
Bernardino del Boca
“ Boca, 4-10-75: ... Ho abitato in quasi tutte le città del mondo, e gente mi ha guardato pensierosa quando, nel mio sorriso, ho nascosto ciò che vedevo, ciò che sentivo. Ieri mi ha telefonato mio fratello per offrirmi in dono un libro di Guenon, il più vuoto e mistificante paladino della mente. I seguaci di Guénon, se fanno l’esame di coscienza, non trovano che meschinità, inganno e confusione nella loro vita. Ma ho accettato il dono, perché anche nella sua voce ho percepito l’eco di voci che gridavano. Le voci che vogliono nascere, ma non ci sono levatrici per le voci....”
(Bernardino del Boca antropologo teosofo - 1919-2001- dal suo libro – “Singapore-Milano-Kano” ed. 1976 pag. 271)
“Più volte ci è stato indicato il libro “René Guénon “Le Theosophisme Histoire d’une Pseudoreligion ” come la maggiore opera intesa a demolire la Società Teosofica punto per punto”, come si compiacque di affermare il prof. E. Servadio, ma certamente nessuno dei sostenitori di questa pretesa non ha mai letto quest’opera con senso critico e cognizione dei fatti ivi narrati poiché diversamente non avrebbero osato formulare una simile affermazione.... Il libro di Guénon si smentisce da sé e fa effetto soltanto su coloro che sono del tutto digiuni della storia della S.T. e della sua letteratura...... Dalle brevi note biografiche possiamo comprendere il profilo psicologico dell’autore: egli criticava tutto quanto non si accordava con il suo punto di vista dogmatico di un imprecisato “tradizionalismo primitivo” del quale si autodefiniva un’autorità indiscutibile.... Il titolo stesso del libro “Teosofismo – storia di una pseudoreligione” sfonda porte aperte e tradisce la presunzione o l’ignoranza del suo autore oppure la ricerca letteraria del paradosso nel gioco delle parole, fidandosi dell’ignoranza dei lettori. A tutti è noto che la S.T. ha da sempre soltanto ed esclusivamente i suoi tre scopi e questi non hanno nessuna caratteristica di religione, la quale consiste invece, come lo sa ogni scolaro, “nell’insieme di riti e comandamenti che gli uomini osservano per onorare la divinità”. La S.T. o il “teosofismo”, come lo definisce Guénon, non ha nessuna di queste caratteristiche pertanto non è né religione, né pseudoreligione e ciò risulta lapalissiano a chiunque conosca il significato delle parole ed esamina la letteratura teosofica, senza preconcetti.
La Teosofia è semplicemente l’insieme degli insegnamenti fondamentali comuni a tutte le religioni, filosofie e scienze, intesa a conciliare gli antagonismi esistenti su un piano di convergenza o di comuni denominatori, per trascendere le divergenze stesse e promuovere la fratellanza tra le opposte “distinzioni”.
... Guénon accusa Blavatsky di ogni possibile irregolarità attribuitale dai suoi nemici. Ad esempio afferma che H.P. Blavatsky si è inventata i termini come “Mahatma, “Fohat” ecc. usati nella letteratura teosofica che R. Guénon menziona:” ...non basta dire che questi Mahatma non sono mai esistiti che nella immaginazione di M.me Blavatsky e dei suoi associati...d’altro canto la parola stessa “Mahatma” non ha mai (!) avuto in sanscrito il significato che H.P.B. attribuisce poichè questa parola indica in realtà (?) un principio metafisico (!) e non si può applicare agli esseri umani....”
Da ciò risulta evidente che R. Guénon non ha mai sentito parlare di Gandhi, noto anche all’uomo della strada come “Mahatma”, termine sanscrito “Maha+atman” “anima grande” o “magnanimo” che troviamo in ogni dizionario.
Tra le più subdole accuse nei confronti di H.P. Blavatsky vi è l’affermazione di R. Guénon che la S.T. “è soprattutto uno strumento al servizio dell’imperialismo britannico.... testimoni di ogni fede (!) ci hanno assicurato che H.P. Blavatsky durante il suo soggiorno in India riceveva dal governo inglese una sovvenzione annuale assai cospicua...” La sua accusa infamante la basa soltanto su anonimi “testimoni” che l’hanno assicurato di un tanto, senza alcuna ombra di prova. Troviamo invece nel diario del col. H.S. Olcott, confermato anche da altre fonti, quanto segue: “L’unico inconveniente al nostro piacere di essere in India era la presenza della polizia e dei suoi servi i quali sorvegliavano i nostri movimenti, intercettavano le nostre lettere, leggevano i nostri telegrammi e cifacevano sentire come se fossimo incappati per errore nella terza sezione della polizia segreta russa....” Altro che laute sovvenzioni dal governo britannico!
R. Guénon si trova in contrasto con sé stesso nel voler denigrare H.P. Blavatsky ad ogni costo. Qui insinua che fu al servizio del governo britannico, d’altro canto accetta come valido il Rapporto di R. Hodgson nel quale H.P. Blavatsky è accusata di spionaggio a favore della Russia! Quale delle due versioni è logica? Del resto analoghe accuse R. Guénon rivolge anche ad Annie Besant che considerava un agente britannico...R. Guénon naturalmente ignora il fatto che il Congresso Nazionale Panindiano che portò l’India all’indipendenza è stato promosso da un teosofo (O. Hume) magistrato a famoso naturalista nel 1885 e definito il “Padre del Congresso”. A sua volta Annie Besant fu eletta presidente dello stesso Congresso Nazionale Panindiano e, prima di Gandhi, nel 1916 e nel 1917, fu internata dal Governo britannico per la sua attività a favore dell’indipendenza dell’India. S. Radhakrishnan, Presidente dell’India, ebbe a scrivere: “Nel tempo in cui ogni genere di disastri politici e rovesci economici mettevano in dubbio i valori e la validità della nostra cultura, quando ogni cosa intorno a noi e la secolare educazione sembravano screditare la cultura indiana che ci portò a tale situazione, il Movimento Teosofico rese un grande servigio rivendicandone i valori ideali....L’influenza può essere conscia o inconscia, ma l’influenza del Movimento Teosofico in generale sulla società indiana è incalcolabile”.
Questa testimonianza vale più di tutte le subdole insinuazioni di pigmei..... L’omaggio del Mahatma Gandhi per la morte di Annie Besant nel 1933: “Finchè esisterà l’India vivrà pure la memoria dei suoi magnifici servigi resi all’India. Essa si è affezionata all’India facendola sua patria di adozione e dedicandovisi totalmente...”Krishnamurti quando seppe della sua morte disse cinque parole che dicono tutto “Per me era una madre”!
Di fronte a tali e tante testimonianze vediamo che le critiche mosse da R. Guénon sono veramente meschine perché cerca di ingigantire le carenze vere o supposte altrui allo scopo di screditare persone e istituzioni ed attribuirsi una competenza ed autorità inesistenti.
Più volte René Guénon insinua che i Mahatma teosofici non sono mai esistiti salvo che nella fantasia di H.P. Blavatsky, ma non prende neppure in considerazione il fatto che la credenza nei Mahatma, Maestri o Rishi è tradizionale in India e che vi furono molte persone veramente degne di fede, anche fuori della cerchia della S.T., che li incontrarono e riconobbero dalle descrizioni contenute nella letteratura teosofica. Basterebbe citare la testimonianza di Aurobindo, di Ramana Maharshi. di Ramakrishna, ecc. Ma se questi Mahatma esistono veramente, come infatti esistono e che la Società Teosofica è stata promossa da Loro, ciò ha un’immensa portata che ogni persona benpensante dovrebbe tenere presente.
In questi articoli su “René Guénon la Società Teosofica e la Teosofia” abbiamo presentato un breve riassunto dei principali punti della sua opera “Theosophisme, histoire d’une Pseudoreligion” che, secondo il prof. Servadio, doveva “demolire la S.T. punto per punto”, ma che in realtà, non ha fatto che esibire la pochezza del suo autore.
(Da “René Guenon, la S.T e la Teosofia” di Edoardo Bratina – Segretario Nazionle STI dal 1971 al 1995 - Rivista STI maggio-settembre 1982) -

René Guénon




