Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

mercoledì 5 marzo 2014

Si nasce senza una meta...

Carissimi Paolo e Caterina, mi sembra di capire che si nasce senza una meta precisa, si va ad occupare un posto predisposto dal destino, si ameranno i genitori per necessità di dipendenza, ma appena cresciuti si è imprigionati dalla Società e guidati da interessi maggiori con false ideologie per arricchire i gruppi di potere. Il progresso non migliora la nostra felicità. Lo si può notare dai matrimoni falliti, dai figli che abbandonano le famiglie, dai crimini più sorprendenti. Dove trovare la soluzione dei mali del millennio? Sono certo che molti lettori avranno una idea personale. Un abbraccio, Anthony Ceresa.


Dipinto di Franco Farina


PRIMA DI NASCERE.

Un problema serio che apparentemente non ci si pone prima di nascere, la scelta del paese dove atterrare, la scelta dei genitori, i fratelli, il livello di benessere auspicato, gli amici, eppure sono tutti fattori importanti che determinano il futuro del neonato.

Nulla di nulla, si nasce e basta, per merito del ciclo riproduttivo di Madre Natura, compreso il riciclo delle foglie secche, secondo i parametri naturali imposti dalla biodiversità delle specie di appartenenza nell’eco sistema, esattamente come tutti gli esseri viventi che appartengono al  Regno Animale, Vegetale o Umano, tutti assoggettati ad un tempo di vita conforme alla carica delle energie contenute nella propria pila, sottostando alla legge del più forte, dove non mancano le imboscate, imbrogli, speculazioni e tante Tasse per far fronte al fattore di sfida universale per l’accaparramento del Potere.

Nessuna possibilità di scelta, nessuna possibilità di cambiamento, la Legge Naturale riproduttiva conferma che dai pidocchi nasceranno soltanto pidocchietti, vivi, morti o tonti, in virtù del famoso detto: Tali genitori tali figli. Tali Cittadini tale Politica, Tali Filosofie tali conseguenze.

Questo è esattamente il percorso condizionato della nostra esistenza imposta dalla natura e dal sapere, dove tutti seguiranno il proprio istinto: i ruminanti per sfamarsi si ciberanno di piante e vegetali in genere, i carnivori si ciberanno di altri animali, i pesci più grandi di pesci più piccoli e gli umani con tutto ciò di commestibile regalato dalla natura: pesci, volatili, vegetali, animali, insetti, funghi, ecc.

Prima di nascere non sapevamo neppure di andare a popolare un mondo completamente contrario alle nostre abitudini angeliche dal quale proveniamo, conosciuto come il Paradiso virtuale, e scaraventati improvvisamente in un ambiente dove ogni logica di vita è imposta da fattori di interessi programmati dal Potere con l’ausilio di filosofie terrene astratte, tantissime filosofie Politiche e Religiose oltre a quelle immaginarie con miti creati ad incanto o pseudo-realistiche, soggette a inflessioni di convenienze impositive dettate dal Potere Maschilista, che sottomettono l’uomo al volere del più forte, e la Donna, colei per merito della quale si genera la vita, rimarrà come complemento del piacere del Galletto di turno, con tante mogli o concubine.
Fatti che prima di nascere sono completamente oscuri ai nuovi arrivati, anche nelle scelte preferenziali di cui il Padre Eterno o Madre Natura non hanno mai chiarito sulle differenze di genere: nascere Donna, Uomo, Ibrido o diverso.

L’Uomo si ritiene privilegiato dall’uso della ragione, della coscienza e della saggezza, nel mantenere carica la pila della vita: fisicamente e intellettualmente, ritenendo necessario di ricorrere oltre ai piaceri del palato, anche a valori aggiuntivi giustificandosi che non si vive di solo pane, inventandosi stimoli generati dal sesso, droghe, e dall’astuzia, come quando si va a pescare, dove dietro all’esca si nasconde l’amo canaglia che approfitta della fiducia del prossimo ed opera in coincidenza con il destino, il trovarsi in quel luogo in quel momento e sottostare alle regole di vita imposte dal più forte, a scegliere fra il consumarsi come preda del pesce più grande o più potente, oppure vittima dell’amo nascosto, quel tranello che carpisce la tua fiducia, le cui sofferenze variano secondo le appartenenze ai vari gradi nella società: dai privilegiati con la giustizia ai piedi, quelli meno fortunati appartenenti alla plebe, o i miserabili e i randagi considerati lo scarto della Comunità.
Ma non è tutto, l’astuzia umana va molto oltre con le filosofie Politiche e Religiose, le quali non ti lasciano neanche il tempo di pensare, ed appena nato sei già in lista con il battesimo, seguito da un contatto continuo per effetto che è nato il sette miliardesimo individuo da sfruttare.

Atto di nascita, Certificato di Battesimo, Carta di identità, titolo di studio, Passaporto, Assicurazione, Codice Fiscale, Documento Anagrafico, Scheda Elettorale, Partito di appartenenza, Tessera Bancaria, Tasse di Possesso, Tasse sulle tue fatiche, Tasse sul lavoro, Tasse e Imposte di consumo, Tasse sui costi del vivere, Tasse finali sulle rimunerazioni, in sostanza si mangiano tutto.

Ti agguantano ancor prima che incominci a renderti conto dove ti trovi e ti obbligano ad arruolarti fra i soldati delle tenebre, dove ti assicurano che il buio diventa luce, la guerra diventa aiuti umani, dove la fiducia e la fede condita da belle parole occupano i primi posti in tutti i dialoghi, per infondere speranze sempre rivolte al futuro.

Fanno uso dei grandi misteri ancora non capiti per quanto concerne la Natura, manovrati con infinite ideologie imposte da svariati interessi Terreni, che tendono a immobilizzare l’umanità nella ricerca della verità, di cui i vari Culti che continuano a profanare la sacralità dell’uomo, con la rappresentanza terrena di un Dio, un solo Dio ma diverso per ogni Religione, causando perenni conflitti di interesse, senza risolvere il vero grande interrogativo della nostra esistenza: si sa quando si nasce, senza sapere il perché si nasce, sottostando ai voleri del potere, e quando, dove, come e perché si muore. Detto in termini reali: nascere, soffrire e morire, portandoci dietro il solenne interrogativo: Quale è lo scopo della nostra esistenza? Come sarà la nostra vita dopo essere divenuti polvere?

Questo è il vero grande problema per cui molte persone deboli, sofferenti e abbandonate dall’uomo e dalla presunta Divinità, giungono al suicidio.

Per deviare da questo concetto poco edificante, qualcuno continua ad offrire l’elisir di lunga vita o meglio di una vita eterna nell’aldilà, basandosi esclusivamente su storie inventate nel tempo da miti inesistenti, le cui ideologie vengono interpretate come vero-simili, per edificare l’Impero Universale Terreno per scopi di interesse.
I continui viaggi della scienza attraverso l’etere con sofisticate navi spaziali, non hanno dato prova dell’esistenza della vita nell’universo. Neanche Dio è stato trovato, tanto meno suo Figlio e nemmeno la dimora, facendoci pensare che gran parte degli insegnamenti tramandati nel tempo, sono nulla più di ciofeche contornate da fantasiose bugie.

La schiacciante realtà sussiste nel fatto che il nostro Pianeta Terra, l’unico pianeta abitato dall’uomo con sette miliardi di anime umane, vi sono 30.547 religioni, ognuna col suo Dio e altrettante divinità sparse in dottrine, scuole filosofiche, credenze, sette, culti tribali, tutte e tutti inneggiando al Buon Dio per una torta sempre maggiore.

Il Cattolicesimo, fra le migliaia di ideologie Religiose, si inserisce al primo posto per i tanti scandali soffocati dalla censura per mantenere l’afflusso di disinformati che prima o poi si sveglieranno.

Ero un Uomo di Fede e mi è stata estorta con gli inganni delle parole.  
Il vero grande paradigma irrisolto, coincide col definire energumeni tutte le persone possedute, ossesse, da convinzioni astratte che si presentano in modo piacevole e convincente con ideologie surreali, le quali hanno la tendenza a immobilizzare il pensiero altrui inducendoli al rifiuto nella ricerca della verità.
Quella ricerca della verità consigliata da Socrate nel 470 o da Confucio 500 a.C. che prese spunto da antiche filosofie Preistoriche nate ad Oriente, le quali partono dall’epoca nella quale l’uomo inizia a ragionare con le varie scoperte: il fuoco, la scrittura, i metalli, circa 3 milioni di anni a.C. concentrandosi sulle filosofie della saggezza, le quali con il passare del tempo si accentuarono in filosofie speculative per mantenere una casta di privilegiati Politici e Spirituali.

Anthony Ceresa


...........................................

Commento Ricevuto: 

Caro Anthony, il quadro che fai è veramente molto molto complicato e sono convinto che la verità è sempre semplicissima, più è semplice e più è vera.
Il nostro futuro è già previsto da sempre e gli umani a forza di  "sbattere il grugno" seguiteranno ad evolvere come è accaduto a tutti gli esseri viventi fin dall'inizio della loro esistenza.
Tu hai fatto il quadro del bicchiere mezzo vuoto, prova invece a guardarti intorno e sono sicuro che ogni giorno potrai scoprire di cosa essere infinitamente grato per essere vivo.
Tu e io non possiamo cambiare la società italiana, ogni italiano farà il suo percorso in base ai mezzi che la natura gli ha fornito.
Se cerchi le soluzioni dentro di te riuscirai a dare meno importanza a quello che fanno gli altri e l'esempio è il più importante messaggio che puoi passare agli altri.
Cordiali saluti
Roberto Anastagi 

martedì 4 marzo 2014

Lotta agli insetti nocivi con sistemi biologici e naturali



Nelle aree antropizzate dev'essere consentito solo l'impiego dei mezzi biologici, sostitutivi di quelli chimici, tra l'altro molto più efficaci dei pesticidi...

Ad esempio 
- contro le zanzare (uso di batteri innocui come il Bacillus Thuringiensis , var Israeliensis contro le larve e non inutili trattamenti contro gli adulti che possono essere allontanati con  repellenti naturali, 
- le mosche (lotta biologica con insetti utili, trappole), 
- per il controllo dell'erba... Taglio e/o Pirodiserbo e non disseccanti CHIMICI tossici
ecc..

Deve essere vietato immediatamente l'impiego dei disseccanti, pericolosissimi per la salute e l'ambiente
Disseccanti, tra l'altro, non compatibili con l'obbligo di agricoltura integrata su tutto il territorio europeo dal 1 gennaio 2014, in quanto vengono impiegati al posto una lavorazione meccanica (interramento dell'erba prima della semina, e taglio delle erbe sotto le colture arboree)

Mi raccomando, 
Presidiate la conferenza sugli insetticidi in aree urbane - del CNR Roma 7 marzo 2014 - http://retedellereti.blogspot.it/2014/02/roma-cnr-7-marzo-2014-insetticidi-loro.html

I cittadini si rifiutano di subire irrorazioni tossiche per gli esseri umani e per gli organismi utili ... volgiamo tornare a sentire il profumo dell'erba tagliata, senza mettere a rischio l'incolumità nostra e dei nostri figli

siamo disponibili per un corso di controllo biologico degli insetti molesti e delle avversità di orti e giardini


Giuseppe Altieri  - 
Clinica Ecologica del verde - Studio Agernova

lunedì 3 marzo 2014

Venti di guerra, inquinamento pesante? Addestrarsi alla detossificazione da agenti chimici e radiazioni atomiche

PROTOCOLLO PER LIMITARE LA CONTAMINAZIONE NUCLEARE. E’ ESTREMAMENTE IMPORTANTE.


STAMPATEVI QUESTO POST, IN CASO DI NECESSITA’ DIFFONDETELO.
IL PROTOCOLLO PROPOSTO E’ ESTREMAMENTE EFFICACE OLTRE CHE
CONTRO LE RADIAZIONI ANCHE CONTRO I METALLI PESANTI E LA CHIMICA DANNOSA.
E’ TEMPO DÌ PREPARARSI AI PEGGIORI SCENARI, UN INCIDENTE
NUCLEARE E’ SEMPRE POSSIBILE COME INSEGNA IL GIAPPONE.
Dal momento che viviamo in un pianeta tossico che diventa sempre più tossico ogni anno, chiunque voglia sopravvivere alle sfide a cui i nostri corpi vengono sottoposti è meglio si prepari ad un efficace protocollo di detossificazione, chelazione di metalli pesanti e particelle radioattive.
Considerando quello che sta succedendo in Giappone e la certezza che in caso di incidente catastrofico, in Italia arriverà della radiazione, anche se minima, e la certezza che arriverà sulla nostra tavola attraverso l’alimentazione, è meglio sapere come proteggersi in modo efficacissimo in caso di contaminazione, con le informazioni di questo post la
radioattività non farà più paura perché la si può affrontare in modo vincente.
I consigli sono relativi a qualsiasi contaminazione non importa quanto grave, con la semplice alimentazione, si è scoperto in seguito, che in Giappone dopo la bomba atomica in ospedali che avevano certi cibi sono stati esenti dal cancro e dalla leucemia, mentre in altri con una alimentazione diversa morti in quantità, la semplice ricetta la darò alla fine del post, prima informazioni importanti e consigli vincenti.
In caso di incidente atomico i nemici primari sono due, uranio e iodio radioattivo, questa è la minaccia primaria da affrontare, altri composti radioattivi minori quali cesio e stronzio,vengono anch’essi eliminati. Considerando che siamo comunque esposti a fonti di radiazioni di tipo medicale e altro, il consumo di alcuni supplementi a scopo detossificante è comunque una eccellente idea.
Di conseguenza è consigliabile fare scorta dei prodotti che menzionerò.
IODIO PRIMA MINACCIA, PRIMA DIFESA.
Non tutto lo iodio è uguale, il corpo usa varie forme di iodio. In caso di esposizione certa alle radiazioni lo IODURO DÌ POTASSIO, è la forma da prendere per proteggere la tiroide avendo con tale organo una forte affinità come agente bloccante, in quanto si lega allo iodio radioattivo che viene rimosso in 24-72 ore, ed è prodotto per tale scopo, se le radiazioni non sono presenti l’assunzione di ioduro di potassio è inefficace. Lo si trova in tavolette da 130 milligrammi. Non acquistare tavolette con concentrazione inferiore.
Adulti e donne in gravidanza 130 milligrammi al giorno. Bambini dai 3 anni ai 18 anni fino a 70 chili di peso, 65 milligrammi al giorno.
Bambini di peso superiore ai 70 chili, 130 milligrammi al giorno indipendentemente dell’età.
Bambini da un mese e tre anni di età, 32 milligr. giorno indipendentemente dal fatto che allattino al seno no.
Bambini dalla nascita ad un mese di età 16 milligr. giorno indipendentemente dal fatto che allattino al seno o no.
Sarebbe buona norma non aspettare l’arrivo delle radiazioni prima di agire ed assumere ioduro di potassio a scopo preventivo in modo di averlo in circolo nel corpo all’arrivo delle radiazioni impedendo di conseguenza allo iodio radioattivo di legarsi all’interno della tiroide.
IODIO NATURALE
Le cellule hanno recettori per lo iodio, in occidente come è provato le persone soffrono di una carenza cronica di iodio, lo iodio radioattivo trovando recettori liberi vi si installa da qui i problemi. La difesa consiste nell’occupare i recettori cellulari con iodio naturale, in questo modo quello radioattivo non trovando luoghi in cui installarsi viene espulso. L’assunzione regolare di iodio naturale oltre che difendere dalle radiazioni ha un forte impatto sul cancro, e la mancanza di energia, ed è correlato ad una potente difesa della salute. Il sale iodato non è assolutamente una fonte di iodio in quanto per assumerne in giusta quantità si muore
avvelenati dal sale, le pillole o gli integratori si possono evitare in quanto c’è di meglio ed a minor prezzo. La quantità giornaliera consigliata è di 150 micro grammi al giorno, una cosa ridicola e come altri minerali e vitamine tale dose consigliata ha lo scopo di tenerci perennemente deficienti di nutrienti. La reale dose minima consigliata è da 6 a 12
milligrammi al giorno cioè quasi cento volte superiore a quella consigliata dalle autorità sanitarie, questa quantità la si può facilmente raggiungere e superare con le alghe. In ogni caso si possono consumare in tutta sicurezza fino a 50 milligrammi (non micro grammi) al giorno di iodio naturale. Ricordo che microgrammi sono milionesimi di grammo e
milligrammi sono millesimi di grammo.
La fonte migliore e più abbondante di iodio sono le alghe.
Alga Kelp. La fonte più abbondante di iodio naturale. Viene usata in granuli per insaporire i cibi al posto del sale, un quarto di cucchiaino di granuli di Kelp contengono 3 milligrammi di iodio naturale.
Alga Kombu. Con questo nome vengono commercializzate un’ampia gamma di alghe brune, si possono usare per insaporire i cibi oppure come qualsiasi altra verdura. Il kombu contiene fino a 2,5 milligrammi di iodio per grammo di alga.
Alga Nori. Nome generale delle alghe rosse, contengono solo 16 microgrammi di iodio per grammo ma facili da trovare e sono deliziose da mangiare.
Spaghetti di mare, contengono poco iodio che è sempre meglio di niente e sono un valido sostituto della normale pasta e sono molto buoni.
URANIO RADIOATTIVO E IMPOVERITO
Se siete stati esposti a radiazioni mediche eccessive (raggi X), se volate troppo, se avete ingerito cibo contaminato da radiazioni, il seguente protocollo studiato per l’uranio dovreste applicarlo su base regolare. Stando ai vecchi manuali militari, il mezzo migliore per affrontate l’uranio sia ingerito che inalato, oltre che per rimuoverlo dal suolo, è il BICARBONATO, se si prevede una contaminazione radioattiva da uranio sarebbe opportuno farne una scorta di 15-30 chili.
Abitualmente, i reni, sono il primo organo che viene danneggiato dall’esposizione all’uranio.
I manuali militari consigliano il bicarbonato per rendere alcaline le urine nel caso questa contaminazione avvenga. Gli ioni uranile, con il bicarbonato diventano meno pericolosi per i reni e ne viene promossa l’espulsione come composti non tossici del complesso carbonati di
uranio. L’ingestione di bicarbonato diminuisce la severità dei cambiamenti che si verificano nei reni da parte dell’uranio. Il bicarbonato è così efficace e utile che nei Los Alamos National Laboratory in New Mexico, il ricercatore Don York lo ha usato per decontaminare il suolo contaminato da uranio, che ne ha rimosso fino al 92%, il bicarbonato si lega
all’uranio separandolo dal terreno. Il bicarbonato rimuove con sicurezza per le persone, vernici, grassi, residui di fumo, diminuisce l’esposizione a materiali chimici pericolosi nei lavoratori, ed elimina la maggior parte dei rifiuti associati. Il bicarbonato è in grado di decontaminare aree in cui altre sostanze sono pericolose da usare. Per queste ragioni viene
usato in oncologia per proteggere i pazienti dagli effetti tossici della chemio terapia.
L’uranio è uno dei pochi metalli che ha un significativo legame con il carbonato per questo viene rimosso in tutta sicurezza. Ingerire molto bicarbonato con acqua è estremamente utile per i reni scrive il Dr. Chris Shade. Non esiste migliore terapia per le malattie, la nausea e vomito da radiazioni, di bagni con bicarbonato. In caso di necessità iniziare con bagni usandone mezzo chilo.
Il problema dell’uranio e delle altre particelle radioattive di provenienza dalla caduta radioattiva (fall out) si estende ai polmoni per inalazione di piccole particelle insolubili che si depositano nelle pareti polmonari. E’ una eccellente idea affrontare il problema mediante inalazione attraverso aerosol di bicarbonato sciolto in acqua, Dr. Sarah Mayhill. I veleni
radioattivi usano la stessa via di chelazione del mercurio da questo sono stati sviluppati programmi di detossificazione molto efficaci usando prodotti chelanti.
Viene consigliato di usare forti dosi di vitamina c, magnesio, spirulina e clorella, oltre al bicarbonato.
La spirulina e clorella sono stati usati con grande successo dai russi dopo l’incidente di Chernobyl. La clorella come è noto è uno dei più potenti chelanti esistenti, i giapponesi hanno provato che è in grado di chelare anche i materiali radioattivi.
BROCCOLI. Il consumo di broccoli è imperativo in caso di radiazioni (oltre che per la chelazione di metalli pesanti). I broccoli contengono composti dello zolfo che innescano la produzione di glutatione che da come risultato la rimozione da metalli e l’eliminazione dei radicali liberi che i materiali radioattivi producono in abbondanza.
RICETTA DI NAGASAKI.
MISO, CEREALI INTEGRALI, ALGHE.
Dopo la bomba atomica, su tale città si è notato, che negli ospedali in cui si consumava MISO non ci sono stati morti da radiazioni, mentre in ospedali dove non lo si consumava i morti sono stati molti. Si è scoperto che il miso (complesso vitaminico B) ha un forte effetto di rimozione dagli elementi radioattivi. Da questo la ricetta proposta.
Cereali integrali. Hanno un moltitudine di benefici. Le fibre si legano alle tossine accelerando il transito intestinale. La vitamina B6 nutre la ghiandola timo. La vitamina E migliora di molto l’utilizzo dell’ossigeno.
La rutina, aiuta a proteggere dalle radiazioni e stimola la produzione del midollo osseo.
Alghe, oltre al contenuto di iodio impediscono il riassorbimento del radioattivo stronzio 90. Questa semplice ricetta deriva dai medici di Nagasaki che hanno notato la loro (e dei loro pazienti), immunità al cancro e alla leucemia nonostante la bomba atomica.
Tutto dipende dalla gravità dell’esposizione ai materiali radioattivi, ad esclusione della esposizione devastante, il protocollo indicato si è dimostrato estremamente efficace.
Il cesio e lo stronzio vengono anch’essi eliminati o chelati con il protocollo indicato. Il protocollo deriva dai vecchi manuali militari americani, resta in sospeso la domanda del perché nei vari teatri di guerra, tale protocollo non è stato usato sui soldati, inquinati da uranio impoverito.
Gianni Zulato
(Fonte: http://www.stampalibera.com)

domenica 2 marzo 2014

Costituzione comitato per l'Agricoltura Familiare

COMITATO ITALIANO PER L’ANNO INTERNAZIONALE DELL’AGRICOLTURA FAMILIARE (AIAF)

report sulla costituzione del comitato a livello nazionale
e le articolazioni regionali



Da una proposta del CISA (Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare), si è avviata la costituzione del Comitato Italiano per l’Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare (AIAF), lanciato dall’ONU lo scorso 22 novembre e che si svolge nel 2014. Il Comitato può essere composto da un gruppo di organizzazioni della società civile (agricole, pastori, organizzazioni contadine, ONG, indigeni, pescatori, etc.) che decidono di organizzarsi per promuovere l'AIAF e i suoi obiettivi nel proprio paese, dando priorità e protagonismo alle organizzazioni contadine.

L’agricoltura familiare è così definita dalla FAO: la produzione agricola e forestale, della pesca, dell’acquacoltura e della pastorizia amministrata e gestita da una famiglia e che dipende prevalentemente dal lavoro familiare non stipendiato, sia femminile che maschile. La famiglia e l’azienda agricola si legano, sviluppano e combinano insieme più funzioni (economiche, ambientali, riproduttive, sociali e culturali).


CARATTERISTICHE DELL’ANNO INTERNAZIONALE

Obiettivo: ottenere politiche specifiche a favore del riconoscimento e dello sviluppo dell’agricoltura familiare (la legge deve dare forza a chi sul territorio è una forza)

Guidato dalla società civile:
per l’AIAF i veri protagonisti devono essere i contadini, e dunque le realtà sociali e le altre associazioni locali dovranno mettersi a “servizio” delle realtà agricole.

Il sito di riferimento della campagna della società civile a livello internazionale è www.familyfarmingcampaign.net, mentre quello ufficiale della FAO è
e quello dell’IFAD è http://www.ifad.org/events/iyff/


Livelli di organizzazione e coinvolgimento:
  • Nazionale: comitati nazionali di sostegno all’AIAF
  • Regionale: federazioni agricole presenti a livello continentale
  • Internazionale: comitato consultivo mondiale della società civile


IN OGNI PAESE
Ad oggi esistono comitati nazionali in molti paesi 

IN ITALIA
In Italia ci siamo riuniti tra organizzazioni e movimenti contadini, a partire dal gruppo che ha lanciato già da qualche anno laCampagna popolare per l’agricoltura contadina,   che ha lavorato sulle Linee Guida per una Legge Quadro sulle Agricolture Contadine, e ONG, più impegnate sul versante cooperazione internazionale e sovranità alimentare. Tutti sono uniti dalla necessità di focalizzare l'attenzione sull’agricoltura contadina.

Si fa fatica a far accettare il pluralismo delle agricolture e delle rappresentanze agricole. E’ la piccola agricoltura che fa le spese nel sistema agricolo. La sfida condivisa è far accettare la legittimità della piccola agricoltura come un fattore strutturale importante del sistema agricolo nazionale. La discussione in Italia è nei termini di estromettere la piccola agricoltura dal sistema, considerandola dannosa se non marginale. Abbiamo la necessità di far vivere il confronto con una soggettività forte dei piccoli agricoltori, ed è determinante farla crescere nei prossimi mesi. Concretamente abbiamo stabilito di darci obiettivi non celebrativi; tutte le politiche agricole degli ultimi anni hanno fornito un pezzo minoritario, mentre l’agricoltura mondiale è fatta da gente che non sta beneficiando di politiche agricole.

La proposta di linee guida per la legge quadro sulle agricolture contadine si è vista ampiamente modificata nel trascorso di questi quattro anni: da una base inizialmente focalizzata sulle microaziende e la microvendita è passata a essere una proposta più complessiva, scegliendo di lavorare su percorsi globali di agricoltura. Ovvero lavorare sulla “piccola agricoltura” come modello per raggiungere:

    • La sovranità alimentare: la sovranità alimentare è il terreno principe in cui mettere assieme il lavoro dei contadini con quello dei cittadini, e non è solo un problema dei contadini ma anche dei cittadini, che vogliono sapere da dove arriva il cibo. L’agricoltura familiare è dunque la garanzia per la nostra sovranità alimentare.

    • La sostenibilità: no a qualsiasi agricoltura, ma agricoltura sostenibile, che mette al centro i metodi di produzione alimentare e le impronte ecologiche dei prodotti.

L’agricoltura contadina (concetto che è stato declinato dal termine agricoltura familiare) è il modello più diffuso in Italia (per quanto riguarda i numeri) ma il problema è che nelle politiche europee e italiane il budget destinato alla agricoltura di piccola scala è soltanto un 5% del totale, mentre l’altro 95% va alle grande aziende agricole.
L’obiettivo di questa legge quadro è riconoscere un modello di agricoltura (il modello di agricoltura contadina), legittimarlo e dargli dignità.

COSA è STATO DEFINITO AD OGGI

Si sono svolte alcune riunioni tra il Coordinamento della Campagna popolare e le Associazioni che hanno iniziato ad aderire al Comitato Italiano per l’anno internazionale, a partire da quelle aderenti al CISA.

Obiettivo prioritario:
  • Promuovere nel nostro Paese politiche concrete in favore di sistemi agricoli sostenibili basati sulle unità famigliari; guidare nella pratica, spingere il ruolo delle organizzazioni agricole, di allevatori e pescatori, ed accrescerne la consapevolezza dell'opinione pubblica.

Quindi:

- obiettivi sulla politica nazionale, a tutti i livelli, domandando l'adozione concreta di mezzi e strategie, con relativa allocazione finanziaria
- impegni dell'Italia in ambito europeo e per le politiche di cooperazione allo sviluppo (ruolo delle donne, delle comunità indigene, lotta alla povertà rurale, difesa della sovranità alimentare, lotta al land grabbing, per la libertà di scambio dei semi, intervento sulle politiche di commercio internazionale…)
- rafforzamento della rappresentanza politica delle organizzazioni contadine nel processo di decision making e inclusione nei processi legati alle politiche agrarie
- campagna di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sul ruolo decisivo dell'agricoltura famigliare nella produzione sostenibile di cibo e nella conservazione degli ecosistemi e della biodiversità

ENTRANDO PIU’ NEL MERITO DEI VARI AMBITI
IL COMITATO

Le prospettive vanno oltre l’anno internazionale, quindi la decisione è di chiamarci Comitato Italiano per le agricolture contadine.

Per i criteri di adesione, si stabilisce un’adesione “consapevole” e “attiva” in termini di partecipazione (stabilendo dei criteri minimi per l’adesione, che riguardano un impegno di base alla comunicazione sui propri strumenti e l’appoggio operativo ad almeno una delle iniziative che verranno programmate).

La partecipazione è aperta sia a livello di associazioni/organizzazioni che a livello individuale di cittadino; in questo caso le persone saranno invitate ad attivarsi a livello locale, entrando in contatto con quelle realtà partecipanti al comitato che sono nel territorio stesso dell’individuo.

Modalità di lavoro: gli aderenti possono mantenere la propria libertà e indipendenza sul tema, e dunque il lavoro verrà suddiviso secondo disponibilità e capacità di ogni membro del Comitato.

Decisioni operative:
  • Definire il modulo di adesione e un vademecum per la partecipazione
  • Preparare lettere di presentazione da usare nelle varie occasioni


LINEE GUIDA PER UNA LEGGE QUADRO

E’ stato riconosciuto come obiettivo molto pragmatico: lavorare sulle normative a sostegno delle agricolture contadine, con le istituzioni che scrivono le leggi, agendo a tutti i livelli, dal consiglio comunale al parlamentare. A livello regionale è attivo il lavoro in alcune regioni (Piemonte e Toscana) dove sono state presentate pdl sulla semplificazione delle trasformazione dei prodotti nelle piccole aziende. Il concetto portante: i movimenti presentano i contenuti e chiedono ai legislatori di farne la norma. Dopo la presentazione delle Linee Guida alla Camera dei deputati dello scorso 10 ottobre, con 15 parlamentari è in atto uno scambio di riflessioni sulle linee guida per giungere ad un'audizione con le Commissioni agricoltura di Camera e Senato.
Due quindi le linee di azione:
  1. una legge quadro nazionale che riconosca le agricolture contadine, individui le caratteristiche e definisca gli ambiti di intervento;
  2. elaborazione di normative specifiche su singole tematiche (es: accesso alla terra, produzione-trasformazione-vendita dei prodotti, sementi e razze locali, accesso ai mercati, fiscalità, misure di sostegno e Pac)

Le prime decisioni operative:
  1. A livello istituzionale: coinvolgere Ministero e commissioni dei gruppi parlamentari da parte della Campagna Contadina e fomentare la realizzazione d’un incontro tra Camera/Senato e il CIAFC + Campagna Contadina.
    • Comunicare ufficialmente l’istituzione del Comitato al MIPAF e al MAE
    • Prendere contatto con il vicepresidente delle commissioni per preparare l’incontro
    • Confrontarsi e verificare il coinvolgimento delle 3 organizzazioni professionali agricole nazionali
    • Coinvolgere anche la Conferenza Stato Regioni
  1. A livello sociale:
  • Organizzare coordinamenti regionali
  • raccolta firme (che serve per fare pressione politica e anche informare all’opinione pubblica), iniziando con l’appoggio dell’iniziativa di Terra Nuova e organizzazione di discussioni agricole.
  • Sottoscrizione della campagna popolare
  1. A lungo termine è stato proposto di provare a coinvolgere la Conferenza Episcopale e realizzare un meeting direttamente con la Presidenza della Repubblica.


POLICY EUROPEA

A livello di policy anche europea, gli ambiti che abbiamo iniziato ad individuare riguardano le politiche di accesso alla terra, di accesso e distribuzione sementi, il pacchetto d’igiene che sta determinando l’impossibilità di trasformare a livello aziendale, e il ricollegarsi alla decisione FAO su investimenti in agricoltura e invito a sviluppare una visione nazionale sull’agricoltura familiare. Chiave di lettura fondamentale: la solidarietà della rete contadina internazionale.

Si stabiliscono i primi punti di azione:
  • Accreditare ufficialmente alla FAO il Comitato
  • Includere nella Legge quadro sulle agricolture contadine di un punto di riferimento sul ruolo della partecipazione italiana a livello europeo.
  • Favorire lo scambio di esperienze tra le diverse realtà contadine (tramite evento Terra Madre di Slow Food o i “Brussels Development Briefing” tra l’Europa e i paesi ACP, ad esempio).
  • Affrontare la questione sementi a livello internazionale.
  • Organizzare un side-event durante il CFS di ottobre e per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione che sarà dedicata all’AIAF
  • Collegarsi con gli altri comitati in Europa


CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE
A livello di campagna di sensibilizzazione, è strategico darci l’obiettivo di intervenire sull’opinione pubblica generale. C’è stato il consenso a sviluppare una campagna di comunicazione unitaria che venga assunta da tutti come riferimento comunicativo per le proprie iniziative.
  • Si è definito il nome del Comitato: Comitato Italiano per l’Agricoltura Familiare e Contadina (CIAFC.)
  • Si è deciso di proseguire nell’utilizzo del logo ufficiale per l’Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare durante il 2014 e modificarlo nel 2015 per creare un logo proprietà del CIAFC.
  • Cominciare ad agire a livello comunicativo attraverso la creazione di una pagina Facebook/blog.
  • Preparare lettere di presentazione istituzionale e sociale.
  • Mettere in contatto contadini e “mangiatori”/co-produttori (termine che definisce i consumatori) che comincino a lavorare insieme.
  • Sviluppare una sorta di Ufficio Stampa liquido che si occupi della comunicazione.
  • Creare un piccolo kit di documentazione che riepiloghi le informazioni riguardanti il CIAFC.
  • Individuare gli eventi-chiave in cui esserci come Comitato (es: Fa la cosa giusta, in cui è già previsto l’appuntamento il 29 marzo alle 18, a Viterbo il 17 aprile, a Roma nell’ambito del progetto Oltre la crescita il 28 giugno, etc.)
  • Sviluppare iniziative di raccolta fondi

QUINDI:
  • Si costituiscono 3 gruppi di lavoro, ai quali ogni organizzazione è libera di partecipare, potendoci dedicare tempo ed energie, e all’interno dei quali viene stabilito un referente che si impegna nel coordinamento. Ogni gruppo prova a stilare un primo programma entro il 15 marzo, periodo in cui convocheremo una prossima riunione di coordinamento
  • Parte anche la costituzione di coordinamenti regionali: lasciamo libertà a chi ha partecipato fino ad oggi di proporre il coordinamento nella propria regione
  • Viene inviato immediatamente l’accreditamento a FAO e ministeri coinvolti
  • Verifichiamo l’opportunità e la possibilità di redarre una newsletter quindicinale di aggiornamento complessivo

sabato 1 marzo 2014

Spilamberto, 2 marzo 2014, primarie PD... e come fu che imparai ad amare Daniela Barozzi


Foto: Domenica 2 marzo, alle Primarie del centrosinistra di Spilamberto, si vota in 13 seggi per scegliere tra Daniela Barozzi e Umberto Costantini il candidato sindaco del centrosinistra alle amministrative.


Ormai alcuni mesi fa mi sono avvicinata a queste primarie all'interno della coalizione di centro-sinistra per l'elezione del Sindaco, nel paese dove vivo ormai dal 2000 (e lavoro dal 1989), ma con una certa titubanza. Infatti, da tempo, sia alle amministrative che alle politiche avevo sempre votato per "altri" , pur rimanendo sempre, secondo me, nella sinistra.

Ebbi un approccio indiretto  anni fa con Daniela Barozzi, quando io ed il mio compagno, Paolo D'Arpini, andammo a proporre all'ufficio cultura di cui Daniela è assessore, di organizzare nella  biblioteca di Spilamberto alcune serate di presentazione della cultura cinese classica (Confucianesimo, Taoismo e Buddhismo), e sul Libro dei Mutamenti. Un tema questo  da Paolo  approfondito in anni di studio e di riscontri esperienziali. Inoltre proponemmo una recita, da farsi nel cortile della biblioteca, ispirata al libro "101 storie zen". Entrambe le proposte non furono  prese in considerazione:  non c'era tempo, era troppo presto per fare la richiesta o era troppo tardi. La cosa non ci fece piacere, certo, ma neanche ci sconvolse.  Le motivazioni potevano essere semplici: non siamo (o non eravamo) conosciuti in paese, non facciamo parte di nessuna associazione locale, gli argomenti erano troppo "strani", troppo "diversi" da quelli che vengono trattati comunemente nelle manifestazioni culturali locali.

Personalmente, come tutti credo, sono sempre interessata a sapere come vanno le cose in paese ma sono anche alquanto pigra e discontinua nella presenza. Saltuariamente presenzio ai consigli comunali (sempre o quasi deserti - mi stupisce tutta questa partecipazione a queste primarie - quasi fossero uno spettacolo di cui non si sa neanche quante siano le puntate previste) ed ho avuto così occasione di sentir parlare varie volte sia Daniela che Umberto.

Daniela a volte l'ho trovata un po' dura con l'opposizione e forse troppo "orgogliosa" di essere spilambertese. Vengo da due città belle e importanti, Roma e Bologna e da un paesino meraviglioso delle Marche, Treia, e trovo Spilamberto un paese in cui tutto sommato si vive bene, per tanti motivi, ma non è certo uno "splendore" (dal punto di vista architettonico o paesaggistico). 

Ho avuto modo di apprezzare almeno una volta un intervento di Umberto in consiglio comunale (e gliel'ho anche scritto su FB), quando votò contro la proposta di spostamento dell'edificabilità da una zona vicino alla nuova rotonda alla COOP a un tratto di via Cervarola, via tra le mie preferite. Quel suo senso di autostima  e conseguente affermazione delle proprie idee  sempre e comunque, anche a costo di andare "contro", mi era in fondo piaciuto. Un'impressione positiva non tanto sul merito della questione, ma su questa ricerca di pulizia.

Quando ho saputo delle primarie sono rimasta un po' nel dilemma. Tra l'altro non ero neanche sicura se avrei votato per la coalizione.... Poi ho cominciato a leggere le cose che scrivevano e ad ascoltare quello che dicevano i due candidati. Per quanto riguarda i programmi di massima presentati li ho trovati abbastanza simili.

Lo confesso: non sono andata alle riunioni della Fabbrica del Programma di Umberto perché non mi piaceva il metodo: 4,5,6 tavoli ogni volta per parlare contemporaneamente in ogni tavolo di una particella dell'argomento. Ho preferito il metodo di Daniela: un'unica assemblea in cui ognuno poteva dire a tutti la sua sull'argomento trattato. Tre serate su tre argomenti, io ho partecipato  alla prima, sull'ambiente, un po' per questioni di tempo, ma anche perché quello è l'argomento che mi sta più a cuore e nel quale penso che l'amministrazione possa e debba fare molto.  Ho trovato i ragazzi che l'affiancavano seri, motivati e preparati, in una parola, degni di fiducia. Poi sono ancora intervenuta ad una successiva assemblea sui problemi delle periferie, trovando che i problemi esposti erano molto azzeccati e chiaramente descritti.  

Dall'altra parte, sul fronte di Umberto,  ho letto proprio recentemente e con dispiacere una frase di uno dei suoi sostenitori  che avrebbe detto durante la serata conclusiva qualcosa a proposito del programma di Umberto che sarebbe stato "creato dagli spilambertesi per gli spilambertesi e non da persone che l'hanno fatto per un lavoro, per un assessorato, per la carriera".  Ho trovato questo discorso poco corretto e non vedo su quali fatti si sia basato. Se Daniela sarà, come spero, eletta sindaco a maggio, nominerà gli assessori che riterrà capaci di ricoprire quel ruolo, ne sono certa. Ed Umberto, nel caso venisse nominato e poi eletto a maggio, di chi si circonderà? Forse degli esperti di cui si è circondato nella Fabbrica del Programma?

Comunque, polemiche a parte, leggendo e ascoltando mi sono fatta delle idee: trovo Daniela molto preparata, a conoscenza delle problematiche che riguardano il paese, ora anche disponibile all'ascolto dei cittadini e capace di affrontare e risolvere le situazioni, per quel che è possibile. Non dimentichiamo che bisogna fare bene con le risorse economiche a disposizione che, per i Comuni, sono sempre più ridotte. La dote della competenza non le si può negare.

Certo, viene da una passata amministrazione in cui non è stato tutto rose e fiori, ma anche Umberto ne faceva parte. Pochi giorni fa Umberto ha fatto la proposta di rinviare alla nuova amministrazione le trattative con i cavatori per le compensazioni, ecc. Ma in questi 5 anni cosa ha fatto per riaprire il discorso sulle cave? Doveva tirarlo fuori nell'ultimo mese prima delle primarie? Forse sono poco e male informata, ma questa presa di posizione, dell'ultima ora, la vedo strumentale...

Mentre  la concretezza mi pare una dote molto presente in Daniela,  anche troppo. A volte è importante anche farsi carico dei sogni dei cittadini; alla popolazione, soprattutto in questi tempi, poter coltivare qualche sogno fa piacere. Ma come ha detto proprio lei, nel confronto a due di mercoledì 26 febbraio, i sogni sono belli, ma bisogna avere la consapevolezza di poterli realizzare, in un'amministrazione comunale. A casa propria e nel proprio intimo ognuno può sognare quanto e come vuole. La parsimoniosità e la discrezione  poi, per me, sono altri valori. 

Ho trovato la campagna di Umberto  troppo ricca di presenzialismo e spettacolarizzazione. Il suo appello finale di mercoledì scorso l'ho trovato  molto demagogico: "Noi giovani vogliamo riprendere in mano il nostro futuro!" Certo, come proposito è legittimo e sacrosanto, ma in questo, credo che l'amministrazione comunale possa fare ben poco. Il futuro i giovani lo riprendono in mano se sono svegli, capaci, disposti anche a qualche sacrificio e ad impegnarsi.

Comunque vada  -da semplice cittadina-  mi auguro che chi sarà eletto sindaco faccia il bene di Spilamberto e di tutti i suoi abitanti.

Caterina Regazzi




..........................................


Intervento di Franca Oberti:


"Carissima Caterina, ho letto tutto il tuo articolo sulle primarie di Spilamberto. Ti ho percepita proprio come una persona tenera, obiettiva e pronta a “dare una mano”, cosa che anch’io ho fatto tanti anni fa. Non ero nella posizione di Daniela, ero in quella dei suoi sostenitori e ho creduto che, una volta saliti sugli scranni, avremmo avuto ognuno qualcosa da fare. Si parte sempre con l’idea che in un piccolo comune (Calco ha 5000 abitanti), non ci sia bisogno di grandi competenze, ma è proprio la tendenza tipica degli uomini di questi ultimi vent’anni, quella di cercare i “tecnici” e non le persone empatiche. In fondo un amministratore comunale ha ben poco da decidere, di solito propone e poi, prima il sindaco poi i responsabili delle aree, possono eseguire, se lo ritengono opportuno!
E’ demoralizzante, ma allora mi gettai a capofitto. Ora sarei più prudente, anzi, ho appena rifiutato il mio coinvolgimento nelle prossime elezioni del 2015.
Daniela è donna e qui non avrei dubbi. Un bel cambio di approccio non fa mai male. Ricorda che nel primo mandato va tutto bene, nel secondo si comincia a cercare nuovi incarichi per il futuro e tutto va a ramengo, anche i rapporti personali.
A mio avviso un’amministrazione comunale dovrebbe durare 7 o 8 anni, sarebbero sufficienti per completare un programma serio. Purtroppo la burocrazia trancia le gambe e non ce la fai mai nei 5 anni a disposizione.
Nel tuo caso non avrei dubbi, ma non ti dico cosa farei, credo che tu lo abbia già capito.
Ti mando, però, una mia poesia che ti farà capire quanta amarezza subentra quando scopri di essere stata l’agnello tra i lupi.

ILLUSIONE/LEGA/DELUSIONE

Lasciate lontane le radici
stavo per affrontare
la nuova vita
e gli ho creduto,
pur se parlava
con l’esse sibilante.
Era momento
di cambiamento
e di ribaltamento
delle sicurezze
e l’ho ascoltato,
pur non avendo
la sensazione
delle certezze.
Mi collocavo
alla sinistra
di cotanta destra
e offrivo l’equilibrio
per la credibilità;
e li seguivo,
pur ragionando
sulle tante parole
che sentivo stonate.
Io puntavo disarmata
sulla gente,
mentre loro
sparavano bordate
e cannonate.
Credevo, talvolta,
di non capire niente,
per comprendere, poi,
che parlavano
boria ed arroganza
e la militanza
era un pretesto
per aggirare
la buona fede.
Finché negli anni,
tra matrimoni
e separazioni,
la farsa, la commedia,
si è trasformata,
diventando
l’itala tragedia.

Composta nel 2011, è stata inserita nell’antologia di Gianmario Lucini “della rabbia e della collera”, una serie di poesie per scaricare le frustrazioni dei poeti italiani…
Mi piace come scrivi. Un abbraccio, Franca


................................

Risposta di Caterina Regazzi: 

Grazie, cara Franca.... ma a volte sei un po' ermetica, devo capire che non devo farmi illusioni? Se è così tranquilla, non mi illudo di certo, io stessa mi impegno a sbalzelloni e non in prima persona, osservo e cerco, dico cerco di farmi un'opinione, ma le componenti sono tali e tante....! Un abbraccio e grazie!


..........................................


Mio commentino: "...non mi sembra molto strana l'opinione di  Franca. Lei  dice quel che già disse in passato, ovvero che non si fida della politica. C'è una differenza fra il non avere e l'avere aspettative, anche solo a breve o lungo termine, sui meccanismi della politica e sulle persone che l'incarnano. Di solito anch'io mi butto a capofitto nelle situazioni e faccio la mia parte, perfettamente consapevole che domani le cose possono cambiare e quello che era l'alleato di oggi diventa l'avversario di domani, insomma mi limito a parteggiare volta per volta per quelli che dimostrano una certa sintonia con le mie idee del momento... Tutto lì.. Le cose si sa sono in continua mutazione..." (Paolo D'Arpini)

Recensione di: “L’UNITA’ UNIVERSALE CHE PARLA”



 
Fresca di stampa, 416 pagg. con foto a colori e un CD con due meditazioni, un’opera cosmica di insegnamento e di approfondimento dalla Scuola della Sapienza Divina.
In questo libro unico troviamo le grandi correlazioni spirituali e l’origine della vita, dei mondi spirituali, della Terra e dell’uomo.

Gli uomini e tutta la natura fanno parte di una grandiosa Unità Universale che abbraccia l’intero infinito. Come avviene il collegamento di questa grandiosa rete di comunicazione? Come agiscono le forze divine del Creato nella dimensione materiale? Cosa significa per la nostra vita il principio “trasmettere e ricevere”? Cos’è la legge di “causa ed effetto”? Una passeggiata virtuale nella natura ed altri esercizi ci aiutano a ricollegarci all’unità della natura, a entrare in comunicazione con il mondo degli animali, delle piante e con il regno dei minerali e ad apprendere qual è la nostra meta e qual è la via che dovremmo percorrere.

Fra i temi trattati “come nasce un bambini spirituale” e “cos’è il nucleo centrale nel profondo della nostra anima”, oltre a contributi di medici e scienziati.
 
Per ulteriori info:  Unità Universale che parla

Società Geografica: "Le Province? Sono enti utili. Meglio cancellare le Regioni"





Uno studio della Società Geografica  ribalta l’opinione comune. E suggerisce, per abbattere i costi, di ridisegnare i confini suddividendo l’Italia in 36 aree omogenee per funzioni

Ma quali province, gli enti inutili da abolire sono le regioni! “Gusci vuoti” riempiti di soldi che non hanno saputo gestire il territorio né far altro che esplodere il debito pubblico. A dare un giudizio così drastico non è qualche consigliere locale inviperito per aver perso la poltrona ma la Società geografica italiana (Sgi), una delle principali e più antiche istituzioni culturali del nostro Paese.

Nei mesi scorsi - mentre il governo Letta proclamava l’intenzione di cancellare la parola “province” dalla Costituzione - la Sgi ha realizzato uno studio (“Per un riordino territoriale dell’Italia” il titolo) volto a disegnare un nuovo assetto territoriale.

Il risultato è un documento che va in senso diametralmente opposto a quello seguito dalla politica, destinato probabilmente a restare chiuso nei cassetti (un paradosso, se si pensa che l’input ad approfondire il lavoro è venuto dal ministero per gli Affari regionali).

E del quale si possono condividere o meno le conclusioni ma che ha quanto meno il merito di analizzare l’articolazione amministrativa italiana da un punto di vista scientifico, proponendo un riassetto del territorio basato su un approccio funzionale.

Il succo è questo: le province sono innegabilmente troppe, ma non sono enti inutili. Semmai lo sono le regioni, che sono ripartizioni recenti e spesso artificiose. Considerata la natura profondamente cittadina dell'assetto geografico italiano, sarebbe quindi meglio dare vita a 31 o 36 macro-province simili per cultura e tessuto produttivo, collegate fra loro e caratterizzate dagli stessi flussi di mobilità.

ADDIO AL CAMPANILE

Esempio pratico: che senso ha dividere due territori affini come il Polesine e il circondario di Ferrara solo perché in mezzo scorre il Po?

Oppure considerare Piacenza emiliana se da decenni l’attrazione più forte è quella di Milano? E, allo stesso tempo, ritenere Cremonalombarda se la città gravita verso sud, sull’asse padano?

La soluzione indicata dai geografi è quello di un “rimescolamento” delle carte in cui, ad esempio, La Spezia sarebbe unita con Livorno e Pisa, visto che la città ha più legami con la Lunigiana che con l’area genovese.

Stesso discorso per Brescia (più orientata verso Verona), Rieti (da unire all’Umbria, come nel Risorgimento) e Viterbo, troppo lontana da Roma e assai più attinente alla Maremma. Mentre al centro, vista la rete viaria esistente, andrebbe considerata la possibilità di unire il Molise con Foggia e Benevento.

NO AI CONFINI A TAVOLINO

Negli ultimi anni, invece, ogni volta che la politica ha cercato di intervenire, ha ragionato unicamente in termini di “soglie”.

Il governo Berlusconi nel 2011 propose come limite minimo per sopravvivere all’accorpamento una superficie di almeno tremila kmq o una popolazione di 300 mila abitanti.

Risultato: l’abolizione di 29 province con una distribuzione del tutto casuale. Stessa filosofia seguita dal governo Monti, che nel 2012 fissò come limiti 2.500 kmq e 350 mila abitanti, in modo da tagliare altre 35 province.

«La politica si lascia fuorviare dalle convenienze di parte» afferma Tullio D'Aponte, emerito di Geopolitica economica alla Federico II di Napoli e uno degli autori del lavoro, che ha visto impegnati per sei mesi un gruppo di lavoro di una ventina di specialisti.

«Si può non essere d’accordo coi parametri adottati nello studio ma è indubbio che ci sia una visione organica della questione».

Al contrario, ad esempio, delle varie proposte pensate a tavolino. Come la macro-regione del Nord vagheggiata dalla Lega, che dovrebbe includere Piemonte, Lombardia e Veneto.

«Tre regioni», osserva D’Aponte, «che hanno un sistemi produttivi e gravitano verso aree totalmente diverse fra loro». Senza contare che la riforma proposte dalla Società geografica è assai più radicale di tutte quelle presentate, dal momento che i nuovi enti dovrebbero anche avere la facoltà di legiferare in completa autonomia.

«Il problema è che non si è mai adeguata la maglia amministrativa a quella economica e territoriale del Paese», rincara Piergiorgio Landini, docente di Geografia economica all’università di Chieti-Pescara.

«Nel corso dei decenni sono avvenuti cambiamenti enormi: alcune zone sono emerse, altre sono del tutto depresse.

E invece noi ancora siamo fermi all’Unità, quando fu effettuato il primo censimento, o al massimo al fascismo». Una suddivisione che, a un secolo di distanza, mostra ormai tutti i segni del tempo.



Paolo Fantauzzi
(L'Espresso)

....................................

Articoli in sintonia: 

http://paolodarpini.blogspot.it/2010/10/rete-bioregionale-italiana-il-vero.html

http://www.circolovegetarianocalcata.it/2013/03/12/bioregionalismo-il-risveglio-dei-geografi-conferma-lopzione-bioregionale-si-alle-province-omogenee-no-alle-regioni-carrozzoni/

http://retedellereti.blogspot.it/2013/11/bioregionalismo-anche-la-corte-dei.html

http://bioregionalismo-treia.blogspot.it/2012/11/no-alla-distruzione-del-tessuto.html