Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

giovedì 16 aprile 2015

Produzione mortuaria e delirio di onnipotenza della tecnocrazia



Il delirio di onnipotenza della CASTA AL POTERE, chiamiamola per comodità tecnocrazia, perché si presenta come governo dei tecnici ispirato dalla Scienza, non è da prendere sotto gamba ed il giocare a fare esplodere centinaia, fino ad oltre 2.000 bombe atomiche ne è stata una delle sue più irresponsabili e tragiche espressioni.
Se oggi gli Stranamore hanno smesso di fare esplodere le bombe "reali", prima a cielo aperto, poi sotto terra, è perché hanno imparato a studiare le detonazioni atomiche simulate con i supercomputer: quindi la progettazione e la sperimentazione di nuove armi nucleari può benissimo andare avanti, come di fatto sta succedendo.
(....)
Nell'impegno per isolare gli scienziati "tecnocrati" (fanatici e burocrati) - e per fare avanzare una scienza al servizio dell’umano e della Vita - abbiamo bisogno di allearci con i "critici e responsabili" alla Joseph Rotblat, il fisico polacco, premio Nobel per la pace 1995, che fu l’unico, nel 1944, ad abbandonare il Progetto Manhattan: uno scienziato obiettore di coscienza!
Per quanto se ne sa, fu lui a dare un contributo decisivo alla stesura del Manifesto del 1955, noto come Russell-Einstein:
"(...) Si apre di fronte a noi, se lo vogliamo, un continuo progresso in felicità, conoscenza e saggezza. Sceglieremo invece la morte, perché non sappiamo dimenticare le nostre contese? Ci appelliamo, come esseri umani, ad altri esseri umani: ricordate la vostra umanità, e dimenticate il resto. Se vi riuscirete, si apre la via verso un nuovo paradiso; se no, vi è di fronte a voi il rischio di morte universale".

Alfonso Navarra  
vicepresidente Energia Felice (ARCI)

mercoledì 15 aprile 2015

Sit-in in Procura a Lecce per fermare il mostruoso piano anti-xylella



Sit-in in Procura a Lecce per fermare il mostruoso piano anti-xylella

Giovedì 16 aprile 2015 ore 11,00
Tutti sotto la Procura di Lecce per chiedere di fermare ruspe e motoseghe e si accerti tutte le responsabilità di questa mostruosa vicenda che vuole il Salento e i suoi millenari ulivi e ogni specie vegetale e d'insetto cancellati per sempre compiendo un vero e proprio BIOCIDIO senza il minimo scrupolo!
Si smascheri questa gigantesca Frode !!!

I cittadini del Salento si raccolgono attorno alla Procura della Repubblica per chiedere il ripristino di quello stato di legalità che la maxi-frode biocida della “Xylella” e il folle piano su di essa costruito hanno nei fatti sospeso portando il Salento tutto in un baratro, mettendo in ginocchio l'intera economia non solo agricola ma anche turistica etc., ed comportando uno stato di agitazione sociale inevitabile che vede in questo momento centinaia e centinaia di cittadini presidiare le campagne di giorno e di notte a difesa dei vitali olivi e dell'ecosistema tutto dai “raid” assassina-olivi e per le velenifere chimicizzazioni.
Si sta chiedendo pertanto:

  • un intervento urgente della Procura di Lecce e non solo per sequestrare i cantieri volti al taglio degli alberi d’olivo a Oria, a Veglie, come in altri paesi del Salento, (Leggi a tutela degli olivi: LEGGE dello Stato 14 febbraio 1951, n. 144; LEGGE REGIONALE 4 giugno 2007, n. 14 “Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia”;Legge dello Stato 14 gennaio 2013, n. 10 in particolare "Disposizioni per la tutela e la salvaguardia degli alberi monumentali, dei filari e delle alberate di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale”);
  • così il sequestro dei cantieri per il taglio della flora spontanea lungo i canali, fossi, strade, nelle aree verdi, (atti questi che calpestano la Direttiva Habitat 92/43/CEE; Rete Natura 2000; United Nations Conference on Environment and Development - UNCED, conferenza internazionale di Rio de Janeiro - del 1992 per la difesa della biodiversità ratificata dall’Italia; tra i principi fondanti della Carta Costituzionale italiana l’articolo 9 che afferma che la Repubblica tutela il Paesaggio);
  • il divieto di irrorazione di insetticidi, pesticidi e erbicidi in nome dellaXylella, (ciò in violazione dell'articolo 32 della Costituzione italiana che prevede la tutela della Salute dei cittadini; i principi di Precauzione e Prevenzione sanciti dalla Costituzione Europea; la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo);
  • di impedire la distruzione delle piante bloccate ingiustamente all’interno dei vivai, nonostante esse siano completamente sane e del tutto prive diXylella come risultato dalle analisi. Un’assurdità la loro distruzione prevista nel piano anti-xylella, come i divieti dei reimpianti in Salento delle innumerevoli piante olivi, mandorli, rosmarino, alaterno, acacia, oleandri, albicocco, pesco, pruno, malva, …, punti assurdi che chiediamo alla Magistratura di approfondire come sia stato possibile inserire all’interno di atti e decreti pubblici.

In questo momento in cui è evidente che le istituzioni hanno smarrito la luce della Ragione chiediamo alla Magistratura di riportare razionalità, logicità, legalità, scientificità e, soprattutto, moralità nella nostra terra che è stata messa assolutamente in ginocchio non dal batterio, ma da quanto da taluni è stato mostruosamente costruito intorno ad esso.

Jura novit curia

Questo sit-in urgente e spontaneo all'indomani degli iniqui eccidi di olivi verdissimi e in fiore ad Oria (Br) dove gli esecutori di questa pura follia hanno dirottato la loro azione su alcuni grandi alberi all'interno di un campo recintato per neutralizzare il cordone pacifista di tantissime persone presente in loco, e giunte da ogni dove, a difesa di quei “nonni verdi”. Un “raid” che ha portato alla morte di alcuni grandi olivi e dove le operazioni di massacro sono state compiute in pochi minuti barbaramente, ovviamente, senza alcuna profilassi fitosanitaria, a ulteriore conferma di quanto tutta sia una messa in scena mediatica strumentale, non a caso erano state convocate in loco le televisione di mezzo mondo, e a dimostrazione ancora del pressappochismo di tutta questa intollerabile operazione, senza il rispetto di alcuna norma di sicurezza per gli stessi operatori taglialegna che hanno rischiato, come si apprende dalla stampa, di essere schiacciati dagli enormi rami che gli stessi stavano martirizzando a colpi di motoseghe.

Nel principio del “da mihi fatum dabo tibi jus”


Il sit-in è volto a richiedere l’intervento urgente da parte della Magistratura al fine di fermare e sequestrare i cantieri per eradicazione di olivi, biocidio di flora spontanea, e non, irrorazione di insetticidi, pesticidi e erbicidi, distruzione delle piante sane presenti nei vivai, al fine di impedire danni al patrimonio pubblico e privato, nel frattempo che le indagini proseguono, al fine di individuare le colpe che stanno portando a un tale pandemonio costruito intorno al microrganismo “xylella”, in un assurdo procurato allarme e con danno di immagine incalcolabile al territorio salentino e pugliese tutto con un’inevitabile conseguente agitazione della popolazione che tenta di reagire per difendersi da questo vero e proprio cataclisma istituzionale.

Tanti esposti sono stati già precedentemente depositati in Procura a Lecce da innumerevoli cittadini e associazioni-comitati in merito alla questione “Xylella” e agli innumerevoli punti poco chiari che stanno ammantando l’intera vicenda, sottolineando la sproporzione e inammissibilità di numerosi dei punti contenuti nel piano anti-xylella, in particolare:

  • eradicazioni di olivi, nonostante il fatto che ovunque gli alberi colpiti da sintomatologia di secco di alcuni rami abbiano dimostrato grandi capacità di ripresa e rivegetazione con ritorno a una piena produttività;
  • uso di pericolosi pesticidi per la salute umana e di ogni essere vivente, che, come segnalato in numerosi comunicati della LILT (Lega Italiana Lotta contro il Tumori) e di ISDE (Medici per l’Ambiente) - vedi allegati -, ucciderebbero insetti utilissimi come le api scompensando completamente il nostro ecosistema e con la ratio, inammissibile, di cancellare una specie dell’entomofauna salentina quale il cicadellidePhilaenus spumarius vivente nel Salento da ben prima dell’arrivo dell’uomo, che, terroristicamente, è additato come responsabile della sintomatologia che in realtà tanti studi dimostrano essere prioritariamente collegata ad altri fattori diversi dal batterio xylella di cui il cicadellide viene considerato vettore in Salento sulla base di studi incerti e non corroborati e avvalorati da controverifiche in seno alla comunità scientifica come vettore;
  • paradossale immorale cancellazione della flora spontanea, e non, lungo i margini di strade canali e fossi, margini poderali e aree verdi, pubbliche e private, con la cancellazione di ben oltre 100 specie vegetali sol perché potenziali ospiti per xylella, e diserbo dell’intera flora nelle aree agricole e naturali anche con l’uso del fuoco sempre nell’ottica di cancellare l’habitat della xylella e del suo “additato” vettore, il cicadellidePhilaenus spumarius (volgarmente detto ‘sputacchina media’), come se dopo la fuga di un leone da uno zoo, anziché dargli la caccia per ricatturarlo, si mettesse fuoco all’intera foresta in cui si fosse eventualmente rifugiato.

Si fa qui notare come tale cancellazione ovunque della flora spontanea è un atto di desertificazione artificiale che troviamo paradossale dover pure evidenziare per la sua criminosità adducendo a tal fine norme e leggi poiché si tratta della cancellazione-assassinio dell’ecosistema di un intero territorio alla tutela del quale esistono migliaia di leggi e convenzioni internazionali, europee, nazionali e regionali, come ovvio datochè alla base del Diritto vi è la tutela della vita delle persone, e tale tutela è imprescindibile dalla tutela dell’ecosistema in cui gli uomini vivono, quell’ecosistema che questi assurdi biocidi mirano a cancellare, distruggere e avvelenare. Si sottolinea qui proprio a dimostrazione delle contraddizioni e follie del piano anti-xylella come la cancellazione di tale flora equivale alla cancellazione della nidificazione degli uccelli insettivori che hanno il loro nido tra arbusti e alberi, la cui distruzione comporterebbe la decrescita della popolazione di tali uccelli con conseguente esplosione di quelli insetti proprio autoctoni come la Zeuzera pyrina, rodilegno giallo, che si sa essere con certezza una delle principali cause del CoDiRO (il nome dato recentemente alla sintomatologia degli ulivi che presentano disseccamenti di alcuni rami intono alla quale è stata costruita questa assurda frode della 'Xylella'). Proprio l’incuria nei confronti degli oliveti dove sono venute meno le antiche pratiche che vedevano dei contadini specializzati cercare i buchi nel tronco causati dalla Zeuzera e nei quali tali esperti coltivatori inserivano un filo di metallo, detto “u zippu”, per uccidere tali bruchi, sono alla base della manifestazione del CoDiRO, infatti, da tali fori-ferite del legno si propagano quei funghi che insieme alla Zeuzeraportano al disseccamento dei rami. Pertanto è doveroso qui evidenziare come quelle potature drastiche, che sono state previste e consigliate per combattere la Xylella, in realtà hanno favorito e favoriscono, come si nota sul campo, la propagazione delle infezioni fungine che, come si sa, si propagano per via di spore e che sono favorite dalle ferite dei tronchi non opportunamente protette e disinfettate e/o provocate da strumenti non adeguatamente sterilizzati. Così anche l’aver permesso l’asporto della legna secca, dicendo che la Xylella nella legna secca muore e non è elemento di ulteriore contaminazione perché non sporigena, in realtà ha favorito e favorisce la propagazione contaminante delle infezioni fungine, poiché i funghi-muffe, invece, hanno la capacità di propagarsi per via di spore; si crea, pertanto, un circolo vizioso che, nel mentre si pensa di combattere la xylella, alla quale ingiustamente si cerca di attribuire il CoDiRO, favorisce la diffusione di quei funghi che il CoDiRO invece causano. Così vedendo i sintomi di CoDiRO, si dice che è xylella in un circolo vizioso assolutamente assurdo e deleterio!
Che siano tali funghi responsabili del CoDiRO lo dimostra anche il fatto che sono gli stessi funghi che causano il mal dell’esca della vite, cosiddetto perché il legno dei tralci diventa poroso e spugnoso ottima esca per il fuoco, infatti tanti contadini che hanno tagliato tronchi di alberi di olivo affetti da CoDiRO hanno osservato questa singolare spugnosità del legno dei tronchi. Nel mal dell’esca le tossine prodotte dai funghi e trasportate dalla linfa tramite i vasi verso le foglie determinano insieme all'ostruzione dei vasi stessi e conseguente riduzione dei flussi linfatici, la decolorazione delle foglie e loro disseccamento, lo stesso fenomeno di “bruscatura” delle foglie dei rami di olivo colpiti da CoDiRO!
È inoltre grave che si presenti come un’epidemia pandemica assolutamente mai verificatesi con tale estensione quella del CoDiRO, termine di neoconiatura, quando la scienza agronomica salentina ci dice che proprio in maniera endemica gli olivi salentini a distanza di molti decenni presentano cicliche pandemie che poi naturalmente superano, come dimostra l’esistenza di tantissimi olivi plurisecolari perfettamente vegeti e produttivi in tutto il Salento, tale sintomatologia degli alberi era chiamata “la Brusca” proprio a causa della medesima sintomatologia di bruscatura delle foglie dei rami colpiti disseccati. Ne trattò ampiamente l’agronomo fisiocratico di Martano (Le) del ‘700 Cosimo Moschettini, che ne dedicò ad esso un intero libro (vedi allegati). Oltre che nel ‘700 di cui abbiamo nota nella letteratura scientifica la brusca si ripresentò in maniera estesa negli uliveti salentini tra ‘800 e ‘900. (vi alleghiamo alcuni estratti del Cosimo Moschettini).

Sarebbe anche interessante approfondire come sia possibile che nel CoDiRO, dove “Co-” sta per “Complesso”, funghi-muffe e batterioXylella dovrebbero collaborare insieme nell'attacco disseccante ai rami, quando solitamente proprio i funghi-muffe (questi sempre presenti negli olivi colpiti da CoDiRO) emettono notoriamente sostanze antibiotiche atte ad uccidere, o inibire, proprio la crescita dei batteri per accaparrarsi risorse alimentari e spazi, che in questo caso sono rappresentati dai medesimi vasi degli alberi. Non è forse un caso se, per metterci dentro al CoDiRO la Xylella, si sente dire spesso, e si legge nelle relazioni ufficiali e/o presentate come “scientifiche”, che al più la Xylella potrebbe essere un co-fattore del CoDiRO, ma non certamente la causa prima (da attribuirsi a Zeuzerae funghi – immancabile nella sezione dei grossi tronchi disseccati tagliati il foro o i fori macroscopici scavati dal bruco delle Zeuzera che è una falena, farfalla notturna, è la macchia alone legata ai funghi propagatisi nel legno a partire dal foro della Zeuzera), inoltre laXylella non compare su tutti gli alberi colpiti da CoDiRO a differenza dei funghi, e ad essa guarda caso poi si cerca di attribuire eziologie e sintomatologie che sono le stesse e ben note di quelle del mal dell'esca dovute ai funghi. Ulteriori elementi questi a definizione di un quadro traballante scientificamente, ma sul quale è stato costruito lo stato assurdo e drammatico di cose che il Salento sta patendo a causa di questa frode.
Né si è mai data la giusta importanza all'indebolimento dell'ecosistema olivicolo dovuto all'uso di fertilizzanti chimici, pesticidi e erbicidi chimici, come alla scomparsa di uccelli insettivori, come il Torcicollo (Jynx torquilla), una sorta di picchio degli olivi chiamato nel dialetto salentino Trancoddhu che fa il nido nei tronchi cavi di olivo e che è, con la sua lunghissima lingua con cui cattura nei buchi del legno i bruchi xilofagi (mangiatori di legno), un grandissimo ripulitore degli uliveti dalla Zeuzera; nessuna indagine su eventuali cali della popolazione di questo uccello si son mai fatti come invece sarebbe il caso, cali forse dovuti ai pesticidi o alla pressione venatoria; un uccello insettivoro questo la cui scomparsa da sola può avere enormemente favorito la diffusione pertanto proprio del CoDiRO.
Ragionare in questi termini agroecologici è quello di cui tutti abbiamo bisogno mentre assistiamo a scelte imposte da una politica assurda e suicida nel verso proprio di quell'agrochimica e di quei biocidi forsennati che sono le cause prime e vere, insieme ad una agricoltura orientata nel verso dell'industrializzazione, che hanno favorito quel problema, il CoDiRO, oggi così assurdamente strumentalizzato in questa frode!

Gravissimo che sia stato eseguito quel “raid” taglialegno ad Oria e minacciati altri interventi simili nelle scorse ore nelle aree del nord della provincia di Lecce, nonostante le illegittimità che hanno portato il TAR Lecce a sospendere alcuni tagli di olivi che erano stati previsti in seno al piano anti-xylella nel feudo di Oria a seguito del ricorso effettuato dai proprietari di quegli olivi, ricorso oggi trasferito dal TAR Lecce al TAR Lazio, in merito ai quali provvedimenti riportiamo queste note diffuse sulla stampa dagli avvocati che stanno seguendo quei ricorsi per conto dei proprietari:

“Auspichiamo a questo punto un tavolo tecnico che possa tenere conto delle evidenze scientifiche depositate in atti e soprattutto dell’ultimo parere scientifico dell’Efsa (del gennaio 2015 e quindi successivo alla decisione della Commissione europea 23/7/2014 e allo stesso decreto ministeriale 277/2014) e dal quale risulta che la pratica delle eradicazione degli alberi non ha dato i frutti sperati quanto alla eliminazione della Xylella fastidiosa nel mondo e pertanto così sarebbe anche in Salento.”
Precedenti storici che suggeriscono, nell’eventualità che si dimostrasse la effettiva presenza di Xylella nel Salento, la necessità di attuare strategie di coesistenza con il batterio, e anche laddove dovesse essere causa di danni per le piante, (sempre che si dimostrasse che tale batterio non sia già endemico, qui da sempre e in maniera asintomatica, dunque assolutamente non pericoloso),punti tutti oscuri di questa “strana vicenda”.
Facciamo poi notare che, se tale batterio fosse giunto in Salento prima del 2000, prima cioè che fosse inserito tra i patogeni da “quarantena” a livello europeo, non avremmo dovuto assistere ad una tale enorme mobilitazione civica che ha portato già 20.000 persone nella manifestazione nel giorno della Domenica delle Palme, in piazza a Lecce, la già definita e storica pacifista “Rivoluzione dei Ramoscelli d’Olivo”, a chiedere di fermare senza “se” e senza “ma”, questo assurdo piano anti-xylella; e suscita domande il fatto chenonostante ormai secoli di continui traffici commerciali tra Europa e America il batterio abbia scelto di giungere in Salento proprio dopo la sua collocazione nella lista dei patogeni da quarantena a livello europeo, batterio detto “fastidioso” proprio perché sarebbe difficile da diagnosticare e sul quale forse proprio per questo e sulla sua capacità di vivere su più piante alcune multinazionali hanno impostato strategie (vedi Brasile) per affermare le loro piante brevettate anche OGM presentate come “resistenti” ad un batterio che forse solo loro hanno la “tecnologia” per vedere! Non bisogna allora marginalizzare l’acume popolare che a questa xylella salentina ha attribuito i termini di ora “fantomatica”, ora “vantaggiosa” per alcuni.
Da più parti ormai si parla sui media nazionali e internazionali di “frode della xylella”, come anche di interessi “agro-mafiosi” in merito a quanto sta accadendo intorno alla faccenda xylella in Salento e Puglia, guarda caso con un piano che sembra essere stato programmato per scattare proprio nei mesi in cui a Milano si è in procinto di inaugurare l’Expo 2015 sul cibo e l’alimentazione, contestatissima manifestazione internazionale, poiché vede da protagoniste la forte presenza delle multinazionali degli OGM e dei pesticidi. (Non è un caso forse che in alcuni recenti convegni delle associazioni di categoria agricole hanno visto i loro responsabili locali salentini dichiarare “porteremo la questione xylella all’Expo 2015”. E forse non è un caso che proprio quei soggetti che da diverso tempo stanno chiedendo all'Expo di aprire le porte alle multinazionali o che sono protagonisti di Expo abbiano parlato della necessità di aprire in Italia la ricerca alle bio-tecnologie per gli OGM, anche nel verso proprio della produzione di olivi OGM “resistenti” a Xylella; “imprenditori”, “ricercatori” e “accademici” comparsi più volte sulla scena della questione xylella in Salento). Motivo per cui serpeggia sempre più nell’opinione pubblica, come si legge in rete, l’idea che quella della xylella sia la prima falsa grande “carestia mediatica” costruita con il cavallo di troia della xylella, fantomatico e agro-terroristico, per indicare sotto i riflettori dell’Expo nella ricerca OGM, nelle piante brevettate e negli organismi geneticamente modificati, la soluzione a un falso problema, (facendo così aprire all’Italia, che ha da sempre chiuso le porte agli OGM, le porte a questi), che invece cittadini e agricoltori salentini, quelli in particolare che hanno detto No per scelta etica ai pesticidi, stanno dimostrando essere un problema facilmente superabile con il ritorno ai metodi della tradizione, adoperati adesso anche da altri contadini i cui oliveti erano stati colpiti da CoDiRO: potature minime delle parti colpite, (non quelle aggressive che invece il CoDiRO lo favoriscono), poltiglia bordolese contro gli attacchi fungini, alberi che rinascono rigermogliano e tornano produttivi in breve tempo. Non meraviglia pertanto che questi bravi operosi contadini siano additati sulla stampa denigratoriamente come santoni questi salvifici contadini che stanno smascherando la truffa, da quanti invece difendono, per ragioni poco chiare, un piano anti-xylella talmente efferato. Di fronte a un'Italia che dice No agli OGM, il tentativo di mistificare la realtà, esasperare contadini e altri operatori presentando come unica speranza per avere un futuro proprio gli OGM, cosìcché fossero i cittadini a richiedere al Governo di aprire le porte al business delle multinazionali. Un piano, riportiamo dalle ricostruzioni molto interessanti che circolano in rete, ancorato poi nei business speculativi locali legati alle biomasse facili, da distruzione degli alberi, (lucro sul legno per produrre remunerativa energia elettrica iperincentivata dalle nostre bollette, nelle centrali a combustione di biomasse), e alla liberazione di suolo per varie speculazioni cementizie o di altro genere sempre consuma-suolo (che da sempre vedono uno ostacolo nella presenza degli olivi e nei vincoli ad essi correlati – leggi e vincoli a loro tutela non a caso forse in Puglia demoliti da sospetti emendamenti), in più facendo giungere tanti fondi pubblici per la “emergenza” e “calamità” accresciute mediaticamente da gestire ed introitare in vario modo costruendo clientele politiche e con la scusa della falsa ricerca, il solito strumento subdolo dell'emergenzialismo in questo caso addirittura per poter sospendere diritti di libertà e salute come di tutela dei beni privati potendo persino accedere a poteri speciali e all'uso di forze militari per interventi coatti contro i cittadini.
E' da notare che il Salento è un tripudio di alberi verdi e sanissimi di olivo ovunque e con gli uliveti in ripresa, dalle radici quando non anche dai tronchi, pure quelli del gallipolino che sono stati i più colpiti dal CoDiRO. Per cui è sospetto che ci siano intere classi di dirigenti, istituti di ricerca non salentini e associazioni di categoria che stiano, invece, negando tale realtà con un bombardamento mediatico a livello nazionale e internazionale che sta affossando l’immagine del Salento e dell’intera Puglia con un assurdo procurato allarme che ha portato già la Francia e l’Algeria e regioni italiane, come la Sardegna, a tentare di chiudere le loro frontiere a numerosi prodotti agricoli e vivaistici pugliesi.

P.S. in allegato la lettera dossier sull’Affaire xylella inviato giorni fa al Papa ricco di dati e spunti di riflessioni.
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Info:

Forum Ambiente e Salute del Grande Salento
rete apartitica coordinativa di movimenti, comitati ed associazioni a difesa del territorio e della salute delle persone
Lecce, c.a.p. 73100 , Via Vico dei Fieschi – Corte Ventura, n. 2

lunedì 13 aprile 2015

"L'ITALIA AL TEMPO DELLA PESTE- Grandi Opere, Grandi Basi, Grandi Crimini"


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Nuovo docufilm di Fulvio Grimaldi
 
Il documentario illustra e denuncia alcune delle più significative aggressioni, "civili" e militari al territorio, volute da una strategia fondata sul disprezzo dell'ambiente e dell'autodeterminazione delle comunità. Sullo sfondo di una situazione nazionale e internazionale, dominata dagli interessi dell'élite globale, incontriamo l'Ilva di Taranto e le industrie dei veleni di Brindisi, i gasdotti progettati per la Puglia, l'offesa a Venezia delle Grandi Navi e del Mose, le trivelle petrolifere che sconvolgono la Basilicata, altre regioni e tutti i mari, il buco nero dei traffici di rifiuti e delle discariche tossiche alla Spezia. Tutto ora potenziato e imposto con la forza dal decreto "Sblocca Italia". E poi le basi, i poligoni, le servitù militari che costellano il territorio dalla Sardegna, già colpita da uno sviluppo fallimentare e dal successivo abbandono, al Friuli, da Lampedusa a Spezia e a Camp Darby di Pisa.
Ovunque, per opporsi a queste aggressioni all'ambiente, alla salute, alla pace, alla sovranità, si muovono  mobilitazioni popolari delle quali abbiamo sentito i protagonisti.   
Un documento che fa rabbrividire, ma che illustra anche una resistenza che percorre la via dell'alternativa hasta la victoria. 

Il lungometraggio sarà disponibile a partire dal 1.maggio 2015. Per richiederne copia dvd , o per presentarlo con l'autore, occorre scrivere a visionando@virgilio.it. .
Il dvd non è disponibile in rete. Vi sarà però un trailer su Youtube.

Vignola - Giornata della Terra, inaugurazione del mercato all'Ostello, regolamento del Mercato Sibiol definitivo




Ecco che il regolamento ha preso la forma definitiva e può così iniziare  il suo lavoro, anche se sono tutte regole che erano già stabilite  oralmente tra i produttori.

Inaugurazione  del mercato contadino all'Ostello di Vignola, mercoledì 22 aprile che è anche la Giornata Mondiale della  Terra. Indicativamente dalle 17 al tramonto.


Aspettiamo le vostre idee e proposte per festeggiare la natura e il  meraviglioso mondo che ci circonda in una cornice bellissima come  l'Ostello di Vignola, portate cartelli e striscioni e giochi e colori e  sopratutto festeggiate questo giorno insieme a noi.

Monica B.




SiBiol -  Regolamento del mercato contadino e delle auto-produzioni -  Carta dei principi  - Il mercato di Vignola per la sovranità alimentare: 1) Economia di relazione L’economia di relazione è preferita all’economia di mercato perché consente di stabilire forme di solidarietà concreta tra consumatori e produttori, accomunati dal perseguimento di obiettivi comuni, quali la salute, l’ambiente e la dignità del lavoro. 2) Filiera corta La filiera corta è riconosciuta come scelta strategica per favorire l’economia locale, preservare colture e culture locali stimolando la produzione di alimenti di qualità. La vendita diretta valorizza il ruolo di presidio ambientale del territorio dei produttori locali, consente il contenimento dei prezzi dei prodotti alimentari, nonché il controllo e la conoscenza tra consumatori e produttori. 3) Agricoltura biologica L’agricoltura biologica/biodinamica è riconosciuta come la sola tecnica di produzione agricola che preserva l’ambiente e la salute, tanto di chi lavora, quanto di chi consuma i prodotti della terra. 4) Garanzia Partecipata (vedi punto 6 di CERTIFICATI DI CARTA E RELAZIONI UMANE) La certificazione degli enti preposti e/o la Garanzia Partecipata sono i nostri metodi di controllo sui produttori che fanno parte o vogliono entrare al mercato. le visite saranno di 2 tipologie: una tecnica, dove se una azienda non è certificata si chiederà ad AIAB la collaborazione con un tecnico specializzato (previo rimborso spese minimo da definire) insieme ad un rappresentante dei produttori e un rappresentante del GAS. Prima dell'inserimento e successivamente una volta all'anno. Una invece aperta a tutti per la conoscenza dei metodi dei luoghi e del produttore, in caso di presenza di lavoratori salariati, la correttezza del rapporto di lavoro. Viene inoltre richiesta la partecipazione attiva alla vita del mercato in tutte le sue forme assembleari e l’accettazione del Regolamento del mercato. 5) Sostenibilità ambientale La verifica della sostenibilità ambientale dei prodotti destinati al consumo deve essere effettuata analizzando tutto il ciclo di vita del bene, dalle materie prime impiegate, fino allo smaltimento della materia post-consumo. 6) Agricoltura contadina L’agricoltura contadina è riconosciuta come moderna forma di produzione, alternativa alla produzione industrializzata, che consente la massima valorizzazione del lavoro umano e garantisce un reddito dignitoso ai produttori agricoli. 7) Prezzo equo e trasparente L’equità e la trasparenza del prezzo sono ricercati come elemento del rapporto di solidarietà instaurato tra produttori e consumatori. 8) Reti di economia solidale La creazione di nuove relazioni tra produttori e consumatori favorisce il rafforzamento delle Reti di Economia Solidale e coopera anche con i soggetti già presenti sul territorio come i GAS locali. REGOLAMENTO MERCATO 1) Accettazione delle regole. Tutti i produttori che partecipano al mercato approvano la Carta dei principi e sono tenuti al rispetto del presente Regolamento e ad accettare forme di controllo sociale delle proprie produzioni, anche attraverso specifiche analisi. 2) Ubicazione e caratteristiche del mercato Il mercato ha le seguenti caratteristiche: Luogo di svolgimento: da definire Dimensioni: da definire Periodicità: settimanale il Mercoledì Orari: stagionali, indicativamente dalle 18 alle 20 invernale e dalle 18,30 alle 21 estivo Plateatico: non soci AIAB 5 euro ogni settimana, soci AIAB 1 euro per la pulizia del bagno. 3) Produttori. Possono essere ammessi ai mercati i piccoli produttori agricoli e trasformatori locali che producono con i metodi dell'agricoltura biologica o biodinamica (reg. CEE 2092/90 e successive modifiche) Certificata o certificata con la Garanzia Partecipata. Ogni produttore espone sul banco di vendita la propria scheda di presentazione e di Garanzia Partecipata e risponde personalmente del rispetto delle norme di natura fiscale, amministrativa e sanitaria. Possono essere ammessi ai mercati i trasformatori alimentari, purché i prodotti siano aziendali o abbiano avviato un progetto di insediamento rurale o che abbiano un rapporto di stretta e fattiva collaborazione con il produttore delle loro materie prime che abbia anche lui sostenuto la visita in azienda e ammesso dall'assemblea di gestione. Condizione obbligatoria che utilizzino solo ingredienti biologici, prodotti dalla filiera locale. Salvo quanto previsto dall'art. 3, sono esclusi dal mercato i soggetti che svolgano esclusivamente un ruolo di intermediazione dei prodotti agricoli. 4) Prodotti. Possono essere venduti nei mercati i beni agricoli e alimentari biologici o biodinamici certificati da organismi di controllo o con il sistema dalla Garanzia Partecipata. Ogni produttore può vendere solo i propri prodotti . Limitatamente a prodotti non presenti nel mercato o scarsamente presenti e previo consenso dell'assemblea di gestione, possono essere vendute piccole quantità di prodotti di aziende vicine e collegate. Le aziende produttrici collegate devono essere indicate sulla cassetta di vendita o su listino esposto al pubblico. La visita a queste aziende viene inclusa nel programma di visite periodiche ai produttori. In casi particolari di irreperibilità di prodotti di stagione di uso comune, particolarmente in certi periodi dell'anno (gennaio-aprile) è consentita la vendita di prodotti freschi di stagione provenienti da produttori come quelli della Cooperativa Agricola Retebio, con sede a Castelnovo di Sotto (RE) o di Campi Aperti che hanno principi e modalità operative (fra cui la visita alle aziende) simili a quelle del mercato. Tutti i prodotti provenienti da aziende diverse devono essere chiaramente indicati nella cassetta di vendita o su listino esposto al pubblico. Per tutti i prodotti extra regionali l'approvvigionamento viene regolato dai gruppi di acquisto che insieme ai produttori, consumatori e cittadini del GAS valutano e scelgono le aziende in base alla carta dei principi limitando la scelta solo alle aziende certificate ufficialmente. Può essere ammessa la vendita, anche da parte di soggetti diversi dal produttore, di prodotti ecologici alimentari o non alimentari, come detersivi, prodotti per l'igene personale, cosmetici e altro da parte dei gruppi di commercio Equo e Solidale. 5) Prezzi. I prezzi di vendita, al kg. o al litro, devono essere chiaramente esposti sui banchi e devono essere stabiliti nel confronto tra i produttori con validità di almeno una stagione. 6) Ammissione al mercato. I produttori che intendono partecipare ai mercati devono prendere contatto con il referente del mercato, compilare la scheda di presentazione e sottoporre la propria domanda di ammissione all'assemblea di gestione del mercato, che decide in base all'esito della visita all'azienda effettuata da un rappresentante dei produttori, un rappresentante del GAS e ne dà comunicazione all'assemblea. Le aziende che, dopo un'assenza di oltre quattro mesi, intendano riprendere la loro presenza al mercato, devono ripresentarsi in assemblea per la riammissione. Le assenze devono sempre essere comunicate e giustificate, la continuità è un valore che dà credibilità a tutto il mercato. 7) Assemblea di gestione dei mercati. L'assemblea di gestione del mercato è composta dai produttori presenti al mercato e dai consumatori interessati e collabora con i gruppi di acquisto solidale (GAS) e vigila in maniera diretta, o tramite un suo delegato, sull'applicazione del presente regolamento, anche con l'effettuazione di controlli presso le aziende. Salvo specifiche esigenze, l'assemblea di gestione del mercato si riunisce con cadenza bimestrale, su autoconvocazione. Essa decide sulle questioni logistiche ed organizzative; sull'ammissione di nuovi prodotti o produttori; sulle regole di gestione del mercato, sui controlli alle aziende e su ogni altra necessità. Le decisioni assembleari sono adottate con il metodo del consenso o, in mancanza di accordo, a maggioranza dei presenti. 7) Finanziamenti. Tutti i produttori sono tenuti a contribuire alla gestione del mercato (attività promozionali e informative), proporzionalmente alle loro capacità economiche ed organizzative, nelle forme decise dall'assemblea di gestione. Previo consenso dell'assemblea di gestione, i mercati possono ricevere finanziamenti da soggetti privati e enti pubblici. 8) Etica del lavoro I Contadini Dietro Casa rifuggono il lavoro come alienazione. Appoggiano il coinvolgimento dei lavoratori (dipendenti, stagionali o occasionali) nella gestione dell'azienda. Credono inoltre nella chiarezza di rapporto di lavoro tra titolare e dipendenti. Questi ultimi sono parte attiva dell'azienda, e per questo alla prima visita devono essere presenti insieme al titolare, per comunicare il loro ruolo. Nel caso in cui un dipendente avesse problemi con il titolare, può farlo presente a un gruppo di lavoro (composto anche da dipendenti delle aziende associate e co-produttori) il quale approfondirà la questione, e riproporrà il caso in assemblea. L'assemblea può poi valutare ciò che il gruppo di lavoro riporta e decidere se sospendere il produttore dal mercato. 9) Le materie prime dei trasformati devono provenire preferibilmente dalla propria produzione. In caso di impossibilità alla produzione di parte degli ingredienti, si ammette l'impiego di prodotti reperiti nel circuito del Biologico dai produttori del mercato o da altri produttori locali (area provinciale), nel circuito del commercio equo e solidale o selezionati dai GAS. I trasformatori sono invitati a cercare collaborazioni con produttori del mercato. Si ammette l'utilizzo di materie prime prodotte da aziende biologiche con cui il trasformatore ha una stretta relazione di collaborazione. In questo caso l'azienda deve essere presentata al momento della visita. Si ammette infine l'utilizzo di prodotti biologici reperiti dalla grande distribuzione solo se questi non sono reperibili dalle fonti suddette e solo per ingredienti indispensabili. L'ammissibilità, anche temporanea, di questi ultimi ingredienti viene valutata caso per caso dalla assemblea. Deve essere esposta da tutti i banchi che producono trasformati una lista dettagliata degli ingredienti e della loro provenienza. CERTIFICATI DI CARTA E RELAZIONI UMANE proposta di prassi valida per tutti i produttori Certificati e Autocertificati: 1) Quando un nuovo produttore contatta il mercato per poter entrare, deve compilare una scheda in cui presenta le sue modalità di produzione. 2) il mercato organizza almeno 2 giornate collettive ogni anno, in cui produttori (di cui almeno uno della stessa tipologia di prodotto) e co-produttori svolgono la visita alle nuove aziende in cui si vedono i campi, gli animali, gli strumenti, i luoghi della trasformazione, la fonte d’acqua, il magazzino e si conoscono gli eventuali braccianti o operai agricoli dipendenti. 3) Successivamente ogni gruppo di visitatori relaziona in assemblea formulando pareri, critiche e osservazioni sull’azienda. 4) A questo punto l’assemblea decide se accettare o meno il produttore. 5) In caso affermativo, questa nuova azienda viene invitata all’assemblea di mercato dove si presenta agli altri contadini, e insieme si decide il posto del suo banco e la data di inizio della sua presenza. Nell’assemblea di mercato il parere dei contadini che hanno lo stesso prodotto è importante per decidere l’entrata del nuovo produttore, ma questi non possono fermare il nuovo ingresso solo perché temono la concorrenza. Il loro parere vale tanto quanto quello degli altri contadini dell’assemblea. Ogni nuovo arrivo è considerato un arricchimento del mercato in quanto permette a questo di ingrandirsi e di aumentare l’offerta, quindi permette un ampliamento della comunità di cittadini e contadini. 6) Con la visita in azienda il mercato vede e conosce i campi di quel contadino, ma la conoscenza non termina in quel momento: si potrebbe anzi dire che il vero e proprio controllo partecipato inizia quando quel contadino inizia a montare tutte le settimane il suo banco al mercato: è lì che tutti gli altri contadini verificano che i prodotti esposti provengono effettivamente dai luoghi che hanno visitato. La quantità e la qualità del prodotto, di settimana in settimana testimoniano la loro provenienza. La relazione con il contadino stesso, gli scambi di pareri sulla situazione delle colture, le malattie, la raccolta, permettono il maturare di una fiducia reciproca. Se così non accade, se il suo banco si amplia a dismisura con prodotti nuovi, se si teme che qualcosa non vada, si ritorna a fare una visita, e si parla con lui della situazione. Si è a tale proposito introdotta la regola che ogni produttore porta la mercato solo i prodotti per i quali ha ricevuto la visita; se nel tempo inizia a produrne altri, prima di portarli deve comunque comunicarlo all’assemblea di mercato. Persone scoperte a portare al mercato prodotti non propri, facendo compra-vendita invece di vendita diretta, su segnalazione dei contadini o dei consumatori, dopo una verifica approfondita, verranno allontanate. Questo regolamento sarà modificabile solo con una riunione di tutti i soggetti partecipanti: Produttori, Consumatori, GAS che sostengono il mercato, AIAB. Per tutto quello che non è stato nominato in questo regolamento si fa fede alla legge italiana

sabato 11 aprile 2015

NO Italicum - Proposta per una nuova legge elettorale democratica



Questa comunicazione fatta insieme a Associazione Civica Mantovana , Associazione Energia Felice , Decidiamolo insieme ,  Le forme della politica , Partito Umanista , Prima le persone , Rete delle alternative   ha l'obiettivo di “attivare” quanti hanno a cuore la nostra democrazia e quindi desiderano una legge elettorale rispettosa dei diritti dei cittadini e della Costituzione.

Il metodo che vi proponiamo è lillipuziano: tanti “gruppi” e singole persone che si coordinano e uniscono le forze per ottenere un grande risultato.

Vi chiediamo di attivarvi in prima persona perché la legge elettorale detta Italicum, che il Capo del Governo sta per discutere (o forzare?) in parlamento il 27 aprile 2015, a nostro avviso è la premessa per arrivare al partito unico.

Se venisse approvata, salterebbe un tassello fondamentale per la tenuta della democrazia in Italia perché il partito che vincerà le elezioni avrà un peso eccessivo a causa del premio di maggioranza e ciò andrà a scapito di  milioni di persone che così non saranno rappresentate; inoltre avrà buon gioco nell'elezione degli organi di garanzia (Presidente della Repubblica e Corte Costituzionale). L'Italicum infine non è strutturato per migliorare la qualità dei parlamentari, ma per essere un duttile strumento di potere per le segreterie di partito e i risultati di questo “gioco al ribasso” purtroppo sono noti.

L'obiettivo di fare in modo che il parlamento italiano sia un intelligente e attento strumento democratico per il perseguimento del bene comune, è un obiettivo prioritario e strategico per tutti, anche delle associazioni che si definiscono "apartitiche".

Non agire ora significa esporsi al rischio, tra breve, di trovarsi nel deserto istituzionale.

Vi chiediamo quindi cortesemente di attivarvi per i semplici punti che abbiamo schematizzato qui di seguito. 
Precisiamo che si tratta di una campagna "aperta" nel senso che non siete obbligati a usare il logo di LCI, quindi adattate i nostri materiali come meglio credete. 
A noi interessa il risultato finale: fermare l'Italicum e ottenere una legge elettorale rispettosa dei diritti dei cittadini e del dettato costituzionale! 

Descrizione dell'iniziativa.

Vi proponiamo di aiutarci a:

- firmare e far firmare la petizione al Presidente della Repubblica (che trovate qui http://www.listacivicaitaliana.org/?p=7222)

- scrivere ai giornali, ai blog, sui siti, intervenire a programmi radiofonici per suscitare dibattito
- volantinare in loco (vedi bozza del volantino che è scaricabile da questa pagina  http://www.listacivicaitaliana.org/?p=7222 )
- mandarci una foto con una didascalia mentre siete attivi come “cittadini/e protagonisti” 
- creare dei gruppi di lettura della Costituzione, gli italiani non la conoscono!

- mandare il seguente messaggio con twitter:

No a Italicum: firma petizione x una legge elettorale che rispetti i cittadini http://www.listacivicaitaliana.org/?p=7222

In particolare:

1) se siete singoli/e cittadini/e potete:
- scaricare il volantino, fotocopiarlo e distribuirlo nel vostro luogo di residenza, inoltrarlo via internet
- firmare e diffondere la petizione che trovate alle pagina sopra citata
- scrivere ai giornali /blog /siti e/o intervenire nelle trasmissioni per manifestare il vostro pensiero circa la legge elettorale, twittare

2) se fate parte di una associazione/gruppo/movimento politico
Proponete al vostro gruppo di aderire a questa campagna e – se possibile - di partecipare attivamente. Per comunicare l'adesione scrivete ainfo@listacivicaitaliana.org il nome del vostro gruppo (e il sito - se lo avete- così renderemo cliccabile il nome). Verrete inseriti alla pari nell'elenco degli aderenti. Se vi fa piacere potete adattare i nostri testi e metterli sul sito del vostro gruppo.
La vostra associazione potrà poi fare le stesse iniziative previste per i singoli al punto 1

Cordiali saluti a nome di tutti i gruppi partecipanti

 Roberto Brambilla per Lista civica italiana [mailto: r.brambilla@mclink.it] 

venerdì 10 aprile 2015

Blera, 19 aprile 2015 - NUTRIRE IL PIANETA: LA RISPOSTA CONTADINA


19 APRILE 2015  BLERA
NUTRIRE IL PIANETA:LA RISPOSTA CONTADINA

Terra Contadina e Tempo Creativo aderiscono alla giornata internazionale delle lotte contadine del 17 aprile 2015, ed organizzano una manifestazione di appoggio che si tiene il 19 aprile 2015 a Blera (Vt).

Il ricordo dei 19 Senzaterra brasiliani uccisi nel corso delle rivendicazioni per l'accesso alla terra 19 anni fa, costituisce l'occasione per una riflessione comune sulle criticità di un sistema di mercato orientato ad una visione produttivistica, che vede nel cibo nient'altro che una merce e nella terra una fabbrica da sfruttare senza scrupolo, un sistema che è fonte di esclusione e di impoverimento sociale e culturale oltre che economico.

Ma esiste anche, per fortuna, una realtà diversa, alternativa, diffusa di persone e sono tante, che non condividono tutto questo, che si accorgono di quanta ricchezza e abbondanza offra la natura se assecondata nei suoi ritmi.

La consapevolezza dei limiti intrinseci alla natura e del benessere che essa ci procura è tanto più matura se è il frutto di un'operazione collettiva condivisa con quel mondo di contadini, vecchi e nuovi, capaci di farsi interpreti e custodi dei delicatissimi e preziosi equilibri naturali di cui beneficia l'intera comunità.

Riconoscere ed esaltare questo ruolo può forse accrescere la forza di una visione culturale che rifiuta di misurare il valore della terra in termini meramente commerciali, che non contempla modalità di produzione dissipatrici ed energivore, ma che intuisce ed intravede una trama di relazioni viventi che rendono il luogo, qualunque luogo, un habitat peculiare, specifico, che sollecita e richiama al rispetto.

Riappropriarsi di spazi e luoghi di libero confronto tra cittadini e contadini è la finalità dell'iniziativa.
Affinché i luoghi vivano e si salvino dall'omologazione e dall'impoverimento anche democratico, occorre incontrarsi, non solo per esprimere appieno quella sovranità di cui siamo tutti capaci ma anche per avvalorare il convincimento che esiste uno spazio di bellezza e di felicità che nessuna forza contraria potrà mai sottrarci.


Marco e Marina - lunisulmignone@vodafone.it

giovedì 9 aprile 2015

Paolo Ercolani: "Proposta per il pensionamento anticipato"



Non passa giorno che non si tratti l’argomento delle pensioni anticipate, con le quali la legge Fornero ha introdotto una forte rigidità nel nostro sistema previdenziale, sostituendole alle pensioni di anzianità.

Per apprezzare l’entità di tale rigidità basti sapere che dal 1° gennaio 2012 gli uomini sono potuti andare in pensione anticipata solo se avevano versato 42 anni e 1 mese di contributi e le donne se ne avevano versato un anno in meno. Ma non solo. Dal 1° gennaio 2029 gli adeguamenti alla speranza di vita porteranno gradualmente gli uomini a poter usufruire della pensione anticipata solo se avranno versato 44 anni e 4 mesi di contributi. Le donne se ne avranno versati 43 anni e 4 mesi.

Complice la crisi economica, la rigidità in uscita introdotta dalla legge Fornero ha provocato l’aumento esponenziale della disoccupazione giovanile, che ormai ha abbondantemente superato il 42% e che non accenna a diminuire, nonostante le misure introdotte dal Jobs Act.

Era facilmente intuibile che interdire improvvisamente l’uscita dal lavoro in una fase di recessione economica avrebbe impedito l’ingresso dei giovani, ma purtroppo la ricerca del “risparmio a tutti i costi” ha fatto prendere al nostro governo una decisione che si è rivelata esiziale per la tenuta sociale.

I giovani che maggiormente si sono impegnati negli studi, perché sforniti delle “spinte” che fanno “imbucare” nei pochi posti rimasti disponibili, stanno infatti andando all’estero e così altri Paesi si stanno giovando delle competenze formate nelle nostre Università.

In Italia stanno progressivamente rimanendo solo i giovani meno preparati e più raccomandati, cioè “quelli che trovano lavoro non per ciò che conoscono, ma per chi conoscono”. In tal modo stiamo depauperando il nostro Paese in un modo che non è eccessivo definire “assurdo”.

E’ pertanto ormai accertato che la rigidità introdotta dalla legge Fornero deve essere eliminata. Ma come fare?

Finché il governo non varerà una seria “spending review”, che permetta di tagliare l’abnorme spesa dello Stato, non solo non sarà possibile ridurre la soffocante pressione fiscale, ma non sarà possibile neanche reintrodurre un sano turnover tra le generazioni dei lavoratori.

La proposta dell’on. Damiano denominata “quota 100″ è ostacolata dal costo notevole (stimato in circa 10 miliardi di Euro). Si sta perciò valutando l’ipotesi per cui, anziché corrispondere subito la pensione, si possa ricorrere al cosiddetto “prestito pensionistico INPS”. Tale prestito è senz’altro utile ai neo-pensionati, ma per lo Stato costituisce comunque un costo e non è possibile introdurlo finché non se ne sarà verificata la sostenibilità economica con la prossima legge di Stabilità.

In ogni caso sarà bene farne un uso accorto perché ancorché sotto forma di prestito si tratta pur sempre di un esborso di denaro e, considerando che nonostante l’innalzamento dell’aspettativa di vita non tutti i pensionati potranno vivere abbastanza per restituire il denaro, parte del prestito rischia di essere elargito a fondo perduto. Sarà perciò opportuno utilizzarlo solo in casi di grave indigenza.

Senza attendere la prossima legge di Stabilità, occorre però far fronte il prima possibile al gravissimo problema della disoccupazione giovanile e bisogna perciò trovare il modo di agevolare il prima possibile la fuoriuscita dei lavoratori.

Tali lavoratori potrebbero “scommettere sul proprio futuro” ed essere disponibili a far fronte al proprio sostentamento con risorse proprie (risparmi e/o trattamenti di fine rapporto e/o liquidazioni) durante un’attesa più o meno lunga dell’assegno pensionistico loro dovuto. In tal modo lo Stato non dovrebbe farsi carico di alcuna spesa ne’ erogare gli assegni pensionistici “ridotti” che anche ieri il Prof. Boeri ha riproposto nella trasmissione televisiva Ballarò, ma che i lavoratori vedono però giustamente come “fumo negli occhi” (soprattutto dopo avere versato 40 anni di contributi e più!).

Per costoro ho ideato il sistema che ho denominato “Quota 100 con Esodo Volontario”.

Si ponga il caso di un lavoratore che al compimento dei 60 anni di età abbia maturato 40 anni di anzianità contributiva (cioè ha iniziato a versare contributi all’età di 20 anni). Costui raggiunge quota 100 ma è ancora relativamente giovane e pertanto avrà una buona aspettativa di vita. Se ha delle risorse proprie che gli consentono di mantenersi per altri due, tre o più anni senza una pensione, potrà essere “incentivato a lasciare il lavoro” anche in mancanza di un assegno pensionistico immediato, ma con la garanzia da parte dell’INPS che la pensione non erogata al momento del pensionamento gli verrà comunque corrisposta successivamente, nel tempo, con una maggiorazione proporzionale al tempo atteso per riceverla.

Ipotizziamo che il suddetto lavoratore maturi una pensione di 1.000 Euro al mese e sia disponibile ad utilizzare 24.000 o 36.000 Euro di risorse proprie con lo scopo di mantenersi autonomamente per due o tre anni. Se scegliesse liberamente di mantenersi per due o tre anni con le proprie disponibilità economiche, perché non permettergli di lasciare il mondo del lavoro a favore dei giovani che sono disoccupati?

Durante quei due o tre anni lo Stato non dovrà sborsare nulla, perché il lavoratore si manterrà autonomamente. Lo Stato inizierà ad erogare la pensione solo al termine di quei due o tre anni e potrà “rifondere” il pensionato corrispondendogli un assegno pensionistico maggiorato di una percentuale che permetta di recuperare, in un accettabile lasso di tempo, la pensione maturata ma non percepita.

Se si pensasse di “spalmare il recupero” nell’arco di 5 anni o 10 anni, invece di 1.000 Euro/mese, nel primo caso al pensionato in questione andrebbe corrisposto un assegno mensile di circa 1.400/1.600 Euro/mese e nel secondo caso un assegno mensile di poco più di 1.200/1.300 Euro/mese.

La spesa della pensione verrebbe perciò non solo “traslata” nel tempo di due o tre anni, quando la prevedibile ripresa economica e l’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani attualmente disoccupati permetterà di “rimpinguare” le casse dell’INPS, ma verrebbe “spalmata” su un numero congruo di anni.

Come si può vedere, la proposta della “Quota 100 con Esodo Volontario” non creerebbe scompensi al Bilancio dello Stato. Si potrebbe cioè varare subito, con un costo immediato pari zero, perché si creerebbero degli “esodati volontari”, cioè persone che scelgono volontariamente di non percepire la pensione per un determinato periodo di tempo. Pensione il cui pagamento potrebbe essere rinviato di due o tre anni e “spalmato” nel tempo di pari passo con la ripresa economica, con il calo della disoccupazione e con il riequilibrio dei conti dell’INPS.

La proposta presenta inoltre anche un altro vantaggio. Quello di indurre le persone ad utilizzare il proprio TFR. Dopo il flop del “TFR in busta paga”, il governo potrà finalmente veder entrare in circolazione il denaro del Trattamento di Fine Rapporto dei lavoratori Italiani.

Perché attendere dunque la prossima legge di Stabilità?

Perché non fare da subito “largo ai giovani” e consentire immediatamente che il TFR dei pensionati possa rianimare la spesa, così “asfittica” da avere portato il Paese in deflazione?


Paolo Ercolani 

(Fonte: http://www.pensionioggi.it)