Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

sabato 7 ottobre 2017

Mira. E' nata una Rete di Reti per il cambiamento

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Nasce una Rete il cui scopo è connettere le organizzazioni che in Italia lavorano per ridisegnare una possibile alternativa ecologica dell'economia, della socialità e rapporto col territorio.
Domenica 1 ottobre, presso l'Incontro Nazionale dell'Economia Solidale - INES '17 a Mira (Ve), è stata annunciata la nascita della Rete delle Reti, un progetto di convergenza di tutte le realtà che in Italia sperimentano alternative alla crisi ecologica, economica, sociale e culturale del nostro Paese. Sono state le stesse organizzazioni promotrici a darne annuncio, a cui è seguita la manifestazione di interesse immediata dei rappresentanti delle organizzazioni presenti: Società dei Territorialisti e Associazioni aderenti al Tavolo RES (Co-Energia, Bilanci di Giustizia, Assobotteghe, Solidarius, Fairwatch).
In Italia sono presenti numerose Reti e organizzazioni che, pur mantenendo la propria specificità, lavorano nella "stessa direzione" e che, a livello informale, sono già connesse tra di loro. La proposta della creazione della Rete delle Reti assolve il compito di formalizzare la relazione, affermare la volontà di superare l'attuale frammentazione ed aprire la strada ad un coordinamento che, si augurano i promotori dell'iniziativa, possa dare forza alle azioni locali e espanda la voce dei movimenti a livello nazionale.
Si segnala, inoltre, il primo incontro ufficiale della Rete, che si terrà in data 20-21 Ottobre 2017 a Marcon (VE) a cui sono invitate le reti o realtà di carattere nazionale interessate, che si riconoscono nelle finalità espresse nel comunicato. Per partecipare e saperne di più, scrivere a: retedellereti2017@gmail.com
Terra Nuova, media partner della Rete, augura a tutti un buon lavoro!
Di seguito, il comunicato stampa che segna l'avvio ufficiale del percorso comune.
"Muove i primi passi una rete delle reti che vuole essere uno strumento al servizio del  cambiamento verso un mondo sostenibile, equo, solidale e felice.
Le seguenti associazioni/reti/movimenti che già si occupano di sostenibilità ambientale, economica e sociale:
  • Associazione per la Decrescita
  • Economia del Bene Comune
  • Italia che Cambia
  • Movimento per la Decrescita Felice
  • Panta Rei
  • Rete italiana di Economia Solidale (RES Italia)
  • Rete Italiana Villaggi Ecologici (RIVE)
  • Transition Italia
  • Accademia italiana di Permacultura
  • Rete Italiana Cohousing
si sono riuniti su iniziativa di Italia che Cambia in data 1 Luglio 2017 a Panta Rei (Passignano sul Trasimeno, PG) e il 30 Luglio 2017, presso l’incontro nazionale di RIVE ad Habitat (Gambassi Terme, FI). Dalla discussione, a partire da significative affinità, è emerso quanto sia oggi importante poter agire insieme per far fronte alla ATTUALE crisi sistemica e quindi essere capaci di rispondere in modo coordinato e unitario alla domanda di forte cambiamento che proviene dalla società.
Abbiamo, di conseguenza, condiviso la necessità di avviare un percorso comune finalizzato alla creazione di un “ecosistema di soggetti” (in rete) che ci permetta, valorizzando le rispettive vocazioni e sensibilità, di creare sinergie, collaborazioni e poter così raggiungere insieme dei traguardi che sarebbero impensabili per le singole realtà".
CORRISPONDENZE INFORMAZIONI RURALI - cir.informa@gmail.com


Foto gentilmente concessa da Davide Scalisi. Nella foto: i promotori della Rete delle Reti e gli esponenti di Società dei Territorialisti e Associazioni aderenti al Tavolo RES (Co-Energia, Bilanci di Giustizia, Assobotteghe, Solidarius, Fairwatch), che hanno condiviso con specifiche proposte l'avvio del percorso unitario.


Sologno Raglia! - Festa dell'asino l'8 ottobre 2017


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Cari amici camminatori e amiche camminatrici, ragazzi bambini e tutti voi amici degli asini, compagni di scarponi e sentieri.
Insomma a tutti voi popolo della Compagnia dei Bambini.
È passata un’altra stagione di cammini belli e possibili, di mete e luoghi esplorati, vissuti e conosciuti in punta di scarponi.
Siamo stati insieme in tante avventure che avete/abbiamo affrontato.
È stata una primavera densa e un’estate ricca intensa e profonda.
I campi estivi stanziali e itineranti sono stati davvero belli, ricchi di amicizia e momenti indimenticabili; entusiasmanti e coinvolgenti.
I viaggi avventure del Gufo Gigi hanno coinvolto tante persone che per la prima volta sono entrate a far parte di quella che oramai ritengo una grande famiglia e altre che ci seguono da tempo.
Come ogni anno è giunto il momento di rendere omaggio a chi nel suo modo di essere, con la sua presenza, riesce a far sì che tutto questo sia possibile: L’ASINO!
Certo, se ci siamo conosciuti, se tutti i viaggi sono realizzabili… è perché esiste la Compagnia dei Cammini, contenitore/casa senza la quale ciò non esisterebbe; luogo di aggregazione e opportunità per tutti noi di conoscerci, di vivere insieme il catalogo viaggi e avventure.
Ma l’asino come ben sapete come avete potuto constatare è un elemento unico nel suo genere, fattore aggiunto valore inestimabile di tutta questa bella storia fatta di viaggi, natura, persone, bambini.
L’asino siamo noi insomma.
Per questo, anche quest’anno organizziamo la festa dedicata a questo straordinario animale.
A Sologno, piccolo paesino nelle montagne dell’Appennino reggiano, un borgo che anticamente ha dato origine all’asino di razza reggiana e vanta una tradizione di utilizzo dell’animale antica. Il paese si presenta con una grande sagoma di asino all’ingresso delle case nella via principale.
Sarà un fine settimana di grande allegria, la festa è giunta alla terza edizione e sarà accompagnata da momenti di svago, musica spettacoli e tantissime animazioni e giochi.
Ma è soprattutto un occasione per rivederci, per stare insieme ancora una volta per salutarci, per fare una carezza agli asini.
Ci sarà naturalmente anche lo stand della Compagnia dei Cammini dove potete vedere in anticipo il programma viaggi 2018, e avere informazioni sulle novità del prossimo anno in cammino e dove troverete l’angolo delle cose disperse. Ovvero tutto ciò che ci siamo ritrovati alla fine dei viaggi in uno speciale “di chi è?”.
Dalle calze al sacco a pelo, dagli scarponi alle mutande tutto ciò che i vostri ragazzi hanno disperso sui sentieri dei campi estivi e che ci siamo ritrovati nelle borse degli asini!!!!
Come di consuetudine iniziamo al sabato intorno alle ore 17 con un pubblico “chiacchiericcio”, un momento di condivisione per vedere alcune immagini dei viaggi e delle avventure che hanno visto coinvolti molti di voi, ci saranno alcune testimonianze di persone (maestre, insegnanti, enti e istituzioni); emozioni sensazioni e resoconti di quello che è stato un approccio ludico, didattico e esperienziale molto importante.
Verranno rilasciati anche diplomi al merito, premiazioni e il momento importante della consegna dell’ASINOBEL il premio speciale per enti istituzioni e persone che si sono contraddistinte nella diffusione della cultura dell’asino.
Per la notte abbiamo allestito anche un campeggio con le tende utilizzate anche nei nostri viaggi e campi estivi di quest’estate riservato ai bambini e ragazzi (off limits per adulti).
Per gli adulti e bambini piccoli invece ci sono diverse soluzioni per dormire a Sologno e dintorni.
Ma la festa sarà soprattutto domenica.
Vi saluto e spero di abbracciarvi tutti a Sologno

Massimo Montanari

Sologno Raglia


(Fonte: Il Cammino)

venerdì 6 ottobre 2017

Nobel per la pace all'International Campaign to Abolish Nuclear Weapons


Nessun testo alternativo automatico disponibile.

I Disarmisti esigenti salutano con gioia il premio Nobel per la pace assegnato all'International Campaign to Abolish Nuclear Weapons - ICAN, la rete pacifista che è stata l'anima e la coordinatrice della mobilitazione della società civile per l'ottenimento dello storico risultato del Trattato di proibizione delle armi nucleari-TPAN, adottato da una Conferenza ONU lo scorso 7 luglio.

Dell'ICAN fanno parte 486 organizzazioni di 101 paesi, ed anche l'Italia ha membri attivi e partecipanti all'attività nazionale ed internazionale. 
La motivazione ufficiale del Premio si richiama alla necessità che esso serva ad "attirare l’attenzione sulle catastrofiche conseguenze umanitarie di qualsiasi uso di armi nucleari" e a supportare "gli sforzi innovativi del trattato per il divieto dell’uso di tali armi”. 
Questo trattato che interdice gli ordigni atomici è infatti boicottato dalle potenze nucleari (anche se con atteggiamenti diversi) ed è stato recentemente respinto da una dichiarazione NATO, il blocco militare che considera la deterrenza nucleare "suprema garanzia di sicurezza", con l'avallo dell'Italia, proprio lo stesso giorno (il 20 settembre) in cui al Palazzo di Vetro era in corso la cerimonia per l'aperture delle firme e delle ratifiche che dovrebbero portare alla sua entrata in vigore.
Lo stesso Parlamento italiano, con una mozione della maggioranza approvata il 19 settembre, aveva impegnato il governo a valutare l'ipotesi di aderirvi, ma solo previo accordo con gli altri Alleati (abbiamo visto che la NATO, con il suo Consiglio generale, non ha perso tempo a pronunciarsi).
I Disarmisti esigenti a livello internazionale, in corcodanza con ICAN, sostengono che il nuovo Trattato di proibizione, una volta entrato in vigore, debba diventare il pilastro di un ordine giuridico internazionale che inquadri il "vecchio" Trattato di non proliferazione- TNP, funzionalizzandolo ad un percorso che porti al disarmo nucleare totale, diritto dell'umanità da esigere e rendere effettivo.
La centralità non è del vecchio TNP ma del nuovo TPAN, che dovrebbe salvarci dall'incubo di una guerra nucleare che può essere scatenata persino per caso, per incidente e per errore di calcolo; e che oggi, nella crisi coreana, è addirittura esplicitamente minacciata da irresponsabili leader, incuranti che dall'escalation delle parole (e delle esercitazioni) si può passare a quella dei fatti catastrofici. 
A livello nazionale, sperano che questo premio Nobel all'ICAN serva, almeno in parte, a rompere il muro del silenzio che impedisce all'opinione pubblica italiana di essere a conoscenza dei gravi pericoli che corre, ma anche che a livello globale, nel mondo, ci si sta dando da fare concretamente per evitarli.  Il governo italiano, spinto da una consapevolezza popolare, potrà ritornare sui suoi passi e ratificare il TPAN: forse una nuova rappresentanza parlamentare più sensibile al disarmo nucleare come priorità delle priorità (siamo a pochi mesi delle elezioni politiche) può rendere possibile la svolta.

E' possibile agire e pesare dal basso per costruire un mondo disarmato e di giustizia, cercando la pace con vie di pace, anche a partire da scelte di disarmo unilaterale del nostro Paese: ad esempio lo sganciamento dal nuclear sharing della NATO rispedendo al mittente le "atomiche" che gli USA dispiegano nelle nostre basi o fanno transitare nei nostri porti.  

Per sostenerle, queste scelte, si può aderire on-line all'appello rinvenibile alla URL: 

 Nobel per la pace a Ican, organizzazione disarmo atomico. La direttrice: "Con Trump aumentato rischio nucleare"

Alfonso Navarra - portavoce dei Disarmisti esigenti (www.disarmistiesigenti.org)
cell. 340-0736871

mercoledì 4 ottobre 2017

The limit of environmentalism and the bioregional option - Il limite dell'ambientalismo e l'opzione bioregionale


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... both capitalist society and what remains of the society of the so-called "real socialism" and societies driven by movements of a religious-fundamentalist nature, are terribly exposing all their environmental, social and economic limits. The planetary danger of a nuclear catastrophe, war, pollution, and social injustice are only among the most striking aspects that are there to deeply undermine the myth of domination and development that would seem to have always led these hierarchical societies  in their thoughts and actions.

But in the history of humans and especially in Europe, things have always been the case? Is it really an intrinsic destiny of human societies, from the simplest to the most complex, to generate aggression, violence and domination against human beings and nature? And what can currently be ecologist alternatives such as bioregionalism or even the movement for peace or feminism, with respect to the deployment of cultural and material forces set up by dominant societies to maintain their supremacy unchanged?

To find an answer to these questions and to find our ancient European roots, along with the wisdom of our ancestors, is what at first sight it may only sound like a beautiful story, but it could serve us to give a new meaning to our lives ...

"Let's turn our gratitude to the earth
who gives us our home.
We turn our thanks to rivers and lakes
that give us their waters.
We turn our thanks to the trees
that give us fruits and nuts.
We turn our thanks to the sun
which gives us warmth and light.
All beings on earth: trees, animals,
the wind and the rivers give each other
so everything is in balance.
We turn our promise to start
to learn how to stay in harmony
with all the earth. "

Dolores La Cappelle, from Earth Prayers, 1991

From: «Gaia newsletter» - Rete Bioregionale Italiana - March 2000 - Edited by Stefano Panzarasa

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Testo Italiano:

.... sia la società capitalistica, sia ciò che rimane della società del cosiddetto "socialismo reale", sia le società percorse da movimenti a carattere religioso-integralista, stanno mettendo terribilmente in luce tutti i loro limiti ambientali, sociali e economici. Il pericolo planetario di una catastrofe nucleare, la guerra, l'inquinamento, l'ingiustizia sociale, sono solo tra i più eclatanti aspetti che stanno lì ad incrinare profondamente il mito di dominio e di sviluppo che sembrerebbe abbia sempre guidato queste società di tipo gerarchico-dominatore nei loro pensieri e nelle loro azioni.

Ma nella storia degli esseri umani e in particolare in Europa, le cose sono andate sempre così? È proprio un destino intrinseco delle società umane, dalle più semplici alle più complesse, generare aggressività violenza e dominio nei confronti degli esseri umani stessi e della natura? E cosa possono rappresentare attualmente movimenti alternativi ecologisti come il bioregionalismo o anche il movimento per la pace o il femminismo, rispetto allo spiegamento di forze culturali e materiali messe in campo dalle società dominanti per mantenere invariata la loro supremazia?

Per cercare una risposta a questi interrogativi e ritrovare le nostre antiche radici europee, insieme alla saggezza dei nostri antenati nativi, ecco quella che a prima vista potrebbe sembrare solamente una bella storia ma che potrebbe servirci per dare un nuovo significato alla nostra vita…

«Rivolgiamo il nostro ringraziamento alla terra
che ci dona la nostra casa.
Rivolgiamo il nostro ringraziamento ai fiumi e ai laghi
che ci donano le loro acque.
Rivolgiamo il nostro ringraziamento agli alberi
che ci donano frutti e noci.
Rivolgiamo il nostro ringraziamento al sole
che ci dona calore e luce.
Tutti gli esseri sulla terra: gli alberi, gli animali,
il vento e i fiumi si donano l'un l'altro
così tutto è in equilibrio.
Rivolgiamo la nostra promessa di iniziare
a imparare come stare in armonia
con tutta la terra».


Dolores La Cappelle, da Earth Prayers, 1991


Tratto da: «Gaia newsletter» - Rete Bioregionale Italiana - Marzo 2000 - Edito da Stefano Panzarasa

martedì 3 ottobre 2017

Economia circolare ultima spes...

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"L’economia circolare salverà il pianeta?"

E’ questa la domanda che ci poniamo da tempo e che ora lanciamo come sfida contro l’ineluttabile declino dell’ambiente naturale, continuamente violentato da una politica aggressiva dell’uomo. L’economia su cui tutte le nazioni del pianeta prosperano è una componente determinante nella distruzione e nell’inquinamento dell’ambiente naturale. L’economia che oggi conosciamo è sorta grazie alla grande rivoluzione industriale del 1870, ma ancora prima nel 1700 in Inghilterra con le prime industrie tessili funzionanti con macchine a vapore, tuttavia il vero impatto sull’ambiente è iniziato nel 1870 con l’uso massiccio dei combustibili fossili. 

Questa economia aveva ed ha ancora oggi come rapporto nei confronti dell’ambiente quello dello sfruttamento totale. Tutto questo si chiama economia lineare, dove si preleva dall’ambiente, si trasforma, si consuma e ciò che resta finisce nelle discariche o nei termovalorizzatori. Tradotto in parole semplici: ”Usa e getta”. A causa di questa politica di sfruttamento della natura oggi ci troviamo con l’inarrestabile deforestazione del pianeta, con spazi verdi coperti di cemento, con campagne avvelenate, deserti che avanzano, fiumi inquinati, arcipelaghi di plastica in tutti gli oceani e con una crescita preoccupante della fame nel sud del mondo. 

Cosa fare allora? Non bastano più le campagne di sensibilizzazione sulla conservazione dell’ambiente, le crociate contro l’estinzione delle tigri o dei rinoceronti, contro lo sterminio delle balene e delle foche, serve qualcosa di più radicale e, visto che l’economia lineare è alla base di tutto questo sfacelo planetario perché allora non cambiare il concetto di economia stessa passando da quella lineare, usa e getta, a quella circolare. La natura nella sua saggezza ci insegna che nel suo mondo nulla finisce “in discarica” perché tutto viene riutilizzato in un circuito virtuoso che consente agli ecosistemi naturali di prosperare indisturbati nel tempo, senza apporti esterni. 


Questo per noi umani si può tradurre in Economia Circolare. Pensiamo quindi che aldilà degli slogan, dei film documentari, delle marce per la natura e delle pubblicazioni verdi, oggi serve seppellire l’economia lineare e accendere quella circolare. Di questo, finalmente, se ne sono accorti politici, industriali, economisti, sociologi e la stessa gente comune, da qui la nascita di movimenti specifici, di progetti socio-economici nuovi, della richiesta di molte aziende di passare all’economia circolare.

Filippo Mariani

domenica 1 ottobre 2017

Spilamberto, 1 ottobre 2017 - Most cot - Museo delle erbe palustri di Bagnacavallo


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Non sono spesso presente alle manifestazioni che si svolgono a Spilamberto, per vari motivi, ma questa , "Most cot" non me la perdo mai. Siamo ormai in autunno, come ho già detto varie volte, per me la stagione della malinconia, ma passeggiare per le strade del paesello che mi ospita ormai da 17 anni (!), in mezzo ai profumi del mosto che bolle nei calderoni dei diversi comuni che partecipano all'evento, dei saponi e degli olii essenziali di qualche bottega erboristica, alle macchine agricole d'epoca che funzionano, queste mandando miasmi irrespirabili (ma sono troppo simpatiche), ai sorrisi delle persone, alle varie curiosità esposte, rallegra l'animo, in quello spirito che conosciamo bene, per cui d'autunno si raccolgono e si lavorano gli ultimi frutti (e qui regna il mosto di lambrusco o altri vitigni per la produzione del balsamico). In due giorni ci sono stata ben quattro volte, due al mattino e due al pomeriggio, a volte con amiche (Grazia, Antonella), più spesso da sola. 

Stamattina, 1 ottobre,  sono rimasta incantata davanti allo stand del Museo delle erbe palustri di Bagnacavallo. Non era una novità, ma le altre volte forse mi ero soffermata di più su altre cose. Mi sono fermata a lungo ad osservare le abili mani di diverse signore che intrecciavano borse e impagliavano sedie. Facevano dei lavori meravigliosi, come raramente se ne vedono e vedere come vengono creati dava ad essi molto maggior valore. 

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Ho parlato a lungo con una signora gentilissima e bella che mi ha raccontato quanta passione c'è attorno a questo museo, che è unico in Europa ed accoglie sempre tantissimi visitatori, più stranieri che italiani. Il problema per loro è reperire la materia prima, con le bonifiche, queste piante si sono molto diradate. Lavorano molto anche con le scolaresche e i bambini sono sempre felicissimi di visitarlo e di fare con le loro manine, piccoli manufatti. 

Mi riprometto di andarci senz'altro, magari nella bella stagione. La signora, dall'accento straniero (sembrava anche dall'aspetto sudamericana), mi ha detto invece di essere dello Sri Lanka, ma di essere in Italia da tantissimo tempo. Era venuta con il marito, italiano, che lavorava nel suo paese per conto dell'ENI, per la fabbricazione dell'unica raffineria di quel paese.

Che bello!

Nel pomeriggio ci sono voluta tornare per poter scattare qualche foto e riprendere qualche video...

Caterina Regazzi

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Album fotografici e video:

Ca' Lamari di Montecorone di Zocca: "Festa della luna" del 7 - 8 ottobre 2017


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Ca' Lamari di Montecorone di Zocca "Festa della luna"    7-8 ottobre 2017
 
Sabato 7ore 14.30  -  Cerchio di presentazione e progetti condivisi
  "   16.00  - 17.00    Monica Gatti vi condurrà alla VISION BOARD (vedere allegato )
       Tempo libero
  "   18.30   Si cucina insieme, a scelta integrare con cibo portato da casa.
  "   20.00   Cerchio intorno al fuoco con musica e canti. A piacere portare uno strumento musicale.

Domenica 8
ore    9.30 - 10.30  Yoga con Pietro                   
  "    Tempo libero
  "    13.00    Pausa pranzo a scelta integrare con cibo portato da casa
  "    15.30 - 16.30   " Caccia al tesoro " proposta da Maria Bignami
  "    Tempo libero
  
"    18.30 -  Riepilogo dell'evento saluti con baci e caldi abbracci.
  "    20.00 -  Per chi resta, Alessio propone un filmato che si scopre al momento.
 
Chi vuole può portare cose o indumenti per fare baratti.
 
La partecipazione a tutti gli eventi è a contributo libero consapevole.

 Risultati immagini per ca lamari montecorone
IMPORTANTE    Per agevolare la raccolta delle castagne che cadono sulla strada, Monica ha chiesto gentilmente, di lasciare l'auto nel cortile della casa prima di Cà Lamari, oppure in Via Tintoria e fare una passeggiata a piedi. Ringrazia.
 
E' gradita la conferma della tua presenza   Pietro Tel 059 989639   cell. 3402148222 mail gulpolama@gmail.com
oppure Maria 059 795841  mail casavaldisasso@alice.it 
Grazie
Pietro e collaboratori.
 
           
Maria Bignami
Casa Val di Sasso
Via Castellino,381
41052 Guglia (MO)
tel. 059 795841
casavaldisasso@alice.it