Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

giovedì 13 febbraio 2014

Rendola - L'esperimento del Teatro di Paglia prosegue, prossimo evento il 18 luglio 2014

Cari tutti,  l'inverno vola e vi contatto solo ora con un breve messaggio a tutti i partecipanti e/o interessati al teatro di paglia di Rendola.

Foto tratta da AAM Terra Nuova

Innanzitutto grazie per aver contribuito a creare un evento che ormai prosegue da più di dieci anni ed ha ispirato oltre una quarantina di teatri simili nel resto d'Italia. Solo in rari casi però è stata portata avanti, insieme alla costruzione di un teatro con le balle di paglia, anche la sperimentazione della "coincidenza scenica" che sta alle origini di questo teatro. L'intento quindi negli anni a seguire sarà quello di rafforzare questo aspetto e cercare di diffonderlo anche all'interno delle altre esperienze.

Oltre a salutarvi, con questa email vorrei inaugurare una piccola newsletter informativa specifica al teatro di paglia di Rendola, con cadenza del tutto irregolare ma comunque non frequente.

Colgo l'occasione per chiedere a tutti coloro che hanno fotografato l'ultima edizione di luglio 2013 di mandarmi (se vogliono ovviamente!) le foto che hanno scattato (vanno benissimo anche foto di versioni antecedenti se non le avete ancora inviate!). Per non impegnare troppo le reciproche caselle di posta, si può utilizzare il sito http://www.wetransfer.com che gratuitamente e senza necessità di iscrizione permette di inviare via internet file di grandi dimesioni (fino a 2GB a invio). Metterò poi una selezione delle foto, con relativi autori, sul sito http://www.teatrodipaglia.it e le potrò utilizzare per promuovere le prossime edizioni oltre a creare un archivio storico.

Vi ricordo infine che il prossimo teatro di paglia di Rendola si terrà venerdì 18 luglio 2014 alle ore 21. Potete quindi fin da ora aiutare nella promozione dell'iniziativa, dato che sapete "come funziona" (se vi servono informazioni, eccole qui: http://teatrodipaglia.wordpress.com/teatri/toscana/valdarno-arezzo/) e comprendete l'importanza del passaparola e della partecipazione attiva del pubblico anche nei mesi precedenti allo spettacolo.

Un caloroso saluto di paglia a tutti voi!
Nicholas - 
teatrodipaglia@gmail.com

mercoledì 12 febbraio 2014

...le cinque regole sulla tomba di un cowboy ed il pensiero "debole" delle donne


Inviata da Danie  attraverso Roberto


Caro Roberto,
non mi è piaciuta, no... in risposta c'è chi dice che una donna ha bisogno di tre uomini per essere completa. Uno deve lavorare e mantenerla, uno deve accontentarla a letto e il terzo la deve divertire portandola in giro. Inoltre aggiungo il pensiero di una donna che ritengo abbia centrato bene l'obiettivo della considerazione che hanno le donne da parte degli uomini:
“Una donna, per essere tale,(ma non lo sarà comunque mai) dev'essere: donna, uomo, sexi, di classe, colta, ma un pochino stupida, (altrimenti spaventa) bella o comunque attraente, magra, ma non troppo, dolce, ma al contempo ferma e severa, accondiscendente, fedele, socievole, con un sorriso (non ebete) stampato in faccia, non deve recriminare nulla. Deve sapersi arrangiare in tutto, saper cucinare, allevare i figli, aggiustare i lavandini, dipingere le pareti, essere elettricista, ma non deve strafare... altrimenti mette a disagio il maschio. Deve subire, ma non troppo, altrimenti diventa una vittima e le vittime non sono ben accolte dal sociale. Dev'essere affettuosa anche quando non ne ha voglia, dev'essere pronta ad accogliere gli amici, anche quando non ne ha voglia. Deve saper stare sola, saper stare in compagnia, saper ascoltare e saper tacere, ma parlare anche. Tutto questo per poter piacere ad un uomo, magari suo marito. In pratica, nonostante l'evoluzione dei tempi siamo all'età della pietra!” (Anna Burighel)
Buona serata
Franca

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Cara Franca
Questa era solo una barzelletta e la battuta finale era quella che mi ha fatto ridere molto perchè inaspettata, come debbono essere le buone barzellette.
Le barzellete hanno solo questo obbiettivo e spesso dimostrano proprio il contrario come in questo caso mettono in evidenza l'immaturità degli uomini.
Trovo molto triste quanto scritto da Anna Burighel perché non solo non fa ridere ma sopratutto fa seriamente apparire la donna come succube di una realtà che esiste solo nelle menti delle donne che vogliono avere poca stima in se stesse e desiderano di fare le vittime.
Mia cara Franca, da sempre la donna è stata molto più forte del maschio che quasi sempre rimane molto immaturo.
Qui in Sud Africa appartengono ad un altro pianeta in confronto all'Italia.
Qui non ho mai sentito una donna lamentarsi della loro posizione e piuttosto di lamentarsi come accade nei paesi latini, con la forza di carattere sono la forza di questo paese.
E' famosa la storia di quando gli afrikaners per fuggire dalla dominazione inglese si diressero con i loro carri tirati dai buoi verso nord ed a un certo momento gli uomini non ce la fecero più per la fatica e così le donne presero il comando dei carri e superarono le montagne che avevano davanti. 
Perciò cara Franca, nel tuo interesse smetti di fare la vittima e abbi fiducia della forza femminile che hai dentro di te e che è un delitto se non usata.
Un abbraccio a te e a tutte le donne che sono tanto meglio di noi maschietti.
Roberto

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Caro Roberto,
hai cercato in ogni modo di dare una risposta obiettiva, da persona pacifica e da saggio, ma devo dire che hai risposto proprio da MASCHIO!!
Le donne che mi leggeranno sono sicura che afferreranno al volo quello che intendo.
Io non mi sento vittima, anzi, sono molto fortunata perché ho un marito col quale, da subito, ho instaurato un rapporto paritario (salvo piccole eccezioni concordate), dunque non sono, non mi sento e non sono mai stata vittima nel mio rapporto di coppia.
Però ho avuto un padre molto maschilista e ho subìto, negli anni dell'adolescenza, quella sciocca e vecchia mentalità che si sono portati dietro secoli della nostra storia. So bene della forza delle donne! Sono sicura che quell'ultimo lavoro di fatica, nel tuo racconto del fatto avvenuto, sia stato destinato a loro. Quando qualcuno si permette ancora di dire "sesso debole" scoppio a ridere.
La citazione della Brughiel forse è stata letta nel modo sbagliato. In realtà a me piace molto perché ti fa capire quanto noi possiamo fare, mentre un uomo, tante cose contemporaneamente, non riesce a farle; ma è una questione neurologica, non entro nel merito della spiegazione, ma mi è stata spiegata molto bene e ho capito perfettamente i meccanismi del nostro cervello.
Dunque non ho bisogno di consolazioni, grazie. Non mi ritengo per niente vittima, chiedo solo alle "sorelle" di smetterla di rivaleggiare, perché spesso ci siamo sentite inferiori perché "ripudiate", oppure "non scelte" da qualche maschio che vagheggiava qua e là in cerca di una possibile leonessa.
Quando una donna la smette di preoccuparsi della sua esteriorità, continuando comunque a mantenersi dignitosa e ordinata, più per se stessa che per apparire, diventa come il miele, le api gli cominciano a ronzare intorno. E' quando ci splende la luce dentro che diventiamo più appetibili e ricercate.
Del resto il vecchio proverbio "l'abito non fa il monaco" è tuttora verissimo!
Alle "sorelle" che mi leggono offro una mia poesia.
Comunque grazie Roberto perché denoti tanta sensibilità e il sincero desiderio di offrire il tuo punto di vista, e sono certa che sia vero, autentico, come ritengo siano autentiche le tue risposte in ogni scambio di mail.
Fortunata Reinette, un abbraccio a entrambi e a tutti i partecipanti alla conversazione.
Franca

DONNE E PIU’ DONNE
di Franca Oberti

Donne di gomma
nei primi anni di vita,
pronte a rimbalzare
e a riflettere luce,
come la luna
nei suoi cicli mensili,
femminili.
Donne di burro,
pronte a liquefarci
nell’abbraccio
a scioglierci di dolore,
ammorbidire grumi
e incomprensioni,
a stritolare
mandorle amare
nel mulino dell’amore.
Donne d’acciaio,
pronte alla lotta
a digrignare i denti
in difesa dei figli,
a costruire barricate
contro le minacce
alla famiglia.
Donne di legno
pronte a lasciar scappare
i cuccioli cresciuti
dalle porte del cuore,
pronte ad usare
martello e scalpello
per intaccare la corteccia
e offrire
l’ultima parte di noi,
albero di vita,
fronde e radici
dello stesso tronco.
Donne di cristallo,
che si frantumano
per un dispiacere,
che condividono il dolore,
trasparenti nei sentimenti,
delicate come vetro di Murano.
Donne di polvere saremo
quando affronteremo
l’ultimo viaggio,
ma ameremo ancora
e manderemo luce
senza chiedere nulla,
grate
di poterne ancora dare.

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Dai, Roberto, non essere permaloso, quella barzelletta è pure vecchia e come hai detto tu mette solo "in evidenza l'immaturità degli uomini". Dal canto nostro, noi donne, in Italia perlomeno (beate loro le sud africane!) sappiamo che SE VOGLIAMO PIACERE dobbiamo adeguarci a certi "standard". Ovvio, non così per tutti, io mi ritengo fortunata e il mio compagno mi ama per quello che sono, a volte bella, a volte brutta, a volte attiva, a volte pigra, a volte forte e a volte debole. Come siete voi uomini, spesso e volentieri, secondo le proprie possibilità e attitudini. Non più tardi di stamattina una mia collega mi ha raccontato che per tirare "su di morale" una figlia insicura la voleva aiutare a farsi un "book" di fotografie da utilizzare per eventuali impieghi anche occasionali nel mondo della moda, perché "è bella ed è giusto che sfrutti quello che ha". Una madre, capito? Ed anche una persona che io stimo intelligente. E' un fatto di mentalità, che di questi tempi (buon vecchio femminismo, dove sei finito, con tutti i tuoi difetti?) ha di nuovo preso piede. Poi dico sempre il mondo è bello perché è vario e ci sta anche che chi è bello possa essere felice solo per questo e non per la sua ricchezza interiore, sensibilità, sincerità, altruismo, ecc. ma che uno debba   sfruttare questo per "stare meglio" mi fa rabbrividire. Il 14 febbraio qui in Italia ci saranno manifestazioni contro la violenza sulle donne ma se ci sono donne che sfruttano la loro avvenenza per andare avanti come possiamo chiedere che l'uomo non ne approfitti? Forse sono un po' uscita dal seminato, ma questo mi è uscito dalle dita... e non mi pare che Franca faccia la vittima, anzi.
Ciao
Caterina


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Carissima Caterina,
grazie della tua risposta, alla quale mi allineo in toto. Mi dai in questo modo l'opportunità di completare la risposta precedente che avevo lasciata un po' incompleta, presa dall'enfasi...
In realtà pensavo al resto del mondo. Il nostro mondo, più o meno civilizzato (si fa per dire...), potrebbe ancora andare, a parte un altro aspetto che non fa parte di questo dialogo e mi riferisco al femminismo che ha tracimato e ora dovrà riprendere i suoi argini, magari sarà oggetto di un'altra discussione.
Pensavo alle tante donne di altri popoli, a quello che a volte si sente dire: "ma loro sono contente così"! Pensavo all'infibulazione, alle mamme alle quali vengono strappati i neonati appena nati, a quelle costrette a subire violenze fin da piccole, persino in casa; anche ai bambini maschi, purtroppo.
A tutto questo pensavo e questo femminicidio cosiddetto che non ha nessun significato. C'è sempre stato! Un tempo non se ne parlava. Pensavo alle donne bruciate quell'8 marzo! E mi dispiace anche vedere che comunque, da parte dei maschi, c'è sempre una sottovalutazione del problema, quasi come quegli aztechi che non vedevano i velieri dei conquistadores. Non vedono, non vedono e basta. Dicono che ci lamentiamo, non è vero!
Oggi stiamo andando oltre, nella negazione della famiglia, questo è quello che mi dispiace di più. Le donne sono sempre più abbandonate a se stesse, ma sempre si curano dei figli. I maschi, non potendo mantenere certi livelli, diventano ancora più fragili e poi, imbottiti di antidepressivi, hanno reazioni spaventose! Sapevi che ci sono farmaci che inducono a crisi violente? Basta, mi fermo qui...
Quando volete posso ricominciare... in questo argomento mi sento come un juke box degli anni '60, basta mettere una monetina!!!
Un abbraccio
Franca



Salento - Ulivi, affare “Xylella" e fondi eruropei



Entro il mese di febbraio 2014 sono attesi gli ispettori europei nel Salento per verificare le modalità di attuazione della quarantena imposta dopo il gran caos generato da taluni sulla vicenda ulivi malati con esiti deleteri e fini poco chiari.

L'Europa ha fatto applicare una quarantena nel senso letterale del termine, come giusto: fermo delle attività di veicolazione del materiale vegetale fuori dal Salento e monitoraggi, bloccando la catastrofica “quarantena” eradicativa da taluni, assurdamente, prospettata con effetti apocalittici e l’uso di fito-chimica industriale, e la Comunità Europea, almeno e per nostra massima fortuna, ha avuto il buon senso di non erogare alcun finanziamento a sostegno degli apocalittici interventi da taluni irresponsabilmente proposti!

Gli ispettori comunitari devono anche poter essere guidati dai cittadini virtuosi della zona interessata, e ascoltare le voci dei cittadini sulla preoccupante oscura vicenda “Xylella".

I comitati territoriali che hanno conoscenza diretta del territorio interessato dalla sintomatologia indagata e che da subito si son attivati nella ricerca dell'origine delle cause, chiedono giustamente, e ci uniamo noi tutti a loro nella richiesta, alla delegazione di commissari dell’Ufficio alimentare e veterinario della DG Sanco (Directorate General for Health & Consumers - European Commission - la Direzione generale per la salute e i consumatori), che dal 10 al 14 febbraio sarà nella nostra regione per appurare che le misure da quarantena imposte dai Paesi membri siano effettivamente rispettate e che visiteranno anche i luoghi interessati nei mesi estivi trascorsi dalla fenomenologia in questione, di poter presenziare alle visite nei campi, e, soprattutto, di poterli guidare, in alcuni sopralluoghi, poiché abbiano conoscenza diretta dei siti interessati e di quelli che, seppur insidiati nella “zona focolaio”, non sono stati interessate dalla sintomatologia in questione per le ottimali pratiche agro ecologiche da tempo lì svolte; tutto questo anche a riprova dell’incidenza di un eccessivo uso di chimica industriale sulla salute e capacità di autodifesa degli ulivi. Uso della chimica nell’olivicoltura salentina di cui, con l’occasione, si deve chiedere di porre finalmente fine!

Priorità questa emersa durante i tanti convegni organizzati dalle associazioni del territorio sul tema, con la collaborazione di eminenti agro-ecologi nazionali, quali il Professor Giuseppe Altieri, che ha anche denunciato le incongruenze della vicenda Xylella nel Salento dagli schermi di Canale 5 nel programma nazionale d’inchiesta giornalistica Striscia la Notizia, l’11 gennaio 2014 (Vedi link dell’importante servizio:http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?18919 )

Inoltre, è necessario esporre agli esperti fitosanitari che giungeranno da Bruxelles, le incongruenze, anche scientifiche, che si vanno ad aggiungere alle tante sottolineate in questi mesi dai cittadini, (e anche dalle scriventi associazioni raccolte in numerosi dossier e comunicati inviati e divulgati d'urgenza nelle scorse settimane e mesi). Cittadini che si son sollevati, in forme spontanee, massicce e indipendenti assieme a tantissime associazioni a difesa degli ulivi dalle irresponsabili ipotesi di eradicazione, (ulivi che nella stragrande maggioranza dei casi sono tornati a verdeggiare copiosamente già dopo le prime piogge autunnali), e di biocidio della flora e fauna autoctona selvatica e domestica delle aree interessate mediante il ricorso irresponsabile e gravissimo della fito-chimica industriale di sintesi, dei tagli, e, addirittura, del fuoco! Interventi sproporzionati e spropositati che avrebbero cancellato e avvelenato un’ intera immensa e importantissima porzione di Salento assieme alla sua millenaria storia, nonché minacciato la salute di migliaia di abitanti, e tutto questo per cosa?! Per una sintomatologia che invita, invece, ad avere cura maggiore dell’ecosistema agro-forestale dell’uliveto, inserito nella Natura mediterranea di Puglia, tornando a pratiche più vicine ai cicli naturali e al rispetto dell’interrelazione tra le specie nella massimizzazione della biodiversità, che, invece, si voleva, da parte di taluni, depauperare dolosamente!

E’ importante anche invitare i Commissari europei a far sì che le autorità locali regionali utilizzino al più presto i 5 milioni di euro stanziati nell'ultima Legge nazionale di Stabilità per la questione Xylella in Puglia, e i 2 milioni di euro stanziati ai consorzi di bonifica dalla Regione Puglia per il forsennato biocidio dei canali (pratica biocida folle, nei fatti giustamente e saggiamente non avallata dalla Comunità Europea nella quarantena!), per i risarcimenti dei vivaisti salentini che più di tutti sono divenuti le vittime e i capri espiatori in tutta questa oscura vicenda.
Gli enti fitosanitari pubblici regionali son già finanziati normalmente per le ricerche in tale campo e in tali "emergenze", perché dovremmo finanziarli oggi con altri fondi pubblici!?

Per i nostri ulivi ed ecosistemi rurali-naturali si chiede fermamente cura agro-ecologica all'insegna della massima biodiversità e non tortura chimico industriale velenifera!


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Info:
Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino
rete d’azione apartitica coordinativa di associazioni, comitati e movimenti locali e non, ambientalisti, culturali e socio-assistenziali
sede c/o Tribunale Diritti del Malato – CittadinanzAttiva
c/o Ospedale di Maglie "M.Tamborino"
Via N. Ferramosca, c.a.p. 73024 Maglie (LECCE)

Forum Ambiente e Salute del Grande Salento, rete apartitica coordinativa di movimenti, comitati ed associazioni a difesa del territorio e della salute delle persone
Lecce, c.a.p. 73100 , Via Vico dei Fieschi – Corte Ventura, n. 2

martedì 11 febbraio 2014

Febbraio, il tempo delle erbe....



E se vi dicessi che questo tempo, queste piogge continue ed insistenti, questo grigio brumoso alternato a rade ma lucenti occhiate di sole, anche ieri ho spaccato legna a maniche corte, questo nevischio serotino che si tramuta in pioviggine e viceversa, queste giornate che stanno estenuando, né inverno, né autunno e nemmeno primavera, una loro grande utilità, ce l'hanno? 

Io non lo so, non posso saperlo, ma per quanti hanno a cuore gli orti, tutta quest'acqua non è sprecata. L'assenza di un gelo persistente, intenso, mi ha permesso di mettere a dimora essenze preziose che di solito mi arrischio a moltiplicare soltanto all'inizio della primavera, oppure, più sovente, in autunno. 

Metto in vaso una quantità di talee che, passato l'inverno, in aprile sistemo nelle aiuole. Quest'anno ho messo in terra, tra dicembre e gennaio assenzio, elicriso, rosmarino, diverse varietà di origano, maggiorana, fragole, tante, menta glaciale... e, direttamente a dimora,senza passare per i vasi. Me la sentivo che quest'inverno non sarebbe stato gelido. Le giovani marze delle aromatiche necessitano d'umidità e d'ombra. 

Stanno avendo l'una e l'altra. Il terrazzamento a sud ovest che ho appena realizzato, coperto, essendo più in basso, dal vento delle Grigne, proprio per il suo consistere, praticamente, in una parete quasi a strapiombo, è magnifico per assicurare calore alle pianticelle. Ogni qualvolta il tempo me lo consente, vado a controllare. Meglio di così non potrebbe andare.Tutto sta radicando. Ho seminato anche i piselli. 

Sento che quelle balze scoscese lì, mi daranno soddisfazione. L'ho indovinata, insomma. Ed allora, non mi lamento troppo per questi mesi uggiosi. Certo, la neve è un portento in quanto a trasformatrice e miglioratrice della qualità dei terreni. Vien giù l'acqua. Le erbe bevono e sono felici, mettono nel tepore che permane al livello del suolo, radici. Io, gioisco con loro.


La canzone che associo al mio stato d'animo è "Il gigante e la bambina" quando dice "Il gigante è un giardiniere , la bambina è come un fiore... ed allora io sfioro le mie creaturine verdi e, se necessario, rincalzo un pochettino, le tenere radici.

Agli amici delle erbe, il mio affetto di febbraio.


Margarita Teodoro

lunedì 10 febbraio 2014

"One billion rising for justice" il 14 febbraio 2014

Il 14 febbraio 2014 si svolgerà in molte città del mondo la seconda manifestazione "One billion rising for justice" contro la violenza sulle donne, evento mondiale che già si svolse lo scorso anno con enorme, corale e persuasa partecipazione. E' sicuramente la più grande iniziativa nonviolenta globale, e propone la più importante, necessaria ed urgente mobilitazione: la lotta contro la violenza maschilista e patriarcale, violenza che costituisce il più diffuso e feroce crimine contro l'umanità. 


Molte di noi stanno lavorando da mesi per preparare gli eventi a favore della giustizia.
C'e' chi e' venuto a conoscenza soltanto adesso delle nostre iniziative e si e' unito a noi, e chi ha creato un evento nelle proprie scuole, centri, luoghi di culto, quartieri, uffici, fabbriche, case o camere da letto.
Alcune donne hanno formato coalizioni, altre gruppi locali, altre ancora si sono unite ai loro migliori amici.
C'e' chi si sta organizzando per manifestare nelle piazze, nei tribunali, nelle miniere, nelle basi militari, nelle universita', nei campi.
E c'e' chi lo sta facendo nel proprio corpo, cuore e mente.
C'e' chi danza sui palcoscenici, chi nei parchi, nelle piazze, nelle prigioni, negli auditorium.
Alcune donne lavorano per coinvolgere migliaia di persone, altre soltanto la loro ristretta cerchia di conoscenti.
Alcune coinvolgono uomini e nuovi attivisti.
Altre stanno cercando di trovare il coraggio di unirsi a un gruppo qualsiasi o di condividere la propria storia o di ballare in pubblico o nelle strade, il che comporterebbe, potrebbe comportare, il mettere a rischio le proprie vite.
Alcune manifestano per mettere a nudo le proprie ferite, altre manifestano per esprimerle a parole.
Ogni evento fa parte di una decisione collettiva, carica di energia, per porre fine alla violenza su questo pianeta, che ha traumatizzato i corpi delle donne e delle bambine e ci ha impedito di utilizzare in pieno la nostra forza vitale e di poter assaporare il vero valore della vita.
Ogni evento e' una danza di unione per porre fine alle ingiustizie razziali, ambientali, economiche e di genere.
Non e' possibile fallire.
Cio' che importa e' che manifestiamo, che diamo un nome all'ingiustizia, che ci impegniamo ad affermare con i nostri corpi e con le nostre comunita' che questo evento del 14, come tutti i giorni che lo precedono e tutti i giorni che lo seguiranno, e' la nostra vita.
Ogni evento per la giustizia fa parte del fiume di giustizia, la corrente di un nuovo paradigma, un'onda irrefrenabile che ci unisce attraverso la forza e l'incoraggiamento della nostra solidarieta' globale.
Spero che quest'onda possa sollevarci e unirci.
Spero che possa prenderci di sorpresa.
Spero ci trasporti nell'amore.

Eve Ensler: www.eveensler.org


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Con l'adesione del Circolo vegetariano VV.TT. di Treia

Programma del 14 febbraio 2014: 

Ore 18.00 – Passeggiata ecologica danzata attorno le mura di Treia. Venire muniti di sacchetti e di guanti per la raccolta di immondizie abbandonate nel verde. Contemporaneamente verranno raccolti arbusti e pigne secche per il camino. Al ritorno, davanti al fuoco, canteremo inni alla natura e all’amore.

Info. 0733/216293

domenica 9 febbraio 2014

Comitato NO Corridoio Roma-Latina per la Metropolitana Leggera - Appello per l'autofinanziamento



Confermiamo che entro il 4 Marzo 2014 presenteremo ricorso al TAR con richiesta di sospensiva cautelare e a seguire, in caso di esito negativo, faremo appello al Consiglio di Stato. Chiusi tutti i gradi di giudizio, non lasceremo nulla di intentato rivolgendoci alla Corte Europea Diritti dell'Uomo (CEDU).

L'Associazione Nazionale che si è resa disponibile è "Verdi Ambiente e Società onlus" (VAS) che a sua volta ha dato l'incarico al pool di avvocati dell'Associazione "Giuristi Democratici".

Ribadiamo che questo ricorso è l'unico e ufficiale dei Comitati NOcorridoio/NObretella che impugnerà tutto il progetto, per farlo decadere!
 
Subito dopo la presentazione del Ricorso, verrà indetta una Assemblea Plenaria nella quale gli avvocati e il Presidente della VAS illustreranno in maniera precisa e articolata tutti i passaggi dell'impugnativa legale.

Con ancora più decisione, invitiamo tutte/i ad un ultimo sforzo, un bonifico partecipe e solidale: 

Conto Corrente Bancario intestato a "Associazione ViviamoVitinia Onlus"  
c/o Banca Etica 
Codice IBAN: IT03E0501803200000000168733 
Causale del versamento: "contributo ricorso al TAR" 

* Il bonifico è detraibile, conservare la ricevuta
** Ognuno secondo le sue possibilità
*** In maniera etica e trasparente pubblicheremo la lista di tutti i sottoscrittori

Iniziative:
 
- polentata NObretella (locandina in allegato) del 16/2 a Velletri per l'autofinanziamento del Ricorso al TAR.
Invitiamo tutte/i a partecipare. E' necessaria la prenotazione da mandare al nostro indirizzo di posta elettronica.
 
-  Tre banchetti info:
  • 15/2 ore 10 - davanti al CONAD di Torrino Mezzocammino in Via Rinaldo d'Ami,2/4;
  • 22/2 ore 10 - davanti al TODIS di Tre Pini in Via Alfonsine;
  • 1/3 ore 10 - davanti al CONAD di Tor de Cenci a L.go Durante.


Comitato NO Corridoio Roma-Latina per la Metropolitana Leggera 

Blog: http://quartiereroma12.blogspot.com - e.mail: nocorridoio@tiscali.it 

Portavoce Gualtiero Alunni - cell. 3332152909 
Facebook: Comitato No Corridoio - Twitter: NoCorridoio - YouTube: XIIRoma 

sabato 8 febbraio 2014

Il CIR cerca un luogo d'incontro (2014) per la primavera


Giulietta Blu all'Incontro Collettivo Ecologista del 2012

Carissimi compagni galattici di viaggio interstellare... per imprecisione della rete.. e mia... non abbiamo un luogo e una data per il prossimo C.I.R. primaverile...

SI APRE IL BANDO ALLE PROPOSTE..


SCRIVENDO:
-luogo
-finalità del posto (ecovillaggio...attività sociali..ecc..ovviamente nn si tratta solo della casa di qualcuno..ma è importante che abbia finalità sociali, educative...per arricchire la vita di tutti e del pianeta!)
-durata (consigliato tra 5 g a 1 settimana e anche di più!!)
-lavori da svolgere.. (elenco dettagliato)
-motivi che ci spingono a fare un C.I.R. in questo luogo...
-contatti..e-mail e cel.

ne sceglieremo uno..e gli altri verranno mesi in coda per i prossimi incontri date da scegliere ovviamente!!!

vi baciamo...
io sono ancora in India...ritorno per metà Aprile...(Giulietta e jas)

RICORDO CHE IL C.I.R. è TOTALMENTE AUTONOMO E SI AUTOGESTISCE... "è" LE PERSONE CHE LO COMPONGONO (che sanno cosa fare..ovviamente guidate e indirizzate dagli abitanti del luogo, che più hanno le idee chiare e più i lavori vengono bene)...USA ABITUALMENTE IL CERCHIO COME MODULO DI ORGANIZZAZIONE...E IL CAPPELLO MAGICO PER SOSTENERSI.. è UNA FESTA/OPERATIVA... CREATIVA...


APERTA ANCHE A WORK SHOP CREATIVI..CERCHIAMO DI COMUNICARE EMPATICASENTE!


NON CI SONO CAPI...TUTTI SONO UTILI E NESSUNO è INDISPENSABILE... LE PERSONE CHE CI SONO SONO QUELLE GIUSTE... FIDUCIA TOTALE..

BUON VIAGGIOOOOOOOOOOOOO


Giulietta Blu - cir.informa@altersoftware.it