Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

lunedì 20 febbraio 2017

La Pianura Padana è più inquinata della Terra dei Fuochi



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La Pianura Padana è più inquinata della Terra dei Fuochi. L’ammissione, che per molti non è una novità, arriva dal Ministero della Salute, che conferma ancora una volta l’altissima concentrazione di polveri sottili nella Pianura Padana.

Gli ultimi rilievi resi noti nel Rapporto sulla Qualità dell’aria dell’Agenzia Europea sull’Ambiente indicano questa zona d’Italia come una fra le più inquinate, ricche di polveri sottili (Pm10, Pm 2,5), diossido di zolfo e azoto, monossido di carbonio e benzopirene. Si tratta di sostanze che la Iarc (International Agency for Research on Cancer), l’agenzia che classifica agenti e sostanze cancerogene, da tempo indica come una delle principali cause di cancro.

A confermare i dati anche il ministero della Salute, che già a giugno scorso, aveva indicato ancora una volta la Pianura Padana come una delle aree più inquinate d’Italia. La bassa ventilazione e l’inversione termina infatti rendono quasi impossibile la dispersione degli agenti inquinanti in una delle aree più industrializzate ed urbanizzate d’Europa. Nei grafici presentati dal Ministero la Lombardia supera di gran lunga la Campania nel livello di inquinamento, mentre Emilia Romagna e Veneto hanno un grado di inquinamento che è quasi uguale a quello della Terra dei Fuochi.

Per capire quanto la situazione sia grave basti pensare che nel 2013 la concentrazione di polveri sottili ha oltrepassato il limite, raggiungendo una concentrazione annua di 25 microgrammi per ogni metro cubo d’aria e superando la soglia minima consigliata di 10 microgrammi per metro cubo.


Le aree più colpite dalle micropolveri sono quelle di Brescia, Monza, Milano e Torino, che da anni detengono la maglia nera per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico. Per sottolineare la condizione in cui versa la Pianura Padana qualche tempo fa la NASA aveva diffuso una foto in cui dallo spazio si vedeva quella zona d’Italia coperta da una nube di polveri inquinanti. E se si vede anche dallo spazio c’è davvero da preoccuparsi.

(Accademia Kronos)

venerdì 17 febbraio 2017

Bassa Langa - La Casa Rotta cerca compartecipi e vicini


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Vi scriviamo dall'ecovillaggio LaCasaRotta (rotta intesa come "rottura" ma anche "direzione") + organismo agricolo in biodinamica Nuove Rotte. Siamo nella bassa Langa tra Cherasco e La Morra, siamo 9 adulti e 3 bimbi più uno in arrivo, 2 oche e 3 gatti.  

Vi scriviamo per segnalarvi quello che stiamo realizzando da 3 anni, con fatica, ostinazione e felicità: 

- ristrutturazione di un edificio in autocostruzione e bioedilizia ruspante (un altro da 400 metri quadri è ancora da recuperare)
- realizziamo (in progress) un organismo agricolo in biodinamica e agricoltura naturale e distribuiamo dei nostri prodotti a domicilio (verdura, trasformati da coltivazione di grani antichi.. quindi tutto il discorso di recupero delle sementi, fertilità del terreno e filiera corta) 
- lavoro sul gruppo...(metodi decisionali, fare rete con altre realtà, etc).

Vogliamo far conoscere il nostro progetto, dato che, vicino a noi alcune cascine con terreno /e altre senza sono in vendita e vorremmo che chi si stanziasse vicino a noi avesse la nostra stessa filosofia... ci dispiacerebbe che dei produttori convenzionali venissero a coltivare di fianco a noi... 

Per questo e per molto altro... -organizziamo corsi di agricoltura naturale - biodinamica, di autosufficienza gastronomica (pane, grissini, trasformati) costruiamo forni in terra cruda e non anche attraverso la formula del corso..  siamo in rete con un progetto di homeschooler... - vi scriviamo; se siete interessati al nostro progetto potete trovare più info sul nostro sito:http://www.lacasarotta.com/  o potete contattarci al tel 3393812950   

Grazie, un abbraccio, 
Michela


lunedì 13 febbraio 2017

"Tutto è Uno?" - Zugliano, 4 marzo 2017


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Il secondo convegno internazionale  "Tutto è Uno?" si terrà sabato 4 marzo 2017 ~ dalle 9.30 alle 18.00 presso il Centro Balducci ~ p.zza della Chiesa,1 ~ Zugliano (Udine).

Gli esseri umani si pongono da sempre le “grandi domande” della vita – “Da dove vengo?” “Chi sono?”; si tratta di domande universali, e fondamentali. La nostra visione del mondo si basa su  come rispondiamo a queste domande, determinando anche il modo di vedere e trattare noi stessi e gli altri.

La rapida circolazione del Sapere nel recente villaggio globale sta allargando di molto le possibili risposte, ma sta forse anche aumentando le domande.

Tutto è Uno? mira a condividere le acquisizioni più recenti nei quattro campi della cultura: filosofia, religione, arte e scienza. L’obiettivo è sicuramente divulgativo – senza academicizzare un sapere che è giusto, al contrario, venga condiviso; vogliamo rendere acessibili le recenti acquisizioni delle neuroscienze, della fisica avanzata e della spiritualità libera dai contenitori dottrinari.

Vogliamo offrire un focus multidisciplinare completato da un dibattito con il pubblico utile a far emergere i bisogni – e, speriamo, almeno gli albori di qualche risposta – più urgenti.

Il programma prevede una giornata intensa, che inizia la mattina con la proiezione del film-documentario "Olos: il paradigma olistico" di Nitamo Montecucco e Manuel Chiaruttini - sarà presente il regista Manuel Chiaruttini. Seguono poi gli interventi "Trinità: Dio d’amore, relazione e condivisione" di Frère Jacques Serge Frant, monaco melkita; "Spiritualità della cura come dimensione universale" Don Pierluigi Di Piazza, presidente Centro Balducci; "Da errante ad essente, un cammino verso l’Uno senza due", Stefano De Prophetis, antropologo delle religioni; "Il Tutto-Possibile dei racconti millenari alla luce delle neuroscienze", Piera Giacconi, docente di medicina narrativa.

Il pomeriggio prevede "Iside: l’esilio dell’Uno nel mondo e la funzione dell’amore", Katia Ugolini, counselor esperta di antico Egitto; "Il concetto del -continuo- alla luce del pensiero esteso", Emanuele Franz, filosofo; "A Sua Immagine", Jamaluddin Ballabio, sufi della Confraternita Naqshbandi; "Tutto è Possibile quando l’armonia del mondo si manifesta nelle Forme e nei Numeri", Adriano Violato, docente metodo Grabovoj. Conclude la giornata "La permanente trasformazione del volto dell’Uno", Samir Habchi, medico libanese.

Tutto è Uno? è organizzato dalla Bioteca di Udine.

Marta Dorigo  - marta.dorigosalamon@yahoo.com

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Per altre informazioni:  http://www.tuttoeunoblog.wordpress.com/  Potete seguire l'evento anche su Facebook: https://www.facebook.com/events/172044633287111/?ref=ts&fref=ts

Il sentimento di San Remo – considerazioni costruttivistiche

Un veloce sorvolo su argomenti cari a molti

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L´oggettività esiste?
Cambiare è possibile?
La magia è sentimento comune?
“Non sono le cose in se stesse a preoccuparci ma le opinioni che ci facciamo di loro.” (Epitteto, I secolo d.C.)
Mentre passa ripetutamente la canzone vincitrice si capisce perché ha vinto: effettivamente è bellissima; è davvero bella; con quell’attacco poi; ecc. Lei passa e ripassa nelle radio, nelle orecchie, in noi. Diviene familiare, entra a far parte dei momenti personali, a far da sfondo ai sentimenti che in quei momenti ci muovono.
Si fanno ipotesi e illazioni sul perché abbia vinto proprio quella e non un’altra. In quei pensieri che si infiltrano, prima ci si domanda cosa vi avranno trovato – quelli che l’hanno votata – in più delle altre, poi, concentrati proprio dalla domanda che ci siamo posti, iniziano ad emergere dal profondo, chiare, evidenti le qualità che altri, evidentemente avevano visto fin da subito.
«Oggi si ficca in testa ai bambini un po’ di storia naturale, insieme con un po’ di ‘arte’, in modo che essi dimentichino la loro natura animale ed ecologica e l’estetica dell’essere vivi, e crescendo diventino bravi uomini d’affari.»
La congestione di dedizione scorre calma in noi, senza avere apparentemente nulla di volontario. Non la si può arrestare neppure a volerlo, anzi. Come un pesce preso dalla rete, ogni agitazione per liberarsene, corrisponde un coinvolgimento maggiore.
«… anche le scienze restringono ciò che è reale a un particolare dominio e liquidano gli eventi “soggettivi”, come i sentimenti, le percezioni, ecc.»
Così, una canzone prende il centro di noi, prende attenzioni di cui prima non godeva, fino a dimostrare il suo valore, ora evidente.
A questo punto si può sostituire la canzone vincitrice, con la metafisica di qualunque altro oggetto per riconoscere che si tratta di costruttivismo allo stato puro. Non solo, si può comprendere la germinazione delle pretese, lo scontro tra le parti, la scaduta delle nostre migliori doti di saggezza nel pozzo abissale dei vizi capitali.
Infatti, se fosse stata un’altra – canzone – sarebbe stato lo stesso.
Infatti, l’anno scorso il processo si era ripetuto identico tranne che per la forma-pensiero opposta che comunque ci aveva rapiti.
Con la sagacia di una sabbia nella clessidra, gradualmente ciò che non ci interessava, è divenuto ad essere giusto che avesse vinto.
Si può fare la prova del nove. Ipotizziamo di mettere al primo posto una canzone che proprio non piace, magari arrivata seconda o terza o che è stata apprezzata da molti ma non da noi. Ascoltiamola, canticchiamola, perdiamone il senso come in un mantra, lasciamo che sia il nostro tappeto volante, lasciamoci trasportare lontano dal sentimento di fastidio con il quale la identificavamo. Facciamolo questa volta con volontaria dedizione. Con l’appropriata motivazione – quella che inconsapevolmente avevamo dedicato alla vera prima classificata – arriveremo a scoprire delle bontà che non sospettavamo.
È una prova del nove di difficile realizzazione. Certo. Chi mai ci si metterebbe a farla senza la carica dell’opportuna motivazione.
Però ce n’è un’altra di prova.
Prendi una cosa del tuo passato. Una di quelle che sai di avere detestato per il fastidio che dava. Una di quelle che il solo pensiero te ne faceva prendere le distanze. Oppure una, che il solo fatto che interessasse qualcun altro, bastava per sentirsi in diritto di ridurre la considerazione del malcapitato dai gusti, dalle esigenze, differenti dalle tue.
«…ci aspettiamo dalla conoscenza (sia da quella scientifica sia da quella quotidiana) che ci fornisca un’immagine “vera” di un mondo “reale” che presupponiamo come indipendente lo scettico apparirà sempre ai nostri occhi come pessimista e guastafeste, poiché i suoi argomenti ci faranno notare sempre e di nuovo che una conoscenza “fedele alla verità” non è possibile.»
Prendi per esempio una passione. La fede in qualcosa di terreno, ma non solo, tende più a oscillare che a permanere, nel tempo.
In un momento difficile per una malattia o di esuberanza per un successo, può capitare di dedicare meno attenzioni a quanto prima ci coinvolgeva profondamente. Forse si può sospettare che ogni adulto possa trovare nella sua biografia un excursus del genere descritto. Se ci è capitato forse avremo potuto sentire, ancor prima che ammettere, che in fondo anche il Milan è una buona squadra. Che effettivamente poter dire di sé di essere la squadra più titolata al mondo non è male, né offensivo, né fastidioso. Semmai che è legittimo.
Così, la realtà del Milan cambia. Da entità odiosa, diviene essere degno. E così, per metafora ed estensione, quella del resto del mondo, appena si prende coscienza che avevamo messo l’Inter o chi per esso, al centro del mondo.
Con insospettabile apertura d’animo, si riconosce e si riabilita quanto prima era impedito dalla rete del fanatismo.
«La nostra esperienza del mondo consiste nell’ordinare in classi gli oggetti che percepiamo. Tali classi sono costrutti mentali e perciò di un ordine di realtà completamente diverso da quello degli oggetti stessi. Le classi sono formate non solo in base alle proprietà fisiche degli oggetti, ma soprattutto in base al significato e al valore che anno per noi.»
Se cercassimo di misurarla, troveremmo che la realtà è sempre la stessa anche se ora pare un’altra. E se quella ricerca non si limitasse agli strumenti della materia, arriveremmo a riconoscere che la differenza è in noi, che risiede nella nostra differente modalità di costruzione. Che là fuori, non c’è nulla di indipendente da noi.
La nostra presenza, sentimento, esigenza e i loro pensieri hanno modificato la realtà, ne hanno crata una nuova. È questa la magia della quale siamo tutti potenti, ma non tutti consapevoli.
Così per gli innamorati. Lì sì che va tutto bene. Per sempre, si dice e si crede. Eppure non dura. E non per uno qualunque dei molti motivi che facilmente siamo in grado di fornire. Non dura perché l’esigenza che avevamo e che prima era soddisfatta da lui o lei, ora non lo è più. Lei teneva al Milan anche prima ma è solo ora che la sua fede è insopportabile.
*Il costruttivismo è una prospettiva psicologica che elabora dall’assunto che nessuna realtà oggettiva è possibile. Tutta le realtà dipende dall’osservatore, da noi. La sola disponibile è quella che siamo in grado di costruire attraverso il filtro delle nostre emozioni e la permanenza o meno dei nostri sentimenti. Già Gian Battista Vico, 1687/1744, diceva che “il vero è identico al fatto”, attualmente riproposto con, Tutto ciò che è detto è detto da qualcuno.
Lorenzo Merlo


Biblio
- Bateson Gregory – Verso un’ecologia della mente – Adelphi
- Bateson Gregory – Mente e natura – Adelphi
- Bateson Gregory – Una sacra unità – Adelphi
- Feyerabend Paul Karl – Ambiguità e armonia – Laterza
- Feyerabend Paul Karl – Addio alla ragione – Armando
- Feyerabend Paul Karl – Dialogo sul metodo – Laterza
- Feyerabend Paul Karl – Contro il metodo – Feltrinelli
- Feyerabend Paul Karl – La realtà inventata – Feltrinelli
- Maturana Humberto Romesin, Varela Francisco Javier – Autopoiesi e cognizione – Marsilio
- Maturana Humberto, Dàvila Ximena – Emozioni e linguaggio in educazione politica – Eleuthera
- Maturana Humberto, Varela Francisco – Macchine ed esseri viventi – Astrolabio-Ubaldini
- von Foerster Heinz, Pörksen Bernhard – La verità è l’invenzione di un bugiardo – Meltemi
- von Foerster Heinz, von Glasersfeld Ernst – Come ci si inventa – Odradek
- von Foerster Heinz – Sistemi che osservano – Astrolabio-Ubaldini
- Watzlawick Paul (a cura di) – La realtà inventata – Feltrinelli
- Watzlawich Paul, Weakland John, Fisch Richard – Change – Astrolabio-Ubaldini
- Watzlawick Paul, Janet Helmick Beavin, Jackson DeAvila Don – Pragmatica della comunicazione umana – Astrolabio
- Wittgenstein Ludwig – Tractatus logico-philosophicus e quaderni 1914-1916 – Einaudi
- Wittgenstein Ludwig – Ricerche filosofiche – Einaudi

sabato 11 febbraio 2017

I dirigibili tornano di moda...


Lo slow food del viaggio aereo: abbiamo già la tecnologia necessaria
E’ da vari anni che il Professor Antonio Dumas si occupa, insieme a colleghi di varie parti del mondo, di progetti connessi con le energie rinnovabili, i trasporti e le telecomunicazioni.
Il progetto MAAT (Multibody Advanced Airship for Transport) ha ricevuto il finanziamento della Comunità Europea per studiare le concrete possibilità di un utilizzo moderno, ecologico ed efficace dei “vecchi” dirigibili.
In questo momento storico di crisi energetica ci è sembrato molto interessante parlarne con lui e aiutare la divulgazione di alcune soluzioni sicuramente d’avanguardia.
Ci può raccontare un po’ la storia di questo progetto e i suoi antecedenti?
Dal 1973 mi sono occupato di energie alternative e di risparmio energetico in senso lato, cioè ottenere lo stesso servizio a consumi energetici minori ed anche con una diminuzione degli scarti del processo, i cosiddetti rifiuti. Occupandomi di correlazioni fra energia solare e parametri atmosferici, mi sono posto il problema di quantificare la quantità di energia solare che poteva essere ottenuta ad altitudini differenti.  Una valutazione grossolana ci dava un incoraggiamento ad una valutazione più accurata ed è nato il Progetto PSICHE ( Photovolaic Stratospheric Isle for Conversion Hydrogen as Energy vector). Un mio dottorando  ha studiato il comportamento energetico di tre piattaforme, da discoidali a quasi semisferiche, operanti a quote differenti, fra 1000 e 20000 metri di altitudine. Il progetto ha  dimostrato che la forma migliore della piattaforma era di tipo discoidale e che la quota ove si otteneva il miglior risultato era  di 16000 metri. Possiamo dire che, al netto di tutti i fabbisogni energetici necessari al funzionamento della piattaforma,  la produzione di energia elettrica è circa tre volte quella ottenibile a terra rispetto a qualsiasi sistema fotovoltaico fisso con gli stessi pannelli.
Il passo successivo è stato rispondere alla domanda: come far arrivare quest’energia a terra? Ci siamo inventati il sistema HAP-feeder. Sulla piattaforma stratosferica ( HAP-high Alitude Platform) l’energia elettrica viene utilizzata per ottenere, tramite idrolisi,  idrogeno ed ossigeno  che vengono liquefatti e trasportati a terra da una navetta (il feeder) che sale portando acqua per il processo. E’ stato così introdotto per la prima volta il concetto  che è possibile ottenere energia da una piattaforma stratosferica. Un brevetto americano al riguardo è stato depositato due anni dopo. Siccome le  HAP erano state pensate per  le TLC (telecomunicazioni) ed il monitoraggio, queste sarebbero altre utilizzazioni della piattaforma.
Questo l’antecedente. La UE ha emesso una call in cui si richiedeva lo studio di un sistema cruiser-feeder, cioè di un aeromobile in movimento che stava sempre in quota ed altri aeromobili che portavano  merci e persone da terra al cruiser e viceversa. Abbiamo risposto al bando introducendo per la prima volta il concetto che gli aeromobili potessero essere dirigibili, cioè sistemi LTA (acronimo di più leggeri dell’aria). AIRBUS aveva concepito un cruiser ad energia nucleare, di due chilometri di ala ed a una velocità di crociera di 800 km/h. Ha poi abbandonato il progetto in quanto non è riuscito a realizzare il trasbordo delle merci e persone dal feeder al cruiser e viceversa. Abbiamo risposto alla call europea con il Progetto MAAT ( acronimo di Multybody Advanced Airship for Transport) e siamo stati finanziati con un budget di 5.200000 di Euro. Col progetto MAAT abbiamo dimostrato la fattibilità tecnologica di un sistema cruiser-feeder in grado di viaggiare a 150 km/h, la possibilità di un sistema di aggancio e di sgancio, la possibilità del trasbordo, la possibilità di utilizzare l’idrogeno sia alle alte quote che durante le fasi si salita e discesa, la possibilità di atterrare in uno spazio inferiore ad un campo di calcio,  a decollo ed atterraggio verticale (VTOL), senza inquinamento né acustico né ambientale. Il vantaggio rispetto agli altri aeromobili è la ampia disponibilità di spazio per i passeggeri, che potranno viaggiare come se fossero su una nave da crociera, una accresciuto livello di sicurezza impensabile nei tradizionali aerei, che consente ai passeggeri una situazione  rilassante.
Quali sono le idee e gli sviluppi tecnologici che stanno alla base di uno sfruttamento intelligente della stratosfera?
Le idee fondamentali sono i vincoli che la UE impone sull’ambiente ed in particolar modo a quello aereo.
Niente inquinamento atmosferico e riduzione del diossido di carbonio anche se è il vapor d’acqueo il principale responsabile del GWE,  (Riscaldamento globale della terra). Le piattaforme stratosferiche opereranno a quote stratosferiche, al disopra dell’attuale traffico aereo sia come cruiser che come  HAP. Per quanto riguarda PSICHE la capacità di fornire  energia a chiunque, cioè la disponibilità di una miniera di energia a chiunque e in qualunque luogo della terra dal polo all’equatore, la etichetterebbe come energia democratica. Per quanto riguarda MAAT, l’idea di viaggiare in modo nuovo, diverso, più sicuro e più rilassante   rispetto ai viaggi attuali. Per analogia potrebbe essere indicata come  lo Slow Food  del viaggio. Esiste già oggi a livello mondiale, ma anche solo a livello europeo e potrei dire anche al solo livello italiano, tutta la tecnologia necessaria, anche se a volte utilizzata in altri settori e per applicazioni del tutto differenti. L’esistenza di MAAT e PSICHE susciterebbe una corsa al miglioramento delle tecnologie esistenti dando occasione alla ricerca a nuovi sviluppi anche in settori che oggi non si è in grado di identificare.
I progetti del vostro gruppo di lavoro vanno in varie direzioni: trasporto, energie rinnovabili, telecomunicazioni: potrebbe illustrare questi aspetti?
E’ l’esistenza di un sistema LTA  (HAP/cruiser-feeder) è il progetto a cui sto dietro. Le applicazioni sono connesse alle finalità. Potremmo dire ancora con analogia noi stiamo pensando ad un Loft che può essere, previo modifiche,  una abitazione, uffici, o anche apparato produttivo, industria o quant’altro.
Partendo dall’energia: una piattaforma di 2 km di raggio ha la potenzialità circa di 1 GW  per almeno 8000 ore/anno. Una ventina di queste piattaforme fornirebbero tutto il fabbisogno elettrico italiano attuale. Una piattaforma di tale dimensioni potrà anche essere utilizzata come traliccio per le TLC.  Questo utilizzo ridurrebbe il costo del kwattora elettrico a meno di 1 millesimo di euro.  Nel caso di una piattaforma per TLC le dimensioni sono non solo notevolmente inferiori  (una piattaforma discoidale di poche decine di m di raggio) ma potrebbe anche non essere necessario il sistema duale HAP-feeder. Per quanto riguarda le TLC si presenta immediatamente uno scenario di sviluppo tecnologico impensabile. Data la quota le piattaforme si riuscirebbero a “vedere” anche a distanze di  migliaia di km consentendo per le telecomunicazioni un utilizzo della banda ottica, riducendo l’impatto della trasmissione di big data al livello terrestre.
Si ritorna al punto precedente lo sviluppo delle TLC in queste bande darà sviluppo alla ricerca in un settore fino ad oggi solo pensato, trasmissione su segnale ottico.  Per i trasporti invece il sistema cruiser/feeder è ovviamente più opportuno anche se il cruiser non fosse stratosferico.  Le finalità sarà per il trasporto persone lo sviluppo di alberghi viaggianti per esempio e per le merci il trasporto di sistemi ingombranti, ma principalmente quello point to point  senza punti di rottura del percorso.
Quali sono le prospettive del vostro lavoro e i progetti a futuro?
Siamo in un Limbo con l’ambascia della tenaglia fra la concretezza del bene e la prefigurazione del meglio. Nel primo caso stiamo cercando uno o più finanziatori per la realizzazione del primo dimostratore che è anche un prototipo per la piattaforma  per TLC (progetto MASTER- Multipurpose Airship in Stratosphere for Telecommunications, Environmental-monitoring and territorial Reconaissance) e stiamo cercando finanziamenti (EU fondamentalmente) per il progetto sull’energia GRES,  (Green Renewable Energy in the Sky) ovviamente al di là dell’analogia del Loft i due progetti hanno un livello tecnologico diverso e tempistiche differenti il primo può diventare operativo  in tre anni,  per il secondo almeno altri tre ovviamente a finanziamenti adeguati.
La ricerca, sia teorica che applicata, sembra essere sempre più orientata dal profitto più che dalla volontà di risolvere problemi utili all’Umanità; tuttavia molti scienziati continuano a lavorare per il bene comune, anche a rischio di trovarsi senza finanziamenti. Lei è d’accordo con questa analisi? Ci sono controtendenze all’orizzonte?
Non so quanto sia vera la premessa, certamente si respira non solo nel modo accademico un’ aria strana. Una tendenza alla evaporazione dei tre paradigmi su cui è nata la rivoluzione francese e la democrazia che oggi conosciamo ed anche il metodo moderno di indagine scientifica. Il discorso è molto più lungo di quanto possa essere detto in un’intervista. Ho pubblicato qualche riflessione al riguardo su Inchiestaonline e non vorrei ripetermi. L’unica possibilità di contrasto allo scenario indicato è il potenziamento della struttura di ricerca dell’Università. Sintetizzando si potrebbe dire “più Stato e meno mercato”,  banalizzando,  basterebbe che in Italia i governi finanziassero le strutture di ricerca universitarie con la stessa cifra per abitante o con la stessa percentuale di PIL come fanno la Germania  e la Francia, cioè rispettivamente tre volte e due volte di quanto oggi viene fatto in Italia. Non voglio pensare alla Corea, che arriva al 4% del PIL.

venerdì 10 febbraio 2017

"Renziloni: Tornerò presto” - Post-terremoto e passerelle



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        Con quel Tornerò-presto il capo del Governo Renziloni si è congedato da Teramo e provincia al termine della sua visita post terremoto il 7 febbraio 2017.
        Quando e se manterrà la promessa, auspico lo si accolga degnamente: dunque non con sorrisi / strette di mano / sventolio di bandierine, ma spedendolo sonoramente a quel paese. Dove si recherebbe certo non da solo, ché il vaffa ampio e robusto dovrà contenere tutta la masnada preposta alla gestione del post terremoto in Abruzzo e Marche. Calderone ampio e assortito che accomuna Governo e Regioni, Commissario alla ricostruzione, vertici e papaveri di Protezione Civile e su e giù per li rami responsabili a vario titolo, in una stessa inconcepibile colossale disperante inadeguatezza.
        Ogni quotidiana cronaca sgrana il rosario della vergogna, squaderna un campionario di ordinaria inettitudine, borbonica inefficienza, italico affarismo. 
           Vi sono comprese le stalle mobili, “stalle fantasma” mai pervenute - solo 2 a gennaio, solo 5 funzionanti a febbraio - e il 9 febbraio 2017 riaffidate da Regione Marche ad altra ditta (con slittamenti e tempi tecnici di una burocrazia imbecille). Ci si domanda con quali criteri sia stato affidato l’appalto, chi come perché abbia scelto quell’impresa lì, se il bell’esito è stato questo. Sconsideratezza? Superficialità? Castronaggine? O peggio?
        Vi sono comprese le SAE - soluzioni abitative d’emergenza - cioè le casette in legno. Arriveranno “prima di Natale” sproloquiava Nembokid Renzi (e non si beccò né un lancio di criptonite né un civilissimo buuu). Arriveranno a gennaio - dissero poi - arriveranno a febbraio, arriveranno ad aprile o maggio dicono oggi, anzi no, forse a novembre/dicembre. Anno da definire.
        Vi è compresa la ricostruzione di Amatrice appaltata a una cooperativa proprietà di Buzzi, onest’uomo arrestato per “Mafia capitale
        Non c’è solo questo, ma questo è più che abbastanza perché dal basso si trovino la forza e la rabbia per mandare a casa - biglietto di sola andata e calcio nelle terga - masnadieri, contaballe, scaricabarile, politici affaristi, insieme ai vertici di cui sopra. Si può fare, se l’indignazione trae alimento ogni giorno da quel  brodo di incapacità e facciatostismo, su cui galleggia una marcescente retorica in salsa sanremese-canzonettistica.
        Eppure, proteste solo sporadiche isolate, di paesi e gruppi di cittadini esasperati, presi in giro, umiliati, stressati (ed Enzo di Pescara del Tronto lo arrestano perché non lascia la tenda). Solo qua e là grintose prese di posizione come quella del sindaco Cristina Gentili che sfida i politici a consegnare “un euro al mese dei loro stipendi e le casette di legno le avremo in due settimane”.  
        Ma anche tu, giustamente indignata Cristina Gentili, insieme ai tanti sindaci che neanche s’indignano e accolgono invece sorridenti i papaveri di turno coi loro “pacchi” di balle, e contenti gli scodinzolano accanto; che vanno in tivù con la sciarpetta di moda o la fluorescente divisa da salvatori del mondo o da leghisti, perfino col proprio nome e quello del paese scritto sulla felpa o sulla giacca (!); che guidano medievali processioni/scongiuro; che recitano il fideistico mantra del “ce la faremo”: cambiate registro, per favore, e quando uno di quelli vi dice-minaccia-promette TORNEREMO-PRESTO, anziché stringer mani e sorridere e pranzare insieme, rispondetegli piuttosto “Non provateci, a tornare, ché vi meniamo”.
        Oppure seguite l’esempio del papa che “quando ho un problema scrivo un bigliettino, lo metto sotto la statua di Sant’Antonio e vado a dormire”.
        Magari non funziona, ma peggio non potrà certo andare.

    Sara Di Giuseppe                      faxivostri.wordpress.com

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lunedì 6 febbraio 2017

Pornografia e stupro - Il problema della violenza contro le donne


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Il problema della violenza sessuale: Susan Brownmiller

Il lavoro che ha dato il via al moderno dibattito sulla violenza sessuale e' il libro della giornalista e pensatrice Susan Brownmiller (1935), Against Our Will: Men, Women, and Rape, New York, Ballantine Books 1975 (trad. it. Contro la nostra volonta'. Uomini, donne e violenza sessuale, Bompiani, Milano 1976). Il libro e' diventato subito un successo internazionale ed e' stato tradotto in sedici lingue.Il senso del libro di Brownmiller e' racchiuso nel suo slogan tipicamente radicale secondo cui "Lo stupro e' un processo cosciente di intimidazione attraverso il quale tutti gli uomini tengono tutte le donne in uno stato di paura". Brownmiller parte dalla considerazione che lo stupro e' sconosciuto nel mondo animale, ed e' una pratica violenta tipica della specie umana. Essa e' nata nella preistoria, quando l'uomo, che per ragioni anatomiche e' una sorta di predatore sessuale per natura, ha scoperto di poter fare violenza alla donna nella sfera sessuale, anche tramite la semplice minaccia della penetrazione violenta. Tipica di una parte della riflessione femminista, ma non condivisa da tutte le femministe, e' l'idea che nello stupro conti piu' la motivazione della violenza "politica" e "morale" rispetto a quella specificamente sessuale.

 Il dibattito sulla pornografia: Andrea Dworkin e Catherine MacKinnon

Collegato al tema dello stupro e' il dibattito sulla pornografia, in cui e' stata, ed e', impegnata la stessa Brownmiller.

I nomi piu' famosi nel movimento delle donne contro la pornografia ssono quelli della saggista e romanziera Andrea Dworkin e della giurista Catherine MacKinnon, che, nella convinzione che ogni forma di pornografia costituisca una violazione dei diritti civili delle donne e un'incitamento alla violenza sessuale contro di loro, si sono anche battute perche' la pornografia fosse proibita per legge nello stato del Minnesota (senza riuscirvi). Nel 1992 l'attivita' di lobbying di femministe canadesi ha invece ottenuto un provvedimento legale restrittivo in materia di pornografia in Canada. MacKinnon e' stata anche molto attiva nel campo della lotta contro le molestie sessuali nei luoghi di lavoro, ottenendo che nel 1986 la Corte Suprema degli Stati Uniti accettasse la sua teoria della molestia sessuale come forma di discriminazione sessuale.

Sergio Casali ("La nonviolenza e' in cammino" )


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