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martedì 18 settembre 2012

Arrigo Colombo: "Sovranità popolare e permanenza in Parlamento, ridotta per tutti..."

Azione performativa di Fulgor Silvi


Sovranità popolare e permanenza in Parlamento



La campagna condotta da Renzi per svecchiare il PD non dev’essere banalizzata.

Dietro ad essa v’è il malcostume di persone che restano in parlamento per decine d’anni, quando non per una vita intera;

v’è l’idea che i notabili di un partito debbano essere e restare in parlamento; così come le maggiori cariche di partito.



Questa permanenza protratta o perenne equivale ad una forma di dominio, ad una presa di possesso di quella che dev’essere solo una rappresentanza temporanea della sovranità popolare; quindi ad una elisione della stessa.

Ricordiamo che ad Atene, la prima e più esemplare forma di democrazia, le magistrature duravano un solo anno, e non potevano essere reiterate; che per evitare ogni captazione della volontà popolare venivano tirate a sorte.



La permanenza in parlamento dev’essere ridotta per tutti:

ad una sola legislatura; o al massimo a due (nel PD è ora a tre, il che vuol dire 15 anni) senza possibilità di deroga per i notabili.

Dopo di che si continuerà a lavorare nel partito, sia nell’elaborazione di programmi e progetti, nella preparazione di leggi, e soprattutto nel contatto con la gente, nel suo coinvolgimento politico, nel processo di superamento dell’attuale disinteresse.



Cui potranno conferire:

sia le elezioni primarie, in cui i cittadini scelgono i candidati;

sia il mandato imperativo (attualmente proibito dalla Costituzione) che fa l’eletto responsabile di fronte al Collegio, cui deve rendere conto almeno mensilmente della sua attività; in cui il Collegio viene coinvolto, nella discussione, nelle proposte, nella decisione;

sia con la possibilità che la ridotta permanenza in parlamento offre a molti cittadini di potervi esercitare la rappresentanza.



I notabili resteranno in parlamento tanto quanto gli altri membri del partito; il partito agirà come un corpo unico, in stretta coesione, senza privilegi; e il livello politico comune si eleverà.

Prof. Arrigo Colombo



Arrigo Colombo, Centro interdipartimentale di ricerca sull’utopia, Università di Lecce

martedì 12 giugno 2012

Basta parate militari.. le parate devono essere civili!




Al Presidente Giorgio Napolitano

al Premier Mario Monti
al Segr. PD Pier Luigi Bersani

Basta con la Parata Militare, la Parata dev’essere Civile

Non entriamo qui nelle discussioni anche accese a proposito della Parata e degli altri festeggiamenti del 2 giugno di quest’anno; che avevano una particolare ragione di austerità di fronte al terremoto emiliano. E però queste discussioni ci portano a delle considerazioni più ampie e decisive sulla Parata Militare come tale.

La Parata Militare, come celebrazione della Repubblica italiana nel giorno della sua nascita, è un controsenso. La nostra Repubblica nella sua Costituzione rifiuta la guerra e non può essere celebrata con una esibizione di forze armate; questo punto è chiaro, è indiscutibile. E allora perché si continua con questa assurda celebrazione? Una Repubblica di pace dev’essere celebrata con una Parata Civile.

Una Parata cui partecipi l’intero popolo italiano attraverso i corpi della sua intensa e feconda attività:le rappresentanze dei contadini, degli operai, del commercio, delle professioni, della scuola, dell’università, della ricerca, della sanità, delle libere associazioni; della pubblica amministrazione, della polizia come forza dell’ordine, e anche dell’esercito come forza di pace.
L’intera comunità italiana, l’intero corpo della Repubblica sfila in quel giorno, con dignità e con orgoglio, in quei corpi che concretamente la rappresentano.

Questa proposta era già stata fatta dal Movimento al Presidente Ciampi, ma non fu presa in considerazione.

Due anni fa si tentò di raccogliere un gruppo di associazioni, che confluivano poi nella Tavola della pace, affinché una delegazione presentasse al Presidente Napolitano questa proposta e supplica, questa suprema volontà di pace; ma proprio la Tavola della pace, presa da altri impegni, lasciò cadere l’iniziativa.
Ora non si può più attendere: il Presidente Napolitano, nell’ultimo anno del suo mandato, così attento e operoso, così esemplare, forse il migliore in tutta la storia della Repubblica, deve ora impegnarsi a trasformare la Parata; deve lasciarci questo dono di pace.

Lecce, giugno 2012 Per il Movimento, il Responsabile


Prof. Arrigo Colombo Arrigo Colombo, Centro interdipartimentale di ricerca sull’utopia, Università di Lecce

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