Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

venerdì 14 settembre 2018

Riepilogo di notizie in tema vaccinale, scolastico e politico


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Ci sembra che anche questo "governo del cambiamento" in cui molti confidavano, non stia operando con onestà intellettuale, come invece fa ogni semplice persona di buon senso...
 
Il ministro Di Maio afferma qui che "Bisogna fare i vaccini! e non dobbiamo prendercela con i bambini, ma ce la dobbiamo prendere con i genitori, far ragionare questa gente, che fa la scelta scellerata di non vaccinarli. Noi crediamo nei vaccini e diciamo a tutti i genitori che devono ascoltare i pediatri, che se dicono di vaccinare i propri figlio lo devono fare."

Non parliamo poi del gravissimo voltafaccia della ministra Grillo!
 
Ci preme informare che si sono anche mossi i NAS dei Carabinieri, ma non per controllare, come sarebbe loro specifico dovere fare,  le sostanze tossiche, cancerogene e radioattive, contenute nei vaccini che gli sono stati segnalati da tempo, ma per andare nelle scuole, a controllare la veridicità delle autocertificazioni vaccinali.


Nelle scuole italiane, proprio non vogliono i figli statisticamente più SANI 
(individualmente e socialmente, come risulta da TUTTI gli studi comparativi tra vaccinati e non vaccinati, nonostante siano stati effettuati in continenti diversi)
ed il 5 settembre, si sono addirittura permessi di ufficializzare la loro decisione di lasciare fuori da nidi e scuole dell'infanzia, oltre 100.000 bambine e bambini,
a causa dell'insana legge!
 
E' una vergogna! 
attendere disumanamente per questa decisione l'inizio delle scuole, ma soprattutto dopo le loro promesse elettorali.

Il 12 settembre, si succedono ben 3 diversi colpi di scena:

1. attivisti della base del Movimento 5 Stelle, delusi dal suo voltafaccia, chiedono le dimissioni del ministro della "salute" Grillo 
 
2. nella Regione Toscana entra in vigore l'obbligo vaccinale regionale approvato il giorno prima! 
e non solo per l'accesso a nidi e scuole dell'infanzia, 
ma anche per l'accesso alle strutture per minori,
ed ai servizi integrativi per la prima infanzia!
quali:
- centri per bambini e genitori
- spazi gioco
- servizi educativi domiciliari
- servizi di baby sitter locale
etc... 
 
3. viene ripristinato l'accesso alle scuole con il modulo di autocertificazione, fino al 10-03-2019, ma che, attenzione! esiste di 2 tipi:
uno aiuta anche nel caso non si voglia vaccinare i propri figli che vanno a scuola, l'altro non consente comunque loro l'accesso...
Anche dopo il voto di oggi al Mille proroghe, non sanno quale versione abbiano votato, quindi, come sempre... tutti in attesa.

Ricordiamo a questo punto due aspetti importanti:
 
1. la legge Lorenzin non parla mai di espulsione da scuola per chi l'ha iniziata 
 
2. non mettersi MAI in disonore!
ma restare sempre dalla parte della Legge, 
soprattutto quella costituzionale,
e quindi autocertifica esclusivamente la verità!
oltretutto, in conseguenza a false dichiarazioni di questo tipo, le pene previste sono molto severe e purtroppo qualcuno ne sta facendo esperienza proprio in questi giorni.


Ma possiamo stare "tranquilli", che tanto questa apparente riapertura è solo uno specchietto per le allodole...

Credi che finalmente il governo stia rispettando ciò che ha promesso in sede elettorale? 
o stia solo cercando di recuperare un minimo di credibilità illudendo di aver onorato le promesse fatte?
 
Guarda caso la settimana prossima, dal 17 al 20, i ministri della sanità ed i rappresentanti di alto livello dei 53 Stati membri della regione europea dell'OMS - Organizzazione Mondiale della Sanità, insieme con le organizzazioni partner, si riuniranno a Roma con l'intenzione di estendere l'obbligo vaccinale in maniera forte a tutte le nazioni europee! 
dicono che si parlerà anche di microchip ed altro... 

Lo sai che "il 93% del denaro versato all'OMS per i suoi programmi sanitari è vincolato dai donatori a progetti specifici"?
 
L'intento è di tendere a farci diventare totalmente ed obbligatoriamente schiavi al sistema. 
 
E quando l'UE imporrà i vaccini in tutti gli Stati membri,
la nostra cara ministra Grillo sarà "costretta" a reinserire l'obbligo con l'alibi di dire "noi abbiamo mantenuto le promesse, ma ora l'obbligo è stato imposto dall'UE! pertanto noi siamo leali e onesti"...
 
Svegliamoci! 
Difronte a tanta chiarezza d'intenti allineati col pensiero unico neoliberista, 
unico nemico comune, in tutti i campi (E' PER QUESTO CHE INSISTIAMO SEMPRE DI AGIRE TRASVERSALMENTE),
sollecitiamo ognuno a prendere decisioni serie ed a fare rete.
 
Guarda il resto cliccando su questo link,  è importante: 
 
 
 
  
In caso di multa per mancata vaccinazione,  ti anticipiamo la soluzione migliore che al momento abbiamo trovato per annullarla, al costo della raccomandata, più 15 euro di quota associativa all'associazione legale che ti offre anche consulenza e supporto in merito. Lo vedi alla voce "Annullamento multe stradali, multe ai non vaccinati, canone Rai, bollo auto, cartelle Equitalia/Agenzia delle Entrate"  sulla nostra pagina di supporto per una migliore efficienza economica: 

Samuele Canestri, Evoluzionari.net

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giovedì 13 settembre 2018

Il Rapporto “Cambia la Terra” sui pesticidi e la deriva del “Bio industriale”

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ARI- Associazione Rurale Italiana esprime soddisfazione per la pubblicazione del Rapporto “Cambia la Terra” sulla sperequazione di sostegni economici e legislativi all’agricoltura convenzionale presentato a SANA, la fiera del biologico, dal quale emerge un quadro fosco ma purtroppo non nuovo per gli addetti al settore. Gli ultimi dati sull’inquinamento ambientale causato dai residui dell’agricoltura e quelli sull’aumento del consumo di fitofarmaci in Italia forniscono forti elementi a sostegno di chi si batte per un cambio drastico di direzione delle politiche agricole europee e nazionali. ARI da sempre sostiene l’implementazione dal basso di nuovi modelli agricoli di sostenibilità sociale e ambientale. 

Proprio perché sappiamo bene che sono gli agricoltori non convenzionali e che lavorano a scala familiare a pagare i costi esternalizzati dell’inquinamento, della burocratizzazione e dell’impossibilità di accedere ai fondi drenati dalle industrie agroalimentari, come membri del Coordinamento Europeo Via Campesina abbiamo formulato delle posizioni ben precise per dire la nostra sulla riforma della PAC. A tal proposito ricordiamo di come migliaia di agricoltori biologici in diverse regioni d’Italia stiano ancora soffrendo per i ritardi dei pagamenti dei premi PAC per il bio non solo dell’annualità 2017, ma anche 2016 e 2015. Lo sviluppo ipertrofico del mercato del biologico, però, deve far squillare dei campanelli d’allarme quando alla base di alcune campagne mediatiche, come quella sull’”olivicoltura biologica intensiva” messa in scena dalla CIA sempre in occasione di SANA, ci sono delle chiare volontà di trasferire i modelli di produzione industriale intensivizzata sotto l’etichetta svuotata del “bio”. 

La bassa densità d’impianto, le policolture, l’alta biodiversità degli agroecosistemi, le piccole superfici aziendali che sfruttano zone impervie e che tutelano il territorio sono elementi cruciali da tutelare delle tante agricolture italiane ed europee. Non si tratta di zavorre del passato delle quali i produttori biologici devono liberarsi per potersi avvicinare ad un modello agroindustriale che si autodefinisce più pulito, ma punti di estrema forza finora osteggiati o tutt’al più ignorati dalle politiche pubbliche. Per questi motivi ARI sostiene qualsiasi iniziativa e campagna a favore di una severa regolamentazione dei prodotti chimici di sintesi e il totale disincentivo al loro utilizzo, sottolineando altresì molto chiaramente che nessuna riforma delle politiche agrarie potrà dirsi completa se non ponga le basi per l’eliminazione delle logiche speculative e di accaparramento dei profitti in agricoltura. Per questo ribadiamo la necessità di tutelare i modelli di produzione contadina attraverso l’implementazione 1) di misure agroambientali e di tutela sociale con condizionalità cogente, 2) di strumenti di regolazione e riequilibrio dei mercati 3) di strumenti che garantiscano prezzi equi per produttrici e produttori, 4) strumenti di redistribuzione delle sovvenzioni PAC alle piccole e medie imprese attraverso l’imposizione di tetti massimi per i contributi ed infine 5) di un secondo pilastro solido per finanziare la transizione e il proseguimento delle aziende.  

Fabrizio Garbarino: +39 347 156 46 05 info@assorurale.it 

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martedì 11 settembre 2018

In ricordo di Lucio Battisti, il cantastorie romantico di un'epoca (che non torna più...)


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Venti anni or sono moriva (forse per una trasfusione mancata) Lucio Battisti. Un cantante che accompagnò due o tre generazioni in questo ultimo cinquantennio. Io ero ancora militare, nel 1967, quando ascoltai "29 settembre" eseguito dagli "Equipe 84" ma scritto da Lucio.   (https://www.youtube.com/watch?v=1yuiudFd6Rw)

Lucio Battisti  era riuscito a conciliare la musica moderna con una visione ancora "romantica" e "sentimentale" (non nel senso di sentimentalismo retorico  italiota "cuore/ amore/ dolore", ma nel senso di sentimenti autentici) dei rapporti tra uomo e donna.

Per questo negli anni '70 venne messo all'Indice da tanti "bonzi" della cultura "contestataria" fino all'accusa di essere "fascista". Eppure le sue canzoni piacevano e piacciono tutt'ora anche a molti giovani di sinistra.

Lucio non si occupava di politica e  con ciò non seguiva la moda del momento. Ma era il periodo che persino Patty Pravo e Mina (che interpreterà molte canzoni scritte e/o cantate  da Lucio, come: Emozioni, Insieme, Amor Mio, La Mente, Torna) venivano accusate di essere "fasciste", dai soliti cretini col "K", come li definirà decenni dopo l' ex direttore di Lotta Continua Giampiero Mughini.

Nelle  canzoni di Lucio Battisti c'è poesia, c'è filosofia. La musica che le accompagna reca un brivido di emozione.  Basta pensare ad "Anna", " Emozioni", "Non è Francesca"  e a tante altre .

In Battisti, come in modo diverso in Angelo Branduardi, all'amore viene dato un senso quasi "metafisico" che, appunto, non è solo fisico ma anche spirituale. D'altra parte è lo stesso "marxista" e  "materialista" Willhem  Reich che asserisce che "nel sesso agisce qualcosa di trascendente" , che va al di là della pura fisicità.

Gianfranco Manfredi, emerito lupo mannaro dissacrante di grosso calibro scrisse negli anni '80 per "Lato Side" un libretto su Lucio, stroncandolo con il suo cinismo, accusandolo di ogni negatività (naturalmente dal suo punto di vista), di èlitismo, di "cultura di morte" (come se quella dell'eroina fosse stata cultura di vita), di cripto-fascismo (nonostante Mogol, stretto collaboratore di Lucio, esprimesse chiaramente le sue simpatie per il Partito Socialista).

Quando Lucio morì vi furono alcuni kretini  dei c.d. " C.S.A " che esultarono "un fascista di meno". Il fatto che  in quei giorni la sua figura venisse strumentalizzata  da alcuni dirigenti della destra non significa niente. La destra, come la sinistra, tende sempre a strumentalizzare qualcuno .

Vogliamo dunque ricordare il grande Lucio...

Gianni Donaudi

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sabato 8 settembre 2018

Agripunk. Festival delle autoproduzioni 2018 - Recensione


Cari amici questa estate ci ha regalato molti incontri sul tema dell'autoproduzione, sul diritto alla vita che non può essere subordinato da permessi concessioni od altro da parte delle istituzioni, le quali continuano a non ascoltare i messaggi che arrivano da parte di queste realtà di autonomia come Mondeggi, Valle degli Elfi, Agripunk Ambra di Arezzo  di cui vi parlo qui di seguito...

Eppure sembra chiaro che lo scopo delle multinazionali agricole non è quello di sfamare il popolo, se così fosse non ci sarebbero milioni di persone che muoiono di fame nel mondo, non ci sarebbero così tante regole (alcune delle quali buone per la sicurezza alimentare ma molte altre servono solo a salvaguardare gli interessi di qualcuno...) al punto da impedire le libere coltivazioni; non abbiamo ancora capito che l'umanità in generale e l'Italia in particolare non è fatta per produrre alimenti del tipo catena di montaggio, che gli animali sono un prezioso regalo della natura, fatto all'uomo ed alla Terra e che svolgono importanti funzioni per l'equilibrio biologico del pianeta oltre che veicolare l'essere umano nel rapporto con gli altri regni della natura: essi sono il ponte che ci collega con tutte le forme di esistenza...

Venendo all'evento di Agripunk Ambra di Arezzo del 7 settembre 2018 intanto dico che finalmente ho trovato una realtà di vita autoprodotta vicino al luogo dove vivo, certo vita  autoprodotta non solo alimenti, libri, indumenti ed altro... Vita perché chi produce lo fa con spirito d'amore, crea una comunità all'interno della quale si creano rapporti, si propongono  valori che a loro volta diventano la base per gli  scambi... Inutile ma va detto che li non si usano pesticidi o altre sostanze per le coltivazioni...

Nel posto vi è un rifugio di animali che sono riusciti a sfuggire al macello e li vi è ospite la Mucca Scilla, di cui tanto si è parlato perché fu caricata su una nave dalla Francia diretta in Libano ma lei è scappata buttandosi in mare. Recuperata, i nostri amici di Agripunk si sono mobilitati e sono riusciti ad averla come ospite presso il rifugio di Ambra (che onore ho avuto). 

Una cosa bellissima alla quale ho assistito è che questi animali comunicano con chi li cura, ho visto la persona che mi accompagnava chiamare per nome la mucca e lei rispondeva... e poi sono arrivate le altre tutte festose che volevano carezze... ecco come gli animali ci aiutano a comunicare con gli altri regni della natura... Anche Caprette, Asini, una bella Bufala ed anche un Cinghiale tutti felici sicuri di vivere in quel paradiso. Questa associazione per quanto riguarda la cura degli animali si regge esclusivamente sul volontariato chi va li lo fa gratis per il solo piacere di vivere con loro... 

Vi erano anche vari banchi di cose autoprodotte, alimenti, miele, dolci, ma anche propoli, oli essenziali; poi adesivi con immagini particolari e libri. 

Ho avuto il piacere di parlare con Angelo Maddalena uno scrittore di libri che viaggia e racconta le sue esperienze di viaggio, ma anche libri che hanno come soggetto persone che sono finite in carcere per aver denunciato atti di sabotaggio nucleare... Un uomo in gamba che si impegna nel mostrare realtà spesso ignorate che in genere non interessano...

L'8  settembre 2018  mattina  un incontro per la costruzione del forno in terra cruda,  l'importante di questi incontri è che hanno la forza di chiamare e richiamare la gente ad uno stato di consapevolezza che si traduce in partecipazione, comunicare, il cadere dei muri dell'egoismo e della solitudine.

Giuseppe Finamore

venerdì 7 settembre 2018

L’ambiguità del potere si manifesta con il “silenzio”



Negli oltre 40 anni di attività personale, di cui una cospicua parte spesi nel volontariato operativo ed istituzionale, ho avuto modo di appurare che esiste una costante comportamentale, un comune denominatore culturale che accomuna quasi per intero la classe politica italiana a tutti i livelli, da quello locale, all’intermedio, al massimo livello nazionale: l’ambiguità.
Intendiamoci, sono molteplici le connotazioni negative, mentre quelle positive sono rare, ma ora mi voglio limitare e soffermare solo su questa.
Da cosa si desume che la classe politica è pressoché prevalentemente ambigua? Dal fatto che se voi scrivete loro per qualsiasi motivo, raramente riceverete una risposta scritta, e se la riceverete è soprattutto perché i livelli cui vi siete rivolti, dispongono di uno staff assistenziale di collaboratori di segreteria e consulenti legali che provvedono a fornire risposte standard, pressoché formali ed inutili e di diniego, citando leggi, regolamenti, paragrafi, riferimenti, ecc., per giustificare l’inattività e paracularsi da ogni eventuale ripercussione, con lo scopo primario di conservare ruoli e privilegi.
E quelli che non dispongono di uno staff di segretari/e perché non rispondono? Forse perché sono oberati di impegni e non hanno tempo? Non credo proprio.
Le ipotesi sono, a mio avviso, essenzialmente due.
La prima è che la maggioranza degli amministratori e politici (se non sono alle prime armi e con carriera appena iniziata, perché in tal caso rispondono, inutilmente ma lo fanno) rientra nell’altissima percentuale che il grande linguista (aggiungerei antropologo culturale) Tullio De Mauro, e tanti altri dopo di lui negli ultimi dieci anni, nella sua ricerca sull’ignoranza degli italiani, ha definito “analfabeti di ritorno” o semianalfabeti, cioè ignoranti gravi, non in grado di leggere e capire frasi e concetti articolati e di senso compiuto con contenuti astratti e complessi, e meno che mai sono in grado di scrivere, se lo facessero farebbero brutta figura, rivelando la loro inadeguatezza al ruolo pubblico assunto.
La seconda ipotesi è appunto l’ambiguità. Non rispondono praticamente mai alle vostre istanze, qualunque esse siano (escluse le lusinghe, che sono sempre gradite), semplicemente perché quanto viene scritto rimane agli atti e non può venire contestato. Motivo per cui preferiscono comunicare a voce, perché quanto si pronuncia può venire smentito, dimenticato, equivocato, reinterpretato, mistificato, ecc..
Da un approccio superficiale tale atteggiamento e comportamento abituale potrebbe sembrare innocuo, inoffensivo, accettabile. In fondo basterebbe cercarli al telefono o di persona (potendo), ed in tal caso non potrebbero sottrarsi all’incalzare delle vostre legittime istanze, semmai potrebbero temporeggiare, ed in questo sono più o meno tutti dei maestri di sofismo, alcuni eccellendo nell’arte della dialettica più sofisticata per simulare di occuparsene senza in realtà farlo in alcun modo.
Invece questo fenomeno tipicamente italico è tutt’altro che innocuo, perché rivela la vera natura “corrotta” della politica italiana ad ogni livello, la sua inutilità, in quanto non è più da decenni al servizio del cittadino ma solo di coloro che vi si dedicano e che la sponsorizzano, qualunque sia la motivazione ed il ruolo dell’investitura pubblica.
L’ambiguità dei politici rivela quanto grave e diffusa sia divenuta nel nostro degradato paese l’assenza di assunzione di responsabilità individuale a livello politico istituzionale. Nessuno è più responsabile di nulla, nessuno vuole assumersi delle responsabilità, nessuno vuole essere valutato e giudicato, disperdendosi nella moltitudine anonima e dotata di pressoché totale immunità ed impunità della cosiddetta “casta”. L’importante e farne parte. Se ne siete esclusi potete solo avanzare delle suppliche, da bravi “sudditi”, e sperare nell’eventuale paternalistica benevolenza dell’interlocutore politico di turno.
Se vi accontentate proseguite pure in questo gioco privo di regole ed alquanto perverso, i vincitori saranno sempre loro. A voi tuttalpiù perverrà ogni tanto un contentino per tenervi buoni e guadagnare tempo, soprattutto se in periodo di elezioni, le promesse non costano nulla e vengono presto dimenticate.
Claudio Martinotti Doria
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claudio@gc-colibri.com

martedì 4 settembre 2018

Good food and good action - 27 e 28 ottobre 2018


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Il Forum Salviamo il Paesaggio è da anni attivo su diversi “fronti” che riguardano suolo, territorio e paesaggio sia a livello locale e sia a livello regionale, nazionale, europeo e mondiale. La nostra vera forza risiede nell’agire delle molteplici associazioni territoriali che producono l’effetto-valanga di una palla di neve lanciata su un pendio.
Tra le varie iniziative intraprese ufficialmente, aderiamo alla Good Food, Good Farming Campaign che terrà due giornate europee il 27 e 28 ottobre 2018. L’obiettivo della Campagna è di attirare l’attenzione sulla prossima riforma della politica agricola comune (PAC) che entrerà in vigore nel 2020. Si vuole ottenere una nuova PAC europea che sostenga i piccoli agricoltori e il mondo rurale, che non incida sul cambiamento climatico o sulla sofferenza degli animali e soprattutto che fornisca cibo sano per tutti. Ciò naturalmente include la protezione di suolo, acqua, ecosistemi e biodiversità.
Questa campagna europea vede l’intervento attivo di molte associazioni non governative che hanno lanciato la proposta delle due giornate d’azione. Segnaliamo Meine Landwirtschaft, Friends of the Earth Europe, Slow Food, Heinrich Boell Foundation, European Coordination Via Campesina, ARC2020, Bread for the World, Pour une autre PAC, …

Quindi il 27 e 28 ottobre prossimi da tutti gli Stati membri dell’Unione Europea si alzerà un’unica voce per una nuova politica agricola comune.

Come Forum Salviamo il Paesaggio abbiamo aderito con entusiasmo all’iniziativa, perché riporta il suolo e la sua fertilità naturale tra le priorità da sostenere.
La nostra non vuole però essere una adesione di “facciata”, per questo chiediamo a tutte le nostre associazioni di partecipare direttamente a queste due giornate. Non si tratta di fare cose al di fuori della nostra portata; al contrario, l’obiettivo è di sensibilizzare il maggior numero di persone che normalmente non si preoccupano di come le scelte di politica agricola comunitarie influenzino il cibo che arriva sulla loro tavola.
Cosa possiamo fare?
Prima di tutto, leggere la “chiamata ad agire”, che trovate in italiano qui.
Poi, attivarsi con iniziative proprie ove la creatività e la fantasia siano capaci di promuovere attenzione e sensibilizzare sull’importanza di una nuova PAC.
Concretamente:
– Diffondere largamente l’invito all’azione tra i membri della tua stessa associazione e tra amici, conoscenti, altre associazioni, inviandola a contatti o conoscenti anche all’estero visto che è disponibile in più lingue http://www.goodfoodgoodfarming.eu/days-of-action-2018.html.
Tutto si potrebbe fare in famiglia o a gruppi tramite i mezzi di comunicazione elettronici.
– Contribuire all’azione fotografica, a partire dall’inizio di settembre. Obiettivo: raccogliere oltre 1.000 immagini da tutta Europa con persone che chiedono un futuro migliore per il cibo e l’agricoltura. Le foto o video sono da inviare via web.
– Organizzare un evento per il 27/28 ottobre, o incorniciare un evento già programmato in ottobre nell’ambito della campagna. Potrebbe essere un’azione nella comunità locale, come un picnic di protesta, una proiezione cinematografica, un mercato degli agricoltori, una visita in fattoria o a dei pastori. Libero spazio alla creatività per mobilitare molte persone a partecipare alla comune protesta.

Teneteci al corrente delle vostre iniziative, comunicandole alla nostra redazione: redazione@salviamoilpaesaggio.it

lunedì 3 settembre 2018

Sardegna. Accolto il ricorso per salvare lepri sarde e pernici


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Il TAR Sardegna ha accolto il ricorso delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico onlus (GrIG), Lega per l’Abolizione della Caccia (LAC), Lega Anti-Vivisezione (LAV), WWF, patrocinato dall’avv. Carlo Augusto Melis Costa del Foro di Cagliari, ed ha disposto con decreto presidenziale n. 260 del 1° settembre 2018 la sospensione del decreto dell’assessore della difesa dell’ambiente della Regione autonoma della Sardegna n. 16139/13 del 20 luglio 2018 relativo al calendario venatorio regionale sardo 2018-2019, nella parte in cui prevede la caccia alla lepre sarda (Lepus capensis mediterraneus) ed alla pernice sarda (Alectoris barbara). 

In sede di udienza collegiale del 3 ottobre 2018, la causa sarà trattata ai fini cautelari. 
Il provvedimento sospeso, infatti, prevedeva per le due giornate di caccia (30 settembre e 7 ottobre 2018) un assurdo “carniere” potenziale complessivo di ben 71.974 lepri sarde e 143.948 pernici sarde per i 35.987 cacciatori autorizzati alla caccia in Sardegna secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili (piano faunistico-venatorio della Sardegna in corso di approvazione). 
La caccia alla lepre sarda ed alla pernice sarda è stata autorizzata nonostante le consistenze delle rispettive popolazioni non siano puntualmente conosciute, pur definite “tendenti alla diminuzione” dallo stesso piano faunistico-venatorio isolano 
Gruppo d’intervento giuridico, 1° settembre; LAC, 1° settembre.
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