Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

lunedì 7 luglio 2014

Vignola - Eventi post mercatino contadino estate 2014


Vignola - Piero Negroni e Maria Mani

VIGNOLA - EVENTI POST MERCATINO CONTADINO  ESTATE 2014

merc. 18.giugno: ELVIS Intrattenimento musicale
merc. 25 giugno: Gli aforismi e le dissertazioni fantasmagoriche di Alter Ugo
merc. 2 luglio: Gli inediti di LEO
merc. 9 luglio: Jam-session agricola (Chi sa suonare uno strumento è invitato)
merc. 16 luglio: SILVIA MALAGOLI : "L'uso molteplice dei Fiori di Bach: antiparassitari naturali, antizanzara, Rimedi per cani e gatti."
merc. 23 luglio: SABINE ECK  con "La salute che cos'è"
merc. 30 luglio: SABINE ECK con "Simbiosi e lotta:quale rapporto? amici o nemici?
Merc. 6 agosto: Gli inediti di LEO
Merc. 20 agosto: ”Salut e bezi “ Incontro con il poeta dialettale Maurizio Tonelli
MERC. 3 sett.: Gli inediti di LEO
merc. 10 sett SABINE  ECK: con "Due esseri complementari:l'uomo e le piante
merc. 17 sett SABINE ECK:  con "Forza e bellezza della menopausa"
merc. 24 sett.  CATERINA REGAZZI e PAOLO D'ARPINI: Presentazione del libro “Vita senza tempo”


domenica 6 luglio 2014

Festival itinerante delle erbe dell’Alto Molise (13, 20 e 27 luglio 2014)


Il primo Festival itinerante delle erbe dell’Alto Molise (13, 20 e 27 luglio 2014)
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Ortica. Foto di Daniela Di Bartolo (il suo straordinario erbolario fotografico lo trovate nella sua pagina facebook)
Passeggiate in montagna per il riconoscimento delle erbe spontanee, ludoteca dei fiori per bambini, laboratori di cucina con le erbe e degustazione di prodotti a base di ortica e tisane, ma anche incontri tematici (sull’autoproduzione di sapone, sull’agricoltura sinergica, sull’autoproduzione di fertilizzanti e infestanti con le erbe). Il primo Festival itinerante delle erbe dell’Alto Molise si annuncia come un appuntamento importante per tante ragioni, a cominciare dal ricco programma e dal luogo che lo ospita, le montagne dell’Alto Molise, nei territori dei Comuni di San Pietro Avellana (13 luglio), Capracotta (20 luglio) e Vastogirardi (27 luglio).
Dopo le belle esperienze in Abruzzo e in Lombardia, il Festival delle Erbe approda in Molise, laddove era stato concepito.
Con esso, prima di tutto, si vuole celebrare la Vita, ringraziare Madre Natura per la sua immensa generosità, nonostante le ferite che gli uomini continuano ad infliggerle.

Un sentimento di gratitudine per tutti i suoi frutti che dona copiosi, per le lezioni che ha nascosto in ogni foglia, per i suoi tramonti fiabeschi e le sue albe dorate in cui si potrebbe ravvisare il sorriso dell’inesprimibile, per tutto quello che ancora non si comprende e non si apprezza…

La modernità ha soppresso dal nostro immaginario collettivo la Natura relegandola a mera risorsa contabile, di cui disporre illimitatamente, ignorando che essa è innanzitutto un organismo vitale, dinamico e complesso.
Con la scelta di vivere in città, in grandi metropoli, l’uomo ha mutilato l’antico legame che aveva con la terra, da cui traeva quanto gli occorreva per vivere.
La prima conseguenza di questa infausta frattura è stato un sentimento di lenta estraniazione, di chi, separandosi, non è riuscito più a cogliere i ritmi naturali, il tempo delle stagioni, le forme primordiali, la biodiversità delle specie, il respiro profondo di ogni vita e i mille segnali con cui la natura si manifesta. Una tendenza sempre più accentuata, specie oggi, dove tutto è diventato virtuale!
Di quell’antico legame permangono tracce fugaci nell’ondeggiare delle emozioni, come quando si viene rapiti dalla bellezza di un fiore che sboccia o dalla maestosità di un albero proteso verso il cielo o dalla dolce carezza della brezza primaverile…
Richiami ancestrali alla ricerca del paradiso perduto…, un sogno appena accarezzato, ma nulla permane nello scorrere del tempo, fintanto che nel teatro della finzione e dell’artificio, in cui abbiamo rinchiuso la quotidianità, irrompe vibrante e inattesa la forza travolgente della natura che potrebbe favorire quella scintilla miracolosa invertendo il lento degrado verso le barbarie.
La risalita dagli inferi in cui siamo precipitati, di una natura finalmente riconciliata con gli uomini, fino alla redenzione di quest’ultimo, attraverso l’azione rigenerante che solo la bellezza saprebbe suscitare, però, non avverrà attraverso la speculazione dell’utile, frutto del calcolo e della convenienza. Ma invertendo il paradigma rappresentativo, cambiando il nostro sguardo interiore e il nostro approccio alle relazioni. Solo dilatando lo spazio della condivisione, oltre ogni appartenenza, in cui tutto è Uno e comune è il destino, l’umanità ritroverà se stessa e le ragioni della propria ontologica convivenza. 

Così, la Natura ritornerà ad essere Madre e i figli sapranno di essere tali, perché saranno finalmente consapevoli di aver ricevuto il mondo in “prestito” dai loro stessi figli.

Michele Meomartino


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Festival delle Erbe
dell’Alto Molise

S. Pietro Avellana – Capracotta – Vastogirardi (Isernia)

13 – 20 – 27 Luglio 2014
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Programma Generale
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13 Luglio - S. Pietro Avellana

Ore 9.00 – 9.30: Municipio
● Accoglienza

Ore 9.30 – 10.00: Villa Comunale
● Yoga
Barbara Giannantonio, Manipura Centro Yoga

Ore 10.00 – 13.00
Area verde in prossimità del Centro Polifunzionale G. Colaianni – Viale Emma Rossi Cacciavillani
● Passeggiata Erboristica
Daniela Severgnini, Associazione KaritArtè

● Ludoteca dei fiori
Isabella Pannunzio, Cooperativa Madre Natura

Ore 13.15 – 14.15
● Pausa Pranzo
Si consiglia la prenotazione c/o: Hotel Ristorante Capo di Vandra, Località Valle, San Pietro Avellana ( 0865. 940280) - Ristorante Trattoria Perticone, Masserie di Christo, San Pietro Avellana (0865. 940139)

BENESSERE OLISTICO:  Centro Polifunzionale G. Colaianni – Viale Emma Rossi Cacciavillani
Ore 14.15 – 15.45
● Massaggi: Aromaterapico, Shiatsu e Ayurveda
Barbara Giannantonio, Manipura Centro Yoga

LABORATORI: Ore 15.00 /18.30: Interno scuola o in alternativa all’esterno in zone ombreggiate
● Cucina con le erbe: ricette e consigli
Degustazione di prodotti a base di ortica e di  erbe spontanee mangerecce
Michela Catalano

● Introduzione all’autoproduzione di sapone e consigli pratici sulla detergenza ecologica
Alanna Mastromauro

● Erbe inutili – inutilizzate
Raffaele Buzzelli, esperto di erbe

● Erbe del Mondo: percorso sensoriale e degustazione di tisane
Tecoteca Bootleg

● Introduzione all’Agricoltura sinergica. Consigli sull’autoproduzione alimentare e degustazione
Giovanni Cammisa

● Laboratorio di ricerca sul Corpo & Movimento – Danza
Nathalie Siviglia, terapeuta in accompagnamento psico – corporeo

● Erbe e Psiche
Angela Piscolla, psicoterapeuta


CONVEGNO: Centro Polifunzionale G. Colaianni – Viale Emma Rossi Cacciavillani
Ore 18.30 – 20.00
● Le erbe nei vangeli e nell’ iconografia religiosa
Francis Tiso, docente c/o la Pontificia Università Gregoriana
● Rivoluzione domestica ed erboristica: La casa delle Erbe
Antonio D’Andrea, Associazione Vivere con cura

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20 Luglio - Capracotta

Ore 9.00 – 9.30: Piazza Falconi
● Accoglienza

Ore 9.30 – 10.00: Giardino della Flora Appenninica
● Yoga
Patrizia Antonelli, insegnante yoga

Ore 10.00 – 13.00: Giardino della Flora Appenninica
● Passeggiata Erboristica
Maria Sonia Baldoni, Vivere con Gioia

● Ludoteca dei fiori
Isabella Pannunzio, Cooperativa Madre Natura

Ore 13.15 – 14.15
● Pausa Pranzo
Si consiglia la prenotazione c/o: Agriturismo Guado Cannavina (0865.949135) – Pizzeria La Traversa (0865.94226) – Ristorante L’Elfo (0865.949131)

BENESSERE OLISTICO: Ore 14.15 / 15.45 - Biblioteca Comunale
● Massaggio Shiatsu
Germana Scafetta Associazione Diversessere
● Makko – ho e Streching dei meridiani
Michela Valiante, operatrice olistica

LABORATORI: Ore 15.00 / 18.30 -  Scalinata Falconi
● Introduzione all’autoproduzione del sapone e consigli pratici sulla detergenza ecologica
Alanna Mastromauro

● Cucina con le erbe: ricette e consigli
Degustazione di prodotti a base di ortica e di erbe spontanee mangerecce
Michela Catalano

● Le proprietà di Rosmarino, Alloro, Menta, Timo
Antonio D’Andrea, Associazione Vivere con cura

● Progetto di agricoltura organica
Dimostrazione di autoproduzione di fertilizzanti e infestanti
Associazione Diversessere

● Erbe del Mondo: percorso sensoriale e degustazione di tisane
Tecoteca Bootleg

● Presentazione della Campagna "Facrescereglialberi"
Cooperativa La Tana

● Erbe e Psiche
Angela Piscolla, psicoterapeuta

● Educare con le “erbacce”
Un’esperienza del laboratorio scientifico della Scuola di Fossalto
A cura di Pina Di Cienzo, insegnante


CONVEGNO: 18.30 / 20.00 - Biblioteca comunale
● Le erbe nell’alimentazione umana
Aurelio Manzi, etno – botanico
● Flora locale: Conservazione e valorizzazione
Giovanni Pelino, curatore del  Giardino della Flora Appenninica di Capracotta

Coordina: Maria Antonietta Conti, presidente del Giardino della Flora Appenninica di Capracotta

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27 Luglio - Vastogirardi

Ore 9.00 – 9.30: Piazza Vittorio Emanuele I ( sede della Proloco)
● Accoglienza

Ore 9.30 – 10.00: Tempio Sannita
● Breve introduzione dello Yoga – Iogasana in movimento, con autocontrollo della respirazione. Pranayama
Sri Swami Dikshananda

Ore 10.00 – 13.00: Tempio Sannita
● Passeggiata Erboristica
Maria Sonia Baldoni, Vivere con Gioia
● Ludoteca dei fiori
Isabella Pannunzio, Cooperativa Madre Natura

Ore 13.15 – 14.15
● Pausa Pranzo
Si consiglia la prenotazione c/o: Agriturismo Il Vecchio Granaio (338.7233260) – Agriturismo Staffoli Horse (0865 .77177) – Ristorante La Taverna (0865. 836156)

BENESSERE OLISTICO: Ore 14.15 / 15.45 – La  Congrega
● Massaggio aromaterapico, Trattamenti Reiki e Riflessologia Plantare
Barbara Giannantonio, Centro Yoga Manipura

● Massaggio Shiatsu
Associazione Luce & Vita

LABORATORI : Ore 15.00 / 18.30 – Piazza Giusto Girardi (Castello)
● Cucina con le erbe: ricette e consigli
Degustazione di prodotti a base di ortica e di  erbe spontanee mangerecce
Michela Catalano

● Guida alla Pratica del Massaggio Ayurvedico
Sri Swami Dikshananda

● Erbe del Mondo: percorso sensoriale e degustazione di tisane
Tecoteca Bootleg

● Le erbe che curano: infusi, estratti e centrifugati
Antonio D’Andrea, Associazione Vivere con cura

● Preparazione degli oleoliti per la cura e la bellezza del corpo
Cinzia Seddone, operatore euquantico

● Fiori di Bach
Rosana Crisante, aromatologa

CONVEGNO: Ore 18.30 / 20.00 – La Congrega
● Dieta mediterranea, cibi afrodisiaci e piante medicinali pro salute
Graziella D’Achille, medico neuropsichiatra ed esperta in medicine naturali
● Il giardino di campagna e l’orto giardino
Marco Manilla, Turismo Verde – Confederazione Agricoltori Italiana

Coordina Anna Scocchera
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Info: Michele Meomartino ( 393.2362091) – Antonio D'Andrea (333.1006671)

sabato 5 luglio 2014

Rendola di Montevarchi - 18 luglio 2014, costruire un teatro di paglia si può



In una piccola azienda agricola sui colli aretini del Valdarno ogni anno dal 2003 costruiamo tutti insieme un piccolo teatro in balle di paglia, dove lo spettacolo è fatto solamente di liberi contributi del pubblico: ci può essere un racconto, una poesia, una canzone, una scenetta, un appello, una magia, un pensiero spontaneo... qualsiasi cosa.

Non ci sono limiti di genere né tema, non c'è una scaletta, soprattutto non c'è competizione, ma piuttosto la voglia di condividere quello che ci sta a cuore. Chiediamo solo che il singolo contributo sia di 5, massimo 10 minuti. E' una piccola utopia di libertà espressiva, alla portata di tutti: si chiama "coincidenza scenica" e si sta diffondendo in tutta Italia (http://teatrodipaglia.wordpress.com/come-costruirlo/il-format/).

I timidi non si spaventino: al teatro di paglia nessuno vi butterà in scena, si può venire anche solamente per regalare il proprio ascolto. L'importante è partecipare, prima dell'evento facendo passaparola, durante lo spettacolo facendo esperienza di un momento di libertà collettiva, nei giorni e mesi dopo nel raccontare quello che abbiamo vissuto... magari per costruire un nuovo teatro di paglia!

L'11a edizione del Teatro di Paglia di Rendola (Montevarchi, Arezzo) si terrà venerdì 18 luglio alle ore 21. Come sempre si potrà venire anche a partire dalle 19 per una cena condivisa (ognuno porta qualcosa da condividere con gli altri).

Per contattarci, non esitate a chiamare il 340 5708387 oppure a scrivere a teatrodipaglia@gmail.com.

Per saperne di più: http://rendola.teatrodipaglia.it/
Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1436522723283061/
Luogo dell'evento: www.rendolariding.it

venerdì 4 luglio 2014

Corigliano d'Otranto - No alla discarica sulla falda dell'Acquedotto dei Pugliesi




Discarica sulla falda dell'Acquedotto dei Pugliesi: un crimine alla luce del mondo che deve essere fermato!

Un buco-ferita da ricolmare con la terra inerte che è stata asportata per lo scavo

Un sito da Decementificare Bonificare Rinaturalizzare creandovi un parco verde ricco di zampillanti fontane simbolo di purezza dell'acqua minerale che lì attinge l'Acquedotto Pugliese

Basta mistificazioni: Re.Mat. o altri neologismi per sversare sempre e comunque rifiuti sul sotterraneo lago d'acqua dolce del Salento

All'attenzione di

Ministero della Salute

Presidente Regione Puglia
Nichi Vendola

All'Assessore per la Qualità e Assetto del Territorio

All'Assessore Qualità dell'Ambiente Reg. Puglia

Sportello Unico Regionale Attività Estrattive (SURAE) – Bari

ARPA Puglia

Acquedotto Pugliese

Soprintendenza Beni Culturali, Paesasggistici, Architettonici e Archeologici di Puglia

ASL Lecce

All’Autorità di Bacino della Puglia

Al Presidente della Provincia di Lecce

Al Difensore Civico Provincia di Lecce
sen. Giorgio De Giuseppe

Presidente
Unione Comuni della Grecìa Salentina
(Corigliano d'Otranto, Carpignano Salentino, Zollino, Melpignano, Soleto, Martano, Martignano dei Greci, Calimera, Cutrofiano, Sternatia, Castrignano dei Greci)

Comune di Corigliano d'Otranto

Agli organi di Informazione


Discarica sulla falda dell'Acquedotto dei Pugliesi: un crimine alla luce del mondo che deve essere fermato!

Un buco-ferita da ricolmare con la terra inerte che è stata asportata per lo scavo

Un sito da Decementificare Bonificare Rinaturalizzare creandovi un parco verde ricco di zampillanti fontane simbolo di purezza dell'acqua minerale che lì attinge l'Acquedotto Pugliese

Basta mistificazioni: Re.Mat. o altri neologismi per sversare sempre e comunque rifiuti sul sotterraneo lago d'acqua dolce del Salento


Esprimiamo il massimo sconcerto per gli ultimi comportamenti dell'amministrazione regionale in merito allo scandalo della costruenda discarica per rifiuti sulla falda, ricca di acqua potabile esattamente nei luoghi, in feudo del comune di Corigliano d'Otranto (Le), nei quali l'Acquedotto Pugliese attinge la maggior parte dell'acqua, che eroga nelle case di tutti i cittadini del territorio salentino; per di più su suoli carsici a calcari altamente perforati e dunque iper-permeabili, ad altissima criticità di inquinamento delle falde poste lì a pochissimi metri nel sottosuolo.
Nonostante l'evidenza, alla luce del Sole, dell'errore madornale compiuto nell'avallare irresponsabilmente, da parte di questa amministrazione regionale, folli scelte amministrative precedenti che autorizzavano proprio lì la costruzione di questa mega-discarica, denunciamo che, anziché procedere d'urgenza nel verso della sua totale chiusura ed interdizione all'uso, taluni stanno tentando, in maniera mistificatoria, di permettere sempre e comunque l'entrata in esercizio dell'infrastruttura. Se prima, di fronte alle prime giuste proteste dei cittadini, si è tentato di affermare che il rifiuto portato sarebbe stato del “biostabilizzato maturo”, oggi, dopo che i cittadini hanno ben compreso il grado mistificatorio di quella terminologia adottata alla bisogna, dobbiamo assistere in maniera sempre più disdicevole al ricorso, da parte dei medesimi quadri tecnici e politici, all'uso di un altro termine forviante: “RE.MAT.”. Non mettiamo in dubbio che “biostabilizzato maturo” e “Re.Mat.” siano neologismi caricati di precisi significati tra loro anche differenti, ma la vera sostanza che questi tecnicismi inseguono nell'attuale uso regionale è quella di nascondere l'incelabile: si tratta sempre e comunque di RIFIUTI che lì si vorrebbero poter sversare e, quindi, nei fatti occultare sulla falda potabile e ipervulnerabile.
DENUNCIAMO l'attuale trovata dialettica, di certa sgradevole politica dell'inganno pubblico, che oggi vuole far passare il concetto forviante e strumentale: “oramai la discarica esiste, c'è il buco, e non può rimanere tale, pertanto, deve essere colmato sempre e comunque di rifiuti”(??). Cui si aggiunge anche chi tenta di dire: “magari, sversiamoci, se non proprio RSU-Rifiuti Solidi Urbani, (solitamente più tendenti alla produzione di nocivo percolato liquido), rifiuti inerti”. Facciamo pertanto notare a chi per “interesse” non ha occhi per vedere, che accanto al 'buco' della discarica si innalza una neo-montagna di pietra e terra, che costituiscono esse stesse degli inerti, che sono stati asportati da un suolo precedentemente pianeggiante per lo scavo della fossa della nuova discarica lì, fino a pochi mesi fa, del tutto assente. Premesso che chiediamo di indagare se tutta la terra asportata per lo scavo sia ancora lì accanto depositata, e non sia, invece, diventata, per lo meno in parte, mezzo di lucro per la realizzazione di eventuali altre infrastrutture (nuove maxi strade, produzione di cemento, etc.), affermiamo che proprio con l'uso di quel “rifiuto inerte”: la terra e la roccia asportata, quella meschina ferita al territorio deve essere al più presto colmata!
Affermiamo, pertanto, che gli organi regionali e tutti gli altri enti qui chiamati in causa devono attivarsi al più presto per l'avvio del progetto, ormai inderogabile, di risanamento del luogo.
Devono essere asportati i rifiuti plastici, già lì deposti, in termini di teloni e tubazioni, decementificato il sito con asporto delle paratie e strati cementizi ubicati nei recenti, inutili e dannosi lavori. Non deve, quindi ripetersi la mistificazione cui già si è assistito per la vecchia discarica di Corigliano d'Otranto, per la quale si è parlato di bonifica attraverso un progetto a fondi pubblici iper-costoso, per, poi, scoprire che i rifiuti sono stati lì tutti lasciati e si è proceduto alla “cappatura” degli stessi con teloni plastici e altri materiali, pertanto, inganno e beffa, apportando, così persino più rifiuti a quelli inizialmente presenti! Una prima mistificazione, quella, anch'essa, che qui denunciamo, richiedendo bonifiche serie con asporto di tutti i rifiuti lì presenti e dei materiali pericolosi e, persino, ignoti, ad oggi, che la compongono, e su cui siamo certi la Magistratura sta già avviando perizie e approfondimenti nella più vasta inchiesta che riguarda l'uso criminale del territorio salentino quale sito di occultamento di rifiuti pericolosi di varia natura.
Alla urgentissima decementificazione/bonifica rappresentata dal buco della nuova discarica di Corigliano chiediamo di associare un immediato progetto di rinaturalizzazione con creazione di un parco verde in quelle stesse precise aree, con rapido abbattimento dell'orrendo offensivo muraglione di cemento che trasforma in una terra da lager il paradiso che era e che deve tornare ad essere il paesaggio di Corigliano e che si ammira dalla sua serra e dalla vicina antica e fortificata Torre Cumirri.
Si tratta di provvedimenti ovvi e inderogabili; agire da parte di tutti gli amministratori regionali ed enti responsabili nella direzione sopra indicata per il Bene di tutti, al più presto, permetterà di scongiurare il perpetrasi di una condotta immorale, irresponsabile, speculativa e dannosa, altamente criminosa consistente, non solo nell'evidente danneggiamento del paesaggio, ma anche in procedure che stanno mettendo in atto la realizzazione di una 'bomba ecologica' che, se non oggi, con certezza domani, avvelenerebbe una risorsa di importanza strategica per il territorio, un Bene incommensurabile: la qualità dell'acqua potabile di falda, l'unica vera grande fonte di acqua dolce del territorio salentino; un crimine ai danni della Salute Pubblica che, montagne di scartoffie, faldoni di “rifiuti burocratici”, sotto cui si cerca di rimandare l'evidenza del palese danno odierno, non possono cancellare, come non possono smemorizzare l'elenco dei nomi dei responsabili, che a quel punto non si avrebbe difficoltà a individuare, cui si dovrebbe poi imputare un tale incommensurabile eccidio del territorio!



Info:
Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino
rete d’azione apartitica coordinativa di associazioni, comitati e movimenti locali e non, ambientalisti, culturali e socio-assistenziali
sede c/o Tribunale Diritti del Malato – CittadinanzAttiva
c/o Ospedale di Maglie "M.Tamborino"
Via N. Ferramosca, c.a.p. 73024 Maglie (LECCE)

Forum Ambiente e Salute del Grande Salento
rete apartitica coordinativa di movimenti, comitati ed associazioni a difesa del territorio e della salute delle persone
Lecce, c.a.p. 73100 , Via Vico dei Fieschi – Corte Ventura, n. 2

giovedì 3 luglio 2014

Attenti alle diete finte salutiste carnivore



Negli ultimi anni parlare di alimentazione è diventato un fatto talmente frequente da rasentare l’ossessione. Esperti in materia si alternano in televisione il cui chiodo fisso è trovare la soluzione per far continuare a mangiare ciò che piace alla gente senza rischiare malattie o obesità. Ognuno propone una sua teoria. Ma tutti stanno molto attenti a considerare prodotti animali alimenti da abolire dalla dieta.

Anche le persone più informate in fatto nutrizionale dimostrano di non avere le idee chiare su quale sia la giusta alimentazione per noi umani e tutta la loro scienza si limita alla riduzione dei quantitativi di quello che viene convenzionalmente consumato, convinti che occorre mangiare un po’ di tutto (ma con moderazione) perché l’essere umano è, considerato, onnivoro.

Le soluzioni proposte dalle infinite diete in circolazione creano confusione da indurre anche i più ben intenzionati al rifiuto di qualunque regola e a continuare a mangiare seguendo il proprio gusto. E così c’è la dieta Atkins che propone il consumo illimitato di proteine e grassi;  la dieta Banting, che favorisce le proteine e bandisce i grassi e gli zuccheri; la dieta Fletcher, che dà importanza ad una lunghissima masticazione;  la dieta Hay, che propone una dieta dissociata; la dieta Mayo, che fa grande uso di uova e frutta escludendo i carboidrati; la dieta Messeguè, ipocalorica e ricca di tisane depurative disintossicanti; la dieta Pritikin, con il consumo di carboidrati complessi; la dieta a Punti, con riduzione drastica di carboidrati; la dieta a Zona e poi le diete ipocolesterolemizzanti, la dieta rotazionale, la dieta ipocalorica, la dieta iposodica, la dieta disintossicante, la dieta dei gruppi sanguigni, la dieta South Beach Diet, ecc. ecc.

A tutto questo si aggiunge la considerazione di molti che tutto inquinato: aria, terra, mare, verdura, frutta ecc. e che tanto vale mangiare quello che si desidera. Secondo me proprio da questo deriva la necessità di indirizzare le proprie scelte per favorire la produzione di alimenti biologici. In ogni caso è bene ricordare che la peggiore frutta è mille volte migliore della migliore bistecca. C’è una differenza abissale tra il tipo ed il quantitativo di inquinanti tra prodotti vegetali e animali. Studi effettuati in tal senso riportano un livello di inquinamento della carne circa 14 volte più dei vegetali. Inoltre, i vegetali, per il loro alto contenuto di acqua e fibra facilitano la veloce espulsione delle sostanze nocive. Mentre i prodotti di derivazione animale (oltre ad essere privi di fibre) contengono non solo gli inquinanti degli alimenti somministrati agli animali, ma le malattie dell’animale stesso, lo stress, la disperazione, l’adrenalina della mattazione, oltre le sostanze tipiche degli organismi in putrefazione: indoli, fenoli, istamina, ammoniaca, putrescina, cadaverina ecc. sostanze riconosciute  cancerogene ecc.

Tutto questo genera tra la gente comune una totale confusione perché si trascura l’aspetto più semplice quanto importante del problema: quello di capire per quale “carburante” è progettata la macchina umana. L’unico vero strumento, chiaro, inconfutabile che ci consente di capire quale è la dieta adatta a noi è quella stabilitsa dell’anatomia comparata:  gli esseri umani sono frugivori, come le scimmie antropoidi la cui dieta ideale è di frutta, germogli, radici e semi, praticamente la dieta vegan tendenzialmente crudista. Il resto è fumo negli occhi, perdita di tempo e di salute. Di questo ho conferma ogni giorno. Qualunque altro alimento è estraneo al nostro organismo e quindi dannoso. Ridurre il quantitativo delle sostanze inadatte e non previste per noi dalla natura non è sufficiente a scongiurare le molte patologie dovute ad un’errata alimentazione.

In natura i mammiferi si dividono in carnivori, erbivori e frugivori. I carnivori hanno denti, stomaco, succhi gastrici e intestini adatti a consumare fondamentalmente carnami, gli esseri umani no. Gli erbivori hanno denti, stomaco e intestini adatti a consumare fondamentalmente erba, gli esseri umani no. I frugivori hanno, come noi, denti, stomaco e intestini adatti a consumare fondamentalmente frutta.

La struttura anatomica stabilisce chiaramente l’alimentazione cui è programmata ogni specie. L’essere umano, copia dei suoi cugini gorilla, scimpanzé, bonobo e orango, non può essere considerato onnivoro solo perché le circostanze lo hanno obbligato a mangiare di tutto: è come considerare onnivora la mucca costretta negli allevamenti a consumare cereali e farine di animali.

Franco Libero Manco

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Commento di Marco Bracci: 
...."posso dire la mia? Franco L. Manco parla degli esperti che si aggirano in tutti i programmi TV e radio.
Perché lo fanno? Il motivo è uno solo e non certo quello di aiutare le persone, ma la disinformazione, su cui campa il “sistema”.
Poiché è innegabile che, grazie soprattutto a internet, la gente si sta svegliando in tutti i campi, anche in quello alimentare e medico, per i gestori della “salute” (meglio sarebbe chiamarli gestori della malattia) occorre seminare zizzania, come è stato solito fare il potere da millenni (es. nella bibbia ci sono versetti in cui si dice bianco e altri dove si dice nero pur se parla di uno stesso argomento). Scopo? Confondere. Il diavolo è appunto colui che confonde (dal greco). Quindi: “tu uomo ti stai emancipando e perciò potresti sfuggire alle mie grinfie? Ci penso io a farti stare ancora nel mio grembo protettivo. Non dar retta a tutte quelle cavolate che leggi o senti in giro da anti-(miei)politici o anti-(miei)medici, goditi il più possibile la vita e non pensare ad altro, salvo ricordarti di pagarmi le tasse, perché altrimenti io potrei arrabbiarmi e passare alle maniere forti per farti stare sulla strada che ho tracciato per te”.
Ma il momento della rivelazione, in cui tutto ciò che è nascosto verrà alla luce e si scoprirà “tutto il male che hanno fatto” è ormai iniziato e nessuno può fermarlo.

mercoledì 2 luglio 2014

Detenute madri e Rita Bernardini



La segretaria di Radicali italiani Rita Bernardini ha rilasciato a David Allegranti, del “Corriere fiorentino” la seguente intervista:
Rita Bernardini, segretaria di Radicali italiani, da sempre segue il caso delle carceri italiane ed è in prima linea per la tutela dei diritti dei detenuti. Con il “Corriere Fiorentino” parla del caso del bambino che sta crescendo in prigione e degli Icam, l’Istituto a custodia attenuata per detenute madri.

Segretaria Bernardini, è a conoscenza di casi simili, in Italia o in Europa?

“No, e il motivo è semplice: noi radicali essendo stati esclusi dal Parlamento non possiamo più entrare “a sorpresa” negli istituti penitenziari come abbiamo fatto costantemente nella passata legislatura. Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria non fornisce dati recenti e dettagliati. L’ultima rilevazione risale al 31 dicembre del 2013; a quella data in carcere c’erano 40 bambini incarcerati con le loro madri, ma senza nessuna specificazione sull’età dei piccoli reclusi”.

Come si può risolvere la vicenda?

“Occorre innanzi tutto uscire dalla mentalità che il carcere sia l’unica pena da poter comminare e fare ricorso a pene alternative che possano abbattere i tassi di recidiva. Le madri detenute con i loro figli sono nella maggior parte dei casi povere e con gravissimo disagio sociale: rom, tossicodipendenti o rientranti nel giro della prostituzione. Sono i servizi sociali nel territorio ad essere disastrosi e, in molte zone del Paese, incapaci di offrire risposte che valgano per il futuro”.


Le pene alternative per le donne madri sono inefficaci?

“Dipende dalla pena. Faccio un esempio. Se dai a una giovane detenuta di etnia rom la detenzione presso uno dei campi-lager che sono stati creati nelle periferie degradate delle città, certo che la pena è inefficace. Se invece le consenti di andare in una casa-famiglia dotata di personale qualificato e motivato, per quelle giovani vite si aprono nuove prospettive di integrazione”.

Una legge del 2011 ha aumentato l’età dei bambini che possono stare con le madri, a patto però che stiano in un istituto a custodia attenuate. Firenze però lo aspetta da anni. In Italia ne esistono solo due. Il Governo italiano che cosa dovrebbe fare? Che giudizio dà sulla legge? Siamo di fronte a un caso fuorilegge?

“L’esser fuorilegge delle istituzioni ad ogni livello, in Italia, è la normalità. Soprattutto se parliamo di Diritti Umani fondamentali. Le condanne che riceviamo dall’Europa per “trattamenti inumani e degradanti” lo provano costantemente. La legge del 2011 era sbagliata e noi radicali in Parlamento abbiamo cercato di correggerla in tutti i modi con i nostri emendamenti. Ma in televisione chi ci andava a farsi bello? Proprio i propugnatori di quella norma fallimentare! Se lo ricorda il ministro Alfano quando con la sua faccia da Alfano proclama su tutte le reti “mai più bambini in carcere”?”


Non trova paradossale questa situazione? Si creano leggi per avere un effetto deflattivo del numero di bambini presenti nelle carceri, e a protezione delle detenute madri, ma questo poi non avviene.

“Certo che lo trovo fallimentare, come lo è qualsiasi questione che non rispetti la legalità, perché a farne le spese sono sempre i più emarginati, mica quelli che possono permettersi buoni college di difesa! E parlando di bambini, vorrei che si affrontasse anche il problema delle decine di migliaia di bambini che vanno a trovare i genitori in carcere. La maggior parte di loro lo fanno in condizioni di umiliazione e di degrado, assieme ai loro parenti. Provi ad andare a Poggioreale e ad assistere ad una fila triste e infinita, terminata la quale è prevista per i piccolo l’ispezione del pannolino…”.

Ma gli Icam sono davvero la soluzione adatta?

“Considerato l’esiguo numero di madri detenute con i loro bambini sarebbe molto meglio prendere le case-famiglia. Ma forse il problema è che costano troppo poco… per specularci sopra”.


Fonte:  condominioTerra

martedì 1 luglio 2014

PAROLE DI TERRA. Dal saccheggio della terra al ritorno della comunità - Recensione


PAROLE DI TERRA Dal saccheggio della terra al ritorno della comunità
di Pierre RABHI

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Quando sono trattati dalla penna dello studioso, del politico, dell'economista, del sociologo, del critico... gli argomenti che riguardano la vita e la morte e la rinascita delle comunità non arrivano a tutti e spesso non arrivano proprio a quelli - i contadini, chi abita nei paesi, la gente di popolo - che ne sono diretti destinatari e protagonisti e, a volte, vittime. Perché da quelle penne escono saggi e analisi qualche volte tanto approfondite quanto astratte, senza sangue, e che alla terza pagina o alla terza nota fanno sbadigliare di sonno o d'impotenza chi non ama o non sa accastellare concetti su concetti, parole astratte su parole astratte. Rabhi, in "Parole di terra", scrive proprio di quegli argomenti e parla delle comunità che, dopo l'incontro con la nostra civiltà e quell'industria estrattiva chiamata impropriamente agricoltura, diventano periferia e baraccopoli, della terra che diventa deserto, di povertà convertita in miseria, di uomini integri che diventano squali su autovetture potenti o stracci alcolizzati. Ma lo fa con penna leggera, con parole di passione, col tatto del racconto mediato dalla finzione narrativa, con la partecipazione e la compassione e la solidarietà di chi quegli argomenti non li ha studiati o pensati, ma conosciuti con gli occhi e con la pelle.
E facendo così, Rabhi parla a tutti e va dritto al cuore.
 
Il libro può essere richiesto direttamente alla Casa Editrice, 
scrivendo all'indirizzo: ordini@pentagora.it 

Grazie per l'attenzione.

Massimo Angelini


PENTAGORA EDIZIONI - formato 11,3x18, 224 pagine, 12 euro
via Scarpa, 10/r. - 17100 Savonawww.pentagora.it
tel. 019.811800 - ordini@pentagora.it