Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

lunedì 12 agosto 2019

"Nessuno nasce, nessuno muore" di Ramesh Balsekar - Recensione


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Sto leggendo un libro scritto da un discepolo di Nisargadatta Maharaj, Ramesh Balkesar. Si intitola : "Nessuno nasce, nessuno muore". E' composto da brevi capitoli in cui sono riferite situazioni e dialoghi tra Nisargadatta e i devoti che lo andavano a visitare. Trovo alcuni (quasi tutti) questi capitoli delle vere perle da assaporare e riassaporare con la mente il più possibile sgombra, cosa non facile. 

Ad esempio, riporto una parte di un discorso fatto da un ragazzo cieco, in risposta ad una domanda di N. che gli aveva chiesto cosa avesse capito del discorso che lui aveva appena fatto.

"....1. Mi hai chiesto di ricordare ciò che ero prima che avessi questa conoscenza "Io sono" insieme con il corpo, cioè, prima che fossi "nato"; 

2. Mi hai detto che questo corpo dotato di coscienza era venuto a me senza la mia conoscenza o la mia partecipazione, perciò "io" non ero mai "nato"; 3. Questo corpo dotato di coscienza che è "nato" è limitato nel tempo e quando scomparirà, alla fine del periodo designato, io ritornerò al mio stato originale che è sempre presente, ma non in manifestazione; 
4. Perciò io non sono la coscienza e certamente non il costrutto fisico in cui dimora questa coscienza; 
5.  Per finire, comprendo che c'è soltanto "Io"- né "me", né "mio", né "tu"- soltanto quello che è . Non c'è schiavitù al di fuori del concetto di un "me" e un "mio" separato in questa totalità di manifestazione e di funzionamento."

Caterina Regazzi

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venerdì 9 agosto 2019

Santa Sede. Sepolcro imbiancato

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Il papa accondiscende a mostrare un'immagine conveniente della chiesa senza in realtà cambiare nemmeno una virgola della struttura. Gli interessi vaticani restano: niente tasse sulle proprietà commerciali ecclesiastiche, niente modifiche reali alla banca di dio, niente cambio di marcia negli investimenti, niente spoliazione delle ricchezze a favore dei poveri, niente accoglienza diretta dei profughi, insomma niente di niente... tutto come prima, cambia solo la facciata. Gesù avrebbe definito questa facciata: sepolcro imbiancato. Ed intanto gli scandali sulla pedofilia e sulle norme sessuali e sulla sperequazione fra generi continua.
Ma chi me lo fa fare di occuparmi degli scandaletti vaticani? In fondo si tratta di “affari” e di “giochi di potere” interni ad una istituzione, sedicente religiosa, che non ha alcuna veste di spiritualità, una aggregazione pretesca che è in realtà un apparato finanziario e "politico".
Vescovi, cardinali, papa (e antipapi segreti), tutti si sbracciano a dire cose su cose. Sulla sofferenza del pontefice, sui cardinali infedeli, sul nemico esterno, sui cambi di gestione nello IOR, sugli attacchi d’oltre oceano (leggi dal fondo del Mediterraneo), sulla lotta fra clan….
Il fatto vero è che ormai la religione in tutte queste faccende vaticane non c’entra più nulla. Il vaticano è una società per azioni, che combatte per mantenere la sua quota nella spartizione della ricchezza mondiale. Ben inteso si tratta di una ricchezza “virtuale” in quanto ormai il senso stesso di ricchezza è obsoleto.. Forse sarebbe meglio usare il termine “capacità di controllo delle masse”. In questo gioco il vaticano è sempre più debole, ha dovuto recedere di fronte ai diritti accampati dai “fratelli maggiori”, di fronte ai potentati economici dei Rothschild, della Goldman Sachs, dei Mordecai vari…
Ormai le diatribe, non son più sui dogmi e sulle dottrine, son solo battaglie finanziare ed i più grandi miscredenti, coloro che professano intimamente l’apostasia, sono tutti lì riuniti, in quella casa romana, con i loro berretti bianco, rossi e viola in testa.
In fondo mi spiace. In fondo provo compassione per la figura di quel povero cristo messo in croce per ottenere il risultato di secoli e secoli di prevaricazioni e persecuzioni contro l’umanità e la natura, tutto compiuto a suo nome dai suoi “rappresentanti” in terra. Povero cristo, sì, e povera Roma imbrogliata due volte, la prima volta quando vendette la sua dignità morale affidandosi al cristianesimo, nel tentativo di continuare la sua missione universale, la seconda volta adesso in cui il marciume accumulato prende a traboccare inesorabilmente trascinando con sé l’ultima parvenza di onore. Roma… 

Scriveva Federico Nietzsche: “E’ col trionfo “ecumenico” cristiano (sventura dell’umanità, degli animali, del mondo) che si è realizzata una globale inversione dei valori. Tutto ciò che nel mondo pagano, tra i nostri padri contadini politeisti, era percepito in maniera retta, pulita, veritiera, si è velato e capovolto. Mai un antico avrebbe dato, per esempio, nome di “amore” all’odio o viceversa. La nera pretaglia sfruttatrice è proprio questo che impose, urbi et orbi. Così, per almeno mille anni essa torturò in nome del bene…”
Paolo D'Arpini
Cambiare tutto per non

lunedì 5 agosto 2019

Treia. Animali e fuochi alla Disfida del Bracciale 2019



Il 4 agosto 2019 era la giornata fatidica a Treia, quella delle finali della XLI Disfida del Bracciale. Sono affezionata a questa manifestazione, che ho visto nascere, anzi "rinascere", dopo anni e anni di sospensione e l'interessamento di un giovane professore, che la volle riesumare e che io, all'epoca, non conoscevo. Se ho fatto bene i conti allora avevo 19 anni, erano finiti i tempi delle mie lunghe vacanze treiesi con nonna Annetta, ma ancora frequentavo Treia almeno una settimana all'anno. 

Pertanto  la prima domenica di agosto  ero in attesa della finalissima tra i quartieri del Borgo (i contadini) e il Vallesacco (gli artigiani), il mio quartiere, e con Paolo ci siamo apprestati per tempo, riducendo il pisolino pomeridiano, a presenziare anche alla sfilata dei figuranti in costume, con tanto di tamburini, musicanti e animali vari. Gli altri due quartieri sono il Cassero (i nobili) e l'Onglavina (gli zingari). 

Sarà una deformazione professionale (sono veterinaria) ma amo gli animali che partecipano alla sfilata: due buoi bianchi di razza Marchigiana che tirano un carro, un cavallo che porta sul dorso una bella e nobile dama e un piccolo pony. Ammiro la loro pazienza di stare lì tanto tempo in mezzo a tutta quella confusione. Saranno abituati, ma non credo che , all'ora dei fuochi artificiali, se ne siano stati buoni e tranquilli nelle loro stalle.  Ricordo la mia povera cagnetta Magò, quando ancora c'era, come era disturbata e turbata, dai botti dei fuochi artificiali, tanto che continuava a tremare come una foglia per un bel po' dopo la fine e immagino la paura dei selvatici a sentire quei rumori così forti e rimbombanti che pare che ti squarcino il petto. 

Il 4 agosto la giornata era stata lunga e con Paolo, dopo la pizza al forno con Valeria ce ne siamo andati a casa e verso le 23 abbiamo provato, senza molta convinzione, a dormire. Io c'ero appena riuscita che sono stata svegliata dai botti che si ripetevano, a distanza di circa 5 secondi, uno dall'altro. E fin lì pazienza! Qualche botto si sente anche durante un temporale, ma io non ho mai sentito sequenze di botti così forti e così per lungo tempo. Che necessità c'è? Tra l'altro i fuochi artificiali, in una festa come questa, una rievocazione storica di un evento sportivo di antiche origini, che c'entra? I fuochi artificiali hanno senso per salutare un anno nuovo, un santo particolarmente amato nel territorio, ma la fine della Disfida, che ci azzecca? 

E il pensiero di tutti quegli animali selvatici e domestici, e anche di umani, magari anziani o malati, disturbati, possibile che non interessi a nessuno? Capisco che c'è chi sponsorizza l'evento, ma credo che quegli innumerevoli euro, potrebbero essere più proficuamente impiegati per scopi più utili e nobili, invece di essere, è il caso di dirlo, gettati in fumo. Questo diverso impiego di fondi dovrebbe gratificare di più il benefattore, sapendo che magari dei giovani treiesi potrebbero godere, ad esempio, di una bella biblioteca, o alcune famiglie disagiate potrebbero godere di un'abitazione decente e maggiori servizi alla persona, che il centro storico potrebbe essere ben curato e arricchito da ulteriori manifestazioni culturali, spettacoli, musica, ecc. durante tutto l'anno.

Spero che la sensibilità popolare su questo tema aumenti, vedo che i proprietari di animali domestici sono in progressivo aumento e non posso credere che non subiscano con disagio loro e dei loro pets, questo finale di evento. Per non parlare degli altri animali domestici e dei selvatici. Pertanto suggerisco una riflessione sull'inutilità di questi fuochi artificiali e auspico almeno una loro mitigazione se non una sospensione.

Caterina Regazzi


(quasi treiese)





Album Fotografico della finale della Disfida del Bracciale 2019 di  Caterina Regazzi:


domenica 4 agosto 2019

Buone notizie da Giulietta Blù - Cercasi terreno o casa per fare il nido e partorire...


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Cara umanità splendente!  Sono Giulietta che vi parla, assieme  a Jasvir siamo in cammino per diventare genitori e dopo anni di viaggio abbiamo l'esigenza e il bisogno di fermarci per almeno un annetto... forse anche meno... crearci un nido protetto e accogliente per dare alla luce la nostra creaturina e farla crescere almeno i primi mesi in tranquillità. 

Così dopo vari ragionamenti, mentre cerchiamo, aspettiamo il terreno che ci farà innamorare per dare vita al nostro ecovillaggio,  abbiamo trovato varie possibilità, la zona che prediligiamo è Marti-Pontedera ma siamo aperti se c'è una bella rete di supporto:
- casa in affitto  (prezzo molto moderato) o meglio in prestito o comodato d'uso 
- trovare un terreno che ci accoglie dove poter mettere 2 roulotte (una spazio giorno con cucina e una notte) creando un compost toilette e avendo la possibilità di usare acqua e elettricità  (ovviamente a pagamento rispetto al consumo), ci piacerebbe fare anche un orticello!
- siamo aperti anche ad altre proposte e soluzioni...

Data presunta del parto fine gennaio inizi febbraio, perciò da ottobre in poi vorremmo posizionarci...

Grazie infinite per l'ascolto e la generosità 
Giulietta & Jasvir
Tel/whatsup 3402749345

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sabato 3 agosto 2019

Elfi - Resoconto della "Festa della socializzazione 2019"


Ciao Paolo e ciao a tutti, anche quest'anno sono stato alla Festa della Socializzazione alla Valle degli Elfi (del 2, 3 e 4 agosto)  questa volta c'era più gente rispetto all'anno scorso. Il tema su cui si è discusso trattava l'argomento dei beni comuni. Più che discussioni si è cercato di operare attraverso un confronto esperienziale, costruendo cioè attraverso lo scambio, prima a due poi a piccoli gruppi, contenuti che avessero come sfondo il tema del bene comune. Ovviamente si è cominciato dalla presentazione di ogni partecipante con il bastone della parola che passava di mano in mano fino ad esaurire il cerchio.

Abbiamo cominciato con il confronto a due in cui ognuno parlava per cinque minuti senza interrompere l'altro, ascoltandolo e guardandolo negli occhi; poi si cambiava, chi ha ascoltato parlava e chi ha parlato ascoltava.

Da ciò sono scaturiti una serie di contenuti: (Che cos'è un bene?) Ne sono usciti molti ma su una cosa sembravamo essere d'accordo, intanto che il bene primario è l'essere vivente stesso ed il  servizio che egli svolge per se e per l'ambiente dove vive, considerando come ambiente anche le persone che ne fanno parte, senza trascurare il rapporto con la società e le istituzioni, poiché e con loro che dobbiamo confrontarci ma sopratutto essi sono i soggetti ai quali dobbiamo dimostrare che un certo modo di vivere, di  lavorare, di mangiare, di comunicare, di fare scuola, di imparare ad esistere... è molto più conveniente di quello adottato dalla maggior parte delle società occidentali. Non che abbiamo a cuore di insegnare come si vive all'umanità, ma dato che qui si parla di non arrivare alla fine del secolo se si continua di questo passo allora forse è il caso di considerare qualche alternativa...


Le risorse, tanto care all'uomo per la sopravvivenza, le abbiamo legate ai nostri desideri e trasformate in modo di appagarli: adesso che queste stanno finendo ( proprio il  29/07/2019 l'umanità ha esaurito le risorse a disposizione dell'intero anno "Earth Overshoot Day" ) dobbiamo inventarci di campare con gli alimenti di "fabbrica". Questo modo di vivere, correndo dietro a prendere quanto più possibile, ci sta togliendo il necessario; sullo sfondo di questo scenario si vedono i fantasmi della carestia di altri paesi che noi occidentali sfruttiamo... Non sarebbe più facile affermare il diritto alla vita attraverso la condivisione delle risorse disponibili? Ma perché qui da noi si buttano via tonnellate di prodotti alimentari e in certi paesi del mondo si muore di fame? c'è qualcosa che non torna...

Un'altra delle cose che si è cercato di trasmettere è il concetto di educazione, non certo quella del buongiorno, buonasera, come stai ecc. ma il rispetto dell'altro e di se stessi.

Abbiamo detto che il vero bene è L'Essere umano ed il suo servizio e perciò il rispetto, l'educazione concernono ciò che da valore all'essere: il valore è la vita stessa e la libertà senza queste "risorse" l'uomo è molto povero... La prigione fa male e la schiavitù diviene l'arma con la quale alcune "istituzioni" ci tolgono i veri valori.

Ogni persona ha diritto al nutrimento, sia fisico che spirituale ma c'è bisogno di far capire che l'interesse per ciò che serve non sta solo nel profitto, il significato di questa parola va oltre ciò che siamo abituati ad intendere, significa "essere in mezzo", partecipare, scambiare e aggiungo, inter... essere... Quando qualcuno o qualcosa ci interessa è come se un pò vorremmo essere come ciò che ci attrae.
Una delle cose importanti che si è sentita oggi è stata la consapevolezza, attraverso questi scambi abbiamo fatto si che l'attenzione al momento presente si sentisse, insieme al desiderio di condividere ciò che ognuno ha voluto dare e ricevere. E' stato detto che dona più gioia dare che ricevere, ancora di più ne dà essere uniti.

Lavorare sulle risorse ha detto qualcuno, è importante certo, il rapporto che abbiamo con le nostre risorse è la bussola che ci indica il nostro cammino.

Tutti dovremmo avere la possibilità di esprimerci liberamente, questo è un modo creativo di stare insieme e far crescere le risorse sia materiali che spirituali, e diventa senz'altro un ottimo sistema per star bene, condividere, tornare alla natura, scegliere il meglio e permettere anche agli altri di avere il meglio. La terra, l'acqua, l'aria, il sole e la libertà sono risorse che ci fanno star bene, curarle è un  dovere umano, condividerle è sacro. 


Importante sarà cercare di entrare nei meccanismi delle istituzioni senza la pretesa di sapere meglio degli altri, collaborare da dentro per modificare ciò che arreca danno e svantaggio sia economico che sociale; si deve cercare uno scambio, una "condivisione".

Grazie a tutti i partecipanti oggi sono un po' più arricchito.

Giuseppe Finamore - Rete Bioregionale Italiana



Agosto 2019: "A Treia non ci si annoia mai..." - Diario di bordo di Caterina Regazzi



... a Treia questa volta mi è presa con l'orto: ormai di erbe spontanee ce n'è sono rimaste ben poche. La fa da padrona la parietaria che ha invaso quasi tutto sacrificando le altre (malva, finocchiella,  lattuga selvatica, ecc.) cosi ho deciso che tutte le mattine, per un'oretta mi dedico a cercare di estirparla o almeno limitarla. Stamattina, fra la parietaria, ho trovato un "allevamento" di lumache. Quello è  stato sempre un problema di questo orto tanto che qualche anno fa avevamo portato qui con Paolo da Spilamberto 2 galline di un allevamento a fine carriera che qui sopravvissero  ancora un paio d'anni, ma di lumache, non sapendo cosa fossero, non avendone mai vista una, credo non ne abbiano mai mangiate. Le ho raccolte in un contenitore. Oggi pomeriggio durante la passeggiate, le libereremo in qualche posto selvatico. Insomma a Treia volendo,  non ci si annoia mai...


... a Treia non ci si annoia mai, dicevo,  se non lo si vuole. In effetti la casa è così grande e zeppa di roba, ricordi e oggetti inutili vari, che ci sarebbe sempre da riordinare, riesaminare, scegliere, buttare, tenere. E poi spolverare, pulire, togliere erbacce dall'orto sotto casa (eh, si, la parietaria, che mi fa scomparire tutte le altre piante, la considero un'erbaccia), controllare i gatti nuovi e coccolare quello che si fa prendere... 

Ricordo mia madre che tante volte, verso la fine del periodo di ferie, brontolava con mio padre, dicendo che quel periodo era stato appena sufficiente per pulire e sistemare e così se ne tornava al lavoro senza essersi veramente riposata. 

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Però l'aria che c'è qui, che mi fa dormire alla notte come un ghiro e mi fa mangiare con un gran appetito, dove la trovi? 
E quando sei in pace con te stesso e non c'è niente, neanche gli incendi in Russia, o i vari Trump e altri disgraziati, che ti turba, riesci ad apprezzare anche le cose più semplici: una panzanella fatta col tuo pane secco portato dall'Emilia e il pomodoro del contadino Giancarlo, una frittata fatta con due uova di galline di campagna e un avanzo di verdura cotta della verduraia di fiducia, leggere un libro che avevi già messo nella scatola di quelli da abbandonare, ma che ti ha chiamato dicendoti: "rileggimi ancora una volta!" e che ancora ti suscita qualche emozione, mentre altri 100 o più sono lì che aspettano di essere spolverati e sfogliati. E dopo il lavoro al mattino nell'orto, starsene una mezz'ora buona sdraiata a terra sul tappeto coperto da un grande telo di spugna a fare qualche leggero movimento per riaggiustare quelle ossa e quelle articolazioni che durante il lavoro hanno un po' sofferto. E sentire che ce ne sono alcune che non torneranno mai più come prima ma che quei movimenti comunque danno un certo giovamento. Uno yoga casalingo e personale che nessuna palestra potrebbe darmi, a me che così bene conosco il mio corpo e i miei acciacchi.

E la luce che entra dalla finestra, di sbieco, non il sole diretto che ci farebbe arrostire, ma la luce dalla finestra di lato, che mi permette di leggere, comodamente sdraiata sul divanetto finché ne ho voglia.  Il pensiero degli incontri che ci attendono, con piacere ma senza ansia e la compagnia fedele e costante di Paolo, sempre presente.

Caterina Regazzi



Articolo collegato: 

https://auser-treia.blogspot.com/2019/08/treia-agosto-2019-cenetta-romantica.html


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Mio commentino: 
"Beh, soprattutto in questi giorni a Treia è difficile annoiarsi... Il 4 agosto 2019, ad esempio, c'è la sfilata storica in costume ottocentesco per le vie del centro seguita dalla finalissima della Disfida col Bracciale nell'Arena Carlo Didimi, con al termine la premiazione del Rione vincitore e spettacolo pirotecnico notturno. Noi ci saremo!" (P. D'A.)

giovedì 1 agosto 2019

La Terra ha esaurito le risorse naturali per il 2019. "Earth Overshoot Day"


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Earth Overshoot Day, ovvero il giorno in cui l’umanità ha completamente esaurito le risorse a disposizione per l’intero anno. Per il 2019  è caduto il 29 luglio, tre giorni prima rispetto al 2018, segnando quindi un nuovo record, e quasi due mesi e mezzo dopo rispetto alla sola Italia, che dal 15 maggio ha già consumato tutto.
A dirlo è il Global Footprint Network, un’organizzazione di ricerca internazionale che monitora l’impronta ecologica dell’uomo, segnalando la data in cui il consumo delle risorse che offre la natura eccede ciò che gli ecosistemi della Terra sono in grado di riprodurre per quell’anno. Da questo giorno, gli uomini cominciano a consumare più di quello che il pianeta in grado di riformare, bruciando le risorse per il futuro.
Secondo i calcoli, quindi, il giorno di Earth Overshoot indica che l’umanità sta utilizzando le risorse della natura 1,75 volte più velocemente di quanto gli ecosistemi del nostro stesso pianeta possano rigenerare. Ciò significa verosimilmente che, in media, tutto il mondo consumerà nel 2019 le risorse di 1,75 pianeti.
Un superamento possibile perché stiamo esaurendo il nostro capitale naturale, che compromette la sicurezza delle risorse future dell’umanità. I costi di questa spesa ecologica globale stanno diventando sempre più evidenti sotto forma di deforestazione, erosione del suolo, perdita di biodiversità o accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera.
“Abbiamo solo una Terra: questo è il contesto che definisce in definitiva l’’esistenza umana. Non possiamo usare tutte le risorse senza conseguenze distruttive”, ha affermato Mathis Wackernagel, co-inventore della Ecological Footprint e fondatore della Global Footprint Network.
Overshoot Day 1970-2019
#MoveTheDate e la mappa
Una soluzione? #MoveTheDate, dicono gli esperti, ossia spostare la data dell’Earth Overshoot Day di almeno 5 giorni all’anno, il che consentirebbe all’umanità di raggiungere una sorta di compatibilità con il pianeta prima del 2050. Opportunità significative si trovano in cinque aree chiave: città, energia, cibo, popolazione e pianeta. Ad esempio, ridurre le emissioni di CO2 derivanti dalla combustione di combustibili fossili del 50% significherebbe spostare la data dell’overshoot di ben 93 giorni.
cinque opportunità
Cosa possiamo fare noi? Pochi giorni prima dell’Earth Overshoot Day, Global Footprint Network ha lanciato la versione beta della #MoveTheDate Solutions Map, grazie alla quale è possibile sostenere diverse soluzioni esistenti. Gli utenti possono connettersi tra loro sulla base della geografia e del focus di interesse, accelerando l’implementazione di nuovi progetti nel mondo reale.
La mappa delle soluzioni #MoveTheDate è stata in pratica progettata per integrare il calcolatore dell’impronta, consentendo a sua volta alle persone di calcolare la propria impronta ecologica e il proprio Earth Overshoot Day.
I consumi dell’Italia
Secondo il Global Footprint Network, l’Italia ha raggiunto il suo Overshoot Day 2019 già il 15 maggio e, secondo i calcoli, servirebbero le risorse di 4,7 paesi altrettanto grandi per soddisfarne gli sprechi. Solo il Giappone al mondo consuma di più in rapporto a quello che produce: 7,7 volte. Dopo ci sono Svizzera (4,6), Gran Bretagna (4,0) e Cina (3,8). In media, come dicevamo, tutto il mondo consumerà nel 2019 le risorse di 1,75 pianeti.
Country Overshoot Days 2019
In termini assoluti, il paese che consuma di più sono gli Stati Uniti. Se fosse l’intero il mondo a consumare come gli americani, servirebbero le risorse di 5 pianeti.
Germana Carillo