Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

martedì 6 novembre 2012

Viterbo, 11 novembre 2012, Arte sacra e stregoneria in Piazza della Morte




Appuntamenti con il mistero nella Viterbo sotterranea

Domenica 11 novembre 2012 – h 17,00 presso la sala eventi di Tesori d'Etruria (piazza della Morte - Viterbo)

Tesori d'Etruria e Prisma vi invitano a partecipare  all'incontro con Giovanni Feo:
Arte sacra e stregoneria
Altro incontro da non mancare a Tesori d'Etruria. All'interno del ciclo denominato “Appuntamenti col mistero”, stavolta potremo ascoltare e conoscere meglio Giovanni Feo,  ricercatore e scrittore che da oltre un trentennio studia e cerca luoghi sacri dell'Etruria e di altre regioni dell'Italia pre-romana, al fine di ricostruire l'originario modello insediativo di "geografia sacra", in uso presso le antiche civiltà.

Stavolta, però, Feo ci racconterà gli straordinari risultati dei suoi ultimi studi, incentrati sull'arte sacra e la stregoneria al tempo del medioevo.
C'è un mondo altro, meno apparente e decifrabile, che scorre accanto al primo e si rivela attraverso lingue antichissime.
 
Questi studi sono stati condensati in un libro che è come una mappa da sfogliare, in cui a cifre manifeste accorre associarne altre celate ad occhi distratti, per ricostruire nella sua integrità un disegno profondo quanto evidente, che è nutrimento vitale del nostro sapere.

Giovanni Feo
prima di ogni altra cosa, lui si definisce un camminatore.
Nella sua vita ne ha fatti davvero tanti di chilometri, sempre a caccia di luoghi che potessero raccontare la storia dei popoli che, lungo i secoli, li hanno abitati.
Il suo amore assoluto per la storia l'ha portato a riscoprire posti incredibili, ricchi di passato e di mistero. Gli Etruschi sono sempre stati un popolo a lui particolarmente caro. Sono davvero molti gli studi e i libri che gli ha dedicato. A Gianni Feo si devono numerosi ritrovamenti di portata eccezionale. Tra gli ultimi vale la pena ricordare gli incredibili manufatti di Pitigliano che ricordano, per fattezza e disposizione, le misteriose pietre dello Stonehenge inglese.

Ingresso gratuito. Posti limitati, prenotazione gradita
per info e prenotazioni: 0761.220851 - welcome@tesoridietruria.it

lunedì 5 novembre 2012

1 dicembre 2012 – Assemblea di Vivere con Cura e proposta d’Incontro Collettivo Ecologista 2014


Vista di Capracotta, sede di Vivere con Cura


Montesilvano. Vivere con cura
Scrivono Michele Meomartino e Antonio D’Andrea: “Sabato 1 Dicembre 2012 – ore 18.00 in Via Toscanini, 14 – Montesilvano (Pescara). L’associazione VCC, come da statuto, convoca l’Assemblea annuale dei soci. E’ un momento di verifica sullo stato dell’associazione, ma è anche una bella occasione di convivialità che molti di noi hanno sperimentato a Capracotta. A coloro che sono impossibilitati a partecipare si chiede di far pervenire brevi contributi scritti che poi verranno letti nel corso dell’Assemblea. Info. Michele 393.2362091″
………….

Contributo scritto di Paolo D'Arpini:
Progetto di un incontro collettivo ecologista durante i giorni del solstizio estivo 2014
“Ciò che conta non è fare molto, ma mettere molto amore in ciò che si fa”. (Madre Teresa di Calcutta)
Come avevamo annunciato a voce durante la nostra venuta con Caterina a Capracotta (1 settembre 2012) propongo di festeggiare il Solstizio Estivo 2014 assieme a Vivere con Cura invitando anche tutte le associazioni che si riconoscono nei principi dell’ecologia profonda e della spiritualità della natura. L’evento ha il nome di “incontro collettivo ecologista”, da tenersi durante tre giorni attorno al 23 giugno (vigilia di San Giovanni) a Capracotta od a Montesilvano.
L’argomento specifico dell’incontro è l’elemento Acqua, particolarmente femminile e rappresentante della produzione vitale per antonomasia.
Tutto il pensiero mediterraneo è orbitato per millenni attorno alla concezione unitaria dell’Universo con la Vita. La realtà sensibile, concreta, stabile, impersonificata in oggetti solidi (i primi simboli della religiosità sono… sassi, pietre… posti nei luoghi di passaggio) è strettamente interconnessa con la vita nelle sue manifestazioni essenziali. Acqua e terra assieme compiono il miracolo. Corporeità, sangue, linfa, nascita, morte, sessualità. Da qui il concetto di Grande Madre, che dando la “vita” simboleggia il rito della natura che rinasce senza posa e senza fine.
In sintonia con la tradizione anche quest’anno, festeggiamo il massimo fulgore della luce, il 23 giugno, in quella che è chiamata la magica notte delle streghe. Tutto combacia perfettamente, in questa data magica, in cui sono celebrati i cinque elementi: etere, aria, fuoco, acqua e terra. Nel primo pomeriggio dell’incontro, quando il sole è caldo e l’aria dolce, sulle sponde di un ruscello, compiremo il tradizionale lavacro sacrale della vigilia di San Giovanni, sinonimo di purificazione mentale e corporale. Più tardi in un luogo preposto si svolge il rito propiziatorio davanti al fuoco, con salto della fiamma ed espressione di desideri (le donne sono pregate di vestire gonne larghe). E più tardi ancora ci sarà l’osservazione delle stelle ed una meditazione silenziosa, assieme a esercizi di respirazione. Questo è il senso della cerimonia che riproponiamo a Capracotta o Montesilvano, per ricordare la supremazia della natura su ogni artifizio dell’uomo.
Sull’etimologia di Giugno gli studiosi sono concordi che questo è il mese dedicato a Giunone (Iuno), la dea dell’abbondanza e delle messi, sposa legittima di Giove, per questa ragione venivano raccomandate le nozze durante il mese di giugno. Questo è anche il mese delle ciliegie, un frutto rosso e turgido e dolce, come il liquido fertilizzante di Giunone….
Durante le tre giornate dedicate all’incontro si terranno vari sharing di esperienze e proposte di carattere sociologico, bioregionale ed ecospirituale. Gli incontri saranno arricchiti da canti e poesie e musiche arcaiche. Il cibo vegetariano verrà convivialmente cucinato e condiviso ed ognuno parteciperà alla conduzione dell’incontro, collaborando alla sua buona riuscita.
Insomma è un incontro “caleidoscopico” in cui coniugare i vari elementi che compongono l’esistenza materiale con quelli del pensiero. Natura, erotismo, arte, ecologia, filosofia, canto, danza, cibo… Un Incontro Collettivo Ecologista.
Paolo D’Arpini

domenica 4 novembre 2012

Maccherese... no biogas, no cemento, no rifiuti, no inquinamento



L' Associazione Memento Naturae, come già precedentemente
fatto in sede di consiglio comunale per impedire la
realizzazione di nessun tipo di discarica a Pizzo del Prete,
comunica che ritiene valido solo quanto venne stabilito e
concordato con il Comitato Rifiuti Zero Fiumicino nella
delibera del 27 Aprile 2012 e non certo la possibile ipotesi
di un mega-impianto a Biogas che si vorrebbe prevedere in un
territorio agricolo già fortemente minato sia da una forte
speculazione che interessa vaste aree naturali con varie
situazioni a rischio idro-geologico, sia da una politica
cementizia molto miope e forse senza precedenti.

Grazie alla documentazione fornitaci prontamente dal
Comitato Rifiuti Zero Fiumicino, leggiamo che la struttura
prevista è da costruire a Maccarese in Via Tre Denari,
realizzata su 17,4 ettari di Riserva del Litorale nella
località "Bonifica della Pagliete", con una copertura
approssimativa di circa 76.000 metri quadri e sopratutto e
questa nota coincide con le preoccupazioni che esprimavamo
prima, sono previsti ben otto ettari con la dicitura
"TERRENO DISPONIBILE"!

Non solo! L'impianto di digestione anaerobica essendo
collegato ad una non raccolta differenziata che si effettua
oggi nella Capitale, andrebbe sicuramente a trattare per
ottenere la Forsu, una ampia gamma di cosidette sostanze
organiche molto eterogenee tra loro e che verrebbero
prelevate da scarti di tipo agro-industriale poco chiari e
senza pertanto avere quindi quel quadro esaustivo che possa
dimostrare senza ombra di dubbi che non ci siano reali
pericoli di emissioni, anche contaminanti, nell'aria.

Invitiamo pertanto amministrazioni comitati e cittadini, a
manifestare il proprio dissenso, visti soprattutto gli
interessi in gioco che prevalgono ormai da sempre sulle
comunità interessate e che rappresentano in realtà
tentativi molto goffi di risolvere il problema dei rifiuti
senza andare mai alla radice della causa vera che lo ha
generato e che continuerà ancora a mantenerlo in essere se
non si attua un cambiamento radicale di mentalità.

Riccardo Oliva
Presidente Associazione Memento Naturae

Volontari a Difesa di Ciò che è Vita!!!

Coltivare Condividendo - Feltre, 25 novembre 2012



Intenti per Coltivare Condividendo - Feltre, 25 novembre 2012 



Siamo ormai in fase di definizione del programma x domenica 25 novembre 2012. 

La mostra inizierà alle ore 10 si svolgerà in uno spazio coperto e riscaldato. Ogni realtà avrà a disposizione uno spazio per esporre sementi o qualsiasi tipo di materiale informativo.

Quasi in contemporanea partirà un escursione per far visitare e far conoscere Feltre, una visita alla città con guide
(la visita alla città si ripeterà anche nel primo pomeriggio).

Nello spazio espositivo ci saranno anche laboratori di vario tipo (anche x bambini) mostre fotografiche, musica, possibilità di dibattiti e chiacchierate a microfono aperto.

Dato che chi viene da lontano arriva il sabato  pensavamo di organizzare un momento conviviale la sera di sabato 24 novembre per mangiare assieme e fare una chiacchierata tra di noi, confrontando le varie esperienze e affrontando le tematiche a noi più care.

Ovviamente per gli espositori garantiamo la cena un posto letto e il pranzo della domenica.

Tiziano - gruppo coltivare condividendo

Per informazioni ed adesioni: coltivarcondividendo@libero.it 





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Partecipazione e spiegazioni  sulla manifestazione:

 
"Chiamata a raccolto"

Gli organizzatori di "Chiamata a raccolto" evento che riunirà realtà attive nel mondo variegato, per definizione, viceversa sarebbe un controsenso, della ancora grande e viva biodiversità italiana, ci hanno invitato a Feltre, nel Bellunese per questa manifestazione, ma è molto di più, che si terrà domenica 25 novembre 2012. Nel loro accorato appello essi ci chiamano e noi aderiamo: anche dalla mia Vallassina, è già certo, partiranno soci di Civiltà Contadina, io stesso credo proprio che sarò della partita assieme al nostro vicepresidente Roberto Brioschi.

Questo è uno di quei momenti partecipativi in cui è importante esserci in quanto, con l'arrivo di rappresentanti di realtà dalla Liguria, dalla Lombardia, dal Piemonte, oltre che, naturalmente, dallo stesso Veneto, si attua una pratica precipua nella galassia biodiversa e bioregionalista, nessuno ha primogeniture e tutti possono davvero in un mosaico multiforme, scambiarsi non solamente le buone semenze della tradizione ma anche esperienze e pratiche che affondano la loro ragion d'essere nella agricoltura consapevole di ciascuna valle, di ciascuna bioregione.

Vorrei proprio essere della partita, qui non ci saranno "prime donne"ma comporre il cerchio colorato e arcobaleno delle varie associazioni, Spiazzi aperti da Venezia, il Consorzio della patata quarantina da Genova, noi Lombardi, altri dal Piemonte, chi ci ospita, sarà l'unica forma possibile di messain comune di idee e semi. 

Proprio come prima della Conquista, sulle Ande, facevano gli Incas, suggerisco di recare ciascuno il proprio sacchetto di semi e di metterli in un grande "mandillo" come lo chiamano gli amici genovesi e mescolando, riportarsi a casa, nella propria valle, la stessa quantità messa in comune.

Certo, gli amici di Coltivar condividendo aderiscono all'appello di Vandana Shiva per la libertà dei semi, e come non si potrebbe ?

Ma a Feltre ci saranno non un pubblico solamente curioso o smanioso di nuove mode trendy, ci saranno un piccolo popolo di orticoltori, contadini, nuovi contadini che da anni conoscono le problematiche in questione e non ne parlano soltanto ma agiscono concretamente salvaguardando qui ed ora le specie e le varietà locali.

Ecco, a Feltre, noi di Civiltà Contadina Alta-Brianza Vallassina, gruppo "Lia Nardini"  ci vogliamo andare per incontrare, raccogliere, confrontare, e, permetteteci, abbracciare quanti, senza la luce di riflettori potenti come quelli di Terra Madre, agiscono senza marchietti di sponsor decisamente imbarazzanti, senza, in soldoni, la presenza di quelle stesse multinazionali che la biodiversità la massacrano e sopprimono tutti i giorni in ogni angolo del mondo. 

Non per polemizzare a caso: avete per caso ascoltato parole da Carlin Petrini contro la rappresaglia vigliacca del suo sponsor Fiat contro gli operai di Pomigliano?

Non una parola né un sibilo.

Bene, a Feltre, saremo alla pari, seedsaver con seedsaver e contadini vecchi e nuovi ma uniti dalla logica della condivisione. La biodiversità è multilocale e non si può nè accentrare né ridurre a spettacolo di "varia umanità", la biodiversità è lo specchio cosciente di una nuova agricoltura possibile , di una nuova umanità possibile.

Feltre chiama a raccolta, i salvatori di semi del nord Italia, arrivano.

Teodoro Margarita, referente Seedsaver Rete Bioregionale Italiana  e responsabile per il Comasco di Civiltà Contadina



   

sabato 3 novembre 2012

Sovvertire le priorità: allo sfruttamento delle risorse è necessario contrapporre la tutela dei beni comuni


Beni Comuni


L’Italia, il nostro Paese, sembra privo di memoria, di slancio, di altruismo e di compassione. Per dirla con Carlo Levi: “Nessuno ha toccato questa terra se non come un conquistatore o un nemico o un visitatore incomprensivo”. Sembra un Paese diverso da quello in cui sono nato, un Paese che amavo tanto e che voglio lasciare. Non so bene cosa avrei dovuto dirvi per questo commiato.
Mi hanno sempre detto: “metti amore in ciò che scrivi”. Io invece sono andato con rabbia in un’altra direzione.
Giuseppe Fava mi ha insegnato una regola semplice e precisa: “Scrivi  ciò che vedi, senza farti condizionare dal contesto. Scrivi la verità che riesci a ricostruire senza reticenze”.
Cosa si può fare? I giornalisti hanno un grande potere, ma non lo usano quasi mai per il bene comune. Quelli che lo adoperano, in genere, vengono uccisi senza pietà: Mauro De Mauro, Peppino Impastato, Graziella De Palo, Italo Toni, Giuseppe Fava, Mauro Rostagno, Giovanni Spampinato, Giancarlo Siani, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin (solo per ricordarne alcuni ammazzati sul campo per rendere il nostro un Paese migliore).
Il poeta Pier Paolo Pasolini quando scrisse IO SO, non scherzava. Egli era uno scrittore unico, una persona “che cerca di seguire tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero”.
Anch’io so e come per Pasolini “tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell’istinto del mio mestiere”. Il tutto ci è vietato, ma del tutto possiamo conoscerne parti sufficienti a farci capire di più se riusciamo a collegarle fra di loro, a mettere insieme i frammenti degli avvenimenti  che ci vengono forniti in maniera diacronica, illogica. Ma è possibile che sia così pericoloso schierarsi dalla parte della verità? Certo, è rischioso, ma ciò non toglie che vada fatto ugualmente. Non c’è bisogno di eroi, però, e soprattutto di retorica o populismo, purtroppo di gran moda.
Cosa si può fare? Intanto non restare indifferenti. Fare qualcosa insieme invece che contro. Chiamare a raccolta quelli che si riconoscono nell’essere a favore delle persone, per la verità e la giustizia. Non si può sempre vivere contro qualcuno o qualcosa.
E non mi importa niente delle ridicole etichette che mi hanno forzatamente appiccicato addosso di recente, definendomi sulla stampa di regime un “complottista”, quando ho toccato il tema tabù della guerra ambientale, in atto sotto i nostri occhi distratti e stanchi per mille battaglie civili o per il peso dell’esistenza. Sono nauseato da questa recita quotidiana della vita politica italiota coi soliti burattini e burattinai perennemente nei salotti tv; mi viene una rabbia fuori controllo solo a sentirli nominare perché purtroppo in Italia i rifiuti si riciclano soltanto in politica.
In Italia – prevalentemente – i palazzi del potere e le figurine che li animano sono marce. La mafia alberga nel cuore delle istituzioni.
Il progresso di una comunità civile non si misura dai metri cubi di cemento armato, ma dal rispetto della legalità e dalla cura dell’ambiente e soprattutto dei bambini.
Il male non è ovunque. In questo Belpaese ci sono bimbi che sorridono e hanno parole semplici di verità e bellezza. Ci sono tante persone buone e sagge che aiutano quelli in difficoltà, ma non basta. Ci sono tanti esempi di buona volontà nel quotidiano. Non è tutto perduto. C’è qualcosa nell’animo umano che ti impedisce di arrenderti del tutto, anche quando le forze vacillano. Qualcosa come il pianto di un bimbo sofferente che ti dà l’energia e la sensazione che valga ancora la pena lottare per un ideale democratico.
La biosfera può soddisfare i bisogni di tutti se l’economia globale rispetta i limiti imposti dalla sostenibilità e dalla giustizia. Come ci ha ricordato Gandhi: “La terra ha abbastanza per i bisogni di tutti, ma non per l’avidità di alcune persone”.  Dunque: sovvertire le priorità: allo sfruttamento delle risorse è necessario contrapporre la tutela dei beni comuni.
Io non ho una ricetta per la felicità, una soluzione in tasca che valga per tutti. Credo fermamente che ognuno di noi possa fare la sua parte per riconquistare il senso e la misura delle cose. Ma senza perdere tempo occorre passare al fare, uniti, insieme.
Alla disperazione giovanile incombente, programmata a tavolino, c’è soluzione. Eppure tanti giovani sopravvivono consumando nel vuoto i giorni e l’intelligenza. Così sebbene sia assente nel nostro Paese la pena di morte, vige legale e inesorabile la morte per pena.
E non importa chi vinca le elezioni, perché non è lì la vita reale, ma qui, nelle difficoltà dei giorni sempre uguali, senza privilegi, senza vantaggi, senza soldi facili, senza salute, senza speranza e senza futuro.
La politica ha un grande valore solo se fatta come servizio verso la collettività, solo se realizza un futuro migliore per l’umanità.
Bisogna superare il proprio egoismo, la propria stanchezza, i propri timori e i giorni sempre uguali che sembrano veleggiare verso il niente.
Sono libero e mi sento forte e degno di amore. E voi lo siete nella misura in cui agite in modo che le vostre azioni realizzano il bene comune.
Non smarrite quel bagliore di dignità che vive dentro ognuno di noi e non consentite agli altri di togliervelo.
Le persone sono stanche, non sono motivate e non ne possono più. Poi, però, si rialzano. Allora, ce la possiamo fare a dispetto di tutto e di tutti. Quel che conta è la capacità di reagire alle circostanze, anche le più avverse, perché in fondo al tunnel c’è la luce. La forza di un’idea libera può cambiare il mondo.
Questo cammino è iniziato con il maestro Gandhi e termina con lui: “Fate battere i vostri cuori”.
Gianni Lannes

venerdì 2 novembre 2012

Terra, lavoro, dignità... viaggio con Cerere nell'antico mondo bioregionale dell'Agro Romano




Sulle ultime propaggini a sud dei pianori dell’Agro romano un pomeriggio autunnale per ritrovare radici, riconsiderarsi persone, accendere speranze, creare futuro.

I forti temporali della notte e le alterni piogge intercalate dalla comparsa del Sole durante la mattinata avevano intriso i campi dei giardini del vetiver, la temperatura era incominciata a scendere.
Un orario difficile, un luogo scomodo da raggiungere e un giorno lavorativo: nessun agio per il 75° anniversario del giorno dell’inaugurazione della Città di Aprilia, città della Terra. 

Lo spirito comunitario del ritrovarsi non ha fatto desistere quanti hanno voluto esserci oggi per esserci anche domani.

È l’impegno solstiziale di Giugno che ci ha riportato sui pianori per accendere il fuoco nel forno e cuocere e dividere in comunione l’Aprilpizza risultato del grano, del miele e dell’acqua di Aprilia.

Spiga sacra in dono agli uomini dalla cura di Cerere che accompagna l’uomo alla conoscenza del suo crescere attraverso la fatica del lavoro e la conoscenza dei ritmi del cielo. Chicco di grano simbolo di rinascita e segno di speranza futura, seme inerme al confine della morte, potenza vegetale che genera la vita alloggiato nella fecondata Terra madre riscaldata dal Sole.

Dall’ape, antica messaggera divina che viaggia sui sentieri di luce, il miele dorato e l’esempio di comunità operosa e organizzata per il bene comune, lezione di natura e di storia romana sacra a Cerere.

Dalle fonti vulcaniche l’acqua frizzante a legare l’impasto con il lievito madre e la farina integrale. Con i tempi del forno la cottura trasforma in pane caldo, colore e profumo.

Aria, acqua, terra e fuoco a sintetizzare gli elementi di Madre Natura per sacralizzare la generosità della Terra e il lavoro dell’uomo che si fa cibo da dividere, da distribuire e da con-dividere.

L’orgoglio di appartenere all’Urbe del solco tracciato a cornice del cardo e decumano a regola della sua comunitas, che ora rinnova l’impegno per il consorzio futuro a riscatto, a difesa, a ricerca per riaffermare il valore della Terra, del lavoro e della dignità.
Aprila, 29 ottobre 2012

Lorella De Meis

giovedì 1 novembre 2012

Trentino e Basilicata - Intromissioni religiose nell'insegnamento scolastico



Dall'Alpi alle Piramidi l'avanzata dell'integralismo cattolico attraverso l'uso improprio della scuola pubblica


Due inquietanti esempi della volontà di condizionare i ragazzi alla religione cattolica, nelle scuole pubbliche e in due regioni a distanza di penisola, Trentino e Basilicata, così come riportati dall'UAAR.

 E le relative reazioni popolari. 

Trentino, proteste per circolare contro preghiera a scuola
In una scuo­la dell'in­fan­zia di Fie­roz­zo, ame­na lo­ca­lità in pro­vin­cia di Tren­to, è tra­di­zio­ne far pre­ga­re e far fare il se­gno del­la cro­ce ai bam­bi­ni pri­ma di pran­za­re alla men­sa. Una pras­si che di­ven­ta di fat­to ob­bli­ga­to­ria per i bim­bi ed è giu­di­ca­ta con­sue­tu­di­ne. Pro­ba­bil­men­te suc­ce­de an­che al­tro­ve. Ma re­sta co­mun­que un vero e pro­prio atto di cul­to vie­ta­to dal­la le­gi­sla­zio­ne e con­tra­rio al prin­ci­pio di lai­cità, non­ché una for­ma nem­me­no tan­to ve­la­ta di in­dot­tri­na­men­to nel­le scuo­le pub­bli­che.

La coor­di­na­tri­ce pe­da­go­gi­ca dell'isti­tu­to, ve­nu­ta a sa­pe­re dell'an­daz­zo, ema­na una cir­co­la­re per im­pe­di­re l'abu­so. I mae­stri fac­cia­no i mae­stri, non i dia­co­ni dei par­ro­ci. An­che per­ché per pre­ga­re non man­ca­no di cer­to le chie­se e non è com­pi­to del­la scuo­la pub­bli­ca in­vi­ta­re alla pre­ghie­ra. Ma di­ver­si ge­ni­to­ri pro­te­sta­no per­ché vo­glio­no ri­pri­sti­na­ta la di­scu­ti­bi­le tra­di­zio­ne. Si ri­vol­go­no ad al­cu­ni sin­da­ci del­la zona, non­ché al par­ro­co del­la val­le, don Da­nie­le La­ghi.

Non è una sor­pre­sa che un sa­cer­do­te pos­sa tran­quil­la­men­te af­fer­ma­re che "non ci sono bim­bi di al­tre re­li­gio­ni" nel­la scuo­la, iden­ti­fi­can­do la co­mu­nità lin­gui­sti­ca mòche­na — che abi­ta l'area — tout court con la re­li­gio­ne cri­stia­na. Come se bam­bi­ni di que­sta età pos­sa­no es­se­re eti­chet­ta­ti d'uf­fi­cio come ap­par­te­nen­ti a una con­fes­sio­ne re­li­gio­sa e se­guir­ne in ma­nie­ra con­sa­pe­vo­le e in­di­pen­den­te le pra­ti­che. Il pro­ble­ma è che an­che vari po­li­ti­ci del­la zona osten­ta­no il pro­prio cle­ri­ca­li­smo. Il pri­mo cit­ta­di­no di Fie­roz­zo, Luca Mol­trer, è con­vin­to che la pra­ti­ca "non fac­cia al­cun male". An­che il sin­da­co del­la vi­ci­na Fras­si­lon­go, non­ché pre­si­den­te dell'Isti­tu­to cul­tu­ra­le mòche­no, Bru­no Groff, ha cri­ti­ca­to la de­ci­sio­ne del­la coor­di­na­tri­ce.

È in­ter­ve­nu­to per­si­no il pre­si­den­te tren­ti­no Lo­ren­zo Del­lai, di­fen­den­do la pre­ghie­ra a scuo­la come "atto coe­ren­te con le no­stre tra­di­zio­ni". In pa­le­se con­trad­di­zio­ne ha pure af­fer­ma­to che "qual­sia­si ob­bli­go o di­vie­to che ab­bia­no a che fare con la re­li­gio­ne non sono ac­cet­ta­bi­li", con­cor­dan­do dun­que col fat­to che la scuo­la non do­vreb­be or­ga­niz­za­re pra­ti­che re­li­gio­se, ma la­scia­re i bam­bi­ni li­be­ri di gio­ca­re a fare l'Uomo Ra­gno op­pu­re, imi­tan­do gli adul­ti, il cat­to­li­co che fa il se­gno del­la cro­ce, sen­za al­cun giu­di­zio mo­ra­le e sen­za in­ter­fe­ren­ze de­gli in­se­gnan­ti.

Di­ver­si gior­na­li han­no ri­pre­so la no­ti­zia, di­pin­gen­do­la a tin­te fo­sche e in ma­nie­ra grot­te­sca, qua­si si trat­tas­se di una for­ma di per­se­cu­zio­ne ver­so il cri­stia­ne­si­mo. Come se si vo­les­se sec­ca­men­te "vie­ta­re" ai po­ve­ri bam­bi­ni di far­si an­che solo il se­gno del­la cro­ce e ci fos­se un oc­chiu­to com­mis­sa­rio po­li­ti­co che li sor­ve­glia e li pu­ni­sce se osa­no far­lo. Una ri­co­stru­zio­ne che ci sem­bra in­com­ple­ta e fuor­vian­te. E che igno­ra det­ta­gli im­por­tan­ti. Come il fat­to che in una scuo­la pub­bli­ca non do­vreb­be­ro es­se­re pro­mos­se pra­ti­che re­li­gio­se. D'al­tron­de, se fos­se tut­to nor­ma­le e per­mes­so, non ci sa­reb­be­ro sta­te con­te­sta­zio­ni e i di­fen­so­ri del­la pre­ghie­ra a scuo­la non ten­te­reb­be­ro una "me­dia­zio­ne" con la scuo­la.

Per fare luce sul­la vi­cen­da pro­prio l'Uaar, che si im­pe­gna per la tu­te­la del­la lai­cità nel­le scuo­le, ha in­via­to una ri­chie­sta di ac­ces­so agli atti dell'isti­tu­to. Per ave­re a di­spo­si­zio­ne sia la cir­co­la­re del­la tan­to vi­tu­pe­ra­ta coor­di­na­tri­ce, og­get­to di pe­san­ti at­tac­chi e la cui vo­lontà vie­ne ad­di­rit­tu­ra ri­te­nu­ta "peg­gio di una dit­ta­tu­ra". E per ca­pi­re an­che come e per­ché la scuo­la ab­bia poi de­ci­so, in con­tra­sto con la le­gi­sla­zio­ne vi­gen­te e all'in­se­gna di un ap­proc­cio chiu­so e co­mu­ni­ta­ri­sta, di ri­pri­sti­na­re la tra­di­zio­na­le pre­ghie­ra ob­bli­ga­to­ria per tut­ti dopo le pro­te­ste di qual­che ge­ni­to­re.



Montescaglioso: il preside istituisce la preghiera obbligatoria
[...] È del 18 ot­to­bre una cir­co­la­re in­ter­na alla scuo­la me­dia sta­ta­le Sa­li­na­ri di Mon­te­sca­glio­so, in pro­vin­cia di Ma­te­ra, che im­po­ne a tut­ti i do­cen­ti, se­gna­ta­men­te a quel­li di let­te­re, l'in­ter­ven­to in clas­se di un cap­puc­ci­no, tale Pa­dre Fla­via­no, per "di­scu­te­re con i ra­gaz­zi i va­lo­ri fon­dan­ti del­la vita". In una di­scu­ti­bi­le pre­mes­sa alla cir­co­la­re di otto pun­ti, snoc­cio­lan­do una over­do­se di sen­so co­mu­ne di chia­ra ispi­ra­zio­ne cat­to­li­ca e na­zio­nal po­po­la­re, il di­ri­gen­te sco­la­sti­co – il 'pre­si­de' -, Nun­zio Ni­co­la Pie­tro­ma­te­ra, esi­bi­sce il suo fer­mo pro­po­ni­men­to a chia­ma­re ogni stu­den­te a "mo­ti­va­re il sen­so del­la pro­pria vita […] sui va­lo­ri dell'uomo in­te­so come per­so­na che in­te­ra­gi­sce con gli al­tri". E come lo fa? Ri­chia­man­do tut­to il col­le­gio do­cen­ti a pren­de­re atto del­la sua fer­ma vo­lontà: il pre­te in clas­se e la pre­ghie­ra a ini­zio mat­ti­na­ta "come spin­ta per av­via­re la gior­na­ta con i mi­glio­ri au­spi­ci". Già, il cap­puc­ci­no e la pre­ghie­ra. Sem­bre­reb­be un'ac­cop­pia­ta sa­cro-pro­fa­na, se quel cap­puc­ci­no fos­se, però, non un fra­te ma una be­van­da da bar!
E come se ciò non ba­stas­se, nel­la stes­sa cir­co­la­re il pre­si­de, an­nul­lan­do i di­rit­ti dell'al­tro, del non cat­to­li­co, con­ce­de a chi pro­fes­sa un cre­do 'di­ver­so' di "esple­ta­re il pro­prio do­ve­re con le loro pre­ghie­re". Dove l'as­sur­do? In tre pun­ti: nell'im­por­re la pre­ghie­ra a tut­ti, sen­za ec­ce­zio­ne, di­men­ti­can­do che non tut­te le fedi pre­ten­do­no di ad­dol­ci­re la gior­na­ta con del­le ora­zio­ni mat­tu­ti­ne; nell'isti­tui­re la pre­ghie­ra come un 'do­ve­re', qua­si fos­se un eser­ci­zio uti­le all'ap­pren­di­men­to come re­ci­ta­re il Cin­que Mag­gio; in­fi­ne, fat­to for­se an­co­ra più gra­ve, nel cal­pe­sta­re il di­rit­to al dis­sen­so, al dub­bio, al pen­sie­ro cri­ti­co e/o ateo. [...] (Fon­te: Apri­leOn­Li­ne)


Fonte condominioTerra