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mercoledì 29 marzo 2017

Campagna Agricoltura Contadina - 21 marzo 2017: "Report prima riunione g7 agricoltura"

Ecco il report, ottimo lavoro di Francesca  che può e deve essere commentato da tutti voi per continuare questo buon lavoro di riflessione.
Ricordo la riunione prossima, molto operativa che si terrà martedì 4 aprile 2017, ore 18, Urge uno strumento più pratico di comunicazione, tipo gruppo fb e quindi volontari che lo attivino, lavorare subito su un appello e sui contatti da prendere con tutte le realtà citate e quindi una prima programmazione di eventi pubblici...questo e altro...ne abbiamo di lavoro
Adelante! -  Roberta Maltempi  - sgracchiu79@hotmail.com


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E’ iniziata la primavera!

21.03 2017 – Prima riunione verso il G7 Agricoltura
La riunione si è svolta presso la sede di Rifondazione Comunista di Bergamo e ha coinvolto una trentina di persone provenienti da esperienze diverse.

Si è condiviso la necessità di avviare un percorso di formazione, sia interna che esterna. Vista l’attenzione che il tema dell’agricoltura e del cibo ha in questo momento tra la cittadinanza, ci sembra una grande opportunità utilizzare un evento così importante come il G7 nella nostra città per attivare processi di autoformazione che possano interessare un grande numero di persone.

Questa prima riunione ha iniziato a porre già le basi in tal senso, grazie alla presenza e relazione di Vincenzo Vasciaveo.
Vincenzo Vasciaveo è da tempo impegnato nei percorsi regionali e nazionali di costruzioni di reti e pratiche di “altra economia”. Vincenzo ha riassunto le caratteristiche di un modello di produzione e consumo basato sulla “sovranità alimentare”, nonché fatto una panoramica delle esperienze in corso nel panorama nazionale, europeo e internazionale che si muovono in questa direzione.
Dopo anni di sperimentazione di consumo più attento all’uomo e all’ambiente con l’obiettivo di indirizzare verso modelli più sostenibili la produzione, il movimento dell’economia solidale ha sempre più cercato di stringere reti e stabilire “patti” tra chi produce e chi consuma, rafforzando il concetto di co-produzione. Un esempio sono le CSA (community supported agriculture), ovvero esperienze di vera condivisione tra produttori agricoli e consumatori che si impegnano (condividendo anche il rischio d’impresa) in forme economiche alternative a quelle basate sulla concorrenza di mercato.

Per far diventare queste esperienze qualcosa di più di sperimentazioni, tuttavia, abbiamo bisogno anche di poter premere su chi fa le leggi e definisce i termini dei trattati. Il rischio infatti è che tutte questi percorsi prodotti diventino “nicchie di mercato”, facilmente cooptabili da attori multinazionali e locali della produzione e distribuzione. Abbiamo cioè bisogno di più politica e di far aumentare la consapevolezza politica di chi è già impegnato in queste reti alternative di consumo e di produzione, a cominciare dai movimenti dei cittadini-consumatori.

Vincenzo ha fatto notare infatti che se siamo ridotti in questa situazione, con un sistema di cibo sempre più insalubre e standardizzato in cui la produzione industriale spazza via quella contadina (che in sostanza vuol dire economie familiari e distribuzione e difesa dei redditi), creando innumerevoli conseguenze negative che riguardano la nostra salute, la biodiversità dei nostri territori, i diritti dei lavoratori è a causa di tutta una serie di trattati e regolamenti che sono andati a vantaggio delle grandi multinazionali del cibo e dei poteri forti, sottoscritti a livello nazionale, europeo e internazionale, oltre che del “pensiero unico” relativamente ai modelli di produzione agricola basati, a partire dalla “rivoluzione verde” del dopoguerra, sull'agricoltura industriale e, oggi, al neoliberismo che ne ispira le caratteristiche iperproduttivistiche a scapito dell'ambiente e del lavoro.

L'indizione del G7 nella nostra città ci permette quindi di alzare il tiro, può costituire quella situazione o “finestra di opportunità” nell’ambito della quale si possono avviare e ancorare ragionamenti collettivi sui “meccanismi” che stanno alla base delle ingiustizie che viviamo quotidianamente e che sono sempre più visibili a tutti.
Alla relazione di Vincenzo seguono molti interventi che aiutano a mettere a fuoco meglio la questione e anche a delineare una possibile strategia/percorso.

Orazio Rossi si sofferma sulla manifestazione di Roma indetta per il 25 marzo 2017 e sull’appello delle associazioni European Coordination Via Campesina - Associazione Rurale Italiana - La Via Campesina per una alimentazione sana e di qualità, un lavoro decente, una politica agricola giusta e sostenibile in una Europa dei Popoli e della Solidarietà

L’idea è di unire i gruppi, i cittadini e tutto il movimento contadino, per premere per la sovranità alimentare in Europa a 60 anni dopo la firma del Trattato di Roma - per un’Europa diversa, un’Europa che si prenda cura della sua popolazione e non protegga gli interessi delle imprese, per una politica agricola che si traduca in alimenti qualità, a salari dignitosi per i produttori, a un lavoro dignitoso e che protegga l'ambiente.

Come si legge dal loro comunicato stampa “Gli obiettivi del Trattato di Roma e della Politica Agricola Comune (PAC) non sono che vuote promesse dopo 60 anni. Al loro posto abbiamo assistito ad una serie di misure attuate dalle istituzioni europee e soddisfacenti solo per un’agenda commerciale dettata dagli interessi delle grandi imprese. Malgrado la loro inclusione nel testo fondatore del 1957, gli obiettivi quali assicurare una vita appropriata alla popolazione agricola, la stabilizzazione dei mercati e la garanzia di approvvigionamento alimentare in derrate alimentari europee a prezzi accessibili a tutti i consumatori, sono stati ignorati in larga misura nelle politiche agricole negli ultimi decenni. Dato il debito residuo dovuto al mondo contadino, alle zone rurali dell'UE e al resto del popolazione europea, il Coordinamento Europeo Via Campesina, insieme ad un'ampia coalizione di associazioni della società civile – attraverso l’impegno manifestato dal nostro membro italiano e ospite della riunione, ARI (Associazione Rurale Italiana), il cui lavoro ha permesso un'apertura della piattaforma ECVC a una vasta gamma di movimenti e organizzazioni sociali in Italia - organizzerà una serie di azioni per recuperare gli obiettivi iniziali di sicurezza alimentare di questo accordo e, allo stesso tempo, respingere la dimensione produttivistica che, attualmente, è emersa. Al suo posto noi vogliamo l’integrazione di una visione adatta alle sfide attuali della nostra società, come quelle relative alla salute pubblica, all'ambiente e alla giustizia sociale”.

Marco Noris, riflette sulla necessità di riportare i diversi ragionamenti su una scala d’azione che vada oltre a quella più strettamente locale. Da decenni il Commercio Equo e Solidale denuncia gli iniqui rapporti tra nord e sud del mondo. Ricorda che i problemi locali (che riguardano le economie locali) non sono risolvibili senza tenere presente le dinamiche internazionali.
Francesca Forno racconta i molti progressi che proprio nel nostro territorio si sono fatti negli ultimi anni nella direzione delle istanze del movimento per il riconoscimento dell’agricoltura contadina e la sovranità alimentare. La rete di Cittadinanza Sostenibile, che oggi ha 10 anni, ha in questi anni avviato sperimentazioni importanti e aiutato a diffondere sensibilità e visioni diverse da quelle che supportano l’agricoltura industriale e il cibo standardizzato. 

Il lavoro fatto è oggi ben visibile sul territorio che vede ormai una consolidata presenza di mercati auto-organizzati, di Gruppi di Acquisto Solidale, la nascita del BioDistretto Sociale, promosso con il supporto di AIAB, una della associazioni che più si batte per l’agricoltura contadina a la sovranità alimentare nel nostro paese e che è membro di Via Campesina Europa assieme ad ARI.

Da partecipante al Tavolo Agricoltura, voluto e coordinato dal Sindaco Gori, riferisce delle molte iniziative concrete portate avanti anche grazie all’Amministrazione comunale che ha ascoltato le proposte dei movimenti della società civile attivi su questi temi creando un forum importante di confronto. Condividendo la necessità di avviare un percorso di auto formazione che sia il più possibile allargato e condiviso con i settori (tanti) della società sensibili a queste tematiche, Francesca mette in evidenza il rischio di frenare un processo di cambiamento che a parere suo è avviato nella direzione giusta. Dobbiamo, suggerisce, capire come possiamo, mentre alziamo lo sguardo e capiamo tutti insieme che fare mercati a km 0 e orti urbani non è la soluzione ultima, continuare a collegare le discussioni alle azioni pratiche che necessariamente devono avvenire a partire dai territori. Bene dunque l’approfondimento, ma c’è bisogno anche di sostenere e rendere visibile quel che già si è avviato di buono nel nostro territorio per aiutarlo a crescere e ad estendersi coinvolgendo anche strati sociali che ancora non hanno “diritto al cibo”.

Si discute il pericolo di diventare “foglie di fico” o che i nostri temi e discorsi vengano sussunti – come è evidentissimo accada quotidianamente – da chi poi li utilizza per fini personali e di vendita. Per questo si pensa che sia necessario curare bene la comunicazione sia interna che esterna mettendo sin da ora le basi per una piattaforma.

In particolare Claudio pone l’attenzione sul fatto che i g7 non sono nè la stanza dei bottoni nè il luogo in cui presentare istanze, ma lo spazio politico in cui si celebra la sussunzione delle alternative trasformandole in buoni intenti che spesso servono da paravento alla speculazione agroindustriale e alla predazione dei territori. Per questo serve un lavoro comunicativo importante che smascheri il bio-washing che i ministri dell’agricoltura tenteranno di fare di questo meeting: costruzione di bollini e marchi di qualità che prevedono lessico e pratiche alternative (filiera corta, responsabilità sociale) e che poi vengono usati dai peggiori attori del sistema agroindustriale. E’ quindi necessario fornire alle persone degli anticorpi che sappiano smascherare immediatamente questo meccanismo di rebranding della speculazione agroalimentare.


Si ribadisce da più parti che la protesta fine a se stessa non porta da nessuna parte, abbiamo bisogno di approfondire le diverse questioni sulle quali sentiamo (a partire da noi stessi) di aver esigenza di apprendimento e di mettere in atto azioni di autoformazione. Si pensa ad una iniziativa al mese, con relatori che sappiano descriverci come si è orientata la politica europea e internazionale agricola negli ultimi decenni e di quali possano essere le proposte alternative.
Come dice Maurizio Morgano, ripreso da Nello Patta e altri si lavorerà per la costruzione di un social forum alternativo di critica e di disvelamento dei reali intenti dei grandi della terra ma anche di reale controposta, puntando a coinvolgere anche l’opinione pubblica della città con iniziative diffuse sul territorio.
Roberta collega poi la questione agricola con il tema della crisi e della prolatarizzazione del ceto medio italiano che fatica ora a permettersi il “buon cibo” e in generale, vista l’esperienza dei Gruppi di acquisto popolare di Bergamo, il tema del costo e dell’accessibilità a prodotti sani delle classi più povere.

Nel frattempo c’è bisogno di continuare le sperimentazioni pratiche, reti di economia solidale, Gas, Gap, mercati contadini, mappature, collegamenti, dando continuità ad un percorso che sembra essersi ormai avviato in modo fruttuoso nel nostro territorio già da qualche tempo.

E’ importante per questo sviluppare la nostra capacità di ascolto reciproco condividendo che un mondo diverso è possibile solo se riusciremo a creare spazi e situazioni di incontro tra persone che provengono da esperienze e percorsi diversi, ma che sono uniti dalla stessa idea di giustizia sociale e che credono nel sogno che “un altro mondo sia davvero possibile”, un mondo che non abbandona ai margini i più deboli, ma che permette a tutti una “buona vita” e un “buon vivere”.

Si ritiene altresì necessario collegare a questo percorso di avvicinamento al G7 altre istanze, comitati, movimenti che stanno lavorando a questi temi anche a livello regionale e nazionale.
La prossima riunione, operativa, è fissata per martedì 4 aprile 2017 alle 18.




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