Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

venerdì 14 aprile 2017

Penne e piume - Il pizzino di aprile 2017 delle Galline Felici

il di aprile de 
 

il “pizzino” di aprile 2017 de Le Galline Felici

notiziario tendenzialmente mensile rivolto a tutto il mondo delle Alternative Possibili
LA SICILIA CHE SI MUOVE E CONNETTE
E SI CONNETTE CON TUTTO IL MONDO
…anche facendo intensamente festa
e abballannu (ballando n.d.t.)

Molte le iniziative in cantiere nelle prossime settimane
E ci scusiamo del ritardo nel comunicarle, ma, tra l’organizzarle ed il lavoro sui campi risvegliati dalla timida primavera….


UNO) Andiamo a ritroso e cominciamo dalla più importante per noi: la FestAssemblea della Comunità Internazionale LeGallineFelici, in cui chiederemo ai nostri numerosi compagni di strada UNA VISIONE CONDIVISA DI FUTURO e di praticarla, attivamente e concretamente, assieme, consolidando percorsi già avviati e avviandone di nuovi
Lo chiederemo ai nostri clientamici, ai nostri dipendenti, ai nostri soci e ai tanti che aspirano a diventarlo, ai migranti che cerchiamo d’inserire non solo come braccia, ma come cuori e parte attiva e decisionale nei nostri processi produttivi, lo chiederemo al nostro territorio Siciliano verso cui è indirizzato il progetto FiCo (vedi sotto)  e alle scuole sul territorio con cui stiamo collaborando sempre più intensamente (continua…)
AL CAMPO SAN TEODORO LIBERATO, A LIBRINO, CATANIA, DAL 20 AL 22 MAGGIO
A questo proposito, per conoscere le vostre opinioni, stiamo attivando un forum e a breve vi invieremo un questionario

DUE)  Al mondo della scuola e ai giovani migranti è rivolta la festa INSIEME SENZA FRONTIERE, anche questa al CAMPO SAN TEODORO LIBERATO, A LIBRINO, CATANIA, DAL 12 AL 14 MAGGIO
Festa promossa dall’associazione LoFaccioBene, che, attorno a questa festa, ha intrecciato una fittissima ed entusiasmante rete di relazioni di cui potete vedere una mappa qua (mappa da navigare, rimpicciolire e ingrandire un po’ se volete aprire i numerosi collegamenti ed esplorarli)
Tre giorni di incontri per costruire e rinsaldare relazioni tra noi tutti diversi, eppure con gli stessi identici bisogni: cibo, pace, amore, rispetto, opportunità per crescere

Giorni di conoscenza e di comunitá, di fiducia e di coraggio, di accoglienza e di apertura.

Musica, laboratori, sfilata, teatro, percussioni africane,
Murales, spettacoli, mercatino della filiera corta siciliana e del commercio equo, proiezioni dei filmati ed incontro tra le scuole con esposizione delle opere realizzate durante lo svolgimento del con-corso attraverso linguaggi espressivi che non conoscono confini

E gran parata finale per le strade del quartiere, con gli abiti realizzati assieme dagli studenti e dai giovani migranti nei laboratori di sartoria con ritagli di stoffe
Per realizzare la festa, è stato attivato un crowfunding a cui vi invitiamo calorosamente a partecipare e a cui LeGallineFelici ha destinato i fondi raccolti attraverso la rinuncia agli sconti da parte dei propri clienti ed un altrettanto e più
Qui trovate l’evento su Social Business World con la bozza del ricco e denso programma, in rapidissimo divenire
Qui un’eco emozionale scaturita anche da questa iniziativa, a Modena

INTERMEZZO 1) cogliamo l’occasione di queste due feste per accogliervi in Sicilia e mostrarvi le nostre aziende e la faccia più genuina della Sicilia
FINALMENTE ATTIVATA UFFICIALMENTE LA NOSTRA RETE DI ACCOGLIENZA PER VIAGGIATORI CURIOSI E RESPONSABILI
Nei sottomenù della pagina “l’altra Sicilia troverete tutte le nostre proposte per le settimane che vanno dal 6 al 28 maggio
Ma anche da molto prima a molto dopo…

TRE) Il 22 e 23 aprile si terrà il SECONDO INCONTRO DELLA FICO, ancora a Librino, a Villa Fazio, in viale Sisinna

Grazie al progetto “Botteghe di mestiere”, abbiamo potuto attivare due tirocini lavorativi che hanno portato a termine un corposo studio di fattibilità sulla piccola distribuzione della FIliera COrta Siciliana
Adesso, completato lo studio, è il momento di mettere in atto, tutti assieme gli attori della Filiera Corta Siciliana, questo sistema di raccolta e distribuzione dei nostri prodotti sul nostro territorio
L’abbiamo voluto concepire come BENE COMUNE, patrimonio di tutti e gestito da tutti, nell’auspicio che un simile servizio possa rendere più razionale e agevole il reperimento dei prodotti, soprattutto alimentari, giusti, sotto il profilo ambientale ed etico, in Sicilia
E con l’obiettivo che un sistema che funzionerà possa stimolare l’insediamento in agricoltura di un numero crescente di giovani e meno giovani, ridurre l’abbandono delle terre e l’importazione (ma anche l’esportazione) dei prodotti alimentari

INTERMEZZO 2) Perché spesso al Campo San Teodoro Liberato?
Perché è liberato dalla stupidità del potere, che lo lasciava inutilizzato e vandalizzato, e restituito ai Briganti di Librino e ai giovani delle associazioni locali per fare sport sociale, che ancora una volta si è dimostrato valido preventivo alla devianza giovanile
E per fare doposcuola e orti sociali e…..

E perché sempre a Librino? Perché Librino è un enorme (ex?) quartiere ghetto, costruito negli anni ’60 per “deportarvi” gli abitanti di un quartiere del centro storico di Catania, sventrato per costruire al suo posto la City, e poi abbandonato a se stesso per decenni
Oggi a Librino fervono molte iniziative di volontariato e noi coltiviamo il sogno, sempre operosamente, assieme alle numerose associazioni locali impegnate nel quartiere, di far crescere migliaia di alberi e di orti sociali
E di coscienza sociale….

A Librino, a pochissima distanza dal Campo San Teodoro, fanno bella mostra di sé due opere artistiche di gran pregio, dimostrazione della possibilità di cambiamento: “La Porta della Bellezza” e “Un’Onda di Lava vi Seppellirà”

Durante le nostre feste vi porteremo in corteo, musicale e colorato, a visitare queste due opere


QUATTRO) Così come finanziamo le attività dell’Associazione LoFaccioBene, con i fondi provenienti alla vostra rinuncia agli sconti, a cui noi aggiungiamo altrettanto, e spesso molto di più, così abbiamo finanziato l’avvio di FIERi, Fabbrica Interculturale Ecosostenibile del Riuso:
noi abbiamo versato 5mila euro a FIERi, la metà da parte nostra, la metà da parte vostra, anticipandoli, in attesa di raccoglierli tutti
Per dare un’altra possibilità di formazione professionale e di inserimento lavorativo ad alcune decine di giovani, migranti e non


SEI) un invito a firmare una petizione europea rivolta all’ONU sui diritti dei contadini
…specie in via d’estinzione?

SETTE) ed infine, per rilassarvi (!?), un film di Emergency in cui si parla dei “successi” delle campagne di pace condotte in questi anni
E anche delle DUE pallottole per abitante della Terra prodotte OGNI ANNO
Buona visione!


CI VEDIAMO IN SICILIA, NO?

mercoledì 12 aprile 2017

Xeneide, il dono dell’Altro - Intervento di Ferdinando Renzetti

Ante Scriptum - Si è concluso a Roma in questi giorni nello spazio arte dell auditorium
costruito da Renzo Piano, il mio tour per l'italia meridionale, fra un po' di
giorni spero di trarne materiale da raccontare. il viaggio: Pescara, Abruzzo
Avellino, Montemarano, Salerno, Campania, Diamante Lamezia Terme,
Bovalino Locri, Monte Cappa,  Plati, Mammola, Soveria,  Mannelli Polistena, Lamezia
Sibari, Calabria, Martinafranca, Ceglie, Messapica, Loco Rotondo, Cisternino,
Corato, Puglia, Rocca Monfina, Fondi,  Roma, Lazio, Pescara, Abruzzo.


Ferdinando Renzetti


Risultati immagini per Xeneide, il dono dell’Altro

Xeneide, il dono dell’Altro
Miti, Poetiche e Pratiche dell’Ospitalità
uno spazio Stalker e No Working

“Cammina sui miei occhi...“ [espressione persiana di benvenuto all’ospite]

La traduzione dell’Eneide nelle lingue di chi verrà ospite, nei tempi e nei modi
che permetteranno di conoscersi, sarà il fulcro attorno a cui ruota questo
ideale spazio dell’ospitalità in cui viene trasformato AuditoriumArte. Nello
spazio più interno disegneremo Eutopia, la Città Ospitale, i sogni e i bisogni
di ospitalità sulla mappa di un luogo da inventare, lo spazio vivo, difficile
ma ricco, colto e solidale, sacro e necessario dell’incontro con l’altro.
Questo disegno verrà condiviso con le realtà che si sono organizzate attorno
all’urgenza e al desiderio di fare dell’Ospitalità la questione centrale da cui
tornare a pensare Roma e l’Europa. Nella sala esterna esploreremo e
sperimenteremo invece l’Arte dell’Ospitalità, abiteremo lo spazio
dell’incomprensione tra chi cerca rifugio e chi è disposto a dare Ospitalità,
attraverso gesti, parole, silenzi e suoni da tradurre e condividere. Al centro
di questa pratica di traduzione, l’Eneide, epopea di una comunità di profughi
troiani destinati a fondare Roma che ripercorreremo insieme, profughi e locali,
in occasione del Natale di Roma. Non ci saranno spettatori ma solo ospiti
partecipi nel dare e ricevere ospitalità. 

(dal 10/03/2017 - al 17/04/2017 AuditoriumArte Roma)


.................................


Integrazione:

IL FORNO

Posted on 8 aprile 2017 by xeneide

Oggi e domani, tantissimi anni fa, costruimmo un forno in terra cruda che sarà
realizzato collettivamente. Presente Passato Futuro in continuo svolgimento
nell’adesso. Noi, ora, abbiamo deciso di co-costruire un forno, apprendendo da
antiche tradizioni tramandate per esperienza e oralità. Ferdinando, UomodiTerrA
metterà a disposizione la sua conoscenza e la sua esperienza per far sì che
dalla terra, dalla sabbia, dai polloni di Ligustro Giapponese si cristallizzi
la nostra visione di focolare, il nostro forno.

Il forno, come pratica costruttiva collettiva, è il collante di comunità,
luogo-spazio  e tempo in cui cercarsi, stringersi, ospitarsi e condividere.
Cantiere in cui Cantare. Occasione per sperimentare pratiche dimenticate,
quotidiane, indispensabili per di Sognare un luogo-tempo migliore: Eutopia.

Il cantiere è concluso ed è appena cominciato.

Venite ed unitevi a noi per modellare terra, sabbia e paglia, con le mani e con
i piedi, con le menti e con le voci.

Forno Subito!

domenica 9 aprile 2017

La natura ci ha dato piante e frutti per il nostro nutrimento, approfittiamone...


L'immagine può contenere: 9 persone, persone che sorridono, persone in piedi, erba, bambino, albero, spazio all'aperto e natura

Ogni volta che qualcuno partecipa ad una passeggiata da noi organizzata alla ricerca di erbe selvatiche commestibili, in funzione dell’adozione di una dieta vegetariana bioregionale, molti di questi partecipanti confessano di essere mangiatori di carne, pur sentendosi ecologisti, adducendo le più svariate motivazioni, dall’abitudine al piacere del gusto, sino alla scusante che “uccidere un animale od una pianta è la stessa cosa, poiché anche le piante sono vive..”.
*
Questo è un discorso ricorrente che viene fatto dai carnivori per giustificarsi nel voler continuare a mangiar carne… Ed ancora una volta rispondendo ad una lettera su questo tema, inviatami da un’amica, non ho potuto far a meno di insistere sul fatto che non serve “uccidere” la pianta. Infatti se pratichiamo solo la sfogliatura e non il taglio, come d’altronde fanno tutti gli erbivori che brucano, la pianta può continuare il suo ciclo vitale e produrre fiori e frutti e semi.
*
Inoltre ho riproposto l’altra argomentazione, quella ecologica, che dovrebbe riportarci alla alimentazione consona alla nostra natura di animali frugivori (come le scimmie antropomorfe, maiali, orsi, etc.) considerando anche il fatto che l’eccessivo uso di carne, proveniente da allevamenti industriali (e conseguente coltivazione intensiva di foraggio) comporta il maggior tasso di inquinamento per il pianeta, molto di più della produzione industriale ed energetica con sistemi non rinnovabili.
*
Ciononostante in tanti anni che son vegetariano ho sentito spesso rivolgermi la domanda, quasi un’accusa: “se veramente vuoi rispettare la vita non dovresti mangiare nemmeno i vegetali perché anch’essi sono dotati di vita..”. Debbo dirvi che questo tipo di obiezione mi ha sempre fatto sorridere perché lascia trapelare il malcelato bisogno di autogiustificarsi nella scelta di voler continuare a mangiar carne.
*
Eppure c’è del vero in quanto affermano questi “difensori della vita”. Anche le piante al pari di uomini ed animali sono dotate di un sistema nervoso primitivo. Recenti studi effettuati con appositi macchinari confermano la presenza “emozioni” quali: paura, desiderio e persino amore.
*
Insomma la coscienza vegetale è a tutti gli effetti simile a quella animale da cui si differenzia solo per l’intensità delle percezioni e reazioni, che nelle piante sono più lente e meno evidenti. Da una ricerca compiuta dallo scienziato indiano Jagadish Bose risulta che le piante rispondono a stimoli di simpatia od antipatia nei loro confronti e di conseguenza la loro vitalità e fruttificazione ne viene interessata. Un risultato dell’attenzione amorevole rivolta alle piante è la maggiore produzione di getti e polloni utilizzabili dall’uomo o dagli animali come cibo, purché l’assunzione avvenga in forma di sfoltitura, essa stessa un aiuto alla vitalità della pianta, in quanto rinforza la radice e incentiva la produzione di fiori e frutti e semi.
*
La pianta utilizza gli animali e l’uomo per la sua propagazione sessuale, infatti è l’esperienza di ognuno di noi dopo aver mangiato un frutto succoso provare rispetto verso il seme, magari in forma di desiderio di piantarlo nella terra per vederlo rinascere o nel gettarlo verso terra con gesto creativo. In verità è la natura stessa che rende appetitoso ed utile il frutto e ispira chi se ne ciba a gettarlo lontano dal luogo originario, succede tra l’altro con gli uccelli che inghiottono le ciliegie per poi defecarne altrove i noccioli al volo….
*
Anche l’uso di legumi e cereali non presuppone l’uccisione della pianta in quanto tali semi maturano al termine del ciclo vitale e la loro coltivazione per uso alimentare facilita il mantenimento in vita e propagazione della pianta stessa, sono tutti “devices” di carattere sessuale riproduttivo.
*
Un modo per aiutare la diffusione delle specie prescelte. Nella dieta naturale è altamente raccomandato l’uso di crudità e traendo le foglie dalla sfoltitura non comporta uccisione quindi la pianta non verrà danneggiata. Ad esempio raccogliendo le cimette di ortica, questo fa sì che dalla troncatura vengono emessi due nuovi getti, quindi l’ortica ci “guadagna”..
*
Le erbe commestibili sono la stragrande maggioranza di quelle esistenti, durante le nostre passeggiate riconosciamo solitamente almeno un centinaio di specie vegetali e solo due o tre sono indicate come “velenose” (forse meglio definirle tossiche o psicotrope, come la cicuta, il pandiserpe e l’arbusto del sambuco nano puzzolente). Basti pensare che Plinio menzionava oltre mille vegetali commestibili fra quelli in uso nella cucina romana mentre oggi noi dal fruttivendolo ne troviamo al massimo una trentina e perlopiù originari dalle Americhe (patate, pomodori, melanzane, etc.).
*
Per approfondire il discorso sulle piante commestibili e sui vari momenti di maturazione dei frutti selvatici abbiamo deciso di organizzare a Treia, in collaborazione con l'Auser, una passeggiata erboristica gratuita in occasione della prossima Festa dei Precursori,  partenza dal
Circolo vegetariano VV.TT.  (Vicolo Sacchette 15/a), alle ore 10 del 23 aprile 2017, a condurla l’esperta Aurora Severini di Staffolo. 

Al termine della passeggiata si tiene la presentazione in anteprima del libro “Quaderno Vegetariano con Gianni Rodari” di Mavi e Stefano Panzarasa. Seguirà una tavola rotonda sull'alimentazione naturale bioregionale con interventi di Alberto Meriggi, Fabio Macedoni, Umberto Rocchi, Adriano Spoletini ed altri relatori. 

Per concludere canto di mantra e rinfresco veg-casereccio.
*
Paolo D’Arpini

L'immagine può contenere: 2 persone, pianta, albero, spazio all'aperto e natura


Info. 0733/216293 - circolovegetariano@gmail.com



giovedì 6 aprile 2017

Melendugno - Violenza di Stato sulla terra e sui corpi. NO TAP né qui né altrove!



Risultati immagini per Melendugno no tap

In questi giorni stiamo assistendo ad una militarizzazione del territorio salentino nei pressi di Melendugno dovuta alla scellerata politica energetica di uno stato che impunemente devasta e saccheggia il nostro territorio. La TAP, come il TAV e le trivelle non sono altro che l’espressione fisica di una strategia economica capitalista che col commissariamento di una porzione di territorio, bypassando la volontà popolare, mette di fatto alla mercé delle multinazionali le nostre esistenze . 


Lo stato, esecutore ultimo di dinamiche imprenditoriali nazionali e internazionali, come il cane da guardia per il proprio padrone mette a disposizione le forze dell’ordine per reprimere la spinta popolare antagonista che difende le campagne salentine, neanche più sforzandosi di celare il più ampio disegno politico volto all’accaparramento di nuovi profitti.

Concentrarsi sulla ricerca di un modello di esistenza ecologico è da tempo un compito centrale della discussione politica dei movimenti sotto più aspetti. Il primo aspetto si concentra più sul presente, sulla lotta contingente volta alla salvaguardia del patrimonio naturale e che rivendica il diritto alla salute: il progetto Tempa rossa, il Tav, l’omicidio Xylella, le trivelle, la Tap, l’utilizzo militare scellerato della Sardegna come di mezza Italia, il Muos; da un lato rimpinguano le casse di chi comanda, dall’altro lato lasciano in eredità alla popolazione autoctona un territorio inquinato e distrutto che inciderà pesantemente sull’esistenza di chi abita quelle zone. Il secondo aspetto è che la lotta ecologista è un terreno di lotta politica per affermare un fronte anticapitalista, che contrasti le logiche dell’accumulazione, a favore di un modello di gestione delle risorse secondo logiche di sussistenza e non di sfruttamento.


La resistenza che i NO TAP stanno portando avanti sulla propria pelle ogni giorno per difendere il nostro territorio è composta da donne, uomini e bambini, che autonomamente si oppongono alla devastazione condotta dal capitale. Questa resistenza trova esempi gemelli nelle lotte dei Sioux contro l’oleodotto in Dakota, nelle lotte del popolo napoletano contro il commissariamento di Bagnoli, nelle lotte contro il biocidio della terra dei fuochi e in tutte le lotte che contrastano le “grandi opere” già citate.


Risultati immagini per Melendugno no tap

Siamo donne e uomini di un SUD da sempre trattato come una colonia interna e ridotto a terra di sfruttamento, compagni e compagne pugliesi che sentono sulla propria pelle la responsabilità di contrastare la Tap; rivendichiamo, una volta per tutte, che la gestione del nostro territorio deve essere esclusivamente il risultato dell’autodeterminazione di chi quel territorio lo vive ed esprimiamo solidarietà e complicità al movimento NO TAP.


Questa lotta popolare si interseca naturalmente nella più ampia campagna politica che contrasterà il G7 a Bari, che vedrà incontrarsi i colpevoli dell’ignobile condizione sociale in cui ci troviamo e del dominio capitalista che ci viene imposto, di cui purtroppo la Tap né è solo un esempio; 


SIAMO TUTTI E TUTTE NO TAP!


"NO TAP: LA MOBILITAZIONE PROSEGUE SENZA SOSTA. IN AGGIORNAMENTO."


Resoconto dal presidio NO TAP 

mercoledì 5 aprile 2017

Rispetto - pace - armonia... in risposta ad alcune domande


L'immagine può contenere: 2 persone, persone sedute, tabella e spazio al chiuso

A casa di Maria Bignami, domenica 2 aprile, ci siamo posti delle
domande ed, ognuno, ha messo su carta le sue risposte.

Ecco domande e risposte di tutti noi. Le domande le ho scritte solo la
prima volta, sono sempre le stesse.

Nelly

Come applichi il rispetto nelle tue relazioni?
Ogni forma vivente, per il semplice motivo che esiste su questo
pianeta, ha il diritto di essere rispettato nel corso della sua vita,
quindi ne consegue che rispetto vuol dire che l’ambiente dove egli
vive deve rimanere pulito da rifiuti ed agenti inquinanti, e non può
essere depredato dalle risorse per il suo mantenimento.
Questo principio di rispetto vale anche per le relazioni tra le
persone, IO RISPETTO LE DIVERSITA’.
Se fai una promessa la mantieni? Generalmente sì, ho molto il senso
del dovere e del rispetto per gli altri.
Pace quanto è importante per te scendere in piazza a manifestare la
pace? Premetto che io ero una che andava alle manifestazioni. Credo
che oggi dietro le organizzazioni che gestiscono questo tipo di
eventi, non ci sia più onesta e spontaneità necessarie a dare il
giusto valore ad argomenti così importanti “purtroppo”. Credo che il
cambiamento che sta avvenendo nel mondo ci stia costringendo a
cambiare le forme e i modi di manifestare le proprie idee. Comunque
preferisco i piccoli gruppi.
Quale pace? La pace è un sentimento da coltivare dentro di noi, solo
se siamo in pace possiamo portare pace agli altri e al mondo. La pace
è legata esclusivamente a fattori economici, la divisione di religioni
è solamente una farsa per alimentare spostamenti di denaro ad alti
livelli.
E la pace in famiglia quanto è importante per te? Credo debba essere
un obiettivo fondamentale di tutti i componenti della famiglia
alimentare la pace e il rispetto per i nostri cari.


Tiziano

Con coscienza in tutte le forme, su persone, animali e pianeta.
Possibilmente sì.

La pace in me stesso,poi con il tutto.
Per me è importante come l'acqua per la vita.

Maria

Accettando la diversità di opinioni, in tutti i campi.
Sì, con l'uno per cento di riserva e se per cause impreviste molto
importanti sono costretta a rinunciare, chiedo scusa dispiaciuta
Non do nessuna importanza, se ho la pace nel cuore la diffondo anche
nelle piazze
Quella dentro e fuori di me.
L'umanità è composta da tanti individui, se immagino famiglie che
vivono in pace come sarebbe l'umanità?
Cosa intendi per armonia? Quando tutti gli esseri diversi di credo e
di culture si rispettano,creano armonia.

Caterina

Per me il rispetto per gli altri è una cosa naturale e non vorrei
sembrare presuntuosa. Considero gli altri viaggiatori come me su
questo pianeta, che il destino ci ha dato incontrare. Cerco di essere
me stessa, ma prima ancora di questo, cerco di capire me stessa e di
rispettarmi. Gli altri per me sono scrigni, ricchi di un loro mondo, e
tutti hanno per me qualcosa da dire e da dare . Le persone che
apparentemente non ne hanno, sono persone che hanno imboccato una
strada diversa dalla mia, ma non è detto che prima o poi, ci si possa
incontrare. Come dice (più o meno) quel detto:"quando incontri una
persona sorridigli. Non puoi sapere che battaglia sta combattendo.
Anche per gli animali e le piante provo gli stessi sentimenti,  ma
faccio quello che posso. Anzi, faccio molto meno di quello che vorrei,
per la scarsità delle mie energie. Oggi mi è capitato il bicchiere con
la scritta "ascoltare". Ascoltare è la mia prerogativa. Non sempre
ricordo, ma ascoltare, ascolto.
Si
Parto dalla seconda domanda. Per me c'è una pace interiore ed una esterna.
Personalmente cerco di lavorare su me stessa ( e ringrazio Maria per
questi spunti di riflessione) per trovare quella interiore, per la
quale non necessita andare in piazza. Però il mondo fuori di noi sta
vivendo un periodo molto travagliato, ma non so, forse l'uomo da
centinaia di anni sta vivendo un periodo travagliato. E' facile dire
che dobbiamo trovare la pace interiore noi e che, piano piano,
diffondendo ed essendo esempi di pace, la massa critica aumenterà fino
al punto di coinvolgere il mondo intero. Finché quella massa critica
non viene raggiunta, sarebbe importante, secondo me, anche
manifestare. Ma ora non ci sono più le manifestazioni di una volta (e
non che abbiano contato chissà quanto) , bisognerebbe trovare un nuovo
modo di manifestare... Manifestare per me non è solo il corteo, ma
esprimersi in qualche modo, esprimere il bisogno e la necessità di un
amore universale. E quindi la fine delle guerre.
Premesso che la mia è una famiglia piccolissima , faccio poca fatica a
mantenere la pace in famiglia (adesso). Ma la pace interiore, una
volta riscoperta, si tradurrà automaticamente in pace in famiglia,
pace sul lavoro, pace con gli amici, ecc. ecc. Pace e rispetto vanno a
braccetto.

Pietro

Cerco di applicarlo il più possibile a seconda anche di come sento e
di come sto, cerco di ricambiarlo sempre e poi spesso abbracciato al
buon senso che la relazione richiede lasciandolo il più spontaneo
possibile. Sicuramente è una cosa molto sottile e fraintendibile e può
avere diverse interpretazioni.
Di solito difficilmente mi sottraggo da quello che dico faccio e
prometto, salvo motivi veramente validi.
Qui la calligrafia si fa veramente difficile da decifrare, vedremo.
...................................................
La pace è la vita, che si esprime nella sua completezza e pienezza, la
pace è essere come un fiore che sboccia e un seme che nasce e che non
ha bisogno nè di dirlo nè di raccontarlo. Semplicemente è.
E' sicuramente il luogo più importante di tutti e che spesso viene
sottovalutato e si esprime poi ............. nella società, lavoro,
ecc.

Andrea

Applico il rispetto reciproco, do rispetto ma esigo rispetto. Se non è
reciproco è difficile avere rispetto verso l'altra persona e di
conseguenza non ho rispetto di lei. Poi non amo essere giudicato.
Se faccio una promessa si la mantengo, faccio di tutto per mantenere
la mia parola. Di solito non prometto.
Scendere in piazza è importante molto per fare valere le proprie idee
e iniziare un movimento di cambiamento.
La pace senza barriere, senza voler prevalere l'uno sull'altro o sulla
diversità di ogni popolo, ma che non sarà possibile senza un motivo
comune sulla Terra.
La pace in famiglia è molto importante, soprattutto per aiutarti nella
vita quotidiana ad affrontarla con maggiore serenità.

Rossella

Applico il rispetto ASCOLTANDO soprattutto. Cerco di ascoltare quello
che l essere che mi sta di fronte cerca di dirmi. Qualsiasi essere
vivente….:vegetale animale.. Ascoltare e mettermi in posizione di
empatia per cercare di comprendere ciò che cerca di trasmettere. Dopo
c è l accoglienza e l accettazione accettazione di ciò che condivido
ma anche di ciò che non condivido.
Cerco sempre di mantenere le promesse. Se non sono sicura non
prometto. Vorrei che anche gli altri facessero altrettanto.
 ….quale pace.. Faccio fatica a entrare nell ottica del grande gruppo.
Preferisco esprimermi in un piccolo gruppo.La piazza mi fa sentire
piccola mi fa sentire un numero non riesco a percepire l energia
positiva di tante persone insieme. Non mi sono mai sentita molto a mio
agio in grandi manifestazioni. Il grande gruppo mi fa un po' paura. Mi
viene in mente la marcia per la pace di Assisi, ma la ricerca della
Pace di può fare anche individualmente. Serenità Benessere Vita
dignitosa per tutti.
Pace in famiglia fondamentale per “affrontare” il mondo esterno.Se non
c è pace in famiglia io non sto bene.

Alessia

Il rispetto regola la mia relazione, tanto da pormi sempre in una
posizione di umile rispetto che cerca di (?) aiutare e porre
l'interlocutore a suo agio. L'altro è un'anima e in quanto tale
espressione di Dio; per questo merita il mio rispetto. Rispetto e
attenzione. Nel rispetto non c'è giudizio, c'è accettazione per come è
l'altro e per ciò che mi sta portando L'atteggiamento rispettoso per
me è un luogo di equilibrio e pace. E' onestà verso me stessa, per
come sono, e verso l'altro. Rispetto è accoglienza ma senza
necessariamente dover condividere l'esperienza dell'altro. Posso
essere rispettosa in ascolto.
Di solito mantengo le promesse. Se non posso mantenerla c'è sempre una
spiegazione che giustifica il mio mancato rispetto e comunque c'è
sempre un rammarico nel mio cuore per non aver potuto mantenere.
Non ho mai partecipato a manifestazioni sulla pace, non ne ho mai
avuto l'occasione, forse perché mi è mancato l'interesse. In cuor mio
credo che la pace sia quella del cuore e se ognuno avesse la pace nel
proprio cuore non ci sarebbe bisogno di manifestare per portarla nel
mondo. Ognuno la porterebbe nel proprio ambiente di lavoro, in
famiglia e in ogni luogo in cui è chiamato a vivere. La pace è armonia
con sé stessi e con gli altri e con l'ambiente. La pace è il risultato
del rispetto per gli altri. La pace è il bene grande per sé stessi e
per gli altri. Pace è benessere e comunione. Pace è aiuto e crescita
Pace é gioia: se c'è pace ci sono tanti altri doni divini. Pace è
dolcezza e armonia. La pace quella interiore, quella del cuore. Quando
uno è in pace con sé stesso porta la pace anche fuori di sé nel mondo
e nelle sue relazioni. Per sé stessi pace è centratura e stabilità.
Nel mondo quando c'è pace c'è stabilità e benessere. La pace nasce da
dentro, è legata al rispetto.
La pace è fondamentale nella mia famiglia attuale, è la mia "casa" il
mio luogo. Quando non c'è pace ci può essere un momento di
spiegazione, di allineamento, dove si devono fare esperienze
reciproche. Non è mai guerra la mancanza di pace le poche volte che
succede. Dall'altra parte, dove non c'è pace, allora, visto che non
può esserci pace, se posso non faccio la guerra, ma cerco di portare
rispetto a me stessa e gestire così la relazione con gli altri.


Simona

Il rispetto è un valore a priori, un ideale,un punto fermo. Il
rispetto è coeso all'esistenza. Nel turbinio del quotidiano è
difficile mantenere la fermezza necessaria e l'equilibrio per
rispettare il tutto. Inizio al mattino ringraziando di essere viva,
bacio i miei gatti e li accudisco.Mi preparo a non aggredire gli
automobilisti, i semafori, i pedoni mentalmente e verbalmente con
imprecazioni o bestemmie varie. Nella giungla della vita ho imparato a
realizzare l'ideale del rispetto. Al lavoro di frenare le parole. In
famiglia di usare l'amore piuttosto che l'odio e piano piano sto
capendo cosa è rispetto. Il punto? E' tutto dentro di me!.
Riguardo alle promesse sono incoerente. Sono lunatica. Sono
imprevedibile. Sono mutevole di natura. Ho molta memoria. Quindi?
Tendenzialmente mantengo le promesse perché ho vissuto troppe volte le
promesse disattese di mia madre e so come ci si sente.Al lavoro
sempre. Negli affetti sempre. In appuntamenti vari mi capita che
invento storie perché non ho più voglia di fare una determinata cosa.
1986/87 ero nei cortei scolastici a scioperare per i diritti degli
studenti. 1990 a vent'anni sono scesa nelle strade di Modena. Non
ricordo bene dentro cosa ci si muoveva. Ricordo l'odore, la voglia, la
forza di esercitare un diritto di essere parte di un sistema politico
che funzionava. Ci credevo, credevo che le mie azioni, congiunte a
tanti giovani come me avrebbero prodotto un sostanziale cambiamento,
nel mondo, nella vita. E poi a quell'età tutto sembra infinito, senza
tempo.Ricordo anche che per molti compagni scioperare per la pace
equivaleva a marinare la scuola. 1988 marcia per la pace da perugia ad
Assisi. 19 anni, uno zaino, un pullman, tanti sconosciuti. Mala voglia
di esserci, di conoscere, di condividere era immensa, totale. In quei
20 km la pace la respiravi ad ogni passo. 1990, prima Guerra del
Golfo, grande fiaccolata per le vie di Modena, in Piazza Grande,
davanti alla Pietra Ringadora, dal pulpito del Municipio la richiesta
di Pace, contro la violenza e la prepotenza degli Usa. Ricordo quella
sera/notte come fosse adesso.
Ogni momento sentivo di condividere l'immenso calore delle persone che
come me vedevano la PACE. 2001 guerra.
Vorrei elencare tanti altri momenti.Dal1993 insegno ed ogni anno, per
commemorare la fine della Seconda Guerra Mondiale, 27 gennaio,
progetti a non finire. Ho fatto videoinstallazioni, scritto e scritto
con centinaia di giovani.E lo scorso anno. Che cos'è la pace? Di certo
non è l'assenza di guerra. Per calmare gli animi dopo i vari attentati
di sangue sulla pace, come un cambiamento interiore (?) dell'essere
umano. Ho capito che si può seguire un percorso verso la pace partendo
dall'interiorità.Credere, condividere, rispettare e amare.
La pace del cuore è fiducia, attenzione, lasciar andare in opposizione
alla paura.
La pace in famiglia? Prima di tutto le nostre famiglie siamo noi
stessi.Noto che questo punto di vista non è condiviso. Famiglia non è
basata solo su legami parentali. Diei che l'egoismo prevale sulla pace
in famiglia, che dovrebbe essere il luogo più confortevole, invece
spesso si trasforma con scenari drammatici. La pace nasce dalla calma,
dall'autocontrollo,  e non solo come un sentimento romantico
confezionato dai romanzi rosa e dai baci perugina. La pace in famiglia
è la pace nucleare della cellula mondo, ma è rara, quindi il mondo è
pieno di individui rabbiosi.


 Nelly, Tiziano, Maria, Rossella, Pietro, Andrea, Caterina,  Alessia, Simona

lunedì 3 aprile 2017

Seconda intervista a Stefan Lanka: "QUALE MODELLO CELLULARE?"



Risultati immagini per "QUALE MODELLO  CELLULARE?" stefan lanka

"QUALE MODELLO  CELLULARE?"
Pfister: come possiamo ottenere effettivamente la comprensione se non sono i virus che fanno ammalare? Da dove vengono quindi le malattie?
Lanka: prima di tutto vorrei allacciarmi alla critica fondamentale di Eugen Rosenstock dell’anno 1956, vorrei presentare inoltre uno studioso, i cui testi non sono  reperibili on line,  ossia il prof. Karl Heins Luttke. Egli ha scritto presso il Max- Planck- -Institut di storia della scienza, un lungo trattato esaustivo sulla storia dell’inizio della virologia. In questo lavoro descrive nel dettaglio come la virologia medica si sia contraddetta da sola già nel 1951-1952! Come la virologia avesse pubblicato le proprie incongruenze e come si sia data per vinta. Perché hanno constatato che tutto ciò che avevano chiamato veleno cellulare, tossine ed enzimi sono  in effetti  sempre  componenti, particelle del tutto normali di cellule e tessuti che stanno morendo.  E non c’è nulla che viene da fuori, nessun agente esterno che produce la malattia. Poi scrive come dal 1953 si iniziasse a pensare che fosse stato scoperto che l’acido nucleico contenesse il corredo genetico.  Che esista questo corredo genetico, come un piano di costruzione funzionale che regola la costruzione dell’organismo. E che questo possa avere dei difetti, ossia delle mutazioni, e che queste mutazioni possano farci ammalare credendo si tratti di geni o virus cancerogeni.
 Pfister: in effetti tutta questa storia dei geni…
Lanka:  esattamente. E da allora è avvenuto un cambiamento paradigmatico nel sistema di pensiero, la vecchia virologia si era arresa. Giovani chimici senza alcuna conoscenza medica e che non sapevano nemmeno che l’errore era stato ammesso, che i virologi si erano scusati e che era stato un falso allarme, hanno quindi  creduto che un virus, formato da un pezzettino di acido nucleico, fosse un gene maligno ed egoista.
Pfister: un gene egoista…
Lanka:  esatto, RNA o DNA. E così nacque  un nuovo dogma. E pensavano che un virus, un pezzettino di acido nucleico circondato da uno strato proteico, , fosse lui a farci ammalare. Che questo acido nucleico avesse la capacità di attaccare le nostre cellule, di moltiplicarsi e di ucciderle. E’ questa la base della nostra concezione odierna dei virus.
Presentano sempre un genoma, un  pezzettino di corredo genetico, di acido nucleico e uno strato proteico. Questo era il modello del 1953.
Enders, figlio di un banchiere,  non aveva mai studiato scienze. Aveva studiato lingue, per due anni era stato ambasciatore di Skull and Bones. Poi era diventato agente immobiliare, per poi tornare a studiare lingue. Infine aveva incontrato un biologo. Ne era rimasto affascinato,  E’ stato subito accolto in laboratorio perché ovviamente portava con sé molti soldi. Poi ha preso il dottorato, senza aver mai studiato biologia. Biologo senza studi scientifici alle sue spalle. Per questo il suo pensiero non è mai stato scientifico. Lo si vede nel  suo testo. Scrive del suo dubbio  sulle cellule che muoiono senza essere attivate o denutrite. Anche quando le cellule vengono trattate normalmente muoiono come se ci fosse un virus. Quindi ci deve essere un altro virus al loro interno, o altri fattori che portano alla loro morte. Lo scrive tre volte nella sua pubblicazione ed esorta ad avere sempre in mente altri fattori, che ci sono altri fattori e altri virus. E non solo ciò in cui crediamo, ossia che esista il virus del morbillo. E scrive perfino che questi ragionamenti, questi esperimenti, forse non hanno nulla a che fare con le nostre riflessioni su cosa sia realmente il morbillo nell’uomo,  o con quello che viene definito morbillo. 
Nel  1954 gli danno però il premio Nobel e lui dimentica la sua stessa critica. Un anno e mezzo dopo scriverà che il suo lavoro è da considerarsi la base di tutti i futuri sviluppi del vaccino contro il morbillo.
Quindi dal premio Nobel, con il premio Nobel,  d’un tratto da un enorme errore, un’enorme speculazione, è diventato un fatto scientificamente accertato. E questo metodo in cui le cellule vengono denutrite e annientate  ed in seguito presuntamene “infettate” é tutt’ora considerato valido per tutte le infezioni di  morbillo.
Lo stesso vale, con poche  differenze, per provare l’esistenza di tutti i virus…
Quindi mi leggo attentamente la sua pubblicazione sulle ricerche sul morbillo, cardine  del processo per l’omonimo e mi accorgo che tutto è un errore madornale e che si contraddice da solo !
Questi esperimenti di controllo, che non sono mai stati eseguiti, li ho fatti eseguire da un laboratorio indipendente e i risultati hanno mostrato chiaramente che le cellule muoiono perché sono private del loro nutrimento e avvelenate.
Pfister:  dagli antibiotici
Lanka:  dagli antibiotici
Pfister: da qui nascono quindi diverse cose nuove per noi. Penso per esempio a Bruce Lipton che afferma che le malattie o le manifestazioni patologiche compaiono a causa dell’ambiente circostante, dall’impressione dell’ambiente sulla membrana cellulare. Questo modificherebbe la funzione della cellula e non il DNA. Qui abbiamo un altro argomento, che come da lei accennato, ne è la naturale conseguenza.
Lanka:  questa teoria dei virus, che ovviamente si basa sull’esistenza di  recettori sulla membrana cellulare, ai quali si agganciano i virus che vengono fatti entrare e avviene l’infezione, se queste teorie che non possono essere vere, siccome i virus non esistono, sono state confutate in base alle stesse pubblicazioni  menzionate,  alle contraddizioni evidenziate ed al metodo assolutamente non-scientifico,  al confronto sequenziale ecc., allora si pone  ovviamente la domanda: possono questi modelli che abbiamo essere veri ?
E la ringrazio molto per questo domanda perché ora iniziamo un nuovo argomento.
Prima di conoscere il sistema di conoscenze del dr. Hamer ero sempre alla ricerca delle cause scatenanti che producono la malattia perché mi era chiaro che tutta la teoria dell’infettivologia, dell’immunologia, la dottrina del veleno e antiveleno e cioè corpo e anticorpo non poteva essere corretta. Lo sapevo anche dalle mie ricerche di laboratorio. Tutti gli esperimenti che si conducono sono specifici solo quando le condizioni vengono controllate esattamente.
Nel corpo non possono mai funzionare, mai e poi mai, non hanno in realtà alcuna rilevanza scientifica !
E anche tutti i modelli sono erronei.
E adesso devo introdurre un nome molto, molto significativo per il futuro. Un nome per la critica e un altro nome per come stanno  le cose  veramente.
C’era un neurologo che, dal 1972, in centinaia di pubblicazioni scientifiche e conferenze, ha mostrato chiaramente  come i modelli di come pensiamo siano le cellule non potevano essere reali. E l’ha pubblicato: il suo nome è professor Herold Hillmann  Hillmann ha scopertao che al microscopio elettronico tutte le immagini di tessuti e di cellule presentano sempre gli stessi artefatti. Ha argomentato in modo logico e vigoroso che una cellula viva non può avere affatto  quell’aspetto. Per definizione la  cellula viva sarebbe un liquido, acqua, contenente varie sostanze in soluzione, sali,  proteine e tutto intorno un tegumento, una membrana. Su questa membrana si dovrebbero  trovare recettori con i quali la cellula comunica. Tali recettori non sono stati mai visti finora su nessuna immagine di microscopio elettronico. Eppure da qualche parte bisognerebbe vederli, dovrebbe essere pieno di recettori. Dovrebbero essere visibile almeno su alcune sezioni di immagini elettroniche.
Pfister: la risoluzione è abbastanza elevata?
Lanka:  grazie per la domanda. Da 20 anni il potere di risoluzione dei microscopi elettronici è  di fatto sufficientemente elevato per cui si sarebbe dovuto  vedere i recettori chiaramente. Da 10 anni è molto aumentata e si dovrebbe quindi sapere quanto deve essere grande un recettore. Punto primo quindi: nessuno li ha mai visti ! Punto due: la struttura della membrana cellulare dovrebbe essere doppia con dei puntini  e tutto il resto. Se la taglio perpendicolarmente essa dovrebbe avere un certo spessore. Se invece seziono la cellula in diagonale dovrebbe vedersi con uno spessore maggiore. Ma questo non succede mai: lo spessore è sempre lo stesso ! Quando si guarda la parte esterna della cellula, che viene definita al microscopio elettronico come una membrana cellulare,  viene tutto contraddetto. Anche le strutture interne:  il reticolo endoplasmatico, l’apparato di Golgi, con la stessa logica, con gli stessi argomenti rigorosi: sono tutti artefatti, errate rappresentazioni.  Perché al microscopio elettronico posso osservare solo ciò che è completamente asciutto. Da cui ho eliminato ogni traccia di acqua. Perché il microscopio elettronico funziona solo sotto vuoto. In caso contrario si crea del vapore e questo sarebbe così impuro che non vedrei più nulla. Se voglio osservare un campione di tessuti questi vengono introdotti nella resina e poi in una serie sempre più alta di concentrazione alcoolica: bassa concentrazione, alta concentrazione, fino al 95% di soluzione alcoolica. Viene tolta tutta l’acqua e al posto  viene aggiunto del  colorante. Ma il fascio di elettroni brucia questi campioni e resta semplicemente qualcosa ed è questo che viene sempre interpretato. Si crede che questo sia l’aspetto delle cellule.  Hillmann ha poi …
Pfister:  quindi quello non è  il vero aspetto di una cellula ?
Lanka:  No, no.    Abbiamo inoltre una visione completamente sbagliata della biochimica.
Tutto quello che si fa: si prende un campione di tessuto, si distrugge il tessuto e le cellule contenute e da quel che ne è uscito, come per la virologia, ipotiziamo un modello di come dovrebbe essere una cellula.
Pfister:  Quindi  con pezzettini  morti di componenti  cellulari rimasti si ricostruisce il modello della cellula. Ma l’intera cellula non si vede mai.
Lanka:   No, no.   Ora, dove con microscopi ottici a laser e con tecniche di  interferenza ottica ecc., si può ottenere una risoluzione simile a quella del microscopio elettronico dove si può guardare il tessuto vivo, vengono così confermate le ipotesi di Hillmann, le sue constatazioni devo dire.
Pfister: questi microscopi esistono oggi?
Lanka:  Sì esistono e con quelli ottengo un’immagine più realistica di come sono fatti i tessuti.
Pfister: E’ difficile con questo modo di pensare, applicato  per  decenni,  che tutto parta dalle cellule, capire invece che il tessuto può vivere anche senza cellule.
Lanka: Sì è quello che si può osservare, si arriva proprio a questo punto.
 Grazie a Peter Augustin  ho potuto capire: cosa sono questi processi della vita se non partono dalla cellula? Come biologo avevo anche studiato che solo la  cellula è viva e tutto il resto è morto. Solo la cellula vive.
Pfister: se questo non è vero allora come si può …
Lanka:  Prendiamo una medusa, per esempio, non ha una struttura cellulare, eppure è un organismo molto efficiente. La medusa è composta per il 98,5% di acqua: non ha un cervello e non ha vie nervose. Alcune meduse hanno pure gli occhi, come l’uomo, fatti allo stesso modo. Hanno gli stessi geni, ma sono minuscole meduse, cubomeduse ( Cubozoa) molto dolorose  e molto velenose. In acque calde non c’è nutrimento quindi devono cacciare per questo hanno bisogno degli occhi. Quindi ciò di cui la vita ha bisogno lo produce e basta. Ma per il fatto che ci siamo fissati sulle cellule e crediamo che la cellula diriga tutto, allora ci deve anche essere un progetto, un progetto funzionale e questo si pensava che fosse l’acido nucleico. Ed ecco un’altra ipotesi errata. L’acido nucleico,  di cui si crede che abbia degli errori, mutazioni, e allora abbiamo i geni cancerogeni, i geni virali.
E’ tutta una conseguenza della teoria impostata da Virchow. Solo  che oggi ce lo siamo scordati. E i medici non tornano indietro a verificare le fonti e  vedere se questo è vero o falso. No,  per loro Virchow è il fondatore della medicina scolastica.
Pfister: possiamo dire che quello che noi oggi chiamiamo epigenetica dove si considera che lo stimolo viene dall’esterno e non dall’interno, che quindi la reazione della cellula non viene dal corredo del  DNA ma da uno stimolo da fuori che produce poi una reazione cellulare, abbia fatto un passo avanti?
Lanka: Per così dire  non lo sopporto … ma grazie per la domanda perché l’epigenetica parte da due presupposti errati: pretendono che l’acido nucleico abbia qualcosa a che fare con il materiale ereditario, ma è così complesso che non riusciamo a capirlo. Ci servono altri 30 anni di fondi per la ricerca per poterlo eventualmente comprendere… E presuppongono che tutto parta dalla cellula
Pfister:  membrana cellulare ?
Lanka:  dalla membrana cellulare. Quanto parlo di cellule intendo ovviamente anche sempre con  membrana cellulare, al suo interno acqua e sostanze circondata da una membrana  predisposta a tutta la comunicazione con l’ambiente esterno.
Pfister: che cosa ne è della membrana: cos’è  veramente vero?  Perché se non lo si può vedere nemmeno al microscopio elettronico ?
Lanka: va bene, facciamo ancora un passo indietro per riassumere.  A partire da Virchow che ha globalizzato quest’idea della cellula, che la cellula fosse l’unità della vita e che tutto il resto fosse morto inanimato e che la cellula fosse quindi la componente base della vita, della salute  ma anche  della malattia, e che le cellule producono veleni cellulari, tossine, che producono il cancro e le malattie contagiose, che si diffondono in tutto il corpo da una cellula ad un altro tessuto: è l’idea delle metastasi. Dal tumore intestinale al cervello… e così ho un tumore intestinale nel cervello ecc… Queste sono le idee che risalgono tutte e Virchow. Poi questo “veleno cellulare” questa tossina non è poi  stata trovata. Poi trovano i batteri e si presume che siano i batteri la causa delle malattie. Poi ci si è resi conto del fatto che i batteri si trovano ovunque nel corpo.  Ah ! Allora saranno le tossine dei batteri. Poi no … in effetti il tetano lo trovo solo nei cadaveri, solo in assenza di ossigeno, l’antrace pure. E chi più ne ha più ne metta. E se guardiamo le cosiddette tossine, ci si rende conto che sono normalissime proteine, enzimi dei batteri che non sono velenose, ci si può cuocere il cibo, farci il bagno, si possono ingoiare, iniettare e non succede niente ! Nella ricerca della tossina patogenica si credeva infine che fosse qualcosa di più piccolo dei batteri che non era visibile al microscopio. Si è quindi spinta la spiegazione sempre più lontano verso l’invisibile, verso il non dimostrabile. Poi  la virologia si è data per vinta nel 1952. Il centro dell’interesse si è quindi spostato altrove verso una nuova sostanza ipotizzata. Se la cellula fa tutto e se da una cellula nasce una persona come me e lei allora ci deve essere un piano progettuale. Sempre nella pura ottica cattolica, nel pensiero spaziale greco,  nel pensiero strutturale che è pure importante, senza questo pensiero non potremmo misurare uno spazio, nessuna statica  e tutto crollerebbe. Ecco perché alla fine il focus si è spostato sull’acido nucleico.
Da pezzetti di acido nucleico proveniente da cellule morte, si è concepito idealmente la composizione del materiale genetico di un virus. Ma questo non si è mai trovato nella sua interezza né ovviamente mai visto un virus. Va bene però crediamo che la cellula fa ammalare. Anche coloro che criticano questo concetto rimangono comunque attaccati all’idea della cellula perché mentalmente è difficile immaginarsi qualcosa di nuovo.
Peter Augustin mi ha tolto questo modello e ci sono voluti ben  quattro  anni prima che potessi verificarne uno nuovo, finchè lo capissi a pieno prima che quello vecchio venisse destrutturato. Prima che il nuovo trovasse il suo posto. Questo nuovo concetto è indispensabile per comprendere le scoperte di Peter Augustin così da capire come funziona la vita e perché vive il tessuto, perché vive..
Pfister: Vive il tessuto e non la cellula …
Lanka: perché vive anche la cellula. Che cos’è una cellula e come funziona? Quali sono le componenti della cellula? Perché alcuni aspetti della teoria cellulare non sono corretti   e  vengono sostituiti da una comprensione più profonda ?
Pfister:  sono davvero felice di questa intervista utile alla corretta  informazione delle persone,

Intervista a Stefan Lanka: "Quali virus?"


Risultati immagini per Stefan Lanka: "Quali virus?" vedi

Traduzione del  primo video :  QUALI VIRUS ?
Buongiorno dr. Lanka
Buongiorno  sig.  Pfister
Pfister: sono davvero felice di poter condurre questa intervista e di poter lavorare insieme in questo programma per la corretta informazione delle persone.
 Lei ha potuto provare in Tribunale, e davanti a cinque periti ufficiali, che non vi è nessuna prova dell’esistenza del virus del morbillo. Questo significa che non sappiamo se esiste e come: non ne abbiamo alcuna  prova.  Vorrei parlare oggi con lei dei fatti: come si sia arrivati a questo malinteso.
 Cosa sono in realtà i virus, quello che viene definito virus?
Lanka: lo si spiega facilmente partendo dal significato della parola  virus, in latino tossina.
C’era una dottrina medica che ad oggi si crede scomparsa. Essa continua però a mantenere sotto la nuova veste moderna la credenza che le malattie siano create da tossine, veleni patologici. Alla base della teoria umorale c’era la credenza che se i liquidi corporei  ristagnavano diventavano velenosi e che potevano così diffondere  le malattie all’interno del corpo oppure anche dall’emanazione del corpo.  La “mal-aria”, l’aria cattiva che si riteneva contagiosa.  Sapevo come condurre la mia ricerca, perché anch’io avevo scoperto nel mare una struttura che io stesso avevo  denominato virus. L’avevo identificato come un virus innocuo. Pensavo davvero fosse un virus, anche se innocuo perché non aveva fatto danni nell’organismo dove l’avevo trovato. Quindi sono andato dal mio professore e gli ho fatto vedere  quello che avevo trovato. Gli ho fatto vedere le foto  al microscopio elettronico di particelle che sembravano essere dei  virus ed erano   miliardi. L’organismo comunque viveva senza problemi e il virus non sembrava dare effetti negativi. Così,  dal 5° semestre avevo già il mio laboratorio ed ero praticamente diventato un virologo.
All’epoca non  avrei mai pensato che non fosse possibile  trovare un protocollo in medicina su come isolare un virus!
Nella batteriologia ci sono protocolli dal 1940.  Quando i batteri muoiono a causa di un cosiddetto  virus batterico, si prende questo liquido, lo si mette sotto un microscopio e si vede che sono batteri. Ma si vendono anche tante minuscole particelle presenti  in grande quantità, le si separa, le si isola, in modo da avere  solo questo tipo di mini-spore, e si vede che  sembrano esattamente uguali, che presentano l’aspetto di virus. Ed è diventato un modello questi “virus per batteri” un modello  anche per i virus umani. Ma quello che i biologi all’epoca non hanno colto è che quando i batteri muoiono velocemente non hanno il tempo di creare delle spore.  Se li si privi delle fonti nutritive, se è troppo caldo, troppo freddo o in altri processi lenti, allora questi creano delle spore che possono sopravvivere per secoli. E se l’ambiente è favorevole ricrescono dalle loro stesse spore. Ma quando i batteri non ne hanno il tempo creano mini-particelle, particelle ancora più piccole, costituite solo dal cosiddetto acido nucleico, il cosiddetto materiale genetico circondato  da un involucro proteico. E sono tutti  uguali e si pensava che fossero loro la causa della morte dei batteri. No, in Natura i batteri non muoiono mai se queste particelle vengono aggiunte. Questo lo fanno solo batteri ipercoltivati e labili, che appena li si guarda in modo “storto” si riconvertono nel materiale da cui erano sorti. Questo era un breve excursus. Da queste strutture nascono i batteri e i nostri tessuti  utilizzano a loro volta i batteri come componenti per rigenerarsi. E  qualcosa che  viene chiamato batteriofago, divoratore di batteri, per usare una  denominazione scorretta, l’ho scoperto in mare. Un po’ più grande, una catena di acido nucleico un po’ più lunga e pensavo fosse un virus.
 E così ero un virologo.
 All’epoca aveva adottato anch’io il concetto dell’HIV, ossia che esistesse questo virus e che fosse mortale.
Fino a quando un professore austriaco, uno specialista della cosiddetta genetica e dell’acido nucleico, mi diede il permesso di usare il suo laboratorio siccome non avevo ancora tutti gli strumenti né tutto il sapere.Con lui ho stretto un rapporto di amicizia. Un giorno mi chiese, dandomi del tu come fanno gli austriaci: “Stefan, hai verificato la storia dell’HIV?”  Risposi: “Tutto il mondo lo dice”  Egli mi rispose non stava chiedendolo al mondo, stava chiedendolo a me !  Diventai rosso in viso e risposi .. “no, non l’ho fatto”.  Mi diede una tessera con la quale potevo fotocopiare gratis e mi disse:  “Fai una copia di tutto quello che leggi e lasciamela in ufficio” E ogni venerdì pomeriggio discutevamo della ricerca.
In biblioteca ho poi capito che c’era scritto il titolo “virus” ma nella pubblicazione stessa non si parlava di alcuna struttura, nemmeno una struttura vista in un essere  umano,nel sangue o in qualche altro liquido corporeo
Anche nel morbillo o in quello che si chiama morbillo, che si vede in bocca, nelle macchie sul corpo o tipiche manifestazioni del morbillo, da nessuna parte si è visto nell’essere umano ma sempre in particelle in cellule morenti. E così siamo arrivati al punto: nelle  cellule morenti ! Ed è proprio questo il punto.  Diversamente rispetto ai batteriofagi  che esistono e che dal 1940 vengono isolati in modo classico, come le monetine all’interno di  un salvadanaio a maialino, insieme a bottoni, cicche, pezzettini  di carta, allora si separano i diversi componenti e  ci sono dentro 11 monete da un euro, prima fotografo l’interno del maialino con i suoi frammenti, poi isolo le parti, le cicche, i pezzettini di carta, i bottoni  tolgo tutto e rimangono le pure monete di euro, e quindi le fotografo di nuovo e dico guardate: sono pure. Non c’è quindi alcun centesimo di dollaro ,vecchie lire o  sterline ma 11 pure monete da un euro. Poi prendo queste monete e applico la biochimica. E vedo che sono effettivamente composte da questi tre metalli nelle stesse percentuali e con lo stesso peso specifico. Sono veri euro.  Questa si chiama biochimica.
E questa verifica non è riuscita per nessun virus che si presume che produca malattia negli uomini, negli animali o nelle piante. L’avevo già capito durante i miei studi
Non avevo all’epoca alcuna idea su cosa ci faccia realmente ammalare. Questo mi divenne chiaro solo in seguito grazie ai contatti con il dr. Hamer.
Mi  era definitivamente chiaro. Non li trovavamo in nessuna pubblicazione. Abbiamo iniziato con i Professori. Eravamo io e altri due professori e abbiamo cominciato le ricerche. Successivamente  ho avuto contatti con Eleni Papadopoulos e con il suo team in Australia. Abbiamo ricercato e analizzato tutto il materiale esistente sui presunti virus umani e animali, interi articoli scientifici  e alla fine ero sicuro: il virus non esiste!
Pfister:   non vi è alcuna prova
Lanka: Non vi è alcuna prova. Ok scientificamente  non posso dire di aver dimostrato che non esiste, può essere che il virus si sia nascosto dietro la Luna, o  dietro a  Marte o ancora più in là … ma come uomo e  cittadino devo dire che no… non esiste  E posso perfino dire scientificamente che escludo l’esistenza dei virus avendo controllato il modello di riferimento del dr. Hamer che ho effettivamente  verificato. E ho visto che questo modello funziona per tutti i fenomeni che definiamo malattie virali, e non solo virali, per quasi tutte tranne che per avvelenamento,  carenze e disturbi meccanici, articolari che possiamo avere e che vengono tratti molto bene in osteopatia, tutto è stato spiegato nel modello di riferimento del dr. Hamer.
In questo modello non c’è il benché minimo spazio per un elemento negativo che sia più forte del sano, che prende senza dare nulla! Comunque nella vita non esistono cose negative, non c’è spazio. Perché i sintomi che noi chiamiamo malattie compaiono secondo regole precise  ed è tutto spiegato. Non c’è spazio per un elemento negativo. Questo concetto del maligno  più forte del sano, che viene dalla teologia, direttamente dal Vaticano, non ha più congruenza. E’ contraddetto. Abbiamo trovato una spiegazione migliore grazie al modello di Hamer. Questo sistema ha fatto crollare il vecchio concetto. E’ stato superato. Esso viene confutato proprio dalle pubblicazioni in virologia stessa, dove si trovano le presunte prove o le ipotesi non comprovate, dal momento che si parte sempre dall’esistenza dei virus. Queste ipotesi vengono confutate dalle loro stesse  pubblicazioni scientifiche. Quella che facciamo noi è una reale medicina scientifica, dove possiamo verificare ogni passo. Dove possiamo comprovare e prevedere. Questi sono i tre criteri della scienza: comprovabilità, ripetibilità e prevedibilità. E se non sono presenti questi tre criteri la ricerca non è scientifica.
Pfister:  e  quellI  che finora abbiamo denominato virus sono in realtà  piccole componenti, resti di questi batteri che stanno morendo?
Lanka: nel caso dei batteri sì ma non è vero che muoiono. Anche il morire è un mirato processo sensato. E cioè di dare una fonte di energia  ai tessuti  o ai  batteri che vivono nell’ambiente circostante grazie all’acido nucleico. Quindi dietro tutta questa focalizzazione e tutte le pulsioni verso la sessualità alla fine si parla di energia. E’ il cardine della vita. Il compito principale dell’acido nucleico, la cosiddetta sostanza ereditaria, che non ha nulla a che vedere con eredità, è la produzione di energia, è la forza che sta dietro la sessualità. In effetti perché è essenziale per la vita.  Quindi l’ipotesi di fondo sui virus è sbagliata e ci sono proteine tutto attorno che sono i componenti che servono alla vita. Quando i batteri vengono annientati velocemente questi si convertono in componenti resistenti e duraturi dai quali poi nascono altri batteri. Questi vengono assorbiti dai batteri per ricevere l’energia e il materiali di cui hanno  bisogno. Anche questo è un processo sensato!
E il processo del morbillo mostra  molto chiaramente proprio questo modello e le osservazioni fatte sui batteri sono  state applicate  in modo traslato  al campo delle credenze. Le credenze sui virus umani.
Ed è stato  proprio John Franklin Enders a farlo perché invece di mostrare realmente un virus, credeva che se si vedessero le cellule in provetta morire, mettendo  un campione di saliva di un malato di morbillo, e si vedesse le cellule morire, fosse sufficiente per dimostrare  che c’era un virus. Ma le cellule muoiono anche senza agenti esterni posti nella provetta, soprattutto muoiono  più velocemente perché vengono “preparate” per la prossima infezione. L’idea è la stessa come  con  i batteriofagi: priviamo i batteri del nutrimento in modo che diventino “affamati di virus” poi introduciamo il campione infetto e guarda un po’: li vediamo morire!  Ma non è vero che muoiono, si trasformano. I batteri si riducono in minuscole componenti. Però questo non succede per cellule umane e animali  perché la loro struttura è più complessa.
Quindi “in vivo”  in Vivo ma non in provetta quello che succede è che viene tolto alle cellule il nutrimento, che praticamente vengono fatte morire di fame. Vengono affamate e ricevono un cocktail  contenente  antibiotici che uccidono autonomamente le cellule. Nel 1954 ancora non si sapeva. Questo era conosciuto  solo dal 1973 che questo antibiotico, la streptomicina uccide autonomamente le celluce. Se si fossero fatti dei  test di controllo preparando le cellule in questo modo, osservando cosa succede avrebbero visto che queste muoiono molto  più velocemente rispetto al normale. Solo poche cellule riescono a vivere a lungo in provetta. E loro credevano  che la morte delle cellule fosse la prova sufficiente della proliferazione virale. E c’è di più.
 Enders ha preso questa idea dalla batteriologia. Ha fatto la stessa cosa come l’aveva fatta con i test batteriofagi. Ma invece di batteri  come  coltura ha preso cellule animali e, dopo averle indebolite, ha inserito l’estratto salivare. Tutto questo senza fare un test di controllo. E l’ha ammesso egli stesso nella sua pubblicazione, nella pubblicazione che è stata utilizzata nel processo come prova per ricevere i 100.000 euro per il bando che avevo indetto dove chiedevo una prova scientifica dell’esistenza del virus del morbillo.
In questo primo isolamento descritto da John Franklin Enders egli ci dice molto chiaramente che non è stato effettuato alcun test di controllo !
 Pfister:  descrive molto chiaramente che non ha affiancato come controllo una provetta con solo antibiotici e assenza di nutrienti
Lanka: giusto sig. Pfister, questo punto è decisivo: non l’ha fatto !
Pfister: però questo dovrebbe essere perentorio per qualsiasi ricerca scientifica: avere un test di controllo
Lanka:   dal 1998 le regole della scienza, Lege artis,  sono state scritte e stabilite  in modo definitivo. Sono state pubblicate per la prima volta dalla società scientifica tedesca. Sono le regole del corretto lavoro scientifico. Queste regole ci dicono che bisogna utilizzare  i metodi più all’avanguardia che sono i più adatti, bisogna conoscere tutte le pubblicazioni in merito, si devono eseguire test di controllo per ogni nuovo metodo introdotto in modo da accertarsi che non sia il metodo stesso a produrre il risultato. Ci deve essere sempre il dubbio. Bisogna sempre provare a confutare i propri  risultati. Ma quello che succede oggi nel campo  scientifico è molto lontano da queste regole.
Pfister:  ovviamente
Lanka: ed è qui che rispondo alla sua domanda: da dove viene l’errore concettuale sui virus?
Eugen  Rosentock-Huessy  descrive che ovviamente lo Stato finanzia solo le vecchie autorità scientifiche e che il ricercatore che scopre qualcosa di nuovo viene represso  dai ricercatori e scienziati affermati. Ci mostra il campo di tensione, non ancora evidenziato, in cui troviamo un ampio divario tra ricerca e scienza. Egli descrive come gli scienziati affermati  facciano ricerche di facciata per mantenere validi i vecchi modelli. Ci descrive chiaramente che fanno ricerca sul cancro  come se fosse la rabbia, secondo gli antiquati principi di Pasteur. Eppure partendo da questi nuovi modelli c’è così tanto potenziale che aspetta solo di essere accolto, utilizzato e sviluppato.
Pfister: spero anch’io che tutto questo possa diventare realtà in un prossimo futuro. La ringrazio per queste spiegazioni che sono, dal mio punto di vista, rivoluzionarie e capovolgenti per l’intera comprensione medico-scientifica e che allo stesso tempo presentano un grande potenziale di effettive possibilità per aiutare le persone nel loro “stare bene” con questa scienza medica.
Lanka: ringraziamo le persone che hanno elaborato tutto questo e che ho avuto la fortuna di conoscere  e di contribuire  a questa congiunzione di campi di ricerca per un nuovo punto di vista. Le basi sono stati i lavori del dr. Hamer, del dr. Peter Augustin, del prof. Hertmut Heine e di molti altri che hanno fatto ricerca e che hanno aspettato di essere messi insieme. Il  che è stato possibile solo grazie alle scoperte del dr. Hamer che per primo ha gettato un’ancora scientifica in questo campo della medicina e della scienza medica, un punto di riferimento in cui ci si può orientare.
E quando nell’agosto del 2000 ho avuto finalmente l’onore di conoscere il dr. Hamer ho potuto  rapidamente trovare risposta a tutte le mie domande fino allora rimaste  in sospeso. E ho potuto spiegare i Focolai di Hamer e rendere applicabile il suo sapere a livello terapeutico.
Grazie dr. Hamer, grazie dr. Augustin e grazie a Voi che diffondete questo sapere.

Risultati immagini per Stefan Lanka: "Quali virus?" vedi