Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

venerdì 8 marzo 2019

In memoria di Ipazia, filosofa e martire, vittima dell'oscurantismo cristiano

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Era il mese di marzo del 415 d.C.  Ipazia fu massacrata e il suo corpo ridotto letteralmente a brandelli da una massa di fanatici, ciascuno armato di un pezzo di vetro o coccio, che dovettero infierire sul cadavere in segno di fede e di sottomissione alla Chiesa. Ancora oggi Ipazia è l'emblema della libertà di pensiero e di ricerca scientifica, della razionalità filosofica, della indipendenza ed emancipazione della donna.

Mentre la Chiesa ha dichiarato santo  Cirillo, dottore della Chiesa e vescovo, colui che condannò a morte la scienziata e filosofa Ipazia, ad Alessandria d'Egitto. Nasce così il cosiddetto "Medioevo cristiano", caratterizzato dall'oscurantismo religioso e della misoginia. 

Che queste persecuzioni contro il mondo femminile siano avvenute e continuino ad avvenire, in conseguenze del propagarsi delle religioni monoteistiche patriarcali, non desta meraviglia (nelle menti capaci di discriminazione analitica). Infatti basti vedere le ripetute professioni di odio espresse dal dio giudeo contro tutti gli altri dei e contro gli altri popoli che non fossero il suo e si capisce quali sarebbero state le conseguenze, sempre più cruente, nelle successive azioni delle sette di ispirazione biblica. I giudei, prima, ed i cristiani, dopo, e per finire i musulmani, portarono alle estreme conseguenze quell'odio verso l'altro dissimile da sé, diverso nel pensiero, o nel genere. Infatti queste cosiddette "religioni" monoteistiche non sono assolutamente tali ma semplici ideologie razziste. Altro che "amore"... qui l'amore si esercita solo verso i propri kit and kin (e mai termine inglese fu più azzeccato)". 

E da ciò si capisce cosa sia il cristianesimo... tutti santi pure i torturatori dell'inquisizione, gli uccisori delle streghe, i pedofili, gli accaparratori di denaro altrui, i venditori di indulgenze, i bruciatori degli eretici, i papi i cardinali i preti le suore che uccidevano nei conventi, nelle cattedrali, nello stato del vaticano... ipocriti sepolcri imbiancati che ancora hanno il coraggio di predicare  il "bene"... per salvare il popolo dei "credenti"  dall'inferno, che loro stessi hanno creato. Amen!

Paolo D'Arpini




La storia di Ipazia:

“Commento di Teone di Alessandria al Terzo Libro del Sistema matematico di Tolomeo. Edizione controllata dalla filosofa Ipazia, mia figlia”



Questa l’intestazione al III libro del Sistema matematico di Tolomeo, scritto da Teone di Alessandria, padre della filosofa e matematica Ipazia.  Lui  la introduceagli studi matematici ma lei non si limita allo studio e diventa anche insegnante,come testimoniano le parole di Filostorgio (suo contemporaneo e biografo): “Introdusse molti alle scienze matematiche” e l’elogio che ne tesse Pallada è forse il più bello e il più intimo: ” Quando ti vedo mi prostro, davanti a te e alle tue parole, vedendo la casa astrale della Vergine, infatti verso il cielo è rivolto ogni tuo atto, Ipazia sacra, bellezza delle parole, astro incontaminato della sapiente cultura”.

Ipazia ha fatto importanti scoperte sul moto degli astri, raccolte nel testo “Canone astronomico” così da renderne pubblica la conoscenza anche ai suoi contemporanei. 

Considerata la terza caposcuola del Platonismo da Socrate Scolastico, ha dimostrato che tra la scienza matematica e la sapienza filosofica c’è uno stretto legame, e la studiosa Gemma Beretta traccia un quadro lucido e dettagliato dell’opera che questa filosofa ha lasciato ai suoi contemporanei e a tutte le successive generazioni di uomini e donne che hanno calpestato la stessa terra e guardato lo stesso cielo: “Quando tracciava una nuova mappa nel cielo, Ipazia stava indicando una traiettoria nuova, e al tempo stesso antichissima, per mezzo della quale uomini e donne del suo tempo potessero imparare ad orientarsi sulla terra e dalla terra al cielo e dal cielo alla terra senza soluzione di continuità e senza bisogno della mediazione del potere ecclesiastico…

Ipazia insegnava ad entrare dentro di Sé (l’Intelletto) guardando fuori (la volta stellata) e mostrava come procedere in questo cammino con il rigore proprio della geometria e dell’aritmetica che, tenute l’una insieme all’altra, costituivano l’inflessibile canone della verità”.

Ipazia: matematica ma anche filosofa.  Inventrice, pare di un astrolabio piatto, di un idroscopio e un aerometro. Ipazia anche guida spirituale, come testimonia una intensa ed intima lettera scritta da Sinesio, Vescovo di Cirene,  indirizzata a lei, maestra pagana: ” Detto questa lettera dal letto nel quale giaccio. Possa tu riceverla stando in buona salute, o madre, sorella e maestra, mia benefattrice in tutto e per tutto, essere e nome quant’ altri mai onorato! …. E se c’è qualcuno venuto dopo di me che ti sia caro, io debbo essergli grato perché ti è caro, e ti prego di salutare anche lui da parte mia come amico carissimo. Se tu provi qualche interesse per le mie cose bene; in caso contrario, non importano neanche a me”.

Ipazia è stata una donna seguita dai suoi contemporanei, dal popolo come dalle più alte cariche cittadine, come riportano Socrate Scolastico ” A causa della sua straordinaria saggezza, tutti la rispettavano profondamente, e provavano verso di lei un timore reverenziale”, e Damascio ” Il resto della città a buon diritto la amava e la ossequiava grandemente, e i capi ogni volta che si prendevano carico delle questioni pubbliche, erano soliti recarsi prima da lei”. Secondo il parere di questi due illustri filosofi e diretti testimoni di Ipazia, grazie a lei si era realizzata nel concreto la “politeia” in cui erano i filosofi a decidere le sorti della città.

Ancora Beretta sottolinea l’innovazione contenutistica degli insegnamenti di Ipazia, nel sostenere che ” Ipazia affiancava ad un insegnamento esoterico un insegnamento pubblico, simile a quello dei sofisti moralizzatori del I secolo” e ” … spiegava tutte le scienze filosofiche a coloro che lo desideravano”.


Nel 391 d.c. Teodosio dichiara il Cristianesimo religione di Stato, e l’anno successivo viene promulgata una legge speciale contro i riti pagani.  Ipazia occupa la cattedra di filosofia, ereditata dal padre; Cirillo diventa Vescovo e rappresenta il massimo del potere ecclesiastico.

Durante il passaggio dal paganesimo al cristianesimo, l’unico modo che il Vescovo ha di controllare le menti è quello di spodestare il filosofo, e Cirillo non perde tempo per organizzare l’eliminazione fisica della sua rivale.

Ipazia cade vittima di un’imboscata mentre faceva ritorno a casa, la colpiscono con dei cocci e la smembrano. Gettano pezzo per pezzo il suo corpo nel fuoco perché non ne restasse traccia. Il santo Cirillo, pur essendo considerato il principale architetto della ingiusta e violenta sparizione di Ipazia, non ha mai pagato, neanche moralmente, la sua colpa.  

Un esimio collega della filosofa d’Alessandria, Voltaire, le dedicherà pensieri di solidarietà e definirà la sua fine una “condanna ingiusta”, frutto di “un eccesso di fanatismo” e l’irlandese John Toland le dedica un saggio” Ipazia, ovvero la Storia di una Dama assai bella, assai virtuosa, assai istruita e perfetta sotto ogni riguardo, che venne fatta a pezzi dal clero di Alessandria per compiacere l’Orgoglio, l’Emulazione e la Crudeltà del loro Vescovo, comunemente ma immeritatamente denominato San Cirillo”.

Angela  Braghin




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giovedì 7 marzo 2019

"Igienismo Naturale e visione d’insieme" di Daniele Bricchi


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Alle persone che mi contattano chiedendomi qualche forma di aiuto e supporto igienista, so che potrò essere utile solo se sarò in grado di istillare il dubbio, mettere a repentaglio qualche pregiudizio, far vacillare qualche dogma. Se alla fine del dialogo o del soggiorno non siamo riusciti in questo, temo di avere fallito nella cosa più importante perché con ogni probabilità l’aver intrapreso un detox darà benefici solo temporanei se non si è innescato o intensificato un cambio di paradigma, una inarrestabile tendenza a rivedere la vita da diverse angolazioni.
Ho iniziato da ragazzino negli anni 70 con ambientalismo, vegetarismo, la via Gandhiana, i progetti di eco-villaggio come alternativa ad un sistema che mi pareva destinato allo sfascio. Nel 1985 incontro e inizio lo studio e la pratica del sistema igienista naturale grazie al quale sferzo una gran botta a tutti i mIei cronici disturbi (cosi definiti dai medici allopatici) mentre con amici ci riuniamo spesso a casa mia per praticare detox autogestiti. Un anno dopo, non so come, ricevo una richiesta di assistenza al digiuno da parte di un atleta semi-professionista. Il mio praticantato igienista da apprendista stregone iniziava così sul campo e da apprendista continua.
Se inizialmente la mia attenzione era posta parecchio su cibo e digiuno ora invece è maggiormente rivolta ai condizionamenti. Prima di tutto è necessario comprendere che non siamo davvero liberi anche nel senso che quello che facciamo, pensiamo ecc. è frutto di un condizionamento che subiamo da sempre.
Per liberarci, prima è necessario accorgerci che non siamo liberi.
Pensare con la propria testa è condizione indispensabile e temo che l’obbiettivo non sia raggiungibile se prima non riconosciamo che siamo indottrinati, che agiamo come pecore. Siamo spesso inconsapevoli schiavi di culture locali. Per esempio, se nasci in Cina hai molte probabilità di credere che mangiare cani sia concepibile e che il formaggio sia inopportuno perché da ritenere latte andato a male, mentre in altre parti del mondo la percezione è diametralmente opposta. In entrambi i casi si tratta di modelli di credenze favorite da usi, costumi, veri e propri lavaggi del cervello, culture locali che vengono assorbite spesso senza senso critico, oscurantismo e repressione di stampo religioso massivo che si trascina per secoli e secoli. Se viene riconosciuto questo fatto è probabile che siamo nelle condizioni di porci domande a cui cerchiamo di dare risposte invece di dare per scontato tutto quello che viene calato dall’alto. A quel punto la ricerca è davvero tale e l’indottrinamento, anzi l’auto-indottrinamento lo abbiamo deciso noi nel modo e direzione che ci sembrano più opportuni, magari facendo anche errori e correggendo il tiro.
Per lungo tempo ho creduto che quando una persona sperimenta un risveglio, su uno o più argomenti e si illumina, divenisse automaticamente aperto e risvegliato su tutto. Mi sono dovuto ricredere incontrando vari maestri, geniali e coraggiosi da cui ho anche imparato tanto in determinati campi, che però a mio avviso non affrontavano le cose con la medesima apertura mentale e si accontentavano di seguire il gregge senza sindacare. Bastava spostarli di un pochino dal loro campo di eccezione per risultare del tutto ingenui e manipolabili. Mi sono piano piano convinto che questa capacità di porsi domande su tutto è da chiarire nella testa in modo pragmatico tenendo alta l’attenzione.
Dal mio punto di vista siamo un popolo di viziati, caratterizzati da una immaturità profusa, generalizzata e che proprio perché altamente diffusa risulta essere scarsamente visibile.
I nostri pregiudizi sono i nostri più grandi nemici, con le nostre chiusure mentali e i pensieri limitanti. Einstein diceva che è triste l’epoca in cui è più facile rompere un atomo che non un pregiudizio e che non ha senso aspettarsi risultati diversi facendo sempre le stesse cose, mentre Oscar Wilde affermava: “ il vizio supremo è la superficialità”.
La condizione di essere “avulsi dalla realtà” è assai comune, è spesso inconsapevole, ma può essere in parte voluta per effetto della paura che la realtà sia troppo scomoda, sconveniente, terrificante da affrontare.
“Il saggio combatte contro il proprio ego, l’ignorante combatte contro tutti gli altri”.
Vorrei toccare una serie sicuramente incompleta di argomenti senza tuttavia approfondirne neppure uno perché il mio interesse è puntare a evidenziare il filo conduttore tra i vari soggetti. Ogni argomento potrebbe essere affrontato col paraocchi, in maniera specista e settoriale, oppure auspicabilmente con una visione globale, considerando anche l’effetto delle sinergie tra esse.
Quando contattato, la richiesta che mi viene fatta è quasi sempre l’assistenza ad un digiuno terapeutico, ma da molto tempo mi adopero per fare capire loro che non hanno interesse a chiedermi questo. Oltre a contemplare l’eventualità di un digiuno (strumento sicuramente di eccezionale potenza, inseribile in un programma salvavita anche se non sempre opportuno o indispensabile) propongo un percorso di consapevolezza che invece credo imprescindibile, ampio e variegato che include molteplici aspetti e argomenti che vertono alla comprensione il più possibile completa del sistema igienista. E’ un lavoro difficile, forse non mi riesce molto bene, ma non vedo altre possibilità.
Se poi la richiesta di supporto arriva da persone che sono principalmente afflitte da: depressione, problemi esistenziali, problemi psichiatrici, dipendenza da psicofarmaci, tossicodipendenza, incluso da caffè, tabacco, alcol, il digiuno, almeno in prima battuta è fermamente escluso nel programma che propongo. In questi casi il detox è comunque assicurato con un programma di crudismo e sicuramente al posto del digiuno a riposo pratichiamo la cosiddetta “terapia occupazionale” lavori manuali di svariato genere, associata ad una serie di altre misure.
Certamente, diventare padroni del sistema igienista necessita impegno, studio attento della letteratura igienista in mancanza del quale riteniamo sia altamente improbabile si possa sfruttare appieno nelle sue enormi potenzialità e campi di utilizzo. Tuttavia è necessario comprendere che i concetti base che gli igienisti del passato ci hanno aiutato a comprendere vanno calati nel contesto attuale tenendo quindi conto dei cambiamenti che sono occorsi dai tempi della stesura dei testi dei pionieri. Lo stesso Dr. Shelton scrisse: “l’igienismo è un neonato… e sull’igienismo non è certo stata detta l’ultima parola”, e il suo motto era: sosteniamo la verità, cadessero i cieli”.
Per esempio, questi grandi e geniali riformatori non potevano trattare argomenti inerenti ai gravi danni causati dai televisori, dai computer, dai telefoni mobili, dall’elettrosmog perché non esistevano. Allo stesso modo non potevano parlare di una serie di altri gravi attacchi che giungono a noi attraverso i materiali di cui sono composte le case moderne e dagli oggetti con cui le colmiamo. Non potevano parlare della sedentarietà diffusa perché ai loro tempi i mestieri intellettuali erano per pochi mentre erano molto diffusi quelli manuali. L’inquinamento ambientale non era ancora così grave come ora, non erano ben noti i danni da otturazioni dentali realizzati da amalgame contenete mercurio, ecc. ecc..
E’ quindi nostro compito integrare seguendo il medesimo filo logico, indicando e fronteggiando le cause dei disturbi diffuse al nostro tempo che sono in parte differenti da quelle del passato.
Un individuo sano necessita anche di un ambiente sano. Le condizioni del pianeta sono come quelle di un infermo in preda a fortissime crisi eliminative che urgentemente necessita di rimuovere le cause dei suoi malanni, riposare e digiunare, onde scongiurare la sua fine preceduta magari da lunga agonia. Quello che accade nel microcosmo si rispecchia nel macrocosmo e viceversa. E lui, il pianeta, siamo noi. Come dicono i maestri: “io sono te tu se me, tutti siamo uno. Siamo un tutto col mondo e la separazione è solo una illusione. Senza gli altri non siamo nulla. Tentiamo di crescere sanamente i nostri figli pur sapendo che l’ambiente in cui vivranno è sempre meno adatto alla vita per via di conflitti, inquinamento e disgregazione sociale. Un movimento di salute maturo e consapevole si adopera e mette in pratica sostenibili modelli di vita, contro ogni mafia, a tutela del territorio, contro il grosso problema degli sprechi, le ingiustizie, per una radicale riforma ambientale, umana e solidale che richiede davvero un modo diverso di pensare.
GEOPOLITICA? Giusto come esempio di questione dalla cui comprensione si possono comprendere molti altri problemi internazionali, non posso non citare la tragedia palestinese, anche come raro esempio di manipolazione dell’informazione che si va lentamente sgretolando anche grazie a documenti oramai desegretati. Vi invito caldamente a visionare i documentari: “Capire il torto” di Paolo Barnard e “l’Araba Fenice” di Fulvio Grimaldi.
IL PROBLEMA DEI RIFIUTI. Andrebbe davvero affrontato. I termo-valorizzatori non fanno sparire proprio nulla, ma mettono in circolo rifiuti più pericolosi sotto un'altra forma. Vedi i lavori del Dr. Stefano Montanari nel suo video documentario: “l’insidia delle polveri sottili e delle nano-particelle”
Noi, di base, siamo fatti per vivere all’aria aperta. Le case di una volta erano dei compromessi molto piccoli per i materiali da costruzione e le tecniche costruttive del tempo, ma le strutture abitative e lavorative di oggi ad eccezione di quelle realizzate con i criteri della bioedilizia sono luoghi che invece di essere una tana sicura sono piene di inside per la nostra salute. La bioedilizia è una branca dell’ecologia e dell’igienismo in quanto si occupa delle cause dei disturbi derivanti dall’impatto ambientale in zona di produzione dei materiali, di quella della fase della loro messa in opera, delle conseguenze per chi vive in quegli interni, per chi poi va a ristrutturare, per chi va a demolire e per l’ambiente se la struttura viene abbandonata. La bioedilizia offre un’alternativa molto più sana a tutto questo.
Ci siamo fatti convincere a usare il telefono mobile al posto del telefono fisso, come orologio, come sveglia, per tutto, mentre sarebbe solo un fantastico strumento di emergenza. Vedasi i lavori sull’incidenza dei tumori in relazione all’esposizione da telefoni mobili del Dr. Fabrizio Marinelli ricercatore dell’istituto di genetica molecolare del CNR di Bologna. Ci sono ovviamente mobilitazioni per opporsi anche al pericoloso 5g.
IN QUESTA EPOCA, stiamo assistendo alla perdita dell’uso del corpo e ad una clamorosa perdita della manualità a favore di una abilità sempre più crescente delle mani nell’uso di tastiere e dispositivi vari. Una legge biologica ferrea ci dice che se il corpo lo usi lo mantieni, mentre se non lo usi lo perdi. Spesso gli igienisti citano popoli come gli Hunza e i Vilcabamba come esempi di longevità, ma non sempre si ricordano di sottolineare che queste persone lavorano anche nei campi fino a età avanzata. Parlando col Dr, Luciano Proietti, un medico che partecipò allo studio dei centenari italiani ci disse che il lavoro manuale era una delle caratteristiche comuni che si erano evidenziate incontrando queste persone. Ci disse che talvolta continuavano a lavorare anche durante l’incontro tanto che l’intervistatore doveva camminargli appresso.
Soprattutto nei paesi industrializzati come il nostro, in particolar modo negli ultimi 60 anni ci siamo fatti portare via quasi tutte le abilità manuali, una ricchezza quasi perduta. Oggi molti di noi svolgono attività prettamente intellettuali. La vita cittadina, la mancanza di esperienza di lavori manuali, il fare sempre lo stesso mestiere sono concause di una ridotta visione d’insieme, rallenta e ostacola  la maturazione e la consapevolezza dell’individuo, rende pigri e viziati, viviamo nella bambagia, usiamo e gettiamo oggetti creati in paesi lontani da persone che lavorano spesso in condizioni di sfruttamento utilizzando risorse che non sono inesauribili e che nemmeno ci appartengono, ottenendo anche  una generalizzata “ bassa percezione del pericolo” causata dalla scarsità di esperienze incrementata da cattiva informazione.
Il lavoro manuale oltre ad aiutarci a mantenerci forti e in forma, permette di conoscere meglio il mondo che ci circonda, capire da dove vengono gli oggetti, come vengono prodotti, quanta fatica e amore sono necessari per produrli, capire cosa succede loro una volta utilizzati. Leone Tolstoy riteneva che fosse un’ingiustizia sociale relegare sempre alle stesse persone l’onere di produrre i beni indispensabili che tutti usano quali il cibo, le case, il vestiario, i mezzi di trasporto e decise di dedicare alcune ore al giorno a mansioni manuali con il motto: “lavoriamo meno - lavoriamo tutti”. A coloro che gli domandavano come poteva svolgere la sua attività intellettuale se doveva pure lavorare. Egli rispondeva che dopo 5 o 6 ore di lavoro gli restava tutto il tempo che gli serviva per il proprio lavoro intellettuale e che in più era arricchito di esperienza di vita vera. Nelle comunità dell’Arca, fondate da Lanza del Vasto, tutte le mansioni vengono praticate a rotazione dai suoi membri in modo che tutti formino competenze e manualità un po’ su tutto proprio per sviluppare una maggiore visione d’insieme.
LA VERA VITA E’ IN CAMPAGNA., se non nel villaggio, se non nella tribù.
L’UOMO IN EQUILIBRIO non sarà solo manuale e non solo intellettuale, ma comprenderà entrambe le cose in sintonia tra esse.
La BASSA PERCEZIONE DEL PERICOLO porta davvero alle conseguenze più svariate.
 Di solito le risate più sonore me le becco quando tento di introdurre il concetto di “VELOCITA’ VEGANA” …. e mi ridono in faccia anche persone che sono già in un sentiero di ricerca. Abbiamo deciso di usare senso critico e di mettere in discussine il modo convenzionale di alimentarsi? Mi fa molto piacere, ma la mia domanda è: non sarà il caso di porci domande anche su tutto il resto?
“Non fidarti delle apparenze, non è il cervo che attraversa la strada, ma è la strada che attraversa il bosco”. Se decido di condure il mio mezzo di trasporto con molta prudenza e riduco mediamente la velocità che è riconosciuta come il principale indice che determina la gravità dei traumi, ho la certezza matematica che riduco anche la probabilità di investire un animale che attraversa la strada, consumo meno carburante e risparmio mentre inquino di meno, causo meno incidenti e se questi capitano sono meno gravi con meno feriti e meno morti. Mi si obbietta che una volta che si rispettano i limiti di velocità stabiliti dalla legge abbiamo fatto tutto quello che è ragionevolmente necessario. Io rispondo che la legge non vieta di fumare, di fare continuo uso di farmaci, di bene alcolici, di dormire meno ore di quelle necessarie ecc., ma questo non significa che siano comportamenti razionali, sani, ne privi di conseguenze anche pesanti. La morte sulle strade è la prima causa di morte nei bambini. Ogni anno, muoiono in Italia dalle 4000 alle 10.000 persone, 100.000 in Europa, 1.200,000 nel mondo, oltre a centinaia di migliaia di persone che contraggono invalidità solo per gli incidenti stradali. Il traffico veicolare per il modo assurdo in cui è organizzato non può che produrre questo in continuazione, ma non si vedono grandi sforzi per porvi rimedio. Dal mio punto di vista questa situazione è un chiarissimo esempio di come un comportamento assurdo, diffuso massivamente viene accettato dalla nostra mente come una cosa normale a cui tutto sommato ci si abitua. Poi quando capita che per un incidente perdiamo gli arti o perdiamo una persona cara, ci casca addosso il mondo, ma sempre per imitazione finiamo per rassegnarci ad eccezione di una minoranza che inizia a lottare per informare e sensibilizzare per ottenere un cambiamento.
CONDIZIONAMENTI e basse percezioni del pericolo consentono l’accettazione dell’uso di cosmetici, tatuaggi, metalli a contatto col corpo e che addirittura lo trafiggono come orecchini e piercing, il fumare, bere alcolici, consumare generi alimentari prodotti dall’industria, rimanere in un posto di lavoro che ti disgusta l’anima, ma che non molli perché sei ben pagato. Siamo stati indotti a sviluppare una vera propria fobia rispetto agli odori corporei e a sentirci invece perfettamente a nostro agio nell’immergerci di sostanze chimiche e velenose come i deodoranti, i detersivi chimici, smalti e una infinità di prodotti. Queste sono piccola parte di una copiosa lista di comportamenti considerati normali e accettabili anche se alla fine ci confinano nel dolore, nella malattia e nella distruzione del territorio. Spesso la moda è tiranna.
Alla luce delle attuali conoscenze non credo che si possa affermare che coloro che possiedono più BENI MATERIALI si ammalino di meno, siano più felici, siano meno depressi. Sembra anche che viziare i bambini sia un modo abbastanza sicuro per ostacolare la loro formazione ed equilibrio.
IGIENISMO E’ BUON SENSO, è sicurezza, è principio di precauzione, è vivere con attenzione.
COMPETENZE DI PRIMO SOCCORSO. Credo che tutti dovrebbero fare corsi di pronto soccorso incluso i corsi di disostruzione delle vie aeree.
TRAPIANTO DI ORGANI. Credo che vadano conosciuti i motivi di lotta portati avanti dalla lega contro la predazione di organi e la morte a cuore battente. Se non lo avete già fatto contattateli e adottate i mezzi per difendervi. www.antipredazione.org E’ accaduto, accade e continuerà ad accadere che persone considerate espiantabili secondo l’attuale legge, hanno inaspettatamente ripreso conoscenza e spesso senza riportare danni permanenti.
Il prelievo degli organi per i trapianti, cuore, fegato, reni, polmoni, si effettua da persona in coma sottoposta a ventilazione mediante intubazione, dichiarato d’autorità in “morte cerebrale” le cui reazioni alla sofferenza prodotta dall’espianto sono impedite da farmaci paralizzanti o da anestetici. Non si tratta di un morto in arresto cardiocircolatorio e respiratorio come tutti intendiamo. Inoltre ci sono molte altre cose importanti da sapere.
VACCINAZIONI: su questo tema, stiamo vivendo un periodo caldissimo a causa del fatto che i sostenitori della vaccinazione di massa hanno pianificato una guerra contro ogni comune cittadino, scienziato, giornalista o organizzazione che pone qualsivoglia obbiezione alla pratica vaccinale.
L’obbligo alla vaccinazione è sostenuto da persone corrotte e anche da persone in buonafede, ma ridotte a totale ignoranza grazie ai già citati condizionamenti.  I danni da vaccino sono molto più frequenti e gravi di quanto si voglia fare credere, mentre i benefici reali dell’immunizzazione vaccinale sono decisamente dubbi.
Voglio dire che questa lotta non deve interessare solo genitori, lesi da vaccino, o medici dissidenti, ma deve coinvolgere tutti perché qui ci stiamo giocando i diritti sociali, le libertà individuali. E’ una lotta per la civiltà. Vogliono obbligare tutti a curarsi con la chimica. Quando ci ricatteranno con altri diritti: “se non ti vaccini non ti do la patente, il passaporto, l’assistenza sanitaria, l’accesso all’università, al posto di lavoro”, allora forse ci sveglieremo. Personalmente non sono solo contrario all’obbligo, ma sono contro le vaccinazioni perché non ho ancora trovato alcuna prova convincente che vi siano condizioni in cui il vaccino sia davvero stato il modo più sensato di procedere. Se qualcuno mi aiuta a trovare queste prove gli sarei grato.
COME IGIENISTI, in aggiunta a questo, abbiamo la convinzione che con conoscenza e metodo igienista si possa mettere in campo la vera ed efficace prevenzione delle malattie infettive. A titolo di esempio, vi invito a leggere una dispensa riassuntiva: “Crescere bimbi sani senza farmaci e chirurgia” dalla gravidanza ai primi anni di vita, su mio figlio Alfred; ora diciassetenne.
LA NASCITA, altro vasto e affascinante argomento. E’ fondamentale conoscere anche i rischi e i danni della medicalizzazione del parto che possono segnare per tutta la vita madre e nascituro e quindi conoscere le alternative.
GLI ABBRACCI. Con le culture repressive, ci siamo fatti rubare la dimensione naturale del contatto fisico e dell’abbraccio. Suggerisco vivamente di leggere l’articolo di Enrico Cheli “La comunicazione del cuore – per un recupero del contatto corporeo e dell’abbraccio” dove magistralmente viene spiegato perché il contatto e gli abbracci ci fanno bene e perché ci si abbraccia così poco.
LA DANZA. E’ un ingrediente che volentieri includo nella strategia igienista. Danzare significa accedere come per magia ad un bel complesso di effetti interessanti perchè danza è: attività fisica, attività psicomotoria, meditazione dinamica, un altro livello di comunicazione, contatto fisico, socializzazione e gioco.
FARE L'ESPERIENZA DEL RAINBOW GATHERING. Consigliato. Per molti è una prova di apertura mentale,... può fare accedere al cambiamento...
ALIMENTAZIONE. Non credo di poter dire con sufficiente enfasi che l’igienismo non è un sistema basato sull’alimentazione.
Ritengo che l’idea che l’igienismo sia un modo di alimentarsi sia una credenza, un fraintendimento diffuso, spiacevole, grave e foriero di negative conseguenze. Sarebbe come dire che una volta che avete accertato di aver messo il carburante adatto nella vostra autovettura siete a posto. Sarebbe come dire che il pedale della bicicletta è la bicicletta. Se vuoi una bicicletta entri in un negozio e la compri tutta intera. Se compri solo il pedale lo metti sotto braccio e te ne va a piedi non certo in bici. Il pedale sta alla bicicletta come il cibo sta all’igienismo. Sono parti indispensabili, ma senza le altre parti possono risultare inutili.
PARLARE DI ALIMENTAZIONE NATURALE oggi significa nutrirsi del meno peggio. Più che naturale lo definirei razionale perché gli alimenti naturali per la nostra specie sono per lo più scomparsi con l’interventismo umano. Possiamo comunque fare molto preferendo gli alimenti più sani che il contesto attuale ci offre, cibi freschi, dare importanza ai cibi crudi, evitare o ridurre al massimo i cibi peggiori. Stiamo senza dubbio lontano dalle droghe, incluse quelle legali come caffè, zucchero bianco e soprattutto non dovremmo accettare alcun compromesso con alcolici e tabacco, immani piaghe sociali il cui danno è cosi sottostimato e banalizzato proprio perché capillarmente diffuso. Fa bene il biologo igienista Desire Merien a collocarli tra gli elementi degenerativi.
LA NUTRIZIONE poi è ben altra cosa dall’alimentazione. Come ben sapete, l’alimentazione è quello che mangiamo mentre la nutrizione è quello che assimiliamo. I requisiti necessari per ambire ad una buona nutrizione non dipendono solamente da quali alimenti mettiamo in tavola, ma anche da altri fattori e per fare qualche esempio potremmo riferirci allo stato emotivo generale e a quello che proviamo nel momento dell’assunzione di cibo, a come mastichiamo o se ingoiamo, se ci nutriamo quando abbiamo fame o se utilizziamo il cibo per drogarci e tamponare le nostre frustrazioni e infelicità, combiniamo in modo almeno accettabile gli alimenti? Eccediamo nelle quantità? Viviamo per mangiare o mangiamo per vivere?
VEGETARISMO NELL’IGIENISMO; beato chi fa proprie sia le motivazioni salutistiche sia quelle dei diritti degli animali, quelle ambientali e socio-economiche. Chi abbraccia solo una di queste motivazioni e non tutte è più vulnerabile, spesso in conflitto e impreparato per cui spesso crolla e abbandona.
IGIENISMO NATURALE è così definibile solo in una visione d’insieme che quindi contempla tutti gli aspetti della vita e dell’ambiente per mezzo dei quali è resa possibile l’esistenza. Senza visione globale non credo sia possibile parlare di igienismo. La definizione descrittiva che mi convince maggiormente riguardo al nome del nostro sistema non è certo: ”igienismo la scienza dell’alimentazione”, ma nemmeno “igienismo la scienza della salute”, ma “igienismo la scienza della vita”.
Meno macchinazioni mentali e più azione…questo e tanto altro intendo per Igiene naturale e visione d’insieme. Fa questo chi si risveglia dal sonno apportato dai condizionamenti. Il potere di cambiare le cose è nelle nostre mani e si chiama AZIONE, (uscire dall’immobilismo) prima di tutto, informarsi e informare, (la nostra arma migliore) ovviamente si parte da se stessi e poi con interesse e partecipazione ci si mobilita con concrete iniziative e collaborazioni trasversali (fare rete) con gruppi e associazioni. AZIONE COLLETTIVA.
Se ci limitiamo a lamentarci e non sfruttiamo questo potere significa che applichiamo un collaudato metodo per mantenere lo status quo di cui patiamo le conseguenze.
Non dimentichiamoci mai che non siamo soli, ci sono ovunque persone e gruppi che come noi lavorano e si battono su qualche fronte in questo senso e che questo lavoro lo dobbiamo fare anche divertendoci.
Quando veniamo a conoscenza di una ingiustizia certa, abbiamo il dovere morale di renderla nota e opporci ad essa e se non lo facciamo ne diveniamo complici. Come diceva Martin Luther King, “non ho paura dei violenti, ma del silenzio degli onesti”.
Per concludere, devo dire che rispetto a obbiettivi cardine del sistema igienista quali l’autogestione della salute senza farmaci (quindi fare prevenzione per chi è sano e recuperare la salute quando questa è venuta meno), nelle osservazioni fatte negli anni anche su tante persone che ho incontrato che hanno condiviso con me le loro storie, mi convinco sempre più che le probabilità di successo sono largamente maggiori in coloro che non sprecano le loro forze in cose inutili e senza scopo, ma mantengono il focus sulle cose che contano, che creano interessi nella loro vita, che non abbandonano lo studio della letteratura igienista e quella affine ad essa, che imparano a difendersi dai condizionamenti devianti e mantengono viva l’attenzione, che non si limitano ad aspetti settoriali, ma tendono con entusiasmo ad allargare sempre i propri orizzonti con una visione olistica della vita.
Una volta compresa la direzione giusta, è necessaria anche la sufficiente intensità. (l’esempio della persona caduta in acqua che se vuole salvarsi,… non gli basterà nuotare nella giusta direzione, ma dovrà farlo con l’intensità necessaria per potere emergere in superficie e respirare)
APPELLO AI DIGIUNANTI FAI-DA-TE. Ricevo frequentemente richieste di aiuto da parte di digiunanti fai-da-te in serie difficoltà. Di solto hanno sbagliato l’interruzione del digiuno, si sono sentiti male e alcuni finiscono all’ospedale. Spesso sono nel panico e temono di morire. Io li aiuto e spesso impieghiamo settimane o mesi per ritornare alla normalità. Uscirne illesi non è un risultato scontato. Nella storia del digiuno è riportata una casistica di casi finiti in camera operatoria o dall’esito fatale.  QUALSIASI IGIENISTA COMPETENTE O QUALIFICATO TESTO SUL DIGIUNO IGIENISTA AVVERTE CON FERMEZZA CHE IL DIGIUNO DEVE ESSERE PRATICATO SOLO IN AMBIENTE CONSONO E SEGUITO DA PERSONA COMPETENTE. Non fraintendermi. Diventare medici di se stessi e l’autogestione della salute sono tra gli obbiettivi, per cui puoi fare anche il digiuno autogestito, ma solo dopo esserti documentato e impratichito poco alla volta assumendotene comunque la responsabilità e sempre con prudenza e buon senso. Prima di correre, bisogno imparare a camminare.                                                                                                                     
Paradossalmente, capito il sistema igienista, non lo abbandoni nemmeno se non funziona.                      
Daniele Bricchi  
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CONGRESSO IGIENISTA NAZIONALE -  CASTEL SAN PIETRO TERME (BOLOGNA)      -       17/02/2019

mercoledì 6 marzo 2019

Il messaggio della Kabbalah come strumento di conoscenza psichica



Viviamo in  un periodo difficile, messi a dura prova dalle crisi di qualsiasi livello nella nostra esistenza personale, ambientale e sociale. La causa di queste crisi è la nostra inabilità a percepire le connessioni tra di noi, e tra di noi e la natura. La saggezza della Kabbalah potrebbe fornire un metodo attraverso il quale  risolvere le malattie del mondo e trascendere i propri problemi,  introducendo l’autentica saggezza della Kabbalah nell’educazione di massa.

In tal senso osserviamo l'azione del Bnei Baruch,  un movimento che  si occupa dello studio e della divulgazione del messaggio della  Kabbalah,  che comprende migliaia di studenti in tutto il mondo.
(vedi: https://it.wikipedia.org/wiki/Bnei_Baruch).


Negli ultimi anni, il gruppo è cresciuto in un movimento impegnato in progetti di educazione volontaria, presentando le fonti genuine della Kabbalah nella lingua contemporanea.

L’essenza del messaggio  kabbalistico è l’unità delle persone, l’unità delle nazioni e l’amore dell’uomo.

L’amore dell’uomo era il carburante che spingeva  gli antichi  kabbalisti verso obiettivi straordinari. Nei tempi in cui l’amore dell’uomo si spostò in un odio infondato, le nazioni scivolarono nell’esilio e nelle afflizioni. Se noi creiamo uno spazio interiore  per questi antichi ma nuovi valori, scopriremo che possediamo il potere per mettere da parte le differenze e unirci.

La Kabbalah ed i suoi sentieri.

L’Uno è il mistero dei misteri, l’En Sof (il senza limite), Egli può manifestarsi attraverso i suoi attributi che sono poi le qualità descritte nella Kabbalah. Lo schema proiettato si chiama Albero delle Sefiroth, con dieci rami, è un simbolo di come le qualità divine siano scese dall’alto verso il basso, segnando la strada spirituale che l’anima deve compiere per il ritorno. Il cammino si compie attraverso 7 Hekaloth (piani spirituali) in cui l’anima procede dal basso verso l’alto sino alla rivelazione. 

Nella Kabbalah i rami si intersecano in 22 sentieri conduttivi a varie qualità e questa cifra corrisponde alle 22 lettere dell’alfabeto ebraico. Vediamo ora quali sono i nomi ed i significati arcani dei vari sentieri. 
1 dalla Intelligenza alla Corona, l’nizio; 
2 dalla Bellezza alla Corona, conoscenza occulta; 
3 dalla Intelligenza alla Saggezza, conoscenza profana; 
4 dalla Bellezza alla Saggezza, creazione; 
5 dalla Misericordia alla Saggezza, saggezza; 
6 dalla Bellezza all’Intelligenza, fede; 
7 dalla Severità all’Intelligenza, moto; 
8 dalla Severità alla Misericordia, risoluzione; 
9 dalla Bellezza alla Misericordia, meditazione; 
10 dal Trionfo alla Misericordia, evoluzione; 
11 dalla Bellezza alla Severità, moderazione; 
12 dalla Splendore alla Severità, rinuncia; 
13 dalla Trionfo alla Bellezza, trasformazione; 
14 dal Fondamento alla Bellezza, moderazione; 
15 dallo Splendore alla Bellezza, soggezione; 
16 dallo Splendore al Trionfo, distruzione; 
17 dal Fondamento al Trionfo, realizzazione; 
18 dal Regno al Trionfo, mutevolezza; 
19 dal Fondamento allo Splendore, appagamento; 
20 dal Regno allo Splendore, giudizio; 
21 dal Fondamento al Regno, completezza; 
22  dalla Saggezza alla Corona, l’En Sof, il divino paradosso.
“Il Silenzio ha in sé abissi dentro abissi, ma esiste un Silenzio ultimo, un punto estremo da non essere nulla eppure da cui tutto sgorga, questa è l’Essenza”.

Paolo D'Arpini  

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lunedì 4 marzo 2019

No alla vendita di armi italiane all'Arabia Saudita




...in questo momento, proprio mentre sta leggendo, milioni di bambini in Yemen vivono gli orrori della guerra.
Sono anche le bombe fabbricate in Italia e vendute alla Coalizione guidata dall’Arabia Saudita a colpire la popolazione civile in Yemen, uccidendo e mutilando tantissimi bambini. Tutto questo è inaccettabile. Il diritto internazionale umanitario vieta l’uccisione di civili, a maggior ragione di bambini, in un conflitto.
Chiediamo quindi al Ministro degli Affari Esteri di fermare immediatamente l’esportazione, la fornitura e il trasferimento di armi alle parti in conflitto laddove possano essere utilizzate in attacchi illegali contro i bambini. Unisciti a noi! 
FIRMA ORA LA PETIZIONE »
La tua firma ci aiuterà a fermare la guerra sui bambini.
Valerio Neri
Direttore Generale per l'Italia
Save the Children

sabato 2 marzo 2019

Bologna, dal 4 al 7 marzo 2019 - Conferenza su Erasmo da Rotterdam


Risultati immagini per 4 al 7 marzo 2019 Bologna ospiterà il secondo convegno annuale della  EUROPEAN ACADEMY OF RELIGION : FSCIRE .


Dal 4 al 7 marzo 2019 Bologna ospiterà il secondo convegno annuale della EUROPEAN ACADEMY OF RELIGION: FSCIRE.  Luigi Berzano sarà responsabile di un gruppo di lavoro sul tema: Erasmus and The Contemporary European Crisis. Relatori: Luigi Berzano, Giancarla Codrignani, Gianfranco Monaca, Francesco Ghia.

Testo della presentazione 

In questo periodo dell’Europa incerta e inquieta ritorna un nuovo interesse per Erasmo da Rotterdam filologo, teologo, pedagogo (1466-1536). È l’Erasmo che ha amato l’umanità intera, le arti, i libri, le filosofie, le religioni. Ha disdegnato una cosa sola: il fanatismo sia laico che religioso, poiché lo considerava opposto alla ragione e distruttore della pace e della convivenza. La natura comunicativa di Erasmo gli impediva di intravedere differenze insuperabili fra Gesù e Socrate, fra la dottrina cristiana e la saggezza antica, tra la religiosità e la moralità. Egli accoglieva in nome della tolleranza anche i pagani, accostandoli fraternamente ai padri della Chiesa; la filosofia era per lui un modo diverso per ricercare Iddio.

In this period of uncertainty and restlessness in Europe, there comes a new wave of interest for Erasmus of Rotterdam who was a philologist, theologian, and pedagogue (1466-1536). It is the Erasmus who loved the whole of humanity, the arts, books, philosophies, and religions. He disdained only one thing: secular and religious fanaticism since he considered it opposed to reason and destroyer of peace and coexistence. Erasmus communicative nature prevented him from seeing the insurmountable differences between Jesus and Socrates, between Christian doctrine and ancient wisdom, between religiosity and morality. He also welcomed the pagans in the name of tolerance, uniting them with the fathers of the Church. For him, philosophy was a different way to find God.


Sarebbe auspicabile la partecipazione di quanti hanno collaborato al monografico TDF 6/2018.

European Academy of Religion , Via San Vitale 114, 40125, Bologna, Italy
Annual Conference organized by Fscire (0039) 051 239532 - eu_are@fscire.it

Cordialmente
Giorgio SAGLIETTI


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Erasmo da Rotterdam

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donne e uomini in ricerca e confronto comunitario
via Garibaldi 13, 10122 TORINO
tel. 347-4341767 fax 02-700519846