Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

mercoledì 14 marzo 2018

Le api morte non aiutano l'ecosistema - Primavera cruciale per le api: il 22 marzo 2018 la UE decide sul divieto degli insetticidi neonicotinoidi.


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Già nel 2017 la Commissione Europea aveva proposto un divieto ed aveva commissionato un nuovo studio all'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) per riesaminare le minacce che questi veleni presentano. Ora abbiamo i risultati dello studio: l'EFSA ha classificato il rischio per le api come "alto", intensificando la portata dei suoi avvertimenti precedenti.

Da anni gli apicoltori, gli ambientalisti e la comunità scientifica mettono in guardia contro le conseguenze mortali degli insetticidi neuroattivi. Questi veleni hanno un effetto nocivo anche in quantità minime e si diffondono su tutto il terreno portati da vento, polline, polvere, particelle di terra e gocce d'acqua.

Le conseguenze sono catastrofiche non solo per gli impollinatori come api e bombi. Anche altri insetti sono in diminuzione in tutta l'Unione Europea perché non possono vivere in paesaggi distrutti o in presenza di monoculture cosparse di pesticidi.

Per favore, se non l’avete già fatto, unite la vostra firma alla petizione all'Unione Europea e chiedete che questi pesticidi altamente velenosi vangano banditi definitivamente.


Elisa Norio
Salviamo la Foresta

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Petizione per salvare le api: 

martedì 13 marzo 2018

Cappellani religiosi... non "militari"


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“Con delibera dell’8 febbraio, il Consiglio dei Ministri informa che è stato approvato ‘lo schema d’Intesa tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede sull’assistenza spirituale alle Forze Armate’.  Purtroppo, in questa Intesa ‘l’inquadramento, lo stato giuridico, la retribuzione, le funzioni e la disciplina’ dei cappellani militari restano quasi le stesse di prima” (dall’editoriale di Alex Zanotelli, Mosaico di pace, marzo 2018).
Stesso inquadramento militare dei cappellani, quindi, stesse stellette e stessi stipendi.
Unica novità: la riduzione del numero dei cappellani degli attuali 204 a 162.
Ora l’Intesa “sarà sottoposta alla firma delle due Parti, Stato e Santa Sede e il suo contenuto dovrà essere recepito con apposito disegno di legge” del Parlamento. Ma l’iter è ancora lungo. E così noi tutti possiamo far sentire la nostra voce.

Da tempo, Pax Christi, Mosaico di pace e il Centro Studi Economico-Sociali per la Pace hanno a cuore la smilitarizzazione dei cappellani militari.

Crediamo che, in questo tempo, sia ancora possibile rivedere e modificare l’Intesa, anche perché lo stretto connubio tra Forze Armate e cappellani militari è in chiaro contrasto con il Vangelo – perché l’Intesa integra i cappellani nelle Forze Armate, sempre più impegnate a fare guerra “ovunque i nostri interessi vitali siano minacciati”, come recita il Libro Bianco della Difesa – e con quanto ci ha insegnato Gesù che va nella direzione della nonviolenza attiva.
Chiediamo,
quindi, che venga abolito l’inquadramento militare dei cappellani e che l’assistenza spirituale al personale militare sia data alla pastorale ordinaria.

p. Alex Zanotelli, direttore responsabile Mosaico di pace
Mons. Giovanni Ricchiuti, presidente nazionale Pax Christi
d. Renato Sacco, coordinatore nazionale Pax Christi
Sergio Paronetto, presidente Centro Studi Economico-Sociali per la Pace di Pax Christi

Per adesioni e sottoscrizioni:

lunedì 12 marzo 2018

Nicoletta Cinotti: "Scrivere è un modo per lasciar andare..."

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Perché scrivi ogni giorno? è una delle domande che mi vengono fatte più frequentemente. Seguita a ruota da “ma come fai ad avere qualcosa da dire ogni giorno?”. La domanda si è fatta più frequente perché, adesso, non so più dove metter tutto quello che scrivo. Sembra che sia troppo. Io, siccome ogni giorno lo lascio andare, rimango sempre con una pagina bianca. E adoro il vuoto di quella pagina, dimenticandomi di quelle che mi lascio dietro alle spalle. Isak Dinensen diceva che scriveva ogni giorno, senza speranza e senza disperazione. È un po’ così anche per me.
In verità scrivo ogni giorno per tornare a casa: la casa è il luogo in cui avviene la scrittura e la scrivania è un mondo in miniatura. La scrittura mi dà quel filo tra ispirazione e auto-realizzazione di cui ho bisogno. E poi, di nuovo, non riesco a separare la scrittura dalla meditazione: scrivo ogni giorno perché medito ogni giorno.
Medito per entrare dentro qualcosa. Dentro quello che provo. Anche scrivere riguarda l’essere dentro qualcosa..Il linguaggio ha sia significati inconsci che consci. Quando scriviamo la sfida è mettere insieme questi due livelli. Quando ci riesco lo capisco subito e lo capisci anche tu che leggi. È come se le parole avessero un suono che colpisce e affonda in profondità
Jan Chozen Bays dice “quando sei infelice guarda a cosa ti stai aggrappando e lascialo andare”. Quando mediti, ogni respiro lasci andare qualcosa. A volte un pensiero, a volte una sensazione, a volte solo l’aria. E così diventi più felice. Quando scrivi fai lo stesso. Di 1000 parole che ti corrono dentro come scimmie ne tiri fuori 10: distilli. Distilli: voce del verbo lasciar andare.
Gli autori vogliono cancellare, cancellare infinite volte quello che hanno scritto ma non essere cancellati. Quando copiamo un autore senza mettere il suo nome è come se lo cancellassimo: nessun autore vuole essere cancellato. Quindi le maestre dovrebbero stare attente a correggere i temi: a volte fanno male le correzioni.
Quando medito, ho delle intuizioni: le lascio maturare. La mindfulness si chiama anche meditazione di intuizione profonda. Ho un sacco di intuizioni quando medito. Una parte le scrivo e sono i post. Prima però le faccio maturare. Poi le condisco e tolgo di nuovo qualcosa. Alla fine quello che scrivo non è più solo mio. Cambia mentre lo scrivo e mi porta un po’ oltre a dove credevo di essere. Mi spinge avanti, proprio come la meditazione. Mi fa conoscere cose che, fino a che non le ho scritte, non sapevo di conoscere. Nel suo invitarmi a stare mi permette di comprendere che sono in uno spazio più grande di quello che credevo.
A volte basterebbe scrivere un titolo. Ogni giorno un titolo alla propria meditazione o alla propria giornata. Scriverlo per lasciarlo andare. Scrivere per distillare l’essenza. E lasciarlo insieme al sonno. Per ricominciare nuovi il giorno dopo. Con una pagina bianca. Con la mente sgombra perché quello che dovevi dire l’hai detto e adesso puoi attraversare il vuoto. Forse scrivo perché sono innamorata delle pagine bianche.
Non ci sono più
sono andata via
silenziosissima.
La mia vita è sgombra di me.
E tutto brilla. Chandra Livia Candiani
Pratica informale: Prova oggi, solo per questo giorno, a fare qualcosa che ti sembrerebbe impossibile fare tutti i giorni: scrivi due righe a fine giornata. Non un diario cronologico ma due parole per entrare dentro di te e darti voce. Poi domani guarda se puoi ricominciare da capo. Solo per un giorno. Non pensare mai che è per sempre. Pensa solo per un giorno, ogni giorno.
Nicoletta Cinotti - info@nicolettacinotti.net 
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domenica 11 marzo 2018

Pescara. Yoga Festival dal 23 al 25 marzo 2018


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YOGA PESCARA FESTIVAL - 5° edizione - Dal 23 al 25 Marzo 2018
Museo d’Arte Moderna Colonna - PESCARA
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PROGRAMMA GENERALE
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VENERDI’ 23 MARZO
WORKSHOP:
Ore 16.00 – 17.00
● Laboratorio ed esercizi di Alchimia interiore pratica (offerta libera)
Rodolfo PALERMO
Ore 17.00 – 18.00
● L’integrazione del maschile e del femminile in chiave energetica, secondo la prospettiva unica e particolare del Karuna Reiki®. L’amore tra partner, deponendo le armi davanti alla porta del cuore.
Arianna MATTOZZI
CONFERENZE:
Ore 18.00 – 18.40
● Abraxas il mistero del sigillo. Ipotesi sulle eresie gnostiche dei Templari
Valerio Ivo MONTANARO
Ore 18.40 – 19.20
● Gli Ufo nella Bibbia
Amerigo COSTANTINI
Ore 19.20 – 20.00
● Costellazioni famigliari sistemiche integrate
Cristiano ROGANTI
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SABATO 24 MARZO
SPAZIO YOGA:
Ore 10.00 – 11.00
● Wild – Yoga (attività pratica)
Vanessa PONZIANI e Riccardo BRIGNOLI
Ore 11.00 – 12.00
● Kundalini per la purificazione del corpo e la prevenzione delle malattie
Rossana DI BATTISTA
Ore 12.00 – 13.00
● Purifichiamo il corpo, pacifichiamo la mente. Pratica di Hatha Yoga
Claudia GAVINA
Ore 16.00 – 17.00
● Hatha Yoga
Alessandra DI TORO
Ore 17.00 – 18.00
● Yoga Integrale
Roberto DI MARCO
Ore 18.00 – 19.00
●Anukalana Yoga: fluire nella morbidezza
Margherita FELLEGARA
WORKSHOP:
Ore 11.30 – 13.00
● Archetipi e simboli ancestrali: Rune e linee della mano per interagire con akasha e destino
Rosy SIANI
Ore 15.45 – 17.00
● L’obiettivo del cuore. Laboratorio esperienziale di Coaching Life
Valeria MARZOLI
Ore 17.00 – 18.15
● Enneagramma e Tao: quando tutto è energia
Paolo D’INTINO
Ore 18.15 – 19.15
● Cerchio Sciamanico (offerta libera)
Marco FERRANTE
CONFERENZE:
Ore 11.00 – 12.00
● Presentazionde del Wild – Yoga
Vanessa PONZIANI e Riccardo BRIGNOLI
Ore 12.00 – 13.00
● La scuola di Hildegarda: Counseling e Natura, un modello di cura secondo i nuovi paradigmi della fisica quantistica
Rosa BRANCATELLA
Ore 16.00 – 16.50
● Le asana nella visione tantrica: effetti biopsicologici sul sistema linfatico ed endocrino
Manuela VIZIOLI e Margherita FELLEGARA
Ore 16.50 – 17.40
● Conoscere e trasmettere la salute
Gabriele LOMBARDOZZI
Ore 17.40 – 18.30
● La meditazione: una nuova sfida per la medicina.
Dalla ricerca scientifica ai benefici del metodo Sahaja Yoga
Ida BOTTONE
Ore 18.30 – 19.15
● Se puoi misurarlo puoi superarlo. Stress e prevenzione – Diagnostica Strumentale
Pier Paolo RICCIOTTI
Ore 19.15 – 20.00
● Essere una coscienza NON – DUALE
Andrea GIAVARA
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DOMENICA 25 MARZO
SPAZIO YOGA:
Ore 10.00 – 11.00
● Active Flow Yoga (Anukalana Inspired)
Maria Alice PALLOTTA
Ore 11.00 – 12.00
● Yoga Integrale
Anna RIPAMONTI
Ore 12.00 – 13.00
● Yoga Vinyasa Flow
Stefania AMORETTI
Ore 15.00 - 16.00
● VINYASA YOGA FLOW - La danza del guerriero
Arianna GIORGINI
Ore 16.00 – 17.00
● Yoga per il mal di schiena e la colonna vertebrale
Amadio BIANCHI
Ore 17.00 – 18.00
● Kaoshikii (esercizio tantrico per le donne)
e Ashtanga Yoga Tantrico
Manuela VIZIOLI
Ore 18.00 – 19.00
● Flessibilità ed energia per il corpo
Paola MARIANI
WORKSHOP:
Ore 10.00 – 11.30
● La Coscienza ampliata: dialogo col Sé Superiore
Patrizia SPLENDIANI
Ore 11.30 – 13.00
● Biodanza
Pina PASETTI
Ore 15.45 – 16.45
● Tango Counseling: cura e poesia nell'abbraccio.
Progetto Tango dell’Associazione Avalon
Esperienza guidata a cura di V. CASCIANI, S. DI NACCIO, S. NANNI
Ore 16.45 – 18.00
● Heartmath® e la coerenza cardiaca per gestire lo stress, migliorare la resilienza ed entrare in risonanza con gli altri. Finalmente un ponte tra scienza e spiritualità
Lara LUCACCIONI
Ore 18.00 – 19.15
● La Meditazione tantrica.
Workshop sulla biodanza spirituale (kiirtan) e meditazione guidata
Dada KRSNANANDA
CONFERENZE:
Ore 11.00 – 12.00
● Illuminazione, cervello e cambiamento. Come e perché cercare l’illuminazione
Raffaello CAIANO
Ore 12.00 – 13.00
● La Gioia dell’Essere. Oltre l’illusione della mente
Anna Paola CESARINI
Ore 15.45 – 16.30
● L’importante dell’energia sessuale per il benessere pisco – corporeo
Alessandra DI TORO
Ore 16.30 – 17.15
● I colori dell’anima. Uso consapevole dei colori nella vita
Samya Ilaria DI DONATO
Ore 17.15 – 18.00
● I sapta bindu e le sette aree del cervello
Amadio BIANCHI
Ore 18.00 – 18.45
● Campane Tibetane
Pino MORELLI
Ore 18.45 – 19.30
● Il potere dimenticato del cuore
Biagio RUSSO
Ore 19.30 – 20.00
● Meditazione: Il risveglio di ciò che sei
Mauro BARCA
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SPAZIO BENESSERE:
● Bowtech ® - Trattamenti
Alessandra DI TORO, Lino MARTINELLI e Manuele De SANCTIS
● Riflessologia Plantare
Caterina LA PIETRA
● Reiki
Antonio MARIGNETTI
● Letture dei Registri Akashici
Daniela SCOCCA
● Iridologia Sistemica
Gabriella PERENTIN
● Letture Angeliche e Lettura dei sogni
Tiziana VOCINO
● Consulti di astrologia: Lettura del tema natale (Venerdì)
Cristiano ROGANTI
● Massaggio olistico personalizzato, pranoterapia: il tocco del cuore (sabato)
Valeria MARZOLI
● Equilibrio emozionale, Massaggio tradizionale thailandese e Reiki
Massimiliano PERRELLA
● Lettura delle carte delle stelle e delle carte opus magnum
Rodolfo PALERMO
● Massaggio indiano del piede
Alessandro PALOMBA
● Kinesiologia
Bruno GINOSA
● Shiatsu
Fabiana MARTUCCI
● Consulti: Rune e chirologia
Rosy SIANI
● Reiki, Fertility Massage, Massaggio in gravidanza e puerperio
Alessandra DI IOIA
● Tarocchi Evolutivi
Massimo BELFIGLIO
● Sessioni individuali per consulti con i Messaggeri di Luce attraverso la lettura delle carte e Channeling
Paola DEL GRANDE
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PATROCINIO: Città di Pescara – Assessorato alla Cultura
ORGANIZZAZIONE: Associazione OLIS
INGRESSO: Offerta Libera
INFO: 393.2362091

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

venerdì 9 marzo 2018

Giuann e Marije - Giovanni e Maria e la loro casa di terra...

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In questo via vai di storie varie tornano in via del tutto eccezionale e anche
in via provvisoria come in una sorta di spazio mentale giovanni e maria nella
loro casa di terra.

Una bella mattina di primavera giovanni giocherellava con le carte napoletane
sul tavolo della piccola cucina nella casa di terra. Era molto affascinato da
quelle figure magiche infatti aveva trascorso gran parte della sua vita tra
osterie e cantine a giocare a carte. Maria nel frattempo cucinava sagne e
fagioli, il piatto preferito di giovanni che in genere arricchiva con
abbondante peperoncino tritato secco e innaffiava con diversi bicchieri di buon
vino. Nella piccola cucina già si diffondeva l’odore invitante della pietanza e
giovanni viaggiava con la mente tra i colori delle carte e gli odori e i sapori
consueti che già pregustava. Quando nel silenzio della stanza maria esclamo:
giua, quand ci vulem ji a la mess, giovanni quando ci vogliamo andare a messa,
prim o dop magnat, prima o dopo mangiato? giovanni rispose: mindr...! mentre,
durante. Maria rimase zitta, così suono mezzogiorno e mise il fumante piatto di
pasta e fagioli sul tavolo davanti a giovanni che non si fece pregare due volte
per consumarlo. Dopo pranzo maria ci riprovo: allor giua... ci vulem ji a la
chis, ci vogliamo andare in chiesa? marj nin ci poss vini’ ca mi fa mal lu pet
! non ci posso venire perché mi fa male il piede: e mo chiffi? incalzo maria:
ni sacce, non lo so, mi sa ca ciuppichenn ciuppichenn mi ni vaje a la
cantin...! zoppicando zoppicando me ne vado alla cantina! i giorni passarono e
giovanni stava sempre seduto davanti a casa un po perché maria non voleva
andasse in cantina un po perché il piede gli faceva sempre più male. così a
ogni compare amico e conoscente che passava sulla via davanti casa rivolgeva
sempre lo stesso invito: indr... indr...entra...entra, ca ci facem nu bicchir,
che ci facciamo un bicchiere! Maria per il buon dovere dell ospitalità non
poteva dire niente così giovanni trasformando il limite in opportunita aveva
fatto diventare la sua casa una piccola osteria sempre piena di gente a giocare
a carte e a bere vino.

La storia e’ composta da alcuni episodi montati in sequenza che mi sono stati
raccontati nella rete di appartenenza in dialetto sub-collinare pescarese


Ferdinando Renzetti

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mercoledì 7 marzo 2018

"Il nuovo Sentiero. La mia vita con Paramhansa Yogananda" di Sami Kryananda - Recensione


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Oggi ricorre  l’anniversario del Mahasamadhi (l’uscita cosciente dal corpo) di Paramhansa Yogananda, che lasciò il corpo il 7 marzo del 1952, al Biltmore Hotel di Los Angeles, durante un evento in onore dell’ambasciatore indiano negli Stati Uniti. La sua "morte" fu eccezionale. Egli conosceva in anticipo il giorno e le circostanze della sua morte. Dopo il suo trapasso, successe un miracolo sorprendente per il mondo occidentale: il suo corpo rimase per settimane in un perfetto stato di incorruttibilità.

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«… il 7 marzo 1952, il Maestro scese per uscire. Quella sera avrebbe dovuto partecipare a un banchetto al Biltmore Hotel, in onore dell’ambasciatore indiano. […] «Mi aspetta una grande giornata. Auguratemi buona fortuna».
[…] Anni prima il Maestro aveva detto: «Quando lascerò questa Terra, voglio andarmene parlando della mia America e della mia India». […] Una volta, durante una conferenza, aveva affermato: «Un attacco cardiaco è il modo più facile di morire. È così che scelgo di farlo». Quella sera, tutte queste predizioni si sarebbero rivelate esatte.
[…] Il Maestro doveva parlare dopo il banchetto. Il suo breve discorso fu dolce, quasi tenero, tanto che tutti i presenti, penso, si sentirono avvolti nella leggerissima coltre del suo amore. Infine, lesse la sua bellissima poesia intitolata “La mia India”. Il Maestro giunse infine agli ultimi versi della poesia:
 «In questa terra ove il Gange, i boschi, le grotte himalayane e gli uomini, non fanno che sognare Dio. Io son santificato; il corpo mio ha toccato quel suolo!».
«Suolo» divenne un lungo sospiro strascicato. All’improvviso, da ogni parte della sala si levarono alte grida. «Il Maestro è svenuto». Oh, no, Maestro! Tu non saresti svenuto. Ci hai lasciati. Ci hai lasciati! gridò silenziosamente il drammaturgo dimenticato dentro di me. Questo è un modo troppo perfetto per andartene, perché possa significare qualcos’altro! Mi affrettai verso il luogo dove giaceva il Maestro. Sul suo viso aleggiava un’espressione beata. Il corpo del Maestro fu portato a Mount Washington e deposto amorevolmente sul suo letto. Uno alla volta entrammo piangendo e ci inginocchiammo al suo capezzale. […] Faye rimase sola con il corpo del Maestro. ... Nella morte, come nella vita, egli stava dicendo alla sua amata discepola, e per suo tramite a tutti noi: «Vi amerò sempre, attraverso infiniti cicli di tempo, incondizionatamente, senza alcun desiderio se non la vostra felicità, per sempre, in Dio!».

Swami Kryananda 

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Oggi è il momento giusto per riguardare il film-capolavoro sulla vita del Maestro:
"
AWAKE. Il sentiero della felicità"

martedì 6 marzo 2018

Arche’ologia - Parmenide Zenone e la Scuola Eleatica


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Quando ero giovane mi innamoravo di tutto e di niente avevo bisogno e sognavo
talmente forte che mi usciva il sangue dal naso. Appena avuto la patente ho
iniziato con una scassata navicella a girare per il meridione, coste spiagge
dune borghi antichi paesi citta villaggi zone archeologiche, in seguito ho
scoperto che ero un etno freak globalizzato e che facevo ricerca. Studiavo e
ricercavo sul campo antropologia del contemporaneo: noi siamo dentro al mondo
esattamente come gli altri e non siamo antropologicamente diversi o anche
antropologia della prossimità di quello che si vede e si vive da vicino. un
distillato di storie con l’andatura precipitosa degli eventi di questa terra.
Antropologia creativa per trasformare il limite in spazio, laboratorio
culturale sul concetto di luogo.


Subito vengono in mente aspetti che sono vere e proprie icone dei nostri tempi,
aspetti che si muovono lungo una linea che oscilla tra il valore funzionale e
quello emozionale e poetico come percorso approfondito e riflessivo anche
artistico e gioioso.

Mischie genetiche di popoli meridiani che sommano antichità greche e romane
compattezza e potenza barbarica innesti medioevali balcanici la genia fresca e
rabbiosa degli schiavoni e degli arberesh che rimpiazzarono latini e bizantini.
Nel meridione hanno resistito millenni agli assalti dei turcheschi e dei
corsari, un normolineo meridionale marchiato da enormi fatiche ataviche. Lungo
le coste di queste terre meridiane che gli antichi chiamavano colombro ovvero
il paese da cui scaturisce ogni cosa buona venne a spegnersi la civiltà greca.
Punti chiave di una geografia ideale svanita nel nulla e di cui rimane solo
qualche fragile incisione nel particolare più semplice come nel dettaglio più
sfarzoso. Contro le minacce del cemento il segno di un gusto raffinato e di una
vocazione alla bellezza arriva da una grande tradizione classica ed etnica.

Così da terrabondo quale sono ho trasportato su e giu con la mia navicella
pollini di profumi e sapori esaltati dalla lussureggiante macchia mediterranea
in cui si mescolano rosmarini ginepri mirti, dove il tempo sembra scorrere
lento come la sabbia dorata del mare dove anche i ritmi di vita si ricollegano
ai tempi ciclici della natura. Luoghi che cercano persone e persone che cercano
luoghi, comunità intenzionali, mappatura territoriale delle risorse umane,
energia cosmo rurale per fare architettura sociale sul territorio, creare una
rete di relazioni all interno delle comunità come forma di protezione per
creare meccanismi virtuosi e gestire i beni comuni e le risorse presenti. Un
territorio psico geografico che ha una dimensione morale estetica metafisica
convinti che il significato della realtà si trova all interno delle cose non
all esterno, dentro di esse. Allora facciamo esercizio del tempo spolveriamo la
mente buttiamo i vecchi pensieri per fare spazio ai nuovi, chi arriva prima
aspetta!

Con i suoi ultimi raggi il sole illumina gli intonaci colorati di questi borghi,
uno
sguardo verso il cielo coscienti del dono di queste nuovi giorni, buona lettura
e buon viaggio e buon lavoro dalla terra degli uomini.

Sulla onda del film “Basilicata coast to coast” dopo più di trent’anni sono
tornato sulla sommità del monte dove si erge solitario il cristo redentore di
Maratea. Ho scelto come simbolo del mio viaggio e della mia ricerca una
ceramica calabrese una statuetta di donna che tiene un grande peperoncino rosso
sulla testa. Mi piace perché mi ricorda le antiche statuette votive, il
peperoncino propiziatorio di fortuna fecondità e ricchezza mentale. Poi un asso
di coppe trovato sulla strada, simbolo di fecondità delle idee del viaggio
mentale e di saggezza e conoscenza. Comunque dicevo che a settembre dopo
Policastro sono tornato sulle dune di Palinuro secondo la leggenda nocchiero di
Enea. Sulla costa numerosi riferimenti pure alla leggenda di Polifemo con i nomi
di attività turistiche che riportano continuamente alla mente Ulisse Nessuno la
grotta del ciclope e altri toponimi. Le bellissime dune sono state occupate da
stabilimenti balneari costruiti a ridosso, in agosto traffico pazzesco di
macchine buttate una sull altra. Nei primi anni 80 sulla spiaggia passavano
ancora i contadini con asinelli, a vendere frutta dai loro grandi cesti di
vimini. Il paese a quei tempi era pieno di negozi d artigianato cilentano con
terrecotte oggetti in legno e vimini. oggi oltre alla grande cementificazione
della costa quasi non vi e più traccia di questo artigianato e nei negozi solo
paccottiglia estiva marina. Comunque buone le pizze al forno del paese.
Seguendo la tortuosa strada stretta e sconnessa della costa cilentana, caffè al
bar di Pisciotta ammirando il paesaggio dall alto. Così come dicevo dopo
trent’anni sono tornato anche a Velia-Elea la citta dei filosofi a trovare
Parmendide e Zenone che mi hanno regalato dei profumati semi di finocchietto
selvatico simbolo di purezza d animo e leggerezza di spirito. La zona della
statua del Cristo redentore di Maratea come l area archeologica a quei tempi
erano luoghi desolati con erba selvatica vetri rottami ferri arrugginiti, ora
si sono trasformati in luoghi frequentati e organizzati con restauri e percorsi
didattici, a velia e bar e souvenir a
Maratea. Parmenide sostenne primo fra tutti la rotondità della terra e per il
rigore del suo ragionamento viene considerato il fondatore della logica come
zenone il primo ad aver ammesso la divisione alli nfinito dello spazio e del
tempo cioè le basi del calcolo infinitesimale. come dire che esiste l
infinitamente grande e l infinitamente piccolo. Famoso il paradosso di Achille
e la tartaruga. Passeggiare per pietre filosofiche emozione unica, si può
viaggiare anche stando fermi, seguendo zenone non arriveremmo mai anche se il
divertimento sarebbe assicurato con la logica di parmenide.

Come dicevo mentre passeggiavo per le vie di Elea mi si fanno incontro Parmenide
e Zenone vestiti di bianche tuniche di stoffa grezza, barba e lunghi capelli
bianchi: raccontano che ora sono una coppia di fatto e come altri filosofi e
matematici della Magna Grecia vivono a Malibu in California. Zenone insegna
matematica applicata al MIT di Boston e collabora stabilmente con la Microsoft
di Bill Mates alla sperimentazione dei microprocessori mentre Parmenide insegna
filosofia e logica alla UCLA università di California, collabora con la Apple di
Stevie Jobs. Amano la musica il teatro e soprattutto il cinema, infatti svolgono
attività di consulenza sulla logica della trama dei film con numerosi registi.
Hanno collaborato con la Disney per il film animato ” Re leone” con la Pixar
enterteinment per il cartone animato “ A bug’s life”; con la Lukas film per
tutta la saga di “ Star Wars”, con Steven Spielberg per la serie di film
“Jurassic park” e quelli dedicati a “Indiana Jones”. Hanno collaborato pure con
il regista Ang Lee per il film” Vita di Pi”. Li ho seguiti con lo sguardo mentre
si allontanavano a bordo della loro lucente ferrari rossa diretti verso una
nuova meta.

Fantasie a parte, quel che voglio dire e che che ho scoperto che l’unico centro
studi esistente e’ il museo del paradosso nient altro. la Scuola Eleatica e
patrimonio dell umanità, Elea e’ stata una delle piu importanti e influenti
citta del mediterraneo, oggi solo un piccolo paese di poche migliaia di
abitanti. Un azione pianificata dedicata ad Elea potrebbe dare un impulso
economico
non solo a un paese o a una regione ma a una intera nazione. Un intero sistema
sociale economico culturale filosofico potrebbe nascere ed essere attivato
sulle ceneri della citta e dell antica scuola, avrebbe già dotuto essere anche
se tutto questo e’ ancora molto improbabile. Stessa situazione con la scuola
pitagorica a Crotone, con la figura di Archimede a Siracusa o Empedocle ad
Agrigento usati spesso solo per dare il nome a qualche liceo e a qualche
piazza. sigh quanto spreco!

Il Museo del paradosso si trova a circa due chilometri dall'area archeologica di
Elea- Velia. Voluto dalla Fondazione Alario e inaugurato l'11 settembre 2015.
All'origine del museo c'è il concorso "Pensare per paradossi", promosso dalla
Fondazione Alario e da Diogene Multimedia. Il concorso è stato lanciato a
partire dal 2013. L'idea ispiratrice è infatti di premiare la creatività delle
giovani generazioni e raccordarla alla figura di Zenone di Elea.

" Einstein trasse ispirazione per la sua teoria della relatività dal paradosso
di Achille e la tartaruga del filosofo Zenone, che visse ad Elea, città della
Magna Grecia (l’attuale Cilento) fondata nel VI secolo A.C., poi ribattezzata
Velia dai romani e infine Ascea.

E non è certo casuale che, in onore dell’antica città, Adriano Olivetti abbia
voluto denominare Elea la generazione di supercomputer sviluppati negli anni 50
del Novecento, il cui modello Elea9003 fu il primo supercomputer commerciale
interamente a transistor della storia dell’informatica". la scelta, oltre che
un riferimento alla macchina, intendeva sottolineare la centralità dell'uomo
nella sfera della tecnologia

La citta dei filosofi

La citta visse qualcosa come tredici secoli, scomparve completamente nel IX
secolo d.c. e fu cancellata anche dalle mappe. Il primo a individuare e a
visitare velia dopo secoli di abbandono fu Francesco Lenormat che ne parlo in
un libro pubblicato nel 1882. Bisognerà aspettare fino al 1927 per iniziare i
primi scavi, ripresi poi negli anni cinquanta lavori continuati fino a oggi.
Meravigliosi mosaici bassorilievi statue monete bastano a comunicarci che essa
fu la patria non solamente di filosofi ma anche di grandi artisti.

La scuola eleatica

A Elea fiori una delle due grandi scuole dell antica grecia, quella eleatica
appunto contrapposta a quella eraclitea e se la scuola eraclitea proclamava il
continuo divenire del mondo quella eleatica sostenne l’eterna staticità. Pochi
anni dopo la fondazione della citta apparve sulla scena di Elea, Senofane
considerato il capostipite della scuola, ben presto superato dai discepoli
soprattutto parmenide che fu per primo che sostenne che la terra e’ rotonda e
la luna riceve luce dal sole. Da parte sua Zenone tuttora considerato il padre
della dialettica sosteneva la tesi del valore della virtù.

Sembra quasi di vederlo tra le vie di elea zenone raccontare di un ansimante
Achille che rincorre una tartaruga inafferrabile. Achille detto pie veloce non
potrà mai raggiungere la tartaruga che sta inseguendo perché quando lui sara
giunto nel posto in cui essa si trova in quello stesso momento essa avra
percorso un altro tratto di strada e quando Achille avra percorso anche questo
tratto di strada la tartaruga ne avra nel frattempo percorso un altro e così
all infinito. Secondo Matte Blando psicanalista cileno il precursore di Freud
fu Parmenide che contrappose la verita all apparenza come Freud avrebbe poi
opposto l’inconscio al conscio. Zenone di Elea sarebbe invece secondo
matematici moderni il primo ad aver ammesso la divisione all infinito dello
spazio e del tempo: ad aver così gettato le basi del calcolo infinitesimale.
Due esempi della modernità della scuola filosofica fiorita ad Elea nel V sec
a.c. Fondatore dell eleatismo fu Senofane il primo a sostenere l unita dell
essere divino in contrapposizione alle concezioni politeistiche dominanti della
cultura del suo tempo, identificando l’unica divinità esistente con l’universo.
Senofane arrivo a concepire un dio-tutto eterno. Parmenide e Zenone portarono
al massimo sviluppo l eleatismo rappresentando sfericamente l unita dell essere
di Senofane. Parmenide affermo la necessita di liberarsi dalle apparenze e dalle
false esigenze così da ridurre ogni cosa al nulla e poterle dominare. Per il
rigore del suo ragionamento Parmenide viene considerato il fondatore della
logica: egli ritenne che la speculazione filosofica dovesse fondarsi sulla
ricerca razionale anziché sulla opinione. Con lui e Zenone i filosofi
cominciano dunque ad argomentare anziché basare le loro asserzioni su analogie.
Zenone porto alle estreme conseguenza il concetto di verita opposta alle
apparenze affermando che la virtù e’ il solo valore e sulla base del rigore
dialettico del proprio ragionamento arrivo a dimostrare concetti paradossali:
nego ad esempio il movimento con il famoso argomento di Achille pie veloce, la
molteplicità delle cose e il concetto di infinito.

Le conoscenze su questa antica scuola, come per tutte le altre scuole
presocratiche, sono indirette e si basano su testimonianze certe e testi di
autori dell'epoca parmenidea.

Le principali dottrine degli Eleati furono sviluppate in opposizione con i primi
filosofi naturalisti della scuola di Mileto, che spiegavano ogni forma di
esistenza riconducendola agli elementi primari del cosmo, e con la teoria di
Eraclito, che vedeva in tutte le realtà un perpetuo cambiamento. Gli Eleati
asserivano che la vera spiegazione delle cose si trova nella concezione
dell'universale unita dell'essere. Conformemente a questa dottrina, i sensi non
possono aver cognizione di questa unità, perché le loro impressioni sono
inconsistenti: è solo tramite il pensiero che è possibile superare le false
apparenze dei sensi (la doxa) e giungere alla conoscenza dell'essere e alla
fondamentale verità che Tutto è Uno. L'Essere inoltre è immobile, increato ed
eterno, perché non può scaturire dal non- essere, né potrà mai terminare in
esso, altrimenti ad un certo momento non sarebbe. Essi argomentano che gli
errori su questo punto derivano comunemente dall'uso ambiguo del verbo essere,
che può significare «esistere», oppure essere mera
copula che connette soggetto e predicato.

L'area archeologica è localizzata in contrada Piana di Velia, nel comune di
Ascea, in provincia di Salerno, all'interno del Parco nazionale del Cilento e
Vallo di Diano.

Lo storico e geografo greco Strabone, nella sua Geografia, parla della città di
Elea-Velia, specificando che i Focei, suoi fondatori, la chiamarono
inizialmente Hyele ( ̔Υέλη), nome che poi divenne Ele
e infine Elea. I Romani adottarono la forma Velia per il nome della città.
Toponimi locali influenzati dal nome Velia sono i vicini comuni cilentani di
Novi Velia e Casal Velino.

Gli scavi, vicini alla ferrovia e non lontani da Ascea Marina, sono visitabili
tutti i giorni, eccetto il giovedì. In prossimità dell'ingresso si trova un
ampio parcheggio gratuito non custodito né ombreggiato, e un gruppo di moderni
edifici in cemento armato, legno e vetro, destinati a biglietteria,
esposizione, ristoro, servizi igienici e vendita di souvenirs costruito con i
finanziamenti POR Campania 2000 – 2006 per la valorizzazione del Parco
archeologico di Elea-Velia nell'ambito di un progetto cofinanziato dall' Unione
europea. Di questi solo la biglietteria è utilizzata, mentre gli altri risultano
in stato di abbandono sin dal loro completamento: gli scaffali accatastati non
sono nemmeno stati montati. Nel 2016 l'area archeologica ha fatto registrare 33 380 visitatori.


Ferdinando Renzetti

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