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giovedì 3 novembre 2011

La frutta nelle scuole..? L'idea è buona l'attuazione pessima



Sarebbe buono il progetto “La frutta nelle scuole” coordinato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Ma c’è qualcosa che non va...

Sì, qualcosa non va nel programma “Frutta nelle scuole – Nutrirsi bene, un insegnamento di frutta” coordinato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (MiPAF).

In rete iniziano ad emergere alcuni dubbi da parte di genitori ed insegnanti sulla utilità del progetto, almeno nei modi con cui è stato portato avanti fino ad ora. E arrivano le testimonianze, eccone alcune:dalla frutta ammaccata, alle proposte poco adatte, non dimentichiamo che vengono proposti anche ortaggi a merenda, fino al problema degli imballaggi. Una idea ottima, favorire il consumo della frutta a scuola invece di snacks dolci e salati, si è trasformata quindi in un aumento della distribuzione di plastica e imballaggi che accompagnano i prodotti.
Nonostante nelle premesse si sia parlato di privilegiare frutta locale, non sembra che questo sia accaduto. E così succede che i genitori segnalino l’arrivo in Trentino di mele dalla Emilia Romagna.

Probabilmente questo è accaduto poichè “come buona parte dei progetti portati avanti a livello europeo, il progetto ha portato ad appalti per chi si è aggiudicato la commessa (il progetto è finanziato solo per la parte italiana con oltre 25 milioni di euro). Nel 2010, in seguito al bando di gara del Mipaf in cinque lotti, (1: Piemonte – Valle D’Aosta – Lombardia; 2: Bolzano – Trento – Veneto – Friuli Venezia Giulia – Emilia Romagna; 3: Liguria – Toscana – Umbria – Lazio – Sardegna; 4: Abruzzo – Molise – Campania – Marche; 5: Puglia – Basilicata – Sicilia – Calabria), due erano stati vinti dalla cooperativa Apofruit di Cesena. Coinvolti 325 mila ragazzi di 1.700 scuole in 10 regioni italiane. Vedremo come è andata in seguito.

Qui è pubblicata l’aggiudicazione delle offerte per la distribuzione 2010/11
Di altri problemi ha parlato anche il rappresentante della Commissione europea Lars Hoelgaard diversi mesi fa. Nel primo anno scolastico (2009-2010), è stato speso appena un terzo del budget messo a disposizione dall’UE. Perché non ha funzionato? Sui 90 milioni a disposizione, solo 33 sono stati spesi: la prima ragione è che si tratta di un progetto co-finanziato: vuol dire che lo Stato, o le autorità locali, devono metterci una parte di risorse, e non tutti hanno reputato opportuno stanziare fondi sul progetto. In Germania, per esempio, solo 7 Lander (regioni) su 16 hanno partecipato. Ci sono stati anche problemi di natura burocratica: troppe pratiche amministrative richieste per accedere ai fondi. La Commissione ha già semplificato le procedure per gli anni successivi.

Tornando al progetto del MIpaaf, se foste stati voi a decidere come investire i fondi del ministero cosa avreste pianificato? per dire, li avreste destinati ad un concorso fotografico come “Tutti pazzi per la frutta!” e ad una mostra? E’ questo il modo migliore per sensibilizzare sulla importanza della frutta nell’alimentazione umana?

Fonti:
- La frutta a scuola: le novità del nuovo anno scolastico
-Frutta nelle scuole
- Frutta nelle scuole, ma anche no/
- Frutta nelle scuole
Frutta a scuola, troppi imballaggi, meglio il prodotto a km 0
- Programma europeo frutta, scuole e plastica.
- Frutta a scuola: buona idea, pessimo risultato
-Frutta a scuola i risultati un anno dopo
- Apofruit Italia vince la gara per la distribuzione di frutta nelle scuole
- Trash Food

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