Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

giovedì 7 febbraio 2013

Mtanios Haddad: "In Siria basta con le armi, abbiamo bisogno di riconciliazione..."



PADRE HADDAD: “È necessario far tacere le armi e imboccare la strada del dialogo e della riconciliazione"

S.I.R.

“Non c’è altro che la riconciliazione. Non è mai troppo tardi. Alziamo la voce per mandare un messaggio: basta con le armi, abbiamo bisogno della pace. Datevi un bacio di pace, come Pietro e Paolo”. 
Sono le parole pronunciate il 6 febbraio pomeriggio dall’archimandrita Mtanios Haddad, patriarca della Chiesa greco-cattolico melkita e rettore della basilica romana di Santa Maria in Cosmedin, nell’omelia di una liturgia bizantina per invocare la pace in Siria e in Medio Oriente.

“La Siria chiama e Roma risponde. Non armi, né terrorismo: alla Siria, orgogliosa culla dei cristiani in Medio Oriente - ha detto padre Haddad - dobbiamo mandare un messaggio di pace”. Il Paese “ha sempre vissuto nella pace, diventando un modello di convivenza e dialogo interreligioso. Vero, ci sono stati alti e bassi, come in ogni famiglia, ma sempre in pace. Non bisogna permettere che in questi alti e bassi si infiltrino razzismo, estremismo religioso, cristiano o musulmano che sia. In Siria, così come in Iraq, Palestina, Libano e tutto il Medio Oriente, non si può lasciare nel peccato colui che non ama suo fratello”.

“È necessario - ha proseguito il sacerdote melkita - far tacere le armi e imboccare la strada del dialogo e della riconciliazione, smettendo di sostenere gli aiuti economici che finanziano questa guerra. Armi e uomini che danneggiano la Siria - ha spiegato - vengono dall’esterno, dagli interessi dei paesi stranieri. Con l’arrivo dell’Islam non siamo mai stati perseguitati, la convivenza è stata possibile”. Ora governanti, militari e civili, ha auspicato, “devono agire”.

I mezzi di comunicazione di massa, poi, “ci dicono ogni giorno delle grandi bugie. Siamo lì da duemila anni, non vogliamo essere protetti ma vivere la nostra fede e la nostra dignità ognuno nel suo paese. Non dobbiamo più essere ingannati da questa politica internazionale che parla ma non sa niente”. L’amore e Dio “sono gli stessi” e noi tutti, ha concluso, “siamo nati per vivere e amare e anche di più: per la pace, la giustizia e la riconciliazione.



mercoledì 6 febbraio 2013

Pax elettorale... se il cacciabombardiere unisce...


A proposito dei caccia bombardieri e dell'esercito  scrive  Francesco de  Notaris 

Il fatto che numerosi candidati , interrogati sulla  questione  del taglio della spesa degli armamenti, rispondano di essere 
favorevoli  si presta ad una equivoca interpretazione. 


Sembra, infatti,  che tutti  siano amanti della pace o in linea con l'art.11 della  nostra  Costituzione. Non è così. La condivisione sui 'tagli'  appartiene ad una  scelta di tipo finanziario che poco o nulla ha a che  vedere con l'amore  per la pace e con le scelte conseguenti.


Il  risparmio non tocca il dato  che si continuano ad avere e ad armare  eserciti. Il risparmio, poi, non  tocca la pericolosità e la capacità  di offesa e distruzione prodotto 
dalle armi. Certamente un bel fucile  mitragliatore costa meno di ... cento pistole , ma è un'arma adatta per  una strage. E così via. 


Mi  meraviglio che alcuni che pur sono in una  cultura di pace non  approfondiscono tematiche di fondo come, ad 
esempio, la questione  dell'esercito, del suo uso, delle strategie per  ottenere la pace,  dell'uso delle forze civili , della  contraddittorietà dell'uso delle  armi nelle cosi dette missioni di  pace, dell'uso improprio  dell'esercito in quelle che dovrebbero essere  azioni complessive per  realizzare la pace. 


Ci sarebbe da riaprire il  dibattito sul servizio  civile, massacrato nelle sue originarie  motivazioni da una prassi che  ne svuota ogni idealità e quindi da  gestioni che hanno a cuore il  profitto e l'utilizzazione dei giovani  in ruoli di supplenza  nell'ambito del mercato di lavoro o addirittura 
nella complessiva  falsificazione del progetto.  



martedì 5 febbraio 2013

Caduta libera (senza paracadute) del cristianesimo e del'Italia.... di Anthony Ceresa


Caduta libera, senza paracadute


Gli esempi negativi della nostra Chiesa Cattolica capeggiata dal Vaticano, ((a differenza della Chiesa di Oriente - Cristiani Ortodossi)), che non guidando il mondo con esempi di onestà e insegnamenti di fratellanza, richiedono immediate riforme per far fronte ai bisogni fisiologici primari e secondari nel rispetto delle necessità imposte dalla natura all’uomo come essere vivente.

Abraham Maslow nato a Brooklyn, New York 1908/1970, psicologo statunitense, concepì il concetto di "Hierarchy of Needs" (gerarchia dei bisogni o necessità dell’uomo) per l’autorealizzazione umana. Fondatore della Psicologia Umanistica, la terza forza della psicologia dopo la Psicoanalisi e Comportamentismo, completamente sconosciuti in Italia fra i grandi morti di fame scalatori di poltrone.

Abraham Maslow ha classificato i bisogni dell’uomo in necessità inferiori e superiori. Essi sono posti in rapporto gerarchico ed evolutivo tra di loro, in una sequenza per intensità e priorità, ma tutti i gradi dei bisogni rappresentano un passaggio per trovare se stessi e realizzarsi.

Il concetto di “gerarchia dei bisogni” indica che le motivazioni di un individuo possono essere in continua trasformazione: un bisogno ieri considerato importante può non esserlo più oggi o comunque essere percepito in modo diverso, lo stesso bisogno può essere importante per una persona e non per un’altra. In ciascun individuo di solito si presentano nuovi bisogni una volta che quelli precedenti sono stati soddisfatti.

Maslow comunque ha rilevato che è possibile prevedere approssimativamente la sequenza nella quale essi diventano importanti perché esiste un certo ordine interno alle classi dei bisogni.

BISOGNI FISIOLOGICI PRIMARI: necessitano del soddisfacimento più urgente.

BISOGNO DI SICUREZZA: induce ad evitare minacce e pericoli; esprime il desiderio di attendibilità, fiducia o dipendenza.
Chi ha soddisfatto i bisogni fisiologici primari e di sicurezza può osare oltre.

BISOGNO DI APPARTENENZA E DI AMORE: è il bisogno di amare ed essere amati; esprime il desiderio di compagnia, di vita sociale, di stabilire ed intrattenere dei legami.

BISOGNO DI STIMA: a): bisogni relativi all’auto-stima ed al rispetto di se stessi; esprimono il
desiderio di forza, affermazione, competenza, fiducia nel prossimo e indipendenza dall’opinione
altrui. b): bisogni relativi al rispetto dell’uomo, allo status o prestigio all’interno di un gruppo
sociale.
Per Maslow è più importante il bisogno di auto-stima per l’evoluzione positiva dell’ individuo che non il bisogno della stima altrui.

IL BISOGNO DI AUTO-REALIZZAZIONE: è il bisogno di fare quello che il singolo si sente di
dover fare se vuole raggiungere la quiete interiore (lo studente, per essere tale deve studiare,
imparare, cercare, sapere…). Il concetto dell’auto-realizzazione significa che tutte le motivazioni vengono orientate su questo obiettivo, sul bisogno di auto-conservarsi e di fare, di essere qualcuno, creare.
I bisogni seguenti non vengono inclusi da Maslow tra quelli fondamentali, ma definiti come valori spirituali che possono, ma non necessariamente debbono, andare di pari passo con il desiderio di auto-realizzazione.

IL BISOGNO DI SAPERE E DI CAPIRE: questo si manifesta quando i bisogni fondamentali
sono stati soddisfatti o quasi; l’uomo a questo punto diventa curioso e comincia ad esplorare il
mondo che lo circonda, esige maggiori conoscenze e comincia a fare ricerche; è a questo punto che sorgono anche i bisogni estetici.

IL BISOGNO DI TRASCENDENZA: è l’anelito dell’uomo a trovare il significato ultimo della vita, dell’esistenza. Chi siamo, da dove veniamo e dove siamo diretti.
Dalla nascita del Cristianesimo per merito di un uomo giusto il quale predicava il concetto saggio di base della vita, giudicato come un sovversivo, martoriato e Crocifisso per timore di cambiamenti atti a diminuire il Potere dei Farisei e dell’Impero.

L’esempio di Gesù portato avanti da un gruppetto religioso manovrato da forti interessi Economici, non scelse Timbuctù o Confucio City ma bensì la Capitale dell’Impero “Roma”, la quale in quel tempo rappresentava l’emancipazione del Potere assoluto dove la plebe ossia il popolo, benché riversando in una diffusa ignoranza, godeva dei diritti della parola, quindi era sufficiente manovrare e convincere le capre umane su nuove forme di filosofie Divine, per poterle diffondere in tutto l’Impero.
Non so s’è si può definire come un comportamento di ipocrisia da parte della Chiesa, il trascurare gli scandali attuali che inchiodano il Vaticano ad un livello sempre più critico, ponendo al condizionale  i vecchi scandali, che non riescono più a soffocare pubblicamente.
Con una decisione senza precedenti nella Chiesa Cattolica americana, l'arcivescovo di Los Angeles a distanza di 30 anni, ha annunciato di aver sollevato il suo predecessore, cardinale Roger Mahony, da tutti i suoi impegni pubblici nella Chiesa, per la cattiva gestione sui presunti 2000 casi di abusi sessuali su bambini e ragazzi, donne e Suore, avvenuti in America negli anni '80.

L'annuncio è arrivato in contemporanea con la pubblicazione sul sito della diocesi di decine di migliaia di documenti riguardanti il modo in cui la Chiesa gestì le sorti di 122 sacerdoti accusati di molestie. Ecco la lettera di una presunta vittima a Papa Wojtyla che lo accusa di aver taciuto e gli chiede: "Se non vuoi condannare i preti pedofili, scomunicami", mentre dall’altra parte i disinformati suggerivano Santo Subito.


In un libro l'attentatore di Papa Wojtyla, Ali Ağca, racconta la sua verità.
Trent’anni di bugie, false piste e processi sbagliati. Da quel fatidico e tragico 13 maggio '81 quando in piazza San Pietro, tra un mare di folla, papa Wojtyla fu gravemente ferito. Perché e chi armò la mano di Ağca, il suo attentatore? Chi lo mandò a Roma col preciso incarico di uccidere “il capo dei cristiani”? Per la prima volta è lo stesso Ağca a divulgare il vero motivo dell’attentato e il contenuto del colloquio con il papa quando Wojtyla lo andò a trovare in carcere perdonandolo per quello che aveva fatto... LEGGI SU AFFARITALIANI.ITL'INTRODUZIONE DEL LIBRO PUBBLICATO DA CHIARELETTERE
Venerdì, 1 febbraio 2013 - 07:38:00

Trent’anni di bugie, false piste e processi sbagliati. Da quel fatidico e tragico 13 maggio 1981 quando in piazza San Pietro, tra un mare di folla, papa Wojtyla fu gravemente ferito. Perché e chi armò la mano di Ağca, il suo attentatore? Chi lo mandò a Roma col preciso incarico di uccidere “il capo dei cristiani”? Per la prima volta è lo stesso Ağca a divulgare il vero motivo dell’attentato e il contenuto del colloquio con il papa quando Wojtyla lo andò a trovare in carcere perdonandolo per quello che aveva fatto. Tutto il mondo ne parlò ma finora quel dialogo è sempre rimasto segreto. "Mi avevano promesso il Paradiso - La mia vita e la verità sull’attentato al papa".  (In libreria per Chiarelettere) si legge davvero come un romanzo: è il racconto in prima persona di Ağca, dei suoi trascorsi da soldato islamico e combattente per una causa – la vittoria dell’islam sull’occidente e la morte del cristianesimo – che ora lui definitivamente condanna?? I soldi riescono a raggirare la verità. Dai primi sassi lanciati quando era bambino agli attentati a esponenti comunisti del suo paese in un crescendo di odio e voglia di riscatto, sempre al servizio della causa islamica, fino all’incontro col “grande mandante”, la cui identità viene qui rivelata. L’autore ci dice che i motivi di quell’attentato sono attuali e che l’intero occidente è ancora in pericolo. Per questo oggi ha deciso di parlare. La sua verità sgombra il campo da bugie che lui stesso ha costruito per coprire i veri mandanti di un attentato che non è stato un caso isolato ma l’inizio di una strategia del terrore.
 LEGGI SU AFFARITALIANI.IT L'INTRODUZIONE  (per gentile concessione di Chiarelettere)

Questo libro Sono cresciuto nell’odio. Nell’odio per tutto l’Occidente, i cristiani, gli ebrei, gli Stati Uniti d’America. Sono cresciuto credendo che contasse soltanto imporsi, affermarsi, se necessario annientando i propri nemici. Nessuno mi ha mai detto che esisteva un’altra possibilità: porgere l’altra guancia o calare i calzoni, per rispondere alla sete di potere e affermazione, di distruzione e odio, con la loro antitesi, l’amore, la preghiera, la fratellanza.

Sono passati parecchi anni dal 13 maggio 1981, giorno in cui ho sparato al papa in piazza San Pietro. Trentadue per l’esattezza, trenta dei quali li ho trascorsi in carcere, fino al 2000 in Italia, a Roma, nelle prigioni di Rebibbia e Regina Coeli, poi ad Ascoli Piceno e ad Ancona. Nel 2000 ho ottenuto la grazia e, quindi, l’estradizione in Turchia. Ma anche lì ho dovuto saldare i conti con la giustizia, fino al 2010, l’anno della liberazione definitiva.
Nel carcere di Istanbul ho scontato la pena per una sentenza del 1980 che mi riconosceva colpevole dell’assassinio di Abdi İpekçi, giornalista e direttore del quotidiano liberale «Milliyet» ucciso il 1° febbraio 1979. In realtà non ero stato io a sparare. Era stato il mio amico appartenente ai Lupi grigi, Oral Çelik. Io avevo fatto soltanto da palo. Ma mi assunsi tutta la responsabilità. Certo, è vero, avevo partecipato anch’io all’organizzazione dell’omicidio. Ma non avevo sparato. Un uomo ci può mettere anni a capire di aver sbagliato. Non puoi lottare da solo contro il mondo. La conversione, chiamiamola pure così, può essere molto lenta, una goccia che cadendo sempre nello stesso punto riesce a intaccare anche la scorza più dura.

Anche per me è stato un cambiamento di sguardo e di prospettiva lento, maturato nei lunghi anni in cui sono stato costretto alla detenzione. Eppure questo cambiamento ha avuto un inizio. C’è stato un giorno, un’ora, perfino un minuto preciso nel quale la metamorfosi è cominciata. Il 27 dicembre 1983 uno spillo bucò quasi impercettibilmente l’enorme massa di odio che avevo dentro. L’odio, quell’odio cieco che chiede solo morte, ha impiegato poi anni ad andarsene del tutto. Eppure il miracolo è stato possibile, e lo è stato grazie a quella puntura, a quello spillo invisibile.

Quel giorno, mentre ero rinchiuso in una cella d’isolamento del carcere di Rebibbia, dopo il tentato omicidio a Giovanni Paolo II, un secondino ha aperto lo spioncino della porta blindata e si è rivolto a me. «Mehmet Ali Ağca, preparati. Una persona ha chiesto di vederti.» Non conosco nessuno in Italia. Nessuno ha mai chiesto di me. «Chi è?» chiedo incredulo. «È lui, Ali.» «Lui chi?» «Il papa. Giovanni Paolo II. Ha chiesto di vederti.» Nessuno lo sa. Nessuno lo ha mai saputo.

Ma in quell’incontro Karol Wojtyla venne a conoscenza di un grande segreto. Un segreto sconvolgente per lui e per tutto il mondo. «Santo Padre – gli dico –, io le racconto tutto sull’attentato ma lei mi deve dare la sua parola d’onore che non dirà mai nulla a nessuno, che non rivelerà mai questo segreto.» «Hai la mia parola, Ali.» Le pagine che seguono raccontano la mia vita, da quando sono nato fino a oggi. Sono pagine a tratti dure, pagine che raccontano due facce, le mie due facce. Quella del combattente mandato a uccidere il papa, convinto di essere nel giusto, e quella dell’uomo che a un certo punto della sua esistenza scopre che tutto ciò per cui ha dato la vita altro non è che menzogna, quella del nazifascismo islamico. La prima parte copre necessariamente più della metà del libro. Ho cercato di scrivere riportando anche i miei pensieri, la furia omicida presente dentro di me negli anni di militanza nei Lupi grigi e oltre. L’ho fatto per amore della verità. Avrei potuto annacquarla, limarla fino a presentare un Mehmet Ali Ağca diverso. Ma non sono voluto scendere a compromessi con me stesso perché sarebbe stata l’ennesima menzogna.

Sono stato per tanti anni un combattente convinto di essere nel giusto, inutile negarlo. Come non posso negare che a un certo punto tutto è cambiato. Io sono cambiato. E questo è un fatto che resta incredibile e nello stesso tempo misterioso anche ai miei stessi occhi. Ho vissuto per anni nell’errore del nazifascismo islamico non diverso dal nazifascismo Cristiano del passato. Fino a che, non senza dolore e fatica, non senza travaglio interiore, sono riuscito a capovolgere lo sguardo e ad abbracciare finalmente la verità, l’inizio di una nuova vita. (continua in libreria) naturalmente il libro è stato limato per invertire la verità che ci rende infedeli agli occhi del mondo.

Questo fatto spiega come l’ingiustizia può trasformarsi in odio e proseguire in una vita di sofferenza maggiore senza modificare nulla, poiché questa è la legge dell’uomo di Potere.
Per cambiare il marciume che regna nel nostro Paese (Italia) e nel mondo, che i Lupi Grigi avevano attribuito alla persona del Pontefice, il quale non interviene in modo decisivo nel reprimere il male che affligge il mondo, non servono più le parole, comprensione, o il dialogo, ma un Potere superiore che annienta il Potere attuale “Politico e Spirituale” il quale prosegue incoscientemente nell’approfittare delle proprie condizioni di momentanea supremazia.

Roma, Milano, le tutto un pasticcio che abbraccia il Potere formulato sull’arraffare e coinvolge Governo, Parlamento, Senato, Regioni e Organizzazioni Associate, Province, Comuni, Banche e la Santa Madre Chiesa.

Ogni tanto scoppia uno scandalo che non riescono a soffocare, ma non intendono modificare il marciume incarnato nel sistema, riversando le colpe: sui deboli che si lasciano derubare, sugli ammalati che respirano e mangiano cibi inquinati e contraffatti a spese della Sanità Nazionale, sui lavoratori che dovrebbero lavorare sino a 80 anni per ridurre la pensione, sui disoccupati che dovrebbero pagare le tasse per bilanciare con gli evasori fiscali che sono i Politici,  non richiedere l’intervento della giustizia sui furti delle Istituzioni dello Stato.
Tutto l’apparato della Giustizia con le Brigate Armate non riescono a controllare il male diffuso nel Paese, servirebbe la formazione di un Ente composto da Bull dog capaci di risolvere e punire i malfamati che abusano del proprio Potere per trionfare sugli innocenti. Il male è talmente dilagato che rende ogni tentativo di correzione impossibile, mentre il Paese continuerà ad inabissarsi assieme al Cattolicesimo.

In conclusione della grave situazione nella quale si trova il nostro Paese, vorrei fare una domanda alla prima donna Signora Clotilde, o a Donna Geltrude: come cittadine Italiane avete mai pensato di prendere a schiaffi vostro marito o meglio tirarli un martello in testa per salvare 59 milioni e mezzo di Italiani, dopo il quadro di sofferenze inutili, fallimenti, crimini di varia natura, suicidi, debiti aggiuntivi e distruzione del Paese??

Anthony Ceresa.

lunedì 4 febbraio 2013

quel che Beppe Grillo dice in piazza su signoraggio bancario e scie chimiche


quel che Beppe Grillo dice in piazza su signoraggio bancario e scie chimiche



Per chi dice che Grillo non parla più di Signoraggio, scie chimiche e altro …..le cose si sanno e si sa benissimo che vanno affrontate, ma prima dobbiamo entrare e prenderci il parlamento altrimenti con questi collusi non si riuscirà a fare nulla. 

Il 4 febbraio a Reggio Emilia un ragazzo gli ha detto di spiegare il SIGNORAGGIO , la risposta di Grillo: dobbiamo riprenderci la sovranità popolare ,economica, sovranità totale… non posso spiegare al popolo tutto il discorso della proprietà della moneta, e prendere un'ora intera per spiegargli tutto, il discorso moltissimi non lo comprenderanno e il popolo vuole sapere subito cosa si può fare, per arrivare a fine mese. 

SU questo discorso del SIGNORAGGIO in passato ho fatto spettacoli che duravano più di un ora, è ovvio che una volta dentro va rifatto tutto e dobbiamo riprenderci le nostre SOVRANITA’ . 

MA ORA CI SERVE IN CONSENSO DI TUTTI per poter essere dentro e lottare per questo. 

Poi un altro ragazzo gli ha chiesto delle SCIE CHIMICHE, anche qui Grillo ha detto : questo cose non sono chiare e vanno chiarite è ovvio che qualcosa non va e si deve indagare. 

Il ragazzo ha aggiunto ci sono studi di scienziati che lo confermano. GRILLO: APPUNTO BISOGNA FAR CHIAREZZA e noi una volta dentro chiederemo che tutto venga chiarito. In più GRILLO ha detto al ragazzo, sai che questa disoccupazione sembra sia studiata per creare disoccupazione voluta nell’area Euro per arruolare giovani nell’esercito? Perché Cina e ……..(non ricordo se ha detto India o Indonesia o altra nazione) di stanno unendo con una linea ad alta velocità e questa cosa non è chiara (credo che alludesse ad alleanze strategiche e per questo si sta cercando di arruolare più giovani possibili per imminenti piani) ….
Poi GRILLO ha aggiunto ANCORA: CI SONO TANTE COSE CHE NON SONO CHIARE DOBBIAMO andare fino in fondo e portare tutto alla luce. QUESTO INVECE LO DICO IO.  ADESSO VI è CHIARO CHE L’UNICA SPERANZA è QUESTA LO VOLETE CAPIRE CHE IL MOVIMENTO 5 STELLE SIAMO NOI ……NOI CHE QUESTE COSE LE SAPPIAMO E STIAMO CERCANDO DI CAMBIARE GLI EVENTI …UNIAMOCI E FORSE UNA SPERANZA L’AVREMO ….. 
IO VOTO MOVIMENTO 5 STELLE.

Gianluca Z.

domenica 3 febbraio 2013

Pino Delle Donne: "Le scie chimiche esistono, eccome..."



Oltre l’80% degli europei è esposto a livelli di particolato superiori a quelli fissati dall’Organizzazione mondiale della sanità
Secondo uno studio dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) pubblicato oggi, «L'esposizione a lungo termine al particolato fine (PM2,5) può provocare l'arteriosclerosi, dei disturbi alla nascita e delle malattie respiratorie tra i bambini». Il progetto Review of evidence on health aspects of air pollution (Revihapp) suggerisce anche un eventuale legame con lo sviluppo neurologico, la funzione cognitiva ed i diabeti e conferma i collegamenti causali tra il particolato PM2,5 ed i decessi dovuti a malattie cardiovascolari e respiratorie.
Queste ricerche sono state effettuate su richiesta della Commissione europea nel quadro del riesame 20143 della politica Ue sulla qualità dell'aria.
Il commissario europeo all'Ambiente, Janez Potočnik, ha sottolineato che «La politica dell'Ue in materia di qualità dell'aria deve fondarsi sui dati scientifici più recenti. E' per questo che ho chiesto all'Oms di condurre questa ricerca. I legami che stabilisce tra l'inquinamento atmosferico e la salute umana confermano la necessità di intensificare la nostra politica in questo campo: questo sarà un contributo essenziale al riesame del 2013 della politica di qualità dell'aria»
Oltre l'80% degli europei è esposto a livelli di particolato superiori a quelli previsti dalle linee guida sulla qualità dell'aria dell'Oms del 2005. Questa esposizione priva in media ognuno di noi di 8,6 mesi della nostra vita. Secondo studi recenti, I collegamenti già esistenti tra il PM2,5 e la mortalità è a livelli inferiori alla soglia di 10 µg/m3 all'anno stabilita dall'Oms che quindi raccomanda un riesame dei suoi stessi dati entro il 2015. Il rapporto raccomanda anche di apportare nuove modifiche alla legislazione Ue, dato che il valore limite attualmente stabilito dalla Direttiva Ue per le PM2,5 è due volte più elevato di quello delle linee guida dell'Oms.
Zsuzsanna Jakab, direttrice regionale dell'Oms per l'Europa, ha evidenziato che «Ancora qualche anno fa, mancavano prove irrefutabili, le norme e le regole applicabili all'inquinamento atmosferico non erano sufficientemente centrate sulla salute umana. Diversi anni di ricerche coordinate dall'Oms hanno fornito le prime stime quantitative del numero di malattie legate al particolato fine ed hanno al presente stabilito dei collegamenti tra gli inquinanti atmosferici e lo stato di salute. Siamo convinti che queste nuove conoscenze ci porteranno a politiche più stringenti in materia di controllo dell'inquinamento, al fine di proteggere la salute dei cittadini europei»
Lo studio Oms evidenzia nuovi elementi di prova riguardanti gli effetti a lungo termine dell'esposizione all'ozono (O3) sulla mortalità e dovuti a malattie respiratorie e decessi di persone predisposte a causa di malattie croniche. Questi risultati si aggiungono a quelli precedentemente ottenuti sugli effetti a breve termine, che prende in esame la regolamentazione Ue in vigore. Sembra anche che l'esposizione al'ozono abbia un'incidenza sullo sviluppo cognitivo e la salute riproduttiva, comprese le nascite premature. LO studio raccomanda l'elaborazione di linee guida sulla qualità dell'aria per le concentrazioni medie di ozono a lungo termine.
Revihapp raccomanda anche una nuova linea guida sulla qualità dell'aria per il biossido di azoto (NO2), un gas tossico prodotto dai processi di combustione utilizzati per il riscaldamento, la produzione di elettricità e, soprattutto, dai motori dei veicoli. Nuovi studi hanno associato le esposizioni al NO2, a breve e lungo termine, a decessi, ricoveri ospedalieri e sintomi respiratori, a concentrazioni uguali o inferiori a quelli attuali stabiliti dall'Ue.
Un rapporto tecnico completo, nel quadro del Revihapp, sarà disponibile le prossima primavera. Nel frattempo, Potočnik ha dichiarato il 2013 "Anno della qualità dell'aria" con l'obiettivo di evidenziare l'importanza dell'aria pulita per tutti e per privilegiare azioni miranti a migliorare la qualità dell'aria nell'Ue.
Mentre ci irrorano di particolato con le scie chimiche, ci informano che lo stesso particolato è letale per la nostra salute...
le stesse rilevazioni, ed altre molto più gravi, dette qualche anno fa dai nostri illustri ricercatori, Gatti e Montanari, sono servite ad estrometterli dal mondo scientifico...


Pino Delle Donne 


P.S.: Gatti e Montanari hanno dimostrato scientificamente che Tutte le patologie degenerative sono direttamente collegate al particolato <Pm2,5, e che le dimensioni di esso sono inversamente proporzionali alle temperature di lavorazione ed alla gravità delle patologie stesse!
 
E' allucinante/sconcertante assistere alla pubblicazione di queste notizie  con il candore tipico di chi fino a ieri ha usato ferocemente l'ostracismo verso chi ha avuto il grande coraggio di farlo prima di loro... 
Eppure per riverginarsi bastava andare a Casablanca...

sabato 2 febbraio 2013

Ideologie d’accatto – Aborto e pensiero vegano, politically correct…



“Il meglio è nemico del bene” dicevano i saggi anziani di Calcata per descrivere la mania migliorativa, astratta dal quotidiano, dimostrata da pensatori che non hanno altro da fare se non immaginare cosa “sarebbe meglio in funzione di…”. I filosofi, i religiosi ed i politici racchiudono nel loro novero gli umani peggio dotati alla vita. E da quando le speculazioni mentali hanno oltrepassato l’ambito solitamente loro congeniale osserviamo che, anche dove potrebbe esserci semplice adesione alla propria natura, ovvero nel mondo femminile ed in quello dell’alimentazione, appaiono idee bislacche mascherate da “innovazioni” e miglioramenti della società.
Tempo fa era apparsa sulla scena una sedicente associazione a difesa della vita chiamata Donne e Animali che aveva lanciato un appello “rivolto a vegetariane/i e vegane/i perché facciano sentire la propria voce in difesa del diritto di aborto, partecipando ai cortei dell’8 marzo come vegetariane/i e vegan per il diritto di aborto”.
Le animaliste abortiste pensavano che non mangiar animali e derivati animali non fosse il risultato di un generico rispetto per la «Vita», e in questo momento in cui l’attacco all’autodeterminazione delle donne in materia di maternità si fa sempre più violento si mobilitarono per difendere il diritto delle donne all’interruzione di gravidanza.
Così giustificandosi: “Rifiutando di mangiare animali, noi rifiutiamo quella concezione «essenzialistica» della vita che ritiene degna di rispetto e di esser difesa la sola vita umana persino nelle sue forme potenziali (embrioni e feti di poche settimane). Per noi, sono degni di rispetto e di essere difesi gli individui senzienti, che cioè sono soggetti di una esperienza cosciente, che sono in grado di provare sensazioni, di avere idee, di intrattenere relazioni emozionali e sociali con altri soggetti, che hanno una storia – anche minima – fatta di esperienze passate ed aspettative sul futuro. I miliardi di animali non umani abbattuti ogni anno per il consumo di carni e derivati rientrano in pieno in questa definizione ed è per questo che abbiamo scelto di non partecipare alla loro messa a morte diventando vegetariane/i e vegane/i. Sappiamo che ritenere vite non umane adulte più degne di rispetto di vite umane, seppure potenziali, ci potrebbe far accusare di essere «anti-umani».
Ed infatti una reazione c’è stata, sempre dal mondo dei vegani, ecco le obiezioni portate da Joe Fallisi: “Dunque ne discende che gli individui (magari solo momentaneamente) definibili come non capaci “di una esperienza cosciente” (o dal logos imperante definita tale), ovvero “di provare sensazioni, di avere idee, di intrattenere relazioni emozionali e sociali con altri soggetti” (i quali, com’è ovvio, decidono per loro tale definizione – v. qualunque bimbo seriamente autistico, che possiede senz’altro la sua vita interiore, spesso ricchissima, ma nessuna volontà o desiderio di “intrattenere relazioni” di alcuna sorta “con altri soggetti”) e di avere “una storia – anche minima – fatta di esperienze passate ed aspettative sul futuro” (tutte cose, anche queste, decise da un qualche collettivo), possono e anzi persino devono essere spazzati via, eutanasizzati. Quanto poi al fatto che in tale (ampia) categoria non rientrerebbero, chissà perché, gli animali non umani (delle cui “idee” – e “coscienza” -, com’è ovvio, nessuno di noi sa nulla e che tuttavia hanno TUTTO INTERO il diritto di non venir torturati e reificati dal tirannoantropo), solo la FALSA coscienza, alleata con un implacabile politically correct, può sostenerlo. Fatto salvo un equo – e a sua volta vitale – principio di autodifesa, tutte le forme di vita in natura dovrebbero poter svilupparsi e seguire i loro specifici ritmi e percorsi. Ogni intrusione e manipolazione tirannica dovrebbe essere percepita ed evitata in quanto tale. Già ora guardiamo (quando non resi ciechi e abietti) con ammirazione sconfinata il prodigio di una foresta libera. Ci riempie il cuore di un’immensa felicità e neppure per noi conta NULLA che essa e i suoi abitanti abbiano oppure no “idee” e “coscienza”.
Forse dovrei esprimere anche un mio parere su questo tema, sì, dovrei farlo… ma non in questo contesto… poiché ormai il discorso è diventato sin troppo lungo… Mi riservo pertanto di scrivere la mia opinione in merito alle “ideologie alimentari” ed allo “spirito naturale” che dovrebbe contraddistinguere tutti noi umani in un altro articolo e forse in un altro blog.. anche per ampliare il discorso….
Paolo D’Arpini

venerdì 1 febbraio 2013

Torino 2 febbraio 2013 - Guerra ai poveri: punto info antirazzista




Torino. Sabato 2 febbraio ore 10/13 - Punto info antirazzista, corso Vercelli angolo via Elvo

Guerra ai poveri. Aumentano gas, luce, tram, diminuiscono i salari
Resistenza e autogestione.
La crisi morde forte nelle nostre periferie. Nei quartieri dove arrivare a fine mese non è mai stato facile, tanti non ce la fanno a pagare il fitto e il mutuo, rischiando di finire in strada. Le banche si prendono le case di chi resta senza lavoro. A Torino ci sono 150.000 appartamenti vuoti. 
Tra l’IMU, i fitti alle stelle, i mutui capestro la casa è sempre più un'emergenza sociale. 
Il governo dice che non ci sono soldi. Mente. I soldi per le guerre, per le armi, per le grandi opere inutili li trovano sempre. Da anni aumenta la spesa bellica e si moltiplicano i tagli per ospedali, trasporti locali, scuole.
Non vogliono spendere per migliorare le nostre vite, perché preferiscono investire in telecamere e polizia. Hanno diminuito le corse, hanno aumentato il biglietto, ma sui tram hanno messo guardie e controllori. 

Hanno fatto una riforma del lavoro che rende le nostre vite ancora più difficili e precarie. I padroni possono licenziare come e quando vogliono.
Si torna indietro e ci dicono che stiamo andando avanti. 

Da anni il lavoro è diventato una roulette russa: i lavori precari, malpagati, pericolosi, in nero sono diventati la regola per tutti.
Chi si fa ricco con il lavoro altrui non guarda in faccia nessuno. Chi governa dice che sfruttati e sfruttatori stanno sulla stessa barca e elargisce continui regali ai padroni. 

Sperano di cavarsela soffiando sul fuoco della guerra tra poveri, tra italiani ed immigrati, ma è chiaro a tutti che per i padroni quello che conta è il colore dei soldi, non quello della pelle. O si lotta e si resiste insieme o insieme si perde. 
Monti mirava alla fine delle lotta di classe, con la resa senza condizioni dei lavoratori. Cgil; Cisl e Uil lo hanno accontentato. I lavoratori, strangolati dalla crisi, dall'aumento di tariffe e dalla riduzione di salari e garanzie saranno disponibili a fare altrettanto? Il governo Monti lo hanno sostenuto da destra e da sinistra. Chi dice di essere diverso, come l’accozzaglia di Ingroia, quando era al governo ha votato tagli, spese di guerra e opere inutili come tutti gli altri. Il “grillo” padre/padrone del populismo partecipativo, predica libertà e decide tutto lui, strizzando gli occhi, oggi ai No Tav, domani ai fascisti più volgari e razzisti.
C’è chi non ci sta, chi si ribella ad un destino già scritto, chi vuole riprendersi il futuro.
Sono i No Tav, che da Torino alla Valsusa, resistono all’occupazione militare, allo sperpero di risorse pubbliche, alla devastazione dell’ambiente. Sono i ragazzi tunisini che saltano le frontiere, sono i prigionieri dei CIE che sfondano le porte e scavalcano i muri. Sono quelli che resistono agli sfratti, creano reti solidali, occupano le case vuote. Sono glistudenti che scendono in piazza perché hanno imparato a loro spese che nulla è garantito se non dalla lotta. Sono ilavoratori che stanchi di piegare la testa vogliono riprendersi un po’ della loro vita.

Cambiare la rotta è possibile. Con l’azione diretta, costruendo spazi politici non statali, moltiplicando le esperienze diautogestione, abbandonando l’illusione elettorale, perché destra e sinistra in questi anni si sono divise su tutto ma non su quello che conta. Hanno attuato lo stesso programma: farci pagare la crisi dei padroni finanziando le imprese e tagliando i servizi.
Resistere e lottare si può.
Facciamola finita con chi ci dice di abbassare sempre la testa, di tirare a campare, di rassegnarci. Insieme possiamo lottare contro chi ci sfrutta, ci controlla, ci reprime.
Aumenta il biglietto e diminuiscono le corse dei bus? Saliamo senza pagare. Non ce la facciamo a  dare il fitto al padrone, a versare la rata del mutuo? Resistiamo agli sgomberi, prendiamoci una casa vuota! Aumentano la luce, il gas, l’acqua, i rifiuti? Non paghiamo più, organizziamo insieme la risposta a chi stacca le utenze.
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