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venerdì 14 settembre 2012

Vito De Russis: "ADP, Costituzio​ne, labirinti normativi ed emergenze..a Roma"

Metropoli


E, dopo 146 giorni (ma potevano essere 146mila giorni; e, anche di più), arriva, da MOBILITIAMOCI (e-mail: mobilitiamoci@mobilitiamoci.org) questo COMUNICATO STAMPA:
146 GIORNI DOPO LA RICHIESTA 100 ASSOCIAZIONI ROMANE HANNO OTTENUTO LE RELAZIONI DAL 2008 AL GIUGNO 2012 SULL’ANDAMENTO DEGLI INTERVENTI PER L’EMERGENZA TRAFFICO E MOBILITA’ A ROMA (SCARICABILI - ENTRO IOL 16 ORE 12 - al LINK: http://www.filemail.com/dl.aspx?id=UTVWMWMZTXBIAON )E’ stato necessario sollecitare il Dipartimento della Protezione Civile e la Presidenza del Consiglio per riuscire ad avere risposta alla richiesta rivolta al Commissario all’Emergenza Traffico e Mobilità,Gianni Alemanno, il 19 aprile 2012.146 GIORNI IN BARBA AL REGOLAMENTO COMUNALE DEL 2003 ED AL DPR 184/06 CHE PREVEDONO 30 GIORNI PER IL COMPLETAMENTO DELL’ACCESSO AGLI ATTI.

Ora vanno esaminate per potere avere conoscenza dell’effettivo stato di realizzazione dei piani del 2006 modificati nel 2008 relativi ai parcheggi,alle infrastrutture viarie ed ai mezzi di trasporto pubblici.

Potrà essere un interessante capitolo della storia dell’emergenza traffico e mobilità a Roma iniziata sulla piattaforma www. mobilitimoci.org con l’esame delle ordinanze commissariali relative all’Ufficio Emergenza Traffico.(che prosegue)

Sostiene l'ADP - Associazione Diritti dei Pedoni (che è tra le 100 Associazioni di MOBILITIAMOCI) che stiamo registrando un grossissimo risultato; anzi, di più.
Si può paragonare a quello del rifiuto del PCM di firmare la candidatura di Roma a sede delle Olimpiade 2020?

Sì. Nel caso "NO Olimpiade a Roma" è stata evitata la caduta verticale della credibilità Paese. Nel presente caso - fermo restante la normativa che calpesta l'art. 3 della Costituzione - è stata "scoperchiata" una pentola che rischiava di rimanere coperta per qualche secolo. Pericolo ancora esistente se ............ non ci mettiamo tutti a "leggere-studiare" quelle relazioni ed a rendere pubbliche le notizie riscontrate.

Non dimentichiamo che il sindaco in carica ha giurato il 26 maggio 2008.
Non dimentichiamo che la "normale" Burocrazia Capitolina (modello Roma), solo pochi mesi prima (ottobre 2007), in 48 (quarantotto) ore, su richiesta dei palazzinari-costruttori, variava l'uso di oltre unmilione di mc. di cemento.

La Burocrazia Capitolina "emergenziale" doveva battere quei tempi "derogando" la vigente normativa (anche se non contenuta nella lunga lista dell'OPCM n. 3543 del 26 settembre 2006). Non è un invito alla trasgressione, ma è un richiamo al rispetto dell'art. 3 della Costituzione. C'è l'istituto del "silenzio assenso" molto usato, per esempio, nell'edilizia. Nel nostro caso c'è (ma in modo "strano") il "silenzio rigetto".

Cioè, quelle 100 associazioni di MOBILITIAMOCI dovevano capire, da quel silenzio, che il loro diritto-bisogno di informazione non doveva essere soddisfatto, con la normativa in vigore, da quella burocrazia emergenziale.
Il coinvolgimento del Governo tecnico ....... la mossa vincente.

Uff. Stampa ADP
3393484370

La normativa in vigore.

LEGGE 7 AGOSTO 1990, N. 241* (v. link) Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi(GU n. 192 del 18 agosto 1990) ORDINANZA PCM n. 3543 / 26 sett. 2006 ** (v. link) Interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare l'emergenza determinatasi nel settore del traffico e della mobilita' nel territorio della Capitale della Repubblica. (GU n. 228 del 30 settembre 2006) DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 12 aprile 2006, n. 184 *** (v. link) Regolamento recante disciplina in materia di accesso ai documenti amministrativi.(GU n. 114 del 18 maggio 2006)

i corrispondenti link:

* (link: http://www.digitpa.gov.it/sites/default/files/normativa/Legge_241_1990.pdf );** (link: http://www.architettiroma.it/professione/gu/leggi.aspx?id=1824);*** (link: http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:presidente.repubblica:decreto:2006-04-12;184!vig=)

mercoledì 29 agosto 2012

Associazione Diritti dei Pedoni e l'ultimo saluto a Italo Insolera

Dipinto di Franco Farina

Alla commemorazione del 28.8.2012 dell’Arch. Prof. Italo Insolera – che si è svolta in Roma, nel Palazzo Massimo, largo di villa Peretti 1 – non poteva mancare il saluto dell’Associazione Diritti dei Pedoni-ADP che lo ha avuto nell’ADP ed, ininterrottamente, accanto con le idee, la passione, l’azione e, principalmente, con la sua grandissima esperienza di urbanista, di intellettuale, di docente e di autore di libri.

Nel breve saluto dell'ADP, Vito De Russis, ha ricordato che Italo Insolera sosteneva la pedonalizzazione delle città (“a misura delle persone e non delle auto”) e la voleva realizzare nella sua Roma, così come era avvenuto nel 1965 a Siena, prima città UE (area pedonalizzata ampliata nel 1972). Sosteneva la mobilità col TPL su ferro, il TRAM. Gli abbiamo dato la notizia che, dopo 7 anni, ieri, lunedì 27, è tornato il tram sulla linea 3. Gli abbiamo ricordato quel gennaio del 1994 - dopo ben 9 anni di “non contatti” con gli amministratori capitolini – quando uno dei suoi affezionati ex-studenti (diventato assessore alla mobilità e vice sindaco di Roma) gli chiese un parere sui provvedimenti da prendere a breve, medio e lungo periodo. Italo, rispondesti immediatamente consigliando di lavorare sul Tram; e, nell’azione a breve, rappresentasti la grande “T” costruita con i binari del tram che da Stazione Termini vanno a S. Pietro per via Nazionale, piazza Venezia, corso Vittorio Emanuele con la diramazione dall’Argentina a Casalotti. Non l’hai vista realizzata, ma sei vissuto con la visione di quei tram su via Nazionale, su CVE, su viale Trastevere, mentre attraversano la Tua Monteverde, mentre trasportano masse di turisti a S. Pietro.

Una grande “T” in rete (a piazza Risorgimento, a Termini, a Trastevere). Non Ti abbiamo ricordato la grande battaglia contro il parcheggio sotterraneo a Ripetta: che lotta! e, alla fine, come eravamo tutti felici per lo scampato pericolo. Ma non potevamo tacere sulla Tua amarezza e sofferenza nel vivere nella città di Roma, nella Roma che hai molto amata (sei stato l’autore del primo libro sulla storia urbanistica della "Città Eterna", dal 1811 al 2011) e che vive, da tanti anni, l“emergenza da traffico e mobilità”.

Quella Tua sofferenza, quella Tua amarezza e malessere sono la nostra sofferenza, la nostra amarezza e il nostro malessere.

Ci mancherai molto, Italo Insolera, paladino dei nostri bisogni.

Associazione Diritti dei Pedoni
Vito De Russis

sabato 28 luglio 2012

Traffico a Roma, il placebo e la cancrena - Scrive Vito De Russis

Foto di Gustavo Piccinini


Francesca Divetta, su RomaToday del 26/07/2012, ci informa che, dal IV Municipio, verrà inviato al Comune l'atto di modifiche sulla rete TPL: se recepite, vanno realizzate dalla prima settimana di Settembre, prima dell'inizio delle scuole. Sono suggerite modifiche a n. 6 linee; viene recuperato qualche passaggio/ora nella tratta v. Val d'Aosta - Termini (ma lontani dai precedenti 40 passaggi/ora); viene proposto un nuovo itinerario. http://montesacro.romatoday.it/citta-giardino/tpl-IV-municipio-modifiche-settembre.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email ,


Magnifico, il consulto territoriale è per il placebo alla "nuova"(!?!?) mobilità nel IV Municipio di Roma.

Significa qualcosa se Roma, compreso il IV Municipio, è da 6 anni – ufficialmente: DPCM 4.8.2006 – in "emergenza da traffico e mobilità". Sappiamo tutto sul “traffico” perchè si vede e ci distrugge. Invece, per quanto riguarda la "mobilità" dimentichiamo che comprende la "mobilità pedonale", quella "ciclistica”, quella "TPL" e quella "privata"; tutte queste mobilità hanno l’uguale dignità ed i pari diritti sulla “strada pubblica, bene comune”. A Roma tracima la "mobilità privata" (56%) ed è inconsistente quella "TPL" (18,2%: ATAC+COTRAL+METRO+TRENITALIA+TAXI); mentre sono desaparecidos la "mobilità pedonale" e la "mobilità ciclistica" (pur essendo il 25,8%). Tutto questo produce 1 morto ogni 2 giorni e 70 feriti al giorno insieme a paralisi, inquinamenti, nervosismo-violenza-stress, paura, illegalità diffusa, immenso degrado di marciapiedi, sedi stradale, segnaletica orizzontale e verticale. Di fronte a questo tragico quadro, nel IV Municipio arriva la Metro (che, in questo caso, si scrive Metro ma si legge "via di ferro con transito di treni"). Dopo 50 anni (PRG 1962 - 2012) e durante una crisi epocale mondiale ed una emergenza cittadina dichiarata ma ignorata (non aggredita), nel IV Municipio arriva la Metro e ci facciamo trovare distratti ed impreparati. Non solo.

Continuiamo il nostro tran tran e, per questo, anche la Metro assume il ruolo di maledizione. Anche il VeloOK diventa una maledizione. Anche i normali attraversamenti pedonali e la dovuta segnaletica (verticale ed orizzontale) diventano una maledizione. E' maledizione chiedere i normali marciapiedi, le "piste ciclabili", le "corsie riservate" (contrabbandate con le fallite e ridicole "corsie preferenziali"). Assume un ruolo benefico (è bello, buono e bravo) chi rompe i VeloOK, chi parcheggia il proprio veicolo sulla strada, davanti casa o negozio, chi arriva alla Metro con il suo veicolo.

E' fuori di testa, invece, chi chiede l'umanizzazione di questa barbara Roma iniziando dalla mobilità con l'aggressione all'emergenza: istituzione di vaste aree a Z30 (velocità consentita di 30 km/h); marciapiedi normali e civili; rete di "piste ciclabili" sotto i marciapiedi; rete di "corsie riservate" sotto i marciapiedi; ZERO parcheggio veicoli privati alle stazioni Metro (e dintorni), escludendo le stazioni Metro a ridosso del GRA (dove realizzare i parcheggi di scambio). I parcheggi di scambio nella città – attrattori di traffico – incrementano l’emergenza e la barbaria. Un parcheggio sui binari della FS della stazione Termini .........

Nel mondo, solo a Roma possono pensare e realizzare simili nefandezze. Ma, anche, pensare di risolvere qualche problema utilizzando le Olimpiade del 2020: candidiamo Roma; la scelgono; facciamo qualcosa.

Camminacittà ha ritenuto tale candidatura assurda, pericolosa e controproducente alla credibilità nazionale (che si andava recuperando nel mondo) ed ha ufficializzato il suo dissenso nella sede decisionale uscendone soddisfatta e contenta di aver riscontrato un simile positivo risultato.

Altro pensiero è stato quello di vendere parte dell’Acea acqua SpA per “200 milioni di euro per intervenire su marciapiedi, sulla manutenzione stradale, sulle metropolitane” (Corsera, 25.7.2012, pag. 23), sostenuto dal Sindaco di Roma dopo la ordinanza del Consiglio di Stato. (L’ADP trova conforto alla sua opposizione alla citata vendita.)

Tutto questo dimostra che l’emergenza del DPCM 4.8.2006 può durare oltre 200 anni: a chi giova?

Vito Nicola De Russis
n.q. presidente Associazione Diritti Pedoni
www.assopedoni.it
3393484370

mercoledì 27 giugno 2012

Vito De Russis: "Roma, un indecente fortino, nel cuore..."



La Roma dell'emergenza da traffico e mobilità (quella del DPCM 4.8.2006): ininterrotti suoni di sirene (dei vari "1xx"; scorte); traffico più o meno scorrevole ma, sempre, pericolosissimo per le "trappole" degli attraversamenti pedonali; pesanti inquinamenti (aria, ambiente, rumori); quasi 910 veicoli per 1.000 abitanti; un TPL dalla frequenza inaccettabile che costringe a lunghissime attese "non contestabili"; ogni giorno: oltre 50 incidenti stradali con 67 persone ferite; ogni 2 giorni una persona insanguina l'asfalto romano (182 nel 2010) e nessuna di queste persone passa da S.M. degli Angeli, nè viene salutata dalle Istituzioni e dagli squilli delle loro trombe, nè i familiari ricevono la visita e/o vengono assistiti da psicologi e psichiatri, nè li fanno entrare nelle scuole.Sono dei numeri; numeri più o meno esatti, con i quali lavorano l'ISTAT, l'ACI, le Imprese assicuratrici e tanti altri.In questa rappresentazione della Città Capitale d’Italia, alla vigilia del 2010, venne registrata la desaparecido della fermata del TPL di via del Plebiscito.

Ci dissero: “ragioni di ordine pubblico”; “problematiche sulla sicurezza”. (Evitarono la parola "Paura"; chè, come si sa bene, non si è Liberi-Freedom se manca proprio una delle "4 Libertà” fondamentali", quelle che sono nella Costituzione USA: la "Libertà dalla Paura", freedom from fear.)

Il 31 maggio 2012 hanno ripristinato quella vitale fermata; dopo 885 giorni vissuti amaramente nel fisico, nel morale e, principalmente, nella violenza continuata - per 21mila 244 ore - alla dignità e libertà dei cittadini romani, dei cittadini italiani, dei turisti di tutto il mondo.In quei 885 lunghi giorni abbiamo incassato un piccolissimo beneficio: non "vedere", su via del Plebiscito, un privato palazzo, fatto passare come "sede istituzionale" e, come tale, ridotto a fortino, come fossimo nel Far West, assediati.

Ora, quell'indecente fortino invade e domina le lunghe attese dei bus in via del Plebiscito. Ci sarebbe l'escamotage di salire sul primo bus che passa per limitare al minimo la visione di quello spettacolo burlesco ed amaro.Certamente, sarebbe una fuga; sarebbe la medicina placebo che consolida l'indecenza. Adesso, subito, eliminiamo ogni e qualsiasi elemento che partecipa a costituire quel fortino fasullo in un inesistente Far West; quello spettacolo e quell’immagine artefatta di una Città che non è la nostra bella Roma.

Adesso, subito, normalizziamo quel privato palazzo e via del Plebiscito riportandoli nella realtà di una città che, se ha una grande guerra da combattere, è quella contro il traffico e la mobilità, adottando le misure necesarie ed urgenti per realizzare un miglioramento significativo e rapido della situazione in atto e favorire il ripristino delle normali condizioni di vita.Adesso, subito adottando la stessa efficienza ed efficacia dimostrata quel 28 dicembre 2009 quando desaparecido la fermata di via del Plebiscito.

Cordialmente. Vito Nicola De Russis n.q. presidente dell’Associazione Diritti Pedoni di Roma e Lazio – ADP cell. 3393484370

sabato 21 gennaio 2012

Roma, IV Municipio - Mobilità, parcheggi, metro, TPL, B1, OPCM... E la protesta dell'Associazione Diritti dei Pedoni

Banchetti di protesta dell'Associazione Diritti dei Pedoni di Roma


Intervento di Vito De Russi in risposta alla notizia: http://montesacro.romatoday.it/conca-d-oro/iv-municipio-ecco-come-il-tpl-colleghera-la-stazione-conca-d-oro.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email

Ecco il commento inviato da Vito De Russis, n.q. presidente dell'Associazione diritti dei pedoni.

Siamo in pieno gattopardismo: sembra che cambiamo tutto per lasciare le cose come prima e, nel nostro caso, forse, peggio di prima. Sì, c'è stata la collaborazione di associazioni e comitati presenti nel IV Municipio. Sì, è stata riconosciuta la disponibilità dell'agenzia della mobilità.

Una metro che arriva su un progetto di oltre 40 anni fa ed una rete di TPL rivista e riordinata in funzione dell'attivazione di una stazione alla "periferia" del territorio municipale, dovevano ripristinarei fondamentali della mobilità - la strada è bene comune, il diritto alla mobilità nella sicurezza, la legalità e l'aria pulita (tanto per citarne alcuni) - che sono rimasti nel cassetto. Pertanto, è rimasta una mobilità orfana della sostenibilità. Perchè è stata ignorata la circolazione dei pedoni sancita nel Codice della Strada all'art. 3 - 2, 3, 4, 9, 24, 29, 33, 36 e 45; ignorata la circolazione dei velocipedi sulla "PISTA CICLABILE" (CdS art. 3 - 39); sottovalutata la dotazione al TPL della "CORSIA RISERVATA" (CdS art. 3 - 17), sconosciuta a Roma.

Si "doteranno" le stazioni di un parcheggio: autentica pazzia. Perchè la cosa seria, civile e giusta da fare è quella di ZERO posti auto. E' il TPL che deve soddisfare tutti i bisogni delle persone; è la società che deve provvedere ai bisogni di mobilità delle persone portatrici di handicap (convenzione taxi). E' pazzia dotare le stazioni (metro o ferro o gomma) del parcheggio perchè è un attrattore di traffico che invoglia a prendere il mezzo proprio e....... non trovare posto; poi, circolare circolare circolare per abbandonare quel mezzo parcheggiato in maniera non corretta; alimentando così il traffico, l'inquinamento e l'illegalità diffusa.

Ma il danno maggiore è quello culturale: si inducono le persone a risolvere i loro bisogni usando l'avarizia e rinunciando alla giusta e civile pretesa del loro diritto alla mobilità col TPL; diritto che è uguale a quello delle altre persone e, pertanto, va risolto insieme: è la politica. Sul preventivato risparmio dell'anidride carbonica: un poco di serietà non guasta. Installiamo 3 o 4 centraline (Ponte Tazio, Ponte delle valli; via Prati Fiscali e piazza Gondar), rileviamo i dati di oggi e confrontiamoli con quelli di domani. I calcoli scientifici, a tavolino, lasciamoli ai giocatori delle tre carte.

Tutto quello che avverrà con l’attivazione della B1, in assenza di quanto sopra descritto, non risolve i gravi problemi di invivibilità che hanno prodotto il DPCM 4 agosto 2006 e la OPCM 26 settembre 2006 per la nomina a Roma del "Commissario delegato alla emergenza del traffico e della mobilità" nella persona del Sindaco

p.s. ATTENZIONE. I cantieri sono ancora aperti. Il contratto sostiene che alla consegna dei lavori parte il collaudo e le prove per 180 giorni; alla scadenza di questi viene attivato il servizio alle persone. Perchè se ne parla oggi quando c’è ancora tutto questo tempo? Niente, niente, si stanno riducendo i tempi previsti a scapito della sicurezza? Siamo un popolo che sopporta, silenziosamente, una feroce carneficina sulle strade e nei cantieri ..........

Vito De Russis

martedì 27 dicembre 2011

Vito De Russis: "Guerra continua sulle strade.. ma la chiamano pace"




Le Istituzioni ed i media italiani insistono nel rappresentare il nostro Paese con una "convivenza civile" in una condizione di pace; mentre ci informano sulle numerose situazioni di guerre che si combattono nel mondo.
Pace e guerre, Guerre e pace. Civili e incivili, Incivili e civili.
Generano, così, una enorme confusione sul significato di Pace, di guerra, di civiltà e di inciviltà.
Nei nostri Auguri inviati in occasione delle attuali Festività - "Auguri ed Azioni" - abbiamo cercato di esternare questa nostra difficoltà a riscontrare la condizione di pace vissuta "in" Italia.

L'Italia ha partecipato alla guerra in Iraq chiamandola "Operazione Antica Babilonia": iniziata dagli USA nel marzo del 2003 e terminata all'alba del 19 dicembre 2011, quando gli scarponi dei soldati USA hanno lasciato il suolo iracheno.
In quel periodo, dall'Iraq sono rientrati in Italia 37 corpi di italiani uccisi in quella guerra(-Operazione).
In quel periodo, circa nove anni (2003 - 2011) di guerra, dall'Iraq sono rientrati in USA 4.500 corpi di soldati USA.
Se questa è la "macelleria di guerra", come si deve definire quanto si registra sulle strade italiane?
In quegli stessi anni, 2003 - 2011, sulle strade italiane sono morte oltre 46.000 persone di ogni età, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali; è stata seminata tanta paura; è stata limitata la libertà alla mobilità e calpestato il diritto al rispetto della dignità della persona. Oltre 46.000 morti in Italia prodotti dagli incidenti stradali registrati in quei circa 9 anni, nel più assoluto silenzio (che non ha nulla di civile).
E' come aver fatto scomparire una intera città come Biella, Lecco, Mantova, Rieti, Vercelli, ecc.. (Si tralasciano qui gli effetti di quella macelleria sulla carne di quasi 3 milioni di persone ferite negli incidenti stradali di quei 9 anni; anche queste persone di ogni età, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E' come ferire la popolazione di una intera provincia grande come quella di Milano o di Napoli.)
Come è rumorosa la caccia dei falsi invalidi (che vanno scovati e neutralizzati), altrettanto rumorosa (noi siamo per il molto più rumorosa) deve essere l'azione di impedimento alla fabbrica degli incidenti stradali di continuare a produrre grandi invalidi veri, reali accanto a decina di migliaia di persone morte.
CamminaCittà ritiene necessario e civile rompere l'attuale SILENZIO sia attraverso i media ma, principalmente, attraverso le Istituzioni.
CamminaCittà propone alle Istituzioni che ad ogni persona vittima dell'incidente sulla strade e/o nei cantieri di lavoro:
- venga celebrato il funerale di Stato con la presenza fisica almeno di un'alta personalità dello Stato;
- che tale personalità venga accompagnata dai deputati e senatori eletti in quella località;
- venga deliberato il lutto cittadino; e
- venga invitata l'istituzione scolastica di quel Comune, in coincidenza con i funerali, a svolgere mezzora di interruzione-lezione sulla sicurezza stradale e sul lavoro al fine di educare alla "convivenza civile".
Ai media il compito di informare che, nella nostra Italia, si vive lo stato di guerra cruenta e barbara; guerra che bisogna far finire subito per conquistare la pace (ed, anche, per contribuire a superare la crisi di credibilità).
Crediamo di averne Diritto.
Speriamo di trovare ascolto e volontà politica ed umana a fare chiarezza su cosa è la Pace e cosa è la "convivenza civile".

Vito Nicola De Russis
n.q. presidente di Camminacittà

Sede: via di S. Ambrogio, 4 - 00186 Roma
Tel 06 68809337 Fax 06 68195175
3393484370

giovedì 10 novembre 2011

Camminacittà: "Tutti i morti sulle strade dal 2001 al 2010.."

"Incidente stradale, con investimento sulle strisce pedonali"


Presentato dall’ACI e ISTAT, nella sede dell’ISTAT (è la prima volta), l’annuale “Rapporto sull’incidentalità stradale in Italia nel 2010”.

Fallito dall’Italia l’obiettivo della CE di ridurre del 50% i morti del 2001. Tanto ottimismo ma persiste la strage. La voce dei Pedoni di Camminacittà - Federazione italiana delle associazioni di Pedoni.

* * * * *Quel costo, pari al 2 % di PNL, prodotto dalle oltre 40.000 persone morte sulle strade europee nell’anno 2000, e la volontà di salvare la vita umana, costrinsero la Commissione Europea a 27 Stati a produrre (e presentare il 12.09.2001) il “Libro bianco: “La politica europea dei trasporti fino al 2010: il momento delle scelte”. Per raggiungere l’obiettivo di ridurre, entro il 2010, del 50% il numero delle persone morte sulle strade nel 2001, la Commissione propose, per il periodo 2002./.2010: “un nuovo programma d'azione (sulla sicurezza stradale); - armonizzare le sanzioni, la segnaletica ed i tassi di alcoolemia; - introdurre nuove tecnologie, come la patente di guida elettronica, i limitatori di velocità per le automobili ed i sistemi di trasporti intelligenti nel quadro della e-Europa. In questo contesto, i progressi in corso mirano a proteggere gli occupanti dei veicoli, rafforzare la protezione dei pedoni e dei ciclisti e migliorare la gestione della velocità.”

L’Italia da 7.096 persone morte doveva centrare l’obiettivo di 3.543 persone morte; invece, si è fermata a 4.090, cioè al 42,4% (al disotto della media UE di 42,8%); al 14° posto (su 27). Perchè, all’Italia è mancato un programma d’azione; è mancata la linea guida; è mancato il coraggio di “aggredire” l’Impresa della Insicurezza stradale che fattura, ogni anno, circa 35 miliardi di euro (di costo sociale presunto); si rifiuta di abbandonare la errata cultura della “spesa” per le la sicurezza stradale” ed acquisire e praticare la giusta cultura dell’”investimento per la sicurezza stradale”. “Ma il risultato – ha commentato il presidente dell'Automobile Club d'Italia, Enrico Gelpi – è comunque importante, perché sono state salvate 14.500 vite umane sulle strade italiane e risparmiati quasi 25 miliardi di euro in costi sociali. Investire in sicurezza e in formazione non rappresenta una perdita secca per nessuno: ogni euro speso in sicurezza stradale – ha continuato Gelpi – ne frutta 20 di risparmi ed è possibile evitare 1 incidente mortale su 3".

«Bastava, per esempio, programmare l’azione della riduzione della “quota fissa annuale” – sostiene il presidente di Camminacittà, Federazione italiana diritti dei Pedoni e salvaguardia dell’ambiente, Vito De Russis – per centrare l’obiettivo del meno 50% e, con questo, salvare altre 14.439 vite umane e risparmiare altri (quasi) 25 miliardi di euro in costi sociali »La voce dei pedoni ha richiamato l’attenzione sul salto di percentuale degli anni 2003 e 2004, registrato a seguito della introduzione della patente a punti, nonchè i controlli alcoolemici, casco e cintura di sicurezza; e sul salto di percentuale degli anni 2008 e 2009, registrato a seguito della riduzione del consumo di carburante (meno 20% nel 2009, secondo i petrolieri) derivante dalla crisi finanziaria mondiale. Per il resto del periodo, le limitate diminuzioni di morti non hanno trovata alcuna giustificazione se non quella della casualità.

«Siamo tutti pedoni, al 100% – conclude De Russis – e, per noi la mobilità è l’essenza della vita: la strada è un bene comune; e l’uso disuguale di questo bene comune ci porta ad essere considerati e trattati come “soggetti deboli” della strada.» Mentre ricordiamo che non è in crisi l’Impresa della Insicurezza stradale perchè la strage stradale continua al ritmo di 579 incidenti stradali al giorno che provocano la morte di 11 persone e il ferimento di altre 829 persone (tra queste ultime crescono i veri e reali “invalidi”) e sta per trascorrere il primo anno del periodo 2011 – 2020 per il quale la Commissione Europea ha stabilito l’obiettivo della riduzione del 50% dei morti del 2010.Avvertiamo il dovere di informare che nei 13 Stati piazzati avanti all’Italia ci sono la Lettonia e l’Estonia (hanno fatto registrare la riduzione maggiore: - 60,9% e -60,8%), la Spagna (-55,2%), la Francia (- 51,1%), la Svezia (-49,9%), il Portogallo (-49,4%), l’Irlanda (-48,4%), la Germania (-47,7%), il Regno Unito (-46%), il Belgio (-43,5%). Sappiamo che, in Italia, i danni da traffico sono molto superiori a quelli di una guerra. 6 anni di guerra in Iraq, marzo 2003 - marzo 2009: in 2.190 giorni sono caduti 4.234 soldati USA.Un solo anno in Italia, 1 gennaio - 31 dicembre 2009: in 365 giorni sono cadute 4.237 persone. (Grazie al 20% in meno di vendita del carburante.)Sostiene la OMS che, in un anno, altrettante persone cadono per gli inquinamenti (aria e rumore).

Comunicato ACI-ISTAThttp://www.lestradedellinformazione.it/acm-on-line/Home/ServizidInformazione/Approfondimenti/articolo8510.html Morti dal 2001 al 2010http://europa.eu/legislation_summaries/environment/tackling_climate_change/l24007_it.htm

Uff. Stampa
Camminacittà
3393484370