Presentazione



In movimento per ecologie, vivere insieme, economia sostenibile, bioregionalismo, esperienza del se' (personal development).

mercoledì 21 aprile 2021

Adesione dell'associazione "Sibiol" al Biodistretto delle Valli del Panaro



Lunedì   26 aprile 2021  nascerà ufficialmente il Biodistretto  con il quale si vuole promuovere l'agricoltura bio dall'Appennino alla pianura della Valle del Panaro organizzando eventi culturali, facendo formazione, percorsi turistici, mercati e punti vendita anche on-line ecc...
Si auspica che possa avere un peso anche nelle scelte di pianificazione territoriale ( discariche-trivelle e scellerataggini simili)

L'idea ha preso forma nel 2017 quando attivisti del Comitato Ambiente e Salute di Bazzano, in Sicilia per lavoro, hanno conosciuto i giovani fondatori del Biodistretto della Valle del Simeto e iniziato a proporre incontri in zona per parlarne e raccogliere interesse.

Ora, è vero che anch'io ho raggiunto l'età del disincanto e so che "La strada dei vini e dei sapori" , per dirne una, nato per promuovere le "eccellenze" del territorio  dopo qualche anno è finito in articoli giornalistici in cui si parlava di misteriosi "buchi" economici ed è scomparso dalla scena rosso di vergogna.

Ma conosco la dirittura morale nonché la preparazione culturale e scientifica di quegli attivisti ambientali da cui è partita la scintilla e ho deciso di tifare, aderendo come azienda, questa bella visione.

Anche tra gli altri convenuti, nonostante i dubbi e le perplessità, è sorta la decisione di aderire anche come Associazione SIBIOL al Biodistretto delle Valli del Panaro  e Lamberto Uguzzoni sarà nostro rappresentante e portavoce.

Maria Miani - labifolca@live.com


I componenti dell'associazione SIBIOL


venerdì 16 aprile 2021

"Il Busto di Giano. Per una reinterpretazione critica della modernità" - Recensione

 


FRANCESCO INGRAVALLE e RENATO PALLAVIDINI sono gli autori de "Il Busto di Giano".

E' possibile che intellettuali molto diversi (per non dire contrastanti) tra loro decidano di scrivere insieme un saggio di critica  alla  m o d e r n i t à    c a p i t a l i s t i c a, pur senza riproporre modelli "tradizionalisti" ?


La risposta appare probabile anche se forse non frequente (le stesse recenti posizioni del filosofo "neo- marxista " COSTANZO PREVE, flitrante can la rivista della "nuova destra" "Diorama" di MARCO TARCHI non escono dalla matrice dell' Illuminismo) .

INGRAVALLE, con strumenti "tradizionalisti" che vanno da JOSEPH DE MAISTRE a JULIUS EVOLA analizza le origini della modernità, a partire dalla Rivoluzione industriale inglese del XVII secolo fino all' attuale società consumistica, chiamando a testimoni anche insospettabili critici ( non certo in odore di "tradizionalismo") come il situazionista GUY DE BORD, grande analizzatore della    "S o c i e t é    d u    S p e t t a c l e (società che ha come avversari persino molti anarchici).

PALLAVIDINI, invece, anche se NON originalmente (altri lo hanno già fatto) sottrae JEAN JACQUES ROSSEAU dalla schiera dei filosofi illuministi, scoprendo(o riscoprendo) un ROSSEAU inedito, visto come una reazione alla modernità illuministica, che però è ugualmente distante dalla Stato tradizionale. Il progetto rousseaiuano del    c o n t r a t t o    s o c i a l e     si realizzerà in parte (data la situazione precaria del momento)  in Francia sotto MAXIMILIAN ROBESPIERRE e SAINT JUST ("la Democrazia Repubblicana sarà Sociale o non sarà!"  diceva ROBESPIERRE).

Parallelamente si ha il fenomeno    h e g e l i a n o   che influenzerà KARL MARX e FIEDRICH ENGELS (il cui materialismo, ritenuto negativo, sarebbe dovuto soprattutto a FAUERBACH, più ancora che agli autori de "Il Capitale ")

Arriva infine il Bolscevismo che attraverso WLADIMIR LENIN e JOSIF STALIN semina terrore nell' Occidente capitalistico.

L' analisi del marxismo si conclude con una sferrata critica, sia al PDS di OCHETTO, D' ALEMA, FASSINO e VELTRONI, che alla sinistra post- sessantottina che attraverso la "trasgressione " (droga, omosessualità, etc. ) e alla loro polemica, già negli anni '70 contro i paesi del " blocco socialista" avrebbero disgregato un Movimento che metteva  terrore in tutto l'Occidente capitalista e "democratico", ritenendo, la sinistra attuale una filiazione " bastarda" della " modernità liberal-capitalista ".

RENATO PALLAVIDINI analizza anche la posizione della Chiesa Cattolica, a partire dalla    R e r u m    N o v a r u m    di LEONE XIII, che propose una via socializzatrice e anticapitalistica (anche se NON socialista) contro il nuovo governo post- unitario laico e liberal"democratico", fino al pontefice GIOVANNI PAOLO II che con le sue encicliche ha nuovamente condannato la "modernità" liberal-capitalistica.

Alla fine il PALLAVIDINI ritiene che la Chiesa Cattolica e l'Islam fondamentalista potrebbero costituire un Blocco anti- occidentale in difesa di tutti i diseredati della terra contro l'impero del Male U.$.A. e il suo alleato Sionismo.

Naturalmente NON ci troviamo del tutto d' accordo con il libro, specie con le ultime conclusioni (pur facendo nostra la critica radicale alla modernità capitalistica, con la sua Dittatura Tecnocratica e Consumista).

Personalmente (pur rispettando TUTTE le opinioni) mi ritengo un    l a i c o    (anche se non ateo), e tutti i fanatismi e fondamentalismi, dico TUTTI, hanno sempre reso il "rimedio" peggio del male.

Dubitiamo, inoltre, che tutti gli uomini e le donne dell'attuale sinistra (con o senza virgolette) siano tutti "edonisti" e "trasgressori" .

La critica alla "trasgressione a buon mercato" è stata fatta anche da individualità laiche e addirittura anarco- libertarie. Per non parlare poi del rigore di grossi personaggi del pensiero libertario quali ENRICO MALATESTA, PIETRO GORI e CAMILLO BERNERI (già allievo di GAETANO SALVEMINI), assassinato nel 1937 in quel di Barcellona a opera di sgherri stalinisti.

La critica alla modernità capitalista o se vogliamo la "rivolta contro il mondo moderno" si può fare anche in chiave laica e libertaria senza ricorrere a  totalitarismi che con i loro vari compositi aspetti, hanno comunque fatto il loro tempo o a integralismi e /o fanatismi religiosi.

Al di là di tutto esprimo parere favorevole alla lettura.

Gianni Donaudi 



L' articolo venne pubblicato nel 2003 sul settimanale piemontese "Monviso" di Pinerolo (TO) e sul quotidiano romano "Rinascita", diretto da UGO GAUDENZI ASINELLI, già direttore, negli anni precedenti del quotidiano "L' Umanità" (organo del P.S.D.I.) 

giovedì 8 aprile 2021

I dubbi vegani ed alcune risposte



               “Non tutti possono essere vegan, vivere di soli alimenti vegetali”. Che è come dire che non tutti i cavalli possono mangiare erba, o che non tutte le automobili progettate per funzionare a benzina possono utilizzare questo carburante. L’alimentazione vegetale è quella prevista per noi umani da madre natura. L’organismo umano non è stato progettato per mangiare anche animali, altrimenti saremmo forniti degli strumenti anatomici necessari per procurarci questo alimento e metabolizzarlo senza subire i suoi effetti dannosi.


               “L’uomo è un animale onnivoro, ha sempre mangiato la carne”La specie umana erroneamente si ritiene onnivora da quando per necessità di sopravvivenza, si è dovuta adattate a mangiare di tutto, ma è come se la mucca, per poter sopravvivere in periodi di carenza, si fosse abituata a mangiare anche erba non compatibile con il suo organismo.

               L’uomo non sempre ha mangiato la carne. Per millenni questo alimento è stato accessibile principalmente alle classi abbienti: il regime alimentare del popolo è stato quasi sempre vegetariano o al limite consumava la carne saltuariamente: era più conveniente assicurasi il consumo giornaliero delle uova delle galline, piuttosto che mangiarsi le galline; usufruire del latte della pecora o della mucca, piuttosto che consumare l’animale in pochi giorni. L’introduzione, anche se modesta dell’alimento carneo (circa il 25-30 %) nella dieta dell’uomo primitivo, portò ad un calo a picco della lunghezza della vita media e allo sviluppo delle malattie umane.

                

“La dieta vegana è scompensata sotto il profilo nutrizionale”. Se questo fosse vero i vegani, quelli veri, dovrebbero  soffrire di patologie da carenza, invece godono di una salute migliore degli umani onnivori. La dieta totalmente vegetale e variata, composta da frutta e verdura, cereali integrali, legumi, radici, ortaggi, tuberi, semi oleaginosi ecc. è in grado di fornire, senza eccezione, tutti i nutrienti cui ha bisogno il nostro organismo, cioè proteine, grassi, zuccheri, minerali, vitamine, fibre, acqua.

               

“Occorre mangiare carne perché contiene le proteine nobili”. E’ come proporre di mangiare la cicuta perché ricca di potassio, tacendo sugli altri suoi contenuti dannosi. Che una sostanza contenga tutti gli aminoacidi  necessari a formare le proteine non è affatto un beneficio. Attingere a diverse fonti è assai più vantaggioso, senza incorrere ai danni della carne. Da dove traggono gli aminoacidi essenziali gli animali più forti, più prolifici, più miti della terra come il cavallo, il bisonte, il rinoceronte, mangiando solo erba? Tutte le proteine di derivazione vegetale contengono i 9 aminoacidi essenziali, e se una proteina ne contiene una quantità limitata di uno o più aminoacidi, è sufficiente consumare gli alimenti vegetali ricchi di quell’aminoacido mancante.  In realtà l’accoppiata di due o più diversi alimenti (cereali e legumi) produce proteine di qualità migliori perché più assimilabili e più digeribili.

               

“Se non mangi carne e pesce dove le prendi le proteine”? Dagli stessi alimenti da dove li traggono gli animali più forti conosciuti,  cioè dal mondo vegetale. Il rinnovo cellulare del nostro organismo ha bisogno di un quantitativo limitato di proteine: ne bastano 30-40 gr al dì, e se si considera che 100 gr di cerali o 100 di legumi forniscono circa 30 grammi di proteine è facile capire quanto sia facile non solo assicurarsi il quantitativo necessario ma superare il fabbisogno giornaliero causando problemi agli organi escretori e contribuendo all’acidificazione dei sistemi organici. E’ più opportuno preoccuparsi degli eccessi proteici che alla loro, estremamente rara, carenza. E’ stato ampiamente dimostrato da esperimenti:  meno proteine si introducono e più a lungo si vive.

               

“I bambini hanno bisogno della carne”. Se la carne fa male agli adulti non può far bene ai bambini. Non c’è nessun nutriente nella carne che non sia presente nel mondo vegetale. Nel periodo di allattamento, in cui il bambino compie il suo massimo sviluppo corporeo e cerebrale, raddoppiando il suo peso in sei mesi, viene nutrito esclusivamente con il latte materno, che ha un quantitativo proteico di 0,9%. Dopo lo svezzamento far adottare al  bambino una dieta 20 volte più ricca di proteine, come quella della carne e dei prodotti di derivazione animale, è da irresponsabili perché si espone il bambino al rischio di malattie renali, al diabete, all’ipertensione.  


 Franco Libero Manco - francoliberomanco@fastwebnet.it




domenica 7 marzo 2021

Corrispondenza sul Giornaletto di Saul e concorso letterario in Valtrebbia



“Caro Paolo, condivido il tuo pensiero sulla redazione del Giornaletto di Saul (https://saul-arpino.blogspot.com/2021/03/il-giornaletto-di-saul-del-8-marzo-2021.html). Anche mio marito si lamenta perché sto tanto al computer, specialmente la sera, ma noi abbiamo due ritmi biologici opposti, per me è produttiva la sera, se non la notte, e per lui la mattina presto... Anche a me piace fare un diario. Non l'ho mai fatto da ragazzina, tutte le mie amiche tenevano un diario, ma io credo di non averlo mai tenuto perché di sicuro mio padre l'avrebbe letto di nascosto. Non avevo molta libertà in casa...

A questo proposito ne avrei da raccontare... ora scrivo tutto quello che mi passa per la mente e non c'è pericolo che qualcuno dei miei familiari mi legga!!

Qui in Valtrebbia, dove risiedo da tempo, ma solo da quest'anno, praticamente, ci vivo, sento invece la necessità di un cartaceo. Sono poche le persone che navigano su internet come noi. Mi rendo conto che un "foglio" potrebbe essere più pratico, ma non ho più né la voglia né la forza di mettermi in pista con questo compito. Nella provincia abbiamo un giornale cattolico molto letto e un quotidiano che va per la maggiore, diretto, purtroppo, da persone tremendamente schierate, tanto da non lasciare molto spazio ad articoli provenienti da altri pensieri, insomma uno l'opposto dell'altro.

Approfitto di questo contatto per mandarti il bando del concorso letterario che ho indetto qui in Valle, unitamente a un testo che mi è stato pubblicato, per fortuna, dove spiego le motivazioni per un concorso.

Sperando che la farsa del pro-bi-viri finisca presto, ti auguro un buon proseguimento e un abbraccio a Caterina.

(Franca)


L’associazione di promozione sociale “SelvaticaMente”, col patrocinio del comune di Cortebrugnatella, bandisce un concorso a titolo:


NEL CUORE DELLE 4 PROVINCE

L’idea di un concorso che tratti della montagna nasce dal desiderio di movimentare questa parte dell’Appennino che riunisce ben quattro regioni (e quindi quattro province) e che spesso viene dimenticata, anche dalle istituzioni, in quanto terra di confine. Tutto nasce da un “pourparler” che ora sta diventando realtà.

La pandemia che ha flagellato il mondo intero, ha dato la svolta alla realizzazione, perché tutti abbiamo potuto constatare che chi si poteva permettere di stare in montagna, durante le restrizioni, ha avuto meno scontri con la tremenda realtà che ha vissuto il resto del Paese.

Nel silenzio delle valli, la Natura ha ripreso le sue funzioni e ha regalato colori e panorami che prima venivano soffocati dai gas delle auto, dagli aerei che le sorvolavano e dalla confusione di gente abituata alle gite turistiche fuori porta, spesso incurante di rispettare le esigenze di chi ci vive.

La montagna è stata un rifugio per secoli; amata dai briganti per non farsi catturare, sicurezza ai partigiani combattenti per la liberazione, rifugio di disertori. E’ stata la salvezza di tanti cittadini che durante la guerra hanno potuto sfollare e salvarsi da fame e bombardamenti.

Nelle nostre montagne non si è mai sofferta la fame, non perché si era ricchi e c’erano viveri in abbondanza, ma nel rapporto equo con la Natura si poteva sempre trovare un elemento che potesse sfamare una famiglia.

I contadini e i montanari erano i custodi della montagna, se ne prendevano cura, si facevano carico del ripristino di smottamenti, alluvioni, strade e ponti. Certo non ci viaggiavano Tir o camion a rimorchio, ma per la sopravvivenza della montagna non erano necessari.

C’era anche solidarietà tra la gente; oggi, l’egoismo dilagante ci impedisce di capire quanto sia gratificante poter condividere.

Più ci siamo civilizzati e più ci siamo rinchiusi nel nostro piccolo benessere, senza farne più partecipi gli altri.

Non mi riferisco alle associazioni di volontariato, agli aiuti al terzo mondo, alla FAO, UNICEF, Save the Children e quant’altro, ma all’attenzione piccola al vicino, all’indigente, al bisognoso che conosciamo da sempre. In montagna c’è ancora un passaparola che permette questo scambio; purtroppo viene a mancare sempre di più perché le famiglie che vivevano la montagna, che si sono tramandate i territori da generazioni, stanno scomparendo. Arriva gente nuova, magari dalle città, senza radici, con la pretesa di cambiare le regole e quindi il rischio è di non essere accettata, di sentirsi emarginata. Occorre umiltà anche nell’integrazione in un territorio, perché è importante sapere come viverci, e solo chi lo abita può aiutare a conoscerlo.

Questo concorso nasce con l’intento di far conoscere la montagna e i suoi abitanti per quello che è e che può continuare a essere per garantirsi una sopravvivenza. In questi tempi di pandemia, tante persone hanno saputo vedere con lungimiranza e hanno capito che solo un buon rapporto con la Natura potrà salvarci.

Ed ecco allora che nasce questo concorso, perché faccia conoscere ad un pubblico più vasto la necessità di continuare ad abitare la montagna. Nasce anche con lo scopo di spalancare le porte a chi desidera viverci, chiedendo di entrare con discrezione e di imparare le regole che già esistono, piuttosto che pretendere di imporne di nuove, basate magari su valide teorie, su studi accademici, mentre qui vige ancora la cultura della pratica.

Un concorso che dà voce a quanti amano la montagna e la vogliono cantare, con l’intento di far giungere questo canto a chi ci governa perché si prenda carico di questa parte di Italia spesso dimenticata.

Oggi dobbiamo riprendere quel legame che si sta perdendo con le ultime tragiche scomparse dei tanti nostri vecchi che avevano il sapere e che non hanno fatto in tempo a tramandarlo. Dobbiamo rendere preziosi quei pochi ultimi contatti che ci restano, documentarli, conservarli nella memoria per i giovani che qui vorranno rimanere o tornare a vivere.

Tanti per fortuna stanno tornando a metodi naturali, concimazioni, utilizzo di erbe selvatiche, progettano piccoli allevamenti per cercare di antropizzare quelle parti della montagna che la Natura si è ripresa, rendendo tante campagne, un tempo coltivate, a roveti inaccessibili. Vanno ripristinati gli allevamenti all’aperto per dare agli animali una vita migliore e concimare naturalmente i terreni. Non saremo mai una società che rinuncia alla carne, ma almeno dare dignità agli animali che ce la forniranno.

Per poter sviluppare tutto questo, è necessaria una massiccia de-burocratizzazione e con questo concorso intendiamo far pervenire la nostra voce ai più alti livelli dello Stato perché si facciano carico di considerare la montagna come territorio diverso dalla città, cosa che non è mai stata fatta. Oggi si pagano fior di tasse per qualcosa che sul mercato viene valutato meno di niente; vengono smantellati manufatti secolari perché la lunga mano delle Finanze pretende pagamenti per strutture che hanno ormai solo un valore storico e culturale. Con questo concorso ci aspettiamo tanti “racconti”, tante “storie”, possibilmente vere, narrateci dagli avi, tramandate dagli abitanti della montagna, per poter ricostruire quella rete che legava i nostri monti.

Ci sarà una sezione dedicata ai ragazzi delle scuole con temi suggeriti. Saranno apprezzati i racconti con le “ricette della nonna”, per poter conservare il patrimonio culinario tipico della montagna, anche se un tempo piuttosto povero di ingredienti, perché un altro aspetto di chi vive la montagna è l’essenzialità.

Infine, ma non ultima, la poesia, che è richiesta a tema libero, ma gradita se è un elogio alla montagna, alla vita contadina, al desiderio o al sogno di poterla vivere.

In questi giorni stiamo diffondendo il bando del concorso. Potrete trovarlo su FB, ai tanti profili dei nostri soci che condivideranno sui loro profili, sarà inserito in un canale dedicato ai concorsi nel web. Auspichiamo una pubblicazione sui giornali e presso le attività commerciali di Cortebrugnatella potrete trovare i volantini in forma cartacea.

Ci aspettiamo una vasta partecipazione. Grazie per l’attenzione.


Per l’associazione il Presidente

Franca Oberti



L’Associazione di Promozione Sociale

SelvaticaMente


col patrocinio del Comune di Corte Brugnatella (PC)

in collaborazione con la Sezione Locale Alpini e i Lions di Marsaglia-Bobbio

bandisce il concorso letterario


NEL CUORE DELLE 4 PROVINCE


Il concorso è aperto a tutti gli autori italiani e stranieri (purché le opere siano corredate di traduzione) e una particolare sezione è dedicata alle scuole primarie,

secondarie e superiori.

Scadenza del bando 30 aprile 2021

Cerimonia di premiazione 20 giugno 2021

(sempre col rispetto delle norme vigenti)

Alle ore 15,30 – sul palco di Piazza Veneziani - Marsaglia (PC)


CATEGORIE

Sezione A – Narrativa a tema libero

Racconto breve inedito, oppure saggio, di circa due pagine, intese come due cartelle 3000 caratteri spazi inclusi.


Sezione B – Narrativa a tema “La vita in montagna”

Racconto inedito, due cartelle, 3000 caratteri, spazi inclusi. Il tema della montagna prevede anche usanze, ricette, storie fantastiche, cammini storici, il tramando, il tutto in chiave narrativa.


Sezione C – Poesia a tema libero

Saranno ammesse fino a 3 poesie, massimo 36 versi. Sono gradite poesie con chiaro riferimento alla vita di montagna e/o delle 4 province, ma non avranno una corsia preferenziale. Lo scopo è piuttosto quello di riservarle per una eventuale pubblicazione.


Sezione D – Narrativa giovani

Questa sezione non è soggetta alla tassa di segreteria. Alle scuole primarie e secondarie chiediamo un’opera, anche collettiva, a tema “Le ricette della nonna”, oppure “Io conosco un Alpino”, corredata eventualmente da una foto o disegno; per le scuole superiori la partecipazione sarà solo individuale a tema libero. Anche per le opere collettive il numero massimo dei caratteri sarà di 3000, spazi inclusi.


REGOLAMENTO

  1. Le opere rimarranno di proprietà dell’Associazione che potrà disporre l’inserimento in antologia o testi di storia locale, e comunque saranno a disposizione per la consultazione pubblica presso la biblioteca di Marsaglia.

  2. Non si assumono responsabilità per eventuali disguidi o smarrimenti postali nell’invio delle opere.

  3. L’operato della Giuria, i cui nomi saranno comunicati alla cerimonia di premiazione, è insindacabile e inappellabile.

  4. Per ogni opera (per le tre poesie) è richiesta una tassa per spese di segreteria di 20,00 euro. E’ consentita la partecipazione a più Sezioni con le relative quote.

  5. Le opere dovranno essere inviate entro il 30 aprile 2021; le quote di partecipazione potranno essere versate sul CC bancario IT 31 V 05156 65190 CC0210010636, intestato all’Associazione “SelvaticaMente APS”, causale: Nome Cognome Concorso letterario.

  6. Per le sezioni A, B, C, D, si chiede l’invio di 3 copie per ogni opera tassativamente anonime due copie, nella terza copia dovranno essere inseriti nome, cognome, indirizzo postale, numero di telefono dell’autore, indirizzo di posta elettronica e dovrà essere firmata. E’ gradito, ma facoltativo, un breve curriculum, che verrà trattato ai sensi del Regolamento UE 2016/679, ad uso esclusivo del presente concorso.

  7. Ogni autore sarà responsabile della propria opera che non dovrà essere in contrasto con l’etica morale e civile.

  8. Le opere dovranno essere inviate con Posta Prioritaria al seguente indirizzo. Per la scadenza farà fede il timbro postale:


CONCORSO “NEL CUORE DELLE 4 PROVINCE”

Comune di Corte Brugnatella

Piazza Severino Balletti

29020 Marsaglia (PC)


  1. La ricevuta delle quote dovrà essere inserita nel plico o comunicato il numero di bonifico via e-mail.

  2. Premi: i premi per i primi classificati potranno essere opere di artisti locali o un pranzo per due persone presso un locale nel comune di Corte Brugnatella; per i secondi e terzi premi opere di artisti locali o un cesto di prodotti locali (Sez. A, B, C). Per i Premi Speciali potranno essere consegnati libri e/o targhe.

  3. Per la sezione D i premi consisteranno in buoni di acquisto libri o materiale didattico per la classe di appartenenza e/o per l’istituto al quale appartengono gli autori o per gli autori stessi che si presenteranno singolarmente.

  4. I premi potranno essere ritirati personalmente o da persona delegata dall’autore. Per gli invii a domicilio, dopo la cerimonia di premiazione, occorre concordare le modalità con la segreteria del concorso che potrà chiedere un rimborso per le spese di spedizione.

  5. La partecipazione al concorso comporta la totale accettazione del regolamento.


PER CONTATTI E INFORMAZIONI

Segreteria del concorso

Telefono 3920290449 – 3472775590 (previo messaggio whatsapp)

Presidente: Franca Oberti

e-mail di riferimento: ramamoon@inwind.it

Su Facebook al profilo “SelvaticaMente APS”


pernottamento e/o soggiorno in Corte Brugnatella:

  • Albergo Due Valli F.lli Rocca – Via Genova 56, Marsaglia, 0523 934521

  • Trattoria F.lli Rocca, Località Ozzola, Corte Brugnatella, 0523 934177

  • Ristorante Rocca Rosa, Località Brugnello, Corte Brugnatella, 0523 934500

  • Ristorante Pizzeria La Lepre Bianca, Via Chiavari 13, Marsaglia, 3391455335

  • Ostello Valtrebbia, Via Trebbia 22, Marsaglia, 3332472629

  • B&B Le Due Gemme, Via Ponte 13, Marsaglia, 3333155719


PER CONOSCERE IL TERRITORIO

Il comune di Corte Brugnatella”


Se gli attuali confini amministrativi del Comune di Corte Brugnatella, che è parte della Provincia di Piacenza, hanno meno di un secolo, il suo essere territorio tra il mar ligure e la pianura padana, ha vissuto lo scambio tra liguri e celti, la colonizzazione dei monaci di Bobbio di San Colombano con celle monastiche o ‘ville’ che ancora riconosciamo nelle tante frazioni sparse che costituiscono il Comune. Territorio che ha poi visto il formarsi e il governo della ‘Corte’ da parte dei Brugnatelli da cui il Comune prende nome e il cui municipio, dopo essere ‘sceso dai monti’, è a Marsaglia attraversata dalla statale n.45 che collega Piacenza con Genova. Territorio di confini e di frontiere mutevoli tra diversi Stati, percorso e varcato dalle diverse ‘vie del sale’ (coi tanti dazi e gabelle) dalla e per la confinante Liguria; condizione, e dunque anche esito, di osmosi, di meticciato, di scambio, di transito nonché dell’integrazione recente tra i due versanti che costituiscono il Comune dell’omonima valle percorsa dal fiume Trebbia dalle suggestive curve. Condizione anche di forti identità e radici alimentate dal comune appartenere ad una terra faticosa e non sempre generosa e stabile, dal riecheggiare mutevole del fiume amato e temuto, dall’avere in noi i profili delle montagne dove la luce nel giorno e nelle stagioni ne moltiplica o ne fonde i ripidi crinali dei torrenti confluenti nel Trebbia. Identità, radici, e dunque carattere, consolidati dalla memoria di chi ci ha vissuto e preceduto, di chi l’ha amata pur allontanandosi, dalla e con la riconoscenza a chi ci vive e lavora con determinazione e orgoglio, ma anche a chi sta con noi per un soggiorno o per una estiva rinfrescata nel Trebbia. Contesto dunque aperto, dinamico e accogliente e che tale vuole rimanere anche con la testimonianza di questo concorso promosso e organizzato dall’Associazione SelvaticaMente con sede nel Comune di Corte Brugnatella e che ne gestisce la locale biblioteca.



giovedì 25 febbraio 2021

Cercasi "casa" nell'Appennino bolognese



Ciao, siamo  Priscilla e Giacomo, abbiamo 28 anni e siamo una coppia. Dopo un annetto di peregrinazioni, stiamo cercando un luogo in cui stabilirci (almeno per un po') preferibilmente sull'Appennino bolognese e siamo in cerca di una casa con del terreno in affitto a basso costo (al momento non lavoriamo) o una stanza in una casa già abitata. 

Ci piacerebbe avere un po' di terra per coltivare un orticello e possibilmente mettere qualche arnia e uno spazio utilizzabile come laboratorio di falegnameria. Siamo aperti a sperimentare esperienze di convivenza e condivisione di pratiche legate alla terra, all'artigianato e ad altri "saper fare" che vadano nella direzione dell'agroecologia e dell'autosufficienza.


Chiunque abbia qualche informazione che ci aiuti a trovare un luogo da abitare o già abitato che si avvicini alla breve descrizione qui fatta può scriverci  o telefonarci a:

Giacomo 3341874268



sabato 20 febbraio 2021

Romagna. Solidarietà bioregionale



Sono una giovane donna, mamma, contadina, sognatrice... nell'ultimo mese sono successe due cose che hanno cambiato la mia vita:

Ho ricevuto la diagnosi di sclerosi multipla. 

Il mio compagno mi ha abbandonata (anche per via della mia "malattia"), rendendomi impossibile una vita dignitosa e sicura nella casa dove investito tutta me stessa...

Ora sto cercando un luogo dove vivere con i miei bimbi di 2 e 4 anni per continuare a  coltivare me stessa e i miei sogni... di una vita libera e naturale. 

So e voglio fare tante cose, ho esperienza di 8 anni di vita autosufficiente in montagna, tra le mie capacità ci sono coltivare l'orto, cucinare e trasformare i suoi prodotti, fare pane e pizza con pasta madre, fare e stagionare formaggi a latte crudo...  e ho tanti interessi a partire dell'educazione dei miei figli (e anche condividerla con altri bimbi... sono bilingue ita/eng, parlo francese e studio tutti i giorni all'Università della Vita ).

La malattia non mi ha tolto la voglia di fare, anzi sono ancora più stimolata a reagire ed impegnarmi!

Ma mi ha tolto (spero e credo non per sempre) alcune forze... la forza di portare pesi, di fare lunghe camminate per arrivare a casa, e soprattutto la forza di sopportare stress familiari e sociali esagerati, cerco pace e condivisione sopra ogni altra cosa..

Quindi ho alcuni limiti nella mia ricerca... vorrei vivere in un posto che:

• sia in campagna/collina/montagna

• sia raggiungibile con la macchina senza fare strade sterrate difficili (ho un fuoristrada ma sono un po limitata al volante)

• sia in condivisione da subito (contribuendo a spese e responsabilità) *o* in comodato gratuito in cambio di manutenzione  (in quel caso troverei qualcuno con cui condividerla) *o* in affitto a prezzi modici

• sia disponibile al più presto o entro metà marzo, in modo da poter coltivare la terra

• sia disponibile per almeno un anno, fino al prossimo anno agricolo (primavera 2022)

Vorrei continuare a vivere nella provincia di Forlì-Cesena per essere vicina al padre dei miei figli (in modo che continui ad essere presente nella loro vita regolarmente, anche per il mio bene) e per non dover cambiare regione per ASL, medici di riferimento (anche se mi curo in maniera alternativa) e altre cose burocratiche.... o in ogni caso rimanere il più possibile in zona.

Grazie per aver letto la mia storia, e anche se la mia ricerca è abbastanza specifica sono fiduciosa di trovare quello che cerco e aiutare qualcun'altr@ a fare lo stesso ✨

+39 320 574 0409 Margerita



domenica 31 gennaio 2021

Mediterrando. La mia esperienza con la terra cruda...




...ora ho sessanta anni, in una capanna urbana, al

quinto piano nel centro di Pescara. nella

periferia, curo il laboratorio giardinofficina, e

porto avanti da tempo un esperimento di

permacultura urbana. ho studiato storia dell

arte contemporanea, lettere moderne poi ho

approfondito gli studi di archeologia del

paesaggio, geografia antropica e processi

territoriali, ho avuto come maestro franco

farinelli, uno dei maggiori geografi italiani.

ho fatto parte per un quindicennio del

gruppo di ricerca sulla terra cruda, che fa

riferimento al ced terra di casalincontrada,

vicino chieti e ho svolto attività di educatore

a m b i e n t a l e o p e r a t o r e m u s e a l e e

bibliotecario. ho svolto una ricerca sul campo

sul paesaggio delle case di terra di quella

zona e sono diventato testimone vivente di

quella cultura, come auto-costruttore,

restaurando diverse case di terra tradizionali,

per una decina di anni. la mia ricerca, man

mano si è allargata a tutto il meridione,


paesaggio e architettura rurale, semi, paesi,

borghi, musiche e balli. ho sempre studiato

molto, ogni giorno, scrivo, leggo e ascolto.

negli ultimi anni ho fatto ricerca nel campo

dell archeo astronomia, frequentando e

studiando diversi siti neolitici di puglia e

calabria. in quanto agli ecovillaggi ho iniziato

a frequentarli grazie a un amica che mi ha

portato tanti anni fa all arcipelago sagarote a

diamante, dove poi facemmo un laboratorio

di costruzione la casa di jojo, dedicato a tutte

le diversità: arte terapia, onodidattica, teatro,

giocolieria, clowneria, mimo. poi sono

arrivato al giardino della gioia dove abbiamo


fatto, negli anni, diversi laboratori di auto-

costruzione, un grande forno, una casa con le


balle di paglia, un tempio. i laboratori si sono

intrecciati sempre con yoga, permacultura,

forest garden, teatro, poesia, musica e balli.

ho frequentato molte altre piccole situazioni

comunitarie, mater felicia a bovalino e

terragi a verbicaro in calabria, terra di ea in

abruzzo, cosmo centrale a copertino, ecole

citrullo a cisternino in valle d’itria, dove ho

frequentato pure un ashram dedicato a

babagi. la terra cruda è stato il filo che mi ha

guidato aprendomi le porte di diverse


situazioni dall esoterismo alla spiritualità,

alla bioenergetica, alla musica tradizionale,

allo scambio dei semi, al teatro, allo yoga,

alla meditazione, la didattica scolastica e la

ricerca scientifica. per molti anni ho coltivato

un terreno di tre ettari dove c’era una casa di

legno, con un oliveto e un frutteto, seguendo

l ’ a g r i c o l t u r a n a t u r a l e d i f u k u o k a ,

trasformandolo in un esperimento di forest

garden. il posto lo avevo chiamato natural

om, la o con un puntino al centro, simbolo

dell uomo connesso con se stesso, con la

natura e il cosmo, simbolo del sole e della

fotosintesi clorofilliana. om suona come casa

in inglese uomo in dialetto e om come

respiro. il racconto di queste esperienze è già

un altra storia, per ora mi fermo qui, a presto

e grazie dell ascolto.


mediterrando


mentre passeggiavo lungo le sponde del

mediterraneo meditando e lavorando con la

terra pensavo alle gipsy brass band macedoni


alle fisarmoniche scassate dei ragazzi e alle

trombe nei mercati rionali ai tamburi africani

sulle spiagge estive a balkan beat box e

electric gipsy land alla musica turca e al

cinema di fatih akin in crossing the bridge;

all’architettura dell’egiziano hassan fathy e

del napoletano fabrizio carola; pensavo ai

tuareg, ai tinariwen al blues del deserto di

bombino alla musica gnawa di asnha el

becharia al flamenco gitano a creuza de mar

di fabrizio de andre alle trasmigrazioni

sonore di paolo fresu a zina di cesare dell

anna, giro di banda opa cupa e al ragno

mpoveritu nella doppia valenza del ragno

impoverito della tradizione e all uranio

impoverito, a gitanistan dei mascarimiri;

pensavo al canzoniere del lazio a luigi cinque

e alla tarantula iper text orchestra a

capossela e al suo paese dei coppoloni.

continuo a studiare alan lomax che mi da una

profondita di temi sconcertante. si riparla poi

di familismo amorale nella tradizione

meridionale di banfield, de martino di sud e

magia e le varie interpretazioni di psicomagia

di antonio infantino. la bella inchiesta di

scotellaro in contadini del sud. mediterraneo

grande focolare, pianeta plurale dove i


confini non stanno mai esattamente dove

crediamo che essi siano.


terramatta


vincenzo rabito contadino siciliano

analfabeta verso la meta degli anni

cinquanta; venuto in possesso di una

macchina da scrivere olivetti si è rinchiuso

nella sua stanza e ha scritto la storia della sua

vita; scrivendo per non sprecare lo spazio dei

fogli bianchi senza margini usando come

intergiunzione solo il punto e virgola; ne è

nato un libro divenuto nel tempo un

capolavoro letterario che ha dato vita a varie

interpretazioni letterarie e teatrali...


Ferdinando Renzetti - ferdinandorenzetti@libero.it