Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

lunedì 25 marzo 2024

"San Giovanni Bosco, il mio primo maestro"... - Memorie spirituali di Paolo D'Arpini bambino

 



Siccome son nato e vissuto a Roma  ma  a sbalzelloni, restando e partendo in diversi momenti della vita, le mie  memorie non hanno una vera continuità, posso quindi raccontare solo delle “sensazioni vissute”. Una di queste ha a che vedere con il mio primo approccio con la spiritualità, avvenuto in forme tempestose (essendo rimasto da poco orfano  e rinchiuso in un collegio per mancanza di accoglienza in altre situazioni familiari),  sicuramente quell’esperienza, cogente ed importante, fu necessaria per il mio successivo sviluppo.

Durante quel periodo,  eravamo nella metà degli anni ‘50 del secolo scorso, appresi come fosse necessaria  l’autonomia di pensiero e  l’ecologia, due aspetti che in seguito contribuirono fortemente alla  mia formazione in una spiritualità laica e di una ecologia profonda: materia e spirito sono la stessa cosa!  

Ma ritorno ora alla esperienza di quegli anni trascorsi in cui incontrai don Bosco e la scuola Salesiana.

Ho un debito di riconoscenza verso  San Giovanni Bosco e la sua opera di assistenza ai giovani. Io fui un suo beneficiato, allorché morì mia madre Giustina Tirabosco -nel 1954- e non riuscivo più ad adeguarmi a una scuola normale (malgrado fossi considerato intelligente  e preparato dai miei maestri). Qualcosa in me si era bloccato, ricordo all’esame di quinta elementare feci una totale scena muta, conoscevo tutte le risposte alle domande che mi venivano poste dagli esaminatori ma non profferii parola, solo sguardi luccicanti e silenzio.  Così da buon orfano disadattato fui mandato al collegio del Sacro Cuore di Roma, come interno. Vivevo cioè in una comunità chiusa al mondo  ma in un’atmosfera che ricordava la famiglia.

Rammento il mio insegnante, un vecchio laico che risiedeva monasticamente nel collegio, un uomo di grande saggezza, egli mi insegnò a strizzare bene il tubetto del dentifricio ed anche ad aprirlo per prelevarvi l’ultima pasta attaccata. Nel collegio godevo del poco, ad esempio della merenda pomeridiana, una semplice ciriola di pane  senza companatico,   mentre pattinavo nel cortile imparando a muovermi velocemente in mezzo agli altri.

Ed è lì che appresi alcuni “trucchi” della religione (da me poi ripresi nelle cerimonie laiche dei vari equinozi e solstizi in cui uso ancora il sistema dei pensierini offerti al fuoco). Allora accadeva con la ricorrenza della festa della Madonna e compivamo un rito particolare “dei messaggi della Santa Madre”, ovvero pescavamo ognuno a turno dentro una grande cesta un rotolino di carta, ogni rotolino conteneva un messaggio personale, che pareva sempre azzeccato,  il rotolino una volta letto veniva poi gettato in un focheraccio acceso nel cortile. 

Un’altra volta appresi il valore della pazienza durante i canti solenni di una messa speciale. Un ragazzino della mia classe -evidentemente anche lui con problemi psicologici-   (si puliva il naso sulle maniche della giacca ed era  sempre impiastricciato di mocciolo)  stava proprio al mio fianco, forse lo rimproverai di qualcosa  e ricordo che lui prese a picchiarmi con furia, mi dava pugni e calci, evidentemente era disperato… dentro di me sentii che non era giusto reagire e continuai a cantare per tutto il tempo assieme al coro, senza provare cattivi pensieri ma concentrandomi sul canto.  L’aver superato la rabbia momentanea ed il senso di rivalsa mi riempì di gioia, mi sembrava un dono del Cielo.

Per sviluppare la modestia e l’accettazione  prendevo sempre ad esempio le prove dolorose di  Don  Bosco, alle prese con l’indifferenza della società, mi piaceva moltissimo leggere le  storie  su Domenico Savio,  l’allievo spirituale del santo, mi identificavo con lui. In quegli anni iniziai a scoprire  che la mia esistenza aveva un senso solo se la rivolgevo verso la verità, la giustizia e l’amore.  Tra l’altro nel tempo appresi come fosse facile anche studiare  o compiere il proprio dovere se lo si considerava un’offerta a Dio. 

Feci del mio meglio e divenni l’alunno più meritevole della mia classe, il primo in profitto, condotta e religione.  A quel tempo avrei potuto anche decidere di farmi prete ma evidentemente quella non era la mia strada. Non sono però irriconoscente verso i santi cristiani, malgrado abbia abbandonato ogni credo religioso precostituito, continuo a provare  solidarietà e rispetto verso Don Bosco.  Egli è il mio primo maestro e padre spirituale.

Paolo D’Arpini

















P.S. Non ho conservato foto di quando ero bambino così ho pensato di usare, come mia immagine, questa caricatura che mi fece alcuni anni fa una bambina...

mercoledì 20 marzo 2024

I Ching mensile: Esagramma 34 Ta Chuang – Dal 21 marzo al 19 aprile - La stagione del Drago



Il 21 marzo inizia il mese del Drago, siccome siamo pure nell'anno del Drago, possiamo aspettarcene delle belle... Ho qui pubblicato le indicazioni per il momento veniente:

Esagramma Ta Chuang

Sotto vi è il Trigramma Chien (il Cielo) che ascende e sopra il trigramma Chen (Il Tuono).

La Sentenza: La Potenza del Grande. Propizia è perseveranza.

Significato. Il segno indica un momento in cui il valore interiore emerge con impeto e giunge al dominio. La forza ha già superato il punto mediano incombe perciò il pericolo che ci si fidi troppo della propria potenza senza chiedersi volta per volta dove sia il giusto, ovvero che si ricerchi il movimento senza curarsi del tempo opportuno. Per questo si consiglia perseveranza poiché vera potenza non degenera in violenza ma resta connessa con i principi del diritto e della giustizia.

L’Immagine: Il Tuono sta in alto nel cielo:

l’immagine della Potenza del Grande. Così il nobile non percorre sentieri Che non corrispondano all’ordine.

Significato. Il tuono, la forza elettrica, in primavera sale verso l’alto. Questo movimento è conforme al moto del cielo, è dunque in armonia col cielo e produce grande potenza. Ma vera grandezza si basa però con la concordanza con ciò che è retto. “Grande e retto così si possono osservare le relazioni del cielo e della terra”.

Questo vale anche per la lotta contro le imperfezioni della propria natura, anche qui non bisogna stancarsi, nonostante le possibili ricadute, ma continuare finché si giunge al successo.

Il momento.
Giunge la primavera, il sole attraversa l’equatore ed i giorni e le notti sono di eguale lunghezza. Sintonizziamo i nostri ritmi con quelli di madre Terra e padre Sole, il periodo è quello dell’Ariete oppure del Drago.

“Tre cose sono necessarie per vincere un avversario:
rallegrarsi quando ha ragione,
intristirsi quando ha torto,
non comportarsi stoltamente nei suoi confronti” (detto indiano)

Gli indiani d’america non usavano sale nella loro alimentazione è per questo che avevano così tanto sale in zucca ed è per questo che “sentivano la puzza degli yankee” - la sudorazione di chi fa molto uso di sale è infatti più odorosa. Persino le lacrime di chi consuma troppo sale diventano salate mentre quelle di chi non sono dolci. In sostituzione del cloruro di sodio si può utilizzare l’acqua di bollitura dei vegetali che contiene molti sali, oppure il miso.

Cura per gli occhi.
In India ed in oriente usano il Kajal, una cura ayurvedica per gli occhi, che difende dalla polvere curando le irritazioni. Non serve abbondare nella dose basta un minuto pizzico di sostanza.
Attenzione alla provenienza accertarsi che il prodotto sia naturale.

Muoversi con la luna.
Favorevole in luna crescente piantagione e semina di quel che cresce velocemente ed è destinato al consumo immediato. In luna calante o piena è favorevole la semina di legumi.

Una ricetta facile facile.
Bevanda al tamarindo
Ammorbidire un po’ di polpa essiccata di tamarindo in una tazza d’acqua calda, passare al colino ed immergere mescolando la crema in una caraffa d’acqua fresca. Aggiungere qualche goccia (od una fettina) di limone.

Pensiero edificante.
“La lucidità è la ferita più vicina al sole. Non addormentiamoci all’ombra dei comitati…” (mai ’68)

Paolo D'Arpini 

L'autore ritratto nella abitazione di Treia



Per approfondimenti si consiglia la lettura del libro "Chi sei tu?" (Edizioni Ephemeria di Macerata)









martedì 19 marzo 2024

Erranza meridiana... Fantasy di Ferdinando Renzetti

 


...ogni volta che mi trovo in una piazza canto viaggiando i paesaggi sonori delle indie di quaggiù questa ninna a chi la do... passeggio a lungo per liberarmi la mente e assaporare il contatto con la natura e delle infinite sfumature del verde nel giallo e i riflessi di luce e ombre tra gli alberi che animano il sottobosco tra le fratte odorose della valle d'itria nel giardino sacro con il vento leggero il profumo di resina dei pini e del lentisco o cisto rosa e erbeofficinali come Elicriso timo mentuccia artemisia rosmarino salvia e l'onnipresente finocchietto selvatico metafora del pensare filosofico. le nuvole bianche e grige nel cielo veloce di questa stagione di fiori preziosi come quelli di in cuore errante in terra di erranza o restanza come dice Vito teti. schiava odalisca del genio della lampada nel fiore delle mille e una notte tra i tetti del borgo di galatone in una abitazione a corte 
 
architetture orizzontali in tufo calcareo ora in abbaino alcova tra i  blocchi di Tufo grigio giallastro comune di sternatia circondario di Soleto collecio elettorale di Lecce provincia di terra d Otranto.


 
Cogito ergo sud meridiani meridionali conterranei contemporanei nel qui ed ora della controra mandorle fichi secchi e uva passa pan di Spagna allo zenzero e succose more rosse sul far della sera un passato fatto di libertà di giovani ragazzi che a volte mentire era semplicemente non far soffrire e ottenere quel che più si desiderava.
 
a quest’ora saluto il giorno che benedico perché è passato sereno fumando canapa e godendo del silenzio della sera e il momento di quiete e intimità con me stesso
 
piccola schiava odalisca del genio della lampada nelle mille e una notte, qui piccolo paradiso frigorifero sempre pieno frutta fresca e verdura cereali e legumie il fiore più prezioso ho avuto la fortuna di odorarlo
 
Erba secca vento caldo scrivo racconto dormo suono respiro cammino a piedi nudi mi rotolo nella terra mi riposo sulla paglia catturato in un vortice eterico respiro dunque sono... nella campagna al suono del mattino.


 
bling blong dopo la ridda selvaggia a le paduli don cicciotto giunge al cosmo centrale nello zoo delle galassie del gruppo locale uno zoo variopinto in continuo movimento, i tempi passano le parole scorrono i pensieri si consumano nell'eterno fluire del nulla.
 
don cicciotto arrivato a le paludi in terra d’otranto incontra scontra muncausen e durante una disputa verbale gog e magog aiutanti magici di muncausen mettono un ramo di spine sotto la coda di cicciottello il cavallo di don cicciotto imbizzarrisce e lo fa cadere nella paulde e viene sommerso da diecimila ranoccule che cantano all’unisono: na sira passai da le paduli e ndisi le ranoccule cantare... fatta amicizia don cicciotto e muncausen decidono di continuare il viaggio assieme in cerca dell’acqua che balla e l’albero che suona, senza trovarli in compenso premiati con pasticcio di maccheroni e torta mandorlata. ai giardini di san'oronzo si fermano a spremere l'uva di primitivo per assaggiarne la succosa essenza cercando il senso di urgenza   attraversando campi su campi coltivati a pannelli solari che non fioriscono mai e sulla via delle ginestre vicino alla fabbrica del cemento a comprare i sacchi gialli e rossi di patate. arrivano a galatina dove li attende vicino al pozzo sacro santo paulu de le tarante con buoni pasticciotti alla crema al pistacchio e all’amarena...


 
don cicciotto attraversata velocemente la pietrosa puglia in una luminosa notte di luna piena ora ad ozia sul garganistan alle pendici del monte del sole in un piccolo villaggio tra amici cani gatti e topolini orti e giardini dove si fanno pani frisa e pizze con lievito madre e farine di grani antichi biologici passate di pomodoro marmellate senza zucchero cotte sulla stufa pirolitica raccolta di frutta e verdure spontanee come la salicornia, oli essenziali oleoliti e saponi, alimentazione vegana ispirata alla tradizione e pratiche di vita sane e naturali...

Ferdinando Renzetti



 

giovedì 14 marzo 2024

Riscopriamo l'animo femminile nel libro di Carla Lomi con le sue Fate

 



Alcuni mesi fa ricevetti, tramite una comune conoscenza,  un messaggio da parte di Carla Lomi, che mi informava dell'uscita del suo ultimo libro che ha come argomento principale, "Le Fate" e, parlando poi personalmente, con lei sono rimasta subito affascinata dal suo modo di fare, in particolare della sua amabilità e gentilezza. 


Mi sono ripromessa di leggere il libro in un momento di calma. Ed infatti, dopo qualche tempo ho messo mano a  questo mio proposito e ho proceduto ad acquistarlo online. Amo andare nelle librerie, ma purtroppo, come si sa, ormai i libri si acquistano prevalentemente con questo sistema, a meno che non siano libri "di cassetta", che si trovano facilmente in edicola o in libreria. Io vivo alternativamente in due paesi di circa 10.000 abitanti ed, in nessuno dei due, esiste una libreria. 

Il libro, il cui titolo completo è: "Le Fate tra illusioni e disincanto - L'anima femminile e la poesia della natura", edizioni Moretti e Vitali, appena ordinato, nel giro di qualche giorno, era già tra le mie mani. 

Trecento pagine dense, molto dense, ricchissime di citazioni e di note a piè pagina, richiamanti innumerevoli testi che avranno tenuta occupata l'autrice per  anni per un loro studio approfondito. Effettivamente, è un libro molto generoso. Sin dalle prime pagine ho provato un certo timore di non farcela, rendendomi conto della mia grande ignoranza in materia, non tanto sulle Fate in particolare, quanto sulla storia e la letteratura europea, in particolare del Nord Europa e  sulla mitologia. Infatti, come ho avuto anche modo di dire all'autrice, l'argomento trattato è molto più ampio della "storia" delle Fate (Melusina e Morgana), ma riguarda anche le Streghe e , soprattutto, le Dee, in primis, la Dea Madre, di cui si parla tanto negli ultimi decenni (vedi le ricerche ed i libri di Marjia Gimbutas) e le leggende che riguardano Iside (ed Osiride) e le dee della mitologia greca.

Questi "esseri fantastici" vengono analizzati come archetipi e, con l'aiuto di Jung, Hillmann e tanti altri vengono riportati all'"umano" e al "femminile sacro" che è in ognuno di noi, potendo così, ispirare, grazie anche alla fantasia e all'immaginazione, il riconoscimento in noi delle loro caratteristiche (la capacità di amare, di curare, la determinazione, la pazienza, la lungimiranza, la solidarietà), che magari sono sopite o dimenticate. Ritengo che, in questo caso, la facoltà dell'immaginazione, citata spesso nel testo, soprattutto nel capitolo in cui è particolarmente esaminata da questo punto di vista, l'opera del "mio" amato Giacomo Leopardi, non sia quella della fuga della realtà, ma anzi, del suo approfondimento, con tutte le sfaccettature che spesso, nella routine malsana della vita in cui siamo immersi, evitiamo di cogliere.

La Natura, Madre Natura, rientra a pieno titolo non solo come scenario in cui si svolgono gli eventi di questi esseri (ed anche i nostri), ma come un personaggio fondamentale: esseri umani, paesaggi, cieli, acque, piante, animali e minerali sono/siamo personaggi che fanno parte del Tutto, gocce dello stesso Oceano. La consapevolezza di fare parte di questo Tutto è l'unica strada, secondo me, per uscire dall'angoscia e cominciare ad amare la Vita e tutto/tutti quelli che, come noi, hanno avuto la fortuna di poter fare l'esperienza della Vita stessa.

Così, come avevo scritto a Carla, appena arrivato il suo libro, prima ancora di iniziarlo, spero che questo libro mi aiuti a riscoprire la Fata che è in me.

All'autrice posso solo dire: grazie, Carla, per questa tua generosità!

Caterina Regazzi



martedì 5 marzo 2024

"Memorie di una gallina" di Ishaq Musa al Husayni - Presentazione del libro a Trieste

 


Sabato 9 marzo 2024,  alla Libreria LOVAT di Trieste, alle ore 18,  sarà nostra ospite Patrizia Zanelli, docente di lingua e letteratura araba presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. Patrizia Zanelli ci illustrerà il contesto storico letterario pre '48 e ci presenterà l'opera di Ishaq Musa al Husayni di cui ha curato la traduzione.

Memorie di una gallina (Muḏakkirāt daǧāǧah) è un'opera allegorica che è stata interpretata in modi molto diversi. La protagonista racconta la sua storia senza menzionare luoghi, date, personalità o eventi storici precisi. Alcuni fatti che descrive richiamano quelli avvenuti nella prima metà del Novecento sia in Palestina sia a livello globale. 

L’empatia della narratrice del racconto è uno dei motivi del successo riscosso nel mondo arabo da questa favola moderna, scritta a Gerusalemme, nel 1940.
 

Gruppo Ibriq (per la Cultura e la Causa Palestinese)



venerdì 1 marzo 2024

"Anima quantica" di Carmen Di Muro - Recensione

 


Il grande filosofo L. Feuerbach sosteneva che “l’uomo è ciò che mangia”, ma
è pur vero che “l’uomo è dove, quando e come mangia”.

Il cibo è una forma altamente concentrata di energia, che apporta non solo
sostanze nutritive, ma anche campi d’informazione specifici che influiscono
sul nostro stato di salute globale. Ogni cosa presente in natura è composta
da una frequenza ben precisa e strutturata. Cose, persone, cibi e ambienti
ancor prima di poter essere colti nella loro componente tangibile sono
caratterizzati da un’energia specifica che li contraddistingue in virtù
della carica dominante di cui sono portatori.

La realtà vibra all’unisono con noi e si adatta rispondendo con frequenze
ordinate. Ad ogni azione energetica sussegue sempre una reazione di pari o
maggiore intensità vibrazionale.

André Simoneton, ingegnere elettronico francese, spese gran parte dei suoi
anni a studiare l’effetto delle vibrazioni degli alimenti sull’organismo
umano. Egli notò che ogni cibo, come ogni essere vivente, oltre ad avere un
potere calorico (chimico-energetico) aveva anche un potere elettromagnetico
(vibrazionale).

Queste frequenze derivano da svariati fattori quali la forma, la tipologia,
la composizione, il luogo di crescita, ma soprattutto la conservazione e il
trattamento subito dagli alimenti, influendo specificatamente sulle qualità
del loro campo elettromagnetico e, di conseguenza, sulle informazioni e
sull’energia vitale che essi apportano.

Oggi conosciamo la macrobiotica, una pratica alimentare che si occupa di
equilibrare l’utilizzo degli alimenti in funzione dell’organismo che li
assume e dell’ambiente in cui vive, partendo dal bilanciamento delle forze
complementari che governano l’universo. Questa è di estrema importanza, ma nel cammino che conduce al pieno benessere di psiche, anima e corpo è
necessaria un’ulteriore consapevolezza integrata capace di allargare il
nostro sguardo per renderci maggiormente coscienti del grande potere insito
in noi nel modellare l’ambiente a partire dai suoi più semplici costituenti
fondamentali come ad esempio, l’acqua.

Struttura vibrazionale dell’acqua

La ricerca ha ormai largamente dimostrato che l’acqua è un cristallo liquido
con una matrice reticolare flessibile, che è in grado di assumere molte
forme strutturali con capacità infinita di immagazzinare informazioni
all’interno della sua matrice. Il crescente corpo di recenti dati
scientifici ha, inoltre, comprovato il suo ruolo fondamentale di mediatore
tra il mondo energetico e materiale e la sua funzione di accumulatore,
trasmettitore e trasduttore di schemi e informazioni elettromagnetiche con
le quali entra in contatto, come pure la sua capacità di conservarne la
memoria per lunghi periodi di tempo. Ciò è quanto evidenziato da ricerche
svolte anche dall’Università di Milano dove è stato visto che una piccola
quantità di acqua sottoposta a frequenze altamente positive e coerenti, non
solo presentava una configurazione armonica diversa, ma una volta aggiunta
alla classica acqua di rubinetto era in grado di modificarne il pH, la
conducibilità e il potenziale redox (parametro elettro-chimico della qualità
dell’acqua), consentendo agli agenti patogeni di perdere la loro
aggressività.

Dal momento che una parte importante dei liquidi che ingeriamo è contenuta
nei cibi diventa necessario porsi una domanda: è possibile che i nostri
pensieri, le nostre emozioni modifichino la struttura elettromagnetica degli
alimenti rendendoli benefici o dannosi per il nostro organismo?

A seconda del trattamento subito, l’acqua dei cibi forma strutture
specifiche di cluster (gocce), in quanto l’elettromagnetismo del luogo e di
chi ne viene a contatto, ha un effetto modellante sulla sua struttura, la
quale cambia e assume conformazioni diverse in virtù della carica energetica
presente.

Cibo ed energia

Amore, gioia e gratitudine sono vibrazioni potentissime a cui l’acqua
risponde in modo molto particolare che lasciano al suo interno tracce
permanenti in grado di risuonare con le frequenze dei sistemi biologici –
delle cellule e dell’acqua che li compongono – andando a riequilibrare
l’organismo.

Nella maggior parte dei casi assumiamo cibi di cui non conosciamo il tipo di
esperienza energetica che hanno vissuto. Dove e con quali frequenze sono
venuti a contatto (ripetitori, stazioni radio, inquinamento). Ma non solo.
Spesso capita che noi per primi diventiamo i maggiori responsabili della
loro contaminazione vibrazionale preparandoli, assumendoli o anche
riponendoli per lungo tempo in ambienti in cui c’è una presenza marcata di
campi elettromagnetici nocivi.

Quante volte cuciniamo o mangiamo risuonando con sentimenti e pensieri
disturbanti che parlano delle nostre preoccupazioni quotidiane?

In quei momenti non solo il nostro organismo vibrerà su frequenze
disarmoniche producendo agenti biochimici non funzionali alla vita, ma al
contempo questo campo modellerà la matrice molecolare del cibo che
amplificherà tali frequenze divenendo veleno per il nostro corpo. A chi di
noi non è capitato di assumere alimenti salutari e qualche volta accusare
gonfiore, dolore addominale o nausea?

Ed ecco che alimenti con proprietà benefiche per la vita verranno avvelenati
da basse vibrazioni perdendo i loro agenti vitali e di conseguenza
abbassando il nostro indice energetico. Frutta, ortaggi, legumi freschi e
cereali cotti a basse temperature sono cibi ad altissima radianza, ma anche
quelli che contengono in sé una maggiore percentuale di acqua.

Tutti oggi sappiamo che un’alimentazione sana promuove il benessere,
migliora la qualità della vita e può persino allungarla, ma pochi di noi si
concentra sul come, il dove e quando mangiamo, sui campi di vibrazione
presenti in noi e nell’ambiente capaci di informare e plasmare le proprietà
dell’acqua contenuta nei cibi che diventerà memoria di quella frequenza.. Le
conseguenze saranno disastrose sull’organismo e sulla nostra energia, e la
capacità di eliminarne le tossine seriamente compromessa. L’attenzione e la
cura degli aspetti che riguardano la nostra dimensione interiore associata
ad una retta scelta alimentare farà la differenza.

Carmen Di Muro





Psicologia Quantistica 



giovedì 22 febbraio 2024

E' il tempo dell'esagramma La Pace (T'ai), valido dal 20 febbraio al 20 marzo...



Con l'aiuto dei principi fondamentali del Libro dei Mutamenti è possibile realizzare nella maniera più completa le facoltà interiori dell'uomo. Questa possibilità è fondata sul fatto che l'uomo ha in sé facoltà simili al Cielo e alla Terra, in quanto egli è un microcosmo.

Poiché nel Libro dei Mutamenti sono riprodotte le leggi di Cielo e Terra esso fornisce gli strumenti per coltivate la propria natura intrinseca, cosicché le più intime qualità buone possano dispiegarsi. In particolare due cose vengono prese in considerazione: la saggezza e l'operare, l'intelletto e la volontà. Quando intelletto e volontà sono centrati nel modo giusto anche la vita emotiva giunge alla giusta armonia.

Di tutti i segni o esagrammi uno dei più significativi per rappresentare questa armonia è l'esagramma T'ai - La pace. Il segno si riferisce ad una stagione in cui, per così dire, il Cielo è in Terra. Corrisponde all'inizio della Primavera (mese della Lepre o Coniglio o Gatto: dal 20 febbraio al 20 marzo). 




Nel mondo degli uomini questo esagramma simboleggia un tempo di concordia sociale. I superiori si chinano verso gli inferiori, i quali sono ben disposti verso i superiori; così che cessa ogni ostilità. Così il Luminoso esercita un'azione vigorosa e l'Oscuro è remissivo. In tal modo ambo le parti hanno ciò che a loro compete, infatti, quando i buoni si trovano in posizione dominante anche i cattivi subiscono il loro influsso e si emendano.

Quando nell'Uomo regna lo spirito che viene dal Cielo, anche la sua natura animale ne è regolata e trova il posto che le compete.


Nel commento al nove al secondo posto nell'esagramma è detto: é importante possedere la grandezza interiore per sopportare anche le persone imperfette. Un vero Maestro non conosce materiale sterile, da tutto riesce a ricavare qualcosa. Questa magnanimità non è affatto trascuratezza o debolezza, occorre però guardarsi dalla costituzione di fazioni e combriccole, infatti anche se coloro che hanno idee affini sono uniti nello Spirito, essi non devono formare un partito, anzi, ognuno deve fare singolarmente il proprio dovere.

A proposito delle giuste regole nella società, nel commento al sei al quinto posto è detto: il sovrano I T'ang aveva stabilito che le principesse imperiali, nonostante fossero di rango superiore a quello dei loro mariti, dovessero segiure il marito come qualsiasi altra moglie. Qui c'è il richiamo all'unione veramente modesta tra alto e basso che reca fortuna e prosperità.

In questo mese siamo nel mese della Lepre per cui le qualità descritte dall'esagramma La pace rispecchiano il momento. La serie consiglia buona condotta e contentezza, allora regna tranquillità. Pace significa unione e concordia.
Il movimento dell'esagramma nel suo insieme produce una vittoriosa ascesa dei principi del nobile e la ritirata dei principi degli ignobili. Qui si rappresenta un tempo di "primavera" nell'anno e nella storia dell'uomo. 

Il sei al quarto posto afferma: "Egli scende volteggiando, senza vantarsi della ricchezza insieme al suo prossimo, schietto e sincero". Ciò significa che il nobile ha rinunciato al vantaggio materiale che gli arriderebbe ove si unisse egoisticamente all'ignobile.

Confucio disse commentando la Verità interiore: "La vita guida l'uomo ponderato per sentieri tortuosi. Spesso è impedito il saldo incedere, poi la Via ritorna dritta. Allorché gli uomini sono uniti nell'intimo del cuore infrangono i vincoli di bronzo e di ferro. E quando due , nell'intimo del cuore, si intendono appieno, le loro parole sono soavi e forti, come profumo di orchidee".

Paolo D'Arpini