Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

lunedì 17 settembre 2012

Gianni Penazzi: "Può la decrescita aiutarci a superare la crisi?" - Incontro con Maurizio Pallante a Lugo di Romagna il 28 settembre 2012

Foto di Gustavo Piccinini


Può la decrescita aiutarci a superare la crisi?

Spesso si confondono i concetti di decrescita e recessione, come se fossero due modi per esprimere la stessa idea. Se, invece, si ripristina la distinzione tra il concetto di bene e il concetto di merce e se ne individuano le relazioni possibili, si capisce che la crescita misura il valore monetario delle merci scambiate nel corso di un anno indipendentemente da ogni valutazione sulla loro utilità: dal fatto che siano o non siano beni. Ciò consente di far emergere la vera essenza della decrescita, come diminuzione della produzione e del consumo di merci che non sono beni e come aumento della produzione e dell’uso di beni che non sono merci. Di conseguenza si riesce a capire che lo sviluppo delle tecnologie che consentono di ridurre gli sprechi, ovvero il consumo di merci che non sono beni, è l’unica strada possibile per superare la crisi e creare occupazione utile in attività produttive utili, per recuperare un rapporto più equilibrato tra la specie umana e le altre specie viventi, per costruire relazioni interpersonali basate sul dono e la reciprocità, per rafforzare la resilienza delle comunità umane alle conseguenze dei cambiamenti climatici, alla riduzione delle disponibilità e agli aumenti dei prezzi delle risorse non rinnovabili. Di capire che bisogna produrre e consumare meno e meglio.



LA GRANDE DECRESCITA

Incontro-seminario con MAURIZIO PALLANTE

VEN 28 SETT 2012 ALLE ORE 19,30 ALLE ORE 23,30

SALA ASSEMBLEE CENTRO SOCIALE IL TONDO

LUGO DI ROMAGNA (RA)



Con il prof Pallante si giunge alla XVI’ edizione de IL DELIRIO DELL’ECONOMIA.

Il tema della decrescita è divenuto talmente cruciale da giustificare la ripresa dell’argomento per la terza volta, dopo l’incontro con Achille Rossi (Della Sobrietà felice. Il mito del mercato), e di Serge Latouche (Le vie della decrescita).



In tempi non sospetti Achille Rossi ci ammoniva: abbiamo conferito al sistema economico un’im­portanza indebita che ci ha fatto precipitare in un grande fallimento e in una paurosa crisi di civiltà.

Con Serge Latouche si è tentato di fare uscire il martello economico dalle nostre teste, cioè di decolonizzare l’immaginario occidentale, oramai pervaso dall’economicismo sviluppista. E’ stata elaborata una critica del cosiddetto “sviluppo sostenibile”, espres­sione sibillina

profondamente contraddittoria, rappresentando l’estremo tentativo di far soprav­vivere lo sviluppo, cioè la crescita economica, mistificazione del benessere dei popoli.



Insieme al prof Pallante affronteremo alcuni interrogativi rimasti aperti: è possibile che i maggiori problemi ambientali e sociali del nostro tempo siano dovuti al modello di crescita illimitata ed ai suoi effetti collaterali (vedi Fukushima)?

Siamo ancora in tempo ad avviare una strategia di decrescita, incentrata sulla frugalità, sul senso del limite, sulle “8 R” (riciclare, riutilizzare ecc.) per tentare di rispondere alle gravi emergenze del presente?



Organizzazione:

M.I.R.

LUGO CITTA’ D’EUROPA

PRO LOCO

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Info: giannipenazzi@infinito.it

domenica 16 settembre 2012

Israele - In azione le DIME, bombe atomiche portatili, per la guerra urbana?




PREMESSO CHE TUTTO QUESTO CHE VIENE QUI SOTTO RIPORTATO NECESSITA DI VERIFICHE, MI CHIEDO: MA I COSIDDETTI MOVIMENTI PACIFICISTI, UMANITARI, ANTINUCLEARI, QUELLA SINISTRA UN TEMPO IMPEGNATA CONTRO LE GUERRE E I GENOCIDI, CHE FINE HANNO FATTO?
POSSIBILE CHE QUANDO SI TRATTA DI ISRAELE, DELLE SUE MALEFATTE, TUTTI DIVENTANO CIECHI E SORDI? E PERCHE’?

Bombe nucleari USA: in Italia destinazione Israele

Non c’è freno all’orrore che dilania la Palestina. Dopo i cecchini addestrati a menomare i bambini sparando agli occhi, dopo le bombe al fosforo, gli ordigni a grappolo e all’uranio impoverito, Tsahal sperimenta una novità sulla pelle di un milione e mezzo di palestinesi rinchiusi nei lager di nuova generazione. Causano un’esplosione radioattiva di breve raggio. In teoria limitano i danni collaterali. L’acronimo è “Dime” (Dense Inert Metal explosive). E’ un involucro in fibra di carbonio imbottito con tungsteno, cobalto, nickel o acciaio. Queste bombe rilasciano micro-schegge che tranciano tessuti molli e tendini. I feriti sono così destinati a morte sicura, poiché le schegge impercettibili restano nel corpo, provocando il cancro.


L’ atomica in miniatura - ideata e fabbricata negli Stati Uniti d’America - viene attualmente utilizzata a Gaza dall’esercito israeliano sui civili palestinesi. La notiziadel giorno è disarmante. Una gola profonda rivela: “Le Dime sono stoccate in Italia,nella base di Camp Darby in provincia di Livorno”. Una conferma indirettaall’accordo militar-commerciale stipulato dal governo Berlusconi con lo Stato israeliano. Ovviamente, dietro la regia dello zio Sam. Si attende urgente smentita del primo ministro Monti Mario, con prove alla mano verificabili dall’opinione pubblica.

In ogni caso l’Italia conferma la sua sovranità azzerata.

Le Monde - Come riporta il quotidiano francese del 13 gennaio 2009: «Due medici norvegesi presenti a Gaza affermano di “aver visto delle vittime provocate da un nuovo tipo di arma, le DIME”. Dei feriti di un tipo nuovo –adulti e bambini le cui gambe non sono altro che dei moncherini bruciati e sanguinolenti- sono stati mostrati in questi ultimi giorni dalle televisioni arabe che trasmettono da Gaza. Domenica 11 gennaio, sono stati due medici norvegesi, i soli occidentali presenti nell’ospedale della città, che ne hanno dato testimonianza. I dottori, Mads Jilbert e Erik Fosse, che intervengono nella regione da una ventina d’anni con l’Organizzazione non governativa norvegese Norwac, sono potuti uscire dal territorio della città con 15 feriti gravi, attraverso la frontiera con l’Egitto. Non senza alcuni ultimi ostacoli: “Tre giorni fa, il nostro convoglio, per di più condotto dal Comitato internazionale della Croce rossa, è dovuto tornare indietro prima di arrivare a Khan Younis, dove alcuni dei carri armati hanno sparato per stopparci”, hanno detto ai giornalisti presenti ad Al-Arish. Due giorni piu tardi, il convoglio è riuscito a passare ma i medici e l’ambasciatore norvegese venuto ad accoglierli, sono stati bloccati tutta la notte “per ragioni burocratiche” all’interno del terminal della frontiera di Rafah, semi-aperto unicamente per alcune missioni mediche (…) “All’ospedale al-Shifa, di Gaza, non abbiamo visto delle bruciature al fosforo, né dei feriti da bombe a sottomunizioni (cluster bombs). Abbiamo visto ferite di cui abbiamo tutte le ragioni di pensare che siano state provocate da un nuovo tipo di arma, sperimentato da militari americani e conosciuta sotto l’acronimo DIME –(Dense Inert Metal Explosive)” hanno dichiarato i medici. Piccole bolle di carbone contenenti una lega di tungsteno, cobalto, nichel e ferro, queste armi hanno un enorme potere esplosivo, che si dissipa nell’arco di 10 metri. “A 2 metri il corpo è tagliato in due; a 8 le gambe sono tagliate, bruciate come da migliaia di punture d’ago. Non abbiamo visto i corpi scarnificati ma molti amputati. Ci sono stati casi simili nel Libano del sud nel 2006 e ne abbiamo visti a Gaza lo stesso anno, durante l’operazione “Pioggia d’estate”. Alcuni esperimenti su dei ratti hanno mostrato che le particelle che restano nel corpo sono cancerogene” hanno spiegato i medici (…) “i feriti non hanno nessuna traccia di metallo nel corpo, ma delle strane emorragie interne. Una materia brucia i loro vasi e provoca la morte senza che noi possiamo fare nulla”.


Effetti mortali - «Siamo in contatto con medici che operano anche nella Striscia di Gaza, abbiamo visto immagini, già fatto studi approfonditi sulle armi utilizzate dagli israeliani in Libano nel 2006 e siamo arrivati alla conclusione che le ferite che vediamo oggi a Gaza sono identiche a quelle in Libano; e allora vennero utilizzate ‘Dime’ e fosforo bianco»: dichiara Paola Manduca, docente universitaria di genetica e rappresentante del ‘New weapons committee’ di Genova, un gruppo di accademici, ricercatori e studiosi di tutto il mondo che studia gli effetti degli ultimi ritrovati dell’industria bellica sugli individui e sulle popolazioni. «I Dime - confermala Manduca - sono un prodotto dell’industria americana di cui si conosce l’esistenza dal 2004 ma che teoricamente non dovrebbero essere in commercio se ci si attiene alle dichiarazioni ufficiali; in realtà il loro impiego nel 2006 da parte degli israeliani in Libano è stato accertato». La rappresentante del ‘New weapons committee’ spiega che i ‘Dime’ sono ordigni studiati per la guerra urbana e considerati dai loro ideatori ‘strumenti adeguati’ per ridurre i danni collaterali perché hanno una potenza controllabile e una forza distruttiva che in genere varia tra i cinque e i 10 metri. «I ‘Dime’ - continua la Manduca - contengono nano-particelle di materiale pesante che a seconda della foggia del contenitore vengono diffuse in maniera omogenea o secondo alcune particolari forme; i tanti casi di amputazione sono probabilmente dovuti a ‘Dime’ che rilasciano le particelle plasmandole come una lama che trancia di netto qualunque cosa trovi all’interno del suo raggio di azione; ecco perché tante persone, bambini e donne, vengono ritrovati con braccia e gambe amputate, ma senza nessun frammento nel resto del corpo; anche l’innesco può essere modificato in base alle necessità. Volendo paragonare i ‘Dime’ a qualcosa che ci è più familiare, provate a immaginare delle accette giganti lanciatevi contro a folle velocità». Sembra fantascienza, continua la docente genovese, ma sono armi reali che uccidono o lasciano con gravi disabilità chi viene colpito.

Gianni Lannes

Fonte: sulatestagiannilannes

sabato 15 settembre 2012

Informazioni bioregionali: "I pomodori crescono ancora sul Lambro"

Merendina bioregionale nel verde


Lambro

Questo fiume, originato da una sorgente sui monti del triangolo lariano dal nome antico, Menaresta, ovvero, in dialetto, intermittente, è considerato tra i più inquinati d'Europa.

E lo era anche qui, davanti a casa mia, ad Asso, non molti decenni orsono. Il Lambro era un fiume Arlecchino e a seconda delle lavorazioni in corso nella locale stamperia cangiava di colore e lo vedevi giallo, rosso, blu di settimana in settimana. Poi vi si aggiungevano gli scarti delle imprese che lavoravano le forbici e prive di qualunque depurazione, il cromo, il nichel residuo finivano direttamente in acqua.

Già questa sarebbe stata la morte e la fine del corso d'acqua, no, non bastava, innumerevoli scarichi industriali dell'operosa e velenosa Brianza, non sono io, cito Battisti, continuavano l'opera di assassinio del Lambro fino al suo sbocco nel Po, fino all'arrivo a Milano allo stato di cloaca chimica pura.

Questo il Lambro.

Sono passati gli anni, le piccole officine dei forbiciai hanno chiuso i battenti grazie alla concorrenza asiatica, la stamperia si è dotata di un buon depuratore, mano mano hanno fatto le restanti industrie ed ora il Lambro, almeno qui, a monte, è tornato vivo.

Lo testimoniano le troterelle che vi nuotano dentro, le famigliole di anatre che vi abitano stabilmente, l'airone che pesca e se ne sta tutto serio e compito sul masso al centro dell'alveo.

Nonostante un serio sversamento di idrocarburi di una ditta di Villasanta, il Lambro dimostra che se si vuole, un fiume può rinascere alla vita, può riprendere ad essere portatore di acqua e non di veleni.
Occorre che gli uomini lo vogliano, che le leggi che essi stabiliscono vigilino e decretino sulla salubrità dell'acqua.

Ma io voglio parlarvi dei pomodori sul Lambro, si, voglio descrivervi i pomodori, diverse varietà, che stanno, ora, in questi giorni maturando a decine e decine nel greto del fiume, qui ad Asso, di fronte all'Oltolina, proprio in mezzo al paese.
Sono andato a raccogliermene qualcuno, sono davvero tanti. Sono germinati e spuntati, sono andati avanti, sono venuti su in silenzio ed ora eccoli: a pera, tondi larghi, piccoli ciliegini, lunghi e a punta, a peretta. Pomodori sul Lambro come emblemi di gioia, di una speranza che è espressa da colori i più sgargianti, il rosso dei pomodori frammisto al verde dei piccoli pioppi, dei salici, della menta acquatica, del pepe d'acqua, di tutte le altre essenze che ci si aspetta di trovare lungo un fiume prealpino... e questi pomodori!

Come se una mano geniale si fosse divertita a creare un orto magico, diffuso lungo un fiume, tra i sassi, lungo le rive, sotto il ponte.

Li prendo come un auspicio, come un segno di augurio, una fervida speranza: se nel Lambro possono nascere e vegetare, diventare maturi i pomodori vuol dire che ce la possiamo fare?

Alcuni anni fa io avevo interrato lungo le rive dei tuberi di topinambur, anche quelli sono spuntati, avevo anche gettato dagli argini, semplicemente giù dalla strada, semi di enotera, bellissimi fiori gialli: eccoli là, in mezzo ai pomodori in una commistione di colori unica.

Se altri seguissero, se altre essenze venissero messe a dimora, se altro fiorisse assieme a questi bei pomodori, chissà, un giorno potrebbero tornare altri animaletti, si potrebbero riprodurre più uccellini, a causa del cibo che troverebbero facilmente, chissà...

Godiamoci questa fine estate e se passate di qui, scendete lungo il greto e ammirate anche voi questi pomodori, magari ne portate a casa qualcuno. Non dalla Sicilia, non dalla Spagna, direte ai vostri figli, questi sono pomodori figli di una speranza nuova e tutta lombarda: sono i pomodori del Lambro.


Teodoro Margarita
Rete Bioegionale Italiana

venerdì 14 settembre 2012

Vito De Russis: "ADP, Costituzio​ne, labirinti normativi ed emergenze..a Roma"

Metropoli


E, dopo 146 giorni (ma potevano essere 146mila giorni; e, anche di più), arriva, da MOBILITIAMOCI (e-mail: mobilitiamoci@mobilitiamoci.org) questo COMUNICATO STAMPA:
146 GIORNI DOPO LA RICHIESTA 100 ASSOCIAZIONI ROMANE HANNO OTTENUTO LE RELAZIONI DAL 2008 AL GIUGNO 2012 SULL’ANDAMENTO DEGLI INTERVENTI PER L’EMERGENZA TRAFFICO E MOBILITA’ A ROMA (SCARICABILI - ENTRO IOL 16 ORE 12 - al LINK: http://www.filemail.com/dl.aspx?id=UTVWMWMZTXBIAON )E’ stato necessario sollecitare il Dipartimento della Protezione Civile e la Presidenza del Consiglio per riuscire ad avere risposta alla richiesta rivolta al Commissario all’Emergenza Traffico e Mobilità,Gianni Alemanno, il 19 aprile 2012.146 GIORNI IN BARBA AL REGOLAMENTO COMUNALE DEL 2003 ED AL DPR 184/06 CHE PREVEDONO 30 GIORNI PER IL COMPLETAMENTO DELL’ACCESSO AGLI ATTI.

Ora vanno esaminate per potere avere conoscenza dell’effettivo stato di realizzazione dei piani del 2006 modificati nel 2008 relativi ai parcheggi,alle infrastrutture viarie ed ai mezzi di trasporto pubblici.

Potrà essere un interessante capitolo della storia dell’emergenza traffico e mobilità a Roma iniziata sulla piattaforma www. mobilitimoci.org con l’esame delle ordinanze commissariali relative all’Ufficio Emergenza Traffico.(che prosegue)

Sostiene l'ADP - Associazione Diritti dei Pedoni (che è tra le 100 Associazioni di MOBILITIAMOCI) che stiamo registrando un grossissimo risultato; anzi, di più.
Si può paragonare a quello del rifiuto del PCM di firmare la candidatura di Roma a sede delle Olimpiade 2020?

Sì. Nel caso "NO Olimpiade a Roma" è stata evitata la caduta verticale della credibilità Paese. Nel presente caso - fermo restante la normativa che calpesta l'art. 3 della Costituzione - è stata "scoperchiata" una pentola che rischiava di rimanere coperta per qualche secolo. Pericolo ancora esistente se ............ non ci mettiamo tutti a "leggere-studiare" quelle relazioni ed a rendere pubbliche le notizie riscontrate.

Non dimentichiamo che il sindaco in carica ha giurato il 26 maggio 2008.
Non dimentichiamo che la "normale" Burocrazia Capitolina (modello Roma), solo pochi mesi prima (ottobre 2007), in 48 (quarantotto) ore, su richiesta dei palazzinari-costruttori, variava l'uso di oltre unmilione di mc. di cemento.

La Burocrazia Capitolina "emergenziale" doveva battere quei tempi "derogando" la vigente normativa (anche se non contenuta nella lunga lista dell'OPCM n. 3543 del 26 settembre 2006). Non è un invito alla trasgressione, ma è un richiamo al rispetto dell'art. 3 della Costituzione. C'è l'istituto del "silenzio assenso" molto usato, per esempio, nell'edilizia. Nel nostro caso c'è (ma in modo "strano") il "silenzio rigetto".

Cioè, quelle 100 associazioni di MOBILITIAMOCI dovevano capire, da quel silenzio, che il loro diritto-bisogno di informazione non doveva essere soddisfatto, con la normativa in vigore, da quella burocrazia emergenziale.
Il coinvolgimento del Governo tecnico ....... la mossa vincente.

Uff. Stampa ADP
3393484370

La normativa in vigore.

LEGGE 7 AGOSTO 1990, N. 241* (v. link) Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi(GU n. 192 del 18 agosto 1990) ORDINANZA PCM n. 3543 / 26 sett. 2006 ** (v. link) Interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare l'emergenza determinatasi nel settore del traffico e della mobilita' nel territorio della Capitale della Repubblica. (GU n. 228 del 30 settembre 2006) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 12 aprile 2006, n. 184 *** (v. link) Regolamento recante disciplina in materia di accesso ai documenti amministrativi.(GU n. 114 del 18 maggio 2006)

i corrispondenti link:

* (link: http://www.digitpa.gov.it/sites/default/files/normativa/Legge_241_1990.pdf );** (link: http://www.architettiroma.it/professione/gu/leggi.aspx?id=1824);*** (link: http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:presidente.repubblica:decreto:2006-04-12;184!vig=)

giovedì 13 settembre 2012

Brescia, 15 settembre 2012 - No alla caccia!



15 settembre 2012 manifestazione contro la caccia a Brescia.

Alla vigilia dell’apertura della caccia in tutta Italia, grande manifestazione
per dire no all’annuale massacro di poveri animali selvatici
Si svolgerà sabato 15 settembre a Brescia la manifestazione nazionale contro
la caccia, in occasione dell’imminente apertura della stagione venatoria in
tutta Italia, prevista per domenica 16 settembre, nonostante il grave periodo
di siccità appena trascorso che ha messo a dura prova la sopravvivenza della
fauna selvatica e ne ha compromesso la riproduzione.

La giornata sarà divisa in due parti: dalle ore 09.00 circa si terrà un
presidio con la creazione di un monumento simbolico contro la caccia, con la
predisposizione di banchetti informativi e la raccolta di firme.
A seguire, alle ore 15.00 partirà un corteo da Via Volturno (Piazzale Iveco)
che si unirà al presidio.

La LAC del Friuli Venezia Giulia, assieme a quella del Veneto, ha organizzato
una corriera per tutti coloro che volessero partecipare alla manifestazione di
Brescia. La partenza è prevista da Pordenone verso le ore 11.00 e passerà per
Treviso verso le ore 12.00, per poi arrivare a Brescia.

Per adesioni e informazioni ulteriori è possibile contattare Maurizio Gatto al
numero di cellulare 366 6646426.

Lac - Lega Abolizione Caccia ­ Sezione del Veneto
Cell. 347/9385856 ­ email: lacveneto@ecorete.it

martedì 11 settembre 2012

Milano, 6 ottobre 2012 - Campagna per l'Agricoltura Contadina



.........Ciao a tutti,
vi comunichiamo che il nostro incontro annuale delle Associazioni co-promotrici della Campagna per l'agricoltura contadina si svolgerà SABATO 6 OTTOBRE ore 14-18 a MILANO

nell'ambito dell'incontro nazionale di Genuino Clandestino presso la Cascina autogestita Torchiera piazza Cimitero Maggiore 19
(tram 14 - bus 40 - MM1 uruguay)

Anche quest'anno si è scelto di fare l'incontro nell'ambito di un'altra
iniziativa in modo da facilitare le possibilità d'incontro, così come nel 2009 Toscana c/o Rete semi rurali -
2010 Genova c/o Critical Wine
2011 Toscana c/o Rete semi rurali.
Nei prossimi giorni invieremo materiali ai fini della nostra discussione
riguardo i futuri passi della Campagna contadina.
Quindi vi invitiamo ad inviare indicazioni riguardo i temi da trattare
E' FONDAMENTALE LA PARTECIPAZIONE DI TUTTI

I Coordinatori nazionali
Roberto Schellino Plinio Pancirolli Giovanni DiGenua

.........................


Articoli su Agricoltura Contadina:
https://www.google.com/search?client=gmail&rls=gm&q=Agricoltura%20Contadina%20paolo%20d'arpini

Ugo Gaudenzi: "Appello agli italiani per il bene comune...Siria compresa!" - Appuntamento a Roma il 20 settembre 2012



Carissimi, il 20 settembre abbiamo organizzato un doppio appuntamento.
Il primo, come propagandato su Rinascita, riguarda una manifestazione per la
Siria sovrana e indipendente e contro il terrorismo indotto contro quel
Paese che non è altro che la faccia militare del potere della finanza
multinazionale contro popoli e uomini liberi.
(Manifestazione dalle 10,30 alle 13,30 di fronte Montecitorio, ore 15 tavola
rotonda con Fernando Rossi, il sottoscritto e tre invitati arabi, l'on.
Souad, l'ex assessore regionale abruzzese Srour, mons Ilarion Capucci,
oltre a numerosi altri interventi; ore 16,30 conferenza stampa di "Sosos"
Ouday Ramadan sulla situazione in Siria e la nostra petizione contro
l'ostilità di Terzi e del governo italiano contro la Siria).

Più tardi, però, a fine serata, ci sarà anche un altro appuntamento:
anti-banksters (con Monia Benini e Fernando Rossi - per il Bene Comune - e
Rinascita) con spunto lo strangolamento usuraio da parte dell'Ue della
Grecia (e degli altri "pigs", Italia inclusa).

Secondo il sottoscritto, a prescindere dalla partecipazione o meno alla
prima tornata di incontri e alla manifestazione - che prevediamo decorosa in
quanto a partecipazione - sulla Siria (ma siete comunque i benvenuti), il
secondo appuntamento potrebbe essere motivo di dialogo fra noi per la
costruzione federata di una reale alternativa in Italia.

Cosa ne dite?

Salve a tutti, Ugo Gaudenzi


Programma:

Manifestazione piazza Montecitorio dalle ore 10,30 per la Siria

Ore 15 tavola rotonda sempre a piazza Montecitorio Sala Capranichetta

Ore 16,45 conferenza stampa sempre sala Capranichetta

Ore 20 sala Capranichetta

“la guerra dell’Europa” la finanza contro i popoli. Il caso greco

(tavola rotonda con presentazione libro Monia Benini – movimento x il bene comune – e in collegamento web da Atene)


..................

Commento di Monia Benini:
Ringraziando per l'invito, sono a dichiarare la massima disponibilità per una prima assemblea di confronto e conoscenza reciproca (analisi, idee e progetti urgenti) delle varie realtà in indirizzo. Per il Bene Comune ritiene infatti necessario un primo incontro fra tutti in tempi il più possibile ravvicinati, per chiarire le nostre posizioni.
In attesa di una vostra cortese risposta, vi porgo i miei più cordiali saluti.
Monia Benini - Per il Bene Comune