Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

giovedì 21 febbraio 2013

Ernst von Freybergm nuovo presidente dello IOR, non piace ai preti pacifisti



“Ci ha stupito e ci rammarica la decisione di affidare la nuova presidenza 
dello IOR all’avvocato Ernst von Freyberg, presidente della Voss 
Schiffswerft und Maschinenfabrik una società di Amburgo attiva nella 
cantieristica navale civile e militare”. Lo affermano p. Efrem Tresoldi 
(direttore di Nigrizia), p. Mario Menin (direttore di Missione Oggi) e p. 
Alex Zanotelli (direttore di Mosaico di pace), le tre riviste promotrici 

della Campagna di pressione alle “banche armate” che dal 2000 svolge un 
attento monitoraggio delle operazioni di finanziamento e di sostegno al 
commercio di armamenti da parte degli istituti di credito.

“La scelta di nominare al vertice dell’Istituto per le Opere di Religione 
(IOR) il presidente di un’azienda produttrice di navi anche militari, ci 
appare lontana da quanto affermato da Benedetto XVI nel suo primo 
messaggio per la Giornata mondiale della pace (1 gennaio 2006) in cui 
evidenziava «con rammarico i dati di un aumento preoccupante delle spese 
militari e del sempre prospero commercio delle armi, mentre ristagna nella 
palude di una quasi generale indifferenza il processo politico e giuridico 
messo in atto dalla Comunità Internazionale per rinsaldare il cammino del 
disarmo»” – notano i direttori delle tre riviste.

“La nomina, dopo diversi mesi, del nuovo presidente dello IOR in un 
momento come questo nel quale papa Benedetto XVI ha pubblicamente 
annunciato la sua rinuncia al ministero petrino, ci appare come una 
pesante ipoteca per il suo successore: anche la conferma, in questo 
delicato momento, dell’incarico agli altri quattro membri del Consiglio di 
Sovrintendenza dello IOR, ci sembra inopportuna per favorire quel 
rinnovamento dell’Istituto per le Opere di Religione tanto auspicato da 
ampi settori del mondo cattolico e non solo”.

“Ci auguriamo inoltre che la Santa Sede decida di interrompere ogni legame 
con la Deutsche Bank Italia, l’istituto bancario che fino al recente 
blocco da parte della Banca d'Italia ha gestito il sistema bancomat 
all'interno del Vaticano. La Deutsche Bank, infatti, è l'istituto di 
credito che più di ogni altro ha offerto servizi alle industrie militari 
italiane per esportazioni di armamenti incassandone cospicui compensi di 
intermediazione: solo nell’ultimo quinquennio queste operazioni ammontano 
ad oltre 3 miliardi di euro che fanno di Deutsche Bank la banca più armata 
d’Italia. E va segnalato che, a differenza di tutte le banche italiane e 
di gran parte di quelle estere operative nel settore militare, Deutsche 
Bank non ha mai definito una direttiva rigorosa e trasparente riguardo ai 
servizi finanziari che offre alle industrie militari e alle esportazioni 
di armamenti”.

“Sentiamo oggi più che mai attuale, nel suo cinquantesimo anniversario, l’Enciclica 
Pacem in terris (11 aprile 1963) in cui papa Giovanni XXIII affermava che 
«giustizia, saggezza e umanità domandano che venga arrestata la corsa agli 
armamenti»” – conclude la nota dei tre direttori.

p. Efrem Tresoldi (Direttore di Nigrizia)
p. Mario Menin (Direttore di Missione Oggi)
p. Alex Zanotelli (Direttore di Mosaico di pace)

mercoledì 20 febbraio 2013

Frascati, 22 febbraio 2013 - Mercatino contadino dei Castelli Romani



Cari amici, una bella novità:
Venerdì 22 febbraio Inaugurazione  a FRASCATI in via di Grotte Portella, 12 (area bar Dolce Amaro e asilo Checco Draghetto, zona Tor vergata)
del Mercato Contadino dei Castelli Romani con il patrocinio della Provincia di Roma, Coltivendo, il Parco dei Castelli Romani e dell'Orto Botanico Università di Tor Vergata - dove sarà possibile acquistare prodotti freschi e di qualità a km0: pane fragrante di Lariano e di Veroli, frutta e verdura appena raccolte, carni genuine di Artena, mozzarelle di bufala, formaggi di capra (anche la famosa Marzolina presidio Slow Food) di pecora, mucca (freschi e stagionati), miele, cioccolata dei trappisti, marmellate, olio extra vergine della campagna romana e della Sabina, vino, fiori e piante e...saponi artigianali!  

Alle ore 12 degustazione di crema di ceci azienda Di Pietro Antica Macina di Capena, vino igt San Nilo az. Biologica Capodarco di Grottaferrata, verrà donata la pasta madre e una borsa di tela per ricordarci di non sprecare la plastica.

Si svolgerà tutti i venerdì e per diffondere il più possibile la novità, inizialmente dalle ore 8 fino alle 17,30.

Mercato contadino dei castelli romani Coltivendo
Buon Cibo!



Ass.Consorzio APS km.0

martedì 19 febbraio 2013

La nuova stagione di Accademia Kronos


Collage di Vincenzo Toccaceli

Accademia Kronos sta per aprire una nuova stagione, quella del controllo ambientale diretto sul territorio, in particolare nelle aree verdi, lungo i fiumi e le coste, con una particolare attenzione verso la tutela degli animali. Sono già molte le organizzazioni indipendenti che operano in questo settore che hanno chiesto d'entrare in AK. Si prevede che entro la fine dell'anno affluiranno da tutt'Italia almeno un migliaio di guardie giurate ambientali. In tutto questo è necessario compensare l'ingresso di queste nuove energie operative con il numero di soci regolari di AK.

Pertanto dal recente Direttivo di Accademia Kronos ( sabato 16 febbraio a Roma ) si è deciso di aumentare il numero dei nostri associati attraverso una campagna nuova, quella di chiedere a tutti i nostri sostenitori e soci di offrire ad amici e parenti la possibilità di entrare nell'associazione a titolo gratuito.
Allo scopo si è realizzata una scheda ( allegata ) dove ogni socio e amico di AK può segnalare il nuovo iscritto. Si chiede solo, al fine di limitare gli oneri postali che AK dovrebbe sostenere nella spedizione della tessera e di altro materiale ai nuovi iscritti, di allegare per ogni nominativo almeno un francobollo da € 0,70. E' un'occasione anche per chi di voi non ha ancora regolarizzato la propria appartenenza ad AK.

Ovviamente le persone da voi contattate dovranno aderire al progetto AK liberamente e con convinzione, di ciò ne risponderà chi redige la scheda allegata.
Per diventare guardie giurate ambientali è necessario essere prima soci di AK, quindi una volta chiusa questa speciale campagna iscrizioni, sarà impossibile far parte del corpo operativo ambientale di Accademia Kronos.
In particolare su questo specifico settore a tutti quelli che avranno risposto a questo appello verrà inviata apposita circolare.

Grazie per l'attenzione
Il Direttivo di AK - ak@accademiakronos.it

lunedì 18 febbraio 2013

Torrione Angioino di Bitonto (Bari) - Vegetariani in discussione - Resoconto di Riccardo Oliva



Resoconto dell'incontro del 16 febbraio 2013

Il fine settimana trascorso a Bari, dove siamo stati
invitati per un convegno sul vegetarianesimo, è partito
fin dalla prima mattina con una visita concordata ad una
azienda di recupero di oli esausti che opera da poco più
di un anno ma mostra interessanti prospettive innovative,
che la portano a riconoscere nell’olio esausto una risorsa
e non un rifiuto.

Subito dopo abbiamo incontrato un’associazione attiva su
San Girolamo, quartiere periferico e molto popolare, che si
occupa come noi da diverso tempo di raccolta tappi di
plastica, per aiutare le persone più bisognose della zona
o ridonando alla comunità luoghi piuttosto degradati; non
è escluso che da parte nostra non si possa pensare in
futuro una qualche collaborazione per rafforzare questa sana
e volenterosa realtà locale della Puglia.

Avremmo dovuto incontrare anche un esponente del Movimento
per la Decrescita, in maniera da coordinare possibili
strategie comuni anche in questo campo, ma motivi temporali
e distanze poco favorevoli da dove ci trovavamo, non hanno
permesso di realizzare anche quest’altro incontro.

Tornando alla nostra partecipazione al convegno, gli
organizzatori di Fare Verde Bari hanno dato prova, oltre che
della solita quanto profondamente sentita ospitalità,
tipica delle famiglie del Sud, anche di una notevole
capacità organizzativa, visto che non capita spesso che le
persone virtuali che cliccano partecipo su facebook siano
addirittura meno di quelle presenti in carne ed ossa, nella
splendida cornice del Torrione Angioino di Bitonto.

È stato un momento di riflessione che crediamo abbia
particolarmente colpito le oltre 80 persone presenti nel
pubblico, molte anche in piedi, attente e dirette nelle
domande posti ai relatori, dal momento che è difficile
approfondire il tema della scelta vegetariana, toccando
praticamente tutti gli aspetti della questione: alimentare,
etico, filosofico, religioso ma anche spirituale, cioè
indagando i significati più reconditi che hanno spinto
praticamente tutte le personalità più degne ed elevate,
culturalmente e moralmente, di ogni epoca e di ogni
latitudine, ad intraprendere un cammino di questo tipo.

Prima degli interventi degli altri due relatori presenti,
che riguardavano temi come la distruzione ambientale dettata
da un certo stile di vita alimentare ed i vantaggi che
comporta una scelta di questo tipo alla luce anche delle
nuove scoperte in ambito medico-nutrizionale, come Memento
Naturae abbiamo deciso di affrontare un lungo viaggio
attraverso i secoli e i differenti popoli per conoscere le
differenti concezioni spirituali e chiavi di lettura che
hanno portato illustri menti a divenire vegetariane,
vegetaliane (vegane) o anche altro per elevarsi.

Tornando così alle fonti di più limpida saggezza che ci
vengono offerte in Occidente ed in Oriente, abbiamo trattato
di Ermes il Trismegisto, della concezione olistica dell’En
To Pan greco, dei misteri orfici ed eleusini, dello gnòthi
seauton delfico e dei versi di filosofi immortali quali
Pitagora, Platone e Plutarco fino ad arrivare dall’altra
parte del mondo conosciuto ai severi e rigidi precetti
vedici in tema di cibo satvico e di reincarnazione ciclica
in vari corpi contingenti, alla haimsa contemplata da
religioni quali il buddhismo e il jainismo di Gandhi nei
confronti di tutti i viventi fino al wei wu dei saggi
taoisti che vivevano la loro frugalità in perfetta armonia
con la natura circostante.

Perfino nelle religioni monoteiste, di chiara fama
antropocentrica, si scoprono i Maometto e i sufi
vegetariani, così come nel cristianesimo a sfogliare le
pagine di Steven Rosen nel suo “il vegetarianesimo e le
religionidel mondo” leggiamo nei cosiddetti vangeli apocrifi
(“non canonici”) come ci siano stati tentativi subdoli
da parte di una corrotta chiesa clericale di oscurare tracce
di prove vegetariane nello stesso Cristo; forse allo stesso
modo di come nel passato gli stessi personaggi avevano dato
alle fiamme saperi e insegnamenti del sommo Pitagora o come
dopo facendo torturare a morte dalla loro Inquisizione gli
eretici catari per il loro giuramento vegan, che gli faceva
preferire la morte all’uccidere un animale.

Scomode questioni che saranno definitivamente risolte con il
Concilio di Nicea, dove verrà sancito diritto divino per
questa nuova classe religiosa dominante di mantenere i suoi
vizi, i suoi privilegi e la sua gola, intoccabili ab eterno.

Tutta questa chiacchierata ha cercato di mantenersi
equilibrata e obiettiva, senza fanatismi e senza
proselitismi, seguendo un preciso filo logico per porre
l’accento proprio su quella consapevolezza che in un
determinato momento della nostra vita può riapparire e
accendersi nel proprio animo per dare una frenata al modo di
alimentarsi così moderno e un impulso al rapporto così
distorto con i nostri fratelli spirituali.

Oggi la carne di cui ci nutriamo non è paragonabile a
quella che sacralmente cacciava, solo per necessaria
sussistenza vitale, un Indiano d’America o una popolazione
dei ghiacci siberiani; così come non è la stessa di cui
parcamente si nutrivano le nostre popolazioni contadine di
70 anni fa, figlie di una dieta fondamentalmente
mediterranea, nei quali il mito proteico non aveva ancora
attecchito.

Nell’occidente attuale vergognosamente caduto così in
basso, il cibo è figlio di una ipocrisia e menzogna tipica
di questi tempi oscuri che, attraverso spot pubblicitari
intenti ad incrementare le vendite dei loro prodotti
cadaverini, non esitano a fa apparire ai nostri occhi gli
animali come stupidi, sorridenti, umanizzati, finti e
innaturali, tentando di cancellare dal nostro subconscio,
che avrà poi il necessario tempo per ricordare, quelle
sensazioni di puro terrore e angoscia che vivono
quotidianamente milioni di animali sacrificati sugli altari
di una falsa scienza, di una ludica caccia, di una sporca
moda e della stessa nostra tavola imbandita.

Alla fine dei nostri giorni terreni ci verrà chiesto il
conto karmico di tutte le nostre azioni colpevoli e del
troppo dolore inflitto ad esseri innocenti e indifesi che
sono scintille come noi di uno stesso grembo divino.

Per andare all'evento o vedere tutte le foto dell'incontro
http://www.mementonatura.org/documenti.php?i=161


Riccardo Oliva
Presidente Associazione Memento Naturae

Volontari a Difesa di Ciò che è Vita!!!

domenica 17 febbraio 2013

Susa - Sceneggiata pro TAV con comica finale....



Susa. Assedio al Castello

Sabato 16 febbraio. Il sindaco di Susa accoglie sulla porta i suoi ospiti, tutti selezionati con cura tra si tav di provata fede, imprenditori che cambiano nome alle società al ritmo di un fallimento all'’anno, qualche amministratore locale e un pugno di segusini, scelti tra coloro che avevano inviato la mail filtro al comune. In sala il mago Virano illustra il miracolo del supertreno che rende sempre più verde la valle


Un paio di abitanti della Frazione S. Giuliano, destinata ad essere schiacciata dal cantiere Tav, parlano
dei lacrimogeni che avevano invaso il paese durante l'’imposizione violenta di un sondaggio lo scorso 14 novembre. La risposta? Ve li siete meritati.


Se questo era il clima dentro la sala, non migliore era la situazione all’esterno.
Tutte le strade di accesso al castello della contessa Adelaide erano chiuse da poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa. I primi ad avvicinarsi vengono identificati e perquisiti. Di fronte ad ogni blocco della polizia si costituisce un presidio resistente dei No Tav.


L'’ingresso e l’uscita delle auto dei papaveri più noti avvengono tra spintoni, qualche colpo di scudo e qualche pedata. La polizia, nonostante l’ampio schieramento di uomini dell’antisommossa, un folto nugolo di digos e ben due vicequestori, deve guadagnarsi passo dopo passo lo spazio per far passare i vari Virano, Saitta, Esposito.
Le scena più edificante è il brusco strattonamento di un’anziana No Tav di Caprie che si era messa davanti all’auto del presidente della Provincia Saitta. L’auto è poi partita tra insulti e sputi.
Guarda il video di RepubblicaTV.

Alla fine i maggiorenti escono su auto blindate della polizia.

L'’epilogo della serata regala una boccata di buon umore ai No Tav. 


Usciti tutti i politici la polizia si accinge a partire. Stranamente il blocco di poliziotti dell’antisommossa sotto l’arco che immette nel piazzale della cattedrale non viene rimosso: i robocop continuano a fronteggiare i No Tav. Poi cominciano ad indietreggiare. I No Tav afferrano le transenne ed avanzano all’interno della piazza, c’è un parapiglia, poi l'’antisommossa riprende la marcia del gambero. I digos si rendono conto della figuraccia e saltellano di qua e di là. Finirà con una trentina di robocop in fondo alla piazza, fronteggiati da una quarantina di No Tav che li sbeffeggiano, suggerendo loro di tornarsene a casa.

Gli uomini della “politica” perdono la calma e si lasciano andare a qualche insulto.

La comica finale va avanti per circa mezz'’ora, finché non arrivano i carabinieri a “salvare” (dal ridicolo) la polizia. L'’ultima scena è degna di Stanlio e Ollio. I poliziotti che nessuno minaccia scappano sui loro mezzi, tra le risate generali.

Fat In Rete (fat@inrete.it)
dirittiglobali@peacelink.it


(Fonte notizia:  http://anarresinfo.noblogs.org)

sabato 16 febbraio 2013

Progetto agricolo in Abruzzo - Cercasi partecipanti



Vi invio la descrizione di un progetto agricolo in Abruzzo per cui stiamo cercando altri partecipanti:

progetto di ripopolamento delle zone rurali semi-abbandonate in Abruzzo offriamo vitto e alloggio in cambio di lavoro agricolo 
& aiuto per avere accesso a case e terreni abbandonati

Siamo Nicolas (38) e Federica (36), iniziatori e realizzatori di un progetto di ripopolamento della campagna in una zona del Abruzzo in cui l' 80 % dei campi, dagli anni settanta a oggi, è stato abbandonato (25 km da San Salvo, 550 m sopra il livello del mare).
Per ora siamo in 3 - 4 persone a occuparci della pulizia del sottobosco, del terrazzamento e della lavorazione superficiale del terreno per renderlo coltivabile. Produciamo uova, cereali, legumi, olio di oliva, marmellate e ortaggi tra cui sopratutto quelli che si possono conservare facilmente per tutto l' anno come le rape rosse, le carote, le cipolle, le patate e le zucche.
Il progetto parte da due ettari di proprietà, acquistati nel 2010, lavorati senza carburanti fossili, e prevede l' applicazione di questa metodologia su tutte le superficie a disposizione in zona in collaborazione con i proprietari terrieri del posto che fanno sempre più fatica a gestire i terreni in modo economicamente conveniente. Finora ci hanno dato in comodato d'uso altri due ettari di terreno seminativo che usiamo per la coltivazione di ceci e cereali.

Prossimamente saremo in grado di offrire vitto e alloggio a una decina di persone in cambio della partecipazione nel lavoro agricolo usando come fonte di carboidrati anche la frutta raccolta dalle piante abbandonate o spontanee della zona per la produzione di frutta secca, succhi e marmellata. Anche l' olio di uliva lo facciamo raccogliendo da alberi abbandonati. La superficie di produzione quindi è molto più grande dei quattro ettari di terreno attualmente a disposizione. In più persone sarà possibile occuparsi di un gregge di pecore e della trasformazione del latte.

Stiamo cercando altre persone che vogliono trasferirsi in campagna con l' obiettivo di costruirci un' economia basata sulla produzione agricola per l' autosufficienza e per la vendita informale e lo scambio a livello locale. Sono benvenuti le persone che usano Wwoof come metodo di ricerca di un progetto già esistente in cui inserirsi o di un posto dove iniziare un progetto proprio. Sono ugualmente benvenuti tutti i viaggiatori che si fermano solo pochi giorni e tutte le persone che vogliono dedicarsi a ogni forma di lavoro artistico che possa arricchire il contesto rurale degradato (calcio, caccia, carte). 
Ai nuovi arrivati offriamo vitto e alloggio in cambio della partecipazione nel lavoro agricolo. Chi vuole stabilirsi per sempre può autocostruirsi una casetta sul nostro terreno o trovare un accordo con un proprietario di una casa disabitata e di un terreno abbandonato: accesso a casa e terreno in cambio di lavori di manutenzione e prodotti agricoli. A chi non ha esperienza nel lavoro agricolo aiuteremo con semi, attrezzi e conoscenze.

Attualmente disponiamo di 4 stanze con 10 posti letto in due case diverse, una nel paese, a 1,5 km di distanza, e una in campagna. Abbiamo luce elettrica e una lavatrice. Per poter offrire vitto e alloggio in futuro a un numero più grande di quello attuale (3-4 persone) realizzeremo, nel 2013, in collaborazione con l' architetto Rainer Toshikazu Winter e l' Università di Firenze una casa passiva metà prefabbricata, metà autocostruita e altre case più piccole usando sopratutto materiali localmente reperibili (pietre, argilla, legno, vetri di recupero).

Nicolas Panelli, Federica Benemeo
contrada Fonte Trocchi, 1
66050 Tufillo (Chieti)


come arrivare: in treno fino alla stazione di Vasto-San Salvo, da li veniamo a prendere oppure a piedi/ in bici 25 km verso l' entroterra

giovedì 14 febbraio 2013

Teodoro Margarita: "I semi e la terra a cura di Davide Ciccarese"




Teodoro Margarita:  "I semi e la terra a cura di Davide Ciccarese" - Recensione


E' possibile che fuori dalle dichiarazioni sull'argomento, sempre roboanti, che si ascoltano sul tema, dei contadini, vecchi o nuovi, poco importa, prendano in mano essi stessi per le corna il tema della terra e dei semi e ne facciano battaglia di prima linea per l'autodeterminazione e per stabilire nuove condizioni di vita, di gestione, di rappresentanza del mondo rurale su scala nazionale e planetaria?

"I contadini sono l'unico futuro possibile", "Solo un contadino ci salverà" e parlano Ermanno Olmi e Carlo Petrini sulle pagine di Repubblica e del Corriere. Qualcuno, Davide Ciccarese, si è andato a prendere la briga di analizzare, cercare e riflettere con quanto di meglio si muove nel panorama contadino italiano, in questo libro che è un valido strumento per quanti altri volessero capire e cominciare un percorso verso la campagna, egli ha messo insieme le realtà più incisive, più attente nel campo della "nuova contadinità". Lo ha fatto con un percorso che lo ha visto interloquire, ad uno di questi momenti c'ero anch'io, con i protagonisti del possibile rinascimento in atto nella campagna italiana. E' andato, ha preso appunti, ha intervistato.

Così a Milano, nell'autunno scorso a Cascina Torchiera in occasione dell'incontro di Genuino Clandestino, e, si evince dal libro, ha incontrato personalmente ciascuno di quelli che poi figuranone "I semi e la terra". E' un fatto che tra città e campagna si sta consolidando un patto, che laddove con più intelligenza si cerca e si analizza una maniera per uscire dalla crisi in atto, la parola d'ordine "autoproduzione" sia la più coniugata e messa in atto. Genuino Clandestino con gli addentellati regionali, la Ragnatela in Campania ed altre, è un esempio riportato di come un'area giovanile che va allargandosi ed espandendosi, cerchi non solamente reddito ma nache riconosca nella campagna, in un lavoro agricolo, "zappatori senza padroni" innanzitutto, anche un'uscita da schemi sorpassati di fabbrica e produzione alienante. Si cerca negli ecovillaggi, si cerca una svolta personale e collettiva piena, si attua qui ed ora una rivoluzione del proprio modo di vivere. E questo è un aspetto. Nel libro si affrontano le tematiche spinosissime della riproducibilità delle sementi, si riportano le principali leggi europee ed italiane in merito e si intervista chi rappresenta le reti, la Rete dei semi rurali, in primis, si è organizzata per combattere lo strapotere delle multinazionali sementiere e l'imposizione di Ogm ed ibridi, tutta la questione è eviscerata con chiarezza, ci sono abbondanza di fonti e referenze per cercare contatti utili ad aggregarsi e rendersi più forti.

Si, ha ragione Roberto Brioschi, questo testo è un rastrello, un utensile praticabile da tutti quanti vogliano sapere e praticare un'agricoltura nuova, scelta con consapevolezza, da quanti sono profondamente convinti che il mestiere del contadino è sempre più necessario per presevare non solamente produzioni "tipiche" e lo stesso paesaggio ma, soprattutto un terreno di libertà, di ricerca di valori di autonomia reale.
Massimo Angelini, nella sua bella introduzione, critica i puristi passatisti ricercatori delle "varietà tradizionali", roba da collezionisti di un mondo contadino che la rivoluzione verdeha già fatto fuori negli anni '50, quei saperi, invece, possono e devono essere recuperati per selezionare le nostre varietà, le nuove, quelle che si addateranno poco alla volta ai nostri terreni: cosa che un seme non modificato geneticamente è capace di fare e che i contadini hanno fatto da quando esiste l'agricoltura.

Si affrontano altre questioni fondanti: la PAC, la politica agricola comune, pochi sanno che il bilancio dell'Unione Europea vine speso in percentuali che vanno fino al 60% al sovvenzionamento di un'agricoltura chimica che senza questi fondi sarebbe in pura perdita, qui in Europa come negli Usa, una agricoltura dei paesi industrializzati che impoverisce i suoli, mortifica la biodiversità, inquina e depreda le falde idriche, ipotecando la sopravvivenza di tutti con le quantità pazzesche di pesticidi che entrano nelle falde, atrazine e simili, questa agricoltura che sottrae fertilità e desertifica: esattamente il contrario di quano vogliono nuovi movimenti di agricoltura contadina e non industriale come Via Campesina.

Questione dei semi, delle terre e del loro impoverimento, questione del land grabbing, accaparramento dei terreni da parte delle multinazionali per monoculture al servizio dei biocarburanti, tutte queste tematiche si ritrovano trattate con efficacia. Quanto il "nuovo contadino" vuol sapere può ritrovare. Una bibliografia essenzaile e precisa, i siti di quanti si battono per una nuova agricoltura completano il testo.
"I semi e la terra" è davvero un buon rastrello per spazzare luoghi comuni e per aiutare nella conoscenza di questo mondo rurale, e perchè, no, pensare, sempre più seriamente, che la terra e la libertà siano qui ed ora, un obiettivo da praticare per un mondo più giusto, per uscire dal dominio delle merci e del capitale, verso una ruralità fatta di conoscenze, di scambi, di interazioni tra città e campagne vive e gioiose.

Teodoro Margarita