Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

martedì 25 settembre 2012

Imperia e la biodiversità rurale, 7 ottobre 2012 - Con Massimo Angelini e Roberto Brioschi


Cinciarella blu


Ciao a tutti, ecco il programma della manifestazione che si terrà ad Imperia domenica 7 ottobre , manifestazione che ci vedrà presenti insieme a Massimo Angelini (RSR e Consorzio della Quarantina).
Un invito affinchè partecipino i soci del Piemonte e della Liguria.
(Roberto Brioschi)


Nota Aggiunta: "Caro Paolo, anche questa è un'ottima iniziativa, Massimo Angelini è tra i più seri e preparati esperti di biodiversità d'Italia e non solo, io l'ho ascoltato anche in Svizzera, per le patate è il più grande conoscitore senza ombra di dubbio. (Teodoro)"




*BIODIVERSITA' RURALE, BENE COMUNE!*
*dibattito, convivialità e scambio di esperienze*

Domenica 7 ottobre 2012 dalle ore 16.30 in poi
CSA La talpa e l'orologio, Imperia


Secoli e secoli di un lungo e scrupoloso lavoro di selezione su frutta,
verdura e animali da allevamento hanno generato un'enorme quantità di
varietà e razze, tutte con caratteristiche molto differenti che le rendono
adatte al proprio territorio o a un utilizzo specifico.
Qualità che portano con se caratteri genetici unici, irripetibili ma anche
un forte valore culturale, un pezzo di storia delle comunita che per secoli
le hanno conservate.

Questo enorme patrimonio chiamato BIODIVERSITA' RURALE è oggi gravem
  ente minacciato da un mercato che permette la circolazione solo a poche e
omologate varietà moderne, "tecnologiche", ottenute spesso da incroci
forzati. Varietà spesso più produttive ma anche meno adattabili al
territorio, più vulnerabili da malattie e agenti atmosferici.
Tanto per fare un esempio sono 3200 le varieta di fagioli contate in italia
che rischiano di scomparire a discapito di quattro o cinque sementi
commerciali e "legali"!!
Ebbene si legali dato che a minare questo enorme patrimonio, questo bene comune, non vi è solo un mercato selvaggio che, a causa della globalizzazione e della omologazione, taglia fuori ogni nicchia, ogni particolarità. Ci si aggiungono pure norme europee che impediscono la commercializzazione di tutti quelle sementi non iscritte al: "Catalogo CE delle varietà di specie agrarie e ortive" la cui iscrizione è molto costosa e caratterizzata da lunghi passaggi burocratici, insostenibili se non per una grande multinazionale. Sono solo sette infatti le aziende produttrici di sementi in tutto il mondo, che ovviamente monopolizzano questo mercato.

C'è però chi non si arrende a tutto ciò, chi pensa che questo antichissimo patrimonio di cui disponiamo non vada perduto. Sono associazioni che lavorano sul territorio e con metodi diversi lottano in difesa della biodiversità. Associazioni come "Civiltà Contadina" e il "Consorzio dalla Quarantina" le quali si ritroveranno domenica 7 ottobre al C.S.A. la Talpa e l'Orologio per dare vita insieme a realtà locali a un pomeriggio di discussione su questo specifico argomento.*Programma della giornata:* - 16:30: inizio dibattito, parteciperanno:

Roberto Brioschi vice pres civilta contadina http://www.civiltacontadina.it/<http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.civiltacontadina.it%2F&h=nAQG6cXkl&s=1>

Massimo Angelini pres consorzio della quarantina e coordinatore nazionale rete semi rurali http://www.quarantina.it/<http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.quarantina.it%2F&h=eAQHIHzWk&s=1> http://www.semirurali.net/<http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.semirurali.net%2F&h=PAQFjmse9&s=1>

- 20:00: pizza e musica dal vivo; - per tutta la giornata: mercato del libero scambio dei semi... porta sementi e piante da scambiare!


......................

Pensiero di accompagno

"Quante persone considerano tuttora “dormire” unicamente una
funzione fisiologica! Sono stanche e si addormentano, esattamente
come mangiano perché hanno fame, senza avere coscienza che il
sonno – così come la nutrizione e come tutte le altre funzioni
fisiologiche – può essere vissuto ad un livello più elevato
rispetto al piano fisico. Potreste verificarlo voi pure se, al
momento di addormentarvi, prendeste l'abitudine di prepararvi
dicendo: «Signore, durante il sonno voglio istruirmi. Accettami
nella Tua scuola dell'amore, della saggezza e della verità,
affinché io impari a dare un significato sempre più ricco alla
mia esistenza!»
L'indomani, al risveglio, aprite gli occhi coscientemente e
incominciate per qualche minuto ad analizzare il vostro stato
interiore, i pensieri e i sentimenti che vi arrivano. Scoprirete
di aver ricevuto una soluzione ad un problema, delle
chiarificazioni su una questione che vi preoccupa. Non alzatevi
senza prima aver fatto questo esame!"
Omraam Mikhaël Aïvanhov

domenica 23 settembre 2012

Sassoon se ne va e polemizza contro i bloggers indefeli



Caro direttore,
le vicende riguardanti Beppe Grillo, il Movimento 5 Stelle e Gianroberto Casaleggio sono state ampiamente riportate dai media nei mesi passati, con una forte accelerazione nelle scorse settimane fino a oggi. Questa attenzione, di norma scarsamente informata, quasi sempre maliziosa e ostile, mi ha toccato marginalmente, ma non lievemente, in quanto socio della Casaleggio Associati. Poiché da oggi lascio la società, ritengo utile chiarirne i motivi, per evitare ulteriori distorsioni dei fatti.
I motivi sono due. Il primo riguarda la mia presenza, come socio di minoranza, nella Casaleggio Associati. I media hanno speculato in merito interpretando il mio ruolo come rappresentante di più o meno precisati «poteri forti» intenzionati a infiltrare, tramite la Casaleggio Associati, il blog di Beppe Grillo e, tramite Gianroberto Casaleggio, il movimento politico. In breve, non rappresento alcun potere forte, né in generale né nello specifico, né ritengo che alcun potere forte si senta rappresentato da me. La prova del contrario la lascio ai maliziosi interpreti che si sono finora beati nel richiamare fantasiose teorie complottistiche degne di romanzi d'appendice più che di una stampa seria e informata.
Non conosco Beppe Grillo, non ci siamo mai incontrati né scambiati telefonate, mail o sms. Non ho partecipato alla gestione del suo blog in seno alla Casaleggio Associati, dove non ho mai ricoperto cariche operative; non ho mai avuto a che fare con il Movimento 5 Stelle, con il quale intrattiene relazioni il solo Casaleggio nelle forme e nei modi da lui stesso ripetutamente chiariti anche su questo giornale. Lascio la società perché i miei interessi personali e professionali sono altrove, ma anche per spezzare il filo delle speculazioni interessate. Mi auguro che serva.
Il secondo motivo è ben più grave e si sostanzia in una valanga apparentemente inarrestabile di diffamazioni e calunnie di violenta intensità, basate su ancor più farneticanti teorie del complotto, che sono apparse e continuano ad apparire in blog e siti di diversa connotazione: da quelli di ispirazione esplicitamente nazi-fascista a quelli di tendenza diametralmente opposta (come i Meet Up di supporto a Grillo) passando per una varietà di blog e siti di varia natura che vanno dai circoli vegetariani a club politici o territoriali delle più diverse tendenze. In questi luoghi la teoria assume i toni foschi del complotto pluto-giudaico-massonico di memoria zarista e hitleriana. L'attribuzione di rappresentante dei poteri forti origina da qui, per assumere contorni decisamente deliranti e razzisti.
Dal mio cognome ebraico si è risaliti a una famiglia con lo stesso nome che operava 250 anni fa nella Compagnia delle Indie che commerciava in droghe e spezie con Cina e India: tanto basta per vedermi associato, un quarto di millennio dopo, a una «potente dinastia di narcotrafficanti». E non si parla di un pazzo isolato: sono decine i siti che riportano queste piacevolezze, associandomi volta a volta a Bilderberg, Massoneria, Mossad, Illuminati, Lobby delle multinazionali, circoli esoterici e altre amenità di questo tipo da far impallidire Dan Brown o l'Umberto Eco del «Cimitero di Praga».
La cosa è seria e va avanti da anni senza che alcuno di questi luoghi di indecenza ne sia mai stato chiamato a rispondere, sotto il profilo della controinformazione e della legge. La questione che va qui sollevata, al di là di quella strettamente personale, è quella della Rete. Luogo democratico per eccellenza, al quale chiunque può accedere per dare voce alle proprie opinioni, può diventare arena di violenza incontenibile, diffamazione incontrastabile, vera e propria delinquenza mediatica.
Il primo punto è dunque come fare in modo che si salvaguardi la libertà di opinione ed espressione con la necessaria tutela di chi, per un motivo o per l'altro, venga preso di mira con intenti diffamatori e, nel caso in specie, anche razzisti. Ma i fatti non si fermano qui, perché la teoria del complotto dei poteri forti, che va avanti in Rete da almeno quattro anni, da un paio d'anni a questa parte è stata acriticamente assunta anche dai media «ufficiali», ossia radio, televisione e carta stampata. Avevo erroneamente giudicato tutto sommato sgradevoli ma innocui quei siti e blog, prevedendone un progressivo declino in funzione della palese idiozia dei riferimenti e argomentazioni.

Mi sono dovuto ricredere quando due anni fa, nel numero 5/2010 di «MicroMega» è stato pubblicato un articolo di una ventina di pagine che riprendeva le elucubrazioni reperibili in Rete, rielaborandole in modo apparentemente neutrale e dando loro un crisma di credibilità. Da lì a filtrare nella stampa «ufficiale» il passo è stato breve. Il teorema dei poteri forti è stato da allora ossessivamente riproposto, sempre in totale assenza di verifica alla fonte, spesso senza nemmeno modificare espressioni e terminologia di altri articoli e servizi, in un trionfo di «copia e incolla». Di recente, ad esempio, ho avuto il dubbio privilegio di sentirmi associato su La7 dal direttore di Rai4 Carlo Freccero ai poteri forti e al Bilderberg, per la felicità degli ospiti presenti. Altri, come l'ex politico Gianni De Michelis, hanno dichiarato a Radio24 che certamente dietro al successo di Grillo si ritrova la «destra americana». Decine di articoli e servizi televisivi hanno sostenuto e sostengono ogni giorno il teorema dei poteri forti dediti a infiltrare il Movimento, non si sa bene se per legittimarlo o delegittimarlo. Un'informazione distorta e malata, che impone una seria riflessione.
Enrico Sassoon


Notizia inviata con l'applicazione CorrieredellaSera.it per Android

sabato 22 settembre 2012

Doriana Goracci: "Sporcarsi le mani per salvare la vita....."



Bisogna sporcarsi le mani e dobbiamo dominare l’economia e con essa sporcarci le mani 24 ore su 24: Lo dice Paolo Barnard, non io, che non sono nessuno e ho 9 anni in più di questo giornalista. Conclude nella sua solita maniera molto personale ed accattivante, perchè cattiva senza misura, che ci si deve cimentare con l’ economia.

A me viene un po’ da ridere e un po’ da piangere. Per anni nei corridoi  nelle piazze nella Rete del Movimento e pure di un partito che diceva di rifondarsi, tentavo di spiegare che l’ economia non è una cosa difficile da capire, era pure domestica.Ho parlato e scritto di banche e carte di credito, di borsa e recinti delle grida, nel corso di questi anni…ho messo la faccia, non avendo titolo e in ogni caso ” Vola l’economia della morte“. A più non posso perchè il cielo è sempre più blu.

Le mani sono sporche quando si lavora, a casa e fuori, la terra. Te ne raccontano così tante fino a toglierti anche la voglia di sognare… Tutti giù per terra.



Bisogna sporcarsi le mani.
 L’economia mi annoia, è un peso sullo stomaco, è grigia, è persino squallida in talune istanze. Ma oggi mi occupo solo di quella, come un forsennato. Ecco perché.Io sono un uomo che fu segnato da un destino: non essere indifferente all’ingiustizia, alla crudeltà, alla sofferenza che entrambe generano. A poco più di vent’anni partii per la mia guerra al male. E fin lì tutto era ok. Oggi ho 54 anni. Per quasi un quarto di secolo la mia guerra fu tutta sbagliata. Non per colpa mia. E’ un fatto istintivo che quando ci si schiera dalla parte del bene si è buoni, e si fanno le cose buone, belle. Cioè, amare, soccorrere, indignarsi, darsi agli altri, esaltare la compassione, incitare la solidarietà, e mischiarsi ai tuoi simili buoni e belli, le ‘belle anime’.E allora ci furono gli anni di Amnesty e della lotta alla tortura nel mondo, l’incontro coi sopravvissuti del Cile e della Turchia. I tavolini in città per le firme.


Poi lo slancio per la Palestina, in piazza coi compagni e i reportage per smuovere il pubblico contro i crimini sionisti. Nel frattempo ci si infilavano giorni e notti con i disagiati sociali e i senza dimora, lotte nelle strade, cosa incredibili per essere accanto a quelli che nessuno vuole. Che amicizie, che episodi da groppo in gola, cose, volti, momenti ben oltre la poesia, altro che poesia. L’Aids mieteva i miei coetanei, scoprivo la disumanità degli ospedali e del rapporto con la morte e i morenti. Anni di fianco a loro, anche qui, scontri feroci con sindaci, amministratori e primari, e di nuovo, fiumi di vita che nessun film saprebbe mai raccontare… i miei medici ammalati…

Incrocio Padre Alex Zanotelli, Don Arrigo Chieregatti, gli uomini di Dio ‘illuminati’, le marce della pace, la denuncia del debito che uccide l’Africa, sì al commercio equo solidale, io, Paolo Barnard di Report, ci metto la faccia e la telecamera, ce la faremo!, ora c’è anche Don Ciotti con noi, e Grillo. Ma anche Gherardo Colombo di Mani Pulite, insieme, alle conferenze, siamo carisma liquido e la gente fiocca a noi. Io contro la Guerra al Terrorismo, la mia ricerca negli archivi segreti straccia il velo che copre le sembianze ributtanti dall’Amico Americano. Gherardo porta il rispetto delle regole e la Costituzione ai bambini, ai pensionati, con una serenità che muove il cuore.

Bello eh?Inutili poveri sciocchi, tutti noi, io, me, loro. Scoprirlo dopo tanta vita e impegno fu tragico per me. Chi è il Vero Potere? Nessuno di noi lo sapeva, neppure lontanamente. Dove sta? Cosa fa? Perché esso non si cura mai, mai, mai, mai e neppure per mezzo istante di ciò che tutto quel mondo così bello e buono fa, farà e ha sempre fatto?

Risposta: perché siamo anime belle che danzano armati di tanta aria, carta velina, colori, sospiri, pensieri, tramonti, lacrime, stelle filanti, stelle cadenti e fuochi fatui. Ma anche avessimo i partiti, i parlamenti, le televisioni, la polizia, i palazzi, saremmo ugualmente innocui per loro. Loro sanno che tutto è innocuo al mondo per loro, tranne una cosa. Tranne UNA, che “annoia, è un peso sullo stomaco, è grigia, è persino squallida in talune istanze”.

L’economia. Tranne l’economia. Quella la temono, e il terrore che il Vero Potere cova in segreto è che l’economia gli scappi dallo scrigno e si sparga per le strade, dove la gente la potrebbe raccogliere, guardare dapprima come un coso alieno, poi magari capirla, aiutati da qualcuno, e magari dominarla, e sì!,

DOMINARLA, USARLA, E DIVENIRE I VERI PADRONI DEL MONDO E DEI PROPRI DESTINI. Noi, la gente. Di questo e solo di questo hanno il terrore i padroni del mondo. Noi, quelle belle anime, non l’avevamo capito. Non avevamo compreso che l’economia data o sottratta decide ogni singola vita umana su questo pianeta come null’altro può deciderla.Lo compresi finalmente.

Se voglio davvero, ma DAVVERO, salvare il mondo dalla sofferenza e dalla crudeltà io devo sporcarmi le mani con quella cosa grigia, tecnica, fredda come la morte, pesante, che si chiama economia.

Non c’è altra strada. Addio groppi in gola, serate fra compagni, occhi lucidi nel pubblico, addio fiumi d’amore spendibili subito, colori e feste dei giusti, addio a voi tutti anime belle, il volto di questo giornalista giacobino è ora la faccia di chi scandisce percentuali di PIL e Bilanci Settoriali.

Ho dovuto sporcarmi le mani, e devo continuare a farlo. Se vogliamo salvare l’amore, la democrazia, la dignità anche fra le mura familiari, i poveri, l’Africa, le leggi, i diritti costituzionali, e i sofferenti, se vogliamo fermare il mostro globale del potere di pochi sullo strazio o sull’apatia di miliardi di altri,  dobbiamo dominare l’economia e con essa sporcarci le mani 24 ore su 24.Non c’è nulla al di sopra, è il punto d’arrivo di qualsiasi lotta per l’umanità del vivere, tutto ciò che gli sta sotto, o di fianco, o da altre parti è inutile. E io oggi sono qui.

Doriana Goracci

venerdì 21 settembre 2012

Le bufale di Paolo Attivissimo e le stelle cadenti dell’11 settembre 2001

Stelle cadenti - Collage di Vincenzo Toccaceli
  

L'articolo http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2012/09/paolo-attivissimo-le-bufale-in-liberta.html  ci ha  procurato varie email con esternazioni di entusiasmo, quasi come un tifo da stadio, circa il fatto che Attivissimo, il conosciutissimo “cacciatore di bufale”, ha deciso di non intervenire più nelle polemiche e nelle risposte a coloro che sostengono che la “versione ufficiale” sugli attentati dell’11 settembre 2001, non sia veritiera. A proposito di questo mio articolo, devo effettivamente chiedere scusa ad Attivissimo per averlo io attestato come “laureato”, mentre a quanto sembra non lo è affatto. Succede.

In ogni caso, leggendo, al contempo, i numerosissimi commenti, sia in calce all’annuncio di Attivissimo pubblicati nel suo blog (http://atti(vissimo.blogspot.it/2012/09/lundicesimo-11-settembre.html) che gli altrettanto numerosi commenti pubblicati nel Sito di Luogocomune  (http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=4080), in calce ad un breve articolo di Massimo Mazzucco che sottolineava e irrideva la fuoriuscita dalla contesa di Attivissimo, definito una Fata turchina che appare e scompare a piacimento, si può facilmente constatare come si siano formati, e non solo nel web, due opposti e irriducibili schieramenti: da una parte i cosiddetti debunkers o cacciatori di bufale, e dall’altra i cosiddetti “complottisti”, termine ambiguo e fuorviante che vorrebbe indicare tutti coloro che sospettano un “complotto” dietro certi fatti e avvenimenti, ma che invece meglio sarebbe definirli, ovviamente riferendosi a quelli più seri, “thruthers” ovvero cercatori della verità.

Due opposti schieramenti che, proprio come in un tifo da stadio, si affrontano e si offendono reciprocamente, con inusitata veemenza. E questo non va bene, perchè queste due attitudini: chi diffida e mette in dubbio e chi invece crede alle versioni ufficiali emanate dalle autorità costituite, dovrebbero collaborare ai fini di una seria indagine finalizzata alla ricerca della verità.

Questa violenta contrapposizione, invece, in definitiva fa il gioco di chi non vuole che si affrontino serie e approfondite indagini.

In un ottimo articolo di Luciano Fuschini, titolato “Complottismo” e pubblicato sul  giornaledelribelle.com, si fanno delle puntualizzazioni e delle asserzioni veramente opportune, come ad esempio: “Quello che viene chiamato spregiativamente complottismo è niente altro che l’esercizio dell’intelligenza critica che non si accontenta delle versioni ufficiali, sapendo che le vere motivazioni degli eventi sono molto spesso tenute nascoste. Purtroppo è frequente che nella ricerca di ciò che sta sotto ci si avventuri in ipotesi bizzarre che finiscono con lo screditare anche gli approfondimenti seri”.

E’ proprio quello che anche noi stiamo sostenendo da anni: bisogna sempre diffidare e quindi fare le pulci alle cosiddette “versioni ufficiali” emesse dal potere costituito perchè il “complottare”, il mistificare, il raggiungere certi scopi per vie non sempre lecite e comunque mascherate, è purtroppo una attitudine insita nell’uomo e questo sia a livello personale della sua vita privata  che, tanto più, a livello di Organizzazioni e di Stati.
Le stesse guerre, in definitiva, sono spesso iniziate con delle false flag, delle provocazioni che consentono a chi ha deciso la guerra di scatenarla presentandosi come “vittima” e il nemico come un aggressore.

Ed altrettanto, però, bisogna diffidare da tesi precostituite, da facili sillogismi, dalle teorie  del sospetto non comprovate e quindi verificare, in ogni suo aspetto, la verità e la fondatezza di quanto ci viene illustrato.

Sempre Luciano Fuschini, nell’articolo citato, smonta per esempio, con poche e precise asserzioni, la bufala in circolazione, per cui il famoso sbarco sulla luna del 1969 sarebbe un falso. Non bisogna farsi ingannare da argomentazioni solo apparentemente convincenti, ma ogni informazione e tesi proposta vanno verificate attentamente. Al contempo bisogna diffidare dai facili sillogismi come quello, per esempio, recentemente circolato, che siccome Neil Armstrong, uno degli astronauti che sbarcarono sulla luna, non ha voluto giurare sulla bibbia di esserci veramente stato, ergo quell’evento fu un falso. Sono queste notizie devianti che non necessariamente possono essere messe in relazione con l’indagine che si sta affrontando. Diverso ovviamente sarebbe il caso, aggiungiamo noi, che si volesse contestare il materiale fotografico che accompagnò e seguì l’impresa lunare, per il quale molti dubbi che in parte fosse stato taroccato ci sono effettivamente.

Un'altra informazione, aggiungiamo noi, che andrebbe attentamente verificata, ma che ci sembra alquanto “deviante”, è per esempio quella che l’11 settembre, negli uffici che poi vennero colpiti dall’aereo che si schiantò sul Pentagono, si stava affrontando una delicata verifica per la quale si sospettava un colossale ammanco nelle spese di bilancio di quel ministero. Sono informazioni queste che circolano nel web  e su cui i cosiddetti “complottisti” si gettano a capofitto, spesso rimanendo vittime della loro faciloneria e entusiasmo e consentono poi ai “debunkers” di smontarle e deriderli. Ora noi non sappiamo fino a che punto questa notizia possa essere veritiera, ma in mancanza di una seria verifica e di un suo approfondimento, bisognerebbe sempre non prenderle in considerazione.

Diverso per Lucinao Fuschini il caso delle “scie chimiche”, per il quale egli afferma che ci sono dei riscontri evidenti della loro esistenza, ma fino a quando non si intraprende una indagine a tutto campo per verificare di cosa effettivamente si tratta, non ci si deve lasciare andare a fantasticare di chissà quali manipolazioni genetiche o complotti esse nascondano. Ed anche queste asserzioni ci trovano concordi, mentre invece constatiamo, con sgomento, che “complottisti” convinti del complotto sulle scie chimiche e “cacciatori di bufale” che al contrario gli sbattono in faccia l’evidenza di fenomeni del tutto naturali anche se “strani”, si affrontano con assurda veemenza e poca sostanza scientifica.
Tornando all’argomento ben più serio dell’11 Settembre, bisogna fare alcune necessarie considerazioni perchè la “versione ufficiale” emessa dalle Amministrazioni americane, intendendo per “versione ufficiale” tutto quell’insieme di dichiarazioni e informazioni e soprattutto gli studi tecnico scientifici commissionati a vari organismi, non convincono affatto ed anzi fanno acqua da tutte le parti.

Di conseguenza ci sono varie domande molto importanti e pertinenti che devono ancora trovare adeguate risposte. Tanto per darne un idea, qui ne avanziamo solo alcune, come ad esempio:

1. E’ un fatto che, volenti o nolenti, gli attentati dell’11 settembre, quali un attacco agli USA da parte di terroristi arabi, ha indubbiamente consentito agli Stati Uniti di intraprendere una serie, tra l’altra illimitata, di guerre di aggressione contro tutti quegli Stati che, ad arbitrario giudizio del governo americano, sostengono il terrorismo. Quando poi constatiamo che i cosiddetti terroristi arabi, piloti da baraccone, deambulavano negli States da un paio di anni, attentamente seguiti, ma indisturbati dalle Intelligence statunitensi; che le loro presunte responsabilità negli attentati, con tanto di foto, sono state in pochissimi giorni sbandierate dalle Intelligence americane, indice questo di un precostituito capro espiatorio;  che copie del corano, di bandane, di manuali di pilotaggio, di deliranti testamenti e passaporti con tanto di foto, sono stati, ma guarda un  pò, miracolosamente ritrovati tra le macerie e gli incendi di quei disastri o lasciati dentro qualche opportuna valigia;  che oltretutto, stranamente, non c’e una normale videoripresa che ritrae questi dirottatori mentre quella maledetta mattina si imbarcavano sugli aerei da dirottare; che invece altre loro foto e video mostrateci è stato recentemente dimostrato che furono “ritoccate”; che ben 4 aerei dirottati svolazzarono indisturbati ed alcuni addirittura passeggiarono per un tempo esorbitante con strani e contorti itinerari prima di abbattersi sui loro obiettivi, senza che un caccia si sollevasse ad intercettarli; che proprio quell’11 settembre erano in programma una serie eccessiva di esercitazioni, che una volta messe in atto potevano confondere gli schermi radar e le normali misure di difesa aerea; che invece di riscontare sacrosanti incriminazioni tra chi era tenuto a garantire la sicurezza dei cieli americani, troviamo sospette “promozioni” ed altrettanto nessuna responsabilità giuridica viene avanzata contro coloro che costruirono e garantirono le Torri Gemelle così incredibilmente crollate provocando migliaia di morti; quando constatiamo tutto questo, non è azzardato affermare che qualcosa in quegli attentati non convince.

2. Le spiegazioni tecnico scientifiche fornite per quel genere di crollo di due torri colpite da aerei e conseguente incendio causato dal Kerosene e di una terza torre, non colpita da aerei, ma  analogamente implosa e con un crollo simmetrico in caduta libera, tutte con struttura in acciaio, venute incredibilmente giù contravvenendo a ogni passata esperienza pratica e addirittura alle leggi della fisica (un corpo in caduta dovrebbe seguire la linea di minore resistenza), sono contorte, forzate e assurde. Del resto, anche volendo passare per stupidi e quindi accettare gli studi che accompagnano la “versione ufficiale”, i quali cercano di spiegare come sia stato  effettivamente possibile quel genere di “cedimento strutturale”, stiracchiando tabelle su tabelle onde dimostrare quando e a che calore l’acciaio potrebbe cedere e quindi provocare altri cedimenti alla struttura in acciaio delle torri, anche prendendo per buone queste ricostruzioni (ed ovviamente buone non lo sono affatto), basterebbe la sola osservazione che questo fenomeno, mai verificatosi nella storia ingegneristica di questi edifici e sia pure con qualche caratteristica diversa, si sarebbe poi dovuto ripetere in altri due edifici attigui, e questo è veramente un insulto alla umana intelligenza.  Ma oltretutto non vengono adeguatamente spiegati alcuni fenomeni, come per esempio le pozze di acciaio fuso che ha continuato a bruciare per settimane nel sottosuolo; alcune colonne di acciaio stranamente piegate, ma non incrinate e altro ancora e quindi  necessita, quanto meno, una vera indagine tecnico scientifica di ben più specializzato e convincente studio.

3. Ci si spieghi e dimostri come furono tecnicamente possibili le telefonate dai cellulari in volo e per quanto riguarda l’aereo UA93, fatto cadere in Pennsylvania, dicesi dagli stessi passeggeri, perchè le foto di quella strana buca formata dalla caduta, non mostrano evidenti resti, alcuni dei quali, invece, furono trovati a circa 14 Km. di distanza e altri poi vennero successivamente e miracolosamente dissotterrati.

4. Ci dimostrino come furono tecnicamente possibili le manovre del boeing 757 che si schiantò sul Pentagono: quel suo virare e poi volare quasi raso terra; il suo non sconvolgere il tratto di percorso finale verso la facciata del Pentagono, tutti fenomeni questi apparentemente impossibili per un grosso aereo e con quella struttura aerodinamica. E ci dimostrino come potè un pilota arabo improvvisato ed inesperto eseguire quelle manovre e a quella velocità.

5. Sempre di questo aereo del Pentagono ci mostrino le riprese video di zona sequestrate, quelle che pur dovrebbero, almeno in parte, averlo ripreso e ci spieghino come fu possibile che l’aereo si disintegrò dentro l’edificio, compresi i suoi enormi e quasi indistruttibili motori, passando per quel buco di ridotte dimensioni che si vede nelle foto scattate pochi secondi prima che crolli la facciata (rimasta miracolosamente con le finestre intatte) e come potè proseguire la sua corsa distruttiva dentro l’edificio stesso. E le sue ali, dicesi staccate al momento dell’impatto, dove sono finite? Le spiegazioni pseudo tecniche fino ad ora fornite, non sono affatto convincenti.

6. Ci spieghino adeguatamente come fu possibile ricostruire il DNA di tutti i passeggeri dell’aereo caduto in Pensylvania ripescandone i resti dal fondo della buca dove evidentemente si erano infilati nel terreno; ed analogamente il DNA dei passeggeri di  quello schiantatosi nel Pentagono, che per giustificare il suo disintegrarsi dentro l’edificio si è dovuto ipotizzare che si era quasi liquefatto trasformandosi in palla di fuoco.
Queste sono solo alcune domande che una qualsiasi persona intelligente dovrebbe avanzare e quindi verificare se le risposte fornite sono adeguate ed esaustive, e a tutt’oggi non lo sono, altro che “complottismo”.

E qui si devono fermare i “complottisti”, pardon i “thruthers” o cercatori di verità, perchè poi, allo stato delle conoscenze, con l’impossibilità di affrontare negli Stati Uniti una vera e corretta indagine e perizie di ogni genere, non è possibile ricostruire quello che effettivamente accadde, come vennero progettati, pianificati ed eseguiti quegli attentanti. Avanzare ipotesi in questo senso, significherebbe mettere nelle mani dei “cacciatori di bufale” facili argomentazioni per confutarle.


Maurizio Barozzi

(Fonte:  Rinascita)

giovedì 20 settembre 2012

Teodoro Margarita: "Melissa è anche un fiore...."

Storia di una melissa Il 19 maggio 2012 esplodeva un ordigno tra il tribunale di Brindisi e l'Istituto Falcone-Morvillo di Brindisi, una ragazza di 16 anni, Melissa Bassi, dilaniata dallo scoppio moriva. In tutta Italia si organizzavano proteste, manifestazioni, lo sdegno giusto di un paese che quando vuole sa essere presente e sa partecipare agli eventi che riguardano la vita civile di tutti. Anch'io, presso la mia scuola, l'Istituto Comprensivo "Giovanni Segantini" di Asso, alla prima occasione pubblica possibile ho cercato di dare il mio contributo per onorare la memoria di questa giovane e per contrastare la ferocia criminale che così spesso insanguina le strade di questo nostro Paese. La mia proposta, mettere a dimora una pianta di melissa nell'aiuola adiacente la nostra scuola con una targa, una scritta a ricordo, è stata accolta e votata all'unanimità dal Collegio Docenti, eravamo in maggio. La mia intenzione , coniugare con un nome ed associare la primaverile età di questa ragazza ad una pianta aromatica apprezzata e celebrata fin dalla remota antichità, era , è, anche quella di profumare il nostro ambiente scolastico, la melissa cresce bene e non teme nemici, si sviluppa facilmente ed i suoi fiori candidi attirano le api, il nome stesso "melissa" in greco antico vuol dire ape. Sapendo che da anni è in atto una moria sistematica di questi preziosi impollinatori, non si sa con certezza a chi attribuire la frase, vera sicuramente " Quattro anni dopo la scomparsa delle api assisteremo alla scomparsa del genere umano." a Rudolf Steiner o Albert Einstein, in ogni caso avrebbero affermato il giusto. Siamo in settembre, l'estate è trascorsa. L'iter burocratico per mettere a dimora questa piccola pianta è stato adempiuto. La piantina è là? Presso l'aiuola a lei destinata? Nossignori, non ancora. Si vede che la melissa deve avere dei nemici personali, ci hanno fatto sapere dal comune che la "melissa è una pianta infestante" e dunque si riservano di decidere sulla sua piantumazione. Si teme che possa invadere con la sua prorompente vivacità. Mah, non mi sono fatto prendere dallo sconforto ed ho posto mano ad una ulteriore delucidazione da inoltrare sempre per vie gerarchiche alle autorità competenti: esiste, presso la nostra scuola già un'aiuola ben delimitata, la melissa si può mettere a dimora colà senza problemi di ulteriori infestazioni. Io tante cose ai colleghi, alla mia DS non le posso esternare, ma mi è venuta una tristezza addosso. I miei occhi e spero anche quelli di qualche altro mio concittadino osservano e vedono colline, qui attorno, il versante destro del Lambro totalmente e pervasivamente invaso da miriadi di villette, quella che era una collina è diventata groviera per casette , alcune delle quali, per nulla tali anzi c'è un casermone ancora disabitato, per ogni dove c'è cemento, si continua a costruire ed il paesaggio diviene desolatamente squallido, spoglio e sempre più simile ad una periferia urbana che mai. Ma la melissa è "infestante". Testuale. Mi devo consolare citando un testo, " Enciclopedia del verde. Piante e fiori dalla A alla Z" Fabbrideee 1999, a pagina 209, alla voce Melissa "Poichè producono semi in abbondanza , i fiori della melissa andrebbero cimati prima che la semente si disperda; durante la fioritura poi, l'esemplare diventa veramente spoglio e trae beneficio da un taglio radicale (d'altra parte così potrete anche tenere lontane le api che gradiscono il nettare prodotto in estate)." Ecco, vi rendete conto? Quanti e pericolosi nemici debba mai affrontare una melissa ? Persino testi di giardinaggio le danno addosso, vorrebbero addomesticarla, irregimentarla, costringerla. Era proprio il contrario di quanto avevo cercato di esprimere in collegio docenti a maggio. Che mille melisse fioriscano e possano crescere libere e moltiplicarsi, che le api possano tornare a saziarsene beate , che si compia la gioiosa metamorfosi tra la esuberanza vitale di ragazze in fiore ed una primavera civile, ricca di polline democratico. Che possano invece svanire, allontanarsi sia la criminalità più becera ed assassina che le devastazioni edilizie ad essa molto spesso connesse. Vado a prepararmi un bell'infuso di melissa, nel podere di Cranno ne ho piantata tanta, che mi infesti pure, i monaci medioevali, usavano disporla ai quattro angoli, i punti cardinali del loro hortus conclusus, la melissa attira gli impollinatori e quindi è indispensabile in qualunque orto, nel mio non l'ho messa solamente a nord, sud, est ed ovest ma dappertutto. Per finire, da anni sono solito donare ad ogni alunna di nome Melissa l'omonima pianticella, è sempre stata gradita e mi vien riferito che godono di ottima e gioviale salute. Melissa Bassi, giovane brindisina, io te ne ho già messe a dimora tante e certamente ti stanno sorridendo, fiorite. Teodoro Margarita

mercoledì 19 settembre 2012

Barricate in arrivo... per una nuova politica civica!



Caro Paolo D'Arpini,
qui sotto trovi il comunicato che ti chiedo di diffondere, ma questa volta ti chiedo di più: di scaldarlo con la tua partecipazione. Abbiamo i giorni contati (28) per raggiungere l'obbiettivo di raccogliere 15.000€, questa mattina appena lanciato l'appello sono arrivate subito le prime donazioni e io sono convinto che se mettiamo in moto la catena 3000 amici che possano mettere 5€ li troviamo. Italo Campagnoli


Stiamo cercando di dare vita a una nuova rivista mensile di informazione indipendente.

Un'informazione fatta dai cittadini per i cittadini, che possa parlare a tutti, in maniera libera e incondizionata, di ciò che si muove attorno a noi: politica, democrazia, volontariato, cultura, ambiente. Il periodico contiene anche un inserto dedicato ai ragazzi da 8 a 12 anni circa.

La rivista si chiama Barricate - l'informazione in movimento. In allegato trovate una breve presentazione e una copertina con alcuni argomenti trattati nel numero zero.

Il numero zero è pronto, ma per poter sostenere i costi della stampa e della distribuzione, e cioè per far partire il progetto, abbiamo bisogno del contributo di tutti, non disponendo di alcun tipo di finanziamento. Dobbiamo mettere insieme almeno 15.000 euro.

Abbiamo deciso di chiedere la vostra pertecipazione tramite il crowdsourcing on line, un sistema attraverso il quale è possibile fare una donazione a partire da 5 euro.


Il link è www.kapipal.com/barricate Vi chiedo, se potete, di diffondere questo appello.
Abbiamo solo 29 giorni a disposizione (ma molta fiducia!)

Italo Campagnoli - italo.campagnoli@tin.it


martedì 18 settembre 2012

Arrigo Colombo: "Sovranità popolare e permanenza in Parlamento, ridotta per tutti..."

Azione performativa di Fulgor Silvi


Sovranità popolare e permanenza in Parlamento



La campagna condotta da Renzi per svecchiare il PD non dev’essere banalizzata.

Dietro ad essa v’è il malcostume di persone che restano in parlamento per decine d’anni, quando non per una vita intera;

v’è l’idea che i notabili di un partito debbano essere e restare in parlamento; così come le maggiori cariche di partito.



Questa permanenza protratta o perenne equivale ad una forma di dominio, ad una presa di possesso di quella che dev’essere solo una rappresentanza temporanea della sovranità popolare; quindi ad una elisione della stessa.

Ricordiamo che ad Atene, la prima e più esemplare forma di democrazia, le magistrature duravano un solo anno, e non potevano essere reiterate; che per evitare ogni captazione della volontà popolare venivano tirate a sorte.



La permanenza in parlamento dev’essere ridotta per tutti:

ad una sola legislatura; o al massimo a due (nel PD è ora a tre, il che vuol dire 15 anni) senza possibilità di deroga per i notabili.

Dopo di che si continuerà a lavorare nel partito, sia nell’elaborazione di programmi e progetti, nella preparazione di leggi, e soprattutto nel contatto con la gente, nel suo coinvolgimento politico, nel processo di superamento dell’attuale disinteresse.



Cui potranno conferire:

sia le elezioni primarie, in cui i cittadini scelgono i candidati;

sia il mandato imperativo (attualmente proibito dalla Costituzione) che fa l’eletto responsabile di fronte al Collegio, cui deve rendere conto almeno mensilmente della sua attività; in cui il Collegio viene coinvolto, nella discussione, nelle proposte, nella decisione;

sia con la possibilità che la ridotta permanenza in parlamento offre a molti cittadini di potervi esercitare la rappresentanza.



I notabili resteranno in parlamento tanto quanto gli altri membri del partito; il partito agirà come un corpo unico, in stretta coesione, senza privilegi; e il livello politico comune si eleverà.

Prof. Arrigo Colombo



Arrigo Colombo, Centro interdipartimentale di ricerca sull’utopia, Università di Lecce