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giovedì 28 marzo 2024

Viaggio in Calabria... Nomad = No-mad

 


guazzabuglio di annotazioni quasi indecifrabili pensieri citazioni brevi incontri appunti di viaggio appunti per racconti cittadini benestanti e sedentari avvocati architetti antiquari vagabondi innamorati dell’orizzonte me li ero portati perchè avevo intenzione di rintanarmi in qualche posto e analizzare il loro contenuto con occhi nuovi
 
le parole sono pietre, ci ha insegnato carlo levi. sono leggere impalpabili, affidate alla voce, colpiscono nel profondo dell’animo, scavano nella nostra sensibilità. si sedimentano nella memoria. le parole dette e soprattutto quelle scritte. le parole non tornano indietro, ammoniva sciascia per insistere sulla responsabilità di chi le usa. le parole lasciano il segno, parlano di noi e delle cose e noi abbiamo capacità sorprendenti, nascoste come segreti ben costruiti. nonostante l’avanzare della tecnologia esistono misteri per sempre inaccessibili come quello sulla nascita del linguaggio della nostra specie. i segreti delle parole. abbondano enigmi e sfide che sono aldilà dell’intricata complessità del linguaggio. siamo molto lontani dal giorno in cui sembrava che ci fossero risposte a tutto. il mondo si sta trasformando in un completo dominio della tecnica e l’uomo non è affatto preparato a questo radicale mutamento.l’antidoto contro il potenziale smarrimento collettivo è l’uso della memoria. 
 
da bambino, nella casa dei nonni, un mattino di un giorno qualsiasi davanti alla stufa di metallo cromato ho avuto la prima volta l’improvvisa sensazione della piena consapevolezza del sé, la consapevolessenza, notando cose che non avevo mai visto, riuscendo ad essere presente a me stesso e agli altri come mai prima. (nattmiko)
 
il principe verde: c’era una volta una giovane donna di nome alice, dal comportamento sessuale libero e promiscuo che credeva di essere pura e virtuosa. dietro a questa illusione c’era la speranza che un giorno avrebbe incontrato un principe che avrebbe visto quello che c’era dietro alla sregolatezza della sua vita, scoprendo il suo cuore d’oro
 
quanta ignorazione che studiamo come certitudine. urbanalizzazione e gentrificazione nella monocoltura della cultura. realizzare significa affrontare la realtà. nessuno può essere diverso da quello che è. l’occhio più grande dell’anima, scopre dove la mente lo sospetta delicati aspetti e vive emozioni sottili e profonde (baricentro) l’oro crea ombre solide. il mondo in un raggio di luce. non c’è innovazione senza conservazione. ogni giorno è nuova l’alba. l’ombra si perde nel sole: ed ecco tutto (attar)
 
dalla città del pane alla città del miele, a pietapertosa. ri-guardare è un verbo che indica sia l’attitudine a prendersi cura sia il movimento dello sguardo che si poggia su se stesso per osservarsi con più attenzione in percezioni che ripercorrono gli attimi vissuti. il mago della lucania, giuseppe ferramosca di castelmezzano. paolino è il mitico fondatore di castelmezzano la leggenda vuole che questo semplice pastore abitante di maudoro avesse scoperto tra gli scoscesi pascoli un luogo nascosto ricco di acqua vegetazione e rifugi naturali in questo nascondiglio si era trasferito con il suo gregge abitando in una grotta a mezza costa.
 
tute blu sogno di un filo rosso del racconto è il rimpianto per il mondo agreste abbandonato con l’ingresso in fabbrica. la campagna deturpata dall’espansione industriale a dispetto del nome di contrada paradiso una nostalgia che si trasforma in sguardo capace di cogliere le resistenze del verde negli interstizi o l’uso strumentale del mondo vegetale all’interno delle gerarchie di classe delle aiuole presso gli uffici ci sono cespugli di fiori pregiati fiori profumatissimi. nei pressi dell’officina invece cactus e cespugli di spine. certi tipi di cespugli con le foglioline piccine e rossastre e spine corte e puntute. tommaso di ciaula operaio del sud. 
 
sul tavolo di legno tra un raggio di luce e l’ombra è poggiato un quarto di melograno, con i suoi grani rossi. il cocomero ricorda l’estate. la fotografia come dispositivo per attivare memorie personali, stimolare associazioni osservazioni, per permettere alle emozioni di affiorare libere incondizionate. si vedono sempre le nuvole: la vita confusa, le fragilità l’incapacità di prendere una decisione. 
 
i corpi hanno a che fare con i luoghi, a un tempo destinazioni di origini che assumono tutta la forza e la fragilità di cui sono dotati. ciascuno possiede la propria fisionomia, la propria scomodità nello stare al mondo come creature che domandano salvezza al dio dei posti in una sorta di ballata solitaria e post industriale di sensi e organi; movimenti che raccontano di una vita ancora in essere, i segnali sono molteplici. LUOGHI AMATI. 
 
un ora è eterna un anno vola raccogliamo miele noi siamo il mare in una nuvola di fumo suono ancestrale archetipo nella voce armonica dei grilli attorno al fuoco respiriamo dunque siamo cantiamo e suoniamo, oh principio fine permettimi di farti visita per ogni momento per ogni circostanza sono solo un sogno sono fuori fuoco un ora non passa mai un anno vola marta ektar.
 
introduzione estatica con le unghie della voce a graffiare il cielo e a promettere vette che verranno poi toccate. certe volte nella musica è chiaro il senso di possibilità che si manifesta anche attraverso il suono. una forza celeste che sorprende e aiuta a rivedere il mondo con uno sguardo diverso, questa libertà di desiderare sognare è sufficiente anche quando dura un solo istante.
 
rocce rosse lunari dentro la roulotte ci si muove a stento tra i libri: romanzi sui scaffali e accatastati per terra: rilegati pacchi ancora da aprire mucchi di riviste e pile di fumetti. che ci faccio qui? non ci ho mai pensato! un tempo credevo nell’empatia, di recente mi sono convertito alla compassione. anche i cieli girano continuamente intorno, il sole sorge e tramonta la luna cresce, stelle e pianeti mantengono un moto costante l’aria è agitata dai venti. le maree comandano e rifluiscono senza dubbio per conservarsi e insegnarci che non si puo percorrere la via prima di essere diventato la via stessa, ossia il luogo su cui sta passando qualcosa, non un viaggiatore libero di seguire la propria volontà. prosegui il cammino! quando i piedi si riposano smette di funzionare anche la mente e i suoi calcoli mentali si possono quasi udire: una galleria bianca, una astrazione bianca, bianco su bianco…una sera di fine estate con la luce che arrivava di traversoun flutto di farfalle brune all’ombra e dorate di sole. quando cominci a rotolare continua a rotolare! io sono! 
 
solitaria suggestiva misteriosa visionaria la roccia del drako (Ta draku) a forma di grande testa giallastra squadrata guarda verso sud. rocca dell’occhio draku = occhio in lingua ellenistica. si narra di un leggendario omone grande e grosso dotato di forza erculea e imbattibile che dimorava alla roccia per custodire un inestimabile tesoro si separava dalla pietra solo per andare a consumare il suo pasto alle vicine caldare del latte in quel luogo avvolto dal mistero e la storia della pietra sembra sia stata percepita da antichi popoli che ne hanno fatto oggetto di culto. fiumara Amendolea da amiddalia mandorla era l’antico fiume alex paesaggio geologico surreale quasi lunare che si puo osservare roghudi sul sentiero della civilta pastorale dell’aspromonte.  
 
al-idrisi è stato un geografo e viaggiatore arabo. dopo aver viaggiato i paesi del mediterraneo fu incaricato da re ruggero di sicilia a palermo nel 1154 realizzò un gran planisterio in argento e una raccolta di carte geografiche famoso tra gli arabi come kitab rugiar libro di ruggero una delle più avanzate mappe medievali oltre alle mappe al idrisi compilo un compendio di informazioni geografiche il sollazzo di chi si diletta di girare il mondo opera eccezionale della cultura geografica del XII secolo e mostra le conoscenze geografiche di al idrisi che travalicavano di gran lunga quelle dell’epoca 
 
edward lear 1812 1888 scrittore e pittore inglese fu anche viaggiatore infaticabile capace di fondere le sue doti nel disegno e nella pittura. col racconto dei luoghi visitati. nell’estate del 1847 iniziò un viaggio nella calabria meridionale lasciando un resoconto nel suo journal of landscape painter in southern calabria pubblicato a londra nel 1852 il viaggio si svolse dal 25 luglio al 5 settembre a piedi a dorso di un mulo una scelta indispensabile per poter fare sempre ciò che ci piace, ammirare e fermarci per disegnare senza alcuna regola precisa come annotato sul suo diario di viaggio. l’itinerario ebbe inizio a reggio calabria e terminò nella stessa città dopo aver attraversato l’ambiente e la costa della provincia avendo raggiunto la sommità dell’altura opposta di pentadattilo è perfettamente magico e ripaga qualunque sacrificio fatto per raggiungerla. selvagge sommità di pietra spuntano nell’aria aride e chiaramente definite in forme come dice il nome di una mano gigantesca contro il cielo, le case di pentadattilo sono incuneate all’interno della spaccatura e dei crepacci di questa piramide spaventosamente selvaggia, mentre le tenebre e terrore covano sopra l’abisso della più strana astrazione umana… di un viaggio a piedi in calabria.
 
il toponimo pentedattilo deriva dal greco penta 5 daktilos dita proprio perchè il borgo sorge ai piedi di una roccia che ha la forma di una gigantesca mano piccolo centro collinare posto a pochi chilometri dalla costa mediterranea
 
l’uomo che va in walk about compie un viaggio rituale calca le orme del suo antenato senza cambiare una parola ne una nota; cosi ricrea il creato.quando la terra vista prima come concetto mentale poi la si vuole cantare, solo allora si puo dire che esiste. nomade in greco nomos vuol dire pascolo. nomade è chi si sposta da un pascolo all’altro. 
 
cè un tempo per il silenzio e un tempo per il rumore, adesso un po di rumore sarebbe ben accetto, almeno posso sentirmi pensare. la conoscenza è la conoscenza e non è cosi facile disporne.  
 
l’automobile ingombra le strade e inquina l’aria anche se da agli uomini ciò che hanno sempre desiderato di più, l’indipendenza. la bruttezza è bellezza. rottami di automobile pezzi da un demolitore ammucchiati su un asse: candele bruciate un albero a camme rotte una latta di benzina pezzi di carburatore un faro schiacciato una batteria da dodici volt una maniglia una sezione di radiatore una chiave dadi e rondelle assortite un volante senza avvisatore acustico pende in silenzio 
 
borgo segezia chiesa madonna di fatima concezio petrucci architetto MCMXL - XVIII poste casa del fascio scuola case di edilizia popolare palazzo del comune nella grande piazza rettangolare che si apre con le quattro vie principali che finiscono nel nulla della campagna circostante tra filari di eucalipti e campi di grano
 
sono di nuovo sulla strada. sono stato in un borgo di fondazione fascista segezia vicino foggia poi a miglionico vicino matera e a metaponto a visitare templi e museo archeologico. è stato un bel viaggio, incontri interessanti e sono stato molto bene con me stesso. ieri ho viaggiato tutto il giorno escluso il tempo per un piacevole e lungo bagno nell’acqua calda delle terme di caronte a lamezia. sono stato a pentadattilo da rossella la donna pastora e c’era un gruppo di film makers di berlino a girare un film su di lei. 
 
da umani torniamo a usare le mani attraverso il contatto con la terra abbiamo nel cuore quello che vediamo del mondo, il mondo è nelle nostre mani
 
pane e ogghiu, ogghiu e pane stamu bonu fino a dumani seduti per terra, vicini, uniti sognanti e stanchi, vagamente felici e la storia diventa mito, credenza popolare, assonanza cosmica resa sublime dall’antica lingua orale, unico nume che tutela la storia di ognuno
 
2 qlik qlok valigie e treni, vite cucite con lo spago sfilacciate incerte pronte a tornare e a ripartire, sogni comprati al mercato scarpe sempre bucate, tasche eternamente vuote occhi verdi e dita macchiate d’inchiostro segnano ogni cosa con il metro del cuore 
 
il cammino aureo ogni fase del passo è in proporzione aurea con la sua sottofase (5/8) sezione aurea la proporzione che cè tra il piccolo e il grande è la stessa che vi è tra il grande e il tutto, sezione di un segmento in media ed estrema ragione.
 
alessandro e diogene. dimmi cosa vuoi e io alessandro re di macedonia te ne farò dono! il Sole! cosa? voglio prendere il sole! non si può prendere il sole, neanche io che sono alessandro il re posso prenderlo! spostati! voglio che ti sposti perchè stavo prendendo il sole e ora tu mi fai ombra! se io non fossi alessandro vorrei essere diogene.  
 
lo sai che quando nel tuo paese credi che tutto sia finito proprio allora una cinciallegra inizia a cantare
 
matematica. tra fisica e metafisica. in questi tempi i mondi dell’uomo sono molteplici, nel pensiero uno solo reale: la terra
 
come l’acqua per gli elefanti l’amore che brucia l’anima concerto per voce, piano… piano violino. botanica parallela erbario contemporaneo vegetazione naturale. piante come pietre che rotolano nel giardino del tempo per scoprire sia intorno a noi sia dentro di noi variazioni e invenzioni che si succedono e vale la pena seguirle in contemporanea cercando di cogliere un raggio di luce in una bottiglia. tutto si muove intorno a noi nord est sud ovest cosi si va verso le stelle
 
possiamo fare una lunga via per stare bene in compagnia. sono stato bravo ho attratto ciò che desideravo attrarre amore luce e abbondanza. per ora niente campane solo silenzio e canto degli uccelli. mi sono appena svegliato in una piccola e luminosa e colorata stanza, il cinguettio degli uccelli e il sole dalla finestra che mi sorride anch’io felice di questa nuova giornata. 
 
fai tù! lascia che gli altri trovino le loro belle idee, che esconoin particolari congiunzioni che fanno dell’avvenimento un momento unico, incontro inaspettato di vari elementi diversi tra loro che si coagulano a creare (esplorare) esprimere una nuova realtà. hirina
 
creiamo quel che diciamo abracadabra amore e abbondanza nella casa dell’aria il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce. preparare erbe per la magia, cucinare suonare meditare fare l’amore danzare e dipingere diventano atti sacri eseguiti con profondo rispetto e una chiara consapevolezza delle nostra responsabilità personali non come una morale dissoluta. la wicca anche se non ha la bibbia non significa che sia una religione priva di valori e di etica. 
 
sono in cerca di nuovi livelli di coscienza e conoscenza nuove forme di linguaggio e comunicazione e tu forse puoi aiutarmi anche se non so come. sono piu di vent'anni che sento ormai parlare sempre degli stessi argomenti, tu sei nata con la macrobiotica, io con la musica tradizionale poi la neo ruralità, la terra cruda, la permacultura, la new age... vorrei cambiare orizzonte per questo frequento i monaci buddisti anche quelli tibetani solo che con loro dopo un po mi annoio. i miei laboratori erano fantastici bioenergetica psicogeografia danza arte colore design tutto impastando la terra, sono stanco anche di quelli e mi sto dimenticando di tutto. in verita so quel che mi piacerebbe fare e condividere: il ritorno alla lettura creativa al racconto di gruppo e alla pura oralità... forse si arriva a un punto di noia proprio quando manca la condivisione intima. le vecchie cose sono sempre rinnovate nella scoperta con l’altro. io sento che in realtà non c’è niente da dover fare e in questo non fare passa la vita come un vento a darci la comprensione delle cose attraverso la meraviglia. la voce della saggezza nitida e precisa è proprio questa la verità: la condivisione intima. che meraviglia che meraviglia l'acqua non nasce nella bottiglia... socrate diceva che la conoscenza nasce dalla meraviglia solo che a forza di meraviglie non arrivo, ne alla saggezza, ne alla conoscenza e spesso neanche dove voglio arrivare perche quando parto per una destinazione a forza di meravigliarmi lungo la via arrivo dopo una settimana e a volte non arrivo proprio. il mio viaggio transumanza si è concluso a novembre, ora letargo e metto a posto terre, appunti orto e giardino. i giri di giostra stanno diminuendo per me e non so fino a quando riuscirò a condurre una vita cosi incerta e avventurosa.  
 
oggi ho scritto: socrate mangiacicuta, la terra è piatta, epicureo è vivo e io sono qui! 
 
coltiviamo stelle per donarle... 
 
No-mad (Nun so' pazz).   Ferdinando Renzetti




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