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mercoledì 19 ottobre 2016

No alle bombe nucleari USA in Italia – Appello da firmare individualmente


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Sono in fase di sviluppo negli Stati Uniti – documenta la U.S. Air Force – le bombe nucleari B61-12, destinate a sostituire le attuali B61 installate dagli Usa in Italia e altri paesi europei.
La B61-12 – documenta la Federazione degli scienziati americani (Fas) – non è solo una versione ammodernata della B61, ma una nuo-va arma nucleare: ha una testata nucleare a quattro opzioni di potenza selezionabili, con una potenza media pari a quella di quattro bombe di Hiroshima; un sistema di guida che permette di sganciarla a distanza dall’obiettivo; la capacità di penetrare nel terreno per distruggere i bunker dei centri di comando in un attacco nucleare di sorpresa.
Le B61-12, che gli Usa si preparano a installare in Italia, sono armi che abbassano la soglia nucleare, ossia rendono più probabile il lancio di un attacco nucleare dal nostro paese e lo espongono quindi a una rappresaglia nucleare.
Secondo le stime della Fas, gli Usa mantengono oggi 70 bombe nucle-ari B61 in Italia (50 ad Aviano e 20 a Ghedi-Torre), 50 in Turchia, 20 rispettivamente in Germania, Belgio e Olanda, per un totale di 180. Nessuno sa però con esattezza quante effettivamente siano le B-61, destinate ad essere sostituite dalle B61-12.
Foto satellitari – pubblicate dalla Fas – mostrano che, per l’installazione delle B61-12, sono già state effettuate modifiche nelle basi di Aviano e Ghedi-Torre.
L’Italia, che fa parte del Gruppo di pianificazione nucleare della Nato, mette a disposizione non solo il suo territorio per l’installazione di armi nucleari, ma – dimostra la Fas – anche piloti che vengono adde-strati all’attacco nucleare con cacciabombardieri italiani sotto coman-do Usa.
L’Italia viola in tal modo il Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari, firmato nel 1969 e ratificato nel 1975, che all’Art. 2 stabili-sce: «Ciascuno degli Stati militarmente non nucleari, che sia Parte del Trattato, si impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, né il controllo su tali armi e congegni e-splosivi, direttamente o indirettamente».
Chiediamo che l’Italia cessi di violare il Trattato di non-proliferazione e, attenendosi a quanto esso stabilisce, chieda agli Stati uniti di rimuo-vere immediatamente qualsiasi arma nucleare dal territorio italiano e rinunciare a installarvi le nuove bombe B61-12 e altre armi nucleari.
Liberare il nostro territorio nazionale dalle armi nucleari, che non ser-vono alla nostra sicurezza ma ci espongono a rischi crescenti, è il mo-do concreto attraverso cui possiamo contribuire a disinnescare l’escalation nucleare e a realizzare la completa eliminazione delle armi nucleari che minacciano la sopravvivenza dell’umanità.
BOZZA DI MOZIONE DA PROPORRE AI PARLAMENTARI E AI RAPPRESENTANTI IN ENTI LOCALI
CONSIDERATO che – secondo i dati forniti dalla Federazione degli Scienziati Americani (FAS) – gli Usa mantengono oggi 70 bombe nucleari B61 in Italia (50 ad Aviano e 20 a Ghedi-Torre), 50 in Tur-chia, 20 rispettivamente in Germania, Belgio e Olanda, per un totale di 180.
CONSIDERATO che – come documenta la stessa U.S. Air Force – sono in fase di sviluppo negli Stati Uniti le bombe nucleari B61-12, destinate a sostituire le attuali B61 installate dagli Usa in Europa.
CONSIDERATO che – come documenta la FAS – la B61-12 non è solo una versione ammodernata della B61, ma una nuova arma nucle-are, con un sistema di guida che permette di sganciarla a distanza dall’obiettivo, con una testata nucleare a quattro opzioni di potenza se-lezionabili, con capacità di penetrare nel terreno per distruggere i bun-ker dei centri di comando in un attacco nucleare di sorpresa.
CONSIDERATO che foto satellitari, pubblicate dalla FAS, mostrano le modifiche già effettuate nelle basi di Aviano e Ghedi-Torre per in-stallarvi le B61-12.
CONSIDERATO che l’Italia mette a disposizione non solo il suo ter-ritorio per l’installazione di armi nucleari, ma anche piloti che – dimo-stra la FAS – vengono addestrati all’uso di armi nucleari con aerei ita-liani.
CONSIDERATO che l’Italia viola in tal modo il Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari, firmato nel 1969 e ratificato nel 1975, il quale all’Art. 2 stabilisce: «Ciascuno degli Stati militarmente non nucleari, che sia Parte del Trattato, si impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, né il con-trollo su tali armi e congegni esplosivi, direttamente o indirettamen-te».
I PROPONENTI CHIEDONO al Governo di rispettare il Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari e, attenendosi a quanto esso stabilisce, far sì che gli Stati Uniti rimuovano immediatamente qualsiasi arma nucleare dal territorio italiano e rinuncino a installarvi le nuove bombe B61-12 e altre armi nucleari.
Comitato promotore della campagna #NO GUERRA #NO NATO
Italia
Le adesioni individuali all’Appello possono essere inviate via mail a noguerranonato-owner@autistici.org indicando nome, cognome e comune di residenza (o il Cap). Quest’ultima indicazione è partico-larmente importante per essere informati su eventuali iniziative locali sul tema dell’Appello.

martedì 18 ottobre 2016

Trento, 4 novembre 2016: basta guerre sì alla difesa civile


Risultati immagini per Trento, 4 novembre 2016: non festa, ma lutto... basta guerre sì alla difesa civile

A Trento gli "Stati generali della Difesa civile non armata e nonviolenta"

Il Movimento Nonviolento, PeaceLink, il Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo e l'Associazione Antimafie Rita Atria lanciano per il 4 novembre l'iniziativa "Ogni vittima ha il volto di Abele", affinche' in ogni citta' si svolgano commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre.
Ogni vittima ha il volto di Abele

Proponiamo che il 4 novembre si realizzino in tutte le citta' d'Italia commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre, commemorazioni che siano anche solenne impegno contro tutte le guerre e le violenze. Affinche' il 4 novembre, anniversario della fine dell'"inutile strage" della prima guerra mondiale, cessi di essere il giorno in cui i poteri assassini irridono gli assassinati, e diventi invece il giorno in cui nel ricordo degli esseri umani defunti vittime delle guerre gli esseri umani viventi esprimono, rinnovano, inverano l'impegno affinche' non ci siano mai piu' guerre, mai piu' uccisioni, mai piu' persecuzioni.

Oltre cento anni dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, mentre e' tragicamente in corso la "terza guerra mondiale a pezzi", e' ora di dire basta.
Per questo sosteniamo la campagna "Un'altra difesa e' possibile" che ha depositato in Parlamento la proposta di legge di iniziativa popolare per l'istituzione e il finanziamento del Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta.

Obiettivo della campagna e' quello di organizzare la difesa civile, non armata e nonviolenta - ossia la difesa della Costituzione e dei diritti civili e sociali che in essa sono affermati; la preparazione di mezzi e strumenti non armati di intervento nelle controversie internazionali; la difesa dell'integrita' della vita, dei beni e dell'ambiente dai danni che derivano dalle calamita' naturali, dal consumo di territorio e dalla cattiva gestione dei beni comuni - anziche' finanziare cacciabombardieri, sommergibili, portaerei e missioni di guerra, che lasciano il Paese indifeso dalle vere minacce che lo colpiscono e lo rendono invece minaccioso agli occhi del mondo. La Campagna vuole aprire un confronto pubblico per ridefinire i concetti di difesa, sicurezza, minaccia, dando centralita' alla Costituzione che "ripudia la guerra" (art. 11), afferma la difesa dei diritti di cittadinanza ed affida ad ogni cittadino il "sacro dovere della difesa della patria" (art. 52).

Il 4 e 5 novembre 2016 a Trento i promotori della campagna "Un'altra difesa e' possibile" e il Forum Trentino per la Pace e i diritti umani hanno convocato gli "Stati generali della Difesa civile non armata e nonviolenta", un primo passo per coordinare e creare un confronto tra i diversi soggetti che gia' ora agiscono nel settore della difesa civile: le istituzioni preposte alla Difesa, alla Protezione civile, al Servizio Civile Nazionale, la ricerca sulla risoluzione nonviolenta dei conflitti, il Terzo Settore e le organizzazioni non governative che lavorano per la pace e il disarmo.

Tutti coloro che non potranno essere con noi fisicamente a Trento, si uniscano idealmente in una sorta di staffetta civile tra commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre, ribadendo che il 4 novembre e' giorno di lutto e non di festa per la partecipazione all'inutile strage della prima guerra mondiale. Ovunque sia possibile, in ogni piazza d'Italia. Queste iniziative di commemorazione e di impegno morale e civile devono essere rigorosamente nonviolente. Non devono dar adito ad equivoci o confusioni di sorta; non devono essere in alcun modo ambigue o subalterne; non devono prestare il fianco a fraintendimenti o mistificazioni. Queste iniziative di addolorato omaggio alle vittime della guerra e di azione concreta per promuovere la pace e difendere le vite, devono essere rigorosamente nonviolente. Occorre quindi che si svolgano in orari distanti e assolutamente distinti dalle ipocrite celebrazioni dei poteri armati, quei poteri che quelle vittime fecero morire. Ed occorre che si svolgano nel modo piu' austero, severo, solenne: depositando omaggi floreali dinanzi alle lapidi ed ai sacelli delle vittime delle guerre, ed osservando in quel frangente un rigoroso silenzio. Ovviamente prima e dopo e' possibile ed opportuno effettuare letture e proporre meditazioni adeguate, argomentando ampiamente e rigorosamente perche' le persone amiche della nonviolenza rendono omaggio alle vittime della guerra e perche' convocano ogni persona di retto sentire e di volonta' buona all'impegno contro tutte le guerre, e come questo impegno morale e civile possa concretamente limpidamente darsi. Dimostrando che solo opponendosi a tutte le guerre si onora la memoria delle persone che dalle guerre sono state uccise. Affermando il diritto e il dovere di ogni essere umano e la cogente obbligazione di ogni ordinamento giuridico democratico di adoperarsi per salvare le vite, rispettare la dignita' e difendere i diritti di tutti gli esseri umani.

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Per informazioni sulla campagna "Un'altra difesa e' possibile" vai al sito 

domenica 16 ottobre 2016

Il cervello anarchico di Enzo Soresi - Recensione




Sin dalle prime pagine, "Il Cervello Anarchico"  di Enzo Soresi,  risulta estremamente attrattivo, nonostante sia scritto da un medico chirurgo, specialista in anatomia patologica, malattie dell’apparato respiratorio e oncologia clinica. Il nostro cervello, infatti, soggetto del testo –che non voglio chiamare saggio- è molto intrigante e, soprattutto, è ciò che guida il corpo e persino l’anima. Anzi, la dicotomia anima-corpo non esiste, noi siamo un corpo con un mondo dentro, che risponde in modo diverso dagli altri agli stimoli. 

Gli esseri umani, dunque, non hanno istinti perché non rispondono in un modo fisso agli stimoli. Antifonte affermava già nel V sec. a.C. che è la mente che dirige il corpo verso la salute o verso la malattia, ma anche nei proverbi della saggezza popolare si recita che “la testa è il capo della bestia”. 

Così il cervello umano è un universo magnifico che fa sì che ci ammaliamo o che non ci ammaliamo, che possiamo guarire o no, ma anche che la civiltà sia andata così avanti, mentre l’emozione e il sentimento sono indispensabili per la razionalità e le coccole ci tengono lontani dalle malattie… 

Una frase di Fritz Zorn, sulla quale poi argomenta l’autore, mi ha molto colpita: “Io credo che il cancro sia una malattia psichica dovuta al fatto che l’individuo che ingoia tutta la sua sofferenza, dopo un certo tempo viene a sua volta ingoiato dal dolore che è dentro di lui”. Ho scoperto anche, tra queste pagine tanto interessanti, che, nella medicina cinese, il medico veniva pagato fino a quando il paziente rimaneva sano… 

Soresi è un grande scienziato e uomo, ha lottato per salvare i suoi pazienti dai danni del fumo e dal tumore che ne deriva. Non ha pregiudizi contro le medicine alternative e persino nei confronti degli sciamani, perché la medicina non è scienza e la scienza su cui si fonda, la biologia, è assai recente. 

Lo stress, di cui si parla tanto nella nostra società, causa dal 60 al 90% di tutte le visite mediche. Dunque, bisogna capirlo e ridurlo, ad esempio, con la musica, che agisce direttamente sul cervello riducendo gli ormoni aumentati dallo stress, o con l’arte moderna che, liberata dai canoni estetici, è in grado di rappresentare le emozioni. Nella vecchiaia, poi, l’autore suggerisce di camminare almeno 40 minuti al giorno per mantenere un buon allenamento muscolare, andare a mostre, sentire musica, cambiare percorso, per stimolare l’apparato cognitivo e la memoria. 

È un libro fantastico che tutti dovrebbero leggere (anche più volte) per conoscere meglio se stessi e stare in salute o migliorare la propria condizione. Nonostante dispensi parecchie informazioni, sa tenere legati fino all’ultima pagina con vari casi interessanti. 

Ad esempio, lo psichiatra, fumatore, che aveva sognato la data precisa della sua morte o lo sciamano che ha guarito un bambino che la medicina non poteva più salvare. 

Renata Rusca Zargar


(Fonte: BIBLIOTECA LIBROMONDO)

In pensione? Ecco l'APE Social...


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Sull’argomento pensioni e false micro-riforme sono intervenuto varie volte per disilludere tutti coloro che riponevano una qualsiasi residua fiducia in interventi politico governativi in senso correttivo e perequativo della famigerata riforma Fornero-Monti, a partire dalle prime ed apprezzabili proposte del presidente INPS Boeri subito stoppate politicamente perché troppo serie e strutturali rispetto al cazzeggio imperante e confondente della politica mediatica. Per cui non mi ripeto ma mi soffermo solo sulle ultime news che confermano la mia totale sfiducia in questa casta politica, che ha rivelato per l’ennesima volta, semmai ce ne fosse stato bisogno, la loro inaffidabilità.

In pratica i nostri politicanti si sono lasciati dopo gli incontri coi sindacati con determinate condizioni concordate, tra cui i 20 anni contributivi per accedere all’APE. Poi appena i sindacati sono usciti, si scopre che la condizione prevista dal governo è transitata a 30 anni contributivi. Un’inezia. Cosa volete che sia una variazione di cosi scarso cabotaggio, una decina di anni di contribuzione, un’inezia, soprattutto in considerazione del fatto che negli ultimi quindici anni il lavoro atipico o precario è esploso in modo esponenziale e coloro che hanno potuto disporre di versamenti contributivi previdenziali integrali sono esclusivamente i lavoratori dipendenti e statali (peraltro molti di questi ultimi solo in maniera nominale, essendo gli enti pubblici i maggiori evasori previdenziali e quindi debitori nei confronti dell’INPS, ma questo i media spesso dimenticano di riferirlo). 

 Tutti gli altri, milioni e milioni di lavoratori, negli ultimi anni hanno svolto lavori di collaborazione con le molteplici modalità contrattuali (soprattutto lavori temporanei ed occasionali, che non prevedono versamenti contributivi se non si supera un certo tetto reddituale), i cui contributi sono finiti nella gestione separata dell’INPS, che non concorrono a determinare l’accumulo delle annualità previdenziali, per cui moltissimi lavoratori cosiddetti autonomi (che autonomi non sono affatto) non arrivano ai 30 anni di contributi effettivi per poter accedere all’APE agevolata, quella denominata mediaticamente Social, l’unica conveniente, perché quella volontaria è da usurai.

Siete forse sorpresi da tanta spregiudicatezza politica? Pensate che sia solo un caso? Che non ci sia premeditazione? Pensate che adesso i sindacati si infurieranno e faranno fuoco e fiamme? Gli stessi che quanto ci fu la riforma Fornero che spostò in avanti mediamente di sei anni l’età della pensione non mossero un dito? Mentre quasi contemporaneamente nella vicina Francia per una riforma che prevedeva il posticipo pensionistico di soli due anni fecero scendere in strada milioni di persone infuriate facendo fare al governo marcia indietro?

Forse il governo sta giocando e prevede di rinegoziare al ribasso tale condizione, portandola ad esempio a 25 anni contributivi, ma probabilmente aggiungerebbe la condizione che il candidato alla pensione non sia sovrappeso, perché in tal caso sarebbe indicativo di uno stato di benessere tale da non giustificare l’anticipazione pensionistica, per cui prima occorrerebbe una visita ispettiva presso le sedi di medicina legale delle ASL, oppure come per la Social Card potrebbero richiedere un ISEE talmente riduttivo che per poterne disporre devi praticamente essere privo di tutto e vivere in auto o in qualche garage fornito in comodato d’uso gratuito.

E se pensate che le mie siano solo battute da copione cabarettistico, allora riponete ancora troppa fiducia nelle istituzioni parassitarie italiche, le quali come obiettivo hanno solo la rielezione dei propri rappresentanti, ripeto i propri e non i vostri, e quindi ciò che fanno, o meglio ciò che simulano di fare, ha il solo scopo di ingannare il pubblico guadagnando consensi effimeri e temporanei, quanto basta per ottenere un determinato esito referendario o elettorale.
Volete ancora farvi comprare per un piatto di lenticchie? Per 80 euro di bonus sulle tasse, manco per tutti?

Finché lo farete i parassiti che ci governano potranno continuare a fare i cabarettisti sulla vostra pelle. Quando tirerete fuori gli attributi, se non sono già atrofizzati, forse inizieranno a prendervi sul serio e a temervi, ma finché rimarrete testimoni passivi come il pubblico televisivo che si abbevera a palinsesti demenziali, continueranno a fare i loro interessi e a prendervi in giro come meritate.

Concludo rammentandovi, nel caso i media cui vi abbeverate non ve l’abbiano riferito, che a crescere in modo esponenziale oltre ai lavoratori precari ed i poveri è stata anche la spesa pubblica, soprattutto dopo l’accoppiata Monti-Fornero, nonostante l’austerità, per Voi non per loro, perché aumentando le entrate fiscali aumenta in proporzione anche la spesa pubblica, che non va mai a beneficio di chi ne avrebbe bisogno (sanità, assistenza sociale, previdenza, ecc., altrimenti non ci sarebbero queste pantomime sull’APE Social) ma va sempre a beneficio di qualche lobby, clientela, consorteria, conventicola, ecc.. Non lo sapevate?

Claudio Martinotti Doria - claudio@gc-colibri.com

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sabato 15 ottobre 2016

Theophrastus Borubastus Von Hohenheim, dixit...


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Duemila anni dopo Platone, Theophrastus Borubastus Von Hohenheim, detto Paracelso (1493-1541), medico e filosofo svizzero, perseguitato e costretto dai colleghi medici a rifugiarsi in Germania, dove diventò il massimo esponente del naturalismo tedesco, si espresse come segue:

Voi medici avete completamente disertato il cammino indicato dalla natura.
Avete costruito un sistema artificiale che non serve a nulla se non a ingannare la gente e depredare il portafoglio del malato.
La vostra arte non consiste nel curare il paziente ma nel circuire in modo viscido il ricco, truffare il povero e avere accesso alle cucine del nobile paese.
Vivete con l’impostura, l’aiuto e la complicità della professione legale, che vi permette di proseguire le vostre ruberie, eludendo così la punizione delle leggi.
Avvelenate la gente e ne rovinate la salute.
Avete giurato di usare diligenza nella vostra arte, ma come potreste mai fare questo?
Non possedete infatti altra arte ed altra scienza se non quella dell’inganno e della truffa.
Mi denunciate perché non seguo la vostra scuola, quando essa non può insegnarmi nulla che valga la pena di sapere.
Appartenete alla tribù dei serpenti, e da voi non mi aspetto altro che veleno.
Non avete rispetto per il malato.
Come potrei aspettarmi che abbiate rispetto per me, che metto a repentaglio i vostri salari, mostrando alla gente le vostre pretese e la vostra ignoranza?
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Se ognuno sapesse quel che fanno i medici gli cederebbe volentieri metà dei propri averi, a patto che non si accostassero mai troppo. (Lev Tolstoj)

RICORDATI CHE VIVI IN UN MONDO PROGRAMMATO PER FARTI AMMALARE.
SE VUOI STARE SANO E FELICE DEVI DIVENTARE UN PENSATORE AUTONOMO.
(Alan Goldhamer)

SU UN PAPIRO EGIZIANO DEL 3800 A.C. C’E’ SCRITTO:
1/4 DI CIO’ CHE MANGIAMO CI SERVE PER VIVERE,
GLI ALTRI 3/4 SERVE A FAR VIVERE I MEDICI

LE MALATTIE AUMENTANO
ALL’AUMENTO DEI MEDICI IN UN DATO PAESE

SE SI BUTTASSERO TUTTI I FARMACI AL MARE SAREBBE MOLTO MEGLIO PER L’UMANITA’
E MOLTO PEGGIO PER I PESCI ( Dr. Oliver Wendell Holmes,
1809-1894, celebre professore di anatomia e fisiologia ad Harvard, nonché fondatore della  Supreme Court of Justiceamericana).

venerdì 14 ottobre 2016

Cambiare i politicanti non serve, occorre cambiare lo stato delle cose....


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Scendere in piazza o in strada sarà prima o poi inevitabile anche per l’Italia, in tanti infatti si domandano perché non avviene, perché la popolazione italiana fosse così indolente e ignava e ritardasse a reagire.

Coloro che ora indirizzano la  protesta solo su internet, principalmente su facebook. hanno motivazioni estremamente eterogenee ed anche contraddittorie, ma è normale che sia così, perché è un moto spontaneo che si è più o meno blandamente coordinato tramite la rete, e vi sono e vi saranno infiltrati, manipolazioni fuorvianti, mistificazioni, strumentalizzazioni, ecc., solita prassi sia mediatica che politica ed istituzionale per cercare di denigrare e far perdere consenso all’iniziativa.
Almeno finché non diverrà massa critica (e la percentuale varia da paese a paese in base alla cultura, sensibilità ed altre variabili) ed allora inizierà a preoccupare veramente i parassiti che sono radicati nelle istituzioni, come i signori feudali nel medioevo che si riparavano nei loro castelli.
Non è infatti escludibile l’ipotesi che anche per i Movimenti spontanei di protesta, come per altri che lo hanno preceduto in altri paesi dove è esplosa la protesta, possa avvenire una sorta di “effetto farfalla” secondo le teorie del caos esposte dal matematico E. Lorenz negli anni 60. In tal caso in modo anche repentino ed imprevedibile come tempistica, il contagio della protesta potrebbe espandersi ed intensificarsi in modo esponenziale ed ottenere risultati imprevedibili.
Come spesso accade in questi frangenti e contesti, come per i commenti alle partite di calcio in cui tutti si sentono qualificati ad esprimere giudizi, è una gara a criticare e trovare incongruenze e difetti al Movimento, forse una delle attività autolesionistiche più diffuse tra gli italiani, trovare i difetti altrui ed auto-assolvere i propri.
Il problema vero è che quasi nessuno ha ancora veramente capito che la causa del problema di cui tanti sono vittime è lo Stato stesso, non sono solo i politici divenuti parassiti, ai quali ancora in troppi ipocritamente si rivolgono per avere soluzione ai loro problemi (che è una contraddizione in termini), la soluzione semmai deriverebbe dall’alleggerimento dello Stato e da un maggiore decentramento dei poteri, in tal caso disporremmo di maggiore libertà sociale, commerciale ed imprenditoriale, in quanto saremmo meno vessati dall’apparato burocratico e dal parassitismo partitocratico.
Quindi non si dovrebbe protestare solo per cambiare la classe politica mantenendo lo Stato nelle stesse condizioni ma si dovrebbe riformare lo Stato stesso per alleggerirlo drasticamente e per aumentare le autonomie locali tornando ad un concetto di comunità locale come all’epoca dei liberi comuni medievali (la civiltà del Rinascimento è sorta grazie ai liberi comuni e città stato), perché se le risorse vengono responsabilmente gestite a livello locale sotto stretto controllo sociale, il parassitismo, che finora ha prosperato sulla stratificazione gerarchica e l’accentramento, verrebbe stroncato, non ci potrebbero essere 1,2 milioni di italiani che vivono (prosperando) di politica senza mai aver lavorato in vita loro.

Quindi  sarebbe più corretto sostenere il Movimento di protesta  anche orientandolo nella giusta direzione, affinché possa centrare il nucleo del problema e non aspetti periferici e secondari che non apporterebbero alcun vero cambiamento al sistema.
Ed il nucleo del problema è che finché si pagano troppe tasse e queste oltretutto vanno a Roma,per soddisfare le esigenze partitocratiche, non si risolverà mai nulla. Meno tasse e quindi rivolta fiscale (non limitandosi a lamentarsi, ma assumendosi responsabilità e rischi) e soprattutto tasse che rimangano prevalentemente a livello locale.

Questa è l’unica riforma che potrebbe salvare questo paese, perché il parassitismo prospera gestendo il denaro pubblico, il resto è fuffa, nel senso che l’unico risultato che si otterrebbe è di sostituire gli attuali parassiti con altri, che se non lo sono lo diventeranno.

Cav. Dott. Claudio S. Martinotti Doria 

giovedì 13 ottobre 2016

Calcata e Mazzano nel Parco Valle del Treja – Uscita di un nuovo numero della rivista


Informazioni di servizio e iniziative della Valle del Treja.
In questo numero della Rivista si parla della partecipazione del Parco al campo di volontariato del Servizio Civile Internazionale Italia a cui hanno aderito dieci ragazzi provenienti da tutto il mondo.
Particolare attenzione all’uscita della nuova guida del Parco, uno strumento tascabile e bello da vedere, per conoscere ed apprezzare il nostro territorio.
Una scheda spiega in cosa consiste il monitoraggio del cervo volante, grande coleottero xilofago saprofita (si nutre di legno in decomposizione), indicatore di salute dei boschi, che si sta svolgendo nei Parchi del Lazio.
Infine un accenno alle visite guidate previste fino ai primi di dicembre e un richiamo per l’esecuzione di tagli boschivi all’interno del Parco. Un promemoria spiega in maniera sintetica a chi fosse interessato come fare per richiedere il nulla osta.
Il giornale, che è a distribuzione gratuita, è anche scaricabile dal sito del Parco. Si può trovare presso gli uffici dell’Ente, nelle sedi comunali, presso la biblioteca comunale di Mazzano Romano e in vari esercizi commerciali di Mazzano e Calcata.