Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

mercoledì 16 novembre 2011

Osvaldo Ercoli: "Nonviolenza.. dimostriamo con le opere il nostro impegno costante..."




Scrive l'amico fraterno Osvaldo Ercoli:

“Il centro di ricerca per la pace di Viterbo, direttore, Peppe Sini, anche quest’anno ha promosso e sostenuto con entusiasmo l’iniziativa “ogni vittima ha il volto di Abele’, iniziativa che si svolge dal 4-nov. del 2002 ed intende commemorare le vittime di tutte le guerre con quell’impegno civile e politico che stimola a risvegliare l’umanità intera, e ricordare ad essa che ogni guerra è un‘inutile strage”, e che è un dovere di tutti finalizzare il nostro operare ad una lotta senza tregua e senza timori contro uccisioni e persecuzioni.

Reputiamo quindi che la voce della Non Violenza si levi più forte , più chiara e meno timorosa non solo per il 4- nov. ma per tutte le manifestazioni similari tipo 2-giugno “festa della Repubblica” che viene oscurata ed offesa da una immonda ed offensiva sfilata di armi tra le più sofisticate, da fare invidia al dittatore più crudele sulla faccia della terra. La festa della “vittoria” non deve più continuare ad essere l’iniquo monopolio delle gerarchie militari per falsa retorica patriottica, né lasciato alle loro menzogne, né alla loro propaganda necrofila che riesce a far prevalere la finzione che la guerra è bella e che le vittime debbano essere contente di essere state trucidate Leggo con piacere che è cresciuto l’apprezzamento ed il sostegno a questa iniziativa, particolarmente tra i pubblici amministratori di enti locali, quali Comuni, Province, Regioni. evento questo beneaugurate in prospettiva per le commemorazioni nonviolente che potranno sostituire quelle ufficiali che allo stato attuale sono ancora scelleratamente e stoltamente belliciste”

martedì 15 novembre 2011

Censura e colpi di stato in corso - "Sempre all'erta sto....."

"Perché non parli...?"


Care, cari,

Avevo pubblicato alcuni giorni fa nel blog di Paolo D'Arpini l'articolo originale di Paolo Barnard su questo tema, con l'aggiunta di denuncia particolareggiata di Orazio Fergnani contro le istituzioni preposte al golpe.... ed il blog per due giorni è stato rimosso senza spiegazioni... stamattina è nuovamente online.

Nel frattempo le stesse cose stanno andando su internet e vengono discusse a raffica in vari siti... Ormai la cosa è di dominio pubblico... Riprendo la lettera di Barnard qui di seguito, ma non la denuncia di Orazio, con una premessa dell'amica Doriana.... - (P.D'A.)


Scrive Doriana Goracci:
Lo so che non è bello scrivere certe cose, quando tra pochissimo avremo la rosa dei nuovi ministri, persone nuove di zecca, quasi vergini della politica, solo tecnici…quasi che essere tecnici vira in sinonimo di onestà. In ogni caso mi sembra che tra tante chiacchiere si possa dare anche la parola a uno come Paolo Barnard. Chiede di citarlo, penso che possa ritenersi soddisfatto, anche se il trampolino non è dei più noti, ma è vero…su questo Paolo Barnard, e chi ci legge, può contarci. Nessuno ci paga. Non siamo stati noi, non siete Stato voi.Non sono stato io. Sarà stata la Gatta Mammona.

.............

Lettera di Paolo Barnard:

Draghi e Napolitano devono essere arrestati e processati – di Paolo Barnard

I golpisti finanziari che hanno terminato la nostra democrazia dopo 63 anni di vita sono stati condotti al Palazzo italiano da Mario Draghi e dal Group of Thirty. Ad attenderli dentro il Palazzo vi era Giorgio Napolitano, da 35 anni uomo di punta in Italia del Council on Foreign Relations degli USA e amico delle loro multinazionali, come da lui stesso dichiarato molti anni or sono su Business Week.

Si consideri quanto segue:

1) La sovranità legislativa italiana, quella economica ed esecutiva, già compromesse dai Trattati europei e dall’Euro (si legga Il Più Grande Crimine 2011), sono state terminate del tutto. Ciò è evidente persino nei titoli del Corriere di questi giorni, non c’è bisogno di leggere Barnard o altri.

2) Le misure di austerità – si legga la rapina della pubblica ricchezza e del futuro di milioni di famiglie italiane attraverso un collasso pilotato dell’economia che tali misure portano senza dubbio – non hanno ora più ostacoli, e sono espressione del volere di poteri finanziari non eletti dagli italiani. Il Parlamento non ha avuto voce in capitolo, ha dovuto obbedire di corsa, cioè è stato esautorato di fatto da forze straniere.

3) Saranno decenni di sofferenze e lacrime e sangue per i cittadini, un impoverimento mai visto dal 1948 e tanti morti anzi tempo a causa della demolizione dei servizi.

I punti 1, 2 e 3 formano i contenuti sufficienti per un’accusa di alto tradimento della patria da parte di Mario Draghi e di Giorgio Napolitano, che devono essere incriminati e arrestati. Se pensate che questa sia retorica di un esagitato, si legga la letteratura economica americana sulla crisi dell’Eurozona per fugare ogni dubbio, e si visiti l’Irlanda o la Grecia, vittime prima di noi di questi golpisti.

Questo è un colpo di Stato.

Mario Draghi è membro del Group of Thirty (GOT), dove la sua presenza segna il più scandaloso conflitto d’interessi della storia italiana, alla luce del disastro democratico che stiamo vivendo (prendano nota i demenziali travagliati dipietrosi che per anni sono corsi dietro al conflitto d’interessi del presunto ladro di polli e hanno ignorato quello dei veri ladri planetari). Il lavoro dell’eccellente Corporate Europe Observatory ha denunciato il GOT e ciò che vi accade. Fondato nel 1978, è una lobby dove impunemente i grandi banchieri si mischiano a pubblici funzionari di altissimo livello. Ecco i principali membri: Jacob A. Frenkel, di Jp Morgan Chase – Gerald Corrigan, Managing Director del Goldman Sachs Group – Jacques de Larosière, Presidente del Gruppo UE sulle risposte alla crisi finanziaria – William C. Dudley, ex Goldman Sachs oggi alla Federal Reserve di NY – Mervyn King, governatore della Banca Centrale d’Inghilterra – Lawrence Summers, ex ministro del Tesoro USA, oggi al Bilderberg Group – Jean-Claude Trichet, uno dei padri dell’Euro, ex governatore della BCE – David Walker Senior Advisor, Morgan Stanley International – Zhou Xiaochuan, governatore Banca Centrale Cinese – John Heimann, Istituto per la Stabilità Finanziaria – Shijuro Ogata, Vice Presidente, Commissione Trilaterale – inoltre vi sono passati Tommaso Padoa-Schioppa (ex Min. Finanze) e Timothy Geithner (attuale Min. Finanza USA). Ripeto: Draghi ne è membro oggi.
Cioè, in esso si mischiano i lobbisti della finanza bancaria più criminosa della Storia e i pubblici controllori delle medesime banche.

Mario Draghi arriva alla BCE fra il 31 ottobre e il primo novembre. Il colpo di Stato finanziario contro l’Italia si svolge nella settimana successiva, il governo eletto ne è spazzato via. Mario Draghi poteva fermare la mano degli speculatori golpisti semplicemente ordinando alla BCE di acquistare in massa i titoli di Stato italiani. Infatti tale acquisto avrebbe, per la legge basilare che li regola, abbassato drasticamente i tassi d’interesse di quei titoli, il cui schizzare in alto a livelli insostenibili stava portando l’Italia alla caduta nelle mani degli investitori golpisti. Essi sarebbero stati fermati, resi inermi di fronte al fatto che la BCE poteva senza problemi mantenere a un livello basso costante i tassi sui nostri titoli di Stato. Ma Mario Draghi siede alla BCE e non fa nulla. Non siate ingannati dalla giustificazione standard offerta per questo rifiuto di acquistare titoli italiani da parte della BCE. Vi diranno che le è proibito per statuto, ma non è vero: infatti clausole come la SMP Bond Purchases lo permettono, e anche le regole sulla stabilità finanziaria del trattato d Maastricht, come scritto di recente da Marshall Auerback e da altri. Draghi poteva agire, eccome.
Risultato: il golpe. Da ora le elite finanziarie sono col loro aguzzino Mario Monti al governo a Palazzo Chigi. Fine della democrazia italiana fondata nel 1948. Comandano i mercati, non il Parlamento.

Tutto ciò è stato ampiamente discusso da Mario Draghi con i suoi camerati al Group of Thirty, secondo un copione che trapelava da anni sulle pagine della stampa finanziaria anglosassone. Silvio Berlusconi era stato avvistato più volte dell’esistenza di quel copione: “L’Italia ha problemi gravissimi, ha bisogno di una iniezione di libero mercato con riforme economiche neoliberali… fra cui ridurre le tasse, tagli all’impiego pubblico e alle pensioni, rafforzare il settore dei servizi privati, e rendere più facili i licenziamenti”, cioè esattamente quello che sta accadendo in queste ore nelle riforme che il golpe ci ha imposto, facendosi beffe, come già detto, del Parlamento non più sovrano. La prescrizione in corsivo è del Neoliberista fanatico Alberto Alesina nell’Aprile del 2006. Lo stessa anno in cui Draghi prendeva il comando della Banca d’Italia, dopo aver lasciato la banca d’investimento più criminosa del mondo, Goldman Sachs, in cui resse una posizione di comando nel settore Europa proprio mentre la Goldman aiutava la Grecia a truccare i propri conti pubblici nel 2002. Draghi mentì negando di essere stato in carica a Golman Sachs nei mesi della truffa, ma fu smascherato dalle audizioni del Senato USA, nientemeno.

Tornando al golpe. Le conseguenze sociali, le sofferenze per milioni di italiani per decenni, la scure che si abbatte sul futuro dei nostri piccoli, sui pochi preziosi anni che rimangono agli anziani indigenti, sull’ambiente, e sulla democrazia, saranno tragici. Nell’ordine di migliaia di volte peggiori di qualsiasi danno le mafie regionali abbiano mai potuto infliggere all’Italia, e col concreto pericolo di prostrarla per intere generazioni. Alla luce di tutto ciò, e mentre si fatica a non emigrare di fronte all’idiozia epica di masse di italiani che festeggiano l’arrivo dei golpisti (sic), è doveroso chiedere l’incriminazione e l’arresto per alto tradimento di Mario Draghi e di Giorgio Napolitano in quanto cittadini italiani. Prego quindi l’eventuale giurista che leggesse queste righe di informarmi sulla procedura per inoltrare una denuncia in tal senso. Se, come temo, essa non esiste, nulla cambia della sostanza morale di quanto scritto.

Paolo Barnard

p.s. Prego i diversi colleghi che usano in Tv, ai dibattiti o in radio i fatti che scopro e denuncio, di almeno citarmi come fonte. Grazie.

Paolo Ercolani: "Sarebbe bella una lezione di trasparenza sulla Metro B1 di Roma"

Luogo di sosta - Foto di Gustavo Piccinini

La linea B1 della metropolitana di Roma presenta diversi aspetti poco chiari, evidenziati nel documento con le osservazioni dei Comitati di Quartiere interessati dal prolungamento di tale linea e presentato nello scorso mese di Ottobre all’Amministrazione capitolina.

Tale documento suscita molto interesse in chi, come me, ha trascorso la maggior parte della vita lavorativa operando nel settore delle metropolitane. A ben vedere susciterebbe però interesse in tutti i cittadini romani, se ne fossero informati. Tale documento evidenzia infatti alcune questioni molto importanti, che non riguardano solamente il progetto del prolungamento, ma anche la tratta in corso di realizzazione.

Come viene richiamato in apertura, “Il prolungamento di una linea di metropolitana presenta le stesse peculiarità della sopraelevazione di un edificio, la cui progettazione richiede una doverosa preventiva verifica dell’infrastruttura sulla quale va a poggiare. Pertanto, prima di formulare le osservazioni sulla Tratta Jonio-Bufalotta, occorre effettuare un esame della Tratta Bologna-Jonio”.

Come vedete, il documento si presenta come un avvincente romanzo. Ne consiglio perciò a tutti una lettura molto attenta.

Tra le altre cose vi si apprende che la AVCP (Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture) ha sollevato diverse eccezioni sulle procedure seguite nella realizzazione.

Configurandosi l’opera come un “appalto integrato”, le condizioni di gara della tratta Bologna-Conca d’Oro costituivano aspetti strettamente vincolanti e le tipologie strutturali delle stazioni, molto particolari ed ardite (aspetti qualificanti del progetto definitivo posto a base di gara), non avrebbero potuto in alcun modo essere modificate.

In particolare il progetto definitivo prevedeva la realizzazione delle stazioni Gondar e Annibaliano con tipologia di stazioni profonde a “volta attiva” e la stazione Nomentana con tipologia ad “arco cellulare”.
In sede di redazione del progetto esecutivo l’appaltatore ha invece proposto l’esecuzione delle stazioni Gondar e Annibaliano con scavo a cielo aperto, tra paratie, mentre la stazione Nomentana è stata addirittura eliminata.

Per il profano può sembrare una questione di lana caprina il fatto che “l’impresa partecipante avrebbe dovuto obiettare preventivamente che il progetto posto a base dell’appalto era sbagliato e che, in alternativa, avrebbe potuto solamente farlo proprio, assumendosene tutte le responsabilità ed eventualmente far intervenire delle varianti in corso d’opera per motivi imprevisti ed imprevedibili”.
In realtà, secondo quanto rivela il documento succitato, sembra che con le pesantissime varianti effettuate l’impresa avrebbe stravolto il progetto ad evidente proprio vantaggio, ottenendo cospicui risparmi nei costi di realizzazione, sicuramente ben superiori a quelli, irrisori, poi ripartiti al 50% tra l’impresa stessa e l’Amministrazione.

Per quanto concerne poi la tratta Conca d’Oro-Jonio, la AVCP ha ritenuto di doversi esprimere anche in merito all’affidamento dei suoi lavori, eccependo che la stazione appaltante ha assegnato alla stessa impresa sia la progettazione definitiva che quella esecutiva che la realizzazione dei lavori.

Forse ai lettori può sembrare poco comprensibile la considerazione riportata nel documento con le osservazioni dei Comitati, secondo la quale “l’affidamento con procedura negoziata della progettazione definitiva, di quella esecutiva e della realizzazione dei lavori non trova supporto giuridico nell’ordinamento nazionale, che finalizza la distinzione tra il soggetto incaricato dell’attività progettuale da quello affidatario della realizzazione delle opere, con netta separazione delle due attività,”, ma è sicuramente molto chiara la sua prosecuzione: “a garanzia dei principi di trasparenza, economicità e libera concorrenza (principi che, evidentemente, in questo caso non sono stati garantiti).

Il documento dei Comitati di Quartiere evidenzia inoltre che già nel mese di Marzo di questo anno la AVCP aveva chiesto sia al Sindaco del Comune di Roma che alla stazione appaltante Roma Metropolitane di comunicare "nel termine di 30 giorni" eventuali valutazioni di loro competenza.

Giacché sempre a detta di quel documento tale comunicazione non sarebbe avvenuta, ho ritenuto di dovere interpellare sia il Sindaco Alemanno che Roma Metropolitane.

Il Sindaco non mi ha ancora risposto. Roma Metropolitane, invece, mi ha comunicato di avere inviato regolarmente le sue risposte entro tutte le scadenze successivamente fissate dalla AVCP, informando puntualmente l'Amministrazione Capitolina. A seguito di tale comunicazione ho perciò chiesto alla AVCP di rimettermi, ai sensi della Legge sulla Trasparenza degli Atti Amministrativi, le risposte alle quali Roma Metropolitane ha fatto riferimento. Al momento non ricevo però alcuna risposta neanche dalla AVCP.

Sia il Portale eur.roma.it che il Portale noiroma.it si sono offerti di pubblicare i documenti eventualmente forniti dalla stessa roma Metropolitane. Ma sarebbe bello anche se Roma Metropolitane scegliesse le pagine di questo giornale per rendere pubbliche le sue risposte.

Sarebbe una bella lezione di trasparenza. Si dimostrerebbe infatti che anche alle nostre latitudini la pubblica amministrazione non ha nulla da nascondere.

Paolo Ercolani - percola@yahoo.it

lunedì 14 novembre 2011

Roma 19 novembre 2011 - CORTEO E COMIZIO DI LEGITTIMA DIFESA DAI PARASSITI

"C'era folla al castello" di Jean Tardieu


CORTEO E COMIZIO DI LEGITTIMA DIFESA DAI PARASSITI, DAL GOVERNO, DA TUTTO IL PARLAMENTO, DALLE ISTITUZIONI, DALLE BANCHE ….. DALLA GOLDMAN SACHS E BOCCONI
ROMA – P.za del Popolo – Sabato 19 Novembre 2011 – ORE 9,00/20,00


Se sei in difficoltà ed anche tu incominci a subire i morsi della crisi economica… NON E’ PER CASO!!! Perché alla fine anche noi agricoltori, produttori, imprenditori, commercianti, professionisti siamo dovuti scendere in piazza?

- Per aggregare le forze sane del Paese e contrastare il potere del sistema finanziario, che sta generando miseria, sudditanza, schiavitù;


- Per difendere le categorie produttive dal governo, dagli enti locali, dalle Istituzioni, che invece di assisterle, con normative incostituzionali eliminano conquiste sociali di ben due secoli e con manovre finanziarie cialtronesche ed irresponsabili affamano i lavoratori, favorendo il sistema economico-finanziario nazionale ed internazionale gestito dalle banche;

- Per abbattere tutti i privilegi della classe dirigente politica e delle lobby di potere ad essa collegate;

- Per rinnovare il contesto politico-economico italiano ed europeo con la creazione di nuovi movimenti espressione della società civile;

- Per raccogliere il consenso del popolo e delle associazioni al fine di promuovere lo sviluppo etico e sostenibile ed il dibattito sui temi di ordine politico in favore della dignità e dei diritti dei cittadini, del loro interesse economico e sociale col supporto dei tre punti ritenuti fondamentali qui precisati :

1) Sistema Monetario; con piena attuazione dell’art. 47 della Carta Costituzionale, con il recupero della funzione propria e naturale dello Stato di diretta e sovrana emissione monetaria oggi delegata senza nostra preventiva autorizzazione ad ignoti banchieri azionisti di banche centrali, i quali stampano banconote di cartastraccia e, sistematicamente falsificando i bilanci aziendali delle loro banche, creano debito pubblico e schiavitù umana;

2) Sistema Fiscale; che in ossequio all’art. 36 della Costituzione e partendo dal principio che i contribuenti devono poter detrarre tutti i costi e le spese che sostengono, a prescindere dal fatto che si riferiscano a beni primari o secondari, metta al primo posto il diritto naturale alla vita e la difesa della dignità dell’individuo, delle famiglie e delle comunità umane tutte;

3) Messa al bando di Equitalia o altre agenzie di recupero crediti perché puri estorsori ed iniqui centri di speculazione finanziaria, destabilizzatori del sistema economico e del collante morale del Paese e causa di strapotere, ingiustizia, offesa e violenza in danno delle fasce meno abbienti.



Fondatori e comitato tecnico/politico/scientifico di AlbaMediterranea:
Costellazione della £ira
Giorgio Vitali 393/6542624 vitali.giorgio@yahoo.it
Orazio Fergnani 392/6546868 oraziofergnani@tiscali.it
Giuseppe Turrisi 393/8424644 giuseppeturrisi@yahoo.it
Enrico Bianchi 389/1955880 bianchienrico@tiscali.it

domenica 13 novembre 2011

Equivita contro la privatizzazione del patrimonio genetico del pianeta..

Foto di Gustavo Piccinini


Alla fine del mese scorso l’EPO, Ufficio Europeo dei Brevetti aveva annullato all’ultimo momento l’udienza (programmata per il 26 /10) per la decisione finale riguardante il brevetto sul broccolo in mano alla Monsanto, decretando in tal modo la validità di tale brevetto, e provocando un’ondata di protesta tra cittadini, agricoltori, associazioni e molte istituzioni europee …

Il broccolo era stato scelto sin dal 2008 come “caso giuridico” in base al quale si sarebbe deciso se era o non era lecito per l’EPO rilasciare brevetti su piante e animali riprodotti con metodi tradizionali (non geneticamente modificati); brevetti che andavano contro la stessa direttiva europea CE98/44, detta “dei brevetti sul vivente”.

Molta rabbia tra tutti i manifestanti, tra i quali Fabrizia Pratesi in rappresentanza di EQUIVITA, per questa illecita estensione della privatizzazione del patrimonio genetico del pianeta, il bene comune più importante dell’umanità. Molta rabbia per questa ulteriore minaccia al diritto più fondamentale dei popoli: quello alla sicurezza e alla sovranità alimentare. Molta rabbia ma poca sorpresa, essendo i comportamenti dell’EPO da lungo tempo fuori da ogni logica e da ogni rispetto delle regole.

Era ben poca dunque (per i non pochi cittadini europei che seguono questa guerra sotterranea) la speranza che l’ 8 novembre - giornata in cui l’EPO avrebbe dovuto emanare la seconda sentenza in programma, quella sul brevetto sul pomodoro in mano al Ministro dell’agricoltura israeliano - le cose sarebbero andate meglio. Considerando che l’EPO ha già rilasciato negli ultimi anni un centinaio di brevetti su organismi riprodotti con metodi tradizionali non si osava sperare che vi fosse una decisione ad essi sfavorevole.

E invece … una grande sorpresa ci ha rallegrati: l’EPO ha tirato oggi un freno d’emergenza e si è preso un momento di riflessione prima di decidere su quello che è stato sempre indicato come il secondo “caso giuridico”: il brevetto sul pomodoro.
L’EPO ha deciso di non recare al momento un ulteriore danno alla sua immagine!. La sua “Technical Board (Corte Tecnica) ha deciso di rinviare un’altra volta il quesito all’Alta Corte d’Appello!

Dice Christoph Then, portavoce della coalizione “NO patents on seeds”: “ Non dobbiamo correre il rischio di credere che questa sia una soluzione finale per i brevetti sulle piante e animali riprodotti in modo tradizionale: conosciamo le contraddizioni abituali dell’EPO … tuttavia va detto che fino ad oggi nessun caso era mai stato rinviato due volte all’Alta Corte d’Appello. Bisogna credere che l’EPO inizi a temere un deterioramento eccessivo della sua immagine”

“Noi continueremo la battaglia presso i singoli Governi e presso il Parlamento Europeo, affinchè l’EPO sia messo sotto il controllo di una Corte indipendente e dei Governi degli Stati membri”, aggiunge Fabrizia Pratesi, “affinché non prevalgano sempre, come è successo fino ad oggi, gli interessi delle industrie transnazionali sulla tutela dei diritti più elementari dei cittadini.”



Equivita
Comitato Scientifico Antivivisezionista
Via P. A. Micheli, 62
00197 Roma
Tel. +39.06.3220720
Cell. 335.8444949
Fax +39.06.3225370
emailto: equivita@equivita.it
www.equivita.it

sabato 12 novembre 2011

Roma, 27 novembre 2011: "Salviamo il paesaggio" - Il dopo Cassinetta di Lugagnano.. in 12 punti



Care tutte e cari tutti,

"Salviamo il Paesaggio" (Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio) è nato "ufficialmente" un paio di settimane fa con l'assemblea di Cassinetta di Lugagnano e ha ormai raggiunto l'adesione di 500 associazioni su tutto il territorio italiano, tra cui tutte le storiche associazioni dell'ambientalismo italiano e oltre 5 mila soggetti individuali.

C'è un grande entusiamo intorno al progetto, e le ultime tragedie successe in Liguria dimostrano che la nostra azione è più che mai necessaria e urgente. Però, per trasformare le idee in fatti (e in comitati operanti sul territorio) è necessario un grande sforzo da parte di tutti voi.

Fino ad oggi al Forum ha lavorato un ristretto gruppo di persone, che però oggi è inadeguato a gestire un progetto tanto ambizioso. Noi abbiamo lanciato la sfida, ora bisogna che molti altri la raccolgano, e tutti insieme dovremo creare un coordinamento nazionale, per decidere le prossime mosse e per dividersi i (moltissimi) compiti che un grande Forum nazionale comporta.


Per questo si è deciso di indire una prima riunione di coordinamento nazionale
a ROMA il 27 novembre 2011 (il luogo è ancora da definire, la riunione sarà al mattino, vi invieremo appena possibile una nuova comunicazione con tutti i dettagli)

Per partecipare bisogna compilare il form di accredito online >

Abbiamo scelto Roma perché è equidistante dal Nord e dal Sud, e vogliamo dare a tutti la stessa possibiltà di partecipare. Inoltre, si tratta del giorno successivo alla manifestazione nazionale del forum per l'acqua, quindi è possibile che alcuni di voi si trovino già a Roma.

Chiediamo la partecipazione di tutti voi, col vostro bagaglio di tempo, passione e competenze, perché è necessaria la collaborazione di tutti per far decollare il forum.

La riunione sarà operativa, e servirà a distribuirsi i compiti e le cose da fare.

Ecco un elenco dei punti che verranno trattati:

1) AMMINISTRAZIONE

Per gestire i primi atti del nostro Forum, a Settembre è stato formalizzato un primo comitato "costituente" (che vede coinvolte 10 persone fisiche) ed è stato aperto un conto corrente su Banca etica attualmente a firma del suo presidente pro tempore, Carlo Bogliotti. Si dovrà ora decidere chi gestirà l'amministrazione e chi avrà le firme sui conti/o correnti/e.

2) MAGAZZINO E SPEDIZIONI

Ad oggi, per il lancio ufficiale della Campagna, sono stati stampati volantini, bandiere, striscioni e spillette in piccole quantità. Fino ad oggi si è trattato di un impegno non gravoso e se ne è occupato Slow Food, ma andando avanti ci sarà molto materiale da gestire, ordinare, pagare, immagazzinare, spedire a chi ne fa richiesta, incassare. Quindi sarebbe preferibile che se ne occupi lo stesso soggetto che tiene l'amministrazione, o al limite due soggetti in grado di collegare agilmente il magazzino e le spedizioni con le questioni amministrative.

3) BILANCIO PREVENTIVO DI PROGETTO

Bisogna fare un bilancio preventivo sui materiali per la campagna di comunicazione: quante bandiere, spillette, volantini, striscioni, ecc.? Porteremo un primo bilancio consuntivo di questa prima fase.

4) CONTRIBUTO COSTITUTIVO

Al momento solo Slow Food ha versato una quota pari a 3000 Euro come primo contributo, che è servito per le iniziative intraprese fino ad oggi. Le altre associazioni cosa dovranno fare? Versare altrettanto? Prevediamo delle quote diverse per grandi e piccoli?

In parallelo, è già stata aperta una sottoscrizione di fondi per raccogliere le donazioni dai privati (già attivo con due modalità: donazione online con Paypal, donazione con bonifico bancario).

5) UFFICIO STAMPA

Fino ad oggi se ne è occupato Slow Food, ma bisogna trovare una formula per dividersi il lavoro o creare una minima organizzazione interna.


6) SITO WEB / NEWSLETTER

Fino ad oggi se ne sono occupati Virginia Scarsi di Stop al consumo di territorio, (creazione e gestione del sito web e delle newsletter) e Luca Bernardini di Slow Food (inserimento articoli). Virginia potrebbe continuare ad occuparsi del coordinamento tecnico sia del sito che delle newsletter, ma bisogna creare una redazione che si occupi del contenuti. Infatti, oltre a contenere pagine sul Forum e pagine di servizio per la rete dei comitati locali, il sito web è stato pensato anche come "raccoglitore" di segnalazioni da tutta italia (sia di situazioni problematiche che di esempi virtuosi). Quindi è necessario trovare una o più persone per ciascuna regione, che si occupino di verificare le segnalazioni e pubblicare sul sito i relativi articoli.

7) GESTIONE E-MAIL

Al momento le mail attive sono due, da decidere chi si occuperà di gestirle:

- info@salviamoilpaesaggio.it, l'indirizzo primario, a cui arriva un po' di tutto: segnalazioni, appelli, eventi o iniziative sui territorio, richieste di informazioni, richieste di giornalisti e amministratori, ecc (al momento l'indirizzo è gestito da Alessandro Mortarino di Stop al consumo di territorio).

- adesioni@salviamoilpaesaggio.it a cui arriva l'adesione delle associazioni (al momento l'indirizzo è gestito da Olga Scarsi, Ecomuseo delle Rocche, che si occupa anche di inserire sul sito le nuove adesioni).

Sarà inoltre attivato un terzo indirizzo: redazione@salviamoilpaesaggio.it, a cui dovranno pervenire tutte le segnalazioni dal territorio italiano, quindi ci vuole qualcuno che controlli questa mail e si occupi di girare il contenuto ai vari membri della redazione (con criterio di competenza geografica, per questo è importante che si riescano a coprire tutte le regioni)

8) COORDINATORE NAZIONALE / SEGRETERIA

Chi se ne occupa? Valutare se oltre al COORDINATORE NAZIONALE (che potrà essere retribuito - quanto?) ci vuole anche una SEGRETERIA per rispondere alle diverse richieste (si possono dividere tra semplici informazioni, comitati, iniziative locali, iniziative nazionali, richiesta di trasparenza sulle spese, e chi più ne ha più ne metta). Oppure il coordinatore nazionale si occupa anche della segreteria?

9) GRUPPO DI COORDINAMENTO NAZIONALE

Sarà importante creare una modalità con cui il gruppo di coordinamento possa prendere delle decisioni, al momento esiste una mailing list di una ventina di persone, che andrà allargata a quanti vorranno farne parte. Quindi molte delle decisioni potranno essere prese online, bisogna valutare se prevedere anche riunioni vere e proprie (con che cadenza? dove?). Inoltre, occorre valutare se questo gruppo di coordinamento potrà anche prendere decisioni più "politiche" e strategiche, e in quale modo (ad esempio, il forum per l'acqua pubblica usa questo metodo: non si decide nulla per votazione, ma si va per approssimazione nel trovare una sintesi. Ognuno esprime la sua opinione, poi il coordinatore (chi si assume questo ruolo?) cerca di fare una sintesi, includendo anche le istanze della minoranza).

10) PORTAVOCE

Si potrà stabilire una rosa di persone che si rendano disponibili a partecipare alle iniziative locali o nazionali come portavoce del Forum.

11) COSTITUZIONE DI GRUPPI DI DISCUSSIONE VIRTUALI

Di sicuro ne verrà attivato uno sulla proposta di legge e uno sul censimento degli immobili in ogni Comune d'Italia.

Ne servono altri? chi li coordina?


12) COSTITUZIONE COMITATI LOCALI

Vanno discusse le linee guida per la costituzione dei comitati e pubblicate sul sito web.


Vi aspettiamo a Roma il 27 novembre 2011!

Per partecipare bisogna compilare il form di accredito online >

Forum Nazionale
"SALVIAMO IL PAESAGGIO - DIFENDIAMO I TERRITORI"
www.salviamoilpaesaggio.it - info@salviamoilpaesaggio.it


giovedì 10 novembre 2011

Lecce, Brindisi, Taranto... salviamo il Salento dal degrado.... - Benedetto XVI: "Dove l’ambiente si degrada anche l’uomo si degrada e viceversa"




Comunicato stampa congiunto del Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino Forum Ambiente e Salute del Grande Salento (province di Lecce, Brindisi, Taranto) Info: forum.salento@yahoo.it


A Roma da tutt'Italia (e anche dalla Puglia martoriata) per dire basta alle devastazioni della green economy industriale, e chiederne la "MORATORIA URGENTE" di tutti i suoi impianti industriali di eolico e fotovoltaico in aree naturali (terraferma e mare) e il TAGLIO TOTALE DI TUTTI GLI INCENTIVI IN MANIERA RETROATTIVA!

Salvata l'Italia dal PERICOLO NUCLEARE, ora la si deve salvare dalla DEGENERAZIONE SPECULATIVA E CATASTROFICA DI EOLICO E FOTOVOLTAICO INDUSTRIALI che offendono la stessa filosofia buona di fondo delle rinnovabili!

SI alla bellezza ed integrità del Paesaggio del nostro BelPaese, SI pertanto solo al fotovoltaico ubicato su tutti i tantissimissimi TETTI DEGLI EDIFICI RECENTI d’Italia!

SI alla RIFORESTAZIONE D’ITALIA per il clima e contro il dissesto idrogeologico insieme!

Emergenza ambientale e di legalità da “Green Economy Industriale” di eolico e fotovoltaico!


Sabato 12 nov. 2011
conferenza stampa a Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati – sala stampa - a Roma ore 11:30

E correlato sit-in Ecologista, con delegazioni provenienti da ogni parte d’Italia, per la difesa del paesaggio e dell’ambiente contro questa degenerazione falso-ecologista della Green Economy Industriale nella piazza antistante Montecitorio nella mattinata a partire dalle ore 9:30, che si sposterà nel pomeriggio davanti alle sedi RAI, per denunciare alle istituzioni e al paese tutto, attraverso la sensibilizzazione dela tv pubblica nazionale, quella che è un’ emergenza così grave da costituire in alcune aree del paese, soprattutto al Sud, ma non solo, una grave “emergenza erosione-dileguamento dello Stato” !

E’ la più grande e devastante insostenibile speculazione della storia d’Europa, quella delle Green Economy Industriale di eolico e fotovoltaico!

Una denuncia del grave “stato di calamità artificiale” in cui versa il nostro paese a seguito dell’imperversare in esso da alcuni mesi ed anni di una degenerata e degenerante, devastante e speculativa “Green Economy Industriale”, che più nulla ha, se mai lo ha avuto, di “verde” e di “ecologico”!

Semplicemente: crimini contro l’ambiente e l’umanità! Altro che ecologia!

I comitati pugliesi porteranno all’attenzione dei vertici dello Stato nella capitale il dramma-scandalo della mitologica “Collina dei Fanciulli e delle Ninfe” di Giuggianello-Palmariggi e Minervino di Lecce dove la Regione Puglia non ha ancora ritirato le autorizzato follemente concesse ad immensi impianti eolici devastanti!

Anche il Forum Ambiente e Salute del Grande Salento ed il Coordinamento Civico per la Tutela del Territorio salentino parteciperanno a Roma all’ importante Conferenza stampa e al collegato sit-in indetto dall’apartitico COMITATO NAZIONALE CONTRO FOTOVOLTAICO ED EOLICO NELLE AREE VERDI e più in generale naturali; un vasto comitato di coordinamento nazionale che annovera svariate realtà associative nazionali, comitati locali, e cittadini italiani e non, impegnato ed unito dall’ impegno per la tutela dell’ ambiente e del paesaggio d’Italia, contro ogni fattore di inquinamento chimico-fisico, come anche di degrado paesaggistico.

Una delegazione del Comitato Nazionale, cui partecipano anche le organizzazioni salentine, sarà ricevuta dall’ Onorevole Elisabetta Zamparutti della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, in prima linea nella difesa del paesaggio e della legalità, e che aprirà e coordinerà i lavori della conferenza stampa a Montecitorio.

La gravissima emergenza nazionale, attualissima e palese, correlata alle devastazioni sempre più visibili di quella che va sotto il fuorviante nome di “Green Economy Industriale”, (falso è infatti il suo attributo “verde”), di eolico e fotovoltaico, che sta comportando, in atto ed in potenza, un’elevata compromissione del paesaggio identitario del nostro paese, il Belpaese per antonomasia, con danni a 360° ed ovunque, a danno di quello che è il nostro comune “paesaggio quotidiano di vita” di ogni cittadino, e persino con aggressioni delle sue aree più sensibili affascinanti e dense di storia della Nazione, è oramai al centro della prioritaria attenzione da parte di numerose fasce di cittadini, e di innumerevoli intere comunità, che in ogni regione d’Italia si organizzano in comitati spontanei ed associazioni al fine di combattere il dilagante aggressivo fenomeno, come nulla mai prima d’ora, correlato a questa speculazione fraudolenta falso-ecologista che ruota intorno all’industria eolica e del fotovoltaico nelle aree agricole e naturali, come persino in quelle costiere di maggiore pregio.

Come esempio più eclatante del vasto scandalo, i comitati salentini porteranno all’attenzione dei vertici dello Stato a Roma l’ aberrazione pugliese paradossale degli impianti mega-eolici autorizzati
Dalla Regione Puglia, per circa 20 mega torri eoliche, sulla Serra di Giuggianello-Palmariggi-Minervino di Lecce, la mitologica “Collina dei Fanciulli e delle Ninfe”, ritenuta la Stonehenge d’Italia per i suoi suggestivi monumenti megalitici! E’ l’acropoli dell’antica civiltà salentina scrigno di ambiente, cultura, paesaggio e natura, una summa della storia del sud della Puglia! Una serie di progetti industriali eolici dagli impatti devastanti, percepiti dai salentini tutti come un oltraggio, un’ offesa al loro cuore simbolico più antico, ma il cui impatto visivo nel raggio di decine di chilometri comprometterebbe anche il suo cuore del basso Salento dove è il Parco naturale dei Paduli-Foresta Belvedere e quello della costa di Otranto patrimonio UNESCO e del Parco naturale costiero Otranto-Santa Maria di Leuca! Per questi progetti si chiederà l’intervento dei Ministri, a partire dal Ministro ai Beni Culturali ad apposizione dei vincoli archeologici e paesaggistici ancora mancanti, (nonostante segnalazioni pro-vincolo già avanzate nella seconda metà dell’ ‘800 dai primi parlamentari italiani), e richiesti anche alcuni anni fa dall’Associazione Italia Nostra onlus, a diniego/ritiro speciale ed urgente delle autorizzazioni concesse dalla Regione Puglia per questa follia eolica-industriale! Una situazione aberrante per cui non si mancherà di fare appello anche al Capo dello Stato a cui Italia Nostra onlus ha indirizzato una petizione ancora in corso e che sta raccogliendo centinaia e centinai di firme, perché intervenga a salvataggio dell’acropoli sacra dei pugliesi!

Così l’attenzione sarà anche posta su un altro impianto scandalo in progetto, quello eolico off-shore previsto nel Canale d’Otranto, rotta prioritaria di sancito valore internazionale per le migrazioni dell’avifauna europea e mediterranea, ma non meno importante per la navigazione umana, e la cui costa salentina per la sua bellezza ed integrità, oggi così minacciata, è la cartolina ed il fulcro-motore del turismo nella Puglia del sud! Su questo scandalo si richiamerà l’attenzione del Ministero all’Ambiente e alla Tutela del Mare!

Ma son queste eclatanti solo le punte d’iceberg di una problematica generalizzata e a tappeto che riguarda tutta l’Italia peninsulare e le sue isole!


Finalità di questo primo sbarco a Roma della problematica da parte di cittadini che giungono da ogni parte della Nazione è presentare alcune precise richieste ai rappresentanti delle istituzioni per il bene vero del paese degli italiani.


-) Si chiede, alla luce dei grossi sacrifici che, in questi mesi ed anni di crisi economia mondiale e soprattutto nazionale, a livello internazionale si chiedono da più parti all’ Italia per risanare i suoi conti, che tali TAGLI DI TUTTI GLI INCENTIVI e ai sistemi vari di incentivazione (tipo “certificati verdi”, ecc.), agli impianti eolici e fotovoltaici industriali (cioè volti alla vendita dell’ energia prodotta) siano non solo effettuati d’urgenza, ma siano applicati con valenza retroattiva anche per tutti gli impianti di tale tipo già autorizzati o in esercizio, non solo:

-) Si chiede che sia applicata una forma notevole di tassazione proprio a questi impianti per il carico di danno ambientale in primis, ma anche di immoralità e falsità, che li connotano profondamente, una sorta di “TASSAZIONE SUL BRUTTO” !

-) Si chiede che si ritiri ogni deplorevole definizione di “pubblica utilità” per questi impianti, un orpello di cui son riusciti a fregiarsi con menzogne e stratagemmi ormai smascherati, e che ne ha favorito ulteriori interventi deregolamentanti ai danni dei cittadini e delle collettività!
Tutta una deregolamentazione che ha favorito forme diffuse di criminalità, microcriminalità, corruzione anche politico-amministrativa, l’intervento pesante nel settore delle varie mafie, che ha messo in ginocchio particolarmente il paesaggio del Sud Italia; ed una vera e propria neocolonizzazione del paese da parte di società di capitali estere!


-) Si chiede una MORATORIA URGENTE di tutti progetti di eolico e fotovoltaico industriale atti alla vendita dell’ energia prodotta (non quelli per prioritaria autoproduzione ed autoconsumo dell’ energia)! Una moratoria degli impianti in iter autorizzativo, già autorizzati sulla carta ma non realizzati, e di quelli in cantiere, dato l’enorme numero di essi per un’offerta di energia di gran lunga di gran lunga superiore al fabbisogno complessivo italiano di energia elettrica, che non avrebbe alcuna ragione d’essere e che porterebbe il sistema Italia e lo stesso settore ad implodere su se stesso se non regimentato ora con la moratoria vitale per tutti !

-) Si chiede che il governo dica assolutamente no a qualsiasi immorale ed esecrabile sanatoria in questo settore così profondamente incriminato;

-) Si chiede un immediato intervento legislativo, affinché nelle zone non idonee, quali appunto tutte le aree naturali e rurali del paese, non industriali dunque, e tanto più a ridosso delle abitazioni, tali impianti d’eolico e fotovoltaico industriali (non dunque per autoproduzione ed autoconsumo dell’ energia, ma prioritariamente per la sua vendita) vengano assolutamente vietati indipendentemente dalla potenza; includendovi nella tutela le aree marine a più forte rilevanza avifaunistica per migrazioni o presenza di uccelli marini, quali gli stretti e canali, quale il Canale d’Otranto, e tutte le aree marine costiere tali per cui l’ubicazione di torri eoliche off-shore dovesse rientrare nei coni visuali relativi a tutti i punti del sistema orografico costiero a belvedere sul mare.


-) E chiediamo invece che il Governo dia ai prefetti poteri d’emergenza e superiori col preciso mandato di intervenire nei territori al fine di coordinare le azioni delle forze di polizia per individuare con indagini a tappeto, in stretta collaborazione con le procure della Repubblica locali, tutte le irregolarità che hanno e stanno connotando il settore falso-green, per intervenire con ORDINANZE DI SMANTELLAMENTO DEGLI IMPIANTI IRREGOLARI, bonifica dei siti alterati e restauro-rinaturalizzazione dei luoghi secondo lo “status quo ante”.

-) Così insieme alle Asl – Agenzie Sanitarie Locali e alle Agenzie Regionali di Prevenzione e per l’Ambiente, deve subito essere emanata dal Governo un’ ORDINANZA DI RIMOZIONE E DI SMALTIMENTO IN CONDIZIONI DI MASSIMA SICUREZZA DI TUTTI I PANNELLI FOTOVOLTAICI AL CADMIO, o contenenti altre sostanze nocive ubicati sul territorio dovunque essi siano, o ancora in magazzino.
Abbiamo il dovere di evitare contaminazioni nuove come avvenuto con l’amianto, e non c’è necessità medico-scientifica di attendere i primi effetti di questa contaminazione da nocivo “cadmio fotovoltaico”, alla luce delle gravissime contaminazioni che si stanno registrando, proprio da cadmio, in Cina, in questi mesi, con rivolte della popolazione avvelenata, dove esattamente laddove la maggior parte di questi pannelli oggi impiantati in Italia vengono prodotti dalle multinazionali cinesi della Green Economy!

-) Chiediamo che il Governo presti esclusiva e forte attenzione, e favorisca eventualmente anche iperincentivandoli, al solare fotovoltaico per autoconsumo di famiglie, enti ed aziende, da ubicare solo sui tetti degli edifici recenti (superfici estesissime ed inutilizzate, biologicamente morte, e di niuno valore estetico poiché si è precisato “edifici recenti”; es. solare sulle coperture di edifici pubblici e privati, di capannoni industriali, condomini, case recenti, caserme, ecc., laddove sono stati calcolati spazi per impiantare ulteriori migliaia di MW di pannelli), alla efficienza energetica , al risparmio energetico,


-) Per i risultati da raggiungere da parte dell’ Italia secondo il sottoscritto Protocollo internazionale di Kyoto, in merito alla riduzione delle emissioni di CO2, Si sta gravemente ignorando il fatto che agli stessi risultati l’Italia può pervenire RIFORESTANDO IL SUO TERRITORIO CON ESSENZE FORESTALI AUTOCTONE, un intervento estesissimo e dai notevoli benefici sulla salubrità dell’ ecosistema, sulla biodiversità selvatica tutelata dalla internazionale Conferenza di Rio del 1992 sottoscritta dall’ Italia (ma guarda caso, chissà perché, oggi ignorata dai falsi-ecologisti fanatici del Protocollo di Kyoto più remunerativo per loro nel suo aspetto opzionale idustrializzante falso-green non a caso cavalcato), sulla qualità dell’aria, ed oggi anche importante ribadirlo sulla prevenzione del dissesto idrogeologico del paese! Per questo sopra anticipato riteniamo che i Governi italiani devono impegnarsi assegnando il primato ad una STRATEGIA AMBIENTALE DI RIFORESTAZIONE,
SERVE UN PIANO NAZIONALE DI RIFORESTAZIONE a partire da quella aree, come la Lucania, il Salento e la Puglia tutta , la Sicilia e la Sardegna, dove più selvaggia è stata l’azione dell’ uomo di disboscamento negli ultimi secoli e che non a caso l’ ONU ha classificato come maggiormente e rischio di desertificazione, ma che oggi subiscono paradossali processi di desertificazione, non solo naturali da detrimento dell’originario manto arboreo, ma addirittura “artificiali” con glie stesti su più ettari “lager”, così definiti ormai dalla gente, del fotovoltaico industriale!

-) Chiediamo perciò anche tutta una nuova politica per l’agricoltura che massimizzi i suoli agricoli e di pascolo ed impedisca le aberrazioni delle energie rinnovabili che denunciamo con forza.
Si devono favorire le conversioni verso le filosofie del biologico, verso la salubrità e le filosofie delle produzioni d’eccellenza e di nicchia, secondo le filosofie slow-food, legate alla tradizione, che determinano insieme quello che è il forte brand, il marchio di qualità riconosciuto del nostro Paese all’ estero! Agricoltura assolutamente esente e da esentare da OGM Organismo geneticamente modificati standardizzati ed industrializzati, pericolosi ed alteranti direttamente ed indirettamente gli ecosistemi, di cui non abbiamo assoluto bisogno, per un’ “agricoltura vera”, che non sia più come è oggi branca dell’ industria chimica, ma che diventi davvero e di nuovo l’ unico motore trainante della ricrescita, come sempre è stato nei momenti più difficili del passato, quando ha trascinato il nostro paese fuori dalle crisi e dalla difficoltà!

-) Così abbiamo bisogno più in generale di una POLITICA DELLE DE-CEMENTIFICAZIONI delle RINATURALIZZAZIONI e delle bonifiche dagli inquinanti dei suoli degradati per riportarli all’agricoltura o al rimboschimento. Del RESTAURO DEL NOSTRO PAESAGGIO nelle sue suggestioni identitarie secondo il suo atavico e stratificato e definito Genius loci!

Si applichi veramente l’art. 9, comma 2, della Costituzione Italiana, che prevede che la Repubblica Italia, tra i suoi compiti fondanti, tutela il paesaggio e i beni artistici e culturali della Nazione, contro la speculazione dilagante che è alla base del fenomeno eolico e fotovoltaico industriali falso-ecologisti.

Un impegno che ha anche una valenza sociale terapeutica e preventiva che non possiamo più ignorare dopo gli errori del passato e della cementificazione selvaggia delle città e delle periferie.

Per questo chiudiamo con le parole di una grande saggio del nostro tempo, Papa Benedetto XVI: "dove l’ambiente si degrada anche l’uomo si degrada e viceversa"