Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

mercoledì 19 febbraio 2014

Roma - FESTA NAZIONALE DEI VEGETARIANI 2014

 FESTA NAZIONALE DEI VEGETARIANI 2014
Piazza Re di Roma (Rm) 11 maggio ore 9-21


Carissimi, la prossima Festa Nazionale dei Vegetariani, che quest’anno giunge alla sua 12^ edizione, è prevista per domenica 11 maggio p.v. dalle ore 9,00 alle ore 21,00 in piazza Re di Roma, agevolmente raggiungibile con il Metrò e vari autobus. Il tema della giornata di quest’anno è: “Veganismo e animalismo: strumenti di benessere personale ed evoluzione sociale”

Come ogni anno l'Organizzazione si prefigge di dare massima visibilità alle Associazioni aderenti aventi medesime affinità nell’ambito della cultura universalista, vegetariana/vegan, animalista, ambientalista e nella lotta ad ogni forma di sfruttamento e di violenza.

L'evento sarà caratterizzato da un ricco programma che andrà snodandosi durante tutto l’arco della giornata e che vedrà protagonisti artisti che si esibiranno in varie discipline: esercizi Yoga e Tai Chi, tecniche di medicina naturale, canti, danze, giochi di prestigio, spettacoli per bambini, conferenze ed altro.

Anche se la manifestazione ha prevalentemente carattere "culturale" è consentita la vendita di libri, gadget, dispense, magliette ecc. al solo scopo di finanziare specifici progetti che siano affini allo spirito della manifestazione.

E’ necessario far pervenire le domande di partecipazione entro e non oltre il 30 aprile p.v. Ma prima si prenota e meglio è (quindi fin da adesso) perché verrà data priorità in ordine di arrivo delle domande.
Ai  richiedenti sarà successivamente inviata la scheda di partecipazione che dovrà essere compilata in ogni sua parte, e inviata al mio indirizzo.
Si invitano le Associazioni che intendono partecipare, sostenere l’evento, di comunicarmi il loro nominativo in modo da essere inserite nell’elenco.
Coloro che fossero esperti in qualche disciplina con caratteristiche coreografiche possono chiedere di esibirsi.

Si raccomanda la massima diffusione dell’evento. Ringrazio e invio carissimi saluti. fl

Per informazioni e contatti: www.vegetariani-roma.it
Franco Libero Manco tel. 06.7022863 – 333-9633050

Il neoliberismo è ormai un pericolo planetario - Pensiero di Noam Chomsky




“Si credono i padroni dell’umanità, e purtroppo lo stanno diventando: la politica democratica ha cessato di resistere loro, spianando la strada alla dittatura incondizionata dei poteri forti, economici e finanziari, che ormai dettano le condizioni della nostra vita pubblica”. Parola di Noam Chomsky, considerato il maggior linguista vivente, autore del capolavoro “Il linguaggio e la mente”. 
 
A 86 anni, il professore statunitense dimostra una lucidità di pensiero e di visione che non lascia spazio a dubbi. Nessuna illusione: «Le nostre società stanno andando verso la plutocrazia. Questo è il neoliberismo», dice Chomsky, in Italia per il Festival delle Scienze di Roma, gennaio 2014. 
 
Il titolo dell’ultima raccolta di testi inediti tradotti in italiano è estremamente esplicito: loro, gli oligarchi globali, signori delle multinazionali e grandi banche d’affari, sono “I padroni dell’umanità”.

«La democrazia in Italia è scomparsa quando è andato al governo Mario Monti, designato dai burocrati seduti a Bruxelles, non dagli elettori», afferma Chomsky. In generale, come riporta il newsmagazine “Contropiano”, per Chomsky «le democrazie europee sono al collasso totale, indipendentemente dal colore politico dei governi che si succedono al potere». 
 
Sono “finite”, le democrazie del vecchio continente – Italia, Francia, Germania, Spagna – perché le loro sorti «sono decise da burocrati e dirigenti non eletti, che stanno seduti a Bruxelles». Decide tutto la Commissione Europea, che non è tenuta a rispondere al Parlamento Europeo regolarmente eletto. Puro autoritarismo neo-feudale: «Questa rotta è la distruzione delle democrazie in Europa e le conseguenze sono dittature».

Per Chomsky, il neoliberismo che domina la dottrina tecnocratica di Bruxelles è ormai un pericolo planetario. Il fanatismo del “libero mercato” come via naturale per un’economia sana poggia su dogma bugiardo e clamorosamente smentito: senza il supporto pubblico (in termini di welfare e di emissione monetaria) nessuna economia privata può davvero svilupparsi. 
 
Oggi il neoliberismo si configura come «un grande attacco alle popolazioni mondiali», addirittura «il più grande attacco mai avvenuto da quarant’anni a questa parte». Desolante il silenzio dell’informazione, che coinvolge gli stessi “new media”: la loro tendenza è quella di «sospingere gli utenti verso una visione del mondo più ristretta». 
 
In modo sempre più automatico, «le persone sono attratte verso quei nuovi media che fanno eco alle loro stesse vedute», quelle cioè dei “padroni dell’umanità”.


Fonte: http://www.libreidee.org

martedì 18 febbraio 2014

Energie rinnovabili e tasse - Il fisco si attacca anche al fotovoltaico sul tetto...


Paradossi del mondo in cui viviamo!

Scrive A. N.: "Ulteriori novità fiscali arrivate  a ridosso dello scorso Natale. L'impianto fotovoltaico  installato sul tetto di casa, se ha una potenza superiore a 3 kiloWatt, potrebbe far aumentare la rendita catastale, e quindi l'Imu, la Tasi e tutte le altre imposte che hanno come base il valore catastale  dell'immobile ( compresa l'imposta di registro in caso di compravendita)." 
Installati per abbattere i costi in bolletta e per incassare gli incentivi pubblici sull'energia prodotta – secondo la tesi del Fisco – i moduli fotovoltaici vanno considerati come una "appendice" dell'abitazione che aumenta il suo valore. A chiarirlo è una circolare dell'agenzia delle Entrate (n. 36/E del 19 dicembre 2013) che ha esentato dall'obbligo gli impianti "minori" e definito nel dettaglio le circostanze in cui i pannelli di Cristiano Dell'Oste e Michela Finizio - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/caF6b




Articolo collegato: 

centrali termiche

Energie Rinnovabili: l’ennesimo tentativo di frenarne la produzione!

Siamo invero un Paese strano… ci piace apparire anacronistici e si tende sempre a cercare di difendere le pratiche che altre nazioni stanno finalmente superando.
Nel nuovo Maxi Emendamento alla Legge di Stabilità si introduce già dal 2014 e non già dal 2017 come inizialmente previsto, un meccanismo quasi arcano, chiamato Capacity Payment, che prevede l’elargizione di ulteriori fondi alle fonti da produzione fossile.
Siamo un po’ stufi di sentirci “di un altro mondo”. Appare ovvio ai più che ad essere penalizzate saranno di nuovo le Energie Rinnovabili, addirittura forse con forme di aggressione retroattive o sull’autoconsumo.
In una mossa sola quindi si rompe un patto etico con i cittadini che hanno investito nel loro futuro ed in quello del mondo e contemporaneamente si attacca la possibilità di prodursi e consumarsi la propria energia, quasi fosse mai una forma di anarchia.
In nome di che cosa si sta producendo questa ennesima meraviglia legislativa italiota? Perché, si dice testualmente, “le fonti da produzione fossile assicurano un futuro energetico più stabile all’Italia“.
Questo concetto è così smaccatamente inesatto, se non menzognero, da far andare su tutte le furie l’attuale Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando. Oltre a lui anche il Ministro dello Sviluppo Economico Zanonato ha espresso fortissime perplessità in merito all’emendamento. Ambedue si sono ripromessi di cercare in tutti i modi di impedire l’approvazione definitiva che deve ancora passare dai banchi della Camera.
Appare innegabile comunque che sia in corso un nuovo assalto nei confronti delle Energie Rinnovabili da parte del solito estabilishment che sulle fonti di vecchia produzione prospera praticando bene e razzolando assai male: non è raro vedere partecipazioni e sponsorizzazioni che ammicchino ad un mondo pulito da parte di chi invece, anche in dichiarazioni pubbliche, si esprime in maniera assolutamente opposta.
Pensiamo che sia giusto compito di tutti gli operatori, come si legge per fortuna sulle maggiori pagine di tutti i più importanti quotidiani e blog ambientali, impegnarsi affinché i cittadini siano al corrente di come si possa inserire in un emendamento così vasto una particella che possa avere una ricaduta così devastante a livello nazionale.
A soffrirne infatti non sarebbe soltanto il comparto della Green Economy, proprio all’alba di una prevista nuova ripresa anche nel numero dei posti di lavoro creati, ma l’idea più complessiva di quale futuro voglia affrontare la nostra nazione.
Si preferisce una presunta stabilità ad una bontà dell’azione di produzione energetica.
Versione ufficiale: “Valorizzare le fonti che possano assicurare stabilità energetica al Paese (anche se inquinanti nda)”
Traduzione: “Non possiamo permettere che un’economia fortemente in crescita, benché pulita, vada a ledere i profitti delle multinazionali del fossile”.
Ecco perché vi chiediamo di tenere gli occhi ben aperti… di ascoltare quanto gli operatori come noi vanno dicendo. Stanno giocando con il nostro futuro nel volgere di una postilla. L’Europa, per non dire il Mondo intero, sta imboccando una strada completamente opposta alla nostra. Là dove si chiede a gran voce la tassazione sull’autoconsumo da altre parti (Germania?) si incentivano le forme di accumulo energetico nel solco di un’indipendenza sempre maggiore dalle vecchie reti di distribuzione.
Noi stiamo già attualmente pagando con le nostre bollette fonti di finanziamento verso il fossile nell’ordine dei 200 milioni di Euro. Con questa modifica si andrebbero a foraggiare le casse dei soliti gruppi per ben 600 milioni di Euro, molto probabilmente contribuendo ad uccidere in culla il virtuoso mondo delle produzione rinnovabile.
E’ o non è il momento di dire BASTA?

- See more at: http://www.generplus.it/news/ambiente-news/energie-rinnovabili/#sthash.asPKS47s.dpuf

lunedì 17 febbraio 2014

Resistenza: Lettera aperta a Guido Viale

Lettera aperta a Guido Viale


I lavoratori e le masse popolari hanno bisogno che chi come te ha ascolto e influenza osi fare un passo avanti!

Caro Guido Viale,
da tempo seguiamo con attenzione e interesse i tuoi interventi (su il manifesto e altri canali di informazione e controinformazione che pubblicano normalmente i tuoi scritti) e l’attività che hai svolto (almeno fino a poco prima delle elezioni politiche del febbraio scorso) nell’ALBA.
I tuoi scritti sono sempre ricchi di proposte e progetti per rimettere in piedi l’economia reale, fanno vedere bene che è possibile rimetterla in piedi tutelando (e anzi allargando) l’occupazione, i diritti dei lavoratori e la loro sicurezza, difendendo il territorio e l’ambiente, rispondendo alle esigenze della collettività, valorizzando competenze e professionalità. Progetti e proposte che spaziano a 360 gradi: dalla mobilità sostenibile alle energie rinnovabili, dalla riconversione delle fabbriche dismesse o in via di dismissione ai servizi pubblici, dalla FIAT a Fincantieri, dalla spending review alla ri-territorializzazione dei processi economici, dalla finanziarizzazione ai modelli di consumo, dal sistema pensionistico all’autogestione delle aziende, dal recupero del patrimonio immobiliare al sistema degli incentivi pubblici.
Ogni volta indichi nella cittadinanza attiva, nei comitati, movimenti, associazioni, forum e reti, nei lavoratori, nelle amministrazioni locali i soggetti su cui si fonda la “fattibilità” di questi progetti e in generale di ogni programma per rimettere il nostro paese su una via di progresso.
Però ogni volta a questo punto ti fermi… e tutto resta come sospeso a mezz’aria. Facciamo un esempio. Di recente (il manifesto del 9.01.14) hai opposto alla spending review di Cottarelli, il neocommissario del governo Letta succeduto a Bondi (che nel frattempo è diventato amministratore delegato dell’Ilva e contemporaneamente commissario del governo all’Ilva!) una “spending review utile e popolare”. “(…)Se si vuole fare - e bisogna farla- una vera spending review che non si traduce in un ennesimo strangolamento dei servizi pubblici, non c’è altro modo di procedere che partire dal basso: in ogni ufficio, in ogni servizio, in ogni istituzione, in ogni reparto bisogna chiamare a raccolta i lavoratori (quelli che ci stanno: all’inizio forse pochi, ma destinati a crescere man mano che il processo va avanti) e fare in modo che si interroghino reciprocamente per individuare, da un lato, le operazioni inutili, gli sprechi e il malaffare che tutti conoscono, il personale superfluo; dall’altro, le carenze di organico, di professionalità, di formazione, di risorse, di strumenti, di prospettive di progressione di carriera. Poi questo confronto va esteso includendovi anche una consistente rappresentanza dell’utenza: che si tratti di sanità, di igiene urbana, di trasporto pubblico, di istruzione o di semplici pratiche amministrative (quelle che impegnano imprese e singoli con intere giornate di coda, con montagne di pratiche e di spese inutili, con caterve di personale addetto solo a tenervi dietro). Allora sì che i risultati comincerebbero a saltar fuori. (…) Già bravo, diranno in molti. Ma se pensi che i mandarini non collaboreranno con il commissario e, anzi, imbroglieranno le carte, perché mai non dovrebbero fare altrettanto anche i dipendenti pubblici in posizioni non apicali? Innanzitutto perché per loro non si tratterebbe di collaborare con un commissario che ha il solo obiettivo di tagliare loro l’erba sotto i piedi, ma di collaborare tra loro e con l’utenza per rendere il loro servizio più efficiente, ma anche il loro lavoro più soddisfacente e i loro rapporti reciproci e con il pubblico più trasparenti e meno competitivi (…)”. Non fa una grinza. Ma chi può dare il via a questa spending review dal basso? Tu stesso dici che non sono i commissari governativi alla Cottarelli e neanche i mandarini della Pubblica Amministrazione, che hanno ben altri obiettivi e interessi. Però, dirai tu, un qualunque dipendente pubblico che legge il tuo articolo e dice “caspita, ha ragione Viale, bisogna fare proprio cosìi” potrebbe mettersi insieme ad altri per iniziare… Certo, e qui sta l’utilità di quello che tu scrivi, però è chiaro che quella pattuglia di dipendenti pubblici coraggiosi si troverà davanti una marea di ostacoli, pressioni, minacce provenienti dall’alto, avrà da fare i conti con il lecchino del capo (qualcuno ce n’è sempre) e con chi si arrangia mettendo le mani sulle briciole dei mandarini, dovrà far fronte ai colleghi che gli fanno obiezioni di vario genere e tipo: “sarebbe bello, ma cosa possiamo fare noi piccolo Davide contro un grande Golia?”, “ma chi ve lo fa fare, si rischia il posto e con i tempi che corrono…”, “siete degli illusi, qui siamo in Italia ed è tutto un magna magna”, “ma se neanche i sindacati si muovono”, “ci sono tante altre cose che non vanno, anche più gravi”, “se lo facciamo solo noi è una goccia nell’immenso mare”, “sì, noi possiamo anche iniziare, ma poi?”… tutte obiezioni che hanno un fondamento reale. Insomma, quella pattuglia dovrebbe iniziare una lunga marcia in mari tempestosi, con i collegamenti tutti da costruire e senza neanche un’idea chiara della meta. Intendiamoci, è quello che fanno tanti operai e lavoratori, di partire e avanzare come tante pattuglie isolate l’una dall’altra, e in alcuni casi quelle pattuglie sono diventate negli anni un movimento forte e autorevole come in Val di Susa, non è che tutti partono da zero a organizzarsi, i social network offrono molte possibilità per unirsi e coordinarsi con altri... Ma la crisi si aggrava, le pretese dei Marchionne, dei Cottarelli e dei mercati finanziari crescono, “le politiche di risanamento”- come dici anche tu - “ hanno ridotto, oggi la Grecia e domani l’Italia, a una condizione peggiore di quella di un paese devastato dalla guerra”, i venti di guerra soffiano, la disperazione cresce e le Albe Dorate soffiano sul fuoco della guerra tra poveri…
Quella pattuglia sarebbe in una situazione ben diversa se tu insieme ad altri come te che hanno ascolto, seguito, influenza (e non occorre partire in tanti: l’importante è mettere in moto il processo) oltre a lanciare l’appello per una lista di sostegno a Tsipras alle elezioni europee, chiamaste i dipendenti pubblici e gli utenti a organizzarsi per fare la spending review dal basso partendo dai mandarini e non da chi si intasca le loro briciole; se Accorinti che è sindaco mobilitasse i dipendenti del comune di Messina e i comitati No Ponte a farla nonostante e contro regole buone solo a legare le mani e i risultati venissero resi pubblici; se chiamaste i sindaci arancioni (o giù di lì), quelli della Val di Susa, quelli virtuosi, ecc. a fare lo stesso e a usare i soldi bloccati dal Patto di Stabilità a favore dei cittadini e della collettività; se ci fosse un legal team che difende gratuitamente quei dipendenti pubblici che vengono denunciati per aver osato sfidare mandarini e commissari governativi; se Perino, che è stato condannato a pagare migliaia di euro, non pagasse e chiamasse pubblicamente a non pagare tutti quelli che sono stati condannati a multe, sanzioni pecuniarie e spese processuali per la loro attività sociale, sindacale, politica...
Un comitato promotore della crociata dei dipendenti pubblici e degli utenti di buona volontà? No, un comitato, un centro autorevole (noi lo chiamiamo Comitato di Salvezza Nazionale, altri hanno parlato di nuovo Comitato di Liberazione Nazionale, ma il nome conta quel che conta) che promuove la formazione di organismi popolari a ogni livello e in ogni zona e sostiene l’azione di quelli che già esistono (pensa agli occupanti di case, agli operai che autogestiscono l’azienda, ai comitati ambientalisti, ai collettivi studenteschi, ai comitati di immigrati…) praticamente e politicamente, che chiama a disobbedire alle misure di questo governo illegale oltre che illegittimo e alle leggi che violano lo spirito e la lettera della Costituzione, che indica l’obiettivo di formare un governo di emergenza delle organizzazioni popolari. Sarebbe una lunga marcia, sì, però non attraverso le istituzioni che, dove porta, lo abbiamo già visto, ma in rottura con le istituzioni dei poteri forti italiani e della loro comunità internazionale che ci stanno portando al disastro.
Tanti se? Forse. Ma non pensi che solo così la spending review dal basso non resta un bel sogno nel cassetto? Non pensi che una cosa del genere darebbe un senso anche all’appello per una lista pro Tsipras, perché sarebbe la garanzia, l’unica garanzia, che non finirebbe come con Rivoluzione Civile?
Anche solo perché qualche migliaia di persone scendano in piazza a manifestare occorre un centro autorevole, perché per fare una spending review dal basso, per fermare la distruzione dell’apparato produttivo, la catastrofe ambientale e la disgregazione sociale, insomma per rimettere in piedi questo nostro paese dovrebbe essere diverso?

A proposito della lunga marcia nelle istituzioni…
Febbraio 1981- Governo e Banca d’Italia firmano alla chetichella il loro ”divorzio consensuale”. Il governo da quel momento in poi non può più decidere quanta moneta la Banca d’Italia deve creare perché lo Stato possa far fronte ai suoi compiti decisi in sede politica. Deve ricorrere ai mercati finanziari: emettere e vendere titoli finanziari con cui chiedere in prestito i soldi che eccedevano le sue entrate. Un affare d’oro per la “comunità internazionale” dei banchieri, delle società finanziarie, dei fondi d’investimento, dei ricchi. Da lì inizia la “irresistibile” ascesa del debito pubblico italiano.
Gennaio 2014 - In “matrimonio incestuoso” con la sospensione della seconda rata dell’IMU, passa per decreto la ricapitalizzazione di Bankitalia a spese delle masse popolari. La prova provata che saremo noi a pagare ce l’ha data Saccomanni: ha garantito che la ricapitalizzazione non comporta alcun onere per lo Stato. Fino al prossimo taglio delle spese sociali o alla prossima manovra per ridurre il debito pubblico!

I deputati del M5S fanno ostruzionismo, Dambruoso (SC) aggredisce una “grillina”, la Boldrini per la prima volta alla Camera applica la “ghigliottina” (un articolo del regolamento del Senato che permette il passaggio diretto al voto finale di un decreto, in qualsiasi fase dell’esame esso si trovi), Napolitano tace, Speranza (PD) sentenzia: è la democrazia, belli! E la comunità internazionale ringrazia!

Resistenza  - resistenza.pcarc@rocketmail.com

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domenica 16 febbraio 2014

Daniela Barozzi: "Se l'amore di una madre supera gli steccati..."

....stamattina a Pratomavore ho deciso di raccontarvi una storia:

La storia dell’Augusta e dei suoi figli. Di quelli partoriti e di quello che ha salvato.


L’Augusta lavava i panni nel fosso, dietro la Rocca di Vignola. Era una bella mattina dell’aprile del 1945, ma l’Augusta china sull’acqua , pensava solo a quell’urlo nero che le rimaneva in gola dal 13 febbraio dell’anno prima. 


C’era profumo di viole e di crescione, cinguettio di passeri e lo sciacquio del torrente, quando sentì un rumore diverso…il pianto sommesso di un ragazzo dietro la siepe del biancospino. Si alzò con fatica (aveva la pancia grossa per il bambino che ci cresceva dentro) e scostò le fronde, fino a scoprire un ragazzetto biondo che piangeva, raggomitolato, come dentro di lei stava raggomitolato il suo bambino. Portava una divisa militare da tedasc. L’era un tedasc!


Il ragazzino terrorizzato, davanti alla donna incinta che lo guardava con la pena di una madre, riuscì a spiegare che l’avrebbero trovato, che con quella divisa non poteva nascondersi, che sarebbe morto…..o forse non spiegò nulla, fu lei a capire tutto.

E allora, quando il figlio maggiore dell’Augusta tornò dalla prigionia e cercò il suo vestito buono, lei con quel neonato in braccio, c’l’arcarveva al nam dal fradel mort , gli spiegò che il vestito l’aveva regalato a un giovane tedesco. 


L’Augusta gliel’aveva messo addosso quel vestito, perché lei il suo bellissimo figlio di diciannove anni, morto impiccato quel 13 febbraio del ’44, a Pratomaggiore, non l’avrebbe visto più. Ma c’era una donna in Germania che forse suo figlio l’avrebbe ritrovato grazie a quel vestito buono, da civile.
Questa storia è vera. Il neonato di allora partecipa ogni anno, insieme a suo fratello, il proprietario del vestito donato, alla celebrazione dell’eccidio di Pratomaggiore, in cui furono impiccati otto giovani partigiani, lasciati a penzolare per due giorni, come memento alla popolazione, con le madri sotto, in attesa di poter riavere i corpi dei figli. 


Mi hanno raccontato questa storia anni fa e stamattina, a Pratomaggiore, durante la commemorazione, tra i bambini delle scuole , le autorità, la banda, mi è tornata in mente e mi è sembrato che non ci sia niente di più importante da raccontare, niente di più universale da dire. 


Avevo il bisogno di condividerlo, perché nella nostra storia c’è questa grandezza d’animo, ed è questa umanità che voglio alla base di ogni mio progetto per il futuro.

Daniela Barozzi

sabato 15 febbraio 2014

Roma, 10 marzo 2014 - Superamento della sperimentazione animale

Il superamento della Sperimentazione Animale: 
possibile, necessario, dovuto!

Convegno Scientifico - Lunedì 10 Marzo 2014 - ore 15
Università Roma Tre - Dipartimento di Scienze
Aula 4 - Piano terra - Via Guglielmo Marconi, 446 Roma

Per dettagli evento, informazioni generali o prenotazioni
potete scrivere a:
thealternatives.eu@gmail.com

Il convegno è organizzato da Memento Naturae
www.mementonatura.org
in collaborazione con:
Direzione Futuro;
TheAlternatives.Eu;
sito Web 
www.thealternatives.eu/
Pagina Facebook 
https://www.facebook.com/pages/The-Alternativeseu/1427704747455368

Italia senza Vivisezione;
sito Web
http://www.italia-senza-vivisezione.org/
Pagina FaceBook
https://www.facebook.com/ICareItalia

Programma:

Interventi e argomenti dei relatori

Tavolo Ministeriale sui Metodi Alternativi:

Dr.ssa Candida Nastrucci
Biochimico Clinico (DPhil University of Oxford);
Docente Università di Tor Vergata (Roma)
Presidente e Fondatore di THE ALTERNATIVES.EU
"Le Alternative per la buona Ricerca"

Dr.ssa Susanna Penco
Biologa; Ricercatore e Docente presso l' Università di Genova; 
"Esperimenti sugli umani per curare gli umani?"

Dr. Massimo Tettamanti
Chimico; Presidente e Fondatore di I-CARE; 
Coordinatore del progetto ITALIA SENZA VIVISEZIONE
"La Ricerca nel terzo millennio" 

interverrà anche: 

Dr.ssa Carla Ramacciotti
Medico Psichiatra; Psicoterapeuta, Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell' Università di Pisa
"Psiche e patologie umane: negli animali?"
Il superamento della Sperimentazione Animale:
possibile, necessario, dovuto!

Convegno Scientifico - Lunedì 10 Marzo 2014 - ore 15
Università Roma Tre - Dipartimento di Scienze
Aula 4 - Piano terra - Via Guglielmo Marconi, 446 Roma

Per dettagli evento, informazioni generali o prenotazioni
potete scrivere a:
thealternatives.eu@gmail.com

Il convegno è organizzato da Memento Naturae
www.mementonatura.org
in collaborazione con:
Direzione Futuro;
TheAlternatives.Eu;
sito Web
www.thealternatives.eu/
Pagina Facebook
https://www.facebook.com/pages/The-Alternativeseu/1427704747455368

Italia senza Vivisezione;
sito Web
http://www.italia-senza-vivisezione.org/
Pagina FaceBook
https://www.facebook.com/ICareItalia

Programma:

Interventi e argomenti dei relatori

Tavolo Ministeriale sui Metodi Alternativi:

Dr.ssa Candida Nastrucci
Biochimico Clinico (DPhil University of Oxford);
Docente Università di Tor Vergata (Roma)
Presidente e Fondatore di THE ALTERNATIVES.EU
"Le Alternative per la buona Ricerca"

Dr.ssa Susanna Penco
Biologa; Ricercatore e Docente presso l' Università di Genova;
"Esperimenti sugli umani per curare gli umani?"

Dr. Massimo Tettamanti
Chimico; Presidente e Fondatore di I-CARE;
Coordinatore del progetto ITALIA SENZA VIVISEZIONE
"La Ricerca nel terzo millennio"

interverrà anche:

Dr.ssa Carla Ramacciotti
Medico Psichiatra; Psicoterapeuta, Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell' Università di Pisa
"Psiche e patologie umane: negli animali?"

venerdì 14 febbraio 2014

Recensione - "L'ultimo ceppo" di Otto Worgl

Buongiorno, sperando di dare un'informazione gradita, presento una novità editoriale.

Visualizzazione di 011 ceppo, copertina min.jpg

L'ULTIMO CEPPO
Storie di Gorgusello fra contadini di montagnadi Otto Worgl
Dalle Prealpi veronesi arrivano otto racconti che non sarà facile dimenticare. I protagonisti sono persone semplici, di paese, così credibili da fare pensare a fatti di cronaca. Narrativa vivace, piacevole, per una raccolta di racconti che, a un livello più profondo, si rivelano come piccoli saggi di antropologia della mentalità contadina.

L’uomo di Fumane, L’osso dell’anima, La frusta dell’amore, Il ponte di Veja, Ultimo da Camporiondo, I limiti della deroga, Il cesto degli amici, Il campanile di Campofontana.
    
 
Otto WÖRGL (1949). Otto Wörgl nasce editorialmente in Italia come autore di gialli sull’ultima pagina sul settimanale femminile ‘Donna Moderna’. Trascorre parte del suo tempo con la testa immersa nella schiuma di un boccale di birra, seduto in piazza Marienplatz a Ravensburg in alta Svevia. Questa distanza gli permette di osservare con un certo distacco l’Italia e i suoi costumi, ai quali per oltre un trentennio dedica numerosi pezzi giornalistici. Da diversi anni cura ‘Il Compascuo’, giornale-diario di un’associazione fra contadini della montagna veronese.


 
Il libro può essere acquistato presso le librerie segnalate sul sito www.pentagora.it oppure richiesto direttamente alla Casa Editrice,  scrivendo all'indirizzo: ordini@pentagora.it 

Grazie per l'attenzione.
Massimo Angelini