli), al termine si farà la conta per il lavaggio delle pentole e riordino dei locali.

Il pomeriggio verso le 15 andiamo a zonzo a visitare la bella Treia.

Alle 17 circa saremo nella sala consiliare del Comune per la Tavola Rotonda, la mostra, le poesie, gli interventi musicali (chitarra e hang drum), etc. la manifestazione termina con una degustazione di prodotti bioregionali preparati ed apparecchiati da Gigliola. Al termine una addetta della Pro Loco ci accompagnerà a visitare la pinacoteca che si trova sullo stesso piano della Sala Consiliare. 

Conclusi gli aspetti culturali e ludici torniamo al Circolo dove ci saranno dei canti serali con meditazione per celebrare la Vigilia di Ognissanti.

Chi partecipa venendo da lontano può fermarsi a dormire (gratuitamente) al Circolo, in modo spartano, portandosi sacco a pelo ed asciugamani.

Per raggiungere il luogo: Quando si arriva a Treia si vede la circonvallazione che costeggia le mura. A sinistra  ci sono i lavori in corso per una frana, parcheggiare lì nei pressi sotto la Porta Montegrappa (o Mentana), dove si nota una fontana con due cannelle, salire sino alla Porta, subito a sinistra c’è un vecchio pozzo, salire ancora per 10 metri, quella è Via Sacchette, sulla destra si vedrà un piccolo spiazzo con una porta leggermente sopraelevata su un terrazzino, con la targa "Circolo vegetariano VV.TT.",  a fianco c’è anche un orto urbano con degli ulivi, noi siamo lì…  Quando arrivate e magari non ci vedete allora salite per tutto il percorso di Via Sacchette, arrivati in Via Mazzini, girate a destra  e trovate il n. 27 suonate al campanello Regazzi/D'Arpini. Se proprio vi siete persi chiamare al 333.6023090 - 0733/216293

Paolo D'Arpini e Caterina Regazzi
Circolo vegetariano VV. TT. di Treia



La manifestazione si svolge con il patrocinio morale del Comune e della Proloco di Treia

martedì 28 ottobre 2014

Proposta Nonviolenta per il 4 novembre: non festa ma lutto...




Proponiamo che il 4 novembre si realizzino in tutte le città d'Italia commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre, commemorazioni che siano anche solenne impegno contro tutte le guerre e le violenze.

Affinché il 4 novembre, anniversario della fine dell'"inutile strage" della prima guerra mondiale, cessi di essere il giorno in cui i poteri assassini irridono gli assassinati, e diventi invece il giorno in cui nel ricordo degli esseri umani defunti vittime delle guerre gli esseri umani viventi esprimono, rinnovano, inverano l'impegno affinche' non ci siano mai piu' guerre, mai piu' uccisioni, mai piu' persecuzioni.

Queste iniziative di commemorazione e di impegno morale e civile devono essere rigorosamente nonviolente. Non devono dar adito ad equivoci o confusioni di sorta; non devono essere in alcun modo ambigue o subalterne; non devono prestare il fianco a fraintendimenti o mistificazioni. Queste iniziative di addolorato omaggio alle vittime della guerra e di azione concreta per promuovere la pace e difendere le vite, devono essere rigorosamente nonviolente.

Occorre quindi che si svolgano in orari distanti e assolutamente distinti dalle ipocrite celebrazioni dei poteri armati, quei poteri che quelle vittime fecero morire. Ed occorre che si svolgano nel modo piu' austero, severo, solenne: depositando omaggi floreali dinanzi alle lapidi ed ai sacelli delle vittime delle guerre, ed osservando in quel frangente un rigoroso silenzio.

Ovviamente prima e dopo e' possibile ed opportuno effettuare letture e proporre meditazioni adeguate, argomentando ampiamente e rigorosamente perche' le persone amiche della nonviolenza rendono omaggio alle vittime della guerra e perche' convocano ogni persona di retto sentire e di volonta' buona all'impegno contro tutte le guerre, e come questo impegno morale e civile possa concretamente limpidamente darsi. Dimostrando che solo opponendosi a tutte le guerre si onora la memoria delle persone che dalle guerre sono state uccise. Affermando il diritto e il dovere di ogni essere umano e la cogente obbligazione di ogni ordinamento giuridico democratico di adoperarsi per salvare le vite, rispettare la dignita' e difendere i diritti di tutti gli esseri umani.


In particolare quest'anno, a cento anni dal primo conflitto mondiale, vogliamo sostenere la Campagna "Un'altra difesa e' possibile" con la proposta di legge di iniziativa popolare per l'istituzione e il finanziamento del Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta. Un Dipartimento che comprenda i Corpi civili di pace e l'Istituto di ricerche sulla Pace e il Disarmo e che abbia forme di interazione e collaborazione con il Dipartimento della Protezione civile, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ed il Dipartimento della Gioventu' e del Servizio Civile Nazionale.

Si tratta di dare finalmente concretezza a cio' che prefiguravano i Costituenti con il ripudio della guerra, e che gia' oggi e' previsto dalla legge e confermato dalla Corte Costituzionale, cioe' la realizzazione di una difesa civile alternativa alla difesa militare, finanziata direttamente dai cittadini attraverso l'opzione fiscale in sede di dichiarazione dei redditi.

Obiettivo della Campagna e' quello di dare uno strumento in mano ai cittadini per far organizzare dallo Stato la difesa civile, non armata e nonviolenta - ossia la difesa della Costituzione e dei diritti civili e sociali che in essa sono affermati; la preparazione di mezzi e strumenti non armati di intervento nelle controversie internazionali; la difesa dell'integrita' della vita, dei beni e dell'ambiente dai danni che derivano dalle calamita' naturali, dal consumo di territorio e dalla cattiva gestione dei beni comuni - anziche' finanziare cacciabombardieri, sommergibili, portaerei e missioni di guerra, che lasciano il Paese indifeso dalle vere minacce che lo colpiscono e lo rendono invece minaccioso agli occhi del mondo.

Lo strumento politico della legge di iniziativa popolare vuole aprire un confronto pubblico per ridefinire i concetti di difesa, sicurezza, minaccia, dando centralita' alla Costituzione che "ripudia la guerra" (art. 11), afferma la difesa dei diritti di cittadinanza ed affida ad ogni cittadino il "sacro dovere della difesa della patria" (art. 52).

Per informazioni sulla Campagna "Un'altra difesa e' possibile"

vai al sito www.difesacivilenonviolenta.org

Segreteria della Campagna c/o il Movimento Nonviolento



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Integrazione commento di Sarvamangalam: "Nessun popolo può sentirsi la coscienza completamente a posto finché sopporta i governi di guerra Nato e il commercio internazionale di armi.
Fuori l'Italia dalla Nato, fuori la Nato dall'Italia, via i governi fornitori di armi al pianeta, riconversione civile delle spese industriali militari, che sottraggono lavoro e risorse alla vita della società. 
Senza questi requisiti nella sua filosofia e nel programma di azione propagandistica nessuna organizzazione politica può venir
 presa davvero sul serio nè tenuta in considerazione.
I fatti hanno mostrato fin troppo chiaramente, e sanguinosamente, che la Nato non è una alleanza difensiva, bensì una crudele (e costosa) macchina di aggressione guerra e strage contro l'umanità.
Dunque, oggi come ieri, non un uomo, non un voto, non un soldo alla partitocrazia secondorepubblichina di guerra e rapina contro i popoli: qualunque alternativa deve sempre fondarsi sullo spirito di pace, coesistenza e mutua coooperazione tra i popoli e tra gli individui senza il quale solo la nefasta barbarie può imperare.
Fin che l'istituzione è violenza essa va rifiutata senza intermedio, boicottata in ogni modo possibile, mentre lo spirito di boicottaggio e alternativa debbono essere diffusi da per ogni dove, fino a quando prevarrà nei fatti, senza se nè ma o però.
"Contro la guerra dobbiamo essere duri come pietre" (Aldo Capitini).

Farsi il pane da sé, in camper....




Nei 17 anni che ho vissuto in camper ho per lunghi periodi dovuto farmi il pane perché per esempio in Asia è stato molto difficile di trovare qualche cosa di accettabile per me.
Nel camper avevo un forno trivalente, tradizionale ventilato, microonde e griglia.

Ogni volta mi facevo due pagnotte da un kg. con 2/3 farina bianca e 1/3 farina integrale, niente sale e 600 cl. di acqua e un cucchiaio di lievito istantaneo per kg. di farina, cottura a 200 per una ora.

Lo tagliavo a fette, lo surgelavo e prima di usarlo lo passavo nel toster con risultati più che soddisfacenti.

Da quando sono in Sud Africa,  a seconda di come mi girava o lo facevo o usavo le produzioni locali che nella maggior parte dei casi non sono un gran che.

Due settimane fa Reinette mi ha passato una ricetta per il pane proveniente da una rivista locale facendomi notare nella foto i buchi grandi nella mollica che è per lei il pane che gli piace di più, da quando assaggiò il casareccio romano con i buchi nella mollica.
La ricetta prevedeva 900 cl di acqua per kg. di farina, perciò impossibile da impastare.,
Pur avendo molti dubbi ho ugualmente voluto fare la prova che è la seguente:
La sera mettere in una bacinella di notevole capienza 1 kg di farina, una bustina di lievito istantaneo, a scelta un po' di sale e 900 cl  di acqua tiepida. Con uno strumento adeguato mischiare fintanto che diventa un pappone appiccicoso ma omogeneo.

Chiudere il recipiente con coperchio o con foglio di plastica e mettere nel frigo.

Il giorno dopo il pappone ha lievitato notevolmente, lo tiro fuori e con l'aiuto di farina debbo usare la punta delle dita per dare una certa forma a due metà quindi lasciare lievitare per circa 30 minuti e poi infornare per circa una ora a 200/230.

Non è un pane che ho visto in alcun negozio locale e debbo confessare che è molto saporito e mi permette con molto meno tempo di poter avere un pane straordinario.

Roberto Anastagi

lunedì 27 ottobre 2014

Un ultimo caffè amaro... prima di lasciare l'Italia, nella speranza di avere un futuro per i propri figli



Caro Paolo, L’ULTIMO CAFFE’ così l’ho titolato, servito in quella bianca tazzina, terribilmente amaro benché l’avessi riempito di zucchero, uno, due, sino a cinque cucchiaini, e mentre l’ho bevevo, e mescolavo e bevevo a sorsi piccolissimi per non finirlo, possibilmente farlo durare il più a lungo possibile, ma il tempo a volte ci è nemico marcando inesorabilmente le ore, in alcuni casi come se fossero minuti o secondi, lasciando in noi tanta tristezza.

Le cause, un paese ormai sull’orlo del baratro, provocato da comportamenti ingiusti di uomini che hanno raggiunto il potere e guidano la comunità macinando senza pietà ne consapevolezza il destino dei propri sudditi con gravi danni alla intera Nazione, per mantenere inalterati i privilegi della Politica, non importa se chiudono le fabbriche, distruggono famiglie, rubano il futuro ai giovani, essi proseguono incoscientemente sino all’affondo totale.

Questa crisi Economica e di Ingiustizie di vecchia data, più Italiana che mondiale, ha scombussolato in modo grave il nostro Paese al punto che ogni famiglia si lecca le proprie ferite. Si salva soltanto chi ha la possibilità di andarsene, emigrare.

La nuvola grigia della Politica dell’inganno che avanza seminando sofferenze continue, certamente ha uno scopo e dalla realtà attuale si può immaginare il ritorno al passato, quel passato dominato dalla DC (Democrazia Cristiana) la quale dopo tanti danni arrecati al Paese di cui continuiamo a pagare le conseguenze, si era presa un periodo di riflessione, far dimenticare le proprie malefatte e ricaricare le pile per un ritorno del lupo travestito da Santone.

L’informazione manovrata con l’arma raffinata del Potere, nasconde le sofferenze della popolazione con fallimenti e suicidi, mentre chi sa leggere nelle menti sataniche che usano il linguaggio Fiorentino della speranza e della ripresa col sorriso per abbindolare gli stolti, fermentano rivendicazioni.

I giovani di oggi hanno imparato a leggere nel profondo ed appartengono al nuovo mondo: alcuni impauriti privi di carattere si lasciano trascinare dalle masse, mentre altri si prefiggono degli scopi precisi nella vita e non accettano gli artisti di piazza arrampicati nelle poltrone di comando.

Mia figlia improvvisamente viene a salutarmi senza preavviso, in modo da togliermi ogni possibilità di resistenza dicendomi: Papà, domani parto definitivamente per l’Australia. Ma cara Roberta, avevi una casa, un lavoro dignitoso, una bella famiglia, si Papà è tutto vero, ma a mia volta ho delle responsabilità verso mio figlio. In famiglia abbiamo discusso a fondo l’argomento ed abbiamo preso delle decisioni.
Questo Paese è visibilmente finito, non ci sono più speranze. Dove vado dovrò incominciare tutto da capo e forse con qualche sofferenza, ma con la certezza di dare un futuro a mio figlio.

Cara Roberta, mi prendi di sorpresa e a questo punto non posso fare altro che augurarti tutto il bene del mondo, senza nasconderti che provo tanta tristezza, vai così lontano, forse non ci vedremo più, ma sappi che vi sarò sempre vicino col pensiero.

Papà, non vado lontano, ritorno al mio Paese natale dove tu stesso mi hai dato la vita.

Mentre mi avviavo verso casa, distratto da mille preoccupazioni, il mio pensiero si fondeva sulla realtà attuale che non lascia scampo a speranze positive, il mondo sembra improvvisamente impazzito, mentre da varie parti del Pianeta vengono a galla rivendicazioni causate da un passato di ingiustizie soffocate per anni dall’informazione, le quali per lungo tempo hanno seminato sofferenze morte e suicidi, distruggendo tantissime famiglie Italiane e straniere non soltanto in Italia, con il pensiero rivolto anche ai clandestini e agli sfollati che scappano dai vari Paesi dove la sofferenza è maggiore, dove la tirannia non ha limiti, considerando che tanta povera gente, intere famiglie affrontano lunghi viaggi al limite dei tanti pericoli sfidando anche la morte pur di cambiare vita. ONU, RELIGIONI, GIUSTIZIA, DIO, tutti barattoli di marmellata per ingannare l’Umanità.

Mentre il mio pensiero divagava in modo confuso ripercorrendo alcuni fatti importanti della vita in un mondo che da giovanissimo consideravo piccolo per la possibilità di muovermi liberamente da un continente all’altro, invece attualmente che ho raggiunto la maturità, vedo il pianeta grande quasi infinito,  pieno di pericoli, di rivendicazioni, di tiranni all’opera sotto false vesti.

La partenza di mia figlia per l’Australia mi si presenta come un viaggio verso un altro mondo, laico e libero, riportandomi indietro nel tempo, pensando a quando ero di passaggio per lo stivale, mi appariva come un mondo di ipocrisie dominate da cupole, campane e gruppi di potere che sprizzano tutto l’egoismo per mantenere posizione dominanti senza preoccuparsi dei danni verso la società, verso il prossimo.

Questa specie di uomini refrattari alle sofferenze che essi stessi infondono alla Comunità, soltanto nel letto di morte hanno una visione completa delle loro malefatte e chiedono perdono.

Anthony Ceresa

domenica 26 ottobre 2014

Il limite del limite - Fra discriminazione e sopportazione


Con il trascorrere del tempo ho constatato di avere esaurito la mia sopportazione (Infatti, se la cerco non ne trovo più) nei confronti delle persone che invocano con esasperante noiosa e tenace insistenza "il rispetto delle regole", a qualsivoglia livello considerate. Se è solo il "rispetto delle regole" ciò che si richiede, si ricordi che qualunque feroce tirannide è sufficiente allo scopo. Invece, se vogliamo osservare più in dettaglio il problema, ne possiamo scoprire interessanti altri aspetti.

Anzitutto, le uniche regole rispettate in modo automatico sono quelle naturali: il rispetto delle regole imposte dalla forza di gravità non è una scelta, bensì un fenomeno, come evidenziato dal fatto che chi provi ad uscire dalla finestra del sesto piano precipita a terra, lo voglia o no.


Le regole "sociali", invece, sono convenzioni, ovvero risultati di scelta, e le scelte si compiono dipendentemente dalle motivazioni.


L'unica motivazione psichicamente sana per una scelta è data da comprensione e accettazione spontanea per intima convinzione: scelgo di rispettare la regola del verso di percorrenza stradale (tutti i veicoli viaggiano sul proprio lato destro, salvo che in Inghilterra tutti sul proprio sinistro) perché è logica, e mostra di rispondere razionalmente all'esigenza di minimizzare il rischio di incidenti e i danni che essi comportano (e l'istinto di autoconservazione collabora spontaneamente allo scopo).


Esistono naturalmente altri metodi per generare una scelta: ad esempio la coercizione, sotto minaccia di punizione.


Il metodo coercitivo tramite minaccia può funzionare comportamentalmente, ovvero indurre il risultato concreto richiesto. Tuttavia esso è pischicamente malsano, causando paura, risentimenti, inimicizia, conflitto, ed altre conseguenze mentalmente assai negative. Ciò significa che qualunque risultato positivo costruisca da un lato, parimenti vi corrispondono indesiderabili risultati negativi da un altro.
Infatti, la società in cui ci troviamo a vivere, ampiamente fondata sulla coercizione realizzata dall'abitudine a sorvegliare e punire, è caratterizzata da radicale e diffusa malsanità psichica, insoddisfazione mentale, instabilità emozionale, carenza affettiva, sfiducia nella sincerità e nella verità.
Tutto ciò non è razionale, non è intelligente, non è utile.


E' ampiamente preferibile favorire la comprensione dei sentimenti profondi, dell'intelligenza, dell'analisi di motivazioni e finalità di ogni pensare ed ogni agire, in modo da poter vivere in una rete di relazioni (inclusa quella con se stessi!) soddisfacentemente fondata sulla integrità individuale tra sentimento, pensiero ed azione, presupposti necessari alla felicità del vivere. Solo a partire dall'integrità individuale tra psiche interiore e comportamento esteriore si può realizzare una rete relazionale che sia simultaneamente coerente (ovvero non autocontradditoria) e soddisfacente per l'anima dei suoi membri.


Non ha alcun senso utile organizzare i comportamenti, se essi non rispondono al bisogno di benessere interiore: non si può ignorare la vita interiore profonda dell'anima senza pagarne costose gravi conseguenze, mentre è possibile beneficiare ampiamente di ogni forma di sincera integrità interiore ed esteriore degli esseri umani.


La superficiale finzione adattiva costa cara (e non di rado: molto), mentre la sincerità interiore profonda paga con larghezza.


Tutto dipende, dunque, da quanto valore si voglia riconoscere, oltre che alla funzionalità, anche alla felicità del vivere. Senza felicità, un vivere meramente funzionale non ha grande valore (e spesso, invece, comporta non poco disvalore). E numerosissime storie di vita stanno a testimoniarlo.
Infelici ? No, grazie: non ne vale la pena.


Sarvamangalam.