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In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).
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lunedì 31 ottobre 2011

Casera e Forcella Palantina, 13 novembre 2011: "Salviamo la foresta del Cansiglio"

"La foresta è donna... rispettiamola!" (Saul Arpino)


Cari amici ed amiche, come già anticipato lo scorso anno, ci ritroveremo ancora, il prossimo 13 novembre 2011, a Casera e Forcella Palantina per riaffermare, con la nostra presenza, che l'antica Foresta del Cansiglio è un luogo importante da salvaguardare e da conservare, per noi e per le generazioni che verranno. Per il momento segnatevi la data, seguiranno notizie più precise, in ogni caso il programma è lo stesso degli anni precedenti.



ATTENZIONE, IMPORTANTE: A TUTTE LE ASSOCIAZIONI E A TUTTI I GRUPPI, SPEDITE PER FAVORE UNA RISPOSTA CON L'ADESIONE ALLA MANIFESTAZIONE PER POTER DIVULGARE UN ULTERIORE MESSAGGIO CON TUTTE LE ADESIONI.

Purtoppo le notizie non sono, per l'ennesima volta, buone e siamo ancora in "zona pericolo", anzi, la situazione attuale è la più grave degli ultimi anni.
Sono in molti a ritenere, a buon senso, che sia per la variabilità climatica (alle basse quote la neve è tutt'altro che "garantita"...) sia per la crisi economica sempre più allarmante, il problema del collegamento sciistico tra l'Alpago e Pian Cavallo, attraverso Forcella Palantina, dovrebbe essere "automaticamente" risolto, ma non è così:

-il collegamento è inserito nel Piano Neve della regione Veneto ( non ancora approvato), pur essendo definito, pilatescamente, ad alto impatto ambientale

- pochi giorni fa è stato approvato il PATI, piano di assetto territoriale intercomunale dell'Alpago, dove il collegamento è presente tra le opere che si intendono realizzare,sebbene come progetto speciale, quindi soggetto ad un iter normale: in parole povere, per chi non conosce questi meccanismi, nel piano regolatore unico di tutto l'Alpago il collegamento c'è a metà, ma c'è. Due mezzi no possono dare come risultato finale un si definitivo?

-la regione Friuli V. G. è talmente determinata ad ottenere il collegamento con l'Alpago per aumentare l'affluenza di sciatori al Pian Cavallo che sarebbe disponibile a finanziare l'opera, notizia per ora non ufficiale ma da fonti attendibili, con ben 8 milioni di euro. Sembrava che la politica scellerata di sperpero di risorse pubbliche del periodo di Illy ( 200 milioni di euro nel periodo 2007/2009 per i poli turistici invernali friulani) fosse terminata, invece è ripresa alla grande in tutta la regione e così anche il Cansiglio è tornato in emergenza.

- sono sempre più pressanti e frequenti le notizie che appaiono sulla stampa, anche da parte dello stesso presidente Zaia, di "vendita" di una parte di Cansiglio. Qualche anno fa era stata smilitarazzata e affidata alla regione la ex Caserma Bianchin, ex base Nato con missili terra-aria, creata alla fine degli anni 50, in centro al Pian Cansiglio. La scusa è che bisogna "fare cassa" per fronteggiare l'indebitamento regionale. Ma la regione possiede decine e decine di beni isolati ( terreni, edifici pubblici inutilizzati di tutti i tipi, palazzi, ex scuole, ex ospedali, ecc...) che potrebbe vendere prima di Cansiglio, ma si propone di cominciare proprio da quà, da una delle più importanti proprietà regionali in Veneto, perchè? Si vuole approfittare della scusa della crisi per svendere i gioielli di famiglia forse perchè c'è già qualche gruppo economico forte che si è fatto avanti? Quanto sono fondate le voci che parlano di capitali arabi o russi già interessati all'acquisto?

-sulla cima del Monte Pizzoch, in comune di Fregona, è prevista la realizzazione di un "parco eolico". Non si sa ancora dove esattemente nè con che tipo di pale ( quanto alte? Pale tradizionali o altro?). Siamo comunque in una zona estremamente importante per le rotte degli uccelli migratori ed anche l'impatto paesaggistico non sarà sicuramente irrilevante. Non si è ancora vista alcuna proposta ufficiale, ma la perplessità, sopratutto dei faunisti, è molto forte. In ogni caso le pale sorgerebbero a poche centinaia di metri dal confine dell'area SIC e ZPS del Cansiglio e dalla Riserva Naturale Integrale Piaie Longhe Millifret: le regole di Rete Natura 2000 sono dunque diventate carta straccia?

-dopo il convegno a Vittorio Veneto del 28 maggio scorso "Cansiglio montagna da vivere-Un progetto per il Cansiglio Patrimonio dell'Umanità", convegno nel quale abbaimo rilanciato le proposte della Riserva Naturale Regionale del Cansiglio ed il suo inserimento nella Lista del Patrimonio dell'Umanità Unesco, stiamo lavorando per pubblicare gli atti e poi distribuirli. Vi terremo informati.

per Mountain Wilderness Veneto Toio de Savorgnani
per l'Ecoistituto del Veneto Alex Langer Michele Boato

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Alla manifestazione pro Bosco del Cansiglio aderiscono il Circolo vegetariano VV.TT e la Rete Bioregionale Italiana - Paolo D'Arpini

mercoledì 26 ottobre 2011

Padova, 29 ottobre 2011 - "Idee per un piano energetico" Nella sala congressi di Banca Etica



Ecoistituto del Veneto - Zero Energy - Federconsumatori Comitati riuniti Riciclo Totale - Rifiuti Zero

Convegno di studi IDEE PER UN PIANO ENERGETICO REGIONALE Risparmio Efficienza, Rinnovabili

Sabato 29 ottobre 2011 - Padova - Sala Convegni Banca Etica - via Tommaseo 16 (100 m da stazione FS)

Programma:

ore 10 Saluti di Comune e Provincia di Padova
Coordina Michele Boato per le associazioni promotrici

10.20 Massimo Mazzer primo ricercatore CNR-IMEM - Parma
Potenzialità attuali e a breve periodo delle fonti rinnovabili in Italia
10.40 Mario Agostinelli esperto Enea - Milano
Per una uscita dolce dalle fonti energetiche fossili
11.00 Gianni Tamino docente biologia Università di Padova
Potenzialità e limiti delle biomasse energetiche
11.20 Luca Fattambrini coordinatore di ZeroEnergy
Dati essenziali per la formulazione di un Piano energetico Veneto
Sintesi dei Piani energ. di Lombardia, Emilia Romagna e Friuli V.G.
11.40 Stefano Lorenzini, responsabile Terna
Pianificazione dello sviluppo della rete elettrica di trasmissione
12.00 Michele Boato direttore Ecoistituto del Veneto
Per un Piano en. reg. basato su risparmio, efficienza e rinnovabili
Dibattito
13.30 Pausa pranzo 15.00

15.00 Riccardo Milano Banca Etica - Come sostenere risparmio e rinnovabili
15.10 Giuseppe Rocco - Il potenziale idroelettrico del Veneto
15.20 Gianluigi Salvador, resp.Energia WWF Veneto - Altre rinnovabili
15.30 M.Rosa Vittadini e Carlo Giacomini, docenti Trasporti Univ. Venezia
15.50 Andrea Grigoletto, direttore tecnico Fondazione Fenice onlus Padova
16.00 Carlo Cotogni, amministratore Delegato X Group Monselice
16.10 Nicola Baggio, product manager Solon Padova
16.20 Andrea Sacchetto, Uff. Energia Provincia di Padova
16.30 Corrado Poli, docente Università di Bergamo
16.40 Mauro Zanini, vice presidente naz. FederConsumatori
17.00 Dibattito e Conclusioni Massimo Giorgetti Assessore Regione Veneto


Nel 1987, ad un anno da Cernobyl, il popolo italiano con tre Referendum ha detto molto chiaramente che non voleva più saperne del nucleare: furono chiuse sia le tre malandate centrali “sperimentali” sia la grande e recente centrale di
Caorso (già “fuori servizio” dal 1986). Fu anche sospesa la costruzione dell'enorme centrale di Montalto di Castro, poi
riconvertita a metano. Ma non fu perseguita l'altra via alternativa ai combustibili fossili, le fonti rinnovabili.

L'Italia aveva già una grande produzione idroelettrica, con grandi dighe a forte impatto ambientale.
La penisola, inoltre, è un'area a grandissima potenzialità geotermica, : a Larderello, in Toscana, lo sfruttamento secolare di questa fonte ha fatto scuola a tutto il mondo, dall'Islanda al Nicaragua.
Ma non si è investito in tutti gli altri settori delle rinnovabili: dal solare termico a quello elettrico, dall'energia marina (di correnti, onde, maree e gradiente salino) a quella del vento e degli scarti vegetali, nei giusti limiti del rispetto ambientale.
C'era (e c'è) ancora moltissimo da studiare e sperimentare; ma dobbiamo ricordare che già negli anni '60 l'Italia era all'avanguardia mondiale nella tecnologia solare: basta ricordare le realizzazioni solari a concentrazione assolutamente all'avanguardia realizzate a S. Ilario, sulle colline di Genova, dal prof. Giovanni Francia, lasciate poi in abbandono.
Come eravamo all'avanguardia nell'edilizia bioclimatica e nell’efficienza energetica.
Molte occasioni sono state sprecate e troppo siamo rimasti in attesa di una
pianificazione urbanistica orientata in senso energetico e ambientale, mentre
all’estero, si moltiplicavano gli esempi di comunità energetiche autosufficienti.
Per non parlare del solare termodinamico (centrali a specchi che concentrano luce e calore per far girare una turbina da parecchi MW), studiato già negli anni '80 dal premio Nobel Carlo Rubbia, ma realizzato (e solo parzialmente) a Priolo solo nel 2010, dopo che Rubbia se ne era andato a realizzarne una decina in Spagna.
Dopo il Referendum del 12 giugno 2011 ci sono tutte le premesse per non ricadere nelle spire fossili.
I ripetuti tentativi del governo di azzerare la filiera del solare con improvvisi cambi e tagli degli incentivi, hanno già creato pesanti contraccolpi al “miracolo solare” in corso in Italia dal 2009: solo nel 2010 sono stati installati e messi in produzione in Italia 4.000 MW di solare fotovoltaico, corrispondenti alla potenza di due centrali nucleari EPR che il governo voleva costruire con una spesa enorme e tra 10-15 anni... La reazione di produttori (decine di migliaia di nuovi occupati), utenti e opinione pubblica è stata fortissima e il quorum al Referendum ne è, in parte, un effetto.
Ora è il momento di fare proposte di ampio respiro, a livello regionale e realizzazioni serie nei Comuni.
Perciò è fondamentale il Convegno di Studio “Idee per un piano energetico regionale”
che ZeroEnergy-Ecoistituto del Veneto, Federconsumatori e Comitati Riciclo totale-Rifiuti zero di Tv e Ve organizzano sabato 29 ottobre a Padova presso la sala congressi di Banca Etica.

L'incontro è aperto a tutti, fino ad esaurimento dei posti, con precedenza a chi si prenota con fax all'Ecoistituto 041.935666 o mail micheleboato@tin.it

Michele Boato
presidente Ecoistituto del Veneto

sabato 6 agosto 2011

Michele Boato ci aspetta a Mestre, nel settembre 2011, per protestare contro il PAT




Carissime/i
Vi ho scritto nei mesi scorsi delle disavventure economico-giudiziarie dell'Ecoistituto:
due ricorsi al Tar contro l'assenzia di VIA per due impianti inquinanti di Marghera
durati tre anni e persi.

L'accordo (come sempre fatto in decine di altri processi) verbale, di pagare solo le spese vive e non le parcelle.
La morte due anni fa di uno dei due avvocati Marco Giacomini, con cui l'accordo era stato fatto, e l'arrivo ad aprile 2011 di una parcella da quasi 44.000 euro
da parte dell'altro avvocato, Silvia Manderino: 22.000 per l'Ecoistituto e altrettanti per l'ass. Bortolozzo.
I 19.000 che mancavano dall'Ecoistituto (3.00 di spese erano già stati versati nei tre anni) sono stati pagati il 15 giugno scorso, sotto minaccia di decreto ingiuntivo ecc.

A maggio lancio dell'SOS e, fino a tutto luglio,arrivano circa 90 sottoscrizioni: di cui tre da 1.000 euro.
Una di queste tre arriva dallo Studio Giacomini,che non solo non ha voluto le spese, ma ha anche restituito alle associazioni la quota di parcella che le era stata girata dall'avv. Manderino.
Alcuni ho avuto l'occasione di ringraziarli di persona, tutti gli altri saranno ringraziati calorosamente nel prossimo numero di Tera e Aqua che esce all'inizio di settembre.

Il totale raccolto finora è di 8.153 euro. Qualcos'altro mi è stato annunciato, ma non si arriva a 9.000.
Gli altri 10.000 li ho anticipati io....

Perciò chiedo a voi, soprattutto a chi non ha già sottoscritto qualcosa, di darci una mano, come?:

1. con bollettino di Conto Corrente postale (che avete ricevuto anche col libretto di Gaia "Nucleare Addio") n. 29119880
2. con bonifico bancario all'IBAN: IT90 S063 4502 0220 7400 0757 60P
entrambi intestati a "Ecoistituto del Veneto - Mestre" Causale: "sostegno Ecoistituto"

Buone vacanze

Michele Boato - micheleboato@tin.it

Giovedì 1 settembre 2011 ore 18 tutti in Piazza Ferretto a Mestre contro il PAT Piano di Assassinio del Territorio

Domenica 18 settembre 2011 ore 10 - 20 Gaia-FIERA nei giardi di via Piave di fronte alla stazione di Mestre

venerdì 8 luglio 2011

Michele Boato: "Agricoltori, trattori e sicurezza sul lavoro..".



"Rendere sicuro il lavoro nei campi, tornando all'uso della forza animale" (Saul Arpino)

Sono moltissimi i contadini che muoiono schiacciati dal proprio trattore, o macchina agricola, che si rovescia in un fosso o, più spesso, a causa di una pendenza eccessiva del terreno su cui stavano lavorando.

Morti che passano quasi sotto silenzio, come "fatalità", di cui non c'è una statistica, ma solo le tre righe sulla stampa locale.

L'ennesima tragedia è del 7 luglio, a Fossò, entroterra veneziano.
C'è una causa precisa di queste morti: è l'assenza di un abitacolo, anche un semplice telaio di protezione, per il guidatore. E' urgentissimo un articolo di legge che lo renda obbligatorio, pena la continuazione di questa enorme, sconosciuta ed inutile strage.

Michele Boato
Ecoistituto del Veneto

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Commento ricevuto:

C'è già la legge che lo rende obbligatorio e rende obbligatorie anche le cinture di sicurezza che il conducente deve ovviamente indossare si tratta del testo unico per la sicurezza sul lavoro D.Lgs. 81/08; si applica sicuramente ai lavoratori dipendenti o equiparati ma si applica anche ai lavoratori autonomi ed ai coltivatori diretti.

Quello che manca è un continuo controllo da parte della polizia giudiziaria che, se effettuato, porta ad una sanzione di tipo penale.

Marco Filippi

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Altro commento:

E quelli morti da Pesticidi non li consideriamo?

Giuseppe Altieri