Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

mercoledì 12 marzo 2014

Nociglia (Lecce) - Salvare i pini ed i lampioni artistici

Giunge ora dalla Camera dei Deputati una seconda Interrogazione Parlamentare al Governo, dopo quella già giunta dal Senato, per salvare i preziosi Pini e i lampioni artistici del Vignale di Nociglia (Lecce) minacciati da un paradossale progetto per una pista ciclabile al posto degli alberi anziché sotto la loro ombrosa e verdeggiante chioma!



Apprendiamo e divulghiamo con soddisfazione e grande speranza questa importantissima seconda Interrogazione Parlamentare presentata al Governo nelle scorse settimane, questa volta dalla Camera dei Deputati, dopo quella già presentata al Governo nei mesi scorsi dal Senato della Repubblica con i medesimi obiettivi, e cogliamo l’occasione per ringraziare vivamente i sensibilissimi Parlamentari che l’hanno presentata a difesa del complesso architettonico-urbanistico del Vignale di Nociglia, (via Onorevole Manfredi), a salvezza dei suoi Pini Italici, patrimonio arboreo dei pini della Città, come anche delle sue molteplici peculiarità, quali non ultimi, i lampioni artistici in ferro che decoravano il Corso, e misteriosamente rimossi di recente, e dei quali si chiede anche il ripristino. Un’interrogazione parlamentare di grande rilevanza in questi mesi in cui, nonostante l’ entrata in vigore di una legga nazionale a tutela delle alberature di pregio, quale quella in questione, si moltiplicano, tra le crescenti proteste pubbliche, le emergenze per disattenti progetti in cui si prevede proprio il taglio degli alberi più meritevoli di tutela.

Il Forum Ambiente e Salute
     
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 Atto Camera  

 Interrogazione a risposta in commissione 5-02109
presentata dall’Onorevole Diego DE LORENZIS, salentino, e sottoscritta da altri due deputati sempre del M5S (Movimento 5 Stelle), il lombardo Massimo Felice DE ROSA, e il pugliese Giuseppe L'ABBATE,
Martedì 11 febbraio 2014, seduta n. 171  
Testo
 Al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, al Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, al Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Per sapere
premesso che:   

 nella città di Nociglia in provincia di Lecce da diversi mesi è in corso una pacifica mobilitazione popolare sempre più crescente e formata da cittadini, comitati ed associazioni, locali e non, in difesa degli alberi di «pino italico»;
  
 ben 22 grandi alberi di pino italico in perfetta salute oggi rischiano di essere abbattuti per una contestatissima recente delibera comunale adottata al fine di dare seguito al progetto di una pista ciclabile, «realizzazione di pista ciclabile nell'Unione dei Comuni Terre di Mezzo» di cui fa parte Nociglia, finanziata dalla regione Puglia con 2.707.500 euro di fondi destinati alla «linea 5.2 del Programma operativo Fondo europeo di Sviluppo Regionale», di competenza dell'assessorato ai trasporti, servizio reti ed infrastrutture per la mobilità, Organismo responsabile per la ricezione dei pagamenti (5.2.2. FESR 2007-2013) della regione Puglia;
  
 l'opera proposta consisterebbe in un intervento che ha nella sua ratio il godimento lento in bici di borghi e natura, e che a Nociglia si vorrebbe realizzare distruggendo invece la natura e gli alberi fornitori di importante ombra vitale per i ciclisti e pedoni nei caldi mesi estivi;
 
 gli alberi in questione appartengono alla specie «Pinus pinea» (anche detti pini domestici, o da pinoli, per i commestibili pinoli che producono, o ad ombrello, o italici, o d'Italia), che impreziosiscono uno scorcio incantevole e pittoresco della città, il corso di via Onorevole Manfredi, che borda il borgo sul lato occidentale della sua periferia, e che dai locali viene chiamato il «Vignale», da cui ci si affaccia con vista panoramica sul «parco naturale dei Paduli e della antica Foresta Belvedere», nel cuore del basso Salento, del quale Nociglia e diversi comuni dell'entroterra apulo-salentino tra Otranto e Gallipoli fanno parte;
 
 dal punto di vista paesaggistico, per chi osserva Nociglia dal cuore del parco dei Paduli, è necessario sottolineare che con la loro presenza questi pini schermano alla vista le più recenti abitazioni di periferia, di minor pregio artistico e architettonico, facendo apparire la città, con gli altri suoi pini che bordano le strade di accesso al paese, un borgo incantevole caratteristicamente abbracciato da una cintura verde pittoresca di pini italici;
 
 questi alberi son particolarmente distanti dalle abitazioni più prossime, poste sul versante opposto della strada, e le loro radici svolgono anche una palese funzione di prevenzione contro il dissesto idrogeologico, dato che l'intero corso del «Vignale» poggia su un terrapieno addossato al declivio della collina, detta localmente la «serra», su cui sorge la città di Nociglia;
 
 detti pini fanno parte di un prezioso contesto periurbano progettato con valori architettonico-urbanistici di rilievo per cui il filare è diviso in due gruppi di 11 alberi ciascuno, equidistanti, e con ai due bordi ed al centro delle strutture ad esedra corrispondenti a simil-torrioni in pietra, così come in pietra è tutto il muro di contenimento del terrapieno ed è progettato a modo di simil-struttura difensiva medioevale;
  
 un muraglione a pareti inclinate, e con persino la riproduzione della tipica cornice marcapiano a toro delle antiche fortificazioni locali. Una soluzione urbanistica di alto pregio, resa ancor più esteticamente gradevole da balaustre con colonnine in pietra locale tornite, e da dieci lampioni in ferro artistico. Un «organismo» unico, il Vignale, come è stato definito anche dai funzionari della stessa regione (durante gli incontri che essi hanno avuto con i cittadini sensibili alla tutela di quei pini), con i suoi alberi e i suoi elementi architettonici e decori artistici;
 
 nella relazione agronomica che accompagna il contestato progetto di pista ciclabile, l'agronomo incaricato dal comune evidenzia l'attuale ottimo stato di salute e stabilità degli alberi in oggetto, ed evidenzia, altresì, l'instabilità per gli alberi che invece conseguirebbe dal loro mantenimento nell'esecuzione dei lavori per la pista ciclabile nell'ambito del progetto attuale, il quale, non prevedendo il mantenimento degli alberi, andrebbe a comprometterne gravemente gli apparati radicolari, perché nel progetto attuale di pista ciclabile infatti, questa la si vorrebbe lì realizzare non al livello dell'attuale marciapiede esistente, ma rimuovendo il marciapiede e portandola al livello del manto stradale, eliminando l'attuale copertura delle radici e della base degli alberi;
 
 si deduce che sarebbe pertanto questa scelta progettuale, di rimozione del marciapiede esistente intorno agli alberi, a decretare la pericolosità futura e non presente dei 22 pini;
  
 lo stesso agronomo scelto dal comune di Nociglia, nella sua relazione, indica che esiste la possibilità di evitare i problemi ai marciapiedi, migliorando al contempo le condizioni radicali dei pini. Per cui modificando il progetto attuale di costruzione della pista ciclabile, nel verso del mantenimento degli alberi nella loro integrità, con una variante progettuale e costruendo la pista ciclabile a livello del marciapiede e non al livello del manto stradale, gli alberi manterrebbero invariata la loro sicurezza statica attuale e non si potrebbe addurre la pericolosità potenziale degli alberi per giustificarne l'abbattimento, giustificazione che sarebbe, a detta dell'interrogante, non accettabile, a meno di non volere considerare pericoloso qualsiasi albero solo perché un tifone potrebbe abbatterlo;
  
 sono poi irrisori i danni all'asfalto e alla strada arrecati da alcune radici e sono facilmente aggiustabili (come indicato possibile nella relazione tecnica agronomica stessa allegata al progetto ufficiale, come anche più estesamente e dettagliatamente riportato nella relazione del dottor forestale Valentino Traversa; si tratta di uno studio tecnico dell'alberatura dei Pini italici del Vignale, con una dettagliata presentazione delle modalità tecniche per preservare gli alberi garantendo l'ottimale fruizione di strade, marciapiedi e piste ciclabili adiacenti. Tale relazione è stata fatta pervenire nei mesi scorsi dal forestale al comune di Nociglia e ai funzionari della regione Puglia, ente quest'ultimo stanziatore dei finanziamenti per la pista ciclabile, presso l'assessorato alle infrastrutture strategiche e alla mobilità;
  
 nel marciapiede del Vignale talune mattonelle in cemento sono state sollevate in prossimità dei tronchi degli alberi poiché per questi non son state previste adeguate aiuole sufficientemente larghe, ma sono stati soffocati erroneamente dal cemento e dunque, a detta dell'interrogante, le mattonelle dovrebbero essere rimosse al più presto per fare respirare maggiormente le radici degli alberi e migliorare la pedonabilità garantendo la sicurezza del luogo;
 
 sebbene si adducano infondate e indimostrate ragioni di pericolosità, come ragioni di danno ai marciapiedi, per giustificare l'eccidio dei grandi pini, questi son invece forti, ben eretti e godono di ottima salute (come attestato nella stessa relazione tecnica associata al progetto ufficiale di pista ciclabile);
  
 nel progetto contestato, inoltre, si prevede di piantare al posto dei bei pini autoctoni mediterranei oggi presenti, e che offrono tanta gradevole ombra anche per i futuri ciclisti fruitori della pista ciclabile, ben 40 alberi di canfora, pianta alloctona della quale si conosce l'effetto arrecato a strade e marciapiedi, notoriamente ben più aggressivo dei pini;
  
 lungo il Vignale, sull'ampio marciapiede alberato del corso, la pista ciclabile è stata progettata sul lato della balaustra, mettendo a rischio i pedoni che si affacciano per godere del panorama del parco dei Paduli, e non invece sul lato, più ampio, posto sul margine strada dove la pista potrebbe essere realizzata invece senza danneggiare gli alberi;
 
 a detta dell'interrogante, sarebbe utile realizzare, alternativamente al progetto, un marciapiede da portare in sterrato per allargare le aiuole, e una pista che potrebbe così essere ubicata in parte sul marciapiede stesso e in parte sulla carreggiata;
  
 in alternativa, sempre a detta dell'interrogante, la suddetta pista potrebbe essere ubicata sul lato strada del marciapiede, e spostando una delle due corsie della pista ciclabile, o entrambe, nella parte bassa, ai piedi del terrapieno del Vignale, adiacente alla struttura simil-fortificata in pietra del muro di contenimento del terrapieno. Una soluzione ubicativa intelligente quest'ultima, anche per valorizzare il luogo olivetato in basso, e la struttura in pietra del Vignale, con in alto le balaustre e i pini;
  
 si deve segnalare la strana rimozione dal Vignale di Nociglia delle preesistenti strutture di illuminazioni di pregio urbanistico consistenti in 10 lampioni in ferro artistico di gusto liberty ben associati al complesso architettonico del Vignale, con le sue colonnine in calcarea «pietra leccese» tornita, i bastioni e muraglioni di terrazzamento, la simmetricità perfetta della struttura con i 22 grandi pini. Gli alti eleganti lampioni erano lì ancora nei primi di giugno 2011 come attestano alcune foto. Averli rimossi rappresenta una grave danno al complesso del Vignale, ed inoltre uno spreco di denaro pubblico inaccettabile se poi fossero sostituiti dai nuovi lampioni previsti nel progetto di pista ciclabile, e poi persino in altro stile. Opportuno invece, a detta degli interroganti, il ripristino in loco di quei lampioni coerenti con l'impianto urbanistico del «Vignale» che dai locali vien anche chiamato il «lungomare di Nociglia» per l'alto pregio paesaggistico di quel viale di passeggio e di belvedere, sebbene guardi non sul mare, ma sul mare argenteo degli ulivi del Parco dei Paduli;
  
 la recente legge n. 10 del 2013 «Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani», pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 1o febbraio 2013, stabilisce all'articolo 7 le «disposizioni per la tutela e la salvaguardia dei filari e delle alberate di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale, ivi compresi quelli inseriti nei centri urbani» ed entro sei mesi dall'entrata in vigore, i comuni dovevano identificare principi e criteri per il censimento degli alberi ed alberature di pregio nel proprio territorio, quali appunto proprio i pini della città di Nociglia, tra cui quelli del suo Vignale, e fornire questa informazione alla rispettiva regione, la quale, a sua volta, entro i successivi sei mesi (quindi pressappoco entro febbraio 2013), doveva redigere l'elenco regionale e trasmetterlo al Corpo forestale dello Stato, che ha il compito di gestire l'elenco nazionale, che deve essere reso pubblico e disponibile a tutti sui siti internet delle competenti istituzioni, e per le regioni afflitte da «persistente inerzia» il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali attiva i poteri sostitutivi;
  
 la legge regionale 25 agosto 2003, n. 19, è una legge antecedente al progetto di pista ciclabile pertanto doveva e deve esser tenuta in considerazione per la progettazione e realizzazione della pista ciclabile; l'articolo 12 della legge n. 19 del 2003 rubricato come «Tutela alberi di piazze, viali e dimore storiche» così recita: «1. All'albo dei monumenti vegetazionali istituito con l'articolo 30, comma 1, della legge regionale 31 maggio 2001, n. 14, sono iscritti anche gruppi di alberature quando questi rappresentano nella loro complessità e interezza elemento caratterizzante di piazze, viali o dimore pubbliche e private di elevato interesse storico, artistico o culturale per il territorio di pertinenza». Ed i 22 Pini di Via Onorevole Manfredi nel loro insieme costituiscono proprio quell'elemento «caratterizzante», come indica il su citato articolo, il bel corso del Vignale di Nociglia. L'elevata importanza storico-culturale della bellissima via alberata è incrementata poi anche dal luogo rinomato sul quale la via si affaccia: il Parco dei Paduli, motivo per cui ancor più i Pini italici di Nociglia meritano di essere salvaguardati e tutelati essendo un prezioso patrimonio arboreo della collettività pienamente rispondenti ai requisiti menzionati dalla legge regionale n. 19 del 2003;
  
 a detta dell'interrogante bisogna impiegare i fondi pubblici per rimboschire, non per demolire gli alberi che ci sono, e per sostituirli con virgulti pertanto, se nel progetto della pista ciclabile si è previsto di acquistare anche 40 piante di canfora, si ritiene che sia più utile prevedere alberi autoctoni, ad esempio gli stessi pini domestici, al fine di piantumarli intorno ad altri tratti spogli della pista ciclabile a Nociglia o in uno degli altri paesi in cui si snoda la pista stessa, ma non certo sul Vignale e al posto dei pini presenti da preservare massimamente ed integralmente, e da assumere come invariante paesaggistica di qualunque progetto urbanistico;
  
 nel Salento, si assiste da alcuni anni ad un disdicevole diffuso sterminio di centinaia, di pini mediterranei, delle specie autoctone in Puglia da millenni, e di grande pregio naturalistico, quali i pini di Aleppo (Pinus halepensis) e i pini domestici (Pinus pinea) con autorizzazioni, a detta dell'interrogante, fondate su discutibilissime perizie tecniche che adducono strumentalmente a infondatezze scientifiche che tentano di farli passare per piante alloctone paventando, in maniera mistificatoria, danneggiamenti d'ogni sorta, che ben potrebbero trovare invece più facili soluzioni atte a garantire insieme fruibilità, risoluzione dei danni e conservazione degli alberi nella loro integrità;  
 a giudizio degli interroganti le eventuali dannosità sarebbero prevenibili con saggi interventi minimali anche in relazione agli eventuali danni da radici a manufatti, marciapiedi e strade (come ben evidenziato, per il caso di Nociglia e non solo, nella relazione sopra citata del dottor Valentino Traversa);
  
 tutto questo agire albericida contro i pini nel Salento sembra il più delle volte essere permesso al fine di favorire appalti pubblici d'ogni tipo, di cosiddetta «rigenerazione urbana», tra cui inclusi gli appalti per la paradossale ripiantumazione in loco di altri alberi, anche alti diversi metri con grande spreco di denaro pubblico;
  
 vi è da aggiungere che il legno ricavato dalla potatura degli alberi, che viene fatto passare come rifiuto e di cui si perde la tracciabilità, arricchisce invece il sottobosco del lucroso mercato delle biomasse legnose per la produzione solitamente di energia elettrica e di cippato alimentando il rischio che beni pubblici, quali sono le alberature urbane e stradali, finiscono nei circuiti fumosi del mercato poco trasparente delle biomasse e delle energie iper-incentivate e falso-verdi, anzi «verdicide» in tal caso;
  
 nel caso di Nociglia, pur essendo stato depositato presso il comune uno studio tecnico del dottore forestale e paesaggista Valentino Traversa, che prevede la costruzione della pista ciclabile mantenendo in vita i 22 Pinus pinea, le varie pubbliche amministrazioni coinvolte non stanno rispettando i princìpi amministrativi comunitari e nazionali del «Buon andamento della pubblica amministrazione», avendo approvato un progetto, che, per una scelta politica ed errata valutazione tecnica, prevede il taglio degli alberi, con conseguenti sprechi di denaro pubblico, ingiustificato arricchimento di soggetti terzi a cui si vorrebbero affidare i lavori di espianto degli alberi, e deminutio del valore economico e paesaggistico di un bene che è invece da tutelare e salvaguardare;
  
 la crescente mobilitazione civica a difesa dei pini di Nociglia, in un momento storico in cui in tutto il Mediterraneo si alza una voce civica unica e forte a difesa della natura e degli spazi verdi urbani, come testimonia il caso emblematico del Gezi Park di Istanbul, è volta anche nel verso della coerenza burocratica-amministrativa, del buon governo e gestione del territorio a sua vera tutela, e nel verso della riaffermazione della spesso mancante saggezza, contro inutili sprechi e non-sensi meramente speculativi;
  
 una mobilitazione pacifista, ma non per questo meno ferma e decisa, che sta vedendo la partecipazione on line, nelle petizioni, di centinaia di persone, che stanno scrivendo a tutti gli organi competenti per sollecitare la salvezza degli alberi, una mobilitazione seguita da tv e giornali locali, ma anche da siti on line nazionali, come quello del giornale «la Repubblica», con l'articolo pubblicato il 27 giugno 2013, dal titolo «in lotta per salvare i pini di Nociglia». Inoltre risale allo scorso 25 novembre 2013 l'azione dimostrativa di incatenamento di diversi ambientalisti a quegli alberi, le cui foto hanno fatto il giro d'Italia in poche ore. L'azione di incatenamento è stata scaturita da un'imminente ordinanza di taglio degli alberi, emessa dal comune di Nociglia, poi subito ritirata anche a seguito della deposizione di un esposto alla procura della Repubblica di Lecce, motivato dalla massima urgenza dell'ordinanza verdicida emessa dal comune e che da lì a poche ore avrebbe sancito la fine degli alberi –: 
  se non ritengano opportuno adoperarsi, per quanto di competenza, affinché l'area dell'intero Vignale di Nociglia sia sottoposta a vincolo ambientale, architettonico e paesaggistico, anche alla luce della suddetta legge n. 10 del 2013 «Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani», in modo da salvaguardare i pini e tutto il loro corollario di elementi architettonici di pregio, a partire dal ripristino in loco dei recentemente rimossi lampioni in ferro artistico del Vignale.

martedì 11 marzo 2014

ISDE per una agricoltura responsabile e di qualità

“Una agricoltura responsabile e di qualità per la salubrità delle acque e per un ambiente sano a tutela della salute”. L'intervento dell'Associazione italiana medici per l'ambiente- Isde presso la XIII Commissione( Agricoltura)  della Camera dei Deputati



Si è svolta a Roma, mercoledì 5 marzo 2014, nell'ambito di una indagine conoscitiva volta alla valorizzazione delle produzioni agroalimentari nazionali, con particolare riferimento all'Esposizione universale in programma a Milano il prossimo anno (Expo 2015) , una audizione presso la XIII Commissione ( Agricoltura) della Camera dei Deputati.

Hanno preso parte all'audizione  parlamentare rappresentanti della Fondazione del Banco alimentare, del Coordinamento europeo Via Campesina, dell' Associazione italiana per l'agricoltura biologica (AIAB), del Forum italiano dei movimenti per la terra e il paesaggio, dell 'Associazione per lo studio del picco del petrolio (ASPO - Italia) e dell' Associazione italiana medici per l'ambiente -Isde ( International society of doctors for the enviroment) .
La dottoressa Antonella Litta, referente dell'Isde, nella sua premessa ha evidenziato come acqua, aria, energia, terra, agricoltura e cibo siano connessi da un rapporto indissolubile, dinamico e naturale e che è proprio nel rispetto di questo legame che si misurano nel concreto anche le scelte in favore di un ambiente sano, della salute e il vivere secondo dignità, democrazia e pace dell’intera umanità.

La dottoressa Litta ha sottolineato con forza anche l'estrema necessità ed urgenza di una agricoltura che possa produrre in modo sano sia per la salute che per l'ambiente, riducendo fino al completo abbandono l'uso dei pesticidi, sostanze tossiche e cancerogene, dei fertilizzanti chimici, responsabili dei processi di eutrofizzazione dei bacini lacustri e dei fiumi, che alterano le caratteristiche delle loro acque, spesso utilizzate anche per approvvigionamento ad uso umano; e il netto rifiuto delle produzioni agricole da OGM ( Organismi geneticamente modificati) per le imprevedibili e dannose conseguenze sugli ecosistemi e la salute umana .
Illustrando le drammatiche cifre italiane relative al numero annuale di morti e malati per patologie che possono essere poste in chiara relazione anche all'assunzione di prodotti agricoli ed acqua contaminati, proprio in vista del prossimo evento internazionale di Milano dedicato alla valorizzazione delle produzione agroalimentare mondiale,  la dottoressa Litta ha chiesto un più forte impegno ed assunzione di responsabilità anche da parte del parlamento italiano per leggi che favorendo l'agricoltura biologica, l'uso di fertilizzanti naturali, le produzioni locali, i piccoli allevamenti, possano garantire una maggiore tutela della salute a tutte le persone e prima di tutto ai bambini.
A conclusione del suo intervento  la dottoressa Litta ha annunciato che il prossimo congresso nazionale dell'Associazione italiana medici per l'ambiente- Isde sarà proprio dedicato al tema “ Agricoltura, ambiente e salute” .

Associazione italiana medici per l'ambiente – Isde (International Society of Doctors for the Environment - Italia)



per eventuali comunicazioni:


sabato 8 marzo 2014

Montesilvano, 16 marzo 2014 - La Salute Olistica

Montesilvano - La  Rete Olistica Adriatica ed il convegno del 16 marzo 2014
Cultura Olistica
La cultura olistica (da Olis - La Totalità) va sempre più affermandosi come posizione integrativa per creare sinergie e collegamenti nel variegato mondo evoluzionistico che unisce nuove forme spirituali, l'ecologia del corpo e della mente ecc.
Un tipico esempio di struttura olistica è l'organismo biologico, perché un essere vivente, in quanto tale, va considerato sempre come un'unità-totalità non esprimibile con l'insieme delle parti che lo costituiscono.
In senso figurato uno di questi "organismi biologici" è la Rete Olistica Adriatica nata circa due anni fa dalla necessità e dall’urgenza di ridurre la frammentazione dei modi espressivi presenti nel variegato mondo olistico, dove sovente i soggetti che ne fanno parte non collaborano tra di loro. Le ragioni di questa divisione sono tante, ma principalmente sono riconducibili al timore di perdere la propria visibilità o quantomeno di vederla offuscata. Lavorare in rete non annulla le singole specificità, anzi le potenzia.

Finora hanno aderito alla Rete Olistica Adriatica circa venti associazioni e centri e una cinquantina di operatori che svolgono la loro attività lungo la fascia adriatica, dal Molise alle Marche passando per l’Abruzzo dove è nata il 13 Dicembre 2012. In una prospettiva di condivisione, coerentemente con i suoi intenti originari, nasce l’idea di organizzare, almeno un paio di volte l’anno, degli eventi importanti.
Dopo l’importante convegno su: “I sogni e il sognare”, svoltosi nel Novembre del 2013 che ha avuto nell’indimenticabile Lorenzo Ostuni, uno dei massimi filosofi simbolici internazionali, il suo relatore più autorevole, la Roa, convinta dell’importanza che riveste il tema della salute, sta organizzando un altro convegno nazionale a Pescara. Precisamente a Montesilvano presso il Palacongressi d’Abruzzo il 16 Marzo 2014.

Gli interventi previsti in questa occasione sono molto significativi della cultura olistica: In principio era la salute di Gabriele Lombardozzi; Il risveglio del energia kundalini come chiave del benessere interiore di Cristina Hreniuc; Medicina Integrativa Unificante. Un nuovo modello di medicina preventiva di Nader Butto; Le basi scientifiche della coscienza globale.

Il lavoro interiore come via di trasformazione di Nitamo Montecucco; I segreti della buona salute secondo l’antica scienza spirituale dell’Ayurveda di Giorgio Cerquetti; La Terapia Verbale come guida per una vera rivoluzione di Gabriella Mereu.

Un convegno che si vorrebbe ripetere ogni anno con l’avvicinarsi dell'equinozio di primavera e dove, di volta in volta, si cercherà di riflettere su temi come la salute, la cura, la prevenzione, il benessere, ecc…con l’apporto prezioso di autorevoli personalità. Per raggiungere questi obiettivi si è messo all'opera un gruppo di lavoro di circa 35 persone che mette a disposizione il proprio tempo, in modo assolutamente gratuito. Anche il piccolissimo contributo economico che si chiederà ai partecipanti all’atto della registrazione servirà unicamente a coprire le spese.
Tutti i relatori parteciperanno gratuitamente. Perché uno degli obiettivi della ROA è quello di favorire, fin dove è possibile, la partecipazione, cercando di rimuovere quegli ostacoli, anche di natura economica, che impediscono a molti o ad alcuni di partecipare.
Michele Meomartino - Coordinatore ROA: michelemeomartino@tiscali.it




CONVEGNO NAZIONALE
LA SALUTE OLISTICA

Domenica 16 Marzo 2014
PALACONGRESSI D’ ABRUZZO
Via A. Moro – Zona Warner Village
MONTESILVANO (Pescara)



PROGRAMMA:
Prima Parte:

Ore 9.00
● Inizio Registrazione e Accoglienza

● Presentazione della ROA e del Convegno
Rosy SIANI e Alberto LA MORGIA

Ore 9.15 – 9.30
● Meditazione guidata
Andrea GIAVARA

Ore 9.30 – 10. 30
● In principio era la salute
Gabriele LOMBARDOZZI, dirigente medico c/o la Stroke Unit P.O.  ASL Pescara

Ore 10. 30 – 11.30
● IL risveglio del energia kundalini come chiave del benessere interiore. Benefici e metodo
Cristina HRENIUC, medico chirurgo , fisiatra , omotossicologo

Ore 11.30 – 11.45
● Coffee Break

Ore 11.45 – 13.15
● Medicina Integrativa Unificante. Un nuovo modello di medicina preventiva.
Nader BUTTO, medico cardiologo

Ore 13.30 – 14.30
● PRANZO VEGETARIANO e VEGANO A BUFFET 
(Prenotazione telefonica obbligatoria al 393.2362091 entro il 14 Marzo)

Seconda Parte:
Ore 14.30 – 15.30
● Spazio Benessere Olistico
A cura degli operatori della ROA

Ore 16.00 – 16.30
● Le basi scientifiche della coscienza globale.
Il lavoro interiore come via di trasformazione.
Nitamo MONTECUCCO, Responsabile del Centro Internazionale di Medicina Olistica del Villaggio Globale di Bagni di Lucca

Ore 16.30 – 18.00
● I segreti della buona salute secondo l’antica scienza spirituale dell’Ayurveda
Giorgio CERQUETTI, spirito libero

Ore 18.00 – 18.15
● Coffee Break

Ore 18.15 – 19.45
● La Terapia Verbale come guida per una vera rivoluzione
Gabriella MEREU, Laureata in medicina e chirurgia. E’ odontoiatra, omeopata e grafologa. E’ l’ ideatrice della Terapia Verbale

● Coordinano:
Prima Parte: Silvia DI LUZIO, cardiologo
Seconda Parte: Franco FARIAS, giornalista RAI
__________________________________________________________________________________________
Informazioni e prenotazioni: 393.2362091
Contributo per partecipare al convegno 10 euro
Organizzazione: RETE OLISTICA ADRIATICA




LO STAFF DELLA RETE OLISTICA ADRIATICA 

Il convegno su "La Salute Olistica" è un momento di riflessione offerto a tutti coloro che vogliono approfondire e dilatare i propri spazi di libertà. Gli organizzatori intendono condividere questo importante appuntamento di primavera nella speranza che i semi di riflessione che verranno sparsi producano frutti per tutti. Tutto ciò sarà possibile perché tanti hanno deciso di lavorare in rete. Ben 25 - 30 persone garantiranno tutti i servizi che saranno necessari per un agevole funzionamento. E lo faranno gratuitamente, con entusiasmo e tanta passione.

VI ASPETTIAMO

Roma, 10 marzo 2014: "Il superamento della Sperimentazione Animale"


Visualizzazione di DF - Metodi Alternativi.jpg

Il superamento della Sperimentazione Animale: possibile,
necessario, dovuto!
Convegno - Lunedì 10 Marzo 2014 - ore 15
Università Roma Tre - Dipartimento di Scienze
Aula F - Sede "Le Torri" - Largo San Leonardo Murialdo 1
Roma

IO PARTECIPO VERAMENTE!

Dal momento che l'evento in questione vedrà per la prima
volta nella storia la partecipazione in una aula
universitaria del Tavolo Ministeriale sui Metodi Alternativi
che l'attuale ministro Beatrice Lorenzin sta cercando di far
passare nel dimenticatoio per accontentare il Potere Medico
e l'AIFA;
dal momento che verrà spiegato il nuovo progetto Italia
senza Vivisezione che mira a spostare i fondi della ricerca
sulle alternative all'uso di animali;
dal momento che ci sono stati in pochi mesi tre convegni
importantissimi
- il primo "Fermiamo la Vivisezione" dove in collaborazione
con il Pae come Memento Naturae invitammo il Prof. Claude
Reiss di Antidote Europe e fautore della petizione di oltre
1 milione di firme Stop Vivisection, poi l'evento
organizzato dall'Onorevole Michela Vittoria Brambilla con la
partecipazione tra i relatori del Prof. Marcel Leist e pochi
giorni fa quello della Senatrice Paola Taverna del M5S con
Thomas Hartung della John Hopkins di Baltimora -
che hanno voluto trattare così dettagliatamente una
tematica da sempre osteggiata dai soliti noti e venuta alla
ribalta da non molti anni,
chiediamo a coloro che stanno seguendo con interesse questo
evento di attivarsi soltanto per una partecipazione "vera" e
non "virtuale".

Obiettivo per noi dichiarato è e sarà riempire la sala
che abbiamo ottenuto con grande fatica e che per questo
vogliamo assolutamente onorare.
Pertanto una sala non viene riempita dai "mi piace" di
Facebook, ma da uomini e donne in carne ed ossa, che si
assumono un impegno e si presentano nel luogo dove è stato
organizzato questo convegno.
Ecco perché dal momento che non crediamo alle statistiche
di questo strumento a volte se non sempre molto effimero,
chiediamo SOLO ALLE PERSONE CHE HANNO INTENZIONE DI ESSERCI
di rispondere a questa mail con una semplice scritta:
IO PARTECIPO VERAMENTE

ci servirà per poter fare una stima quantomai realistica
delle presenze effettive che ci saranno e per garantire che
nella sala ci sia un posto a sedere per tutti.
Ricordiamoci che stiamo vivendo un momento storico di grandi
cambiamenti e quindi continuare a gridare il proprio sdegno
alla vivisezione per poi non partecipare fattivamente agli
eventi che potrebbero accelerarne la sua fine, è quanto
mai inutile.


Ci scusiamo se siamo stati un po' bruschi o troppo diretti
ma la posta in gioco lunedì a Roma Tre è per noi molto
alta e quindi il grazie di cuore questa volta, lo
rivolgeremo solo a chi vorrà aiutarci realmente.


Riccardo Oliva
Presidente Associazione Memento Naturae

Volontari a Difesa di Ciò che è Vita!!!

venerdì 7 marzo 2014

Poesia del buongiorno, per nessuno che la legge




Quello che mi esce.
Quello che mi esce mi viene da dentro.
Quello che mi esce è spontaneo.
Si, in tanti, monetizzano, vendono le parole.

Io, non credo nella poesia.
Io vivo così, se per voi è "poesia",
va bene. Gioitene, siatene felici.
La giornata frizzante, oggi, a casa, carnevale ambrosiano,
promette ancora sole più caldo, più in là.
Avrò ancora una gialla farfalla spensierata nell'orto...
Dovrei venderla? Fossilizzarla con un copyright?
No, care amiche, cari amici ,
quello che mi esce mi salva la vita ogni giorno, ogni ora.
Quella farfalla, passeggera come le mie parole, come i miei
"Stati", deve volare, neanche ci provo ad acchiapparla...
Perché dovrei? Ed allora, ai tanti che mi chiedono di pubblicare,
io rispondo che in Italia escono 50.000, si avete letto bene,
cinquantamila pubblicazioni all'anno che hanno 0, zero lettori.
Non mi interessa aggiungermi al mucchio,
diventare merce per critici.
Un amico poeta a Salerno, si è ucciso.
Io lo so, avendo avuto lo stesso vizio "scrivere poesie",
e riscuotendo un "certo successo", poi, se non sfondi davvero,
se non ti vedi tra i grandi, ti senti umiliato, triste.
Nero.

Meglio allora, donarvi queste gialle farfalle,
gratis, quasi ogni giorno ed accontentarmi dei vostri 
"Mi piace". Io so che ci siete e che mi volete bene.

Volete bene al giardiniere di Cranno,
vi prego vogliatemi bene.
Io ho i fiori, ho i fiori,i semi e le parole.
E, sono quella farfalla gialla, sprovveduta,
serena, sembra che canti canzoncine per bambine,
che osservi il mondo ad ali grandi e occhi spalancati.
E' piccina ed è grande, magari è anche mamma,
o è un padre e chi lo sa...
Gialla farfalla di marzo.

Ti dico arrivederci. Vi dico arrivederci.
Io ci sono, ci sarò sempre.
E vi chiedo, solamente, per favore, con il cuore,
quello che m'importa veramente è tenere il cielo azzurro e tenere
l'acqua limpida ed i semi puri.

Quello che vi chiedo, a primavera, ci siamo, è di seminare.
Le parole passano, i giardini restano. Parole e giardini sono collegati.
I fiori hanno bisogno delle parole e le parole hanno bisogno dei fiori.
Io ho bisogno di scrivere ma che sia uno scrivere leggero.
Alla farfalla gialla di marzo, allo spirito fresco di primavera.
Ai miei amici, alle mie amiche.


Buongiorno.


Teodoro Margarita - 7 marzo 2014


giovedì 6 marzo 2014

Il messaggio di Chiara Lubich, donna di chiesa

Carissime tutte,  grazie per i numerosi stimoli che ci fanno riflettere su noi donne e su quale ruolo nella società e anche nella Chiesa.


Anch’io desidero condividere con voi l’immagine di una donna, una donna di Chiesa, una donna che nel suo piccolo ha aperto un varco, che ha gettato tanti semi per far nascere un’umanità nuova: Chiara Lubich. Come si legge in questo articolo (http://www.tempi.it/chiara-lubich-la-donna-che-non-ha-mai-piantato-chiodi-ma-ha-sempre-sciolto-nodi#.UxbmuEaYbIU) Chiara è una donna che non ha piantato chiodi, ma piuttosto sciolto nodi.

Mi piace molto questo esempio di donna che con mitezza e semplicità non si impone sugli altri, non mira a ricoprire cariche, ma piuttosto aspira a costruire l’unità: “Ut omnes unum sint”  (Affinchè tutti siano uno, Gv  17,21). Chiara non ha mai avvertito l’opposizione uomo-donna  perché, come è affermato nelle prime pagine della Bibbia, l'uomo e la donna con un’identica dignità, sono «a immagine di Dio» (Genesi 1, 27). 

Nella sua vita Chiara si è sentita continuamente spinta ad andare oltre ogni barriera per costruire ovunque dialoghi “fecondi” orientati alla realizzazione dell’unità.  Questa donna può essere per noi un invito a riflettere, ad andare oltre i preconcetti e le battaglie, a non "scimmiottare" l’uomo, nei suoi modi e metodi, ma piuttosto a scoprire e a trovare nuove strade per valorizzare le nostre qualità femminili. Dal sogno di Chiara Lubich è infatti nato un movimento, 
noto come il Movimento dei Focolarini, diffuso in tutto il mondo, che ha nel suo statuto di essere diretto da una donna. Anche se non ne faccio parte, ne sono rimasta colpita perché ho scoperto che il nome ufficiale di questo movimento è l’Opera di Maria. Guarda caso anche qui ritorna questo legame bellissimo tra le donne e Maria! 

L’Opera di Maria ha visto nascere tante bellissime iniziative, come le Cittadelle, le Mariapoli, l’Economia di Comunione (per un nuovo modello economico, http://www.edc-online.org/it/), ma anche centri di produzione artistica, case editrici, ecc. Tante “opere” che rimandano e si ispirano al modello di Maria.

Chiara ripeteva che "l’Opera di Maria è come un tessuto al telaio: anche se un filo cede, tutti gli altri tengono. Abbiamo un’assoluta speranza in questa rete d’amore". Vi ringrazio quindi per questa "rete" di donne che si è formata tra noi, dove ognuna con serenità e libertà può condividere pensieri, emozioni, sogni e speranze!

Un abbraccio a tutte in vista dell’8 marzo!

Francesca Cappellaro

PS Per chi vuole approfondire il pensiero di Chiara per una "teologia della donna" vi segnalo questi articoli: http://www.osservatoreromano.va/it/news/salvare-dappertutto-lamore#.UxbnZEaYbIV