Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

giovedì 1 luglio 2021

Canada. Chiese in fiamme e gli orrori sui bambini nativi trucidati


Foto copertina da: Ontario Provincial Police

Per oltre un secolo, fra il 1863 e il 1998, 150 mila bambini indigeni, in gran parte Inuit e Metis, sono stati costretti a frequentare scuole cristiane come parte di una strategia per assimilarli nella società. Nelle ultime settimane centinaia di corpi sono stati trovati in fosse comuni

 Con le due di ieri diventano quattro le chiese cattoliche bruciate nella regione della Columbia Britannica in Canada. E il collegamento con il ritrovamento delle tombe senza nome di bambini nativi nelle ex scuole di rieducazione appare palese. Mentre il premier Justin Trudeau ha chiesto a Papa Francesco di fare chiarezza e ha paventato azioni legali nel caso in cui la Chiesa non fornisse i documenti in suo possesso. Intanto però nessuna rivendicazione del gesto è arrivata, mentre le Giubbe Rosse, la polizia a cavallo del Canada, parlano per ora di indagini che procedono «in tutte le direzioni».

Le chiese bruciate in Canada e le tombe dei bambini nativi

Il 26 giugno in meno di un’ora le fiamme sono state appiccate nella chiesa di Sant’Anna e in quella di Chopaka ed entrambe sono state distrutte, secondo quanto ha raccontato il sergente Jason Bayda della polizia canadese a cavallo. Lunedì, in occasione della Giornata nazionale dei popoli indigeni, ne erano bruciate altre due, a Penticton e Oliver (Sud Okanagan). Per adesso i bilanci degli incendi non riportano feriti ma tutti i luoghi di culto, alcuni dei quali erano edificati in legno, sono andati completamente distrutti. E i vigili del fuoco hanno ritrovato una bottiglia di liquido incendiario nei pressi di una delle due chiese distrutte lunedì. Gli incendi sono arrivati subito dopo le richieste alla Chiesa di scusarsi formalmente per il proprio ruolo nel sistema scolastico canadese. Per oltre un secolo, fra il 1863 e il 1998, 150 mila bambini indigeni, in gran parte Inuit e Metis, sono stati costretti a frequentare scuole cristiane come parte di una strategia politica per assimilarli nella società canadese. Le scuole erano gestite da chiese finanziate dal governo federale e, scrive l’agenzia Ansa, gli abusi fisici e sessuali erano all’ordine del giorno.

 Le tombe dei bambini nativi nei collegi di rieducazione in Canada

Il Guardian ha scritto che secondo i documenti storici, i Missionari Oblati di Maria Immacolata hanno gestito la metà delle scuole residenziali del Canada, inclusa quella di Kamloops, la più grande del paese. Finora gli Oblati si sono rifiutati di rilasciare i documenti in loro possesso per aiutare a identificare i resti trovati. Il primo ritrovamento di tombe senza nome risale a un mese fa, quando i resti di 215 minori sono stati rinvenuti presso la Kamloops Indian Residential School, nella Columbia Britannica. Si trattava di un collegio per l’accoglienza e la “rieducazione” dei figli dei nativi. La Chiesa l’ha gestito per conto del governo dal 1890 al 1969. Nei giorni scorsi sono stati ritrovati i resti di altri 761 bambini in un’ex scuola residenziale, la Marieval Indian Residential School gestita dalla chiesa nell’area di Saskatchewan. L’agenzia di stampa Ansa ricorda che nel 2008 Ottawa istituì una commissione per far luce sui numerosi bambini indigeni che, dopo la scuola, non sono mai tornati nelle loro comunità. Le conclusioni degli esperti sono state shockanti quasi quanto i ritrovamenti: è stato genocidio culturale.


Fonte: www.open.online

Integrazione: 

Il ritrovamento dei corpi

Nei giorni scorsi il primo ministro del Canada Justin Trudeau si è scusato e ha inviato Papa Francesco a fare lo stesso parlando di una possibile indagine penale sulla vicenda delle tombe ritrovate vicino ai pensionati. Trudeau ha parlato degli errori del suo Paese, che per secoli ha tentato di assimilare i Nativi delle Prime Nazioni alla popolazione locale. Circa 150mila giovani indigeni, Inuit e Metis, sono stati iscritti a forza nelle scuole residenziali, sottoposti a maltrattamenti e abusi sessuali e più di 4mila sono morti per malattie e negligenze. La scoperta di 215 corpi di bambini nella British Columbia era stata definita dai media nordamericani come «indicibile» e confermava i sospetti che da decenni si susseguivano sulla vicenda.

 La pratica di sottrarre i figli ai nativi per rieducarli alla nuova cultura importata dai coloni era diffusa nell’Ottocento, periodo nel quale fu fondata la Kamloops Indian Residential School, oggi gestita dalla Chiesa cattolica. Molti dei corpi ritrovati nella fossa comune del cortile dell’istituto, in particolare, appartengono a bambini di appena tre anni. I resti di altre 761 persone, anche in questo caso principalmente di bambini nativi, sono stati scoperti lo scorso 24 giugno nel sito di un’ex scuola di rieducazione cattolica nella provincia di Saskatchewan, in Canada. 



martedì 29 giugno 2021

Tribù indiane Capitale e Proletari nella Storia del Nord America di Giorgio Stern - Recensione

 


“I bambini saranno ostaggi per garantire il buon comportamento della loro gente” Così definì gli scopi della Carlisle Indian Industrial School il suo fondatore tenente Richard Henry Pratt.

Dal 1880, ammassati nelle “riserve”, gli Indiani conoscono umiliazione, miseria, acculturazione.  Le famiglie si videro sottratti i figli, mandati in una scuola dell’est definita “tecnica”, la Carlisle Indian Industrial School, in realtà un vero e proprio riformatorio, per di più lontanissimo dalle “riserve”. La storia di questa famigerata “scuola” si rivela densa di violenze e di suicidi infantili.  

Dal 1879, e per quasi cento anni, ai bambini nativo-americani viene impedito, pena severissime punizioni, di esprimersi nella propria lingua. Ne conseguì che l’uso delle lingue autoctone decadde, poiché i genitori, volendo evitare ulteriori ritorsioni sui loro figli evitarono, non solo di insegnare, ma anche di parlare nella propria lingua in loro presenza. 

E di pari passo con l’esproprio dell’identità l’Indiano vedeva il progressivo esproprio di quanto gli restava della terra.

Tratto da:

Tribù indiane Capitale e Proletari nella Storia del Nord America

Giorgio Stern © Zambon Editore





domenica 20 giugno 2021

....organizzare la Resistenza...


Non detto ma a mio avviso significativo, anzi critico, è che ad amministrare (e possedere) TUTTE le reti Internet di massa sono membri di una setta che non si può nominare e ormai non hanno più timore di nulla. Leggasi, per esempio, questo abstract dalla American Psychoanalytical Association, (tutti figli di Freud). Anche se ormai gli esempi sono incalcolabili di numero e universali.
"Whiteness is a condition one first acquires and then one has—a malignant, parasitic-like condition to which “white” people have a particular susceptibility. The condition is foundational, generating characteristic ways of being in one’s body, in one’s mind, and in one’s world. Parasitic Whiteness renders its hosts’ appetites voracious, insatiable, and perverse. These deformed appetites particularly target nonwhite peoples. Once established, these appetites are nearly impossible to eliminate. Effective treatment consists of a combination of psychic and social-historical interventions. Such interventions can reasonably aim only to reshape Whiteness’s infiltrated appetites—to reduce their intensity, redistribute their aims, and occasionally turn those aims toward the work of reparation. When remembered and represented, the ravages wreaked by the chronic condition can function either as warning (“never again”) or as temptation (“great again”). Memorialization alone, therefore, is no guarantee against regression. There is not yet a permanent cure."
Vale!

Jimmie


Integrazione: 

Spesso per lavoro in trasferta, di solito Italia, con due, quattro, sei colleghi, ciò che pretendo è hotel con camera singola, buon letto grande e ottimo bagno. E ottimo internet. Se possibile, fuori città ad evitare casino notturno e finestre chiuse. Normalmente, ottengo tutto.

Per gli altri, l'essenziale è TV, Sky sport (?) e clima. Si istruiscono, e con loro la loro progenie, socialmente su Amici e case chiuse, e scientificamente su Quark. Che nemmeno sa cosa sia, un quark. La scuola serve solo a formare schiavi. Dirlo, è vietato.

Obiettare già solo a questo, risulta strano, sovversivo.

Figurati a rifiutare un illecito "obbligo di tampone", come ho fatto sparando in ufficio personale della ditta una PEC del mio avvocato. Mascherato e vaccinato, pure lui, ma che nulla ha potuto alla mia richiesta di far rispettare, alla ditta, la Legge.

Ovvio che da questo letame esca come risulta una massa orofecale pronta ad ogni cosa.

Pure a farsi ammazzare di astrazenek. E ammazzare chiunque.

Anche a monetizzare, dietro scommessa o guadagno di borsa, ovviamente bitcoin che con patate e mais e vino nulla hanno a che fare, la chiusura di un sito YT, FB, e quant'altro. Ad organizzarsi per farlo, senza alcun problema etico, culturale, politico. Se paga, si fa.

Questi, questo letame prodotto di proposito, è pronto a spararci in testa, se il Potere glie lo paga.

Questo è il quadro, il frame (Enrico Giardino, vent'anni fa), in cui dobbiamo muoverci. Con la nostra esperienza.

Prima cosa utile, è far capire agli ultimi coscienti come stanno le cose. E organizzare la Resistenza.

Jure Eler


Articolo collegato: 

https://paolodarpini.blogspot.com/2021/06/finocchi-su-facebook-rapidi-ed.html

sabato 19 giugno 2021

Pianura Padana. Da terra promessa a terra avvelenata, per cupidigia...

Upadana, in lingua pali, indica la brama intensa o il forte attaccamento che fa nascere la falsa idea di “io” e “mio”.

Grazie all’indubbia somiglianza e assonanza con la parola Padana, che identifica la pianura nella quale vivo, sono affiorate in me profonde riflessioni sulla relazione con il territorio. Ho sempre definito la pianura Padana una “terra troppo comoda”, sfruttabile senza troppa fatica. Oggi è l’immagine manifesta dell’Upadana, dalla quale sono nate e incessantemente continuano a perpetuarsi azioni nefaste di prepotenza contro la Natura. Una prepotenza nata dalla paura. Paura di non avere abbastanza cibo, paura di non avere abbastanza denaro per vivere nel mondo, paura del femminile, dell’ignoto e della morte.

Yuval Noah Harari nel suo libro “Da animali a Dei” segna l’inizio della fine con l’avvento dell’agricoltura tra i 12.000 ed i 9.000 anni fa, definita una vera e propria rivoluzione. Fabio Bortesi lo spiega bene con queste parole: “L'essere umano passa da essere parte del tutto a essere tutto. Tutto è stato creato per lui, e goderne è un insieme di diritti senza doveri, o almeno senza doveri verso ciò che non è umano. In questo modo gli altri esseri viventi, fossero animali o piante, vengono posti un gradino sotto l'uomo. […] Credo che da qui, partendo proprio da quando abbiamo sostituito l'uomo al sacro, al divino, siano partite le molte sventure del genere umano e quelle di chi, sfortunatamente lo incrocia sul cammino.” Questa arroganza ha sostituito le religioni naturali divenendo una vera e propria religione antropomorfa e antropocentrica, i cui effetti sono aimè ben visibili e sotto gli occhi di tutti.

Per coltivare sono stati abbattuti gli alberi, ritenuti sacri fino ad allora, spelando la terra prematuramente. Oggi i campi vengono arati fino all’ultimo centimetro spingendo il limite sempre più verso i fossi o le strade. Siamo arrivati all’apice della follia coltivando addirittura cibo che nutre i biodigestori per la produzione di energia elettrica. Monocolture ovunque, ed includo anche quelle dei pioppeti da carta che aimè abbiamo identificato come la parte bella del paesaggio rurale senza nemmeno riuscire più a distinguere un paesaggio naturale da uno antropizzato. Sono stati rasi al suolo i rivali, protettori dei campi stessi e custodi preziosi di quella biodiversità ecosistemica di flora e fauna ancora sopravvissuta. Terreni violentati dai continui trattamenti chimici e meccanici ad opera di omuncoli ignoranti e privi di lungimiranza che inseguono il profitto ad ogni costo privando le generazioni future del proprio avvenire. Fiumi serrati fra alti argini che li intrappolano e rendono inaccessibili privandoci di quella relazione sacra e ancestrale con loro, simbolo del tempo e della vita umana.

Da raccoglitrice, non nascondo la difficoltà di trovare erbe spontanee in aree lontane da fonti d’inquinamento. Ci stanno privando della nostra stessa possibilità di nutrirci in maniera sana e di svincolarci anche solo in parte dalla perversa logica del consumismo.

E dov’è finito il senso della comunità? Nonostante tutto, nell'antichità non si raccoglieva mai fino all'ultima spiga di grano ai bordi dei campi, venivano lasciate le spighe per le vedove, gli orfani e i viaggiatori. “Se le verdure non fossero di tutti non crescerebbero solo nei campi”. Non ricordo chi lo disse o dove lo lessi, ma mi colpì molto. Oggi non solo nulla del raccolto viene lasciato, ma siamo addirittura arrivati a coltivare in serre di plastica svincolandoci anche dai cicli universali, e con la tecnica dell’idroponica anche dalla terra.

Chi si cura più dell’altro? Abbiamo creato un sistema sociale che ci lava dalla responsabilità dell'altro, dell'aiuto dell'altro. Abbiamo barattato il senso di comunità in cambio di un illusorio senso di controllo e potere. Non è difficile riconoscere però che le leggi sociali producono sofferenza perché non seguono le leggi naturali dell'amore.

Ungaretti, intervistato da Pasolini, nel 1965 dichiarava: “l'atto di civiltà, che è un atto di prepotenza umana sulla natura, è un atto contro natura”.

Ognuno di noi ne è responsabile, fin dal principio. Nessuno escluso. Siamo testimoni e complici di una civiltà aberrante che ha sostituito la spiritualità della Natura con l’uomo, per poi barattare la propria libertà con il dio denaro in cambio di un illusorio senso del potere e del controllo.

Ribelliamoci, individualmente, ogni giorno, ritrovando la spiritualità della Natura, compiendo consapevolmente ogni scelta, acquistando meno e consapevolmente, dando l’esempio, parlando con le persone che incontriamo, denunciamo i soprusi e la crudeltà nei confronti della Natura che è la nostra stessa anima. Ogni atto contro Natura è un atto di prepotenza nei confronti della nostra stessa anima.

Sii il cambiamento che vuoi avvenga nel mondo.

Elena Pradella



giovedì 3 giugno 2021

Manifesto del Fronte di Liberazione del contadino impazzito

 


Amate il guadagno facile,

l’aumento annuo di stipendio,
le ferie pagate.
Desiderate sempre più cibi già pronti,
abbiate paura di conoscere
i vostri vicini e di morire.
e avrete una finestra nel pensiero,
nemmeno il vostro futuro
sarà più un mistero,
la vostra mente sarà perforata in una scheda
e messa via in un cassettino:
quando vi vorranno far comprare qualcosa
vi chiameranno,
quando vi vorranno far morire per il profitto,
ve lo faranno sapere.

Ma tu, amico, ogni giorno
fai qualcosa che non sia calcolabile.
Ama il Creatore. Ama la terra.
Lavora gratis.
Conta su quello che hai e sii povero.
Ama qualcuno che non se lo merita.
Non ti fidare del governo, di nessun governo,
e abbraccia gli esseri umani:
nel tuo rapporto con ciascuno di loro
poni la tua speranza politica.

Approva nella natura quello che non capisci,
e loda questa ignoranza,
perché ciò che l’uomo non ha razionalizzato
non ha distrutto.
Fai le domande che non hanno risposta.
Investi nel millennio…
Pianta sequoie.
Sostieni che il tuo raccolto principale
è la foresta che non hai piantato,
e non vivrai per raccogliere.
Afferma che le foglie, quando si decompongono
diventano fertilità:
chiama questa «profitto»:
una profezia così
si avvera sempre.
Poni la tua fiducia
nei cinque centimetri di humus
che si formeranno sotto gli alberi
in mille anni.
Ascolta il suono con cui si trasformano
i cadaveri:
metti l’orecchio vicino e senti
i bisbigli delle canzoni a venire.
Aspetta la fine del mondo.
Sorridi,
il sorriso è incalcolabile.
Sii pieno di gioia, tutto considerato.
Finché la donna non si svilisce di fronte al potere,
dai retta alla donna più che all’uomo.
Domandati: questo potrà dar gioia alla donna
che è contenta di aspettare un bambino?
Quest’altro disturberà il sonno della donna
vicina a partorire?
Vai col tuo amore nei campi
Stendetevi tranquilli all’ombra.
posa il capo sul suo grembo
e vota fedeltà alle cose più vicine alla tua mente.

Quando vedi che i generali e i politicanti
riescono a prevedere i movimenti del tuo pensiero,
abbandonalo,
lascialo come un segnale per indicare
la falsa traccia,
la via che non hai preso.
Sii come la volpe
che lascia molte più tracce del necessario,
diverse nelle direzioni sbagliate.

Pratica la resurrezione.

Wendell Berry




(Fonte: Il Cammino)

venerdì 28 maggio 2021

Roma. Arte e Natura all'Hortus Urbis

 


LE ERBACCE DELL’APPIA ANTICA - Riconoscimento sul campo delle specie commestibili. Primo incontro il 29 maggio 2021 

Riscopriamo il piacere di andare in cerca di erbe alimentari spontanee, stare in contatto con la natura, fare salutari passeggiate e variare la dieta scoprendo nuovi sapori e alimenti che spesso possiedono anche composti importanti per il nostro organismo e per la nostra salute.

Si propone un percorso didattico che consentirà ai partecipanti di imparare non solo a riconoscere le piante spontanee di interesse alimentare della Campagna romana, ma anche a raccoglierle nel modo e nel periodo giusto.

Lezione su campo tenuta da Enrico Iannuzzi, botanico, conoscitore del’Appia Antica e amico di Hortus Urbis.




DISEGNI E ACQUERELLI NELL’ORTO (Adulti) - Primo incontro il 29 maggio 2021 

Torniamo a dipingere tra le aiuole del nostro amato Hortus Urbis,  per ritrovare equilibrio e armonia nella pratica del disegno e dell’acquerello naturalistico.
Gli incontri sono tenuti dall’illustratrice e pittrice Gioia Marchegiani.
In caso di pioggia l'incontro non si terrà

Contatti:   hortus.zappataromana@gmail.com




Per arrivare:
Hortus Urbis presso l'ex Cartiera Latina, via Appia Antica, 42/50 (accanto alla fontanella)

In bici: ciclabile Cristoforo Colombo e percorrere il sentiero Circonvallazione Ardeatina
Bus: 118 e 218 sull'Appia Antica (Fermata Domine Quo Vadis) o 30express, 714 e 715 su via Cristoforo Colombo (Fermata Cristoforo Colombo/Bavastro o Cristoforo Colombo/Circonvallazione Ostiense) e percorrere il sentiero Circonvallazione Ardeatina nel parco Scott
In macchina: La domenica parcheggiare a via Carlo Conti Rossini, Largo Gavaligi, via Omboni, via Scott e dintorni e percorrere il sentiero Circonvallazione Ardeatina nel parco Scott. Gli altri giorni parcheggio al civico 50.

sabato 15 maggio 2021

Firenze. La giostra degli irriducibili, 3V ed altri, per un lavoro senza ricatti...



Firenze ore 19.00,  piazza della Repubblica,  13 maggio 2021, coordinatrice Federica Picchi...

Molto ben organizzato l'evento prevedeva un palco dove i vari relatori avrebbero fatto i loro interventi ... ma guarda un po' la polizia ha vietato il montaggio del palco perché, c'era il permesso per la manifestazione ma non per il palco... E così i cari ospiti hanno parlato da sopra la piattaforma mobile del camion che conteneva il palco... i rimedi si trovano sempre...

Chi sono i partecipanti che portavano la loro testimonianza? Quali i temi che sono stati toccati?... 

Ecco molti erano ristoratori con un rappresentante, presidente di conf-commercio, che ha parlato a loro nome, evidenziando come 14 mesi di chiusura delle attività di ristorazione e di commercio, a causa della pandemia, abbia portato alla cessazione delle attività di 1400 partite IVA solo su Firenze, con rispettivi 14000 disoccupati... Questo è il risultato delle limitazioni imposte per il covid, d'altronde i contagi non sono diminuiti con le chiusure piuttosto con l'avvicinarsi del bel tempo e guarda caso, la natura pone rimedio ai mali spontaneamente... se solo osservassimo più spesso la natura... 

Prima di loro ha preso la parola un notaio che esortava a togliersi la mascherina poiché portarla è fuorilegge e, qualsiasi sanzione per non indossarla sarebbe inapplicabile; oltre ai vari problemi che può causare di respirazione, fastidio, percezione ecc...  anche questa imposizione non sembra dare buoni risultati nei confronti di un virus che si trasmette come l'influenza...

Alla manifestazione erano presenti anche altri gruppi, gli "irriducibili", alcuni rappresentanti del movimento 3V che il 17 saranno a Roma alla manifestazione contro l'obbligo vaccinale per i sanitari. A proposito già 4 pullman pieni partiranno dalla Toscana e altri da diverse città italiane. Inoltre altro evento il 29 maggio ore 15.30 a Sesto fiorentino sempre come tema la libertà di scelta terapeutica del M3V al quale si sta considerando anche un intervento degli "irriducibili";...  

Hanno preso la parola anche il gruppo degli irriducibili con Gabriella, un Oss sospesa dal lavoro perché ha rifiutato di vaccinarsi... Una donna lavoratrice ricattata dal suo datore di lavoro... come può il lavoro essere oggetto di ricatto? Questo è l'effetto del decreto Draghi del 1 di aprirle di  quest'anno... Un vaccino che non ti dà sicurezza di immunità ìe di non trasmissibilità come può essere imposto?

Così la nostra Gabriella si trova nella condizione di affrontare da sola con la sua famiglia il.problema della sopravvivenza sua e dei suoi figli... 

Cosa producono questi provvedimenti? Chiusure, disoccupazione, scomodità, preoccupazioni.
Questo è ciò che unisce tutti i lavoratori commercianti e operatori sanitari che non vogliono vaccinarsi tutti si ritrovano senza lavoro e senza possibilità di mantenersi vivi, attivi, utili.... 

Per i diritti che abbiamo c'è stato chi ha lottato per averli, se noi non faremo altrettanto ci verranno tolti, il.lavoro, la dignità e la libertà sono tra questi diritti, fdfendiamoli.

Giuseppe Finamore - Aderente alla Rete Bioregionale



Prossime manifestazioni:

La manifestazione di 3V contro l'obbligo vaccinale, il greenpass e lo slittamento del voto elettorale, che si terrà a Roma lunedì 17 maggio, si svolgerà a Piazza Bocca della Verità. Vi aspettiamo, dalle ore 14. - https://fb.me/e/1q7JWWeNC