Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

sabato 6 aprile 2013

Civitavecchia No Coke - Lotta al carbone a Torrevaldaliga Nord


L’assordante silenzio dei Sindaci del comprensorio - firmatari, a suo tempo, degli accordi con ENEL ed onnipresenti quando si era trattato di ottenere compensazioni economiche dall’ente energetico - sulla vertenza del rinnovo dell’autorizzazione Integrata Ambientale della centrale di Torrevaldaliga Nord è solo l’ennesima prova che tali accordi altro non erano che un’elemosina elargita per comprare il silenzio dei “Comuni-servi” sulle malattie e le morti che la centrale di Torrevaldaliga Nord causerà per i prossimi decenni alla popolazione di Civitavecchia e dell’Alto Lazio.

Malattie e morti che aumenteranno grazie all’aumentata capacità produttiva della centrale a carbone, autorizzata in sede di conferenza dei servizi.

Il tutto, appunto, nel silenzio dei sindaci di Tarquinia, Allumiere, Tolfa e Santa Marinella che, per legge, sono i primi responsabili della salute di quelle comunità che, unitamente a Civitavecchia, si troveranno a pagare le conseguenze di tale inquinamento.

Ci chiediamo come possano dormire sonni tranquilli sapendo che: la centrale di Torrevaldaliga nord funzionerà 1500 ore in più; potrà bruciare 900.000 tonnellate all’anno di carbone in più rispetto all’autorizzazione originaria; utilizzerà un carbone con percentuale di zolfo superiore a quanto previsto dalla normativa in vigore nella Regione Lazio e potrà emettere fumi con concentrazioni di monossido di carbonio quasi tre volte superiori a quanto previsto dalla legge!

Il loro vergognoso silenzio, la loro totale assenza nel procedimento per il rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale, il non aver detto una sola parola o presentato una sola riga di osservazione a quanto richiesto ad ENEL sono solo l’ultima testimonianza dell’ignobile servitù alla quale sono legati coloro che stringono accordi con l’ente energetico.

Sorge lecito il dubbio che tale silenzio sia legato alla speranza/tentativo di strappare ulteriori accordi economici offrendo, in cambio, amnesie e distrazioni sul tema delle ricadute dell’inquinamento, del danno alla salute e all’economia.

Non ci stupirebbe se all’improvviso qualcuno di questi Sindaci, in prossimità della conclusione delle trattative in atto a Civitavecchia, iniziasse ad alzare la voce evidenziando le ricadute negative della centrale, tranne poi ritornare silente dopo aver ottenuto un piattino di lenticchie.

Perché, ormai è evidente quanto considerano - lor Signori - la qualità della vita e la salute dei cittadini: praticamente niente!

Ma questa è storia vecchia!!!!



Movimento No Coke Alto Lazio

4 aprile 2013 un giorno importante per la battaglia alla Vivisezione


Riccardo Oliva

4 aprile 2013 un giorno importante per la battaglia alla Vivisezione! E' il giorno dell'incontro tra il Ministro della Salute Renato Balduzzi e la delegazione degli animalisti per decidere sul "destino della Ricerca in Italia".



Tutto ha inizio dalla  manifestazione  antivivisezionista
contro l'industria farmaceutica Menarini di Pomezia del 2
marzo c.a. Una protesta dai toni alti che ha fatto trapelare
lo stato di tensione ma soprattutto l'esasperazione diffusa
di tutti i partecipanti, alcuni dei quali denunciati per
istigazione a delinquere e resistenza a pubblico ufficiale.
Successivamente il 7 marzo alla notizia dell'arrivo di 8
beagle negli stabilimenti della stessa RTC-Menarini, una
protesta spontanea ha assediato letteralmente l'azienda, la
tensione ha raggiunto i livelli d'allarme, sfiorati scontri
fisici tra attivisti e ricercatori/dipendenti, scattano
denunce incrociate ed interviene anche la CGIL. È stato
solo grazie all’adozione di un modo risolutivo e dai toni
più accesi che la problematica è diventata un "caso
politico".
Da qui la decisione assunta dal CdA della RTC-Menarini di
emanare un comunicato stampa per "stemperare il clima di
tensione con le associazioni animaliste che rischia di
degenerare".
Oltre alla cessione degli 8 beagle la stessa azienda auspica
che "vengano individuati dalle autorità preposte test
sostitutivi dell’obbligo di sperimentazione animale, la
decisione ha anche lo scopo di aprire un dibattito sul
destino della Ricerca in Italia".
Dall'azione diretta all'interlocuzione diplomatica. In forza
di tale Documento è iniziata una formale richiesta
d'incontro sotto il profilo unicamente politico con la
massima istituzione sanitaria  riconoscendo come
interlocutore il Partito Animalista Europeo.
Nel corso della seduta di ieri a margine del tavolo di
lavoro composto dal Ministro Balduzzi, dal Capo di
Gabinetto, dal responsabile DGSA e dalla delegazione
animalista Stefano Fuccelli, Riccardo Manca e Riccardo Oliva
(questi ultimi due pertanto come soggetti politici e non
come rappresentanti delle rispettive associazioni Roma for
Animals e Memento Naturae), lo stesso Ministro accoglieva
l'istanza della delegazione dando disposizioni atte ad
inserire formalmente un comitato di tre esperti studiosi di
metodi alternativi/sostitutivi ed avanzati alla
sperimentazione animale.
Dal prossimo tavolo scientifico ministeriale, quindi, oltre
al Ministero della Salute  ed ai suoi due organi I.S.S.
(Istituto Superiore di Sanità)  ed A.I.FA ( Agenzia
italiana del farmaco), oltre Farmaindustria ( l'associazione
delle industrie, aziende e centri di Ricerca privati )
sarà presente anche la commissione "antivivisezionista" i
cui membri saranno autonomi ed indipendenti.


Riccardo Oliva
Presidente Associazione Memento Naturae

giovedì 4 aprile 2013

IL DNA è sotto attacco... lo conferma l'epidemiologo Annibale Biggeri


 “Il DNA è sotto molteplice attacco: energia nucleare e continui fall-out, prodotti chimici che danneggiano il DNA, vaccini al DNA ricombinante, hanno persino ideato dei farmaci di sintesi che inibiscono la funzionalità del DNA e li spacciano per "cura". Quanti esempi come questi ci vorranno perché l'uomo comprenda che le élite  stanno pianificando intenzionalmente un crimine senza precedenti?..” (Corado Penna)



Un gruppo di ricerca internazionale guidato dall’epidemiologo fiorentino 
Annibale Biggeri ha recentemente pubblicato sulla rivista internazionale 
Mutagenesis uno studio che affronta questo tema.

La ricerca ha confrontato i danni al DNA di 75 bambini e bambine in età 
compresa tra 6 e 14 anni che vivono a Sarroch con quanto accade al DNA di un 
gruppo di coetanei che vivono a Burcei.

Sarroch è un paese della provincia di Cagliari di poco più di 5.000 
abitanti. A Sarroch sono presenti un impianto petrolchimico tra i più vasti 
d’Europa e una centrale termoelettrica a ciclo combinato che è la più grande 
al mondo e la terza in Italia, dopo la centrale a carbone a sud di Brindisi 
e l’acciaieria di Taranto, per costi sanitari causati da emissioni in 
atmosfera di sostanze quali, per esempio, SO2 ed NOx (Fonte: Agenzia 
Ambientale Europea, 2011).

Il complesso industriale di Sarroch produce un particolare mix di inquinanti 
che include: composti organici volatili (COV) come benzene ed etil-benzene; 
formaldeide; metalli pesanti quali il cromo esavalente, il piombo e il 
nichel; idrocarburi policiclici aromatici (IPA) come il benzo(a) pirene.

I bambini e le bambine di Sarroch vivono ad una distanza compresa tra i 160 
metri e 1 km e mezzo dagli impianti industriali.

Burcei è un villaggio rurale in provincia di Cagliari di circa 3000 
abitanti, con scarso traffico automobilistico e nessun insediamento 
industriale.

Gli studiosi hanno misurato le concentrazioni di benzene ed etil-benzene nei 
giardini delle scuole dei due comuni e prelevato in campione di epitelio 
nasale per valutare la prevalenza di specifici addotti del DNA che si 
generano a seguito di una interazione dell’organismo umano con composti 
chimici.

I risultati mostrano sia misure di benzene più alte nei giardini delle 
scuole di Sarroch sia una maggiore prevalenza di danni al DNA tra le bambine 
e i bambini che le frequentano.
I risultati sono in linea con i dati presenti in letteratura. In altri studi 
è stato osservato, infatti, che i bambini che vivono nelle vicinanze di 
impianti industriali mostrano più alti livelli di biomarcatori di stress 
ossidativo, processo che è alla base della generazione di addotti del DNA.

La formazione di addotti al DNA è un forte indicatore di esposizione ad 
agenti cancerogeni di tipo genotossico. Gli addotti, se non riparati in 
maniera efficiente, possono causare mutazioni in geni regolatori importanti 
(es. geni soppressori di tumore), con conseguenti effetti cancerogeni.La 
risposta alla domanda posta nel titolo appare, dunque, affermativa. Secondo 
i ricercatori, infatti, questi risultati “sembrano suggerire che il 
complesso industriale possa essere il fattore che ha causato gli incrementi 
di danni al DNA osservati nei bambini”.

In conclusione, gli scienziati auspicano interventi per il miglioramento 
della qualità dell’aria giacché alti livelli di addotti del DNA in età 
giovanile possono essere associati ad un peggiore stato di salute in età 
adulta.


(Fonte: http://www.salutepubblica.net/)

Roma, 5 e 6 aprile 2013 - Il femminino sacro ed il ritorno della Dea


                                       
Sulle ali di Iside - Dipinto di Franco Farina




Venerdì 5 Aprile 2013  -  h 10.00 – 19,30
IL FEMMININO SACRO E IL RITORNO DELLA DEA
Comando Polizia Roma Capitale - Sala Gonzaga – Via della Consolazione, 4
Ingresso libero


Sabato 6 Aprile 2013 – h 10.30-20.00
LA DEA MADRE - Le Donne di tutti i Colori
Palombara Sabina (RM)– Ristorante Stennarello  - via della Neve km. 8.200
Ingresso libero




Particolare del convegno del 5 aprile:

Venerdì 5 Aprile 2013 - h 10.00 – 19,40

CONVEGNO


IL FEMMININO SACRO E IL RITORNO DELLA DEA
Comando Polizia Roma Capitale - Sala Gonzaga – Via della Consolazione, 4

Conduce Isabella Pilenga – Presidente Fa’ Civiltà - Consulente energetico per la transizione interiore

10,00 – Serenella Ballore – Counselor Olistico - L’integrazione del maschile e del femminile: la Sublime soluzione
10.15 – Lia Veneziani – Insegnante Yoga YANI – Operatore Olistico SIAF
- Mauro Pitorri – Insegnante Tai Chi e Chi Gong
Il senso della riscoperta dei vari archetipi femminili in questa Nuova Era: un lavoro utile anche per gli uomini
10,40 – Angela Milena Ciacciulli – Architetto –Energie al femminile
11,10 - Fiorella Capuano – Avvocato - La matrice universale TZOLKIN e il femminile trino
11,40 – Gemma Vecchio – Presidente Casa Africa
Recuperiamo i nostri valori fondamentali: etica, giustizia
12,00 – Giovanna Kiferle – Psicoterapeuta - Il compito della Dea Madre nella Manifestazione
13,00 – Pausa Pranzo
14,20 – Daniela Di Savino - Musicoterapeuta – Counselor Trainer
Le Dee della Nuova Terra – lettura poesia “Ritorno al mio canto”
14,40 - Raffaella Rosa - Giornalista e Scrittrice - Il femminino sacro dagli albori a oggi
15,10 – Mike Plato - Studioso di Gnosi, Alchimia, Cabala ed Esegesi Biblica
La Sophia e la Lilith: i due volti del femminino ancestrale
15,55 – Andrea Pietrangeli - Musicista, Scrittore e Grafico Creativo
Simbolismo ed utilizzo delle energie femminili
16,25 - Sandro Pravisani - Autore de "IL SEGRETO DI SAN TEOBALDO” - geografia sacra, cavalieri templari e culto del sole
Le origini di Roma - Geografia sacra e il culto della Dea nel territorio dei Castelli Romani
17,10 – Massimo Marinelli – Psicologo, Psicoterapeuta
Maddalena, la Dea che ritorna
18,10 – Olympia Dotti – Artista, curatrice eventi d’arte,Art & Science International Academy of Colour Technologies (A.S.I.A.C.T.)- Operatrice del Benessere progetto economia Solidale(CELS)
Hamatablam, Pachamama, Amatasciacque, Callipigia: l’identificazione della donna attraverso la Madre Terra in un percorso storico, artistico, antropologico
18,40 – Maria Gabriella Lavorgna – Presidente Fondazione “Il Mandir della Pace”
Donne artefici dell’evoluzione sociale nel terzo millennio. Strategie per una cultura di Pace
19,00 - Vittorio Marinelli – Avvocato
La donna tra archetipi e consumi
19,20 - Umberto Puato – Architetto, già cultore di Museografia e Archeologia industriale – Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, presidente fondatore Ass.ne internazionale CulturAmbiente e Centro per la Pace
La presenza del femminino nelle arti, archeologia e architettura etrusca
Rita Giancola - Attrice e Regista- concluderà il Convegno con Recitazione Odi Etrusche

La Biblioteca Flaiano – IV Municipio – organizza “scaffale della Pace” contenente i testi dei relatori presentati al Convegno
Ingresso libero

mercoledì 3 aprile 2013

Monnezza come cibo.... Provenienza e lavorazione del "cibo a buon mercato"




Nelle città occidentali l’offerta di cibo a buon mercato è crescente e sempre disponibile: ma la possibilità di avere a disposizione quantità enormi di cibi pronti e da asporto, deve farci riflettere sulla loro provenienza e sulle modalità con cui viene prodotto. Sei ragazzi inglesi, amanti dei cibi pronti e da asporto, si sottopongono a un esperimento: vengono mandati a scoprire la verità sulla provenienza e sulle modalità di produzione dei cibi “take away” e sperimentano, sulla loro pelle, la fatica di chi, ogni giorno, preconfeziona i loro cibi preferiti. Nelle varie puntate i ragazzi lavoreranno e vivranno fianco a fianco con alcuni dei milioni di addetti alle produzioni alimentari del sud-est asiatico. Nelle diverse puntate dovranno catturare, o allevare, e preconfezionare i cibi che acquistiamo con facilità e leggerezza nei nostri supermercati. Nelle poche ore lasciate libere dal lavoro faranno l’esperienza di dormire, mangiare e vivere con i loro colleghi, nelle stesse condizioni dei lavoratori delle regioni più povere dell’Indonesia e della Thailandia. Potranno così testimoniare l’impatto di prodotti e produzioni sull’ambiente, sulla vita e sulla cultura locale. Ciascun episodio si concentrerà su un prodotto alimentare – tonno, gamberi, riso e pollo.

Tonno in scatola
Il gruppo di sei consumatori inglesi sono in Indonesia, patria dell’industria del tonno, che fornisce una buona parte delle scatolette di tonno alle catene di supermercati ed ai fast food. Vivranno negli spartani alloggi dei lavoratori del tonno, sopporteranno l’elevato calore all’interno delle industrie conserviere e vivranno una dura realtà sulle tradizionali barche da pesca del tonno nel Pacifico occidentale.

Gamberi precotti
A Kalimantan, in Indonesia, il gruppo di sei consumatori inglesi vive e lavora a fianco dei lavoratori dell’industria del gambero. La loro casa è una baracca nella giungla, senza letti, senza acqua corrente e la cena è ciò che riescono a catturare. Invece di pescare i gamberi in mare,i protagonisti sono sorpresi di ritrovarsi immersi nel fango, in un allevamento di gamberi.

Riso Thai
Il gruppo di sei consumatori inglesi si dirige verso una delle regioni più povere e remote della Thailandia per lavorare in una delle comunità che vive della raccolta del riso. Riusciranno a sopportare il lavoro stremante, i 40 gradi nei campi di riso, con solo una banana e una fetta di pane da mangiare?

Polli sezionati
Il gruppo di sei consumatori inglesi è in Thailandia, il più grande esportatore mondiale di carne di pollo. Il gruppo si unisce ai 4.000 lavoratori sul pavimento della sala di taglio, dove si lavorano 140.000 animali l’anno. Dovranno tenere il passo con la linea della fabbrica: ogni dipendente deve separare 12 pezzi di pollo al minuto, 5.000 pezzi al giorno per otto ore al giorno e sei giorni alla settimana.


martedì 2 aprile 2013

Almo di Piumazzo, 5 aprile 2013 - Incontro con "le guaritrici" di Simona Costanzo e Paola Codeluppi




Circolo Almo di Piumazzo - venerdì 5 aprile 2013, ore 21 - incontro con l'autore: Simona Costanzo e Paola Codeluppi con "Le Guaritrici". Un libro che testimonia le donne dell'Emilia rurale che curano le persone, le guariscono.

Un mondo antico e prezioso di cui rimangono poche testimoni.
Il libro "Le Guaritrici" di Simona Costanzo e foto di Paola Codeluppi

Ho deciso di raccogliere in un libro le testimonianze di donne che vivono nelle zone rurali dell'Emilia Romagna e del mantovano, donne che curano le persone, le guariscono.
Guariscono le persone, con le parole, con cordicelle di canapa, con corde di spago a cui fanno dei nodi, con l'anello del matrimonio, curano con l'acqua, con un grembiule da cucina, curano con l'ulivo, con la luce di una candela. 

Poche persone riescono a mettere in atto la vera cura per gli esseri animati e inanimati che le circondano, curare è un arduo compito, che rende implicito l’amore.

In questa giornata, vi parleremo di un mondo che sta scomparendo, un mondo che ancora per poco continua ad esistere parallelo al nostro, un mondo antico e prezioso di cui rimangono poche testimoni.

Parleremo di donne che portano dentro un sapere antico, tramandato dalle loro madri, dalle suocere, dalle nonne, donne che di generazione in generazione hanno portato attraverso gli anni una luce antica che nemmeno loro sanno da dove venga, e quanto antica sia.

Queste donne non trovano più eredi, perché è finito il tempo, non c’è più tempo per l’incanto. Parole, riti, nodi, il male, il bene, la magia quella vera che fa crescere le piante, che fa nascere i bambini, un Dio semplice che è qui vicino e aiuta anche in cucina, il linguaggio semplice e meraviglioso che sa curare anche le mucche, e il male stupido che attacca chi ha l’anima debole.

Queste donne meravigliose hanno permesso di farsi fotografare, la scelta di fotografarle è stata perché i loro sguardi, le loro mani, le loro case, spiegano molto più di ogni descrizione.

Questo non è un semplice libro, ma la testimonianza di donne speciali, che ci hanno donato qualcosa di grande e segreto, ci hanno regalato le loro parole, i loro volti e il loro tempo. Per essere pubblicato c’è voluto tanto tempo, il suo tempo. Questo libro è nato per amore, con cura, rispetto, paura di sbagliare e incanto.
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Info: centro culturale almo
333 3210 581 vincenzo
333 6108 491 cinzia

lunedì 1 aprile 2013

La visione bioregionale di Paolo D'Arpini e Caterina Regazzi



Chi può definirsi bioregionalista?

Questo termine non denota una appartenenza etnica bensì la capacità di rapportarsi con il luogo in cui si risiede considerandolo come la propria casa, come una espansione di sé. La definizione diviene appropriata nel momento in cui si vive in sintonia con il territorio e con gli elementi vitali che lo compongono. 

Infatti chiunque può essere bioregionalista indipendentemente dalla provenienza di origine se segue la pratica dell’ecologia profonda, del vivere cercando di essere in sintonia il più possibile col mondo che ci circonda, in un modo in cui, pur sentendosi liberi di manifestare se stessi nelle proprie caratteristiche peculiari, non si ha bisogno di provocare danni all’ambiente od alla società in funzione di un personale esclusivo vantaggio. Nel bioregionalismo si cerca quindi di riportare un equilibrio fra l’uomo, l’ambiente e gli altri esseri viventi e non. E’ molto importante che si tenga sempre presente questo “spirito” in cui  l’ecologia “profonda” diventa una pratica costante della vita, come un sottofondo profumato.

L’approccio bioregionale comprende infatti la visione dell’ecologia profonda e della spiritualità della natura (o laica). Questi tre aspetti sono inseparibili.
L’ecologia profonda è il riconoscimento dell’inscindibilità della vita ed il bioregionalismo non è altro che la descrizione dei vari processi vitali e delle forme visibili della vita e della materia nella consapevolezza di tale inscindibilità. 

Nell’individuazione di un ambito “bioregionale” non si tiene conto esclusivamente del vivente bensì dell’insieme inorganico, morfologico, geografico, geologico del territorio prescelto, ivi compresi -ovviamente- gli elementi botanici e zoologici che vi prosperano. Senza trascurare gli aspetti sociologici e culturali  della  società che ivi risiede.   Insomma si esamina l’omogeneità dell’area esaminata definita “bioregione” e lì si traccia una leggera linea di demarcazione (non divisione) per individuarne i “confini”. Va da sé che questi confini sono semplicemente teorici, poiché l’organismo bioregionale della Terra è in verità un tutt’uno indivisibile. Potremmo per analogia definire le bioregioni gli organi dell’organismo Terra.

Nel significato originale della parola “ecologia”, rispetto alla sua consimile “ambientalismo” è già delineata una differenza d’intendimento, pur che l’esatta traduzione di “ecologia” è “studio dell’ambiente”. Mentre in “ambientalismo” si presume il criterio della semplice conservazione.
Allorché si aggiunge al termine “ecologia” l’aggettivo “profonda” ecco che si tende ad ampliarne il significato originario integrandovi il concetto di ulteriore ricerca all’interno della struttura ambientale. Insomma si va a scoprire il substrato e non si osserva solo la superficie, la pelle dell’ambiente.

Lo stesso dicasi per la parola spiritualità e la sua qualificazione “laica”. In questo caso si cerca di dare una connotazione “libera” alla spiritualità comunemente intesa come espressione della religione. La spiritualità è l’intelligenza/coscienza che pervade la vita, è il suo profumo e non è assolutamente un risultato della religione, anzi spesso la religione tende a tarpare ed a nascondere questa “naturale” spiritualità presente in tutte le cose.

Questa spiritualità -o senso di presenza-  è un fatto, una realtà, e non può essere descritta in termini filosofici se non astraendoci dal contesto dell’ecologia stessa. La spiritualità laica quindi non è una base per esprimere le norme di una “nuova religione” con tanto di sacerdoti titolati all’interpretazione e con tanto di bibbia decisa a tavolino dai sapienti. Questa spiritualità  è  la consapevole pratica sincera ed onesta del condurre la nostra esistenza considerando che noi tutti siamo presenti in ogni aspetto del processo vitale e della coscienza che lo anima.

L’ecologia profonda, il bioregionalismo, la spiritualità naturale (o laica) sono espressioni del vivere armonico, amorevole gentile e solidale sulla Terra.

La Rete Bioregionale Italiana non è un movimento compatto, esistono varie realtà anche disgiunte. Alcune di queste realtà sono più  teoriche o divulgative ed operano attraverso l’editoria di settore. Altre si occupano essenzialmente di aspetti pratici e di vivere in prima persona l’esperienza bioregionale e dell’ecologia profonda. La Rete Bioregionale Italiana è stata fondata nel 1996 come incontro di varie realtà che si riconoscono nella visione dell’ecologia profonda e del bioregionalsimo. La rete consente libertà di azione locale e il perseguimento di fini comuni, collegati e coniugati ai diversi territori e tematiche bioregionali.

Da alcuni anni la Rete ha leggermente cambiato strutturazione, passando da nodi territoriali a nodi tematici. L’appartenenza al Movimento/Rete avviene per semplice condivisione dello stile di vita e delle tematiche, lasciando ad ognuno la propria libertà di occuparsi degli argomenti che di volta in volta emergono, per dare risposte necessarie contingenziali ai problemi e per proporre iniziative che possano aiutare le comunità.

Ogni anno i membri della Rete Bioregionale Italiana si incontrano per scambiarsi le esperienze su questi temi e le riunioni avvengono in contesti naturali e si tengono in occasione del Solstizio Estivo, sono occasioni di condivisione collegiale del sentire e della pratica quotidiana, nello spirito conviviale e dell’avvicinamento fra amici e fratelli. Solitamente vi partecipano diversi membri della grande famiglia ecologista,  nuovi e vecchi agricoltori, abitanti di ecovillaggi e di comuni agricole o spirituali, etc.

Gli incontri si svolgono con le modalità di suddividere momenti di dialogo a giro (con il bastone della parola) e momenti culturali e di aiuto nel menage generale. Oltre alle sessioni di sharing delle esperienze vissute nelle proprie bioregioni di provenienza sono previste anche varie cerimonie naturalistiche in omaggio ai cinque elementi: camminare a piedi nudi nei campi per la raccolta di erbe selvatiche (Terra), accensione e salto del fuoco al suono di tamburi sciamanici (Fuoco), controllo della inalazione ed espirazione pranayama (Aria), lavacro al fiume od al lago  e preparazione dell’acqua di San Giovanni (Acqua), osservazione notturna degli astri e silenzio meditativo (Etere).

Per aderire alla Rete Bioregionale Italiana e partecipare agli incontri è sufficiente inviare una lettera di adesione al Manifesto della Rete (http://retebioregionale.ilcannocchiale.it/) a mezzo email a: bioregionalismo.treia@gmail.com  – oppure all’indirizzo: Paolo D’Arpini e Caterina Regazzi, via Mazzini, 27 – 62010 Treia (Mc)

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L'incontro della Rete Bioregionale 2013 si svolge nell'ambito dell'Incontro Collettivo Ecologista che si tiene a Vignola (Mo) dal 22 al 23 giugno 2013: http://riciclaggiodellamemoria.blogspot.it/2012/12/premesse-per-lincontro-collettivo.html